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Venezia: da lunedì 14 vaccinazioni senza prenotazione, al Civile, per gli ultrasessantenni

Ven, 11/06/2021 - 08:14

Ogni pomeriggio, gli utenti veneziani con più di 60 anni potranno recarsi all’Ospedale Civile per ricevere la vaccinazione in libero accesso: “Per i Veneziani che hanno più di sessant’anni e che vorranno ricevere il vaccino nel loro Ospedale, non servirà la prenotazione – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Edgardo Contato -. Anche al Civile, quindi, da lunedì 14 e in tutti i giorni feriali somministreremo il vaccino Johnson&Johnson in libero accesso, proprio come stiamo facendo da qualche settimana nei nostri grandi HUB vaccinali. L’Ospedale Civile si mette a disposizione con una postazione nella Sala degli Angeli, in orario pomeridiano, con l’obiettivo di servire in particolare la popolazione di questa parte della città, in parallelo al lavoro svolto nell’HUB di Piazzale Roma”.

La proposta dei “pomeriggi vaccinali” dell’Ospedale Civile si inaugura da lunedì 14 giugno, quando sarà attiva con orario 14.00-16.00. Sarà poi attiva tutti i giorni feriali, sempre dalle 14.00 alle 16.00, sempre in libero accesso riservato agli ultra 60enni. Il vaccino Johnson&Johnson, utilizzato in questa iniziativa, viene somministrato in dose unica, e permette quindi di conseguire la protezione antivirus con un’unica somministrazione.

I “pomeriggi vaccinali” si affiancano al lavoro già avviato al Civile sul fronte della vaccinazione, che ha visto il personale dell’Ospedale di Venezia operare nei primi mesi in particolare a vantaggio dei residenti più anziani; compiuto lo sforzo sugli over 80 anche il Civile, come gli altri presidi ospedalieri dell’Ulss 3 Serenissima, si è concentrato in particolare sulla vaccinazione dei soggetti fragili, tra cui quelli seguiti dai reparti dello stesso ospedale.

Le ulteriori informazioni sulla nuova iniziativa vaccinale sono pubblicate nel Sito dell’Azienda sanitaria (https://www.aulss3.veneto.it/Vaccino-COVID-19) dove ad essa è dedicato un riguardo con la georeferenziazione dell’Ospedale e della sede vaccinale.

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“Chi ama ricorda”: un libro su don Franco De Pieri. Presentazione martedì 22 giugno al teatro Toniolo di Mestre

Gio, 10/06/2021 - 17:02

A cinque anni dalla morte, la vita di don Franco De Pieri parla ancora dalle pagine di un libro, appena giunto in libreria. “Chi ama ricorda”, un suo motto divenuto celebre, è il titolo scelto per la biografia scritta da Paolo Fusco ed edita da Marsilio (pp. 304, 24 euro, postfazioni di mons. Domenico Battaglia e di Luciano Squillaci).

A Mestre il nome di don Franco è legato al Centro di solidarietà Don Milani, da lui fondato e guidato per trent’anni: cinquemila si stima che siano i giovani da lui strappati all’eroina e ad altre forme di dipendenza. Negli anni della sua presidenza, una realtà nata dall’opera di pochi volontari è divenuta un’impresa del sociale da oltre centocinquanta dipendenti, grazie al suo fiuto per gli affari, eredità nordestina, della sinistra Piave. Stimato in tutta Italia tra quanti operano nel campo delle tossicodipendenze, don De Pieri è stato anche vicepresidente della federazione mondiale delle comunità terapeutiche.

Altri hanno invece conosciuto e apprezzato don Franco come prete, al fianco di mons. Vecchi a San Lorenzo prima; poi come parroco al Corpus Domini e a San Paolo. Ha battezzato, cresciuto e sposato generazioni di persone; è stato guida e riferimento della Mestre bene e di quella che zoppica, sacerdote cattolico e “sacerdote laico”, capace di accompagnare anche chi non crede o crede a metà.

La sua vicenda umana si interseca con la storia cittadina: il rapimento e l’uccisione di Giuseppe Taliercio, la nascita del rione Pertini, lo sviluppo di una galassia di cooperative che offre lavoro a chi non sarebbe in grado di trovarlo altrove. Fino a  quando, ormai in età avanzata, decide di spendere gli ultimi anni della sua vita in missione, facendo appassionare alla realtà brasiliana un gran numero di mestrini.
Tutto questo e molto altro viene raccontato in un libro di trecento pagine, che scorre come un romanzo. Firmano la postfazione il nuovo arcivescovo di Napoli, mons. Domenico Battaglia, fraterno amico di don De Pieri, e Luciano Squillaci, attuale presidente della Federazione italiana delle Comunità terapeutiche.

L’autore del volume è Paolo Fusco, 54 anni, giornalista. Ha ricoperto per ventitré anni l’incarico di redattore nel settimanale Gente Veneta, prima di entrare, da docente, nel mondo della scuola. Ha già pubblicato una biografia del “maestro” di don Franco De Pieri: Un prete di domani. Valentino Vecchi: storia di un sacerdote, una chiesa, una città (Marcianum Press 2014)

Il Centro Don Milani, con la collaborazione del gruppo “Chi serve serve”, sta preparando una presentazione del volume: si terrà al teatro Toniolo di Mestre, il prossimo 22 giugno. I diritti d’autore del libro saranno devoluti al Centro Don Milani.

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Ricostruire il proprio albero genealogico dal 1700? In parrocchia a Cavallino ora si può

Gio, 10/06/2021 - 15:00

Un progetto con una lunghissima gestazione, nato negli ultimi anni del ministero pastorale di don Gino Fiorese, parroco a Cavallino dal 1962 al 2000, ricordato dalla sua comunità per la passione per la modernità e la tecnologia (appena era stato possibile aveva acquistato, tra i primissimi in diocesi, un software per gestire l’anagrafe corrente dei propri parrocchiani).

Parliamo di tecnologia per mettere assieme la storia e ottenere un risultato unico in tutto il Veneto. La parrocchia di Santa Maria Elisabetta di Cavallino è la prima della Regione ad offrire uno strumento di ricerca online sulle anagrafi storiche conservate nel proprio archivio per gli anni antecedenti al Novecento, quando territorialmente includeva anche Lio Maggiore a nord e si estendeva verso ovest fino quasi a Ca’ Vio.

La presentazione del progetto è avvenuta domenica e lunedì scorsi, durante l’approfondimento dal titolo “Architettura, Web, Storia”, nella chiesa antica di Cavallino in occasione della festa del patrono. Ai fedeli, oltre ad una riflessione introduttiva del parroco don Fabio Miotto, è proposta una visita “statica” (da seduti) all’architettura e alle opere d’arte custodite nella chiesa.

A seguire c’è stata la presentazione (vedi foto d’apertura) del nuovo sito web delle parrocchie di Cavallino e del Sacro Cuore di Ca’ Vio (www.parrocchiecavallinocavio.it), curato da Francesco Vanin e da Silvia Valentini che, oltre alle pagine dedicate alle chiese e all’attualità della vita della comunità, mette a disposizione vari approfondimenti storici, tra cui una sezione dedicata alle anagrafi parrocchiali per gli anni 1700-1899. Ed è questo il progetto innovativo, grazie al quale nel nuovo sito è stata pubblicata l’anagrafe parrocchiale riferita al periodo 1700-1899 per un totale di 7.200 atti recuperati grazie alle ricerche di Piero Santostefano e Sandra Martin.

A differenza di quanto pubblicato da altre parrocchie (per esempio S. Maria del Fiore di Firenze) o da altre diocesi (Reggio Calabria – Bova), non si tratta della digitalizzazione delle pagine dei registri canonici (che richiedono tempi molto più lunghi di indagine): si è resa immediata l’interrogazione e la cattura dei dati necessari alla ricostruzione degli alberi genealogici per il periodo 1700-1899 o per altre occasioni di studio. Si aprono ora altre prospettive per il gruppo di lavoro: la più immediata allargare a tutto il territorio del Comune di Cavallino-Treporti la medesima rielaborazione dei dati dei libri canonici.

Giuseppe Babbo

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Mestre, ospedale all’Angelo: asportato un “gozzo” di 600 grammi

Mar, 08/06/2021 - 14:30

A un paziente dell’Ospedale all’Angelo di Mestre è stato asportato un gozzo del peso di oltre 600 grammi. Il “gozzo tiroideo”, cioè il rigonfiamento anomalo della tiroide, una ghiandola che si trova nella regione del collo, è un fenomeno diffuso; rarissimo è che raggiunga un simile peso e un volume tale da provocare gravi difficoltà, intralciando addirittura la funzione respiratoria e quella cardiaca.

“È accaduto ad un nostro paziente di 63 anni – spiega il professor Roberto Spinato, dell’Otorinolaringoiatria dell’Angelo – che ha sviluppato un gozzo tiroideo di più di 30 centimetri di lunghezza. Va detto che i gozzi immersi, o cervico toracici, rappresentano una entità patologica rara, e il più delle volte asintomatica; possono però dare complicanze molto gravi per l’azione di compressione che esercitano su organi vitali come trachea, esofago ed apparato cardiovascolare. Rarissime sono le forme ectopiche e di dimensioni notevoli: basti pensare che una tiroide normale pesa circa 20-30 grammi a fronte dei 600 grammi raggiunti dal ‘gozzo’ del nostro paziente. Un rigonfiamento così voluminoso e invasivo non poteva che essere affrontato con un intervento chirurgico, e ci ha portato quindi ad una sternotomia completa”.

L’eccezionale intervento, necessario perché il “gozzo” dava evidenti segni compressivi sulla trachea e sull’apparato cardiovascolare, provocando dispnea da sforzo, fibrillazione atriale, stasi venosa e linfatica al collo, è stato compiuto in questi giorni all’Ospedale dell’Angelo. È stato eseguito dalle équipe chirurgiche dell’Otorinolaringoiatria e della Chirurgia toracica, che oramai da tempo lavorano in team per affrontare problematiche che interessano le vie respiratorie. L’equipe chirurgica, composta dal professor Roberto Spinato e dal dottor Doriano Politi del Reparto di ORL e dal dottor Cristiano Breda, Primario della Chirurgia toracica, ha affrontato, con buon esito e senza alcuna complicanza, l’intervento molto delicato, che prevedeva una fase cervicale e una fase toracica.

“L’incisione cutanea, effettuata dapprima nella regione del collo per l’accesso alla loggia tiroidea – spiega il Primario Cristiano Breda – veniva estesa sul torace, per poi eseguire una sternotomia completa al fine di dominare la componente toracica della malattia. La componente intratoracica del gozzo da asportare, infatti, raggiungeva la porzione posteriore dell’arco aortico e una parte del rigonfiamento anomalo era autonoma e completamente staccata dalla tiroide e giaceva anteriormente a contatto con lo sterno, raggiungendo il margine inferiore dello sterno stesso, comprimendo la trachea fino a renderla filiforme”.

Durante l’intervento si è evidenziato come la parte profonda intratoracica della tiroide improntava il pericardio; si provocava così una compressione del muscolo cardiaco, che era la probabile causa della fibrillazione atriale della quale il paziente soffriva. A complicare ulteriormente l’intervento, per un più elevato rischio di emorragia, erano i farmaci anticoagulanti assunti proprio a seguito delle difficoltà cardiache.

Con questo intervento chirurgico si conferma e si rinnova l’efficace collaborazione tra i chirurghi ORL e i chirurghi toracici dell’Ospedale dell’Angelo, che già hanno eseguito interventi combinati, anche se mai avevano affrontato una sternotomia completa e con un caso di tali dimensioni: “Questa collaborazione – sottolinea il Primario Doriano Politi – ha permesso di risolvere un caso estremamente complesso senza complicanze: nessuna ricaduta si è avuta in particolare sui nervi ricorrenti che fanno muovere le corde vocali, né sulle paratiroidi che regolano il metabolismo del calcio, né sulla trachea notevolmente complessa e sulle strutture cardiovascolari”.
Due giorni dopo l’intervento il paziente già iniziava a deambulare e si alimentava normalmente.

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Antica Scuola dei Battuti di Mestre: create 40 Pigotte per Unicef Venezia

Lun, 07/06/2021 - 16:29

Mille bambole di pezza, le Pigotte, confezionate minuziosamente a mano da anziane ospiti, ma anche da educatrici, familiari e volontarie dell’Antica Scuola dei Battuti, il centro servizi che ha sede in via Spalti a Mestre e fa parte di IPAV, Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane.
In vent’anni l’attività di produzione di bambole non si è mai fermata, nemmeno durante la pandemia: in questi giorni, infatti, ne sono state consegnate una quarantina, destinate a Unicef Venezia.

«In questi giorni abbiamo consegnato quaranta Pigotte confezionate durante lo scorso lungo inverno di isolamento assoluto», sottolinea l’educatrice dell’Antica Scuola dei Battuti, Mariagrazia Menegazzo. «Ci siamo organizzate per lavorare per fasi successive, senza contatti diretti e ovviamente rinunciando al lavoro di gruppo. Maria e Gigia sono le ospiti novantenni che hanno lavorato le Pigotte nella propria stanza; poi ci sono stati i contributi delle operatrici Donatella, Rosa, Raffaella, Michela e delle volontarie Anna, Elisa, Nadia, Gianna, Alba, Cristina. Si tratta di un’attività emozionante che mette continuamente in gioco la creatività stimolando la fantasia e l’ingegno di chi vi partecipa».

«Il gruppo di lavoro negli anni non si è mai fermato, arrivando a produrre ogni anno anche sessanta, settanta bambole», raccontano Andrea Zampieri, direttore dell’Antica Scuola dei Battuti, e Sandra Tiozzo, coordinatrice degli educatori. «Tra le nonne ci sono state figure mitiche come Jolanda che, arrivata a 70 anni in casa di riposo, ha continuato a cucire Pigotte fino a quando è morta, a 90 anni: il sogno di questa nonna era arrivare a confezionare 100 bambole di pezza ogni anno. E nel tempo, oltre alle anziane ospiti più brave nei lavori di cucito e nelle attività creative, si sono aggiunte figlie e parenti e molte dipendenti di Ipav, non soltanto tra le educatrici».

Orgoglioso anche il presidente di Ipav, Luigi Polesel: «Progetti come questo rendono evidente l’impegno delle educatrici e di tutti i nostri operatori che non finirò mai di ringraziare perché alla professionalità associano grande umanità e sensibilità. E’ bellissimo constatare che le Pigotte sono una grande passione per un folto numero di donne di tutte le età: chi è brava nel disegno, dipinge il visetto; chi sa cucire, confeziona gli abitini; infine ci sono i capelli di lana da lavorare con abilità raffinate. Un’attività corale realizzata per sostenere le iniziative di Unicef».

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Confindustria Venezia: tecnici introvabili per il 60% delle imprese. Accordo per la formazione nel Nordest

Lun, 07/06/2021 - 16:01

Ingegneri e tecnici industriali, informatici, laureati in matematica, fisica, chimica sono introvabili per il 60% delle imprese. Non si approfitta della ripresa senza i profili e le competenze Stem (l’acronimo inglese per scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) di cui le imprese hanno bisogno. Ingegneri e tecnici industriali, elettronici ed informatici, laureati in matematica, fisica, in indirizzo chimico-farmaceutico, tecnici superiori Its sono difficilmente reperibili o introvabili.

È in questo contesto che nasce l’accordo di collaborazione siglato tra le società di formazione di Assindustria Venetocentro (Fòrema, Unis&F) e Confindustria Venezia (Punto Confindustria) e SMACT Competence Center, il centro di competenza ad alta specializzazione per l’Industria 4.0 del Triveneto, che raggruppa 11 Università e centri di ricerca del Nord Est e 30 imprese partner.

Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia

Il progetto, denominato Dive into future improvement, prevede undici corsi verticali e abilitanti, al via il 15 giugno fino al 5 novembre, in videoconferenza sulla piattaforma messa a disposizione da SMACT, per capire i contenuti «dietro gli slogan» del 4.0, acquisire strumenti di analisi e competenze funzionali a implementare le scelte aziendali verso la «trasformazione digitale» e 4.0, in ambiti quali l’applicazione dell’intelligenza artificiale in tutti gli ambiti organizzativi (plant e organizzazione degli stabilimenti), le applicazioni di realtà aumentata e virtualizzazione dei processi produttivi, linee di assemblaggio evolute, robotica avanzata e collaborativa, Big data, cloud computing e IoT per l’analisi e gestione di dati complessi, gestione della performance e cybersecurity.

«Nell’economia fondata sulla conoscenza – dichiara Leopoldo Destro, Presidente Assindustria Venetocentro – la competizione tra aziende e sistemi Paese avverrà sempre di più sul terreno delle competenze. Questo renderà la formazione, lo studio continuo, quindi la qualità del capitale umano, uno degli elementi fondanti della nostra capacità di garantirci un futuro di crescita duratura e sostenibile. Sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Tre elementi profondamente interrelati e che vedono nelle competenze il tratto comune».

«È significativo che il percorso di collaborazione con Assindustria Venetocentro veda, tra gli atti più importanti, questo progetto formativo sull’innovazione 4.0 – dichiara Vincenzo Marinese, Presidente Confindustria Venezia -. La partnership tra le nostre società di servizi e una eccellenza quale è SMACT indica chiaramente la direzione che intendiamo intraprendere. Il futuro insieme, del resto, guarda al capitale umano, alla tecnologia, alla digitalizzazione e alla moltiplicazione delle competenze, con l’obiettivo di incrementare la competitività delle nostre imprese, sia in Italia che all’estero».

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Scuole chiuse, centri estivi full. Famiglie con il cerino in mano

Lun, 07/06/2021 - 10:17

Le famiglie veneziane se ne stanno accorgendo loro malgrado. I centri estivi quest’anno sono talmente gettonati da risultare pieni, con tanto di liste d’attesa. Richiestissimi, ma purtroppo limitati nel numero. Vuoi perché le linee guida nazionali sono arrivate tardi e non tutte le realtà si sono potute organizzare per tempo, vuoi perché la pandemia ha provocato qualche dissesto anche tra le associazioni e le cooperative che fornivano il servizio estivo… l’offerta insomma si è ridotta.

Per non parlare di quella proposta del ministro dell’Istruzione che appena insediato prefigurava una scuola estiva per tutti: il risultato è invece che solo il 10% delle scuole (dato nazionale) ha aderito alla proposta attivando una serie di corsi estivi. Per il resto si va in ordine sparso. Pochi centri estivi, peraltro costosi, per coprire un vuoto di almeno due mesi: la scuola (dalle elementari in su) finisce infatti questa settimana. E per chi rimane fuori da questi servizi, giugno e luglio diventano un problema, a maggior ragione ora che la tanto attesa “ripartenza” sta arrivando. Le attività economiche, specie quelle legate al turismo, si stanno rimettendo in moto e non è certo il momento di chiedere ferie.

Ma chi ha i bambini a casa cosa fa? Una risposta viene dai Grest che fortunatamente sono stati organizzati da numerose parrocchie in diocesi, anche se con qualche limitazione negli orari e nella durata dei periodi. Ma ancora una volta il cerino rimane in mano alle famiglie e a quel “terzo settore” chiamato di volta in volta a mettere una pezza alle mancanze delle amministrazioni, locali o nazionali che siano.

Serena Spinazzi Lucchesi

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Verità della Relazione, nell’anelito a Dio: la filosofia in musica di Franco Battiato

Lun, 07/06/2021 - 06:54

Un artista in ricerca e in dialogo con l’Assoluto, così potremmo definire Franco Battiato, musicista poliedrico di straordinaria versatilità, cimentatosi in una sorprendente varietà di generi, dal pop alla musica sperimentale elettronica, dal rock sino al classico, lirico e sacro, e in ciascuno di questi con personalità e originalità tali da restituirne di volta in volta un’espressione particolarissima, al punto che si percepisce un flusso artistico creativo che li rende tutti intercomunicanti, ed è forse riconducibile a quella dimensione di religiosità tensionale aperta, “sperimentale” anch’essa, di cui pressoché tutta la sua produzione risulta pervasa.

Di Battiato colpisce la raffinata preparazione tecnico-compositiva, che sovente si esprime in fini tessiture di innegabile sapienza contrappuntistica, l’ampia documentazione pazientemente condotta in anni di letture e viaggi, la capacità di attenersi a un registro di razionalità nella valutazione delle culture e tradizioni spirituali incontrate e conosciute, dove se accanto a moltissime felici intuizioni si incontrano posizioni e dichiarazioni non sempre condivisibili, l’atteggiamento di fondo ci appare comunque animato da un’apprezzabile onestà intellettuale.

Frammenti d’esperienza, vorticosamente, s’agitano, attorno alla ricerca di un centro di gravità permanente, come nella nota canzone dell’album La voce del padrone del 1981, dove un caleidoscopio di brevi immagini situazionali spaziotemporalmente dislocate e nutrite di riferimenti storici e letterari compongono l’universo fluttuante di un’esperienza frammentaria che cerca di coagularsi intorno a un centro che permetta di giudicarne riconducendo la realtà a significati stabili, rimossi fino allo smarrimento esistenziale nella temperie postmoderna. Più che ad un appello alla stabilità di un fondamento veritativo ontologico-metafisico, però, siamo di fronte al riferimento ad uno stato di coscienza.

Già in quegli anni sulla produzione artistica del cantautore siciliano si fa sentire l’influsso del filosofo e mistico di origine greco-armena Georges Ivanovič Gurdjieff, e il “centro di gravità permanente” è lo stato di equilibrio della coscienza di un soggetto che dopo un lungo e paziente lavoro su di sé riesce ad armonizzare i diversi centri dei propri stati percettivi e intellettivi, volitivi e motori, e perciò ad equilibrare pure l’osservazione e il giudizio sul mondo esterno. Una concezione di indubbia derivazione gnostica, presentandosi il punto d’equilibrio raggiunto come conseguimento di un faticoso lavoro di sé su sé stessi – ma sarebbe riduttivo confinare in questo schema un artista che dimostrerà di spezzarne i limiti sotto molti aspetti – ancorché interessante nelle suggestioni di un tale appello a una qualche unificazione dell’esperienza. Un’unificazione che la tradizione cristiana vede realizzarsi in massimo grado nel vissuto esemplare della vita monastica.

E di fatto, della complessa, sempre in trasformazione e in cammino, esperienza religiosa di Battiato, la nota forse più caratterizzante è senza dubbio la dimensione meditativa e contemplativa, nettamente avvertibile nelle sue composizioni più impegnate, che lo ha portato in prossimità dell’esperienza del monachesimo. Fu lui stesso a dichiarare tale apprezzamento e a riferire di pur brevi esperienze di vita in monasteri, in piena condivisione dei tempi e della vita di preghiera delle comunità ospiti, con lunghi momenti di ritiro e di ascolto. Tale inclinazione lo avvicinò, tra le mistiche del Vicino Oriente, in particolare al sufismo, mentre pare che negli ultimi anni l’artista abbia vissuto una più marcata prossimità al Cristianesimo cattolico.

Quella di Battiato appare, di fatto, più che una forma di sincretismo, una religiosità policentrica in continua evoluzione sotto la spinta di un’appassionata ricerca, con l’apporto di contributi filosofici, in virtù anche del coinvolgimento di Manlio Sgalambro come co-autore di diversi testi, benché l’impronta schopenhaueriana e nichilista di questi appaia sotto molti aspetti dissonante dalla sensibilità dell’artista catanese. Vi è, in questa ricerca, che spazia dal monachesimo cristiano al sufismo e al buddhismo tibetano, e nei suoi esiti artistici, la capacità di rifondere gli immaginari simbolici e i linguaggi delle diverse esperienze e tradizioni religiose in un modo tale da saper parlare all’animo credente di chi si posiziona in una precisa prospettiva come quella teologica cristiana, evocando precisi riferimenti densamente significativi della propria comprensione dell’esistenza.

La consapevolezza di una Presenza che si china sull’uomo provato dalla vita è chiaramente espressa in Lode all’Inviolato (1993): «Ne abbiamo attraversate di tempeste / e quante prove antiche e dure / ed un aiuto chiaro da un’invisibile carezza / di un custode. / Degna è la vita di colui che è sveglio / Ma ancor di più di chi diventa saggio / E alla Sua gioia poi si ricongiunge. / Sia Lode, Lode all’Inviolato / Lode all’Inviolato», dove non manca un cenno all’esperienza del male ricondotta alla lontananza da Dio, e subito ridisegnata nei termini di positiva confidenza dell’inestinguibilità della Sua luce: «Quanti miracoli, disegni e ispirazioni / e poi la sofferenza che ti rende cieco. / Nelle cadute c’è il perché della Sua assenza / Le nuvole non possono annientare il Sole».

Un’autentica vetta della sua produzione, in tal senso, è L’ombra della luce (1991), ispirato al Libro dei morti tibetano, ma con affondi teologici assonanti con la comprensione giudaico-cristiana, il cui titolo esprime il fatto che le gioie più intense e gli stati di quiete più profondi che è dato esperire in questa vita, «la pace che ho sentito in certi monasteri, / o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa, / sono solo l’ombra della luce». L’arte di Battiato qui si eleva a preghiera: «Ricordami, come sono infelice / lontano dalle tue leggi; / come non sprecare il tempo che mi rimane. / E non abbandonarmi mai… / Non mi abbandonare mai!».

Tema dominante della spiritualità in musica di Battiato, e splendidamente percorso, è quello della relazione intersoggettiva, che ha dato forma ad opere di alto significato umano quali E ti vengo a cercare (1988), eseguita anche davanti a Giovanni Paolo II in Sala Nervi, il 18 marzo 1989, dove la relazionalità autentica e profonda con la persona altra è considerata nella circolarità sostanziante del ritorno presso di sé – «E ti vengo a cercare / anche solo per vederti o parlare / perché ho bisogno della tua presenza / per capire meglio la mia essenza» –, e dove il necessario superamento dell’effimera mediocrità dell’appagarsi «di piccole gioie quotidiane» richiama per analogia l’intensità della vita contemplativa e invita a «fare come un eremita / che rinuncia a sé».

Ancor più significativa e toccante in tal senso La cura (1997), che trasfigura la relazione nell’atto d’amore fondamentale e permanente del prendersi cura della persona amata nei suoi limiti e fragilità, e che si presta a diversi livelli di interpretazione, sino al piano teologico, se pensiamo che il tutto sembra assumere i toni di un canto d’amore del Creatore alla sua creatura, se non altro perché quanto promette il testo apparirebbe, umanamente, un compito ineseguibile, a meno che, in questo amore disposto a farsi carico di tutto e a superare «le correnti gravitazionali / lo spazio e la luce per non farti invecchiare», non si accenda in chi lo proferisce il riflesso dell’amore stesso di Dio, e in tal modo possa assumere senso anche umanamente: «E guarirai da tutte le malattie / Perché sei un essere speciale / Ed io, avrò cura di te».

Il sacro, ampiamente percorso nell’esperienza artistica di Battiato, è dominante nella sua produzione lirica e “classica”, di cui una vetta è senza dubbio la particolarissima Messa arcaica per soli, coro e orchestra, eseguita il 24 ottobre 1993 nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi: una composizione di grande intensità nell’originale costrutto che ricalca lo schema tradizionale del genere (con una limitazione del Credo ai soli articoli trinitari) in una magistrale fluidità delle soluzioni compositive che conferiscono profondità meditativa e lineare coerenza all’insieme: un esempio di quella che, a riguardo della sua produzione, è stata definita per le sue caratteristiche, all’ascolto, di distensione quasi metatemporale, “musica ferma”.

Ma potremmo citare ancora l’opera Telesio (2011), ispirata alla figura del filosofo naturalista rinascimentale, dove l’artista riprende l’Attende Domine nella precisa linea del gregoriano, corredandola di una delicata e sobria orchestrazione originale. In questo filone lirico-classico ricordiamo ancora le opere Genesi (1987), dalla complessa architettura in cui convergono adattamenti di testi antichi dal sanscrito, persiano, greco e turco e trovano spazio un Rorate coeli e un Kyrie, in cui recupera con sapiente misura atmosfere e strutture sonore delle sperimentazioni dei primi anni, e Gilgamesh (1992), in cui compare un elaborato e suggestivo Pater noster per soli, coro e orchestra.

Una musica colta e ricercata, quella di Battiato, intessuta di toni delicati e sfumature; concepita, con le sue fini tessiture compositive distese su note dilatate, quasi stirate, su cromatismi soppesati e sfumati in passaggi a volte più avvertibili per il minimalismo contrappuntistico strutturale, quasi acquarellato, sottostante, quasi lo scorrere di una dimensione metatemporale – «Un Oceano di Silenzio scorre lento […]» –, … concepita, dicevamo, per i silenzi dello spirito e tanto lontana dalla saturazione di rumore e inquinamento acustico del nostro tempo da rappresentare oggi un prezioso patrimonio di (ri)educazione a quell’ascolto che non sarà mai veramente tale se non saprà farsi, ancora, silenzio. «[…] Quanta pace trova l’anima dentro / Scorre lento il tempo di altre leggi / di un’altra dimensione / E scendo dentro un Oceano di Silenzio sempre in calma» (Oceano di silenzio, 1988).

Alberto Peratoner

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Caso Marco Zennaro: il Patriarca Moraglia in contatto con il Rappresentante pontificio in Sudan

Dom, 06/06/2021 - 16:52

Il Patriarca Francesco Moraglia nei giorni scorsi ha preso contatto con il rappresentante pontificio, il Nunzio apostolico in Sudan ed Eritrea, S.E. Mons. Luís Miguel Muñoz Cárdaba in riferimento alla dolorosa vicenda che riguarda l’imprenditore Marco Zennaro (della Diocesi di Venezia) e la sua famiglia.

Da oltre due mesi Marco Zennaro è trattenuto in stato di detenzione nel Sudan in condizioni che destano grave preoccupazione per la sua salute fisica e per la sua tenuta psicologica.
Il Patriarca ha chiesto l’interessamento del Nunzio sul piano umanitario e per quanto possibile su quello diplomatico. Mons. Cárdaba si è quindi attivato per quanto nelle sue facoltà.

Il Patriarca è vicino alla famiglia di Marco Zennaro, già informata del suo interessamento e della disponibilità del Rappresentante pontificio, ed assicura il costante ricordo nella preghiera mentre rimane aperto il contatto con il Nunzio apostolico per seguire gli ulteriori sviluppi della situazione.

Il Patriarca Francesco nel corso della celebrazione della Santa Messa di questa sera, Solennità del Corpo e del Sangue del Signore, che si svolgerà a partire dalle ore 18 presso la basilica cattedrale di San Marco Evangelista, continuerà ad offrire al Signore la sua preghiera per Marco Zennaro e la sua famiglia. Insieme al Patriarca, la Diocesi veneziana si stringe a questo suo figlio detenuto.

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Avis Veneto, nel drammatico 2020 aumentato il numero dei donatori. Donazioni di sangue in calo, ma in calo anche la richiesta

Sab, 05/06/2021 - 15:53

Nell’anno critico del Covid, 9.715 cittadini sono diventati nuovi donatori di sangue e plasma in Veneto, superando l’anno precedente, che ne aveva registrati 9.660. Molte nuove leve si sono iscritte ad Avis e Abvs-Belluno nel bel mezzo della pandemia, sono in stragrande maggioranza giovani e per il 54% donne.

“Una boccata d’ossigeno per l’associazione –spiega il presidente di Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello – frutto del forte messaggio esercitato nell’opinione pubblica perché si continuasse a donare e a diventare donatori anche durante il lockdown, quando i cittadini erano intimoriti dal dover entrare negli ospedali e confusi dalle normative relative agli spostamenti. È stata dura, perché nessuno era preparato ad uno sconvolgimento simile, ma i veneti hanno capito che dietro i nostri inviti c’erano e ci sono i malati e si sono fatti avanti”.

Donazioni. È così che l’Avis regionale, con le sue 6 Avis provinciali, Abvs Belluno e le 356 Avis comunali, è riuscita a coprire ogni necessità di terapia trasfusionale in tutti gli ospedali del Veneto, grazie all’efficace interscambio tra le varie provincie, con quelle eccedenti a supportare le carenti. Nel 2020 sono state raccolte da donatori Avis e Abvs in totale 199.347 donazioni tra sangue (169.864), plasma (26.499) e piastrine/altro (2.984).

Con il massimo rigore in osservanza delle disposizioni ministeriali, in tutte le province si è continuato a donare in sicurezza presso i Centri trasfusionali degli ospedali (per un totale di 154.240 donazioni) e nelle province di Padova, Treviso e Venezia anche presso i Centri di raccolta gestiti da Avis (che hanno contribuito con 45.107 donazioni, pari al 22% del totale. Nello specifico Padova per il 24,7%, Treviso per 28,87% e Venezia per il 44,63%) in convenzione con le Aziende ospedaliere/sanitarie provinciali, alle quali viene conferito tutto il sangue raccolto (regolarmente accreditato dal Servizio sanitario regionale).
Criticità ci sono state alla chiusura/riconversione in strutture Covid di alcuni ospedali che hanno bloccato temporaneamente anche l’attività donazionale dei loro Centri trasfusionali, all’inziale confusione delle autocertificazioni, alla precarietà del lavoro… ma il rallentamento e il blocco per mesi di reparti e interventi chirurgici in Veneto ha “bilanciato” il calo generale delle donazioni. Se, infatti, la raccolta di sangue è diminuita del 6.95%, sono calati del 6.33% anche i consumi.

“Ciò ha fatto sì che a nessun ammalato sia mancato il sangue nel momento del bisogno, e che si sia riusciti a mandarne anche in Sardegna – ha spiegato Brunello nel corso dell’assemblea di Avis regionale, tenutasi il 5 giugno a distanza, dopo un rinvio di due mesi a causa della pandemia – e di questo dobbiamo andare tutti fieri in Veneto. Non era così scontato in una situazione tanto difficile e nuova, ma donatori, volontari, dirigenti e tantissimi cittadini si sono impegnati al massimo e alla fine ce l’abbiamo fatta”.

Donatori. Il numero complessivo dei donatori Avis e Abvs in Veneto è, tra l’altro, finalmente tornato a crescere dopo qualche anno di calo ed è arrivato a 129.881. Quasi un terzo dei donatori è sotto i 35 anni.
L’analisi dei dati ci dice anche che in Veneto i donatori di origine straniera sono il 4,4%, (3% da altri Paesi europei, ad esempio dell’Est Europa e l’1,4% da fuori Europa, per lo più dall’Africa).
La provincia con più donatori Avis è Treviso con 30.874, seguita da Venezia 26.394, Padova 25.541, Verona 20.712, Rovigo 10.428, Vicenza 9.565. L’Abvs Belluno ha 6.367 donatori.

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Inaugurato il Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco: 3500 metri quadrati, agli Arzeroni, per le esigenze dei più deboli

Sab, 05/06/2021 - 15:31

Sabato 5 giugno la Fondazione Carpinetum e l’associazione Il Prossimo (associazione di volontariato creata nel 2015 da don Gianni Antoniazzi, don Armando Trevisiol, suor Teresa del Buffa, Andrea Groppo e Edoardo Rivola per incorporare tutti i volontari e le attività solidali della Fondazione Carpinetum e dei Centri don Vecchi) hanno inaugurato in via Marsala agli Arzeroni (vicino a via don Tosatto/don Peron, oltre la rotonda che unisce il Terraglio e il cavalcavia verso l’ospedale cioè via Bacchion) il “Centro di solidarietà cristiana papa Francesco”.

Le persone presenti oggi all’inaugurazione del Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco

Il Centro, della superficie di 3.500 metri quadrati, è stato inaugurato alla presenza delle autorità religiose e civili: erano presenti il Vicario fornaeo di Mestre, don Natalino Bonazza, il sindaco Brugnaro, e gli assessori De Martin, Venturini e Boraso. Come spiega Edoardo Rivola, consigliere della Fondazione e presidente dell’associazione Il Prossimo che gestirà con i suoi volontari il lavoro del Centro, nella nuova struttura verrà trasferito quello che adesso viene fatto nei magazzini del Don Vecchi 2.

Ogni mattina i volontari dell’associazione Il Prossimo si recano con i furgoni nei supermercati con cui c’è una convenzione e viene raccolto il cibo in scadenza, che viene donato dai supermercati, e poi portato nei magazzini. Idem con vestiti che vengono donati da negozi d’abbigliamento basandosi sull’invenduto. Ma in questo caso si raccoglie anche il vestiario in buone condizioni donato dai privati cittadini. Per i mobili invece tutto dipende dai privati cittadini che chiamano e viene mandato qualcuno a valutarne lo stato: se in buone condizioni viene portato nel Centro.

Marco Monaco

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Arrivano le paline per la ricarica dei motori elettrici delle barche: due saranno installate a Venezia

Ven, 04/06/2021 - 16:30

Un modo per pensare la navigazione del futuro, in maniera sostenibile e nel rispetto dell’ambiente. E’ stato presentato oggi, venerdì 4 giugno, al Salone Nautico all’Arsenale di Venezia, il progetto e-concept che, attraverso delle paline chiamate e-dock e del tutto simili a quelle usate per ormeggiare, rappresenta la prima infrastruttura di ricarica per la nautica elettrica. Alla conferenza è intervenuto il sindaco Luigi Brugnaro. Presente anche l’assessore all’Ambiente Massimilano De Martin.

“Sono orgoglioso di tutti coloro che si impegnano in questo settore e siamo noi che dobbiamo ringraziarli per lo sforzo che stanno facendo” ha detto Brugnaro. “Il Salone Nautico aiuta a studiare la progettualità del futuro, come quella che viene presentata oggi. Partiamo con una fase sperimentale con le istallazioni delle prime paline, ma il percorso proseguirà. A Venezia, tra i temi da considerare, c’è anche quello del rumore in centro storico e in quest’ottica stiamo sperimentando un sistema di ibridazione di motori anche per i mezzi di raccolta rifiuti, in modo da abbassare l’inquinamento acustico. E’ un lungo cammino senza una soluzione unica, che deve cambiare abitudini consolidate da 40 anni”.

“Come Amministrazione – ha proseguito il primo cittadino – abbiamo stanziato un milione e mezzo di euro per incentivare l’ibridazione dei motori per trasportatori e tassisti in laguna. Stiamo anche trasformando tutti gli autobus del Lido e di Pellestrina rendendoli elettrici e, tra le fonti pulite, crediamo tantissimo nell’idrogeno. Infatti siamo pronti a realizzare il primo impianto a Mestre, che sarà il primo distributore di idrogeno in Italia. Un ulteriore passo verso una mobilità e un turismo sostenibile”.

Durante l’iniziativa sono stati svelati i due punti ricarica pubblica che, in collaborazione con Veritas, verranno installati in città ed è stata annunciata la sistemazione di una terza palina nell’isola di San Servolo. Si aggiungono alla prima struttura, a uso privato, già presente in Fondamenta della Misericordia.

La giornata è stata anche l’occasione per parlare della collaborazione con il Comune di San Felice del Benaco, rappresentato in conferenza dall’assessore al Bilancio Marco Baccolo, che attiverà altre due paline sul lago di Garda. Al tavolo presenti anche Federico Adolfo, in rappresentanza del Gruppo Veritas, e Claudio Iannelli, responsabile di e-concept.

I punti ricarica sono realizzati con il design tipico della palina da ormeggio veneziana e utilizzano prese di tipo 2, modo 3, nel rispetto dei requisiti di sicurezza allineati agli standard di ricarica per il trasporto terrestre. Il progetto e-dock è stato inserito nella proposta che ha permesso a Venezia di essere selezionata tra le 126 città europee che partecipano al bando ICC – Intelligent City Challenge.

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Vaporetti, bus e tram Actv: cambiano alcuni orari e servizi, ecco le novità

Ven, 04/06/2021 - 15:34

AVM/Actv informa che, a partire da domenica 6 e lunedì 7 giugno, vengono introdotte alcune modifiche al servizio di trasporto pubblico di navigazione, tranviario e automobilistico urbano e extraurbano.

NAVIGAZIONE – da domenica 6 giugno 2021

Linea 2/ – servizio effettuato tutti i giorni con 6 corse all’ora con il seguente orario: da P.le Roma F per Ferrovia e Rialto dalle ore 07:11 alle ore 19:41 ai minuti 01-11-21-31-41-51 | da Ferrovia B per Rialto dalle ore 07:15 alle ore 19:45 ai minuti 05-15-25-35-45-55 | da Rialto C per Ferrovia e P.le Roma dalle ore 07:32 alle ore 20:02 ai minuti 02-12-22-32-42-52
Linea 11 – le corse da Chioggia a Pellestrina delle ore 00:45 e da Pellestrina a Chioggia delle ore 01:10 vengono effettuate tutti i giorni
Linea 14 – viene implementato il servizio con le seguenti corse, a partire dalla notte tra domenica 06 e lunedì 07 giugno 2021: da San Zaccaria D per Lido SME e P.ta Sabbioni corsa alle ore 00:30 | da Lido SME C per P.ta Sabbioni corse alle ore 00:44, 02:16, 03:16 e 04:16 | da P.ta Sabbioni per Lido SME corse alle ore 01:10, 02:40, 03:40 e 04:40 (giunta a Lido SME tale corsa prosegue per San Zaccaria)

In concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico vengono conseguentemente sospese le corse integrative a supporto del servizio di linea per la frequentazione studentesca di linea 1 tra Lido SME e San Zaccaria (e viceversa), linea 2 tra Palanca e Zattere (e viceversa) e delle linee 5.1/5.2 tra Lido SME e F.te Nove (e viceversa). Sospese inoltre le linee 10 e 15. Le risorse aggiuntive derivanti da tali modifiche saranno impegnate nell’incremento programmato e in specifiche tratte/percorrenze, secondo necessità e disposizione della Centrale Operativa.

Si invita la clientela a consultare le tabelle orarie aggiornate pubblicate on line

SERVIZIO TRANVIARIO – da lunedì 7 giugno 2021

Linea T1 – servizio intensificato a 4 corse all’ora nei giorni feriali e a 3 corse all’ora nei giorni festivo dalle ore 19:00 fino a fine servizio
Linea T2 – servizio intensificato a 3 corse all’ora nei giorni feriali dalle 19:00 fino a fine servizio | nuove corse aggiuntive nei giorni festivi alle ore 21:40 da Mestre Centro per Marghera e alle ore 22:10 da Marghera per Mestre Centro

da venerdì 11 giugno 2021, inoltre, il servizio tranviario di Linea T1 viene integrato con nuove corse nelle giornate feriali e festive, secondo il seguente orario.

Nei giorni feriali – da Favaro per Venezia dalle ore 06:04 alle ore 09:04 6 corse all’ora ai minuti 04-14-24-34-44-54 | dalle ore 09:19 alle ore 16:19 4 corse all’ora ai minuti 04-19-34-49 | dalle ore 16:34 alle ore 23:24 6 corse all’ora ai minuti 04-14-24-34-44-54 | da Favaro per Mestre Centro corse alle ore 06:07, 06:17, 06:27, 06:37, 06:47 e 06:57 | da Venezia per Favaro dalle ore 06:49 alle ore 09:49 6 corse all’ora ai minuti 09-19-29-39-49-59 | dalle ore 10:04 alle ore 17:04 4 corse all’ora ai minuti 04-19-34-49 | dalle ore 17:19 alle ore 00:09 6 corse all’ora ai minuti 09-19-29-39-49-59 | da Mestre Centro per Favaro alle ore 10:08, 10:28, 10:48, 21:45, 22:05 e 22:25

Nei giorni festivi – da Favaro per Venezia dalle ore 06:04 alle ore 23:19 4 corse all’ora ai minuti 04-19-34-49 | da Favaro per Mestre Centro corse alle ore 06:07, 06:27 e 06:47 | da Venezia per Favaro dalle ore 06:49 alle ore 00:04 4 corse all’ora ai minuti 04-19-34-49 | da Mestre Centro per Favaro corse alle ore 10:18, 22:05 e 22:35

AUTOMOBILISTICO URBANO E EXTRAURBANO – da lunedì 07 giugno 2021

Linea 2 – inserite corse nei giorni feriali da Venezia a Don Sturzo alle ore 19:10, 19:34, 19:58, 20:22, 20:34 | dalle ore 21:00 alle ore 00:00 inserite 2 corse all’ora ai minuti 00-30 da Venezia limitate a Mestre Centro, inoltre inserite corse alle ore 23:15, 23:45, 00:20 e 00:40 da Venezia per Don Sturzo | nei giorni feriali inserite corse da Don Sturzo per Venezia alle ore 20:12 e 20:24 | dalle ore 21:30 alle ore 00:00 inserite 2 corse all’ora ai minuti 00-30 da Mestre Centro per Venezia, inoltre inserite corse da Don Sturzo per Venezia dalle ore 22:35 alle ore 00:35 ai minuti 05-35 | nei giorni festivi da Venezia per Olimpia inserite corse alle ore 19:30, 20:00, 20:30, 21:00 e da Olimpia per Venezia alle ore 19:28, 19:58 e 20:28
Linea 4 – inserite corse alle ore 00:13, 00:23, 00:33, 00:43, 01:03, 01:33 da Venezia per Altinia e alle ore 23:46, 00:20 e 01:00 da Altinia per Venezia
Linea 4L – da Venezia dalle ore 19:44 alle ore 21:24 inserite nei giorni feriali 6 corse all’ora ai minuti 04-14-24-34-44-54, dalle ore 21:41 alle ore 23:56 4 corse all’ora ai minuti 11-26-41-56 | da Mestre Centro dalle ore 19:36 alle ore 21:26 inserite nei giorni feriali 6 corse all’ora ai minuti 06-16-26-36-46-56, dalle ore 21:43 alle ore 23:43 4 corse all’ora ai minuti 13-28-43-58, ultima corsa alle ore 00:20 | da Venezia dalle ore 19:56 alle ore 23:56 inserite nei giorni festivi 4 corse all’ora ai minuti 11-26-41-56 | da Mestre Centro dalle ore 19:43 alle ore 23:43 inserite nei giorni festivi 4 corse all’ora ai minuti 13-28-43-58
Linea 5 – da Venezia per Aeroporto Marco Polo inserite corse nei giorni feriali alle ore 19:22, 20:22, 23:12, 23:42, 00:12, 00:42 e da Aeroporto Marco Polo per Venezia alle ore 19:32, 20:32, 23:12, 23:42, 00:12, 00:42 e 01:12 | da Venezia per Aeroporto Marco Polo inserite corse nei giorni festivi alle ore 23:40, 00:10, 00:40 e da Aeroporto Marco Polo per Venezia alle ore 23:10, 23:40, 00:10, 00:40 e 01:10
Linea 6 – da Venezia per Spinea inserite 3 corse all’ora dalle ore 19:30 alle ore 20:50 ai minuti 10-30-50 (nei giorni festivi le corse sono limitate a Risorgimento) |da Venezia inserite 3 corse all’ora dalle ore 21:10 alle ore 00:10 ai minuti 10-30-50 limitate a Robinie, ultima corsa alle ore 00:25 limitata Robinie, ultima corsa alle ore 00:40 limitata a Risorgimento | da Spinea per Venezia nei giorni feriali inserite corse alle ore 20:20, 20:40 e 21:10 | da Robinie per Venezia dalle ore 21:40 alle ore 00:00 inserite 3 corse all’ora ai minuti 00-20-40 |da Risorgimento per Venezia inserite nei giorni festivi 3 corse all’ora dalle ore 20:03 alle ore 21:03 ai minuti 03-23-43
Linea 6L – introdotte le corse estive di collegamento tra Correnti e Tronchetto (con transito per P.le Roma) alle ore 07:42, 09:22, 17:42 e 19:22 e da Tronchetto (con transito per P.le Roma) per Correnti alle ore 08:15, 09:55, 18:15 e 19:55 per consentire la coincidenza con il ferry boat da/per il Lido di Venezia | inoltre da Correnti per Venezia dalle ore 19:22 alle ore 21:22 introdotte 3 corse all’ora ai minuti 02-22-42 e da Venezia per Correnti dalle ore 19:40 alle ore 21:20 introdotto 3 corse all’ora ai minuti 00-20-40
Linea 7E – introdotte corse alle ore 22:55 e 23:40 da Mirano per Venezia e alle ore 00:05 e 00:40 da Venezia per Mirano
Linea 9 – inserite corse alle ore 20:43 (solo nei giorni feriali) da Tevere per Favaro e alle ore 22:28 da Favaro | corse alle ore 22:51 e 23:51 da XXVII Ottobre limitate Altinia, alle ore 23:16 da Altinia limitata XXVII Ottobre e alle ore 23:25 da San Liberale limitata Altinia
Linea 12L – inserite corse alle ore 23:55 da XXVII Ottobre per Venezia e alle ore 00:20 da Venezia per XXVII Ottobre
Linea 16 – inserite corse nei giorni feriali da Rizzardi per Fusina alle ore 14:00, 15:00, 22:00, 23:00 e da Fusina per Rizzardi alle ore 22:30, 23:30 | inserite corse alle ore 23:25 da XXVII Ottobre limitata Bottenigo e alle ore 23:50 da Bottenigo per XXVII Ottobre
Linea 19 – inserite corse nei giorni feriali alle ore 20:12, 23:02, 23:32 e 00:02 da Venezia e alle ore 20:02 e 20:22 da Altinia | nei giorni festivi alle ore 23:25 e 23:55 da Venezia
Linea 45 – inserite corse nei giorni feriali alle ore 23:00 da Altinia e alle ore 23:25 da Ca’ Noghera

A seguito dell’introduzione di nuove corse di linea 2, 4L, 5 e 6 in fascia serale/notturna vengono conseguentemente sospese le corrispondenti corse di linea N1.

Si segnala infine l’attivazione delle deviazioni conseguenti all’intervento di viabilità su Marcon che coinvolge le linee 9, 8AE e 14E (rif.: avviso allegato).

In concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico vengono conseguentemente sospese le corse integrative a supporto del servizio di linea da e per gli Istituti Secondari Superiori del territorio servito.
Si invita la clientela a consultare le tabelle orarie aggiornate pubblicate on line.

AUTOMOBILISTICO URBANO LIDO – da lunedì 07 giugno 2021

Linea A – prolungamento a Klinger e Alberoni Spiaggia (P.le Klinger – Santa Maria Elisabetta – Alberoni Spiagge/Faro Rocchetta e viceversa)
Linea CA – Circolare Antioraria in Lungomare Marconi (Santa Maria Elisabetta – via Sandro Gallo – Lungomare Marconi – Santa Maria Elisabetta)
Linea CO – Circolare Oraria in Lungomare Marconi (Santa Maria Elisabetta – Lungomare Marconi – via Sandro Gallo – Santa Maria Elisabetta)

Viene conseguentemente sospesa la Linea B, confermate le Linee C (Santa Maria Elisabetta – via Sandro Gallo – Ca’ Bianca e viceversa), V (Santa Maria Elisabetta – Lungomare Marconi – via Parri e viceversa), 11 (Santa Maria Elisabetta – Pellestrina e viceversa) e N (Santa Maria Elisabetta – Pellestrina e viceversa)

AUTOMOBILISTICO URBANO CHIOGGIA – da lunedì 07 giugno 2021

Attivazione dei percorsi estivi con transito per Lungomare Adriatico per le linee 3-4-5-6-7
Linea 4 – introdotte corse nei giorni feriali alle ore 00:15 da Isola dell’Unione per Cavanella e alle ore 00:50 da Cavanella per Ridotto Madonna
Linea 5 – introdotte corse nei giorni feriali alle 22:45 da Isola dell’Unione per Isola Verde e alle ore 23:25 da Isola Verde per Isola dell’Unione

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La vaccinazione arriva in camper: quattro appuntamenti a Mestre e dintorni

Ven, 04/06/2021 - 15:30

Il “camper vaccinale” dell’Ulss 3 Serenissima prosegue il suo viaggio, e nei primi giorni della prossima settimana farà quattro tappe nel territorio del Veneziano, al Quartiere Pertini, a Chirignago, a Ca’ Sabbioni e al Campalto: “Ogni cinque minuti anche sul camper vaccinale dell’Ulss 3 Serenissima – sottolinea il Direttore Generale Edgardo Contato – una persona riceve la sua dose, e viene immunizzata rispetto al Covid-19. Portiamo in giro per il territorio, così, quello che la popolazione attende da molti mesi, e cioè il vaccino che possa proteggerci dal Coronavirus; e mentre nei nostri HUB vaccinali continuiamo ad immunizzare 5/6000 persone ogni giorno, lo facciamo anche spostandoci nei territori, con questa modalità aggiuntiva: il camper, che è insieme una risorsa e un appello alla vaccinazione, luogo in cui si riceve il vaccino ma anche strumento di diffusione della cultura vaccinale”.

Dopo aver effettuato una serie di uscite – ha già operato a Chioggia, a Noale, a Stra, a Fiesso d’Artico, a Fossò – il camper vaccinale dell’Ulss 3 Serenissima sarà attivo nel Distretto 2 della terraferma veneziana nei primi quattro giorni della prossima settimana, con il seguente calendario:
Lunedì 7 giugno | Quartiere Pertini a Mestre
Piazzale della parrocchia Corpus Domini Via Gagliardi 1
dalle 13.30 alle 18.30.
Martedì 8 giugno | Chirignago
Via Maria Boschetti Alberti, di fronte centro Sportivo Montessori
dalle 08.30 alle 13.30
Mercoledì 9 giugno | Ca’ Sabbioni
Via Ortolan, parcheggio scuola elementare S. Giovanni Bosco (di fronte piazza Cosmai)
dalle 13.30 alle 18.30
Giovedì 10 giugno | Campalto, Villaggio Laguna
Piazzale Zendrini, presso Istituto Gramsci, Scuola Primaria don Milani
dalle 13.30 alle 18.30.
Nei quattro giorni successivi il camper vaccinale opererà di nuovo nel territorio del Distretto di Mirano-Dolo.

Come in ogni altra uscita fin qui effettuata, gli operatori in servizio sul camper vaccinale somministrano agli utenti il vaccino Johnson&Johnson, che prevede una sola somministrazione e non necessita quindi di una seconda dose di richiamo. Anche in queste giornate del camper la vaccinazione è riservata agli over 60: ci si prenota utilizzando il portale dell’Ulss 3 Serenissima e gli slot dedicati, ma si può aderire anche a libero accesso previa valutazione.

Opera a supporto dell’attività del camper vaccinale la Protezione Civile, presente con disponibilità e competenza in moltissime delle iniziative vaccinali dell’Ulss 3 Serenissima: “Il Comune di Venezia, in pieno accordo con l’Ulss 3 Serenissima – sottolinea Simone Venturini, Assessore alla Coesione sociale del Comune di Venezia – contribuisce all’iniziativa del camper vaccinale, che è un modo efficace per sollecitare ulteriormente le vaccinazioni degli ultrasessantenni. Consideriamo importante che questa proposta tocchi sia alcune aree particolarmente popolose della terraferma, quali il Quartiere Pertini a Mestre, il Villaggio Laguna a Campalto e la zona via Montessori a Chirignago, ma anche aree più defilate rispetto al centro, come Ca’ Sabbioni. La collaborazione con l’Ulss 3 prosegue e cresce nel segno della centralità del cittadino. Un ringraziamento va, oltre che alla Direzione dell’Azienda sanitaria, ai volontari della Protezione Civile che consentono con il loro costante impegno la piena realizzazione di tali iniziative”.

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Veneto, l’edilizia riparte (fatturato +1,2% nel trimestre). Superbonus 110%: un traino zavorrato da regole complicate

Ven, 04/06/2021 - 13:41

Grazie anche agli incentivi governativi, in particolare alla misura del Bonus Fiscale 110%, il fatturato delle imprese di costruzioni in Veneto ha evidenziato segnali di ripartenza con una variazione tendenziale positiva del +1,2% (+0,5% quella congiunturale), in controtendenza rispetto al trimestre precedente.

L’analisi congiunturale sul settore delle costruzioni nei primi tre mesi del 2021, promossa congiuntamente da Edilcassa Veneto e Unioncamere del Veneto, è stata effettuata su un campione di 600 imprese con almeno un dipendente.

Il settore delle costruzioni ha intrapreso una strada di rilancio, con un balzo del fatturato di ben 3 punti percentuali rispetto a fine 2020: nel primo trimestre 2021 il fatturato delle imprese artigiane ha segnato una variazione del +1,1%, mentre quello delle imprese non artigiane del +1,3%.

Con i primi mesi del 2021 l’edilizia veneta quindi sembra ripartire nonostante la criticità rappresentata dall’aumento rilevante dei prezzi che va senz’altro letto secondo due interpretazioni: da un lato evidenzia una difficoltà del settore a mantenere i prezzi promessi in fase negoziale a causa dell’aumento delle materie prime a livello mondiale di grave impatto sul settore edilizia; da un altro indica e conferma una ripresa stessa del mercato.

Questa ripartenza viene confermata anche da due altri indicatori: un miglioramento dell’occupazione ed un alto numero di pratiche relative al superbonus 110%, che vedono il Veneto prima regione in Italia per numero di interventi.

Incremento più contenuto per le imprese di costruzioni di piccola da 1 a 5 dipendenti) (+1,1%) e media dimensione (da 6 a 9 addetti) (+0,9%). Nel territorio regionale l’andamento medio è stato trainato in particolare dalle imprese operanti in provincia di Padova e Venezia (con fatturato rispettivamente del +2,2% e +2,1%). A seguire le province di Treviso (+1,8%), Vicenza (+1,1%) e Belluno (+1%). Una lieve contrazione si registra invece per Rovigo (-0,4%).

L’aumento dei prezzi, però, preoccupa. Nei primi tre mesi del 2021 il livello dei prezzi ha segnato un aumento del +3,9% su base tendenziale e del +3,7% su base congiunturale. Per le imprese artigiane l’indicatore ha registrato una crescita maggiore (+4,6%) rispetto a quelle non artigiane (+3,1%). Anche l’occupazione ha segnato un aumento del + 1,2% in recupero rispetto al trimestre precedente in cui era rimasta sostanzialmente in stallo (-0,2%)

Per i successivi tre mesi (aprile-giugno 2021) gli imprenditori sono ottimisti, grazie ad un clima di fiducia maturato con l’introduzione del bonus 110% e con il miglioramento della situazione sanitaria e alle buone notizie dai mercati che riportano segnali positivi per quanto riguarda la costruzione residenziale: circa 6,5 imprese su 10 hanno previsto un mercato invariato, mentre è aumentata la quota di chi vede il mercato in crescita (26% dei rispondenti), con uno scarto significativo (oltre 18 p.p.) con chi invece indica attese negative.

Segnali leggermente meno positivi per le aspettative relative al settore della nuova costruzione non residenziale (stabilità delle risposte fissata nel 73%, su di un mercato pressoché invariato rispetto al trimestre precedente.)

Sono cresciute ancora, e molto, invece le aspettative positive per i prossimi mesi nel mercato della ristrutturazione. Dato positivo anche per le opere pubbliche con un valore in decisa crescita rispetto ai trimestri precedenti: l’indicatore complessivo è passato da +9,6 a +18,4%

Il Superbonus 110%: dall’indagine si evince che riguardo questa misura fiscale, la totalità delle imprese di costruzioni intervistate è risultata a conoscenza della norma, ma solo il 33% di esse ha ritenuto il provvedimento positivo, mentre il 44,8% lo ha giudicato positivo solo in parte e una percentuale non trascurabile (22,2%) non lo ha ritenuto utile a rilanciare il mercato dell’edilizia. Confrontando i dati con quelli del IV° trimestre 2020, si evidenzia uno scarto molto rilevante che sottolinea come alla fine del 2020 le aspettative rispetto al superbonus 110% fossero molto alte, diminuite del 2021, con l’avvio dei primi cantieri per la complessità delle procedure.

«Bene la positività del settore nel primo trimestre del 2021 – commenta il Presidente CNA Veneto Alessandro Conte – ma la contenuta variazione tendenziale positiva dell’+1,2% dimostra che questi incentivi non hanno ancora dispiegato tutte le potenzialità, in particolare riguardo la misura del Superbonus 110% le cui  criticità, nonostante il Veneto sia la prima regione per numero di interventi,  si traducono in un momento di arresto e ripensamento particolarmente negativo in questa delicata fase di ripartenza. Importante ora più che mai un dialogo aperto con le istituzioni per snellire le procedure burocratiche sostenendo l’impulso alla ripartenza. Altre criticità – aggiunge  Conte – sono quelle relative all’aumento dei prezzi delle materie prime che vanno ad influire nettamente sui costi e il problema della reperibilità del materiale.  Questa è una emergenza che già abbiamo segnalato e che nei diversi incontri con i nostri interlocutori istituzionali stiamo ponendo. Ed infine, proprio sulla misura del Superbonus, vanno considerati con attenzione i sentiment raccolti da questa indagine: la complessità delle procedure burocratiche sta scoraggiando i privati e le imprese. Auspichiamo quindi una sburocratizzazione per agevolare imprese e privati ad approfittare di questa misura fiscale che senz’altro è l’occasione da non perdere in questi prossimi mesi».

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Ore 16: aprono le prenotazioni per lavoratori del turismo e operatori di centri estivi e Grest. Zaia: «Entro metà agosto vaccinati tutti quello che lo vorranno»

Ven, 04/06/2021 - 13:03

Al via in Veneto, da oggi alle ore 16, le prenotazioni per chi lavora nel turismo e per animatori e operatori di Grest e centri estivi.

È l’annuncio di oggi del Governatore Luca Zaia, durante il briefing con i media dalla sede della protezione civile a Marghera.

«Dalle ore 16 sono a disposizione – precisa Zaia – 50mila posti prenotabili per lavoratori del turismo. E le date utili sono già per i prossimi giorni: ci sono 9mila dosi dedicate entro domenica 6 e altre 9mila entro domenica 13 giugno».

Stessa cosa per chi sarà impegnato in centri estivi e Grest, con la possibilità di “forzare” il sistema della prenotazione per avvicinare la data della vaccinazione. Occorrerà compilare una sorta di autocertificazione, in cui si dirà che si lavora in quel certo albergo o ristorante o in quel certo centro estivo.

In questo modo, specie ora che la disponibilità di dosi è aumentata e permette di accelerare (53mila – numero record – le dosi inoculate nella giornata di ieri, giovedì 3 giugno), si può andare decisamente avanti: «Faccio una previsione», azzarda Zaia: «Per metà agosto avremo vaccinato tutti i veneti che lo vorranno». (G.M.)

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I rifugi di montagna del Veneto protestano: «Noi inascoltati. Regole anti-Covid inapplicabili: lasciamo gli escursionisti sotto il temporale?»

Ven, 04/06/2021 - 09:05

«Domenica scorsa è successo quello che tutti noi gestori di rifugi di montagna temiamo. Alle 13.30 il tempo improvvisamente cambia e inizia a piovere. Quella è l’ora in cui in rifugio c’è un sacco di gente, ma per i protocolli anti-Covid nel mio rifugio possiamo accogliere al massimo 16 persone. Che cosa dovevo fare io? Sprangare le porte e lasciare fuori tutti gli altri?».

I componenti del Consiglio direttivo di Agrav, l’associazione che raccoglie i rifugi del Veneto. A destra il presidente Mario Fiorentini, che gestisce il Città di Fiume

È uno dei tanti esempi che motivano la protesta dei gestori di rifugi alpini. «Le istituzioni non ci considerano per la peculiarità che siamo e decidono regole che non sono applicabili nel nostro caso»: lo sottolinea Mario Fiorentini, gestore del Città di Fiume, nel Comune di Borca di Cadore, e presidente di Agrav, l’associazione che ricomprende 44 dei 154 rifugi classificati del Veneto. Un’associazione nata tre anni fa, proprio per avere una voce presso le istituzioni. Giovedì 3 giugno ha scelto di farla sentire, quella voce, in un incontro promosso da Confapi Venezia.

Il caso delle restrizioni anti-Covid è il più lampante: «Non siamo stati contattati né ascoltati da nessuno, del tutto ignorati. E le regole che sono state stilate possono essere praticate da un albergo, ma noi non siamo un albergo, abbiamo caratteristiche del tutto particolari».

Un altro esempio? Non è più permesso distribuire coperte a chi vuole pernottare, solo lenzuola monouso. È poi vero che gli escursionisti da anni, in genere, portano con sé il sacco a pelo: «Ma se non lo fanno?», riprende un altro gestore: «Non è che li possa mandare via o lasciare al freddo».

E le ciabatte? Vietate. «Ma forse – ipotizza Fiorentini – chi ha scritto la norma pensava alle ciabatte di velluto degli hotel. Da noi si usano quelle di plastica, che basta immergere nella varechina per disinfettare…».

Insomma: protocolli creati senza sapere nulla delle difficoltà, ma soprattutto delle caratteristiche di un rifugio di montagna. (G.M.)

(Un più ampio articolo nel prossimo numero di Gente Veneta, in distribuzione da giovedì 10 giugno)

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Festa di San Piero di Castello: niente stand, ma qualche evento ci sarà

Ven, 04/06/2021 - 08:39

Piccoli ma preziosi segnali di ripartenza. E’ questa la strada scelta dai volontari promotori della Festa di San Pietro di Castello in programma nell’ultima decade di giugno. Anche per il 2021, come già lo scorso anno, sarà mantenuto l’aspetto liturgico della festa, con la conferma della presenza del Patriarca, monsignor Francesco Moraglia, che presiederà l’Eucaristia domenica 27 nella Basilica Concattedrale di San Pietro di Castello. Attorno a questo momento ci sarà qualche piccolo evento, a ribadire la volontà di ripartire.

«Ancora non abbiamo definito il programma – spiega il presidente del comitato promotore della sagra di San Pietro di Castello, Paolo Basili – siamo in attesa di capire come evolverà la situazione epidemiologica. Ma alcune cose sono già chiare: anzitutto non verranno montati gli stand gastronomici, a prescindere dal fatto se ci sarà il coprifuoco o no a fine giugno. Vogliamo essere assolutamente rispettosi delle disposizioni a tutela della salute pubblica. Come volontari siamo consci delle nostre forze e sappiamo che non saremmo in grado di controllare adeguatamente il rispetto del distanziamento tra le persone e sarebbe forte il rischio di assembramento, in una festa come la nostra che, a regime, richiama in campo ogni giorno tre o quattromila persone. Per quest’anno, dunque, rimandiamo ancora, in attesa di ripartire a tutti gli effetti nel 2022. Ma qualche piccolo evento ci sarà, anche se a numero chiuso. Si sta lavorando per programmare un concerto in chiesa e per una commedia. Piccoli eventi – sottolinea Basili – rivolti a anziani e bambini. E se il Comune lo consentirà, confidiamo di poter disputare le tradizionali regate».

Domenica 20 la festa si aprirà con la messa alle ore 10.30 in Basilica, con la commemorazione di san Lorenzo Giustiniani, primo Patriarca di Venezia. I piccoli eventi che si spera di poter organizzare dovrebbero tenersi da venerdì 25. Sicuramente la liturgia del 20 e ancor più quella del 27 saranno animate dall’organo restaurato. Per la celebrazione solenne di domenica 27, presieduta dal Patriarca Francesco, saranno invitate tutte le Scuole Grandi di Venezia. Monsignor Moraglia arriverà in gondola dal canale di San Giuseppe grazie al corteo acqueo organizzato dalla Remiera Casteo. La celebrazione, diversamente dallo scorso anno, non sarà all’aperto ma tornerà all’interno della Basilica Concattedrale, dove ci sono spazi sufficientemente ampi a garantire il rispetto del distanziamento sociale. L’accoglienza del Patriarca inizierà davanti alla Basilica, poi alle 10.30 la celebrazione a cui sono invitate tutte e quattro le parrocchie salesiane (Sant’Elena, San Pietro, San Giuseppe e San Francesco di Paola). Sarà il parroco don Narciso Belfiore a dare il benvenuto al Patriarca Francesco. Confermato anche il gesto tradizionale che prevede la consegna al pastore della diocesi dell’anello piscatorio, cerimonia simbolica introdotta, per primo, dal Cardinale Pietro La Fontaine nei primi anni del ’900.
Lorenzo Mayer

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