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Aggiornato: 3 ore 5 min fa

Biennale Architettura chiude domenica 25 con un record: oltre 275mila visitatori

Sab, 24/11/2018 - 22:45

Superano i 275mila i visitatori della 16. Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Biennale di Venezia, che domenica 25 novembre chiude i battenti.

E anche questa edizione chiude con una crescita significativa del numero di persone che hanno visitato gli spazi e le opere esposte.

Durata poco più di 6 mesi, la Mostra si conclude appunto con oltre 275mila visitatori, a cui si aggiungono 14.434 presenze durante la pre-apertura. I dati, confrontati con i 260mila visitatori del 2016, registrano un incremento del 6%.

Grande la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni rappresentano il 50% dei visitatori totali. I visitatori che hanno visto la Mostra in gruppo sono stati il 27% del pubblico complessivo.

In crescita anche la pagina Facebook della Biennale, che segna 341.720 fa, quasi 15mila in più rispetto all’inizio della Biennale Architettura 2018

Instagram registra 297.907 follower totali della pagina, 80mila in più rispetto ai giorni dell’inaugurazione.

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L’adolescenza per il Patriarca: l’età che svela quanto seminato nei figli da mamma e papà

Sab, 24/11/2018 - 21:31

Fare il genitore non è semplice, è una sfida giornaliera. Tuttavia è la cosa più bella. Possono passare le soddisfazioni o i dispiaceri quotidiani, le realizzazioni o i problemi lavorativi, ma ciò che rimane sono il legame fra marito e moglie e i propri figli. Ha parlato così, il Patriarca Francesco, alle famiglie dei ragazzi delle classi medie della comunità pastorale del Lido di Venezia. Un incontro, quello di ieri sera, che ha dato il via al secondo fine settimana di Visita pastorale nel territorio lidense. «Essere papà e mamma, essere sposo e sposa e soprattutto essere genitore – continua – richiede una cosa semplice da dire, ma una conquista quotidiana: l’amore».

Il modello in miniatura della chiesa di S. Antonio, illuminato dalle candele dei ragazzi delle medie

 

E proprio ai genitori mons. Moraglia ha spiegato la necessità di aiutare i nostri figli a saper “spiegare le ali”, ad intraprendere cioè la propria strada. «Dobbiamo aiutarli a saper volare via. Sono nostri ma non ci appartengono. Gli abbiamo dato la vita, ma sappiamo che siamo stati semplicemente coloro che hanno trasmesso loro qualcosa». È più semplice essere papà e mamma nella fase in cui il bambino è piccolo. La vera sfida è riuscire ad esserlo in modo diverso, rispetto al tempo dell’infanzia, quando poi crescono. «E nella difficile età dell’adolescenza si raccolgono i frutti: si vede cioè quello che si è o non si è seminato», commenta il Patriarca, sottolineando come l’educazione consista nel porre la “pietra giusta” nel momento più opportuno. E se ad un ragazzo – aggiunge – sono mancati il papà e la mamma come testimonianza cristiana, vuol dire che è mancato il fondamentale.

Il Patriarca si è rivolto anche ai ragazzi delle medie, fra i quali il gruppo dei cresimandi. «La Confermazione non è un momento frettoloso o un dovere da compiere. Questo prepararci, questo essere Chiesa, ci dice qualcosa di importante». E di fronte alla domanda “come riuscire a valorizzare i nostri doni?”, mons. Moraglia ha spiegato come il primo passo sia capire quali siano davvero. «Quando si ha di fronte un ragazzino – conclude – si ha già di fronte l’uomo che sarà. Noi dobbiamo aiutare questi ragazzi a capire quali siano i loro doni ed anche i loro difetti».

Marta Gasparon

(foto di Lorenzo Mayer e Riccardo Vianello)

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“Virgo Fidelis”, il Patriarca spiega ai bambini il valore delle forze dell’ordine: «La divisa è impegno per il bene comune»

Ven, 23/11/2018 - 13:02

«Spero che sempre più, incontrando per strada donne e uomini in divisa, possiate ricordare qualcuna delle cose che ho cercato di dirvi. Cioè che le donne e gli uomini che vestono una divisa hanno fatto una promessa di impegno: lavorare per il bene di tutti».

Lo sottolinea il Patriarca Francesco nell’omelia della Messa celebrata nella mattinata di venerdì 23 nella chiesa di San Zaccaria, a Venezia. L’occasione è la festa della Virgo Fidelis, protettrice dell’Arma dei Carabinieri.

«Noi adulti – ha rimarcato mons. Moraglia rivolgendosi ad un folto gruppo di alunni delle scuole elementari, presenti alla liturgia – dobbiamo farvi capire, con lentezza e pazienza – quanto è importante far parte di una società e di una comunità».

Far parte e riconoscersi in una società è prerogativa del cristiano: basta rammentare l’invito del Vangelo: “Date a Cesare quel che è di Cesare…”. E la società con cui anche i bambini imparano a confrontarsi è, di volta in volta, il quartiere, la città, la regione, lo stato…

«Allora le divise – continua il Patriarca – hanno un significato importante perché ci dicono che quell’uomo e quella donna che vestono quella certa divisa hanno una funzione per tutta la comunità: vanno aldilà dei loro gusti personali, non si fermano alle loro simpatie o antipatie, non dividono ma cercano di trovare una via comune perché nella nostra a società tutti possano essere felici».

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Padova, il Patriarca ai teologi alla Facoltà triveneta: «Siate pellegrini, sui cammini della ricerca e della didattica, a servizio delle Chiese del Nordest»

Ven, 23/11/2018 - 11:04

«Ai docenti e agli studenti auguro un anno accademico in cui possano percorrere come pellegrini dei cammini di ricerca e di didattica, in cui avvertano la bellezza della loro vocazione in una Facoltà di Teologia a servizio – secondo il suo proprium – delle Chiese del Nordest».

Nell’augurio con cui ha concluso il suo intervento, il Patriarca Moraglia, quale Gran Cancelliere, ha sintetizzato il compito proprio di una Facoltà teologica quale quella del Triveneto, che giovedì 22 novembre ha vissuto il Dies Academicus, a Padova.

«La Facoltà – ha sottolineato mons. Moraglia – svolge la sua funzione pastorale proprio se si pone come istituto accademico, ossia di ricerca e didattica. Fare teologia, infatti, non è far catechesi o tenere un corso di esercizi spirituali. Ed è esattamente questo che la Costituzione apostolica richiede a una Facoltà di Teologia: esser fedele a se stessa».

Il Patriarca, infatti, ha tracciato la propria riflessione proprio a partire dalla recente promulgazione della Costituzione apostolica “Veritatis gaudium” di Papa Francesco, che segue di trentanove anni la “Sapientia Christiana” di san Giovanni Paolo II; il fine dei documenti è riformare e aggiornare gli studi delle Università cattoliche ed ecclesiastiche.

In questo senso anche un altro dei passaggi di fondo: «La Costituzione chiede anche che sia perseguita l’unità del sapere teologico che, per un verso, è strutturale; si parla, infatti di “unità dell’intero insegnamento teologico” finalizzata alla “conoscenza intima del mistero di Cristo perché sia annunciato al popolo di Dio e a tutte le genti”. L’unità del sapere teologico appartiene, poi, alla ratio intrinseca del ciclo istituzionale frequentato da studenti – e fra essi futuri ministri ordinati – che non è detto si iscriveranno al ciclo della licenza e del dottorato. Richiamo e raccomando le parole del Papa: “trattare sistematicamente (…) la dottrina cattolica attinta con la massima diligenza dalla divina Rivelazione”. Tale invito all’unità del sapere teologico, accolto e fatto proprio, garantisce sia l’intelligenza critica della fede sia la dimensione sapienziale-profetica. La prima è propria degli specialisti e penso ai docenti degli istituti accademici della Facoltà, in grado di percorrere cammini rigorosi tanto nella ricerca quanto nella didattica con le competenze proprie degli specialisti; la seconda è la dimensione sapienziale-profetica e, oltre che agli specialisti, appartiene a tutto il popolo di Dio, ai credenti docili all’azione dello Spirito Santo e soprattutto ai semplici e ai retti di cuore».

Un’altra sottolineatura è relativa alle «tensioni fisiologiche tra teologia e magistero, che chiedono d’esser vissute nel rispetto della specificità della funzione propria del magistero e della teologia, riconoscendo la reciproca correlazione e importanza all’interno della compagnia ecclesiale, poiché teologia e magistero, nella diversità dei ruoli, si illuminano a vicenda e, in tal modo, la teologia (insegnamento scientifico) gode di ampio spazio per la sua investigazione in dialogo cordiale col Magistero (insegnamento autentico) che, in certi momenti, è istanza che aiuta a superare incomprensioni o comprensioni riduttive del messaggio cristiano. Il Papa parla esplicitamente di “insegnamento della dottrina cattolica” e di “patrimonio acquisito della Chiesa” come imprescindibili riferimenti per la teologia».

In questo modo la teologia, «messa in guardia da comprensioni insufficienti o restrittive, potrà dedicarsi con le sue specifiche competenze ad una migliore intelligentia fidei e, soprattutto, alle questioni che non hanno trovato ancora una risposta sul piano della dottrina esplicita della Chiesa contribuendo, in fedeltà al suo statuto (scientificità ed ecclesialità), a favorire un’intelligenza più completa della Parola di Dio. Il magistero – ha concluso il Patriarca – avrà dalla teologia quell’aiuto specifico che gioverà al suo esercizio autentico. Teologia e magistero, quindi, si richiamino, avvertendo sempre più il bisogno reciproco».

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Venezia, in classifica, dovrebbe prendere NC

Ven, 23/11/2018 - 10:53

Venezia scende al 62° posto dal 41° che occupava lo scorso anno nella classifica della qualità delle vita nelle città italiane? Ma non è vero! Venezia, semmai, è inclassificabile.

Ci riferiamo all’indagine pubblicata in questi giorni e realizzata da Italia Oggi insieme all’università La Sapienza di Roma. La ricerca fotografa virtù, problemi e cambiamenti in atto nelle province del Paese. Sono nove le griglie dell’analisi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.

Bene, prendiamo un ambito: la criminalità. Nella classifica delle denunce di reato per città, la provincia di Venezia è quella messa peggio in Veneto: 4.489 denunce ogni 100mila abitanti per un totale di 38.351 denunce. Significa che siamo al 19° posto in Italia (in una classifica che va dal peggiore al migliore, e Venezia è ai livelli di realtà spesso poste in relazione a mafia, camorra & C.).

Seguono (per il Veneto) Padova (35esimo posto), Verona (40esimo), Rovigo (77esimo), Vicenza (82esimo), Treviso (97esimo) e Belluno (101esimo posto).

Guardando nel merito delle denunce, abbiamo uno dei più alti tassi di atti predatori nel Paese. Veneziani gran delinquenti? Macché. Il problema è che si fa questo conteggio in base ai residenti. Ma l’indagine – come altre simili – non considera che a Venezia ci sono 60mila turisti al giorno e che sono loro a venire borseggiati.

A Venezia è come avere una città di 60mila abitanti in più ogni giorno. Ben più dei residenti. E allora anche i fenomeni delinquenziali vanno letti diversamente da quel che si fa con Varese, Teramo o Siracusa.

Questo vale nel male, ma anche nel bene. Le 34 linee di autobus che Actv garantisce, pur se in perdita, hanno i costi coperti dai 112 milioni di euro in biglietti che i turisti spendono in un anno per fare un giro in Canal Grande con il vaporetto.

La prossima volta che si farà una classifica sulla qualità della vita nelle città, alla voce Venezia ci aspettiamo N.C. Oppure un’indagine ad hoc per una città fuori dall’ordinario.

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Campalto, chiude il supermercato Coop. Posto di lavoro garantito per i 12 dipendenti

Mer, 21/11/2018 - 21:51

La data ancora non è decisa: il supermercato Coop di Campalto chiuderà in un giorno imprecisato fra il 31 dicembre e il 31 marzo. Quel che però è deciso è che non si torna indietro rispetto a questa decisione: Coop Alleanza 3.0 ritiene di aver sperimentato tutto lo sperimentabile per rendere redditizio il punto vendita, ma senza risultato.

Perciò, nonostante 213 firme (alla data di mercoledì 21 sera) e l’appoggio di un partito (il Pd) e qualche altra realtà locale, la partita sembra chiusa.

«Si tratta – sottolinea Coop Alleanza 3.0 in un comunicato – di una scelta difficile, ma necessaria, presentata agli stessi lavoratori, ai sindacati e ai rappresentanti dei soci Coop: la chiusura di un punto vendita avviene infatti dopo che analisi e valutazioni, volte a cambiarne il modello di offerta e gestione e a renderne sostenibile il conto economico, non hanno dato esito positivo».

La chiusura del supermercato Coop di Campalto non avrà però ricadute occupazionali: «Per i 12 lavoratori del negozio – garantisce l’azienda – verranno individuate infatti le migliori soluzioni di ricollocazione in accordo con il sindacato».

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Sand Nativity a Jesolo, scultori all’opera sulle storie della Bibbia. Si inaugura domenica 2 dicembre

Mer, 21/11/2018 - 15:10

Scultori all’opera già da diversi giorni in piazza Marconi all’interno della grande tensostruttura per realizzare le sculture del presepe di sabbia di Jesolo. Sand Nativity torna infatti anche quest’anno sul litorale con l’edizione numero 17 dedicata alle “Storie della Bibbia”, che sarà inaugurata domenica 2 dicembre alle ore 9.30 alla presenza del Patriarca Francesco e resterà poi aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2019.

Undici gli artisti, provenienti da diversi paesi del mondo, al lavoro dallo scorso 15 novembre per plasmare i 1000 metri cubi di sabbia dolomitica della spiaggia jesolana, trasportata all’interno dei circa 500 metri quadri di spazio espositivo allestito da Jesolo Patrimonio nella piazza del Lido di Jesolo e compattata in grandi casseforme di legno. Dalle grandi piramidi prenderanno forma sei opere monumentali che raccontano episodi del testo sacro come la storia di Adamo ed Eva, Mosè e i dieci comandamenti, la saggezza del Re Salomone, il coraggio di Davide contro Golia, Sansone e Delila e il profeta Daniele nella fossa dei leoni; un percorso che, scultura dopo scultura conduce fino all’ultimo grande bassorilievo che raffigura la tradizionale natività di Gesù, lo stesso che quest’anno troverà posto in piazza San Pietro, nella città del Vaticano.

A coordinare il lavoro degli scultori il direttore artistico Richard Varano, ormai di casa a Jesolo, dove è presente dal 2002, primo anno della manifestazione “Sand Nativity”.

Sand Nativity riconferma poi la sua vocazione alla solidarietà che dal 2004 accompagna l’esposizione di piazza Marconi e che, nei suoi sedici anni ha permesso di raccogliere circa 700 mila euro di offerte con cui sono stati realizzati progetti benefici in 20 paesi del mondo. Un legame che si rinsalda e che quest’anno vedrà un’attenzione particolare rivolta ai territori veneti colpiti dall’ondata di maltempo eccezionale dello scorso fine ottobre. Una parte del ricavato di quest’anno, sarà infatti destinato a sostegno delle comunità del bellunese, per sostenere la ricostruzione dei territori.

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Il Patriarca alla Salute: la paternità di Dio è garanzia di libertà e fraternità, ed è ciò che serve ad una città

Mer, 21/11/2018 - 10:41

«Aver smarrito il Padre è la grande carenza di tutte le società che hanno pensato di poter costruire tutto, anche l’uomo, a prescindere da Colui che ci rende tutti persone, al di là delle particolarità e differenze».

È il richiamo forte che il Patriarca ha fatto risuonare stamattina, nell’omelia della Messa con cui ha reso solenne la festa della Madonna della Salute.

La processione dei sacerdoti all’ingresso nella basilica della Salute

 

Nella basilica eretta dai veneziani a seguito della peste del 1630, per via del voto con cui ci si impegnava ad edificare un tempio in ricordo della salvezza ottenuta per intercessione della Madre del Signore, mons. Moraglia ha ricordato che «il Dio trinità, il Dio che Gesù Cristo ci ha rivelato, ha origine nel Padre. È proprio riscoprendo tale paternità comune che ci riconosciamo fratelli, a prescindere dalle diversità; siamo tutti figli dell’unico Padre che è nel cielo, siamo tutti fratelli».

Ma se questa consapevolezza non si dà, si corre subito il pericolo di perdersi nelle divisioni: «è utopia pensare a una fraternità fatta di libertà e uguaglianza ma priva della paternità comune. L’assenza di tale paternità è il dramma dell’umanità di oggi».

Il riconoscimento della paternità di Dio non toglie nulla all’uomo; anzi, ne esalta la libertà: «La storia – ha proseguito il Patriarca Francesco – è l’esito di tale dialogo personale fra Dio e gli uomini per cui bene e male sono il compiersi di tale incontro, in cui l’azione di Dio – che è sempre buona, vera e giusta – precede ma anche rispetta l’uomo che, di volta in volta, dice il suo sì e il suo no».

Il Vangelo dell’annunciazione è, in questo senso, manifestazione e prova esplicita della paternità del Dio cristiano, che lascia alla persona il pieno controllo della propria libertà: «Nel racconto dell’annunciazione s’instaura un dialogo personale fra Dio e la creatura. Un dialogo che, inequivocabilmente, mostra come Dio rispetti sempre la libertà di chi ha scelto come interlocutore; la fanciulla di Nazareth è pienamente libera di rispondere alla proposta divina. Così, la persona assume consapevolmente le proprie responsabilità; non è esecutrice materiale ma è chiamata a dire sì o no a Dio in libertà e autonomia».

Il Vangelo dell’annunciazione evidenzia, così, come Dio riconosca in Maria la persona: «L’angelo, infatti, si rivolge a lei e la saluta. Ella rimane turbata e s’interroga sul senso del saluto, chiede come si realizzerà la parola dell’angelo, si reca dalla cugina per constatare quanto Le è stato detto. Tutto, nello stile di Dio, dice rispetto e attenzione nei confronti della creatura: Dio ci interpella e invita. Gesù farà lo stesso col giovane ricco: “Se vuoi…” (cfr. Mt 19,21)».

Tale paternità, continua mons. Moraglia, ci fa scoprire che siamo fratelli: «Ora si tratta di riconoscersi come persone chiamate ad un’alleanza che rispetti la fraternità e la divina paternità da cui proveniamo. La Madonna della Salute ci aiuti ad essere comunità vere e giuste, in un tempo di forte conflittualità, individualismo e indifferenza, in cui lobby, nuovi movimenti, vecchi partiti sembrano andare per conto proprio».

Un auspicio che si attaglia alla storia e alla vocazione di Venezia: «La nostra città è, da sempre, luogo d’incontro fra uomini e culture, spazio fecondo di una convivenza che valorizza le giuste e legittime differenze nel rispetto dei diritti fondamentali della persona iniziando dal rispetto alla vita umana sempre – dal concepimento al suo spegnersi naturale – e, quindi, di ogni uomo, qualunque esso sia. La Madonna della Salute aiuti la città di Venezia, affinché sia, oggi, nei suoi abitanti testimonianza viva di convivenza, buona e saggia».

(foto di Alessandro Polet)

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Il Patriarca al pellegrinaggio dei giovani: «L’indifferenza è origine di tutti i mali. Ma voi siete la speranza»

Mer, 21/11/2018 - 07:05

«Questa sera, in cui Venezia si tinge del rosso del sangue di tanti perseguitati, voi giovani contribuite a squarciare il velo pesante che l’indifferenza depone nelle coscienze. Ricordate: l’indifferenza è virus mortale!».

È il concetto che il Patriarca Francesco sottolinea più volte durante la meditazione che offre ai 1300 fra ragazze e ragazzi che, nella serata di martedì 20 novembre, hanno partecipato al pellegrinaggio diocesano.

Ritrovatisi in piazza San Marco, sono arrivati dinanzi alla basilica della Salute. E qui il Patriarca si è rivolto loro: «Quest’anno, il vostro pellegrinaggio – in sintonia col recente Sinodo – assume un significato tutto particolare: chiamarvi a responsabilità; oggi facciamo memoria, nella preghiera, di quanti soffrono persecuzione e danno la vita per non tradire la loro fede in Gesù. I cristiani perseguitati nel mondo oggi sono milioni».

Un momento del pellegrinaggio verso la Salute

 

Mons. Moraglia ha letto le parole che Papa Francesco ha indirizzato a tutti i partecipanti al pellegrinaggio: «Papa Francesco è presente con un suo affettuoso saluto rivolto a quanti partecipano “…al pellegrinaggio diocesano promosso dal Patriarcato e dalla Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma di tanti cristiani perseguitati a motivo della loro fede…”. E il Papa auspica che la provvida iniziativa susciti una doverosa attenzione da parte di tutti al grave problema delle discriminazioni che i cristiani subiscono in tante parti del mondo».

Perché sì – rimarca mons. Moraglia – «l’indifferenza è origine di tutti i mali! L’indifferenza è strada all’intolleranza e alla persecuzione! L’indifferenza sta all’origine di ogni fallimento… Anche di un progetto educativo e in tal caso, Dio non voglia, potrebbe essere il fallimento di un’intera generazione».

Il tema dell’indifferenza e del pericolo che rappresenta è stato centrale nella riflessione del Patriarca: «L’indifferente non si spende, non fa argine, non oppone resistenza, non sa nemmeno se c’è qualcosa per cui valga dare se stessi, tanto meno dare la vita, lasciando soli i perseguitati. L’indifferenza, alla fine, cari ragazzi, è la vigliaccheria che fa male a chi la porta dentro di sé! E’ l’indifferenza che permette di esistere ai bulli, agli speculatori, ai mafiosi. L’indifferenza, poi, è sempre la strada più comoda».

La basilica della Salute illuminata da fari rossi, a simboleggiare il sangue di milioni di cristiani anche oggi perseguitati, nel mondo, per la loro fede in Gesù

A dire, però, che il mondo e anche le nostre città sono ricche di persone che sanno andare oltre l’indifferenza, l’osservazione centrale: «Cari ragazzi, con la vostra partecipazione numerosa e convinta ci dite che questa sera, l’indifferenza qui è sconfitta. Continuate ad essere motivo di speranza».

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Il Patriarca al pellegrinaggio dei giovani: «L’indifferenza è origine di tutti i mali. Ma voi siete la speranza»

Mar, 20/11/2018 - 22:09

«Questa sera, in cui Venezia si tinge del rosso del sangue di tanti perseguitati, voi giovani contribuite a squarciare il velo pesante che l’indifferenza depone nelle coscienze. Ricordate: l’indifferenza è virus mortale!».

È il concetto che il Patriarca Francesco sottolinea più volte durante la meditazione che offre ai 1300 fra ragazze e ragazzi che, nella serata di martedì 20 novembre, hanno partecipato al pellegrinaggio diocesano.

Ritrovatisi in piazza San Marco, sono arrivati dinanzi alla basilica della Salute. E qui il Patriarca si è rivolto loro: «Quest’anno, il vostro pellegrinaggio – in sintonia col recente Sinodo – assume un significato tutto particolare: chiamarvi a responsabilità; oggi facciamo memoria, nella preghiera, di quanti soffrono persecuzione e danno la vita per non tradire la loro fede in Gesù. I cristiani perseguitati nel mondo oggi sono milioni».

Un momento del pellegrinaggio verso la Salute

 

Mons. Moraglia ha letto le parole che Papa Francesco ha indirizzato a tutti i partecipanti al pellegrinaggio: «Papa Francesco è presente con un suo affettuoso saluto rivolto a quanti partecipano “…al pellegrinaggio diocesano promosso dal Patriarcato e dalla Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma di tanti cristiani perseguitati a motivo della loro fede…”. E il Papa auspica che la provvida iniziativa susciti una doverosa attenzione da parte di tutti al grave problema delle discriminazioni che i cristiani subiscono in tante parti del mondo».

Perché sì – rimarca mons. Moraglia – «l’indifferenza è origine di tutti i mali! L’indifferenza è strada all’intolleranza e alla persecuzione! L’indifferenza sta all’origine di ogni fallimento… Anche di un progetto educativo e in tal caso, Dio non voglia, potrebbe essere il fallimento di un’intera generazione».

Il tema dell’indifferenza e del pericolo che rappresenta è stato centrale nella riflessione del Patriarca: «L’indifferente non si spende, non fa argine, non oppone resistenza, non sa nemmeno se c’è qualcosa per cui valga dare se stessi, tanto meno dare la vita, lasciando soli i perseguitati. L’indifferenza, alla fine, cari ragazzi, è la vigliaccheria che fa male a chi la porta dentro di sé! E’ l’indifferenza che permette di esistere ai bulli, agli speculatori, ai mafiosi. L’indifferenza, poi, è sempre la strada più comoda».

La basilica della Salute illuminata da fari rossi, a simboleggiare il sangue di milioni di cristiani anche oggi perseguitati, nel mondo, per la loro fede in Gesù

A dire, però, che il mondo e anche le nostre città sono ricche di persone che sanno andare oltre l’indifferenza, l’osservazione centrale: «Cari ragazzi, con la vostra partecipazione numerosa e convinta ci dite che questa sera, l’indifferenza qui è sconfitta. Continuate ad essere motivo di speranza».

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Dipinti, mobili, arredi…: la collezione della Carive alla Querini. Per la Salute ingresso gratis per i veneziani

Mar, 20/11/2018 - 13:47

A partire da domani, 21 novembre, la Fondazione Querini Stampalia si arricchisce di una nuova preziosa sezione.

Grazie all’accordo sottoscritto con Intesa Sanpaolo, la Fondazione Querini Stampalia espone i tesori della Cassa di Risparmio di Venezia, ‘affidati’ per vent’anni con possibilità di rinnovo alla casa museo veneziana. Il progetto di allestimento è dell’architetto Michele De Lucchi. Curatrice dell’esposizione è la prof.ssa Giovanna Nepi Scirè.

Ad accogliere l’importante collezione sono gli ampi ambienti del terzo piano della Querini Stampalia. Nella successione di sale il pubblico può ammirare opere d’arte di ambito veneziano dal XVI al XX secolo, che spaziano dalla pittura alla scultura, dagli arredi agli orologi, dai disegni alle incisioni.

Foto di Alessandra Chemollo

Notevoli in particolare due dipinti di Canaletto, il grande bozzetto del Paradiso di Domenico Tintoretto e quello del Giudizio Universale di Giambattista Tiepolo, oltre a opere di grandi maestri della scuola veneta fino a Caffi e Ciardi. Tra le sculture opere di Arturo Martini e Alberto Viani.

Arredi significativi sono i bureau-trumeau, gli scrittoi, le consolle del XVII e del XVIII secolo, le specchiere, tra cui un esemplare di manifattura muranese del XVII secolo che colpisce per la complessa fattura e per le dimensioni, un vessillo di San Marco della fine del Settecento e una bandiera della Repubblica del 1848, esposta al primo piano, nella stanza in cui trova posto la “Biblioteca Veneziana”.

Opere e arredi sono proposti come in una casa museo, sul modello e in continuità con l’allestimento della collezione della Querini Stampalia.

Una sala al primo piano, in comunicazione con gli ambienti storici della Biblioteca, conserva materiali librari rari e di pregio e la collezione numismatica. E’ la “Biblioteca Veneziana”. Ne fanno parte materiali bibliografici che trattano di storia, economia, arte della città di Venezia, raccolti con l’intento di documentare la grande tradizione libraria lagunare e comprende rarissime edizioni a stampa veneziane dal XV al XVIII secolo.

Un corpus di 454 manoscritti, bolle e leggi, oltre tremila libri, con l’editio del 1470 del De Civitate Dei per i tipi di Vindelino da Spira, un esemplare del Polifilo, datato 1499 e uscito dal torchio di Aldo il Vecchio, e oltre quattromila tra xilografie e incisioni. Tra queste: opere di Coronelli, Ughi, Carlevarijs, Canaletto, Lovisa, Marieschi e un esemplare della grande pianta di Venezia di Jacopo de’ Barbari che, accanto a quello della Fondazione Querini Stampalia, dà conto della monumentale impresa del de’ Barbari attraverso la comparazione delle due varianti.

Queste opere possono essere consultate su richiesta dagli utenti della ricca Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia, frequentata quotidianamente da centinaia di studenti e studiosi. Sempre su richiesta è possibile accedere anche alla collezione numismatica, costituita da un’importante raccolta di monete prodotte dalla Zecca veneziana. Documenta la storia della Repubblica dalla seconda metà del XIII secolo fino al 1866, anno in cui la Zecca cessò definitivamente la propria attività. Comprende 149 oselle, 233 monete, 3 medaglie, 17 pezzi di cartamoneta.

Al primo piano, in Biblioteca, è allestita per l’occasione una mostra temporanea: ‘La biblioteca storica di Intesa Sanpaolo alla Querini Stampalia’ che vede esposti alcuni libri di particolare pregio delle raccolte di Intesa Sanpaolo insieme ad alcuni esemplari della ricca raccolta libraria dei Querini Stampalia.

Mercoledì 21 novembre, in occasione dell’apertura al pubblico, sono proposte visite guidate gratuite alla Collezione Intesa Sanpaolo e alla mostra temporanea di libri antichi. Quattro gli appuntamenti nell’arco della giornata, organizzati in collaborazione con BarchettaBlu: ore 10, ore 12, ore 14 e ore 16. Necessaria la prenotazione a: [email protected]. Sempre mercoledì“ 21 novembre, Festa della Salute, l’ingresso è gratuito per tutti i residenti nel Comune di Venezia.

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Le associazioni veneziane: i testimonial della campagna per la vaccinazione anti-influenza

Mar, 20/11/2018 - 11:15

“La nostra Ulss 3 Serenissima cercava un ‘testimonial’ per la campagna antinfluenzale – ha detto il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – e siamo certi di aver trovato il miglior testimonial possibile: siete voi, volontari e membri delle associazioni dei malati, le persone che meglio di chiunque altri possono suggerire a chi è anziano, e a chi è ‘a rischio’ di vaccinarsi e di prevenire così l’influenza”. In questo modo, ringraziandole per l’impegno dimostrato anche in questa occasione, l’Ulss 3 Serenissima ha trovato nelle Associazioni un partner efficace per la campagna vaccinale contro l’influenza.

Insieme al Direttore Dal Ben, all’incontro sul tema svoltosi all’Ospedale dell’Angelo, hanno partecipato gli specialisti del Servizio Vaccinale dell’Azienda sanitaria. Ai molti rappresentanti delle Associazioni di malati e di familiari presenti – dalla San Vincenzo all’Avapo, dall’Ail ai Parkinsoniani, dagli Amici del Cuore all’Associazione Diabetici all’Avis e molte altre – l’Azienda sanitaria ha riproposto quella collaborazione che, rilanciata da qualche anno, si è dimostrata efficace in molti ambiti, ed ha chiesto di concentrarla, nelle prossime settimane, a sostegno della campagna antinfluenzale e della vaccinazione.

Piena la disponibilità delle Associazioni, che già in sede di incontro hanno proposto domande e chiesto un supplemento di informazioni per poter diffondere, in particolare tra gli anziani e le persone malate, il messaggio cruciale: vaccinarsi è importante, e può salvare la vita.

 

Ecco le Associazioni coinvolte nell’Ulss 3 Serenissima a sostegno della campagna:

Abio

Admo

Ail

Aipd

Aism

Aita

Amici del Cuore

Associazione Alzheimer Italia

Associazione Diabetici

Associazione Italiana Favismo

Avapo Mestre

Avapo Venezia

Avis

Avulss

Centro Diritti del Malato

Cittadinanza e Salute

Fenice Onlus

Giro di Boa

Lilt

Parkinsoniani Italia

San Vincenzo

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Novità all’Angelo di Mestre, dove ogni anno nascono duecento prematuri: genitori senior a supporto di chi è in difficoltà

Lun, 19/11/2018 - 11:45

In Italia, i bambini che nascono ‘prima del tempo’ sono 50mila circa tutti gli anni, quasi il 10% del totale, una percentuale sostanzialmente stabile. «Ogni anno – spiega la dottoressa Paola Cavicchioli, del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale di Mestre – sono in media quasi 200 bambini ricoverati nella Patologia Neonatale dell’Angelo”.

“La nascita ‘prematura’, quando cioè un bambino viene alla luce prima che sia completato il periodo della gestazione, costituisce un evento significativo: è un problema per i genitori, che vivono disagio, ansia e difficoltà; in alcuni casi lo è anche per il neonato che, se nato prima della 37.ma settimana e con basso peso alla nascita, può presentare morbilità e compromissione nelle funzioni vitali. E purtroppo i più piccoli tra i bambini prematuri – all’Angelo ogni anno sono 30-35 i bambini che alla nascita pesano meno di 1500 grammi – possono trovarsi di fronte a gravi problemi di termoregolazione, di alimentazione, di respirazione e di sviluppo. Anche per questo è fondamentale il lavoro di chi, nella Giornata della Prematurità e poi nel quotidiano, si stringe intorno a loro e ai loro genitori”.

Per questo, come ogni anno, il 17 novembre, Giorno dedicato ai bambini nati prematuri, la statua dell’angelo nella hall dell’Ospedale di Mestre si tinge di viola, e le porte della Patologia neonatale, il reparto che accoglie i bambini pretermine, si aprono in un momento di vicinanza e di affetto: “Il ‘Prematurity Day’ è sempre un’occasione speciale – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – per i medici, il personale, i genitori, i familiari: la Patologia neonatale, che è sempre aperta, tutti i giorni e 24 ore su 24, ai genitori dei bambini nati prematuri, in questo giorno per tradizione, spalanca le porte ad un ventata positiva. Questo è il giorno in cui i parenti, e in particolare anche i nonni e i fratellini, possono andare a salutare i bambini in terapia intensiva, un’occasione da non perdere per vedere il piccolo che è nato ma ancora non può uscire dall’Ospedale. Sorrisi che fanno bene, piccoli doni, gesti di vicinanza, arricchiti dal lavoro encomiabile di tanti volontari che ogni giorno affiancano la vita della nostra Patologia neonatale”.

Nell’Ospedale dell’Angelo le iniziative per la Giornata della Prematurità, che hanno visto partecipare un centinaio di persone, in un Aula Blu strapiena, sono state organizzate anche quest’anno dal Dipartimento Materno Infantile, in stretta collaborazione con le Associazioni Genitori.

Le associazioni “Una Carezza per Crescere Onlus”, “VivereOnlus”, “Cuore di Maglia” e “Ciao Lapo” hanno allestito un piccolo stand con materiale informativo sulla prematurità e sulle attività delle associazioni stesse. “EssereDanza”, a seguito di una raccolta a fondi fatta a giugno, ha proposto la donazione di una pompa per alimentazione enterale per i bambini più piccoli che non riescono ancora ad alimentarsi da soli, e Angelica Maritan ha presentato l’avvio di un nuovo progetto per formare un gruppo di Genitori “senior” che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della prematurità e che ora si rendono disponibili ad incontrare e a supportare i “nuovi” genitori. Luca Crosato, papà di 2 gemelli pretermine, ha infine presentato il video realizzato con il contributo di altri genitori.

Ma il Prematuruty Day 2018 ha avuto un cuore veramente magico: in collaborazione con la “Scuola in Pediatria” sono stati organizzati uno spettacolo e laboratori sul tema della magia, dedicati ai genitori e ai noni dei neonati ricoverati, ma soprattutto ai fratellini e ai bambini nati pretermine e ora cresciuti. Tutti insieme, poi, i bambini, vestiti da maghi, sono saliti, con i genitori e con il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, proprio nel Reparto a consegnare un simbolico dono – una stellina o una bacchetta magica – ai bimbi in terapia intensiva neonatale.

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Il Patriarca nel corso dell’omelia: il cristiano, colui che crede che la Parola di Dio interviene nella sua vita, la cambia

Dom, 18/11/2018 - 18:56

«La vostra è una comunità nella quale io vedo i piccolissimi, i giovani, le persone di mezza età e gli anziani. Questa è l’immagine di una Chiesa in cammino, di una Chiesa che si apre a tutti». È iniziata con queste parole l’omelia del Patriarca di questa mattina, in una chiesa – quella di S. Antonio, al Lido – gremita di fedeli della comunità pastorale. E proprio a loro mons. Moraglia ha fatto un’esortazione: imparare a vivere la domenica come la giornata del Signore, riscoprendo la gioia di essere comunità. Perché trovarsi intorno al Suo altare, guardare e lasciarci plasmare da Lui significa uscire dalle porte delle nostre chiese chiedendoci: che cosa farebbe se adesso fosse in me?

«Abbiamo ascoltato la Parola di Dio. E il cristiano è colui che crede che quella Parola non sia una delle tante, ma un intervento di Dio nella sua vita», aggiunge il Patriarca, spiegando come, proprio in occasione della Visita pastorale, debba essere riscoperto il senso giorno del Signore, il valore della Parola domenicale proclamata e celebrata durante l’Eucaristia. Parola di Dio ed Eucaristia – ciò che di più importante abbiamo – che devono essere entrambe condivise con le persone a cui noi vogliamo bene. E non è possibile delegare al parroco o alle catechiste la gioia di dire per primi, ai bambini, chi è Gesù. Ciascuno di noi è chiamato a mettersi in gioco, a fare un passo avanti. E le collaborazioni pastorali, in tal senso, rappresentano un’ottima occasione.

Nel Vangelo di oggi – sottolinea infine il Patriarca – Gesù utilizza una parabola significativa. «Quando sarà la fine dei tempi? A questa domanda Lui non risponde. Più una persona è insicura, più vuole sapere, più è fragile e più ha bisogno di trovare certezze da toccare con mano. Ma Gesù ci dà un’altra indicazione: di fronte al problema della vostra salvezza non serve tanto sapere il giorno e l’ora, ma essere saggi. Imparate dall’albero del fico che, quando arriva l’estate, inizia a germogliare».

(foto di Gianfranco Segantin)

Marta Gasparon

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I bambini siano co-protagonisti della Messa domenicale. L’invito del Patriarca alla comunità pastorale del Lido di Venezia

Sab, 17/11/2018 - 13:09

«Nel rapporto d’amicizia tutto va guadagnato. È qualcosa che dobbiamo tenere vivo e, prima di tutto, creare». Ha parlato così, il Patriarca Francesco, ai numerosi bambini delle elementari incontrati ieri sera, insieme alle loro famiglie, nel patronato di S. Maria Elisabetta in occasione della Visita pastorale iniziata nella comunità pastorale del Lido di Venezia. Due persone si scelgono non per dei doveri ma per far sì che l’ “io” e il “tu” diventino un “noi”. E proprio come quella sperimentata nel quotidiano, l’amicizia con Gesù è un qualcosa che dobbiamo provare con fiducia.

«È importante, già alla vostra età, capire che il Signore vi attende sempre. Ma ci sono dei momenti in cui lo fa un po’ di più, per esempio quando noi iniziamo a conoscerlo», spiega mons. Moraglia, sottolineando quanto il catechismo sia fondamentale in tal senso. Se alle catechiste ha proposto di affrontare, insieme ai bambini, alcune figure bibliche definite amiche di Dio (come Abramo, Mosè, Pietro e Giovanni), ai genitori ha fatto una raccomandazione: far conoscere Gesù ai propri figli. «Gesù diventa un amico – chiarisce infatti –quando troviamo delle persone a cui vogliamo bene che ci dicono che per loro Lui è importante». E chi ha un vero rapporto con Dio è una persona con delle risorse, delle energie che altrimenti non avrebbe: le parole del Vangelo – anche nei momenti di difficoltà – aiutano ad assumere un atteggiamento che non avremmo se non le avessimo ascoltate.

Il Patriarca si è soffermato inoltre sull’importanza di rendere i parrocchiani più piccoli – nel corso della celebrazione eucaristica domenicale – un po’ più protagonisti. «Se fossi il vostro parroco cercherei di riservarvi un pensiero», afferma, proponendo alcuni esempi: i bambini potrebbero preparare un momento d’accoglienza, cantare una parte a loro riservata, riscoprire il ruolo del chierichetto. E alla domanda “cosa fare per rendere il mondo migliore?”, mons. Moraglia ha dato il suo suggerimento: avere uno sguardo attento sugli altri, imparare a guardare chi ci è accanto negli occhi. Perché essi – e lo dice anche Gesù – sono lo specchio dell’anima.

Marta Gasparon

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Venezia e Mestre, in arrivo 85 nuove telecamere

Ven, 16/11/2018 - 11:56

Al Comune di Venezia stanno per arrivare 655mila euro dal ministero degli Interni. Con questi soldi verranno acquistate e installate 85 nuove telecamere nel territorio veneziano, per un importo complessivo di 1.095.000 euro.

Queste nuove telecamere verranno posizionate nei seguenti punti:
    •    incrocio via Terraglio/ via Trezzo
    •    incrocio via Terraglio e via Bacchion
    •    rotatoria “Quattro cantoni”
    •    rotatoria Castellana / via S. Chiara
    •    rotatoria Castellana / via Caravaggio
    •    incrocio via Castellana / via Ciardi
    •    parco Albanese / via Motta
    •    parco Albanese / via Rielta
    •    parco Albanese – fontana
    •    parco Albanese / viale Piscina
    •    rotatoria Miranese / Giustizia
    •    incrocio via Dante / via Cavallotti
    •    incrocio via Cappuccina / via Carducci
    •    centro le Barche /Via Sarpi
    •    incrocio via Bissuola / via Ca’ Rossa
    •    incrocio via Fredeletto / via Ca’ Rossa
    •    incrocio via San Donà / via Ca’ Rossa
    •    incrocio via Gozzi / via Aleardi
    •    incrocio via Pasqualigo / via San Donà
    •    rotatoria San Giuliano
    •    rotatoria SS 14 / via Martiri (via Orlanda)
    •    rotatoria SS 14 / via Martiri (via Martiri)
    •    rotatoria Giovannacci / via Ulloa
    •    rotatoria Sirtori / via Paolucci
    •    piazzale Concordia
    •    piazza Mercato / via Stefani
    •    piazzale Martiri delle Foibe / via Tommaseo
    •    rotatoria Parmesan / via Trieste
    •    rampa Cavalcavia
    •    incrocio via Torino / viale Ancora
    •    incrocio via Bissuola / via Vespucci
    •    piazzale Roma lato giardini
    •    fondamenta Santa Chiara
    •    approdo Ferrovia lato lista di Spagna
    •    Campo S. M. Formosa
    •    Romea confine
    •    Malcontenta riviera
    •    bivio SS 11 / Malcontenta
    •    SP 81
    •    via Colombara
    •    incrocio via Cafasso / via Rinascita
    •    Circus
    •    incrocio via Miranese / via Trieste
    •    incrocio via Einaudi / via Circonvallazione
    •    rotatoria SP 245 / Castellana (Molino Ronchin)
    •    incrocio via Scaramuzza / via Castellana
    •    incrocio via Ettore / via Selvanese
    •    rotatoria via Marieschi / via Pomi
    •    rotatoria via Castellana / Olmo
    •    incrocio via Castellana / via Ca’ Lin
    •    rotatoria via Gatta / via Ca’ Lin
    •    rotatoria via Paccagnella / via Giovanni Paolo II
    •    rotatoria via Bacchion / via Giovanni Paolo II
    •    rotatoria via Paccagnella / via Tosatto
    •    incrocio via Terraglio/ via Gatta
    •    cavalcavia (presso T-Red)
    •    incrocio via Fapanni / via Pio X
    •    Galleria della Torre
    •    via Circonvallazione ingresso parco Querini
    •    incrocio via Altinia / via Ca’ Solaro
    •    piazza Pastrello / via San Maurizio
    •    incrocio via delle Messi / via Bissuola
    •    incrocio via delle Messi / via Vallenari
    •    cavalcavia San Giuliano ( presso CAV)
    •    Viabilità San Giuliano ( verso porta Blu / cavalcavia)
    •    incrocio via Gobbi / via Orlanda
    •    ingresso Aeroporto Sud
    •    ingresso Aeroporto Nord
    •    bretella aeroportuale
    •    incrocio via Triestina / via Palinga (sud)
    •    incrocio via Palinga / via Litomarino
    •    incrocio via Palinga / via Triestina (nord)
    •    lettura targhe uscita Venezia
    •    stazio Gondole piazzale Roma
    •    fondamente Nove / calle Masena
    •    fondamente Nove / calle Spechieri
    •    San Marco verso angolo NO
    •    San Marco terrazza Correr ( verso porta della Carta)
    •    Murano faro
    •    Murano Colonna
    •    Redentore
    •    Zitelle
    •    Palanca

Oltre a queste il progetto prevede la realizzazione dei collegamenti video tra la centrale operativa della Polizia Locale, la Guardia di Finanza e il 118, come già avviene da oltre 5 anni con la Polizia e i Carabinieri.

Queste telecamere entrano in un progetto molto più articolato approvato dalla Giunta comunale lo scorso giugno che prevede l’estensione del Sistema di videosorveglianza della città di Venezia con ulteriori 38 telecamere. Un progetto finanziato dall’Amministrazione comunale per un totale di 500mila euro.

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Il Patriarca Moraglia riceve Bartolomeo I: Venezia è stimolo per unità, pace e riconciliazione

Ven, 16/11/2018 - 10:51

«La città di Venezia, con la sua bellezza ma anche con la sua fragilità – che abbiamo sperimentata di recente con l’acqua alta eccezionale – ci suggerisce inevitabilmente l’importanza di una visione globale dell’uomo, nella sua relazione con Dio, con gli altri e con il creato. Cura e custodia dell’ambiente – la nostra casa comune – animate da un’autentica sensibilità ecologica e secondo un utilizzo intelligente delle conoscenze e delle risorse, perché fede e ragione camminano insieme, vanno così sempre di pari passo con il rispetto della dignità e del valore di ogni persona e di ogni vita».

È un passaggio del discorso di saluto rivolto pochi minuti fa dal Patriarca Moraglia al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, in visita in questi giorni a Venezia.

Mons. Moraglia ha ricevuto Bartolomeo I e i suoi collaboratori, tra cui il Metropolita, Arcivescovo Gennadios, in palazzo patriarcale.

Il valore storico e simbolico di Venezia come città capace di creare legami è stato sottolineato dal Patriarca Francesco: «Venezia, da sempre, risplende e risalta come luogo privilegiato d’incontro, di convivenza e dialogo tra popoli, comunità e persone segnate da differenze – anche nel loro credo religioso – ma non per questo lontane e tantomeno ostili. Avvertiamo, oggi, in un tempo segnato da diffusa secolarizzazione, come in modo particolare le Chiese cristiane siano chiamate sempre più ad offrire al mondo una testimonianza credibile e credente, amorevole, della Verità e dei doni di grazia che hanno, non per loro merito, ricevuto».

«La fede e la vita in Cristo – ha aggiunto il Patriarca di Venezia – ci possiedono e spingono a mostrare come la dimensione religiosa sia arricchimento vero per la vita di una società e stimolo continuo a ricercare le strade dell’unità, della pace e della riconciliazione, anche di fronte a ferite e conflitti».

Da parte del Patriarca di Costantinopoli, al termine dell’indirizzo di saluto di mons. Moraglia, parole di gioia per essere tornato a Venezia e un ringraziamento per la cordiale e bella accoglienza ricevuta da tutti, in questi giorni veneziani.

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Giovedì 22, a Mestre, inizia il percorso per separati e divorziati fedeli al sacramento del matrimonio

Gio, 15/11/2018 - 16:03

Si intitola “Venite a me” ed è il percorso formativo spirituale per i separati-divorziati che desiderano vivere la propria fedeltà al sacramento del Matrimonio.

Organizzato dalla Pastorale familiare del Patriarcato di Venezia, «è pensato – scrivono gli organizzatori – per chi vive la condizione di “separato” e/o “separato-divorziato” e desidera intraprendere un cammino col Signore per ricevere “luce” sulla possibilità di continuare a vivere la fedeltà al sacramento del Matrimonio».

Otto gli incontri previsti (uno al mese), a partire da giovedì 22 novembre, alle ore 20.45, nei locali parrocchiali di Santa Maria Goretti (vicolo della Pineta 3) a Mestre.

Ogni incontro è strutturato in quattro momenti: accoglienza reciproca, preghiera, approfondimento del tema, convivialità.

L’intento della proposta, che si articola in un biennio, è molteplice. Intende, infatti, manifestare concretamente la vicinanza e la solidarietà cristiana ed ecclesiale; ma anche suscitare un’esperienza di fraternità dove sia possibile condividere il vissuto comune di frattura e lacerazione.

Inoltre vuole offrire un percorso di fede per interpretare e scoprire, alla luce della Parola, il senso e la recuperabilità di un’esperienza di fallimento. Infine, vuole scoprire e vivere il tratto del volto di Gesù che i separati-divorziati fedeli incarnano, esprimono e testimoniano alla Chiesa.

Il referente del cammino “Venite a me” è don Mauro Margagliotti, con il quale

auspicabile, prima di iniziare, un incontro di conoscenza (cell: 320.413.08.75; mail: [email protected]). Info anche presso Gianni Minotto (cell. 349.185.57.28; mail: gimive4[email protected])

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Bartolomeo I a Venezia: «Contro ogni fondamentalismo religioso, la famiglia cristiana torni a parlare in una sola voce»

Gio, 15/11/2018 - 13:44

«In questo mondo segnato dalla crescita del fondamentalismo religioso, è necessario che la famiglia cristiana torni a parlare in una sola voce, in un percorso di annuncio della Parola di Dio».

È l’auspicio autorevolissimo del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, in visita nella tarda mattinata di giovedì 15 novembre, nell’isola di San Lazzaro degli Armeni.

Accolto in isola da mons. Lévon Boghos Zekiyan, arcieparca di Costantinopoli e delegato pontificio per la Congregazione mechitarista, Bartolomeo ha ringraziato per il caloroso benvenuto e ha visitato il monastero dei padri Armeni Mechitaristi, ricordando l’importanza eccezionale della raccolta dei manoscritti qui conservati. In particolare, ha parlato di di San Lazzaro come del luogo «della custodia del più grande patrimonio culturale della Nazione Armena».

«Quest’isola – ha detto ancora il Patriarca di Costantinopoli – è un centro importantissimo di spiritualità e cultura armena ed è veramente un’oasi di pace e di preghiera».

(con la collaborazione e le foto di Alberto Peratoner)

Al termine, a San Lazzaro degli Armeni, lo scambio dei doni e firma del Libro d’oro da parte di Bartolomeo I
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Venezia, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I in visita alla basilica della Salute

Gio, 15/11/2018 - 10:35

Questa mattina il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha visitato la Basilica della Salute, accolto dal Rettore del Seminario, don Fabrizio Favaro, dal responsabile diocesano per il dialogo ecumenico don Francesco Marchesi e da tutta la comunità dei seminaristi.

L’arrivo di Bartolomeo I, stamattina, alla basilica della Salute

 

Il Patriarca era accompagnato dal Metropolita Gennadios Zervós, presule della Sacra Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta, e dall’Archimandrita Evangelos Yfanditis, vicario generale e pastore della comunità greca di Venezia.

Giunto ai piedi dell’altare ha venerato l’antica icona della Vergine Mesopanditissa, tanto cara e nota ai veneziani con il titolo di “Madonna della Salute”. Dopo aver cantato con il suo clero una antifona mariana in greco, il Patriarca ha invitato i presenti a pregare l’Ave Maria e il Padre nostro in latino.

L’incontro si è svolto in un clima cordiale e informale. Il Patriarca Bartolomeo ha sottolineato l’impegno ecumenico del Patriarcato di Costantinopoli e ha ricordato le ottime relazioni che intercorrono con Papa Francesco. Il Rettore del Seminario ha illustrato a Sua Santità l’importanza che questa icona, proveniente da Creta, ha sempre avuto nel cuore del popolo veneziano ed ha inoltre presentato lo svolgimento della tradizionale festa della Salute, indicando anche il grande concorso di fedeli che la caratterizza.

Il Patriarca Ecumenico ha rammentato l’importanza che la festa del 21 novembre, Presentazione al Tempio di Maria, ha anche nel calendario liturgico ortodosso. Ha infine donato in ricordo ai sacerdoti e ai seminaristi una piccola immagine che lo ritrae con Papa Francesco nella nunziatura di Gerusalemme.

Marco Zane

(foto di Lorenzo Manzoni, Marco Zane, Giovanni Carnio, Riccardo Redigolo)

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