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Settant’anni fa Vittorio Cini creava la Fondazione dedicata al figlio Giorgio

Mer, 21/04/2021 - 21:49

Il 20 aprile 1951, 70 anni fa, Vittorio Cini istituì, anche a nome della propria famiglia, la Fondazione Giorgio Cini in ricordo del figlio scomparso in un incidente di volo presso Cannes il 31 agosto 1949, appena trentenne.

Vittorio Cini

Un anniversario rilevante che, anche a causa della pandemia, non è possibile celebrare in presenza, ma che vale la pena di sottolineare, ricordandone alcuni dei tratti principali.

Scopo della Fondazione, la creatura più amata di Vittorio Cini, sulla quale investì moltissimo affettivamente e patrimonialmente per i restanti 25 anni della sua vita, era di restaurare l’Isola di San Giorgio Maggiore, reinserirla nella vita di Venezia, insediarvi istituzioni educative e sociali (che hanno formato decine di migliaia di giovani) e culturali e artistiche (che hanno assunto rilievo mondiale).
La Fondazione ha ottenuto il riconoscimento della Personalità Giuridica con D.P.R. n. 577 del 12 luglio 1951 e la concessione demaniale dell’Isola, regolarmente rinnovata.

Giorgio Cini

Nell’arco di tre anni fu completata una colossale opera di restauro (probabilmente la più importante condotta da un privato nel XX secolo) della parte monumentale, l’accrescimento della superficie dell’Isola con l’inserimento del Teatro Verde e la costruzione di nuovi fabbricati al posto delle fatiscenti strutture lasciate da 150 anni di progressivo degrado, dopo una millenaria gloriosa storia dell’Isola.

Si può dire dire che gli scopi iniziali siano stati raggiunti e nel corso dei decenni le attività della parte culturale, con il connesso patrimonio di collezioni e dotazioni, continuamente incrementate, ampliando gli ambiti disciplinari, soprattutto dopo le trasformazioni e il trasferimento dall’Isola del Centro Marinaro e del Centro Arti e Mestieri.

«Come Archivio Vittorio Cini – commenta Giovanni Alliata di Montereale, responsabile dell’Archivio e nipote di Vittorio Cini – riteniamo quindi doveroso celebrare questo anniversario ripercorrendo per ora rapidamente e molto in sintesi i primi 30 anni di vita della Fondazione con inserzioni su Gente Veneta e sui giornali quotidiani pubblicati a Venezia, lungo una linea del tempo degli eventi e personaggi e un riepilogo delle altre realtà (collezioni e archivi, pubblicazioni, corsi e seminari, mostre d’arte ecc.), senza dimenticare due tasselli fondamentali, fisicamente fuori dall’Isola di San Giorgio, ma assolutamente integrati nella vicenda esistenziale di Vittorio Cini: il Castello di Monselice e la casa di famiglia veneziana di Palazzo Cini a San Vio».

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Via Libera dalla Giunta alla delibera di Consiglio per la nuova tettoia alla scuola dell’infanzia Madonna del Suffragio ad Asseggiano

Mer, 21/04/2021 - 16:21

La Giunta comunale ha dato il via libera, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin, alla delibera di Consiglio comunale con la quale si autorizza la Parrocchia di Santa Maria del Suffragio di Asseggiano a realizzare, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, una nuova tettoia di 165 metri quadrati all’ingresso della Scuola dell’Infanzia Madonna del Suffragio, oltre all’ampliamento di 35 metri quadrati di un porticato d’ingresso laterale.

«Con la realizzazione della nuova tettoia – commenta l’Assessore De Martin – la scuola disporrà non solo di uno spazio coperto per i genitori e i bambini in cui attendere l’entrata e uscita dalle lezioni al riparo dal sole e dalla pioggia, ma anche di un’area in cui svolgere attività scolastiche e ricreative all’aperto. Questo nuovo spazio potrà occasionalmente ospitare anche celebrazioni domenicali d’estate, momenti di preghiera pomeridiani e serali (fioretto, incontri con i genitori, catechismo), e attività legate alle feste locali come i tradizionali eventi di Carrozze e cavalli, San Martino, Babbo Natale in piazza, Befana, Carnevale, Asseggiano in festa). Inoltre, soprattutto in questo difficile momento di pandemia, la disponibilità di spazi all’aperto dove svolgere varie attività appare particolarmente utile. Come Amministrazione comunale abbiamo quindi deciso di sostenere questa iniziativa e per questo speriamo che il Consiglio comunale approvi la deroga agli strumenti urbanistici necessaria se si considera che la capacità edificatoria dell’area è già stata interamente utilizzata e, pertanto, i nuovi volumi della tettoia e del portico devono essere autorizzati dallo stesso Consiglio sulla base delle norme in vigore per le opere d’interesse pubblico. Un gesto di attenzione al territorio e alla volontà di quanti frequentano quegli spazi di poter continuare a partecipare alla vita della comunità facendolo in totale sicurezza».

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Mestre, inaugurato un nuovo laboratorio logistico all’ISS Luzzatti

Mer, 21/04/2021 - 15:53

È stato inaugurato questa mattina il laboratorio logistico presso l’IIS “Luzzatti” di Mestre (Venezia): consentirà agli studenti di ITS Marco Polo Academy e dello stesso istituto ad indirizzo logistico di simulare la gestione di una flotta di automezzi e di un magazzino merci per prepararsi all’inserimento nel mondo del lavoro.

A presentare l’iniziativa Damaso Zanardo, Presidente ITS Marco Polo con Elena Donazzan, Assessore regionale all’Istruzione e al Lavoro, Saverio Centenaro, Consigliere delegato alla Pianificazione urbanistica e Coordinamento delegati Città Metropolitana di Venezia, Cinzia Zincone, Commissario Straordinario dell’Autorità di sistema portuale di Venezia e Chioggia, Gianni Satini, Presidente della Federazione Autotrasportatori del Veneto, FAI Veneto e Roberto Gorlato, Presidente di Epritec srl ha ufficialmente inaugurato il laboratorio di logistica realizzato dalla Fondazione Marco Polo presso l’IIS Luzzatti.

«Attraverso il laboratorio gli studenti potranno simulare la gestione di una flotta di automezzi (Transport management system – TMS) e di un magazzino merci (Warehouse management system – WMS) – ha spiegato Zanardo. – È un progetto su cui abbiamo creduto ed investito molto perché permette ai ragazzi di essere ancor più pronti e preparati al mondo del lavoro e alle aziende di trovare forza lavoro preparata e già pronta ad operare in maniera completa nel sistema della logistica».

«Un laboratorio avveniristico, perfettamente allineato con gli strumenti utilizzati dalle aziende per rendere i nostri studenti immediatamente spendibili sul mercato del lavoro», ha sottolineato l’Assessore regionale al Lavoro.

Il laboratorio di logistica nasce proprio dalla premialità che ITS Marco Polo Academy ha ricevuto da parte del Ministero dell’Istruzione per aver raggiunto risultati occupazionali rilevanti per i diplomati dei percorsi di formazione fino a qui realizzati. Il 93% dei diplomati degli ITS Veneti ha trovato lavoro ad un anno dal diploma.

Il laboratorio di logistica ideato da ITS Marco Polo è stato reso possibile grazie al contributo di Espritec, azienda di software per la logistica e trasporti, e grazie alla disponibilità della Città Metropolitana di Venezia, che ha concesso lo spazio credendo nell’importanza di questo progetto per la formazione dei ragazzi.

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Zaia: «Va aggiustato il tiro, le misure devono essere logiche e congruenti»

Mer, 21/04/2021 - 15:25

Restano ancora molti gli interrogativi in vista della riapertura. In corso in questi giorni le riunioni con Regioni e Governo in attesa che il Consiglio dei Ministri approvi il decreto. «Va fatta chiarezza sul perché qualche attività possa riprendere e altre no», commenta il Presidente Zaia nel corso del quotidiano incontro con i media. Le Regioni continuano una costante mediazione con il Governo ma per ora ancora nessuna linea guida stabilita mentre continuano discussioni e divagazioni su coprifuoco e scuole.

In Veneto sono intanto stati superati i 9 milioni di tamponi. Cala l’incidenza dei positivi sui tamponi effettuati: ieri sono stati registrati 1094 positivi su 54mila tamponi effettuati, con incidenza del 2%. Il trend continua a calare anche negli ospedali: 1685 sono le persone in ospedale (-43), suddivise in 1449 in area non critica (-32) e 236 in terapia intensiva (-11).

Rispetto a maggio dello scorso anno – sottolinea il Governatore – abbiamo acquisito esperienza col virus e abbiamo un’arma, non indifferente, in più: il vaccino. Guardando in faccia la realtà stiamo attraversando la fase di convivenza con il virus, una fase che deve essere sicura e stabile.

Dalla prossima settimana, aggiunge Zaia, la disponibilità del magazzino sarà di 200mila dosi a settimana, questo permetterà di riprendere il ritmo in tutta la regione. In arrivo oggi altre 38mila dosi di Astrazeneca, mentre arriva l’approvazione del J&J per gli over 60.

Punto dolente la ripresa del turismo. Necessarie urgentemente delle disposizioni dal Governo per quanto riguarda quarantene, tamponi e comportamenti sanitari da comunicare ai visitatori dei Paesi esteri che vogliono soggiornare in Veneto durante l’estate. Coprifuoco alle 22, possibile quarantena e stato d’emergenza prolungato fino al 31 luglio, sono dei deterrenti non indifferenti per i turisti. «Dobbiamo capire per tempo come comportarci, servono garanzie perché la nostra regione vive di turismo», spiega il presidente della giunta regionale.

Per quanto riguarda il tema trasporti sarà l’Ufficio Scolastico Regionale ad interfacciarsi con le aziende dei trasporti. Il Veneto potrebbe optare per un 60% di capienza degli autobus, sempre nel rispetto delle future misure sanitarie del Comitato Tecnico Scientifico. (G.T.)

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Vaccini in Veneto, Zaia: «Dal 29 aprile viaggeremo a 40mila dosi al giorno»

Mar, 20/04/2021 - 15:31

Il Presidente della Regione Luca Zaia conferma l’arrivo dei rifornimenti vaccinali. «Dal 29 aprile il Veneto viaggerà a 40mila dosi al giorno», questo il dato ipotizzato dal commissario Figliuolo in base alle forniture in arrivo. Presto in arrivo anche il calendario diviso per fasce d’età. Viene definita chiusa la partita degli over 80, di cui mancano solo alcuni allettati, e continua a gran ritmo la somministrazione del vaccino agli over 70 con previsione di chiuderli in un paio di settimane.

Il trend delle infezioni, intanto, continua a calare: sono 930 i nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore in Veneto, con una percentuale del 5% su quasi 18mila tamponi effettuati. In calo anche il numero dei ricoverati in ospedale, che sono 1728 (-31), di cui 1481 (-14) in area non critica e 247 (-17) in terapia intensiva.

Il dibattito sulle riaperture verrà portato nella riunione con le Regioni di oggi e nell’incontro di questa sera col Governo. «Il punto più nevralgico ora è quello dei trasporti», commenta Zaia riferendosi all’impossibilità di trovare 1000 mezzi disponibili sul mercato. «In Veneto abbiamo 2400 autobus che fanno 27mila corse al giorno; a questi abbiamo aggiunto 500 mezzi privati e assunto 130 steward», spiega il governatore facendo i conti con lo scenario di una didattica ripresa al 100% in presenza. Il Presidente azzarda poi varie ipotesi che potrebbero aiutare l’organizzazione rapida della ripresa scolastica in modo sicuro e permanente. La meno difficoltosa impone di aumentare a un livello più sostenibile – circa al 60-70% – dal punto di vista trasportistico, la capacità dei mezzi. La seconda ipotesi, più difficoltosa ma forse più attuabile nel rispetto delle norme vigenti, prevede di rendere facoltativa la didattica in presenza, una scelta quindi riposta agli studenti e ai loro genitori. Quest’ultima la linea che sosterrà il Presidente del Veneto nelle riunioni di oggi. (G.T.)

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Veneto, 5 milioni di euro per il nuovo bando dedicato alla rottamazione di vecchie auto

Mar, 20/04/2021 - 14:25

Nuove importanti opportunità per i cittadini grazie al bando approvato oggi dalla Giunta regionale del Veneto su proposta dell’assessore all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin. Con il documento, infatti, si promuovono ancora incentivi per chi vorrà rottamare la propria vecchia auto e sostituirla con un veicolo a basso impatto ambientale.

«Anche quest’anno vogliamo continuare e rafforzare quel percorso virtuoso di risanamento dell’aria – spiega l’assessore all’Ambiente – che passa anche attraverso una riduzione dello smog provocato dai tanti mezzi, spesso obsoleti, in circolazione. Abbiamo esteso la possibilità di rottamazione anche per i vecchi veicoli alimentati a benzina o bifuel fino a euro 4 e a gasolio fino a euro 5. Nel valutare i punteggi per i nuovi acquisti continueremo a privilegiare il criterio delle emissioni e sarà inoltre previsto un incremento di punteggio per le istanze presentate da residenti nei Comuni nei quali sono state approvate ordinanze conformi alle disposizioni dell’Accordo di Programma del Bacino Padano, così da premiare in quota parte anche il lavoro delle amministrazioni locali».

«Gli incentivi, che abbiamo voluto portare fino alla significativa cifra di 8.000 euro per veicolo – prosegue Bottacin – saranno differenti in funzione delle effettive emissioni di anidride carbonica e di ossidi di azoto del nuovo mezzo, stabiliti in base a specifici protocolli e si potranno ottenere rottamando autovetture adibite al trasporto persone. Per agevolare massimamente chi può averne più bisogno, nel predisporre la graduatoria, oltre al fattore emissioni, abbiamo confermato punteggi differenti a seconda della situazione economica dei beneficiari, prevedendo una priorità per le fasce di reddito più basse».

Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate successivamente alla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto BURV (prevista nei prossimi giorni) e fino alle ore 12.00 del 15 giugno 2021. Per eventuali e ulteriori informazioni di dettaglio in merito ai contenuti del bando ci si potrà rivolgere alla Direzione Ambiente (041 2792143 – [email protected]).

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La Giunta approva la delibera per l’assegnazione dei buoni viaggio

Mar, 20/04/2021 - 13:57

La Giunta comunale, riunitasi oggi in web conference, ha approvato – su proposta dell’assessore alla Mobilità Renato Boraso – la delibera con la quale si sancisce l’emissione di buoni viaggio da utilizzarsi entro il prossimo 31 dicembre per i servizi di trasporto pubblico non di linea taxi o di noleggio con conducente della Città di Venezia. Un progetto dal valore complessivo di 530.809,93 euro così come stabilito dal decreto 6 novembre 2020 del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.

«Una risposta concreta a concittadini che ne abbiano i requisiti e che rientra nell’importante piano di trasporto pubblico locale della Città di Venezia – spiega l’assessore Renato Boraso. Una procedura che consentirà, attraverso un avviso pubblico, di consegnare un buono alle seguenti categorie di residenti del Comune di Venezia identificati tramite avviso pubblico che sarà gestito con modalità rapide e telematicamente innovative a cura della Direzione Coesione Sociale».

Destinatari:

Il “buono viaggio” sarà destinato a:

a) titolari di “tagliando blu” per disabili ai sensi del DPR n. 151 del 30 luglio 2012

b) possessori di certificazione di disabilità accertata ai sensi della normativa di riferimento (L. 104/92) e relativi accompagnatori

c) genitore di un minorenne con disabilità (anche autistica) in età scolare certificata da struttura pubblica

d) medici e infermieri ed operatori socio-sanitari operanti in strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate site sul territorio del comune unicamente per il tragitto casa/lavoro o viceversa

e) donne residenti per spostamenti compresi tra le ore 21 e le 6 del mattino

f) donne in stato di gravidanza

g) over 65 in stato di bisogno o che devono sottoporsi alla vaccinazione anti COVID 19

h) over 70

i) titolari di disabilità accertata, anche accompagnati, compresi quelli in presidi socio sanitari di età superiore a due anni, che si trovino ad avere:

  • un impedimento motorio anche parziale e temporaneo alla salita e discesa dai mezzi pubblici
  • essere ciechi assoluti.

Ripartizione dei fondi disponibili

La delibera stabilisce anche la ripartizione dei fondi disponibili fino ad esaurimento delle risorse:

a) ad ogni beneficiario sarà assegnato un valore complessivo di buoni non superiore a 100€

b) la ripartizione dei buoni avverrà in base al numero di candidature presentate in ordine cronologico

c) medici ed infermieri non potranno utilizzare più di due buoni al giorno per tipo di veicolo (autovettura – natante) e per i soli spostamenti di andata e ritorno dalle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate presenti sul territorio comunale;

d) i buoni viaggio potranno essere utilizzati per qualsiasi tipo di corsa, richiesta negli gli appositi stalli presenti sul territorio o previa prenotazione;

Condizioni per l’emissione dei buoni viaggio

La proposta stabilisce che l’emissione dei buoni viaggio rispetti le seguenti condizioni:

a) i buoni viaggio potranno essere utilizzati per coprire una spesa massima pari al 50% per valore della corsa;

b) il singolo beneficiario dovrà provvedere autonomamente al pagamento del valore delle singole corse eccedente la quota del 50% coperta dal contributo in parola;

c) il contributo massimo per corsa è di 20 € (pari al 50% di 40 €);

d) non potranno essere assegnati a ciascun beneficiario buoni per un valore complessivo superiore a 100€;

e) i buoni non saranno rimborsabili;

f) oltre ai buoni viaggio non sono utilizzabili altri sconti già previsti dalle vigenti tariffe di trasporto stabilite dall’Amministrazione comunale;

g) i buoni non sono cedibili a soggetti terzi;

h) i titolari di licenza taxi o di autorizzazione di noleggio con conducente noleggio con conducente, rilasciate dal Comune di Venezia ai sensi della Legge n° 21/1992 e s.m.i., dovranno emettere apposito documento attestante l’avvenuto pagamento (ricevuta tramite POS o altro documento idoneo) dell’intero ammontare della corsa in modo da consentire al Comune il rimborso agli stessi dei buoni viaggio.

Operativamente, nei prossimi giorni sul sito del Comune di Venezia verrà attivata una pagina dedicata per la richiesta dei “buoni viaggio”. Ad ogni cittadino avente diritto sarà inviata una email contenente i QRcode personali, che saranno comunque sempre scaricabili anche all’interno dell’area riservata di ognuno. Le persone che hanno meno dimestichezza con la registrazione telematica potranno prendere appuntamento attraverso il servizio Dime 041.041. Contestualmente si procederà alla registrazione dei tassisti ed NCC che avranno aderito all’iniziativa tramite Portale dell’Autotrasportatore, già utilizzato nei rapporti con il Comune.

Il tassista, o NCC, al termine della corsa inquadrerà con il proprio telefonino il QRCode del passeggero, inserirà l’importo del viaggio e confermerà l’entità del bonus. Fatta questa operazione il sistema invierà una e-mail di conferma e una e-mail di notifica e provvederà ad aggiornare il borsello utente. Periodicamente, i tassisti e NCC saranno saldati sulla base delle transazioni registrate. Attraverso la piattaforma tutti i soggetti coinvolti (utenti, tassisti e anche il Comune), ciascuno con il proprio account, avranno la possibilità di visualizzare la rendicontazione delle operazioni in tempo reale, secondo il principio di trasparenza di utilizzo delle risorse pubbliche.

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Marzo 2021, i consumi di elettricità in Veneto tornano ai livelli pre-Covid. Da fonti rinnovabili il 35% dell’energia

Mar, 20/04/2021 - 13:37

A marzo, secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione, i consumi elettrici del Veneto sono risultati in crescita del 15% rispetto a marzo 2020 e del 2,5% rispetto al marzo 2019.

L’indice IMCEI elaborato da Terna – che prende in esame e monitora in maniera diretta i consumi industriali di circa 530 clienti cosiddetti energivori connessi alla rete di trasmissione elettrica nazionale (grandi industrie dei settori ‘cemento, calce e gesso’, ‘siderurgia’, ‘chimica’, ‘meccanica’, ‘mezzi di trasporto’, ‘alimentari’, ‘cartaria’, ‘ceramica e vetraria’, ‘metalli non ferrosi’) – conferma il ritorno dei consumi industriali ai livelli pre-covid: a livello nazionale, infatti, l’indice risulta in crescita del 37,7% rispetto a marzo 2020 e dello 0,1% rispetto a marzo 2019 e, ancora, del 2,3% rispetto a febbraio 2021.

In Veneto, in particolare, nel mese di marzo i consumi industriali hanno registrato una sostanziale crescita (+59%) rispetto a marzo del 2020, tornando sopra i livelli anche di marzo del 2019 (+7,5%): fortemente positivi i comparti di siderurgia, meccanica e chimica; in recupero anche i settori delle ceramiche e vetrarie e metalli non ferrosi.

Anche in Italia, a marzo, i consumi di energia elettrica sono tornati ai livelli del 2019. Terna ha rilevato una domanda di elettricità pari a 26,7 miliardi di kWh, valore in aumento dello 0,6% rispetto a marzo del 2019 e superiore dell’11,8% rispetto a marzo del 2020, anno che è stato fortemente influenzato dal calo del fabbisogno dovuto alle iniziative messe in atto per contenere la pandemia da covid-19. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 35,1% dei consumi, valore sostanzialmente in linea con il 2020 e in crescita rispetto al 2019 (33,4%).

Nel mese di marzo la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per circa l’84% con produzione nazionale e per la quota restante (16%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,6 miliardi di kWh) ha registrato un incremento del +12% rispetto a marzo 2020. In aumento le fonti fotovoltaica (+19,5%), termoelettrica (+12,5%), idrica (+11%) ed eolica (+5,6%). In flessione solamente la produzione geotermica (-4,6%).

Nel periodo delle festività di Pasqua, considerando i giorni da sabato 3 a lunedì 5 aprile, le fonti rinnovabili hanno coperto oltre la metà della domanda di elettricità italiana: Terna ha infatti registrato una percentuale che si è attestata al 51,5% (valore che sale al 55,3% se rapportato alla produzione nazionale complessiva) in crescita sia rispetto al corrispondente periodo del 2020 (50,1%) sia a quello del 2019 (49,6%). In particolare, il giorno di Pasqua (4 aprile) il fabbisogno di energia elettrica del Paese è stato soddisfatto dalle rinnovabili per il 57,1%.

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La pandemia non manda in crisi le rimesse degli immigrati: 6,77 miliardi di euro l’anno scorso (+12,9%)

Lun, 19/04/2021 - 21:00

Rimesse degli immigrati in aumento nonostante la pandemia: 6,77 miliardi di euro inviati in patria nel 2020 (+12,9% rispetto all’anno prima). E il Bangladesh si conferma la prima destinazione, ma è in calo. Aumentano infine i Paesi dell’Est Europa, anche a causa delle limitazioni ai viaggi.

È la sintesi dei risultati dello studio della Fondazione Leone Moressa, istituto di ricerca creato e sostenuto dalla CGIA di Mestre, su dati Banca d’Italia, che fotografa la situazione nel 2020, anno caratterizzato dalla pandemia e dalle limitazioni agli spostamenti.

Trend in aumento. Mentre secondo la Banca Mondiale i flussi globali diminuiscono a causa della pandemia, le rimesse inviate in patria dagli immigrati in Italia sono aumentate nel 2020 (+12,9%). Dopo il crollo del 2013 e alcuni anni di sostanziale stabilizzazione, il volume delle rimesse aveva subito un significativo aumento nel 2018 (+13,1%), proseguito anche nel 2019 (+3,0% rispetto all’anno precedente).
Nel 2020, nonostante la pandemia, le rimesse dall’Italia registrano un ulteriore incremento, +12,9% rispetto al 2019. L’aumento delle rimesse, unitamente al calo del PIL registrato nel 2020, ha riportato, per la prima volta dal 2012, il rapporto rimesse/PIL sopra quota 0,4%.

Bangladesh e Romania in calo. Il Bangladesh si conferma il primo paese di destinazione delle rimesse, con 707 milioni di euro complessivi (10,5% delle rimesse totali), anche se in calo nell’ultimo anno (-12,8%).

Il secondo paese di destinazione è la Romania, anch’essa in calo: -1,2% nell’ultimo anno e -31,5% negli ultimi sette. Da notare come tra i primi dieci paesi ben cinque siano asiatici: oltre al Bangladesh, anche Filippine, Pakistan, India e Sri Lanka.
In aumento Est Europa e Nord Africa. Molti Paesi hanno invece registrato incrementi significativi nell’ultimo anno. In particolare, spiccano Nigeria (+119,6%), Ucraina (+72,2%), Moldavia (+41,1%), Marocco (+31,1%). Si può ipotizzare che tali aumenti siano determinati dalle limitazioni alla mobilità internazionale: non potendo viaggiare fisicamente, si sono mantenuti i legami familiari prevalentemente attraverso l’invio di denaro.

112 euro al mese pro capite. Rapportando il volume delle rimesse con il numero di residenti in Italia, si ottiene il valore medio pro capite: mediamente, ciascun immigrato in Italia ha inviato in patria poco più di 1.300 euro nel corso del 2020, circa 112 euro al mese. Tra le comunità più numerose il valore più alto è quello del Bangladesh: mediamente, ciascun cittadino ha inviato oltre 5 mila euro, ovvero oltre 400 euro al mese. Superano i 300 euro mensili i cittadini del Senegal, mentre quelli del Pakistan sfiorano quella soglia. Oltre 200 euro al mese anche Filippine, India e Sri Lanka.

Il 20% parte da Roma e Milano. A livello locale, le regioni con il maggior volume di rimesse inviate sono Lombardia (1,5 miliardi) e Lazio (953 milioni). Seguono Emilia Romagna (706 milioni) e Veneto (587 milioni). Nell’ultimo anno, in tutte le regioni si è registrato un aumento delle rimesse.
A livello provinciale, i volumi più significativi sono quelli di Roma (802 milioni) e Milano (740 milioni). Da notare come in queste due città si concentri oltre un quinto del volume complessivo. Come era prevedibile, tra le prime province si ha una forte concentrazione di province del Centro-Nord, in cui si ha la maggiore incidenza di residenti stranieri.

Secondo Michele Furlan, presidente della Fondazione Leone Moressa, “le rimesse rappresentano la prima forma di sostegno degli immigrati allo sviluppo dei paesi d’origine. Anche nell’anno della pandemia, nonostante il calo dell’occupazione, gli immigrati hanno continuato a sostenere le famiglie in patria. I flussi sono addirittura aumentati, parallelamente alla riduzione delle possibilità di movimento”.

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Over 80, a vaccinarli saranno i Medici di Famiglia: la firma dell’impegno nell’Ulss 3

Lun, 19/04/2021 - 16:41

Nella sede dell’Ulss 3 Serenissima sono state poste oggi le firme che attivano l’accordo tra le sigle sindacali dei Medici di Medicina Generale (MMG) e l’Ulss 3 Serenissima per la vaccinazione degli over 80 a domicilio: «Con questo accordo importante, spiega il Direttore Generale Edgardo Contato – sottoscriviamo la collaborazione grazie alla quale, in due giorni, il 21 e il 22 aprile, i Medici di Famiglia del nostro territorio, dentro il programma vaccinale dell’Azienda sanitaria, entreranno nelle case di 3511 grandi anziani, per portare loro il vaccino. Tutte le sigle sindacali dei MMG sono rappresentate, a conferma della responsabilità e dell’impegno dei Medici di Medicina Generale: raggiungeranno i loro assistiti over 80 che non si possono muovere, e lo faranno con la competenza e con la facilità di azione di chi conosce bene ogni soggetto, le sue difficoltà, le sue patologie».

Molti i Medici di Famiglia che hanno dato la loro disponibilità, sui 380 che operano nel territorio dell’Ulss 3: «Da una sessantina attendiamo ancora la conferma – sottolinea il Direttore Generale – ma nella serata di oggi un webinar con tutti i MMG ci consentirà di ribadire la proposta e di convincere alcuni che hanno fin qui evidenziato perplessità o difficoltà».

Preziosa la collaborazione della Guardia Medica, che nei due giorni in cui i MMG saranno impegnati a domicilio dei pazienti da vaccinare sarà attivata in sostituzione.

I Medici di Famiglia prendono il testimone dall’Azienda sanitaria, che già da settimane sta somministrando, attraverso gli USCA e gli infermieri dell’Assistenza domiciliare (ADI), la vaccinazione agli anziani che non sono in grado di raggiungere i centri vaccinali; e in due giornate – mercoledì 21 aprile e giovedì 22 aprile – hanno programmato di vaccinare 3511 assistiti. «Questo numero – spiega il Direttore generale Contato – è il risultato della verifica effettuata congiuntamente dall’Ulss 3 e dai singoli MMG: l’Azienda sanitari mette così a disposizione di ciascun medico di famiglia un elenco verificato, oltre alle siringhe pronte per la somministrazione, il kit per le emergenze e anche un cartello da esporre sull’auto in sosta per certificare di essere in servizio vaccinale. Abbiamo organizzato così al meglio, insieme ai Medici di Famiglia, quella che è una ulteriore proposta agli anziani: questa ‘due giorni’ di vaccinazione a domicilio fa infatti seguito alla ‘tre giorni’ di vaccino a libero accesso in sei sedi sul territorio, svoltasi nel fine settimana, ed è un’ennesima possibilità per aderire, con la quale immaginiamo davvero di aver portato a compimento ogni possibile iniziativa per consentire agli over 80 del nostro territorio di ricevere il vaccino».

Con le recenti iniziative, a cui si somma ora la collaborazione con gli MMG per il vaccino a domicilio, l’Ulss 3 Serenissima conta di aver raggiunto con la prima dose il 90% della popolazione over 80. «Daremo seguito alla ‘due giorni’ a domicilio – sottolinea il Direttore Contato – con un ultimo ulteriore invito che sarà inviato agli over 80 perché si rechino, di nuovo in libero accesso, alle postazioni vaccinali. Nel frattempo, però, per la nostra Azienda sanitaria si apre una nuova fase nella quale al centro degli sforzi sarà la categoria dei pazienti fragili e poi quella dei cittadini tra i 70 e i 79 anni».

Alla conferenza stampa di presentazione dell’accordo e dell’iniziativa erano presenti i rappresentanti delle sigle sindacali dei Medici di Medicina Generale. Il fiduciario dell’Ulss 3 Serenissima, il dottor Stefano Rigo, ha ribadito la soddisfazione e l’impegno dei Medici di Famiglia.

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Mira, inizia questa settimana la manutenzione straordinaria di alcune strade comunali

Lun, 19/04/2021 - 15:52
Al via da questa settimana la manutenzione straordinaria di alcune rilevanti strade comunali. Salvo imprevisti, si comincerà mercoledì mattina con i lavori di asfaltatura ad Oriago, lungo via Venezia, precisamente nel tratto tra la Biblioteca Comunale e via della Ferrovia. Essendo l’ex brentana assai trafficata, l’amministrazione comunale consiglia di usufruire anche della viabilità alternativa per ridurre i disagi. Le zone di intervento saranno comunque regolate da movieri per consentire il transito alternato. Successivamente, il cantiere si sposterà nelle prossime settimane a Mira, in Riviera Matteotti, per la manutenzione straordinaria del sedime stradale che va dal ponte mobile sino a via Fornace, mentre è previsto per l’autunno l’intervento in via Nazionale e Silvio Trentin. In calendario anche l’intervento di sistemazione già previsto per via Forte Poerio, con il rifacimento degli asfalti e delle cordonate per chi accede al sottopassaggio. «Siamo consapevoli che si potranno creare dei disagi – spiega il sindaco Marco Dori – ma era da anni che si attendevano questi lavori di asfaltatura. Purtroppo, il manto stradale è ormai assai deteriorato e non si può fare diversamente. Contemporaneamente a questi cantieri che riguardano strade di larga percorrenza, sono in essere altre sistemazioni più puntuali, come quelle del progetto Città Sicura, che in questo momento stanno operando nelle frazioni, come a Marano e Borbiago. Altri cantieri riguardano invece la posa delle condotte del gas, ad opera di terzi: anche in questo caso, dopo un periodo di assestamento, la ditta incaricata procederà come di consueto con il pieno ripristino della strada».

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Al Nazaret arriva la “tenda degli abbracci”: l’emozione degli ospiti e dei parenti

Lun, 19/04/2021 - 14:25

Fanny quando è stata avvisata del fatto che oggi avrebbe potuto riabbracciare sua figlia quasi non ci ha creduto. Da mesi ormai poteva vederla solo attraverso un vetro, salutarla, sorriderle ma senza «sentirla» davvero. Fanny ha 91 anni e vive al Centro Nazaret di via Castellana, a Mestre, dell’Opera diocesana Santa Maria della Carità.

Da stamattina, grazie alla “tenda degli abbracci”, questo è tornato possibile. Tutto ciò grazie ad una donazione dell’associazione Soroptimist Venezia, presente alla consegna con la Presidente Patrizia Scalabrin. Così per Fanny e per gli altri ospiti è stato possibile riabbracciare i propri cari.

«È stato davvero emozionante», dice Laura Friselle, presidente dell’Opera Santa Maria della Carità: «Gli ospiti e i loro cari sono scoppiati in lacrime, non volevano più lasciarsi». (A.d’E.)

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Didattica in presenza al 100%? Zaia: «In Veneto mancano mille autobus per trasportare gli studenti. Ecco tre alternative»

Lun, 19/04/2021 - 14:07

«Servirebbero mille autobus in più, ma non li abbiamo, non ci sono sul mercato». È la fotografia della situazione fatta dal Governatore del Veneto a pochi giorni dal ritorno della scuola in presenza al 100%.

«Lunedì 26 – afferma Zaia durante il consueto incontro con i media nella sede della protezione civile regionale, al quartiere Cita di Marghera – rischiamo di trovarci in estrema difficoltà. Le nostre aziende di trasporto pubblico hanno 2700 bus, cui ne abbiamo aggiunti 200 privati; con questi mezzi, che devono avere capienza al 50% per evitare gli affollamenti, riusciamo a coprire la didattica in presenza al 50% o poco più. Ma al 100% non ce la facciamo».

E considerando che, certamente, nel giro di qualche giorno non sarà possibile reperire altri autobus, bisognerà correre ai ripari. Bisognerà cioè concordare una modalità diversa di fare scuola: «Tre le possibilità», esemplifica Zaia: «La prima è fare turni». Una parte di studenti al mattino e una parte di pomeriggio. Ma la cosa è molto complicata, perché comporterebbe un’organizzazione diversa della scuola e degli orari e disponibilità degli insegnanti. «Ci avevamo già provato – ricorda il Governatore del Veneto – ma senza successo».

Seconda ipotesi: «Rendere facoltativa la presenza a scuola, per cui le famiglie che lo ritenessero più prudente, potrebbero tenere i figli a casa, facendo seguire loro le lezioni in didattica a distanza». Proposta, però, dagli esiti imprevedibili.

O altrimenti – terza proposta – mantenere la riduzione della scuola in presenza, come si è fatto finora.

E aumentare, invece, la capienza degli autobus? Non potrebbe essere questa la via? «Molto improbabile», prevede Zaia. (G.M.)

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Anticorpi monoclonali, un successo in Veneto: 120 persone guarite su 120 trattate (ma ci sarebbero stati almeno 5 morti senza questa terapia)

Lun, 19/04/2021 - 13:44

Cosa dicono le statistiche? Che su 120 persone over 70 che si ammalano di Covid e hanno già un’altra patologia grave, una trentina finiranno in ospedale e un numero oscillante fra 5 e 7 moriranno.

All’azienda ospedaliera di Verona, nell’ultimo mese sono state curate 120 persone over 70, infettate dal Covid e ciascuna con un’altra patologia grave. Risultato? 14 ricoverate e nessuna morta.

«E le 14 che abbiamo ricoverato – precisa Evelina Tacconelli (nella foto), direttore della Clinica delle Malattie infettive dell’università di Verona – hanno avuto bisogno dell’ospedale solo perché arrivate tardi rispetto all’ottimale».

Qual è la ragione di questo risultato eccellente? Gli anticorpi monoclonali, che da circa un mese, appunto, si somministrano ai malati di Coronavirus allo stadio iniziale.

«L’idea – esemplifica Tacconelli – è la persone che, al primo sintomo, fa un tampone rapido. Constatata la positività, subito il medico di base ce lo segnala e noi prendiamo in carico la persona per la cura. Nel giro di 24 ore i sintomi scompaiono e in cinque giorni il paziente si negativizza».

Il risultato molto positivo di Verona è in attesa di conferma dagli altri ospedali italiani dove si è introdotta questa terapia, finora somministrata, nel Paese, a 2mila persone.

Intanto va avanti un nuovo progetto, presentato sempre dalla prof. Tacconelli e in attesa dell’ok dell’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco: «Quella di estendere l’uso degli anticorpi monoclonali a tutte le persone positive ultracinquantenni, anche se non hanno fattori di rischio come altre patologie concomitanti. Ridurremmo così notevolmente l’ospedalizzazione e anche l’uso dell’ossigeno per chi può essere curato a casa. E con il concorso di questi nuovi farmaci, del vaccino e del rispetto delle misure prudenziali elementari – mascherina, igiene e distanziamento – nel giro di poco tempo saremo davvero fuori dal tunnel». (G.M.)

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Il mistero del Picasso deteriorato svelato da un team di scienziate

Lun, 19/04/2021 - 12:24

Un secolo dopo la realizzazione, l’opera “Hombre sentado” (Uomo seduto) di Picasso, una delle quattro ispirate ai Ballets Russes, appare in uno stato di conservazione precario, peggiore rispetto alle altre tre della serie. Il Museu Picasso decide così di restaurare l’opera, ma non solo. Vuole andare a fondo, per capire il perché di quelle differenze tra opere per molti versi simili che avevano condiviso un secolo in condizioni analoghe.

Il ‘caso’ viene affidato a un team internazionale e multidisciplinare di scienziati conservatori, tra cui Francesca Izzo, ricercatrice di Scienze Chimiche per i Beni Culturali all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Parte così il progetto Promesa (Study of the mechanical and dimensional properties of commercial paint films), coordinato da Laura Fuster-Lopez, professoressa di Conservazione all’Universitat Politècnica de València e da poco concluso con la pubblicazione dei risultati sulla rivista scientifica SN Applied Sciences.

“Il progetto si è incentrato sullo studio combinato della composizione chimica e dei meccanismi di degradazione fisico-meccanica che si manifestano in opere d’arte moderna e contemporanea – afferma Laura Fuster-Lopez – è quindi necessario capire quali aspetti inerenti alla composizione dei materiali usati dagli artisti possono essere la causa della loro instabilità nel tempo, al fine di adattare misure preventive di conservazione nelle nostre collezioni”.

Con un approccio multi-analitico e tecnologia d’avanguardia, le scienziate hanno studiato ogni strato per trarne le informazioni nascoste alla vista. Hanno così realizzato il primo studio che considera le problematiche di degrado meccanico dei dipinti di Picasso con un approccio scientifico analitico e diagnostico.

I risultati ottenuti sono stati combinati con l’esame visivo delle crettature e dei problemi meccanici delle pitture per stabilire ipotesi sulle differenze di degrado. Questa è una delle prime volte che viene adottato un approccio basato su tecniche di documentazione non invasive, analisi chimico-fisiche e osservazioni del danno meccanico per fornire una visione del possibile contributo che ogni strato ha sul degrado osservato.

Ne è emerso che le interazioni fra pigmenti e leganti possono aver reso i film pittorici più o meno inclini alla degradazione. Lo stesso è stato osservato negli strati sotto la pellicola pittorica: spessori di preparazione diversi, diverse interazioni pigmenti-legante e altre minime differenze che possono aver provocato una diversa reazione alle condizioni ambientali.

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Berton: “Regole certe per non perdere la fiducia dei turisti”, il presidente di Assocamping fa appello alle istituzioni e intanto conferma gli sforzi della categoria per una vacanza in assoluta sicurezza

Lun, 19/04/2021 - 11:50
Cavallino-Treporti, 19 aprile 2021 – “Cavallino-Treporti, vista la tipologia di attività completamente all’aria aperta, è la nostra “isola” covid-free”. La più grande realtà d’Europa per il turismo plein air (la cittadina balneare conta 28 campeggi, nessuno così nel Vecchio Continente) si pone ancora una volta tra le mete turistico-balneari preferite da turisti, forte delle sue caratteristiche, che la pongono in cima alle preferenze soprattutto in questo momento ancora di massima attenzione. “La vacanza balneare nel senso più ampio è la vacanza all’aria aperta – commenta il presidente di Assocamping, Francesco Berton – e, di conseguenza, siamo pronti ad ospitare chi vorrà raggiungere le nostre strutture. Ricordo che, nel 2020, abbiamo realizzato circa 2milioni e 700mila presenze (solo nel comparto turismo all’aria aperta) e non ci risulta alcun caso di contagio da Covid-19. La caratteristica della nostra vacanza, il fatto che abbiamo rispettato i protocolli alla lettera, ha consentito questo grande risultato”.  Ora si guarda all’imminente riapertura della stagione. E se, da una parte, c’è la soddisfazione per avere la data certa, ovvero il 15 maggio, dall’altra rimangono ancora degli interrogativi sugli spostamenti e sui protocolli inerenti all’accoglienza e alla gestione dei turisti. “La prima e più semplice considerazione che ci stiamo facendo – continua Berton – è legata proprio alla data, che corrisponde alle festività di Pentecoste, molto cara ai turisti di lingua tedesca: ci si potrà muovere all’interno dell’Unione Europea? E, nel caso, a quali condizioni?”. Altro punto ancora poco chiaro e sul quale Assocamping chiede di avere risposte quanto prima: il cosiddetto “green pass”. “Sarà sufficiente un tampone per capire se un ospite è negativo e, quindi, può arrivare in struttura, oppure saranno messi altri paletti? Questo è importante capirlo e ce lo chiedono i nostri ospiti, perché le prenotazioni per quel periodo ci sono e non si registrano cancellazioni; ma è evidente come i nostri stessi ospiti stiano attendendo dei chiarimenti in merito”. Prenotazioni per luglio e agosto. “Stiamo registrando delle ottime risposte: c’è voglia di vacanza ed è testimoniato dalle prenotazioni. Da parte nostra siamo pronti ad accogliere i nostri ospiti, con la certezza che, oltre alla consueta ospitalità, servizi ed eccellenze, troveranno il massimo rispetto dei protocolli, per una vacanza in sicurezza da ogni punto di vista”. Per il presidente di Assocamping, Berton, importante è il gioco di squadra che si sta facendo ad ogni livello, a cominciare dalle amministrazioni comunali. “Grazie allo sforzo dei sindaci della costa veneta e di tutte le categorie che rappresentano il settore del turismo, siamo arrivati a un’importante risultato. Probabilmente è giunto forte il messaggio, anche a livello governativo, che noi abbiamo bisogno di date per poter programmare le nostre attività, che non possono essere aperte da un giorno all’altro. Queste certezze danno a noi la possibilità di programmare e garanzie alle migliaia di lavoratori stagionali, che grazie all’impiego in questo comparto vivono tutto l’anno”.

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È morto padre Harutyun vardapet Bezdikian: oggi i funerali nell’isola di San Lazzaro degli Armeni

Lun, 19/04/2021 - 09:40

Con immenso dolore la Congregazione Armena Mechitarista comunica che padre Harutyun vardapet Bezdikian, membro anziano della Congregazione (conosciuto anche come padre Arturo), la Domenica in Albis, 11 aprile 2021, mentre risiedeva nel collegio Armeno Samuel-Moorat di Parigi, ha raggiunto la Casa del Padre.

Il religioso ha operato per lunghi anni nelle scuole Mechitariste di Aleppo, Venezia e Parigi, dove ha avuto un ruolo importante nella formazione umana, cristiana e armena di tanti giovani, ed è stato caporedattore della rivista Bazmavep, nonché autore di diversi articoli e libri sulla Chiesa, cultura armena e la Congregazione. Pittore di talento, ha organizzato diverse mostre e ha ricevuto importanti riconoscimenti.

La celebrazione della Santa Messa e i funerali si terranno lunedì 19 aprile nella chiesa di San Lazzaro in Isola, e le spoglie mortali del padre saranno poi inumate nel cimitero monastico dell’Abbazia.

In osservanza alle restrizioni Covid, i funerali si terranno in forma privata, con la partecipazione dei confratelli monaci e dei familiari, ma la celebrazione sarà comunque trasmessa sulla pagina facebook del Monastero:

https://www.facebook.com/Մխիթարեան-Մայրավանք-Սուրբ-Ղազար-Monastero-Armeno-Mechitarista-San-Lazzaro-104090637852547

In seguito, quando la situazione pandemica sarà migliorata, è intenzione della Congregazione di celebrare una Messa in suffragio di padre Harutyun (Jacques) Bezdikian, che verrà comunicata con congruo anticipo e alla quale potranno partecipare tutti gli amici del Padre e della Congregazione.

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Ulss 4, cinquanta medici di base a casa dei pazienti fragili per vaccinare

Dom, 18/04/2021 - 09:38

Domenica 18 aprile, a partire dalle ore 10.30, scattano le prime vaccinazioni anti Covid a domicilio per una cinquantina di medici di famiglia dell’Ulss 4 Veneto Orientale. Lo rende noto la FIMMG (Federazione dei medici di medicina generale) Venezia. I professionisti hanno contattato i loro pazienti ultraottantenni fragili, quelli impossibilitati a raggiungere da soli gli hub e i centri vaccinali, per fissare gli appuntamenti.

«Giovedì – spiega Luigi Xausa, fiduciario di FIMMG Venezia per l’Ulss 4 Veneto Orientale – abbiamo chiuso l’accordo con l’azienda sanitaria. Avevamo chiesto 500 dosi, ma purtroppo, causa carenza delle scorte, ce ne hanno messe a disposizione solo 190: intanto, però, domenica cominciamo con queste. Ci muoviamo di domenica perché abbiamo deciso che non potevamo chiudere i nostri ambulatori durante la settimana per andare a vaccinare i nostri pazienti fragili».

I medici di medicina generale aderenti si ritrovano tutti al centro operativo di San Stino di Livenza – in via Giovanni XXIII 12 – dove arriva anche un’infermiera per preparare le dosi e da lì partiranno per le loro visite domiciliari, che dovranno essere portate a termine entro 6 ore dall’infialamento dei sieri.

«I medici di medicina generale che fanno capo al territorio dell’Ulss 4 Veneto Orientale – spiega il segretario provinciale e regionale FIMMG Maurizio Scassola – dimostrano anche in questa occasione la loro grande capacità organizzativa e la forte spinta motivazionale. Come gli altri colleghi della provincia di Venezia, sono pronti anche a sacrificare il loro weekend per rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Solo vaccinando contro il Covid-19 il maggior numero possibile di persone, soprattutto quelle più fragili, abbiamo una possibilità di sconfiggere la pandemia. I medici di famiglia non si tirano indietro e sono sempre pronti a fare la loro parte».

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È morto Daniele Selva, insegnante di religione, per tanti anni animatore a Santa Maria Goretti

Dom, 18/04/2021 - 07:57

Nella notte fra sabato 10 e domenica 11 aprile è mancato Daniele Selva. Da tempo abitava a Vicenza, ma in tanti lo ricordano a Mestre e, in particolare, a Carpenedo, la zona dove per tanto tempo è stato impegnato dal punto di vista ecclesiale e in cui aveva stretto tante relazioni. E’ stato animatore dei gruppi giovanili nella parrocchia di Santa Maria Goretti e ha collaborato con l’Ufficio Catechistico diocesano.

Aveva 65 anni e da tempo era stato reso fragile da una patologia neurologica. Insegnante di religione, lascia la moglie, che aveva seguito nei suoi trasferimenti professionali.
Quando era in parrocchia, Daniele per anni aveva animato le liturgie accompagnando i canti con il suono della chitarra. Allegro e cordiale, si era impegnato molto in ambito ecclesiale, anche nel movimento dei Focolari.

«Chi tra di noi lo ha conosciuto – si legge nel foglio parrocchiale di Santa Maria Goretti – lo ricorda per il suo esempio e la sua testimonianza di fede e di simpatia, accompagnata dalla inseparabile chitarra. Gli siamo tutti grati per l’entusiasmo, la passione per la scuola, la cura per i più giovani, la sensibilità verso tutti. In noi rimarranno vivi e presenti il suo sorriso e le sue parole, sempre di speranza e incoraggiamento».

 

 

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Come sta il pianeta e il magistero della Laudato si’: due giorni di interventi allo Iusve di Mestre

Sab, 17/04/2021 - 21:31

Si potrebbe descrivere come un focus green a 360 gradi che partirà dall’ecologia integrale e gli nuovi stili di vita per toccare tutte le tematiche attuali: dallo stato del Pianeta alla sostenibilità in tempi di Covid 19 senza dimenticare le sfide educative e della comunicazione e i movimenti giovanili.

Lo IUSVE, in occasione della Giornata della Terra e nel contesto del progetto triennale di «Ecologia integrale e nuovi stili di vita» ha organizzato il convegno «Land’s End: per la cura della casa comune». Ad intervenire all’incontro che si terrà mercoledìl 21 e giovedì 22 aprile su Zoom (info sul sito: https://www.iusve.it/lands-end) saranno personaggi di rilievo accademico nazionale a partire Mauro Mantovani, Magnifico Rettore dell’Università Pontificia Salesiana di Roma ma anche docenti di molte altre università italiane (da Bologna a Torino passando per Verona, Bressanone, Milano, Genova e Pisa) ed esperti del mondo delle ONG o delle ricerche di mercato da Michele Candotti, chief staff UNDP, Agenzia ONU per lo sviluppo, New York passando per Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia e Filippo Ivardi, Missionario comboniano, direttore di “Nigrizia”.

Il convegno prende le mosse dai capitoli I e III della Laudato si’ di Papa Francesco (“Quello che sta accadendo alla nostra casa” e “La radice umana della crisi ecologica”), per articolare una riflessione che intende interpretare gli stili di vita secondo quattro grandi aree di osservazione: lo stato del pianeta, antropocentrismo e potere, tecnologia e tecnocrazia, prospettive. La logica è quella del “vedere”, cui seguiranno, nei prossimi due anni accademici, il “giudicare” (i criteri di giudizio per un’ecologia integrale, con riferimento ai capitoli II e IV) e l’“agire” (le prospettive di cambiamento, con riferimento ai capitoli V e VI).

La direzione scientifica del convegno ha visto impegnati due vice direttori di IUSVE, Michele Marchetto e Lorenzo Biagi. «La «Land’s End» del titolo evoca l’ultimo lembo di terra dell’Inghilterra sud-occidentale che si protende sull’Atlantico – spiega Marchetto – una Finis Terrae fra le molte che costellano l’Europa. È un limite non solo geografico, ma anche geologico e antropologico: potrebbe essere la fine della vita del pianeta e dell’uomo. Eppure da quella Land’s End si contempla l’infinito, si immaginano mondi, si progettano viaggi, si costruisce un futuro. Ma non c’è contemplazione senza “cura”; non ci potrà essere futuro senza la “cura” per ciò gli esseri umani hanno in “comune”, la “casa” come “dono” di cui godere insieme».

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