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Aggiornato: 1 ora 53 min fa

Costruire una città capace di spiritualità: dialogo a Venezia, venerdì 21 settembre, tra il card. Ravasi e tre archistar

Gio, 13/09/2018 - 17:04

Per celebrare la prima partecipazione della Santa Sede alla 16.a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il “Cortile dei Gentili” organizza, nel contesto dei Meetings on Architecture della Biennale Architettura 2018, un’iniziativa culturale unica nel suo genere, per promuovere e approfondire il dialogo tra architettura, musica e spiritualità.

Geometrie dello Spirito, in programma venerdì 21 settembre a Venezia, si compone di due eventi diversi; alle 14.30, alle Tese dell’Arsenale di Venezia, Stefano Boeri, Mario Botta e Matthias Sauerbruch dialogheranno con il Card. Gianfranco Ravasi sul rapporto tra architettura e spiritualità (evento aperto al pubblico con regolare biglietto di ingresso della Biennale Architettura 2018).

Terminato il dialogo, alle 18.30, la Basilica di San Giorgio Maggiore, sull’omonima isola, ospiterà il concerto – gratuito e aperto a tutti – del virtuoso violinista Fabrizio Von Arx e del suo Stradivari Madrileno del 1720, accompagnato dalla Camerata du Léman e da Paolo Corsi al clavicembalo.

«A distanza di qualche mese dall’inaugurazione del Padiglione della Santa Sede, torniamo ora a Venezia con un’iniziativa che non solo celebra un nuovo e fecondo incontro, quello tra architettura e fede, ma pone le basi per un dialogo più ampio tra arti, culture e discipline», commenta il card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario del Padiglione Vatican Chapels. «Pensiamo all’architettura e alla musica: ognuna di esse ha le sue geometrie, che da sempre danno forma allo slancio creativo – e anche spirituale – dell’uomo. In un’epoca di profonde crisi ideologiche e culturali, quelle geometrie devono farsi oggi atti sociali, incontro e riscoperta di una comune identità tra le diverse civiltà. L’evento “Geometrie dello Spirito” vuole, perciò, aprire un necessario confronto sul compito delle arti e, in particolare, dell’architettura, sacra e non, nell’esperienza umana, personale e sociale.

«Siamo lieti di ospitare, oltre al Padiglione della Santa Sede alla Biennale Architettura 2018, anche questo incontro organizzato dal “Cortile dei Gentili”, iniziative che valorizzano il ruolo cui ambisce la Biennale, quello di chiedere all’arte e all’architettura di contribuire con “illuminazioni” al nostro cammino di individui e società» dichiara Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia.

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Mestre: da venerdì 28 a domenica 30 il musical “Seguimi”, spettacolo di speranza e di riscatto

Gio, 13/09/2018 - 16:37

Un palco di 380 metri quadri, per 80 ragazzi di 20 nazionalità diverse: 80 tra attori, musicisti e ballerini, fuoriusciti dalla spirale delle droghe e delle dipendenze, che per tre serate consecutive proporranno il loro spettacolo di speranza e di riscatto al Parco della Bissuola di Mestre, proprio lì dove la cittadinanza da tempo vuole riprendersi il proprio spazio frequentato a lungo dai pusher come base dello spaccio mestrino.

Quella che avrà luogo al Parco Bissuola dal 28 al 30 settembre è una delle tappe europee dello spettacolo “Seguimi”, creato e portato in scena dai ragazzi della Comunità Cenacolo e organizzato nel veneziano dall’associazione mestrina “Credo” con la collaborazione del Comune di Venezia che lo ha inserito nel programma ufficiale di “CIittà in festa 2018” e con il Patrocinio del Patriarcato di Venezia. Lo spettacolo, gratuito con prenotazione al sito www.comunitacenacolo.it, ha già visto la prenotazione di oltre 1300 persone complessive per le tre serate in programma.

Una foto di scena dal musical “Seguimi”. Nell’immagine di apertura, la presentazione in Municipio a Mestre, con l’assessore comunale al Turismo, Paola Mar, il parroco di Santa Maria Goretti don Narciso Danieli e il promotore dell’evento, Roberto PIstolato (a destra)

 

Con una Casa Madre a Saluzzo in provincia di Cuneo e oltre 60 sedi nel mondo (dalla Croazia alla Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Polonia, Irlanda, Inghilterra, fino alla Florida, Brasile, Messico, Argentina, Perù e Africa), la comunità è stata fondata da suor Elvira Petrozzi ed è presente anche in Veneto con diverse case di accoglienza, rivolte in particolare ai giovani, la più vicina è proprio a Mogliano Veneto dove sono ospitate una quindicina di ragazze da diverse parti del mondo.

Una comunità cattolica che con la sua dimensione spirituale e utilizzando il lavoro e soprattutto la musica e l’arte, accoglie in particolare ragazzi con trascorsi legati a tossicodipendenza, alcolismo, depressione, ludopatia e ad altre dipendenze, con l’obiettivo di ricostruire vite segnate dal disagio. “Seguimi” è un musical di 1 ora e 10 minuti interamente realizzato dai ragazzi della comunità, che nelle precedenti tappe italiane ed europee ha richiamato migliaia di spettatori. Suddivisi tra attori, corpo di ballo, tecnici, costumisti e scenografi, i giovani anche a Mestre metteranno in scena la trama che trae ispirazione dalle vicende evangeliche.

Una sorta di “Jesus Christ Super Star” che supera il valore del puro spettacolo e che, per gli attori in scena, rappresenta una vera fonte di rinascita, che nel corso della tre giorni mestrina coinvolgerà anche 700 studenti delle scuole coinvolgi dall’Ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica. «La dimensione artistica di danza, canto e teatro viene considerata una vera e propria vocazione della Comunità» descrive l’organizzazione, «attualmente le fraternità della Comunità Cenacolo accolgono nella totale gratuità migliaia di giovani e di bambini che provengono dal mondo del disagio e della strada.

La proposta è la vita cristiana vissuta in modo semplice, familiare: la riscoperta della forza della preghiera, il lavoro vissuto come dono, l’amicizia vera, il sacrificio, la gioia di donarsi agli altri, offrendo anche il proprio servizio ai tanti bambini accolti nelle missioni della Comunità presenti nel Sud dell’America e in Africa».

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Centro di lingua e cultura italiana per stranieri della Diocesi: aperte le iscrizioni

Gio, 13/09/2018 - 08:34

Il Centro di lingua e cultura italiana per stranieri, gestito dalla Diocesi del Patriarcato di Venezia, sede convenzionata CILS (Certificazione di Italiano come Lingua Straniera), riapre le iscrizioni ai corsi di italiano del nuovo Anno Scolastico 2018/19 per chi, principiante assoluto o analfabeta voglia avvicinarsi per la prima volta alla lingua e cultura italiana, o chi desideri proseguire il viaggio di scoperta e apprendimento dal livello elementare all’avanzato.

Da lunedì 17 a venerdì 21 settembre sarà possibile iscriversi presso la sede del Centro, in via Querini 19/A Mestre (secondo piano), muniti di permesso di soggiorno, carta d’identità o passaporto e codice fiscale. L’iscrizione prevede un test d’ingresso e un colloquio valutativo.

La Segreteria sarà aperta ogni giorno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

I prossimi corsi inizieranno il 26 settembre e prevedono lezioni di due ore con frequenza quotidiana dal lunedì al venerdì, su due fasce orarie la mattina ed il pomeriggio.

Il Centro di lingua e cultura italiana per stranieri ha inaugurato la propria attività all’inizio di quest’anno, offrendo ai propri studenti corsi di lingua italiana ed incontri formativi sulle tematiche del lavoro, salute, scuola, economia e diritti. In tutti questi mesi ed anche durante l’estate, centinaia di studenti hanno frequentato con continuità i corsi, migliorando il proprio livello di competenza linguistica e comunicativa, e taluni anche sostenendo gli esami di certificazione linguistica CILS A2 Integrazione in Italia.

Dal 10 al 28 settembre sono aperte le iscrizioni ai corsi di preparazione agli esami di certificazione CILS (dal livello A2 al livello C2) del 6 dicembre 2018. I corsi di 20 ore saranno attivati con il numero minimo di 8 iscritti.

E’ possibile iscriversi all’esame fino al 19 ottobre.

Per informazioni ed iscrizioni ai corsi preparatori e all’esame, telefonare al 3282662199.

Per ulteriori informazioni telefonare o scrivere a [email protected]

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Chioggia, i finanzieri sequestrano 560 chili di pesce senza etichetta (poi donato alla Caritas)

Mer, 12/09/2018 - 10:44

La Guardia di Finanza di Chioggia, nel corso degli ordinari servizi di controllo su strada, ha sequestrato 560 chilogrammi di prodotti ittici privi di etichettatura di origine.

Le pattuglie delle fiamme gialle hanno intercettato la merce la mattina presto, a bordo di 3 furgoni in transito sul Lungomare Adriatico.

A bordo dei mezzi vi erano cittadini di origine cinese che, all’atto del controllo, non sono stati in grado di esibire alcuna certificazione sanitaria o documentazione fiscale.

Variegata la tipologia dei prodotti rinvenuti: aragostine, granciporri, anguille, branzini, mazzancolle, ombrine, vongole, lumachine di mare, polipi e, addirittura, pesce bianco confezionato in grossi barattoli di plastica, modalità mai rilevata in precedenti analoghe operazioni di servizio.

Con la collaborazione del Servizio Veterinario dell’U.L.S.S. di Chioggia, i molluschi vivi sono stati reimmessi nelle acque profonde lagunari mentre il pesce risultato comunque idoneo al consumo umano è stato donato alla Caritas Diocesana di Chioggia.

Il resto del prodotto è stato distrutto, con spese a carico dei trasgressori, ai quali, inoltre, sono state irrogate sanzioni pecuniarie per 13.500 euro.

Sono in corso accertamenti per risalire ai canali di acquisto della merce e alla sua destinazione.

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Mestre, la scuola in Pediatria all’Angelo: la carta della normalità per i i bimbi malati

Mer, 12/09/2018 - 07:31

Macroprogetti, lezioni singole, attività per chi è solo di passaggio, iniziative rivolte alle scuole: è complesso e articolato il lavoro di preparazione per organizzare la Scuola in Pediatria all’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Spaventerebbe chiunque avere a che fare ogni giorno con le sofferenze dei più piccoli, eppure la titolare della cattedra Maria Pia Vivolo affronta l’impegno con entusiasmo ed energia, sentendosi una privilegiata.
«Cominciamo in questi giorni – spiega – il tredicesimo anno di scuola. Sto lavorando su due fronti: i macroprogetti, che faranno da filo conduttore, e la quotidianità. Preparo singole schede di materiale didattico per le diverse età, i diversi momenti dell’anno e le materie, schede che devo avere sempre pronte. A seconda del bambino che arriva in reparto so già cosa prendere».

Questa è un’insegnante che non entra ogni giorno nella stessa classe, che spesso e volentieri fa lezione sui letti in corsia, e che, se il bambino resta per più di una settimana, deve prendere accordi con le scuole per aiutarlo a restare al passo. Grande flessibilità e capacità di adattamento sono le caratteristiche indispensabili per lei, per modellare ogni giorno il proprio lavoro.

Maria Pia Vivolo, l’insegnante degli alunni ricoverati in Pediatria all’ospedale dell’Angelo

«I macroprogetti – continua – sono molto più elaborati e sempre nuovi: li concerto con l’azienda sanitaria, il mio primario, i medici, gli infermieri, i volontari. Tutti i bambini, piccoli e grandi, possono fare la loro parte». L’ultimo, che sarà riproposto anche quest’anno, si chiama “Più conosci e meno hai paura”, prevede 5 incontri ed è rivolto agli alunni di quinta: più di 200 quelli che l’anno scorso hanno affollato il Padiglione Rama nella giornata conclusiva con il direttore generale Giuseppe Dal Ben.

«In questi incontri – spiega Maria Pia Vivolo – medici e infermieri spiegano alcune cose ai bambini. Abbiamo, ad esempio, fotografato i percorsi dell’ospedale, raccontato come funziona il prelievo del sangue, con la farfallina e la crema magica, provato con i bambolotti interventi di primo soccorso. Ci è poi capitato che alcuni bambini siano arrivati in ospedale e abbiano detto di non aver avuto paura perché “sapevano già tutto”».

La Scuola in Pediatria, poi, è aperta anche a chi in ospedale è solo di passaggio, magari per una visita o in attesa al Pronto soccorso. «Grazie alle mie volontarie – spiega l’insegnante – questi bambini possono fare i laboratori: braccialetti, acquerelli, pasta di sale. Quest’anno lavoreremo su Matisse: mi aiuto con una lavagna touch che permette di far entrare subito il bambino nel progetto. Ogni ragazzino che passa può lasciare il suo contributo. Ne ho già raccolti tantissimi». Obiettivo: riempire l’intero corridoio di Pediatria di disegni, una bomba di colore. Un modo per spiegare ai ragazzi che ognuno fa la sua parte, che in un’opera collettiva ognuno è importante.

Per chi, invece, è ricoverato più a lungo, con patologie invalidanti o oncologiche, scattano le lezioni individuali, almeno tre quarti d’ora per ogni allievo. «L’anno scorso – racconta ancora – un bimbo di 10 anni mi aspettava perché io ero la normalità. La scuola in ospedale non è un carico in più, è la carta della normalità, far distrarre il ragazzo da tutto il resto, dai suoi pensieri. Io cerco di ascoltarli, di mettermi dalla loro parte, non li giudico: loro si aprono, si sentono capiti, si rafforzano. Se li rassicuri, viene fuori tutto il bello che hanno».

Per questo Maria Pia Vivolo si sente una privilegiata: il rapporto uno a uno favorisce la comprensione, riesce a lavorare in serenità, i bambini si divertono anche a fare scuola. «Una specie di miracolo – conclude –. La scuola ha tante difficoltà ma non per cattivi insegnanti, per i troppi ragazzi, per le tante situazioni disparate. Perciò mi ritengo privilegiata: ho un rapporto diretto con loro e sono felice dei risultati».

Chiara Semenzato

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Il pellegrinaggio in Sicilia: in visita alla basilica senza tetto

Mar, 11/09/2018 - 22:20

Una basilica senza più il tetto, ma ancora consacrata, dove – specie d’estate – si celebrano ancora liturgie, tra cui alcuni matrimoni.

È la chiesa di San Giovanni alle catacombe, a Siracusa, visitata oggi dal gruppo di 36 seminaristi e sacerdoti del Patriarcato di Venezia, in visita da ieri in Sicilia.

Il gruppo, guidato dal Patriarca Francesco, ha visitato anche la sottostante cripta di S. Marciano e le contigue catacombe di San Giovanni.

San Marciano è il 1° vescovo di Siracusa: discepolo di San Pietro, morto martire (pare lapidato dai Giudei). Segna perciò le origini apostoliche della Chiesa di Siracusa, di cui, con santa Lucia, è compatrono. Proprio nella cripta, per questo motivo, i veneziani hanno professato il Credo Apostolico.

Alla fine hanno visitato le catacombe: quelle di San Giovanni sono estese circa 10 mila metri quadrati, con 10 mila tombe.

(con la collaborazione e le foto di Giovanni Carnio)

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Trentuno gazebo a Mestre, il 22 e 23 settembre, per “Venezia in salute”: «L’obiettivo è dire che il Servizio sanitario nazionale è un tesoro»

Mar, 11/09/2018 - 21:46

Una grande festa per ribadire che, a 40 anni dalla sua nascita, il Servizio Sanitario Nazionale è un tesoro, un’esperienza da difendere e, se possibile, da rafforzare. Questo sarà l’edizione 2018 di Venezia in Salute, la manifestazione in programma il 22 e il 23 settembre tra laguna e terraferma, presentata oggi alla stampa, organizzata dall’Ordine veneziano dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) e dal suo braccio operativo, la Fondazione Ars Medica, in stretta collaborazione con il Comune di Venezia.

Un’iniziativa giunta ormai all’ottava edizione e che vede anno dopo anno aumentare le adesioni e i protagonisti: in questa edizione saranno ben 31 i gazebo allestiti in via Palazzo a Mestre con oltre 50 tra enti pubblici e privati, gruppi sportivi e associazioni attive sul territorio in ambito sanitario.

«Il tema di quest’anno – ha spiegato l’assessore comunale alla Coesione sociale Simone Venturini – è complesso, importante e non sempre affrontato con la giusta attenzione. Il Servizio Sanitario Nazionale è un grande tesoro, un’esperienza che tanti ci invidiano, un’intuizione felice di 40 anni fa. Dobbiamo salvaguardarlo, adattarlo lì dove serve, renderlo al passo con i tempi, ma mantenendone l’impalcatura, la ratio, la filosofia, la sua dimensione pubblica».

Una dimensione, quella di #VIS2018, che valicherà quest’anno i confini locali. Al convegno scientifico in programma sabato 22 nella Scuola Grande di San Marco, infatti, parteciperanno praticamente tutti i big della sanità nazionale: dal presidente della Federazione Nazionale degli Ordini (FNOMCeO) Filippo Anelli, che aprirà le relazioni, a quello dell’ENPAM, Alberto Oliveti, da illustri docenti universitari, agli interlocutori della sanità privata, alle rappresentanze sindacali di tante categorie professionali sanitarie. Al tavolo dei relatori, poi, siederanno anche i vertici delle aziende sanitarie 3 Serenissima e 4 Veneto Orientale e dei dentisti dell’ANDI.

«Il Servizio Sanitario Nazionale – ha sottolineato il presidente dell’OMCeO veneziano e vicepresidente della FNOMCeO Giovanni Leoni – è un insieme di tecnologie e strumenti, ma soprattutto di uomini e donne che mandano avanti una macchina complessa, di cui sono testimoni anche gli stranieri, vista la dimensione turistica del nostro territorio. Tra i temi che affronteremo quest’anno il confronto con gli altri sistemi sanitari europei e la trasformazione al femminile della professione medica. Tante le problematiche che saranno affrontate nel convegno scientifico per delineare le prospettive future con un unico obiettivo: mantenere alti i livelli di qualità della nostra assistenza».

A fianco di Ordine e Comune si schierano anche in questa edizione di Venezia in Salute le aziende sanitarie veneziane: nella sezione “buone pratiche” della domenica pomeriggio l’Ulss 4 Veneto Orientale illustrerà le iniziative Spiagge sicure e le attività della Casa delle Farfalle di Portogruaro. L’Ulss 3 Serenissima, invece, sarà presente con un proprio stand in via Palazzo, alla tavola rotonda sui vaccini della domenica mattina e con alcuni progetti particolari attivi sul territorio: il contrasto al tabagismo, l’animale domestico come terapia e l’esercizio fisico nel cardiopatico.

Sul palco allestito in Piazzetta Pellicani troveranno spazio nel pomeriggio di domenica anche i doctor clown dell’associazione Il Piccolo Principe, i rappresentanti della Fondazione Banca degli Occhi, i volontari di Geca Onlus, i dentisti dell’ANDI, che parleranno della guardia odontoiatrica festiva, e Laura Petri a illustrare l’iniziativa Piazza della Salute dell’ENPAM, che anche quest’anno ospita VIS all’interno del proprio circuito.

A spiegare nel dettaglio il programma delle due giornate – che, come ogni festa che si rispetti, si concluderà domenica alle 18 in Piazza Ferretto con un grande concerto gratuito offerto agli operatori sanitari e alla città sulle musiche dei Beatles suonate dalla Magical Mystery Orchestra – sono stati Ornella Mancin e Gabriele Gasparini, presidente e vicepresidente della Fondazione Ars Medica. «Venezia in Salute – ha detto la dottoressa Mancin – cresce, interessa sempre più la città e si estende a tutta la provincia con esperienze che arrivano dal litorale, da Mirano, da Dolo e da Noale. L’evento è dedicato al Servizio Sanitario Nazionale perché noi a questo sistema crediamo e vogliamo mettere in campo tutte le nostre forze per salvarlo, per rendere possibile sempre una sanità universale, solidale, rivolta a tutti. La giornata di domenica serve anche a questo: nei gazebo si potrà spiegare ai cittadini quello che di buono stiamo facendo per la sanità».

«Portare questo tema così complesso in piazza – ha aggiunto il dottor Gasparini – per noi è anche una sfida. La domenica cominceremo la mattina con chi promuove tutto l’anno l’attività sportiva, Adam, Uisp e Polisportiva Terraglio, sottolineando come gesto di civiltà anche l’inclusione dei diversamente abili allo sport, e proseguiremo nel pomeriggio con una camminata dimostrativa per le vie di Mestre, a cui tutti potranno partecipare, grazie alla collaborazione con 8 associazioni e gruppi sportivi locali dediti al Nordic Walking».

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Marghera, prodotte tre caldaie da 700 tonnellate l’una. Sono dirette in Kazakistan

Mar, 11/09/2018 - 21:20

Faranno parte di uno dei più grandi impianti oil & gas al mondo le tre caldaie prodotte dalla Macchi (divisione della Sofinter S.p.A. con quartier generale a Gallarate e vari stabilimenti in Italia e in Europa) nello stabilimento di Marghera. Si tratta di tre gioielli della meccanica, mega carichi del peso di 700 tonnellate ciascuno, e delle dimensioni di 30 metri di lunghezza, 16 metri di larghezza e 11 metri di altezza destinate in Kazakistan, dove faranno parte di un impianto Oil&Gas di ultima generazione.

Moduli di tali dimensioni e peso ma soprattutto di assemblaggio impiantistico così spinto, ad oggi non erano mai stati realizzati a Marghera da Macchi pronti per l’imbarco; d’altra parte l’azienda da due anni ha scelto di aprire il suo nuovo maggior stabilimento in via Ramo dell’Azoto a Marghera: una scelta strategica, che consente ai colli di grandi dimensioni (caldaie industriali che raggiungono grandissime dimensioni e che richiedono un trasporto speciale) di raggiungere le vicine banchine poiché impossibilitati a viaggiare su strada per ragioni di peso e dimensioni: l’unità produttiva di Via Ramo dell’Azoto non solo produce, ma riceve di fatto anche le varie componenti dalle altre fabbriche Macchi per realizzare il prodotto finale.

La foto dall’alto evidenzia le grandi dimensioni delle caldaie prodotte a Porto Marghera

 

“Le caldaie in modalità Plug & Play – spiega l’ing. Bruno Bianchi – sono un prodotto altamente innovativo: si tratta di caldaie già integrate di tutti i componenti ed apparecchiature accessorie necessari al loro funzionamento ed in questo modo il cliente finale necessita solo di eseguire praticamente le attività di interconnessioni per l’avviamento. Le dimensioni ed il peso di questo prodotto richiedono necessariamente un assemblaggio in prossimità dell’area portuale per permettere, fatte tutte le verifiche del caso, di raggiungere il porto ed assicurarne l’imbarco. Ragioni queste che hanno quindi reso Porto Marghera il luogo ideale per investire”.

In due anni sono state prodotte e imbarcate a Marghera ben 19 plug & play. “Siamo orgogliosi che tra le aziende insediate a Marghera vi siano eccellenze operanti a livello internazionale come la Macchi” afferma il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino “L’accessibilità alla banchina è un asset che da sempre rende Venezia il gateway ideale per i project cargo, e non si tratta più di scegliere Venezia solo come scalo, ma come sede di produzione per ridurre al minimo il percorso in transito di queste componenti dalle dimensioni eccezionali. Come dimostra il caso della Macchi, le aziende scelgono di approfittare della vicinanza e dell’accessibilità alla banchina delocalizzando a Marghera le loro sedi produttive, ed evitando di far viaggiare i colli eccezionali su strada. Ricordiamo che Venezia conta non solo su terminal dedicati e operatori altamente specializzati ma anche – unico scalo in Italia – sulla modalità fluviale, che registra andamenti positivi su questa filiera, consentendo il traffico di pezzi oversize senza vincoli di peso e misure”.

La delicata fase di trasferimento dei tre mega carichi dallo stabilimento di Macchi alla banchina è stato messo in opera dai mezzi speciali autopropulsivi della Fagioli, altra azienda leader per i servizi in questo settore, che a Marghera è insediata e opera dal 1994.

Il terminal Multiservice, specializzato e riconosciuto a livello internazionale nella movimentazione dei project cargo, ha invece seguito tutte le fase propedeutiche ed operative per permettere l’imbarco con modalità Ro/Ro tramite i mezzi speciali della Fagioli, che si sono recati a bordo della chiatta posizionando il carico su supporti predisposti dall’armatore. Multiservice, oltre alla messa a disposizione di banchine con scassa Ro/Ro, ha inoltre realizzato uno speciale accesso al terminal che ha consentito ai pezzi oversize di transitare verso la banchina per l’imbarco.

Due delle tre caldaie “Big” Plug & Play sono già in viaggio per il Kazakistan; la terza salperà a metà settembre.

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Venezia, carcere di Santa Maria Maggiore: inaugurata la nuova strumentazione di radiologia

Mar, 11/09/2018 - 13:38

Esami radiologici più rapidi sui detenuti, senza extra costi per i trasferimenti all’Ospedale: sono ora possibili grazie all’installazione presso il Carcere di Santa Maria Maggiore di nuove strumentazioni di radiologia, collocate dall’Ulss 3 Serenissima grazie al finanziamento della Regione Veneto, e presentate oggi, presente l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto.

La decisione con cui Palazzo Balbi ha disposto l’acquisto di attrezzature sanitarie per gli Istituti Penitenziari del Veneto è della fine del 2015. Non appena definite le modalità operative di acquisizione delle attrezzature, l’Azienda sanitaria veneziana, in collaborazione con la Direzione delle due strutture penitenziarie, ha compiuto i passi necessari per adeguarsi alle indicazioni: “Si è svolto in questi mesi – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – il complesso percorso di sopralluoghi e di valutazione tecniche, che ha visto impegnate diverse figure e diverse Unità Operative della nostra Azienda sanitaria: l’Ingegneria Clinica, la Fisica Sanitaria, gli specialisti di Radiologia dell’Ospedale Civile di Venezia, il Dipartimento di Prevenzione, i tecnici del Servizio Manutenzione e i tecnici informatico”.

Il percorso, ora compiuto, ha portato all’installazione presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore

–  di un apparecchio radiologico completo (a differenza degli altri Istituti del Veneto nei quali, dove serviva, è stato istallato un apparecchio “portatile”)

– di un ortopantomografo per radiografare l’arcate dentale.

La parte conclusiva dei lavori – anche i locali sono stati ristrutturati per la nuova funzione – si è svolta con l’intervento di sette diverse ditte e di tutti i servizi dell’Ulss 3 coinvolti nel processo, e grazie alla collaborazione con la Direttrice, la dottoressa Immacolata Mannarella, che ha messo a disposizione il personale per garantire che i lavori si svolgessero celermente e garantendo la sicurezza dei tecnici che sono man mano  intervenuti.

Le apparecchiature radiologiche sono state collaudate e sono utilizzate dall’équipe di Sanità penitenziaria dell’Ulss 3 Serenissima. I tecnici radiologi sono stati formati all’utilizzo delle strumentazione grazie alla collaborazione con la Radiologia al Civile, guidata dal Primario Paolo Sartori.

Il potenziamento delle attrezzature sanitarie nel carcere maschile e in quello femminile ha lo scopo di diminuire le uscite per viste ed esami esterni alla struttura carceraria: “Solo nel corso del 2017 – sottolinea il dottor Vincenzo De Nardo, responsabile della Sanità penitenziaria dell’Ulss 3 Serenissima – sono stati effettuati più di 300 trasporti di detenuti in Ospedale. E le procedure per questi trasferimenti sono alquanto complesse, poiché presuppongono una richiesta del medico, il passaggio al CUP, l’autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza, l’intervento dell’Amministrazione Penitenziaria, la disponibilità da parte del Nucleo Traduzioni, con tempi di attesa decisamente lunghi. La nuova apparecchiatura, oltre a garantire esami radiologici più rispondente alle esigenze cliniche, permetterà quantomeno di dimezzare il numero dei trasferimenti dei detenuti dal carcere all’Ospedale”.

Ovviamente resta la possibilità del trasferimento per i casi di emergenza/urgenza, per le patologie che prevedono interventi ospedalieri e per gli esami che richiedono grandi macchine (TAC, risonanze…).

Nelle due strutture carcerarie, oltre a un Medico di Sanità Penitenziaria per Istituto, che svolge in sostanza il ruolo di Medico di Base, operano:

– la Guardia Medica (H24 a Santa Maria Maggiore e la notte alla struttura femminile alla Giudecca)

– il personale Infermieristico (H24 a Santa Maria Maggiore e di giorno alla struttura femminile)

diversi specialisti: specialisti del SerD e della Psichiatria, Dentista, Dermatologo, specialista di Malattie Infettive, e inoltre il Pediatra e il Ginecologo nel Carcere femminile

– a questi si aggiungono gli specialisti volontari che vengono messi a disposizione in convenzione dalla Confraternita della Misericordia presso il Carcere Femminile della Giudecca.

La nuova strumentazione si aggiunge a quella già messa utilizzata dalla Sanità penitenziaria dell’Ulss 3 Serenissima:

– nel Carcere di Santa Maria Maggiore è già a disposizione una modernissima apparecchiatura LifePack, che consente di inviare gli elettrocardiogrammi raccolti e altri dati direttamente presso l’Ospedale di Venezia, dove vengono letti e refertati in tempo reale

– nella Casa di Reclusione femminile della Giudecca è stato recentemente acquisito un nuovo elettrocardiografo.

 

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Il Patriarca con 35 sacerdoti e seminaristi in Sicilia: «Usiamo bene la ragione; quella cristiana non è una fede cieca»

Lun, 10/09/2018 - 18:33

Una terapia per ripristinare la comunione fra gli uomini. Esiste e ha le sue “medicine”: una di queste è la scomunica, inaugurata da San Paolo proprio con la funzione di mezzo “terapeutico” per arrivare a ripristinare la comunione.

È una delle sottolineature fatte dal Patriarca nell’omelia della Messa celebrata oggi pomeriggio nel santuario della Madonna di Valverde, in provincia di Catania.

Il santuario, il più antico della Sicilia orientale, è la tappa pomeridiana del pellegrinaggio partito stamattina dall’aeroporto Marco Polo di Tessera e diretto in Sicilia. Vi partecipano 36 tra sacerdoti e seminaristi, sotto la guida del Patriarca Francesco.

Il gruppo veneziano sull’Etna, nella mattinata di oggi

 

Nella mattinata il gruppo dei veneziani ha visitato l’Etna, fino a giungere a 2500 metri di quota. Oggi pomeriggio, appunto, la sosta della preghiera al santuario della Madonna di Valverde. La tradizione dice che quasi mille anni fa, nel 1038, cioè nell’ultimo periodo della dominazione araba in Sicilia, un viandante di nome Egidio, proveniente da Catania era diretto ad Aci. Passando per Vallis Viridis venne assalito da un brigante, di nome Dionisio. Una volta depredato il malcapitato, Dionisio stava per ucciderlo quando si udì una voce: «Dionisio, deponi quell’arma… e cessa questa vita di brigantaggio». La voce viene tradizionalmente attribuita alla Madonna. Il brigante non solo si fermò, risparmiando la vita al povero malcapitato, ma addirittura si convertì.

«Il Signore – ha proseguito mons. Moraglia nella sua meditazione – chiede all’uomo di saper usare bene la ragione, perché quella cristiana non è una fede cieca».

Il Patriarca ha poi chiesto di vivere l’atteggiamento di Giovanni sotto la croce: ha invitato cioè «a prendere Maria tra le nostre cose. Perché Lei è la prima mediatrice di grazie, essendo colei che ha generato Gesù, la Grazia per eccellenza».

(con la collaborazione di Giovanni Carnio)

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Scuola, a Venezia mancano 50 presidi e 38 direttori amministrativi

Lun, 10/09/2018 - 17:13

La vera emergenza nella scuola è che manca il personale, ormai quasi a tutti i livelli: i presidi, gli insegnanti, i direttori amministrativi. Più che di emergenza, però, sarebbe meglio parlare di carenza cronica, strutturale: ogni anno in questo periodo ci si ritrova a fare i conti con le caselle da riempire.

Dato che la prima campanella in laguna suonerà il 12 settembre, per dirigenti e segreterie diventa una corsa contro il tempo.
A dirlo, senza ombra di dubbio, sono due sindacalisti del comparto scuola della Cisl, Sandra Biolo, segretario generale per il Veneto, e Mariano Maretto, segretario provinciale. «La prima urgenza – spiegano – è questa: il primo giorno dell’anno scolastico, anche se i ragazzi entrano in classe dopo, è il primo settembre, che è già passato. Il primo settembre tutto dovrebbe essere a regime, la scuola dovrebbe avere tutto il personale in servizio. Beh, neanche quest’anno sarà così: si lavorerà forsennatamente per coprire tutti i posti vacanti».

I numeri – alcuni ufficiali, altri ufficiosi, ma secondo i sindacalisti assai attendibili – dicono, ad esempio, che in Veneto dei 6mila posti in ruolo, gli uffici scolastici ne hanno occupati appena 2mila, per lo più nelle scuole dell’infanzia e alle elementari, quasi nulla alle medie o alle superiori.

O ancora: che a Venezia manca la metà dei presidi, una cinquantina: tanti dirigenti, dunque, dovranno sobbarcarsi reggenze, dovranno cioè guidare altre scuole magari anche molto lontane da quella di cui sono titolari, peraltro senza potersi opporre, dato che la reggenza è obbligatoria.

«La verità – sottolinea Sandra Biolo – è che i tempi del Ministero non sono i tempi della scuola. C’è continua incertezza, le disposizioni cambiano perché fatte sempre in emergenza». Così, ad esempio, capita che sia stata fatta solo la prima prova del concorso per i presidi, lo scorso luglio, nonostante il bando fuori da un anno. «Ne restano altre due – aggiungono – si spera di avere i nuovi presidi l’anno prossimo». O capita anche che la nuova graduatoria Ata, cioè del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, di terza fascia sia uscita il 29 agosto scorso, a ridosso del nuovo anno scolastico, nonostante fosse scaduta il primo settembre 2017 e poi prorogata.

Caso emblematico, infine, quello dei Dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi: a Venezia ne mancano 38, il 30%, ma l’ultimo concorso risale al ’92 e l’ultimo nominato è del ’99. E sono 11 quelli andati in pensione quest’anno. Possono sembrare passaggi burocratici, ma si ripercuotono pesantemente sulla vita quotidiana delle scuole. «In Veneto e a Venezia – spiega Biolo – manca il personale e ne manca davvero tanto. Il 12 settembre molte cattedre saranno vuote o nelle classi ci saranno tantissimi supplenti. Persone che si spostano o che arriveranno per la prima volta e avranno bisogno di almeno un paio di mesi per ambientarsi e conoscere i ragazzi».

Un inizio anno a rilento, insomma. «Trovare personale – aggiunge Maretto – è difficile: quest’anno ad esempio a fronte di 800 pensionamenti, per la primaria e l’infanzia sono stati autorizzati solo 300 posti all’Università. La Regione non riesce a calibrare bene le necessità del territorio, dovrebbe intervenire chiedendo più posti e battendosi per ottenerli». Altra ferita aperta quella degli insegnanti di sostegno: il numero di alunni disabili e con disabilità gravi è in aumento, ma i 1.700 posti assegnati in Veneto sono andati tutti deserti.

«Tutti i posti di sostegno – spiega il segretario regionale – saranno occupati da personale non specializzato, che ha tanta buona volontà ma non ha le competenze per seguire questi ragazzi che sono quelli più bisognosi e a cui si dovrebbe prestare un’attenzione in più». A sentirla raccontare così, la situazione sembrerebbe senza via d’uscita. «E invece no – dicono i rappresentanti della Cisl – la prima cosa da fare sarebbe rispettare i tempi della scuola, quindi fare una seria analisi di ciò che c’è e un’altrettanto seria programmazione di ciò che serve, in prospettiva, nei prossimi 10-20 anni. Bisogna fare i concorsi per i presidi e i direttori amministrativi, programmare un numero adeguato nelle Università, formare i futuri insegnanti».

Per non ritrovarsi, a settembre 2019, a denunciare questi stessi problemi.

Chiara Semenzato

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Dieci anni del Ponte di Calatrava: manutenzione da 167mila euro l’anno

Lun, 10/09/2018 - 11:26

Era la notte dell’11 settembre 2008 quando veniva inaugurato il Ponte della Costituzione, noto a tutti come Ponte di Calatrava, dal nome del progettista spagnolo che aveva donato al Comune di Venezia, ancora nel 1999, il disegno. Compie dunque dieci anni il quarto ponte sul Canal Grande, costato 11,3 milioni di euro, più 1,8 per l’ovovia e la cui storia travagliata non può ancora dirsi conclusa.

Prima i problemi di realizzazione, con problematiche e ritardi (sei anni di lavori anziché l’anno e mezzo previsto) dovuti alla particolarità della struttura, in acciaio e vetro, il cui arco a sesto ribassato spinge sulle rive: un complesso sistema di martinetti idraulici ne riequilibria la spinta. E adesso le problematiche legate alla manutenzione del manufatto e alla scivolosità del ponte che ha portato a non pochi contenziosi tra cittadini, vittime di cadute, e amministrazione comunale.

«Ogni anno spendiamo 167mila euro in manutenzione», riferisce l’assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto, la cui amministrazione ha ereditato dai predecessori le “magagne” del ponte. Mentre per quanto riguarda i contenziosi, «fino ad oggi abbiamo pagato 144mila euro in rimborsi». Rimane poi aperta la questione dell’ovovia: trattandosi di un’opera pubblica contemporanea, per legge dovrebbe essere accessibile ai disabili. Ma il disegno originale non prevedeva nulla al riguardo, per cui la soluzione individuata era l’ovovia per il transito delle persone in carrozzina. L’ovetto, però, non è mai entrato in funzione, e rimane agganciato al ponte perché troppo costoso rimuoverlo: «Non abbiamo preso nessuna decisione al riguardo. Per ora – chiude l’assessore – rimane lì». (S.S.L.-L.M.)

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Nuova campagna di scavi: a Torcello riemergono i magazzini portuali di 1500 anni fa

Lun, 10/09/2018 - 05:29

Una nuova campagna di scavi archeologici è iniziata a Torcello il 18 luglio con l’apertura di tre sezioni di terreno a lato della basilica di Santa Maria Assunta.
La ricerca sta portando alla luce le fondazioni di alcuni fabbricati di età tardo antica ed altomedievale, adibiti a magazzini dell’area portuale, riconoscibili per il grosso quantitativo di anfore rotte.

Sono state inoltre trovate tracce, nel fango, delle palizzate che servivano da fondamenta alle abitazioni e un grosso strato di argilla che fungeva da pavimentazione e isolamento termico della casa.

Le abitazioni dovevano essere sviluppate su due piani: al pianterreno vi era il focolaio o la bottega e al primo piano le stanze da letto. Inoltre è stato possibile individuare il percorso di un antico canale che correva lungo la basilica e divideva l’area di scavo in isolette raggiungibili da piccole imbarcazioni.

Presso questo canale si sta scavando in questi giorni per riportare alla luce una sepoltura probabilmente dell’VIII secolo. Si tratterebbe di un giovane individuo, sepolto nella nuda terra, traccia forse non unica di una probabile area di sepoltura.
Nel saggio più a nord, invece, si sta portando alla luce un’imponente riva in pietra su cui si affaccia un edificio produttivo.

Nell’area prospiciente al corso dell’antico Sile sono evidenti le tracce di un cantiere navale per il rimessaggio di piccole imbarcazioni.

Venerdì 31 agosto, il cantiere è stato aperto al pubblico per la prima volta, inaugurando una serie di eventi che avranno luogo fino al 14 ottobre. Il professor Diego Calaon, docente dell’università Ca’ Foscari di Venezia, ha accompagnato i visitatori lungo lo scavo illustrandone i ritrovamenti. L’evento è poi continuato con un dibattito che ha visto per protagoniste le ospiti Anna Marinetti e Giovannella Cresci Marrone che hanno trattato il tema “Prima di Torcello, le Parole della Memoria: l’Emporio Altinate”,. Ad allietare l’atmosfera suggestiva dell’isola all’imbrunire e priva di turisti, sono stati i suoni di arpa e flauto del “Duo Nuance”. La serata si è conclusa con un aperitivo e dolci tradizionali direttamente a bordo cantiere.

Gli appuntamenti organizzati dal “Progetto Torcello Abitata 2018”, prevedono una visita agli scavi con la possibilità di toccare con mano i reperti rinvenuti, che costituiscono dei tasselli importanti per la ricerca sulle origini dell’abitato lagunare. Durante alcuni eventi inoltre, ci sarà la possibilità di avere dei confronti diretti tra il pubblico e ospiti ogni volta diversi, che tratteranno temi come la sostenibilità, programmazione, compartecipazione e identità storica del territorio.

I prossimi eventi in programma sono:
Giovedì 13 settembre, ore 17, Aperitivo Archeologico: “Ambiente, Ecologia, Sostenibilità: il patrimonio archeologico della laguna di Venezia e il contesto ambientale” con Fabio Pranovi, Paolo Mozzi. Modera Adriano Favaro.
Venerdì 14 settembre, ore 17, Aperitivo Archeologico: “Archeologia e Narrazione dell’Archeologia: Archeostorie” con Cinzia dal Maso. Moderano Marco Paladini, Sabina Magro e Diego Calaon.
Sabato 15 settembre, ore 11, 15, 16.: Visita Guidata allo Scavo.
Le visite guidate e gli Aperitivi Archeologici hanno una prenotazione obbligatoria e un costo rispettivamente di 3 e 5 euro a titolo di contributo liberale per le ricerche archeologiche. Infine la partecipazione agli eventi darà diritto ad un coupon per visitare il Museo Archeologico Nazionale di Altino fino al 31 dicembre e ad un ingresso a tariffa ridotta per la visita al Museo di Torcello con validità fino al 21 ottobre. Per info e prenotazioni inviare una mail a: torcelloabit[email protected], via Facebook: www.facebook/torcelloabitata, via sms o WhatsApp: 392.243.20.00.

Valentino Tagliapietra

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Collaborazione di Jesolo, è tempo di accelerare: incontro sabato 15 a Cavallino

Dom, 09/09/2018 - 21:27

L’intero pomeriggio di sabato prossimo 15 settembre nella Casa diocesana di spiritualità Santa Maria Assunta di Cavallino-Treporti per programmare insieme l’anno pastorale. La Collaborazione pastorale della parrocchie di San Giovanni Battista di Jesolo, di S. Maria Assunta di Passarella, San Giuseppe di Cortellazzo e la rettoria di San Giuseppe di Ca’ Fornera intende rispondere così alle indicazioni date dal Patriarca nel corso della sua Visita Pastorale.

Per l’occasione è uscito in edizione speciale il “Magnificat”, il notiziario della Collaborazione, con in prima pagina la lettera di invito dei sacerdoti. «La Collaborazione Pastorale – spiegano i sacerdoti – è una modalità per essere più autenticamente Chiesa ed un modo attraverso il quale i laici cristiani possono vivere il loro Battesimo con maggiore impegno e responsabilità all’interno della comunità cristiana». Poi soggiungono: «Le nostre comunità già da tempo svolgono alcune attività insieme. Dobbiamo fare tesoro di queste belle e feconde esperienze facendole diventare un metodo di lavoro. La Collaborazione Pastorale deve perciò valorizzare ciò che già stiamo facendo condividendo idee, esperienze, difficoltà e fatiche. Ora vorremmo provare a compiere un ulteriore passo in avanti in questa direzione».

L’invito è rivolto a tutti, sia a quelli già impegnati in qualche servizio, sia a coloro che intendono dare per il futuro la loro disponibilità, ma anche a quelli che intendono dare la loro testimonianza cristiana senza alcun incarico specifico. Forte è l’incoraggiamento dei sacerdoti alla partecipazione: «Conosciamo alcune obiezioni: “ma io non sono capace, non sono preparato, non sono in grado o non ho coraggio di parlare, ma tanto non serve a niente”. Preoccupazioni che possono essere capite ma che vorremmo invitarvi a superare. A nessuno è chiesto di fare impegnativi interventi teologici, non è questo lo scopo dell’incontro. Un suggerimento: ognuno provi a pensare ad una esperienza personalmente vissuta e che lo abbia fatto riflettere (una celebrazione liturgica, un incontro di catechesi, un incontro con i giovani, un colloquio con il proprio figlio o figlia, o con il proprio marito o moglie ecc.). In cuor suo può essersi detto: ma se la Messa avesse anche questa caratteristica, se l’incontro fosse condotto in quest’altra maniera, se la comunità provasse quest’altra strada di coinvolgimento dei giovani, dei fidanzati, degli sposi ecc. Talvolta anche una idea semplicissima e concreta, se condivisa, può far nascere proposte utili per tutti».

All’appuntamento è stato invitato anche mons. Giacinto Danieli, direttore spirituale del Seminario, che introdurrà i lavori con una riflessione sulla Evangelii gaudium. «Per ogni nostro impegno – spiegano i sacerdoti – dobbiamo sempre avere presente questa domanda: perché lo facciamo? E, soprattutto, per Chi lo facciamo?».

Il pomeriggio inizierà con la preghiera dell’ora Nona e proseguirà in cinque gruppi di lavoro che riguarderanno la catechesi, la liturgia, la carità, la famiglia e i giovani. Per ogni gruppo è stata preparata una scheda con alcune domande allo scopo di stimolare riflessioni e proposte. Successivamente i partecipanti si riuniranno in assemblea per un dialogo sui risultati dei lavori di gruppo. Il canto dei Vesperi concluderà l’appuntamento «E’ stata una decisione che abbiamo preso con molta convinzione nel Cenacolo – spiega don Gianni Fassina, parroco di San Giovanni Battista e coordinatore della Collaborazione – per rafforzare quello spirito di comunione che deve essere alla base della Collaborazione. Il nostro obiettivo è molto semplice: cercheremo di essere molto realistici, individuando i passi concreti che è possibile fare secondo le forze di cui disponiamo. Del resto non siamo un’azienda che misura il suo operato sulla base della produttività ma una comunità di discepoli del Signore aperta all’azione dello Spirito. Per questo abbiamo chiesto a don Giacinto di aiutarci a capire in profondità ciò che significa essere Chiesa oggi».

Giampaolo Rossi

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Il Patriarca a religiose e religiosi: per essere felici della scelta di consacrazione non si pensi al giudizio degli uomini ma a quello che si ha in Paradiso

Dom, 09/09/2018 - 17:52

«Quello che desidero dirvi è molto semplice: non rimaniamo al giudizio degli uomini, fossero anche confratelli o consorelle, superiori o persone che incontriamo per la prima volta. Chiediamoci, piuttosto, quale è il giudizio che in Paradiso, incominciando da Dio, si ha su di noi e della nostra vita e sulle nostre comunità. Maria Bambina ci doni cuori da bambini per comprendere tutto questo e per saper essere felici delle nostre identità di persone consacrate!».

È la considerazione di fondo, l’invito e l’augurio insieme che il Patriarca fa alle religiose e ai religiosi presenti sabato 8 settembre, in San Marco. L’occasione è la Messa celebrata per tutte le persone consacrate, all’inizio del nuovo anno pastorale.

(Un più ampio articolo nel prossimo numero di Gente Veneta)

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Chirignago, inaugurata la Fiera Franca con due mostre: sulla Grande Guerra e sulla storia degli strumenti per pesare

Dom, 09/09/2018 - 10:34

Inaugurata a Chirignago, nel pomeriggio di sabato 8 settembre, la 376.a edizione della Fiera Franca.

La manifestazione, sorta nel 1642 da antichi commerci con la Serenissima, è dedicata quest’anno al centenario della conclusione della Grande Guerra.

Per l’occasione è stata promossa una mostra culturale e didattica, a cura del Museo storico militare di Forte Marghera, che raccoglie fotografie, documenti, lettere dal fronte, oggetti storici.

L’evento ha visto in piazza San Giorgio la sfilata con figuranti in divisa, fanfara, pattuglia ciclistica dei bersaglieri in bici e divise d’epoca, associazioni d’arma, rappresentanze associative con tricolori e gagliardetti. La manifestazione è stata accompagnata dall’alzabandiera, l’inno nazionale e l’inno del Piave.

La Fiera Franca continuerà fino a martedì 11 settembre offrendo opportunità di svago e culturali con varie attrazioni, bancarelle, stand gastronomici, mostre e tornei.

Nel corso della giornata è stata inaugurata anche l’esposizione “Il peso e la misura” allestita nella sala San Giorgio di via Parroco in collaborazione con il gruppo culturale Albino Luciani e Scienze naturali Charles Darwin della Gazzera.

La mostra, che propone oggetti quali pesi e bilance provenienti da tutto il mondo, potrà essere visitata fino al 19 settembre.

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AAA Comparse veneziane per videoclip musicale cercasi. Una canzone per salvare la Pescheria di Rialto

Sab, 08/09/2018 - 20:47

“Parché Venexia xè un pesse e Rialto el so cuor e col se ferma Venexia mor”. I Ground Zero invitano i veneziani a far sentire la loro voce, il prossimo 11 settembre, cantando in coro questo ritornello, centro di una canzone che Andrea Vio, bassista della rock band veneziana, definisce “la colonna sonora della protesta”. Perché proprio lui – musicista per passione e da quarant’anni pescivendolo di professione al mercato di Rialto – uno dei luoghi simbolo della città lagunare l’ha visto trasformarsi con i propri occhi. E non in meglio. «Il nostro mercato, un tempo, era uno splendore. C’erano tanti banchetti di pesce, fiori, frutta e verdura. Ora è un deserto», commenta Vio, sottolineando come i supermercati e i grandi centri commerciali fuori Venezia, uniti ad un progressivo spopolamento della città, abbiano inevitabilmente modificato le dinamiche del mercato. Se fino a qualche anno fa la sua clientela era caratterizzata da un buon numero di giovani famiglie, a far la spesa – ora – sono soprattutto gli over 60 che acquistano quel poco che basta, specialmente il sabato. Ma non è sufficiente, come lo stesso Vio ammette con una punta d’amarezza.

«Ci troviamo in una città al servizio del turista – afferma – e contro il residente. Il giovane che vuole metter su famiglia deve avere la possibilità di farlo qui. Perché, come dice la nostra canzone, qui dobbiamo “nasser, abitar e anca morir”». E il brano scritto dai Ground Zero “Venexia xè un pesse” vuole essere un messaggio chiaro per l’amministrazione comunale, affinché attui azioni concrete volte alla tutela di un luogo che i veneziani non vogliono perdere. Veneziani (di tutte le età) che proprio martedì prossimo, alle 16, presentandosi in Pescheria potranno partecipare al coro da stadio che apparirà nel videoclip della nuova canzone dei Ground Zero in cui sono raccontate le bellezze di Rialto e del tessuto veneziano che bisogna mantenere vive e valorizzare. «D’altronde – conclude Vio – se io fossi un turista vorrei ammirare la bellezza della tipicità veneziana».

Marta Gasparon

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Mestre: da giovedì 13 al via, a San Lorenzo Giustiniani, la decima “Sagra del pastisso”

Sab, 08/09/2018 - 10:53

Prenderà il via giovedì 13 – e continuerà fino a domenica 16 settembre – la Sagra del pastisso. È la festa della parrocchia di San Lorenzo Giustiniani, a Mestre, ed è giunta alla decima edizione.

Tra giochi gonfiabili, stand gastronomici, esibizioni di karate e ginnastica ritmica e artistica, tutte le sere ci saranno appuntamenti con la musica, a partire da giovedì quando, alle 20.45, si esibirà l’orchestra giovanile dei “Flauti di San Marco”. Venerdì 14, alle 21 in chiesa, protagonista sarà invece un ensemble di strumentisti del teatro La Fenice: verrà proposto (ad ingresso libero) un concerto con musica di autori da Vivaldi a Mozart e Ennio Morricone.

Spazio anche per la solidarietà con il “progetto Tabitha”, che mira alla realizzazione di una casa per ragazze madri in Camerun, sostenendo l’impegno di un sacerdote, don Gaetan.

«La nostra “sagra” – scrive in un indirizzo di saluto il parroco, don Sandro Manfrè – ci permette di incontrarci, stringere rapporti, sentirci in fondo appartenenti a una sola grande comunità. Contro la tendenza diffusa a chiuderci in noi stessi e in una stretta cerchia di relazioni, vogliamo che la “sagra” sia un’occasione per aprirci agli altri, per incontrarci e abbattere il muro di diffidenza che spesso ci divide».

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Oriago, Mira, Borbiago: lavori in corso (e quasi finiti) nelle scuole

Ven, 07/09/2018 - 15:51

Oriago, Mira, Borbiago: lavori in corso (e quasi finiti) in alcune scuole del territorio comunale.

Uno degli interventi più consistenti è quello che riguarda la scuola primaria C. Goldoni di Oriago dove per un investimento complessivo di 300mila euro verrà rimessa a nuovo la palestra, con la sostituzione dei serramenti e la dipintura delle pareti esterne e inoltre sono stati ristrutturati gli uffici della segreteria e relativi bagni. L’intervento, che comprende anche lo spostamento all’esterno dei contatori dell’energia elettrica, consentirà all’edificio di ottenere la certificazione CPI per la sicurezza antincendio. La maggior parte dei lavori si concluderà per l’avvio dell’anno scolastico mentre, per quanto riguarda la palestra, il cantiere si concluderà verso la fine di ottobre.

Lavori anche per l’asilo nido comunale. Obiettivo la certificazione antincendio che sarà ottenuta anche dall’asilo nido comunale “Primo volo” dopo l’ultimazione dell’impianto di rilevazione e allarme antincendio con installazione della relativa centrale di controllo, unitamente alla conclusione dei lavori di compartimentazione in cartongesso e all’installazione delle porte tagliafuoco.

Alla scuola Leopardi di Mira Taglio, sede della Direzione Didattica Mira 1, è stata invece ultimata la posa della pavimentazione esterna del piazzale ovest e l’asfaltatura del vialetto di ingresso della “Casa delle Associazioni”. Dopo anni di attesa verrà messa in cantiere anche la dipintura della facciata di ingresso, per una scuola vestita di nuovo.
Alla scuola De Amicis di Marano verrà conclusa in questi giorni la realizzazione della palestra all’aperto prevista con il bilancio partecipativo 2017, comprensiva di tappeto di pavimentazione sportiva elastica e di segnaletica dei campi da gioco. Entro l’inizio dell’anno scolastico saranno ultimate anche le opere di raccordo con il percorso carrabile antistante e la posa della fibra ottica dedicata alla scuola.

Alla scuola Parini di Borbiago si è intervenuto invece con il rifacimento della recinzione fronte strada e della recinzione di separazione con la scuola Petrarca, ma anche con la sostituzione, nelle aule, dei vecchi neon con pannelli Led e con diverse ridipinture interne ed esterne. Finanziata anche l’installazione di appositi pannelli che permetteranno di rendere finalmente accessibili le gradinate di alcune palestre scolastiche.

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La passerella sul rio di Noale, come stanno davvero le cose: la risposta del Seminario di Venezia

Ven, 07/09/2018 - 15:04

In riferimento ad articoli apparsi sulla stampa locale e a notizie diffuse mediante i social network sulla questione della passerella lignea sul rio di Noale¸ il Seminario Patriarcale di Venezia – proprietario dell’immobile situato al civico 2289/c del sestiere di Cannaregio / Venezia – precisa quanto segue:

  • il manufatto è stato realizzato a seguito della presentazione della pratica SCIA del 2/8/2017 (previa autorizzazione paesaggistica) per un periodo “non superiore ad 1 anno dall’efficacia della SCIA in attesa che venga verificata da parte della proprietà la possibilità di ottenere una deroga da parte dei Vigili del Fuoco”;
  • l’Ufficio Accertamenti Edilizi del Comune di Venezia ha quindi rilevato delle difformità costruttive sul manufatto, a cui la proprietà ha sempre prontamente risposto in maniera esaustiva con il supporto dei propri tecnici e progettisti;
  • in attesa del parere finale dei Vigili del Fuoco, già in data 11/07/2018 la proprietà aveva inoltrato alla Soprintendenza e al Comune di Venezia una richiesta di proroga delle autorizzazioni già rilasciate;
  • l’Ufficio Condono – Atti autorizzativi del Comune di Venezia, in data 4/9/2018, ha ordinato la demolizione della passerella entro il termine di “90 gg dalla notifica dell’atto”;
  • in data 5/9/2018 la pratica presso i Vigili del Fuoco è stata inoltrata dal Comando di Venezia alla Direzione regionale per il parere di competenza;
  • la proprietà, in attesa comunque del parere dei Vigili del Fuoco, sta valutando con attenzione le modalità per rimuovere il manufatto (previo inoltro del progetto operativo alla Soprintendenza e la comunicazione al Comune di Venezia) ovvero di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale nei termini di legge.
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