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Gli adolescenti non si salvano con le telecamere

Gio, 20/09/2018 - 21:15

Non può essere solo una questione di telecamere. Né di cancelli, reti e divieti dappertutto. La sicurezza e la crescita serena dei nostri ragazzi non può neppure essere sempre più delegata allo Stato o alle istituzioni. Alle famiglie l’impegno – faticoso, certo, ma anche realizzante – di essere custodi dei propri figli.

Viene da pensarlo, in questi giorni in cui si sono succeduti, anche nel nostro territorio, fatti drammatici e in due casi purtroppo tragici. Pensiamo alla morte del 13enne schiacciato da un muletto, in un cantiere alla Marittima; ma anche al 15enne morto in provincia di Milano, precipitato dal tetto di un centro commerciale, di notte, dopo esservi salito per farsi un selfie dall’alto. E viene in mente anche l’episodio di violenza sessuale di poche settimane a fa in spiaggia a Jesolo, ai danni di una 15enne.

Forse è bene ricordare una cosa banale, ma che non è acquisita una volta per sempre. Cioè il fatto che agli adolescenti viene naturale trasgredire, per affermare la propria identità e testare i propri limiti; ma ai genitori va il compito di contenere, perché la libertà e la maturazione dei figli si realizzano solo se c’è un alveo entro il quale cimentarsi.

Questa dinamica dei ruoli non è, appunto, garantita in ogni tempo. Va, semmai, ricostruita e riconquistata ad ogni nuova generazione. Va perciò fatta un’adeguata “manutenzione” del rapporto genitori-figli ad ogni ricambio generazionale.
Soprattutto va superata la tentazione di rinunciare al ruolo educativo e contenitivo dell’essere papà e mamme, delegandolo ad altri.

Perciò, riteniamo, non serve a granché invocare nuovi sistemi di sicurezza, più occhi elettronici, recinzioni più alte, cancelli più robusti… Né si può caricare di responsabilità le aziende che non controllerebbero a sufficienza i propri spazi: sul tetto di un supermercato, dove è vietato andare, non ci si va, punto e basta.

Al più, sta allo Stato – ma anche alle realtà sociali e culturali o alla Chiesa nelle sue articolazioni (parrocchie, gruppi, associazioni…) – di sollecitare la “manutenzione ordinaria” e la formazione continua alla buona interpretazione dei ruoli in famiglia.

Giorgio Malavasi

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Premio Mestre di pittura: venerdì 21, alle 18, si inaugura al Candiani la mostra dei finalisti

Gio, 20/09/2018 - 20:42

Il Premio Mestre di Pittura 2018 si appresta ad affrontare le ultime tappe. Venerdì 21, alle ore 12 nella sede del Municipio a Mestre, conferenza stampa di presentazione della rassegna, con il sindaco Luigi Brugnaro e il presidente del Circolo Veneto, organizzatore della manifestazione, Cesare Campa, e un rappresentante della Fondazione Musei Civici di Venezia partner dell’evento.

La rassegna ha il patrocinio della Regione Veneto, della Città Metropolitana e dell’amministrazione comunale di Venezia. Al pomeriggio, alle ore 18, al Centro Culturale Candiani, si inaugura l’esposizione dei 50 quadri scelti da una giuria di esperti tra le 337 opere inviate, che di fatto, concorreranno per i tre premi messi in palio: 5000 euro per il primo classificato, 2000 euro per il secondo e 1500 euro per il terzo classificato.

Quest’anno, le 50 opere indicate dalla giuria di esperti saranno affiancate da tele realizzate dagli artisti che hanno partecipato al Premio dalla fine degli anni Cinquanta fino al 1968, quando si decise di interrompere la manifestazione poi ripresa due anni fa dal Circolo Veneto: nomi come Licata, Gianquinto, Balest, Costantini, Candiani, che hanno fatto la storia recente dell’arte pittorica.

La mostra al Centro Candiani resterà aperta fino al 14 ottobre. Il 28 settembre al Teatro Toniolo grande finale con la premiazione dei tre vincitori.

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Si inaugura il Cammino del beato Claudio: 189 chilometri, a piedi o in bici, tra S. Lucia di Piave e Chiampo

Gio, 20/09/2018 - 13:53

Si terrà tra sabato 22 e domenica 23 la staffetta inaugurale del cammino del Beato Claudio.

La staffetta si svolge lungo i 189 km del percorso che unisce Santa Lucia di Piave (Treviso) e Chiampo (Vicenza), rispettivamente terra natale e tappa finale della vita di fra Claudio Granzotto (1900-1947), beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1994.

Il francescano veneto, al secolo Riccardo Granzotto e scultore talentuoso, entrò in convento all’età di 33 anni a San Francesco del Deserto (Venezia) e, da religioso, continuò a coniugare servizio ai poveri e arte sacra. La sua realizzazione più nota è la Grotta di Lourdes e il santuario di Chiampo, nel complesso francescano a lui intitolato.

Il percorso del beato Claudio attraversa 25 comuni della fascia pedemontana del Veneto, tra Treviso e Vicenza, lungo strade secondarie, percorribili a piedi o in bicicletta.

Sabato 22 e domenica 23 settembre, turisti, pellegrini, amatori e podisti inaugureranno il nuovo itinerario spirituale, culturale e paesaggistico del Veneto, percorrendo in sei tappe di diversa difficoltà il ‘cammino’ che, da Santa Lucia di Piave, si snoda attraverso i comuni di Susegana, Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia, Vidor, Pederobba, Cornuda, Maser, Asolo, San Zenone degli Ezzelini, Mussolente, Romano d’Ezzelino, Bassano del Grappa, Marostica, Molvena, Fara Vicentino, Sarcedo, Thiene, Malo, Cornedo, Brogliano, Trissino, Nogarole Vicentino, con arrivo al santuario mariano di Chiampo.

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Dal Vicario per gli affari economici ai Canonici: nuove nomine in Diocesi di Venezia

Gio, 20/09/2018 - 10:02

Il Rev. Claudio Breda è stato designato Rettore della Chiesa Vicariale di San Giovanni Crisostomo (Santuario della Madonna delle Grazie) e Collaboratore Pastorale nella zona di Venezia-Rialto

Il Rev. Daniele Memo, già designato Vicario episcopale per la pastorale, è stato designato canonico del Capitolo della Basilica Cattedrale di San Marco Evangelista durante munere

Il Rev. Gilberto Sabbadin è stato designato Prefetto agli Studi dello Studio Teologico del Seminario Patriarcale di Venezia, in sostituzione del Rev. Fabrizio Favaro

Il Rev. Fabrizio Favaro è stato designato Vicario episcopale per gli affari economici, ad quinquennium

Il Rev. Andrea Volpato è stato designato Assistente Diocesano Unitario e Settore Adulti di Azione Cattolica, ad triennium.

Il Rev. Luigi Casarin è stato designato collaboratore della Parrocchia di San Giovanni Battista di Gambarare, nell’ambito della Collaborazione Pastorale.

Il Rev. Mario Liviero è stato designato collaboratore della Parrocchia di San Giorgio Martire di Chirignago.

Il Rev. Giuseppe Manzato è stato designato collaboratore nella Collaborazione Pastorale di Caorle.

Il Rev. Gino Zuccon è stato designato collaboratore nella Collaborazione Pastorale di Caorle.

Il Rev. Davide Carraro è stato designato Parroco della Parrocchia di Santa Maria del Carmelo in Cittanova di San Donà di Piave e della Parrocchia di San Tiziano Vescovo in Stretti, ad novem annos.

Al Rev. Danilo Barlese è stato attribuito il titolo di Canonico emerito della Basilica Patriarcale di San Marco Ev.

Al Rev. Dino Pistolato è stato attribuito il titolo di Canonico emerito della Basilica Patriarcale di San Marco Ev.

Il Vicario Generale assume ad interim le funzioni del Delegato Patriarcale per la cura pastorale degli Istituti di Vita Consacrata

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“Crux fidelis”, venerdì 21 concerto nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Venezia

Mer, 19/09/2018 - 20:59

Venerdì 21 alle 18 si terrà il concerto “Crux fidelix” nella chiesa di San Giovanni evangelista a Venezia. Per continuare i festeggiamenti, dopo la festa del 14 settembre, la Scuola Grande San Giovanni organizza, in collaborazione col maestro Luca Poppi, un concerto in onore della reliquia della Santissima Croce.

La festa della Croce è una delle celebrazioni più importanti che coinvolgono la Scuola Grande durante l’anno; la reliquia della Croce è infatti un importante reperto storico – artistico.

Nell’oratorio della Croce è custodito, all’interno del tabernacolo dell’altare, il superbo reliquiario gotico in cristallo di rocca e argento dorato che contiene, nella teca posta sulla sommità, due frammenti della Croce su cui morì Gesù. La reliquia fu donata alla Scuola nel 1369, dal cavaliere francese Philippe de Mezières, Gran Cancelliere dell’ordine di Cipro e Gerusalemme ed ebbe sempre una specialissima devozione da parte dei confratelli.

Il maestro Luca Poppi, per l’occasione, suonerà l’organo realizzato dal celebre organaro Giovanni Battista Piaggia. Lo strumento, datato 1760, conserva ancora intatto l’antico mantice, perfettamente funzionante. Durante il concerto lo accompagnerà il soprano Silvia Toffano.
Gli ospiti verranno intrattenuti con musiche di A. Padovano, A. Banchieri, I. Leonarda, G. B. Treviso, F. S. Giaj, D. Scarlatti, G. Legrenzi, A. Vivaldi.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Alle 20.30 seguirà una visita guidata in italiano e inglese del complesso museale. La prenotazione è obbligatoria scrivendo a [email protected], il costo di partecipazione è di 15 euro.

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Screening contro i tumori femminili: a Favaro Veneto un nuovo ambulatorio per la Terraferma

Mer, 19/09/2018 - 20:16

“Screening” contro i tumori femminili: l’Ulss 3 Serenissima rilancia l’appello e apre un altro ambulatorio in terraferma, a Favaro Veneto, dove saranno effettuati gli esami di prevenzione – gli “screening”, appunto – contro il tumore del collo dell’utero. “Anche la lotta al tumore del collo dell’utero – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – passa attraverso lo ‘screening’, e non sottolineiamo mai abbastanza l’importanza di questi esami preventivi, che sottopongono la popolazione ad un setaccio, e individuano coloro che sono più esposti al rischio. Nel caso specifico del tumore del collo dell’utero, attraverso il programma di ‘screening’ le Aziende sanitarie propongono alle donne due esami efficacissimi, il Pap-Test e il test ‘HPV-DNA’. Individuare chi è a rischio significa prevenire il male; e intervenire per tempo nei casi acclarati significa curare prima e meglio”.



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In quest’ottica, l’Ulss 3 Serenissima potenza i propri servizi: dal settembre, per favorire una maggiore partecipazione delle donne dai 25 ai 64 anni, è aperto un “punto screening” in Terraferma, a Favaro Veneto, nella sede del Distretto in via della Soia.

Il nuovo punto si aggiunge a quelli già attivi alla Cipressina, a Marghera, a Marcon, a Quarto d’Altino: “Il nuovo ambulatorio screening – spiega la dottoressa Maria Cristina Mambelli, che guida l’unità ‘Infanzia, Adolescenza e Famiglia’ dell’Ulss 3 Serenissima – apre in questa sede, presso il Consultorio familiare, grazie alla collaborazione tra la nostra unità e il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. Si propone quindi alla popolazione di Terraferma in una sede recente e accogliente, facilmente raggiungibile, arricchendola di una proposta nuova e rendendola ancora più identificabile come ‘luogo della salute’ sul territorio”.

Il punto screening opererà nelle giornate di martedì e mercoledì pomeriggio, dalle 14.00 alle 17.00. Secondo il protocollo della Regione Veneto, anche in questa sede le donne di età 25-29 anni vengono sottoposte a Pap-Test tradizionale, mentre alle donne nella fascia 30-64 anni viene praticato il test HPV-DNA, recentemente introdotto e particolarmente efficace.

Gli esami effettuati nel nuovo ambulatorio, come tutti quelli nei percorsi di “screening”, sono completamente gratuiti. Per informazioni: tel. 041.2607120/2608481 (lun. – giov. ore 9.00-12.30; merc. anche ore 14.30- 16.30) e [email protected]

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Fiumi inquinati in provincia di Venezia: record per Lusore e Marzenego

Mer, 19/09/2018 - 19:02

Il record ce l’hanno il Lusore e il Marzenego: sono i due corsi d’acqua più inquinati della provincia di Venezia. In effetti lo sono soprattutto nel tratto finale, quello che transita nel territorio del Comune di Venezia.

Secondo le misurazioni dell’Arpav queste acque hanno livelli di batteri e di sostanze chimiche tali non solo da limitarne l’uso per l’irrigazione ma anche da «raccomandare l’uso di protezioni personali da parte dei lavoratori durante e dopo il contatto con l’acqua. Evitare inoltre contatti accidentali delle acque con la popolazione».
Ecco un dato che fotografa una delle emergenze relative alla qualità dell’acqua nel nostro territorio. Le acque di Lusore e Marzenego (in cattiva compagnia con lo scarico dell’idrovora di Campalto) rientrano in quel 7% delle acque del Veneto che l’Arpav classifica come molto inquinate.

Il Lusore, che nasce nei pressi di Borgoricco e sfocia nella laguna di Venezia presso Porto Marghera, ha sia un’altissima presenza di batteri Escherichia Coli, sia di elementi chimici come sodio, cloruri e solfati. La concentrazione di queste presenze è da dieci a cento volte quella di un corso d’acqua classificato come adatto per l’irrigazione delle colture (e non stiamo certo parlando di livelli da acqua potabile). Con questi risultati, il Lusore è in assoluto il corso d’acqua più sporco della provincia di Venezia. In certo modo, è anche una sfida per chi voglia invertire la rotta e governare un serio riequilibrio ambientale del territorio.

Un passo più sotto c’è il Marzenego, fiume che nasce da una risorgiva a Fratta di Resana. Da Trivignano, alle porte di Mestre, si divide in due bracci: il primo confluisce nel canale artificiale Osellino, che ne convoglia le acque nella laguna all’altezza di Tessera; il secondo riempie il fossato di Forte Marghera per poi sfociare in laguna presso il Parco San Giuliano.

Anche per il Marzenego l’Arpav applica la classificazione B2, come per il Lusore, ma i dati batteriologici e chimici più recenti pongono questo corso d’acqua al secondo posto nella classifica poco gradevole dei siti più inquinati nel Veneziano.

Le ragioni di tutto questo inquinamento? Molteplici. Ma è evidente che il passaggio per il centro urbano di Mestre e Marghera peggiora di molto la situazione. E la presenza così alta di batteri, così come di numerose sostanze chimiche e metalli, indica che gli scarichi fognari non sono sotto controllo. Cioè che assenza di collegamenti alla rete fognaria o usi impropri sono all’ordine del giorno. Per un’acqua pulita c’è ancora molto da fare. (G.M.)

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Pallavolo sui masegni: il trofeo “Bardelle” vinto dalle slovene del Calcit Volley

Mer, 19/09/2018 - 17:54

La pallavolo-spettacolo è tornata prepotentemente in campo a Venezia lo scorso week end. Letteralmente… in campo. Organizzato dal Cus Venezia, si è svolto infatti all’aperto, sui “masegni” di Campo San Giacomo dell’Orio, il 44° Torneo Internazionale di volley femminile San Giacomo “Memorial F. Bardelle”.

La manifestazione ha visto quest’anno la partecipazione, oltre alle ragazze del Cus neopromosse in serie C, delle giocatrici di Blu Volley Padova, Volley Annia, e delle slovene del Calcit Volley . Nella prima giornata il Blu Volley si è imposto per 2 a 1 sull’Annia, mentre il Cus Venezia ha ceduto per 1 a 2 alla forte compagine slovena. Nelle finali, disputatesi sabato, proprio quest’ultima si è aggiudicata il trofeo, imponendosi per 2-1, al termine di una partita combattuta, sul sestetto padovano, piegato solamente dopo una sfida equilibrata, giocata punto a punto. Con identico punteggio – le partite si disputavano, infatti, in soli 3 set – le padrone di casa di coach Andrea Grandese hanno vinto con pieno merito l’avvincente derby-finalina per il terzo posto, avendo la meglio sull’Annia.

Intermezzo tra le due giornate, un match-esibizione: protagonisti i giocatori della squadra maschile del Cus Venezia attesi, sotto la guida del nuovo tecnico Alfio Ribon, nella prossima stagione dall’impegnativo campionato di serie C.

Al termine le premiazioni, cui hanno presenziato Piero Ragazzi (fiduciario CONI per Venezia), Fabio Pazzi (consigliere Fipav provinciale), Luca Pilot (consigliere Cus Venezia), Chiara Corberi (dirigente Cus Venezia) e Alberto Buzzavo (segretario generale Cus Venezia). La manifestazione si è svolta con il patrocinio del Comune di Venezia, della Fipav Regionale e Provinciale e l’appoggio di Iuav, Università di Cà Foscari e degli sponsor che, da anni, sostengono le attività di avviamento e formazione allo sport della società lagunare.

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Favaro, le ruspe demoliscono l’ex piscina. Entro Natale un’area per sport all’aperto e nuovi parcheggi

Mer, 19/09/2018 - 17:48

Le ruspe hanno iniziato di prima mattina a raccogliere, ripulire, asportare. Proseguono i lavori di demolizione della vecchia piscina “Marco Polo” di Favaro Veneto: in azione due ruspe che hanno “aggredito” il pavimento in mattonelle della struttura e hanno rimosso metro dopo metro i detriti.

Le operazioni continueranno finché dell’ex piscina, un tempo punto di riferimento per sportivi e non, non rimarrà solo un ricordo. Venne chiusa nel 2011 e da allora divenne un immobile alle prese con seri problemi di degrado.

Per questo motivo l’Amministrazione comunale, grazie a un piano di inclusione sociale finanziato dal PonMetro con 230mila euro, ha approvato un progetto che permetterà, al termine dei lavori, di costruire una piastra polifunzionale con spazi ad hoc per varie attività sportive. Obiettivo, dunque, fare in modo che l’area degradata torni a essere ciò che fu per almeno 40 anni: un luogo d’incontro e di aggregazione imprescindibile per la comunità.

«Di concerto con la Municipalità e i cittadini – aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto – creeremo una piastra polivalente che potrà essere sfruttata per diversi sport all’aperto. Decideremo assieme alla Municipalità come organizzare gli spazi, anche monitorando le fasce d’età prevalenti che sfrutteranno l’impianto. Entro fine 2018 ci sarà il taglio del nastro».

«Oltre alla piastra polivalente – dice l’assessore alla Mobilità, Renato Boraso – ci sarà anche qualche parcheggio in più, elemento importante per la presenza del distretto sanitario. Entro Natale consegneremo un’area attrezzata per le piccole attività sportive e con qualche stallo di sosta in più nella zona centrale di Favaro».

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Ciclisti a Mestre: il 3% in più nell’ultimo anno. I dati del “censimento” di oggi

Mer, 19/09/2018 - 12:25

Sono 3.653 le biciclette transitate questa mattina, tra le ore 7.30 e le 9.30, in sette luoghi di Mestre, presso i quali è stata fatta l’ormai consueta misurazione del numero di ciclisti di passaggio.

Si tratta di un numero leggermente maggiore (+3% circa) rispetto a quello dello scorso anno, quando – negli stessi sette varchi – i passaggi misurati furono 3.549.

L’iniziativa è stata condotta grazie a una ventina di volontari della Fiab (Federazione italiana Amici della Bicicletta) di Mestre, nell’ambito delle azioni realizzate per la Settimana Europea della Mobilità.

Il dato medio per postazione è ormai pressoché stabilizzato negli anni: si va dai 500 ai 600 transiti per postazioni, in due ore, con un po’ di variabilità a seconda del clima.

Ovviamente a questo dato sfuggono molti transiti che non passano per il centro di Mestre o che utilizzano varchi non presidiati dai volontari.

«E’ un dato, pur molto positivo – commenta Antonio Dalla Venezia, della Fiab di Mestre – che potrà solo aumentare nei prossimi anni con l’arricchimento della rete ciclabile annunciata dall’assessore Boraso nei giorni scorsi, di cui i primi cantieri di Favaro (via Altinia) e Chirignago (Valsugana) sono già avviati».

Il varco in cui il transito dei ciclisti è risultato più elevato è quello di Caneve/Bissuola con 697 passaggi nei due sensi, a seguire quello di Castellana all’altezza dei 4 cantoni (679), terzo quello di via Dante (555).

Buone le perfomance di Fradeletto/Garibaldi (553), e della Gazzera all’altezza del passaggio a livello (474). Più sotto il transito su via Miranese (Villa Ceresa) con 349 passaggi e Viale San Marco (346).

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I vescovi del Triveneto: l’annuncio essenziale di Cristo per superare lo smarrimento dinanzi ai cambiamenti

Mar, 18/09/2018 - 17:59

I Vescovi del Nordest sono ritrovati il 17 e 18 settembre a Villa Immacolata – Torreglia (Padova) per una riunione più prolungata della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet). Dopo un iniziale tempo dedicato alla meditazione e condivisione spirituale, i Vescovi si sono confrontati su un tema sempre più presente e sotto attenzione nella vita pastorale di queste Chiese: la situazione presente e futura delle comunità parrocchiali, le nuove forme di cura pastorale del territorio – unità o collaborazioni pastorali ecc. – nella realtà attuale che risente della diminuzione del clero in attività e delle vocazioni (con le relative conseguenze) assieme alla fatica e, talora, anche alla diminuzione dei fedeli laici.

La necessaria riflessione su questi aspetti – ha affermato il Patriarca di Venezia e presidente della Cet Francesco Moraglia nel corso del dialogo – “ci aiuti a realizzare una nuova immagine di Chiesa non determinata solo dalle urgenze ma più corrispondente alle vocazioni e ai ministeri ecclesiali, soprattutto riscoprendo e valorizzando la dimensione battesimale e la comunità come soggetto pastorale”.

Nel confronto tra i Vescovi sono emerse tra l’altro le seguenti riflessioni: lo smarrimento esistente tra quello che la parrocchia è stata per lungo tempo e ciò che è adesso, la fraternità tra i sacerdoti e nella comunità cristiana, i ministeri dei fedeli laici e la loro collaborazione con i sacerdoti, la necessità di non far mancare mai il primo e secondo annuncio del Vangelo non lasciandosi ingabbiare dalle urgenze e soluzioni organizzative per rispondere meglio alle domande di senso che continuano ad essere nel cuore del popolo di Dio e favorire l’incontro con il Signore Gesù che ama e salva, ravvivare la fiducia nell’ascolto della Parola di Dio che saprà suggerire e inventare qualcosa di nuovo e ciò che è veramente importante oggi per rigenerare le comunità cristiane.

A seguire, dopo aver svolto, in questi ultimi tempi, un lavoro di analisi su organizzazione e attività delle Caritas diocesane e di ascolto della Delegazione Caritas del Nordest, i Vescovi hanno deciso di indirizzare alla stessa Delegazione una lettera nella quale esprimono apprezzamento e incoraggiamento per l’impegno in atto e il proficuo servizio reso. Raccomandano, in particolare, di privilegiare sempre la funzione pedagogica e formativa della Caritas – per l’animazione dell’intera comunità cristiana nella testimonianza della carità – in quanto sempre più urgente e preziosa, nonché di curare con attenzione e discernimento i rapporti con tutti i soggetti collegati (diversi da Caritas) mantenendo chiara l’attribuzione di compiti e responsabilità. Hanno, inoltre, richiamato l’importanza di garantire sempre massima trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse provenienti dai fedeli, dall’otto per mille o da altre fonti.

In riferimento alle questioni legate all’immigrazione, i Vescovi del Triveneto hanno, infine, manifestato apprezzamento per quanto le comunità cristiane dei nostri territori hanno fatto e stanno facendo in quest’ambito. Per i Vescovi “come cristiani, e come ricordava anche recentemente Papa Francesco, non possiamo chiudere gli occhi su cause e riflessi di un fenomeno così vasto e complesso. Le nostre comunità cristiane sono chiamate ad aiutare la nostra società a trovare le forme e le modalità più valide e dignitose per realizzare un’accoglienza ragionevole e umana”.

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Mestre, il sottopasso su via Trento, opera incompiuta. Boraso: «Ricorderemo a Rfi gli impegni presi»

Mar, 18/09/2018 - 09:47

«Ricorderemo a Rete Ferroviaria Italiana i suoi impegni: la pista ciclabile dal sottopasso che da via Giustizia sbuca su via Trento va realizzata». Lo sottolinea l’assessore comunale alla Mobilità, Renato Boraso.

In effetti la “smemoratezza” dell’azienda delle Ferrovie dello Stato data ormai di anni. Era il 14 marzo 2011 – sette anni fa abbondanti – quando, nella sala degli Stucchi di Ca’ Farsetti a Venezia, l’allora sindaco Giorgio Orsoni e l’ing. Lucia Coa, responsabile Team progetti per Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), alla presenza dell’assessore comunale alla Mobilità Ugo Bergamo, firmavano ufficialmente la convenzione fra Comune e Rfi per dare il via ai lavori che avrebbero portato alla rimozione del passaggio a livello su via della Giustizia a Mestre.

Rfi si impegnava, oltre alla rimozione del passaggio a livello, a dare avvio alla realizzazione di opere sostitutive e alla corresponsione di un contributo al Comune di Venezia per la realizzazione di interventi compensativi per il riordino della viabilità della zona pari a 2.2 milioni di euro. Le opere che Rfi avrebbe eseguito erano: la realizzazione di un nuovo tratto di viabilità ciclopedonale con un sottopasso di collegamento fra via Giustizia e via Trento; la realizzazione di rampe di risalita in corrispondenza del sottopasso; la realizzazione dei raccordi di viabilità esistente; la realizzazione di una nuova rotonda in corrispondenza della parte terminale di via Giustizia. E tutto questo è stato fatto.

Il sottopasso, per esempio, è stato inaugurato il 22 dicembre 2011.

Quello che non è stato realizzato è il completamento della viabilità ciclopedonale dalla rotonda di via Miranese-Giustizia a via Fagarè e via Monte San Michele.

Il risultato è che ancora oggi chi risale dal sottopasso ed entra in via Trento si trova all’improvviso e senza alcuna protezione sulla strada percorsa dalle auto. Ma ancora peggio è per chi da via Trento deve entrare nel sottopasso: gli tocca attraversare la strada sperando nell’attenzione e nella cortesia degli automobilisti di entrambi i sensi di marcia.

«Provvederemo», ribadisce l’assessore Boraso. (G.M.)

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Alla scoperta della Murano scomparsa con Marco Toso Borella

Lun, 17/09/2018 - 18:49

Com’era Murano prima che un’importante parte del suo patrimonio artistico venisse distrutta e depredata dalle dominazioni straniere dopo la caduta della Serenissima?

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2018 il Museo del Vetro di Murano ha chiesto all’artista muranese Marco Toso Borella di indossare la sua veste di ricercatore storico e di percorrere un viaggio alla scoperta dei palazzi e delle ricchezze perdute dell’isola. L’appuntamento è per sabato 22 settembre alle ore 10 a Murano. La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al numero 041 739586, e-mail: [email protected] Massimo 15 posti.

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Vittorio Cini, un ricordo a 41 anni dalla scomparsa. Le iniziative a Venezia, da martedì 18 a domenica 30

Lun, 17/09/2018 - 17:04

Il primo appuntamento di preghiera: martedì 18, alle ore 17, nella basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia, una Messa ricorderà Giorgio Cini, a 41 anni dalla morte.

La liturgia sarà presieduta da padre Norberto Villa, Abate emerito di Praglia e Priore di San Giorgio Maggiore.

Vittorio Cini, imprenditore, mecenate e collezionista, uno degli artefici del rinascimento veneziano del Novecento, si spegneva infatti il 18 settembre 1977 a Venezia.

Nato a Ferrara il 20 febbraio 1885, si era formato all’etica del lavoro e dell’impresa prima collaborando con l’azienda paterna specializzata in opere di costruzioni e infrastrutture, poi avviando nei medesimi settori rilevanti iniziative durante il periodo della “grande guerra” (fu ufficiale di cavalleria), promuovendo inoltre società di navigazione, di armamento e di assicurazioni.

Trasferitosi a Venezia, dove acquistò il palazzo sul Canal Grande a San Vio, intrecciò un saldo legame con gli ambienti cittadini, primo fra tutti con Giuseppe Volpi, sviluppando interessi in imprese elettriche (Società “Cellina”, SADE), del turismo d’élite (CIGA), di costruzioni (la società per le opere infrastrutturali di Marghera), di comunicazioni, di trasporti e altre.

Nel 1918 sposò la grande attrice Lyda Borelli da cui ebbe quattro figli (Giorgio, Mynna, Ylda e Yana).

 

Tra le numerose cariche fu “Commissario straordinario” e poi Presidente della società siderurgica Ilva (dal 1921 al 1939), “fiduciario del governo” per il riassetto della struttura agraria del ferrarese (1927), Senatore del Regno dal 1934 e, dal 1936, Commissario Generale dell’Ente Esposizione Universale di Roma (E42).

Si dissociò dal regime fascista nel giugno 1943, dopo essere stato per circa quattro mesi ministro delle comunicazioni, anticipando il pronunciamento del Gran Consiglio del 25 luglio e per questo fu catturato dopo l’8 settembre dai tedeschi e internato nel campo di concentramento di Dachau.

Liberato avventurosamente dopo parecchi mesi di prigionia, nel giugno 1944, dal figlio Giorgio, sostenne, anche con consistenti contributi finanziari, il movimento della Resistenza.

 

 

Il 31 agosto 1949, a soli 30 anni, Giorgio morì in un incidente di volo presso Cannes. Il padre in sua memoria, istituì il 20 aprile 1951 la Fondazione che ne porta il nome, destinando ad essa e al restauro dell’Isola di San Giorgio Maggiore – ristrutturata a scopi culturali, sociali e formativi ed espositivi – un consistente patrimonio.

Vittorio Cini verrà ricordato anche venerdì 21 settembre, alle ore 21, con un concerto di Ubaldo Rosso e Nicolò Sari, nella chiesa dei Gesuati alle Zattere a Venezia.

Sabato 22 alle ore 17, il programma del concerto verrà replicato nella Basilica di San Giorgio Maggiore. Domenica 23 alle ore 11, si farà memoria di Cini in occasione della Messa cantata in onore dei Tre Papi nella chiesa di San Rocco a Venezia.

Ancora domenica 23 settembre alle ore 18, una Messa verrà celebrata da mons. Ivano Casaroli, direttore di Casa Cini nella Cattedrale di Ferrara

Domenica 30 settembre, infine, alle ore 20.30, si terrà un concerto del Festival Galuppi a ricordo della fine della Grande Guerra, nella Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

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Mestre, cure sempre più personalizzate per le malattie degli occhi. E una luce per la bici come gadget

Lun, 17/09/2018 - 16:29

“In uno dei miei viaggi, o forse in uno dei miei sogni, incontrai un pianeta molto strano: piccolo piccolo, vi era appena il posto per un lampione e l’uomo che l’accendeva…”. Così, con una pièce teatrale tratta dal celebre romanzo Il Piccolo Principe e portata in scena dall’attore Gaetano Ruocco Guadagno, ha avuto inizio questa mattina il Secondo Congresso Scientifico “We take care of people – Insieme per ridare la gioia di vedere”, il convegno organizzato dalla cooperativa del settore dell’ottica Visionadria, presente con circa 40 centri in Veneto e Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, centro di riferimento regionale per i trapianti di cornea e Centro di ricerca sulle malattie oculari.

Il convegno ha richiamato nell’Auditorium del Padiglione Rama oltre 150 ottici ed esperti del settore per un momento di incontro e di approfondimento sui temi legati al ruolo professionale e sociale dei vari attori che si occupano della vista.



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Oculisti e ottici a confronto: punti di vista diversi ma entrambi per forza legati e rivolti al paziente/utente: da un lato la diagnosi e la cura, dall’altro gli ausili, lenti, colliri e una serie di strumenti indispensabili per facilitare la vita quotidiana di chi soffre di problemi di vista.

Protagoniste tra i temi trattati le buone pratiche, intese sia come buone abitudini nello stile di vita ma soprattutto come buona relazione nella prestazione e nell’assistenza di chi soffre di malattie oculari da parte del settore dell’ottica, fondamentale per i pazienti in un panorama, quello medico, in costante evoluzione.

“Oggi la medicina dell’occhio è una medicina sempre più personalizzata, dove il medico oculista si occupa del paziente seguendolo passo passo nel suo percorso personale di cura e gestione della malattia. Di conseguenza anche il lavoro del centro ottico non può che essere chiamato a questo tipo di relazione, fornendo un’assistenza che per tantissimi pazienti diventa imprescindibile” afferma Diego Ponzin, Direttore Medico di Fondazione Banca degli Occhi, “ringrazio quindi la Cooperativa Visionadria per l’attenzione dedicata agli aspetti più innovativi di questo settore e anche all’impegno al nostro fianco nei confronti dell’attività di ricerca, che noi consideriamo cruciale per la cura del paziente”.

Il Presidente della Cooperativa Igino Franceschetto ha presentato inoltre ai soci anche il progetto legato alla campagna annuale di Fondazione Banca degli Occhi “Ottobre mese della vista”, alla quale i centri ottici consorziati con Visionadria aderiranno attivandosi nel corso del mese di ottobre in una raccolta fondi a favore dei progetti di ricerca portati avanti dai ricercatori della Fondazione, anche attraverso la distribuzione di un gadget: “Si tratta di una piccola luce per bicicletta che distribuiremo a soci e clienti a fronte di una donazione di 5 euro – conferma il Presidente Visionadria Igino Franceschetto, “uno strumento piccolo ma che può diventare fondamentale per la sicurezza sulla strada, un po’ come è la stessa vista: attraverso il prendersi cura dei nostri occhi possiamo accendere la luce intorno a noi, e soprattutto nella vita di tante persone che a causa della malattia non riescono più a vedere”.

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Venezia, da martedì 18 settembre torna – in sala San Leonardo – “Ocio che si balla”

Lun, 17/09/2018 - 16:11

Dopo la pausa estiva riparte in Centro storico “Ocio che si balla” , una delle attività del progetto “Ocio, ciò!”, promosso dalla Direzione Coesione Sociale del Comune, in collaborazione con il Servizio Sociale Territoriale Venezia Lido e la Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati, e col supporto del gruppo Anziani di Cannaregio.

Domani, martedì 18 settembre, dalle 15 alle 18, presso la Sala san Leonardo di Cannaregio, si terrà infatti l’avvio autunnale dei pomeriggi danzanti di musica e informazione. Anche quest’anno, ballo, aggregazione, socializzazione e consigli utili saranno gli ingredienti di questi appuntamenti, che si svolgeranno con cadenza mensile e a cui saranno presenti, per dare informazioni utili contro truffe e furti e per raccogliere anche testimonianze, gli operatori del Comune.

Già da questo primo incontro (che in caso di pioggia sarà però rimandato) si tornerà a parlare anche di “Luce” e “Gas”. Da luglio 2019 tutti gli utenti italiani dovranno infatti sottoscrivere un contratto di fornitura nel mercato libero scegliendo tra le offerte disponibili sul mercato. Il consiglio di “Ocio, Ciò!” è di prendere tempo e di informarsi, senza cadere in scelte frettolose dovute spesso dalle telefonate “scorrette” che si ricevono a casa dagli operatori del settore, che mettono pressione per far attivare da subito nuovi contratti.

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Circolo Veneto, una foto per Venezia: premiati cinque giovani under 30

Lun, 17/09/2018 - 15:12

Premiati i vincitori del concorso fotografico CityLife riservato agli under 30. L’iniziativa è organizzato dal Circolo Veneto, con il patrocinio del Comune di Venezia, della Città Metropolitana e della Regione Veneto e la sponsorizzazione di Campello Motors.

Ai concorrenti, premiati in Municipio a Mestre, è stata lasciata piena libertà creativa e di utilizzo del dispositivo fotografico: fotocamera o smartphone per riprendere panorami, immagini di “street-photography”, vita cittadina, parchi, traffico, lavoro, scuola, flora, fauna.

Un solo vincolo: immortalare luoghi e situazioni nell’ambito della Città Metropolitana. La formula del premio prevedeva l’individuazione del podio con i primi tre migliori scatti e con altri due riconoscimenti speciali per altrettanti concorrenti con meno di 18 anni. La giuria, composta da Guido Cecere, Alberto Furlani e Lelle Zuppati, ha analizzato un centinaio di fotografie, tra queste ne ha selezionate trenta che sono state esposte alla Provvederia in via Palazzo, e infine, ha proclamato i vincitori. Tutti gli scatti, è il giudizio finale, hanno ottenuto la titolarità “a partecipare alla esposizione al pubblico sia dal punto di vista tecnico, sia da quello creativo”.

Nell’aula consigliare del Municipio, il presidente del Circolo Veneto, Cesare Campa, con Ermelinda Damiano, presidente del consiglio comunale, hanno assegnato i cinque premi in palio:

1° posto Mattia Radoni, che si è aggiudicato i 500 euro in palio, con la foto “il mostro che si divora San Marco” raffigurante una grande nave che sovrasta le gondole;

2° Giorgia Chisté, che si aggiudica 200 euro, con la foto “Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo” raffigurante un lettore di giornale seduto su una sedia su una fondamenta di Venezia;

3° Giulia Zoppelli che si aggiudica 100 euro, con la foto “Lama di sole su San Vidal”.

categoria under 18 (premio di 100 euro ciascuno):

1° Adelina Baracco con la foto “Letture segrete” raffigurante uno scorcio della libreria Acqua Alta con madre e figlia affacciate su un canale con gondola;

2° Matteo Rampin con la foto Passi a Venezia” raffigurante l’arco di un sottoportego con passante “illuminato” dalla luce riflessa delle case affacciate su un canale.

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Jesolo, la collaborazione accelera: sabato incontro per tutti

Ven, 14/09/2018 - 13:09

L’intero pomeriggio di sabato prossimo 15 settembre nella Casa diocesana di spiritualità Santa Maria Assunta di Cavallino-Treporti per programmare insieme l’anno pastorale. La Collaborazione pastorale della parrocchie di San Giovanni Battista di Jesolo, di S. Maria Assunta di Passarella, San Giuseppe di Cortellazzo e la rettoria di San Giuseppe di Ca’ Fornera intende rispondere così alle indicazioni date dal Patriarca nel corso della sua Visita Pastorale.

Per l’occasione è uscito in edizione speciale il “Magnificat”, il notiziario della Collaborazione, con in prima pagina la lettera di invito dei sacerdoti. «La Collaborazione Pastorale – spiegano i sacerdoti – è una modalità per essere più autenticamente Chiesa ed un modo attraverso il quale i laici cristiani possono vivere il loro Battesimo con maggiore impegno e responsabilità all’interno della comunità cristiana». Poi soggiungono: «Le nostre comunità già da tempo svolgono alcune attività insieme. Dobbiamo fare tesoro di queste belle e feconde esperienze facendole diventare un metodo di lavoro. La Collaborazione Pastorale deve perciò valorizzare ciò che già stiamo facendo condividendo idee, esperienze, difficoltà e fatiche. Ora vorremmo provare a compiere un ulteriore passo in avanti in questa direzione».

Invito aperto a tutti. L’invito è rivolto a tutti, sia a quelli già impegnati in qualche servizio, sia a coloro che intendono dare per il futuro la loro disponibilità, ma anche a quelli che intendono dare la loro testimonianza cristiana senza alcun incarico specifico. Forte è l’incoraggiamento dei sacerdoti alla partecipazione: «Conosciamo alcune obiezioni: “ma io non sono capace, non sono preparato, non sono in grado o non ho coraggio di parlare, ma tanto non serve a niente”. Preoccupazioni che possono essere capite ma che vorremmo invitarvi a superare. A nessuno è chiesto di fare impegnativi interventi teologici, non è questo lo scopo dell’incontro. Un suggerimento: ognuno provi a pensare ad una esperienza personalmente vissuta e che lo abbia fatto riflettere (una celebrazione liturgica, un incontro di catechesi, un incontro con i giovani, un colloquio con il proprio figlio o figlia, o con il proprio marito o moglie ecc.). In cuor suo può essersi detto: ma se la Messa avesse anche questa caratteristica, se l’incontro fosse condotto in quest’altra maniera, se la comunità provasse quest’altra strada di coinvolgimento dei giovani, dei fidanzati, degli sposi ecc. Talvolta anche una idea semplicissima e concreta, se condivisa, può far nascere proposte utili per tutti». All’appuntamento è stato invitato anche mons. Giacinto Danieli, direttore spirituale del Seminario, che introdurrà i lavori con una riflessione sulla Evangelii gaudium. «Per ogni nostro impegno – spiegano i sacerdoti – dobbiamo sempre avere presente questa domanda: perché lo facciamo? E, soprattutto, per Chi lo facciamo?». Il pomeriggio inizierà con la preghiera dell’ora Nona e proseguirà in cinque gruppi di lavoro che riguarderanno la catechesi, la liturgia, la carità, la famiglia e i giovani. Per ogni gruppo è stata preparata una scheda con alcune domande allo scopo di stimolare riflessioni e proposte. Successivamente i partecipanti si riuniranno in assemblea per un dialogo sui risultati dei lavori di gruppo. Il canto dei Vesperi concluderà l’appuntamento «E’ stata una decisione che abbiamo preso con molta convinzione nel Cenacolo – spiega don Gianni Fassina, parroco di San Giovanni Battista e coordinatore della Collaborazione – per rafforzare quello spirito di comunione che deve essere alla base della Collaborazione. Il nostro obiettivo è molto semplice: cercheremo di essere molto realistici, individuando i passi concreti che è possibile fare secondo le forze di cui disponiamo. Del resto non siamo un’azienda che misura il suo operato sulla base della produttività ma una comunità di discepoli del Signore aperta all’azione dello Spirito. Per questo abbiamo chiesto a don Giacinto di aiutarci a capire in profondità ciò che significa essere Chiesa oggi».
Giampaolo Rossi

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Venezia, da metà novembre via allo scavo di venti rii

Gio, 13/09/2018 - 17:59

La Giunta comunale di Venezia ha approvato la delibera con la quale si dà avvio al progetto definitivo per lo scavo in umido di venti rii nella città antica, in particolare nei sestieri di Santa Croce, San Polo, San Marco, Cannaregio e Castello, oltre alla pulizia del sedime dell’ex Piscina Rari Nantes sul Canal Grande davanti al parco ferroviario di Cannaregio di fianco alla Stazione di Santa Lucia.

Lavori che interesseranno 4 chilometri di rii, per una superficie complessiva di oltre 25.000 metri quadrati di specchio d’acqua e l’eliminazione di quasi 15.000 metri cubi di fanghi, che saranno smaltiti secondo le indicazioni stabilite dal Protocollo del Ministero dell’Ambiente del 1993.

«Con questa delibera – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – andiamo a stanziare altri 3,5 milioni di euro, in aggiunta al milione già investito nel 2016, per proseguire un’operazione fondamentale per assicurare non solo la navigabilità e la salubrità dei rii, ma anche per salvaguardare l’intero sistema acqueo della Laguna. E’ risaputo che i canali tendono inevitabilmente a interrarsi per il fisiologico spostamento di fango determinato dal flusso e riflusso delle acque. Risulta quindi necessario asportare i fanghi, un’azione che, fin dai tempi della Repubblica Serenissima, è sempre stata una priorità e che ora, dopo anni di incuria e grazie all’efficientamento del bilancio, come Amministrazione abbiamo fortemente voluto riprendere. Un’operazione invisibile agli occhi dei cittadini – conclude Brugnaro – ma fondamentale per garantire la vivibilità delle nostre vie d’acqua e, conseguentemente, di tutta la Città».

Nello specifico si procederà con lo scavo in umido dei rii de Ca’ Brazzo, de Ca’ Tron, de la Frescada – S. Rocco, de le Muneghete, de S. Daniele – Riello, de S. Giovanni Evangelista, de S. Maurizio – Malatin, dei Ferali – Cavalletto, dei Gozzi – Sartori – S. Andrea, dei Lustraferi, dei Meloni, dei Muti, dei Servi, del Ghetto Novo, del Megio, del Piombo, delle Procuratie – Cappello, Priuli – S. Sofia e una parte di Rio Widmann oltre che al Bacino Orseolo e Rio Orseolo o del Caval e della Piscina Rari Nantes. Questi si vanno, per l’appunto, ad aggiungere ai rii dove l’intervento è già stato realizzato negli scorsi due anni come il Rio de la Panada, parte di Rio Widman, parte di Rio del Batelo, parte di Rio de S. Maria Maggior, parte di Rio de la Cazziola, Rio de S. Niccolò dei Mendicoli e parte di Rio de S. Marta.

Le operazioni di scavo, gestite da Insula, inizieranno a metà novembre, avviando contemporaneamente due fronti di scavo in zone urbane sufficientemente distanti l’una dall’altra, in modo da ridurre i disagi per la cittadinanza in generale, ma al contempo per dimezzare i tempi dei lavori.

Considerato che lo scavo in umido necessita che non vi siano imbarcazioni ormeggiate lungo le sponde dello specchio acqueo interessato, sono stati individuati degli spazi acquei dove ormeggiare temporaneamente le imbarcazioni per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori. Si tratta di complessivi 77 posti ubicati tra la darsena di Quintavalle (25), la darsena della Celestia (27), la darsena della Misericordia (20 posti) e la darsena del Tronchetto (5 posti per barche da lavoro).

Per gli interventi, attività che verrà eseguita con estrema cautela, si prevede di operare ad una distanza dalla linea spondale di circa un metro per lato (misura che scende a 70 cm in rii particolarmente stretti), effettuando lo scavo ad una quota pari a – 1,80 metri.

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Recensioni web fasulle di hotel e ristoranti? Il tribunale condanna chi le gestisce a nove mesi e 8mila euro. Ava: «Condanna giusta»

Gio, 13/09/2018 - 17:35

Profili falsi per scrivere recensioni fasulle su alberghi e ristoranti? Cattiva, anzi, pessima usanza. Anzi, è reato. Lo ha stabilità il Tribunale penale di Lecce, che condanna a 9 mesi di carcere e al pagamento di circa 8000 euro per spese e danni il titolare di un’agenzia che vendeva pacchetti di commenti falsi a titolari di ristoranti e hotel italiani che volevano farsi pubblicità o, nella peggiore delle ipotesi, screditare la concorrenza.

Una sentenza accolta con soddisfazione da Ava, l’Associazione veneziana albergatori: «Recensioni false: giusto e inevitabile arrivare alla condanna».

L’associazione veneziana è stata tra i primi a dare battaglia ai giudizi finti e anonimi: «Un sistema collaudato a cui Ava e gli albergatori si oppongono da anni – commenta il presidente Vittorio Bonacini – consapevoli di quanto le vere recensioni, sia positive che negative, siano importanti». Sono molte strutture veneziane che accusano i siti di recensioni, in particolare Tripadvisor, di ospitare giudizi infondati o montati appositamente per rovinare gli affari altrui.

Condotta che ora, in conclusione di una delle prime vere cause sulla questione, si può considerare un reato. «Il principio – aggiunge Bonacini – è che chi commenta deve metterci la faccia e dimostrare di essere veramente stato un cliente dell’attività che vuole recensire. Stop quindi ai profili falsi o ai commenti anonimi. Qualsiasi critica, se corrisponde a esperienze reali, è ben accetta».

«Questo può essere un inizio e sarà un lungo lavoro – conclude Bonacini – Ma per ottenere questo risultato serve anche la collaborazione dei portali di recensione. Positivo infatti che un ruolo decisivo nelle indagini, e quindi nel percorso che ha portato a questa sentenza, l’abbia avuto proprio Tripadvisor che, forse anche temendo cali di fatturato, si è costituita parte civile e ha condiviso le prove sulle finte recensioni».

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