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Banca Ifis e Biennale Architettura insieme. Lo studio: la bellezza vale il 17% del Pil

Gio, 20/05/2021 - 11:49

Un territorio che sviluppa bellezza genera valore economico, imprenditoriale e sociale. Lo spiega il Market Watch di Banca Ifis che, per la prima volta nella sua storia, è gold partner del Padiglione Venezia in occasione della 17esima Mostra Internazionale di Architettura.

Dalla contaminazione tra due universi, l’arte e la finanza, nasce un progetto inedito: un’installazione artistica, curata dal giornalista-conduttore televisivo Emilio Casalini ed esposta al Padiglione Venezia, che rappresenta la mappa delle relazioni tra luoghi, attori e servizi che compongono l’ecosistema italiano della bellezza.

«Banca Ifis crede nella cultura e nell’arte come asset strategici di crescita economica e sociale del Paese – spiega Ernesto Fürstenberg Fassio, Vice Presidente di Banca Ifis -. La ricerca realizzata dal nostro Ufficio Studi, che ha coinvolto importanti rappresentanti dell’ecosistema italiano della bellezza, evidenzia la ricchezza del nostro patrimonio non solo culturale e paesaggistico ma anche imprenditoriale. Un patrimonio in grado di generare un rilevante valore economico e sociale, da preservare e sostenere. La partnership che abbiamo siglato con il Padiglione Venezia è un’ulteriore testimonianza del nostro sostegno a questo settore».
La bellezza come fattore economico e relazionale

• L’ecosistema italiano della bellezza, con i suoi luoghi, attori e servizi, produce il 17,2% del PIL italiano: 6% da fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico a cui si aggiunge l’11,2% da produzione delle aziende made in Italy design-driven
• Sono 341mila le imprese design-driven che producono bellezza: rappresentano il 31% delle aziende italiane negli 8 settori produttivi tipici del made in Italy per un fatturato annuo complessivo di 682 miliardi di euro
• In Italia c’è un museo, monumento o un’area archeologica ogni 50 chilometri quadrati
• Sono 128 milioni le persone che ogni anno fruiscono del patrimonio italiano

Anche la bellezza ha un valore economico tangibile e misurabile. Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, il contributo complessivo di questa voce al PIL italiano, prendendo a riferimento i valori del 2019, è pari al 17,2%. L’Ufficio Studi ha esaminato le tre dimensioni che compongono l’ecosistema della bellezza italiano: il patrimonio storico, artistico e culturale, e quello naturalistico e paesaggistico; i servizi ad essi collegati (es. trasporti e hospitality) e la produzione dei settori del Made in Italy design-driven, ovvero guidati da logiche estetico-funzionali. Il contributo derivante dalla fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico è pari al 6%, comprensivo di fruizione diretta e servizi a supporto, quali trasporti e hospitality.

 

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Apre al pubblico, con visite guidate gratuite, il palazzo del Doge Grimani

Gio, 20/05/2021 - 08:07

Dopo un importante restauro, durato un anno, dal 24 maggio la Fondazione dell’Albero d’Oro, nella ricorrenza dei 1600 anni dalla fondazione della città, rende omaggio alla Serenissima aprendo per la prima volta al pubblico Palazzo Vendramin Grimani, con visite guidate gratuite già prenotabili online.

In programma la produzione di molteplici eventi artistici e culturali che renderanno il palazzo un vero e proprio spazio di ricerca e di scambio aperto al mondo. Il prestigioso edificio cinquecentesco, dimora nel ’700 del doge Pietro Grimani, sarà visitabile attraverso un percorso espositivo che racconta il palazzo e la storia delle famiglie che l’hanno abitato.

Il racconto delle collezioni d’arte iniziate proprio dalla famiglia del doge Grimani, includerà un primo eccezionale nucleo di dipinti appartenuti al palazzo tra cui “Ritratto di Andrea Contarini” di Domenico Tintoretto, “Imeneo” di Sebastiano Ricci e “Ritratto di Maria Dolfin” di Francesco Montemezzano. Nel percorso, che si snoda tra arazzi e arredi, c’è spazio anche per il contemporaneo, come gli acquerelli del pittore francese Yvan Salomone (Saint-Malo, 1957), giunti in prestito da collezioni private.

Inoltre, la mostra sarà arricchita dalle fotografie inedite dell’artista Patrick Tourneboeuf (Parigi, 1966), commissionate per l’occasione dalla Fondazione per raccontare attraverso l’occhio dell’architetto e fotografo francese l’evoluzione del palazzo prima e dopo i restauri. Questo lavoro costituisce la prima commissione della Fondazione dell’Albero d’Oro che nel tempo costruirà la propria collezione.

L’androne al piano terra ospiterà infine il progetto fotografico “Invisibilia” dell’artista veneziano Ugo Carmeni, rilettura in termini macroscopici di alcuni piccoli elementi formali di rilievo posti a decorazione della facciata cinquecentesca di Palazzo Vendramin Grimani, individuati e ripresi durante i lavori di restauro. Palazzo Vendramin Grimani torna quindi a vivere grazie alla Fondazione dell’Albero d’Oro, istituzione culturale nata nel 2019 per volontà di un gruppo di imprenditori e professionisti, veneziani e francesi, appassionati di cultura e fortemente legati a Venezia. Oltre che raffinati collezionisti, i Grimani dell’Albero d’Oro furono importanti committenti.

Il programma culturale. La Fondazione dell’Albero d’Oro si propone, attraverso un futuro progetto espositivo, di ricomporre buona parte delle collezioni disperse e promuovere una programmazione culturale di carattere internazionale che sarà annunciata entro l’autunno, che consterà in residenze, workshop, incontri, concerti, mostre ma anche borse di studio, premi e progetti multidisciplinari. Il terzo piano del palazzo invece, dove sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione che dureranno fino al 2023, sarà adibito a foresteria e ad area di lavoro. Così la fondazione ha deciso di destinare il palazzo totalmente alla cultura e all’arte, riprendendo lo spirito che lo animava secoli fa. In attesa dell’apertura al pubblico è già possibile prenotare online le visite guidate gratuite in programma tutti i giorni dal 24 maggio al 6 giugno sul sito www.ticketlandia.com/m/fondazione_alberodoro, oppure mandando una mail all’indirizzo [email protected] Ogni giorno saranno previste quattro visite guidate, della durata di 45 minuti ciascuna, con partenza alle 10, 11.30, 14 e 15.30. Dal 7 giugno invece il palazzo resterà aperto al pubblico sempre su prenotazione e con visita guidata dal giovedì alla domenica. (F.C.)

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Zaia: «In Veneto 70mila dosi di vaccino per cui nessuno si prenota. Fatelo ora o si apre a tutti»

Mer, 19/05/2021 - 12:53

Avviso ai naviganti nel mare del Covid e che ancora non sono stati vaccinati: o vi prenotate entro qualche giorno, dato che in Veneto ci sono 70mila dosi disponibili, o perdete il turno e finite in coda.

È l’ammonimento di Luca Zaia, Governatore del Veneto, durante il consueto incontro con i media dalla sede della protezione civile, nel quartiere Cita di Marghera.

«Tolti i fragili e i vulnerabili, abbiamo 70mila dosi di vaccino, da oggi al 16 giugno, disponibili ma non prenotate. Non possiamo lasciare questi posti liberi per settimane. Se tra qualche giorno li vedo ancora liberi, li apro a tutti, a cominciare da chi farà i centri estivi».

In effetti, ad oggi, solo la fascia d’età degli ultraottantenni è pressoché completamente vaccinata: siano al 97,8%. Aumentano le percentuali anche di altre fasce: gli over 70 sono all’84% (comprendendo sia le persone vaccinate che quelle solo prenotate); i veneti che hanno da 60 a 69 anni sono al 78% (vaccinati e prenotati); gli over 50 arrivano al 66% e chi è di età compresa fra 40 e 49 anni è al 45%.

«Invito tutti ad approfittare delle prossime ore per prenotarsi. Altrimenti apriamo a tutti – conclude Zaia – e i quarantenni finiranno in coda». (G.M.)

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La fornace Orsoni dona un mosaico di 5mila tessere all’Ospedale civile: rappresenta un’operatrice sanitaria

Mar, 18/05/2021 - 21:41

Orsoni, l’ultima storica fornace attiva a Venezia che produce smalti veneziani, mosaico in foglia d’oro 24 carati e ori colorati, ha donato un mosaico all’ospedale Civile di Venezia come gesto di riconoscimento al personale sanitario per l’impegno in prima linea a tutela della salute dei cittadini di Venezia durante l’emergenza Covid.

Il mosaico composto da oltre 5 mila tessere è stato svelato oggi alla presenza del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato, del presidente di Orsoni Riccardo Bisazza e del direttore ospedaliero Fabio Graceffa.

Il pannello, realizzato interamente a mano in smalti veneziani e ori utilizzando le stesse antiche tecniche artigianali bizantine con cui Orsoni produce i suoi materiali dal 1888, raffigura il volto di un’operatrice sanitaria che indossa una mascherina chirurgica e la celebre espressione veneziana “Duri i banchi”, messa in risalto dalle tessere di smalti rossi. L’opera, espressione dell’eccellenza artigianale locale, è stata affissa fuori dall’unità di pronto soccorso dell’ospedale.

“I maestri che hanno reso stupenda Venezia con l’arte del mosaico, in questa occasione ci danno l’onore di poter godere di quest’opera. Le chiese e i luoghi di Venezia sono stati abbelliti con immagini di santi, di eroi, di persone che hanno fatto la storia della repubblica Serenissima. In questo caso i santi, gli angeli e gli eroi siete voi – si è rivolto così Contato ai sanitari dell’Ulss che dirige -. Questo riconoscimento esce dalla metafora. Perché, nel concreto, avete dato fino al limite della vostra vita al prossimo, in una battaglia epica contro un drago di cui non conosciamo neanche i connotati. I mosaicisti hanno tracciato così le gesta della Serenissima fino ad oggi. E questo è un esempio di come i veneziani sono riusciti a lasciare traccia”

“Questo progetto – spiega Bisazza – è nato nel periodo più difficile della pandemia, quando abbiamo cominciato a vedere i volti del nostro instancabile personale medico segnati dagli effetti della pressione dell’emergenza sulle nostre strutture sanitarie. Per questa ragione abbiamo scelto un’immagine emblematica, il volto di infermiera coperto da una mascherina, per creare un’opera simbolica a ricordo dello straordinario spirito di sacrificio e abnegazione dei nostri operatori sanitari a salvaguardia della salute della cittadinanza. Il motto veneziano “Duri i banchi” sta proprio a sottolineare la tenacia con cui hanno saputo tenere duro con grande coraggio, soprattutto nel frangente più difficile dell’emergenza. Un piccolo gesto di riconoscimento per dire grazie all’ospedale dei Santi Giovanni e Paolo da parte di tutti i cittadini veneziani”.

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Sabato 22 e sabato 29, dalle 22 alle 6 del mattino, autostrada A4 chiusa per verifiche di stabilità

Mar, 18/05/2021 - 13:29

Nelle notti dei prossimi due sabati (22 e 29 maggio) Concessioni Autostradali Venete procederà a una importante attività di monitoraggio del sottopasso autostradale della SR 11, in comune di Vigonza (Padova). Le verifiche, che rispondono ad esigenze di sicurezza dei manufatti secondo le nuove normative in materia, riguarderanno indagini dinamiche e prove di carico statiche sull’infrastruttura e dovranno essere effettuate in assenza di traffico, per non interferire con l’attività dei sensori posizionati in corrispondenza del manufatto.

CAV ha deciso di programmare i test nei prossimi due fine settimana, sfruttando così da un lato le limitazioni agli spostamenti ancora vigenti di notte per il contenimento del contagio da Covid-19 (coprifuoco) e dall’altro per non interessare i weekend successivi che potrebbero essere già caratterizzati dal movimento dei vacanzieri.

Per questo motivo si rende necessario interrompere, nelle notti tra il 22 e 23 maggio e tra il 29 e 30 maggio, sia il traffico autostradale della A4 in entrambe le direzioni (Milano e Trieste), sia il transito sulla SR 11 in corrispondenza del sottopassaggio.

La chiusura comporta una serie di deviazioni sulla viabilità ordinaria che CAV ha concordato con i comuni interessati, le forze dell’ordine e gli altri gestori della rete (ANAS, Veneto Strade, Città Metropolitana di Venezia e concessionarie autostradali confinanti). Il piano ricalca nella sostanza quello abitualmente utilizzato in caso di deviazioni provocate da incidenti che comportino il blocco della circolazione in autostrada, con gli adattamenti necessari derivanti dalla chiusura della SR 11.

Le chiusure saranno in vigore tra le ore 22.00 e le 6.00 e riguarderanno entrambe le carreggiate della A4.

In direzione Milano il traffico sarà deviato all’inizio del Passante di Mestre, attraverso un’uscita obbligatoria a Venezia Est, quindi lungo la A57-Tangenziale di Mestre, mentre per chi proviene dalla A27 l’uscita sarà a Venezia Nord. In Tangenziale il traffico verrà fatto uscire alla rotatoria Marghera verso la SR 309 Romea, poi separato in due direttrici: chi è diretto a Bologna proseguirà lungo la SR 309 e lungo la SR 104 per rientrare in autostrada in A13 al casello di Monselice, mentre chi viaggia verso Padova-Milano seguirà il percorso lungo la SP 81, SP 32 e SR 515 Noalese. I mezzi leggeri potranno percorrere anche la SR 11, il cui transito resterà interdetto solamente in corrispondenza del sottopasso oggetto di verifiche.

In direzione Trieste-Venezia il traffico in A4 (anche quello proveniente dalla A13-Bologna) sarà deviato sulla viabilità ordinaria attraverso un’uscita obbligatoria a Padova Est: chi è diretto a Trieste proseguirà lungo la SR 515 fino a Noale, rientrando sul Passante di Mestre al casello di Martellago-Scorzè dopo aver percorso la SP 37; chi è diretto a Venezia seguirà invece il percorso SR 515, SP 32 (via Cavin di Sala) fino all’ingresso in A57 attraverso il casello di Mirano-Dolo. Uscita obbligatoria a Padova Est anche per il traffico proveniente da Milano e diretto a Bologna.

Sulla viabilità ordinaria, in corrispondenza dei lavori, il tratto di SR 11 interdetto al transito sarà solamente quello in prossimità del sottopasso, con sbarramento a ovest in corrispondenza della rotatoria di via Padova a Vigonza e a est al bivio di via Oltre Brenta a Stra: deviazioni lungo il percorso alternativo di via Noventana, eccetto che per i mezzi pesanti.

 

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Veneto, i medici di base: «Più rispetto per noi. Nella campagna vaccinale siamo considerati la riserva del servizio pubblico»

Mar, 18/05/2021 - 12:32

Più rispetto per i medici di famiglia. Lo chiese Maurizio Scassola, segretario regionale della FIMMG Veneto, la Federazione dei medici di medicina generale.

La campagna vaccinale anti SARS-CoV 2 nella Regione Veneto vede sempre più – sostiene Scassola – la mortificazione e l’emarginazione del ruolo dei medici di medicina generale.

Le ragioni? Scassola le elenca: «Una fornitura di vaccini sempre incerta sia per tipo sia per numero di dosi e l’assenza di un sistema che permetta di gestire le agende, individuando le persone già prenotate, sono fattori che costringono il medico di medicina generale a impegnare ore del proprio tempo per individuare e per contattare i pazienti da vaccinare. Un dispendio di energie e risorse difficilmente compatibile con la nostra attività assistenziale che rende, da parte nostra, estremamente complessa e problematica la prosecuzione della campagna vaccinale».

Una trascuratezza voluta? Secondo il segretario della Fimmg sì: «Appare palese come la Regione Veneto abbia fatto la precisa scelta di favorire l’accesso ai grandi Hub regionali costringendo la popolazione a rivolgersi al proprio medico di medicina generale in via residuale: in un territorio come quello veneto, in parte rilevante a popolazione dispersa, questo modello non è sufficiente a incontrare i bisogni della popolazione».

La scelta della Regione Veneto di indirizzare l’accesso ai grandi hub – argomenta il medico, se da un lato favorisce la rapidità nel raggiungere numeri elevati e in poco tempo da parte di chi ha più accesso alle prenotazioni on line, dall’altro lascia indietro una percentuale significativa di persone in tutte le classi di età.

«Dal nostro punto di osservazione segnaliamo che tendono a non vaccinarsi le persone in difficoltà per problemi di salute, per condizione sociale o familiare, residenti in territori più dispersi e naturalmente coloro che sono indecisi sulla base delle notizie inerenti le rare reazioni avverse dopo la vaccinazione. Nonostante tutto e con grande sforzo, abnegazione e responsabilità professionale, i medici di famiglia hanno permesso di completare la vaccinazione della popolazione più a rischio, pazienti domiciliari non ambulabili, fragili, pazienti delle classi di età più avanzate che spesso hanno grosse difficoltà a raggiungere gli Hub vaccinali».

«La Medicina Generale – conclude Maurizio Scassola – non può essere considerata la riserva del servizio pubblico. La Medicina generale ha dimostrato che, se messa nelle condizioni di lavorare, è pronta, flessibile, capace e altamente gradita dalla popolazione».

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Riconsegnata a Marghera, dopo il restauro, la statua della Madonna. Era stata deturpata da un vandalo

Lun, 17/05/2021 - 16:24

“Com’era, dov’era”: a Marghera la statua della Madonna è da oggi di nuovo nel posto in cui si trova da ormai 67 anni, in piazzale Giovannacci.

Questa mattina si è svolta infatti una breve, ma significativa cerimonia di inaugurazione, dopo complesso e meticoloso lavoro di restauro, compiuto sotto la sorveglianza dell’Ufficio Tecnico Lavori pubblici del Comune, a cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, i consiglieri comunali Maika Canton e Chiara Visentin, il presidente della Municipalità di Marghera, Teodoro Marolo, il parroco di Sant’Antonio, padre Floriano Broch (che ha impartito la benedizione) e una significativa rappresentanza di cittadini.

“E’ una cerimonia – ha precisato l’assessore Venturini – che facciamo in stile ‘pandemia’, nell’attesa di fare, quando questo periodo sarà finito, una grande inaugurazione ufficiale, alla presenza del sindaco e del Patriarca. Ci sembrava però giusto, terminato il restauro, offrire nuovamente la Madonna alla cittadinanza: essa infatti è un simbolo, non solo per i credenti, ma per tutti gli abitanti di Marghera.”

La statua, ha ricordato in una nota l’assessore ai lavori pubblici, Francesca Zaccariotto (che non ha potuto essere presente alla cerimonia odierna), aveva subito un grave atto vandalico nella notte tra il 25 e il 26 novembre scorsi. Era stata tra l’altra decapitata, colpita in più punti sul corpo e privata delle mani. Per restaurarla si sono dovute fare nuove mani e parti del mento e del naso, rigorosamente in marmo di Carrara, come il resto della statua, e coprire altre “cicatrici” con polvere di marmo. Inoltre è stato risistemato il vialetto circostante, addobbandolo anche con nuove piante.

“Ringraziamo davvero di cuore il Comune – ha sottolineato il presidente della Municipalità – per questo intervento, compiuto tra l’altro in tempi brevissimi. Questa statua si trova in piazzale Giovannacci dal 1954, dapprima al centro della rotonda, e ora, oramai da qualche anno, su questo lato, proprio dietro alla fermata del tram: essa è parte integrante e imprescindibile della nostra storia e del nostro quartiere.”

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Mestre, presentato il nuovo logo del mercato San Michele

Ven, 14/05/2021 - 17:51

Presentato questa mattina, venerdì 14 maggio, il nuovo logo del mercato San Michele di Mestre, che ricorda la caratteristica copertura in legno dello spazio mercatale e, con la grande lettera M al centro, richiama il Mercato appunto, ma anche la città di Mestre e il suo patrono San Michele.

La conferenza stampa, che si è svolta proprio in prossimità del mercato coperto, è stata anche l’occasione per consegnare il defibrillatore donato dall’associazione per il commercio e la microimpresa Goia Fenapi, in collaborazione con gli ambulanti associati del mercato. Per consentire ora agli operatori di utilizzarlo, la Guardia Costiera Ausiliaria e la Società Nazionale di Salvamento terranno loro un corso gratuito.

“Il mercato è il cuore pulsante della città – ha esordito l’assessore comunale al Commercio, Sebastiano Costalonga – e questo logo ne rappresenta la forza e la volontà di ripartenza. Già da domani infatti il logo accompagnerà tutte le iniziative che ci sono in programma da ora in avanti, in modo da essere anche un punto di riferimento per i cittadini e per gli operatori del settore. Il mercato infatti è proprio questo: un luogo di scambi e di vita in cui si può stare in tutta sicurezza, visto che siamo anche all’aperto. Inoltre il defibrillatore, a disposizione di tutti, lo rende un luogo ancora più sicuro”.

“Con questo gesto – ha aggiunto il presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, Raffaele Pasqualetto – vogliamo dare un segnale di ripartenza per Venezia e per l’Italia. Il logo darà gambe a nuove idee e nuove iniziative, anche grazie a ‘Fai Centro’ il distretto del commercio di Mestre, Gazzera, Zelarino, Marghera e Malcontenta, che avranno come fulcro il commercio ma coinvolgeranno tutta la città”.

Sono intervenuti, tra gli altri, il direttore Sviluppo Mercati e Vendite di Vela, Alberto Bozzo, il presidente di Insula, Nicola Picco, Giampaolo Zane di Cera (amministratore dei commercianti inquilini del Condominio Mercato di Mestre), Gilberto Marcolin di Goia, Alberto Steffan di Medicasl, il vicepresidente della Guardia Costiera Ausiliaria centro regionale del Veneto Maurizio Moffa e Dino Basso della Società Nazionale di Salvamento.

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Nuova apertura in centro storico: Emanuela scommette sui suoi bijoux

Gio, 13/05/2021 - 20:22

Vendere ciò che ha una storia, un’anima, è l’aspetto che più contraddistingue la sua attività. La volontà di offrire al cliente un prodotto in cui trovino spazio non soltanto qualità e originalità, ma anche il cuore, il sentimento di chi l’ha realizzato con le proprie mani. Per essere trasmesso a chi quel determinato oggetto l’ha scelto, perché visto in vetrina o scovato tra uno scaffale e l’altro all’interno della bottega. Emanuela Carraro, 55 anni, in questo tempo di pandemia fatto di tante serrande abbassate, segno di resa alla crisi, ha deciso di scommettere il proprio futuro su Venezia.

Lei, vicentina, è cresciuta nel mondo della moda finché dieci anni fa ha deciso di aprire un’attività proprio nella sua città d’origine: un negozio di bijoux dedicato alle donne di tutte le età e personalità. Poi il desiderio di trasferirsi nel centro storico lagunare, realtà che le è sempre rimasta nel cuore, «che sprigiona bellezza in ogni suo angolo e che offre una qualità di vita differente». È Emanuela stessa a sottolinearlo, a poche ore dall’inaugurazione del nuovo negozio, “Emy”, che aprirà le porte al pubblico sabato prossimo. Situato in calle de la Mandola – nel sestiere di San Marco – e di una quarantina di metri quadri, non appena varcata la soglia si apre un mondo. Lo stesso che le clienti vicentine di Emanuela hanno saputo apprezzare in questi anni, per via dell’attenta ricerca dei prodotti esposti. E che ora sarà riproposto in un contesto differente, in cui la donna ha deciso anche di vivere, diventando una residente veneziana a tutti gli effetti.

Emanuela Carraro, titolare del nuovo negozio in calle de la Mandola

«Nel mio nuovo negozio si possono trovare accessori un po’ diversi dal solito, anche di appariscenti. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non mi piace copiare gli altri: è importante che ognuno mantenga la propria individualità. In questi mesi ho fatto una ricerca a Venezia per evitare di vendere prodotti che si accavallassero ad altri già esistenti», riflette Emanuela, il cui cavallo di battaglia consiste nell’evitare la concorrenza con i propri vicini. Uno stile che da sempre ha fatto suo. Orecchini d’ogni forma, misura e materiale, collane, anelli: i bijoux venduti sono caratterizzati da linee estrose e ben definite, frutto del sapiente lavoro artigiano (anche siciliano e toscano, orientato alla realizzazione di splendidi ex voto), condotto con materiali di un certo livello. Oggetti a cui s’accostano anche le essenze di una maison parigina del 1720, capaci di evocare emozioni. «Tra le mie clienti, dalle ragazzine alle signore di 80-90 anni che amano indossare qualcosa di vistoso. Venire a Venezia? E’ sempre stato mio sogno nel cassetto, ora realizzato: è una città che il mondo viene a visitare, ma allo stesso tempo un posto a misura d’uomo», continua Carraro, spiegando come aprire un’attività in un contesto come quello attuale sia un modo per affrontare le difficoltà senza subirle. «Il negozio si distingue anche per il modo, poco tradizionale, con cui espongo la merce. In ogni vetrina c’è un particolare volto ad incuriosire l’occhio del cliente».

Marta Gasparon

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Covid in Veneto, le persone ricoverate diminuite del 30% negli ultimi dieci giorni

Gio, 13/05/2021 - 18:22

Negli ultimi dieci giorni le persone ricoverate in Veneto per il Covid sono scese di quasi il 30%, da 1391 (è il dato del 3 maggio scorso) alle odierne 1081.

È uno dei numeri che fotografa meglio l’attuale tendenza alla decrescita della pandemia nella nostra regione. Lo attesta il bollettino di Azienda Zero della Regione Veneto.

La decrescita è particolarmente sensibile per quanto riguarda i ricoverati in terapia intensiva, scesi da 183 a 135.

Impatto ugualmente positivo sul numero di cittadini attualmente infettati dal Coronavirus: in Veneto sono scesi a quota 17.111, mentre dieci gironi fa erano 21.923, quasi 5mila in più.

Anche sul fronte più triste, quello dei decessi, si nota un rallentamento: sono 100 le persone venute meno in questi gironi, con una media di 10 decessi al giorno. Un numero purtroppo ancora tragico, ma decisamente in calo.

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Mira, rifiuti abbandonati dopo la scampagnata a Forte Poerio. Il Comune: «O si cambia o diamo multe e vietiamo i pic-nic»

Gio, 13/05/2021 - 13:39

Nello scorso fine settimana, grazie anche alla bella giornata di sole, sono state numerose le persone che si sono recate a forte Poerio, il parco di via Risorgimento a Oriago, per trascorrere del tempo libero. Purtroppo, però, a fine giornata si sono contati numerosi sacchi della spazzatura abbandonati proprio sotto i cartelli del divieto e numerosi rifiuti lasciati a terra nei pressi dei cestini.

Scene tutt’altro che edificanti per cui il Comune è pronto a prendere provvedimenti.

“E’ stato trovato di tutto: vetro, plastiche, lattine, persino avanzi di cibo che non sono stati smaltiti nell’umido e rischiano di attirare topi – rileva l’assessore all’Ambiente Maurizio Barberini – Una situazione così è insostenibile. Nessuno contesta il diritto di fare delle scampagnate, anche con dei barbecue, in questo parco che è una grande risorsa per la collettività e dove l’accesso è libero, ma i cartelli parlano chiaro sul divieto di abbandonare rifiuti di qualsiasi tipo. Lasciarli proprio sotto di essi appare una provocazione”.

Il Comune di Mira non è nuovo ad interventi mirati nel contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, dato che è stato il primo, nel veneziano, a utilizzare le telecamere per individuare gli inquinatori.

Barberini annuncia che “già da questo fine settimana saranno potenziati i controlli e le eventuali sanzioni. Se non sarà osservato il divieto di abbandono dei rifiuti, sarà inevitabile l’adozione del divieto di pic-nic e d’introduzione della plastica, in primis le stoviglie, in tutta l’area. Ricordiamo che Mira già da un paio di anni è Comune “plastic-free” ed è un dovere di tutti i cittadini essere rispettosi del parco e responsabili”.

L’assessore all’Ambiente lancia un appello: “Chiunque frequenta il parco deve sentirlo proprio e deve sentirsi chiamato non solo a fruirlo come si deve, ma anche a denunciare eventuali trasgressioni. È anche una questione di educazione nei confronti dei bambini, che già da piccoli vanno accompagnati a capire quanto sia importante avere riguardo della cosa pubblica. Come Amministrazione spendiamo circa 50 mila euro all’anno per tagliare l’erba e manutentare il verde. Non è possibile che il sabato e la domenica sera ci troviamo cumuli di spazzatura da dover portare via. Senza rispetto – conclude Barberini – siamo pronti a prendere provvedimenti drastici”.

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Vescovi triveneti, ripresi gli incontri in presenza. E sui giovani un’indicazione: ascoltarli e coglierne le domande

Mar, 11/05/2021 - 17:16

I Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet) si sono oggi ritrovati di nuovo in presenza nella sede di Zelarino – Venezia presso il Centro pastorale card. Urbani.

Nella prima parte della riunione i Vescovi del Nordest si sono confrontati soprattutto in vista della 74^ Assemblea Generale della CEI – prevista a Roma dal 24 al 27 maggio 2021 – sul tema “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita – Per avviare un cammino sinodale”, nell’intento di offrire un contributo comune alle prossime tappe che coinvolgeranno le Chiese d’Italia.

I Vescovi hanno, quindi, avuto un incontro con il responsabile del Servizio nazionale di Pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana don Michele Falabretti, trattando così della realtà attuale degli adolescenti e giovani e del loro rapporto con la fede e con la comunità cristiana, soprattutto in questo tempo di Covid e post-Covid.

“La pandemia ha funzionato da acceleratore ed evidenziatore di processi che stavano già avvenendo – ha affermato don Falabretti – e i giovani hanno sofferto più degli adulti perché gli adulti, in genere, offrono loro molte cose ma pochi indicatori di senso. Il disagio dei giovani oggi si traduce in paura del futuro e senso di solitudine poiché il distanziamento sociale si sta traducendo in forme di isolamento. Sono necessari ascolto e comprensione profonda delle loro domande esistenziali, liberandosi dall’ansia sia dei grandi numeri che dell’esigenza di dare spiegazioni o risposte che oggi non appaiono urgenti agli occhi delle nuove generazioni. C’è bisogno di una cura educativa che si esprima con una passione rinnovata. E ci sarà bisogno della pazienza dell’ascolto per intercettare le domande e saperle accompagnare”.

Durante il dialogo con i Vescovi su questo tema è stata sottolineata tra l’altro l’importanza della cura appassionata delle relazioni, insieme alla capacità di dare fiducia ad adolescenti e giovani, e la necessità di seguire con particolare attenzione la formazione, la crescita nella fede e le competenze degli educatori e degli animatori; riaffermata, inoltre, l’esigenza che anche la pastorale giovanile – come altri ambiti del resto – sia sempre più integrata con la vita dell’intera comunità cristiana, in particolare connessione con le famiglie e tutti gli altri segmenti di vita sociale ed ecclesiale.

I Vescovi hanno, inoltre, proceduto all’approvazione del bilancio consuntivo 2020 della Cet e, infine, all’elezione del nuovo Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Regionale Triveneto (Tert): è il Vescovo di Adria-Rovigo mons. Pierantonio Pavanello.

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Ipav, riaperti i centri diurni: «Capienza al 30%, ma è una ripresa»

Mar, 11/05/2021 - 15:10

Dopo i lunghi mesi di chiusura dovuti alle normative anticovid, hanno riaperto ieri, lunedì 10 maggio, i servizi semiresidenziali dei centri diurni di Ipav, all’interno delle Residenze Antica Scuola dei Battuti e Contarini, a Mestre, e San Giobbe e Zitelle, a Venezia.
Sono stati predisposti uno specifico piano organizzativo e un protocollo di sicurezza che prevedono, inizialmente, l’accesso di un numero ridotto di anziani, circa il 30% rispetto alla disponibilità totale. Senza le limitazioni dovute alle misure anticovid, i centri diurni di Ipav riescono ad accogliere complessivamente, nelle diverse strutture, circa un centinaio di ospiti.

“Dopo un anno di chiusura determinato dalle restrizioni covid – afferma Luigi Polesel, presidente di Ipav – riprende un’attività di sostegno per gli anziani, ora vaccinati, che frequentano i nostri centri diurni e per le loro famiglie. Un importante risultato reso possibile grazie alla campagna di vaccinazioni realizzata dall’Azienda Ulss 3 Serenissima nel nostro territorio».

Ieri ha partecipato alla cerimonia per la ripresa delle attività anche l’assessore alla coesione sociale del Comune di Venezia, Simone Venturini: «Sono felice della riapertura dei centri diurni per anziani affetti da Alzheimer», ha sottolineato. «Ho voluto dare il benvenuto di persona ai primi nonni, vaccinati, che sono tornati all’Antica Scuola dei Battuti per riprendere le attività di sostegno rivolte a chi è affetto da demenza senile o decadimento cognitivo».

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È morto mons. Giovanni Favaretto

Mar, 11/05/2021 - 08:41

Attorno alle 6 di stamattina è morto mons. Giovanni Favaretto. Nato a Mira, aveva 71 anni.
Ordinato sacerdote nel 1974 dal Patriarca Luciani, aveva svolto numerosi incarichi in Diocesi. Fra questi quello di parroco a Malamocco e alla Bragora, a Venezia.
Attualmente era cappellano dell’Arciconfraternita di S. Cristoforo e della Misericordia e membro della cappellania dell’Ospedale Civile di Venezia.

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I disturbi del post Covid su psiche e corpo: percorsi riabilitativi

Sab, 08/05/2021 - 09:01

Le conseguenze del Coronavirus sono evidenti. Tanto sul piano psicologico quanto a livello fisico. Sia negli ex pazienti – quelli ricoverati in terapia intensiva o nei normali reparti – sia in chi il virus l’ha osservato da lontano, pur tuttavia costretto ad adattarsi ai nuovi ritmi imposti dalle norme anti-contagio. E in tutto questo non va certo dimenticato il personale sanitario, da un giorno all’altro ritrovatosi al fronte contro un avversario di cui all’inizio si sapeva pochissimo. A parlarne sono Franco Giada, cardiologo e responsabile dell’Unità operativa complessa di Medicina dello Sport e Cardiologia riabilitativa dell’ospedale di Noale e Marzia Sarto, psicologa e psicoterapeuta che lavora nel medesimo reparto. «Nel professionista emergono una serie di risposte psico-emotive indubbiamente limitanti. Mi riferisco ad un’importante disistima rispetto all’incapacità dell’operatore di fronte alla gestione del Covid, con conseguenti disturbi di varia natura: del sonno, del tono dell’umore, dell’irritabilità», chiarisce Sarto, citando quel senso di frustrazione ed impotenza che la categoria ha vissuto dinnanzi ad una patologia tanto devastante e, per molti aspetti, ancora lontana da una vera cura. Un malessere profondo, legato all’avvilimento del non poter dare l’aiuto desiderato ai pazienti, che all’interno della famiglia ha portato ad una chiusura in se stessi, «per interrompere quel ciclo vizioso di pensieri e tutelare i propri cari. Va ricordato poi che i lutti dei familiari dei pazienti ad un certo punto sono diventati anche quelli degli operatori sanitari, trovatisi a fare da “ponte” tra assistiti e parenti. Con una carezza, una preghiera, una parola di conforto».

Sindrome post Covid per chi è stato ricoverato. L’analisi della dottoressa Sarto continua relativamente a chi il virus l’ha avuto. «Quanti visti finora – spiega – rivelano un forte senso d’angoscia, connesso al timore della morte che chi è stato ricoverato ha sentito vicina». Momenti in cui la presenza dell’operatore si è dimostrata particolarmente preziosa. «La maggior parte dei ricoverati mostra oggi una sindrome post Covid – dice Giada, soffermandosi sulle ripercussioni fisiche – caratterizzata da un atteggiamento depresso, da una sorta di stanchezza cronica, da una certa demotivazione e da strani dolori. Ecco perché stiamo sperimentando un protocollo di ricondizionamento fisico e psichico per questi pazienti. Vengono da noi, fanno dei passaggi con la dottoressa Sarto, curiamo la loro alimentazione (poiché tendenzialmente hanno perso massa muscolare) dando suggerimenti di tipo nutrizionale e poi li accompagniamo in palestra medica, per riallenarli». Al fine, naturalmente, di ottenere un graduale ritorno alla normalità che necessiterà di qualche settimana.

Conseguenze persino negli atleti. «Nei pazienti post Covid, sia quelli con pochissimi sintomi sia quelli che ne hanno avuti di più importanti, ho riscontrato un crescendo di sequele. Uno su tutti, che ha coinvolto alcuni atleti professionisti, la riduzione della performance. I pazienti (anche colleghi medici) una volta dimessi si trovano in una condizione di decondizionamento fisico e psichico, con disturbi di vario genere ed una qualità della vita piuttosto compromessa. Ma è vero anche che grazie al percorso di ricondizionamento proposto, poi si riprendono».
Marta Gasparon

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Tre arresti e due denunce a Zelarino: smantellato un gruppo di spacciatori

Ven, 07/05/2021 - 16:34

Una vera e propria centrale della droga, a Zelarino, in un’area verde isolata e adibita a parcheggio di camper e roulotte attorno alla quale ormai da tempo un gruppo di spacciatori di origini nordafricane gestiva la base operativa utilizzata come luogo di custodia delle sostanze stupefacenti pronte a essere smerciate nelle piazze di spaccio.

La scoperta è stata fatta dalla Polizia locale di Venezia, grazie a una vasta operazione antidroga che ha portato all’arresto di tre persone e due denunce. La svolta delle indagini nella tarda mattinata di giovedì, quando il Servizio Sicurezza Urbana della Polizia Locale ha messo a segno l’importante azione di contrasto alle attività di spaccio che si svolgono in città. La notizia delle strane frequentazioni dell’area era giunta nei giorni scorsi al Nucleo Operativo e Cinofilo del Corpo, da qui l’avvio delle indagini con un’attività di appostamento che ha confermato lo strano via vai di autovetture in direzione dell’area incriminata, quasi invisibile dalla strada.

A insospettire gli agenti anche i movimenti dei tre cittadini magrebini: l’installazione di microcamere sugli alberi e lungo i fossati ha fatto emergere continui spostamenti dei sospettati tra l’area di sosta dei camper e un bosco poco distante dalla zona. Raccolte tutte le informazioni necessarie, gli uomini del Comando giovedì mattina hanno dato il via all’operazione che ha visto l’impiego di una squadra composta da quattordici operatori dei Nuclei Operativo, Cinofilo e di Pronto Impiego. Alcuni agenti, in divisa mimetica, sono rimasti nascosti nella vegetazione fino alle prime ore della giornata, osservando a distanza con dei binocoli i movimenti dei tre spacciatori.

La svolta intorno alle ore 12.30, quando un’autovettura proveniente da via Castellana è sopraggiunta nella zona del boschetto ed il conducente, in auto con la sua compagna, ha incontrato i tre spacciatori. Questi ultimi dopo aver sotterratto un voluminoso involucro sono saliti a bordo del mezzo, raggiunto e bloccato dagli equipaggi della Polizia locale appostati appena fuori dall’area in cui è avvenuto lo smercio. I tre pusher dopo aver opposto resistenza, ferendo in maniera lieve due agenti, sono stati bloccati e arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e trasferiti nelle celle di sicurezza del Comando nell’Isola del Tronchetto dove hanno trascorso la notte prima di comparire davanti al giudice che oggi ne ha disposto la detenzione in carcere fino al prossimo 25 giugno, in attesa del processo.

A carico di uno dei tre, noto come “Il barbiere”, 28 anni, sono risultati numerosi precedenti, mentre i complici, 25 e 33 anni, risultano essere arrivati in Italia da poco tempo. Grazie al fiuto dei cani antidroga è stato subito trovato il punto esatto in cui pochi minuti prima era stato seppellito l’involucro contenente tre etti di eroina, l’equivalente di 900 dosi pronte allo spaccio.

Per il conducente dell’auto, un 38enne di Dolo con numerosi precedenti per spaccio, e per la sua compagna, una 29enne veneziana, è scattata la denuncia a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, perché trovati in possesso di diciassette grammi di eroina appena acquistati.

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San Marco, luogo aperto alla preghiera per tutti; contributo di 3 euro per la prenotazione delle visite

Ven, 07/05/2021 - 16:29

La Basilica di San Marco è e continua ad essere un luogo aperto alla preghiera per tutti.
L’accesso alla Basilica di San Marco è sempre consentito gratuitamente per la preghiera dei fedeli, sia residenti in Venezia che non residenti, attraverso l’accesso dalla Porta dei Fiori, sul lato della Piazzetta dei Leoncini. Lo stesso dicasi per le celebrazioni liturgiche che quotidianamente vi si svolgono.

Anche in pieno lockdown la Basilica è sempre stata aperta per consentire la preghiera e la devozione personale dei fedeli.

L’attuale sistema di prenotazione delle visite, anche in ottemperanza ai protocolli sanitari vigenti a causa della pandemia, richiede personale in numero significativo, costi di gestione aggravati, che si aggiungono alle mancate entrate dell’ultimo anno.
L’ente che si occupa della gestione e conservazione della Basilica è, per legge, la Procuratoria di San Marco.

Oggi è divenuto necessario garantire il sistema di prenotazione, per contingentare gli accessi per la visita in sicurezza, secondo i protocolli richiesti, e per la miglior conservazione del manufatto.
Per permettere tutto questo, non costringendo tra l’altro a dover ricorrere ancora agli ammortizzatori sociali, la Procuratoria ha fissato un contributo di 3 euro per la prenotazione delle visite. Si tratta di un modo concreto di partecipazione alla conservazione di questo manufatto così fragile e molto segnato dalle acque alte, nonché prezioso per la fede, la cultura e la storia del popolo veneziano.

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Eraclea Mare, presentato il progetto di riqualificazione dell’arenile

Ven, 07/05/2021 - 15:59

Ecco il progetto di riqualificazione dell’arenile che porterà lustro ad Eraclea Mare, vantaggi alla collettività e che non teme la Bolkestein. È stato presentato oggi, al Mariclea Club, alla presenza degli assessori al turismo, Federico Caner, e al demanio, Francesco Calzavara, oltre al sindaco di Eraclea, Nadia Zanchin, il progetto di riqualificazione degli stabilimenti balneari gestiti dalla società Eraclea Beach srl. Si tratta di un’area di 25mila metri quadrati, capace di vedere collocati un migliaio di ombrelloni (circa 700 in questo periodo di emergenza sanitaria, con le piazzole collocate con un distanziamento di 20.5 metri quadrati). Diventerà una spiaggia moderna, naturalmente inclusiva e sicura, godendo anche della certificazione Ecolabel. L’intervento, unico nel suo genere, sarà di 1,2 milioni di euro, 400mila circa dei quali saranno destinati alla realizzazione di opere pubbliche. Opere previste: attenzione particolare alla sostenibilità ambientale (dune e irrigazione con raccolta di acqua piovana); riammodernamento del parco attrezzature; suddivisione delle aree (family e giovani), ognuna delle quali avrà una sua piscina; nuovi bagni di ultima generazione (quattro dei quali saranno auto pulenti e auto sanificanti).

Una progettualità resa possibile dalla riassegnazione della concessione alla Eraclea Beach srl, grazie ad una Legge Regionale. «Grazie a questa – spiega Berton – siamo gli unici in Italia, assieme a Bibione, a non temere le conseguenze della direttiva Bolkestein. Grazie, infatti, alla riassegnazione della concessione, la stessa risulta come nuova e per questo non più interessata dalla direttiva europea».

«Un intervento di straordinaria importanza, perfettamente in linea con quelle che sono le strategie dell’amministrazione comunale per rafforzare il posizionamento del territorio nell’ottica di un’offerta turistica che punta anche ad un costante miglioramento dei servizi offerti – dichiara il sindaco Nadia Zanchin. Per Eraclea, la riqualificazione dell’arenile è una priorità: per questo voglio ringraziare, a nome della città e dei cittadini, tutte le parti coinvolte nel progetto».

 

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Mestre: la Coldiretti regala un omaggio floreale per la festa della mamma al mercato agricolo coperto

Ven, 07/05/2021 - 15:12

Con la pandemia Covid è svolta green anche per il regalo della Festa della Mamma con la possibilità per i cittadini di fare le scelte giuste per salvaguardare il proprio territorio, l’ambiente e l’economia in un momento difficile per il Paese. L’iniziativa è della Coldiretti che in occasione di una delle ricorrenze più amate dà l’appuntamento al mercato agricolo coperto a Mestre in via Palamidese 3/5 dove per tutte le mamme ci sarà un piccolo dono floreale Made in Italy

La ricorrenza assume quest’anno un significato particolare poiché cade in un momento delicato di transizione con la ripresa seppur parziale delle attività e degli spostamenti e la necessità di sostenere il rilancio del Paese, a partire dai settori cardine del Made Italy. Ci sarà la possibilità di acquistare dalle verdure alla frutta di stagione, salumi, miele, formaggi, carne e vino, dai dolci della tradizione contadina e tanto ancora.

Continua anche la raccolta firme “No Fotovoltaico a terra”, una mobilitazione messa in campo dalla Coldiretti per manifestare il suo dissenso a quanto sta accadendo: un vero e proprio assalto alla diligenza. «Finché non sarà approvata la legge per bloccare questo preoccupante fenomeno che vede protagoniste società di capitale interessate al business energetico, che occupa centinaia di ettari coltivati piuttosto che al mantenimento dell’agricoltura, – afferma Giovanni Pasquali direttore di Coldiretti Venezia – continuerà la nostra battaglia di buon senso nelle piazze e nelle scuole. In questi giorni stiamo raccogliendo i disegni dei più piccoli che sono coinvolti nel progetto “L’energia S©olare”. È importante vedere attraverso gli occhi dell’innocenza come i nostri figli interpretano la natura e i tentativi di sfregio ambientale. Anche questo è un segnale per scuotere le coscienze dei grandi».

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Bollo auto, in Veneto arriva la proroga al 30 settembre

Ven, 07/05/2021 - 14:27

La Giunta regionale del Veneto ha approvato un nuovo disegno di legge che proroga al 30 settembre il pagamento del bollo auto dovuto per qualsiasi scadenza compresa tra il primo gennaio e il 31 agosto 2021.

“L’impatto economico della pandemia è evidente e continua a pesare sui bilanci di imprese e famiglie Venete – spiega Calzavara -. Rinviare a settembre il pagamento del bollo auto è una soluzione concreta pensata per aiutare i nostri contribuenti, dando loro più tempo per il pagamento della tassa automobilistica dovuta per l’anno di imposta 2021”.

“Già con la legge di stabilità 2021 abbiamo introdotto la norma sul rinvio del versamento del tributo al 30 giugno – afferma l’assessore per i Tributi, il Bilancio e la Programmazione, Francesco Calzavara – e dai dati è emerso che a fine gennaio il 28% dei contribuenti ha avuto bisogno di questa agevolazione rimandando il pagamento della tassa auto a un momento successivo, dimostrando l’utilità dell’iniziativa regionale”.

“I numeri ci confermano che i contribuenti del Veneto non sono mai stati evasori – sottolinea ancora Calzavara -. Le percentuali di soggetti che adempiono correttamente ai propri doveri fiscali sono sempre state molto elevate, ma quando una pandemia colpisce così duramente i redditi e i risparmi dei cittadini bisogna saper trovare nuove soluzioni per non gravare ulteriormente sulla loro situazione economica”.

“La norma proposta e approvata in Giunta, ma che ora passerà in esame del Consiglio regionale per l’approvazione, non recherà danno alle entrate della Regione – conclude l’Assessore Veneto -. Questi ulteriori 90 giorni vanno intesi come un supporto agli impegni tributari di imprese e cittadini, con la garanzia di non vedersi applicare sanzioni o interessi aggiuntivi”.

Sul portale www.infobollo.regione.veneto.it è sempre attivo il servizio che permette a tutti i contribuenti di registrarsi, fornendo i propri dati, per ricevere non solo gli avvisi di scadenza del proprio bollo auto comodamente tramite mail, ma anche per contatti rapidi ed efficaci con l’Amministrazione regionale.

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