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Aggiornato: 2 ore 14 min fa

Coronavirus in Veneto: i pazienti in terapia intensiva scendono sotto quota 100. In un mese si sono ridotti di tre quarti

Lun, 04/05/2020 - 14:43

Notizia simbolica, ma decisamente notizia. I posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti gravemente affetti da Coronavirus sono scesi sotto quota cento. Precisamente, da stamattina sono 99.

Il dato è molto significativo perché corona una discesa di occupazione di letti in rianimazione che è stata continua e progressiva dall’inizio di aprile.

Basterà dire che, in Veneto, all’apice dell’emergenza ci si era avvicinati ai 400 letti impegnati; oggi sono ridotti ad un quarto.

È indubbio che, purtroppo, un certo numero di persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva siano venute a mancare; ma il dato confortante è che non siano state rimpiazzate da altri degenti in condizioni gravi per il Covid-19.

Considerato che sono circa 250 i pazienti non Covid ricoverati in rianimazione e che il totale dei posti letto di questi reparti, negli ospedali veneti, è arrivato al numero di 825 proprio per gli investimenti effettuati durante l’emergenza, si può dire che oggi solo metà dei letti di terapia intensiva sono impegnati. Un successo, pensando che in alcuni momenti si temeva non sarebbero bastati.

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Coronavirus in Veneto: i pazienti in terapia intensiva scendono sotto quota 100. In un mese si sono ridotti di tre quarti

Lun, 04/05/2020 - 14:23

Notizia simbolica, ma decisamente notizia. I posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti gravemente affetti da Coronavirus sono scesi sotto quota cento. Precisamente, da stamattina sono 99.

Il dato è molto significativo perché corona una discesa di occupazione di letti in rianimazione che è stata continua e progressiva dall’inizio di aprile.

Basterà dire che, in Veneto, all’apice dell’emergenza ci si era avvicinati ai 400 letti impegnati; oggi sono ridotti ad un quarto.

È indubbio che, purtroppo, un certo numero di persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva siano venute a mancare; ma il dato confortante è che non siano state rimpiazzate da altri degenti in condizioni gravi per il Covid-19.

Considerato che sono circa 250 i pazienti non Covid ricoverati in rianimazione e che il totale dei posti letto di questi reparti, negli ospedali veneti, è arrivato al numero di 825 proprio per gli investimenti effettuati durante l’emergenza, si può dire che oggi solo metà dei letti di terapia intensiva sono impegnati. Un successo, pensando che in alcuni momenti si temeva non sarebbero bastati.

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Il Patriarca: ripartire dopo Covid-19, cioè porre l’uomo come fine

Dom, 03/05/2020 - 16:28

«I mesi che ci stanno davanti sono affascinanti perché sono difficili. E le cose difficili rendono felici». Il Patriarca Francesco apre uno scenario tanto fascinoso quanto impegnativo alle coscienze cristiane.

Lo fa durante l’omelia della Messa presieduta, domenica 3 maggio, nel santuario di Borbiago. «I mesi che ci stanno davanti – afferma – ci chiedono di essere cristiani e comunità responsabili. Non saranno mesi facili: saremo chiamati a ripensare le nostre convivenze, il nostro modo di stare insieme, di essere città e comunità. Si tratterà di avere una visione e di avere la forza per attuarla».

La grande crisi della pandemia è anche un’occasione per trarre da essa una lezione e per reimpostare il nostro convivere secondo la visione cristiana: «La ragione economica e la visione sociale – prosegue il Patriarca – fanno parte dei saperi umani e il cristiano non ha nulla contro la razionalità dell’encomia, perché la considera una parte della razionalità umana. Ma l’economia è solo una dimensione dell’attività umana nella polis. E se il profitto e i bilanci sono il criterio ultimo, allora l’uomo diventa un mezzo, non più il fine. Ne consegue che il welfare – inteso non solo come offerta di un sistema sanitario, ma come benessere dei cittadini – sarà qualcosa che viene dopo il criterio dell’economia, e abbiamo visto con che risultati».

Al punto che è legittimo porsi una domanda: «Abbiamo colto un’impreparazione non tanto nel conoscere il virus, che poteva essere legittima e logica, ma – e mi riferisco a tutti gli Stati – a rispondere ad una domanda: non si sarebbe potuto prevedere qualcosa di più e prevenire, non dando l’impressione di correre sempre ai ripari?».

Si tratta quindi di ripartire da un discorso umano, antropologico, dalla visione dell’uomo, prima che che da un progetto economico o finanziario o di organizzazione dello Stato. E la visione, per il cristiano, è limpida ed esplicita nella Buona Novella: «Il Vangelo – afferma mons. Moraglia – ha un pensiero sociale, che vuole valorizzare l’economia, la finanza, l’organizzazione dello stato, ma all’interno di una visione di uomo che non è mezzo ma è fine, soprattutto là dove l’uomo è debole e fragile».

Perciò, come cristiani, si vuole dare un contributo, in questa fase, «perché economia, finanza e organizzazione dello Stato, pur muovendosi con leggi proprie e autonome, non siano degli assoluti. Semmai vanno letti, interpretati e connessi con la centralità della persona e con i principi della solidarietà, della destinazione universale dei beni e con la sussidiarietà. I poveri rimangono poi la scelta preferenziale».

Questa è, appunto, tanto la sfida quanto la grande opportunità della ripartenza, che, secondo il Patriarca Francesco, «non può essere ridotta alle mascherine, ai guanti o al distanziamento sociale, doverosi e che dicono responsabilità, ma che non bastano».

Un percorso, questo, che non è utopia: è ripercorrere un sentiero già solcato nella storia, anche in quella recente italiana. «È come dopo la seconda guerra mondiale: dopo tante sofferenze vissute negli anni ’40-’45 e che il periodo precedente aveva preparato, l’Italia ha saputo ripartire con una Costituzione che metteva in chiaro una ben precisa visione dell’uomo. Ricordo, per esempio, il Codice di Camaldoli: in esso pensatori cristiani che amavano una fede capace di intercettare l’uomo e l’economia hanno voluto ripartire non dalla pura economia, dalla pura finanza o dall’organizzazione efficiente della macchina statale, ma da una visione della persona. Perciò hanno scelto di costruire una convivenza diversa rispetto agli anni tragici precedenti, mettendo al centro la persona, le relazioni familiari e sociali. È nata così l’Italia della speranza».

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Celebrazione delle esequie: NUOVE DISPOSIZIONI

Sab, 02/05/2020 - 22:53

NUOVE DISPOSIZIONI PER LA CELEBRAZIONE DELLE ESEQUIE
DOPO LA COMUNICAZIONE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
DELLE ORE 20.44 DEL 2 MAGGIO 2020

Il Segretario Generale della CEI ha scritto alle 20.44, segnalando che nel pomeriggio di oggi, sabato 2 maggio 2020, la Segreteria Generale è stata invitata dal Presidente del Consiglio a partecipare a Palazzo Chigi a un incontro, in cui sono intervenuti i membri del Comitato Tecnico-Scientifico. Nell’occasione è stata fatta presente “l’oggettiva complessità per le parrocchie” di dotarsi degli strumenti necessari per la rilevazione della temperatura corporea, al momento tra l’altro difficilmente reperibili sul mercato, che nelle indicazioni di giovedì scorso, 30 aprile 2020, erano stati perentoriamente posti come condizione necessaria per la partecipazione alla celebrazione.

Il confronto ha fatto sì che venisse accolta la richiesta di superare la relativa indicazione.

Da lunedì 4 maggio 2020, sono dunque consentite “le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino ad un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

I parroci sensibilizzino “i fedeli a porre la massima responsabilità per non esporre sé stessi e altri a eventuali contagi”, facendo “l’esplicita richiesta di rimanere a casa a quanti presentano una temperatura corporea oltre i 37,5 °C, di non accedere alla chiesa e di non partecipare alle celebrazioni esequiali in presenza di sintomi di influenza o quando vi sia stato contatto con persone positive a SARS-COV-2 nei giorni precedenti”.

Al momento della distribuzione della Comunione Eucaristica, il ministro innanzitutto si disinfetti accuratamente le mani con disinfettante alcolico, indossi la mascherina, distribuisca la Comunione evitando che i fedeli si muovano dal posto, si disinfetti nuovamente le mani col disinfettante alcolico, tolga la mascherina e proceda alla purificazione dei vasi sacri.

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Comune di Venezia, da lunedì 4 riaprono 77 parchi e giardini. Off limits le aree giochi per i bambini

Sab, 02/05/2020 - 21:39

Da lunedì 4 maggio saranno riaperti i 77 parchi cittadini, i giardini e le aree verdi del territorio comunale di Venezia, dopo una minuziosa opera di sanificazione da parte degli operatori Veritas, nonché lo sfalcio di prati e la potatura alberi e siepi da parte del gestore del verde che, con una ventina di squadre giornaliere e oltre 50 operatori, hanno coperto l’intero territorio comunale.

In tutte le aree verdi rimane in vigore il divieto di assembramento (no picnic o grigliate) e l’obbligo di rispettare le norme di igiene pubblica introdotte dalla recente ordinanza regionale, che dispongono l’uso di mascherine, nonché di guanti o alternativamente di gel o altra soluzione. L’attività sportiva è consentita sempre in forma individuale e rispettando la distanza interpersonale.

Inoltre, per espressa previsione del DPCM del Presidente Conte, nei parchi attrezzati sono state recintate con nastro e interdette le aree per il gioco dei bambini, che devono pertanto rimanere chiuse al pubblico.

Dopo il 4 maggio pertanto vi è la libera fruizione di tutte queste zone verdi aperte, mentre i parchi recintati e chiudibili della terraferma, isole e città antica rispetteranno l’orario 7.30 – 19.30, con apertura e chiusura dei cancelli da parte degli operatori.

«Un incredibile aiuto all’Amministrazione per la sorveglianza nei parchi sta arrivando da numerose associazioni e gruppi di volontariato – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin – che hanno dato la piena disponibilità dei propri soci o associati per effettuare un controllo nei parchi».

Nello specifico 32, tra associazioni e gruppi, hanno dichiarato la disponibilità, con circa 300 persone pronte a svolgere dal 4 al 18 maggio attività sussidiaria nelle aree verdi del territorio comunale. Saranno degli osservatori che contatteranno immediatamente, con un numero dedicato, la centrale operativa della Polizia Locale in caso si verificassero situazioni particolarmente gravi.

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La Messa del Patriarca: domani a Borbiago

Sab, 02/05/2020 - 20:28

La Santa Messa del Patriarca domani sarà celebrata e trasmessa alle 11  dal santuario di Santa Maria Assunta di Borbiago. Sarà possibile segurla sulla pagina facebook di Gente Veneta, su Antenna 3 (canale 13) e Rete Veneta (canale 18). Di seguito i testi della celebrazione.

Antifona d’Ingresso  Sal 32,5-6
Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli. Alleluia.


Colletta

Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l’umile gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore. Egli è Dio…

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  At 2, 14a.36-41
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli
[ Nel giorno di Pentecoste, ] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 22
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Oppure:  Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. 

Seconda Lettura  1 Pt 2, 20b-25
Siete tornati al pastore delle vostre anime.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché

anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.

Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.

Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.

Canto al Vangelo  Gv 10,14
Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

Vangelo  Gv 10, 1-10
Io sono la porta delle pecore.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Sulle Offerte
O Dio, che in questi santi misteri compi l’opera della nostra redenzione, fa’ che questa celebrazione pasquale sia per noi fonte di perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio Pasquale IV
La restaurazione dell’universo per mezzo del mistero pasquale.

E’ veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore.
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.

In lui, vincitore del peccato e della morte.
l’universo risorge e si rinnova,
e l’uomo ritorna alle sorgenti della vita.

Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo …

  
Antifona alla Comunione

E’ risorto il buon pastore, che ha dato la vita
per le sue pecorelle, e per il suo gregge
è andato incontro alla morte. Alleluia.

Preghiera per la Comunione Spirituale

Gesù mio, credo che Tu sei nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te; non permettere che io mi abbia mai a separare da Te.


Dopo la Comunione

Custodisci benigno, o Dio nostro Padre, il gregge che hai redento con il sangue prezioso del tuo Figlio, e guidalo ai pascoli eterni del cielo. Per Cristo nostro Signore.

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È mancato il salesiano don Paolo Stocco. È il primo sacerdote, nel Veneziano, morto con Coronavirus

Sab, 02/05/2020 - 16:57

È mancato questa notte il salesiano don Paolo Stocco. Nato 77 anni fa a Pianiga, aveva alle spalle 59 anni di professione e 49 di sacerdozio.

Ultimamente, per ragioni di salute, era nella comunità salesiana dell’Istituto San Marco, alla Gazzera. Dal 1960 al 2014 è stato missionario in Venezuela.

Rientrato in Italia, è stato accolto tra i confratelli di San Donà, poi alla Gazzera, quindi a Venezia (a servire le quattro parrocchie di Castello, in particolare S. Pietro e S. Giuseppe), infine di nuovo alla Gazzera. Era ricoverato all’ospedale di Dolo dal 4 aprile scorso, dopo aver contratto il contagio del coronavirus che, sommato a una condizione fisica complessivamente già precaria, si è rivelato letale. (G.C.)

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Celebrazione delle esequie dal 4 maggio: precisazioni del Patriarcato di Venezia

Ven, 01/05/2020 - 22:08

Venezia, 1 maggio 2020

Precisazioni circa la celebrazione delle esequie a partire dal 4 maggio 2020

Questa mattina il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha promosso una ampia riflessione con i Vicari Episcopali, i Vicari Foranei e i Direttori degli uffici di Curia.
Nel corso della riunione, in cui è avvenuta una fraterna condivisione delle prospettive e delle fatiche delle comunità cristiane del Patriarcato, si è discusso anche della applicazione delle recenti disposizioni in ordine alla celebrazione delle esequie.
Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27 aprile 2020, ripreso dalla circolare ai prefetti del Dipartimento per le libertà civili e dell’immigrazione del Ministero dell’Interno del 30 aprile 2020, stabilisce che a decorrere dal 4 maggio p.v. «sono consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino ad un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro».
La nota del Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, concordata con il Ministero dell’Interno, è da intendersi complementare ed esplicativa della circolare ministeriale e precisa che: «Prima dell’accesso in chiesa dei partecipanti alle esequie funebri, sia garantita da un addetto alla sicurezza la misurazione della temperatura corporea, attraverso un termometro digitale o un termo-scanner. Questa disposizione è richiesta anche per le celebrazioni all’aperto. Venga bloccato l’accesso a chi risulti avere una temperatura corporea superiore ai 37,5°C».
Nel corso della riunione, avvenuta attraverso gli strumenti di video conferenza, si è maturato un consenso unanime circa i tempi e le modalità di applicazione responsabile delle disposizioni sopra citate per la celebrazione delle esequie nel territorio del Patriarcato.
In proposito si comunica ai parroci, agli amministratori parrocchiali e ai rettori delle chiese quanto segue:

  • La Diocesi sta provvedendo ad ordinare i termometri digitali, da fornire a tutte le chiese, attraverso un unico centro di acquisto;
  • L’Ordinario comunicherà la data in cui potrà riprendere la celebrazione delle esequie per tutto il territorio del Patriarcato nel rispetto delle disposizioni del DPCM del 26 aprile 2020, non appena sarà possibile ottemperare al reperimento degli strumenti di misurazione corporea e alle altre profilassi sanitarie previste per il contenimento del contagio e quindi per la sicurezza dei fedeli;
  • Nel frattempo, si continuino ad applicare le prescrizioni emanate l’8 marzo 2020, ossia «nell’impossibilità di ogni celebrazione esequiale, è consentita la sola benedizione della salma in occasione della sepoltura o prima della cremazione», evitando «ogni assembramento di persone», e rispettando «sempre il criterio di garantire non meno di un metro di distanza fra le persone».

 

Il Vicario episcopale per la pastorale
Mons. Daniele Memo

 

Link al documento stampabile

http://www.patriarcatovenezia.it/wp-content/uploads/2020/05/PRECISAZIONI_ESEQUIE_dpcm_26aprile_2020_rev_def.pdf

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Katia, infermiera a Jesolo: «Diamo il meglio davanti alla paura più grande, quella del virus sconosciuto»

Ven, 01/05/2020 - 18:02

«C’è il paziente che viene dimesso e tu vai a pulire e sanificare la stanza; ad un certo punto trovi un biglietto scritto sulla salvietta della cucina, perché non c’è altra carta, con su scritto: “Grazie per tutto quello che avete fatto”. Beh, è una grande soddisfazione».
È la soddisfazione di Katia Di Tos, infermiera al Covid Hospital di Jesolo, e di tanti altri suoi colleghi. È la percezione di aver dato il meglio di sé di fronte ad una difficoltà grande e sconosciuta, che genera più paura e angoscia perfino delle grandi malattie del nostro tempo.

All’inizio una sensazione di impotenza. E a dirlo non è un’esordiente, ma una veterana. Sì, perché Katia è infermiera da 38 anni e di malattie e malati ne ha visti tanti, in tutti gli ambiti in cui ha lavorato: al pronto soccorso, in lungodegenza, negli ambulatori di oncologia e cardiologia…

«Ma ad un certo punto, un mese fa – racconta – mi sono ritrovata a lavorare in un reparto di malattie infettive. Ho dato la mia disponibilità, perché il mio lavoro mi piace e lo faccio con passione; così, quando è stato creato l’ospedale Covid, ho detto subito di sì. Ma mi sono trovata in un mondo completamente nuovo».

La prima impressione è stata di impotenza: «Non tanto rispetto alle tecniche e procedure, che si imparano e si affinano, ma nella relazione con il paziente. All’inizio c’erano soprattutto persone anziane, che non sapevano ancora a cosa andavano incontro ed erano disorientate. Ricordo uno che, vedendomi con camice, tuta, mascherina e visiera, mi ha detto: “Sembri un’astronauta”. Il fatto, poi, di non saper usare bene il cellulare li rendeva ancor più frastornati e soli. E non è che noi del personale potessimo supplire a tutto: non possiamo fermarci più di tanto a intrattenere relazioni, ne hai altri dieci da seguire; e poi più aumenta il tempo di permanenza nella stanza più rischi di contrarre anche tu il virus…».

All’inizio l’ospedale era al completo: i quattro reparti da 13 posti letto ciascuno erano al tutto esaurito. Solo adesso si inizia a respirare: lunedì 13 aprile i degenti, in totale, erano 38, più 4 in terapia intensiva.

La paura di non farcela. Il loro modo di vivere il ricovero, anche se meno disorientati rispetto a un mese fa, è però simile: «Al centro di ogni pensiero – riprende Katia – c’è la paura di non farcela. La cosa brutta è che entri, hai la polmonite ma magari stai discretamente bene; solo che nel giro di poche ore può arrivare una crisi respiratoria e puoi essere improvvisamente trasferito in unità intensiva. Perciò controlliamo più volte al giorno i parametri principali».

Oltre a quella paura c’è l’ansia per i cari a casa, che sono in quarantena e che si teme possano infettarsi anche loro. È perfino peggio rispetto all’avere le patologie più importanti del nostro tempo, come i tumori e le malattie del sistema cardio-circolatorio: «Perché con il cancro o con l’infarto – riflette l’infermiera di Jesolo – uno dice: le cure ci sono e hanno un certa efficacia; oppure, se ho i soldi, vado a curarmi da quel certo luminare o in quel centro… Invece il Coronavirus ti prende quando meno te l’aspetti e non fa differenze di censo e condizione sociale. E benché statisticamente faccia meno morti del cancro o dell’infarto, fa più paura, perché è nuova e sconosciuta».

«Non dico mai al paziente “Andrà tutto bene”». La paura, appunto: «Si cerca di dare conforto al paziente standogli vicino, per quanto possibile. Io non dico mai al paziente “andrà tutto bene”, perché è una bugia e si capisce che non necessariamente andrà tutto bene. Meglio tenergli la mano, mentre gli prendi i parametri: è più importante quel contatto, anche se filtrato da due paia di guanti, che parole che suonano false».

E anche quando la situazione precipita è la presenza a valere più di qualsiasi altra cosa: «La tragedia – conferma Katia – è che non puoi fare entrare nessun parente. Ma con tutte le persone che ho visto morire ciò che fa la differenza è che ci sia qualcuno accanto a loro, a tenere loro la mano, senza tante parole, solo per far percepire che ci sei, che c’è qualcuno che sta pensando a te…».
Quel che è certo, comunque, che tutto il personale sanitario, in questo periodo, «ha cercato di dare il massimo. Nell’arco di un mese molte conoscenze sono cambiate ma anche noi ci siamo accorti che molte cose potevamo migliorarle, e tutti si sono dati da fare, rafforzando così il gruppo dei colleghi. E vale per tutti, direi a partire da chi si occupa delle pulizie, di cui raramente si parla, ma che rischia il contagio come tutti noi e svolge un servizio essenziale».

Jesolo, la solidarietà di tante gente. E poi c’è il sacrificio anche in termini personali: «Perché è vero che fai il tampone – precisa Katia Di Tos – ma quello serve per sapere che in quel momento non sei positiva; ma il giorno dopo potresti già esserlo. Così mantieni tutte le precauzioni possibili con la tua famiglia. Io a casa, per fortuna, posso avere un bagno per me, ma mi costa tenere le distanze con mio marito e i figli e il giorno di Pasqua non poterli abbracciare e limitarmi a un “ciao, auguri” da distante… Per non parlare dei colleghi che hanno scelto di vivere tutto questo tempo per conto loro…».

Il contrappeso è salvare vite e ricevere anche tante soddisfazioni: «È bello vedere, a Jesolo, la solidarietà di tanta gente: per Pasqua in tanti ci hanno mandato le vongole, uova di cioccolato e colombe, che abbiamo condiviso con i pazienti. Un collega, che si occupa di mantenere i contatti con i familiari, l’altro giorno mi diceva: “Sono venuti i parenti di un degente a portare il cambio di vestiario e dentro hanno messo un bigliettino: Grazie – c’era scritto – per la sua disponibilità a dirci sempre come sta”. È il premio della fatica».

Giorgio Malavasi

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Radicchio di Chioggia, metà del prodotto invenduto o distrutto. Pesano lo stop della ristorazione e l’export difficile

Ven, 01/05/2020 - 10:38

Radicchio di Chioggia IGP per il 50 per cento invenduto nei frigoriferi o addirittura distrutto. Il grido di allarme di Confagricoltura Venezia fa eco alla lettera inviata qualche giorno fa all’assessore regionale Giuseppe Pan dal sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, e da Daniele Stecco, assessore alle Politiche Agricole.

“La solidarietà dimostrata dall’amministrazione di Chioggia è importante per sollecitare un intervento adeguato e tempestivo da parte del Governo e della Regione – dichiara Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia. – Il blocco del turismo e della ristorazione ha prodotto degli eccessi di prodotto fresco, in particolare dei prodotti orticoli, che non si sa come smaltire. Il fatto è che a questo punto agli agricoltori non conviene nemmeno raccogliere il prodotto, un paradosso davvero tragico!”

“Come spesso succede in agricoltura le coincidenze di diversi fenomeni causano una catastrofe – spiega Nazzareno Augusti, segretario di zona a Chioggia per Confagricoltura. – Il Radicchio precoce è coltura che richiede 10 o 12mila euro di investimento iniziale per ettaro. Questo investimento in genere deve essere recuperato dopo tre mesi di coltivazione con vendite concentrate in un periodo di circa un mese. Purtroppo quest’anno a cavallo tra marzo e aprile sono coincisi i fenomeni assolutamente straordinari: il drastico calo dei consumi a causa della chiusura della ristorazione collettiva e il blocco quasi totale delle esportazioni a causa dell’emergenza Covid-19. Come conseguenza commercianti e industrie di lavorazione si sono trovati con i frigoriferi carichi del prodotto invernale immesso nel mercato fino a esaurimento, rallentando gli acquisti del prodotto novello”.

Tra gli elementi di preoccupazione però anche l’andamento climatico con gelate tardive e lunghi periodi di siccità. “La mancanza di pioggia lungo la fine dell’inverno e l’inizio della primavera stanno pesando tantissimo sulle coltivazioni – riprende Nazzareno Augusti. – La terra è arsa e si spacca mettendo a repentaglio semine e colture. Gli ortolani sono profondamente provati da queste calamità che si succedono una all’altra. Per questo è necessario attivare al più presto dei fondi di sostegno che sono stati richiesti al Governo e all’assessore regionale all’agricoltura”.

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Autobus, tram e vaporetti Actv: le novità da lunedì 4 maggio

Ven, 01/05/2020 - 09:06

AVM/Actv informa la gentile clientela che, nel contesto delle misure emanate dal Governo e dalla Regione Veneto per l’avvio della cosiddetta “FASE 2”,

Fase 2 anche per i trasporti locali. A partire da inizio servizi di lunedì 4 maggio , le linee del servizio di navigazione, del servizio tranviario e del servizio automobilistico di AVM/Actv vengono potenziare in coerenza con le progressive aperture stabilite da Governo e Regione Veneto.

Molte e differenziate le linee di sviluppo del piano concordato tra azienda e Amministrazione Comunale di Venezia volte a:
· un potenziamento generale del servizio di trasporto pubblico lungo tutto l’arco della giornata, con particolare focus sulle fasce pendolari e lungo le principali direttrici di traffico (tanto in terraferma quanto in laguna);
· la predisposizione di servizi dedicati ai dipendenti delle aziende, in collaborazione con le imprese del territorio e su loro diretta contribuzione, al fine di alleggerire le corse di linea da carichi aggiuntivi e puntualmente identificabili (esempio Fincantieri)
· una particolare attenzione alle informazioni rivolte alla clientela per un corretto uso del servizio di trasporto pubblico in ottemperanza alle misure sanitarie decise da Governo e Regione.

Parallelamente proseguono le attività di sanificazione dei mezzi con interventi notturni su tutta la flotta in servizio e pulizie straordinarie durante il giorno con le unità navali e gli autobus non in servizio.

Sono in fase di installazione i bolloni adesivi per il distanziamento sociale di 1 metro nei principali terminal cittadini (banchine di fermata e imbarcaderi) e a bordo delle unità navali, degli autobus e dei tram in servizio.

Sul sito web aziendale www.actv.it è stata creata una sezione, accessibile tramite banner in home page, con tutte le informazioni aggiornate in termini di orari, percorsi, offerte linee guida di comportamento per la clientela.

La “FASE 2” segna anche una progressiva riapertura per i punti vendita Venezia Unica – inizialmente con le biglietterie di F.te Nove che si aggiunge a P.le Roma, Rialto, Mestre Centro, Lido, Chioggia-Sottomarina e i due punti agli imbarchi del Ferry a Tronchetto e Lido – e il potenziamento della rete di controllo da parte del personale di verifica a P.le Roma, Mestre Centro, Stazione Ferroviaria di Mestre e a campione presso le fermate che evidenzino particolari criticità in termini di carico a bordo o in salita/discesa.

Infine, per la prima volta viene applicato in via sperimentale al trasporto pubblico di linea un servizio di “prenotazione” in collaborazione con Ufirst srl su corse aggiuntive inserite dall’esercizio di navigazione in orario pendolare nelle tratte P.le Roma – Rialto (corse di linea 2/ in partenza da P.le Roma C alle ore 07:30, 07:50, 08:10 e 08:30), P.le Roma – F.te Nove – Ospedale – Lido (corsa di linea 5.2 in partenza da P.le Roma C alle ore 07:20), Lido – Ospedale – Ferrovia – P.le Roma (corse di linea 5.1 in partenza da Lido A alle ore 07:15 e 08:15) e Lido – San Zaccaria – Rialto – Ferrovia – P.le Roma (corsa di linea 1 in partenza da Lido E alle ore 07:40).

La “prenotazione” deve essere effettuata tramite l’applicazione ufirst (disponibile gratuitamente per iOS e Android a partire da sabato 2 maggio) entro le ore 23:59 del giorno precedente al servizio di interesse ed è valida esclusivamente per la partenza da capolinea (P.le Roma C, Lido A e Lido E). Le corse su elencate effettueranno fermata solo in discesa ed eventualmente anche in salita limitatamente alla capacità dell’unità navale. Sarà cura del personale di bordo monitorare il numero di saliti e discesi ed eventualmente inibire l’accesso durante il percorso. Personale VeLa in assistenza a terra sarà a disposizione per gestire in modo ordinato la salita a bordo dei passeggeri prenotati.

La prenotazione non sostituisce il titolo di viaggio che dovrà comunque essere acquistato e validato secondo le consuete modalità su supporto elettronico tramite la rete vendita Venezia Unica o su AVM Venezia Official App.

In entrambi gli esercizi, nelle fasce pendolari del mattino e del pomeriggio continueranno ad essere predisposte dalle Centrali Operative corse di rinforzo sulle principali direttrici automobilistiche a seconda dell’effettiva necessità e soprattutto tra le 06:00 e le 09:00 in accesso a P.le Roma e nella rete di navigazione.

Di seguito il dettaglio dei servizi a partire dal 04 maggio 2020.

Servizio di Navigazione

· linea 1 – percorso regolare da Lido SME a P.le Roma e viceversa via Canal Grande con una corsa ogni 20 minuti. A P.le Roma l’unità prosegue in linea 2 con percorso regolare da P.le Roma a San Zaccaria e viceversa via Canale della Giudecca

· linea 1 per passeggeri prenotati (novità) – corsa alle ore 07:40 tutti i giorni da Lido E

· linea 2 – percorso regolare da San Zaccaria a P.le Roma e viceversa via Canale della Giudecca con una corsa ogni 20 minuti. A P.le Roma l’unità prosegue in linea 1 con percorso regolare da P.le Roma a Lido SME e viceversa via Canal Grande

· linea 2/ (novità) – una corsa ogni 20 minuti da P.le Roma a Rialto e viceversa in due fasce orarie
o dalle ore 07:00 alle ore 09:30
o dalle ore 16.00 alle ore 19.00

· linea 2/ per passeggeri prenotati (novità) – corse alle ore 07:30, 07:50, 08:10 e 08:30 tutti i giorni da P.le Roma C

· linea 3 (novità) – una corsa ogni 30 minuti da P.le Roma a Murano e viceversa in due fasce orarie
o dalle ore 06:00 alle ore 08:00
o dalle ore 17:00 (prima corsa in partenza alle 16:50) alle ore 19:00 (ultima corsa in partenza alle ore 18:20)

· linea 4.1 – effettua esclusivamente giro Murano e collegamento da e per F.te Nove con una corsa ogni 20 minuti

· linee 5.1/5.2 – effettuano tutte le fermate previste da orario lungo l’intero percorso Lido SME – Ospedale – F.te Nove – Ferrovia – P.le Roma – Santa Marta – Zattere – San Zaccaria – Lido SME e viceversa con una corsa ogni ora. Fermate aggiuntive a Crea e Spirito Santo. Vengono inserite corse aggiuntive (novità) da Lido per Ospedale-F.te Nove alle ore 06:50, 07:50, 12:50, 13:50, 15:50, 16:50 e 17:50 e da F.te Nove-Ospedale per Lido alle ore 07:20, 08:20, 12:20, 13:20, 14:20, 16:20, 17:20 e 18:20.

· linea 5.1 per passeggeri prenotati (novità) – corse alle ore 07:15 e 08:15 tutti i giorni da Lido A

· linea 5.2 per passeggeri prenotati (novità) – corse alle ore 07:20 da P.le Roma C

· linee 6 (novità) – una corsa ogni 20 minuti da P.le Roma a Lido e viceversa in due fasce orarie
o dalle ore 06:30 alle ore 09:30
o dalle ore 16:30 alle ore 19:30

· linea 11 – effettua percorso regolare Chioggia – Pellestrina – Lido e viceversa con una corsa ogni ora

· linea 12 – effettua percorso regolare F.te Nove – Murano – Burano – Torcello – Treporti e viceversa con una corsa ogni ora

· linea 13 – effettua percorso regolare F.te Nove – Murano – Vignole – Sant’Erasmo – Treporti e viceversa con una corsa ogni ora

· linea 14 – effettua percorso regolare P.ta Sabbioni – Lido SME – San Zaccaria e viceversa con una corsa ogni ora

· linea 16 – effettua percorso regolare Fusina – Zattere e viceversa con due coppie corse ogni giorno (come da orari pubblicati)

· linea 17 (Ferry Boat) – effettua percorso regolare Tronchetto – Lido San Nicolò e viceversa con 8 coppie di corse ogni giorno (come da orari pubblicati)

· linea 20 – effettua percorso regolare San Zaccaria – San Servolo – San Lazzaro e viceversa con 10 corse ogni giorno (come da orari pubblicati)

· linea 22 – effettua percorso P.ta Sabbioni – F.te Nove con due corse ogni giorno (come da orari pubblicati)

· linee notturne – effettuano servizio regolare (come da orari pubblicati) con inserimento di una corsa aggiuntiva (novità) in partenza da F.te Nove alle ore 23:45 con fermate a Murano-Mazzorbo-Torcello-Burano-Treporti.

Da mercoledì 29 aprile a domenica 3 maggio viene istituita una navetta (novità) F.te Nove-Cimitero-Murano Colonna e viceversa con tre corse ogni ora dalle ore 10:00 alle ore 15:00 (in concomitanza con l’orario di apertura del Cimitero di San Michele). Successivamente potranno essere predisposti servizi aggiuntivi a seconda del reale afflusso.

Regolare il servizio di collegamento People Mover tra P.le Roma, Marittima e Tronchetto.

Servizio Automobilistico e Tranviario

§ linea T1 – Favaro, Mestre Centro, Venezia P.le Roma e viceversa (novità) una corsa ogni 10 minuti al mattino fino alle ore 09:00 e una corsa ogni 15 minuti nelle altre punte (12:00-15:00 e 17:00-19:00 in orario feriale), una corsa ogni 30 minuti nel resto della giornata

§ linea T2 – Marghera, Mestre Centro e viceversa una corsa ogni 30 minuti

§ linea 2 – Mestre Don Sturzo, Stazione Ferroviaria di Mestre, Venezia P.le Roma e viceversa (novità) una corsa ogni 15 minuti al mattino fino alle ore 09:00 e nelle altre punte (12:00-15:00 e 17:00-19:00 in orario feriale), una corsa ogni 30 minuti nel resto della giornata

§ linea 3 – Villabona, Catene, Marghera, limitata Mestre Centro (novità) una corsa ogni ora

§ linea 4L – Mestre Centro, Corso del Popolo, Venezia P.le Roma e viceversa (novità) una corsa ogni 10 minuti al mattino fino alle ore 09:00 e una corsa ogni 15 minuti nelle altre punte (12:00-15:00 e 17:00-19:00 in orario feriale), una corsa ogni 30 minuti nel resto della giornata

§ linea 4 – Favaro, Mestre Centro, Venezia P.le Roma e viceversa (solo al mattino)

§ linea 5 – Aeroporto, Villaggio Laguna, Venezia P.le Roma e viceversa una corsa ogni 30 minuti

§ linea 5E – Noale, Mestre Centro (capolinea Venezia P.le Roma solo al mattino) e viceversa una corsa ogni 30 minuti

§ linea 6 – Spinea, Marghera, Venezia P.le Roma e viceversa (novità) una corsa ogni 15 minuti al mattino fino alle ore 09:00 e nelle altre punte (12:00-15:00 e 17:00-19:00 in orario feriale), una corsa ogni 30 minuti nel resto della giornata

§ linea 6L – Marghera, Venezia P.le Roma e viceversa

§ linea 6E – Scorzè, Mestre Centro (capolinea Venezia P.le Roma solo al mattino) e viceversa una corsa ogni 30 minuti

§ linea 7 – Spinea, Miranese, Venezia (novità) una corsa ogni 20 minuti al mattino fino alle ore 09:00 e nelle altre punte (12:00-15:00 e 17:00-19:00 in orario feriale)

§ linea 7E – Mirano, Spinea, Chirignago, Mestre, Venezia P.le Roma e viceversa una corsa ogni 20 minuti

§ linea 8E – Treviso, Preganziol, Mestre Centro (capolinea Venezia P.le Roma solo al mattino) e viceversa una corsa ogni 30 minuti

§ linea 9 – Marcon, Dese, Favaro, Mestre e viceversa una corsa all’ora

§ linea10 – Circolare Asseggiano, Stazione Ferroviaria di Mestre, Asseggiano una corsa all’ora

§ linea 12L – Mestre Centro, Viale San Marco, Venezia P.le Roma e viceversa (solo al mattino)

§ linea 18 – Ca’ Sabbioni, Stazione Ferroviaria di Mestre e viceversa una corsa all’ora

§ linea 19 – Favaro, Campalto, Venezia P.le Roma e viceversa (novità) una corsa ogni 30 minuti

§ linea 24 – Circolare Venezia P.le Roma, Pertini, Bissuola, Pertini, Venezia P.le Roma una corsa ogni 30 minuti

§ linea 24H – Venezia P.le Roma, Pertini, Bissuola, Ospedale dell’Angelo e viceversa (come da orari pubblicati)

§ linea 33H – Circolare Ospedale, Mestre, Ospedale via Castellana una corsa all’ora

§ linea 34H – Circolare Ospedale, Mestre, Ospedale via Terraglio una corsa all’ora

§ linea 43 – Stazione Ferroviaria di Meste, Via Torino, Venezia P.le Roma e viceversa una corsa all’ora

§ linea 45H – Ospedale, Favaro, Tessera, Ca’ Noghera e viceversa (novità) 8 coppie di corse al giorno

§ linea 53E – Padova, Stra, Dolo, Mira, Marghera/Malcontenta, Mestre/Venezia P.le Roma una corsa ogni 30 minuti

§ linea 58E – Piove di Sacco, Campolongo, Fossò, Dolo e viceversa (novità) orario modificato

§ linea 67E – Piove di Sacco, Bojon, Campagna Lupia, Dolo e viceversa (novità) orario modificato

§ linea 80 – Martellago, Zelarino, Cipressina, Mestre Centro, Venezia e viceversa (novità) undici corse al giorno (come da orario pubblicato)

§ linea N2 (solo notturno) – Circolare Venezia P.le Roma, Marghera, Mestre, Venezia P.le Roma una corsa all’ora

§ urbano Lido – linee A (limitata Malamocco) e N (attiva tutto il giorno in sostituzione della linea 11 nel tratto Pellestrina, Alberoni, Lido SME e viceversa)

§ sospese la linea 15 – Villabona, Stazione Ferroviaria di Mestre, Aeroporto e viceversa e la linea 45 – Favaro, Tessera, Aeroporto, Ca’ Noghera e viceversa (novità)

Inoltre vengono istituiti due servizi navetta (novità):

§ linea PK1 – da Park Petroli a Venezia e viceversa, nei giorni feriali dalle 06:30 alle 20:30, una corsa ogni 10 minuti in orario di punta (06:30-09:00, 12:00-14:30 e 16:30-19:00) e una corsa ogni 15 minuti nel resto della giornata (dalle ore 9:00 alle ore 12:00, dalle ore 14:30 alle ore 16:30 dalle ore 19:00 alle ore 20:30), nei giorni festivi dalle ore 08:00 alle ore 09:30 una corsa ogni 10 minuti e dalle ore 09:30 alle ore 20:30 una corsa ogni 15 minuti

§ linea PK2 – da Park Ceccherini a Park Castellana A e Mestre Centro e viceversa, da lunedì a venerdì (esclusi i giorni festivi) dalle ore 06:30 alle ore 20:30, una corsa ogni 10 minuti in orario di picco (06:30-09:00, 12:00-14:30 e 16:30-19:00) e una corsa ogni 15 minuti nel resto della giornata (dalle ore 9:00 alle ore 12:00, dalle ore 14:30 alle ore 16:30 dalle ore 19:00 alle ore 20:30), linea sospesa il sabato, la domenica e i giorni festivi

Nei parcheggi sopra elencati la sosta sarà gratuita per tutto l’intera giornata.

Tutte le modifiche introdotte sono a carattere sperimentale e saranno oggetto di puntuale verifica e monitoraggio. In caso se ne rilevasse la necessità, si provvederà ad intervenire rispetto ad eventuali criticità segnalate.

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Mons. Stefano Russo, segretario generale Cei: «Lavoriamo a un protocollo per le Messe». E sul 1° maggio: «Il lavoro è priorità umana e cristiana»

Ven, 01/05/2020 - 07:00

Nel giorno dell’Atto di affidamento dell’Italia a Maria, mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, riflette sul significato di questo gesto per la comunità ecclesiale e civile. Intervistato per i media della Cei dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, mons. Russo spiega la posizione dei Vescovi italiani riguardo alle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm, alla luce dell’invito del Papa alla prudenza e all’obbedienza, e illustra a che punto è l’interlocuzione con il governo per l’elaborazione del Protocollo per le celebrazioni eucaristiche. Infine, si sofferma sul valore della festa dei lavoratori, in un tempo in cui il mondo del lavoro è messo a dura prova dall’emergenza sanitaria, gettando uno sguardo al domani che chiama in causa la responsabilità di ciascuno.

Eccellenza, la Chiesa italiana affida il Paese a Maria. Qual è il significato di questo gesto?
È un affido che giunge dopo un periodo doloroso, in cui tante persone hanno vissuto nella preghiera questa fase così complicata e difficile. Maria è colei che si fida e si affida al Signore, crede nonostante tutto all’amore di Dio: vogliamo presentarci a Maria e affidare a lei questo tempo, le nostre passioni, la volontà di camminare con lei e come lei verso il Signore. È l’affido di tutte quelle persone che si sono spese per gli altri – pensiamo agli operatori della sanità -, di tante famiglie che vivono situazioni di sofferenza o hanno visto lutti. È l’affido anche del mondo del lavoro, tra i più colpiti: il 1° maggio è la memoria di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria. È un affido dell’intero nostro Paese.

Avverrà nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio. Perché la scelta è caduta proprio su questo Santuario?
La scelta ci è sembrata opportuna per due aspetti significativi: anzitutto perché si trova in Lombardia, Regione colpita dall’epidemia più di altre; poi perché, sorgendo in provincia di Bergamo e nella diocesi di Cremona, unisce due territori flagellati dal virus. Caravaggio, inoltre, è un Santuario riconosciuto da tutti i lombardi come punto di riferimento per la venerazione a Maria.

Nei giorni scorsi, papa Francesco ha invitato “alla prudenza e all’obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”. Le sue parole sono state interpretate da alcuni quasi come una presa di distanza rispetto alla posizione espressa dalla Cei nella nota in cui esprimeva il disappunto dei vescovi per il Dpcm.
Le parole del Santo Padre sono la cifra essenziale per il cammino da compiere da qui alle prossime settimane. In quelle parole non c’è contrapposizione con la Chiesa italiana: il Papa sostiene da sempre e con paternità il nostro agire. La Chiesa ha un’armonia polifonica, non contrapposta nelle sue voci, ma unita dalla comunione e dall’umanità. Non tenere conto della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni significherebbe essere ciechi e decontestualizzati rispetto al vissuto di tristezza e dolore con cui stiamo ancora facendo i conti. Nascono da questa passione per l’umanità anche le parole dei vescovi italiani. Nessuna fuga in avanti, dunque; né tanto meno irresponsabilità verso le regole o strappo istituzionale. Il confronto e il dialogo con le Istituzioni governative – anche in qualche passaggio dai toni forti – non è mai venuto meno, all’insegna di una reciproca stima.

A che punto è l’elaborazione del Protocollo per le celebrazioni eucaristiche?
Il dialogo con le Istituzioni governative è quotidiano e all’insegna di una collaborazione leale. Da lunedì avremo la possibilità di celebrare le esequie; stiamo lavorando da un paio di settimane su un Protocollo per le celebrazioni eucaristiche, che minimizzi quanto più possibile il rischio del contagio: preservare la salute di tutti deve essere un interesse primario.

Molti fedeli hanno sofferto per la mancanza di accesso ai sacramenti, invocando la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Che cosa dice loro?
Come Chiesa stiamo condividendo le limitazioni imposte a tutti dall’emergenza sanitaria. Abbiamo cercato di reagire moltiplicando proposte che hanno potuto contare sul supporto decisivo dei media e della rete. Mi auguro che questa sofferta privazione, come ogni digiuno ben motivato, alimenti il desiderio e sostenga anche l’attesa della celebrazione, di quel culto – che per chi crede – è sostegno a ogni forma di libertà. Allo stesso tempo, la Chiesa è presenza viva del Signore, che si incarna in coloro che accogliendo la sua Parola se ne fanno testimoni: le opere di carità e di prossimità in questo tempo si sono moltiplicate in modo straordinario. Il sito https://chiciseparera.chiesacattolica.it dà visibilità a molte di queste, espressione della vivacità delle comunità locali.

Il calo del PIL potrebbe far segnare un -15% nel 2020. Migliaia di posti di lavoro persi e attività commerciali chiuse saranno l’effetto sull’economia di una crisi sanitaria che cambierà la vita di molti italiani. Nella ricorrenza della festa dei lavoratori, che messaggio vuole dare la Chiesa italiana al Paese?
È un primo maggio difficile. La crisi sanitaria ha generato una crisi economica che si riverbera drammaticamente sul lavoro. Nulla sarà come prima, hanno scritto i vescovi italiani nel messaggio per il 1° maggio di quest’anno. Ascoltiamo il grido di dolore che si leva da tutto il territorio italiano, da ogni comparto produttivo, dai lavoratori autonomi, dagli stagionali, da coloro che subiscono la duplice vessazione del lavoro in nero e del caporalato. In quanti temono di non riaprire la loro attività, di non trovare più il proprio impiego, di sprofondare nella disoccupazione? Non manca chi approfitta di questa situazione per imporre salari indecorosi a chi, per necessità, accetta impieghi sfiancanti. Il lavoro è dignità, ricorda anche il Santo Padre. E quando la Chiesa parla del lavoro non descrive un principio astratto, ma parla degli uomini e delle donne che lavorano e lo fa perché è un dovere che le appartiene. Parlando agli operai dell’Ilva di Genova il Papa disse: “Il lavoro è una priorità umana. E pertanto è una priorità cristiana”.

La Chiesa e il lavoro, un legame che viene da lontano.
La spiritualità benedettina segue il motto “prega e lavora” e i Santi, a ben guardare, sono spesso dei grandi lavoratori. Non a caso ogni professione, ogni mestiere, ogni arte, ha un suo patrono. Non è solo devozione popolare, ma il segno di una prossimità autentica della Chiesa, risalente nel tempo, ai lavoratori tutti: oltre ad intervenire con aiuti materiali, si è anche pensato a un affidamento spirituale, una tutela integrale. E ancora, come non pensare che anche Gesù ha lavorato in bottega con Giuseppe? Avrà piallato e scalpellato; avrà sudato e si sarà ferito. Gesù conosceva la fatica e la preziosità del lavoro e per questo, come sottolinea la dottrina sociale della Chiesa, ne riconosce sempre il valore e l’importanza. Non poche delle sue parabole hanno a che fare con il mondo del lavoro: il seminatore, gli operai e la messe, i vignaioli, i talenti non fatti fruttare. Ai discepoli dice: “Vi farò pescatori di uomini”, così chiarendo che l’evangelizzazione non è automatica, ma è lo sforzo del pescatore di mettere la barca in acqua, l’attesa paziente, la fiducia nella raccolta della rete, il ricominciare ogni giorno.

Cosa succederà nei prossimi mesi? Come si risolleverà la società?
È nel “dopo” che si vedrà la tenuta della nostra società. Il futuro si fonderà sulla nostra capacità di “fare squadra”, partendo dagli ultimi, sulla solidarietà rispetto all’egoismo. Il dopoguerra in Italia per i nostri genitori fu un momento straordinario di ricostruzione collettiva: uscita dalle devastazioni e dalle privazioni del conflitto, la comunità si trovò coesa, pronta non solo a “fare”, ma a “fare insieme”. Inoltre, i cittadini erano accompagnati da aziende ben radicate sul territorio e dà garanzie reali sul fronte dello stato sociale. Oggi molte delle condizioni che c’erano allora non ci sono più: il lavoro è diventato flessibile, liquido, precario. Il contesto è poi reso instabile da una congiuntura che non ha eguali e che ha colpito forte proprio laddove qualcuno pensava risiedesse il punto di forza del sistema: la globalizzazione. È necessario ripensare le priorità e ridisegnare una nuova economia, rispettosa dell’uomo e del creato, sulle orme della Laudato Si’.

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Coronavirus in Veneto, per la prima volta dal 22 marzo i ricoverati non gravi in ospedale scendono sotto quota mille

Gio, 30/04/2020 - 20:51

Per la prima volte dopo settimane (esattamente dal 22 marzo scorso) i pazienti affetti da Covid-19, ricoverati in area non critica negli ospedali veneti – cioè nei reparti di malattie infettive o di pneumologia, ma non in terapia intensiva – scendono sotto quota mille.

Il bollettino della Regione Veneto, aggiornato alle ore 17 di venerdì 30 aprile, ne registra 990. Erano arrivati ad essere quasi il doppio, all’inizio di aprile. È un ulteriore passo avanti nella progressiva discesa verso il rientro dall’emergenza Coronavirus nella regione.

Ma anche quasi tutti gli altri dati sono discretamente confortanti. Per esempio quello delle terapie intensive, dove oggi sono ricoverate 110 persone. Per capire il trend in discesa basterà fare il confronto con il numero di degenti in rianimazione giusto un mese fa: il 1° aprile erano 348, più del triplo.

È ancora, invece, purtroppo pesante il numero dei decessi: negli ospedali, dal 21 febbraio scorso, se ne sono registrati 1.152 (cioè 18 in più di ieri alla stessa ora); altre 322 persone, in totale, sono venute a mancare per o con il Covid nelle case di riposo.

Importante è anche il dato relativo alle persone positive dopo il tampone: sono 146 più di ieri sera alla stessa ora. Ma il numero di tamponi effettuati resta molto alto, sopra quota 10mila; il che significa che continua a calare la percentuale di casi positivi riscontrati, ormai stabilmente sotto il 2% (in Lombardia, per fare un paragone, è ancora attorno al 5%). (G.M.)

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Niente mascherina se si lavora da soli in ufficio o se i contatti sono distanti. Tutte le norme del manuale per la riapertura dei luoghi di lavoro

Gio, 30/04/2020 - 19:03

Niente obbligo di mascherina se si lavora da soli in un ufficio o se le distanze con i colleghi di lavoro lo consentono. E solo facoltativa la misurazione della temperatura corporea prima di fare ingresso nella sede aziendale.

Sono due precisazioni “estensive” che connotano il nuovo manuale per la riapertura delle attività produttive stilato dalla Regione Veneto e frutto del confronto con le parti sociali.

Il manuale contiene tutte le indicazioni operative per la fase 2 nei luoghi di lavoro non sanitaria: dall’individuazione del Covid manager al piano d’intervento in caso di emergenza, dalla pulizia dei locali a quella delle macchine e attrezzature di uffici e stabilimenti, dalle regole di uso degli spazi, compreso i servizi igienici, alle norme di igiene personale.

Già otto imprese del Padovano, per un totale di 1200 addetti – precisa l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – hanno testato questo protocollo e il tampone fatto su tutti i lavoratori ha scovato solo lo 0,4% di positivi. Un dato sufficiente – commenta Lanzarin – per dire che un codice di comportamento come quello individuato garantisce sicirezza nei luoghi di lavoro.

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Ulss 3, da lunedì si entra in ospedale solo su prenotazione (tranne le urgenze). Anche i prelievi di sangue solo per chi si è prenotato

Gio, 30/04/2020 - 18:35

“Lunedì 4 maggio non arrivate in massa in Ospedale perché in Ospedale si viene con prudenza e, soprattutto, se esiste una motivazione”: è l’appello che il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben ha lanciato oggi, giovedì 30 aprile, al consueto punto stampa settimanale in cui l’argomento riguardava la riattivazione graduale delle strutture sanitarie.

“La situazione, per quanto riguarda il virus, sembra stabilizzata – ha aggiunto il DG – per cui possiamo pensare ad una ripartenza delle attività sanitarie normali nei nostri Ospedali, come da indicazione regionale; ma va evidenziato che il virus non è sparito, c’è ancora, pertanto la buona riuscita della ripartenza dipenderà molto dal comportamento dei cittadini, che invito sempre a seguire le normative. Non dobbiamo abbassare la guardia proprio ora, se ognuno di noi farà la propria parte con attenzione e prudenza, sarà una vera ripartenza senza intoppi”.

Il piano della ripartenza. Sarà una ripartenza graduale per le attività dei Centri Prelievi, le Visite ambulatoriali specialistiche, i Ricoveri, le Attività chirurgiche, i Servizi sociosanitari.

L’accesso alle strutture, sia ospedaliere che distrettuali, sarà consentito solo con la mascherina, l’igienizzazione delle mani, la rilevatura della temperatura e con una motivazione valida, cioè una prenotazione.

Si rimane all’interno della struttura ospedaliera solo il tempo necessario per eseguire una visita o un esame, non sarà consentito per altri motivi. L’accesso, inoltre, avverrà solo su prenotazione (tranne per le urgenze-emergenze). E’ cambiato, infatti, il modo di entrare in Ospedale: prima c’era il libero accesso, ora non più, anche perché l’Ospedale è il luogo meno adatto dove stare senza una motivazione valida.

In queste ore, i medici di medicina generale stanno rivalutando l’appropriatezza delle prestazioni che avevano prescritto prima della emergenza e che, poi, proprio per l’emergenza da Coronavirus, erano state temporaneamente congelate. A partire da questa rivalutazione, i servizi della Ulss 3 stanno riprogrammando visite ed esami, chiamando gli utenti.

La prenotazione solo telefonica. In questa fase, senza una prenotazione non si entra in Ospedale e la prenotazione non si effettua fisicamente agli sportelli del CUP (Centro Unico di Prenotazione), bensì telefonando al Call Center, ai numeri che la popolazione conosce già, divisi per Distretto (Venezia-Mestre, Mirano-Dolo e Chioggia).
· Ospedali Venezia Mestre: 041.8897908
· Ospedali Mirano Dolo: 041.5103520
· Ospedale Chioggia: 848800997

La prenotazione è necessaria anche per i Prelievi, anche là dove erano effettuati su libero accesso. Sia per le sedi ospedaliere che per le sedi distrettuali, per la prenotazione si telefona ai Call Center. E’ possibile prenotare il prelievo anche con la App Zerocoda.

Gli accessi. Gli accessi in Ospedale sono stati normati. Ogni Ospedale avrà un solo ingresso, per permettere l’effettuazione delle necessarie operazioni di controllo.
· Pronto Soccorso: obbligo dei dispositivi di protezione individuale, pre-triage dove si individua quale percorso deve effettuare l’utente in base ai sintomi (percorso normale o percorso Covid).
· Ricoveri: Prima di accedere al ricovero, viene effettuato un tampone nei giorni precedenti ed, eventualmente, anche un Rx al torace.
· Attività chirurgica. Gli interventi chirurgici cominciano dal 4 maggio (tranne che per l’Ospedale di Dolo). Prima di eseguire l’intervento, la persona viene sottoposta al tampone e, in caso di positività, si rivaluta l’indicazione all’intervento.
Ospedale di Dolo. Anche nell’Ospedale di Dolo, gradualmente, a partire dal 4 maggio, riprendono l’attività specialistica, quella di radiologia e quella dell’area medica in spazi dedicati. Si evidenzia, infine, che in ogni Ospedale sarà presente un’area Covid e dei percorsi sicuri e dedicati per i malati di Coronavirus.

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Esequie, ecco come: la Nota della Cei

Gio, 30/04/2020 - 18:18
Riportiamo la nota complementare della CEI alle disposizioni e chiarificazioni del Ministero dell’Interno sulla celebrazione delle esequie.

 

 

Alcune misure cui ottemperare con cura nel rispetto della normativa sanitaria per la celebrazione delle esequie:

Prima dell’accesso in chiesa dei partecipanti alle esequie funebri, sia garantita da un addetto alla sicurezza la misurazione della temperatura corporea, attraverso un termometro digitale o un termo-scanner. Questa disposizione è richiesta anche per le celebrazioni all’aperto. Venga bloccato l’accesso a chi risulti avere una temperatura corporea superiore ai 37,5°C.

Vista la possibilità di celebrare le esequie anche con la Santa Messa, nel momento della distribuzione della Comunione eucaristica si evitino spostamenti. Sia il celebrante a recarsi ai posti, dove i fedeli – al massimo quindici – sono disposti nel rispetto della distanza sanitaria.

Il sacerdote indossi la mascherina, avendo cura di coprirsi adeguatamente naso e bocca, e mantenga a sua volta un’adeguata distanza di sicurezza.

La distribuzione dell’Eucarestia avvenga dopo che il celebrante abbia curato l’igiene delle proprie mani; lo stesso abbia cura di offrire l’ostia porgendola sulle mani dei fedeli, senza venire a contatto fisico con esse.

Per quanto concerne la sanificazione, la chiesa sia igienizzata regolarmente, mediante pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica.

Al termine di ogni celebrazione si dovrà favorire il ricambio dell’aria.

Ove siano presenti spazi idonei, contigui alla chiesa, si prenda in considerazione la possibilità di celebrare le esequie all’aperto, con il rispetto delle distanze di sicurezza e delle altre indicazioni sopra disposte.

Si consideri anche l’ipotesi di celebrare le esequie funebri all’aperto nelle aree cimiteriali ove vi sia la possibilità di mantenere un adeguato distanziamento fisico.

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Murano, invito a bambini e ragazzi nel mese di maggio: «Realizzate un disegno della Madonna o create un rosario». Alla fine una mostra

Gio, 30/04/2020 - 16:04

Preghiera e creatività, pensando alla Madonna. È con questi obiettivi – oltre a quello di rafforzare i contatti all’interno della comunità cristiana, in questo tempo di emergenza Covid-19 – che la Collaborazione pastorale di Murano lancia una proposta.

Questa: di disegnare Maria, madre di Gesù, o di creare un rosario. L’iniziativa è aperta a tutti i bambini e ragazzi dell’iniziazione cristiana e si tiene nel mese di maggio, dedicato alla Vergine sotto la cui protezione è l’isola stessa, dato che la chiesa madre di Murano è dedicata proprio alla Madonna Assunta.

Tutti i partecipanti potranno inviare una foto del proprio disegno (si invita ad una raffigurazione creata con sensibilità e originalità) o del rosario (da realizzare con ogni tecnica) ai rispettivi catechisti.

Al termine del mese mariano la Collaborazione muranese organizzerà – restrizioni permettendo – una esposizione di tutti gli elaborati.

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Fase 2, Zaia: usare le scuole superiori vuote per ospitare i bambini piccoli quando i genitori sono al lavoro

Gio, 30/04/2020 - 13:41

Le scuole superiori sono chiuse e vuote fino a settembre? «Apriamole per ospitarci i bambini da zero anni in su, che hanno bisogno di assistenza, e così frazioniamo le presenze di ogni gruppo, riducendo i rischi».

È la proposta che il Governatore del Veneto, Luca Zaia, fa durante il quotidiano incontro di aggiornamento sulla lotta al Coronavirus. Il problema – rileva Zaia – è che dal 4 maggio, riaprendo molti posti di lavoro, i lavoratori che sono anche genitori di figli piccoli si trovano in difficoltà. «L’abbiamo detto più volte al Governo – afferma Zaia – come presidenti delle Regioni: bisogna trovare una soluzione per accudire i minori. Riaprire le scuole si può, anche con modalità innovative. Bisogna però che il ministro dell’Istruzione si esprima».

E comunque il problema non termina con maggio: «Ci sono Grest parrocchiali – continua il presidente del Veneto – e centri estivi, luoghi privati dove si portano i bambini, scuole dell’infanzia che ci hanno dato disponibilità a rimanere aperte d’estate…». Come dire che le soluzioni ci sono.

«I bambini – conclude Zaia – si infettano in misura infinitesimale rispetto agli adulti, per cui riportarli a scuola non mi pare un problema. E un sostegno economico alle famiglie, perché possano reggere i costi dell’assistenza ai loro figli piccoli, va dato».

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Incontri digitali: le video chiamate del Patriarca Francesco

Gio, 30/04/2020 - 11:18

In questi ultimi due mesi, ad eccezione delle celebrazioni trasmesse in diretta televisiva e streaming, il Patriarca Francesco ha interrotto la visita alle parrocchie e alle altre realtà aggregative della Diocesi. Ma non si è fermato l’impegno per cercare di continuare un dialogo e un continuo contatto con la vita delle comunità.

Oltre ai diversi video messaggio (presto in arrivo altri due: uno per i bambini che non hanno potuto celebrare le Prime Comunioni e uno per i ragazzi che si stanno preparando alla Confermazione) il Patriarca sta vivendo momenti di confronto e condivisione attraverso delle video chiamate. Ne condividiamo alcune, segno della vivace attività degli ultimi giorni.

Sabato sera, 25 aprile, si è soffermato in dialogo con i ragazzi del reparto del gruppo scout Mira 1.

Martedì scorso invece si e’ collegato con gli universitari e giovani lavoratori della collaborazione pastorale di Favaro Veneto, insieme al loro cappellano, don Massimiliano Causin.

Per discutere dei temi e delle problematiche del lavoro e delle imprese il Patriarca si è soffermato nei giorni scorsi a condividere delle riflessioni anche con il segretario generale di Unioncamere del Veneto, il dott. Roberto Crosta, che è anche Presidente della nuova Fondazione Marcianum, insieme anche al presidente di Unioncamere Mario Pozza che è anche presidente della  Camera di Commercio di Treviso.

 

Non sono mancati due gruppi di ministranti che hanno deciso di salutare il Patriarca insieme. Sono chierichetti delle parrocchie dei Santi Gervasio e Protasio di Carpenedo, Mestre, e di San Pietro in Bosco di Oriago, che da anni collaborano insieme anche per la preparazione del campo estivo e del campo invernale presso la Malga dei Faggi, a Gosaldo Agordino.

Infine ieri sera, mercoledì 29 aprile, il Patriarca ha dialogato con il gruppo sposi e famiglie della parrocchia di San Marco Evangelista di Mestre, alla presenza del parroco don Andrea Volpato.

A questi appuntamenti aggiungiamo anche quello con i  ragazzi della comunità giovanile del Seminario.

Marco Zane

 

 

 

 

 

 

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Favaro, 200mila euro per la manutenzione della casa-albergo dei funzionari della Guardia di Finanza

Gio, 30/04/2020 - 09:37

La Giunta comunale di Venezia stanzia 200mila euro per la sistemazione della casa-albergo in via Triestina, destinata ai funzionari della Guardia di Finanza di Favaro.

«I lavori – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto – dureranno cinque mesi, inizieranno nel corso dell’estate e riguarderanno la rimessa in funzione della rete antincendio; l’eliminazione delle infiltrazioni meteoriche con la sostituzione delle vetrate in metallo al piano seminterrato/terra; la sostituzione dei serramenti vetusti presenti in corrispondenza dei pianerottoli della scala; la rimozione e sostituzione delle piastrelle del rivestimento del locale lavanderia al piano interrato. Sono inoltre in programma interventi nei bagni che generano perdite d’acqua nelle porzioni di corridoio corrispondente, oltre alla sostituzione di rubinetteria e lavabi crepati, l’eliminazione di alcune crepe interne, la riparazione di gradini della scala in marmo, l’eliminazione di infiltrazioni meteoriche dalla copertura per mezzo del rifacimento dell’impermeabilizzazione e coibentazione del tetto, la rimozione di porzione del pluviale al piano terra. Infine, si provvederà alla tinteggiatura, alla manutenzione dei due ascensori e alla verifica degli impianti in particolar modo per quanto riguarda la centrale termica. Tutti interventi che mirano a garantire il comfort abitativo dei 42 singoli monolocali».

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