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Apre il Salone Nautico. Brugnaro: Venezia riparte

Ven, 28/05/2021 - 20:00

Un simbolo tangibile della città che rinasce. Così il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro definisce il Salone Nautico, alla vigilia della sua apertura all’Arsenale: «Una ripartenza dalle proprie tradizioni che incarna un messaggio positivo soprattutto per tutti quei quei settori – sottolinea il primo cittadino – che sono stati duramente colpiti dalle ripercussioni della pandemia».

Sindaco, il Salone Nautico, insieme alla Biennale Architettura: saranno questi i due grandi eventi con cui la città di Venezia aprirà una nuova fase, lasciandosi alle spalle le dolorose chiusure dovute alla pandemia. Quale ruolo potrà giocare il Salone in particolare nella ripartenza e nel veicolare proposte attrattive per i visitatori e per gli operatori economici?

Venezia riparte. Dopo i mesi bui che abbiamo alle spalle, finalmente un raggio di speranza che da Venezia deve irradiarsi in tutto il mondo. Nell’anno in cui Venezia celebra i 1600 anni dalla Fondazione, abbiamo avuto il coraggio di credere nella ripartenza e di non fermare la macchina organizzativa. Ecco quindi come la Biennale e, ancor più, il Salone Nautico sono diventati simboli tangibili di una Città che rinasce. Una ripartenza dalle proprie tradizioni che incarna un messaggio positivo soprattutto per tutti quei quei settori che sono stati duramente colpiti dalle ripercussioni della pandemia. Già nel 2019 lo slogan pensato per la prima edizione del Salone Nautico rappresentava il nostro obiettivo. Con “l’arte navale torna a casa” si voleva lanciare un chiaro messaggio non solo agli operatori economici, ma soprattutto a tutto il popolo del mare. A Venezia, la culla di quella Repubblica Serenissima che influenzò il mondo intero, si è tornato a parlare di nautica. Venezia è tornata protagonista.

 

 

C’è molta attesa per conoscere le proposte più innovative, in termini di ecosostenibilità, del Salone Nautico. Innovazione e sostenibilità possono essere considerate tra gli elementi più distintivi del Salone veneziano?

Abbiamo appena parlato di una Venezia che ha voglia di tornare ad essere protagonista dopo decenni in cui si era preferito investire in “decrescita felice” piuttosto che in sviluppo e non si erano gettate basi solide per pensare ad una Città che fosse in grado di competere con un’economia sempre più globalizzata. Venezia è tornata a credere nelle sue potenzialità e, giorno dopo giorno, sta diventando la più antica città del futuro. Il Salone Nautico rientra a pieno titolo in questo percorso, tanto che non solo ha ottenuto la certificazione di “evento sostenibile” ma un’ampia area della mostra è stata denominata E-village e sarà dedicata all’ecosostenibilità. Tra le sue 220 barche di oltre 160 aziende vedremo quindi esposte anche quelle con propulsioni ibride, elettriche e innovative. Un Salone che dovrà essere al passo con l’innovazione ma soprattutto che sia veicolo di promozione di un nuovo modo di concepire la nautica, soprattutto quella del trasporto locale pubblico che a Venezia rappresenta un tassello fondamentale della vita cittadina.

Appuntamento quindi al 29 maggio?

Certo. L’invito è esteso a tutti: venite al Salone, lasciatevi rapire dalla magnificenza dell’Arsenale e dallo spettacolo di imbarcazioni esposte. Saranno giorni di mostre, eventi, dibattiti, ma soprattutto di festa durante i quali torneremo a sorridere assieme a tutti coloro che ci hanno creduto e si sono impegnati per realizzarlo. Rimarrete stupiti. E ricordate che chi tocca il mare, tocca il mondo. (GV)

Nel nuovo numero di Gente Veneta, in edicola da oggi, lo speciale di 16 pagine sul Salone Nautico

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Bando da 150 mila euro per contributi a Grest e centri estivi. Lo promuove Banca Prealpi SanBiagio

Ven, 28/05/2021 - 16:22

Bando da 150 mila euro per l’assegnazione di contributi liberali per l’organizzazione di Grest e centri estivi. Lo promuove Banca Prealpi SanBiagio, la Banca di credito cooperativo con sede a Tarzo, nel cuore delle Prealpi Trevigiane e che può essere richiesto da tutti gli enti (scuole paritarie, sia dell’infanzia che di primo grado, parrocchie e Comuni) ricompresi nei territori di competenza di Banca Prealpi SanBiagio, quindi nelle province di Venezia, Treviso, Belluno e Padova in Veneto e nelle province di Pordenone e Udine in Friuli Venezia-Giulia.

Il bando è reso possibile dall’accantonamento di 2,2 milioni di euro (+10% rispetto al 2019) per le attività di beneficienza che l’assemblea ha approvato a maggio di quest’anno, derivanti da un utile consolidato d’esercizio di 18,3 milioni nel 2020.

«In questa fase – spiega il presidente di Banca Prealpi SanBiagio, Carlo Antiga – è fondamentale che bambini e ragazzi recuperino la socialità ‘in presenza’, dopo tanti mesi di isolamento che hanno stravolto l’abitudine alla convivenza, le normali dinamiche di confronto e hanno penalizzato lo svolgimento dell’attività didattica. Con questo bando la Banca vuole dare un sostegno concreto alle famiglie e manifestare la propria vicinanza ai soggetti promotori di Grest e centri estivi, affinché si sentano riconosciuti e motivati nel proseguire il loro impegno sociale a favore di tutta la comunità. Ci tengo a sottolineare che questa iniziativa si sviluppa in continuità con tutte le attività che l’Istituto, da molti anni, sta portando avanti in favore dei giovani e della loro formazione, che spaziano dalla collaborazione con le scuole per l’ampliamento della offerta formativa e l’acquisto di attrezzature per la didattica, al regalo dei kit di cancelleria, all’educazione etica e finanziaria attuata attraverso la collana di fumetti Alex Dream”.

Chi fosse interessato a partecipare al bando può recarsi presso la filiale più vicina e attivare la richiesta.
È possibile anche compilare la modulistica in questa sezione: https://www.bancaprealpisanbiagio.it/territorio/contributi/

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Mestre: nella parrocchia della SS. Trinità nasce l’associazione “Insieme si può fare molto”. In vista anche la rinascita della sagra

Ven, 28/05/2021 - 15:10

“Insieme si può fare molto” è il nome della nuova associazione che nascerà ufficialmente sabato 29 maggio nella parrocchia della SS. Trinità a Mestre.

Sabato, alle 19, al termine della Messa, nel parco della parrocchia si terrà la presentazione dell’associazione, affiliata alla galassia del Noi, e ci sarà l’illustrazione del programma annuale.

Eventi di comunità, corsi extra-scolastici, incontri a tema, attività didattiche: ecco alcune iniziative che la neonata associazione si prefigge di realizzare. Inoltre, c’è l’idea di recuperare la sagra della SS. Trinità, che da anni non si fa più.

Il primo evento che realizzerà “Insieme si può fare molto” sarà il pranzo, domenica 30, alle ore 12.30, in occasione proprio della festa SS. Trinità, con già 120 adesioni garantite.

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Verbezia: a Cavallino-Treporti si coltivano piante e fiori (insoliti) da mangiare

Ven, 28/05/2021 - 13:47

La coclearia con i suoi principi attivi, come l’acido ascorbico, utilizzata anticamente dai marinai per le sue caratteristiche che si avvicinano al prezzemolo ma molto più forti e ricche di vitamina c. Il tagete liquirizia che, una volta assaggiato, sbalordisce per il suo sapore deciso di liquirizia. Il finocchietto nero, simile al cugino verde ma maggiormente aromatico. La carota baby, la melanzana verde e il pisello blu che lasciato in ammollo nell’acqua, rilascia il colore blu.

Sono più di trenta varietà di erbe, piante e fiori, perlopiù insoliti e tutti commestibili. Sono il fiore all’occhiello e l’originalità dell’azienda agricola di Fabrizio Bozzato, a Cavallino-Treporti.

A seguirne la produzione è Marco, 31 anni, figlio di Fabrizio. Apre i teli di una serra di 1000 metri quadri e lì si apre un mondo, quello di Verbezia, il nome dell’azienda agricola, che oltre alle tradizionali verdure di stagione, dà spazio ad un progetto ambizioso, pensato e realizzato da Marco, che lo segue da sei anni.

A prima vista si è attratti dai colori più variopinti di erbe e fiori, poi a prendere il sopravvento sono l’olfatto e il gusto inebriati da sapori intensi che lasciano senza parole. Tutto è ordinatissimo e su ogni cespuglio c’è una storia da ascoltare.

«Alcune erbe sono perenni, altre stagionali – spiega Marco Bozzato – ma ogni singola pianta nasce da seme, bulbo o talea che ho coltivato in azienda. Sono il risultato di continue prove, fallimenti, studi e sperimentazione. Cercavo un modo per far apprezzare i nostri ortaggi, spesso sottopagati, amo la mia azienda e volevo trovare il modo di garantirmi un futuro. Mi sono dapprima appassionato alla ricerca di varietà diverse, curiose e saporite, come la patata viola e quella rosa, la zucchina tonda; portavo le mie produzioni ai cuochi a Jesolo e Venezia e sono stati loro per primi a stimolarmi e a spingermi a esplorare e coltivare il potere delle erbe preziose in cucina».

Il progetto di Marco Bozzato è tra i candidati al concorso Oscar Green di Coldiretti dedicato ai giovani che operano in agricoltura.

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Covid in Veneto: nell’ultimo mese ridotte del 70% le persone ricoverate. Quasi raddoppiati (a 908mila) i cittadini che hanno ricevuto le due dosi

Ven, 28/05/2021 - 13:11

Nell’ultimo mese si sono ridotti di quasi il 70% i posti letto occupati, negli ospedali del Veneto, a causa del Covid. Oggi sono 308, nei reparti di medicina, malattie infettive e pneumologia, ma erano 978 un mese fa, il 28 aprile.

E oggi ci sono ancora 57 persone in terapia intensiva contro le 170 di un mese fa.

Sono due dei dati confortanti che escono dal confronto fra il bollettino odierno e quello di trenta giorni fa, redatti dall’Azienda Zero.

Gli effetti più gravi della pandemia vanno sensibilmente scemando. La pressione sugli ospedali si riduce: nel Veneziano il nosocomio che registra il maggior numero di ricoverati per Covid è quello du Dolo, con 31 persone. Ma erano 93 un mese prima. All’Angelo di Mestre sono 6 (ed erano 27), a Venezia 8 (ed erano 30), a Jesolo 17 (ed erano 52).

I buoni risultati si devono anche alla campagna di vaccinazioni che procede. I veneti che hanno completato il ciclo vaccinale sono 908mila (il 18% della popolazione) quasi raddoppiando il dato di un mese fa, quando erano 480mila.

I cittadini che hanno ricevuto la prima dose ora sono, secondo i dati regionali, 1 milione 785mila (il 36,5% della popolazione), mentre quattro settimane fa erano 1 milione e 60mila.

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Salone nautico, arriva la prima barca a idrogeno per trasporto passeggeri. Ma la legge italiana è lenta e non la lascia navigare

Ven, 28/05/2021 - 12:29

Tutto è pronto, ma la legge italiana non se n’è ancora accorta. La barca a idrogeno, capace di garantire comfort ed emissioni zero – l’unica sostanza emessa è vapor acqueo – è realizzata ma non può viaggiare.

Intanto però la si potrà vedere al Salone nautico di Venezia, che apre sabato 29 e rimane visitabile fino al 6 giugno.

Hepic, così si chiama l’imbarcazione, è un caso di eccellenza a livello internazionale per il trasporto pubblico di linea per passeggeri in acque interne.

In realtà è totalmente elettrica dal punto di vista propulsivo, nel senso che è dotata di un motore elettrico e di altri sistemi elettronici che controllano la potenza sull’asse dell’elica per generare il moto. La novità essenziale è che può ricaricare le proprie batterie di bordo sia durante la navigazione, combinando l’idrogeno all’ossigeno all’interno della cella a combustibile, sia da una colonnina elettrica di rifornimento a terra.

L’idrogeno, inoltre, consente fino a cinque volte la densità di energia delle batterie agli ioni di litio; quindi garantisce un maggior numero di ore di navigazione senza la necessità di ricariche intermedie.

A Venezia c’era stato solo un prototipo in passato, “Accadue”, creato per testare il funzionamento delle celle a idrogeno, ma il mezzo era di ridotte dimensioni e trasportava solo il comandante. Insomma, non era un mezzo reale come quelli comunemente impiegati per il trasporto pubblico passeggeri. Hepic invece lo è.

Alilaguna ha sostenuto e portato a compimento l’opera e con Hepic può mettere in acqua un’imbarcazione in grado di operare quotidianamente alla stessa stregua di quelle convenzionali a propulsione termica, ma con una tecnologia nuova ed eco-sostenibile come quella a Fuel Cell a idrogeno.

Il guaio è che la normativa italiana che regola il trasporto pubblico passeggeri in acque interne non contempla ancora possibilità tecnologiche come la barca a idrogeno.

E anche a livello europeo non esiste un quadro regolatorio uniforme e condiviso tra i paesi alla stregua, ad esempio, di quello per le automobili.

I tempi per l’introduzione di questo natante, perciò, rischiano di diventare irragionevolmente lunghi. Per questa ragione, da più parti, si fa presente l’urgenza di sbloccare la normativa sulla omologazione di questi mezzi e di sostenere con investimenti pubblici lo sviluppo di un mercato anche nel settore della navigazione interna, pensando anche alle infrastrutture di distribuzione e rifornimento dell’idrogeno. (G.M.)

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Torna la festa di Dorsoduro, con i giochi in campo per i bambini

Ven, 28/05/2021 - 07:50

Un’edizione 2021 che segna un ritorno alle origini, quando la festa consisteva soltanto in una serie di giochi per bambini. “Venezia, uno spazio da vivere assieme” quest’anno – causa Covid – ripartirà proprio da loro, i più piccoli, a cui saranno dedicate due giornate all’insegna della spensieratezza che prenderanno vita il 29 e 30 maggio in campo dell’Angelo Raffaele.
Ad organizzare l’iniziativa, ormai un appuntamento fisso dal 1999, l’associazione “Viviamo Venezia”, già gruppo d’animazione sociale che faceva capo alle realtà parrocchiali di San Nicolò dei Mendicoli, Angelo Raffaele, Carmini, San Trovaso e Gesuati.

Costituitasi nel 2006, oggi l’associazione conta una trentina di membri, impegnati nelle seguenti finalità: far crescere le relazioni umane, informare i cittadini sui grandi temi che riguardano la nostra società e renderli protagonisti di ciò che accade nel centro storico lagunare. Seppur rivista per via delle normative vigenti, costretta a rinunciare ai tradizionali stand gastronomici e alla musica, la festa sarà l’occasione per ritrovare un pizzico di normalità dopo il periodo particolarmente complicato. Momento clou, sabato alle 16, l’esposizione dei disegni realizzati dai bimbi di alcune scuole elementari veneziane, dal titolo “A spasso nella mia città”.

«Ogni anno lanciamo un tema – illustra il presidente di “Viviamo Venezia”, Corrado Claut – poi gli istituti scolastici lo sviluppano attraverso disegni e plastici. Stavolta l’adesione è stata particolarmente sentita: con la pandemia, forse si è sentito il bisogno di nuovi stimoli e idee da sviluppare». Seguiranno una serie di attività ludiche a cura degli Scout Venezia 6 e la premiazione (alle 18) delle creazioni artistiche dei giovani partecipanti. Mentre domenica, alle 11, sarà la volta della Messa in campazzo San Sebastiano e, alle 16.30, della compagnia teatrale Sempre Pronti che intratterrà il pubblico con uno spettacolo di marionette.
Marta Gasparon

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Agricoltura: un maggio autunnale ha fatto perdere, nel Veneziano, il 50% degli asparagi (e mette in crisi mais e frumento)

Gio, 27/05/2021 - 17:01

Mese di maggio autunnale come non si ricorda a memoria d’uomo, freddo notturno e piogge intense e frequenti mettono a rischio le colture primaverili ed invernali. Oltre il 50% del raccolto di asparagi verdi è andato perduto insieme a circa il 30% di quello di asparagi bianchi. Faticano anche mais e frumento a causa del clima troppo freddo e umido, in ritardo la semina della soia. E nel veneziano soffrono anche i vigneti che, dopo il gelo e la grandine di aprile, presentano un grave ritardo nella fioritura soprattutto della glera (la bacca del Prosecco) largamente coltivata.

«Mio padre dice che non si ricorda una primavera così fredda, senza pause di tepore e di sole – sottolinea amaramente Giuliano Scattolin, agricoltore di Scorzé. – La coltura degli asparagi dura dai primi di aprile fino a maggio e quest’anno il meteo è stato così inclemente che abbiamo perso oltre il 50% degli asparagi verdi: temperature notturne bassissime, troppi sbalzi tra notte e giorno e soprattutto molta pioggia e poco sole hanno reso difficile la maturazione delle piante. Si sono salvati un po’ gli asparagi bianchi, per i quali le perdite si attestano attorno al 30%, perché il metodo di coltivazione prevede che la pianta cresca dentro una cumulo di terra (baulatura) ricoperta da un telo nero per impedire l’effetto della fotosintesi ed in questo modo si è riuscito a limitare in parte i danni della pioggia e del freddo”

Il gelo del 7 e dell’8 aprile ha danneggiato in prevalenza la varietà Glera – Prosecco e la Glera igt. Le gemme danneggiate, e di conseguenza la riduzione media si può stimare tra il 20-30% con delle punte nelle aree più umide che arrivano fino all’80%. Lievi danni si possono notare anche sul Pinot grigio e le altre varietà. “Anche nella primavera del 2017 si era verificata una gelata, ma a memoria d’uomo non si hanno ricordi di un danno così diffuso anche nelle zone litorali normalmente mitigate dalla presenza del mare – precisa Roberto Ciani Bassetti, presidente della sezione vitivinilcoltura di Confagricoltura Venezia. – Si sono verificate quattro grandinate: hanno colpito principalmente la zona nord della provincia, San Stino di Livenza, Portogruaro, Caorle, causando danni ai vigneti per un 20-30% dove sono arrivate miste alla pioggia e anche del 100% dove è arrivata la grandine secca. Ad aggravare la situazione poi si è aggiunto l’andamento climatico di maggio che, con piogge frequentissime e temperature basse, sta ritardando, il ciclo vegetativo/produttivo delle piante. Le fioriture della Glera atta a Prosecco, e della Glera sono in ritardo di una decina di giorni, quelle del Pinot grigio e delle altre varietà presentano un ritardo anche maggiore”.

In sofferenza anche il mais e il frumento che hanno bisogno di temperature più alte e stabili e di poca pioggia, in ritardo la semina della soia. “L’andamento di quest’anno ricorda il 2019 – conclude il presidente di Confagricoltura Venezia, Marco Aurelio Pasti – ma quello che preoccupa è l’alternarsi di lunghi periodi di siccità a cui succedono periodi con eccessi di precipitazioni: il passaggio repentino da una situazione all’altra non lascia il tempo alle colture di adattarsi. Nel 2019 a giugno, nel giro di una settimana, si passò da 15 a 35 gradi, con vento caldo e secco che cementificò i terreni destrutturati dall’eccessiva piovosità di aprile e maggio. Al momento registriamo un ritardo di circa 7-10 giorni nello sviluppo delle colture, ma la stagione è ancora agli inizi e molto dipenderà dal meteo di giugno, luglio e agosto. Certo le scorte globali sono ai minimi per il mais e un andamento meteo avverso Europa, USA o Cina potrebbe portare ad un’ulteriore impennata dei prezzi”.

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Frecce tricolori su Venezia: sarà sabato 29, per l’apertura del Salone nautico

Gio, 27/05/2021 - 16:41

Sabato 29 maggio la Pattuglia Acrobatica Nazionale dell’Aeronautica Militare stenderà il tricolore sull’Arsenale di Venezia in occasione dell’apertura del Salone Nautico 2021.

Il sorvolo delle Frecce Tricolori sulla città lagunare è previsto per sabato 29 maggio e sarà anticipato da una prova domani, venerdì 28 maggio, da parte di due velivoli della Pattuglia Acrobatica Nazionale. L’evento vuole ancora una volta sottolineare le eccellenze del Made in Italy in un momento storico in cui gradualmente il Paese sta ripartendo dando un nuovo slancio alle attività economiche, culturali e sociali da tempo limitate a causa della pandemia.

“La Pattuglia Acrobatica Nazionale ha tra i propri compiti quello di rappresentare la capacità di fare squadra dell’Aeronautica Militare e di tutte le Forze Armate” ha detto il Comandante delle Frecce Tricolori, Tenente Colonnello Gaetano Farina in vista dell’evento. “Siamo particolarmente orgogliosi di prendere parte a questo evento internazionale e di poter rappresentare il Paese in questo particolare momento di sentito e concreto rilancio, frutto di un impegno corale di tutto il Paese”.

“Grazie alle Frecce Tricolori che, con il loro sorvolo non solo omaggiano il Salone Nautico e Venezia ma saranno il simbolo tangibile di una Città che vuole tornare a vivere e ad accogliere tutti coloro che desiderano venire a visitarla perché l’hanno nel cuore”, ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro. “Vedere la scia Tricolore nel cielo sopra l’Arsenale sarà un’emozione unica e un grande riconoscimento ad una mostra che celebra il popolo del mare e una tradizione millenaria che oggi punta all’innovazione e alla sostenibilità. Grazie ancora a tutti voi e al vostro bellissimo gesto”.

Il passaggio in volo dei velivoli delle Frecce Tricolori sul capoluogo veneto si inserisce nelle più ampie celebrazioni del 2021 per i 1600 anni di Venezia. Un 2021 ricco di ricorrenze anche per l’Aeronautica Militare: proprio quest’anno infatti la Pattuglia Acrobatica Nazionale festeggia il 60° anniversario della sua costituzione.

I velivoli MB339PAN delle Frecce Tricolori voleranno per la prima volta in un evento ufficiale con delle nuove livree celebrative, realizzate sugli impennaggi di coda e sui lati della fusoliera, che richiamano gli emblemi e le denominazioni delle Pattuglie dei diversi Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare che negli anni ’50 si alternarono nel compito di rappresentanza poi assegnato al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori”, costituito sull’aeroporto di Rivolto (UD).

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Actv, ecco le integrazioni alle corse del tram nel fine settimana

Gio, 27/05/2021 - 16:34

AVM/Actv informa che, da venerdì 28 maggio, il servizio tranviario serale delle linee T1 e T2 nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi viene integrato con nuove corse come di seguito indicato:

Linea T1
venerdì e sabato (feriali) – da Favaro per Venezia dalle ore 19:04 alle ore 23:04 corse ai minuti 04, 19, 34 e 49 | da Venezia per Favaro dalle ore 19:49 alle ore 23:49 corse ai minuti 04, 19, 34 e 49 | da Mestre Centro per Favaro corse alle ore 21:45, 22:05 e 22:25
domenica e festivi – da Favaro per Venezia dalle ore 19:09 alle ore 23:09 corse ai minuti 09, 29 e 49 | da Venezia per Favaro dalle ore 19:14 alle ore 23:54 corse ai minuti 14, 34 e 54 | da Mestre Centro per Favaro corse alle ore 22:05 e 22:35

Linea T2
venerdì e sabato (feriali) – da Mestre Centro per Marghera dalle ore 19:30 alle ore 21:30 corse ai minuti 10, 30 e 50 | da Marghera per Mestre Centro dalle ore 20:00 alle ore 22:00 corse ai minuti 00, 20 e 40
domenica e festivi – da Mestre Centro per Marghera dalle ore 19:10 alle ore 21:40 corse ai minuti 10 e 40 | da Marghera per Mestre Centro dalle ore 19:10 alle ore 22:10 ai minuti 10 e 40

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Un libro, un concerto e un incontro – domenica 30 maggio alle 17 a Santa Maria Goretti – per dire grazie a mons. Angelo Centenaro

Gio, 27/05/2021 - 16:00

Un gesto di riconoscenza per un sacerdote, mons. Angelo Centenaro, che ha amato tantissimo tutte le parrocchie in cui ha svolto servizio e la Chiesa diocesana. È il senso dell’appuntamento fissato per domenica 30 maggio, alle ore 17, nella chiesa di Santa Maria Goretti.

A nove mesi dalla scomparsa di don Centenaro, il suo ricordo verrà alimentato grazie a una conversazione sulla sua figura, condotta da mons. Gianni Bernardi. Verranno poi letti alcuni brani di suoi scritti inediti e sarà presentato un agile libro, a cura di Marco e Marina Bracco, che intreccia tre elementi per conoscere meglio spiritualità e umanità di don Angelo.

Articolato sui dodici mesi dell’anno, per ciascun mese il volumetto propone un estratto della sua predicazione, e un richiamo al suo gusto musicale, sia per il repertorio classico che contemporaneo. E infine una ricetta al mese, relativa ai piatti che preferiva e che gli amici, conoscendolo, gli preparavano, per poi gustare insieme a lui manicaretti e un’amabile e ricca conversazione a tavola.

Domenica 30 il momento di ricordo si completerà con un concerto di cui sarà protagonista il duo formato da Luca Poppi, all’organo, e Aroldo Massarenti, al sax-clarinetto; in programma brani che spaziano tra il Settecento e il Novecento.

«Mons. Centenaro è stato un sacerdote di grande spessore pastorale, segnato da una grande capacità di dialogo e di comprensione anche di chi era portatore di posizioni distanti dalle sue»: così lo ricorda don Narciso Danieli, parroco di Santa Maria Goretti, la comunità di cui don Angelo è stato, in pratica, la prima guida: «Sono stato insieme a lui – ricorda don Narciso – nove anni in parrocchia a San Lorenzo. Ho particolare memoria della bellezza delle celebrazioni della Settimana Santa, vissute in mezzo a tante ore di confessionale… E conservo di lui la bellezza della predicazione, sempre aderente alla vita, con spessore di spiritualità, sempre improntata al coraggio e alla gioia». (G.M.)

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È di Frigerio Design Group il primo premio per il progetto della rinnovata centrale Enel a Fusina

Gio, 27/05/2021 - 14:16

Un passo in avanti per la nuova vita della centrale Andrea Palladio di Fusina, dove si è appena concluso il primo dei quattro concorsi “I nuovi spazi dell’energia”, lanciati da Enel a luglio 2020 per il design di altrettanti poli energetici moderni ed efficienti necessari per la dismissione di impianti a carbone in Italia entro il 2025.

Al concorso, per il quale è stata favorita la partecipazione di giovani talenti, hanno aderito oltre 40 partecipanti tra studi di architettura e professionisti, i cui progetti proposti sono stati valutati sulla base dei criteri e principi del bando e da una commissione formata da rappresentanti di Enel, Università di Venezia IUAV, Città Metropolitana e Comune di Venezia.

Il primo premio è stato assegnato al progetto di Frigerio Design Group per la migliore proposta rispetto all’obiettivo del concorso: dar vita ad un polo energetico in cui convivranno fonti rinnovabili (solare fotovoltaico), batterie per l’accumulo di energia e impianto a gas sempre più integrati con l’ambiente circostante, grazie a progetti che ridurrebbero l’impatto paesaggistico disegnando un’idea nuova di centrale, con spazi a disposizione delle comunità locali. Ai partecipanti è stato chiesto di presentare idee progettuali secondo principi di sostenibilità e economia circolare, attraverso il riutilizzo delle strutture esistenti, e che possano essere adattate alle diverse fasi di conversione degli impianti. Premiati anche il secondo e terzo in classifica, le cui proposte potranno anche essere integrate nella fase di progettazione esecutiva.

Al vincitore verrà affidata la progettazione architettonica della propria proposta, la cui progettazione esecutiva e realizzazione procederà in parallelo all’iter autorizzativo dei vari progetti energetici previsti per il sito, tra i quali è attualmente in corso quello relativo al nuovo impianto gas.

Il progetto presentato da Frigerio Design Group propone di aprire la centrale al territorio prevedendo nella zona d’ingresso un sistema di padiglioni circolari per l’accoglienza, affiancati a spazi per la ristorazione e alla sistemazione paesaggistica del parcheggio. L’immagine esterna del sito cambia volto rivestendo le strutture con nuove forme leggere, ispirate al paesaggio agricolo e ai colori della pianura veneta.​

“Questo concorso rappresenta un esempio concreto della nostra visione del futuro dell’energia, – spiega Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia – che va progettato e realizzato in maniera aperta e condivisa. Grazie al contributo di architetti e designer e coinvolgendo attivamente il territorio attraverso le istituzioni e l’università, proponiamo una nuova idea di centrale elettrica: con questo progetto il polo energetico di Fusina, che ospiterà più tecnologie per favorire la transizione energetica, diventa un luogo aperto alle comunità locali, uno spazio che potrà convivere in armonia con il paesaggio e che sarà perfettamente integrato con l’ambiente circostante”.

‘Mentre Venezia celebra i 1600 anni dalla sua fondazione, è già proiettata verso il futuro” commenta Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia. “Ne è esempio il risultato di questo concorso, con cui Enel ha sperimentato un metodo virtuoso, coinvolgendo direttamente Comune e Città Metropolitana nelle valutazioni di progetti nella loro fase iniziale, guardando alla città del domani dal punto di vista industriale, energetico e paesaggistico. È importante ripensare un’area industriale, ed in particolar modo Porto Marghera, in modo che possa aprirsi alle comunità locali e integrarsi sempre di più nel contesto in cui è inserita, in piena coerenza con la nostra città che da sempre è in grado di coniugare la sua bellezza con la sua capacità produttiva. La riconversione dell’impianto di Fusina, da carbone a polo energetico che integra gas naturale, rinnovabili e sistemi di accumulo conferma che siamo un territorio all’avanguardia nella sfida della transizione energetica e che Venezia può attrarre investimenti e nuovi posti di lavoro puntando su tecnologie sostenibili”.

“Il concorso di progettazione voluto da Enel per il ripensamento energetico e architettonico della centrale di Fusina – commenta Alberto Ferlenga, Rettore dell’università IUAV – ha dimostrato come in questo campo un procedimento virtuoso e collaborazioni efficaci possano fornire ottimi risultati. A partire da una proficua collaborazione tra Enel, Università Iuav di Venezia, Comune e Città Metropolitana, da un bando concepito per indirizzare al meglio la progettazione e da un processo valutativo a più livelli, il concorso ha prodotto, infatti, un esito eccellente in tempi brevi. Scelti tra una vasta schiera di partecipanti il progetto vincitore e quelli selezionati hanno offerto soluzioni concrete e di alto livello sia dal punto di vista della riconversione energetica dell’impianto, che da quello della condivisione dei suoi spazi e della qualità architettonica e ambientale. Questo concorso, dunque, si è dimostrato, da tutti i punti di vista, una pratica modello oltre che consegnare alla città un buon progetto da realizzare”.

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Al Fatebenefratelli è già attivo l’ospedale di comunità del “piano Draghi”

Gio, 27/05/2021 - 10:47

Dopo i casi di contagio che in piena pandemia avevano colpito alcuni ospiti e operatori, l’ospedale San Raffaele Arcangelo oggi si dice più che mai pronto a ripartire, lasciandosi alle spalle ogni criticità.
Attualmente casi di positività non ce ne sono e buona parte del personale si è sottoposto al vaccino. A riferirlo è il direttore di struttura, Marco Mariano, soddisfatto per come l’attività del Fatebenefratelli, a Cannaregio, sia in ripresa. Sia dal punto di vista del settore specialistico-ambulatoriale, sia riabilitativo.

Domande in calo. Qualche difficoltà tuttavia non manca, connessa ad una dinamica della domanda delle accoglienze mutata rispetto ad un anno e mezzo fa. «Sapendo che non potranno vedere i propri cari con continuità – riflette Mariano – e che in questi mesi le strutture socio sanitarie sono state maggiormente colpite dalla pandemia, finché possono le famiglie tendono ad assistere i parenti a domicilio. Il risultato? Siamo ad un 20% di riduzione dell’attività». Insomma, la tendenza è quella di cercare di garantire un’assistenza a casa, a meno che non subentrino difficoltà di un certo tipo. E prima di affidare i loro cari alla struttura, le famiglie si premurano di sapere se ci sono contagi in atto, come si svolgeranno le visite e a che punto sono le vaccinazioni. «Tra il personale – riflette il direttore, riferendosi ad alcuni oss, infermieri e fisioterapisti – abbiamo una piccolissima percentuale che non ha ancora ricevuto l’inoculazione. Conosciamo i riflessi che ci saranno soprattutto nei confronti di un operatore d’interesse sanitario, derivanti dall’applicazione del decreto legislativo che il governo ha determinato in materia d’obbligo di vaccinazione: quando le aziende sanitarie inviteranno ad immunizzarsi, a quel punto dovranno essere attuate delle azioni da parte della struttura». Un mancato adempimento a quest’obbligo, in assenza di mansioni alternative che non prevedono un contatto diretto con il paziente, porterà la persona ad un eventuale collocamento al domicilio, con sospensione della retribuzione. Questo, almeno, dice il decreto legge.

Ospedale di comunità. «Siamo una struttura diversificata perché, oltre all’attività specialistica ambulatoriale, vi sono 8 posti letto di hospice, oltre a quelli destinati alla casa di riposo e agli stati vegetativi. Un’ottantina sono poi disponibili per la riabilitazione e rieducazione funzionale, mentre una novità è l’attivazione al quarto piano del cosiddetto ospedale di comunità, di cui si sta parlando molto nel nuovo piano Draghi». Un’offerta proiettata al futuro del Fatebenefratelli, capace di erogare assistenza sanitaria di breve durata a quei pazienti che non presentano un’elevata necessità di assistenza medica, ma che allo stesso tempo non possono essere curati adeguatamente a domicilio. «È già attiva per 10 posti letto dai primi di maggio e abbiamo fatto richiesta d’ampliamento a 15». Un servizio importante, specie in un contesto in cui il Covid ha portato alla sospensione – a livello nazionale – delle attività non urgenti. «Tante sono dunque le persone che hanno bisogno di un ricovero programmato e questi posti consentono di ridurre la permanenza in ospedale». E se le prospettive sono un auspicato incremento dell’attività ambulatoriale («nel Paese c’è una grossa mole di richieste da smaltire per via di un rallentamento provocato dal virus»), il priore fra Marco Fabello ricorda come nei momenti più bui i religiosi non abbiano mai fatto mancare la propria vicinanza ai pazienti, costretti a stare lontani dai loro cari.
Marta Gasparon

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Venezia: evento Cna, giovedì 27, per far ripartire l’artigianato di qualità della moda

Mer, 26/05/2021 - 17:05

Un evento per far ripartire l’artigianato veneziano di qualità del settore moda.

È la sfilata “Moda Venezia Futuro”, che si terrà giovedì 27 maggio a partire dalle 16,30 all’Hotel Ca’ Sagredo.

Organizzato dalla CNA veneziana con il sostegno della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, il patrocinio del Comune e la collaborazione di Venezia Da Vivere (ovviamente nel pieno rispetto delle vigenti norme anti-pandemia), il défilé è inserito nel programma di attività e celebrazioni per i 1600 anni di Venezia.

Gli ideatori hanno infatti coinvolto artigiani, creativi, designer della moda per una proposta che vuol essere insieme un atto d’amore per la città e il suo passato e un buon auspicio per un domani di piena ripartenza.

In ragione delle restrizioni dovute al contrasto al Covid 19, “Moda Venezia Futuro” potrà essere seguito anche in diretta streaming su Facebook e Instagram.

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Venice Dragon Boat Festival, vincono le donne del Trifoglio Rosa di Mestre

Mar, 25/05/2021 - 07:02

Sabato 22 maggio ha avuto luogo a Venezia la 7a edizione del Venice Dragon Boat Festival, organizzata da Venice Canoe & Dragon Boat ASD.

Le squadre provenienti da Lombardia, Trentino, Friuli e Veneto si sono ritrovate a gareggiare, ma soprattutto a festeggiare la prima “due giorni” di dragon boat in Italia, dopo la difficile sospensione di tutte le attività dell’ultimo anno.

Il festival, organizzato nella piena osservanza di tutte le misure anti contagio Covid-19, ha dimostrato che anche questo sport può costituire un’offerta ideale per un turismo sostenibile che si concili al meglio con le peculiarità della nostra meravigliosa laguna.

Le donne del Trifoglio Rosa, squadra della Canottieri Mestre, hanno vinto nella categoria BCS (Breast Cancer Survivors) e si sono classificate seconde nella categoria “mista” (BCS+supporter).

La giornata si è poi conclusa con un suggestivo corteo nei rii di Cannaregio, dove soprattutto le “donne in rosa” sono state salutate dalle rive con calorosi applausi. Il loro messaggio di rinascita dopo la malattia è, come sempre, la vittoria più grande.

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Vaccino in Veneto: da oggi possono prenotarsi gli over 16 con l’esenzione dal ticket per almeno una patologia

Lun, 24/05/2021 - 13:43

Prenotazioni del vaccino aperte, in Veneto, per una nuova categoria: sono le 194mila persone che hanno l’esenzione dal ticket sanitario per almeno una patologia.

Chi ha l’esenzione per qualsiasi malattia – dal diabete alla celiachia a… – e che abbia almeno 16 anni di età può adesso prenotarsi tramite il portale della Regione. Sono 95mila i vaccini disponibili oggi e per i quali ci si può prenotare.

Lo ha annunciato il presidente del Veneto Zaia durante il consueto incontro con i media, dalla sede della protezione civile di Marghera.

Nel frattempo – ha aggiornato il Governatore – i veneti di età compresa fra 60 e 69 anni che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino o che si sono prenotati per riceverla hanno raggiunto l’80% di questa fascia d’età. E sono arrivati al 70% (sempre sommando vaccinati e prenotati) coloro che hanno fra i 50 e i 59 anni.

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Venezia-Beirut: i disegni a quattro mani per la pace si allargano all’arte

Lun, 24/05/2021 - 11:42

Da quest’anno anche gli artisti sono coinvolti nel progetto di fratellanza e amicizia “Disegni a 1000 mani Venezia – Beirut” interamente curato da Nadia De Lazzari, presidente dell’associazione “Venezia: Pesce di Pace” che, grazie alla collaborazione con le scuole, da 29 anni crea ponti di amicizia e pace tra i bambini di Venezia e del mondo, in particolare d’Oriente. Ora, oltre ai bambini delle scuole elementari veneziane che dallo scorso 11 novembre hanno dato vita a riflessioni e colori in una metà di un foglio, lasciando l’altra parte da completare agli amici di Beirut, la stessa cosa è toccata a sette noti artisti veneziani, ciascuno dei quali ha condiviso la sua opera con altrettanti artisti libanesi che l’hanno completata.

Il risultato sono sette opere che paiono quasi tutte realizzate dalla stessa mano, in cui gli artisti scambiandosi le tecniche sono riusciti a fondere i disegni compiendo una perfetta integrazione. Queste opere, realizzate a due a due su un foglio piegato a metà, sono state presentate venerdì 14 al Caffè Florian in Piazza San Marco e sono: “La danza della Principessa libanese e della Dogaressa veneziana” di Valerio Bacciolo e Lamia Saab Muhtar, “Abbraccio d’oro tra Oriente e Occidente” di Luigi Ballarin e Mona Kabbani, “I bambini del mondo si incontrano nella nave fenicia e in gondola” di Valerio Held e Maya Farés, “Incontro di Pace nella gondola dell’Arte” di Maurizio Amendola e Mona Jabbour, “Un mare di Pace, Salam, Eirini, Shalom, Peace, …” di Shamira Minozzi e Zaher El Bizri, “Venezia e il ponte di Rialto, Beirut e la mappa 3D” di Carla Erizzo e Leila Kanso e “Arcobaleno tra Oriente e Occidente” di Edoardo Iaccheo e Maha Abou Chacra. Alla fine dell’incontro sei opere sono state donate alle scuole veneziane che hanno aderito al progetto: Canal (classi 4A e 4B), Zambelli (classe 4), Cavanis (classi 3, 4, 5), San Giuseppe (classi 3, 4, 5), Giacinto Gallina (classi 4A e 4B) e Pascoli (classi 3A e 3B) di Cavallino-Treporti; mentre la settima opera, precisamente il disegno realizzato da Valerio Held e Maya Farés, verrà presto spedita all’Istituto Notre Dame du Mont Carmel (Al Fanar) di Beirut.

In Libano la situazione è drammatica. «Sono partita a novembre quando ancora non potevo vedere i bambini. Questa è un’edizione speciale: gli artisti insieme a 500 studenti hanno deciso di disegnare per la pace, l’amicizia e la solidarietà. In Libano la situazione è drammatica e vogliamo portare speranza e solidarietà» dice Nadia De Lazzari, raccontando il progetto particolarmente gradito da genitori e insegnanti in quest’anno così compromesso dal Covid. Presente all’incontro anche la Presidente del Consiglio Comunale Ermelinda Damiano: «Un progetto dallo straordinario valore educativo, formativo, culturale e umanitario. Inoltre, in occasione dei 1600 anni dalla fondazione della città, sottolinea ancora una volta quanto Venezia sia da sempre crocevia di culture». Durante l’incontro sono stati consegnati da parte di dirigenti scolastici e docenti le letterine e i disegni di ringraziamento che i bambini hanno fatto per gli artisti e «gli amici del mondo», come hanno scritto gli studenti della Zambelli. «Ci avete permesso di riflettere e andare oltre il quotidiano» hanno sottolineato i bambini della San Giuseppe. «Sono emozionata all’idea di vedere i disegni completati e i ritratti dei bambini che li hanno fatti» scrive invece una bambina di 5^ del Cavanis. E proprio venerdì Nadia De Lazzari ha mostrato i primi due disegni completati giunti da Beirut: «Questi sono i cuori dei bambini che parlano» ha detto. I disegni verranno raccolti in un libro con uno scritto del Presidente Sergio Mattarella.
Francesca Catalano

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Il mondo si può cambiare, se la coscienza si desta: la lettera di Ernesto Olivero presentata al Patriarca Francesco e all’assessore Mar

Sab, 22/05/2021 - 21:47

«Mi rivolgo alla coscienza degli assopiti, a chi è convinto che darsi da fare non serva a nulla. Il mondo si può cambiare! Abbiamo dentro la forza interiore per farlo, una forza che ribolle e geme in noi. Sono convinto che per fare nuovo il mondo servano la mia e la vostra debolezza».

Lo scrive Ernesto Olivero, fondatore del Sermig – Arsenale della Pace di Torino, in una “Lettera alla coscienza”, che stamattina è stata presentata a Venezia, al Patriarca Francesco e poi alla Giunta comunale, rappresentata dall’assessore Paola Mar.
Il Sermig, rappresentato a Venezia da un gruppo di giovani, è stato invitato a partecipare al Giro come “Partner sociale”: nelle varie tappe della corsa il suo obiettivo è di avvicinare giovani, scuole, rappresentanti della società civile e delle istituzioni, per consegnare loro, appunto, la “Lettera alla coscienza”, manifesto dell’impegno civile dell’associazione, basato sulla pace e sulla solidarietà, che vuole anche essere un messaggio per superare il difficile periodo della pandemia.

«Coscienza – scrive tra l’altro Olivero – è non imbrogliare e non dire il falso. Coscienza è non tradire mai. Coscienza è piangere con chi piange senza strumentalizzare la sofferenza. Coscienza è scegliere il perdono, perché il rancore genera solo vendetta. Coscienza è fare del carcere un’occasione di rinascita. Coscienza è fare degli ospedali luoghi nei quali il malato non è un numero ma una persona. Coscienza è riflettere con umiltà sulla tragedia del Covid-19, sulla fragilità della nostra condizione umana per sentirci parte dello stesso destino e più uniti».

E ancora: «Coscienza è studiare con impegno, perché il futuro della società dipende anche dalla mia preparazione. Coscienza è adoperarsi perché tutti abbiano un lavoro dignitoso, retribuito con un salario equo. Coscienza è pagare le tasse. Coscienza è fare della mia professione un servizio al bene comune e non farmi strapagare. Coscienza è fare politica per servire, senza cercare privilegi. Coscienza è non accettare le morti per fame e capire che tempo, intelligenza e risorse non sono solo per me, ma mi sono affidati per condividerli e costruire un mondo più giusto. Coscienza è rispettare la natura e batterci in prima linea insieme agli scienziati e ai politici di tutto il mondo per difenderla prima che sia troppo tardi».

Una riflessione ferma è dedicata alle droghe e alle armi: «Primo “no” fermo va detto alla droga, leggera o pesante, libera o non libera. Perché la droga fa male e chi la compra alimenta il mercato criminale internazionale. Gandhi riuscì a sconfiggere il più grande impero coloniale del suo tempo chiedendo alla sua gente di non consumare il sale. Oggi i giovani possono sconfiggere uno dei più grandi imperi economici del male con il loro “no” al consumo della droga. Allo stesso tempo, dobbiamo dire un “no” fermo alle armi perché uccidono cinque volte: la prima perché sottraggono risorse all’istruzione, alla sanità, allo sviluppo. La seconda perché bloccano saperi e intelligenze nella costruzione di strumenti di morte sempre più raffinati. La terza perché vengono usate per distruggere e uccidere. La quarta perché preparano la vendetta.La quinta perché producono ferite e squilibri nei tanti reduci, molto spesso responsabili o spettatori di atrocità disumane e violenze indicibili. Fondamentalismi e dittature, fame e sete, malattie, ignoranza, disoccupazione non si sconfiggono con le armi ma con politiche di giustizia che aprono le porte alla pace».

«Non è un sogno», conclude Ernesto Olivero: «Io ci credo».

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Fenice, un’opera al mese fino ad ottobre. Ortombina: «Nei primi concerti biglietti sempre esauriti»

Ven, 21/05/2021 - 14:35

Un’opera lirica al mese fino ad ottobre. Riparte la grande opera alla Fenice dopo mesi di assenza. Torna anche una programmazione di ampio respiro anche per la musica sinfonica. Lo ha annunciato oggi il Sovrintendente Fortunato Ortombina, illustrando le novità e le proposte che da giugno in poi animeranno l’estate e il primo autunno del principale teatro veneziano. La pandemia da Covid-19 ha prima fermato, poi limitato fortemente, ed infine ancora bloccato le attività dell’ente lirico. Poi, è venuta la riapertura di lunedì 26 dedicata ai millennials, che ha riscosso un grande successo.

«L’importante – ha dichiarato il maestro Ortombina – non è riaprire, ma avere la certezza di non dover più richiudere. Avevo detto che non avremmo fatto opera senza pubblico. Ora, prima di disarmare la “chiglia” in legno realizzata durante la pandemia, dopo 250 giorni senza opere alla Fenice, andremo in scena con il Faust di Gounod il 25 giugno. Se avessimo dovuto confinare tutta l’azione scenica sul palcoscenico sarebbe stato impossibile. Ci auguriamo inoltre di poter superare la soglia dei 300 spettatori, che è un terzo della capienza».

Circa il ritorno degli spettatori Ortombina presenta un risultato straordinario di botteghino: «Con i primi concerti di questi giorni abbiamo registrato una enorme risposta circa la bigliettazione, abbiamo lasciato molte persone fuori. Vogliamo approfittare di questo periodo per rinfrancare il rapporto di Venezia con il pubblico locale».

La seconda opera dell’estate sarà il Farnace di Vivaldi con la direzione di Diego Fasolis e la regia di Christophe Gayral, al teatro Malibran dal 2 luglio, con uno spettacolo tutto in palcoscenico e l’orchestra nella fossa. Il primo titolo alla Fenice dopo le vacanze, a fine agosto, il 31, sarà il Rinaldo di Händel con la regia di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Federico Maria Sardelli. Uno spettacolo che è ha girato per l’Italia e nel mondo e che ha fatto scuola per la regia del teatro barocco. Doveva essere rappresentato nel giugno del 2020 per i novant’anni di Pierluigi Pizzi e quindi quest’anno. Nel mese di settembre sarà la volta del Rigoletto di Verdi nell’allestimenti di Micheletto per l’opera di Amsterdam, per nove rappresentazioni. Quindi vi sarà un’opera al mese, due al Malibran e due alal Fenice, in una rirpesa di attività graduale rispetto agli standard pre-pandemia.

Sempre Alla Fenice il 29 settembre sarà la volta del Rigoletto di Giuseppe Verdi, diretto da Daniele Callegari e con la direzione artistica di Damiano Michieletto. Infine, dal 14 ottobre, al Malibran sarà rappresentata l’opera Engelberta di Albinoni, con la direzione di Francesco Erle e la regia di Francesco Bellotto.

Marco Zane

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L’Arciconfraternita di S. Cristoforo e della Misericordia compie 197 anni: l’appello del presidente

Ven, 21/05/2021 - 12:38

È una fondazione che risale a 197 anni fa, quella dell’Arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia, che sarà celebrata domani, alle 17.30, con una Messa solenne presieduta nella chiesa di San Giacometo dal vicario generale mons. Angelo Pagan. Un appuntamento a cui parteciperanno anche il consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni, Giovanni Giusto, e il prof. Giampaolo Borsetto che al termine della liturgia presenterà il suo ultimo libro dal titolo “Dal mito all’invasione di Pipino”.

Il presidente dell’Arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia, Giuseppe Mazzariol

«Il 25 marzo scorso San Giacometo è stato luogo di un importante avvenimento storico: l’anniversario dei suoi 1600 anni ideali di fondazione, esattamente come lo è stato per la nostra città. Nel ‘66 questa chiesa è diventata sede canonica dell’Arciconfraternita attraverso un decreto curiale dell’epoca. In essa tutto parla di tanti secoli di vita, dalle sue colonne alle lapidi marmoree», le parole del presidente Giuseppe Mazzariol, che riveste il suo ruolo da ormai quasi tre decenni, ripercorrendo gli esordi dell’attività della confraternita lagunare, affiliata sin dal 1899 alle “Misericordie d’Italia”, costituitesi nello stesso anno in Confederazione nazionale. Tutto è cominciato dal decreto napoleonico del 1807, che vietava le sepolture nei centri abitati. Anche la città d’acqua dovette adeguarsi, provvedendo alla scelta del luogo più opportuno per la costruzione di un cimitero. E se all’inizio venne designata l’isola di San Cristoforo della Pace, di fronte a Murano, in seguito le fu annessa anche la vicina isola di San Michele. Certo, la sepoltura dei morti lontana dai centri abitati comportò delle conseguenze: nei veneziani iniziò a venir meno il culto dei defunti. Ecco allora sorgere nel 1824 l’Arciconfraternita con l’obiettivo di suffragare i morti, provvedere alle inumazioni degli iscritti e curare un conveniente accompagnamento funebre. E la missione si è allargata nel tempo, allargando il proprio raggio d’azione per cercare di rispondere alle necessità sociali dei cittadini. «L’ambulatorio è stato riavviato da una decina di giorni, aprendo le porte il giovedì dalle 15.30 alle 17. A condurre l’attività, i nostri medici volontari, disponibili anche per visite specialistiche. Il servizio è aperto anche ai veneziani senior, in quanto in città gli anziani con pensioni medio-basse sono numerosi», illustra Mazzariol, confidando che dall’estate riprenda un po’ per volta anche il servizio d’aiuto ai pasti nelle corsie d’ospedale e nelle case di riposo.

Intanto il presidente affida un appello accorato ai privati e alle Fondazioni che hanno a cuore la tutela di Venezia, affinché diano un sostegno economico concreto da destinare al restauro del campanile a vela d’impronta rinascimentale della chiesa di San Giacometo, i cui lavori sono fermi da alcuni anni. «Fintanto che il flusso turistico non riprenderà – spiega infatti Mazzariol, affrontando il tema del banner pubblicitario che avrebbe dovuto coprire i circa 130mila euro di spesa previsti per i lavori – gli sponsor non intendono partire col contratto. Le campane della chiesa? Non suonano ormai dal 2018, per evitare che il loro movimento causi eventuali distaccamenti marmorei».

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