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Aggiornato: 1 ora 20 min fa

Dona 35 borse di studio agli studenti delle medie di Chirignago: l’imprenditore Giorgio Simion rinnova la sua scelta di generosità

Gio, 07/06/2018 - 10:52

Giorgio Simion non è mancato all’appuntamento: anche quest’anno il titolare del supermercato Eurospar Solemarket a Chirignago, ha deciso di donare 35 borse di studio all’Istituto Comprensivo C. Colombo, che i dirigenti scolastici hanno scelto di convogliare sulla scuola media Pietro Calamandrei.

Simion compie questo gesto dal 2011, a conclusione di ogni anno scolastico, mettendo a disposizione decine di borse di studio per gli allievi della scuola media locale.

La consegna è avvenuta nel corso della Festa della Scuola, mercoledì 6 giugno nel giardino della Calamadrei.

L’attenzione di Giorgio Simion per la sua comunità non si limita alla scuola: è sempre grazie al suo contributo che, dalla primavera del 2017, il Parco delle Stagioni a Chirignago è dotato di giostrine e giochi per i bambini.

A chi gli chiede le ragioni di questo suo impegno a favore di Chirignago, Simion risponde: «Non sono tempi facili per nessuno, ma come imprenditore credo che – se ci sono due soldi da investire – sia giusto investire nel futuro dei bambini: perché possano giocare e studiare nelle condizioni migliori, siano preparati alla vita che gli aspetta, e magari possano partecipare alla costruzione di una società migliore». C’è da scommettere che la sua generosità non si fermerà qui.

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Mestre, bar di cinesi spegnevano le slot machine, all’arrivo dei vigili, con un tasto nascosto

Gio, 07/06/2018 - 10:30

Avevano un tasto sul bancone del bar, che premevano appena i vigili entravano: così i gestori cinesi di quattro bar spegnevano all’istante le slot machine, per evitare di risultare inadempienti.

Lo ha scoperto la polizia locale di Venezia che, nei suoi controlli contro il gioco d’azzardo, dall’inizio dell’anno ha redatto già 112 verbali a pubblici esercizi.

Dalle verifiche effettuate è emerso, infatti, che alcuni bar tenessero i videogiochi accesi in orari in cui non è consentito. E’ avvenuto a Marghera, in via Beccaria, in via Trieste ed in via Longhena; e a Mestre, in via Aleardi e in viale San Marco.

Per aver reiterato il comportamento scorretto, alla sanzione pecuniaria di 166 euro per violazione all’art. 14 del Regolamento comunale in materia di giochi, è stata disposta quale sanzione accessoria la prima chiusura per tre giorni. Altri 16 locali sono stati sanzionati già due volte e si attendono ora i provvedimenti di chiusura.

«Le proteste dei giocatori – rende noto la Polizia locale – sono il segno evidente dell’infrazione compiuta. Nell’ultimo sopralluogo gli agenti sono stati ringraziati da un anziano che nell’ultima settimana aveva già perso 700 euro. Il giro d’affari nel 2016 è stato di 80 miliardi di euro. La stima dei giocatori patologici è di 250.000 persone, poco meno dei residenti nel Comune di Venezia. Lo Stato incassa più di 8 miliardi dalle slot, che nel 2015 in Italia erano 418.210».

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Parcheggi per disabili al Porto: installato un cartello disegnato da un bambino

Gio, 07/06/2018 - 09:43

Il cartello, che segnala i posti auto destinati alle persone disabili, trasmette un invito al rispetto pensato e scritto da un bambino.

Mercoledì 6 giugno a Porto Marghera è stato installato un cartello che raffigura uno dei disegni vincitori del concorso “C’è spazio per tutti! Vuoi il mio parcheggio?…Ti do anche il mio handicap”, la cui finale si è tenuta lo scorso 10 aprile proprio al Porto di Venezia nel corso dell’evento “Playday” con il coinvolgimento di circa 1000 alunni di 26 complessi scolastici del veneziano.

Alla cerimonia d’inaugurazione hanno partecipato i sostenitori del progetto: il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, l’Assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia Simone Venturini, il Presidente dell’Associazione Amici della Laguna e del Porto, Roberto Tonissi, e l’Amministratore del Venezia Terminal Passeggeri, Galliano di Marco.

“Con il posizionamento di questo cartello in Marittima – ha dichiarato il Presidente Pino Musolino – si porta a compimento un progetto condiviso con molti rappresentanti della comunità portuale e che ha visto il coinvolgimento e la sensibilizzazione di un migliaio di bambini rispetto ai temi dell’apertura e dell’inclusione, valori molto cari al Porto che è luogo d’incontro tra diverse culture e nazionalità”.

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Il card. Poupard ha premiato don Gilberto Sabbadin per la sua tesi di dottorato

Mer, 06/06/2018 - 21:47

Riconoscimento prestigioso per don Gilberto Sabbadin e per la Chiesa di Venezia. Il premio scientifico “Henri de Lubac” è stato attribuito, tra gli altri, proprio a don Sabbadin, per la sua tesi di di dottorato su “La Chiesa, trasfigurazione della prima creazione. L’ecclesiologia come principio di lettura unitaria della teologia di Jean Danielou”.

Il premio “Henri de Lubac” è istituito dall’Institut Francais e la giuria è presieduta dal Cardinal Paul Poupard, Presidente emerito del Pontifico Consiglio della Cultura. Il conferimento del premio, all’ambasciata di Francia presso la Santa Sede, è avvenuto venerdì 1° giugno.

Nella foto di apertura, il card. Poupard mentre motiva il premio per il lavoro di don Gilberto. Poi (foto qui sopra) don Sabbadin ha illustrato, in francese, i contenuti della tesi.

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Treno Italo a pieno regime nel Nordest: 30 treni al giorno da o per Venezia

Mer, 06/06/2018 - 18:14

Servizio a regime per il treno Italo lungo il percorso Venezia – Milano – Torino. Entrano in servizio, infatti, anche gli ultimi treni Italo Evo, prodotti da un’azienda francese, con stabilimento a Cuneo, che permettono di completare la flotta e l’insieme delle corse lungo la nuova dorsale.

Italo, lungo la Milano – Venezia, propone così 14 collegamenti al giorno, più altri 16 lungo la Roma – Venezia. Il completamento del servizio è stato presentato mercoledì 6 a Mestre, con una certa soddisfazione per l’azienda privata dei trasporti su ferro, che nel 2017 è riuscita a trasportare 13 milioni di passeggeri, con un tasso di occupazione del 78% dei posti.

«Dal 2012, anno in cui siamo entrati nel mercato – spiega il direttore commerciale, Fabrizio Bona – il trasporto ferroviario in Italia è cresciuto mediamente del 5% all’anno. Ci sono ottime prospettive per un’ulteriore crescita. La direttrice Nordest porterà, nel 2019, almeno un milone di passeggeri in più, forse due. Il treno, oggi, fa decisamente concorrenza all’aereo e all’automobile».

Da sinistra: il direttore commerciale di Italo, Fabrizio Bona, e il direttore vendite, Marco De Angelis. Prezzi molto interessanti, su Italo, per chi acquista carnet da dieci viaggi: da Milano e Venezia il biglietto risulta di 15,60 euro a viaggio, tra Torino e Venezia di 19,56 e tra Verona e Venezia di 7,96

 

Il che vale da Salerno in su, s’intende: «Perché l’infrastrutturazione al Meridione – prosegue Bona – è molto carente. Il mercato potenziale c’è, perché al Sud c’è parecchia mobilità, ma se non arriva l’alta velocità non ha senso che Italo arrivi oltre Salerno».

Così attenzione e investimenti sono ora mirati soprattutto sulla direttrice Nordest. Lo stesso acquisto di 17 nuovi treni di ultima generazione, del costo di 20 milioni di euro ciascuno, dice a cosa si punta. Ecco, proprio i treni, ammette Bona, sono la fatica maggiore: «Ci vogliono tre anni, dal momento in cui li commissioni al momento in cui li metti sui binari». Perché, ovvio, i treni non li si compra al supermercato e ogni mezzo viene costruito in base alle esigenze del committente. Ma tre anni sono tanti per chi investe centinaia di milioni e vuole andare… di corsa.

Giorgio Malavasi

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Venezia, gli arredi inclusivi dell’anima “rossa”

Mer, 06/06/2018 - 10:14

Sono sbarcati a Venezia gli arredi urbani dall’anima “rossa” e potranno essere toccati con mano per la prima volta.

Il 9 giugno verrà inaugurata la mostra “Biblioteca 2018 di architettura, design e artigianato russo” presso il palazzo Contarini Polignac di Venezia. La mostra sarà aperta dal 9 al 13 giugno, dalle 10 alle 18, con ingresso gratuito.

L’esposizione, integrata al festival Design.Ve, con discussioni degli esperti, escursioni tematiche, presentazioni e master class, ma anche foto, suggerirà a visitatori e specialisti nuove soluzioni d’arredo per gli spazi sociali urbani, facendo di Mosca un nuovo fulcro della comunità architettonica e artistica.

Elementi d’arredo capaci di comporre il puzzle della “biblioteca perfetta”, che propone nuovi modi di pensare, di comprendere il mondo e di cercare soluzioni. Un luogo ideale dove l’architettura, il design e l’artigianato assicurano dignità e benessere a ogni suo visitatore.

«Abbiamo costruito l’immagine della biblioteca ideale, quella d’architettura, design e artigianato russo – dice il Club dei designer industriali -, perché da un lato questo progetto riflette la nostra visione, dall’altro analizza il fenomeno esistente della biblioteca in termini storici, culturali e sociali, con un focus sul fondo bibliotecario».

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Motocicletta, l’architettura della velocità: la mostra a Forte Marghera

Mar, 05/06/2018 - 18:40

Un’iniziativa che vuole valorizzare e avvicinare il pubblico giovane all’arte contemporanea, una mostra spettacolare dedicata a uno dei simboli più curiosi e attraenti del design del XX secolo: la motocicletta.

Venerdì 8 giugno alle ore 18, presso il Forte Marghera a Mestre, verrà inaugurata la mostra “Motocicletta, l’architettura della velocità”.

Passione, tecnologia e design. Questo il mix che caratterizza le scelte delle 41 moto e scooter esposti, suddivisi in sette capitoli – Scooter, Elettrico, Sportive, Heritage, In Africa, Le moto fondamentali, Pezzi d’autore, Ardite e raffinate – pensati come una carrellata tra le più famose forme aerodinamiche del motociclismo italiano (con qualche incursione in ambito straniero).

La rassegna – a cura di Marco Riccardi e con la direzione scientifica di Gabriella Belli – intende percorrere in tutti i sensi un ‘viaggio’ affascinante tra pezzi assolutamente esclusivi, che hanno fatto la storia delle due ruote, con lo scopo di raccontare, attraverso le ‘icone’ create dalle migliori industrie del nostro paese, come si è evoluto il concetto di design e di sicurezza in questo campo.

La mostra, che rientra nell’ambito dei progetti promossi dal Comune di Venezia in collaborazione con la Fondazione Musei Civici per promuovere la conoscenza dell’arte e della cultura in Terraferma, sarà aperta dal 9 giugno al 28 ottobre, dal martedì alla domenica dalle ore 15 alle 22, con ingresso libero.

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Il Palazzetto di Mazzorbo e la remiera Vogaepara di Burano vengono ristrutturati

Mar, 05/06/2018 - 17:59

La giunta comunale di Venezia ha approvato i progetti definitivi per i lavori di manutenzione e ristrutturazione di strutture sportive localizzate a Mazzorbo e a Burano per un totale complessivo di 180mila euro finanziati con i fondi del Programma Operativo Nazionale Città metropolitane (PON Metro 2014-2020).

Palazzetto dello sport a Mazzorbo: il fabbricato, che risale alla fine degli anni ‘90, sarà interessato da interventi che permettano l’eliminazione delle numerose infiltrazioni d’acqua piovana provenienti dalla copertura e dal percorso pedonale. Si procederà quindi al rifacimento completo dell’impermeabilizzazione dei pozzi di luce, alla sigillatura dei lucernari fissi e alla riparazione di quelli apribili negli spogliatoi.

Per quanto riguarda il tavolato ligneo saranno sostituite le parti usurate e verrà successivamente trattato.

Nell’area dedicata agli spogliatoi si procederà con un ciclo completo di risanamento di tutte quelle parti colpite da infiltrazioni o perdite d’acqua.

Remiera Vogaepara di Burano: l’immobile sul quale si interverrà è costituito da due corpi fabbrica adibiti rispettivamente a deposito imbarcazioni e a spogliatoi.

Nella prima parte si interverrà con l’eliminazione di alcune infiltrazioni di acqua piovana provenienti dal tetto sostituendo le parti rovinate con nuovi elementi in lamiera di rame e con la riposa delle tegole.

Per quanto riguarda gli spogliatoi si interverrà con la manutenzione completa della copertura, la sostituzione dei 4 lucernari e la sostituzione dei controsoffitti in cartongesso. Infine si completerà il lavoro con il rifacimento degli scarichi delle docce.

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“App Temporali”: nasce la nuova applicazione di Arpav

Mar, 05/06/2018 - 15:45

Nasce “App Temporali”: d’ora in poi sarà possibile sapere se, nel giro di qualche ora, nel luogo in cui ci si trova, arriverà un acquazzone.

La nuova app di Arpav, presentata martedì 5 giugno a a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale veneta, permette infatti di avere aggiornamenti in tempo reale sui temporali e in generale sulle precipitazioni intense.

L’App, scaricabile gratuitamente e già disponibile negli Store Android e Apple, permette di selezionare da una a tre aree comunali (no luoghi geolocalizzati) e di avere notizie aggiornate riguardo i temporali.

In modo analogo funzionano i Bot Telegram dove, però, è possibile selezionare un solo comune.

Funzionamento del servizio:

Per avere informazioni dettagliate il sistema rileva i dati da tre radar meteorologici, posizionati a: Teolo, Concordia Sagittaria e Monte Macaion (Trentino, Bolzano), per avere più precisione.

I radar rilevano informazioni ogni 10 minuti e ricostruiscono una mappatura con tutti gli spostamenti delle nuvole e quindi dei probabili temporali.

Dopo un minuto circa, i risultati vengono trasmessi alle App che informeranno l’utente, attraverso una notifica direttamente sullo schermo del proprio smartphone, se sta per arrivare una precipitazione intensa nell’area da lui selezionata precedentemente.

Alberto Lucchetta, Arpav, afferma che la App ha esclusivamente funzione meteorologica e che non è un App per la protezione civile; è il singolo utente, che, dopo aver ricevuto le informazioni da lui richieste, deciderà cosa fare e dove andare.

La App ha quindi lo scopo di velocizzare le informazioni, infatti nella pagina web Arpav si trovano sempre le previsioni del tempo, ma non sono così aggiornate come sulla App.

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Il Patriarca ai ragazzi di terza media: «Voi siete il motore della vostra vita»

Lun, 04/06/2018 - 21:54

«Voi siete il motore della vostra vita. Non lasciate che il vostro motore si fermi, si inceppi». È l’invito che il Patriarca Francesco ha rivolto ai ragazzi di terza media che hanno partecipato al “Gelato prima degli esami”, l’incontro tenutosi nella serata di lunedì 4 giugno in corte della Canonica, a Venezia.

L’incontro è stato introdotto da Lorenzo Tiengo, insegnante nelle scuole superiori, che ha intrattenuto i ragazzi in maniera scherzosa: «Abbiamo riso un po’ della scuola», rileva mons. Moraglia: «Saper ridere è importante; però, ad un certo punto, va detto anche che la nostra scuola, che fatica tanto, è anche una opportunità».

Un’opportunità che il Patriarca invita i ragazzi a cogliere nel mondo migliore, mettendoci impegno: «Quello che sarete non può essere sintetizzato nella frase ‘mamma è andata male a tutti’». Come a dire che non ci si deve nascondere nel gruppo e non dev’essere un alibi la mediocrità.

«Nella mia carriera scolastica – rivela il Patriarca – ho preso un po’ tutti i voti: da 3 a 9. E certi prof non mi hanno aiutato. Però anche il professore antipatico, la compagna o il compagno petulante hanno messo in evidenza certe volte dei miei difetti. Ognuno di noi ha i suoi difetti e quelle persone antipatiche, che li mettono in evidenza, ci fanno male ma ci dicono forse qualcosa di importante».

Dopo la recita insieme del Padre nostro, la benedizione del Patriarca sui ragazzi presenti: «Benedizione sui vostri esami, e sulla vostra estate, perché non dobbiate vergognarvi di nulla».

(con la collaborazione e le foto di Marta Gasparon e di Giorgia Moro)

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Mestre, Sacro Cuore: con il Santissimo per le vie del traffico e del degrado

Lun, 04/06/2018 - 16:43

In processione con il Santissimo Sacramento, in tanti, tantissimi. Con l’ostia consacrata, realtà potente della fede cristiana, lungo strade in cui si sente il bisogno di mostrare che questo credo è ancora vivo.

E’ accaduto domenica scorsa nella parrocchia del S. Cuore di Mestre, in occasione della solennità del Corpus Domini. Al termine della messa delle 10.30, alla quale hanno partecipato con la veste bianca i bambini della Prima Comunione, il parroco mons. Marino Gallina ha alzato l’ostensorio, preceduto dalla croce e accompagnato da oltre duecento parrocchiani.

La processione è transitata lungo alcune strade della parrocchia, a volte citate come simbolo del degrado, oppure residenza di nuove famiglie immigrate dal altre parti del mondo, o lungo le arterie animate da traffico e commercio, come corso del Popolo. Al termine è stata impartita la benedizione eucaristica davanti alla chiesa di via Aleardi. (P.F.)

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Asiago, convivere con il lupo: la Regione promette supporto tecnico per i recinti e vigilanti per le malghe

Lun, 04/06/2018 - 16:13

La Regione Veneto aprirà uno ‘sportello’ ad Asiago, con un proprio funzionario, che assisterà gli allevatori nei problemi di convivenza con i grandi carnivori, soprattutto i lupi.

Lunedì 4 giugno, ad Asiago è stato fatto un accordo di collaborazione tra Regione e Unione montana dell’Altopiano, nella sede della Spettabile Reggenza: per tre giorni a settimana un funzionario della Direzione Agroambiente, Caccia e Pesca della Regione Veneto sarà presente ad Asiago, nella sede dell’Unione Montana in viale Stazione 1, per garantire informazioni, assistenza, coordinamento con le guardie venatorie, formazione agli allevatori e risposte veloci alle richieste di sostegno e all’inoltro delle domande di indennizzo.

L’obiettivo dell’accordo è monitorare la situazione, facilitare l’informazione degli allevatori e trovare “strategie funzionali” per assicurare la convivenza tra le attività agricole e di pascolo e la presenza di specie protette predatorie.

“Gli ultimi monitoraggi hanno rilevato la presenza in Veneto di 6 branchi di lupi, per un totale di circa 150 esemplari – dice l’assessore – Il lupo è specie protetta, tutelata dalla direttiva europea Habitat, e i problemi generati dalla convivenza tra branchi e mandrie o greggi al pascolo interpellano tutti i soggetti coinvolti..”.

L’assessore ha prospettato lo stanziamento di un milione di euro per prevenire i danni da fauna selvatica e la contabilizzazione degli indennizzi su base trimestrale. Inoltre darà avvio ad un bando per assumere disoccupati o giovani senza lavoro per affiancare gli allevatori.

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Padova, Tra interiorità e intimità. Percorsi spirituali

Lun, 04/06/2018 - 14:51

Tra interiorità e intimità è il titolo del seminario di studio proposto venerdì 15 giugno (Padova, Istituto teologico Sant’Antonio dottore, via San Massimo 25, ore 9.30-13) dal Biennio di specializzazione in teologia spirituale della Facoltà teologica del Triveneto e dal Centro studi di spiritualità della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale.

L’appuntamento unisce le specializzazioni in teologia spirituale di Padova e Milano nell’approfondimento di alcuni temi cruciali per il nostro tempo.

Sul tema interverranno Antonio Bertazzo (docente di Psicologia generale e della religione alla Facoltà teologica del Triveneto), che proporrà un Percorso antropologico, e Marzia Ceschia (docente di Temi di teologia spirituale al biennio di licenza), che si soffermerà sulla Esemplarità di alcuni percorsi spirituali.

Il seminario è rivolto particolarmente ai docenti di spiritualità; sono invitati gli studenti della licenza e del dottorato.

Per motivi organizzativi è richiesta la segnalazione della partecipazione inviando una email al coordinatore, prof. Luciano Bertazzo ([email protected]).

Per informazioni tel. 049-8200711.

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PROFILI VENEZIANI – La Venezia che non ti raccontano

Lun, 04/06/2018 - 14:05

“Tra i tantissimi libri sulla Venezia d’oggi, quanti saranno quelli dedicati ai veneziani, quanti quelli che almeno ci dicono qualcosa degli abitanti della città storica, chi sono, che fanno, come vivono? Ben pochi. Di questi, diversi libri gialli. E già, Venezia è un set invitante per ordire trame misteriose. E gli articoli dei giornali? Sempre i soliti. Gli unici esseri umani che sembrano interessare ai giornalisti sono i turisti. Chi ci vive, a Venezia, non fa notizia, se non in termini di cifre nude e crude, diffuse periodicamente per lanciare l’allarme su una città che si spopola mentre s’affolla inverosimilmente ogni giorno di più di visitatori. È una lunga storia, questa dei veneziani che non si vedono e che non sono raccontati.”

Il libro, pubblicato da Casa Editrice el squero Venezia, e che vede la collaborazione di molti scrittori: Marita Bartolazzi, Enzo Bon, Roberto Calabretto, Manuela Cattaneo della Volta, Giovanni Innamorati, Claudio Madricardo, Marco Milini, Guido Moltedo e Pieralvise Zorzi, racconta le storie di Venezia narrate da diverse “persone comuni”.

Queste persone animano e hanno animato Venezia facendo i mestieri più disparati: artigiani, artisti, professionisti, il falegname, il sassofonista, il ristoratore, il giornalista, l’aristocratico, il maestro d’ascia, l’ortolano, la notaio…

Inoltre il racconto racchiude ritratti di personaggi del passato che hanno illustrato la città come Giacinto Gallina e Abbondio Rezzonico.

Ben rappresentati sono i tanti “non veneziani” che amano Venezia e che lavorano affinché essa conservi la sua origine di centro abitato.

Grazie al loro apporto, ytali, che ha pubblicato i profili qui raccolti, mette in luce lo straordinario incrocio che solo un luogo come Venezia può vantare tra la sua essenza di città reale e l’energia cosmopolita di città del mondo.

“Profili veneziani – La Venezia che non ti raccontano” verrà presentato mercoledì 6 giugno alle ore 19:30 presso l’Ateneo Veneto, San Marco.

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Smart Parking, lavori per l’installazione dei sensori nelle zone di abbonamento rossa, arancio e verde a Mestre

Lun, 04/06/2018 - 12:54

Inizieranno martedì 5 giugno i lavori di installazione dei sensori per la sosta su strada (strisce blu) nel centro di Mestre relativi al progetto Smart Parking.

Questo permetterà, sia attraverso il parcometro, sia tramite la AVM Venezia Official App, di smarcare la sosta se abbonato o pagarla se in transito. Basterà lo smartphone per pagare il parcheggio.

Le zone di abbonamento interessate saranno quelle centrali (zona rossa, zona arancio e zona verde), ad esclusione delle aree sosta previste all’ex Umberto I e al Bissolati.

Appositi avvisi al pubblico saranno affissi nelle strade oggetto di intervento 48 ore prima dell’avvio lavori. Sul sito www.avmspa.it sarà possibile consultare su un’apposita mappa lo stato d’avanzamento dei lavori di installazione e posa.

Nello specifico, tra martedì 5 e venerdì 8 giugno verrà attivato, all’interno dell’area di abbonamento color arancione, il primo lotto con il completamento delle seguenti vie: Corso del Popolo, via Aleardi, via Milano, via Paruta e via Tasso, P.le Leonardo Da Vinci, via Dante, via Fusinato e via Petrarca.

“La Città è sempre più “smart” – commenta il consigliere delegato all’Innovazione e alla Smart City Luca Battistella – tanto che, grazie a questo innovativo sistema, chiunque voglia parcheggiare la propria auto nella zona centrale di Mestre, potrà comodamente pagare la sosta con un semplice clic sul proprio smartphone. Questo permetterà anche di identificare in tempo reale chi, non curante delle regole e del senso civico, lascia la propria auto su stalli a pagamento non regolarizzando la sosta. Il progetto Smart Parking – aggiunge Battistella – permetterà inoltre di raccogliere dati e monitorare in tempo reale l’effettivo livello di utilizzo degli stalli da parte di abbonati e clienti in transito, migliorando così l’esperienza di accesso al centro di Mestre e permettendo all’Amministrazione di intraprendere azioni più mirate nei confronti e a favore dei cittadini residenti”.

Di seguito l’elenco completo delle vie oggetto di intervento:

1. Area Sosta Santa Maria dei Battuti

2. Aree Sosta Da Verazzano

3. Calle del Gambero

4. Corso del Popolo

5. Piazza Barche

6. Piazzale Candiani

7. Piazzale Donatori di sangue

8. Piazzale Einaudi

9. Piazzale Leonardo da Vinci

10. Piazzale Mons. Olivotti

11. Piazzale Pepe

12. Piazzale Porta Altinate

13. Piazzetta Giordano Bruno

14. Riviera XX Settembre

15. Via Aleardi

16. Via Altobello

17. Via Ariosto

18. Via Bissolati

19. Via Brenta Vecchia

20. Via Calstelvecchio

21. Via Caneve

22. Via Cardinal Massaia

23. Via Carducci

24. Via Cecchini

25. Via Corridoni

26. Via Dante

27. Via De Amicis

28. Via Degan

29. Via Einaudi

30. Via Fapanni

31. Via Felisati

32. Via Filiasi

33. Via Filzi

34. Via Fiume

35. Via Forte Marghera

36. Via Fradeletto

37. Via Fusinato

38. Via Giardino

39. Via Giordano Bruno

40. Via Lazzari

41. Via Manin

42. Via Mazzini

43. Via Mestrina

44. Via Milano

45. Via Padre Giuliani

46. Via Parco Ponci

47. Via Paruta

48. Via Pascoli

49. Via Pepe

50. Via Petrarca

51. Via Piave

52. Via Premuda

53. Via Querini

54. Via Salomone

55. Via San Pio X

56. Via San Rocco

57. Via Santa Maria dei Battuti

58. Via Sauro

59. Via Slongo

60. Via Spalti

61. Via Tasso

62. Via Temanza

63. Via Torre Belfredo

64. Via Verdi

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“Sand Raptors”: i grandi predatori preistorici in arrivo a Jesolo

Lun, 04/06/2018 - 11:55

“Sand Raptors”, sulla scia del successo che stanno riscuotendo le mostre dedicate ai grandi e feroci predatori del passato, è il tema scelto per l’edizione di quest’anno del Festival Internazionale delle Sculture di Sabbia, che vedrà protagoniste opere spettacolari realizzate nella centralissima piazza Brescia.

L’inaugurazione dell’esposizione 2018 si terrà lunedì 4 giugno alle ore 20.00 alla presenza del sindaco della città di Jesolo, Valerio Zoggia, dell’assessore al Turismo, Flavia Pastò, del presidente di Jesolo Turismo S.p.a., Alessio Bacchin, e del direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Jesolo, Roberto Basso.

Tonnellate di sabbia sono state compattate insieme ad acqua, in piramidi alte anche cinque metri che gli scultori, sotto la guida dello storico direttore artistico americano Richard Varano, hanno lavorato nelle scorse settimane per dare forma alle creazioni.

Il lavoro degli scultori è stato supportato da una squadra di quattro ragazzi del Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia guidati dal prof. Lorusso Marco e coordinati dalla jesolana Elena Lana.

Il Festival delle Sculture di Sabbia rimarrà aperto a Jesolo fino al 16 settembre 2018 con ingresso gratuito.

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Migranti: aiutarli secondo la nostra logica non è detto che dia risultato. Un confornto a Mestre

Lun, 04/06/2018 - 01:43

Rivedere il modello di accoglienza dei migranti. Perché i migranti non sono come li vorremmo noi e neppure come vorremmo diventassero. E se non si corregge un po’ il tiro, si rischia di indebolire la volontà di essere accoglienti e di voler aiutare chi è in difficoltà.
Non era certo questo il titolo dell’incontro promosso, giovedì 17 maggio, a Mestre, dall’associazione “Di Casa”. Ma è l’idea che serpeggia e che torna con insistenza nei numerosi interventi di chi all’accoglienza dedica tempo, intelligenza e passione.

«Qui non è come ci immaginavamo». L’ospite principale è Germano Garatto, della Fondazione Migrantes, l’organismo creato dalla Cei per accompagnare e sostenere le diocesi nell’accoglienza di chi migra e per favorire il sorgere di un clima di pacifica convivenza in una società sempre più multietnica.

Garatto da cinque anni vive e opera a Lampedusa; e forse proprio perciò ha una percezione del tema molto legata all’emergenza, al quando si sbarca da un gommone e si è da poco terminata un’avventura perlopiù drammatica, pericolosa, a volte atroce.
Certe cose, in realtà, le individua: «Il primo impatto, per molti migranti – afferma – è: “qui non è come ci immaginavamo”. Arrivano, in genere, persone con un progetto, che in fretta scoprono poco aderente alla realtà».

Un turn over sempre più rapido degli operatori. L’operatore della Fondazione Migrantes rileva anche un disagio crescente in chi poi, dopo il primo soccorso, si impegna nell’accoglienza: «Vedo una fatica grande degli operatori a stare dentro alle contraddizioni e incongruenze che gli si parano dinanzi. Vedo un turn over sempre più veloce di operatori che non ce la fanno più e vogliono uscire. In parte dipendono dal confronto con i comportamenti del migrante, che possono sembrare incomprensibili o inaccettabili. Sono gli shock culturali della civiltà della migrazione».

Un momento dell’incontro a Mestre con Germano Garatto e i volontari dell’accoglienza

 

Ed è nelle parole di chi a Mestre e nella terraferma mestrina si occupa con generosità di migranti che le contraddizioni emergono nitide: «L’eventualità di un rientro in patria, nelle persone che ho conosciuto, è un’ipotesi che non esiste», osserva Maria Pozzi, volontaria dell’associazione “Di Casa”. È lei a coordinare gli altri volontari che accompagnano quattro giovani donne africane nella loro vita presso l’appartamento di Marghera che l’associazione stessa ha reso disponibile.

L’Italia, bella come un film… La cosa più bella dell’Italia, di Marghera e di noi italiani, per queste ragazze? «È lo stesso motivo – risponde Maria Pozzi – per cui sono venute qui: perché avevano un sogno di vivere come si vede nei film. Loro hanno quello nell’immaginario: nei film vedono la macchina, la casa bella, i vestiti, il tacco… E oggi, nonostante abbiano visto quant’è diversa la realtà, non è cambiata la loro idea. Sono agguerrite: ci tengono tantissimo a riuscire. Ognuna a modo suo, ognuna esprimendo la volontà di studiare e lavorare o di fare confusione; ma tutte ferme e determinate: “Maria – mi chiede una – come si dice questo in italiano corretto, che devo fare l’esame? Poi ce n’è un’altra che esce alla mattina e sparisce…».

«Anch’io non ho percezione di volontà di rimpatrio da parte loro, anche a fronte del potersi presentare alla famiglia o alla società d’origine non come perdente, ma vincitore»: è l’osservazione di Silvia Tonicello, che guida la cooperativa “Il Lievito”, che ha una lunga ed efficace storia di gestione dell’accoglienza e dell’integrazione di migranti. Sono gli operatori della coop. Il Lievito a sostenere professionalmente i volontari dell’associazione “Di Casa”. «Io vedo persone – prosegue Silvia Tonicello – che, a prescindere da quale sia o sarà il loro contesto, il tenore e la modalità di vita – e questo è grave – hanno deciso che qua restano, a costo di andare sotto i ponti, di spacciare o di prostituirsi. E quando gli si domanda il perché, rispondono che a casa non c’è futuro e che il futuro loro lo vedono solo qua».

«Le loro priorità non sono le nostre». Scelte e comportamenti non facilmente comprensibili: lo rimarca Cecilia Cortesia, che accompagna altri quattro migranti africani, ospiti in un appartamento a Malcontenta: «La fatica più grande di quest’esperienza? Capire che cosa vogliono, perché a volte mettiamo davanti i nostri desideri nei loro confronti: che siano ordinati, che si sveglino in tempo, che vadano a lavorare… Invece, a volte, queste cose non vengono rispettate e vengono messe davanti altre priorità, che noi non capiamo».

Ma i migranti che cosa vogliono davvero? «Vogliono essere persone con desideri e sogni personali, senza adeguarsi sempre a richieste che vengono da fuori e da altri. Hanno percorso particolari e difficili, traumi, spesso molta solitudine…; e nella solitudine hanno imparato a tenere lontano gli altri. Comprenderli e aiutarli non è facile».
C’è un grande problema di comunicazione, sottolinea Francesco Vendramin, direttore della mensa-dormitorio Papa Francesco aperta dalla Caritas diocesana a Marghera: «La logica del pensiero dei migranti è molto più semplice della nostra. È come fosse basata su un sistema duale: io povero e tu ricco, io uomo e tu donna… Il nostro sistema è invece più articolato e si basa sulle sfumature. Perciò in noi operatori c’è la tendenza ad applicare all’altro il nostro modo di ragionare e di vivere, che cozza con le differenze di una società multietnica».

A offrire una delle possibili via d’uscita da una contraddizione che si fa più evidente è l’esperienza di Marta Battistella, 26enne che solo un mese fa, insieme a due amiche, ha avviato lo sportello “Attivazione”: «A noi sembra sempre di accompagnare, e invece in qualche modo ci sostituiamo ad esse, spesso senza neppure interpretarle correttamente. Allora la nostra idea è di fornire loro strumenti per essere autonomi, almeno per esigenze basilari e concrete, senza fare le cose al posto loro».

Giorgio Malavasi

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Il Patriarca per il Corpus Domini: «L’Eucaristia è l’atto escatologico in cui tempo ed eternità si toccano»

Dom, 03/06/2018 - 20:36

«L’Eucaristia è l’atto escatologico in cui tempo ed eternità si toccano; per noi ciò avviene nel chiaroscuro della fede in attesa dell’incontro ultimo, nella visione, quando lo vedremo così come Egli è. Sì, l’Eucaristia è l’atto ecclesiale dopo il quale non rimane altro che la Sua venuta, l’incontro con Lui».

Inizia la processione in Piazza San Marco (foto di Stefano Dionisi)

 

L’omelia che il Patriarca Francesco pronuncia, durante la Messa celebrata nel pomeriggio di domenica 3 giugno, solennità liturgica del Corpus Domini, è una densa meditazione sull’Eucaristia, che si conclude con la preghiera e l’auspicio «d’esser sempre una Chiesa “eucaristica”, in cui al centro sia sempre e solo Lui», perché «l’Eucaristia celebrata, adorata, vissuta e testimoniata costituisce il gesto oltre il quale la Chiesa non può andare, nell’attesa fiduciosa e vigilante del suo Signore».

Mons. Moraglia sceglie di sottolineare alcuni dei passaggi, di valore anche simbolico, con cui il Vangelo racconta la Cena in cui Gesù istituisce l’Eucaristia e la pone al centro della comunità.

E aggiunge: «L’unità generata dall’Eucaristia non è di tipo psicologico, culturale, razziale, politico. L’Eucaristia genera, infatti, l’unità sacramentale e mistica della Chiesa, il Christus totus come amava dire Agostino, ed è proprio la comunione nello Spirito che riunisce tutti i figli dispersi e lacerati dal peccato. L’Eucaristia ha in sé tale forza perché in essa è presente l’evento salvifico avvenuto “una volta per tutte”; sì, “una volta per tutte”».

La Pasqua del Signore «è così evento ultimo, definitivo, escatologico; il termine “escatologico” (escatologia) indica proprio tale definitività e compimento. La Pasqua è la vittoria definitiva sulla morte che è il frutto ultimo del peccato; Pasqua è la vittoria sulla morte, il trionfo sul peccato; Pasqua significa risurrezione e glorificazione dell’uomo e del mondo. E l’Eucaristia, sacramento della Pasqua di Cristo, contiene in sé ed esprime proprio tale vittoria; a Pasqua il tempo e lo spazio non sono più elementi che separano e dividono perché in Gesù risorto perdono tale carattere connesso oggi alle leggi fisiche dello spazio e del tempo. L’Eucaristia è il rendersi presente qui e ora del Cristo pasquale, il Crocifisso che ha vinto la morte; l’Eucaristia è l’evento definitivo della storia che contiene il Cristo risorto che noi incontriamo nella fede battesimale».

Al termine della liturgia il Patriarca Francesco ha guidato la processione eucaristica in Piazza San Marco (foto di Stefano Dionisi)

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Mestre: San Giovanni Evangelista, mezzo secolo di vita da parrocchia. I ricordi di don Gianni Dainese

Dom, 03/06/2018 - 14:53

Abbattere tutti i pregiudizi, cercare la comunione vera, quella che viene dal Signore: è questo l’augurio che don Giovanni Frezzato fa alla propria parrocchia, la chiesa di San Giovanni Evangelista a Mestre, che il prossimo primo giugno festeggerà i primi 50 anni di vita.

Un compleanno speciale che è stato celebrato con una Santa Messa presieduta dal Patriarca Francesco, con il parroco, il fondatore don Gianni Dainese, il vicario don Roberto Memo e, si spera, tutti i sacerdoti che da qui sono transitati o che qui hanno scoperto la loro vocazione.

Un senso di unità e di comunione indispensabile in una parrocchia come questa in cui da sempre alla normale vita pastorale si intreccia il percorso del Cammino neocatecumenale: eretta il primo giugno del ’68, la parrocchia ha visto fondare la prima comunità nel ’73. Oggi quelle presenti sono 16, per un totale di circa 600 persone.
«Don Gianni – sottolinea don Frezzato, arrivato nel 2010 – ha messo in movimento tutti coloro che abitavano qui, soprattutto le giovani famiglie. Quando sono arrivato io, mi ha colpito l’autonomia delle cose: ho trovato molti laici maturi, persone formate, già abituate a fare. Quasi tutti qui hanno ascoltato un po’ di catechesi neocatecumenale: c’è sempre stata una fondamentale apertura all’ascolto e alla Parola».

Una distinzione, quella tra parrocchiani e neocatecumenali che c’è, dice il parroco, inutile negarlo, ma che non deve essere inconciliabile. «La comunità – sottolinea – ha un sua continuità nell’ascolto della Parola e una vita di relazione fondata sulla celebrazione frequente dell’Eucarestia. A poco a poco si crea una formazione che abilita a fare anche altri servizi, una generosità che trasuda dal cammino alla parrocchia».
E, dalla catechesi alla carità, segno dello Spirito che fiorisce, è davvero lungo l’elenco delle attività presenti nella chiesa di via Rielta: dai gruppi d’ascolto al gruppo liturgico, dal lavoro degli 8 accoliti al Progetto Gemma per le mamme in difficoltà, dalla Caritas al gruppo Missioni. E poi ancora chi si occupa dei fidanzati, chi della pulizia degli ambienti, il coro, che si attiva per le liturgie solenni, e il “gruppo Guastatori”, i tanti adulti volontari che pensano alla piccola manutenzione o alla cura del giardino.

Il racconto di don Gianni Dainese. La grande fatica dei primi anni e il disagio di cominciare da zero con quasi nulla in mano. La soddisfazione, oggi, di vedere la propria comunità tagliare un traguardo così importante. Sono ben 42 quelli che don Gianni Dainese ha vissuto in via Rielta, a capo della comunità di San Giovanni Evangelista: all’inizio in appena 100 metri quadri di un’ex pescheria, poi nella chiesetta prefabbricata, con il catechismo che si faceva in un appartamento della vicina via Adda.

«Lì – ricorda il sacerdote ormai quasi 84enne – non c’era niente. Sono arrivato per obbedire al Patriarca che mi chiedeva di fondare una comunità, ma anche con spirito avventuroso: non sapevo bene cosa fare, non mi rendevo bene conto. Ricordo, però, la fatica: non avevamo spazi, non c’erano strutture, tutto era abusivo. Vivere la parrocchia in modo normale, perfino celebrare le funzioni era quasi impossibile». E anche il Cammino neocatecumenale nasce qui nel ‘73 non a caso, «perché – ricorda don Gianni – non c’era bisogno di spazi, ci si ritrovava nella case».

Nei primi 15-20 anni è stata una battaglia quotidiana tra permessi, vincoli, carte bollate, denunce, ricorsi, compromessi. «Guardavo gli altri – sottolinea – e avevano tutto. Noi no: dovevo arrangiarmi. Tante volte mi sono sentito scoraggiato. Però nel frattempo ho cominciato a conoscere le persone, a parlare con loro, ad andare per le case, ad amarle. E loro hanno avuto pazienza e mi hanno seguito».

Gente semplice e buona, allora, i parrocchiani: famiglie giovani di operai, qualche impiegato. «Gente per bene – dice don Dainese – che non aveva studiato, molto vicina a me. Sono cresciuto come sacerdote in questa parrocchia: mi sono accostato alle persone cercando di dare il meglio di me stesso, parlando con il cuore. Quelle persone, le stesse di oggi con qualche anno in più, mi hanno aiutato ad accettare di essere parroco proprio qui, con tutte le difficoltà. Ho capito che quel che conta nella Chiesa è l’evangelizzazione, la possibilità di accostarsi alla gente. Mi hanno voluto sempre molto bene, mi sono sentito molto amato».

Non nasconde, don Gianni, il sospiro di sollievo tirato e l’emozione grandissima provata alla consacrazione, nel 2000, della nuova chiesa in pietra. «Questa parrocchia – conclude – la sento come una “figlia”. Nel mio modo di fare il parroco ho cercato di essere esempio e ispirazione per i giovani e le nuove vocazioni. Ho cercato di fare il mio dovere e di essere un bravo prete. Guardo a questa festa e sono contento, tranquillo e orgoglioso».

Chiara Semenzato

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“Gelato prima degli esami” con il Patriarca Francesco: Il 4 a Venezia, il 5 a Eraclea, il 6 a Zelarino

Dom, 03/06/2018 - 14:12

L’appuntamento speciale dei prossimi giorni d’inizio giugno si chiama “gelato prima degli esami”. È rivolto ai 14enni ovvero a quanti si apprestano a vivere la prova finale della terza media.

Il Patriarca Francesco, infatti, desidera continuare la bella e recente tradizione di incontrare informalmente i ragazzi di questa fascia d’età in tre diversi luoghi e tempi (per la Terraferma, per la città di Venezia e per il Litorale) nei giorni finali dell’anno scolastico e prima degli esami di licenza, proprio per essere loro accanto in questo importante momento della vita (non solo scolastica).

Gli appuntamenti sono i seguenti:

  • lunedì 4 giugno, alle ore 20.30, nel Palazzo Patriarcale di Venezia per la zona del centro storico e delle isole;
  • martedì 5, alle ore 18, nel patronato parrocchiale di S. Maria Concetta ad Eraclea per la zona del Litorale;
  • mercoledì 6, alle ore 19, al Centro pastorale card. Urbani di Zelarino per Mestre e terraferma. Ma l’incontro è aperto anche agli educatori in quanto, precisano gli organizzatori del Coordinamento della Pastorale diocesana dei ragazzi, «siete invitati anche voi responsabili, educatori, docenti e quanti altri li accompagnano nella crescita umana e cristiana, perché come comunità educante possiamo essere partecipi delle loro gioie e delle fatiche della maturazione».
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