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Venezia, protestano i genitori del nido “Onda”: «Gran caldo e non c’è il condizionamento. Il Comune provveda»

Lun, 01/07/2019 - 11:56

Tanto caldo. E niente climatizzazione. Lo segnalano i genitori dei bambini dell’asilo nido “Onda” di Venezia, in una lettera aperta, con cui sollecitano il Comune a prendere provvedimenti.

«Si è concluso oggi l’anno educativo 2018/19 e noi genitori – scrivono – ci ritroviamo nuovamente a denunciare la situazione insostenibile che si presenta ogni anno con l’innalzamento delle temperature. Il Nido Onda nasce 15 anni fa da un progetto di “riconversione di un ex serra razionalista” di uno studio di architettura modenese. Il progetto è davvero ben riuscito: bellissimi e coloratissimi spazi ed uno splendido giardino. Peccato che le enormi vetrate esposte praticamente tutto il giorno al sole continuino a immagazzinare calore all’interno della struttura che non accoglie più piante, bensì 35 bambini con età compresa tra i 6 mesi e i 3 anni e personale educatore ed ausiliario».

Il testo continua: «Lasciamo immaginare in questi giorni di temperature molto elevate, aggravate dalla percentuale di umidità, quale fosse la situazione all’interno del nido. Sono stati forniti anni fa di due condizionatori portatili (uno dei quali ha smesso di funzionare due giorni fa) che, data l’ampia metratura, devono essere spostati nei vari ambienti e rinfrescarli uno per volta. Inoltre, il tubo che scarica l’aria non è sufficientemente lungo da raggiungere l’esterno e, quindi, mentre si rinfresca una stanza, in quella accanto viene buttata fuori l’aria calda raggiungendo quasi i 40°».

Sono stati così diversi i bambini – segnalano i genitori – che hanno avuto sbalzi di temperatura corporea, dissenteria, oltre ad essere visibilmente provati: «Svariate e inutili le nostre segnalazioni agli uffici comunali competenti: nessuna risposta, nessun movimento».

Non è un problema emerso negli ultimi giorni, conclude il testo: «Il Nido Onda strutturalmente rappresenta un’eccezionalità e dato che si è passati da una serra ad un nido è doveroso che vengano presi i giusti ed adeguati provvedimenti affinché il microclima interno sia idoneo alla presenza di bambini così piccoli. Stanchi dei temporeggiamenti, dei rimandi ad un futuro lontano, ai silenzi che talvolta sono fin troppo eloquenti, ci auguriamo che, approfittando della chiusura estiva, l’amministrazione prenda in carico questa situazione e non ci si ritrovi a settembre così come ci siamo lasciati. La salute dei bambini e del personale che ci lavora non è qualcosa su cui lesinare».

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Dal 4 luglio visite guidate, di sera, all’Arsenale di Venezia

Lun, 01/07/2019 - 10:15

“Noi siamo la Marina: Arsenale sotto le stelle”: è il titolo della proposta di visite guidate – gratuite e serali – all’interno dell’Arsenale di Venezia.

Grazie ad un’iniziativa dell’Istituto di Studi Militari Marittimi anche quest’anno sarà possibile visitare di sera l’antico Arsenale della Marina Militare di Venezia. La Marina Militare, con la preziosa collaborazione dell’Associazione Amici dei Musei e Monumenti Veneziani, rinnova così un appuntamento con la cittadinanza che avrà la possibilità di ammirare la straordinaria cornice dell’Arsenale, resa ancor più suggestiva dalle luci della sera.

Le visite saranno effettuate tutti i giovedì, a partire dal 4 luglio e fino al 5 settembre (escluso giovedì 15 agosto), alle ore 20 per un massimo di 40 persone, previa prenotazione via email. Per informazioni è possibile contattare il numero telefonico 041.244.14.39, dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle ore 11.30 e dalle 14 alle 15.30.

Le prenotazioni potranno essere effettuate tramite la seguente email: [email protected] , secondo le seguenti modalità:

– inoltro della richiesta – per un massimo di 5 persone – da 1 a 7 giorni antecedenti la data della visita;

– per ogni partecipante alla visita, dovrà essere allegata la copia di un documento d’identità in corso di validità.

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Autostrada A4, tra Padova e Venezia: tagliati i sei pini marittimi, “monumenti” ormai pericolosi

Dom, 30/06/2019 - 15:46

Rimossi nella notte, per motivi di sicurezza, i caratteristici 6 pini “marittimi” che sorgevano al centro delle due carreggiate dell’autostrada A4, tra Padova e Venezia.
Concessioni Autostradali Venete S.p.A., che gestisce il tratto, ha dovuto intervenire con sollecitudine in vista dell’estate e dopo gli ultimi sopralluoghi che hanno sancito la pericolosità dei vecchi pini, risalenti agli anni Venti e Cinquanta. Effettuata anche una perizia, condotta da esperti agronomi, che ha confermato il loro grave stato di salute e dunque anche l’elevato rischio per chi percorre l’autostrada in entrambe le direzioni.
Tuttavia Concessioni Autostradali Venete , contestualmente all’inevitabile taglio, ha già proceduto alla piantumazione di altri pini, 18 per l’esattezza, della stessa tipologia, solo pochi chilometri più avanti e in luogo più idoneo, al bivio tra A4 e A57: rappresentano la continuità della presenza dei pini “marittimi” sulla via del mare, da Padova verso Venezia e Trieste, succedendo ai loro storici antenati.

La storia. I 6 pini domestici, che insistevano a cavallo tra le province di Padova e Venezia, nei comuni di Pianiga e Vigonza, sono stati messi a dimora tra gli anni Venti e Cinquanta e hanno accompagnato la storia dell’autostrada Venezia-Padova. L’infrastruttura, inaugurata nel 1933, era inizialmente una strada a due corsie di marcia, simile a un’attuale statale, delimitata lateralmente dagli alberi. Durante i lavori di raddoppio di carreggiata, completati nel 1962, il filare laterale è stato inglobato tra le due direzioni di marcia e integrato con altri pini.
Del filare originario rimanevano 6 pini, in tre coppie, i cui fusti sono stati nel tempo liberati dai molti rami che ostacolavano il traffico e le cui chiome erano fino a ieri protese sulle corsie di sorpasso di entrambe le direzioni autostradali.
Da circa 10 anni Concessioni Autostradali Venete, a causa del progressivo dissecamento dei rami e della possibile caduta di pigne, era costretta a chiudere la corsia di sorpasso per raccogliere materiali dalle chiome ogni 6 mesi con l’utilizzo di piattaforme mobili, oltre ad effettuare sempre più frequenti interventi di manutenzione (potatura e cura) e monitoraggio, con rischi sia per il personale impiegato che per la fluidità del traffico. L’efficacia di questi interventi, ultimamente, è risultata solo parziale, visto che il rischio di caduta è progressivamente aumentato.

La perizia. A fronte di queste problematiche, Concessioni Autostradali Venete aveva incaricato già lo scorso anno il Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali (Tesaf) dell’Università di Padova di effettuare un monitoraggio fitosanitario sulle piante, che ha previsto un’approfondita indagine visiva e strumentale.
Le conclusioni contenute nella relazione, a firma di uno dei massimi esperti in materia, il professor Lucio Montecchio, docente del Tesaf, non avevano lasciato dubbi: «I 6 pini – spiegava l’esperto – sono affetti da una malattia che inesorabilmente porterà al dissecamento dell’intera chioma. La caduta di rami e pigne non potrà che aumentare progressivamente e oltretutto uno dei pini è fortemente cariato al fusto (ospita un formicaio), con conseguenti problemi di stabilità. Nel caso di rottura, l’alberò cadrà col suo peso e ingombro su una delle due corsie di sorpasso».

La decisione. Gli esiti della perizia tecnica non davano modo di pensare a soluzioni diverse dal taglio degli alberi, che oggi incombono su una via di comunicazione attraversata ogni giorno da circa 80 mila veicoli. Per rendere l’idea, anche statisticamente, della probabilità di essere colpiti da materiale di caduta della chioma, il dato di transito è di circa un veicolo al secondo ogni giorno. Per capire il rischio a cui sono esposti gli utenti, basti pensare che la caduta di pigne è paragonabile, per altezza, dimensioni e conseguenze, a quella di un sasso da un cavalcavia .
Negli ultimi giorni un ulteriore sopralluogo ha consigliato ai tecnici di intervenire con urgenza, soprattutto in vista dell’esodo estivo che impone di evitare, anche di notte, l’apertura di cantieri per i prossimi mesi.
A consigliare la rimozione, tra l’altro, sono stati anche gli eventi atmosferici sempre più estremi, basti pensare alle conseguenze per il patrimonio arboreo portate dalla tempesta “Vaia” nel Bellunese lo scorso autunno o il tornado in Riviera del Brenta del 2015, la cui traiettoria ha risparmiato i pini autostradali solo per pochi chilometri. Il rischio, in caso di temporali intensi con forti raffiche di vento, è che la pianta venga sollevata o collassi sulla carreggiata, colpendo i mezzi in transito, con conseguenze per la sicurezza dei viaggiatori.

L’intervento. Per rimuovere le piante è stata incaricata una ditta specializzata che ha proceduto al taglio delle chiome e dei fusti dei 6 alberi in orario notturno, in modo da non interferire con il traffico pendolare giornaliero. L’intervento ha avuto inizio nella serata di sabato per concludersi nella notte appena trascorsa. Durante i lavori è stata chiusa la corsia di sorpasso e quella centrale, in entrambe le carreggiate (direzioni Trieste e Milano). Per tutta la notte è stata mobilitata l’intera struttura di Concessioni Autostradali Venete, che oltre a coordinare l’intervento attraverso il personale dell’Area Tecnica, ha costantemente monitorato l’andamento del traffico tramite il Centro operativo di Mestre, i coordinatori della viabilità e gli ausiliari sul posto, in servizio di assistenza e presegnalazione. L’intervento si è svolto senza problemi, rispettando tempi e modi prestabiliti, grazie anche alla preziosa collaborazione della Polstrada e, per quanto riguarda il presidio della viabilità esterna, dei Carabinieri. Nella serata di sabato si sono verificate alcune code in direzione Milano in prossimità del cantiere, smaltite poi nel corso della notte.

La compensazione. Insieme alla rimozione di un pericolo reale, Concessioni Autostradali Venete ha deciso di garantire, oltre al prioritario aspetto della sicurezza dei viaggiatori, anche un’opera di compensazione visiva e affettiva insieme, visto che le piante in questione hanno comunque rappresentato una sorta di monumento lungo l’autostrada. Alcune settimane fa la Concessionaria ha pertanto provveduto a piantare 18 nuovi pini marittimi identici a quelli rimossi, solo più giovani: si trovano allo “sfiocco” tra il Passante e la A57 e hanno il compito di mantenere viva la memoria dei vecchi pini che per circa 70 anni hanno caratterizzato quel tratto di autostrada.

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Venezia: in campo San Pietro, a Castello, cade un ramo di un metro di diametro. Solo danni materiali, a tendone e tavoli

Sab, 29/06/2019 - 22:30

Tutto bene quel che finisce bene. Vale la pena di sottolinearlo anche alla festa di San Pietro di Castello, a Venezia. Oggi, nel primo pomeriggio, nel campo in cui si tiene la più sentita e partecipata festa popolare della città, è caduto un grosso ramo.

Da uno degli alberi che dimorano in campo, infatti, si è improvvisamente staccato un grande ramo, di circa un metro di diametro.

Il ramo è caduto sopra un tendone, distruggendolo; danni anche per i cinque tavoli ospitati sotto il tendone. Ma, per fortuna, appunto, non c’era nessuno e i danni sono così solo materiali.

Da una prima analisi risulta che il grande ramo era corroso e in marcescenza all’interno. Perciò, pur in una giornata senza vento come quella di oggi, ad un certo punto ha ceduto ed è precipitato a terra.

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Migranti, il Patriarca: illusorio e non confacente con la realtà costruire un muro alla frontiera orientale dell’Italia

Sab, 29/06/2019 - 17:25

«Ritengo illusorio e non confacente con la realtà pensare di risolvere, oggi, la questione epocale dei migranti costruendo barriere fisiche alla nostra frontiera orientale che, pure, certamente va controllata e “regolata”». Lo dice il Patriarca di Venezia a proposito dell’ipotesi, di cui si va parlando, in particolare da parte del ministro degli Interni Salvini, di realizzazione di un muro ai confini con la Slovenia.

«La risposta alla tragedia umana di interi popoli – prosegue mons. Moraglia – non può essere quella dei “muri”, ma quella della politica. Una politica che, una buona volta, voglia affrontare tale vicenda senza pregiudizi ideologici o ingenuo buonismo ma con realismo. Accogliere chi si trova nello “status” di migrante o rifugiato è un dovere e un principio fondamentale, riconosciuto dalla nostra Costituzione (art. 10) e dalla Convenzione di Ginevra. Oggi, però, nessun Paese è in grado di rispondere da solo. Ecco, allora, l’appello veramente pressante – e che dovrebbe trovare tutti coesi – alla politica europea e mondiale perché attivi a livello planetario una sorta di “piano Marshall”. La politica europea, in particolare, deve trovare responsabilità, lucidità, volontà e modalità condivise, uscendo da angusti schemi e schieramenti, per regolamentare un fenomeno che tocca in modo universale non solo l’Italia ma l’intero continente europeo».

«All’interno di questa ineludibile azione politica l’opera del volontariato è necessaria per arrivare a dare risposte all’altezza della grande emergenza-migrazioni e parlo di un volontariato autenticamente ispirato da grandi valori e non strumentalizzabile. L’impegno di tutti – a livello personale e sociale – è garantire una integrazione reale, vera, dal volto umano, creando un contesto favorevole e culturalmente “attrezzato”».

Conclude il Patriarca Francesco: «Di fronte a tali questioni ci accomuna il compito urgente – per chi ha responsabilità politiche, culturali, sociali, ecclesiali – di saper affrontare tali situazioni con intelligenza e cuore, senza fuggire i problemi, nel rispetto di tutti, di chi accoglie e di chi è accolto, e garantendo a tutti, nessuno escluso, legalità e sicurezza. Questo dobbiamo perseguire, in Italia e in Europa, sapendo guardare oltre gli interessi particolari, con realismo e lungimiranza, con senso della giustizia, tutelando i diritti e il rispetto dei doveri di tutti».

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Jesolo, il Comune compra per 446mila euro l’ex distretto sanitario, ora casa delle associazioni

Ven, 28/06/2019 - 14:15

La “Casa delle associazioni” di via C. Battisti, nel centro storico di Jesolo diventa ufficialmente di proprietà del Comune. Lo stabile utilizzato fino a qualche anno fa dall’Azienda Ulss4 Veneto Orientale come sede del distretto sociosanitario diventerà parte del patrimonio immobiliare comunale. Il Consiglio comunale nella serata di ieri, giovedì 27 giugno, ha dato via libera con voto favorevole di tutti i componenti al provvedimento che autorizza l’ente a formalizzare l’acquisizione per un importo di 446 mila euro.

Diventando proprietario dell’immobile, il Comune avrà la possibilità di gestire in modo diretto gli spazi, che fino ad oggi potevano essere utilizzati dalle associazioni del territorio grazie ad un contratto di comodato d’uso sottoscritto dal comune stesso con l’Azienda Ulss4.

Una risposta importante per tutte le realtà associative che operano a Jesolo che potranno avere così maggiori garanzie oltre alla possibilità di ampliare ulteriormente le opportunità di utilizzo dell’immobile da parte di altri soggetti o in base alle necessità che saranno individuate dall’amministrazione.

“Quello che è stato approvato ieri è un risultato importante per tutta la città – commenta l’assessore all’urbanistica, Otello Bergamo -. L’acquisizione dell’ex sede del distretto sociosanitario era un obiettivo che ci eravamo prefissati e che ora portiamo a casa. La disponibilità dell’immobile consentirà di non dipendere più da altri soggetti ma ci consentirà di dare risposte e spazi certi per le associazioni della nostra città che svolgono un importante ruolo a servizio della collettività e di progetti per il bene della località”.

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Crediti Iva fittizi per compensare imposte dovute. La “mente” della frode a Mestre. 15 indagati, sequestrati 3 milioni

Ven, 28/06/2019 - 09:38

Crediti Iva fittizi per compensare imposte effettivamente dovute. È il meccanismo fraudolento utilizzato dalle persone che oggi sono oggetto di un’azione della Guardia di Finanza. La “mente” della frode ed evasione è un professionista di Mestre.

Nel procedimento odierno sono indagate 15 persone residenti nelle provincie di Venezia, Pescara, Chieti, L’Aquila, Treviso e Ravenna e sono coinvolte 11 aziende con sede legale in Venezia, Scorzé, Caorle, Mira, Roma, Pescara e Vasto.

I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Finanza di Venezia hanno dato infatti esecuzione ad un provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Venezia con cui è stato disposto il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per oltre 3 milioni di euro, per i reati di evasione fiscale, indebite compensazioni di crediti di imposta, emissione ed utilizzo di false fatturazioni al fine di evadere le imposte sui redditi e l’IVA.

Le attività si inquadrano nell’ambito di una complessa indagine di polizia giudiziaria diretta dalla locale Procura della Repubblica, originata da accertamenti di natura fiscale e di polizia giudiziaria svolti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Venezia e dalla Tenenza di Caorle, che hanno permesso di scoprire un ingente meccanismo fraudolento finalizzato ad evadere il fisco, posto in essere da alcuni consulenti tributari con studio in Mestre e nell’hinterland veneziano.

Dalle indagini svolte è emerso che un professionista con studio in Mestre, avvalendosi del supporto di suoi collaboratori o di altri studi di consulenza a lui riconducibili, aveva elaborato un sistema fraudolento finalizzato a creare ingenti crediti IVA fittizi, che poi venivano utilizzati da soggetti economici per compensare imposte effettivamente dovute.

Più in particolare, i consulenti avevano individuato imprese di nuova costituzione o già operative in difficoltà finanziaria che si rendevano disponibili ad emettere fatture per operazioni inesistenti, sia per creare costi fittizi da portare indebitamente in deduzione, sia per generare crediti IVA inesistenti. Tali crediti fittizi venivano poi ceduti a soggetti economici effettivamente operativi, in compensazione di debiti tributari.

Le società emittenti, una volta esaurito il loro ruolo nello schema fraudolento, venivano completamente “svuotate” dai beni strumentali eventualmente in possesso o dai crediti maturati e cedute a soggetti prestanome o trasferite in altre regioni e, in un caso, anche in Francia, al fine di ostacolare eventuali controlli dell’Amministrazione finanziaria.

Nell’estate del 2018 sono state eseguite perquisizioni presso le abitazioni ed i luoghi di lavoro degli indagati, che hanno permesso di acquisire copiosa documentazione cartacea ed informatica a riscontro delle ipotesi investigative. Dall’esame degli ulteriori documenti sequestrati, sono state ricostruite operazioni inesistenti, con emissione di false fatture, per circa 11.340.000 euro.

All’esito degli accertamenti patrimoniali condotti dalla Guardia di Finanza, la Procura di Venezia ha disposto i provvedimenti di sequestro per l’importo di 3.189.721 euro, che hanno riguardato conti correnti, disponibilità finanziarie, quote societarie, autoveicoli, fabbricati e terreni ubicati nelle provincie di Venezia, L’Aquila e Chieti.

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Grest a Mestre, il gemellaggio “del trifoglio”: un’attività simbolica per scoprire il valore della collaborazione

Ven, 28/06/2019 - 09:37

Venerdì 21 giugno, presso il parco San Giuliano a Mestre, è avvenuto un gemellaggio tra i Grest e il Centro Estivo delle parrocchie di San Giuseppe, San Marco Evangelista, il Corpus Domini e Santa Maria della Pace.

La mattinata, ben preparata dagli animatori, è iniziata con un momento di accoglienza e poi la suddivisione dei bambini in sette gruppi misti, per far sperimentare loro l’importanza di stare assieme

Il tempo è stato scandito dalla proposta di diversi giochi di squadra e naturalmente da un momento dedicato alla merenda. Di particolare importanza, oltre al momento di preghiera iniziale, è stata la cosiddetta “attività trifoglio”, pensata per far scoprire il senso della collaborazione pastorale tra le diverse parrocchie.

I bambini hanno seminato in quattro vasi dei semi di trifoglio e alla fine ogni gruppo ha portato a casa un vaso con l’impegno di averne cura e di annaffiarlo. Il trifoglio rappresenta le nostre parrocchie: ognuna con la sua specificità ma unite da un unico gambo, perché siamo uniti dalla stessa fede e alimentati da un’unica fonte per poter crescere insieme.

Inoltre, se è vero che le parrocchie hanno bisogno della cura pastorale dei nostri sacerdoti, è altrettanto importante riconoscere che ognuno di noi è chiamato a coltivare il seme del proprio Battesimo e a prendersi cura della propria comunità: ecco il messaggio che si è voluto dare ai bambini e ragazzi, i quali sono il futuro e la linfa nuova cha alimenta la nostra Chiesa. Con l’aiuto di Dio – il nostro speciale «giardiniere» – potremo fare cose grandi.

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Lazzaretto Nuovo: si stimano 2500 sepolture per la peste del ‘500 e ‘600. Un premio agli archeologi

Gio, 27/06/2019 - 20:22

ono almeno 2500 i corpi di persone sepolte nell’area dell’antico camposanto nell’isola del Lazzaretto Nuovo. Lo stimano gli archeologi che stanno compiendo le campagne di scavo nell’isola e che oggi sono stati ricevuti a Ca’ Farsetti, a Venezia, dalla vicesindaco Luciana Colle.

Colle e la vicepresidente della Commissione Cultura Deborah Onisto hanno consegnato loro e all’associazione Archeoclub d’Italia – sede di Venezia, presieduta da Gerolamo Fazzini, una targa a riconoscimento del lavoro svolto.

All’appuntamento hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio comunale Saverio Centenaro e i consiglieri Lorenza Lavini e Maurizio Crovato. Il progetto è stato sostenuto dall’Amministrazione comunale che nel maggio dello scorso anno ha approvato in Giunta, la campagna di scavi e ricerche archeologiche stipulando un contratto di comodato con l’Archeoclub e con l’associazione di volontariato Ekos Club.

Il percorso che si concluderà domenica prossima con il primo workshop in programma della trentaduesima edizione dei Campi estivi organizzata dall’Archeoclub e proseguirà per tutta la stagione con diverse attività coinvolgendo ragazzi, studenti, professionisti e appassionati.

Le ricerche antropologiche hanno confermato la presenza di fosse comuni riferibili alle epidemie di peste che hanno colpito Venezia tra il XVI e il XVII secolo e si svolgono in un’area posta vicino all’antica chiesa dell’isola, dal 2015 in collaborazione con l’Università dell’Australia occidentale (UWA) di Perth – Centre for Forensic Science e con la concessione di scavo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, grazie al comodato gratuito concesso dal Comune di Venezia a fronte della riconosciuta importanza dell’isola e dei risultati raggiunti in questi decenni nella salvaguardia, valorizzazione e fruizione pubblica con cui migliaia di persone ogni anno possono conoscere la storia del territorio.

“Quella del Lazzaretto Nuovo è un’opportunità unica di scavo e analisi di resti umani – dice la responsabile scientifica Ambika Flavel – in un luogo di grandissimo fascino storico e ambientale, che ha avuto diversi usi nei secoli; la squadra è composta da studiosi da tutto il mondo”.

L’importanza del progetto è stata testimoniata nei giorni scorsi anche dalla visita di Margaret Cox, antropologa forense e osteoarcheologa di fama internazionale, fondatrice della prima laurea magistrale al mondo in Archeologia forense e autrice di pubblicazioni fondamentali per il settore. Secondo la matrice divulgativa del progetto non-profit “Per la rinascita di un’isola” condotto dalle associazioni Ekos Club e Archeoclub di Venezia, che negli ultimi trent’anni ha recuperato dall’abbandono il Lazzaretto Nuovo, lo scavo è stato anche aperto straordinariamente al pubblico lo scorso weekend, nel percorso di visita guidato che si snoda all’interno della cinta muraria fra il Tezon Grande e gli altri edifici monumentali, e all’esterno lungo “Il Sentiero delle Barene” allestito quest’anno con il Museo di Storia Naturale di Venezia.

Istituito dalla Repubblica di Venezia nel 1468, per tre secoli il Lazzaretto Nuovo, complementare all’ospedale vero e proprio situato sull’isola del Lazzaretto Vecchio, è stato una soglia di Venezia: il luogo in cui dovevano fare la “quarantena” le navi, le persone e le merci provenienti dai diversi porti del Mediterraneo prima di entrare in città.
Le ricerche attualmente in corso comprendono sia scavi archeologici per lo studio del sito, sia analisi antropologiche di base che già possono fornire informazioni circa età, sesso, caratteristiche fisiche, provenienza geografica. Seguiranno le analisi di laboratorio, alcune particolarmente avanzate, ad esempio sul DNA ed esami isotopici che potranno fornirci molte informazioni sugli antichi veneziani.

“Le campagne effettuate – viene spiegato –  hanno finora indagato solo una piccola parte dell’area del Campo Santo: può essere sicuramente affermato il notevole valore archeologico e antropologico del cimitero murato dell’isola del Lazzaretto Nuovo: non è esagerato presumere che almeno 2.500 individui si trovino depositati in questa struttura. Gli scavi dei prossimi anni saranno indirizzati a indagare livelli stratigrafici inferiori, per ricostruire un profilo demografico del sito e confrontarlo con altre aree cimiteriali storiche esistenti a Venezia e in Laguna”.

Per maggiori informazioni:
Website: www.lazzarettonuovo.com | www.archeove.com

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Venezia, Garage comunale: ci sarà posto per 120 biciclette. E sarà più facile avere un posto per le aziende

Gio, 27/06/2019 - 17:31

Via libera del Consiglio comunale (27 voti favorevoli, 2 contrari, 3 astenuti) alle modifiche al “Regolamento degli abbonati, dei posti riservati e delle tariffe nell’autorimessa comunale di Piazzale Roma”, con l’obiettivo di rendere più snella, efficiente e trasparente la procedura di assegnazione di posti auto liberi nell’autorimessa comunale a residenti, esercenti di attività produttive ed Enti di Venezia centro storico e isole. Nulla cambia invece per chi è già possessore di un abbonamento.

Il Regolamento conferma che vengono riservati 1848 posti auto per i residenti, per le attività produttive e per gli enti di Venezia centro storico e isole e 334 per i transiti giornalieri. Uno spazio dell’autorimessa, pari a circa il 2%, corrispondente a 34 stalli, ospiterà inoltre un bicipark che potrà contenere circa 120 biciclette, la cui gestione sarà ricompresa nelle attività già ora disciplinate dal contratto di servizio tra Comune di Venezia e Avm spa.

Tra le altre modifiche si sottolinea che sarà la Giunta ad approvare gli indirizzi per la predisposizione, da parte del dirigente competente, dell’avviso pubblico (non più di un bando) per la formazione della graduatoria degli aventi diritto alla stipula del contratto di abbonamento. La partecipazione alla selezione per la formazione della graduatoria avverrà attraverso una procedura completamente informatizzata tramite un apposito portale messo a disposizione dell’Amministrazione comunale: sulla base dei punteggi verrà predisposto l’elenco che permetterà di procedere con la stipula dei contratti. Ogni avviso pubblico dovrà prevedere un’apposita graduatoria per le persone con disabilità, cui dovranno essere riservati almeno il 2% dei posti disponibili.

E’ stato inoltre modificato al ribasso il numero di dipendenti di un Ente o di un soggetto esercente attività produttiva necessari per ottenere posti auto all’interno dell’autorimessa. Nel dettaglio, passa da 50 a 25 dipendenti il requisito per poter chiedere 1 posto auto; per averne 2 bisognerà contare tra 25 e 50 dipendenti (in precedenza il parametro era tra 50 e 150 dipendenti); per averne 3 servono più di 50 dipendenti, contro i 150 della vecchia versione del regolamento.

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Anziani over 75, al via 21 incontri in 16 palazzi e musei veneziani

Gio, 27/06/2019 - 17:26

Un ricco calendario di appuntamenti per condividere la bellezza delle opere d’arte e il fascino degli edifici storici veneziani, trascorrendo qualche ora in compagnia comodamente seduti: dopo il successo riscosso dalle edizioni precedenti torna l’iniziativa Estate a Palazzo “La Bella Età – Conversazioni, attività, incontri dedicati ai cittadini dai settantacinque anni in su nelle biblioteche e musei del Comune di Venezia”.

Il progetto promosso dall’associazione “Red Carpet For All”, realizzato in collaborazione con l’Assessorato comunale alla Coesione sociale e con il contributo dell’Istituzione veneziana Servizi sociali alla persona, sarà ampliato rispetto a quello dell’anno scorso “Estate a Palazzo – Conversazioni sull’Arte”: interesserà 16 luoghi di cultura per 21 incontri e coinvolgerà anche l’associazione Alzheimer.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Ca’ Farsetti alla presenza dell’assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini, del presidente dell’Istituzione Veneziana Servizi alla Persona Luca Segalin, della presidente dell’associazione di Promozione Sociale “Red Carpet For All” Valentina Paulon e dei rappresentanti delle istituzioni culturali e museali coinvolte nel progetto.

Rivolto a persone con più di 75 anni, residenti nel Comune di Venezia, l’iniziativa vede la collaborazione dei Musei Civici Veneziani e di altre istituzioni culturali cittadine e ha l’obiettivo di promuovere occasioni d’incontro e socializzazione all’interno di musei e palazzi veneziani per discutere delle opere esposte o della storia degli edifici con la partecipazione di una storica dell’arte e di una psicologa.

“Grazie alla tenacia e all’entusiasmo di Valentina Paulon – ha spiegato l’assessore Venturini – con cui quattro anni fa abbiamo dato avvio a questa idea collegandola all’Istituzione veneziana Servizi sociali alla Persona, che ha sostenuto economicamente il progetto, possiamo offrire ai nostri “grandi anziani” un percorso fatto di curiosità, aneddoti, storia. L’obiettivo è stimolare gli over75 a uscire di casa e consentire loro di frequentare assieme ad altre persone spazi culturali, che altrimenti farebbero più fatica a visitare, evitando che rimangano soli nella stagione estiva, quando è più alto il rischio di solitudine”.

“Un’opportunità – ha evidenziato Paulon – per ricostruire la rete sociale”. Quest’anno inoltre si è sviluppata la collaborazione con l’associazione Alzheimer Venezia: una sessione al mese sarà dedicata allo sviluppo della creatività per le persone con deficit di memoria che saranno coinvolte nell’invenzione di storie sulla base di un quadro secondo il metodo Timeslips, creative storytelling.

La partecipazione agli appuntamenti è gratuita su prenotazione.

Per informazioni contattare cell. 370.126.04.88 oppure 377.087.22.58: mail: [email protected]

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In 1500 a Noale al Grest Raduno della diocesi di Venezia

Gio, 27/06/2019 - 16:43

Martedì 25 giugno quasi 1500 tra ragazzi e animatori si sono ritrovati presso il parco acquatico Aquaestate a Noale per il tradizionale Grest Raduno, organizzato da Happyhope, cioè la parte educativa e formativa dell’associazione Noi Venezia e dalla Daigo Music School.

Nella preghiera che ha dato inizio all’incontro, attraverso uno spunto di Madre Teresa di Calcutta, don Fabio Mattiuzzi ha sottolineato l’importanza di dare un senso anche al divertimento e al ritrovarsi assieme: proprio nello spirito del Grest e della parola che lo cratterizza nell’edizione 2019, “Yes”, si deve riuscire a portare il sorriso di Dio, la santità nel quotidiano, a tutte le persone che incontriamo e che sono con noi, in particolar modo a coloro che fanno fatica e si isolano.

Poi festa e divertimento in parco, segnato anche da alcuni giochi a tema sul Grest e dall’accompagnamento musicale dalla piscina gestito da Radio Stereocittà.

Il Grest diventa anche così il segno dell’unità e della consapevolezza di essere amati dal Signore.

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La preghiera e la lotta: cosa coltivare nella vita di un cristiano. Il Patriarca ai diaconi veneziani

Gio, 27/06/2019 - 15:22

La preghiera e la lotta. Perché la preghiera è lotta. In questo binomio sta lo strumento principe per coltivare e far crescere la vita del credente. A maggior ragione del credente che ha responsabilità dinanzi alla comunità.

Lo sottolinea il Patriarca Francesco nell’omelia della Messa presieduta oggi nella cappella di casa Papa Luciani a Santa Giustina Bellunese. Insieme a lui una quindicina di diaconi veneziani e alcune delle rispettive mogli, impegnati negli esercizi spirituali.

Rileva mons. Moraglia: «Più una persona è pubblica – penso anche ai diaconi nei confronti del loro ministero – e quindi più uno ha responsabilità è più deve lavorare su di sé spiritualmente. Perché è dal nostro rapporto con il Signore che nasce la nostra pastorale e nasce anche il nostro servizio agli altri».

Più si prega il Signore, rimarca ancora mons. Moraglia, «più Lui ci insegna a pregare. Più preghiamo di corsa e meno riusciamo a entrare nella grazia della preghiera. Perciò certi ministeri sarebbero diversi se, all’inizio di ogni giornata, ci fosse un tempo ampio e convinto di preghiera».

L’esperienza della preghiera, insomma, come scelta principale: «Se non cresciamo nella preghiera, se non sentiamo l’esigenza della preghiera, potremo anche anche preparare tutte le riflessioni e tutte le omelie possibili, ma saremo veramente meccanici, non toccheremo le corde delle anime».

E dev’essere un esercizio continuo, quello della preghiera, una manutenzione continua a crescente: «Il rapporto con il Signore lo devono conquistare tutti, sia quelli più dotati spiritualmente o intellettualmente sia quelli meno dotati».

E la dimensione della lotta, anche nella preghiera, non è secondaria ma costitutiva: «Noi abbiamo tolto dalla Sacra Scrittura – sbagliando – tutte le questioni impegnative. Per cui, se non si è felici, si ritiene di aver sbagliato vocazione. Invece, se leggiamo le vite dei santi e dei mistici, quando uno è troppo tranquillo di se stesso vuol dire che non ha mai cercato Dio, o che lo ha cercato trovando prima l’accordo con se stesso. È proprio di certe posizioni laiciste il dire che si è in pace con se stessi. In realtà, quando Dio interviene nella vita di un uomo, lo rende tribolato».

D’altronde, questa è l’essenza del kerygma: «È lo specifico della pienezza della religione cristiana, cioè della Pasqua: è morte che dà la vita».

«Quando noi non capiamo che il kerygma deve plasmare la nostra anima e la nostra vicenda personale – conclude il Patriarca – non capiamo che quella del cristiano è vicenda di morte e risurrezione. Ma quando abbiamo dimestichezza con la preghiera, tutto si fa molto semplice e tutto si conclude con una parola sola, che contiene l’universo: la parola Gesù».

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Caldo torrido e umidità fino a venerdì 28; sabato e domenica un po’ meglio

Gio, 27/06/2019 - 14:03

Caldo torrido e umidità fino a domani, venerdì 28. Poi sabato e domenica un po’ meglio.

Lo segnala la Protezione civile del Comune di Venezia, sulla base dei dati rilevati dal Centro meteorologico di Teolo dell’Arpav, comunicando che domani 28 giugno, visto il persistere delle condizioni climatiche e delle alte temperature, sarà raggiunto il quarto giorno consecutivo di disagio intenso e sarà ondata di calore.

Oggi, giovedì 27 giugno, la situazione di disagio fisico, prevalentemente intenso, si estenderà a tutte le zone della regione, comprese quelle montane. La qualità dell’aria sarà scadente ovunque.

Venerdì – secondo il bollettino – caleranno un poco le temperature massime ma non le minime e neppure l’umidità. Permarrà dunque il disagio fisico che resterà intenso tranne che in Valbelluna dove sarà moderato. Qualità dell’aria scadente fino a risultare da scadente sulle zone montane e pedemontane. Buona o discreta altrove.

Sabato e domenica il calo dell’umidità e in molti casi delle temperature minime favoriranno una diminuzione del disagio fisico, che non sarà più intenso.

In previsione dell’arrivo dell’ondata di calore che consiste nel perdurare, per almeno 3 giorni, di condizioni di elevata temperatura (intorno ai 30° C) e di elevato tasso di umidità, la Protezione civile comunale ricorda che è attivo il “Piano di risposta agli effetti sulla salute delle ondate di calore”, attuato dal Comune di Venezia, Settori Protezione civile e Servizi alla Persona e alle Famiglie, in collaborazione con Azienda Ulss 3 Serenissima.

Per maggiori informazioni vai alla pagina informativa della protezione civile comunale: https://www.comune.venezia.it/it/protezionecivile

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Adolescenza infinita? Che diventi tempo utile. Anche con i Grest

Gio, 27/06/2019 - 11:02

Sono giovanissimi, ma fanno cose da adulti. Spesso cose sbagliate, come nel caso dei componenti delle baby gang che hanno imperversato tra Mestre e Venezia negli ultimi tempi.

Ma anche quando non arrivino a tali eccessi, i preadolescenti di questo tempo attuale sono estremamente precoci. Già alla fine della scuola primaria, molti ragazzini hanno pose e comportamenti da teenager. Questi adolescenti in miniatura bruciano le tappe, scimmiottano gli adulti, ritrovandosi però in un mondo per il quale non sono ancora “vaccinati”.

I genitori si sentono disorientati e cadono in mille contraddizioni: sono iperprotettivi, ma al tempo stesso concedono libertà che un tempo – a quell’età e anche oltre – sarebbero state impensabili. Il paradosso è che, entrati precocemente nell’adolescenza, questi stessi ragazzi non la abbandoneranno per lungo tempo. Ritarderanno cioè l’ingresso nell’età adulta, quella delle responsabilità, crogiolandosi nel limbo delle comodità familiari. Il lavoro che non arriva, lo studio universitario che si può diluire a piacimento…. E così l’adolescenza diventa un tempo quasi infinito.

Sarebbe dunque opportuno fare buon uso di tutto questo tempo. Approfittando magari del periodo estivo, che offre opportunità di impegno e svago intelligente.

I Grest ne sono un esempio concreto: per i più piccoli c’è la possibilità di trascorrere le giornate con spensieratezza, ma anche attribuendo un senso più profondo e vero al tempo vissuto con i coetanei. Per i più grandi, c’è la possibilità di sperimentare se stessi nel rapporto educativo verso i bambini: fare gli animatori può essere un modo per rendersi utili, per mettersi alla prova, per comprendere cosa significhi essere degli esempi positivi per qualcun altro. E, perché no, per sentirsi maggiormente responsabili.

Vale per le settimane di animazione al Grest, così come per l’esperienza di volontariato che dovrebbe diventare un percorso obbligato per tutti gli adolescenti. Che siano precoci, che siano problematici o che siano dei ragazzi modello, non importa. Il dono gratuito di sé agli altri è una tappa educativa che va incentivata in tutti i modi.

Serena Spinazzi Lucchesi

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In pensione Marisa Gruarin, “istituzione” dei licei mestrini

Gio, 27/06/2019 - 09:59

«Abbiamo mandato studenti al Cnr e all’Università, nelle aziende, nei reparti di ospedale, al Suem, abbiamo in questi giorni una classe intera del Liceo Franchetti nei palazzi del Centro storico veneziano, impegnata a spiegare ai turisti le opere della Biennale. Abbiamo ragazzi che con la Confesercenti hanno studiato il problema dello svuotameno dei negozi in centro, altri che hanno costruito con il Comune di Montebelluna il nuovo Museo della Guerra. Abbiamo mandato gli studenti non fuori da scuola ma nel cuore della città – afferma con la passione di sempre Marisa Gruarin (a destra nella foto) – e abbiamo aziende e realtà produttive incredibili, che hanno imparato a conoscere il mondo della scuola e a smontare qualche pregiudizio. Scoprendo che i ragazzi sono svegli e intelligenti, e che un liceale il primo giorno non sa far nulla, ma il secondo ha già imparato e il terzo può andare avanti da solo».
45 anni di insegnamento, di cui gli ultimissimi assorbiti nel turbine dell’alternanza scuola-lavoro e 33 passati nello stesso liceo, il Giordano Bruno di Mestre.

Con altre tre “istituzioni” che lasciano… E la pensione arrivata decisamente troppo presto. Marisa Gruarin, professoressa di matematica e fisica, passione e carattere da vendere e un lungo servizio non solo a scuola ma anche nell’impegno civico in città, non ha l’aria di un’insegnante che pensi al «buen retiro».

A darne i segnali c’è solo la commozione per le lettere, i saluti, gli abbracci di questi giorni, che ha condiviso in una grande festa l’ultimo giorno di scuola con un’altra pietra miliare del frequentatissimo liceo di Carpenedo-Bissuola: Marisa Molin, la «segretaria degli studenti», che ha visto passare decine di generazioni nel liceo mestrino, che ha da poco compiuto 50 anni e ha salutato, nelle ultime settimane, anche il professor Daniele Baso, «uno dei pilastri – cita Gruarin – del Piano Nazionale per l’Informatica», e pure Adriano, lo storico gestore del bar. «Istituzioni», tutte queste, che fanno parte della memoria di migliaia di mestrini e attuali cittadini metropolitani.

Una scelta enorme per gli studenti. «Oggi la scuola è cambiata, è totalmente diversa non solo da quella che ricordo io ma anche da quella che hanno vissuto i genitori di oggi, che spesso si trovano disorientati. Oggi la scelta è infinitamente maggiore, abbiamo una varietà enorme di indirizzi e di possibilità, di opportunità per venire in contro alla propensione dei ragazzi, un’offerta un po’ dispersiva, forse, ma anche stimolante e divertente. E poi la matematica, il latino, le lingue non sono più le stesse».

Il difficile è fare i genitori degli studenti. Il punto dolente, per la storica docente, è un altro: «Ci sono le carenze di organico, i problemi di categoria, è vero, ma la parte veramente difficile è il rapporto con i genitori, è quello il mestiere che oggi ci manca». E’ ricevere padri e madri che non sanno come vietare il cellulare ai figli, che hanno detto troppi pochi no, che arrivano a scuola con l’avvocato e che hanno delegato l’educazione primaria ad altri: «Insegnare che non si può lanciare un banco dalla finestra o non si può riprendere un insegnante o un compagno con il cellulare non può essere delegato solo allo Stato o alla scuola: è in famiglia che occorre educare, ed è un mestiere faticoso».

Quasi come quello dell’insegnante, che pure oltre a problemi matematici e funzioni spesso insegna molto di più. Un altro impegno che continuerà, assicura Marisa Gruarin, grazie ad altrettanti docenti è il progetto «Bruno Franchetti solidale». Iniziata grazie alla lungimiranza non solo della «superprof» ma anche di risorse e dirigenti scolastici, e con il «la» del Progetto Con-tatto del Comune, l’esperienza del volontariato proposto agli studenti medi superiori nei due grandi licei mestrini ha portato anche in questo caso una ricaduta positiva in tantissime realtà della città.

«Dal doposcuola nelle parrocchie all’animazione per gli anziani presso il Don Vecchi 5 e l’Antica Scuola dei Battuti, e poi l’attività fatta con la San Vincenzo Mestrina e gli Amici del Cuore, l’Avapo, l’Anffas. Davvero – conclude Marisa Gruarin – la cosa più importante è stata in questi anni trasmettere la passione e aiutare i ragazzi a crescere, ad affrontare il mondo lì fuori».

Maria Paola Scaramuzza

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Versalis: era etilene il gas bruciato ieri e oggi dalle torce di Porto Marghera

Mer, 26/06/2019 - 17:44

Era etilene il gas bruciato ieri sera, dalle 22 in poi, e poi ancora stamattina. Versalis (Eni) informa che l’accensione delle torce avvenuta a Porto Marghera nella tarda serata di ieri e nella mattinata odierna è stata monitorata attraverso i rilevamenti della rete di controllo della qualità dell’aria dell’Ente della Zona Industriale di Porto Marghera, i quali hanno evidenziato dati assolutamente nella norma.

L’accensione delle torce è avvenuta in primo luogo in seguito a un’anomalia strumentale a una valvola di regolazione, che ha determinato l’intervento, come previsto, dei sistemi di protezione delle apparecchiature dell’impianto e quindi l’intervento del sistema di sicurezza (che implica, appunto, l’accensione delle torce).

L’anomalia – prosegue in un comunicato Versalis – è stata rapidamente risolta e sono state avviate le procedure di riallineamento dell’impianto alle normali condizioni operative. In secondo luogo, durante la fase di riallineamento, in corso da questa mattina, si è verificato un blocco del compressore etilene che ha generato un nuovo intervento dei sistemi di sicurezza e il proseguimento dell’accensione delle torce. Gli eventi sono stati comunicati agli Enti competenti, come previsto dal vigente Protocollo di comunicazione.

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Aeroporto Marco Polo, zero emissioni di CO2 entro il 2035

Mer, 26/06/2019 - 11:14

Aci Europe, l’Associazione dei gestori aeroportuali europei, ha annunciato oggi la Risoluzione NetZero2050, con cui l’industria aeroportuale europea si impegna a raggiungere un livello di emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2050.

Alla Risoluzione hanno aderito, ad oggi, 194 aeroporti di 24 Paesi europei.

L’aeroporto Marco Polo di Venezia, terzo gateway intercontinentale italiano, ha aderito alla Risoluzione, firmata dall’Amministratore delegato del Gruppo Save, Monica Scarpa (nella foto), presente a Cipro al’assemblea di Aci Europe.

L’ampliamento dell’aeroporto veneziano è accompagnato da progetti e azioni integrati di sostenibilità, che hanno già determinato il raggiungimento del Livello 3+ (neutrale) dell’Airport Carbon Accreditation, il livello più alto.

Il futuro Master Plan (2022 – 2035) in corso di definizione consentirà di raggiungere il net zero carbon già nel 2035, grazie alla dismissione di produzione di energia con combustibili fossili e basata solo su fonti rinnovabili, massimizzando il riutilizzo dell’acqua e realizzando il recupero completo di rifiuti prodotti dallo scalo.

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M9, è nata l’associazione degli Amici del museo

Mer, 26/06/2019 - 07:28

M9, da martedì 25 giugno c’è l’associazione Amici del Museo M9.

L’M9 – spiega in una nota Roberto Stevanato, che ha promosso e coordinato la nascita dell’associazione – «rappresenta per Mestre e per il suo territorio metropolitano una operazione che, per contenuti culturali, rigenerazione urbana, impegno intellettuale, umano ed economico, non trova precedenti in queste terre e molto difficilmente potrà ripetersi. Per questi motivi la Città che lo ospita deve considerarlo un dono prezioso e come tale lo deve considerare proprio, tutelarlo e valorizzarlo».

Cittadini di Mestre accomunati da queste sensibilità hanno pertanto ritenuto di costituire l’associazione Amici del Museo M9 che opera in stretta collaborazione con la Fondazione di Venezia e con la direzione del museo, tanto che del Consiglio Direttivo fa parte il direttore del museo, Marco Biscione.

All’associazione Amici del Museo M9, costituitasi, appunto, il 25 giugno con atto del notaio Rasulo, «sono invitati a far parte tutti coloro che condividono queste valutazioni e che desiderano avere con M9 un rapporto privilegiato, da protagonisti e non solamente da semplici visitatori. Suggerimenti e proposte saranno ben accolti, per far sì che il museo, nato con lo scopo di rappresentare il 900 italiano e mondiale in una prospettiva dal cui approfondimento sia possibile una miglior comprensione dell’oggi, possa evolversi anche con proiezioni sul futuro. Perché l’M9 si consolidi come strumento di conoscenza del passato per comprendere il presente e progettare, con fiducia, l’avvenire». Per ulteriori informazioni: [email protected] Web: amiciM9.it

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Venezia, da Sant’Alvise al Lido: dal 28 giugno otto corse Actv in più

Mar, 25/06/2019 - 21:48

Per incrementare ulteriormente l’accessibilità alle spiagge del Lido di Venezia tramite i collegamenti acquei di trasporto pubblico, AVM/Actv istituisce – su richiesta dell’Amministrazione comunale di Venezia – otto corse di rinforzo a partire da venerdì 28 giugno nella tratta Sant’Alvise – F.te Nove – Lido SME, con cadenza giornaliera. Si aggiungono al servizio di linea 5.1/5.2, con frequenza di una corsa ogni 20 minuti per direzione.

In particolare i rinforzi “balneari” alle linee 5.1 e 5.2 seguiranno gli orari e percorsi indicati dalla tabella 1 allegata al comunicato.

“Si tratta – ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro – di un’importante iniziativa per la Venezia che vive, con particolare attenzione ai sestieri di Cannaregio e Castello: un’iniziativa che vale più di mille parole e che si rivolge a mamme, bambini, famiglie e pensionati. Da venerdì 28 giugno il battello balneare Sant’Alvise-Lido funzionerà tutti i giorni anziché solo il sabato e nei festivi, mantenendo gli stessi orari di oggi”.

Oltre alle corse di rinforzo di linea 5.1/5.2, per migliorare ulteriormente i collegamenti verso il Lido di Venezia, si aggiungono poi i bis di linea 6 – effettuati il sabato e nei festivi – secondo gli orari e i percorsi indicati dalla tabella 2 allegata al comunicato.

Infine, da ricordare il collegamento di linea 6L da Marghera a Piazzale Roma con prolungamento della corsa dell’autobus fino al Tronchetto per consentire ai cittadini di raggiungere il terminal Ferry-Boat e recarsi al Lido di Venezia.

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