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Aggiornato: 1 ora 52 min fa

Lotta alle malattie rare: a Venezia mostra e convegni all’Ospedale civile

Sab, 04/05/2019 - 22:25

All’Ospedale Civile di Venezia in queste settimane la scienza medica e l’arte si uniscono per rappresentare la sfida della diagnosi, della cura e dell’assistenza. Sfida che, di fronte ad una malattia rara, è impegnativa e complessa, quanto quella della realizzazione del merletto di Burano.

La mostra dal titolo “Scienza e Arte /Sogni e Voleri” nasce dall’idea progettuale di Renza Barbon Galluppi, con l’organizzazione di Uniamo Goldin Impresa Sociale e dell’Associazione Rete Malattie Rare e con la partecipazione dell’ Associazione Culturale Paolo Rizzi.

L’esposizione, visitabile fino al 27 maggio nel Portico delle Colonne della Scuola Grande di San Marco, propone la rappresentazione del percorso di realizzazione del merletto di Burano, attraverso il lavoro delle merlettaie della scuola “Settemani” di Annabella Doni. Il punto di partenza è il disegno tratto dalla “Scultura Trasparente ” di Gianmaria Potenza: l’incisione su cristallo che richiama il ricamo veneziano, viene trasformata in merletto ad ago.

Si tratta di un processo elaborato e complesso come quello della diagnosi e della cura della malattia rara, che viene presentato nelle sue sette fasi riproduttive dagli scatti di Matteo Danesin. Completano l’esposizione le opere di 7 artisti selezionate dall’Associazione Culturale Paolo Rizzi che hanno interpretato la complessità della malattia rara attraverso il segno/colore.

E poi i convegni. Durante il primo, svoltosi nel pomeriggio di venerdì 3 maggio, spiega la dott.ssa Michela Calmasini del Centro Territoriale Malattie Rare della AULSS 3, è stato presentato l’evento, con la partecipazione delle associazioni e degli artisti, con un focus sul rapporto arte/cura. Il Professor Tullio Pozzan, scienziato veneziano, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche del CNR, ha tenuto la Lezione Magistrale “Il linguaggio a colori delle cellule”. La Professoressa Agata Polizzi del Centro Nazionale Malattie Rare del ISS, ha portato la voce del progetto “Il Volo DI Pegaso”.

Un secondo incontro, sempre incentrato sul rapporto tra arte e Medicina, è in programma lunedi 27 maggio, a conclusione dell’intero percorso.

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Vicenda don Massimiliano D’Antiga: nota del Patriarcato di Venezia

Sab, 04/05/2019 - 19:47

Il Patriarcato di Venezia comunica che, in data odierna, il Patriarca Francesco Moraglia ha incontrato don Massimiliano D’Antiga, presbitero di questo Patriarcato, alla presenza del vicario generale e del vicario per la pastorale.

Si rende noto che, in costante dialogo con gli organi competenti della Santa Sede, a partire dai giorni successivi il 9 dicembre 2018, dopo sofferta, ampia e ponderata valutazione dei fatti che in questi cinque mesi hanno visto protagonista don Massimiliano D’Antiga, in seguito ad incontri tra il Patriarca e il sacerdote, anche alla presenza di terze persone, oltre che a uno scambio epistolare e dopo aver consultato, secondo la prassi vigente, le istanze previste dal diritto, si è dovuto provvedere ad avviare un cammino di ulteriore discernimento, disponendo un percorso extragiudiziale canonico, per giungere a una serena valutazione dei fatti, anche con il chiarimento di comportamenti ed eventuali responsabilità, tutelando i diritti di tutti i soggetti interessati.

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La Brexit avrà un costo: per le province venete (e per Venezia)

Sab, 04/05/2019 - 14:44

La Brexit avrà un costo. Anche per noi. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non sarà indolore per nessuno. Nemmeno per le province venete più attive nell’export commerciale proprio con il Regno Unito. Degli effetti della Brexit, sull’Italia e anche sul Veneto, parlerà lunedì 6 maggio il prof. Ignazio Cabras, docente alla Northumbria University Newcastle, alla Fondazione Marcianum, nell’ambito della conferenza intitolata “Dal «Club del Coccodrillo» alla «Brexit». Quale futuro per l’Europa?” (vedi box accanto). «Che sia più o meno soft, più o meno favorevole allo scambio delle merci, in ogni caso la Brexit avrà degli effetti negativi sul Pil britannico. Ma anche sulle esportazioni degli altri paesi e, a cascata, sulla loro economia», esordisce il prof. Cabras raggiunto al telefono da GV. Quando uscirà? I punti di domanda, al momento, sono numerosi. A cominciare dalla data di uscita. «Dopo gli ultimi rinvii – ricorda il professore – si parla ora del 31 ottobre. Anche se non mi sorprenderebbe che l’uscita venisse posticipata ulteriormente. Il problema è il come. Non sappiamo ancora quali saranno i termini dell’uscita», osserva il docente. Tutto infatti si giocherà sulle modalità dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. «Ricordiamoci che il referendum indetto nel 2015 e celebrato nel 2016 non fu accompagnato da alcun piano generale di uscita», sottolinea il prof. Cabras. Significa che le modalità di uscita erano tutte da scrivere. E l’ipotesi di accordo siglata dal Premier Theresa May con Jean-Claude Juncker (Presidente della Commissione europea) e Donald Tusk (Presidente del Cosiglio Europeo) non ha ancora ottenuto la ratifica parlamentare: è anche per questo che la data del “leave” si è via via allontanata.

Scambi commerciali a ostacoli. Gli effetti, in ogni caso, si vedranno nell’immediato soprattutto nell’ambito degli scambi commerciali. «Riguarderanno in particolare quei paesi che, per ragioni geografiche e non solo, hanno dimensioni di scambio con la Gran Bretagna più ampie. Penso a Francia, Germania e Olanda, che soffriranno più di Paesi come Italia, Spagna o Grecia». Ma non per questo l’Italia resterà immune dalle conseguenze della Brexit. Se passerà la linea più dura dell’uscita, la Gran Bretagna non farà più parte del Mercato unico europeo e questo significherà una serie di passaggi, controlli e, probabilmente, anche dazi che oggi non sono previsti. «Faccio un esempio. Se oggi un’azienda britannica importa un prodotto dalla Cina, effettua una serie di controlli in entrata che sono validi per tutto il territorio europeo. Significa che se poi quel prodotto viene rivenduto in un paese dell’Ue, non dovrà essere sottoposto a ulteriori controlli, ma potrà circolare liberamente. Perché già verificato a monte. Ma se la Gran Bretagna uscirà dal mercato, quel prodotto cinese, per entrare in Unione Europea attraverso il Regno Unito, dovrà subire un doppio controllo, con aggravio di tempi e di costi. Ovviamente nessuna azienda cinese che vorrà commerciare con l’Unione Europea passerà più per la Gran Bretagna. Alcuni effetti già si sono visti, come l’uscita della Nissan dal paese: l’azienda automobilistica giapponese ha investito miliardi in Gran Bretagna, ma ora ha deciso di spostare la produzione in Giappone».

Belluno e i suoi occhiali soffriranno. E l’Italia? «Pur essendo meno esposta di Francia, Germania e Olanda, anche l’Italia – risponde il prof. Cabras – commercia con la Gran Bretagna. In particolare ci sono alcune provincie che hanno un alto livello di export che potrebbe risentirne in maniera negativa. Un recente studio di Confartigianato ha rilevato che la provincia con la più alta ripercussione negativa sarà Belluno, che in Gran Bretagna esporta prodotti legati all’occhialeria, per un valore del 3,5% rispetto al totale regionale, cui segue il comparto dei mobili di Gorizia (-2,4%) e il manifatturiero di Treviso (-2%). Non sono cifre piccole, anzi. Contrazioni di questo tipo determinano minori investimenti, perdita di forza lavoro, con ricadute sull’intero territorio. Complessivamente l’impatto sarà rilevante in tutte le province del Nord Italia e in parte del Centro».

Persone e turisti in calo. L’altro aspetto riguarderà la circolazione delle persone. «Già oggi in Gran Bretagna si entra con il passaporto e non con la carta d’identità, non avendo aderito al Patto di Schengen. Ma in futuro potrebbe essere necessario anche il visto, come quando ci si reca negli Stati Uniti. Con tutte le complicazioni che questo comporta». E qui si inserisce l’aspetto che potrebbe interessare Venezia, per quanto riguarda il turismo: «Gli ultimi dati della Thomas Cook, il più importante tour operator britannico, riferiscono come sia raddoppiata la domanda di vacanze verso paesi non europei, in particolare verso la Turchia, a scapito di Italia e Spagna».
Serena Spinazzi Lucchesi

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Fondazione di Venezia: avanzo a 6 milioni, risorse per attività 2019 a 4,5 milioni

Ven, 03/05/2019 - 18:25

Oggi il Consiglio Generale della Fondazione di Venezia ha approvato il bilancio consuntivo 2018, che rispetta sostanzialmente le indicazioni contenute nel Documento Programmatico Previsionale. L’esercizio si è chiuso con un avanzo di bilancio di circa 6 milioni di euro consentendo di ottemperare alle attese del DPP e del Piano Pluriennale destinando 4,5 milioni alle attività erogative per il 2019.

Le erogazioni deliberate nell’esercizio del 2018 sono state pari a 6,8 milioni di euro, cifra che comprende anche l’investimento di 3,5 milioni di euro per la fase di start up del progetto M9, oltre che le destinazioni per gli atenei veneziani, per la Fondazione Teatro La Fenice (di cui la Fondazione di Venezia continua ad essere il primo finanziatore privato), per il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, per le attività in collaborazione con Ocse, citando solo alcuni ambiti di intervento.

Aumentano gli interventi direttamente gestiti dalla Fondazione di Venezia a conferma della crescente vocazione a sviluppare progetti propri a servizio del territorio e della comunità. Gii interventi diretti costituiscono infatti il 55,5% delle attività istituzionali, quelli in partnership sono poco sopra il 27% ed i contributi e le donazioni superano appena la soglia del 17%. Si evidenzia, inoltre, una progressiva e consistente “specializzazione” della Fondazione nella progettazione di attività ed iniziative nel settore dell’arte, delle attività e dei beni culturali che assorbe il 65,7% degli interventi.

I proventi realizzati nel corso dell’esercizio 2018 sono stati pari a circa 13 milioni di euro.

“La Fondazione di Venezia ha mantenuto – spiega il presidente Giampietro Brunello – il proprio impegno nelle erogazioni e nei progetti nonostante un anno pesantemente segnato dalle turbolenze sui mercati finanziari internazionali. L’avvio del progetto M9 ha richiesto e richiede una sforzo non ordinario da parte della Fondazione di Venezia, ma siamo convinti che questo sia un investimento necessario per dare a Mestre il ruolo che merita. Uno sforzo che, però, non ha fatto e non farà venire meno il nostro ruolo di patrimonio della collettività”.

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Venezia: Istituzione Servizi alla persona, consegnate 66 borse di studio a ragazzi di medie e superiori

Ven, 03/05/2019 - 17:09

Consegnate oggi dall’Istituzione veneziana Servizi sociali alla persona 66 borse di studio a studenti delle scuole medie e superiori.

La cerimonia si è tenuta in sala San Leonardo a Venezia, presenti l’assessore comunale alla Coesione sociale Simone Venturini, il presidente dell’Ente, Luca Segalin, il vicepresidente Valter Rosato, il segretario direttore Gian Luigi Penzo e la consigliera del Cda Sandra Licciardi, oltre che il presidente dell’Ire (Istituzioni di ricovero e di educazione) Luigi Polesel.

«Questa giornata è la dimostrazione concreta di un’attenzione importante nel futuro», afferma Venturini. «Investire risorse per la formazione dei giovani, come fa con impegno questo Ente, vuol dire credere in loro. Voglio porre l’accento – continua l’assessore – non solo sull’impegno e i sacrifici che avete messo per raggiungere questi obiettivi, ma anche sulle molteplici attività dell’Istituzione Veneziana nel territorio. La fondazione è un’Ipab, realtà nate con l’obiettivo di occuparsi del territorio prendendosi cura degli anziani, dei giovani e degli studenti meritevoli. Dopo le difficoltà del passato abbiamo voluto lavorare di squadra, mettendo a sistema le diverse Ipab razionalizzando e spendendo meglio le risorse a disposizione. Oggi infatti Comune, Istituzione Veneziana e Ire si muovono tutte nella stessa direzione. Perché l’impegno più importante di un politico – ha concluso l’assessore – deve essere quello di ridurre il debito che grava sulle nuove generazioni senza tagliare i servizi. A Venezia all’inizio della nostra Amministrazione abbiamo trovato un disavanzo di 800 milioni di euro, ora è stato ridotto a 750. Chiediamo a voi giovani di seguirci in questo percorso, continuando a dimostrarvi cittadini protagonisti e studenti meritevoli. Con l’auspicio che diventiate anche adulti consapevoli per impegnarvi e ottenere i diritti che vi spettano».

Le borse di studio, intitolate alla “Fondazione Antonio Canova”, sono rivolte a giovani del territorio metropolitano veneziano appartenenti a famiglie in condizioni economiche disagiate e avviati con profitto nel loro corso di studi. La fondazione, infatti, trae origine dalle disposizioni testamentarie del benefattore Antonio Canova, il quale dispose che i proventi derivanti dagli affitti e locazioni del patrimonio immobiliare dell’Istituzione Veneziana (servizi sociali alla persona) fossero destinati a borse di studio annuali per aiutare studenti veneziani (del capoluogo e di tutto il territorio metropolitano) meritevoli.

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Il clima fa la storia: lo dimostra un’esposizione, “Homo climaticus”, a Quarto d’Altino

Ven, 03/05/2019 - 16:42

Fase climatica favorevole? Che società ed economia si sviluppino. La Serenissima è fiorita in una di queste stagioni. Fase climatica avversa? Anche lo Stato ne risente. E la Rivoluzione francese ne è un esempio.

È una “regola”poco conosciuta ma da non sottovalutare. Non per niente la mostra che rimane visitabile fino a domenica 5 nel patronato della parrocchia di Quarto d’Altino si intitola “Homo Climaticus”.

L’iniziativa è promossa da “Fenix II”, associazione conosciuta dalla comunità come sportivo-culturale. Ogni anno, in vista della festa della Pro Loco locale, “Fenix II” sviluppa una determinata tematica e organizza una mostra rivolta alla cittadinanza.

La più recente ha riscosso particolare interesse nei visitatori, destando curiosità: riguarda infatti l’interazione tra storia e clima, dunque tra gli avvenimenti storici verificatisi nel corso dei secoli e le oscillazioni climatiche che li avrebbero causati, indipendentemente da una diretta responsabilità umana.

La storia della terra è da sempre caratterizzata – a seconda dei movimenti dell’asse terrestre e dell’orbita terrestre – da un’alternanza ciclica di fasi glaciali, che vedono l’avanzare dei ghiacciai, e fasi interglaciali, durante le quali i ghiacciai si ritirano comportando un innalzamento delle temperature medie globali.

Ciò influenza la distribuzione dell’energia solare e dunque accentua o diminuisce i contrasti fra le stagioni, lasciando ben dedurre come sia possibile affermare che il clima sia sempre intervenuto nel determinare la storia.

Ecco, appunto, che la nostra Venezia si è sviluppata ed è divenuta una città ricca e prosperosa in un periodo storico che coincideva con una fase climatica favorevole, mentre invece lo scoppio della Rivoluzione Francese è legato a siccità, piogge torrenziali ed un inverno rigido, che causarono carestia, innalzamento del prezzo del pane e conseguente fame, povertà e ribellione nella popolazione francese, sino alla Presa della Bastiglia, evento storico considerato come l’inizio della Rivoluzione stessa.

Il clima è intervenuto nel fare la storia anche con l’espansione e successiva caduta dell’Impero Romano, determinando quanto a noi è giunto come fatto storico e la mostra di “Fenix II” ci accompagna nel prendere consapevolezza di tutto questo, curata nel minimo dettaglio, con l’ausilio di un video, di pannelli e di una scenografia che riprende persino le condizioni climatiche che sottostanno agli eventi dei quali si parla.

Nata dalla stessa curiosità degli organizzatori – in particolare di Luigi Guerrasio, che ne è promotore e curatore, insieme agli altri volontari – la mostra è giunta come un contributo di valore per chi ha potuto visitarla, innescando riflessioni che consentono di acquisire una prospettiva storica più consapevole in merito a ciò è stato, è e sarà.

Monica Lirussi

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Al via il Maggio gazzerese, dove le generazioni si incontrano

Ven, 03/05/2019 - 15:31

Si inizia nel segno della collaborazione, e sarà anche quest’anno una festa nel segno del coinvolgimento di tutte le generazioni, dai ragazzi agli anziani.

È il Maggio gazzerese edizione 2019 (in partura una foto d’archivio), che il Comitato Festeggiamenti presieduto da Giuseppe Barbiero propone alla comunità parrocchiale della Gazzera, unendo iniziative collaudate e alcune novità.

Un avvio nel segno della collaborazione, perché venerdì 3 maggio, alle ore 21, si terrà un concerto-meditazione su “Maria, capolavoro di Dio”, offerto dal coro diocesano. E si terrà nella chiesa di Santa Barbara che, insieme ad Asseggiano e, appunto, a Santa Maria Ausiliatrice alla Gazzera, forma da qualche tempo una collaborazione pastorale.

Decisamente diocesano anche l’appuntamento di preghiera che si incastona in questo primo fine settimana di Maggio gazzerese: sabato 4, con ritrovo alle 7.30 a S. Barbara, ci sarà il pellegrinaggio mariano condotto dal Patriarca Francesco, che si concluderà attorno alle 8.30 proprio alla Gazzera, con la Messa e la colazione insieme.

La statua di Santa Maria Ausiliatrice che verrà portata in processione e che, in questi giorni, sta fruendo di un piccolo ma significativo intervento di restauro

Domenica 5, poi, il pomeriggio è dedicato alla festa del basket. Il Maggio gazzerese si impernia su alcuni momenti clou: il principale sarà quello di domenica 26, con la processione mariana delle ore 18. Quest’anno inoltre, la statua della Madonna che viene portata in processione – e che è stata realizzata esattamente 90 anni fa – godrà di un piccolo ma significativo intervento di restauro conservativo.
Due giorni prima, venerdì 24 alle 19, celebrazione eucaristica con la partecipazione di sacerdoti e fedeli da tutto il vicariato. La domenica precedente, il 19 maggio, si rinnova l’appuntamento con il torneo calcistico “Don Cristiano”, intitolato al giovane cappellano alla Gazzera, morto quasi vent’anni fa. Quest’anno saranno dieci le squadre partecipanti al torneo.

Numerose altre le iniziative, dal teatro alla musica, che si possono conoscere nel dettaglio scorrendo il calendario degli appuntamenti nella pagina Facebook del Maggio gazzerese.

«Quel che ci preme – sottolinea Andrea Mialich, da sempre animatore del Maggio alla Gazzera – è il coinvolgimento di tutte le generazioni della parrocchia. Ci sono i ragazzini che servono ai tavoli e ci sono gli anziani, che cucinano e danno una mano nel servizio, oltre agli adulti che coordinano e si occupano di alcuni lavori più faticosi. È un incontro di tutte le fasce d’età, che si conoscono e collaborano».

E alla Gazzera c’è anche l’“intersezione” delle competenze nel servizio: ci sono primari ospedalieri e docenti nei licei che svestono l’abito professionale e il ruolo sociale normalmente ricoperti e si mettono a spostare panchine e tavoli.

Il Maggio gazzerese, infine, è anche occasione per migliorare la dotazione strutturale della parrocchia: è successo negli anni scorsi con la realizzazione del campo da basket e della tensostruttura al cui riparo si può cenare. Con le risorse raccolte l’anno scorso si è stavolta provveduto a rinnovare frigoriferi e freezer e a noleggiare la “casetta del bar”. Per un Maggio decisamente all’insegna della comunità.

Giorgio Malavasi

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Sanità in Veneto, quasi 20mila posti in gioco nei maxi-concorsi di queste settimane

Ven, 03/05/2019 - 14:25

Sono quasi 20mila i posti di lavoro nel settore sanità, in Veneto, in fase di assegnazione in queste settimane.

In Veneto è, infatti, un periodo di maxi concorsi per reperire personale da inserire nelle varie professioni della sanità. Lo testimoniano una serie di dati elaborati a tutt’oggi a cura di Azienda Zero e diffusi dall’Area Sanità e Sociale della Regione, con una dettagliata nota che fa il punto sulla situazione dei concorsi per Operatori Socio Sanitari (OSS), Infermieri, Tecnici di Laboratorio e Medici.

OPERATORI SOCIO SANITARI – Il prossimo 5 e 6 giugno verrà espletata la prova pratica del concorso pubblico per Operatori Socio Sanitari (OSS). I termini per la presentazione delle domande sono scaduti il 2 aprile e, nonostante la consistente adesione (11.947 candidati), non verrà effettuata una preselezione accelerando quindi la procedura per addivenire in tempi rapidi all’approvazione della graduatoria.

INFERMIERI – Il 2 maggio sono scaduti i termini per la presentazione delle domande del concorso pubblico per infermiere, altra procedura con numeri importanti di partecipanti: sono pervenute 6.475 domande. Azienda Zero si sta programmando per espletare la procedura di concorso, anche in questo caso senza preselezione, per giungere in tempi brevi alla stesura della relativa graduatoria.

TECNICI DI LABORATORIO – Segue, in termini di consistenza numerica, il concorso per tecnici di laboratorio la cui data di presentazione delle domande è stata il 25 aprile, 1082 i partecipanti.

MEDICI – Per quanto riguarda i dirigenti medici, Azienda Zero, su richiesta delle singole Aziende Sanitarie, ha espletato procedure di concorso per 294 posti.

Oltre ai concorsi già espletati, Azienda Zero, nel mese di maggio, proseguirà i propri lavori per completare ed avviare altre procedure concorsuali per ulteriori 411 posti richiesti dalle Aziende Sanitarie

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Sabato 4 maggio pellegrinaggio con il Patriarca a Mestre, da Santa Barbara alla Gazzera

Ven, 03/05/2019 - 13:30

Sabato 4 maggio è in programma l’ultimo pellegrinaggio mariano dell’anno pastorale 2018/19, guidato come sempre dal Patriarca Francesco, alla presenza del Seminario Patriarcale e con intenzione di preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione.

Si svolgerà nell’ambito di una collaborazione pastorale della terraferma mestrina: l’appuntamento è alle ore 7.30 presso la chiesa parrocchiale di S. Barbara, in via Salvore, e da qui si procederà in processione, recitando il Rosario, fino ad arrivare nella chiesa parrocchiale di S. Maria Ausiliatrice alla Gazzera dove, intorno alle ore 8.15, sarà celebrata la S. Messa; al termine, in patronato parrocchiale, un momento di fraternità con la colazione vissuta insieme.

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Murano, da martedì 7 maggio inizia la raccolta rifiuti porta a porta. Ecco come funziona

Ven, 03/05/2019 - 12:34

Arriva anche nell’isola di Murano, a partire da martedì 7 maggio, il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.

I rifiuti, suddivisi nelle diverse tipologie (carta, cartone e tetrapack; vetro, plastica e lattine; rifiuto residuo) potranno essere smaltiti con il sistema della raccolta “porta a porta” o dell’ “auto-conferimento”.

Il sistema “porta a porta” prevede il passaggio giornaliero, dal lunedì al sabato (domeniche e festivi esclusi), tra le ore 8.30 e le 12, degli operatori Veritas, direttamente presso le abitazioni, con le seguenti modalità di raccolta: carta, cartone e tetrapak (lunedì, mercoledì e venerdì); vetro, plastica, lattine (martedì, giovedì e sabato); rifiuto residuo (da lunedì a sabato).

Lo smaltimento in “auto-conferimento” può essere effettuato, dalle ore 6.30 alle ore 8.30, sempre osservando lo stesso calendario quotidiano (carta, cartone e tetrapak il lunedì, mercoledì e venerdì; vetro, plastica e lattine il martedì, giovedì e sabato; rifiuto residuo da lunedì a sabato), presso questi cinque punti di raccolta: Fondamenta Serenella; Fondamenta Venier (calle del Cimitero); Fondamenta Manin (Ponte San Pietro); Fondamenta Navagero; Fondamenta Santi (convento santi Teresa e Giuseppe).

Da martedì 7 maggio sarà vietato esporre i rifiuti all’esterno delle proprie abitazioni in qualsiasi momento della giornata: per i trasgressori sono previste sanzioni che partono da 167 euro.

Con Murano (dopo Venezia, Giudecca, Burano e Mazzorbo) va a completarsi il nuovo sistema di raccolta rifiuti che porta a migliorare nettamente il decoro e le condizioni igieniche del centro storico lagunare. Vengono inoltre allontanati in questo modo topi e gabbiani che, frugando tra i rifiuti in cerca di cibo, creavano non pochi disagi a cittadini e visitatori.

E’ possibile scaricare sul proprio smatphone l’app “scoasse” contenente le mappe di tutti i punti di raccolta rifiuti, i servizi igienici, le fontane e tante altre informazioni utili.

Per ulteriori informazioni sulla raccolta dei rifiuti nel centro storico e isole si possono consultare le pagine web di Veritas.

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Coro Fanis in concerto, domenica 5 all’Angelo Raffaele, per ricordare Guido Torri

Ven, 03/05/2019 - 10:19

Coro Fanis in concerto, domenica 5 alle ore 17 nella chiesa dell’Angelo Raffaele, A Venezia. Il concerto intende ricordare un corista mancato prematuramente: Guido Torri, noto anche per il suo impegno nel Gruppo remiero San Polo dei Nomboli.

Il programma prevede canzoni veneziane e di montagne, e si concluderà con l’esecuzione della celeberrima “Signore delle Cime”. L’ingresso è libero.

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Sa Servolo, fino a sabato 4 in mostra le foto di Yann Arthus-Bertrand

Ven, 03/05/2019 - 09:32

Fotografo, giornalista, ambientalista, regista: Yann Arthus-Bertrand è tra i prestigiosi ospiti della seconda edizione di Venezia Photo, a San Servolo dal 25 aprile al 4 maggio con workshop, mostre fotografiche e incontri con i più importanti nomi della fotografia internazionale.

Venezia Photo è il festival internazionale di fotografia che si svolge nella cornice dell’Isola di San Servolo, nato dalla collaborazione tra San Servolo Srl, società in house della Città metropolitana di Venezia e Les Rencontres d’Arles, festival fotografico tra i più importanti in Europa, con il supporto operativo della francese ADAP, l’Associazione per la diffusione dell’arte fotografica.

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Castello, restaurato il capitello di “Seco Marina”

Ven, 03/05/2019 - 08:57

E’ tornato a splendere il capitello di “Seco Marina”, a San Giuseppe di Castello. Un segno della pietà popolare che unisce gli abitanti, affezionati al loro capitello ottocentesco, tanto da aver voluto fortemente questo restauro. In tanti hanno partecipato alla raccolta fondi: privati cittadini, parrocchia di San Giuseppe di Castello, Associazione Cavalieri di San Marco, Associazione Benefica Unione Operaia Cattolica, Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati di Venezia e Associazione Comitato di San Pietro di Castello. Il Capitello coincide con l’edificazione dell’area “Seco Marina”, alla fine dell’800 ed è stato un segno molto importante di devozione soprattutto negli anni delle due guerre mondiali. Ancora oggi, in alcune serate del mese di maggio, si recita il Santo Rosario davanti al capitello. Con il restauro è stato sistemato l’intonaco esterno, sostituito il marmo esterno e ridipinta ogni sua parte.

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Trivignano: un milione di euro dal Comune per rinnovare il palazzetto dello sport. Nuova illuminazione e 150 posti in più per gli spettatori

Ven, 03/05/2019 - 08:25

Nuovo impianto di illuminazione e una capienza maggiore per ospitare i tifosi biancorossi in vista degli imminenti playoff di serie C Gold e, soprattutto, di una possibile promozione in serie B. Questa sera al palazzetto dello sport di Trivignano la società sportiva “Basket Mestre 1958” ha presentato tutte le novità riguardanti i lavori di riqualificazione della struttura. D’ora in poi il palazzetto si chiamerà PalaVega, prendendo il nome del nuovo main sponsor della società, Vega Carburanti.

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale erano presenti la vicesindaco e l’assessore comunale al Turismo, che hanno sotttolineato l’importanza di garantire spazi adeguati per tutte le attività sportive che gravitano attorno al palasport e l’impegno (anche economico) del Comune, che stanzierà circa 1 milione di euro per ampliare ulteriormente la capienza della struttura. Al loro fianco, tra gli altri, il presidente del Basket Mestre, Guglielmo Feliziani, il vicepresidente Francesco Rampini, i giocatori della prima squadra e il loro allenatore Fabio Volpato, oltre che i responsabili del settore giovanile e l’ex grifone Mauro Procaccini, salutato da un’ovazione dei tifosi. Spazio anche alla “Fusion Team Volley – Associazione sportiva dilettantistica”, con il suo presidente Luca Padoan, e alla “Polisportiva Arcobaleno sport cultura Trivignano”, rappresentata da Carlo Di Fede.

“Abbiamo stanziato prima 500mila euro e poi altrettanti per poter far sì che il Basket Mestre, il volley e tutte le altre attività sportive che si praticano qui possano contare su spazi adeguati – ha dichiarato la vicesindaco – Siamo convinti che, anche grazie al nostro apporto, qui lo sport si svilupperà ulteriormente. E’ importante, perché quest’ultimo è promotore di salute, valori sociali positivi, comunione d’intenti e anche sicurezza”.

Parole fatte proprie anche dall’assessore al Turismo: “Concentrerei l’attenzione su una parola, squadra. Intesa non solo come i ragazzi e le ragazze qui presenti, ma anche come ‘lavoro di squadra’ tra dirigenti, sponsor, allenatori e tutti coloro che si impegnano per sviluppare queste realtà. Alla base c’è anche un appoggio trasversale da parte delle istituzioni, nella consapevolezza che quando c’è un progetto serio, in cui le persone ci mettono la faccia, si ottengono risultati importanti. Stiamo regalando una nuova casa a queste società, dimostrando che la trasversalità c’è, esiste, e permette di fare del bene al territorio. A noi questi progetti piacciono a tal punto da volerli sostenere in modo concreto”.

Il palazzetto dello sport di Trivignano è stato concesso per 9 anni alle 3 società sportive a fronte di un progetto di sviluppo comune: le realtà si sono infatti impegnate a rimettere a nuovo l’illuminazione puntando su  tecnologia Led, a potenziare la palestrina rendendola una sala multidisciplinare e ad aumentare la capienza dell’impianto da 250 a 400 spettatori acquistando una tribuna telescopica.

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Don Fabio Mattiuzzi, compleanno n. 50: Messa e festa a Santa Lucia di Zelarino

Gio, 02/05/2019 - 21:18

Primi cinquant’anni per don Fabio Mattiuzzi. Oggi, 2 maggio, ha festeggiato il mezzo secolo celebrando la S. Messa alle 18.30 a Santa Lucia del Tarù, la sua parrocchia.

Presenti alla celebrazione ed alla festa in patronato i suoi parrocchiani, alcuni amici di Eraclea, Ca’ Savio, la Presidenza dell’Azione cattolica diocesana, vecchi amici di Ac e della pastorale giovanile e dei ragazzi. Ovviamente presenti i suoi genitori. Inoltre un parrocchiano illustre: il sindaco Luigi Brugnaro.

Don Fabio ha ringraziato il Signore per il dono del sacerdozio che lo avvicina ogni giorno a molte persone: per lui è il regalo più bello. È stato un momento di festa semplice e gioioso proprio come è lui. (con la collaborazione di Luisa Rampazzo)

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Sei veneziani ai prossimi campionati europei di equitazione monta americana

Gio, 02/05/2019 - 19:49

Domenica 28 aprile al Taliercio, prima della partita Reyer – Grissin bon, una rappresentanza della squadra italiana di monta americana (nella foto: Agnese Busetto, Asia De Zorzi, Beatrice Pasqual e Matteo Mazzato, insieme al presidente della Reyer Federico Casarin) è stata presentata e accolta con un caloroso saluto dal pubblico e dagli atleti in campo.

I cavalieri, solitamente a loro agio nelle arene di sabbia indossando stivali e speroni e in sella ai loro cavalli erano visibilmente emozionati nell’entrare in campo in scarpe da ginnastica ed orgogliosi di rappresentare l’equitazione monta americana in una sede prestigiosa come una partita di serie A di Basket al Taliercio. I cavalieri hanno caldamente invitato il Presidente della Reyer Casarin e tutto il pubblico presente a seguire e a tifare per la Nazionale Italiana ai prossimi campionati Europei a squadre di performance monta americana che si terranno a Someren in Olanda a metà luglio 2019 e ad avvicinarsi ad uno sport adatto a tutti come l’equitazione americana.

Il Veneto e la provincia di Venezia in particolare, negli ultimi anni sono da considerarsi un’eccellenza in questo sport. Della Nazionale faranno parte ben 6 veneti, tutti veneziani, che si sono distinti nel campionato Veneto Aiqh e che stanno disputando con ottimi risultati il campionato Italiano di specialità per gli Youth Under 19: Beatrice Pasqual, Asia De Zorzi e Anna Makela; e per gli Amateur: Agnese Busetto e Matteo Mazzato. Martina Sonzogno Coach.

L’italia sarà rappresentata da due squadre under 19 anni ed una over 19, squadre formate ognuna da 5 cavalieri e seguite da 4 coach, per un totale di 15 atleti e 4 coach. Le tre squadre porteranno in Olanda 15 cavalli, tutti di razza Quarter Horse e competeranno con altre 16 Nazioni Europee.

I binomi gareggeranno nelle più note discipline della monta americana: Showmanship, Horsemanship, Western Plesure, Western Riding, Trail Horse, Reining, Hunter Under Saddle e Hunt Seat Equitation, discipline che prevedono l’uso sia della sella inglese che di quella americana. Infatti, la caratteristica principale del Quarter Horse è la sua versatilità, punto fondamentale sul quale si basa tutta la competizione.

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Mestre, domenica 5 in Santa Rita concerto in memoria di Jean Guillou

Gio, 02/05/2019 - 16:36

Concerto straordinario, domenica 5 maggio alle ore 17, nella chiesa di Santa Rita a Mestre, in memoria del maestro Jean Guillou, a poco più di tre mesi dalla sua morte.

Con questo concerto, promosso da parenti e amici di Guillou, con la collaborazione della parrocchia e dell’associazione Grande Organo di S. Rita, anche Venezia e Mestre intendono onorare questo genio della musica, in particolare della musica organistica, che tre anni fa (nella foto) ha tenuto un concerto proprio in Santa Rita, apprezzando l’organo Tamburini e l’accoglienza ricevuta.

Organisti tre dei suoi numerosissimi allievi: Leonid Karev, Vincent Crosnier, Jean-Baptiste Monnot. Ingresso libero.

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La Fenice di Venezia suona bene anche a calcio: è campione d’Europa

Gio, 02/05/2019 - 12:59

La squadra di calcio del Teatro La Fenice è campione europeo di calcio per teatri. Con la vittoria per due reti a uno contro la squadra Theater St. Gallen, nella finale disputata al CUS Stadium di Cagliari mercoledì 1 maggio, la Fenice conquista l’ambito titolo sportivo, che mancava negli annali del Teatro dal lontano 1992.

Il girone finale si componeva di quattro squadre: oltre alle due finaliste, SNG Maribor e Teatro alla Scala. Dopo un inizio difficile, con la sconfitta all’esordio contro un ostico St. Gallen, la compagine veneta trova un pareggio amaro contro la Scala. Ma il 3-0 contro gli sloveni di Maribor e la vittoria di questi contro la Scala permettono ai nostri di raggiungere in semifinale gli austriaci del Wojtyla Vienna, che battono con un punteggio netto: 4-0. In finale, le reti della Fenice sono di Diop e Cerbarano.

L’orgoglio per la vittoria è di tutta la squadra – composta da Balboni, Sartorì, Miho, Demin, Listuzzi, De Bernardin, Diop, Vio R., Graziani, Vio C. (miglior marcatore del torneo, con tre reti), Visentin, Zarpellon, Giaggio, Papa, Brinis, De Fanti, Rusciano, Cerbarano, Marini, Benzo – dell’allenatore Marco Cancellada e del presidente Ruggero Peraro.

La Fondazione Teatro La Fenice ringrazia gli sponsor che hanno supportato la squadra: Assicurazioni Generali – agenzia di Mestre, Markas srl, b-one, Transport Service Pesce M.& C. srl. e Mind&Ware.

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Rossini (presidente nazionale Acli): «Il reddito di cittadinanza? Per ora è un assegno. Serviranno due anni perché crei lavoro»

Gio, 02/05/2019 - 09:14

Il reddito di cittadinanza? Per il momento è erogazione di un assegno; ci vorranno due anni prima che produca l’effetto di fare entrare qualcuno nel mondo del lavoro. Mentre la riforma più urgente è quella che porti ad avvicinare di più la scuola e le aziende, anche mettendo in discussione il valore legale del titolo di studio.

Lo dice Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli. Alle celebrazioni per la Festa del 1° maggio a Martellago, Rossini riflette per GV sui temi più caldi per il mondo del lavoro. «L’intenzione da cui esce il reddito di cittadinanza – spiega Rossini, 54 anni, bresciano – mi sembra positiva e condivisibile, anche perché di una riforma dei centri per l’impiego, in Italia, si è sempre parlato senza mai realizzarla. Sulla realizzazione effettiva di questo misura, però, ci sono dei dubbi molto forti. Quale tipo di dubbi?

Non è ancora chiaro, per esempio, il disegno complessivo di questa riforma. I “navigator”, poi, sono importanti, ma non basteranno: bisognerà prendere in considerazione i rapporti veri con le imprese e che queste si fidino. Ci vorranno almeno un paio d’anni. Insomma: l’intenzione è positiva, ma sulla realizzazione siamo molto scettici, perché non vediamo fatti. Al momento si sta traducendo tutto in erogazione monetaria di qualche assegno, al di sotto – per giunta – delle aspettative.

Il Decreto dignità, dice il Governo, comincia a produrre effetti benefici: nei primi mesi del 2019 c’è un aumento dei contratti stabili. Condivide che sia la strada giusta?
I numeri parlano, certo, ma dal punto di vista dei casi che abbiamo osservato abbiamo qualche perplessità. Oggi la vera scommessa si chiama flessibilità sostenibile. Bisogna cioè essere molto più flessibili rispetto alle esigenze di una produzione che cambia molto rapidamente per l’apporto tecnologico, pur garantendo alcuni “paletti” di dignità ai lavoratori. Credo che che si sarebbe potuto fare meglio, introducendo una vera contrattazione di secondo grado, quella tra singole aziende e sindacati. Non è la stessa cosa lavorare e produrre in Veneto o in Sicilia…

Lei è d’accordo, quindi, con l’introduzione dell’autonomia regionale, relativamente ai temi del lavoro?
Sui contratti di secondo livello sì, sui principi fondamentali no. Non ci possono essere legislazioni differenti se uno lavora in Campania o in Val d’Aosta. Ma le Regioni, dal punto di vista operativo, possono incentivare la contrattazione di secondo livello.

Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha detto in questi giorni che in Italia urge recuperare due miliardi di ore di lavoro l’anno, perse dal 2008 per la crisi. E che, per farlo, occorre “lavorare meno, lavorare tutti”, riducendo gli orari di lavoro. È d’accordo?
Bisogna capire se “lavorare meno, lavorare tutti” è funzionale ai desideri di vita delle persone e alle esigenze delle imprese. Ci possono essere stagioni della vita e situazioni d’impresa molto diverse. Non irrigidirei la questione.

Si discute in questi giorni dell’introduzione del salario minimo: un disegno di legge è già in Senato. È una misura opportuna?
Non direi. Non si capisce perché questo tema dovrebbe essere normato dallo Stato. Anche in questo caso, nel Paese, ci sono condizioni ed esigenze così differenti che mi pare non sostenibile qualsiasi individuazione di salario minimo.

Qual è, oggi, la riforma più urgente da introdurre nel mercato del lavoro italiano?
Far dialogare meglio il mondo della formazione e quello del lavoro. In concreto: penso sia ora di aprire un dibattito sul valore legale del titolo di studio. Mio padre mi diceva sempre: “Fatichi cinque anni; poi, però, ha un diploma e un lavoro”. Adesso, invece, fatichi cinque anni e non hai la certezza di un lavoro. Bisogna perciò cercare di costruire dei percorsi di formazione professionale più vicini al mondo reale delle aziende. Questo, certo, salvaguardando la formazione di buoni cittadini, che studino anche storia, filosofia ed educazione civica.

Giorgio Malavasi

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Il Patriarca ai chierichetti e ai loro educatori: «Dare importanza ai piccoli, indicare loro cose grandi anche quando sono piccoli»

Mer, 01/05/2019 - 22:16

«Dare importanza ai piccoli, indicare loro cose grandi anche quando sono piccoli, dare loro la gioia di fare il bene». È l’insegnamento che il Patriarca suggerisce ad educatori e genitori per far sì che i bambini e i ragazzi siano valorizzati, così come il Vangelo insegna, e, al tempo stesso, siano aiutati a cogliere e imparare che cos’è bene.

Mons. Moraglia parla nell’omelia della Messa celebrata a Chiampo, mercoledì 1° maggio, nel corso della gita che ha coinvolto un grande numero di chierichette e chierichetti da tutta la diocesi.

Ricorda che è la Parola di Dio a suggerire l’importanza di chi è più giovane: «Padre – dice Gesù – ti ringrazio perché queste cose le hai tenute nascoste ai sapienti del mondo e le hai rivelate ai piccoli».

E piccoli, non solo d’età, ma di condizione sociale, economica e culturale sono coloro ai quali vengono rese note le cose più importanti. Il Patriarca ricorda Bernadette, cui la Madonna a appare e parla a Lourdes; e ricorda i tre pastorelli di Fatima.

Il suggerimento che ne consegue è chiaro: «È importante fare capire a bambini e ragazzi – rimarca mons. Moraglia – che il bene non è solo qualcosa che facciamo agli altri, ma qualcosa che plasma, dà forma e scolpisce il bene dentro di noi».

Ed esemplifica, rivolgendosi ai chierichetti: «Il bene potete cominciare a farlo domani, tornando in classe e stando vicino ad un compagno lasciato solo, a cui nessuno parla. Se in due o tre ci avviciniamo a chi è deriso o emarginato dagli altri, nella classe le cose cambiano. E così si aiuta forse anche chi, per esempi che ha ricevuto, tratta male gli altri».

(con le foto di Riccardo Redigolo)

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