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Sfrontati e spericolati: ma chi ha insegnato ai giovani?

Dom, 07/10/2018 - 21:39

Studenti di Belle arti che imbrattano di vernice rossa gli storici leoncini veneziani, un 15enne che sale di notte sul tetto di un centro commerciale chiuso (…e si gioca la vita) pur di farsi un selfie, un altro adolescente che finisce schiacciato da un muletto anche lui per gioco, un docente preso in ostaggio a Vicenza e vittima, lui, dei bulli, il 14enne morto soffocato per un gioco estremo scoperto sul web.

Sono episodi che nelle ultime settimane hanno riempito le pagine dei giornali e che sembrerebbero non aver nulla in comune. E invece no, se ci fermiamo un attimo a pensare. Il sottile filo rosso che li lega è un rapporto sempre più difficile tra adulti e ragazzi. Una distanza che non si colma. Ai più giovani non riusciamo a trasmettere principi e valori scontati fino a pochissimo tempo fa: l’importanza della propria vita, la capacità di distinguere il pericolo, il rispetto dell’autorità, il senso di responsabilità.

Ogni azione ha la sua conseguenza. Facile dare la colpa a tutto e tutti, al mondo cattivo, a chi non ha controllato. Ma la verità è che quei ragazzini sul muletto dell’azienda chiusa o sul tetto del centro commerciale di notte non dovevano proprio starci. Non hanno percepito il pericolo, non glielo abbiamo insegnato.

Facile stigmatizzare i vandali e i bulli al grido di “punizioni esemplari”… Chiediamoci però se a questi ragazzi abbiamo insegnato che il bene comune è bene di tutti, che bisogna difenderlo perché nostro, innanzitutto, oltre che di altri. I detenuti del carcere veneziano provvedono alla piccola manutenzione della struttura per imparare la cura delle cose nel luogo in cui vivono. Ecco: impariamo da loro.

Smettiamo di trovare alibi, di scaricare le responsabilità, di delegare agli altri l’educazione dei nostri figli. Mettiamoci in gioco in prima persona e, prima di puntare il dito contro gli altri, facciamoci venire un dubbio: di chi è davvero la colpa?

Chiara Semenzato

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Collaborazione Oriago-Ca’ Sabbioni: in cento per la gita-pellegrinaggio nella laguna veneziana

Dom, 07/10/2018 - 20:57

Riscuotono ogni volta un grande successo le gite-pellegrinaggio organizzate dalla Collaborazione Pastorale di Oriago-Ca’ Sabbioni, molto gradite anche per il sapiente intreccio fra l’aspetto culturale e quello spirituale.

L’ultima uscita, effettuata mercoledì 3 ottobre, ha portato in laguna cento persone, accompagnate dal parroco don Cristiano Bobbo.

Dopo la visita guidata al Monastero Mechitarista dell’isola di S. Lazzaro degli Armeni, il gruppo ha raggiunto la splendida basilica di S. Pietro di Castello, concattedrale di Venezia, dove don Cristiano ha celebrato la santa messa. La bella e intensa giornata è poi proseguita con un gustoso pranzo a Torcello e si è conclusa con la recita del rosario nella straordinaria basilica dei Santi Maria e Donato a Murano. La foto ritrae la folta comitiva davanti al monastero dei Padri Armeni. (E.G.)

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Gli anziani, nel Veneziano, più che raddoppiati in meno di mezzo secolo

Dom, 07/10/2018 - 13:29

Dal 1971 a oggi il numero di persone over 65 in provincia di Venezia è aumentato del 154%, passando dal 10,1% al 24,3% della popolazione. A livello comunale è Cavarzere il territorio che conta la maggiore percentuale di over 65 (29%), seguito da Venezia e San Michele al Tagliamento. È invece Santa Maria di Sala il comune più giovane, con un indice di vecchiaia (numero di anziani per bambino) in quasi perfetto equilibrio (1,1), contro i 3 di Cavarzere.

Lo dice un’indagine condotta dal centro studi delle Acli veneziane per Fap (federazione anziani e pensionati) della provincia di Venezia.

Oggi, nel Veneziano, si contano 207mila over 65, pari a quasi un quarto della popolazione residente. E il dato è in costante crescita.

Se poi si allarga lo sguardo all’intera Italia, si ha un esercito di 10 milioni di persone, il 71,4% della popolazione, che ha superato i 65 anni di età.

«Una fascia di popolazione che – sottolinea Franco Marchiori, segretario della Fap Acli di Venezia – grazie all’aumento della speranza di vita, gioca un ruolo sempre più da protagonista nel quotidiano di ogni famiglia, rappresentando in particolare per i nipoti un punto di riferimento imprescindibile dal punto di vista affettivo ed educativo. Non a caso anche noi, come Fap Acli, stiamo sempre più indirizzando il nostro impegno in un’ottica intergenerazionale, unendo la tutela degli interessi di pensionati e anziani con l’attenzione al bene comune per la società e in particolare alle prospettive per i più giovani».

Dalle Acli anche altri dati sulla “nonnità” in Italia. La quasi totalità dei bambini tra 0 e 14 anni (98,2%) può contare sulla presenza di almeno un nonno vivente, con una media di 3,1 nonni per bambino. E anche nella fascia over 35 la media è ancora di 1,8 nonni, a dimostrazione della longevità degli anziani. Se i casi di convivenza sono pochi rispetto al passato (7%), il 75% dei bambini vive nello stesso comune di residenza dei nonni.

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Venezia, oggi la Camminata rosa per la prevenzione del tumore al seno. Alle 12.30, alla Salute, concerto della Big Vocal Orchestra

Dom, 07/10/2018 - 09:48

Dalle 250 voci veneziane della Big Vocal Orchestra tutto l’incoraggiamento alle donne colpite dal tumore al seno. Domenica 7 ottobre si terrà la terza Camminata rosa, evento organizzato dalle Pink Lioness in Venice, da Avapo Venezia e Reale Società Canottieri Bucintoro con il patrocino di Regione del Veneto-Ulss 3 Serenissima.

Una passeggiata di sensibilizzazione nei confronti della prevenzione del tumore al seno che si snoderà dalla Stazione Ferroviaria, con ritrovo alle ore 10, partenza alle ore 10.30 con i Clown Free gli Artisti del Bene, fino a raggiungere alle 12.30 la scalinata davanti alla Basilica della Salute dove saranno posizionati i 250 coristi della Big Vocal Orchestra per la conclusione musicale della manifestazione.

La Big Vocal Orchestra è la più grande formazione vocale d’Italia. È diretta da Marco Toso Borella, poliedrico artista muranese che esprime il suo talento creativo in molteplici forme, dalla musica, alla pittura, alla ricerca storica, alla scrittura.

A curare la direzione artistica del progetto insieme a Marco Toso Borella è Cristina Pustetto, che cura la regia e l’organizzazione degli spettacoli; il coordinamento musicale è del pianista Giacomo Franzoso.

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Paola Mar: Il turismo si regola con una molteplicità di azioni

Dom, 07/10/2018 - 09:19

A Venezia dici turismo e si apre un mondo. Per il quale molto è stato detto, qualcosa è stato fatto ma molto altro resta ancora da fare. Lo sa bene l’assessore al Turismo Paola Mar che con GV fa il punto della situazione generale superata la metà del suo mandato. Non si può non partire dall’ultimo fatto di cronaca ovvero l’imbrattamento dei leoncini di Piazza San Marco, che denota come la mancanza di rispetto nei confronti delle città d’arte ormai sia ampiamente diffusa. In questo caso gli autori sono stati degli studenti, ma alla base c’è, appunto, la mancanza di rispetto: «C’è in generale un’inciviltà di fondo perché, turisti o studenti che siano, come in questo caso, compiono bravate e sembra che non si rendano conto di ciò che combinano! Non a caso – dice l’assessore Mar – abbiamo promosso la campagna EnjoyRespect Venezia. Ovviamente non basta e difatti abbiamo inasprito le sanzioni amministrative». In questo periodo si sta discutendo di un regolamento più stringente ancora con l’introduzione del daspo urbano, cosa che potrà essere finalizzata però solo a seguito di un intervento ministeriale trattandosi di materia in primis nazionale.

Flussi da gestire. Passando al cuore del tema turismo, la prima cosa che viene in mente sono i flussi turistici e i varchi introdotti la scorsa estate. «Il nostro lavoro, contrariamente a quanto detto da molti, non è limitato ai varchi. Quelli sono soltanto una misura straordinaria nei momenti in cui si presentino problemi di sicurezza. Ma oltre a questo c’è un progetto composto da 42 azioni prodromiche a degli scopi di fondo come la governance della risorsa, la tutela della residenzialità, il bilanciamento degli extra-costi, un marketing diverso della città scritto di concerto col Mibact. E non sono chiacchiere – spiega la Mar – perché queste 42 azioni le dobbiamo rendicontare per filo e per segno all’Unesco già a novembre». Tra le molte misure già varate sinora si ricordano il blocco nell’apertura di bar e ristoranti, l’aumento dei vigili di 200 unità, il nuovo sito internet sul turismo a Venezia che verrà presentato tra pochi giorni e creato in sinergia con l’Unesco mettendo in rilievo laguna e turismo sostenibile. «Vogliamo puntare anche sul turismo enogastronomico con Slowfood. Un altro mio progetto è far scoprire a chi arriva da certe zone del mondo parti della città collegate con la storia del Paese di provenienza di quel turista. Questo ci facilita nello spostare i flussi – chiosa la Mar – dalle zone più battute perché suggeriremo al turista di andare nei luoghi che fanno parte della sua cultura di modo che senta la nostra città anche sua (ad esempio ai cinesi piace molto il museo del tessuto perché ricordano l’antica via della Seta tra Venezia e Cina)».

San Marco contingentata? Un giorno… Sinora non si è ancora messo mano all’accesso e regolamentazione dell’area marciana ma questo pare sarà il punto di arrivo finale delle varie misure in atto. Al momento però c’è un altro problema sentito da molti su cui intervenire cioè le locazioni turistiche. Sia per il numero eccessivo ormai raggiunto, a scapito dell’affitto alla residenza, e anche per l’infimo livello di talune soluzioni adottate (sottotetti, magazzini riattati e via dicendo). «Per alzare il livello della qualità dei turisti in città bisogna mettere mano alla questione delle locazioni turistiche – conferma l’assessore – ma non è una cosa che possiamo fare da soli, in quanto ha a che fare con norme del codice civile e la competenza è statale. Ora Comune e Regione si sono associate sul tema per lavorare assieme al Ministero e questo faciliterà una soluzione comune». Ostelli anti qualità? C’è poi la questione dei turisti che alloggiano nei nuovi ostelli dell’area della stazione di Mestre: non si può dire che siano il prototipo del turista di qualità. «Su questo non concordo. Quando da giovane sono andata a New York, ho pernottato in ostello. Mica per risparmiare ma per poter usare i soldi per i musei. Non è sempre vero quindi che il concetto di ostello implichi turisti di basso livello che non siano interessati alla cultura.  E poi sempre meglio negli ostelli che nelle locazioni turistiche non in regola. Infatti non è un caso che ad esempio l’assessore regionale al turismo abbia da poco introdotto una legge regionale in base alla quale le locazioni turistiche devono rispondere a determinati requisiti igienico-sanitari e rispettare la normativa edilizia e urbanistica. E questo a Venezia vorrebbe dire dire tanto. Tornando agli ostelli, la presenza dei turisti in queste nuove strutture a Mestre può dare il via a una rigenerazione urbana in zone come via Piave, via Cappuccina e zona stazione ferroviaria che sono in sofferenza. Naturalmente stiamo organizzando anche eventi – su cui parimenti ho la delega – affinché i turisti possano uscire la sera e avere qualcosa da fare cosicché Mestre non sia solo un dormitorio».
Marco Monaco

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Il Patriarca al pellegrinaggio Gesuati-Salute: curare da cristiani le piccole cose di ogni giorno

Sab, 06/10/2018 - 10:38

Con il primo tratto dai Gesuati alla Salute sono ripresi stamattina, a Venezia, i pellegrinaggi mariani del primo sabato del mese per pregare per le vocazioni e il Seminario.

In apertura il Patriarca ha affidato alla Vergine del Rosario i prossimi quattro seminaristi che saranno ordinati diaconi il 14 ottobre: Gianpiero, Marco, Giovanni e Riccardo.

Nell’omelia il Patriarca Francesco ha invitato a riscoprire la preghiera del Rosario nei diversi momenti della giornata: «Vi invito a rileggere in questo mese di ottobre la lettera di san Giovanni Paolo II Rosarium Virginis Mariae». La proposta dei misteri della luce ci aiuta a vivere la preghiera mariana del Rosario come una preghiera che aiuta a conoscere sempre di più il Signore Gesù.

Lungo il cammino anche una breve sosta davanti alla chiesetta, appena restaurata e ritornata al culto, dove fu battezzata santa Giuseppina Bakhita. Forte il richiamo a riscoprire con gioia il proprio battesimo e a viverlo nel servizio di Dio e del prossimo. Dio è l’unico e vero Padre.

In conclusione della Messa il Patriarca ha esortato i seminaristi, affidandoli ancora una volta alla Madonna della Salute, a curare le piccole cose di ogni giorno perché Dio spesso si manifesta proprio nel silenzio del cuore che ama il Signore.

(con la collaborazione di don Fabrizio Favaro)

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Don Andrea Volpato, vent’anni a Favaro: «Ho accompagnato le gioie e le croci di tante persone»

Sab, 06/10/2018 - 09:47

«Ho accompagnato le gioie e le croci di tante persone. È questa la ricchezza più grande di questi anni a Favaro»: lo dice don Andrea Volpato, già parroco delle parrocchie di San Pietro e Sant’Andrea di Favaro, che ora assumerà la cura pastorale della parrocchia di San Marco Evangelista di Mestre. Il Patriarca lo insedierà ufficialmente sabato 20 ottobre; intanto si sta preparando a vivere e lavorare in modo informale in viale San Marco.

«Sono diventato parroco di questa comunità di San Pietro a Favaro – ricorda don Volpato – vent’anni fa. Ora la lascio per servirne un’altra. E, in più, da un anno e 10 mesi ho assunto anche il compito di servire la comunità di Sant’Andrea. E questo anche lavorando assieme con gli amici di San Leopoldo e di Dese: con don Michele Somma, don Enrico Torta e don Alfredo Basso. In parrocchia di San Pietro c’è anche la preziosa presenza di don Marino Gambato. Don Massimiliano Causin ha funzionato bene da collante, essendo il vicario parrocchiale delle quattro parrocchie e perciò spingendoci ancor più a lavorare assieme. Devo dire con profonda commozione che tutto ciò è molto bello.

Qualche ricordo o aneddoto da condividere?

Tutto questo tempo è stato un grande dono dal mio punto di vista. Come ho detto alle parrocchie di questa zona, personalmente mi par di notare che più io sono fragile, indegno, peccatore… più il Signore è buono e grande con me: sembra che lo faccia apposta! Sarebbero tanti i ricordi di questi anni. Voglio fare memoria dei primi anni e della figura di don Vincenzo Agnoletto, già cappellano di Sant’Andrea e poi primo parroco di San Pietro (io sono stato il secondo e don Giuseppe Simoni sarà il terzo in questi 55 anni). Il primo periodo è stato il più forte. E io credo che sia dipeso proprio dalla presenza di don Vincenzo e dalla nostra comunione. Anche dopo il Signore è stato buono con noi.

Don Andrea Volpato con gli altri sacerdoti della zona di Favaro e Dese

 

Ci sono stati momenti forti e significativi?

Ho avuto la gioia e la croce di accompagnare tante persone e tante famiglie in questo tempo, citerò i momenti liturgici tanto per rendere l’idea: nel momento supremo e finale della vita, nei sacramenti dell’iniziazione (Battesimo, Eucaristia, Cresima e anche nella Confessione); ho accompagnato tante coppie al matrimonio. Stiamo parlando di alcune migliaia di persone in 20 anni.

Come salutare la precedente comunità e quali parole rivolgere alla nuova?

Della parrocchia di San Pietro ho sempre amato pensare che fosse un po’ la mia sposa: abbiamo solo pochi giorni di differenza: io sono nato il 3 settembre e lei il 1 settembre del 1963… Voglio ricordare che in questo momento Favaro, e in particolare San Pietro, avranno la gioia di uno dei loro figli, Giovanni, che sarà ordinato diacono (il 14 ottobre) e poi, a Dio piacendo, prete. Anche nella parrocchia che mi appresto a servire ci sarà Marco che diventa diacono… Per un prete questo è un enorme dono. Ancora e sempre Dio è buono con noi! Mi appresto anche a servire l’amata Azione Cattolica nella nostra Chiesa di Venezia, oltre che nella parrocchia. Così come è per me bello servire i fratelli che seguono la via dello scoutismo o il cammino neocatecumenale (tutte realtà presenti nella parrocchia di San Marco). E a servire con don Natalino Bonazza e don Gilberto Sabbadin la collaborazione pastorale locale. Un pensiero anche per don Adriano Celeghin, con cui vivrò nella canonica di San Marco. Ringraziamo il Signore. A tutti chiedo il conforto della preghiera e la promessa della misericordia. (M.Z.)

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Avapo Venezia, da 30 anni in ascolto dei malati

Sab, 06/10/2018 - 08:16

«E’ difficile trovare parole adeguate per ringraziare le donne e gli uomini del servizio di assistenza domiciliare dell’Avapo». Inizia così una delle ultime recensioni lasciate sulla pagina Facebook ufficiale dell’associazione “Volontari per l’Assistenza di Pazienti Oncologici” di Venezia da chi tale associazione l’ha conosciuta davvero da vicino, in seguito alla malattia della moglie. È un’analisi accurata del duro percorso che il congiunto ha vissuto, reso un po’ più dolce dal sostegno ricevuto dai volontari e dallo staff medico. «Grazie Avapo. Siete un fiore all’occhiello – sono le sue parole conclusive – dell’Umanità».

Di messaggi di ringraziamento ne sono stati lasciati tanti altri e – nell’anno in corso in cui Avapo Venezia celebra ben 30 compleanni – sembrano arricchirsi di un valore particolare, volto a tracciare un bilancio e a ricordare quanto di buono sia stato fatto da quel lontano 5 dicembre 1988 ad oggi. Da quando tutto è cominciato, su iniziativa dell’allora presidente del Lions Club Angelo Partecipazio e della presidente onoraria di Avapo Venezia Maria Luisa Banci Zacchello, i servizi gratuiti offerti dall’associazione per 365 giorni all’anno sono aumentati e si sono consolidati nel tempo: dall’ospedalizzazione a domicilio (cura dei pazienti in fase di malattia avanzata che necessitano di supporto da parte di un’équipe di medici, infermieri, psicologi e volontari), all’assistenza ospedaliera diurna presso i vari reparti e ambulatori dell’ospedale Civile di Venezia e dell’Angelo di Mestre.

Dall’assistenza domiciliare e presenza presso l’Hospice del Fatebenefratelli alla senologia (supporto psicologico alle donne con tumore al seno) e sostegno delle ricerche oncologiche. «Sulla carta siamo 130 volontari tra i quali molte presenze storiche non più attive – perché ormai anziane – come quella di una signora 92enne», spiega Teresa Baldi Guarinoni, la presidente, descrivendo i requisiti – ossia un’età compresa fra i 21 e i 70 anni, il non avere una patologia in corso, il non aver subìto un lutto nell’ultimo anno – e la preparazione a cui un volontario è sottoposto per prassi: 10 incontri per capire in quale ambiente si andrà ad operare, un periodo di tirocinio in cui all’aspirante volontario viene affiancato un tutor, un incontro mensile con la psicologa per 6 mesi. Tra teoria e pratica, insomma, un percorso della durata di circa 9 mesi. «Il paziente rimane stupito quando vede i volontari. Bisogna imparare – commenta – a porsi in un certo modo, anche a far silenzio. Poi piano piano si entra in sintonia. Nonostante la qualità della vita sia migliorata, quando ti ritrovi davanti ad una diagnosi ti si rivoluziona il mondo».

Ascoltare, prima di tutto. «L’importanza dell’ascolto: è soprattutto questa – afferma il vicepresidente Giambattista Pauletti – la nostra missione. Il volontario diventa il catalizzatore delle confidenze del malato che non vuole sfogarsi sul parente per paura di appesantirlo e viceversa. Il volontario, quindi, sta in ascolto. L’importante è riuscire però a creare un distacco fra quel momento e gli altri della propria vita, altrimenti non si è più utili». In occasione del 30° anniversario, lo scorso 25 settembre l’associazione veneziana ha organizzato un concerto su invito e ora continuerà i festeggiamenti il prossimo 18 ottobre con un evento scientifico dal titolo “Avapo Venezia: il cammino nel passato, l’impegno nel presente, lo sguardo al futuro» (ore 17 presso la Scuola Grande di S. Rocco).
Marta Gasparon

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Zelarino, Mamadou racconta quanto vale il diritto di studiare

Sab, 06/10/2018 - 07:45

“Studiare è una conquista”: ne parlerà a Zelarino, sabato 6 ottobre alle ore 16, nel patronato parrocchiale in via Castellana 70, Mamadou Diallo.

Il giovane, originario della Guinea, nell’Africa centro-occidentale, vive e lavora da alcuni anni in Italia. La sua testimonianza, portata all’Istituto tecnico “Levi-Ponti” di Mirano ha fatto scattate un’operazione solidale per cui la scuola e le istituzioni sono arrivate a donare e installare in Guinea pannelli fotovoltaici grazie ai quali gli studenti possono continuare a studiare anche quando è sera il buio rende difficoltoso lo studio. L’iniziativa a Zelarino è sostenuta da Acli provinciali e Comune di Venezia.

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Archeologia: a Torcello trovato lo scheletro di un giovane morto milletrecento anni fa

Ven, 05/10/2018 - 14:24

A Torcello appare lo scheletro di un giovane uomo, morto probabilmente nell’VIII secolo, circa milletrecento anni fa.

Dallo scavo condotto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia iniziano ad emergere i protagonisti della millenaria storia dell’isola.

Spiega l’archeologo Diego Calaon, che dirige dal punto di vista scientifico l’équipe di ricercatori: «Si tratta di un giovane adulto, la cui sepoltura – non troppo lontana dall’area che immaginiamo essere stata adibita a cimitero intorno alla Basilica nelle sue fasi altomedievali – di cui si è conservato piuttosto bene quasi tutto lo scheletro, ad eccezione della testa. Non lasciamoci ingannare però: il ritrovamento delle parti residuali di lato destro del cranio e il taglio di una buca di età moderna (probabilmente per un palo strutturale) proveniente dall’alto, ci indicano che la sepoltura era completa e che solo le attività successive svolte nell’area hanno determinato le mancanze di oggi».

Lo scavo nella sua estensione, prosegue Calaon, «ci sta rivelando come l’VIII e il IX secolo siano centrali per attestare l’esplosione demografica nell’isola: presenza di fitte case in legno, moli, focolari e strutture produttive, testimoniate da centinaia di frammenti di ceramica da cucina (tra cui molti catini coperchio, gli antichi testi per la cottura di pani e focacce nei focolari a terra), anfore da olio e vino, pietra ollare per la cottura di zuppe e minestre.

L’area degli scavi fatti a Torcello dagli archeologi di Ca’ Foscari, vista da un drone

 

Ma cosa mangiavano i primi abitanti dell’isola? «Anche a questa domanda possiamo già dare qualche risposta», prosegue l’archeologo: «Mangiavano molto pesce, visto l’ambiente lagunare, comprese ostriche, cozze e molluschi, ma anche pesce d’altura, alcuni resti in corso di studio sembrano riferirsi addirittura a tartarughe e delfini. Attestati consumi importanti di carni bianche da pollame, di maiale e carne bovina, anche se i consumi di carne dimostrano la presenza di numerosi ovini, presenti sia per la carne che per la probabile produzione di pergamene. Oltre a ciò una grande varietà di verdure e frutta. Il contenuto delle anfore invece attestano consumi di olio, vino e spezie dal sud del Mediterraneo».

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Actv, l’autobus 56 estende la sua corsa fino a Dogaletto

Ven, 05/10/2018 - 13:00

Dal 1° ottobre scorso, la linea urbana 56, che collega Venezia con Ca’ Brentelle, arriva fino a Dogaletto.

Il nuovo servizio Actv, nato dalle richieste di alcune famiglie del mirese e pensato per favorire le esigenze di chi lavora a Venezia, avrà una sperimentazione di tre mesi, con queste modalità: partenze da Dogaletto per Piazzale Roma, con fermate a Ca’ Brentelle e Malcontenta, alle ore 6.47; partenze da Piazzale Roma per Dogaletto, con fermate a Ca’ Brentelle e Malcontenta, alle ore 12.05, 14.20 e 16.05.

«Invito i cittadini – ha detto il Sindaco di Mira Marco Dori – ad usare i mezzi pubblici, in modo da rendere permanente l’estensione della nuova corsa».

Intanto, i sindaci della Riviera sono al lavoro per garantire a chi si sposta con l’autobus l’attivazione della tanto attesa tariffa unica.

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Meteo e ausili virtuali alla navigazione: al via la sperimentazione guidata dall’Autorità portuale di Venezia

Ven, 05/10/2018 - 12:15

Dati e le rilevazioni su vento, correnti, moto ondoso che riguardano tutta la Laguna, le bocche di porto ed entrambi gli scali di Venezia e Chioggia, verranno sintetizzati dall’Autorità portuale e resi immediatamente disponibili a tutta la comunità portuale tramite la piattaforma web iLOGIS (interfaccia digitale per tutti gli operatori del Porto di Venezia gestita dall’Adsp). Parallelamente i dati saranno inviati in tempo reale al Comando Generale della Capitaneria di Porto a Roma per la diffusione a tutte le navi, i comandanti e i piloti presenti nell’Alto Adriatico attraverso il protocollo standard AIS, rendendoli leggibili anche alla strumentazione di bordo.

L’Autorità di Sistema Portuale, grazie alla stretta collaborazione con la Capitaneria di Porto di Venezia e con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto nazionale, ha deciso di accelerare sul fronte dell’Intelligent Transport System, avviando questa settimana una sperimentazione che consentirà a tutta la comunità portuale di disporre di informazioni aggiuntive in tempo reale su condizioni meteo-marine e di innovativi ausili alla navigazione.

I dati relativi alle informazioni meteo sono ricavati dalle rilevazioni dei sensori dell’AdSP, installati lungo i canali di Grande Navigazione, e sono integrati con i dati provenienti da altri soggetti (il PIOPP, con il quale è stato siglato uno specifico accordo di collaborazione, ma anche il Comune di Venezia che offre le proprie rilevazioni in “open data”).

Importante tassello della nuova sperimentazione è l’attivazione di “ATON virtuali”, acronimo di “Aids TO Navigation”, supporti digitali alla navigazione che evidenzieranno sulle strumentazioni di bordo la rotta ideale da seguire per accedere al porto. Il supporto “ATON virtuale” – che a differenza di ogni altro segnalamento marittimo (come può essere una boa o un segnalamento luminoso) è sempre visibile – è la sintesi di una ricerca effettuata, su commissione dell’AdSP, dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope sulla base di migliaia di tracciati di navigazione registrati negli ultimi anni all’interno della Laguna.

Il progetto “ATON virtuali” sarà sottoposto a sperimentazione diretta a partire da ottobre. In questa fase si raccoglieranno i riscontri da parte dei piloti per migliorare e affinare il servizio, che è da intendersi sia come un ausilio alla sicurezza nella navigazione, sia come un supporto all’operatività degli scali di Venezia e di Chioggia in condizioni meteo-marine che, fino ad oggi, potevano determinare incertezze sul fronte dell’accessibilità nautica.

A completare il quadro, si avvierà la sperimentazione dei dispositivi PPU (Pilot Portable Units), costituiti da un kit formato da un’applicazione e relativo tablet e da un’antenna GPS portatile dotata di accelerometri e giroscopi. Tali dispositivi verranno testati dai piloti, che potranno geolocalizzare perfettamente la nave e i relativi movimenti grazie all’antenna portatile, guidandola con l’ausilio di un’applicazione mobile che sfrutta una cartografia aggiornata del porto e che rileva tutte le informazioni meteorologiche e le indicazioni di rotta già descritte. L’utilizzo delle PPU permetterà anche alle navi dotate di strumentazione obsoleta di sfruttare le innovazioni tecnologiche introdotte.

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Mestre, chiuso dai vigili il mercatino bio e solidale. «Accanimento stupefacente». «No, nessuna autorizzazione»

Ven, 05/10/2018 - 11:04

Sospeso, finché non saranno stati raccolti tutti i permessi, il Martedì del Villaggio. L’iniziativa – un mercatino che fa mix tra prodotti biologici, a chilometri zero e solidali – deve prima avere l’autorizzazione commerciale, sostiene la Polizia locale.

La denuncia di essere stati costretti alla chiusura, basandosi su un’applicazione pignola delle regole – attenti alla forma e non alla sostanza – viene dal parroco di San Giuseppe e promotore dell’iniziativa, don Natalino Bonazza. «La primavera di due anni fa a San Giuseppe – spiega don Bonazza nel foglio parrocchiale – il Martedì del Villaggio nacque intorno alla festa omonima per dare un segno. Da quest’anno è stata ripresa anche al Corpus Domini, dando vita al Mercoledì del Quartiere, proponendosi con le medesime finalità sociali. Gli ambulanti e le associazioni di volontariato hanno aderito, impegnandosi in prima persona, ben sapendo che non era garantito chissà quale profitto, pure legittimo. Da parte loro le parrocchie non hanno mai richiesto una quota per le postazioni: hanno solo messo a disposizione i sagrati».

Un’operazione non semplice, in cui l’ideale e l’obiettivo sociale viene prima del registratore di cassa: «Con fatica l’ultima edizione, in corso fino alla scorsa settimana, vedeva raccolti quattro banchi quattro. È bastata l’incredibile solerzia di una pattuglia della polizia municipale a spazzare via tutto. Mercoledì 26 settembre gli agenti erano già sul piazzale della chiesa del Corpus Domini prima delle sette del mattino e poi si sono ripresentati alle undici. Hanno preso di mira i titolari dei banchi e hanno fatto il loro lavoro di controllo con un accanimento stupefacente, ma senza cercare, né prima né dopo, un contatto con la parrocchia. Di fronte a questa prepotenza di tono repressivo, alziamo le mani: l’iniziativa finisce qui. Un paio di note a futura memoria: 1) si verifica il detto «summum jus, summa injuria» – «il sommo diritto è somma ingiustizia»; 2) tutti – non solo alcuni – hanno perso in questa vicenda».

Non la pensa così Marco, Agostini, a capo della Polizia locale veneziana: «La vicenda è molto semplice: il mercatino è totalmente privo di autorizzazione e la Polizia locale, senza elevare alcuna contravvenzione, ha invitato a dotarsi dei permessi. Nemmeno don Bonazza è al di sopra della legge!».

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Venezia, medaglia d’oro per tre dipendenti dell’ospedale Fatebenefratelli. La consegna venerdì 5 ottobre

Gio, 04/10/2018 - 20:33

Chiara Lazzarich, Gloria De Rossi e Alessandra Vigliotta sono le tre dipendenti dell’ospedale San Raffaele – Fatebenefratelli di Venezia che venerdì 5 ottobre riceveranno una medaglia d’oro per i loro 25 anni di servizio presso l’ospedale stesso.

La cerimonia sarà a coronamento della giornata in cui si celebra la festa dell’Ospedale, rimandata di qualche giorno rispetto al 29 settembre, L’intento è anche quello di rendere omaggio agli operatori che da un quarto di secolo prestano il loro servizio ai malati con professionalità e nel segno dell’ospitalità di San Giovanni di Dio.

Alle ore 10.30 il Superiore Provinciale fra Massimo Villa celebrerà una Messa, al termine della quale i tre festeggiati riceveranno il riconoscimento.

«Tutta la Comunità ospedaliera – si legge in un comunicato – si congratula e li ringrazia anche a nome di tutti i malati che hanno assistito e augura loro ancora di godere della gioia del servizio che deriva dalla loro stessa professione».

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Mestre: venerdì 5 in Corte Legrenzi, “La manutenzione dei sensi”, romanzo che parla d’affido e di ricerca di senso

Gio, 04/10/2018 - 18:48

Un uomo che ha passato la cinquantina, toccato duramente per la morte della moglie, decide di lasciare la metropoli e prende casa in montagna, in una valle solitaria. Lì vivranno lui e un ragazzo poco più che adolescente, accolto in affido qualche anno prima, soprattutto per desiderio della moglie.

È il punto di partenza di “La manutenzione dei sensi”, il romanzo del giornalista milanese Franco Faggiani. La presentazione del volume – venerdì 5, alle ore 17.30, in calle Corte Legrenzi a Mestre – coincide con l’inizio delle iniziative per “Dritti sui Diritti”, la la manifestazione giunta alla sesta edizione, che mette l’accento sui bisogni dei bambini e dei ragazzi.

Saranno presenti e interverranno, oltre all’autore del romanzo, l’assessore comunale al Turismo Paola Mar, Paola Sartori e Francesca Passarini del Servizio Politiche cittadine per l’infanzia e adolescenza, Nicola Lamia, regista e direttore artistico de La Bottega del Teatro; modererà l’incontro Giorgio Malavasi di Gente Veneta.

La conversazione sul libro di Faggiani avrà al centro l’esperienza dell’affido familiare e il tema della ricerca di senso, che trova nella relazione con l’altro una delle risposte più significative.

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Venezia, medaglia d’oro per tre dipendenti dell’ospedale Fatebenefratelli. La consegna venerdì 5 ottobre

Gio, 04/10/2018 - 17:38

Chiara Lazzarich, Gloria De Rossi e Alessandra Vigliotta sono le tre dipendenti dell’ospedale San Raffaele – Fatebenefratelli di Venezia che venerdì 5 ottobre riceveranno una medaglia d’oro per i loro 25 anni di servizio presso l’ospedale stesso.

La cerimonia sarà a coronamento della giornata in cui si celebra la festa dell’Ospedale, rimandata di qualche giorno rispetto al 29 settembre, L’intento è anche quello di rendere omaggio agli operatori che da un quarto di secolo prestano il loro servizio ai malati con professionalità e nel segno dell’ospitalità di San Giovanni di Dio.

Alle ore 10.30 il Superiore Provinciale fra Massimo Villa celebrerà una Messa, al termine della quale i tre festeggiati riceveranno il riconoscimento.

«Tutta la Comunità ospedaliera – si legge in un comunicato – si congratula e li ringrazia anche a nome di tutti i malati che hanno assistito e augura loro ancora di godere della gioia del servizio che deriva dalla loro stessa professione».

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Mestre: venerdì 5 in Corte Legrenzi, “La manutenzione dei sensi”, romanzo che parla d’affido e di ricerca di senso

Gio, 04/10/2018 - 17:21

Un uomo che ha passato la cinquantina, toccato duramente per la morte della moglie, decide di lasciare la metropoli e prende casa in montagna, in una valle solitaria. Lì vivranno lui e un ragazzo poco più che adolescente, accolto in affido qualche anno prima, soprattutto per desiderio della moglie.

È il punto di partenza di “La manutenzione dei sensi”, il romanzo del giornalista milanese Franco Faggiani. La presentazione del volume – venerdì 5, alle ore 17.30, in calle Corte Legrenzi a Mestre – coincide con l’inizio delle iniziative per “Dritti sui Diritti”, la la manifestazione giunta alla sesta edizione, che mette l’accento sui bisogni dei bambini e dei ragazzi.

Saranno presenti e interverranno, oltre all’autore del romanzo, l’assessore comunale al Turismo Paola Mar, Paola Sartori e Francesca Passarini del Servizio Politiche cittadine per l’infanzia e adolescenza, Nicola Lamia, regista e direttore artistico de La Bottega del Teatro; modererà l’incontro Giorgio Malavasi di Gente Veneta.

La conversazione sul libro di Faggiani avrà al centro l’esperienza dell’affido familiare e il tema della ricerca di senso, che trova nella relazione con l’altro una delle risposte più significative.

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In campo contro l’Ictus, sabato a SS. Apostoli

Gio, 04/10/2018 - 13:18

Sabato 6 ottobre ALICe Venezia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) dalle 10.00 alle 17.00 sarà in campo Santi Apostoli a Venezia per la seconda edizione di “Scendi in campo contro l’ictus”.
Si tratta di una campagna di informazione e prevenzione dell’ictus alla cui realizzazione parteciperanno come volontari operatori della Fondazione Ospedale San Camillo e dell’Ospedale Civile di Venezia. Durante la giornata sarà possibile misurare, gratuitamente, la pressione atriale, la glicemia e la frequenza cardiaca, avere informazioni sulle malattie cardiovascolari e i comportamenti da adottare come prevenzione e in caso di necessità.

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Oggi si inaugura il patronato “green” di Ca’ Savio

Gio, 04/10/2018 - 10:32

Un patronato completamente ecompatibile. E’ quello della parrocchia di San Francesco di Ca’ Savio, che viene inaugurato giovedì 4 ottobre, alle 17.30, nel giorno in cui si festeggia il Patrono di Cavallino-Treporti, alla presenza del Patriarca Francesco Moraglia. Si tratta di un’opera attesa da anni, ancora da quando la parrocchia era guidata da don Guido Bucciol, che più volte ne aveva sollecitato la realizzazione, tracciando così un solco fondamentale per la sua concretizzazione.

Grande circa 500 metri quadrati, l’edificio situato accanto alla canonica è stato realizzato completamente ex novo dalla ditta Rubner Haus di Chienes (Bolzano) in poco meno di un anno. Con una particolarità fondamentale: la struttura è stata infatti realizzata completamente in legno. Questo ha permesso di abbattere i tempi di realizzazione (per un edificio in muratura di simili dimensioni sarebbero serviti quasi due anni), ma anche di costruire un edificio a basso impatto ambientale, completamente antisismico e in grado di abbattere notevolmente i costi delle varie utenze, che di conseguenza non appesantiranno il bilancio della parrocchia. Al suo interno sono state ricavate cinque aule, due delle quali nel soppalco, una sala polifunzionale destinata ad ospitare convegni e ogni tipo di attività legate alla vita parrocchiale, i bagni e una cucina.

«Questa struttura – commenta don Alessandro Panzanato – è pensata per offrire uno spazio a tutti i bambini, i ragazzi e gli adulti che partecipano alle attività della parrocchia, sia estive che invernali. A tutto questo aggiungo anche il Grest che in questa parrocchia dura cinque settimane e poi le attività del gruppo del dopo Cresima e tutte quelle attività che potranno nascere attraverso la collaborazione pastorale. Questa – prosegue il parroco – non era solo un’opera attesa da anni ma direi anche indispensabile: solo per le attività di catechesi abbiamo 250 ragazzi iscritti e prima di realizzare il patronato dovevamo concentrare tutto nel sottotetto della chiesa e in una stanza della canonica. Adesso c’è la possibilità di lavorare al meglio e in sicurezza, con la possibilità di far crescere ulteriormente le attività. La scelta di realizzare il patronato in legno è stata studiata: abbiamo sposato la peculiarità ambientale di questo territorio, con il vantaggio i tempi di realizzazione sono stati veloci: l’edificio è infatti giunto nel litorale come prefabbricato».

A livello economico la spesa è stata sostenuta per la metà dalla parrocchia mentre il resto è stato coperto con un contributo del Comune e con delle donazioni arrivate da alcuni privati, sia gestori di campeggi e di altre attività ma anche singoli parrocchiani. «C’è stato l’aiuto dei campeggi più importanti, di alcune attività commerciali e del Comune – aggiunge il parroco – ma ogni donazione ricevuta è importante e in questo senso vorrei sottolineare quelle dei parrocchiani: ci sono state delle persone che in alcune circostanze, per esempio in occasione del Natale, di comunioni o cresime hanno devoluto la somma destinata ai regali donando alla parrocchia ciò che potevano in quel momento. A tutto questo va aggiunto chi ha prestato la propria manodopera gratuitamente, come i ragazzi delle quinte superiori: si sono offerti di aiutare le ditte nei lavori di rifinitura in modo gratuito. Altri parrocchiani hanno fatto lo stesso, comprese alcune signore che hanno lavorato per ripulire l’edificio in tempo per il taglio di nastro». Altro particolare di notevole importanza: il patronato è stato dedicato alla memoria del Patriarca Marco Cè e per questo subito dopo l’ingresso verrà appeso un suo ritratto. «Questo perché il Patriarca Marco aveva un rapporto profondo con questo territorio, era quasi un cittadino onorario – conclude don Alessandro –. Anche dopo la sua pensione frequentava Cavallino-Treporti per gli esercizi spirituali. La sua era una presenza molto sentita dai parrocchiani».
Giuseppe Babbo

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Carcere, aperto il chiostro per i colloqui dei detenuti con i figli

Gio, 04/10/2018 - 10:15

Aprire l’ex chiostro, insegnare ai detenuti alcuni lavori manuali, incentivare e rendere più soddisfacenti i colloqui tra genitori e figli, imparare a prendersi cura dei luoghi in cui si vive. Sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti da un progetto messo a punto nel carcere Santa Maria Maggiore di Venezia in cui una nuova area verde, inaugurata mercoledì, è stata messa a disposizione dei detenuti, «un posto – ha spiegato la direttrice Imma Mannarella – in cui i padri possono incontrare i figli più piccoli in un contesto sereno. Fatte le debite proporzioni, come quando una famiglia si incontra ai giardinetti».

Il recupero e la ristrutturazione del chiostro, fino a poco tempo fa sommerso di macerie, calcinacci e materiali di risulta, è stato possibile grazie alla sinergia tra l’amministrazione penitenziaria, l’associazione “La gabbianella e altri animali” e la Confartigianato: guidati dagli educatori e dagli agenti penitenziari, seguiti dai volontari e istruiti dagli artigiani, i detenuti – 23 in tutto – hanno sistemato piazzole e vialetti, intonacato e ridipinto muri, piantato alberi, ridando vita a un luogo abbandonato. «Abbiamo voluto fare – ha sottolineato Carla Forcolin, presidente della Gabbianella – qualcosa per i bambini che non hanno accanto i loro genitori. Un luogo per incontrarli, ma anche per disegnare o costruire una torre con loro. I più piccoli hanno una soglia di attenzione bassa e un’ora di colloquio può essere pesante. Cerchiamo di non farli annoiare, di rendere l’incontro più lieve».

L’auspicio dei volontari, poi, è che questo chiostro possa diventare il cuore pulsante per altre attività, un coro magari o delle rappresentazioni teatrali. «Siamo qui – ha aggiunto Gianni De Checchi, segretario della Confartigianato Venezia – perché abbiamo capito che bisogna darsi alla solidarietà con uno scopo che guardi più avanti rispetto al quotidiano. La gestione delle sofferenze è uno dei capisaldi per un paese civile: la pena fine a se stessa, la mera espiazione diventa peggiore del male fatto se non c’è speranza». In 5 allora – Francesco Busatto e Matteo Busolin imprenditori edili, l’elettricista Ivan Tosi, il lattoniere Alessandro Goattin e il giardiniere Luca Convertino – hanno insegnato il mestiere ai detenuti, rinunciando al loro compenso per devolverlo alla Gabbianella. «In questi mesi – hanno raccontato – abbiamo provato un’emozione forte, un’esperienza intensa sotto il profilo umano. Oggi c’è una grande soddisfazione. Per noi è facile intonacare un muro o sistemare una fontana. Qui, però, abbiamo capito che per aiutare qualcuno si possono fare anche piccole cose, senza inventarsi chissà che». La speranza, allora, è che l’incontro tra artigiani e detenuti non resti solo un episodio sporadico. «Un modo si troverà – hanno concluso il segretario De Checchi e la direttrice Mannarella – ogni iniziativa viene fatta guardando al domani. Oggi abbiamo seminato qualcosa che darà frutto».

Chiara Semenzato

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