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Aggiornato: 2 ore 52 min fa

Un mese in più di stipendio a chi fa figli. Sposato (Eurointerim): in un anno le nascite aumentate del 30%

Ven, 05/07/2019 - 20:42

Un carro, per andare bene, deve essere trainato da due cavalli. Uno rappresentato dalla produttività, dall’efficienza e dall’innovazione; l’altro dall’attenzione alle persone, cioè ai dipendenti, e alle loro famiglie. Se uno dei due cavalli rallenta, il carro non va dritto e sbanda. Per avanzare bene occorre che i cavalli vadano alla stessa velocità».

È l’immagine che usa Luigi Sposato, titolare dell’agenzia di lavoro interinale Eurointerim. Lui questa immagina la sta mettendo in pratica: «Se aspetti un figlio – dice, in sostanza, l’imprenditore padovano – ti duplico lo stipendio».

E le nascite schizzano a + 30%. Il raddoppio di una mensilità, avviene già, infatti, da un anno e ne veneficiano tutti i neo genitori dell’agenzia di lavoro. Sposato l’anno scorso ha destinato un fondo di 50 mila euro per i lavoratori che decidono di allargare la famiglia.

Un bonus bebè con tanto di trattamenti previdenziali accessori che non vale solo per i 150 dipendenti, ma anche per i 7 mila lavoratori interinali che gravitano attorno all’azienda ramificata in tutto il Nordest. «Fare bambini fa bene sia a chi li fa che all’azienda per la quale lavora» diceva Luigi Sposato al lancio dell’idea.

La sua è un’azienda di medie dimensioni con un fatturato di cento milioni l’anno, che non entra certo in crisi per una maternità in più. Così il dirigente ha messo al primo posto il benessere delle mamme che lavorano, perché «a volte bisogna rimetterci, dare agli altri, perché il lavoratore possa ripagare l’azienda. Ci si guadagna», assicura.

Un caso unico in Italia questo incentivo di welfare aziendale, dice l’azienda. Che è stato sfruttato fin dal suo annuncio: Eurointerim è passata dai 35 fiocchi rosa e azzurri del 2017 ai 44 del 2018. E nei primi 3 mesi del 2019 ci sono già state 13 nuove nascite. «Si tratta di un aumento di circa il 30% delle nascite tra il periodo pre incentivo e il periodo post annuncio del provvedimento» dice Sposato. Tanto soddisfatto del risultato che ha già annunciato un rifinanziamento del fondo, «lo faremo in sede di bilancio consolidato».

Da giugno 2018 il premio di una mensilità è stato consegnato a 31 mamme o papà. «Certamente non è solo la mensilità extra a rendere più disponibili i nostri collaboratori nello scommettere sul futuro. Però siamo certi che aver comunicato in maniera fattuale e quasi tangibile che la nostra azienda accoglie, e anzi incentiva, le nuove maternità e paternità, spronando i nostri collaboratori ad avere più fiducia nel futuro».

Quanto in questa nuova fiducia nel futuro abbia soffiato il bonus bebè «lo indagheremo con una borsa di studio per una tesi di laurea ad hoc sul nostro caso aziendale, ma rimane una grossa soddisfazione poter davvero dire che la nostra famiglia si è allargata».

Per questa iniziativa l’azienda ha ricevuto l’ottobre scorso il premio “Aziende family friendly” alla Camera dei Deputati. E non ha giocato solo questa idea pro famiglia. Nel calendario aziendale ci sono anche le iniziative “Bimbi in ufficio” (che ha permesso ai figli dei dipendenti della sede di Padova di condividere con mamma e papà una giornata di lavoro) e Euroinforma (grazie alla quale i dipendenti della sede e delle filiali limitrofe hanno la possibilità di frequentare, due volte a settimana e gratuitamente, lezioni di fitness direttamente in azienda grazie alla presenza di un’istruttrice qualificata).

«La conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare – sostiene il presidente – è una tematica cara alla nostra azienda, da sempre attenta alle persone e alla valorizzazione delle risorse umane. Sono molte le iniziative realizzate e in cantiere che mirano a favorire il benessere fisico e mentale dei lavoratori, ma anche la loro produttività, i rapporti sociali, l’inclusione e le pari opportunità».

Giulia Busetto

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Jesolo, sabato 6 e domenica 7 i Campionati italiani Paralimpici di Atletica leggera

Ven, 05/07/2019 - 15:53

I Campionati italiani Paralimpici di Atletica leggera andranno in scena sabato 6 e domenica 7 luglio a Jesolo. Le aspettative rispetto a quest’edizione degli Assoluti sono molto alte sia per il numero-record dei partecipanti (145 atleti, 40 società), sia per la costante crescita del livello tecnico delle prestazioni che per la posta in palio.

I corridori, saltatori e lanciatori paralimpici andranno a caccia dei titoli individuali, suddivisi per specialità e categoria di disabilità, con un occhio di riguardo rispetto agli standard di qualificazione per la rassegna mondiale di Dubai a novembre.

A Jesolo saranno presenti quasi tutti i grandi nomi dell’Atletica paralimpica e i ragazzi di FISPES Academy che, ai Giochi Europei di Lahti, si sono distinti vincendo otto medaglie (quattro ori, tre argenti, un bronzo).

Tornerà nella pedana del lungo la primatista mondiale T63 Martina Caironi (Fiamme Gialle). La pluridecorata paralimpica è reduce dalla misura eccezionale di 5 metri netti ottenuta al Grand Prix di Grosseto, prestazione che ipoteca già un futuro roseo a livello iridato. Nel getto del peso F11 figura il doppio oro paralimpico e tre volte mondiale Assunta Legnante (Anthropos Civitanova).

La lanciatrice non vedente, nella sua uscita a Firenze per i Societari FIDAL, si è imposta sulle avversarie normodotate vincendo la gara con 15,43, in netto miglioramento rispetto al risultato di Grosseto. Nel peso F33 ci sarà Giuseppe Campoccio (Paralimpico Difesa), bronzo iridato e oro continentale in cerca di un riscontro più solido degli 11,53 del Winter Challenge di Ancona.

Ma è dalla pista dello Stadio Armando Picchi che arriva una buona notizia. Gli Assoluti coincideranno con il rientro alle gare di Annalisa Minetti. Dopo un periodo di stop lontana dalle gare, la mezzofondista non vedente delle Fiamme Azzurre si rimetterà in gioco nei 5000 T11 accompagnata dalla fidata guida Stefano Ciallella, con l’obiettivo di partecipare ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Nella sua carriera sportiva la Minetti ha vinto il bronzo alle Paralimpiadi di Londra 2012 nei 1500 e l’oro negli 800 ai Mondiali di Lione 2013.

I Campionati Italiani sono resi possibili grazie al sostegno istituzionale del Comitato Italiano Paralimpico, Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia – Città di Jesolo e a quello dei partner Karhu, PMG Italia, Inail, SuperabileInail e Alì Aliper Supermercati.

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Jesolo, il Tar riammette i risciò “stoppati” dal Comune. Il sindaco: prevedibili nuovi incidenti, chi li vuole si prenda la sua responsabilità

Ven, 05/07/2019 - 14:42

I risciò continuino a circolare per Jesolo. Lo ha stabilito una sentenza del Tar del Veneto, che ha dato ragione a chi ha fato ricorso contro l’ordinanza del Comune che, di fatto, ne limitava pesantemente l’uso.

Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, protesta: ««Purtroppo devo rilevare che nella giornata dello scorso 1° luglio un bambino è stato coinvolto sulla pista ciclabile in un incidente con un risciò, causato proprio dalla limitata larghezza della pista stessa, riportando un trauma alla testa. Quando abbiamo preso la decisione di regolamentare il traffico dei risciò, vietando la loro circolazione sulla pista ciclabile, lo abbiamo fatto proprio per evitare questi prevedibili incidenti causati dalla limitata larghezza della stessa. Spiace, però, che parte della politica jesolana, invece di sostenere tale decisione, abbia preferito ancora una volta la strada della polemica e della difesa dell’indifendibile. Rispetto assoluto quindi per la sentenza, ma è anche bene ricordare questi fatti in modo che ognuno assuma le proprie responsabilità per quanto successo e per quanto potrebbe ancora accadere in futuro».

Il Tribunale amministrativo regionale, però, ha ritenuto che i dati storici sugli incidenti provocati dai risciò a Jesolo siano così modesti da non giustificare provvedimenti che ne limitino la circolazione.

«Come avevamo evidenziato sia nelle ordinanze oggetto di sospensiva da parte del TAR, sia nelle controdeduzioni al ricorso presentato dagli esercenti che affittano i risciò – ribatte l’assessore Alessandro Perazzolo – la pista ciclabile non ha una larghezza idonea a garantire la sicurezza degli utenti laddove vi circolino anche i risciò, i quali inevitabilmente si incrociano con altri velocipedi. Rispetteremo le decisioni del Giudice, ma come Amministratori e genitori abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri turisti e dei nostri figli, per cui valuteremo gli atti per decidere cosa fare».

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Il Patriarca alla cerimonia in memoria di Giuseppe Taliercio: «La nostra Repubblica non ha ancora fatto davvero i conti con gli “anni di piombo”»

Ven, 05/07/2019 - 10:40

«Credo che la storia repubblicana non abbia ancora fatto davvero i conti con quegli anni che, con espressione vera ma generica, definiamo “anni di piombo”». Lo rileva il Patriarca Francesco, che sta intervenendo stamattina, venerdì 5 luglio, alla cerimonia che si tiene al capannone del Petrolchimico di Porto Marghera.

La mattinata è infatti dedicata alla commemorazione di Giuseppe Taliercio, storico dirigente dello stabilimento petrolchimico della Montedison, ucciso dalle Brigate Rosse il 5 luglio 1981. Il direttore dello stabilimento Montedison venne rapito il 20 maggio 1981 da alcuni brigatisti penetrati nella sua abitazione e, dopo 46 giorni di prigionia, venne fatto ritrovare cadavere nelle vicinanze della Montedison stessa, rinchiuso nel bagagliaio di una Fiat 128 azzurra, con il corpo crivellato da 17 colpi.

«Il terrorismo – afferma il Patriarca – in quegli anni colpì la democrazia nei luoghi significativi per la realtà economica e produttiva, cioè i luoghi in cui si faceva l’Italia. Non si dimentichi che i primi articoli della nostra Costituzione sono calibra sul lavoro».

Il Patriarca con uno dei figli di Taliercio, Cesare

Le Br, prosegue mons. Moraglia, «misero nel loro mirino i luoghi dove le famiglie lavoravano e trovavano reddito. Una strategia che ha purtroppo visto delle vittime innocenti. Ricordo, oltre a Giuseppe Taliercio, Alfredo Albanese e Sergio Gori; e, a me che vengo da Genova, vengono subito in mente anche i nomi di Guido Rossa e del Procuratore Coco. Gli “anni di piombo” sono stati anni faticosi per la democrazia, per la politica e molto faticosi anche per la cultura. Non sempre si è capito, non sempre si è voluto capire, e spesso si è faticato a mettere a fuoco certe realtà».

Perciò, per il Patriarca di Venezia, una riflessione corale del Paese è più che opportuna anche oggi: «Non solo per evitare derive che possono ripetersi nella storia d’Italia, ma anche per dare anticorpi alla democrazia, avendo il coraggio di chiamare tutte le forme non democratiche alla sbarra».

La cerimonia in ricordo di Taliercio, nel 38° anniversario dell’assassinio, si concluderà poi con la deposizione di una corona d’alloro sul cippo commemorativo che si trova a Marghera, tra via Pasini e via Bottenigo.

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Don Valter Perini nuovo parroco a Santa Barbara: «Don Guido e io condurremo la parrocchia insieme»

Gio, 04/07/2019 - 20:27

«Condurremo la parrocchia insieme, facilitati dall’amicizia e dal fatto che ci conosciamo da mezzo secolo e che abbiamo avuto le stesse persone di riferimento: don Giuliano Bertoli, don Carlo Seno, il Patriarca Marco, il Patriarca Angelo…». Don Valter Perini sintetizza così quel che succederà: lui è il nuovo parroco di Santa Barbara ma, insieme a lui, ci sarà don Guido Scattolin, “parroco emerito”, ma in effetti «prete attivo e con cui si lavorerà insieme, ogni giorno. Semplicemente, don Guido non avrà più la responsabilità piena e totale della comunità, perché deve pensare alla sua salute e proteggersi un po’. Ma condurremo Santa Barbara insieme».

L’ingresso ufficiale di don Valter a Santa Barbara sarà probabilmente in ottobre; in effetti, comunque, sono già quindici mesi che don Perini opera in parrocchia: «Questa nomina, per cui ringrazio il Patriarca Francesco, la prendo come un dono che mi viene dal Signore e la accolgo con grande gioia. Corrisponde anche ad un mio desiderio: sentivo che era giunto il momento di terminare una certa esperienza e di cominciarne una nuova. Nella vita si ha bisogno di chiudere dei capitoli e di avviarne di nuovi».

Il capitolo che si sta chiudendo è quello dei 24 anni (dal 1995 ad oggi) durante i quali don Perini è stato impegnato con incarichi diocesani, come direttore dell’Ufficio catechistico, dell’Ufficio Scuola, segretario del coordinamento pastorale, responsabile dei Gruppi d’ascolto della Parola di Dio e, nell’ultimo triennio, anche come direttore della Scuola diocesana di Teologia “San Marco Evangelista”.

Per ringraziare tutte le persone con cui ha collaborato, in quest’ultimo quarto di secolo, don Valter ha scelto una frase di Antoine de Saint-Exupéry, l’autore del “Piccolo Principe”: “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini. Prima risveglia in loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”.

«È una frase emblematica e rappresentativa del mio pensiero e della mia filosofia di vita», spiega il sacerdote veneziano: «Ho sempre avuto avuto la convinzione, appresa dal Patriarca Cè e dal Patriarca Scola, che dall’organizzazione non nasce la vita, ma che la vita è dettata dalla vita stessa. E che solo da un grande ideale e da una grande passione sorgono l’energia e la possibilità di realizzare sogni. O, detto secondo una logica cristiana, chi ha un “per Chi” sopporta ogni “come”».

E questo questo è un esercizio che va rinnovato continuamente: «La passione va risvegliata di continuo, perché a causa della fragilità umana rischiamo di dimenticarci che dobbiamo riandare di continuo alla sorgente della nostra esistenza – che è una persona, quella di Gesù – e che dobbiamo di continuo risvegliare l’idea di fede che ci sta davanti, sempre un po’ lontana da noi ma mai troppo. È la stessa logica che cercherò di applicare con le persone con cui convivrò questo nuovo e credo ultimo tratto della mia esperienza di sacerdote».

A Santa Barbara, una delle parrocchie più popolose della Diocesi, don Valter si troverà anche a percorrere il cammino avviato da non molto tempo della collaborazione. In particolare con le vicine parrocchie della Gazzera e di Asseggiano. «La collaborazione – afferma il nuovo parroco – è nel mio dna: il lavoro diocesano mi ha sempre portato a collaborare e a far collaborare. Il futuro della Chiesa, d’altronde, sarà quello di lavorare insieme: non si possono tenere delle persone chiuse in orti chiusi. Dovremo avere pazienza, questo sì, perché si tratterà di avviare un processo, non di avviare progetti. Ho paura – ribadisco – dell’organizzazione che uccide la vita e dell’ingegneria pastorale. Bisognerà semmai capire gli orientamenti delle persone e soprattutto dei giovani e seguirli con sapienza e con coraggio; dovremo discutere insieme con la gente e i sacerdoti le modalità della collaborazione, che non deve diventare unificazione. La collaborazione deve invece salvaguardare la capillarità e il radicamento, perché quanto più saremo radicati, tanto più saremo in grado di collaborare: è l’ecclesiologia che ci ha insegnato il card. Scola».

Date queste premesse e questa visione della della vita, della Chiesa e dell’impegno pastorale, perché vale oggi la pena di essere cristiani? «Ne vale la pena – conclude don Valter Perini – perché essere cristiani ci rende più umani. Credere in Cristo non ci rende tanto migliori degli altri: questa sarebbe una presunzione inaccettabile. La persona di Gesù, semmai, potenzia la nostra umanità. Se noi comprendiamo questo sapremo davvero dialogare con uomini e donne, anche non credenti o distratti o in crisi di fede. Ho una visione positiva del mondo di oggi: penso ci siano le condizioni favorevoli perché, diversamente che nel passato, la gente accolga il Vangelo. Proseguiamo lungo questa strada».

Giorgio Malavasi

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Chi fa figli si dimette dal lavoro: in aumento, nel Veneziano, gli abbandoni da parte delle neomamme

Gio, 04/07/2019 - 15:55

“Fare figli e lavorare non è mai stato facile, ma gli ultimi dati ci parlano di una inconciliabilità in pericoloso aumento, in Italia, nel Veneto e nell’area metropolitana di Venezia, al quale bisogna porre rimedio”. Così la consigliera di parità della Città metropolitana di Venezia, Silvia Cavallarin, dopo aver compulsato i dati delle convalide delle dimissioni in maternità e paternità diffusi ogni anno dall’Ispettorato del lavoro e distribuiti alle consigliere di parità per la loro area di riferimento (regionale e provinciale).

Con 49.451 convalide registrate nel 2018 in Italia, la crescita delle dimissioni dal lavoro in maternità o paternità è cresciuta del 24% rispetto all’anno precedente; in Regione Veneto è aumentata del 30% (da 5.954 a 7.720) e in area metropolitana veneziana del 42%, passando da 818 a 1.161.

Un significativo aumento dunque di abbandoni da parte di lavoratrici madri o lavoratori padri nei primi tre anni di vita del figlio, periodo entro il quale le dimissioni volontarie o le risoluzioni consensuali (cioè l’accordo tra datore di lavoro e dipendente per interrompere il rapporto prima della scadenza stabilita) sono subordinate al controllo da parte dell’ispettorato territoriale di riferimento, secondo il testo unico di tutela della maternità e paternità.

“Un bollettino di guerra – osserva Cavallarin – le cui cause non risultano del tutto chiare dalla lettura dei dati forniti. Emerge però un fenomeno nuovo: nonostante le lavoratrici madri siano in maggioranza, cresce in modo sostenuto negli anni, soprattutto nella realtà metropolitana veneziana, il numero dei padri che abbandonano il lavoro”.

Sono 721 le dimissioni delle lavoratrici madri nel veneziano, corrispondenti al 62% del totale, dato in miglioramento rispetto al 73% del Paese, ma è sorprendente il confronto guardando alle dimissioni dei lavoratori padri, che passano da 258 nel 2017 a 440 nel 2018, con un incremento di oltre il 70% (49% su confronto nazionale).

Fra gli altri parametri osservati, in linea con quanto succede nel Paese, quasi il 90% delle convalide interessa chi ha un’anzianità di servizio compresa tra 3 e 10 anni e oltre il 95% è in carico a chi ha basse qualifiche (impiegato/a, operaio/a). Inoltre sono interessate alle dimissioni soprattutto le microimprese fino a 9 dipendenti, mentre al crescere della dimensione aziendale diminuiscono gli abbandoni dal lavoro.

Sulle motivazioni espresse all’atto della convalida per le dimissioni o risoluzioni consensuali, la differenza di genere è netta: per le lavoratrici madri è un problema, nell’ordine: la rete di supporto per i figli, la mancata flessibilità aziendale, la mancata concessione di part-time, la distanza tra casa e sede di lavoro, in modo pressoché esclusivo, mentre risultano ampiamente scavalcate in caso di “passaggio ad altra azienda”, dove, per i lavoratori padri, è quasi l’unica motivazione addotta.

“L’organizzazione familiare risulta ancora eccessivamente squilibrata sulle lavoratrici madri – commenta la Consigliera di parità metropolitana – e qui emerge in tutta la sua forza la necessità di un cambio culturale che riequilibri questa dinamica. Alle donne è riservato soprattutto il lavoro non retribuito: portare i bambini a scuola, andarli a prendere, fare la spesa, le pulizie, cucinare, mentre ai lavoratori padri che si dimettono interessa trovare un’altra posizione professionale e retribuita. È un circolo vizioso che incide sullo sviluppo economico e sociale della comunità: le donne hanno carriere più discontinue, così guadagnano meno e sono più povere. D’altro canto sono spesso più istruite degli uomini e più determinate, più motivate proprio provenendo da una situazione di maggiore svantaggio: sono risorse umane e intellettuali che non possiamo permetterci il lusso di sprecare o sottoutilizzare”.

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Jesolo, il rimedio per i trenta balordi della “spedizione punitiva”? Tanto lavoro, per imparare che nella vita c’è di meglio

Gio, 04/07/2019 - 15:18

Non serve il riformatorio, che alcuni hanno evocato. Per la trentina di giovani stupidi, che lo scorso fine settimana hanno fatto una “spedizione punitiva” in spiaggia, a Jesolo, per vendicarsi dei bagnini rei di fare rispettare le regole della spiaggia, serve tanto lavoro.

Lavoro in spiaggia per pulire l’arenile. Lavoro nelle strade di Jesolo per renderle più ordinate. Lavoro a supporto di anziani e disabili che vogliano fare vacanza.

Il rimedio a tanta balordaggine e a tanta noia trasformata in violenza è il lavoro. La fatica e l’impegno. Il sacrificio, che però riempie il tempo altrimenti lasciato vuoto e in balìa delle fantasie più sbandate.

Solo imparando il valore del fare qualcosa per gli altri – e poi anche per sé – si può sperare che episodi come il pestaggio dei bagnini diventino un buio ricordo. Jesolo merita molto di più. Ma anche quei trenta giovani devono imparare che la vita è altro. Quella buona, almeno.

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Si recupera l’ex scuola di Asseggiano. Servirà per le associazioni

Gio, 04/07/2019 - 13:53

Approvato il progetto definitivo per l’intervento di recupero strutturale dell’ex scuola di Asseggiano. Lo ha deciso la Giunta comunale di Venezia, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Francesca Zaccariotto.

Un locale interno della ex scuola di Asseggiano

“L’intervento di recupero – spiega Zaccariotto – prevede il rinforzo strutturale dell’edificio, un sistema di efficientamento energetico realizzato grazie all’inserimento di contro-pareti isolanti, la ristrutturazione del primo piano al fine di ospitare attività associative, il riordino del piano terra con la realizzazione di una sala per attività motorie con relativi spogliatoi, suddivisi per genere e bagni, una nuova entrata, unica per piano terra e primo, la dipintura e la sostituzione di parte degli infissi».

Tutti gli impianti ovvero quello elettrico, quello trattamento aria, e quello idraulico verranno realizzati ex-novo. «Inoltre è previsto l’abbattimento delle barriere architettoniche, tramite l’inserimento all’interno dell’edifico di una piattaforma elevatrice. Tutti interventi per un valore complessivo di 350mila euro finanziato con fondi europei Pon Metro, che oltre a sistemare una struttura pubblica secondo le vigenti norme di sicurezza, consentirà all’Amministrazione di recuperare nuovi spazi per favorire ed incrementare l’aggregazione urbana. Un luogo quindi dove potersi ritrovare, creare relazioni e permettere alle tante associazioni cittadine di avere uno spazio per le proprie attività”.

“Il recupero delle strutture comunali – aggiunge l’assessore alla Gestione del Patrimonio Renato Boraso – è uno dei punti su cui questa Amministrazione sta lavorando con molta attenzione per fare in modo che strutture dei cittadini possano essere quanto più utilizzate da chi vuole fare aggregazione e stare in compagnia”.

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Mestre, all’Angelo operata una ragazza per una rara malattia congenita alle vie biliari

Gio, 04/07/2019 - 11:20

Scoperta in una ragazza una malattia congenita rara, gli specialisti di Chirurgia dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre sono intervenuti nei giorni scorsi: all’intervento operatorio, complesso, ha fatto seguito un intervento ricostruttivo, anche questo effettuato con successo; un bel successo anche il fatto che, nonostante malattia e intervento, nel frattempo la ragazza ha voluto e saputo conseguire la promozione scolastica.

“Ci siamo trovati – spiega il Primario Maurizio Rizzo – di fronte al caso di una sedicenne con ripetuti episodi di accesso al Pronto Soccorso con un importante dolore addominale. Si è scelto di eseguire una serie di esami diagnostici, progressivi e sempre più approfonditi, presso il Reparto di Gastroenterologia, dove la ragazza è stata ricoverata. Dopo una prima ecografia che aveva evidenziato la presenza di calcoli nel coledoco, i colleghi gastroenterologi hanno preferito far seguire una ecoendoscopia; e proprio questa particolare ecografia, effettuata attraverso un strumento endoscopico disponibile solo in alcuni ospedali del Veneto, ha consentito di sospettare una patologia malformativa congenita della via biliare”.

La successiva risonanza magnetica, eseguita con le sequenze specifiche per lo studio e la ricostruzione delle vie biliari, ha permesso agli specialisti dell’Angelo una conclusione non frequente: “Abbiamo diagnosticato – spiega il Primario Rizzo – la presenza di una cisti coledocica fusiforme di tipo Todani 1c; dovevamo affrontare, quindi, una dilatazione congenita di tutta la via biliare, estesa daI dotto epatico comune fino al punto di congiunzione con il dotto pancreatico”. In altre parole, la ragazza era colpita da una dilatazione congenita dei condotti biliari che collegano il fegato al al duodeno, passando per il pancreas: il calibro di questo dotto, che di solito ha un diametro di pochi millimetri, era ormai di circa 2,8 centimetri, e al suo interno era presente un calcolo.

“Queste dilatazioni cistiche congenite delle vie biliari – spiega il chirurgo Alfonso Recordare, che ha operato la ragazza – rappresentano una condizione patologica rara, essendo segnalati in letteratura circa 3000 casi, sebbene l’affinamento delle tecniche di indagine abbia reso il riscontro meno infrequente. È una patologia più frequente nel sesso femminile, meglio conosciuta in Estremo Oriente: in Giappone, dove ho avuto la possibilità di osservare altri pazienti colpiti, si registra un caso ogni 500.000 nati; ma è ben più rara in Occidente, dove si registra un caso ogni due milioni di nati”.

Pur se orientate ad eseguire un intervento, le équipe dell’Angelo hanno concordato con la ragazza e i familiari di posticiparlo e di attendere il termine dell’anno scolastico: “La nostra giovane paziente – racconta il chirurgo –  ha dovuto patire numerose coliche in questi ultimi mesi, sotto il controllo del Reparto; raggiunto il traguardo della promozione finalmente è stata sottoposta all’intervento chirurgico. Si è operata una resezione di tutta la via biliare, dal tratto interno al pancreas, da una parte, fino ai millimetrici dotti biliari intraepatici, cioè del fegato, dall’altra”.

La radicalità dell’intervento, spiegano gli specialisti che l’hanno effettuato, è stata necessaria per scongiurare il rischio che con il tempo si potesse sviluppare un tumore della via biliare. “La ricostruzione delle via biliari – conclude il dottor Recordare – è stata effettuata utilizzando un tratto intestinale escluso dal transito alimentare, impiegato per sostituire la via biliare asportata secondo una tecnica che offre migliori risultati e migliori garanzie a distanza di tempo”.

La paziente è stata dimessa dopo sei giorni dall’intervento. L’operazione ha risolto i problemi già evidenti nella ragazza, ma soprattutto ha impedito l’evoluzione della rara patologia, che nell’adulto ha complicanze gravi e precoci, rappresentate dalla litiasi della via biliare principale, dalla pancreatite ricorrente, dalla colangite e soprattutto dal colangiocarcinoma, cioè dalla formazione di un tumore maligno delle vie biliari.

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Teatro Stabile del Veneto, ecco la nuova Stagione. In aumento serate e produzioni proprie

Mer, 03/07/2019 - 21:38

A cinquant’anni dallo sbarco sulla luna, mentre la Nasa si prepara a una nuova missione su Marte e apre la Stazione Spaziale Internazionale ai primi soggiorni turistici in orbita, nello stesso anno in cui il grande schermo vedrà l’uscita del nono e ultimo capitolo di Star Wars, il Teatro Stabile del Veneto per il 2019/2020 presenta nelle sale del Teatro Goldoni di Venezia e dei Teatri Verdi e Maddalene di Padova una Stagione stellare. Una Stagione che intende confermare e migliorare i risultati fin qui registrati in termini di numero di spettatori e di abbonati, rispettivamente +15% e +35% nell’ultimo anno.

Tra Venezia e Padova verranno ospitati più di 50 titoli per oltre 220 serate di spettacolo. Di questi, 35 sono gli spettacoli della stagione teatrale in abbonamento (21 in totale a Padova, tra il Teatro Verdi e il Teatro Maddalene, e 14 a Venezia). La stagione di danza, Evoluzioni, propone 11 spettacoli in totale e la rassegna Divertiamoci a teatro, che a partire da questa stagione sarà anche al Teatro Goldoni, avrà un totale di 13 appuntamenti nelle due sale e 10 campioni di comicità.

Le produzioni del Teatro Stabile. Le produzioni del Teatro Stabile del Veneto quest’anno comprendono ben 16 spettacoli, esattamente il doppio rispetto alla scorsa stagione, con 7 nuove produzioni e 5 debutti in prima nazionale. Titoli che portano sotto i riflettori del palcoscenico temi d’attualità dando grande spazio alla drammaturgia contemporanea con autori veneti come Romolo Bugaro, che in Una banca popolare porta per la prima volta sulla scena del Goldoni una riflessione sul sistema bancario veneto e sulla sua crisi, e Matteo Righetto presente nel cartellone dello Stabile del Veneto con due spettacoli, Da qui alla luna, un progetto di teatro civile diretto da Giorgio Sangati che debutta in prima assoluta sul palco del Verdi dando voce con Andrea Pennacchi, Giorgio Gobbo e l’Orchestra di Padova e del Veneto al dramma della montagna devastata dalla tempesta Vaia, e Savana Padana, la black comedy diretta da Stefano Scandaletti.

Giovanissima e padovana è la compagnia Amor Vacui che torna con Intimità a interrogarsi sulla comune tendenza a ripetere nelle relazioni gli stessi schemi di comportamento, replicando inesorabilmente gli stessi errori. Alla voce del giornalista, scrittore e filosofo Marcello Veneziani e alle note dell’Orchestra di Padova e del Veneto è affidato il racconto di 1919, anno fondativo del nuovo ordine mondiale in uno spettacolo evento prodotto dallo Stabile che aprirà in anteprima la stagione del Verdi.

Dagli autori locali alla scena internazionale, per questa stagione le produzioni dello Stabile del Veneto portano sui palcoscenici di Padova e Venezia artisti geniali e collettivi rivoluzionari come il coreografo, regista e scenografo belga Jan Fabre con The Night Writer, il tedesco Ferdinand Von Schirach autore di Terror e la compagnia catalana Agrupación Señor Serrano con Kingdom. Ad arricchire i cartelloni dei teatri sono poi produzioni e co-produzioni che spaziano dal teatro di prosa al teatro musicale, dalle sperimentazioni teatrali alla danza contemporanea, con originali riletture di classici come Orestea di Anagoor, Tempesta di Aterballetto, Don Chisciotte di StivalaccioTeatro, Il giardino dei ciliegi di Alessandro Serra e Morte di un commesso viaggiatore, che in questa versione diretta da Leo Muscato debutta al Verdi in prima nazionale con Alessandro Haber e Alvia Reale, o della letteratura come La donna Leopardo di Michela Cescon che porta a teatro l’ultimo romanzo di Alberto Moravia e, inseriti nel sempre più ricco filone goldoniano, La Casa Nova con la Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto diretta da Giuseppe Emiliani e I due gemelli veneziani in prima nazionale al Goldoni per la regia di Valter Malosti.

I protagonisti. I cartelloni di Padova e Venezia coinvolgono tra gli spettacoli della stagione teatrale artisti amati dal grande pubblico come Marco Paolini, che aprirà la stagione veneziana con lo spettacolo Nel tempo degli dei per la regia di Gabriele Vacis, Ale e Franz, Ascanio Celestini, Vincenzo Salemme e Alessandro Haber, autentici protagonisti della grande tradizione attorale come Franco Branciaroli, Mimmo Borrelli e Sebastiano Lo Monaco, e l’incomparabile talento di donne di teatro quali Elisabetta Pozzi, Alvia Reale, e Arianna Scommegna. Prosegue anche quest’anno il percorso di ricerca dedicato al dialogo tra le arti, con l’obiettivo di mischiare le carte e abbattere gli steccati tra generi (teatro, danza, musica) per accogliere forme capaci di sorprendere ed emozionare lo spettatore. Il cartellone principale accoglie, infatti, una presenza importante di spettacoli di danza con Rocìo Molina e Aterballetto. Da segnalare anche la presenza di registi dal segno forte e innovativo come Valter Malosti, Carmelo Rifici, Leo Muscato, Alessandro Serra, Andrea Chiodi, Simone Derai e Serena Sinigaglia protagonisti di allestimenti originali che danno nuove chiavi di lettura a classici senza tempo, da Eschilo a Molière, da Shakespeare a Cechov.

Evoluzioni Stagione di danza. Sono 11 invece i titoli selezionati per la quarta edizione di Evoluzioni, la Stagione di danza dello Stabile del Veneto, che in questi anni ha visto crescere costantemente il pubblico della danza. Un’edizione che propone riletture di classici e contaminazioni di generi nel segno della più evidente multidisciplinarietà, ospitando, oltre a Rocìo Molina e l’Aterballetto, artisti e compagnie espressione di una ricerca continua di codici e segni come Virgilio Sieni e Mimmo Cuticchio, Roberto Castello e Andrea Cosentino, Cristiana Morganti, le compagnie Naturalis Labor e Tango Brujo, il Balletto di Mosca e il Balletto di Roma.

Divertiamoci a teatro ed Eventi Speciali. Torna a Padova la rassegna Divertiamoci a teatro che in questa Stagione debutta anche a Venezia con campioni della comicità come Nino Frassica, Angelo Pintus, Enrico Bertolino, Lillo e Greg, Ennio Marchetto, Debora Villa, Giuseppe Giacobazzi, gli Oblivion, Marco e Pippo e Francesco Piccolo con Pif. Completano cartellone veneziano gli appuntamenti di Concerti ed Eventi Speciali con il ritorno sul palcoscenico del Goldoni di Giovanni Lindo Ferretti, l’esibizione delle tradizionali danze giapponesi della scuola Amatsu, le duecento voci della Big Vocal Orchestra e dei Vocal Skyline.

La Stagione 19/20 serba infine tanti altri appuntamenti: sono in preparazione, infatti, la consueta rassegna Famiglie a Teatro con il meglio della produzione nazionale di teatro e musical per adulti e bambini, i laboratori e tanti altri eventi e progetti.

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Controllo di vicinato nel Comune di Venezia: ecco il nuovo logo

Mer, 03/07/2019 - 15:47

Il leone di San Marco, con la spada tra le zampe, e la bilancia: ci sono la città, la sua difesa e la giustizia rappresentate nel nuovo logo “Controllo e sorveglianza di vicinato”, approvato in Giunta nei giorni scorsi e presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti il consigliere delegato alla Sicurezza partecipata, Enrico Gavagnin, il comandante generale del Corpo di Polizia locale di Venezia, Marco Agostini, il consigliere comunale Maurizio Crovato e il direttore della Direzione Progetti Strategici, Ambientali e Politiche internazionali di sviluppo, Marco Mastroianni.

“Il logo utilizzato finora – ha spiegato Gavagnin – ha rappresentato fino al 2018 un’unica associazione in cui tutti i gruppi di vicinato si riconoscevano. Da quando le strade dei tre fondatori del progetto del controllo vicinato si sono divise, dando vita ad associazioni separate, quel logo ha rappresentato solo una specifica associazione. Era quindi opportuno creare un nuovo simbolo nel quale, nell’ottica inclusiva che da sempre caratterizza questa Amministrazione, si potessero riconoscere tutti i cittadini impegnati nella sicurezza partecipata nel nostro territorio”. Dopo la registrazione del logo, la cui istanza – ha precisato il direttore Mastroianni – è stata inviata oggi, si provvederà alla sostituzione dei circa 250 cartelli diffusi in città in corrispondenza delle zone in cui sono attivi i gruppi di vicinato. Dopo la registrazione, l’utilizzo del logo da parte di altri soggetti potrà essere consentito solo previa autorizzazione da parte dell’Amministrazione comunale.

I gruppi di controllo e vicinato – ha spiegato brevemente Gavagnin – si basano sull’idea che il maggior conoscitore del territorio sia il cittadino residente: a chi aderisce al progetto viene quindi chiesto di segnalare anomalie sulla sicurezza chiamando la Centrale operativa della Polizia locale. “Un’osservazione statica quindi – ha specificato il consigliere delegato – che non ha niente a che fare con le ronde”. Nell’area veneziana sono attualmente attivi 155 gruppi di sicurezza e controllo di vicinato, nei quali sono impegnati 3450 cittadini.

“Per ‘setacciare’ le segnalazioni, in modo che siano il più possibile mirate – ha poi aggiunto il Gavagnin ricordando che solo negli ultimi 12 mesi ne sono arrivate 29mila – è necessaria a monte un’attività di formazione dei cittadini interessati. Per questo, da ottobre 2016 a fine giugno 2019 abbiamo realizzato quasi 60 incontri su temi legati alla sicurezza e all’educazione alla legalità, tra cui, solo per ricordarne alcuni, uno sulle tecniche della truffa e un altro sulle vittime del dovere, oltre a un corso di difesa personale”.

“Una modalità nuova – ha sottolineato Agostini – che si aggiunge alle molte già a disposizione dei cittadini per dialogare con l’Amministrazione, come Iris, DiMe, i contatti tramite la Centrale operativa o, soprattutto in questi ultimi anni, i social network. Uno strumento efficace, se si pensa, ad esempio, che alcuni degli arresti per spaccio effettuati negli ultimi mesi sono stati resi possibili proprio a partire da segnalazioni dei cittadini formati che operano nei Gruppi di vicinato”.

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M9, il nuovo museo di Mestre, a SuperQuark di mercoledì 3 luglio

Mar, 02/07/2019 - 17:38

Su Rai Uno il celebre programma SuperQuark, entrato ormai nella storia della tv, dedica mercoledì 3 luglio alle ore 21, 25 un servizio a M9 – Museo del ‘900 a Mestre.

Rivolto in prima serata al grande pubblico e agli amanti della scienza, dell’arte e soprattutto della divulgazione seria e preparata di Piero e Alberto Angela, è la nuova serie della trasmissione condotta da Piero Angela, giunta ormai alla sua 24esima edizione: una longevità dovuta al successo incredibile riscosso in ogni stagione.

In questa seconda puntata del programma, il pubblico assiste ad un sorprendente giro del mondo dall’Antartide a all’Europa sino a Mestre dove Paolo Magliocco, uno degli autori della trasmissione, e la regista Daniela Franco hanno visitato il nuovo museo multimediale dedicato al Novecento, dove il secolo breve tra le guerre mondiali, il boom economico, le grandi innovazioni tecnologiche e i cambiamenti sociali, diventa visitabile a molti livelli e per ogni età da quello della semplice curiosità all’approfondimento scientifico.

Inoltre le interviste al direttore Marco Biscione e allo storico Giuseppe Saccà della research area del Museo inseriscono ulteriori spunti di attrattività e di approfondimento alla narrazione per immagini.

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Come liberare dalla “trappola” una signora veneziana. E tante altre

Mar, 02/07/2019 - 16:45

«Mi sento in trappola»: la signora che lo dice, al telefono di GV, è esasperata e scoraggiata. È anziana, poco tempo fa le è venuto a mancare il marito e, vivendo da sola, si trova ad affrontare problemi che vanno oltre la sua capacità di trovare una soluzione.

Per esempio: arriva una bolletta del gas da 700 euro. Ma come?, protesta la signora: «Ho sempre pagato 2-300 euro e non ho cambiato né abitudini né casa; com’è possibile questa cifra per due mesi di gas?». Se poi succede che la bolletta “pesante” si ripete un’altra volta, il problema si complica. E se anche il ricorso ad un’associazione dei consumatori non sortisce grande effetto, il disagio cresce.

Ma non è solo un problema di bollette o di spese; anche uscire di casa per andare ad una visita medica diventa complicato, perfino impossibile. È difficile anche contattare l’amministratore di condominio per convincerlo che bisogna potare un albero pericolosamente vicino alle finestre…

E la soluzione non è detto possa venire dai figli (quando ci sono): a volte abitano lontano, sono stra-impegnati con i lavoro e i propri figli…

La telefonata della signora veneziana è emblematica, non è un caso isolato. Succede spesso che persone anziane, sole e con qualche acciacco facciano un’enorme fatica a mantenere la propria autonomia. Di più: si sentono “in trappola, appunto”, senza via d’uscita, con l’età che avanza e il tempo che stringe. E poi con una quantità di problemi sempre più complessi – perché la nostra società diventa sempre più complessa – e una capacità calante di affrontarli.

Che fare? Occorre trovare risposte ad un problema emergente, perché la città dei cittadini anziani e soli è sempre più popolosa. Di fronte ad una complessità crescente e al calare delle loro risorse hanno bisogno di qualcuno che li accompagni. Se questo qualcuno non può essere un figlio o un parente stretto bisognerà inventare una figura nuova. Forse qualcosa di simile all’amministratore di sostegno; ma più “morbido” e flessibile. Perché più numerose sono le persone capaci ancora di vivere in autonomia, ma in difficoltà nell’affrontare uffici, burocrazia e tecnologia. È un welfare cui bisogna pensare con una certa urgenza. E una sollecitazione – e anche qualche iniziativa concreta in questa direzione – può venire proprio dalla comunità cristiana.

Giorgio Malavasi

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Venezia: arrivano 160 nuove telecamere, il Comune spende 1,1 milioni

Mar, 02/07/2019 - 15:49

Venezia, in arrivo 160 nuove telecamere: si aggiungono alle 166 già attive nella Centrale operativa della Polizia locale per la sicurezza del territorio comunale.

La Giunta comunale, su richiesta del sindaco Luigi Brugnaro, ha approvato il progetto definitivo relativo all’estensione del Sistema di videosorveglianza della città di Venezia con l’installazione di 160 nuove telecamere. Un’iniziativa in linea con il primo punto delle “Linee programmatiche di mandato” approvate dal Consiglio comunale nell’ottobre 2015 nelle quali si fa riferimento all’importanza di mettere in atto “ogni possibile operazione che consenta ai cittadini di vivere nelle proprie case, nel proprio quartiere, nelle strade, nei parchi e in tutti i luoghi pubblici in tranquillità”.

Con questo obiettivo la scorsa notte il primo cittadino ha voluto essere presente nella Centrale operativa della Polizia locale a Palazzo Papadopoli per constatare di persona l’efficacia della videosorveglianza in città e l’importanza di incrementare il numero di telecamere per monitorare costantemente tutto il territorio veneziano.

L’Amministrazione comunale, in accordo con la Direzione della Polizia locale e con il supporto di Venis spa, ha sviluppato un piano che andrà ad ampliare ed estendere il sistema di videosorveglianza, che comprende già 166 telecamere di nuova generazione collegate alla infrastruttura in fibra ottica della città, anche in previsione della realizzazione della Smart Control Room, finanziata dal PON Metro.

La Smart Control Room, già in fase realizzativa al Tronchetto vedrà fra l’altro l’acquisizione delle immagini e dei dati anche di altri sensori, telecamere e rilevatori già presenti in alcuni parcheggi, biglietterie, fermate ed approdi del trasporto pubblico locale, i sensori in fase di installazione per il controllo dei flussi pedonali in città storica e la realizzazione di nuovi impianti per il controllo del traffico acqueo.

Il progetto che sarà realizzato da Venis spa, per un totale di 1.095.000 euro cofinanziati dal Ministero degli Interni nell’ambito del Patto per la Sicurezza, consta nell’estensione del sistema di videosorveglianza in rete con 160 nuove telecamere dislocate in tutto il territorio veneziano. Nello specifico si agirà in tutta l’area marciana, dove le nuove telecamere saranno operative già dalla fine di luglio, mentre entro la fine di gennaio del prossimo anno si interverrà al Lido, sul Ponte della Libertà, al Tronchetto, in Piazzale Roma, in Fondamente Nove, e sulle principali arterie di traffico della Terraferma come via Terraglio, via Miranese, via Castellana, via Circonvallazione fino a raggiungere incroci particolarmente delicati che necessitano di particolare controllo.

Infine la rete di videosorveglianza si estenderà anche alle zone dell’aeroporto, di Murano e della Giudecca. Oltre alle nuove telecamere il progetto prevede il collegamento in fibra di tutti i nuovi impianti (così come sono già quelli esistenti) per l’implementazione dei flussi video in altissima risoluzione in tempo reale e l’integrazione dei flussi video tra la centrale operativa della Polizia locale, la nuova Smart Control Room cittadina, le sale operative della Guardia di Finanza e del 118, oltre alle centrali di Polizia e Carabinieri che sono già integrate con la rete esistente dal 2013.

“Per il sindaco Brugnaro e per questa Amministrazione la sicurezza è una priorità – commenta il comandante della Polizia locale Marco Agostini – Con questo ulteriore investimento riusciremo a realizzare un deciso passo in avanti nella direzione di monitorare l’intera Città lavorando in sinergia e collaborazione con le altre Forze dell’ordine. Il progetto ci consentirà di proseguire nel processo di prevenzione e di contrasto alla criminalità che vedono il primo cittadino e tutta la Giunta impegnati in prima linea”.

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Auto ecologica, per 250 veneti, con il contributo della Regione

Mar, 02/07/2019 - 13:50

All’incirca si tratta di 250 richiedenti, che hanno ricevuto un contributo variabile fra i 2000 e i 3500 euro per comprare un auto “ecologica”.

“Anche per il 2019 abbiamo finanziato tutte le domande pervenute, mettendo a disposizione 722.500 euro a fronte dei 500.000 inizialmente previsti per l’anno corrente”. A dirlo l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin nell’annunciare l’approvazione da parte della Giunta Regionale della delibera che ha stanziato i fondi necessari a finanziare tutte le richieste pervenute per la rottamazione delle vecchie auto e la loro sostituzione con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione.

“Dal 2017, anno di avvio dell’iniziativa, – spiega l’assessore – sono stati stanziati per la rottamazione delle auto 2 milioni di euro. Cifra alla quale va aggiunto un ulteriore mezzo milione destinato a finanziare le domande relative a veicoli commerciali”.

L’iniziativa, per la quale sono state accolte tutte le richieste pervenute, propone, infatti, contributi per chi rottama una vecchia autovettura, adibita al trasporto persone, che appartenga alle classi emissive benzina Euro 0 ed Euro 1 o gasolio Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 e, da quest’anno, anche Euro 4. Ai beneficiari viene assegnato un contributo variabile a seconda del tipo di nuovo mezzo acquistato pari a 3.500 euro per autoveicoli elettrici o per autoveicoli ibridi (benzina/elettrica) a classe emissiva Euro 6, a 2.000 euro per autoveicoli bifuel (benzina/GPL o benzina/metano) sempre a classe emissiva Euro 6.

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Statistici da tutto il mondo da oggi al 5 luglio a Venezia: incrociano miliardi di dati per vincere la Sla

Mar, 02/07/2019 - 10:11

Arrivano dall’Italia e dall’estero, sono giovani statistici selezionati tra dottorandi e giovani ricercatori, molti italiani ma alcuni provenienti anche da Australia, Nord America, Inghilterra.

Si confronteranno con un ricco database di dati per estrarre nuove informazioni utili alla ricerca sulla Sla.

Assieme a loro, alcuni docenti universitari di provata esperienza provenienti dai principali atenei italiani, i quali li guideranno a sviluppare metodi e modelli statistici innovativi.

È il “Research Data Camp”, l’evento organizzato dal Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, nell’ambito del Progetto di Eccellenza finanziato dal Miur e in collaborazione con Politecnico di Milano, Università Bocconi e Università di Bologna, che si terrà nell’isola di San Servolo presso la Venice International University dal 2 al 5 luglio. Non si tratta di un “hackathon”, cioè di una gara tra esperti, ma di un evento promosso per stimolare la ricerca su temi complessi e utili per la società.

La scelta dunque è caduta su un tema inerente alla salute e di cruciale importanza come la ricerca sulla Sla. I dati che verranno elaborati nel corso della tre giorni sono stati ottenuti dal Consorzio Pro-Act (https://nctu.partners.org/ProACT/Home/Index), un progetto internazionale che mette a disposizione informazioni su più di 8.500 pazienti da tutto il mondo, per condividere e favorire l’avanzamento della conoscenza sulla malattia degenerativa, sulla base di sperimentazioni cliniche multiple.

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Pellestrina: con 200mila euro migliorie al campo sportivo “Don Marella” e asfalto nuovo sulle strade

Lun, 01/07/2019 - 18:11

Approvate oggi, dalla Giunta Brugnaro, che guida il Comune di Venezia, due delibere, per il valore complessivo di 200 mila euro, per lavori a Pellestrina.

La prima riguarda la manutenzione, per un importo di 100mila euro, del “Campo Sportivo Don Olinto Marella” di Pellestrina per il rifacimento dei marciapiedi interni e dei percorsi di collegamento fra i vari ambiti sportivi, successivamente sarà interessato l’altro centro sportivo di San Pietro in Volta.

Mentre la seconda riguarda il progetto definitivo, comprensivo del progetto di fattibilità tecnica ed economica, di una serie di interventi di asfaltatura straordinaria di alcuni tratti di strada comunale dei Murazzi a Pellestrina e in particolare il tratto di S. Maria del Mare, San Pietro in Volta, Portosecco e quello di Pellestrina fronte scuola Loredan. L’intervento, del valore complessivo di 100mila euro, riguarderà, nel suo complesso, quasi 2.500 metri quadrati di superficie stradale che saranno risanati a seconda dello stato di degrado del manto stradale.

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Venezia, contributo d’accesso: il Comune decide di rinviare al 1° gennaio 2020

Lun, 01/07/2019 - 17:09

Contributo d’accesso a Venezia: si slitta al 1° gennaio 2020. Lo ha deciso oggi la Giunta Brugnaro. La Giunta, infatti, riunitasi oggi a Ca’ Farsetti, ha approvato, su proposta dell’assessore al Bilancio Michele Zuin, un emendamento alla deliberazione di variazione del bilancio di previsione 2019-2021 con cui tecnicamente si propone di sospendere, fino al 31 dicembre 2019, l’efficacia del Regolamento Comunale “per l’istituzione e la disciplina del contributo di accesso, con qualsiasi vettore, alla Città Antica del Comune di Venezia e alle altre isole minori della laguna”, che sarebbe dovuto essere pienamente operativo dal prossimo primo settembre.

“Una scelta obbligata – spiega l’assessore Zuin – scaturita a seguito delle interlocuzioni effettuate negli ultimi mesi dall’Amministrazione comunale con tutti i vettori interessati al fine di dare piena operatività alla disciplina del contributo l’accesso. Infatti, nel corso di questi confronti, i vettori hanno rappresentato delle rilevanti criticità operative e gestionali nell’applicazione del Regolamento che avrebbero penalizzato tutti i passeggeri, mettendo così a rischio la puntuale applicazione del tributo e il raggiungimento degli scopi per cui è stato istituito, tra cui in primis, la gestione dei flussi turistici quale strumento per la salvaguardia della Città di Venezia e della sua Laguna.

In particolare, dette difficoltà sono principalmente legate alle diverse e plurime modalità di vendita dei titoli di viaggio da parte dei singoli vettori e alle possibili criticità derivanti dalla interoperabilità dei sistemi di vendita e prenotazione dei titoli connesse agli adempimenti regolamentari (pluralità dei canali di vendita, l’interoperabilità tra sistemi di booking, prenotazione di viaggi a lungo termine, biglietti aperti, rispetto degli obblighi stabiliti nelle convenzioni ferroviarie internazionali).

Inoltre – continua Zuin – alcuni vettori e operatori hanno instaurato dei contenziosi impugnando al TAR il provvedimento Regolamentare evidenziando, tra l’altro, l’impossibilità di adeguare i propri sistemi informativi ed operativi in modo coerente con le previsioni del Regolamento entro il termine del 1° settembre 2019, data di entrata in vigore degli adempimenti a carico dei vettori e dei soggetti passivi. La Giunta comunale, nell’ottica di semplificare le procedure, ha ritenuto indispensabile presentare un emendamento volto a sospendere l’efficacia del Regolamento istitutivo del contributo di accesso perché, nel frattempo, ha già individuato la procedura operativa in grado di superare le criticità riscontrate. Si è infatti valutato che la soluzione, che deve essere oggetto di una necessaria revisione del Regolamento, sia l’ampliamento delle facoltà di riscossione diretta del contributo di accesso da parte del Comune di Venezia, legato ad una condivisione con i vettori dell’attività di verifica del corretto adempimento agli obblighi tributari in capo ai singoli passeggeri. La sospensione sino a fine anno consentirà di presentare la soluzione individuata con una proposta di revisione del Regolamento Comunale già a settembre e, dunque, in tempo utile per la piena applicazione da gennaio 2020 del tributo. Questo al fine di dare una corretta e puntuale applicazione delle previsioni normative e regolamentari con il primario scopo di avviare la gestione dei flussi turistici per migliorare la vita dei cittadini e assicurare la salvaguardia della Città, in maniera semplice ed efficace”.

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Tessera, aeroporto Marco Polo: riaperta da stamattina la pista principale. Conclusi i lavori da 135 milioni di euro

Lun, 01/07/2019 - 15:21

Alle 5.45 di questa mattina è atterrato il primo volo sulla pista principale dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, con la riapertura al traffico dopo tre mesi continuativi di lavori, dal 1° aprile al 30 giugno.

Si conclude così, secondo la tempistica prevista, la terza fase dell’intervento di complessiva riqualificazione e adeguamento delle infrastrutture di volo dal costo di 135 milioni di euro.

Alcuni numeri dell’intervento eseguito sulla pista principale danno la misura dell’opera: l’importo economico delle lavorazioni eseguite è stato di circa 80milioni di euro, con una produzione mensile di picco di oltre 15milioni di euro, la massiccia presenza giornaliera di maestranze è stata di 350 persone, con un numero di mezzi operativi di cantiere di oltre 400 unità al giorno. Sono stati posati oltre 300 km di nuovi cavi e sono state utilizzate 144.450 tonnellate di asfalto.

Le prime due fasi dei lavori avevano interessato principalmente le due testate della pista sussidiaria, portata da 2780 metri agli attuali 3.300 metri (al pari della pista principale).

La straordinarietà dell’intera opera, che si concluderà a settembre 2020, consiste nell’essere realizzata senza interruzione dell’operatività dello scalo.

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Baby gang a Jesolo, il sindaco Zoggia: «Inaccettabile. Ma serve più rete fra famiglie e istituzioni»

Lun, 01/07/2019 - 13:48

«L’episodio che si è verificato ieri, con l’aggressione ad opera di un gruppo di giovanissimi al personale che stava svolgendo il proprio lavoro sulla spiaggia a servizio dei nostri ospiti, ci lascia con un profondo senso di amarezza. Si tratta di un gesto che in qualità di sindaco condanno con forza e che non può essere tollerato in alcun modo». Lo scrive, in una riflessione indirizzata a tutti, il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia.

Ieri, nella zona di piazza Triste, una trentina di giovani hanno dato l’assalto ai bagnini e li hanno picchiati. La colpa dei bagnini – tre dei quali sono finiti in ospedale – era quella di aver cacciato dalle sdraio alcuni di quei ragazzi, che le avevano indebitamente occupate.

«La provocazione e la violenza non fanno parte del dna di Jesolo e dei suoi cittadini e nessuno deve sentirsi in diritto di macchiare la reputazione e l’immagine della nostra città. Questi giovani, oltre a dover rispondere di quanto fatto, porteranno il peso e le conseguenze del loro comportamento».

«Quanto accaduto – continua Zoggia – ci spinge però anche a riflettere sulla direzione che sta prendendo la società di oggi e in particolare i nostri giovani. Come sindaco e ancor più come padre, sono convinto che debba arrivare una risposta univoca da parte dell’intera società. Dalle famiglie, che sono chiamate per prime ad avere la responsabilità nell’educazione e nella formazione, le quali devono essere affiancate e sostenute dalla scuola, dalle parrocchie e da tutti quei soggetti che a vario titolo entrano in contatto con i giovani».

«Deve esserci – conclude il sindaco di Jesolo – una rete comune e tutti, famiglie e istituzioni, devono lavorare per formare le generazioni future ai valori del rispetto per gli altri, al rispetto delle regole. Non possiamo pensare di mollare la presa; al contrario, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza del compito al quale siamo chiamati, ciascuno per la propria parte».

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