Gente Veneta

Abbonamento a feed Gente Veneta
Aggiornato: 2 ore 36 min fa

Al cuore del vetro: 180 eventi tra Venezia, Murano e Mestre, fino al 13 settembre

Dom, 06/09/2020 - 06:41

“#TheHeartOfGlass”: è questo il titolo – hashtag scelto per la quarta edizione della “The Venice Glass Week”, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria, che si terrà tra Venezia, Murano e Mestre dal 5 al 13 settembre, organizzato da Comune, Fondazione Musei Civici, Fondazione Giorgio Cini – Le Stanze del Vetro, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e dal Consorzio Promovetro Murano.

Inserita tra gli eventi della Regione Veneto, la manifestazione quest’anno pone l’accento sul “fare” il vetro per rilanciare la produzione muranese. È proprio sulle mani degli artigiani, che modellano una materia informe e infuocata creando quasi per magia oggetti luminosi e perfetti, che sarà dunque incentrato il festival.

L’idea di tornare all’origine dell’atto della creazione e produzione del vetro è nata soprattutto per contribuire alla ripartenza del settore, in primis a Murano, provato da mesi di chiusura a causa del Covid-19.

Il programma del festival diffuso vedrà le iniziative più variegate, con oltre 180 eventi disseminati su tutto il territorio in un centinaio di sedi. Mostre, visite guidate, convegni, seminari, premiazioni, proiezioni, attività didattiche e fornaci aperte saranno prevalentemente ad ingresso gratuito.

Tra i principali eventi rientrano la mostra al Museo del Vetro omaggio al maestro Livio Seguso, pioniere fin dagli anni settanta nell’uso del vetro come medium espressivo posto dialogo in modo innovativo con altri materiali. Sempre a Murano, alla Fondazione Berengo Art Space, l’esposizione “Unbreakable: Women in Glass” celebra lo spirito indistruttibile di oltre 60 artiste internazionali che lavorano il vetro e da oltre tant’anni collaborano con la Fondazione.

Alle Stanze del Vetro nell’Isola di San Giorgio per la prima volta invece verrà presentata una selezione di opere di artisti e designer americani nella mostra “Venezia e lo Studio Glass Americano”, mentre Palazzo Loredan in Campo Santo Stefano sarà il centro nevralgico di “The Venice Glass Week HUB”, che presenterà una variegata rosa di artisti che lavorano il vetro, con una sezione per la prima volta dedicata agli under 35.
L’agenzia di organizzazione eventi Nexa, partner del festival, dal 7 al 13 settembre curerà inoltre i “TVGW Tours by Nexa”, particolari percorsi con guide specializzate in fornaci e laboratori tra Murano e Venezia. Oltre agli eventi proposti in presenza, quest’anno per la prima volta vasto è anche il programma di appuntamenti digitali volti soprattutto a tenere vivo il legame con il pubblico internazionale, quest’anno bloccato dal Coronavirus.

Primo fra tutti “Conversations on Glass by Apice”, il programma di sei conversazioni digitali in lingua inglese che saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube di The Venice Glass Week dal 5 al 13 settembre. Gli appuntamenti, grazie all’intervento di relatori nazionali e internazionali di alto livello, vogliono essere una piattaforma di riflessione sul mondo del vetro. Vari saranno i temi trattati, dal rapporto tra il vetro e l’arte contemporanea, al collezionismo, all’impatto del vetro muranese nel mondo. Per il programma completo: www.theveniceglassweek.com.

Francesca Catalano

Categorie: Notizie

Saveriani: domenica 6 il congedo dalla Diocesi di Venezia, dopo 73 anni

Sab, 05/09/2020 - 21:39

Fare del mondo un’unica famiglia. Era il sogno del fondatore della Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere – i “Saveriani” –, san Guido Maria Conforti (1865-1931). Un ideale “sposato” dai tanti missionari che si sono formati e sono transitati per la casa di Zelarino, a Villa Visinoni, tra il Marzenego e l’Osellino.

La sede ora verrà lasciata in modo completo e definitivo. I tre padri della comunità locale, infatti, si preparano a raggiungere altre destinazioni: p. Giuseppe Cisco e p. Raffaele Zocchetta andranno nella casa di Vicenza; p. Oliviero Ferro approderà alla comunità saveriana di Cagliari.

Un momento di ringraziamento e saluto ufficiale è in programma domenica 6 settembre. Per ragioni organizzative e di spazio – e di regole dovute all’emergenza Covid – vi potrà prendere parte solo chi avrà prenotato per tempo la sua partecipazione. Dalle 10.30 è previsto un incontro a più voci; a seguire, la messa, presieduta dal Patriarca (ore 12.00) e il pranzo (ore 13.00).

La Castellana nel 1537 era stata terra di passaggio dello stesso san Francesco Saverio, diretto, assieme ai suoi compagni, da Parigi a Venezia, per incontrarvi Ignazio di Loyola, traguardando la Terrasanta. I pellegrini in viaggio verso i luoghi di Gesù, infatti, si imbarcavano al porto di Venezia. Ma una guerra in corso “dirottò” i due santi al servizio degli ammalati negli ospedali cittadini, tra cui quello degli Incurabili, alle Zattere.

Villa Visinoni era stata scelta come sede del seminario dei Saveriani nel 1947. Il superiore generale padre Giovanni Gazza, in febbraio, fece richiesta all’allora Patriarca card. Adeodato Piazza di aprire una casa (seminario) per la formazione missionaria dei ragazzi. In aprile, arrivano i primi tre missionari. Si tratta ora di attrezzare l’immobile per ospitare i padri e i ragazzi, che giungono da varie case saveriane; si lavora, così, per ampliare la struttura, dotandola di ambienti confacenti.
In breve, oltre che nella scuola, i religiosi si inseriscono nelle parrocchie vicine, specialmente quelle di Zelarino e Trivignano. Col tempo si moltiplicano le attività che li vedono attivi a Venezia, come, ad esempio, il servizio a Radio Carpini. E l’animazione in varie altre diocesi: Treviso, Padova, Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto.

Nel 1960, mons. Bassi, vescovo missionario proveniente dalla Cina, consacra la chiesa dell’istituto al Cuore Immacolato di Maria.

A causa della diminuzione dei ragazzi, la scuola viene chiusa nel 1990. E i padri si trasferiscono nei locali che si affacciano su via Selvanese, mentre il resto dell’edificio, nel 2002, è ceduto al Patriarcato.
L’abbandono della Villa toglie nerbo all’impegno missionario in città. Anche se proseguirà – assicurano – l’attività nelle diocesi, nei centri missionari, e, dove possibile, l’animazione di gruppi ecclesiali e parrocchie.

Padre Cisco, in particolare, continuerà ad essere il riferimento per le iniziative missionarie a Venezia: l’incontro mensile del Gams (il Gruppo Amici Missionari Saveriani), i rapporti con i parroci e la collaborazione con il centro Missionario diocesano. Oltre che con le parrocchie della provincia e quelle delle diocesi di Treviso e di Padova.

Giovanni Carnio

Categorie: Notizie

Ottomila operatori della scuola, nel Veneziano, hanno fatto l’esame sierologico

Ven, 04/09/2020 - 16:35

Circa seicentocinquanta operatori delle scuola per l’infanzia comunali sottoposti a test anti Covid-19 a Forte Marghera (nelle foto d’apertura e qui sotto), altri centotrenta circa nella palestra comunale di Sacca Fisola: si concludono con questa duplice iniziativa speciale, organizzata dall’Ulss 3 Serenissima insieme al Comune di Venezia, le due settimane di test sul personale docente e non docente della scuola. “Al programma voluto dal Ministero della Pubblica Istruzione – sottolinea il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – che si completa oggi, qui nell’Ulss 3 Serenissima abbiamo inteso aggiungere questa doppia occasione interamente dedicata al personale degli istituti comunali, frequentati dai bambini più piccoli. Nelle due sedi di Forte Marghera e di Sacca Fisola abbiamo organizzato le ormai consuete postazioni per la somministrazione del test sierologico, con il personale infermieristico dell’Azienda sanitaria a praticare la ‘saponetta’ e con i Medici di Medicina Generale a valutare, per tutti i partecipanti, l’esito dell’esame, a tutti quindi consegnato nel giro di una ventina di minuti”. Per gli eventuali soggetti positivi, sia a Forte Marghera che a Sacca Fisola è stato possibile procedere immediatamente al successivo tampone nasofaringeo per la verifica della positività.

Alta l’adesione del personale, invitato nelle due sedi scaglionato nelle diverse fasce orarie: “E’ stata certamente efficace l’organizzazione dei test – sottolinea il Direttore Dal Ben – per la quale va ringraziato, oltre ai sanitari, anche il personale amministrativo dell’Ulss 3 che, qui come in Aeroporto e nelle sedi distrettuali, garantisce il corretto svolgimento delle operazioni. Significativa per la regolare ed ordinata gestione dei partecipanti al test è stata la collaborazione con il Comune di Venezia, che ha messo a disposizione le sedi ed ha organizzato la parte più strettamente logistica. Prezioso, come sempre in questi casi, il supporto della Protezione Civile”.

Con l’esecuzione di questi quasi ottocento ulteriori test, salgono a ottomila circa gli operatori del mondo della scuola sottoposti all’esame anti Covid-19 nelle sessioni di screening organizzate nelle sedi dell’Ulss 3 Serenissima da lunedì 24 agosto. Sono poi alcune decine gli operatori scolastici che hanno aderito all’iniziativa sottoponendosi al test sierologico direttamente presso gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale che hanno aderito personalmente all’iniziativa.

“Resta aperta per tutti gli operatori della scuola – sottolinea il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – la possibilità di sottoporsi al test anche nei prossimi giorni: sono ancora a disposizione, nei prossimi giorni, i cinque punti anti Covid-19 aperti sul territorio: qui prosegue l’attività di tamponi sui cittadini rientranti dai Paesi esteri sotto osservazione; ma in queste stesse sedi gli operatori del mondo della scuola che non hanno potuto usufruire fin qui dello screening possono richiedere ed effettuare il test sierologico”. Le cinque sedi, che sono state già a disposizione anche degli operatori della scuola nei giorni scorsi, sono aperte con orario 7.00-13.00 tutti i giorni compreso il sabato e la domenica; e come in passato l’accesso alle postazioni è libero, senza necessità di prenotazioni né di impegnativa, e gli operatori sanitari sono pronti ad effettuare il test sierologico (ed eventualmente la successiva controverifica con tampone nasofaringeo), sugli operatori della scuola che ne avessero bisogno.

Ecco le cinque sedi, aperte con orario 7.00-13.00 tutti i giorni, compreso il sabato e la domenica:
–sede distrettuale dell’ex ospedale Giustinian, Dorsoduro 1454
–sede distrettuale di Favaro Veneto, via Triestina 46/M
–presidio di Noale, piazzale della Bastia 3
–sede distrettuale di Chioggia, accesso da via Marco Polo
–Ospedale di Dolo.

Categorie: Notizie

Premio Mestre di Pittura: 900 partecipanti, più che raddoppiati. Esposizione delle opere selezionate fino al 4 ottobre, al Candiani

Ven, 04/09/2020 - 15:14

Ben 900 partecipanti al Premio Mestre di Pittura 2020 contro i 400 del 2019. Un successo clamoroso, tanto più se si pensa che per mesi, a causa del lockdown, nemmeno si sapeva se l’edizione di quest’anno avrebbe avuto luogo.

Nato nel 1958 e poi abbandonato negli anni ’60, il premio è rinato nel 2017 su impulso di Cesare Campa e da allora è stato un crescendo, tanto che oggi il Premio, organizzato formalmente dal Circolo Veneto, è patrocinato da Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia e Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il sostegno dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, della Fondazione Bevilacqua la Masa e del Museo M9.

SU 900 artisti presenti sono state 54 le opere selezionate dalla giuria presieduta da Philippe Daverio, venuto a mancare pochi giorni or sono, e composta anche da Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, Giuseppe La Bruna, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Michele Buonomo, direttore del mensile Arte di Mondadori, Roberto Zamberlan della Fondazione Bevilacqua la Masa e Marco Dolfin, curatore della mostra e segretario della Giuria.

Il premio è stato presentato il 4 settembre al Centro Culturale Candiani alla presenza dei suddetti soggetti, nonché del Sindaco di Venezia Brugnaro, e la mostra collettiva dei finalisti è visitabile sempre al Centro Culturale Candiani di Mestre dal 5 settembre al 4 ottobre.

Marco Monaco

Categorie: Notizie

Zecchinel (Apindustria Venezia): «Non ci sarà ripresa senza riduzione delle tasse alle imprese»

Gio, 03/09/2020 - 13:05

«I dati Istat dimostrano la grande generosità del tessuto imprenditoriale delle medie e piccole imprese venete. Infatti, a fronte di una carenza di liquidità che interessa quasi il 50% delle aziende e ad una previsione di calo della domanda, solo il 9% dichiara d’esser ricorsa alla riduzione del personale. Ma la conseguenza è che gli imprenditori e le aziende stanno mettendo in campo i “tesoretti” accumulati nel lavoro di anni. Perciò viene meno la possibilità di fare o programmare investimenti futuri. Tale circostanza pregiudica la compiuta ripresa economica e rende imprescindibile oltre che urgentissimo un intervento pubblico a favore del rilancio dell’economia con politiche attive a sostegno del lavoro e di diminuzione della pressione fiscale, particolarmente per le piccole e medie imprese».

Lo rileva il presidente di Apindustria Venezia, Marco Zecchinel che commenta l’indagine realizzata dall’Istat su come le imprese nazionali stanno vivendo l’emergenza sanitaria in corso.

Tra le 103 mila imprese venete prese in considerazione, il 29,1% è riuscito a rimanere attivo per tutto il lockdown, il 32% ha interrotto l’attività, ma ha potuto riprendere prima del 4 maggio, mentre il rimanente 38,9% ha visto una sospensione dell’attività almeno fino al 4 maggio (in alcuni casi anche oltre).

Le imprese cessate o che non prevedono di riprendere l’attività entro la fine del 2020 sono l’1,4%. La percentuale ridotta di cessazioni è un dato confortante. Ma resta l’indebolimento generale e grave del sistema produttivo.

Gli effetti che destano particolare preoccupazione sono principalmente legati alla carenza di liquidità: sia in Italia che in Veneto circa una impresa su due prevede una mancanza di liquidità per far fronte alle spese nel corso del 2020 (51,5% in Italia, 49,3% in Veneto) e più di una impresa su tre prevede seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività (38% in Italia, 35,1% in Veneto).

Oltre il 30% delle imprese venete teme inoltre che si ridurrà la domanda nazionale e locale dei propri prodotti e servizi; per un ulteriore 19% delle imprese aumenteranno i prezzi delle materie prime, dei semilavorati o degli input intermedi e il 18,8% prevede una riduzione della domanda estera.

Soltanto il 13,5% delle imprese venete dichiara di non aver avuto alcun particolare effetto sull’attività della propria impresa a causa dell’emergenza sanitaria.

Il fabbisogno di liquidità generato dalla crisi legata all’emergenza sanitaria ha spinto il 43,5% di esse a ricorrere a un nuovo debito bancario, anche tramite le misure di sostegno disposte in materia.

Le risposte delle imprese alla crisi spaziano tra soluzioni reattive e vere e proprie strategie proattive. In questa circostanza quelle venete hanno dichiarato che la principale strategia adottata per rispondere alla crisi causata dall’emergenza sanitaria è la riorganizzazione dei processi e degli spazi di lavoro o commerciali, che riguarda il 18,9% delle imprese.

Le altre principali azioni intraprese riguardano la modifica o l’ampliamento dei canali di vendita o dei metodi di fornitura o consegna dei prodotti o servizi (14,6% delle imprese venete) e il differimento o annullamento dei piani di investimento (14,5%).

I dati a livello nazionale mostrano come il differimento o l’annullamento dei piani di investimento sia stato attuato soprattutto dalle medie e grandi imprese, in particolare quelle che producono beni d’investimento, e quelle attive in settori connessi alle filiere internazionali della produzione e del commercio.

Alla riduzione sostanziale del numero dei dipendenti ha fatto ricorso il 9,2% delle PMI; a livello nazionale è possibile osservare come questa strategia sia più frequente nelle piccole e micro imprese, in particolar modo attive nel commercio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione, settori tra i più colpiti dalla crisi.

L’accelerazione della transizione al digitale, una delle strategie maggiormente volte al cambiamento tra quelle rilevate, interessa solamente il 7,5% delle imprese venete, ma rappresenta una delle strade da perseguire inevitabilmente nel prossimo futuro, con rinnovato slancio e prospettiva.

Categorie: Notizie

Mechitar, martedì 8 a Venezia riparte la causa per la beatificazione. Rito con il Patriarca in San Martino di Castello

Mer, 02/09/2020 - 12:08

Si riapre martedì 8 settembre, con un rito che si terrà a Venezia, la causa per la beatificazione e la canonizzazione del Servo di Dio Abate Mechitar di Sebaste, fondatore della congregazione armena mechitarista.

Il rito si terrà nella chiesa di San Martino di Castello, alle ore 16, e sarà presieduto dal Patriarca Francesco. Durante la cerimonia si terrà anche il giuramento degli ufficiali di causa, tra cui il Patriarca stesso, don Benedict Ejeh, Preside della Facoltà di Diritto canonico, e don Pierpaolo Dal Corso, notaio di Curia e docente presso la Facoltà di Diritto canonico.

Mechitar nacque con il nome di Petros Manuk a Sivas (l’antica Sebaste), in Anatolia, il 7 febbraio 1676 ed entrò nel monastero di “Surp Nshan” (della Santa Croce), assumendo il nome di Mechitar (ovvero “Consolatore”). Nel 1696, all’età di vent’anni, fu ordinato prete.

Fu ispirato dall’idea di creare un ordine dedicato alla pratica spirituale e alla ricostituzione spirituale del popolo armeno; a questo scopo diede vita a Costantinopoli nel 1701 all’ordine che da allora porta il suo nome.

Due anni dopo, insieme ai suoi confratelli, riuscì a mettersi in salvo dalle persecuzioni delle autorità Ottomane: l’ordine si trasferì verso Modon nel Peloponneso (conosciuta anche come Morea), allora possedimento della Repubblica di Venezia.

Nel 1715 costruì il monastero di San Lazzaro degli Armeni, in un’isola della laguna di Venezia. È ancora oggi considerato il pioniere della rinascita della letteratura armena in lingua classica, in particolare per aver composto un’edizione della Bibbia nel 1735, ed aver compilato un Dizionario di armeno nel 1749.

Si spense il 27 aprile 1749 nel convento dell’isola di San Lazzaro degli Armeni. La sua morte, sopraggiunta dopo una lunga malattia, mise in lutto, oltre che l’isola di San Lazzaro, l’intera Venezia.

«Mechitar – ha sottolineato qualche tempo fa il Patriarca Francesco – inaugura di fatto “una Scuola dei Lumi cristiana”, perché la sua fiducia nella ragione si rivela come reale fiducia in una ragione illuminata dalla fede, in una ragione che non può perciò essere limitata in una chiave e in una visione riduttiva o parziale, legata all’esperienza storica dell’Illuminismo. Da sempre il magistero della Chiesa ci insegna, infatti, ad operare uno sguardo sulla realtà che è, ad un tempo, di fede e di ragione; ci si occupa dell’uomo affermandone e promuovendone le differenti dimensioni. L’uomo è persona, identità propria, irripetibile e insieme è relazione; nell’uomo non è possibile disgiungere la dimensione e il senso verticale (Dio) dalla dimensione e dal senso orizzontale (la relazione con il prossimo)».

Categorie: Notizie

Venezia, presentato un nuovo gel per il restauro: «Pulisce marmi e pitture in pochi minuti e non è tossico»

Mar, 01/09/2020 - 14:11

Presentato a Venezia un gel innovativo in grado di rimuovere diverse tipologie di patine e far nuovamente apprezzare la bellezza di ogni manufatto artistico. È il risultato di un trasferimento tecnologico dall’accademia all’impresa, in un ambito molto caro all’Università Ca’ Foscari Venezia e alla città che la ospita, quello della conservazione dei beni culturali.

Ca’ Foscari, in collaborazione con Brenta srl, azienda detentrice della proprietà intellettuale e unica produttrice di Nasier – il gel in questione – ha presentato il prodotto, adatto alla rimozione selettiva di patine biologiche, organiche ed acriliche da manufatti lapidei, lignei, tessili, pittorici e cartacei.

Per far conoscere e apprezzare tale invenzione l’ateneo veneziano ha organizzato in collaborazione con l’azienda Brenta srl una dimostrazione pratica di pulitura, applicando uno dei prodotti della linea Nasier (nello specifico Nasier Lapideo L01) ad un elemento decorativo su colonna della balaustra, nel giardino del palazzo veneziano di Ca’ Dolfin, una delle sedi dell’ateneo. In contemporanea si è svolto nell’Aula Magna del palazzo un convegno per approfondire con esperti del settore le potenzialità del nuovo metodo.

L’invenzione nasce in seno a Ca’ Foscari nel corso degli studi in Scienze Chimiche per la Conservazione e il Restauro dell’allora studentessa Irene Scarpa, confluiti nel 2013 in una tesi sulla rimozione di patine biologiche da superfici lapidee alle Terme di Caracalla, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

A questo segue una domanda di brevetto italiana, depositata il 28 agosto 2015 e successivamente estesa.

Insieme a Pietro Riello, Direttore del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi e ad altri ricercatori, Irene Scarpa fonda nel 2016 la società spin off Nasiertech con l’obiettivo di commercializzare una gamma di prodotti (Nasier) e soluzioni specifiche per la rimozione delle patine biologiche, organiche ed acriliche da vari materiali.

Lo spin off universitario viene infine acquisito, insieme al suo corredo di proprietà industriale, dall’azienda Brenta Srl del gruppo industriale Nine Trees Group, affiliata all’Università Ca’ Foscari attraverso il Programma RICAP (Research and Innovation Corporate Affiliates Programme).

I prodotti sono costituiti da enzimi stabilizzati con strutture inorganiche ed inerti. Rappresentano un metodo innovativo per la rimozione di patine biologiche, organiche ed acriliche da diversi supporti. La loro tecnologia ha trasformato la già nota pulitura enzimatica in una tecnica efficiente ed applicabile ad ogni tipo di intervento, piccolo o vasto che sia. I prodotti infatti non necessitano di costanti aggiustamenti di pH e temperatura, tipici della pulitura enzimatica.

«Sono prodotti eco compatibili, non tossici, sicuri per l’operatore e l’ambiente», assicura chi li produce. «Sono pronti all’uso, possono essere applicati direttamente sulla superficie da trattare o su una interfaccia posta al di sopra della zona interessata, agendo in 45 minuti (opere lapidee) e in 3-5 minuti (icone in legno, opere pittoriche, tessuti e carta). Rispetto ai metodi normalmente utilizzati, diminuiscono sensibilmente il numero di applicazioni necessarie a rimuovere le patine, rendendo la superficie subito pronta per altri trattamenti di restauro, i quali possono tranquillamente essere alternati tra un trattamento e l’altro».

Categorie: Notizie

Arriva con ictus e gravi problemi alle anche: riabilitazione e doppia protesi al San Camillo del Lido. Adesso fa camminate di due ore

Lun, 31/08/2020 - 19:04

È una storia a lieto fine, quella che può raccontare G.M., 46 anni, di Benevento, che dopo essere stato colpito da un grave ictus che gli aveva paralizzato la parte sinistra del corpo, si vedeva costretto in carrozzina ed è invece riuscito a tornare a camminare. Un risultato  diventato possibile grazie alla riabilitazione neurologica effettuata all’Irccs San Camillo del Lido, centro di eccellenza internazionale in quest’ambito, grazie all’equipe guidata dal dottor Francesco Piccione, e poi a un eccezionale doppio intervento in contemporanea di applicazione delle protesi all’anca di entrambe le gambe eseguito a Villa Salus di Mestre dal dottor Stefano Rigotti (foto), responsabile dell’Ortopedia.

“Il 18 novembre 2019 la mia vita è cambiata – racconta G.M., classe 1973, sposato, una figlia, titolare di uno studio di marketing e comunicazione per eventi culturali, sportivo con la passione della corsa – Ricoverato in gravi condizioni all’ospedale, a causa dell’ictus, sono stato colpito anche da setticemia a causa di un’infezione urinaria. I medici hanno deciso il mio trasferimento d’urgenza, in elicottero, al Cardarelli di Napoli, dove sono stato più volte vicino alla morte per alcune ischemie e sono anche finito in coma”.

Appena stabilizzato al minimo livello accettabile il quadro clinico, la moglie s’informa se sia possibile trasportare il marito all’Irccs San Camillo, dove il paziente arriva il 3 febbraio scorso dopo un viaggio di 10 ore in ambulanza.

“Al Lido – prosegue G.M. – ho iniziato una lunga riabilitazione, durata fino alla fine dello scorso mese di giugno. Sono arrivato in carrozzina, incapace di stare in piedi e di camminare e sono riuscito, dopo mille sacrifici, accompagnato dal personale sanitario giorno per giorno, passo dopo passo, a recuperare la posizione eretta con l’ausilio del deambulatore. Durante il programma di riabilitazione, facendo delle ulteriori analisi, è risultato che avevo dei grossi problemi alle anche di entrambe le gambe, su cui era necessario intervenire”.

Ed è in questo momento che entra in scena il dottor Rigotti, responsabile dell’Ortopedia dell’ospedale Villa Salus di Mestre, delle Suore Mantellate di Pistoia, le stesse che gestiscono l’Irccs San Camillo: Rigotti studia la situazione e decide il da farsi, portando il paziente in sala operatoria il 7 luglio.

“Ho proposto un’unica operazione – spiega Rigotti – dunque con un’unica anestesia totale, per l’applicazione di entrambe le protesi in contemporanea. Sono intervenuto con una tecnica innovativa, mini invasiva, con accesso anteriore e non laterale, di modo da preservare al massimo possibile la muscolatura. Se si fosse scelta l’opzione tradizionale, sarebbe stato necessario fare due operazioni distinte, dunque due anestesie, con tempi di gestione e di recupero di una seconda fase di riabilitazione, inevitabilmente più lunghi e con maggiori difficoltà per il paziente”.

Tra riabilitazione neurologica e doppio intervento di artroprotesi in contemporanea, il risultato è straordinario: a distanza di otto mesi dall’ictus, G.M. è tornato a camminare, senza il supporto neppure di una stampella, come ha voluto lui stesso testimoniare con un video che riprende una passeggiata in spiaggia, sulla battigia.

“E’ stata dura, i momenti di scoramento sono stati molti, ho attraversato mille difficoltà, ma non ho mai mollato. La svolta è arrivata al San Camillo e a Villa Salus – sottolinea il diretto interessato, che da qualche giorno è rientrato a Benevento dove continua il suo percorso di recupero – Nelle due strutture ho trovato persone eccezionali, che si dedicano al lavoro con grandissima competenza e un’umanità fuori dall’ordinario. Sono stato fortunato. Un grazie particolare desidero rivolgerlo al dottor Rigotti, che è stato una piacevolissima sorpresa, un professionista esemplare che mi ha aiutato a ritornare alla vita. Avevo qualche titubanza nel fare il doppio intervento in contemporanea alle anche; ha avuto ragione lui che mi ha assicurato, inoltre, che con questa tecnica innovativa le protesi possono sopportare la sollecitazione di qualsiasi movimento. Sono sempre stato uno sportivo, mi è sempre piaciuto correre: gli ho promesso che presto riuscirò a partecipare a una piccola maratona”.

I progressi stessi, d’altronde, corrono: ieri il paziente ha effettuato una marcia a passo spedito per due ore.

“L’esito felice della vicenda – osserva Rigotti – dimostra che pazienti come G.M. possono riprendersi pienamente, con enormi benefici anche dal punto di vista psicologico”.

“Siamo felicissimi di aver contribuito alla guarigione di questa persona che da Benevento ha voluto rivolgersi alle nostre strutture – dichiara il direttore generale vicario di Villa Salus e amministratore delegato del San Camillo, Mario Bassano – Questo è l’esempio di quanto sia importante la sinergia tra i due ospedali e la collaborazione dei nostri specialisti. È un valore aggiunto, che mettiamo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Speriamo di poter raccontare presto altre storie così a lieto fine”.

Categorie: Notizie

Facoltà Teologica del Triveneto, il nuovo Preside è don Andrea Toniolo

Lun, 31/08/2020 - 12:15

È don Andrea Toniolo il nuovo Preside della Facoltà Teologica del Triveneto. Succede a mons. Roberto Tommasi.

In effetti, per don Toniolo è un ritorno: della Facoltà Teologica del Triveneto egli è stato infatti il primo Preside.

Nato nel 1954 e prete dal 1989, don Andrea Toniolo è insegnante di Teologia Fondamentale presso la Facoltà teologica stessa ed è anche esperto di Teologia Pastorale. L’incarico di Preside ha durata di quattro anni.

Categorie: Notizie

Vatican Chapels a Venezia, giovedì 3 al Malibran concerto di Antonio Fresa

Lun, 31/08/2020 - 09:33

La colonna sonora realizzata per il percorso di visita alle Vatican Chapels dal compositore Antonio Fresa esce dalle audioguide e arriva in concerto.

Si terrà giovedì 3 settembre, alle ore 19, al teatro Malibran di Venezia la prima esecuzione dal vivo delle musiche di “Vatican Chapels – A soundtrack experience”. Ad accompagnare Antonio Fresa nell’esecuzione al pianoforte ci saranno 30 elementi dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, insieme a Marco Pacassoni alle percussioni e live electronics. Le Vatican Chapels furono realizzate da architetti di fama internazionale nel Padiglione Vaticano nel bosco dell’isola di San Giorgio in occasione della Biennale Architettura del 2018. Ora sono gestite dalla azienda D’Uva, che per conto della Fondazione Giorgio Cini ne cura le visite guidate.

L’idea di realizzare una colonna sonora per le Cappelle Vaticane nasce infatti dalla visione di Ilaria D’Uva, imprenditrice fiorentina la cui azienda è operativa dal 1959 nello sviluppo di tecnologie e servizi museali in Italia.

Lasciatasi affascinare dal bosco di San Giorgio, Ilaria D’Uva ha chiamato Antonio Fresa, con cui aveva già collaborato in passato, per proporgli di realizzare un’esperienza immersiva a 360° con lo scopo di offrire un valore culturale aggiunto ai visitatori. Fresa, noto compositore di colonne sonore per cinema e tv, candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come miglior musicista per il film Gatta Cenerentola, è stato subito entusiasta del progetto.

Durante le sue visite a San Giorgio si è lasciato trasportare dalla spiritualità del luogo e, senza rimanerne indifferente, con la sua sensibilità artistica ha dato vita a undici composizioni, ognuna dedicata e ispirata all’architettura di ciascuna cappella. Protagonisti delle composizioni di Fresa sono prevalentemente il pianoforte e gli archi, con il contributo di pochi altri strumenti. Evocativa alla massima potenza, la musica di “Vatican Chapels – A soundtrack experience” non sovrasta mai la bellezza delle Cappelle, ma ne entra a far parte come forza trainante.

Il progetto musicale ha dato vita a brani quali “Hope In G Major” o “If I Want A Bell”, non limitandosi ad essere la colonna sonora delle audioguide ma diventando anche un disco pubblicato a giugno su tutte le piattaforme digitali di streaming e download. L’album è stato mixato e masterizzato da Paolo Iafelice negli studi milanesi di Adesiva Discografica, l’etichetta che insieme a D’Uva ha pubblicato il disco e che si contraddistingue per la cura che dedica alla selezione e produzione dei suoi titoli.

Un estratto del disco era stato suonato da Antonio Fresa in diretta Facebook sulla pagina Visitcini proprio dal bosco della Fondazione il 2 luglio. Ora invece in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini verrà presentato dal vivo per la prima volta il 3 settembre, in occasione del concerto.

L’aspirazione di “Vatican Chapels – A soundtrack experience” non è soltanto quella di creare emozioni attraverso la musica per i visitatori che ascoltano le audioguide nel bosco di San Giorgio, ma anche di promuovere l’incanto suggestivo delle Vatican Chapels e di Venezia e far conoscere questo patrimonio di architettura e bellezza naturale in altri contesti di interesse culturale. Altri concerti infatti seguiranno presto in altri luoghi della cultura italiana.

L’evento, rispettoso di tutte le misure anti-covid, è ad ingresso libero previa prenotazione sul sito www.visitcini.com fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Francesca Catalano

 

Categorie: Notizie

Covid in Veneto: 109 nuovi casi nell’ultima giornata ma nessun decesso e calano le persone in isolamento

Dom, 30/08/2020 - 09:10

Sono 109 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati in Veneto nelle ultime ventiquattr’ore. Li registra il bollettino redatto dall’Azienda Zero della Regione e aggiornato alle ore 8 di domenica 30 agosto.

Distribuiti abbastanza omogeneamente nel territorio, solo le province di Belluno e Rovigo risultano sostanzialmente prive di nuovi casi.

Il dato che conforta è che la pressione sugli ospedali non cambia: sono 52 le persone attualmente ricoverate in reparti non critici, 2 meno di ieri alla stessa ora; ma c’è un paziente in più in terapia intensiva, per un totale di 7 fra tutti i nosocomi veneti (ieri erano 6).
Decisamente positivo anche il fatto che non si registrano nuovi decessi nell’arco dell’ultima giornata.

Bene anche la riduzione del numero di persone in isolamento fiduciario: oggi sono 7529, più di cinquecento in meno rispetto a ieri. In deciso calo, fra di esse, anche quelle che presentano sintomi: ieri erano 118, oggi sono 87 (poco più dell’1% di chi è costretto all’isolamento).

Probabilmente si va esaurendo l’ondata di nuovi contagi dovuti alle vacanze, alla frequentazione di discoteche e di luoghi di aggregazione. Bisognerà ora attendere qualche giorno (sette-dieci) per vedere se le persone positive ma asintomatiche – e non riscontrate con tampone, quindi inconsapevoli di essere contagiate – una volta tornate a casa hanno contagiato i propri familiari.

Categorie: Notizie

Covid nell’Ulss 3: in 14mila hanno fatto il tampone rientrando dai quattro Paesi più “pericolosi”

Sab, 29/08/2020 - 21:02

Più di quattordicimila persone, di rientro dai Paesi sotto osservazione, sono state sottoposte a tampone dall’Ulss 3 Serenissima in due settimane. “Dal sabato di Ferragosto – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – quando abbiamo aperto i cinque punti sul territorio e la postazione in Aeroporto, sono state 14.099 le persone sottoposte a tampone, 4.032 delle quali nei punti sul territorio e 10.067 al Marco Polo, dove operiamo in collaborazione con SAVE. Abbiamo dato una risposta immediata ai viaggiatori che rientravano dai quattro Paesi per i quali le normative hanno introdotto l’obbligo di tampone al rientro, e cioè Grecia, Spagna, Croazia e Malta. Da giovedì, poi, abbiamo accolto anche le persone di rientro dalla Sardegna, sia nelle sedi sul territorio, sia in Aeroporto. Per questi viaggiatori non c’è l’obbligo del tampone al rientro, che è quindi facoltativo; sono però moltissime le persone che, con senso di responsabilità, si stanno sottoponendo al test: solo nel primo giorno, 110 nelle sedi sul territorio e 143 in Aeroporto”.
“L’impegno prosegue: i cinque punti distribuiti nel territorio – ricorda il Direttore Generale – aprono e lavorano ogni mattina, anche il sabato e i festivi, dalle 7.00 alle 13.00; in Aeroporto gli operatori dell’Ulss 3 sono a disposizione di chi sbarca dai voli 24 ore su 24”.

I cinque punti sul territorio: record di accessi a Favaro. Nei cinque punti sul territorio i tamponi si eseguono senza necessità di prescrizione né di prenotazione. Sono aperti ogni giorno con accesso libero dalle 7.00 alle 13.00. Particolarmente impegnativo è stato fin qui il lavoro nelle tre sedi di Favaro Veneto (1.289 tamponi eseguiti al Distretto sanitario), del Distretto sanitario di Noale (1.033) e dell’Ospedale di Dolo (946); a Venezia le persone testate presso l’ex Giustinian sono state fin qui 451, all’Ospedale di Chioggia 313.

Tamponi rapidi all’Aeroporto Marco Polo. All’Aeroporto Marco Polo, in collaborazione con SAVE, le postazioni dell’Ulss 3 Serenissima hanno lavorato e lavorano 24 ore su 24, a disposizione di tutti i voli interessati: i passeggeri in arrivo possono quindi decidere di fare qui il loro test, oppure di rientrare a domicilio e rivolgersi entro le 48 ore alle postazioni sul territorio.
Le persone che hanno scelto di effettuare il tampone già in aeroporto sono state fin qui 10.067.
Anche al Marco Polo gli operatori dell’Ulss 3 Serenissima eseguono sui passeggere il test naso-faringeo, cioè il “tampone”; dopo i primi giorni in cui l’esito veniva inviato via SMS, l’Azienda sanitaria ha introdotto i “test rapidi” i quali, sempre a partire dall’esecuzione del tampone, danno l’esito in meno di mezz’ora; da allora quindi i passeggeri che si sottopongono all’esame lasciano l’Aeroporto avendo già ottenuto l’esito del test.

I “rientranti”: in aeroporto perlopiù dalla Spagna, sul territorio dalla Croazia. Si conferma, nella lettura delle percentuali sulla “provenienza” dei viaggiatori in rientro, la differenza tra i punti sul territorio e l’Aeroporto: nelle sedi sul territorio le persone che tornano dalla Croazia sono circa il 75%; tra chi esegue il test al Marco Polo il 58% rientra dalla Spagna, e a questi si sommano un 40% circa di viaggiatori che rientrano dalla Grecia e un 2% che rientra da Malta.
Sono 253 le persone che si sono sottoposte al test rientrando dalla Sardegna, di cui 110 nelle sedi del territorio e 143 in Aeroporto: per chi arriva dall’isola il test è facoltativo ma fortemente consigliato.

Categorie: Notizie

Mons. Centenaro, il ricordo di Gianfranco Bettin: «Con la sua sapiente semplicità ha dato voce alla comunità di Mestre»

Sab, 29/08/2020 - 20:26

«Parroco del Duomo e Vicario della Terraferma, tra due figure di grande rilievo intellettuale e pastorale come mons. Valentino Vecchi e mons. Fausto Bonini, don Angelo ha fatto della propria sapiente semplicità e della propria presenza affabile e costante nel cuore della città il modo peculiare e convincente di rappresentarla e darle voce e di esprimerne, in una fase complessa della storia, le attese, le speranze, le idee di riscatto e crescita».

Lo afferma Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Mestre e prosindaco della città negli anni in cui mons. Centenaro era guida pastorale dal Duomo di San Lorenzo.

«Dal Municipio di Mestre – continua Bettin – ho collaborato a lungo con don Angelo, che dal Duomo seguiva costantemente le dinamiche civiche e istituzionali, sia nella stagione degli “eventi mestrini” (in autunno, “da San Michele alla Sortita”) – eventi che, con Gaetano Zorzetto e, appunto, con mons. Centenaro, portammo al massimo risalto e alla massima estensione – sia negli altri momenti cruciali, laici e civici o religiosi e sia, soprattutto, nella quotidianità, nei giorni difficili, drammatici o in quelli migliori, vissuti dalla comunità. Una comunità che lo ricorderà a lungo, con affetto e gratitudine».

Categorie: Notizie

Mons. Centenaro, camera ardente in Santa Maria Goretti, funerali mercoledì 2 nel Duomo di San Lorenzo

Sab, 29/08/2020 - 17:08
La salma di mons. Angelo Centenaro, scomparso nelle prima ore di stamattina all’ospedale di Mestre, si trova – per un saluto e una preghiera, nella cappella di Santa Maria Goretti, parrocchia da lui fondata a guidata, come ricorda l’attuale parroco don Narciso Danieli.

L’accesso alla camera ardente di mons. Centenaro è dall’interno della chiesa (lato sinistro dell’altare), per rispettare il senso “unico”, con uscita poi direttamente sull’esterno della chiesa;

La visita è possibile in questi giorni durante tutto la giornata, tranne quando sono in corso le Messe, fino alle 22, quando la chiesa viene chiusa.

Martedì 1° settembre, alle 20.45, ci sarà una veglia di preghiera con la recita del rosario.

Al primo mattino di mercoledì 2 settembre la salma sarà traslata nel Duomo di San Lorenzo per la celebrazione delle esequie, alle ore 10, presieduta dal Patriarca Francesco.
Categorie: Notizie

È morto mons. Angelo Centenaro

Sab, 29/08/2020 - 08:36

Mons. Angelo Giovanni Centenaro è morto, nelle prime ore di oggi, all’ospedale dell’Angelo di Mestre dove era ricoverato da parecchi giorni a seguito del progressivo aggravarsi delle sue condizioni di salute. Nativo di Borbiago di Mira (Venezia), aveva 89 anni e ne avrebbe compiuti 90 nel prossimo mese di ottobre; era stato ordinato sacerdote diocesano il 27 giugno 1954 dall’allora Patriarca di Venezia Angelo Giuseppe Roncalli, oggi venerato come san Giovanni XXIII.

All’inizio del suo ministero sacerdotale fu vicario parrocchiale a S. Luca (Venezia), Carpenedo (in due occasioni), Dese e Treporti. E’ stato, quindi, parroco a S. Maria Goretti di Mestre, comunità che ha guidato – quasi ininterrottamente – dal 1960 al 1984; nel frattempo, tra l’altro, è stato anche vicario foraneo di Carpenedo (dal 1973 al 1980), assistente ecclesiastico dell’Azione cattolica veneziana (dal 1979 al 1987) e responsabile dell’ufficio diocesano per l’apostolato dei laici (dal 1980 al 1986).

Nel dicembre 1984 mons. Centenaro viene chiamato dall’allora Patriarca Marco Cè a diventare arciprete del Duomo di S. Lorenzo di Mestre dove resterà per diciotto anni, fino al 2002; in questo periodo svolge anche il compito di vicario episcopale per la terraferma. In seguito, nel 2002, il Patriarca Angelo Scola lo nomina per un quinquennio vicario episcopale per l’azione sociale e caritativa; nel 2007 diventa, infine, Penitenziere Patriarcale.

Categorie: Notizie

Claudio, il guardiano del faro degli Alberoni: da vent’anni un sogno diventato realtà

Sab, 29/08/2020 - 06:43

«Il mio sogno? Fare un’esperienza nei mari del Nord, andando a vivere lì per un periodo. Ci sono scenari naturali meravigliosi, incontaminati. Ma gli Alberoni restano nel mio cuore. La vita del guardiano del faro è affascinante. Forse vivi un po’ isolato, ma la cosa più bella è il senso di libertà e serenità che si respira guardando il mare e rimanendo, per ore, immerso nella natura». Claudio Cavasin, 60 anni, è il guardiano del faro degli Alberoni al Lido, uno dei pochi rimasti in Italia per un mestiere in via di estinzione.

A Venezia sono soltanto due i fari ancora oggi abitati in città: quello degli Alberoni, appunto, dove vive Claudio, e poi quello a Murano. Qui i faristi si occupano anche del faro di San Nicolò, l’altro faro del Lido conosciuto anche come “isola dei due fari”.

La storia. Cavasin non ha mai perso la voglia di sognare. Essere farista è un mestiere d’altri tempi e lui è tra i pochi rimasti in servizio in Italia e di più lunga militanza. Come dipendente civile, e non di grado militare, è entrato a far parte, per la prima volta, della Marina Militare a Venezia nel 1977, da 42 anni.

«Sono diventato guardiano del faro degli Alberoni venti anni fa, nel 2000 – spiega Cavasin – prima lavoravo in Arsenale, sempre per la Marina e, essendo impiegato in mansioni di carpenteria, ho dovuto affrontare dei problemi di sordità. La vita del guardiano del faro mi ha sempre affascinato e così, quando è stato pubblicato il concorso per un posto, ho raccolto la palla al balzo. C’era un posto disponibile, ho vinto il concorso e ho ottenuto la sede che avevo chiesto. Devo solo dire grazie alla Marina Militare di Venezia perché mi ha dato l’opportunità di realizzare un sogno che avevo fin da bambino: essere il guardiano del faro. Oggi sono ancora qui: quando arrivai ero sposato di fresco e mi andava bene trasferirmi agli Alberoni, anche perché mia moglie lavorava a Pellestrina. Quella che fu una decisione dettata da motivi logistici e di opportunità, oggi è diventata una scelta di vita. Ne vado fiero, così come sono orgoglioso di appartenere alla Marina. E so che se mi stufassi, il giorno dopo andrei in pensione serenamente, senza arrecare disturbo e ringraziando tutti».

Gli incarichi da svolgere. I faristi agli Alberoni sono rimasti in due: lui e un altro collega. Entrambi si turnano e garantiscono una reperibilità 24 ore su 24, sette giorni su sette, per 365 giorni all’anno. «Il mio lavoro – riprende Cavasin – è quello di occuparmi dei segnalamenti luminosi per far entrare le navi in porto: garantiamo la manutenzione ordinaria, oltre a quella straordinaria, di ciascuno. Tutto deve essere in ordine e perfettamente funzionante. Il mio campo d’azione arriva fino a tre miglia in mare aperto, ossia a circa sei chilometri. Poi c’è tutto il canale dei Petroli Malamocco-Marghera. Noi svolgiamo questo compito per la Marina Militare, ma non dipendiamo dal Ministero della Difesa, anche perché buona parte del traffico è commerciale».

Anche questo antico compito è molto cambiato nel tempo e la tecnologia offre un aiuto importante. «Oggi tutto è telecomandato – spiega ancora il guardiano degli Alberoni – e quando si verifica un problema, io dal computer vedo esattamente che tipo di guasto c’è così, quando mi reco sul posto, so già che tipo di riparazione serve. Non è più come una volta quando capitava di arrivare in mare aperto e di non avere a disposizione proprio il pezzo di ricambio che serviva. Anche in piena notte poteva succedere di rientrare alla base e poi uscire nuovamente. Oggi è tutto più chiaro e pianificato. Avere un alloggio di servizio agli Alberoni è un benefit che compensa la reperibilità 24 ore su 24, ma soprattutto permette di avere la reperibilità di qualcuno sempre disponibile, che presidia la zona in modo continuativo». Gli altissimi sistemi di tecnologia non vanno però a rimpiazzare quelle che sono esperienza e professionalità acquisite sul campo. «Siamo rimasti davvero in pochi. Attraverso i gruppi Facebook e sui social – conclude Cavasin – sono in contatto con i faristi di tutto il mondo. Un’esperienza nei Mari del Nord? Non mi dispiacerebbe».

Lorenzo Mayer

Categorie: Notizie

Campalto, iniziata la festa per i 50 anni del Villaggio Laguna

Ven, 28/08/2020 - 21:23

Sono partiti uffcialmente questa sera con un incontro su sport e benessere e una riflessione sulla storia del quartiere i festeggiamenti per il 50.mo anniversario del Villaggio Laguna a Campalto. Dopo il dibattito e le dimostrazioni degli atleti del Circolo Scherma e della Spes di Mestre, la serata è proseguita con le esibizioni di alcuni gruppi musicali.

Per la ricorrenza sono previsti tre giorni di eventi con un ricco programma incentrato sulla vita del grande quartiere dell’entroterra veneziano che sorge a ridosso della gronda lagunare. Per l’occasione sono stati allestiti stand enogastronomici e banchi dedicati all’hobbistica e all’artigianato.

La manifestazione, promossa su iniziativa di alcuni residenti e associazioni del posto in collaborazione con il Comune di Venezia, nell’ambito del palinsesto de “Le città in Festa”, e Vela Spa, si svolge nel rispetto delle normative anti Covid-19. I partecipanti dovranno mantenere le distanze previste, utilizzare gel igienizzante e indossare le mascherine dove necessario.

Maggiori informazioni sul programma della tre giorni dedicata al Villaggio Laguna sono disponibili sulla pagina dedicata sul sito di Venezia Unica.

Categorie: Notizie

Venezia: la Collezione Guggenheim torna ad aprire, da mercoledì 2 settembre, sei giorni alla settimana

Ven, 28/08/2020 - 14:29

A partire da mercoledì 2 settembre, a distanza di 3 mesi esatti da quel 2 giugno in cui la Collezione Peggy Guggenheim riapriva timidamente le porte ai visitatori dopo un lungo lockdown durato 13 settimane, il museo veneziano torna ad aprire i cancelli di Palazzo Venier dei Leoni 6 giorni la settimana, rendendo così accessibile il suo straordinario patrimonio artistico dal mercoledì al lunedì, dalle 10 alle 18.

L’accesso sarà esclusivamente su prenotazione online effettuabile sul sito guggenheim-venice.it a partire dal 31 agosto, e continuerà ad essere contingentato e per fasce orarie nel rispetto della normativa per il contenimento del Covid-19. I soci e i visitatori che hanno diritto all’ingresso gratuito potranno prenotare la propria visita scrivendo una mail a [email protected] o chiamando lo 041. 2405440/419 il lunedì e dal mercoledì al venerdì dalle ore 10 alle ore 15, specificando giorno e fascia oraria.

Riapre dunque in modo continuativo la collezione permanente dei capolavori dei maestri che hanno scritto la storia dell’arte del XX secolo, mentre la mostra temporanea Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall’Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim è momentaneamente chiusa al pubblico, ma rimane comunque allestita in attesa di verificarne una possibile data di ripresa. Il Museum Shop esterno, che si trova lungo la fondamenta che porta all’ingresso della biglietteria, e il Museum Café seguono l’orario di apertura del museo, rimane invece chiuso il Museum Shop interno agli spazi museali.

Questo graduale ritorno a una nuova normalità è reso possibile anche grazie ai risultati ottenuti finora dalla campagna di raccolta fondi “Insieme per la PGC” avviata l’8 luglio, a seguito delle ingenti perdite economiche subite dalla Collezione dopo i 90 giorni di chiusura forzata e tuttora non colmate. La strada per raggiungere il traguardo è ancora lunga, affinché la riapertura quotidiana possa essere assicurata anche per il futuro e il museo torni a garantire la programmazione delle mostre temporanee, al momento limitate a una all’anno, e una piena ripresa delle tante attività educative gratuite per il pubblico.

La mostra dedicata all’artista veneziano Edmondo Bacci, Edmondo Bacci. L’energia della luce, a cura di Chiara Bertola, prevista in autunno, è stata rimandata alla primavera del 2022, dal 9 aprile al 12 settembre, mentre viene al momento confermata nel 2021, dall’8 maggio al 13 settembre la grande esposizione Surrealismo e magia. Da Max Ernst a Leonora Carrington, a cura di Grazina Subelyte, Curatorial Department del museo. Stanno gradualmente riprendendo alcune attività educative come le visite per la “quarta età” di “Estate a Palazzo”, il cui prossimo appuntamento sarà il 17 settembre sempre dalle 9 alle 10, e il museo si sta impegnando, oggi più che mai, per poter tornare a una programmazione quanto più completa delle tante attività gratuite destinate ai suoi visitatori, sia dentro che fuori gli spazi museali, sospese sia per motivi legati alla sicurezza anti Covid-19 sia, in parte, per la necessità di fonti economiche che possano garantirne la continua gratuità al pubblico, dai bambini alle famiglie, ai non vedenti, ai giovani, agli over 75.

Categorie: Notizie

Covid in Veneto: al via la gara per acquistare i tamponi rapidi. Zaia: «Pronti fra quindici giorni. Ma la vera soluzione, fra qualche mese, sarà il test della saliva»

Gio, 27/08/2020 - 15:56

Quindici giorni e i tamponi rapidi dovrebbero arrivare in gran numero in Veneto. Lo promette il Governatore Luca Zaia: «Già pronta la gara per acquistarli», annuncia al briefing consueto, dalla Protezione civile a Marghera, sull’emergenza Coronavirus.
I test rapidi, che in 5-10 minuti danno l’esito in caso di sintomi assimilabili a quelli del Covid e riconoscono la presenza del virus, saranno probabilmente la risposta più importante all’emergenza del prossimo autunno, quando uno starnuto o un colpo di tosse metteranno in allarme chiunque. Con il pericolo evidente di dover bloccare scuole e aziende, per precauzione o per paura.

«I test – spiega il presidente del Veneto – sono stati validati dall’Istituto Spallanzani di Roma e adesso li compreremo in gran quantità. Oltretutto, il fatto che ci siano almeno una decina di aziende che lo producono e che sono in concorrenza, ha fatto sì che il prezzo proposto alla Regione sia via via sceso fino a 4,60 euro a test».

Così, mentre in Veneto si è appena superato il milione e mezzo di tamponi base (quelli per il cui esito servono un paio di giorni) e un milione e 300mila test sierologici rapidi (i “pungidito”) si affaccia l’uso di massa del tampone veloce.
Ma il vero obiettivo, conclude Zaia, è di arrivare all’autodiagnosi: «Per poterlo fare dovremo avere a disposizione un test da effettuare con la saliva. Anche i tamponi rapidi, infatti, hanno bisogno di un operatore e non li si può somministrare da soli. Quando sarà disponibile il test della saliva – ma serviranno mesi – saremo a posto». (G.M.)

Categorie: Notizie

Edifici di culto, il Veneto toglie il limite dei 200 fedeli a Messa

Gio, 27/08/2020 - 07:43

La capienza degli edifici di culto potrà d’ora in poi superare il limite delle 200 persone presenti, laddove sussistano tutte le condizioni di sicurezza previste dalle norme anti Covid. E’ questo l’importante risultato raggiunto in Veneto, grazie a un fitto scambio di comunicazioni intercorso nei giorni scorsi tra il Patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia e la Regione Veneto.

Il Patriarca ha infatti interpellato la Regione, a nome dei vescovi delle diocesi venete in quanto Metropolita della Regione ecclesiastica veneta, in merito appunto ai limiti di capienza dei luoghi di culto che erano stati fissati ad un massimo di 200 persone, richiamando le restrizioni numeriche disposte per gli eventi pubblici, in particolare per quelli relativi a cinema e spettacoli dal vivo.

L’atteso chiarimento, che supera tali limitazioni, è arrivato mercoledì 26 agosto mediante una comunicazione ufficiale da parte della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria, diretta dalla dottoressa Francesca Russo.

«Seppur ricordando l’opportunità di limitare per quanto possibile le occasioni per grandi assembramenti di persone – viene specificato nella comunicazione inviata dalla Regione – si rimanda a quanto definito all’Allegato 1 “Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo” del Dpcm del 7.8.2020. Tale allegato, oggetto di approvazioni nei diversi Dpcm pubblicati negli ultimi mesi, definisce che, “nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale”, comunque in ottemperanza di tutte le altre misure di sicurezza, cui ottemperare con cura, previste nel citato Allegato. Nello specifico, seppur considerando comprensibile, sotto il profilo dei principi sui cui sono state fornite le disposizioni igienico-sanitarie per la prevenzione della diffusione di Covid-19, il raffronto con le restrizioni numeriche disposte per il “Cinema e gli spettacoli dal vivo” dal citato DPCM, sotto il profilo normativo, non sussistono specifiche limitazioni numeriche per quanto attiene alle “celebrazioni liturgiche” . Non risulta, del resto, esser stato tradotto in alcun atto avente valenza giuridica il parere del Comitato Tecnico Scientifico a cui fa cenno la nota ministeriale del 13.5.2020 a firma del Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, a sua volta da considerarsi superata dai vari Dpcm intervenuti successivamente, come sopra ricordato».

Categorie: Notizie

Pagine