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Aggiornato: 29 min 46 sec fa

Marco Polo e gli altri aeroporti del Veneto verso la ripartenza. Marchi: «Dal 3 giugno, con i confini riaperti, nuova mobilità»

Sab, 16/05/2020 - 15:45

Pur colpito gravemente come tutto il settore turistico, il trasporto aereo comincia a manifestare i primi segnali di ripresa.
L’apertura delle frontiere per il 3 giugno, comunicata ieri dal Governo, sta infatti rimettendo in moto la programmazione delle compagnie aeree, e sui sistemi di prenotazione si amplia il numero delle destinazioni che saranno a breve collegate con gli aeroporti della nostra regione.

Le previsioni per il polo aeroportuale del nord-est, che comprende gli aeroporti di Venezia-Treviso e Verona sono di un rilancio condiviso che sta prendendo forma grazie ai continui e consolidati rapporti con le compagnie aeree.
In questo quadro, lunedì 18 maggio era previsto l’arrivo di voli Wizzair su Verona e Venezia, rispettivamente da Chisinau e Skopje; purtroppo questa mattina la compagnia ha comunicato alle Società di gestione che i voli non saranno effettuati a causa del prolungamento di limitazioni da parte dei governi di Moldavia e Macedonia, a dimostrazione di quanto siano importanti in questi momenti le decisioni politiche dei singoli Stati.
In attesa che Wizzair possa riprendere a volare sugli aeroporti veneti, si sta intanto progressivamente confermando l’attivazione di altri collegamenti sia nazionali che internazionali.

Volotea sta riattivando la sua programmazione con partenza da Verona, il 12 giugno, e il 13 giugno da Venezia. Nella seconda metà di giugno, Jet2 riprenderà i suoi voli da Verona verso il Regno Unito, mentre su Venezia sono attese le riaperture di Klm da Amsterdam e Air France per Parigi.

Gli aeroporti del Nord Est sono pronti, con misure e operatività che li rendono luoghi sicuri per operatori e passeggeri. Le misurazioni della temperatura vengono effettuate su tutti i passeggeri in arrivo e partenza con termoscanner. Il distanziamento fisico è garantito da una segnaletica appositamente studiata e distribuita nei terminal per gestire al meglio i flussi dei passeggeri nelle aerostazioni, sia nelle aree di attesa, che ai check-in, nelle zone di ristoro e ai gate di imbarco.

“Il nostro Gruppo ha manifestato fin da subito grande prontezza nel gestire la crisi e uno spirito di resilienza che si è tradotto in misure e azioni concrete per preparare gli scali alla ripartenza” – dichiara Enrico Marchi, Presidente del Gruppo SAVE – “Ora gli aeroporti della nostra regione sono pronti per una ripresa dei voli e insieme con tutti i lavoratori del trasporto aereo ci auguriamo di poter rivedere presto la vita che scorre nei nostri aeroporti. È fondamentale che l’intera filiera turistica possa, con la collaborazione delle autorità nazionali e locali, riprendere in sicurezza a pieno ritmo. Le città e i territori serviti tramite i nostri scali sono sempre stati meta di attrazione per turisti da tutto il mondo, siamo certi che da qui al 3 di giugno andremo tutti nella direzione di una nuova mobilità, in vista di una completa riapertura dei confini. In queste settimane continueremo a monitorare attentamente la situazione, nella consapevolezza che i nostri scali sono pronti ad accogliere qualsiasi tipo di volo nel giro di poche ore”.

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Incendio alla fabbrica chimica in area industriale: l’aria non è stata inquinata, dice Arpav. Le acque di spegnimento inviate ai depuratori

Sab, 16/05/2020 - 15:36

L’aria è pulita. Non è stata contaminata dai gas prodotti dall’incendio che venerdì 15 ha devastato lo stabilimento della 3V Sigma, tra Porto Marghera e Malcontenta.

«Lo dice l’insieme dei rilevamenti fatti dall’Arpav», garantisce l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin.

L’incendio, spiega Bottacin, è stato spento nella notte, quindi almeno una quindicina di ore dopo che era scoppiato: «Sembrava spento già prima, ma c’era una perdita e quindi le fiamme venivano ancora alimentate. Sono stati poi i pompieri, eroicamente, che hanno svuotato l’ultimo serbatoio di sostanze chimiche».

Anche per l’acqua non ci sono contaminazioni: «Il problema – aggiunge l’assessore – riguardava le acque di spegnimento, usate dai vigili del fuoco. Per fortuna in quel momento c’era marea crescente e quindi siamo riusciti a intercettarle in laguna e deviarne la gran parte verso gli impianti di depurazione».

Resta il divieto prudenziale di raccolta e consumo di ortaggi coltivati nell’area attorno allo stabilimento: «Stiano attendendo il responso circa l’eventuale formazione di diossine. I tempi sono più lunghi perché ci sono dei reagenti che hanno bisogno di alcune ore in più per una risposta».

L’incendio alla 3V Sigma, si ricorderà, è scoppiato poco dopo le 10 di venerdì 15, iniziando dalla defragrazione di un serbatoio. Le fiamme si sono poi propagate ad un altro serbatoio e agli impianti. Due i feriti, di cui uno particolarmente grave per le ustioni riportate. Polemiche per un evento drammatico prevedibile: da tempo, infatti, i rappresentanti dei lavoratori segnalavano alla proprietà e alle istituzioni la carenza dei sistemi di sicurezza. (G.M.)

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Prime Comunioni, Messa Crismale e altre celebrazioni: le disposizioni del Patriarca Francesco a seguito del Consiglio Presbiterale

Ven, 15/05/2020 - 18:22

Dopo l’ampia consultazione avvenuta nel Consiglio Presbiterale di ieri pomeriggio, giovedì 14 maggio, e tenendo conto del dialogo avvenuto in sede di Consiglio dei  Vicari Foranei, riunitosi il 1° e 8 maggio, il Patriarca ha dato alcune disposizioni attraverso una nota della Cancelleria Patriarcale.

Le prime Comunioni saranno rinviate nel Patriarcato al mese di ottobre 2020, salvo non peggiori la situazione epidemiologica.

La Messa Crismale sarà celebrata in San Marco sabato 30 maggio alle 9.30, con la concelebrazione dei vicari, dei canonici, di tre dianoni permanenti e con la partecipazione di due religiosi e due laci. Gli oli consacrati saranno portati dai vicari alle parrocchie del loro territorio.

Le promesse sacerdotali saranno rinnovate in una celebrazione successiva, presumibilmente al principio del nuovo anno pastorale. Ovviamente la celebrazione è condizionata allo stato dell’emergenza sanitaria.

Altre celebrazioni sono permesse, salvo che si rispettino tutte le disposizioni dell’ultimo vademecum dell’11 maggio scorso: 200 persone al massimo in luoghi chiusi e 1000 all’aperto.

Marco Zane

Alleghiamo il testo integrale della nota.

http://Prime Comunioni, Messa Crismale e altre celebrazioni: le disposizioni del Patriarca Francesco a seguito del Consiglio Presbiterale

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Mestre e Lido di Venezia, il Comune mette a disposizione 400 monopattini da noleggiare

Ven, 15/05/2020 - 18:18

La nuova mobilità leggera cittadina, nel Comune di Venezia, non corre solo sulle due ruote: “La Giunta ha approvato un bando di gara per il servizio di noleggio di monopattini – ha annunciato il consigliere delegato alla Smart City, Luca Battistella – individueremo un partner all’altezza mantenendoci tra le città più all’avanguardia in fatto di nuovi mezzi di trasporto”.

Il bando riguarda 400 monopattini (300 per la terraferma e 100 per il Lido e Pellestrina): nell’area operativa di Mestre gli utenti potranno usufruire del servizio “free floating”, con scontistiche per coloro che depositeranno il monopattino all’interno degli stalli stabiliti.

Al di fuori di quest’area sarà concesso l’utilizzo del monopattino in sharing, ma dovrà essere depositato solo all’interno degli stalli dedicati. In caso contrario si pagherà una penalità e non si potrà concludere la corsa. Nelle aree “no parking”, invece, sarà consentito solo il transito, ma l’utente non potrà concludere la corsa e quindi depositare il monopattino. Non si potrà in ogni caso transitare nel centro storico di Venezia, in piazza Ferretto e in via Palazzo a Mestre.

«Stiamo accelerando progetti – afferma l’assessore alla Città sostenibile Massimiliano De Martin – che già erano in stadio avanzato. Per esempio sarà predisposto un piano ad hoc per gli arenili del Lido. In base al numero degli ombrelloni sarà previsto un certo numero di stalli per biciclette, pensando a una mobilità nuova. Iniziative che vanno a braccetto con una rinnovata sensibilità ambientale. Usare bici e monopattini, infatti, contribuisce a evitare emissioni di pm10 e anidride carbonica, dopo che la Città ha già raggiunto con largo anticipo gli obiettivi ‘green’ di Kyoto 2020, aderendo poche settimane fa a un nuovo patto che punta alla riduzione delle emissioni nocive del 40% entro il 2030. In questa direzione va anche l’imminente introduzione di due standard qualitativi nel bando per i monopattini, il primo è di garantire il movimento dei diversamente abili attraverso mezzi a tre ruote e tandem con accompagnatore, il secondo garantire ricariche attraverso fonti energetiche alternative”.

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Da lunedì 18 più corse in vaporetto e in bus. Ma il futuro, a Mestre e al Lido, passa per le biciclette e per l’intermodalità

Ven, 15/05/2020 - 17:02

Un nuovo modello basato su intermodalità e punti di scambio e su una sinergia sempre più performante tra mobilità individuale e trasporto pubblico locale, con un contemporaneo potenziamento del trasporto pubblico di linea nelle fasce orarie dei pendolari e l’introduzione progressiva di navette per gli abbonati, senza dimenticare biciclette e monopattini. Queste alcune delle linee guida principali del nuovo Piano urbano per la mobilità sostenibile annunciato stamattina dal sindaco Luigi Brugnaro con una conferenza stampa dalla Smart Control Room del Tronchetto assieme agli assessori Massimiliano De Martin, Francesca Zaccariotto, Renato Boraso, al consigliere delegato all’Innovazione e alla Smart City Luca Battistella e al direttore generale del Gruppo Avm Giovanni Seno.

“Il sistema dei trasporti si lega a un più generale ‘sistema Città’ – ha dichiarato il sindaco Brugnaro – che ora deve ripartire il prima possibile. Per questo stamattina in Giunta abbiamo approvato una delibera per permettere agli esercenti di allargare del 50% la superficie dei plateatici, garantendo il rispetto delle norme di distanziamento”. Una delle considerazioni più ricorrenti durante la conferenza, però, è stata che “la città si muove, ma non potrà più farlo come prima”. “L’idea di avere a disposizione un mezzo pubblico sotto casa per raggiungere direttamente la propria destinazione non ci sarà più”, ha spiegato il dg di Avm Seno, che, assieme al sindaco Brugnaro, ha ribadito l’intenzione di “mantenere pubblica” Actv, alle prese con i noti problemi economici causati dall’emergenza Coronavirus.

“Su base annuale mancheranno all’appello circa 100 milioni di euro e tutto il personale si trova in cassa integrazione – ha spiegato il primo cittadino – L’azienda però deve rimanere della Città. Al Governo abbiamo chiesto di allungare i termini della Cig e invito i cittadini, quando possibile, a usare i mezzi propri”. Brugnaro ha anticipato anche l’imminente accordo con la categoria dei tassisti per tariffe calmierate per un mese, garantendo così un servizio in più per i cittadini: sono in cantiere ulteriori iniziative in collaborazione con la categoria dei gondolieri. In questa direzione va anche l’attivazione da lunedì 18 maggio dei traghetti “da parada” di Santa Sofia e San Tomà.

Obiettivo del nuovo piano è ideare formule di integrazione modale tali da consentire una più immediata relazione tra differenti mezzi di trasporto, collettivi e individuali: “In questo quadro acquisiranno sempre maggiore importanza gli hub di interscambio – ha affermato il dg Seno – Adegueremo progressivamente il servizio erogato alla domanda di trasporto in relazione alle successive fasi di uscita dal lockdown. Di certo i mezzi potranno trasportare meno persone per le esigenze di distanziamento sociale, dunque serve la collaborazione di tutti”. Seno ha poi elencato le azioni messe in campo da Avm con l’avvio della Fase 2: potenziamento del servizio automobilistico e tranviario nelle ore di punta e lungo le principali direttrici di traffico (“ora tornato a livelli pre covid”, è stato dichiarato); istituzione di due servizi navetta da Park Petroli a Venezia e da Park Ceccherini e Park Castellana a Mestre Centro; introduzione in via sperimentale della prenotazione su alcune corse in centro storico e in alcune fasce orarie attraverso l’app “UFirst”.

Per quanto riguarda il settore navigazione, da lunedì 18 maggio sarà ulteriormente potenziato l’attuale servizio di trasporto pubblico integrando le linee 2/, 4.1, 4.2, 5.1, 5.2 e 6. In terraferma, invece, saranno rafforzate le linee 6, 6L, 12L, 80, 7 e 7E. “Dal 4 maggio abbiamo ristabilito il collegamento tra Burano e Punta Sabbioni – ha aggiunto Seno – e abbiamo rafforzato le linee che collegano Punta Sabbioni a Venezia. Lancio però un appello ai datori di lavoro, vanno differenziati gli orari di inizio e fine dell’attività per evitare picchi troppo elevati di mobilità”.

Se uno degli obiettivi principali del piano è di sviluppare l’intermodalità tra mezzi pubblici e privati, ciò non può prescindere dallo sviluppo delle rete di piste ciclabili cittadine: “A regime saranno 182 i chilometri percorribili in tutta sicurezza in bicicletta – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto – di cui 27 sono ora in corso di realizzazione. Saranno messe a disposizione dei cittadini mille nuove biciclette con servizio di bike sharing e 400 monopattini, aumentando al contempo il numero di rastrelliere, ne saranno posizionate altre 212”.

A regime, entro l’estate, saranno 354 le rastrelliere presenti sul territorio comunale, con 2.666 posti bici (prima erano 1.043). Due i punti di riferimento principali: il BiciPark di Mestre e il BiciPark in fase di realizzazione a Piazzale Roma nell’Autorimessa Comunale. “Intendiamo affiancare la mobilità pubblica con quella privata – ha dichiarato l’assessore Boraso – il nuovo servizio di bike sharing, che scatterà entro giugno, si contraddistinguerà per mille nuovi velocipedi georeferenziati, di cui 200 a pedalata assistita e 200 dislocati al Lido e Pellestrina. Avvieremo il servizio in via sperimentale per 12 mesi, verificando passo passo il suo sviluppo, con posizionamento dei ciclostalli non casuale, ma vicino a punti di interscambio”.

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Grest, centri estivi e servizi per i più piccoli: pronte le linee del Veneto, si attende l’indicazione del Governo. Risorse: i 150 milioni del decreto Rilancio

Ven, 15/05/2020 - 16:22

Pronte le linee di indirizzo per la fascia d’età 0-14: saranno inserite nell’ordinanza che la Regione Veneto emetterà non appena – tra venerdì 15 e domenica 17 – usciranno il decreto legge e il decreto del Presidente del Consiglio sulla riapertura di negozi, palestre e altre attività economiche.

«È stato aggiunto il protocollo per i Grest parrocchiali e i centri estivi», afferma l’assessore regionale alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin.

In sostanza, tutto è pronto ma si attendono le indicazioni del Governo per non “bruciare” le strategie regionali; se da Roma, infatti, arrivassero indicazioni inconciliabili con quelle già stilate dal Veneto, sarebbero queste ultime a dover essere ritirate.

C’è poi una questione di soldi. Organizzare Grest, centri estivi e servizi di accoglienza per i più piccoli sarà decisamente più costoso. Le distanze (che prima non c’erano), i piccoli gruppi, il maggior numero di educatori, i dispositivi di sicurezza…: sono tutte conseguenze dell’emergenza Covid. E tutte hanno un costo.

Il decreto Rilancio anche per questo scopo ha stanziato dei danari: si tratta di150 milioni di euro. Per ora, però, aggiunge l’assessore Lanzarin, non ci sono ancora i chiarimenti sul come e da chi verranno distribuiti

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Zaia: «Che le linee guida nazionali non precisino metri e centimetri. Altrimenti impossibile riaprire. I regolamenti precisi a Regioni e sindaci»

Ven, 15/05/2020 - 13:37

Che le linee guida nazionali diano le indicazioni di massima, ma non precisino metri e centimetri. Siano le Regioni a stabilire i regolamenti precisi.

È la linea del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha da poco partecipato alla video-conferenza con il Presidente del Consiglio e i Presidenti di tutte le Regioni. Al centro il tema della riapertura.

A breve – spiega Zaia – il Governo emanerà un decreto legge e un decreto del Presidente del Consiglio: «Conte vuole stabilire delle date per l’apertura di spiagge, bar, ristoranti, parrucchiere… alle quali le Regioni, con proprio provvedimento, potranno applicare proprie regolazioni, anche anticipando le aperture. E fin qui – sottolinea il Governatore – tutto bene. Il problema è che la frase “fatto salvo il rispetto delle linee guida nazionali”, cioè delle linee guida Inail. Se queste saranno definite al centimetro, come potranno le Regioni derogare?».

Ed è su questo, rileva ancora Zaia, che si gioca il confronto, perché le Regioni conoscono il proprio territorio e le rispettive situazioni attuali rispetto alla pandemia. E l’Italia è diversa, da zona a zone, rispetto alla condizione attuale. L’eventuale applicazione rigida delle direttive Inail, «renderebbe impossibile aprire molte attività».

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Bottacin: a Malcontenta incendio circoscritto, ma fiamme ancora per ore. Non si sa cosa sia bruciato, tutti tengano chiuse le finestre

Ven, 15/05/2020 - 13:28

Ancora non si sa di preciso che cosa sia bruciato e cosa ancora stia bruciando alla 3V Sigma di Malcontenta: «L’Arpav ha disseminato l’area di rilevatori, ma per il momento non abbiamo risultati. Perciò resta prudente, per tutta la popolazione, restare in case e tenere porte e finestre chiuse».

Lo sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile, Giampaolo Bottacin, che poco dopo le ore 13, da Marghera, aggiorna sulla situazione.

«Ci sono, purtroppo, due feriti gravi, entrambi ustionati. Uno è stato portato in elicottero all’ospedale di Verona, l’altro al centro grandi ustionati di Padova».

Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso e, nonostante ci siano stati progressi e non ci sia il pericolo che l’incendio si trasmetta agli impianti vicini, ci vorranno ancora ore per domare del tutto le fiamme.

Alla 3V Sigma, fabbrica di prodotti chimici per la realizzazione di additivi per detersivi e altri prodotti di chimica avanzata, stamattina poco dopo le 10 è scoppiato un serbatoio. Subito si è levato un alto incendio, con una colonna di fumo nero; di lì a poco un altro serbatoio e anche gli impianti sono stati raggiunti dalle fiamme.
Sono interventi vigili del fuoco di Venezia, Treviso, Padova e Vicenza. (G.M.)

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Incendio alla 3vSigma, i pompieri lo stanno circoscrivendo. Bruciano due serbatoi e parte degli impianti

Ven, 15/05/2020 - 11:52

I vigili del fuoco stanno domando l’incendio alla 3vSigma di Malcontenta. In questi minuti si stanno riducendo sia le fiamme che il fumo.
Lo segnala il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, che sta seguendo le operazioni di spegnimento.

È bruciato un serbatoio pieno di sostanze chimiche: ancora non si sa, però, di che tipo.L’incendio si è poi esteso ad un secondo serbatotio e agli impianti.

L’azienda lavora più sostanze chimiche per produrre additivi usati per i detersivi e per altri prodotti chimici avanzati. Ammoniaca ed etanolo fra le sostanze utilizzate per le lavorazioni.

L’Arpav sta compiendo rilievi; per il momento – sottolinea Bettin – permane il consiglio alla popolazione di restare in casa, tenendo ben chiuse le finestre.

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È morto don Aldo Cristinelli: per vent’anni aveva operato fra Mestre e Venezia

Gio, 14/05/2020 - 21:24

È morto don Aldo Cristinelli. Anche se non più presente nella diocesi di Veenzia da 44 anni, era ancora apprezzato e stimato da chi l’aveva conosciuto nei vent’anni circa in cui aveva operato tra Venezia e Mestre.

Nato nel giugno 1927 a Tavernola, in provincia di Bergamo, era stato ordinato proprio a Venezia nel 1956 e in Patriarcato aveva portato la sua opera pastorale in tre parrocchie: Santa Maria di Lourdes a Mestre, Sant’Alvise nella città storica e di nuovo in terraferma a San Paolo.

Per qualche tempo era stato anche insegnante di organo e di musica sacra nei vicariati di Mestre-Carpenedo e Marghera.

Rientrato in provincia di Bergamo nel 1976, dopo essere stato parroco di una piccola parrocchia, ormai da una ventina d’anni viveva nella sua casa natale.
Il rito del commiato, non essendo nel Bergamasco ancora possibile la celebrazione dei funerali, si terrà sabato mattina, nel sagrato antistante la chiesa parrocchiale di Tavernola.

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Vescovi del Nordest: celebrazioni da riprendere con serenità, prudenza e responsabilità, valorizzando l’Eucaristia di nuovo vissuta insieme

Mar, 12/05/2020 - 18:12

A distanza di una settimana dalla precedente riunione i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet) si sono ritrovati nel pomeriggio di oggi – 12 maggio 2020 – con l’ormai consueta modalità della videoconferenza dalle rispettive sedi.

Una prima parte dell’incontro e del dialogo è stata dedicata alla prossima ripresa della celebrazione delle Messe con il concorso del popolo, nel rispetto delle attuali disposizioni sanitarie, di igiene e sicurezza. Al di là delle specifiche indicazioni che ogni Diocesi sta emanando al riguardo, i Vescovi del Triveneto invitano a motivare e valorizzare questo momento come un’occasione singolare per apprezzare di nuovo la bellezza e la forza di partecipare all’Eucaristia insieme alla comunità ed esortano tutti a vivere con serenità, prudenza, senso di responsabilità e carità questa fase di ripartenza delle celebrazioni nelle chiese e che richiederà, inevitabilmente, anche un necessario ed opportuno tempo di prove, verifiche e “aggiustamenti” in riferimento al protocollo in vigore e alle singole realtà locali. Rimangono, al momento, ancora non fissate e rinviate a data da destinarsi le celebrazioni delle prime comunioni e delle cresime.

Per quanto riguarda, invece, la Messa del Crisma alcune Diocesi si stanno già organizzando per svolgerla negli ultimi giorni del corrente mese di maggio, entro il tempo pasquale, nelle forme possibili; ogni singola Diocesi ne valuterà la concreta fattibilità, anche in base a spazi disponibili e numero di presenze previste.

Con l’intervento del responsabile della Commissione triveneta della Pastorale giovanile don Davide Brusadin, si sono poi interrogati circa la reale possibilità di attività estive in parrocchie e patronati/oratori (ma anche presso centri estivi, case per ferie ecc.) con bambini, ragazzi, giovani e famiglie; in tale ambito si attende, però, di comprendere meglio quali saranno gli effettivi margini d’azione nonché attenzioni, disponibilità e responsabilità conseguenti.

I Vescovi si sono quindi confrontati – per offrire il loro contributo in proposito alla Conferenza Episcopale Italiana – sugli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana nel quinquennio ‘20-‘25 a partire dalla nuova situazione determinatasi nel Paese e nella Chiesa a causa dell’attuale pandemia. Riprendendo quanto espresso anche nel precedente incontro, unanimemente hanno convenuto sull’opportunità di un tempo di riflessione e discernimento per leggere il momento presente e comprenderlo alla luce della fede e di quanto lo Spirito sta comunicando; un tempo in cui mettere in evidenza cosa è importante ed essenziale, interrogandosi su quale immagine e stile di Chiesa richieda la nuova situazione.

Tale periodo di riflessione costituirà l’occasione per un congruo percorso e tempo di ascolto e confronto, secondo uno stile di reale e concreta sinodalità, anche alla luce delle differenti sensibilità emerse e per favorire una maggiore collegialità episcopale e comunione ecclesiale. Si potranno così individuare alcune linee pastorali sintetiche che siano incisive e declinabili nei territori e nelle comunità cristiane. I Vescovi osservano, infatti, che la Chiesa – soprattutto in questo tempo – è chiamata a potenziare e programmare in modo lungimirante il servizio caritativo ed essere capace di elaborare una visione integrale dell’uomo per stimolare e promuovere la persona umana anche in ambito culturale e sociale (finanza, economia, lavoro, welfare ecc.) attraverso la dottrina sociale della Chiesa.

L’incontro odierno della Cet si era aperto con il ricordo grato e affettuoso durante la preghiera dell’ora media di mons. Eugenio Ravignani – Vescovo emerito di Trieste e di Vittorio Veneto che si è spento pochi giorni fa ad Opicina (Ts) e i cui funerali sono in programma giovedì 21 maggio p.v., alle ore 11.00, nella cattedrale triestina di San Giusto -, del card. Marco Cè – a lungo Patriarca di Venezia e Presidente della Cet, morto sei anni fa esattamente in questo giorno – e anche del card. Renato Corti, Vescovo emerito di Novara, deceduto stamattina e che solo pochi anni fa (nel 2016) aveva predicato gli esercizi spirituali ai Vescovi del Triveneto.

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Veneto, da lunedì 18 riaprono i centri per disabili e i tirocini sociali

Mar, 12/05/2020 - 15:46

Da lunedì 18 la Regione Veneto riavvia l’attività di Ceod, dei centri semiresidenziali per ragazzi e adulti disabili, tirocini sociali e occupazionali che rappresentano progetti alternativi per le persone più fragili. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, il via libera alla riapertura di queste strutture diurne, dei laboratori protetti e dei progetti del ‘Dopo di noi’, dettagliando linee guida sanitarie e organizzative che gestori, operatori, famiglie, utenti e fornitori dovranno rispettare alla lettera.

Il protocollo di sicurezza per il personale di Ceod, centri diurni di vario tipo e strutture che accolgono tirocini sociali e occupazionali impone la riorganizzazione delle attività in piccoli gruppi omogenei di 5 persone e con operatori stabili. Le attività dei piccoli gruppi dovranno avvenire in spazi predefiniti, divisi a compartimenti funzionali, tra loro isolati. Tutti gli spazi e gli oggetti dovranno essere frequentemente igienizzati. Sarà obbligatorio l’uso di mascherine, guanti e gel, almeno per operatori e fornitori, mentre per gli utenti si privilegia il lavaggio frequente delle mani.

Il ciclo delle attività diurne sarà riorganizzato con moduli a scacchiera che alternino le attività in sede (mezza giornata) ad attività extra-sede e domiciliari, in modo da favorire il mantenimento di piccoli gruppi, il distanziamento fisico e orari di ingresso e di uscita scaglionati.

La sicurezza sanitaria, in accordo con le rispettive Ulss territoriali, è affidata al rispetto di rigide regole di monitoraggio: educatori e operatori, già sottoposti a screening preliminare prima della riapertura, saranno successivamente sottoposti al tampone nasofaringeo ogni 20 giorni e al test sierologico rapido ogni 10 giorni. Il tampone nasofaringeo è previsto anche per gli utenti, ma una sola volta, al momento della loro riammissione alle strutture o ai tirocini lavorativi. Tra le strutture e le famiglie dovrà intercorrere un vero e proprio ‘patto solidale’, che prevede l’impegno a mantenere un costante flusso informativo, a rispettare le regole di igiene e i comportamenti sanitari corretti, e a segnalare eventuali casi di positività nella cerchia familiare allargata (in questo caso scatta l’isolamento fiduciario domiciliare per l’utente coinvolto). Qualora si rivelino casi di positività tra gli utenti dei centri diurni, verrà sospesa l’attività del gruppo interessato e gli utenti in questione rimarranno a casa in isolamento.

Norme dettagliate sono previste per il personale, dal cambio obbligatorio d’abiti alla protezione con mascherine, per i servizi di trasporto da e per le strutture che dovranno rispettare i criteri del distanziamento fisico, e per il servizio mensa che verrà gradualmente ripristinato, in una seconda fase.

“Con gli esperti della Prevenzione sanitaria e in collaborazione con Ulss e gestori delle strutture la Regione ha messo a punto linee guida estremamente precise, che potranno orientare anche il riavvio di altre attività educative e sociali sospese a causa delle misure di contenimento del contagio – dichiara l’assessore Lanzarin – Abbiamo dato precedenza ai Ceod e ai servizi diurni per le persone disabili perché consapevoli delle grandi difficoltà in cui versano le famiglie e le stesse persone disabili, per le quali questa fase di isolamento forzoso ha rappresentato un sacrificio immenso e difficile da comprendere. Sono certa che i criteri di prudenza e di precauzione introdotti possano rappresentare una sufficienza garanzia di sicurezza per gli operatori, i gestori, gli utenti, i volontari e i familiari: senza la loro collaborazione attiva e responsabile e la loro costante dedizione, questa fase così delicata di riavvio non sarebbe nemmeno immaginabile”.

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Avm-Actv, da giovedì 14 novità nelle linee di navigazione: eccole

Mar, 12/05/2020 - 15:22

Nuove modifiche alla rete automobilistica urbana di Lido e Pellestrina. Le segnala Avm-Actv, che le attiverà da giovedì 14 maggio. Ecco le novità:

· Linea A circolare Lido SME – Piazzale Ravà – Lido SME
o prima corsa in partenza da Piazzale Ravà alle ore 06:00
o dalle ore 06:30 3 corse all’ora (anziché 2) ai minuti 10, 30 e 50 in partenza da Lido SME
o ultime corse in partenza da Lido SME alle ore 21:03, 21:23, 21:43 e 22:03

· Linea A Lido SME – Alberoni Faro Rocchetta (prolungata rispetto all’attuale capolinea di Malamocco)
o da Lido SME prima corsa alle ore 06:10 e dalle ore 06:28 alle ore 21:58 3 corse all’ora (anziché 2) ai minuti 18-38-58
o da Faro Rocchetta dalle ore 06:36 alle ore 21:56 3 corse all’ora (anziché 2) ai minuti 16-36-56, ultima corsa alle ore 22:18

· Linea 11 Lido SME – Pellestrina (in sostituzione della linea N che viene conseguentemente ripristinata secondo gli orari pubblicati on line)
o da Lido SME dalle ore 05:50 alle ore 22:30 2 corse all’ora in quasi tutte le fasce orarie
o da Pellestrina dalle ore 06:40 alle ore 23:15 2 corse all’ora ai minuti in quasi tutte le fasce orarie
N.B. nell’isola del Lido la linea 11 effettuerà le seguenti fermate in ambo le direzioni:
· Marconi – Palazzo del Cinema – salita e discesa
· Marconi – Loredan – salita e discesa
· Gallo – Galloppatoio – in direzione Pellestrina solo salita / in direzione Lido SME solo discesa
· Gallo – Giolito – in direzione Pellestrina solo salita / in direzione Lido SME solo discesa
· Malamocco – Alvisopoli – in direzione Pellestrina solo salita / in direzione Lido SME solo discesa
· Malamocco – Malamocco Centro – in direzione Pellestrina solo salita / in direzione Lido SME solo discesa
· Alberoni – San Camillo – salita e discesa
· Alberoni – Stella Maris – salita e discesa
· Alberoni – Ca’ Rossa – salita e discesa
· Alberoni – della Droma – salita e discesa
· Alberoni – Golf – salita e discesa
· Faro Rocchetta – salita e discesa

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Coronavirus, Zaia: «Da lunedì 18 riapriamo tutto quello che si può aprire»

Mar, 12/05/2020 - 15:15

«Da lunedì 18 apriremo tutto quello che si può aprire: negozi, palestre e piscine, parrucchiere, barbieri, estetiste e tutti i contesti del turismo».

È l’annuncio dato oggi dal presidente del Veneto, Luca Zaia. È anche il risultato dell’accordo raggiunto nella serata di ieri, dall’incontro in videoconferenza dei presidenti delle Regione con il presidente del Consiglio Conte e i ministri Boccia e Speranza.

«Premesso che dovremo rispettare tutti i paramenti stabili dall’Istituto superiore di sanità, premesso che non si scherza con il Covid e che occorre tanto senso di responsabilità, vediamo di aprire tutto», sottolinea Zaia, che annuncia per imminente anche l’uscita delle linee guida dell’Inail, con le istruzioni per la riapertura in sicurezza di tutti gli esercizi commerciali.

«È come quando si parte per un viaggio», è la metafora usata dal Governatore: «Spesso si dimentica un paio di calzini o lo spazzolino da denti. Ma in viaggio si va, si parte e poi si acquisterà quel che si è dimenticato. Nel nostro caso è la stessa cosa: può essere che qualcosa all’inizio non sia perfetto, ma si va, si riparte e, strada facendo, aggiusteremo quel che non va».

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Giornata dell’Infermiere, Cristina al Covid Hospital di Jesolo: «Ho sentito che dovevo fare il mio dovere»

Mar, 12/05/2020 - 14:15

«Con l’apertura del primo reparto Covid, sono stata trasferita in un’altra area dell’ospedale. Dopo pochi giorni, di fronte a quanto stava accadendo, ho sentito che dovevo fare anche io la mia parte fino in fondo».
Più forte dell’inevitabile paura. A fare da guida la passione per il proprio lavoro e la volontà di aiutare chi si trova in difficoltà. Anche a costo di allontanarsi dalla propria famiglia per tutelare i propri cari.
Lei è Cristina Fossaluzza, 46 anni, jesolana e Case manager dell’Urt dell’Ulss4, dove fino allo scorso febbraio si occupava della gestione dei casi clinici nell’Unità riabilitativa territoriale. Con 26 anni di servizio, prima a Villa Salus a Mestre, poi nei reparti di Chirurgia e Medicina di San Donà e da tre anni in quello di Riabilitazione all’ospedale di Jesolo, dallo scorso marzo si è offerta per entrare in servizio nei reparti riservati ai pazienti positivi al Covid-19 aperti proprio all’ospedale di via Levantina.

La sua disponibilità a lavorare nel reparto riservato ai pazienti positivi al coronavirus è stata profondamente ponderata: come è nata?
In 48 ore, anche in virtù del mio ruolo, ho seguito assieme ai colleghi la trasformazione del reparto in Riabilitazione in un reparto di malattie infettive. Terminata la fase di allestimento, sono stata trasferita in un’altra ala dell’ospedale, anche perché ho una forma di asma. L’emergenza è aumentata rapidamente e sono stati allestiti altri reparti Covid. Avevo sotto gli occhi l’impegno dei miei colleghi: potevo fare altre scelte, ma di fronte a quello che stava accadendo ho sentito di dover fare la mia parte. Ho dato la mia disponibilità, mi sono bardata con la famosa tuta da astronauta e sono entrata in reparto.

Non deve essere stata una scelta facile…
Per niente. Due giorni prima di prendere servizio abbiamo perso una collega; da quel momento tutto è diventato ancora più difficile. Tra colleghi non abbiamo nemmeno potuto abbracciarci. E’ stato un colpo durissimo, ma sappiamo che lei è con noi e il suo ricordo ci dà una grande forza. Il gruppo di lavoro in queste settimane si è rafforzato notevolmente. A darci forza sono anche i tanti messaggi di chi è fuori e i tanti gesti di generosità che abbiamo ricevuto.

Come è nata la decisione di trasferirsi in un altro appartamento per tutelare la sua famiglia?
Dopo venti giorni di lavoro, a casa una sera ho avuto dei brividi e mi è salita la febbre. Ho fatto il tampone, che fortunatamente è risultato negativo. La paura è stata notevole, per me ma soprattutto per la mia famiglia. Il 2 aprile ho deciso di trasferirmi in un altro appartamento per tutelare i miei familiari: è un sacrificio enorme ma necessario. Non vedo mio marito, le mie due figlie e i nonni. E’ una scelta che stride con il nostro stile di vita, molte situazioni le diamo per scontate ma così non è. Ci sentiamo per telefono con delle videochiamate, per ora non possiamo fare altro.

Come è il rapporto con i pazienti?
L’inizio è stato traumatico ma l’ansia iniziale non c’è più. Facciamo, ovviamente, attenzione a tutto ma cerchiamo di parlare con loro, di confortarli e di instaurare un rapporto umano. Si tratta di persone preoccupate per la loro condizione ma anche per chi è fuori. Gli anziani sono le persone più vulnerabili, cerchiamo di parlare di quello che amano fare. E loro ormai hanno imparato a riconoscerci dai nostri occhi.

Per alcuni, inevitabilmente, siete anche l’unico contatto umano negli ultimi istanti di vita terrena…
E’ l’aspetto più straziante. I pazienti Covid non possono ovviamente ricevere alcuna visita. Noi cerchiamo, per quanto possibile, di essere vicini. Di fare un piccolo gesto di conforto, come se fossimo dei parenti.

Adesso come è la situazione?
Il numero dei contagi e dei ricoverati sta calando, sicuramente per effetto delle varie limitazioni. Dei quattro reparti aperti, ad oggi due sono attivi, uno è stato convertito in Riabilitazione e il quarto è sospeso in attesa, speriamo perpetua, di eventuali future emergenze.

Cosa ci lascia questa vicenda?
Credo che tutta questa storia ci abbia fatto da specchio, soprattutto su quello che eravamo. Mi auguro che d’ora in poi venga dato il giusto peso al nostro tempo e la giusta considerazione ai rapporti tra le persone.

Giuseppe Babbo

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È morto fra Luciano Pastorello. Per tanti anni alla Giudecca, di cui è stato anche parroco

Mar, 12/05/2020 - 09:28

È mancato, nelle prime ore di oggi martedì 12 maggio, festa di san Leopoldo Mandic, fra Luciano Pastorello.

Aveva 76 anni ed era stato parroco dell’Unità Pastorale della Giudecca, oltre a essere un frate Cappuccino noto e stimato a Venezia, dove ha operato per molti anni.

Fra Luciano era nato a Noventa Vicentina nel 1944. Aveva cominciato a camminare nell’Ordine dei frati Cappuccini a 16 anni. Già a fine degli anni ’60 era presente alla Giudecca, in veste di studente di teologia.
Era stato ministro Provinciale del Veneto-Friuli Venezia Giulia. Poi, dal 2014 fino a tre anni fa, parroco dell’Unità Pastorale della Giudecca.

Il Patriarca Francesco ha inviato un messaggio di condoglianze, esprimendo «vicinanza alla cara comunità cappuccina, cui assicuro uno speciale ricordo nella preghiera di suffragio per padre Luciano, che ho avuto modo di conoscere come parroco alla Giudecca».

 

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Le celebrazioni e il fondo di solidarietà: oggi il Patriarca in dialogo con i Vicari

Lun, 11/05/2020 - 20:52

Questo pomeriggio, lunedì 11 maggio, il Patriarca ha icontrato in video conferenza i vicari episcopali e foranei durante la quale, in un’ampia riflessione, si è discusso sulle modalità per determinare i passi della progressiva ripresa della vita ecclesiale e della celebrazione comunitaria della S. Messa.
Tra i vicari è maturato anche un confronto sul vademecum, di prossima pubblicazione da parte della Diocesi, per disciplinare le celebrazioni liturgiche con il popolo. Tutto ciò avendo sempre in mente un’attenta applicazione delle indicazioni sanitarie, cercando di affrontare assieme questa situazione in modo sereno e costruttivo.
Verso il termine dell’incontro il vicario episcopale per gli Affari Generali, don Fabrizio Favaro ha presentato il nuovo fondo di solidarietà “San Nicolò”, per il sostegno al reddito dei nuclei famigliari colpiti dalla crisi e il potenziamento degli aiuti alimentari.

Marco Zane

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Mira, da lunedì 11 maggio riapre il Centro San Martino: operativo l’emporio alimentare

Dom, 10/05/2020 - 15:36

Domani, lunedì 11 maggio,  riapre il Centro San Martino della Caritas veneziana a Mira Porte, con la sola attività dell’ emporio alimentare. Sarà operativo il lunedi, mercoledì, venerdì con orario 15-17 e mercoledi dalle 9 alle 11: quest’ultimo accesso è riservato solo per gli over 65.

Gli ingressi saranno contingentati e vanno rispettate le misure di sicurezza sanitaria: è necessario indossare la mascherina e i guanti monouso e possono entrare al massimo due persone per volta (un componente per famiglia). Nell’operazione di riapertura sono stati coinvolti anche la protezione civile e gli alpini.

“E’ importante continuare a sostenere il centro con le donazioni alimentari, molte sono già arrivate in questo periodo”, dichiara l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Mira, Chiara Poppi.

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Venezia, una giornata in Garage comunale a 12 euro per chi ha Venezia Unica

Sab, 09/05/2020 - 17:52

A partire da lunedì 11 maggio, in via sperimentale e su indicazione dell’Amministrazione Comunale di Venezia, presso l’Autorimessa Comunale di Piazzale Roma viene attivata una tariffa ridotta da € 12 (valida 24 ore) riservata ai possessori di Tessera Venezia Unica.

La tariffa è acquistabile on line su www.veneziaunica.it o direttamente alle casse dell’Autorimessa. Per accedere alla tariffa agevolata, sarà necessario mostrare la Tessera Venezia Unica presso le casse del garage. A Piazzale Roma è anche presente il Park Sant’Andrea con tariffa minima bioraria di € 7.

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Umanità e fede: il Patriarca Marco. Martedì 12, sesto anniversario della morte, il Patriarca Francesco guiderà una preghiera di suffragio (in diretta su Fb di GV)

Sab, 09/05/2020 - 16:44

Ricorre, nei prossimi giorni, il sesto anniversario della morte del cardinal Marco Cè: il Signore lo ha chiamato a sé il 12 maggio del 2014.
Quella sera il Patriarca Francesco, che stava pregando il santo Rosario presso il capello mariano della parrocchia di Villabona, fu raggiunto dalla notizia che il Patriarca Marco aveva terminato il suo pellegrinaggio terreno ed era entrato nella vita vera.
Nella presente situazione di emergenza, non è purtroppo possibile quest’anno riunirsi ecclesialmente nella Basilica di san Marco per celebrare la s. Messa. Il Patriarca Francesco guiderà un momento di preghiera di suffragio, alle ore 18.30 di martedì 12 maggio, in diretta facebook attraverso il profilo di Gente Veneta. Egli invita tutta la comunità diocesana ad unirsi spiritualmente in preghiera, anche attraverso i mezzi di comunicazione, per affidare l’anima dell’amato Patriarca al Signore e rendere grazie per il dono della sua bella testimonianza sacerdotale. Il Patriarca Francesco celebrerà inoltre la s. Messa del mattino, alle ore 6.20, in suffragio del Patriarca Marco, ringraziando il Signore del grande dono che è per il Patriarcato di Venezia e invita tutti i sacerdoti ad unirsi nella stessa intenzione nella celebrazione.

Per ricordare fede e umanità del Patriarca Marco, ecco un testo di chi lo ha conosciuto da vicino, fin dal suo ingresso a Venezia: mons. Gianni Bernardi.

Da sei anni il patriarca Marco è nella casa del Padre, dopo aver portato a compimento e a pienezza una lunga vita di fedeltà al Signore e di servizio alla Chiesa. In questi lunghi anni, che adesso sembrano brevissimi, i miei confratelli e io abbiamo imparato a conoscerlo, a stimarlo, a entrare in sintonia con lui, ad amarlo: anno dopo anno, per i 23 anni del suo governo pastorale e per i 12 della sua presenza nella vita diocesana. Cosa resta in noi di questi anni? Siamo invecchiati, ma ci resta tanto; ci resta quanto, pur con i nostri limiti, abbiamo colto come dono da parte sua. Un dono che rimane presente, vivo e ci dà ancora speranza per il futuro. Intendo mettere in evidenza alcuni aspetti:

La sua testimonianza di fede, grande eppure umile, e bella; il suo amore per il Signore Gesù Cristo, guardando al quale il patriarca, spesso, usava la significativa espressione «l’adorabile persona di Gesù»; il suo servizio carico d’amore alla Chiesa e l’appassionata attenzione alla vita degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Il primato, la centralità della Parola di Dio e dell’Eucaristia, che ci ha insegnato ad amare con la sua testimonianza diretta, con la sua gioia nell’ascoltare la Parola e con il suo modo di celebrare: ha recuperato così, per noi preti e per l’intera comunità, quanto già il santo papa Giovanni XXIII aveva, anche qui a Venezia, continuamente insegnato e mostrato con la sua vita: il Libro e il Calice, al centro della vita della Chiesa.

La dimensione orante della sua vita, la fedeltà alla preghiera della Chiesa e alla Liturgia; la sua paternità, il suo amore, la sua pazienza nei nostri confronti. Gli abbiamo dato motivi di sofferenza, anche profonda, ma, nella sua paternità, ha sempre cercato di non rompere, di mantenere dei legami, di portare ancora speranza.

Concretamente, poi, possiamo ricordare le sue precise attenzioni pastorali, che rimangono ancora di orientamento per noi: il sostegno alle parrocchie e al seminario, l’Opera Diocesana per gli Esercizi Spirituali e l’aver desiderato, per la nostra diocesi, una casa di spiritualità diocesana; l’attenzione agli sposi e alla famiglia e all’impegno dei laici nella vita della Chiesa e della società (Azione Cattolica, Gruppi di Ascolto, Scuola di formazione socio-politica…), l’amore per la Basilica di San Marco, che desiderava fosse realmente vissuta come la cattedrale della diocesi, la riscoperta delle fonti della nostra fede (anno laurenziano e anno marciano), le missioni, i poveri e gli ammalati… sempre in comunione con il papa e con i vescovi.

Ma accanto a ciò vorrei ricordare alcuni episodi dei quali sono stato testimone e che, a mio parere, mettono in luce la sua umanità e la sua fede.

Subito dopo il suo ingresso in diocesi, nel 1979, mi fu chiesto di fargli un saluto di benvenuto quando incontrò per la prima volta i preti veneziani; ho saputo successivamente che il saluto gli piacque, chiese chi fossi e pensò subito di portarmi in patriarchio, ad abitare con lui e con don Valerio, il suo segretario. Naturalmente, a me non disse nulla: io continuavo a essere cappellano nella parrocchia dei Carmini, a studiare filosofia e a insegnare in seminario. Alcuni mesi più tardi, in un colloquio mi disse che stava pensando a qualcosa a mio riguardo e mi fece qualche accenno vago, che mi mise un po’ in agitazione. Finché, in occasione del mio compleanno, mi fece pervenire un biglietto di auguri, gentilissimo e affettuoso, che mi fece molto piacere. Ma c’era un post scriptum: «Ho definito quella faccenda».

Aveva già preso la sua decisione a mio riguardo. Mi spiegò che era preoccupato che mi dedicassi troppo alla parrocchia e che non mi impegnassi nello studio: voleva che terminassi al più presto e in patriarchio avrei avuto la possibilità di farlo; mi disse che così avrei potuto anche dare una mano a don Valerio, che continuava ad essere assistente dei giovani di Azione Cattolica; ma disse anche un’altra cosa, inaspettata e bellissima: insieme, saremmo stati come una famiglia. E così fu, per nove anni: io avevo i miei impegni (la scuola in seminario, la conclusione degli studi, poi ho sostituito don Valerio in Azione Cattolica), ma celebravamo insieme la messa e i momenti di preghiera, mi aspettavano a pranzo e a cena, raccontavo le cose che mi capitavano e gli incontri che facevo… il patriarca diceva che in tal modo la mia presenza li aiutava a non parlare solo di problemi! Ho nostalgia ancor oggi di quel clima di familiarità autentica, segno e immagine della comunione che deve caratterizzare la vita della comunità cristiana.

Altri ricordi sono legati ai viaggi che facevamo d’estate, quel bel gruppo di amici di cui faccio parte; qualche volta il patriarca accettò di venire con noi. Personalmente, mi porto nel cuore due episodi avvenuti durante il viaggio in Georgia e Armenia nel 2002: da pochi mesi il cardinal Cè era patriarca emerito. In visita al monastero di Khor Virap, in Armenia, accettò di salire con noi sulla cima di un piccolo colle, dal quale si godeva la vista del bellissimo panorama del monastero sullo sfondo del monte Ararat. Trovammo lì un gruppetto di ragazzi, della minoranza curda yazida, che vendevano colombe da liberare: si sapeva che era un imbroglio, in quanto gli uccelli, addestrati, una volta liberati sarebbero tornati dai loro proprietari… Ma il patriarca volle ugualmente dare un po’ di soldi: voleva, con semplicità, far contenti quei ragazzi!

Un altro giorno, dopo aver visitato il tempio ellenistico di Garni, con un’amica e il patriarca ci sedemmo all’ombra di un albero frondoso per riposare e ripararci un po’ dal caldo. A un certo momento il patriarca si rivolse a me, con un sorriso furbo, e mi disse: «Gianni, goditi bene questi giorni, perché la tua libertà sta per finire». Si riferiva al fatto che il suo successore, il patriarca Scola, avrebbe certamente preso delle decisioni, che avrebbero cambiato la mia vita. Così fu: dovetti lasciare l’Azione Cattolica e gli Esercizi Spirituali perché Scola mi scelse come suo vicario episcopale per la cultura… Il patriarca Marco era stato profeta!

Tra di noi amici è rimasto famoso il viaggio in Egitto, nel 2004: andò perduta, insieme a un’altra, la valigia del patriarca (gli fu recapitata quattro giorni dopo il ritorno, a casa). Noi, tutti agitati e preoccupati, eravamo colpiti dalla sua serenità: con grande pazienza accettò di girare con noi per negozi, in cerca anche di camicie e pantaloni, oltre a tutto il resto… L’esperienza, che chiunque avrebbe vissuto con disappunto, disagio e molta impazienza, fu invece affrontata dal patriarca con una certa tranquillità e, con un po’ di ironia, ci diceva: «Avete visto? Si può viaggiare anche senza valigia, anzi, è meglio così: niente fastidi e niente pesi…».

Una bella umanità illuminata dalla fede, quella del patriarca Marco: il desiderio di comunione, di far famiglia, l’attenzione agli altri (particolarmente ai piccoli), la semplicità e la fiducia nella Provvidenza hanno davvero caratterizzato la sua vita di cristiano mite e forte. Lo ricordo con immutato affetto.

Don Gianni Bernardi

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