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Ecco Splash, il tema del Grest 2021

Sab, 10/04/2021 - 07:38

E’ come se fosse rimasto nel freezer per un anno. Ma ora è pronto ad essere scongelato e… a fare “Splash”. E’ il tema del Grest realizzato da Pastorale dei Ragazzi, Pastorale Giovanile, con il supporto dell’assessorato alla Coesione Sociale, rimasto in stand by per un anno. Nel febbraio del 2020, infatti, era tutto pronto e mancava pochissimo alla presentazione ufficiale del tema del Grest diocesano quando, come ben si sa, scoppiò la pandemia. E il Grest finì in congelatore. In estate, lo scorso anno, le parrocchie riuscirono – chi più, chi meno – a organizzare alcune settimane di gioco e condivisione con bambini e ragazzi, grazie alla temporanea tregua lasciata dal Covid. Ma proprio perché si trattava di esperienze limitate nel tempo e negli spazi, si preferì rimandare a momenti migliori il materiale diocesano. E ora “Splash” è pronto per animare a tutti gli effetti l’estate nei patronati, con una proposta che mira alla riscoperta del Battesimo. Splash, ovvero un tuffo, in questo caso nella libertà: «Immergersi nell’acqua del Battesimo ci rende figli, ci rende aperti alla gioia», spiega il responsabile della Pastorale dei Ragazzi don Fabio Mattiuzzi. Sua come sempre l’ideazione del tema, l’elaborazione di storie e personaggi, così come è sempre del sacerdote la creazione delle musiche e delle canzoni che accompagnano il Grest diocesano.

Un viaggio con i personaggi dell’Antico Egitto. Stavolta l’immersione, è il caso di dirlo, è nel mondo dell’Antico Egitto attraverso 30 piccole puntate, gestibili in modo flessibile a seconda delle esigenze, con personaggi, giochi, schede, percorsi quotidiani di preghiera. «La storia ambientata nell’antico Egitto – spiega ancora don Fabio – è il cammino fatto alla riscoperta delle sorgenti del Nilo come punto di partenza di tutta la ricchezza di un popolo. Splash è la voglia di riscoprire quando sia bello tuffarsi nell’amore della Chiesa che trova la sua sorgente in Dio. La storia e le attività ad esse collegate andranno a evidenziare come la forza interiore non può essere scalfita da tante apparenze».

Già disponibile e scaricabile l’app. Una storia, con tutti i materiali collegati, che è già disponibile e scaricabile mediante l’app “Grest 2021”, mentre la playlist intitolata “Happy Hope” sarà a breve pubblicata sul canale Youtube Daigomusic, il partner che da anni assiste don Mattiuzzi nel lavoro musicale di composizione e registrazione. Qui si troverà anche un video tutorial per l’inno e per un ballo «un po’ strano», come sottolinea don Fabio. La scelta di confermare l’utilizzo di una app, spiega poi il sacerdote, «viene dalla necessità sempre più forte di interagire con responsabili e animatori, in modo da poter essere a disposizione e al servizio dei vari grest. Inoltre aggiunge – vorremmo, attraverso l’aiuto degli animatori, giungere con questo strumento anche ai ragazzi e ai genitori, per farli più partecipi di questa esperienza estiva». Tutto è pronto, dunque, e rispetto a dodici mesi fa c’è la sensazione che l’estate 2021 potrà essere migliore rispetto alla precedente, grazie soprattutto alla campagna di vaccinazione anti Covid. «Non guardo a quello che abbiamo perso l’anno scorso, preferisco guardare avanti, sapendo che c’è una consapevolezza diversa, c’è più ottimismo per quello che sarà. Ovviamente dovremo applicare tutti i protocolli sanitari che ci verranno indicati, ma – chiude don Mattiuzzi – sono convinto che sarà tutto diverso».
Serena Spinazzi Lucchesi

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Operatori dell’assistenza domiciliare: oggi 200 vaccinati a Mestre

Ven, 09/04/2021 - 15:36

Assistenza domiciliare protetta dal virus SAR-COV-2. La seconda dose di vaccino anticovid è stata inoculata, oggi, venerdì 9 aprile, ad oltre 200 operatori sociosanitari addetti all’assistenza domiciliare.

La sede vaccinale è stata allestita al teatro Mabilia del Centro Servizi Antica Scuola dei Battuti in via Spalti a Mestre. Al momento dell’ingresso è stata rilevata la temperatura corporea a tutti gli operatori e, ad inoculazione avvenuta, è stato consegnato ad ognuno il certificato vaccinale.

La somministrazione dei vaccini è avvenuta, grazie alla collaborazione con il personale sanitario dell’aulss 3 Serenissima, mentre per la gestione delle operazioni è intervenuta anche la Protezione Civile di Venezia.

L’assistenza domiciliare, garantita dal Comune di Venezia ad anziani e disabili, che rientrano nei parametri previsti, è di fatto esercitata da operatori ed operatrici di Fondazione Venezia Servizi alla Persona, ente che fa parte di IPAV Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane.

Fondazione Venezia conta oltre 200 operatori socio sanitari che assistono circa mille utenti nel loro domicilio per la cura della persona.

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Vaccinazione nell’Ulss 3: scarseggiano le dosi, lunedì 12 e martedì 13 stop alle iniezioni

Ven, 09/04/2021 - 14:06

Gli operatori dell’Ulss 3 Serenissima hanno somministrato anche ieri più di 5100 dosi di vaccino. “Ma sulla macchina che abbiamo a disposizione – sottolinea il Direttore Generale Edgardo Contato – viaggiamo ormai con il piede dell’acceleratore alzato, come quando sei in riserva. Manca la benzina, perché mancano i vaccini. E questo è sconsolante”.

Gli operatori della farmacia e della programmazione, spiega il Direttore Generale, hanno fatto e continuano a fare l’impossibile per proseguire il lavoro utilizzando ogni giacenza: “Siamo impegnati a garantire tutte le persone che hanno un vaccino prenotato, e nessuno di coloro che hanno un appuntamento tornerà indietro senza il suo vaccino. E poi dobbiamo portare ogni attenzione e garantire coloro a cui è necessario somministrare la seconda dose, che non può essere rimandata. Ma oltre a questo potremo fare ben poco: mentre siamo già in grado di effettuare 5000/6000 vaccinazioni al giorno, lunedì prossimo ci troveremo ad una disponibilità uguale a zero; avremo due giorni di fermo, e poi mercoledì riceveremo le nuove forniture. Possiamo contare che per la prossima settimana ci arrivino 16 mila dosi di Pfizer e meno di 2 mila dosi di AstraZeneca…”. Basta fare un semplice conto per comprendere che in tre giorni l’Azienda sanitaria sarebbe in grado di somministrarle tutte, per poi restare di nuovo priva di disponibilità. “Stiamo quindi aprendo, con oculatezza – ha spiegato il responsabile della campagna vaccinale, il dottor Luca Sbrogiò – nuove limitate possibilità di prenotazione, distribuendole nelle varie sedi per venire incontro in modo uniforme alla richiesta di tutti i territori”.

AstraZeneca per gli over 60 e per la seconda dose. A complicare il lavoro dei vaccinatori torna la vicenda AstraZeneca: “Al di là del fatto che in questo momento abbiamo una fornitura limitatissima di questo vaccino – sottolinea il Direttore Contato – la lunga questione sul suo utilizzo non aiuta sicuramente. L’Ulss 3 Serenissima lo somministra nei suoi punti vaccinale seguendo rigorosamente le indicazioni delle agenzie del farmaco e del Ministero: viene utilizzato per chi ha già ricevuto la prima dose, che avrà garantita a tempo debito la seconda, e per tutti gli ultra sessantenni. Le conclusioni tratte dagli organi di valutazione competenti certificano che il suo utilizzo dà vantaggi enormi rispetto ai rischi collegati, che sono infinitamente minori”.

Over 80: entro aprile vaccinati tutti quelli che lo desiderano. Dall’Azienda sanitaria viene una rassicurazione forte agli anziani e ai loro familiari: “Con ogni dose disponibile – ha detto il Direttore Contato – siamo impegnati a vaccinare la fascia più anziana. Entro il mese, tutti gli over 80 che sono disponibili alla vaccinazione o si saranno iscritti attraverso il CUP e il portale, o saranno chiamati dai nostri operatori per effettuare insieme l’adesione, o saranno vaccinati a domicilio: tutti saranno raggiunti con certezza, e resteranno senza vaccino solo quelle persone che diranno espressamente il loro rifiuto”.

Operatori sanitari: vietato rifiutarsi. Rifiuto che non è consentito, invece, agli operatori sanitari: “Regole stringenti sono state introdotte quanto alla vaccinazione di chi lavora nelle strutture sanitarie – ha spiegato il Direttore Sanitario, il dottor Giovanni Carretta – e ci attendiamo che tutti coloro che fin qui hanno aspettato, o sono stati titubanti, ora aderiscano alla proposta. Si tratta di un imperativo etico, prima ancora che di legge: gli operatori sanitari sono a contatto con i pazienti, e anche con i pazienti Covid, che sono circa 2000 nei soli ospedali dell’Ulss 3; e non si può pensare che chi si avvicina ad un degente o ad un malato con l’intento di curarlo, possa essere contemporaneamente un potenziale portatore del virus”.

Calano i contagiati, ancora tanti i ricoverati. Dati consolanti arrivano dall’andamento dell’epidemia: “Ci pare di poter rilevare un calo dei contagi – ha sottolineato Luca Sbrogiò – che starebbe ad indicare che anche questa terza fase va via via diminuendo la sua intensità. Al calo dei positivi rilevati sul territorio corrisponde sempre, con una latenza di una settimana circa, anche un calo dei ricoverati. Calo che sarebbe importante per le nostre strutture, dove oggi sono ricoverati 272 pazienti affetti da Covid-19, 29 dei quali sono in condizioni critiche”.

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Centri Estivi Morosini: tariffa ridotta del 10%

Ven, 09/04/2021 - 11:48

Centri Estivi al “Morosini” degli Alberoni: tariffe ridotte del 10 per cento, rispetto alle quote del 2020, per andare incontro alle famiglie in un momento di crisi economica. E’ questa la scelta adottata dal consiglio d’amministrazione dell’Istituzione Centri Soggiorno del Comune di Venezia, su indicazione della presidente Anna Brondino: «Stiamo lavorando con impegno per confermare, anche quest’estate, i Centri estivi per bambini e ragazzi a partire dal 14 giugno – spiega – e i soggiorni per gli anziani dal 5 luglio in poi. Le settimane di vacanza per gli anziani sono in programma, non solo agli Alberoni, ma anche in montagna nella nostra casa di Lorenzago di Cadore. Per i Centri estivi sono previsti sei turni. E’ ovvio che, in questa fase, tutti i nostri sforzi sono dedicati a fare in modo che tutto possa svolgersi in condizioni di massima sicurezza e serenità, nel rispetto dei protocolli vigenti, in maniera tale che le famiglie che ci affidano i loro figli possano stare tranquilli. Le iscrizioni non sono ancora aperte, ma presto forniremo tutte le indicazioni, poi sarà sufficiente telefonare al Morosini per avere tutte le informazioni più dettagliate».

Organizzazione in corso. Il “cantiere” organizzativo comunque è già in piena attività. «Stiamo aprendo i bandi per il reclutamento del personale – continua la presidente – la previsione è quella per ogni turno di mettere a disposizione delle attività un educatore ogni 12 partecipanti. Durante la convivenza con il virus lo scorso anno il rapporto era di un adulto ogni 7 ragazzi. L’idea è quella di tornare ai numeri pre-Covid. Naturalmente l’impostazione dovrà essere flessibile. E dovremo essere pronti ad adeguarci qualora cambino le cose e arrivino nuovi protocolli. Lavoreremo anche per potenziare i collegamenti tra la terraferma e gli Alberoni, in modo da essere più facilmente raggiungibili. Insomma, c’è entusiasmo e il desiderio di offrire un servizio qualificato per le famiglie che stanno vivendo un momento difficile. Vogliamo essere al loro servizio e sappiamo di poter contare su strutture all’altezza e su un team ben qualificato».

Attività in spiaggia. Le attività ludiche, ma anche formative con laboratori a misura di bimbo, saranno all’aria aperta, sulla spiaggia. C’è anche l’obiettivo di offrire un progetto inclusivo, aperto ai diversamente abili. Un programma ricco e coinvolgente. I turni potranno coinvolgere, per ogni ciclo, circa una settantina di iscritti. (L.M.)

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Porto Marghera: chiuso il cracking, Eni annuncia due nuovi impianti entro il 2024. E il Governo promette controllo

Gio, 08/04/2021 - 22:04

Un nuovo impianto per la produzione di idrogeno da gas metano, da rendere operativo entro il 2023. E un nuovo impianto, attivo nel 2024, per produrre alcol isopropilico, da usare poi nell’industria farmaceutica e nella cosmesi.

Sono i due siti produttivi che Eni intende realizzare nell’area industriale di Porto Marghera, dopo la chiusura dello stabilimento del cracking, il cui stop è previsto fra circa un anno, nella primavera 2022.

Sono i passaggi più ravvicinati della programmazione industriale di Eni nell’area veneziana: li ha descritti oggi in Senato il ministro per lo sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rispondendo all’interrogazione proposta dai senatori Boldrini, Malpezzi e Ferrazzi.

C’è una preoccupazione, infatti, che prende origine dall’annunciata chiusura degli impianti cracking del Petrolchimico; un addio all’impianto che fra un anno potrebbe mettere in crisi l’occupazione degli attuali 380 addetti, con un effetto domino sugli stabilimenti e l’occupazione delle aree industriali collegate di Mantova, Ferrara e Ravenna.

«Eni – afferma però Giorgetti in aula – assicura che Marghera è un sito fondamentale per realizzare la transizione che porterà l’azienda a un totale abbattimento delle emissioni climalteranti entro il 2050».
L’evoluzione della situazione e la verifica dei passaggi annunciati – continua il ministro – sarà inoltre oggetto dell’attenzione del Governo: «In particolare, la competenza sarà soprattutto del ministero per la transizione ecologica, guidato dal ministro Cingolani».

Un annuncio che trova il gradimento dei senatori che hanno proposto l’interrogazione: «A patto – precisa il senatore mestrino Andrea Ferrazzi – che non ci si fermi all’enunciazione di principi, ma si precisi nei dettagli, da parte di Eni, il piano industriale, chiarendo tempi, soldi, modalità dei vari interventi, con attenzione alle ricadute occupazionali e sociali che essi comporteranno. E perché questo accada, serve che Eni coinvolga i territori nel suo progetto, mettendo al centro della sua strategia la sostenibilità sociale». (G.M.)

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I gondolieri presentano il primo tour virtuale di Venezia in gondola

Gio, 08/04/2021 - 21:08

“In questo tour portiamo tutta la nostra categoria di gondolieri”: così Tommaso Luppi inizia il primo tour virtuale di Venezia in gondola. Giovedì 8 aprile è stata proposta, dallo stazio del Molo di San Marco, una diretta Instagram per il pubblico del web che ama la Città lagunare ma che in questo periodo di emergenza sanitaria non può venire a visitarla.

All’account @gondolasanmarco, alle ore 16.30, è stata avviata l’iniziativa che potrebbe essere ripresa e riproposta anche dagli altri stazi di Venezia, ognuno con un suo itinerario nell’unicità dei rii e canali di Venezia.

Quella che si è vista nel video è stata una Venezia particolare, senza turisti e moto ondoso, più romantica e silenziosa di quanto si è abituati a vedere. La visita si è diramata tra Rio della Canonica, Palazzo Cappello, Ponte dell’Ovo, Canal Grande, Ponte di Rialto, Fontego dei Tedeschi, per poi rientrare verso il punto di partenza, San Marco, non senza prima essere passati per Palazzo Grimani, Palazzo Zorzi ed infine l’albergo Danieli.

Le bellezze della città sono state accompagnate da numerose spiegazioni sul funzionamento e la struttura della gondola e nozioni di storia locale. «Una gondola è lunga 11 metri e il suo remo è posizionato nella parte posteriore» racconta il gondoliere Nicola. «Il fondo della gondola è piatto e permette di passare anche nei canali quando c’è bassa marea».

Passando sotto il suggestivo Fontego dei Tedeschi, fino a qualche tempo fa sede centrale delle Poste Italiane e ora centro commerciale, il racconto continua: «Il fontego era una casa concessa in uso dalla Serenissima ai tedeschi, per consentire il controllo e lo scambio delle merci».

In una giornata soleggiata e ventosa, tra curiosità e viste mozzafiato, si è svolto il primo tour virtuale di Venezia in gondola, della durata di circa un’ora. Esempio, questo, di una città ancora viva e propositiva nonostante le restrizioni dovute alla pandemia in corso. I gondolieri non sono nuovi a iniziative di divulgazione e protezione della città di Venezia: si sono per esempio distinti per la pulizia dei canali dalle plastiche sia galleggianti che sui fondali.

La diretta si è chiusa con l’invito e la speranza di poter ricominciare ad effettuare i tour nuovamente dal vivo. «La diretta è stata realizzata per condividere questo momento di difficoltà. Speriamo di vedervi al più presto qui dal viv»”. Il video rimane visibile all’account Instagram @gondolasanmarco.

Maria Giovanna Romanelli

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Da mercoledì 7 aprile una navetta ogni 15 minuti per raggiungere il Palaexpo e vaccinarsi

Mar, 06/04/2021 - 12:39

Da domani, mercoledì 7 aprile, prende il via il servizio navetta messo a disposizione dal Gruppo Avm, su indicazione del Comune di Venezia e in collaborazione con l’Ulss 3 “Serenissima”, dedicato al trasporto delle persone dirette al centro vaccinale allestito al PalaExpo nel padiglione fieristico “Aquae”. La navetta è collegata con interscambio alle linee del trasporto Avm/Actv garantendo la piena accessibilità da tutto il territorio veneziano.

Il servizio è attivo dalle 8:17 (prima partenza da Piazza XXVII Ottobre) alle 20:50 (ultima corsa da Padiglione “Aquae” – PalaExpo) con partenze ogni 15 minuti (quattro corse all’ora) dal Padiglione “Aquae” e fermate in transito a Orlanda – San Giuliano, San Marco – Forte Marghera, Piazza XXVII Ottobre D4 (Finanza), Della Libertà – Fincantieri.

L’accesso da Venezia è garantito tramite interscambio con tutte le linee in partenza alle fermate Orlanda – San Giuliano, San Marco – Forte Marghera (T1) e Della Libertà – Fincantieri. Allo stesso modo, il centro di Mestre è ampiamente coperto dall’interscambio possibile con tutte le linee in transito a Mestre Centro – Piazzale Cialdini rispetto alla fermata di Piazza XXVII Ottobre D4 (posta vicino alla caserma della Guardia di Finanza).

La stessa fermata copre anche le percorrenze dall’area nord est della città (Dese, Favaro, Campalto, Tessera, Terraglio, Zelarino e Trivignano). La fermata Della Libertà – Fincantieri, infine, rappresenta il punto di riferimento per Carpenedo (linea 2), Marghera, Malcontenta e Chirignago-Miranese.

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Agesci, la base di Mazzorbetto festeggia il 40°

Mar, 06/04/2021 - 10:30

Mazzorbetto, l’isola base degli scout veneziani dell’Agesci, festeggia 40 anni. Era il giugno 1981 quando per la prima volta l’isola, allora in uno stato di profondo degrado e abbandono, venne affidata agli scout veneziani. Da allora di strada ne è stata fatta molta e domenica 6 giugno questo significativo compleanno verrà celebrato ospitando in isola l’assemblea di Zona dei capi scout veneziani. Sarà questo uno degli appuntamenti che, di fatto, lancerà la programmazione estiva. E se il Covid allenterà la presa, sono già tantissimi i gruppi che si sono prenotati, come conferma Giovanni Toni Quagliati, da sempre coordinatore e referente della Base sull’isola: «Da fine giugno fino a metà settembre le prenotazioni sono al completo, con richieste giunte anche dall’estero.

Il Covid non ha rallentato le richieste, anzi c’è fiducia e molta voglia di ripartire. La nostra assemblea di Zona, invece, ai primi di giugno, sarà l’occasione per ricordare i quarant’anni di attività dal rilascio, da parte del Comune di Venezia, della prima concessione. Pensiamo, con umiltà, di aver fatto del nostro meglio nella gestione e valorizzazione dell’isola». E infatti l’isola, attraverso quattro decenni, è diventata un importante punto di riferimento per l’accoglienza dei gruppi e le attività educative rivolte a gruppi scout e non, parrocchie, e scuole. Tra le curiosità, una recentissima: «Una decina di giorni fa – racconta Quagliati – abbiamo ricevuto la visita in isola di una troupe della televisione belga. Sono arrivati in kayak con l’intento di girare un documentario sulla laguna nord. Racconteranno anche della nostra isola e siamo felici di questa ribalta internazionale». Anche a Pasqua erano in programma diverse attività che sono state rimandate a causa del virus e delle limitazioni da zona rossa. L’obiettivo è quello di ripartire, con le necessarie precauzioni, ai primi di giugno. Tra gli appuntamenti è previsto anche un campo per le “Piccole Orme” a cui si tiene in modo particolare. (L.M.)

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Veneto, superato il primo milione di dosi di vaccino anti Covid iniettate

Mar, 06/04/2021 - 08:37

Superato il primo milione di dosi di vaccino in Veneto. Ieri, lunedì 5 aprile, la giornata si è chiusa a un milione e 3mila dosi inoculate. Lo segnala direzione prevenzione della Regione Veneto.

Questo significa che il 14,8% della popolazione è stato raggiunto da almeno una iniezione per immunizzare dal Covid 19. Sono quasi 280mila, il 5,7% dei veneti, coloro che hanno invece completato il ciclo vaccinale con il richiamo.

Il dato migliore riguarda gli ultraottantenni, che che nel 75% dei casi sono stati vaccinati. Male, invece, le persone fra 70 e 79 anni, con percentuali ancora bassissime.

La settimana che si è chiusa con Pasqua è stata da record per numero di dosi iniettate: nell’intera ragione sono state 179mila. La settimana che si è aperta, invece, probabilmente risentirà delle forniture modeste.

Nel Veneziano, da segnalare le 129mila dosi già somministrate nell’Ulss 3 e le 42mila nell’Ulss 4 Veneto orientale.

Il Veneto, infine, è la regione che, dopo la Toscana, ha segnato, la settimana scorsa, il maggior numero di vaccinazioni ogni 10mila abitanti: sono state 49 (Lombardia 31 e Sicilia 25, per fare un paio di confronti).

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Moltmann: il dramma del Covid dà voce alla speranza cristiana

Lun, 05/04/2021 - 06:55

L’ora della speranza cristiana. In una Europa che cambia, la Croce diventa la strada per purificare la speranza e vivere un autentico ottimismo cristiano, che apre al dialogo e al rinnovamento.
Questo l’invito che il professor Jürgen Moltmann propone meditando, in questo tempo di pandemia, sulla speranza che viene dalla fede.
Moltmann è uno dei più grandi teologi viventi: la sua opera, a partire dagli anni ’50 del Novecento, ha dato un grande contributo al rinnovamento del pensiero teologico. In questi giorni si trova a Venezia ed è stato accolto dal Patriarca Francesco sia per la celebrazione dei 1600 anni di Venezia, sia in una udienza privata lo scorso 26 marzo.

Qui e nella foto di apertura Jurgen Moltmann, accompagnato dalla figlia Friederike, a Venezia, in visita al Patriarca Francesco

Professore, nel contesto che stiamo vivendo l’uomo pensa e guarda ad una speranza fondata solo sulla tecnica e sulla medicina. In tutto il mondo l’attesa dei vaccini è stata attraversata da tensioni e polemiche. In questo contesto di fragilità dell’uomo quale ruolo possono giocare i cristiani?
Nei primi tempi della pandemia di Coronavirus è stata innescata una ondata di aiuti, solidarietà e carità fraterna. La speranza era fondata sulle previsioni scientifiche. Nel secondo tempo della pandemia queste previsioni sono diventate più incerte, dato che i risultati scientifici cambiavano. Era arrivata l’ora della speranza cristiana: “Se dovessi camminare in una valle oscura (in tedesco: “Valle dei morti”), non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”.

Forse le comunità cristiane d’Europa dovrebbero tornare a far “immaginare” la speranza?
Nel XIX secolo le potenze europee sono state aggressive e hanno cercato di dominare il mondo. Questo è cambiato totalmente. In seguito c’è stato un cambio, dall’“aggressione” alla “attrazione”. I paesi europei sono diventati infatti attrattivi per milioni di migranti. Questa è la nuova Europa. La cristianità può sopravvivere solo grazie all’ecumenismo, per cui anche la Chiesa Cattolica deve diventare più ecumenica: le Chiese dell’Ovest devono intensificare il dialogo con le Chiese dell’Est.

In una sua Lectio magistralis a Bergamo nel 2015 ha detto: “I cristiani sono capaci di futuro”. Queste sue parole sono oggi ancor più attuali: nelle sfide attuali i cristiani come possono nuovamente essere capaci di futuro?
I cristiani sono pronti per il futuro quando sperano nel Regno di Dio per questi tempi e nella Risurrezione per l’eternità. Per molto tempo la speranza nel tempo presente è stata la fede nel progresso e si è contratta e ridotta la fede nell’eternità. Questo è falso. Gesù ha annunciato il Regno di Dio e così facciamo anche noi Cristiani.

Ci avviciniamo alla Settimana Santa e alla Santa Pasqua. Contempleremo per alcuni giorni il mistero della Croce gloriosa del Signore e il mistero della Risurrezione. La croce non è forse il modo per non vivere la speranza cristiana come un falso ottimismo?
“Ave Crux, Unica Spes”. Salve Croce, unica speranza in questi tempi difficili. La speranza cristiana viene “purificata” dalla Croce di Cristo e attraverso essa, come ha detto il Patriarca Francesco Moraglia. Non c’è fondamento per un falso ottimismo. Per il pessimismo è troppo tardi. In questa Settimana Santa noi cristiani troviamo la speranza nella Pasqua del Signore Risorto che ci dà la forza per affrontare le difficoltà future.

Marco Zane

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