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Aggiornato: 2 ore 23 min fa

Regole condivise per riaprire asili nido e materne in Veneto: primo incontro in Regione e primo elenco di proposte

Gio, 23/04/2020 - 21:09

Ambienti sanificati, fornitura a tutti i dipendenti di mascherine e gel, garanzia del monitoraggio sanitario, misurazione della temperatura quotidiana, cambio quotidiano del vestiario, igienizzazione delle calzature. I gruppi-classe, inoltre, non dovranno superare i 15 bambini, dovranno essere previste fasce orarie ‘allargate’ per ingresso e uscita in modo di evitare assembramenti, attenzione ai contatti, allontanamento immediato in caso di eventuali sintomi e riammissione sorvegliata accompagnata da presentazione del certificato medico.

I rappresentanti dei servizi per l’infanzia e delle scuole paritarie (Fism, AssoNidi, Aninsei Confindustria) e il presidente Anci Veneto hanno formulato le prime proposte per riorganizzare ambienti e vita educativa nelle scuole e nei servizi dell’infanzia secondo criteri di sicurezza, in vista di una riapertura.

La Regione Veneto, infatti, in vista della fase 2 intende avviare in via sperimentale la riapertura di servizi e scuole per i bambini 0-6 anni, Questo l’obiettivo del primo confronto tra gli assessori alla sanità e sociale, Manuela Lanzarin, e alla scuola, Elena Donazzan, l’Ufficio scolastico regionale e i responsabili e gestori delle scuole statali, paritarie e private dell’infanzia, che ha coinvolto anche i sindaci (Anci), il dipartimento regionale di prevenzione sanitaria e la federazione dei pediatri di base (Fimp).

Al centro del confronto i bisogni dei circa 140 mila bambini under 6 del Veneto che, prima dell’emergenza sanitaria, frequentavano un nido o una scuola per l’infanzia. In Veneto, infatti, un quarto (25.673) dei bambini della fascia 0-3 anni, frequenta un nido o un servizio per la primissima infanzia. E nella fascia 3-5 anni, sei bambini su 10 frequentano una delle 1119 scuole d’infanzia paritarie (per un totale di 73.518 bambini), e 41.377 sono iscritti ad una scuola d’infanzia statale.

“I bambini sono i primi ad aver bisogno di uscire, socializzare e ritrovare i loro coetanei – ha premesso Manuela Lanzarin – E i genitori, per poter rientrare al lavoro, devono risolvere in via prioritaria il problema a chi affidare i propri figli. Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere le prime a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità. E non dovranno farsi trovare impreparate: già da ora dobbiamo studiare regole e protocolli per sperimentare un ritorno alla normalità nella scuola, a cominciare dalla prima infanzia ”.

La Regione Veneto intende intervenire, evitando soluzioni fai-da-te e offrendo ai più piccoli luoghi ed esperienze sicure e controllate, per cercare un ritorno ‘controllato’ alla normalità.
“Il rischio zero non ci sarà mai – ha premesso l’assessore alla sanità – tutti dobbiamo imparare a convivere con il virus prendendo gli accorgimenti necessari ed individuando le soluzioni migliori per rispondere ai bisogni dell’infanzia e delle famiglie; bisogni che non sono solo sanitari, ma anche educativi, pedagogici, di socializzazione e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

Anche per l’assessore regionale alla scuola “è necessario ragionare su un approccio possibile, guardando ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie”. “Tutte le regioni italiane si stanno interrogando su modalità, tempi e prospettive del riavvio dell’attività scolastica – ha sottolineato Elena Donazzan – Il Veneto potrebbe essere la prima regione a definire un protocollo sanitario condiviso: abbiamo già maturato una positiva esperienza sotto il profilo sanitario, che ci conforta e ci autorizza a guardare all’immediato futuro con fiducia. Regressione, conflitto, atteggiamenti oppositivi sono i sintomi già evidenti dei disagi profondi vissuti dai bambini in questa fase presenti. I bambini più piccoli difficilmente beneficiano della didattica a distanza. Ma anche i ragazzi delle scuole medie, che vivono una fase di crescita ad alta conflittualità familiare, soffrono di questa fase di segregazione e hanno bisogno di tornare a vivere esperienze educative di socializzazione, possibilmente valorizzando anche i mesi di giugno, luglio e agosto. Dobbiamo ragionare con lungimiranza e in prospettiva tenendo conto non solo del rischio sanitario, ma anche di quelli educativi, e dei problemi economici delle famiglie”.

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Case di riposo nel Veneziano: dimezzati in otto giorni i positivi tra gli ospiti, oggi al 4,9%

Mer, 22/04/2020 - 21:49

Casi positivi in calo nelle case di riposo del territorio dell’Ulss 3 veneziana. Ad oggi, mercoledì 22 aprile, nelle 31 strutture afferenti al territorio della Ulss 3, si nota una diminuzione dei casi positivi pur essendoci alcune strutture, costantemente attenzionate dalla Ulss stessa, che presentano un numero più importante di positivi rispetto ad altre.

Il 14 aprile scorso, su 3.479 ospiti, si rilevavano 315 casi di positivi (9,05%), mentre oggi, 22 aprile, se ne evidenziano 170 (4,89%).

Stesso calo lo si nota per gli operatori dove, su 3.560 operatori, il 14 aprile, si evidenziavano 137 casi positivi (3,85%) e oggi, 22 aprile, 94 (2,64%).

Nell’83,87% delle Case di Riposo si riscontrano meno di 6 positività: sul 64,52% di case di riposo ci sono attualmente 0 positivi; sul 19,35% si rivela un numero di positivi da 0 a 10; su 12,90% (le quattro case di riposo maggiormente attenzionate in questo momento quali la Casa di Riposo Casson di Chioggia, il Nazaret di Mestre, la Residenza di Fiesso e quella di Mira) si registrano da 11 a 50 casi positivi.

«Ricordiamo per chiarire meglio la questione – afferma il Direttore Generale della Ulss 3, Giuseppe Dal Ben – che la positività non coincide per forza con la gravità del quadro clinico. La gravità ce la forniscono i sintomi che, più gravi sono, più ci costringono al ricovero ospedaliero. Attualmente, anche se alcune strutture presentano più casi di altre, va detto che tutto sommato la maggior parte non è grave».

Gli screening sugli ospiti e sugli operatori non sono cessati e continuano in maniera ciclica per tenere sotto controllo l’andamento dei contagi: gli operatori della Ulss 3 ne eseguono circa 600 al giorno. Parallelamente, a dare supporto negli screening, ci sono anche gli operatori delle Case di Riposo che sono stati opportunamente formati (57 attualmente).

L’Ulss, nell’affiancare queste strutture che, si ricorda, sono residenze indipendenti e autonome dal punto di vista gestionale anche se per lavorare con il SSN hanno un contratto con l’Azienda sanitaria, ha aiutato anche a reperire del personale: 15 tra infermieri e OSS dipendenti della Ulss 3 e altri 17 operatori di cooperative introdotti nelle Case di Risposo attraverso l’aiuto dell’Ulss.

L’Azienda sanitaria, inoltre, incontra quotidianamente i medici coordinatori di tutte le Casa di Riposo, e lo supporta attraverso varie figure professionali come i referenti distrettuali, i responsabili delle Cure Primarie, il personale del Servizio di Igiene Pubblica e i professionisti ospedalieri della Ulss come il geriatra e l’infettivologo. “La presenza della Ulss 3 – ha aggiunto il DG – nelle Case di Riposo – è costante e pesante. Perché andiamo a verificare se quanto da noi indicato sia stato anche attuato”.

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Veneto, in due mesi persi 50mila posti di lavoro a causa dell’epidemia

Mer, 22/04/2020 - 17:14

Continua il monitoraggio di Veneto Lavoro sugli effetti causati dall’emergenza Covid-19 sull’occupazione dipendente in Veneto. A quasi due mesi dal 23 febbraio, con l’introduzione delle prime misure restrittive da parte del governo, la perdita dei posti di lavoro dipendente in regione è salita a circa 50 mila, tra mancate assunzioni e diminuzione effettiva delle posizioni lavorative, pari a circa il 3% dell’occupazione dipendente complessiva. Una media di 6 mila posti di lavoro persi ogni settimana.

Il calo è completamente imputabile al crollo delle assunzioni (-60% rispetto all’anno precedente) che ha coinvolto tutte le tipologie contrattuali: la differenza con il saldo del corrispondente periodo 2019 è pari a meno 7.000 per i contratti a tempo indeterminato, meno 4.400 per l’apprendistato, meno 39.500 per i contratti a termine.

Gli stessi effetti si riscontrano in altre tipologie contrattuali, quali il lavoro intermittente (meno 9.600 posizioni lavorative), i tirocini (meno 4.700) e le collaborazioni (meno 650). Anche i primi dati sul lavoro somministrato, relativi al mese di marzo, sembrano prefigurare un drastico calo delle assunzioni.

Si conferma invece la dinamica positiva del lavoro domestico (+1.800), per il quale si può ipotizzare che la necessità di documentare e giustificare gli spostamenti, così come la possibilità di accedere al voucher alternativo al congedo parentale, abbiano portato all’emersione di rapporti di lavoro finora svolti in modo irregolare. La crescita dei contratti di lavoro domestico è stata particolarmente evidente nel mese di marzo, per poi esaurirsi gradualmente ad aprile.

“Aspettavo con ansia questo secondo ‘bollettino di guerra’, perché tutti i tavoli di confronto di settore o generali ci stanno restituendo un quadro drammatico, di una pesantissima situazione sul piano occupazionale”, afferma l’assessore regionale al lavoro del Veneto Elena Donazzan.

Il turismo è risultato da subito il settore più esposto agli effetti della pandemia e ha lasciato da solo sul terreno quasi 24 mila posti di lavoro, scontando, a partire dall’inizio del mese di aprile, il mancato avvio delle assunzioni per la stagione estiva. In difficoltà anche il tessile-abbigliamento, il legno-mobilio, le produzioni in metallo, le attività professionali e l’editoria. Agricoltura, industria alimentare, sanità, servizi sociali e industria farmaceutica si confermano i pochi comparti che riescono a contenere il calo delle assunzioni, con contratti di lavoro dipendente, attorno al 20%.

“Ogni giorno perso nella ripartenza incide sull’occupazione, sulla perdita di quote di mercato e genera tensioni sociali inimmaginabili – continua Donazzan – stiamo provando, anche con l’aiuto delle parti sociali ed in particolare dei datori di lavoro, a far convinto il governo sulla necessità di superare l’assurda limitazione del codice ATECO. L’unico tema che va affrontato è quello del rispetto o meno per l’azienda dei requisiti di sicurezza, non certo in che tipo di codice ATECO è inserita”.

“Mi aspetto un peggioramento ulteriori dei dati in occasione della prossima rilevazione: una fotografia puntuale del disastro occupazionale nel campo del turismo e dei servizi proprio perché questi settori, i più rilevanti in termini occupazionali tra quelli veneti – conclude l’assessore regionale- dovrebbero registrare il numero più importante di assunzioni proprio a partire dalla Pasqua e nel mese di maggio”.

Le analisi di Veneto Lavoro sull’impatto dell’emergenza Covid-19 sul mercato del lavoro regionale sono disponibili sul sito di Veneto Lavoro alla pagina www.venetolavoro.it/misure.

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Coronavirus, al via il nuovo studio su Vò: «Per capire se serve un farmaco o un vaccino»

Mar, 21/04/2020 - 16:19

Uno studio che metta a nudo perché quest’infezione non è uguale per tutti. Cioè per quale ragione in una stessa famiglia ci siano persone malate e persone che non si sono mai ammalate, pur convivendo; oppure persone che sono guarite subito e altre che sono rimaste positive per tantissimo tempo; o infine perché qualcuno reagisca bene alle terapia e altri no, perché ci siano contagiati senza sintomi e altri con sintomi gravissimi.

Insomma, si tratta di mettere a nudo questo virus tragicamente burlone, che si comporta in modo nuovo rispetto ai suoi predecessori. È l’obiettivo dell’indagine che da sabato 25 o domenica 26 aprile prenderà il via a Vò.

Ancora a Vò, dove è iniziato tutto, dove c’è stato il primo caso veneto di Coronavirus, e dove si è creata una condizione unica: in un contesto piccolo (3300 abitanti) si sono già fatti due campionamenti a tappeto con il tampone; inoltre si sono indagate tutte le relazioni fra persone, per ricostruire i contatti intercorsi e i percorsi fatti dal virus per trasmettersi da una persona all’altra.

A condurre lo studio anche stavolta, il prof. Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Università di Padova: «Con i primi due campionamenti abbiamo dimostrato che è possibile eliminare la trasmissione dell’infezione. Ed è un modello per il futuro, perché se ci sarà un nuovo focolaio sappiamo esattamente cosa fare».
Adesso però l’obiettivo è ancora più ambizioso: «Il nuovo studio vuole capire, da una parte, cosa succede quando il virus si trasmette da un individuo all’altro. Vogliamo cioè sequenziare il genoma di ogni individuo che è stato positivo e di tutte le sue catene di contagio. Così capiremo se lascia traccia, mutando da una persona all’altra, e potremo fare associazioni utili per intervenire nel decorso della malattia».

Non solo: «Vogliamo poi studiare la genetica di tutti gli abitanti di Vò: vuol dire fare mappatura genetica dei residenti e, in alcuni casi, il completo sequenziamento del genoma per capire se ci sono associazioni tra suscettibilità o resistenza alla malaria, e se ci sono certi marcatori genetici o varianti di geni. Questo ci permetterebbe di identificare la presenza di persone più resistenti o più suscettibili alla malattia. Il che significa che se scopriamo che una persona può sviluppare una forma grave oppure leggera la si può avviare a percorsi di cura diversi».
In un mese circa si potrà avere la risposta anticorpale degli abitanti di Vò; il tracciamento virale in qualche settimana in più, mentre per l’analisi genetica, che conclude lo studio, serviranno circa sei mesi.

E lo studio non ha conseguenze di poco conto anche sulla scelta se investire poi nelle terapie o nel vaccino: «Infatti – precisa il prof. Crisanti – perché permetterà di stabilire se c’è relazione fra anticorpi e guarigione, ovvero il mistero di persone che dopo 6-8 settimane hanno tanti anticorpi ma sono ancora positive. E se vedo una persona che dopo tante settimane ha gli anticorpi ma resta positivo, qualche domanda sulla efficacia di un vaccino me la faccio».

Giorgio Malavasi

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Mira, fase 2 anche per le casette dell’acqua: riaperte tutte

Lun, 20/04/2020 - 15:47

Stamattina sono state riaperte le quattro casette dell’acqua presenti sul territorio comunale di Mira: due proprio a Mira, in via Oberdan e via Marinai d’Italia, e due a Oriago, in via Lomellina e via Sabbiona.

Per accedere al servizio è obbligatorio rispettare le misure precauzionali di sicurezza contro il rischio di contagio da coronavirus: e cioè indossare tassativamente mascherina e guanti monouso e mantenere tra gli utenti la distanza interpersonale di almeno 2 metri.

“E’ anche opportuno – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Maurizio Barberini – prelevare quantitativi di acqua modesti per evitare possibili assembramenti di persone in attesa. Se c’è già un cittadino impegnato all’erogazione dell’acqua, si può valutare la possibilità di tornare in un secondo momento”.

Le casette dell’acqua sono dotate di due speciali lampade a raggi Uv e l’acqua viene sterilizzata appena prima dell’erogazione.

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Coronavirus, Zaia: «La app va resa obbligatoria. Per funzionare deve averla il 60% degli italiani»

Lun, 20/04/2020 - 13:38

«O la rendiamo obbligatoria o, altrimenti, la app non funziona». Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha questa posizione a proposito dell’introduzione dell’applicazione per cellulare che dovrebbe aiutarci a tenere sotto controllo la pandemia, evitando nuove accensioni di massa dell’infezione.

«Se non si raggiunge almeno il 60% di copertura sulla popolazione, la app non ha effetto», aggiunge Zaia nel corso del consueto aggiornamento sull’emergenza Coronavirus, fatto dalla sede della Protezione civile al quartiere Cita di Marghera.

La applicazione individuata a livello nazionale funzionerà più o meno così: la si scarica (a costo zero) sul cellulare e ci si registra con il proprio codice fiscale.

Il Bluetooth del telefono deve rimanere acceso e vengono così registrate tutte gli incroci con altri cellulari in cui sia stata scaricata la app e che si avvicinino a meno di 2 metri di distanza.

«Nel momento in cui una persone è sintomatica – spiega Zaia – e le facciamo il tampone ed è positiva, tramite la app abbiamo tutti i contatti che ha avuto sotto i 2 metri, e possiamo andare a “tamponarli” tutti».

Ma, appunto – sottolinea il Governatore – il sistema non funziona se non è utilizzato da tanti, almeno dal 60% dei possessori di un cellulare. «Secondo me – conclude Zaia – quando le forze dell’ordine ci fermeranno dovranno verificare se abbiamo la mascherina, i guanti e anche la app accesa. L’alternativa è fare i fatalisti. Io, invece, tengo alla mia vita e scarico la app, tenendola in funzione». (G.M.)

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Fare chiamate di gruppo o acquistare in rete risparmiando: dieci videotutorial con la biblioteca di Marghera

Dom, 19/04/2020 - 22:02

“Le tecnologie che ti facilitano la vita”: da martedì 21 aprile parte la rassegna online di Rete Biblioteche Venezia, pensata per sviluppare le competenze digitali della popolazione adulta

La Biblioteca di Marghera, in collaborazione con l’Associazione Le calamite, presenta la nuova rassegna: dieci brevi videotutorial, pensati per scoprire con facilità funzioni tecnologiche per comunicare, acquistare in rete, giocare con i bambini a distanza, visitare mostre e musei, conoscere i servizi delle biblioteche.

L’emergenza sanitaria ha modificato le nostre abitudini, ma le tecnologie ci vengono in aiuto per assolvere tante incombenze quotidiane e per continuare a stare vicini anche siamo lontani. E’ per questo che è stata ideata la rassegna online con pillole studiate per sviluppare competenze digitali in modo agile: come destreggiarsi tra app, programmi on-line, e-mail e motori di ricerca?

Il primo appuntamento è fissato per martedì 21 aprile alle 10.30 e spiegherà come fare chiamate di gruppo.

Il programma completo della rassegna in dieci lezioni è il seguente:

Martedì 21 aprile ore 10.30: presentazione di piattaforme per video chiamate di gruppo

Martedì 28 aprile ore 10.30: Come creare un account di posta elettronica in gmail

Martedì 5 maggio ore 10.30: Conversazioni a distanza con Hangouts

Martedì 12 maggio ore 10.30: La Biblioteca civica VEZ e le biblioteche comunali: cosa si può fare online

Martedì 19 maggio ore 10.30: YouTube, mi organizzo una videoteca

Martedì 26 maggio ore 10.30: Pagamenti con Paypal

Martedì 2 giugno ore 10.30: Come risparmiare comprando in rete

Martedì 9 giugno ore 10.30: Come giocare a distanza con i bambini

Martedì 16 giugno: Visita i musei e le mostre virtuali

Martedì 23 giugno ore 10.30: Come prendere in prestito gli e-book della biblioteca

I video vengono caricati in https://www.comune.venezia.it/it/content/marghera-0 e sui canali social della Rete Biblioteca

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CentroMarca Banca, 250mila euro raccolti da donazioni e destinati alle Ulss di Venezia e di Treviso

Dom, 19/04/2020 - 21:13

Mancavano 10mila euro per arrivare all’obiettivo dei 250mila euro e gli ultimi 10mila sono arrivati. «Dopo aver visto quanto sta accadendo in Italia abbiamo sentito la necessità di renderci utili per i nostri amici italiani».

Queste le parole di Christian Reckord del Lions Club Rheda-Ems di Herzebrock in Germania, che ha effettuato una cospicua donazione di 10mila euro, appunto, nel crowdfunding “Aiutiamo gli ospedali di Treviso e Venezia” consentendo così di raggiungere, anzi superare l’obiettivo prefissato lo scorso 11 marzo.

Il Lions Club Rheda-Ems di Herzebrock in Germania raggruppa imprenditori, avvocati, medici, manager tedeschi.

«Ringrazio il Lions Club e tutti i suoi componenti per questa donazione, e Fabrizio Bergamo che ha creduto fin dall’inizio in questa nostra iniziativa», fa sapere il Direttore Generale di CentroMarca Banca Claudio Alessandrini. «L’importante cifra arrivata ieri attraverso bonifico nel nostro crowdfunding non è solo una donazione di denaro, ma la dimostrazione che non esistono confini territoriali nei momenti di difficoltà. Dieci mila euro importanti che ci hanno consentito di raggiungere l’obiettivo di 250 mila euro che ci eravamo prefissati l’11 marzo scorso quando eravamo in piena emergenza sanitaria. La nostra sanità ha dimostrato di sapere gestire in maniera egregia una situazione di emergenza mai vista prima d’oggi, ma ciò che ci ha colpito è stato il grande coinvolgimento che c’è stato da parte di tutti. 133 persone coinvolte hanno sposato questa nobile causa inviandoci un messaggio video e dimostrando ancora una volta la vera mission del Credito Cooperativo, sostenere e mettere insieme persone di tutte le categorie: dal pensionato, allo studente all’imprenditore alle associazioni».

I 200mila euro (50mila sono già stati anticipati alle due Ulss di Venezia e di Treviso) verranno consegnati la prossima settimana.

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Sabato 18 alle 18 il Patriarca celebra in San Silvestro: diretta sulla pagina Facebook di Gente Veneta

Sab, 18/04/2020 - 16:18

Sabato 18 alle ore 18, nella chiesa di San Silvestro a Venezia, il Patriarca presiederà una S. Messa, concelebrata con don Antonio Biancotto, che sarà trasmessa in streaming dalla pagina Facebook di Gente Veneta.

Al termine mons. Moraglia impartirà la benedizione eucaristica alle porte della chiesa e poi riporrà il Santissimo Sacramento nella cappella dell’adorazione.
La Messa intende ricordare i primi cinque anni dell’adorazione eucaristica perpetua nella cappella di San Silvestro, per tutta la città di Venezia.

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Zaia: «Ci prepariamo alla fase 3, quella della re-infezione acuta da Covid-19, in autunno»

Sab, 18/04/2020 - 15:52

Andando verso la fine di aprile avremo una riduzione importante dei ricoveri. Già oggi,sabato 18 aprile, per la prima volta dopo molte settimane, il numero delle persone in terapia intensiva per Coronavirus (190) è inferiore a quello dei degenti in rianimazione per altre patologie (196).

E a fine maggio si arriverà vicini alla fine dei ricoveri ospedalieri, con qualche decina di persone ancora degenti. Lo prevede il modello matematico realizzato dalla Regione Veneto e che già dall’inizio della crisi ha tracciato la tendenza dell’evoluzione dell’epidemia.

Ma tra settembre e novembre è prevista una nuova fase di recrudescenza dell’infezione: «Per questo dobbiamo prepararci adesso e non possiamo permetterci di farci trovare impreparati»: lo sottolinea il presidente del Veneto, Luca Zaia, che disegna questo scenario del futuro dalla sede della Protezione civile regionale, al quartiere Cita di Marghera.

Dopo la fase 1 – quella dell’infezione acuta, che fortunatamente stiamo abbandonando – e dopo la fase 2 – quella della ripartenza graduale dell’economia e della società – secondo Zaia ci sarà certamente una fase 3, poco gradevole: «Sarà quella della re-infezione acuta».

Sarà in autunno e oggi si prevede che ci saranno dei ritorni di fiamma, dei nuovi focolai di infezione, che andranno individuati subito per intervenire immediatamente: «Noi ci prepariamo a fare tantissimi tamponi», spiega il Governatore.

L’obiettivo, se si presentasse una recrudescenza dell’epidemia, è quello di isolare le porzioni del territorio dove si manifestasse: «Faremo quello che abbiamo fatto a Vò: tamponi a tutti per scoprire i contagiati. A Vò, alla prima indagine a tappeto con i tamponi, abbiamo trovato 66 persone positive e non sintomatiche. Se non le avessimo trovate e isolate subito, avrebbero contagiato chissà quante altre persone. Tant’è vero che, alla seconda indagine a tappeto fatta qualche settimana dopo sempre a Vò, abbiamo trovato solo 6 positivi. L’isolamento a questo serve: a spegnere i focolai». (G.M.)

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Comune di Venezia, hanno superato quota 300 i negozi che fanno consegna a domicilio

Sab, 18/04/2020 - 09:28

Hanno superato quota trecento le attività commerciali che, nel Comune di Venezia, si sono rese disponibili per fare consegne a domicilio in questo tempo di pandemia.
Sono 304, infatti, gli esercizi che si sono registrati nel sito del Comune: si va dai negozi di generi alimentari alle ferramenta (che comprende anche vernici, idraulica e materiale elettrico), dalle farmacie alla ristorazione dai negozi di computer a quelli di articoli per animali).
Cliccando su https://www.comune.venezia.it/it/content/attivit-commerciali-consegna-beni-e-alimenti-domicilio si ha l’elenco completo e la distribuzione per zone nel territorio; e, per ogni singola attività, informazioni per fare al spesa e fruire meglio del servizio.

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Buoni spesa ad altre 2200 famiglie del Comune di Venezia. In distribuzione anche gli aiuti alle realtà della carità

Ven, 17/04/2020 - 21:48

Nelle prossime ore circa 2.200 famiglie residenti nel territorio comunale di Venezia riceveranno i buoni spesa da 50 euro finanziati dal Governo nell’ambito dell’emergenza Coronavirus e distribuiti dal Comune.

Nel territorio veneziano sono state ben 6.166 le domande pervenute per poter fruire dei buoni spesa erogati dal Governo nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. Un numero molto alto, anche in percentuale sulla popolazione, almeno rispetto ai dati di altri Comuni del Veneziano. Ma la forte richiesta dice bene l’asprezza, anche dal punto di vista economico, delle ricadute della pandemia. Già martedì scorso circa 4600 domande erano state vagliate per verificare se esistano i requisiti per poter fruire del buono.

Mille buoni da 50 euro ciascuno sono già stati erogati alla volta di martedì 13. Ora altri 2200 e poi gli altri, fino ad esaurire il milione di euro di dotazione del Comune di Venezia.
A questi soldi si aggiungono i 350mila euro che Ca’ Farsetti ha destinato per sostenere gli empori solidali e le strutture della carità cristiana nel territorio (nella foto di apertura).

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Coronavirus, 6 milioni di euro dalla Regione Veneto alle scuole paritarie

Ven, 17/04/2020 - 21:23

Sono 6 milioni di euro, recuperati da una revisione del bilancio della Regione Veneto: «Li destineremo prioritariamente ai gestori e ai dipendenti delle scuole paritarie»., afferma l’assessore regionale all’istruzione e formazione, Elena Donazzan.

È la risposta della Regione alla grave crisi che ha colpito anche le scuole paritarie del Veneto a causa dello stop dovuto alla pandemia.

«In Veneto queste scuole offrono – ricorda l’assessore – un servizio educativo a due terzi delle famiglie con figli da 0 a 6 anni, e per quelle della primaria e dei gradi successivi, una qualità figlia di una tradizione radicata e rispettata. A questa presenza, che in molti casi è vera e propria supplenza ai vuoti del servizio statale, si aggiunge il contributo che gli enti religiosi hanno storicamente dato e continuano a dare allo sviluppo delle scuole della formazione professionale. Tutte queste scuole rischiano di non poter più proseguire l’attività, pagando così il prezzo di una parità scolastica che è rimasta solo una enunciazione di principio, ma non è ancora realtà».

«Abbiamo previsto – conclude Donazzan – l’estensione della cassa integrazione in deroga anche agli enti gestori della formazione professionale e delle scuole paritarie e a tutti i dipendenti delle scuole gestite dalle Ipab che, in quanto enti di diritti pubblico, sarebbero rimasti esclusi dai provvedimenti governativi».

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Coronavirus, alla San Benedetto i manager cedono le proprie ferie ai dipendenti in difficoltà

Ven, 17/04/2020 - 21:05

I manager possono cedere a titolo gratuito i propri giorni di ferie a favore di collaboratori dell’azienda che si trovino in difficoltà a causa dell’emergenza collegata al Covid19.
Succede al Gruppo Acqua Minerale San Benedetto. È stato infatti sottoscritto un accordo tra l’azienda e i suoi manager per la costituzione di un Fondo Collettivo Ferie Solidali.
Il Fondo Ferie Solidali potrà essere utilizzato dai lavoratori che, secondo il Protocollo Anti-Contagio, si trovano in condizioni di “particolare fragilità e con patologie attuali o pregresse”, i segnalati dal medico competente o che sono in quarantena perché a contatto con colleghi o familiari positivi al tampone Covid19.

Il Fondo Ferie Solidali sarà utilizzato per integrare i permessi/ferie dei lavoratori che si trovano in uno dei casi sopra indicati e sarà gestito dall’Ufficio Risorse Umane dell’Azienda, che garantirà l’anonimato del dipendente.

“E’ una iniziativa che è nata spontaneamente tra i manager – dichiara Relmi Rizzato, Direttore HR – non appena ho accennato al problema dei lavoratori fragili. Nell’incertezza delle regole che stiamo vivendo in questo momento, è un gesto di solidarietà semplice ma che contraddistingue la capacità di lavorare in squadra nella nostra azienda”.

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Covid-19 e Poste: da lunedì 20 riaprono undici uffici postali nel Veneziano

Ven, 17/04/2020 - 14:36

Da lunedì 20 aprile riapriranno altri 11 Uffici Postali della provincia di Venezia, il cui orario di apertura al pubblico era stato temporaneamente rimodulato in ottemperanza ai provvedimenti governativi in materia di contenimento del virus e distanziamento interpersonale.

La riapertura degli Uffici Postali della provincia è stata possibile anche grazie all’adozione di idonee misure di sicurezza come, ad esempio, l’installazione di pannelli schermanti in plexiglass e il posizionamento di strisce di sicurezza che garantiscano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, nonché di accurate procedure di sanificazione delle sedi realizzate a tutela della salute di dipendenti e cittadini.

L’invito ai cittadini è ad entrare negli uffici postali esclusivamente per compiere operazioni essenziali e indifferibili e, ove possibile, dotati di misure di protezione personale come guanti e mascherina, mantenendo obbligatoriamente le distanze di sicurezza, all’esterno e all’interno dei locali. Ulteriori informazioni sulle aperture e sulle disponibilità orarie degli Uffici Postali sono reperibili sul sito internet www.poste.it.

Questi gli uffici che riaprono:

CALTANA
Santa Maria di Sala
dal 20 aprile
lun – mer -ven

CAMPALTO
Venezia
dal 20 aprile
lun – mer -ven

CAORLE
Caorle
dal 20 aprile
lun – mer -ven

CHIRIGNAGO
dal 20 aprile
lun – mer -ven

JESOLO
dal 20 aprile
lun – mer -ven

PELLESTRINA
dal 20 aprile
lun – mer -ven
ZELARINO
dal 20 aprile
lun – mer -ven

ZIANIGO
Mirano
dal 20 aprile
lun – mer -ven

MARGHERA 2
dal 20 aprile
mar – giov -sab

TREPORTI
Cavallino-Treporti
dal 20 aprile
mar – giov -sab

LIETTOLI
Campolongo Maggiore
dal 20 aprile
mar

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Coronavirus, Zaia: riaprire le scuole dopo il 1° settembre per sostenere l’economia turistica

Ven, 17/04/2020 - 13:27

«Se si tratta di portare più avanti l’apertura delle scuole, oltre il 1° settembre, per dare respiro al mondo del turismo, sono d’accordo». Lo dice il presidente del Veneto, Luca Zaia, durante il consueto confronto quotidiano con i media, dalla sede della Protezione civile a Marghera.

La stagione turistica, secondo Zaia, ha buone probabilità di prendere quota, nonostante tutto: «Auspico che siano vacanze a chilometri zero: è il modo migliore per aiutare la nostra economia. Ma resto fiducioso che gli stranieri arrivino».

Certo, però, che la stagione inizierà in ritardo. E se la scuola, per recuperare un po’ di tempo perduto, anticiperà la riapertura al principio di settembre, l’economia turistica ne risentirà. Per Zaia, perciò, è da considerare l’ipotesi che almeno la prima parte di settembre possa essere libera da lezioni. «Poi c’è anche da considerare il problema di genitori che dovranno tornare a lavorare e avranno difficoltà nella gestione dei figli. È una questione da vedere da più punti di vista».

E per quanto riguarda il modo di fare turismo, in particolare sulle spiagge venete? Contrario all’ipotesi di box in plexiglas fra un ombrellone e l’altro, il Governatore è per l’applicazione di regole di buon senso: «Ombrelloni più distanziati, quando si fa il bagno non c’è problema, al chiosco si fa la fila o si aspetta di essere chiamati…».

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Ortaggi, miele, riso, vini…: ecco chi fa consegne a domicilio nel Veneziano

Ven, 17/04/2020 - 11:45

«Noi agricoltori continuiamo a lavorare con passione, questo è il momento di massimo impegno in campagna e non ci fermiamo nonostante ci siano ostacoli pesantissimi»: lo afferma Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia. «Con le restrizioni determinate dall’emergenza Covid-19, molte imprese agricole si sono organizzate per la consegna a domicilio di ortaggi e frutta di stagione ma anche dei prodotti che costituiscono il valore dell’agroalimentare del nostro territorio: i vini tipici del veneto orientale, il riso e le noci solo per ricordare i più famosi. Ma non basta: anche i florovivaisti si sono organizzati per consegne di fuori e piante a domicilio».

Fin dall’inizio dell’emergenza Covid -19, Confagricoltura si è battuta per cercare la preziosa manodopera che permetta di proseguire il lavoro nei campi che in questa stagione è in pieno fermento per le semine dei prodotti estivi. «Il blocco dei settori del turismo e della ristorazione stanno portando danni gravissimi agli agriturismi ed in generale ai nostri prodotti tarati su una richiesta che comprendeva tutte le attività legate all’accoglienza dei milioni di turisti che di solito arrivano nel nostro territorio fin dalla primavera» sottolinea il presidente Rocca. «Per questo invitiamo al consumo di prodotti freschi, legati alla tradizione locale e in molti casi si tratta di prodotti d’eccellenza famosi a livello nazionale ed internazionale: dalle noci, al riso Carnaroli, fino ai vini tipici del Veneto orientale».

Le aziende si sono perciò organizzate per incontrare le esigenze dei consumatori, che a seguito dell’emergenza sanitaria hanno comunque dei vincoli stretti rispetto ai propri spostamenti. Inoltre, per alcune attività come il florovivaismo, la vendita dei prodotti nella sede aziendale è stata vietata per alcune settimane dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e dalle ordinanze regionali. Con la consegna a domicilio, le aziende di Confagricoltura Venezia cercando di andare incontro alle esigenze dei cittadini. «Da parte nostra – conclude Ivano Marcorin dell’Area Tecnica-Economica di Confagricoltura Venezia – supportiamo le aziende per garantire loro la massima visibilità. Abbiamo messo in rete tutte le informazioni utili riguardo le imprese che effettuano il servizio di vendita a domicilio: sul sito internet www.confagricolturave.it e sulla pagina facebook “Confagricoltura Venezia” è possibile trovare l’elenco completo delle aziende con tutte le indicazioni sui prodotti venduti e le modalità di accesso per la consegna dei prodotti agricoli a casa propria».

Ecco l’elenco aziende socie di Confagricoltura Venezia che hanno attivato le consegne a domicilio

Prodotti alimentari

BUSTAFFA ALDO
Miele, pappa reale, cera d’api, propoli grezza (biologici)
Mogliano Veneto
Modalità di contatto: cell. 335 7360196
Consegna previo accordo in un raggio di 20 km (comuni di Mogliano Veneto, Venezia, Spinea, Mirano, Mira)

SOC. AGR. LA FAGIANA DI MARIO BASTIANELLO S.S.
Riso, vino, birra, farina
Eraclea
Sito Web: shop.lafagiana.com
Modalità di contatto: sito web shop.lafagiana.com – email [email protected] – tel. 0421 237429
Consegna con corriere con spedizione in tutta Italia

TENUTA LA SPIGA SOC. AGR. S.S.
Noci in guscio e prodotti a base di noci
Eraclea
Sito Web: www.cuordinoce.it
Modalità di contatto: acquisto tramite il sito
Consegna con corriere GLS in 2-3 giorni lavorativi dalla ricezione del pagamento

LA VIGNA DI SAMBO E MARCO
Frutta e verdura biologica
Chioggia
Sito Web: Pagina Facebook Le verdure di Marco e Camilla
Modalità di contatto: cell. 380 3694750 – gruppo Facebook Le Verdure di Marco e Camilla
Consegne a Chioggia, Ca’ Lino e Sant’Anna di Chioggia, con spesa minima di 15 euro

Vini

AZ. AGR. PODERI SALVAROLO
Vini in bottiglia DOC Lison-Pramaggiore Merlot, Cabernet, Refosco, Pinot Grigio, Chardonnay e Lison
Pramaggiore
Sito Web: www.salvarolo.com
Modalità di contatto: email [email protected]
Consegna in tutti i giorni feriali (senza alcun costo, a mezzo corriere convenzionato con l’azienda)

AZ. AGR. CA’ VENZONA
Vino in bottiglia e bag in box
San Michele al Tagliamento
Sito Web: www.cavenzonashop.it
Modalità di contatto: tel. 0431 513105
Vendita online in tutta italia. Consegna a domicilio direttamente dall’azienda nel raggio di 20 Km, in giorno da concordare, entro 5 giorni dall’ordine (per consegne di importo inferiore a 50 Euro rischiesti 5,00 Euro di trasporto)

AZ. AGR. LA FRASSINELLA DI CADORE MADDALENA
Vini in bottiglia (Lison Classico DOCG, Lison Pramaggiore Chardonnay, Tai Veneto Orientale IGT non filtrato, Pinot Grigio, Lison Pramaggiore Cabernet, Cabernet Saubignon Veneto Orientale IGT, Malbech Veneto Orientale IGT, Refosco dal pedunzolo rosso IGT, Frassinello Frizzante bianco Chardonnay frizzante)
Lison di Portogruaro
Modalità di contatto: email [email protected] – tel. 0421 704665
Consegna entro 15-20 km

SOCIETA’ AGRICOLA MAZZOLADA SRL
Vini in bottiglia e bag in box
Portogruaro
Sito Web: www.mazzolada.it
Modalità di contatto: email [email protected] – cell. 347 4168420
Consegna a Portogruaro e comuni limitrofi e a Castelfranco

Prodotti florovivaistici

I MILLE E UN FIORE DI MIOZZO RENATO
Essenze floreali e piante da orto
Mirano
Modalità di contatto: cell. 348 7403839
Consegna tutti i giorni in zona Miranese e Riviera del Brenta

FLORICOLTURA VALFIORE
Piante e fiori
Chioggia
Modalità di contatto: cell. 370 3624606
Consegna entro 2-3 giorni nel comune di Chioggia e limitrofi

SOCIETA’ FLOROVIVAISTICA IL PARCO S.S.
Piante da orto e da interno – fiori recisi – terriccio
Mira
Modalità di contatto: email [email protected] – cell. 338 5218191

SANTELLO SIMONETTA
Piante da orto – sementi varie
Camponogara
Modalità di contatto: email [email protected] – cell. 339 6052213

BERLOSO OFES
Piante da orto – fiori recisi – piante da interno – terriccio
Pianiga
Modalità di contatto: email [email protected] – cell. 338 1199812

FLORICOLTURA GIRARDI
Piante e fiori
Venezia
Modalità di contatto: tel. 041 631901
Consegna a Favaro, Campalto e zone limitrofe

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Coronavirus in Veneto, dopo settimane meno di 200 persone in terapia intensiva. Ma ancora tanti morti: 45 nell’ultima giornata

Ven, 17/04/2020 - 10:57

Scende dopo settimane sotto quota duecento, precisamente a 197, il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva negli ospedali del Veneto. È uno dei dati significativi del bollettino redatto dalla Regione e aggiornato alle ore 8 di venerdì 17 aprile.

Il trend di miglioramento è confermato: per averne conferma basta confrontare il dato odierno con quello di inizio mese: il 1° aprile erano 350 i pazienti in rianimazione. La riduzione è anche rispetto a ieri, alla stessa ora: sono 12 in meno i posti letto occupati.

In calo anche il numero delle persone ricoverate nei reparti non critici, come malattie infettive e pneumologia: dalle 1.388 di ieri alle 1.359 di oggi (ed erano 1.719 il 1° aprile).

Il dato che, purtroppo, non accenna ad un calo importante è quello dei morti: sono mancate 45 persone solo nell’ultima giornata; di queste 26 sono decedute negli ospedali, le altre nelle case di riposo. Il totale dei morti per o con Covid-19 sale così a quota 1.026 in Veneto. In poco più di mezzo mese le persone scomparse a causa del virus sono raddoppiate, con una media di circa 25 decessi al giorno.

Ancora nuovi casi di positività riscontrati grazie ia tamponi effettuati: in Veneto il totale è adesso di 15.374, con un incremento di 384 rispetto a ventiquattr’ore prima (da tener presente che nell’ultima giornata sono stati prodotti gli esiti di circa 8mila tamponi).

Prosegue la diminuzione delle persone in isolamento domiciliare perché positive al Coronavirus o perché in quarantena: ora sono 13.849. (G.M.)

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Turismo, crisi mai vista. Il futuro sarà così

Ven, 17/04/2020 - 09:46

«Il mondo del turismo ha conosciuto diverse crisi. Dagli anni 80-90, alle Torri Gemelle nel 2001, all’epidemia di Sars nel 2003. Ma la grande differenza, rispetto alla crisi attuale, è che questa è una crisi globale e riguarda sia la domanda che l’offerta». Una situazione totalmente inedita: così la delinea Mara Manente, direttrice del Ciset, il Centro internazionale di Studi sull’economia turistica di Ca’ Foscari. Un osservatorio privilegiato per comprendere gli scenari attuali e soprattutto futuri di quella che è la principale economia del territorio veneziano.

«Il turismo – osserva Mara Manente – è un settore resiliente, cioè si adatta rapidamente e, di solito, dopo una crisi riparte in fretta. Ma in questo caso siamo di fronte a un doppio effetto negativo, perché è bloccata sia la domanda, cioè le persone in partenza, sia l’offerta, perché sono fermi per il lockdown anche i luoghi del turismo». Non solo: «L’area di crisi non è circoscritta, ma globale. Con le Torri Gemelle, ad esempio, andò in crisi il mercato turistico degli americani e, per alcuni mesi, il settore dei viaggi intercontinentali. Ma qui l’epidemia sta coinvolgendo tutti i paesi, con curve di sviluppo diverse. Ha iniziato la Cina, poi l’Italia, ma ora riguarda tutta l’Europa e gli Stati Uniti. Anche se la situazione può migliorare in un’area, come ad esempio ora in Cina, il blocco del turismo è ancora in vigore altrove». La conseguenza è che tutta la filiera turistica è andata in crisi pesantemente. «Il settore ricettivo, ma anche quello di intermediazione, il trasporto, tutte le attività connesse al turismo. E con un’estensione geografica che non ha precedenti», sottolinea la direttrice del Ciset.

Quanto durerà? La domanda che tutti in questo momento si fanno è «quanto durerà». Ma la risposta è incerta. «Non è facile fare previsioni. Perché di sicuro il tema è legato all’efficacia degli strumenti che rusciranno a contrastare l’epidemia. Ma c’è anche una componente di ciclicità. Perché se la situazione può migliorare in alcuni paesi, di contro potrebbe poi peggiorare in altri. L’Italia, come paese a destinazione turistica, potrebbe trovarsi obbligata a chiudere gli ingressi ai turisti provenienti da aree dove l’epidemia è ancora in corso». Tempi lunghi, ma anche modalità nuove. Quando il turismo decollerà nuovamente, probabilmente cambierà volto. «Come Ciset stiamo riflettendo proprio su queste nuove prospettive. Cambieranno le modalità del fare vacanza e anche i criteri di scelta delle destinazioni. Nella filiera turistica diventeranno molto importanti aspetti come la sicurezza sanitaria e dunque i relativi servizi. Da questo punto di vista l’Italia e il Veneto potrebbero essere avvantaggiati». Ma è anche probabile che chi sceglierà di partire cercherà una maggiore qualità nelle strutture: «Si farà più attenzione alla qualità, all’igiene e dunque si cercheranno strutture che garantiscono tutto questo».

Quegli appartamenti trovati last minute per pochi euro su internet probabilmente non saranno più così appetibili come un tempo. Magari si spenderà qualcosa in più, ma per sentirsi sicuri… Facile inoltre prevedere che i primi viaggi saranno a breve termine, non a caso per i prossimi mesi si confida molto nelle prenotazioni degli italiani. «Chi avrà ancora ferie disponibili sceglierà mete vicine. Per evitare di trovarsi all’estero all’eventuale scoppiare di una nuova epidemia. Anche perché – sottolinea – molti paesi imporranno la quarantena a chi arriva da zone colpite di recente, come l’Italia». Chi parte, insomma, cercherà di evitare di dover trascorrere 14 giorni in quarantena prima di iniziare la vacanza. «E vale anche per chi arriverà in Italia dall’estero. La quarantena potrebbe essere nei due sensi. E’ anche per questo – conclude Manente – che questa crisi ha dimensioni mai conosciute prima d’ora».
Serena Spinazzi Lucchesi

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Venezia, il Ponte di Rialto illuminato dal tricolore. Il sindaco Brugnaro: «Così ogni sera fino alla fine dell’emergenza Covid-19»

Gio, 16/04/2020 - 21:20

Uno dei simboli di Venezia nel mondo da stasera illuminato con i colori del tricolore in segno di vicinanza alla cittadinanza e agli operatori sanitari che, quotidianamente, combattono in prima linea contro l’emergenza Coronavirus.

Pochi minuti dopo le 20 odierne il Ponte di Rialto è stato impreziosito dal bianco, rosso e verde della bandiera italiana: un’immagine che subito è diventata virale sui social network testimoniando come Venezia sia al fianco delle altre città italiane nel contrasto al Covid-19.

“Venezia illumina un altro dei suoi simboli – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – Dopo il municipio di Mestre e quello di Venezia, anche il Ponte di Rialto risplende ora con i colori della bandiera italiana. Un gesto di speranza che ripeteremo ogni giorno fino alla fine dell’emergenza sanitaria. Venezia è una città resiliente che dimostra di voler guardare fiduciosa al futuro – conclude – Con l’avvicinarsi del 25 aprile ogni municipalità avrà un suo edificio illuminato con il tricolore».

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