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A marzo 2021 l’occupazione veneta in ripresa: +11.000 unità il saldo su marzo 2020. Zecchinel (Confapi): «Ora pianificare la ripartenza»

Gio, 15/04/2021 - 10:15

Il saldo tra assunzioni e cessazioni nel primo trimestre 2021 in Veneto, al netto del blocco dei licenziamenti, è stato pari a +29.000 unità rispetto alle +18.000 fatto registrare nel 2020. Un segnale positivo che incoraggia le imprese a pianificare la ripartenza.

La pandemia da Covid-19, che ha investito il sistema economico veneto quando esso aveva recuperato e accresciuto i livelli occupazionali presenti prima della crisi del 2008, ha fatto registrare una caduta a partire dal marzo 2020, tale da azzerare gli incrementi precedenti. Dall’analisi dei dati di Veneto Lavoro, circa la variazione, emerge che il picco più basso del saldo delle posizioni di lavoro dipendente si era verificato a giugno dello scorso anno, con – 44.000 unità, per poi recuperare progressivamente nell’autunno sin ad arrivare al livello di sostanziale pareggio attuale. La dinamica delle assunzioni è per tutti negativa in confronto ai due anni precedenti, in particolare per il tempo indeterminato.

Dando uno sguardo alla geografia, le Province ad elevata propensione turistica, Venezia in testa, son quelle a pagare i costi più rilevanti della crisi pandemica. Il saldo occupazionale del settore turistico è meno negativo dell’analogo periodo dell’anno precedente, durante il quale era avvenuto il forte arresto, così come migliori risultano le prestazioni di settori come le costruzioni, il commercio all’ingrosso e dei prodotti in metallo.

Il Presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel, commenta così l’analisi: «I dati di Veneto Lavoro come elaborati dal nostro centro studi evidenziano, sul fronte dell’occupazione, l’attesa inversione di tendenza nel confronto con lo stesso periodo del 2020. Il mese di marzo dello scorso anno corrispondeva infatti con la fase più dura delle misure di lockdown. Questo è il momento di pianificare la ripartenza».

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Over 80, maratona vaccini all’Ulss 3. Gli orari e le sedi

Mer, 14/04/2021 - 16:36

Tre giorni di vaccinazione non stop per gli ultraottantenni. Senza prenotazioni, ma solo rispettando le cadenze orarie riferite al proprio mese di nascita. E’ quanto propone l’Ulss 3 Serenissima per completare entro domenica la vaccinazione dei circa ottomila anziani over 80 ancora non vaccinati. Per farlo sono state attrezzate sei diverse sedi: PalaExpo di Mestre, Ospedale Civile di Venezia, il padiglione Rossi del Lido, il bocciodromo di Mirano, il palazzetto dello sport di Dolo e la sede Aspo di Chioggia.

Da venerdì a domenica, con fasce orarie. Si comincia venerdì 16 con i nati in gennaio (8-10); febbraio (11-13); marzo (14-16); aprile (17-19): questi orari valgono per tutte le sedi, tranne che per il Civile dove le fasce orarie sono: 11-13 per i nati in gennaio, 13-15 per febbraio; 15-17 per marzo; 17-19 per aprile. Si proseguirà sabato 17 con i nati in maggio (8-10, al Civile 11-13); giugno (11-13, al Civile 13-15); luglio (14-16, al Civile 15-17); agosto (17-19). E infine la giornata di domenica con i nati in settembre (8-10), ottobre (11-13); novembre (14-16); dicembre (17-19), orari in questo caso validi anche per l’ospedale Civile.

Basta presentarsi alla sede più vicina a casa. Per l’anziano che ha più di ottant’anni e non ha una prenotazione per il vaccino, spiega l’Ulss 3, è sufficiente presentarsi senza preavviso al centro vaccinale, tra i sei indicati, più vicino a casa, nella fascia oraria indicata a seconda del mese di nascita, munito di tessera sanitaria. L’accesso è valido solo per l’utente che non abbia già una prenotazione attiva. Per chi si è già prenotato invece, vale il giorno e l’ora dell’appuntamento già stabilito. «Stiamo compiendo l’ultimo sforzo per portare alla vaccinazione tutti coloro che hanno più di ottant’anni – commenta il direttore generale dell’Ulss 3 Edgardo Contato -. Sarà una chiamata diffusa capillarmente, perché nessuno resti senza un’ulteriore possibilità di aderire alla campagna vaccinale. Il grande lavoro svolto fin qui ci ha portato a mettere in sicurezza quasi l’85% degli over 80. A chi ancora non ha aderito, avevamo già scritto una lettera di invito nella scorsa settimana». Per chi invece non può muoversi da casa è in corso l’organizzazione della vaccinazione a domicilio.

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Vaccini, Zaia: programmiamo la data per ogni cittadino, ma l’incertezza dei rifornimenti ci stoppa

Mer, 14/04/2021 - 16:05

«Non possiamo procedere con la programmazione, troppa indecisione sui vaccini», spiega Zaia nella conferenza stampa di oggi. Si stava lavorando ad un calendario regionale che indicasse ad ogni cittadino il periodo in cui avrebbe potuto vaccinarsi, ma, a causa delle novità riguardanti alcuni vaccini e all’irregolarità dei rifornimenti, il progetto è morto sul nascere. «Serve stabilità e i nostri magazzini al momento non ne hanno», continua il governatore. I rifornimenti di vaccini non sono regolari e nei magazzini rimane ben poco per una regione che viaggia a 45 mila tamponi giornalieri.

Sul caso Johnson & Johnson ancora nessuna direttiva, per ora rimane somministrabile, come Astrazeneca, solo agli over 60. Sono 28 mila invece la dosi di Moderna bloccate nei magazzini, tenute come sicurezza per coprire i richiami nel caso in cui non arrivassero ulteriori rifornimenti. Entro fine settimana verrano chiusi gli over 80. Agli attualmente irreperibili o mancanti verranno dedicate delle corsie preferenziali al momento della vaccinazione.

La curva dell’infezione continua a calare: sono 2013 le persone in ospedale, divise tra 1736 ricoveri e 277 terapie intensive. La situazione è quindi in lento ma costante miglioramento e Zaia ringrazia in modo particolare gli operatori sanitari che lo hanno reso possibile.

Entro fine settimana verranno chiuse le linee guida per le Regioni e, con i valori del Veneto, è possibile che a breve si proceda ad una graduale riapertura, anche se le tempistiche non sono ancora state chiarite. Una data lontana ma certa è quella dell’11 giugno, giorno in cui lo Stadio Olimpico, al 25% della sua capienza massima, ospiterà il Campionato europeo di calcio. Una buona notizia arriva da MSC che ha confermato la partenza di 2 navi da Venezia, «è un segno dell’inizio della ripresa», conclude il Presidente della Regione.

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Jesolo, arriva la fibra ottica alle abitazioni

Mer, 14/04/2021 - 12:05

Jesolo è stata inserita nel piano nazionale di cablaggio in tecnologia FTTH (Fiber To The Home) di FiberCop, la nuova società del gruppo TIM. Con un investimento di quasi 5 milioni di euro, è stato avviato l’intervento che consentirà un collegamento ultra veloce grazie alla fibra ottica che verrà portata direttamente alle abitazioni. I lavori sono già iniziati in molte zone della città e interesseranno oltre 11 mila unità immobiliari.

Per posizionare la fibra verranno utilizzate le infrastrutture già esistenti e, laddove non fosse possibile, verranno effettuati scavi a basso impatto ambientale. L’Amministrazione comunale opererà per limitare il disagio ai cittadini e per procedere speditamente con la realizzazione della nuova rete. Questo intervento consentirà di accelerare i processi di digitalizzazione sul territorio a beneficio anche delle esigenze professionali di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, legate alla didattica a distanza e allo smart working.

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Nei primi due mesi dell’anno 1 milione di veicoli in meno sul Passante di Mestre

Mer, 14/04/2021 - 10:49

Un milione di veicoli in meno, nel bimestre di gennaio e febbraio 2021, rispetto all’anno scorso. È il bilancio del traffico sul Passante di Mestre, ridotto a questi numeri dall’emergenza Covid.

CAV, Concessioni Autostradali Venete, fa il bilancio del primo bimestre dell’anno in corso. Il Passante è una delle tratte colpite dal calo del traffico: si è passati dai 3,8 milioni di inizio 2020 ai 2,8 milioni di avvio 2021.

Con una precisazione, però, in attesa che si rendano disponibili i dati di marzo: che la percentuale del flusso stradale si sta man mano assestando e il calo del 41%, registrato in gennaio, si è contenuto al 15% in febbraio. L’impressione è che, in marzo e poi nelle settimane a seguire, i volumi di traffico stiano riprendendo quota.

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Covid in Veneto, superati gli 11mila morti. Ma calano le persone malate: ora sono meno di 30mila

Mar, 13/04/2021 - 17:20

Superati anche gli 11mila morti in Veneto, “con” o “per” il Covid. L’ultimo bollettino di Azienda Zero della Regione Veneto segnala che il totale delle persone mancate per le conseguenze dell’infezione è di 11.008.

Nel solo mese di aprile, cioè in questi ultimi tredici giorni, sono morti 335 veneti a causa della pandemia. Un dato tragico e pesantissimo, che dice ancora una volta la gravità dell’emergenza Covid.

Di converso, l’ultimo bollettino segnala anche un numero positivo: si è scesi sotto la quota psicologica di 30mila persona attualmente positive. Ora sono 29.851, mentre all’inizio del mese erano più di 38mila: questo è il segno tangibile del raffreddamento della pandemia nella nostra regione.

In lenta ma significativa discesa anche il numero delle persone ricoverate negli ospedali veneti: sono 2.050, di cui 281 in terapia intensiva. Ma tredici giorni fa erano 2.241 (e 301 i ricoverati in rianimazione).

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Gli auguri del Patriarca alla comunità islamica all’inizio del Ramadan: «Questo è un tempo per costruire fraternità, amicizia e pace con tutti»

Mar, 13/04/2021 - 16:57

«Questo mese, segnato da prolungati momenti di digiuno e di preghiera, pur condizionato dalla dolorosa pandemia, sia occasione per approfondire il legame con Dio, Clemente e Misericordioso, e compiere gesti di vicinanza, in particolare, verso chi si scopre oggi più povero e fragile proprio a causa della pandemia in atto».

È un passaggio del messaggio di auguri che il Patriarca Francesco Moraglia ha rivolto oggi al Presidente e all’Imam della Comunità Islamica di Venezia per l’inizio del tempo del Ramadan.
«Sia questo – prosegue il Patriarca – un tempo adatto per costruire fraternità, amicizia e pace con tutti, nel reciproco riconoscimento e rispetto».

“Stimati Presidente e Imam,

Cari fratelli e sorelle della comunità musulmana di Venezia,

a voi tutti rivolgo l’augurio più cordiale per il tempo di Ramadan che oggi ha il suo inizio.

Questo mese, segnato da prolungati momenti di digiuno e preghiera, pur condizionato dalla dolorosa pandemia, sia occasione per approfondire il legame con Dio, Clemente e Misericordioso, e compiere gesti di vicinanza, in particolare, verso chi si scopre oggi più povero e fragile proprio a causa della pandemia in atto.

Sia, questo, un tempo adatto per costruire fraternità, amicizia e pace con tutti, nel reciproco riconoscimento e rispetto. Ogni credenza religiosa sia impegnata ad intessere legami con ogni uomo e donna di buona volontà.

Dio, l’Onnipotente, ci sostenga e accompagni nel cammino della vita in questo nostro tempo così impegnativo e decisivo per il futuro dell’umanità.

+ Francesco Moraglia, patriarca

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Zaia ai sindaci: meno burocrazia e più plateatici per aiutare i ristoratori

Mar, 13/04/2021 - 15:24

Meno burocrazia e qualche metro in più di plateatico, così da aiutare i lavoratori dei ristoranti, dei bar e delle gelaterie e dar loro la possibilità di ricominciare, appena ci sarà un via libero.
È l’appello che il presidente del Veneto, Luca Zaia, fa ai sindaci della regione. Zaia si rivolge loro durante il quotidiano briefing con i media, dalla sede della protezione civile a Marghera, per fare il punto sull’emergenza Covid.
L’incontro di Zaia con i rappresentanti della Appe-Fipe di Padova ha messo in luce la situazione tragica in cui versa il settore della ristorazione. «Le aziende non sono state aiutate abbastanza», riconosce il governatore, «l’errore è stato dare contributi a pioggia l’anno scorso», aggiunge.

Ancora nessuna linea guida, però, dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale e dal governo per quanto riguarda le riaperture, ma le Regioni si stanno organizzando e l’ipotesi si sta concretizzando. Il Veneto si è comportato bene, in questo recente periodo, e lo conferma la curva dell’epidemia in costante calo, con un numero calante di ingressi in ospedale e molte negativizzazioni.
«Se il governo – commenta Zaia – opterà per una riapertura nazionale le tempistiche saranno più lente, mentre se si ragionerà in termini regionali noi saremo tra i primi».

Questa mattina sono state consegnate 3 mila dosi di Pfizer e le restanti arriveranno con Astrazeneca e Johnson & Johnson (se non ci saranno – com’è invece probabile –, novità in negativo per quest’ultimo siero, vista la decisione degli Usa di sospenderne l’uso), per un totale di 156 mila entro fine settimana.
Aspettando l’arrivo delle dosi si prosegue sempre a rilento con le vaccinazioni. «I magazzini non sono pieni e non possiamo procedere senza la sicurezza di avere in deposito una seconda dose per tutti», spiega Zaia.

Domattina i direttori delle Ulss si accorderanno sulle modalità con cui concludere entro fine settimana le vaccinazioni dei cittadini over 80. Questo permetterà di impegnare tutte le risorse e proseguire con il gli over 70 (ancora non vaccinati per il 57%) e, andando a scalare, con l’obiettivo di vaccinare anche gli over 60 entro giugno. (G.T.)

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Arriva da Ca’ Foscari il metodo per “prevedere” la succosità dei frutti

Mar, 13/04/2021 - 11:40

Arriva dai laboratori universitari cafoscarini un metodo brevettato per “prevedere” la succosità delle arance senza per questo distruggere una grande quantità di frutti, ma utilizzando scansioni, prove di spremitura e modelli matematici. Dalla collaborazione tra Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Università Ca’ Foscari e Agricola Lusia, azienda di Rovigo, specializzata nella commercializzazione di agrumi per la grande distribuzione e improntata alla sostenibilità, nasce il brevetto che applica metodi matematici per una classificazione statistica meno distruttiva degli agrumi, esempio virtuoso di ricerca scientifica aperta alle necessità del territorio.

Si tratta del primo metodo, e del relativo software e sistema informatico per la sua implementazione, che permette di definire un parametro di succositàdistruggendo una quantità minima di frutti, per poi selezionare le arance una ad una applicando un processo unico, verificabile e soprattutto non distruttivo. Il regolamento CE 1221/2008 prevede infatti che le arance e altri agrumi destinati al consumo fresco contengano un minimo del 30-35% di peso in succo, a seconda della varietà. Finora però nessuno studio aveva collegato la quantità di succo con le caratteristiche fisiche e varietali dell’agrume ed era quindi necessario distruggere una grande quantità di frutti per poterlo scoprire: un metodo non sostenibile, né scalabile a livello industriale.

La metodologia sviluppata invece congiuntamente da Ca’ Foscari e da Agricola Lusia permette, grazie a una serie di prove di spremitura e di misure volumetriche, di elaborare un modello di succosità che “istruisce” il sistema in base al parametro definito e alla varietà, origine e grado di maturazione del lotto.

Con il coordinamento del C4S – Center for Sustainability presente in Fondazione Università Ca’ Foscari, ricercatori e azienda hanno lavorato fianco a fianco nelle sperimentazioni condotte dal prof. Pietro Riello del Dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi, dal prof. Carlo Gaetan del Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica e dal dottor Paolo Girardi, ora al Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, Università di Padova, sviluppando la tecnologia insieme al CEO di Agricola Lusia, Daniele Campagnaro, e al General and Strategic Manager dell’azienda, Nicola Modica che si dice pienamente soddisfatto dei risultati.

“Non serve trovare “l’invenzione del secolo” per essere innovativi” precisa il prof. Riello, “ma sapere ascoltare le esigenze delle aziende, per aiutarle a diventare più competitive migliorandone i processi produttivi o i prodotti e cercando soluzioni tecniche, anche semplici, in linea con la loro natura e capacità di investimento. Si tratta di un dialogo di fondamentale supporto che la nostra università offre al territorio e per valorizzare la ricerca”.

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Arrivano a Jesolo 200 atleti in vista dell’Italian Para Athletics Top Challenge

Mar, 13/04/2021 - 09:34
Oltre 200 atleti atterreranno in questi giorni all’aeroporto Marco Polo di Venezia per partecipare all’Italian Para Athletics Top Challenge, che si terrà allo stadio Armando Picchi di Jesolo dal 16 al 18 aprile.  L’evento, che è organizzato da FISPES – Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali – e fa parte del circuito internazionale “World Para Athletics Grand Prix”, coinvolge 200 atleti stranieri provenienti da 31 Paesi e 65 atleti che rappresentano l’Italia, e costituisce un appuntamento importante anche ai fini della classificazione agli Europei di atletica paralimpica di Bydgoszcz (Polonia) il prossimo giugno e alle Paralimpiadi di Tokyo di fine agosto. L’aeroporto si è preparato all’accoglienza attivando servizi dedicati, coordinati da uno staff multilingue adeguatamente equipaggiato con tute protettive, guanti, mascherine, igienizzatori, per garantire la massima sicurezza sanitaria dei passeggeri.Siamo particolarmente felici di accogliere gli atleti che parteciperanno all’Italian Para Athletics Top Challenge di Jesolo, perché questo evento costituisce un segnale di ripartenza non solo per lo sport, ma per l’aeroporto stesso, che con questi atleti provenienti da tutto il mondo riprende vita e riaccende i motori. In questi lunghi mesi il Marco Polo, se pur con una programmazione di voli molto ridotta, non si è mai fermato, ma ha continuato ad operare come in una sorta di prolungata preparazione a poter finalmente ripartire. Le prospettive di ripresa cominciano oggi gradualmente a concretizzarsi, e ci fa piacere che in questa prima fase il nostro ottimismo coincida con la passione e la dedizione di sportivi paralimpici impegnati nell’atletica con tanto entusiasmo” – ha dichiarato Monica Scarpa, Amministratore Delegato del Gruppo SAVE    Ritengo che quella con l’aeroporto di Venezia sia una collaborazione molto importante che, grazie a professionalità di alto livello che personalmente, come utente dello scalo, ho già potuto sperimentare, ci permette di dare il giusto benvenuto a tutti gli atleti in arrivo. Consideriamo SAVE e l’aeroporto Marco Polo nostri compagni di viaggio, con i quali si è creata un’importante sinergia anche in vista di prospettive future, primi tra tutti i Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026,  rispetto ai quali possiamo considerare l’organizzazione messa in atto oggi una sorta di prova generale. Il mio ringraziamento va dunque a tutto l’aeroporto, i cui servizi costituiranno per gli atleti in arrivo un ottimo biglietto da visita del nostro Paese” – ha affermato Sandrino Porru, Presidente FISPES.   Tutte le gare potranno esser seguite in diretta streaming mondiale sul canale YouTube della FISPES. www.fispes.it

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È morto don Carlo Massari

Mar, 13/04/2021 - 08:19

Verso le 5 di martedì 13 aprile è mancato don Carlo Massari. Tra pochi giorni avrebbe compiuto 92 anni.

Ordinato nel 1953 dall’appena arrivato Patriarca Angelo Roncalli, don Carlo Massari ha vissuto la stagione centrale della sua vita da presbitero nella parrocchia di Sant’Antonio del Lido di Venezia, che stamattina ha accolto con molta tristezza la notizia.

«Sono dell’idea che i preti maturano insieme con la loro comunità», aveva detto don Carlo nell’intervista a GV in cui faceva sintesi dei suoi anni da parroco al Lido, quando, al compimento dei 75 anni, si ritirò. E concludeva: «Ho fatto il prete volentieri».

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Covid in Veneto, entro la settimana in arrivo 156 mila vaccini

Lun, 12/04/2021 - 16:49

In arrivo in Veneto 156 mila vaccini entro il fine settimana. Le 126 mila dosi di Pfizer, 13 mila di Astrazeneca e 14 mila di Johnson & Johnson andranno a sommarsi alle attuali 87 mila conservate nei magazzini del territorio.

«Procediamo con il freno a mano», dice Zaia nella conferenza stampa di oggi riguardo ai 21 mila vaccini giornalieri. «La nostra capacità vaccinale supera di gran lunga le dosi che abbiamo a disposizione», «ci servono più vaccini», aggiunge rivolgendosi al Presidente del Consiglio Draghi. Di questo passo, la previsione è quella di finire gli over 60 entro l’inizio dell’estate, salvo problemi con le forniture. Il Veneto ha valori da zona gialla, sebbene ci sia una media di 80 ricoveri giornalieri, e questo fa ben sperare, ma non si può ancora azzardare un’ipotesi concreta sulla riapertura totale.

In attesa di indicazioni da parte del Comitato Tecnico Scientifico e del governo, Zaia si presenta fiducioso sulla ripresa delle attività e del turismo, motore trainante della regione. In un incontro con la stampa estera Zaia ha confermato che quest’estate il Veneto sarà aperto e pronto all’inizio della stagione turistica che rappresenta una speranza comune dei veneti, impazienti di tornare ad una semi-normalità, e degli stranieri, desiderosi di visitare la regione. (G.T.)

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Mestre, spacciatore si rifugia nel cassonetto per non essere arrestato

Lun, 12/04/2021 - 14:56

Si nasconde all’interno di un cassonetto della spazzatura per sfuggire al fermo degli agenti, ma viene trovato dagli operatori in borghese della Polizia locale e arrestato. Protagonista uno spacciatore 23enne, con precedenti, sorpreso nel pomeriggio di ieri, domenica 11 aprile, a consegnare una dose di droga ad un consumatore già noto alle Forze dell’ordine. I fatti sono avvenuti a Mestre, nella zona del Rione Piave.

Nel dettaglio, uomini del servizio antidroga affiancati da personale in borghese stavano effettuando, come già avvenuto diverse volte in questi mesi, dei controlli nella zona fra le vie Piave, Dante e Stazione, area in cui si segnala un’importante attività di spaccio di droga e in particolare di eroina. Gi operatori hanno notato stazionare nell’area tra via Montello e via Dante due stranieri, raggiunti poco dopo in bicicletta da un 51enne italiano della zona. L’uomo ha iniziato a parlare con uno dei due, un ragazzo 23enne, il quale, poco dopo, ha espulso dalla bocca un involucro bianco che gli ha consegnato. Dopo lo scambio le persone hanno preso strade diverse.

A questo punto l’acquirente è stato bloccato da una pattuglia in via Sernaglia. Gli agenti gli hanno fatto consegnare l’involucro che conteneva eroina “gialla”. Lo spacciatore, invece, è stato intercettato da una seconda pattuglia, alla vista della quale ha inziato a scappare su una bicicletta. Venuto a contatto con la pattuglia, ha abbandonato la bici a terra e ha continuato a scappare a piedi, con l’inseguimento che è proseguito tra via Piave, via Podgora e via Monte San Michele. Gli agenti lo hanno ritrovato in un cassonetto nel quale l’uomo si era rifugiato per sfuggire all’arresto.

Gli agenti lo hanno fatto uscire dal cassonetto e l’uomo ha regito con violenza nei loro confronti, rendendo necessario l’uso delle manette. Il 23enne è stato perquisito e gli operatori hanno recuperato 270 euro, sequestrati in quanto ritenuti derivanti dallo spaccio di droga. Dopo l’arresto il pusher è stato trasferito per la notte in una delle camere di sicurezza del Comando generale di Polizia locale nell’Isola del Tronchetto. Lì ha proseguito con delle intemperanze, rendendosi protagonista di gesti di autolesionismo che hanno portato al suo trasfermiento nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia. L’arresto è stato confermato nella mattinata di oggi, lunedì 12 aprile, mentre l’udienza per il processo si svolgerà il 12 luglio prossimo.

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Assegno unico per i figli, ancora tanti punti oscuri

Lun, 12/04/2021 - 07:42

La data c’è e ormai tutte le famiglie la conoscono: dal 1° luglio scatterà il nuovo assegno unico per i figli che andrà a modificare radicalmente le politiche di welfare famigliare del nostro Paese. Quello che ancora non si conosce è se quell’assegno sarà più o meno sostanzioso, con il rischio – sono già state fatte alcune simulazioni – che molte famiglie arrivino a percepire meno di quanto oggi ricevono con i vari bonus. «I regolamenti attuativi, che ancora non ci sono, faranno la differenza», spiega Cristian Rosteghin, vice presidente delle Acli del Veneto. «Purtroppo come accade spesso in Italia si punta molto sugli annunci, mancando poi di concretezza». Quella concretezza che è data dai numeri e in particolare da quanti soldi lo Stato metterà a disposizione. Non solo: «Proprio perché è già stato calcolato che molte famiglie andranno a rimetterci, dovranno essere previste delle clausole di salvaguardia per colmare quel gap», aggiunge Rosteghin.

Assegno più leggero di prima. E’ stato infatti calcolato che circa 1,3 milioni di famiglie potrebbero ricevere meno rispetto ai bonus attuali (l’assegno unico va a eliminare bonus bebè, bonus mamma, assegni famigliari), soprattutto per quanto riguarda i lavoratori dipendenti. E’ vero che il nuovo assegno può arrivare fino a 250 euro a figlio dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, ma secondo alcune stime – per fare un esempio – con un Isee di 52mila euro, il contributo scenderà a 67 euro mensili per i figli minorenni e a 40 euro per i maggiorenni. I più sfortunati, in questa simulazione, arriverebbero a perdere circa 380 euro l’anno. Ed è qui che entrano in gioco le clausole di salvaguardia che il Governo dovrà introdurre per colmare queste disparità. E per farlo dovrà aumentare il fondo di almeno 800 milioni l’anno, se non di più. «Attendiamo i regolamenti per capire», ripete Rosteghin che sottolinea come i tempi inizino a diventare stretti. «Se il primo assegno andrà erogato con la busta paga di luglio, tutto dovrà essere pronto molto prima, altrimenti come faranno i datori di lavoro a calcolare l’importo da erogare?». Le regole dovranno uscire per tempo, certo non il 30 giugno.

Isee da fare in fretta. E nel frattempo le famiglie dovranno munirsi dell’Isee. Un dettaglio, questo, non da poco. Finora, infatti, per ricevere gli assegni famigliari in busta paga era sufficiente fornire alcuni dati al datore di lavoro. Ora invece si dovrà prendere appuntamento in un Caf e farsi calcolare l’Isee, che mette insieme il reddito percepito, ma anche le eventuali proprietà e altre entrate, laddove ce ne siano. Reddito che riguarda la famiglia e non il singolo. Ecco perché più di qualcuno potrebbe rimetterci. Torniamo all’Isee: per essere pronti a luglio bisognerebbe iniziare fin da subito a contattare i Caf, predisporre tutti i documenti necessari (che non sono pochi) e presentarsi all’appuntamento. «Tenendo conto, però, che i Caf in questo periodo sono già impegnati con i 730 e con il reddito di emergenza, per cui si rischia un ingorgo. I tempi, insomma, sono stretti». Ma perché scegliere la data del 1° luglio per partire? Spiega Rosteghin: «Si tratta di un retaggio storico, perché le dichiarazioni dei redditi andavano presentate entro maggio. Ora non è più così. Altra incongruenza: consideriamo che l’Isee si fa sulla base dell’ultima dichiarazione dei redditi: lo faccio ora, quindi, e ho una fotografia che risale al 2019. E con quella fotografia si andrà avanti per un anno, visto che l’assegno parte a luglio. Dunque con un Isee riferito a due anni prima». Se nel frattempo la situazione di una famiglia è cambiata – e i casi sono tantissimi visto il sopraggiungere della pandemia nel 2020 – si può richiedere l’Isee corrente, che con i dati in possesso al momento, fotografa la situazione attuale. Questo tipo di Isee dura sei mesi e poi va rifatto. «Tempistiche e scadenze, insomma, andavano pensate meglio».

Lavoratori autonomi, nebbia fitta. Per non parlare dei lavoratori autonomi e degli incapienti, che finalmente si vedono riconoscere il diritto ad avere delle agevolazioni per la famiglia, laddove fino ad ora ne erano esclusi, ma per i quali ancora nulla si sa. «E’ giusto che questa misura sia universalmente riconosciuta, ma per queste categorie – riflette il vicepresidente Acli – ancora non si conoscono le modalità con cui l’assegno dovrà essere richiesto e poi verrà erogato». Altre criticità riguardano il limite d’età dei 21 anni. «Oggi un figlio che studia o che non lavora è a carico fino ai 25 anni. Ora cosa succederà? A una famiglia con un figlio studente di 22 anni non verrà riconosciuta alcuna detrazione? Anche in questo caso – sottolinea Rosteghin – andrebbero pensate delle clausole di salvaguardia». Detto di tutte queste problematiche, rimane che l’impostazione dell’assegno unico è quanto veniva auspicato da tanto tempo in termini di sostegno alle famiglie. «Non sarà determinante e di sicuro le cifre erogate non faranno la differenza. Ma è una misura più equa, non più legata a iniziative spot. Le famiglie più numerose avranno comunque un sostegno importante, ma – ribadisce Rosteghin – tutto dipenderà dalle cifre a disposizione».
Serena Spinazzi Lucchesi

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Maltempo: pioggia intensa e vento forte nella notte fra lunedì 12 e martedì 13

Dom, 11/04/2021 - 21:18

Stato di attenzione, anche nel Veneziano, per il maltempo, in particolare nella notte fra lunedì 12 e martedì 13 aprile. Sono previste piogge molto intense, accompagnate da venti forti, fino a 60 chilometri orari.

La perturbazione che sta interessando il Veneto ha spinto il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione a dichiarare lo Stato di Attenzione per Criticità Idrogeologica dalle ore 14.00 di lunedì alle ore 14.00 di martedì su alcuni bacini idrografici del Veneto, e l’allerta gialla per pericolo valanghe su Dolomiti e Prealpi. Lo Stato di attenzione è dichiarato sui bacini Piave-Pedemontano; Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone; Basso Brenta-Bacchigione; Basso Piave-Sile-Bacino Scolante in laguna.

Le previsioni indicano tra lunedì mattina e martedì mattina tempo perturbato con precipitazioni estese e persistenti specie tra il pomeriggio-sera di lunedì e le prime ore di martedì quando saranno probabili anche rovesci o locali temporali. Quantitativi in genere consistenti specie tra alta pianura e Prealpi/Dolomiti meridionali dove potranno
risultare anche abbondanti. Limite nevicate inizialmente intorno ai 1700 m sulle Dolomiti e i 2000 m sulle Prealpi, in abbassamento dal pomeriggio/sera di lunedì fino ai 1000 m circa sulle Dolomiti e 1200/1400 m sulle Prealpi in serata. Venti inizialmente moderati/tesi di Scirocco sulla costa e tesi a tratti forti meridionali in quota, in rotazione verso sera dai quadranti settentrionali con rinforzi di Bora sulla costa.

Nel corso di martedì fenomeni in progressivo diradamento e attenuazione. Probabile fase più perturbata e intensa tra il tardo pomeriggio/sera di lunedì e le prime ore di martedì quando saranno possibili anche rovesci o locali temporali specie su Prealpi e pianura e con quantitativi complessivi che potranno essere concentrati in 12 ore circa.

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Oriago, il gruppo d’ascolto che non ha mai smesso di trovarsi: on line

Dom, 11/04/2021 - 17:40

Una quindicina di giorni fa l’ultimo incontro. Ed ecco completato il programma dell’anno sul vangelo di Matteo. La partenza era stata sprint, perché rimanevano da recuperare ancora sei incontri dell’anno precedente, stoppati dalla pandemia.
Pierpaolo Babetto guida un gruppo d’ascolto a Oriago: l’unico della parrocchia che è andato avanti fino alla fine. Per riuscirci ha rinunciato alla presenza e ha traslocato su zoom. «Ad agosto ero al lago di Molveno. Mi arrovellavo su come e cosa fare quest’anno. Mia moglie mi ha dato l’ispirazione: Perché non fare come per la didattica a distanza?».

Lei insegna inglese. Lui, 53 anni, musica in una scuola media; dal 2009 è nell’avventura dei gruppi d’ascolto: «L’idea mi è parsa buona (pensando ai partecipanti, non me la sentivo di continuare a trovarci in casa, né di spostarci in patronato) e l’ho condivisa con la nostra coordinatrice, che mi ha incoraggiato a provarci».

Così a settembre sono partiti subito forte, recuperando in tre settimane il “debito”, con due icone bibliche, anziché una, a settimana. Altri due gruppi erano partiti, cominciando a trovarsi in parrocchia, ma si sono fermati appena hanno cominciato a risalire i contagi. Poi finalmente incontri più distesi e regolari, sempre di martedì.

Sono quasi tutte coppie, sui 60-65 anni. Non un’età così avanzata da rendere difficile poco proponibile il sistema delle videoconferenze. L’esperienza della pandemia naturalmente è entrata in modo forte nelle condivisioni, quando la Parola di Dio viene calata nella vita concreta di ciascuno.

La fatica del collegarsi a distanza c’è stata naturalmente; con il disagio di essere interrotti automaticamente dopo 40 minuti (durata massima del servizio, nella forma gratuita) e la necessità di riattivare la connessione.

«Comunque il ritrovarci ogni una o due settimane ci ha fatti sentire uniti. Dopo il Padre Nostro e le preghiere iniziali, leggevamo il salmo, un versetto a testa. Questo modo di essere coinvolti ci dava speranza. Devo dire che nel ricollegarci la seconda volta, dopo l’interruzione dei 40 minuti – l’incontro non durava più di un’ora e un quarto – ci ritrovavamo più sciolti, per affrontare la parte della condivisione».
Eccezionalmente, l’altra settimana, ha accolto l’invito a collegarsi con il gruppo anche il parroco, don Cristiano Bobbo.

A conclusione di quest’anno, dunque, rimane la soddisfazione per aver sfruttato un’occasione, nonostante varie difficoltà, non ultima l’aver dovuto preparare gli incontri da solo. La speranza è di tornare presto a una relativa normalità. Se la stagione d’oro dei gruppi d’ascolto è alle spalle, la voglia, in chi li ha frequentati ad Oriago, di ridare vita a questa esperienza non annega nella sterile nostalgia, ma si è fatta scelta concreta con il sostegno di un’adozione a distanza.

Giovanni Carnio

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Desta e Solomon, studenti eritrei ospiti in Italia: «Grazie, veneziani: ci state donando il futuro»

Dom, 11/04/2021 - 10:20

Si chiamano Desta e Solomon, uno ha 40 anni e l’altro ne ha 28, e vivono attualmente nella Casa studentesca S. Michele di Mestre.
Si sono già laureati nel loro Paese in Ingegneria civile ma ora stanno integrando i loro studi a Venezia attraverso un master (della durata di un paio di anni) allo Iuav che li sta conducendo ad approfondire temi e questioni di urbanistica e ingegneria ambientale.
Sono entrambi eritrei e sono arrivati qui da Addis Abeba in Etiopia nel settembre scorso attraverso il progetto dei “Corridoi Universitari” (vedi sotto). Li caratterizza la scomoda condizione di “rifugiato” e il fatto di essere dovuti fuggire, per ragioni di sicurezza e quindi di… vita, dalla loro patria d’origine (l’Eritrea, appunto) devastata da una sorta di stato di guerra permanente e dal regime dittatoriale che la governa.

«Solo studiando posso aiutare il mio Paese». «Sono nato e cresciuto in Eritrea – esordisce Desta, con l’aiuto della traduzione effettuata da un mediatore linguistico – nel 2002 mi sono diplomato alla scuola tecnica di Asmara e poi nel 2011 mi sono trasferito in Etiopia dove sono rimasto fino al 2020 e mi sono laureato in Ingegneria civile. Viste le difficoltà non solo di lavoro ma anche di sicurezza che esistono lì, nei centri di accoglienza, e grazie all’opportunità di questa borsa di studio, ho deciso di venire a Venezia».
Il più giovane, Solomon, racconta di aver fatto più volte la drammatica spola tra l’Eritrea (Paese di cui è originario) e l’Etiopia (dove ha completato gli studi superiori e universitari divenendo pure lui ingegnere civile): «Io ho sempre amato studiare, da quando ero piccolo, e so che solo studiando posso aiutare il mio Paese e la mia famiglia».
Durante la conversazione affiorano alcuni particolari della loro condizione di rifugiati: «Lì non ci sentivamo sicuri, avevamo paura di essere ricercati e riportati in Eritrea», aggiungono all’unisono e parlandone, anche per ciò che è successo a loro amici e connazionali, fanno capire che è stata, praticamente, una questione di vita o di morte.
Ed emergono anche ripetuti episodi di violenza perpetrati, spesso da soldati, ai danni di parecchie religiose; fatti terribili che, soggiungono, non dovrebbero lasciare indifferenti quei popoli – italiano ed europeo in primis – che condividono la loro stessa fede.

«La patria è come la mamma…». Ma che cosa significa per loro essere un “rifugiato”? «Il rifugiato – spiega Desta – è una persona che scappa per non morire. Ed è anche una persona che manca di qualcosa, non si sente ancora completa ed è in ricerca. E per anche per questo che si sposta da un luogo all’altro. Per me questa condizione ha rappresentato, comunque, anche un vantaggio: mi ha dato, infatti, l’opportunità di continuare gli studi, prima in Eritrea e ora qui a Venezia».
Per Solomon il rifugiato è «una persona fragile, non ancora soddisfatta e dalla vita piena di difficoltà e di ostacoli: ogni volta che ne supera uno se ne presenta subito un altro…».
Ricordano entrambi la loro patria, l’Eritrea, e i loro connazionali. Desta osserva che c’è una grande differenza tra chi ha vissuto questi ultimi tragici trent’anni e le generazioni precedenti: «La mia generazione è fatta da persone che – a causa del sistema politico – sono isolate da tutto il mondo, non hanno il diritto di parlare o di studiare, di progettare la loro vita. E si sono viste sottrarre tanti diritti fondamentali». Solomon dice che «la patria è come la mamma e perciò, anche quando si diventa grandi, la mamma rimane unica e ti manca. Non te la puoi dimenticare, perché nasci da lì».
Per gli eritrei, ovviamente, l’Italia non è sconosciuta, dati i legami coloniali antichi ma ancora forti nel cuore della popolazione, ed anzi il nostro Paese – con la sua vita e cultura – è ben noto e apprezzato per tanti aspetti.
Si trovano ottimamente da noi e dicono: «Qui siamo stati accolti bene e non ci manca nulla». Certo, hanno patito abbastanza il freddo, per loro inusuale, dei mesi scorsi e rimpianto il clima più caldo delle loro parti… Solomon, poi, ha qualche nostalgia del suo popolo, «affettuoso e accogliente», ma è sempre molto colpito e ammirato dalla città di Venezia, per come è stata costruita e curata; le uniche cose che non gli piacciono della vita qui sono l’eccessivo consumo di alcol e la scarsa propensione degli italiani ad imparare altre lingue.

«Al mio Paese auguro solo la pace». Quanto a Desta, ha qualche nostalgia «dei luoghi, della comunità e delle persone» del suo Paese ma gli piace moltissimo vivere in Italia, «nazione ben sviluppata e con un popolo gran lavoratore», anche se ci sono (troppo) pochi giovani.
Come immaginano il loro futuro? In un mix di lavoro e formazione continua, nel commercio o nel settore dell’ambiente. Dove? «Non lo sappiano – affermano insieme -. Potrebbe essere in Italia, in Etiopia, in Africa o in altre parti del mondo…». Sono entrambi cristiani – copti ortodossi – e dunque è naturale chiedere a Desta e a Solomon, a pochi giorni dalla Pasqua, un augurio speciale da rivolgere alla loro vita e da indirizzare anche ai lettori di Gente Veneta. Solomon esprime l’auspicio che Pasqua «sia soprattutto un modo per avvicinarsi a Dio. E poi, come avviene in ogni festa, che le persone si possano riunire e stare insieme (Covid permettendo… – n.d.r.) e così, parlando tra loro, possano interagire e cambiare il loro futuro. A me auguro di completare bene gli studi e di poter sempre ringraziare Dio».
Desta, infine, augura al popolo italiano «che la Pasqua sia la festa del cambiamento e porti a tutti una benedizione; è un popolo che sta lottando e soffrendo molto a causa del coronavirus. A me e al mio Paese auguro semplicemente la pace. Quella ci manca parecchio».

Alessandro Polet

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In Veneto, nel 2020 del Covid, sono aumentati i trapianti. Cestaro (Aido): «Grazie al sistema sanitario e a chi ha consentito le donazioni»

Sab, 10/04/2021 - 21:22

Ricorre domani, domenica 11 aprile,  la Giornata nazionale della donazione e del trapianto.

Dichiara il presidente di Aido Veneto Luca Cestaro: “Nello sciagurato 2020, purtroppo così pesantemente segnato dal covid, i trapianti in Veneto sono comunque saliti rispetto al 2019: 496 contro 488. Un grande grazie va al Sistema sanitario regionale in tutte le sue componenti, che si conferma d’eccellenza e motivo d’orgoglio, e un pensiero di riconoscenza lo rivolgiamo a tutti coloro che hanno consentito che questi trapianti potessero essere effettuati”.

Cestaro ricorda che “senza trapianto, purtroppo molti pazienti non hanno alternativa di cura. È stato fatto molto, ma molto ancora resta da fare, perché le liste di attesa restano lunghe. Per questo, come Aido, ci sentiamo di mandare un appello a tutta la popolazione: si consideri la possibilità di essere un potenziale donatore per quando arriverà il momento del trapasso. Ognuno di noi rifletta su questo. Si può anche scegliere legittimamente di “no”, l’importante è che ci sia una decisione consapevole”.

Le manifestazioni di volontà favorevoli possono essere raccolte, oltre che iscrivendosi ad Aido, in Comune, al momento del rinnovo della carta d’identità; comunicandolo alla propria Ulss di riferimento o con uno scritto olografo. Possono essere modificate in qualsiasi momento, così come avviene per i testamenti.

In occasione della Giornata nazionale della donazione e del trapianto, nell’impossibilità di organizzare banchetti nelle piazze a causa dell’emergenza sanitaria, domani in tante città anche del Veneto sarà proiettato un faro con il logo di Aido, in segno di amore per la vita.

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Guardare alla vita con rispetto e umanità

Sab, 10/04/2021 - 18:52

Pubblichiamo un comunicato dell’Ufficio della Pastorale Familiare del Patriarcato di Venezia

Ogni donna che porta in sé la vita va guardata con rispetto, aiuto e vicinanza. Con amarezza si vede pubblicizzare la pillola abortiva come una “conquista da difendere” e un agire “in tutta sicurezza”, così banalizzando e riducendo l’esperienza ben più complessa e totalizzante che la donna vive e tacendo completamente della vita del bambino.

Si sente dire, ricordava papa Francesco a un convegno promosso dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita (25 maggio 2019), “Voi cattolici non accettate l’aborto, è il problema della vostra fede”. E invece “No: è un problema pre-religioso. La fede non c’entra. Viene dopo, ma non c’entra: è un problema umano. Non carichiamo sulla fede una cosa che non le compete”.

Lasciare una donna, che si trova a vivere un momento così delicato della sua esistenza, a gestire nell’anonimato e nella solitudine la decisione di escludere la vita di un nascituro, significa abbandonarla, gravata da un peso da scrollarsi prima possibile.

“L’aborto non è mai la risposta che le donne e le famiglie cercano. La violenza e il rifiuto della vita da dove nascono in fondo? Dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo”.

 Ufficio per la Pastorale Familiare del Patriarcato di Venezia

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Adorazione perpetua a San Silvestro: da 6 anni un ristoro per l’anima a Venezia

Sab, 10/04/2021 - 17:45

Dall’aprile 2015 ad oggi. Sei anni di adorazione eucaristica perpetua, 24 ore su 24, che non si sono mai fermati, nemmeno in tempo di lockdown. Perché la proposta lanciata all’interno della cappella della chiesa di San Silvestro è proseguita senza sosta – almeno per quanto riguarda le ore diurne – anche quando nella primavera 2020 l’intero Paese è stato costretto allo stop. Un anniversario che verrà ricordato domenica, insieme al Patriarca: sarà infatti mons. Moraglia a celebrare la Messa delle ore 18, ricordando l’avvio sei anni fa dell’Adorazione eucaristica perpetua a San Silvestro. «L’intenzione iniziale è stata quella di far partire un’iniziativa simile a quella che già da tempo veniva svolta a Santa Maria Goretti, a Mestre», ricorda don Antonio Biancotto, parroco di San Cassiano e San Silvestro che spiega come la svolta sia arrivata grazie ad un sacerdote di Roma, arrivato a Venezia per condividere proprio l’esperienza dell’adorazione perpetua. Iniziata coinvolgendo un po’ tutta la città lagunare, in modo particolare le realtà parrocchiali limitrofe e i religiosi. «Attualmente gli adoratori che garantiscono il proprio turno di preghiera sono circa 180, persone di età varia (anche giovani) non soltanto delle realtà vicine ma provenienti anche da più lontano, come da Lido, Murano e terraferma. Alcuni si sono avvicendati nel corso degli anni, ma tanti partecipano ancora, sin dall’esordio».

Un ristoro per l’anima. E c’è da dire che nell’arco della giornata – per via del coprifuoco delle 22 l’adorazione ora è sospesa solo di notte – sostano in cappellina anche tanti cittadini comuni alla ricerca di un ristoro per l’anima. Chi prima di andare a fare la spesa a Rialto, chi prima di recarsi al lavoro, chi per ringraziare della giornata vissuta. «Questa cappellina è diventata ormai un punto di riferimento, un rifugio. Ricorda alla città il valore della dimensione spirituale, della preghiera. All’interno della diocesi? Solo due realtà portano avanti tale proposta», chiarisce don Biancotto, lanciando un appello ai nuovi adoratori. Affinché, non appena si potrà, diano disponibilità nelle ore notturne – la fascia più a rischio è quella dalla mezzanotte alle 6 – e in vista dell’estate, periodo di ferie per i più. «In questa fase storica, in cui stiamo vedendo i nostri limiti, le nostre fragilità, ci rendiamo conto davvero di quanto abbiamo bisogno di appoggiarci a Qualcuno. E questa chiesa è un richiamo: guarda che la tua vita è nelle mani del Signore, che ti sostiene e accompagna nel bisogno».
Marta Gasparon

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