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Aggiornato: 1 ora 46 min fa

Generi alimentari in dono a Casa dell’Ospitalità di Mestre da parte di Pam Panorama

Ven, 12/07/2019 - 17:09

Pam Panorama ha scelto di appoggiare l’iniziativa del Rotary club Venezia Mestre Torre per sostenere l’attività dell’Emporio Solidale e della Casa dell’Ospitalità di via Santa Maria dei Battuti a Mestre.

Nella giornata di oggi è stato organizzato un service dal Rotary club Venezia Mestre Torre finalizzato a raccogliere e preparare per l’Emporio Solidale e per la Casa dell’Ospitalità i “KIT alimentari” con generi di prima necessità e i “Kit Autonomia” per allestire degli appartamenti per le persone che a breve usciranno dalla casa dell’ospitalità e che stanno per intraprendere un percorso di vita in autonomia.

Pam Panorama ha donato, da inserire all’interno dei kit alimentari, una serie di alimenti quali lenticchie, fagioli, piselli, ceci, pasta, riso e passata di pomodoro delle diverse linee a marchio della storica insegna veneziana della grande distribuzione.

Il service del Rotary continuerà fino a Natale con un corner allestito all’interno dell’Emporio Solidale dove saranno presenti i prodotti e i servizi forniti dallo stesso Rotary per le famiglie bisognose.

L’Emporio Solidale nasce come un luogo dove, oltre ai generi di prima necessità, si offre accoglienza e dove si condividono le risorse, offrendo così un’occasione di ripartire a chi si trova in difficoltà. L’Emporio funziona un po’ come un “negozio” dove le famiglie con difficoltà economiche possono recarsi e fare la spesa con una tessera a punti assegnata in fase di colloquio preliminare al centro d’ascolto.

«Abbiamo deciso di supportare l’iniziativa dell’Emporio Solidale per aiutare le famiglie con difficoltà economiche del comune di Mestre”, commenta Fulvio Faletra, Direttore Customer Engagement di Pam Panorama.

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Venezia, la Presentazione di Gesù al tempio di Giovanni Bellini torna a “casa”, alla Fondazione Querini

Ven, 12/07/2019 - 15:02

Da sabato 13 luglio il capolavoro di Giovanni Bellini, la “Presentazione di Gesù al Tempio”, torna ad essere esposto tra le opere della Casa Museo della Fondazione Querini Stampalia a Venezia.

A settembre 2018 la tavola ha lasciato la Querini Stampalia per essere esposta in occasione della grande mostra su Andrea Mantegna e Giovanni Bellini, prima alla National Gallery di Londra, poi alla Gemäldegalerie di Berlino.

Nel marzo del 2018, l’opera è stata oggetto di un confronto con la ‘gemella’ di Andrea Mantegna, in una mostra alla Fondazione Querini Stampalia.

E’ stata la prima volta che si sono incontrati, in tempi moderni, la tempera su tela del Mantegna (c. 1453) della Gemäldegalerie di Berlino e l’olio su tavola di Bellini (c. 1470) della Querini Stampalia.

Due dipinti, identici nella struttura compositiva, realizzati da due grandi artisti del Rinascimento. Due opere geniali, uguali eppure diverse.

Scoprire le differenze è ancora possibile attraverso il video “Ritratti di famiglia. Il Giovanni Bellini della collezione Querini Stampalia”, ora visibile in Corte Mazzariol. Prodotta dalla Fondazione Querini Stampalia in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per la regia di Marco Del Monte, la video installazione del Collettivo Michaux, presenta una lettura visiva del capolavoro di Giovanni Bellini e un confronto sinottico con l’opera di identico soggetto realizzata da Andrea Mantegna, ripercorrendo le principali tappe storiografiche che hanno portato alla definitiva attuale attribuzione.

Domenica 14 luglio alle ore 11, nell’ambito delle visite guidate gratuite, in italiano, comprese nel biglietto d’ingresso alla Fondazione, che si svolgono tutte le domeniche fino al 29 settembre, verrà proposto un focus sul dipinto di Giovanni Bellini di ritorno “a casa”.

La visita (della durata di un’ora circa) comprende un tour del Museo, della Collezione Intesa Sanpaolo e dell’Area Scarpa. Non è necessaria la prenotazione.

Si ricorda inoltre che tutte le domeniche i residenti nel Comune di Venezia hanno ingresso gratuito alla Fondazione Querini Stampalia.

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Jesolo: da domani, davanti alle discoteche, personale Ulss offrirà ai giovani i test contro la droga da stupro

Ven, 12/07/2019 - 13:49

La novità di questa estate sono i reattivi per la presenza del GHB, sostanza nota come droga da stupro, versata nei drink per mandare in stato confusionale la persona e poi abusarne sessualmente. «Il nostro personale – annuncia il direttore del Ser.D dell’Ulss4, Diego Saccon – consegnerà questi reagenti a chi ha dubbi su quello che sta bevendo. È sufficiente bagnare il test consegnato con una goccia della bevanda e se questo cambia colore significa che ha rilevato il GHB».

Riparte così, a Jesolo, la campagna di prevenzione che, da oltre vent’anni, vede coinvolti il Comune di Jesolo, l’Azienda Ulss4 Veneto Orientale, Confcommercio e Silb (Sindacato dei locali da ballo).

Alla mezzanotte di domani, sabato 13 luglio, in occasione di una delle uscite programmate, il Direttore generale dell’Azienda Ulss4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza, il vicesindaco della Città di Jesolo, Roberto Rugolotto assieme ai rappresentanti di Confcommercio e Silb, saranno presenti fuori dalla discoteca “Il Muretto” per vedere in prima persona il funzionamento di due progetti.

Il progetto “Off Limits” garantisce la presenza, nei fine settimana, di un camper che sosta in aree limitrofe ai locali di maggiore tendenza, con operatori del Ser.D che incontrano i ragazzi con l’obiettivo di ridurre i rischi derivanti dall’uso di alcool e di sostanze stupefacenti: forniscono informazioni, danno consigli, effettuano l’alcol test. Obiettivo strategico è instaurare interventi di prevenzione nei luoghi del divertimento e il dialogo con gli operatori per agire in modo efficace sui giovani.

Confermata anche quest’anno l’App gratuita “Off Limits” per tablet e smartphone, che permette di calcolare il tasso alcolemico teorico inserendo le bevande alcoliche assunte, di apprendere i rischi legati all’assunzione di sostanze, di individuare con la geolocalizzazione il luogo in cui sono operativi gli operatori del Servizio per le dipendenze”. L’applicazione offre anche degli “alert”, avvisi in caso di diffusione di sostanze di nuova sintesi o di un pericolo imminente.

Assieme ad Off Limits si riconferma il progetto “Vacanze sicure”, che da diversi anni vede la presenza di un’automedica del Pronto soccorso dell’ospedale di Jesolo nei pressi di Piazza Mazzini per assicurare interventi sanitari tempestivi sul posto in caso di necessità.

«Abbiamo ribadito più volte come la prevenzione rappresenti il binario su cui deve essere instradata l’attività di un’amministrazione che voglia sostenere il divertimento responsabile dei giovani», commenta l’assessore alle Politiche Sociali della Città di Jesolo, Roberto Rugolotto. «Jesolo ha intrapreso questo percorso da anni con un servizio che è a garanzia dei nostri giovani e di quelli che sono ospiti nella nostra località, che possono acquisire un bagaglio di conoscenze importante».

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Centro Nazaret a Zelarino, arriva la cartella clinica digitale

Ven, 12/07/2019 - 10:12

Dal 21 giugno è attivo presso il Centro servizi Nazaret il software Cartella utente web 2016 rilasciato dal fornitore Software 1 specializzato in questo settore; un software che permette la presa in carico degli ospiti e dei pazienti del Centro Servizi con una forte integrazione tra le diverse figure professionali che compongono l’équipe (medici, infermieri, operatori socio sanitari, psicologi, assistenti sociali, logopedista, educatori, fisioterapisti).

Attraverso l’uso di pc e tablet in dotazione nei reparti e di credenziali di accesso personali, tutti gli operatori possono inserire a sistema le attività sanitarie e di assistenza che riguardano ogni persona accolta al Centro Nazaret.

Questo permette un più efficace ed efficiente passaggio delle informazioni tra i vari professionisti, senza dover più richiedere numerosi passaggi di consegne tra gli operatori che avverranno quindi, in gran parte, automaticamente grazie al software.

Un esempio? Se il medico prescrive un cambio della terapia farmacologica o la persona rientra al Centro Nazaret dopo un ricovero temporaneo in ospedale, tutta l’équipe che si occupa di quella persona sarà tempestivamente e puntualmente informata sulle mutate condizioni dell’ospite.

Il software inoltre permette la dematerializzazione di molta documentazione e la registrazione capillare e puntuale di tutte le attività degli operatori relative al percorso di cura e assistenza di ogni singolo ospite o paziente.

Opera Santa Maria della Carità ha scelto di dare il via a questo progetto di informatizzazione del dossier socio-sanitario che ha richiesto un importante investimento in termini di risorse economiche ed organizzative. Il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto però questo passaggio assolutamente necessario per garantire ai Servizi un supporto che premia e valorizza ulteriormente la professionalità delle persone selezionate per operare nei propri Servizi e un doveroso adeguamento alle nuove tecnologie.

Il 20 giugno un gruppo di più di 40 operatori, appartenenti alle varie categorie professionali operanti all’Interno del Centro Servizi Nazaret, ha partecipato al primo incontro di formazione per imparare le funzionalità del nuovo software; già dal giorno seguente gli operatori si sono dimostrati pronti a questo cambiamento organizzativo e culturale che viene loro richiesto nella quotidianità del loro lavoro. I mesi estivi vedranno una prima fase di test e di avvio di Cartella utente web che diventerà operativo a tutti gli effetti, eliminando gran parte della gestione cartacea della documentazione, dal mese di settembre.

Elisa Pozzobon

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Mira, inizia lunedì 15 la riasfaltatura delle strade. Ecco le prime vie in cui ci sarà cantiere

Gio, 11/07/2019 - 17:59

Inizierà lunedì 15 luglio il programma di riasfaltature che riguarda la città di Mira. Si chiude così il cerchio delle opere cominciate nei mesi scorsi per la sostituzione delle tubature del gas.

La prima fase di interventi comincia con una serie di vie. Queste: via Naritti, via Filzi, via Calvi, via della Segheria, via Treves, via Cairoli, via Nazario Sauro, via Cesare Battisti (incrocio con via Nazario Sauro), via Damiano Chiesa. Da lunedì 15 iniziano i lavori preparatori, la chiusura delle strade parte dal 22 luglio.

Questa prima tranche di rifacimenti dell’asfalto durerà fino al 30 settembre e prevede la chiusura delle arterie per tutta la giornata salvo – alla sera, terminato il turno di lavoro – riaprirle solo per i residenti. Non appena avviato il cantiere, in ciascuna via sarà istitutito il divieto di sosta permanente fino al termine dei lavori.

L’operazione di riasfaltatura sarà eseguita dalla impresa Asfalti Barizza.

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Tutto pronto: da venerdì 12 a domenica 14 l’Home Venice Festival al parco di San Giuliano

Gio, 11/07/2019 - 16:53

Quattro palchi, campeggio, area food&beverage, punto di primo soccorso avanzato, zona giochi per i più piccoli. Da domani, venerdì 12 luglio, il parco San Giuliano ospiterà l’Home Venice Festival, e lo farà all’insegna di numeri paragonabili a un grande evento internazionale. Per presentare strutture e scaletta il founder della manifestazione, Amedeo Lombardi, ha incontrato gli operatori dell’informazione direttamente nell’area del main stage, ormai praticamente ultimato nelle vicinanze del pattinodromo. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche l’assessore alle Politiche giovanili, Simone Venturini, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, la vicecomandante della Polizia locale, Maria Teresa Maniero, e, in rappresentanza del gruppo Avm e di Vela spa (braccio operativo del Comune in fatto di grandi eventi) Giovanni Santoro e Fabrizio D’Oria.

“Ci siamo – ha dichiarato la presidente Damiano -, davanti a noi abbiamo un grande palco e un allestimento di altissimo livello. San Giuliano finalmente torna a essere il ‘parco della musica e della cultura’, per adulti e bambini, quindi un grande grazie agli organizzatori e a coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. Invito tutti a rispettare il parco e l’ambiente circostante – ha concluso – anche perché l’Home Venice Festival si sta impegnando a fondo per gestire al meglio i rifiuti”.

Dopo l’annuncio di alcuni mesi fa, in queste ore il festival sta diventando realtà: “Quando abbiamo annunciato la partnership con Home è stato un momento importante, perché da quel momento la grande musica è tornata ad allacciare un legame stretto con la città – ha affermato l’assessore Venturini – La collaborazione con Amedeo Lombardi e il suo staff vuole riaccendere i cuori di chi ama i live e l’esperienza che solo un grande festival può offrire, vivendo Venezia in modo diverso. Questa è un’amicizia di lungo termine che vogliamo coltivare ulteriormente, ma che già ora mostra un’organizzazione curata in ogni singolo aspetto frutto di una professionalità maturata in anni di concerti. Tutta la ‘macchina’, tra sicurezza, viabilità, promozione e comunicazione, è paragonabile ai principali eventi internazionali. Invito tutti i cittadini – ha concluso l’assessore – a vivere e scoprire l’Home Venice Festival”.

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 le biglietterie al parco San Giuliano apriranno dalle ore 14, un’ora prima dell’apertura dei cancelli, e si chiuderanno alle 23 di ogni giorno. La musica continuerà fino alle 4 di notte, ma anche gli ultimi spettatori potranno contare su navette e mezzi pubblici messi a disposizione da Actv: “In questo momento sta lavorando un esercito di circa 300 persone – ha spiegato il founder di Home Festival, Amedeo Lombardi – per allestire quella che sarà la ‘casa della musica’ fino a domenica prossima. Ringrazio il Comune e tutte le sue società per la collaborazione che ci hanno fornito, ma abbiamo lavorato bene con tutti a livello metropolitano, tra cui Atvo e Arriva Veneto per garantire i collegamenti dal litorale, oltre che con Vela. Già solo guardando il palco si intuiscono le potenzialità di quest’area, che sarà completamente videosorvegliata e coperta da celle telefoniche supplementari. Quello di quest’anno – ha concluso – è una sorta di benvenuto in una casa che promette di abbellirsi sempre più”.

Se poi la vicecomandante della Polizia locale, Maria Teresa Maniero, ha invitato i cittadini a sfruttare i parcheggi del palasport Taliercio e del padiglione Aquae/Vega a Marghera, raggiungendo l’area del festival con le navette gratuite messe a disposizione da Actv, il responsabile comunicazione di Vela, Fabrizio D’Oria, ha concentrato l’attenzione su orari e dettagli logistici, tra punto di primo soccorso avanzato e orari della kermesse.

Per la gestione dei rifiuti l’organizzazione ha messo a punto una squadra, gli “Angeli del Parco”, che avrà il compito di controllare che l’area verde venga tutelata. Si tratta di un gruppo di una quarantina di persone che controllerà lo smaltimento degli scarti e che nessun danno accada al manto verde o agli alberi. Sono stati inoltre allestiti dieci punti di raccolta differenziata, con l’obiettivo di raggiungere tassi di riciclaggio del 96%.

Anche durante la tre giorni di festival rimane valida l’offerta rivolta ai residenti della Città metropolitana di Venezia con un ticket scontato del 60%. Sul sito www.homefestival.eu tutte le informazioni sulle modalità di acquisto. La domenica 14 luglio, poi, sarà “Family Sunday”: con un biglietto di ingresso potranno entrare due adulti che accompagnano ragazzi o ragazze under 16.

Capitolo viabilità: saranno a disposizione degli spettatori gratuitamente il parcheggio del palasport Taliercio e quello del padiglione Aquae/Vega. Da qui partiranno le navette, sempre gratuite, che collegheranno a San Giuliano, dove dalle ore 12 di venerdì 12 luglio alle ore 6 di lunedì 15 luglio, sarà istituito il divieto di transito e di sosta, con rimozione forzata del veicolo nel tratto compreso tra la rotatoria e il terminal di Punta San Giuliano.

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Al via il progetto “Io valgo”: Avis andrà nelle aziende per sensibilizzare sulla donazione di sangue

Gio, 11/07/2019 - 14:36

Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va a Maometto. Le donazioni di sangue in crisi hanno portato negli ultimi anni a nuovi metodi per mantenere i donatori o per intercettarne di nuovi. E ora si va anche nelle imprese per sensibilizzarle e informarle ulteriormente, grazie al progetto “Io valgo”, lanciato da Avis regionale del Veneto assieme alla regione Veneto e presentato oggi alla presenza di molteplici rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin e il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello.

Il progetto, finanziato dalla Regione Veneto con 67mila euro su un totale di 87mila del valore totale del bando, e che ha visto siglare una convenzione tra Avis regionale e Confservizi del Veneto, prevede una sensibilizzazione alla donazione del sangue del mondo delle imprese con una serie di incontri gratuiti per i dipendenti e imprenditori con educatori formati.

<Ma anche verso le partite Iva e gli artigiani – aggiunge il presidente regionale di Avis, Brunello – motivo per il quale abbiamo coinvolto anche la Confartigianato Imprese Veneto>. E motivo per il quale alla conferenza stampa era presente anche un rappresentante di Actv come il presidente della società, Luca Scalabrin, a testimoniare che, seppur con le difficoltà del caso per gestire le turnistiche di un servizio pubblico che non può essere interrotto o sospeso, organizzandosi è possibile garantire i permessi per le donazioni con le necessità aziendali.

Il progetto “Io valgo” servirà anche, più in generale, ad informare circa i corretti stili di vita e la salute, coinvolgendo i medici del lavoro aziendali.

Marco Monaco

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Autonomia, Zaia dopo la proposta di “compensare” altre regioni: «Una farsa. I 5 Stelle dicano che autonomia propongono»

Gio, 11/07/2019 - 11:55

«Siamo davanti a una farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l’autonomia verso l’agonia. Continuando a prendere in giro i cittadini, i 5 stelle condannano il Sud al Medioevo e il Nord all’agonia. Credo che siamo ormai l’unico Paese al mondo in cui c’è ancora chi vede l’autonomia come un problema e non come una opportunità».

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta l’esito negativo del vertice sull’autonomia tenutosi a Roma. Fra le controproposte, sostenute i particolare da Di Maio, c’è quella per cui eventuali extra-gettiti, ottenuti dalla Regioni dalla compartecipazione ad alcuni tributi, verrebbero dirottati verso il Sud Italia.

«E’ scandaloso – incalza il Governatore – che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle dodici Regioni che hanno avviato passi in direzione dell’autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud. Si vuol trasformare l’autonomia in un cadavere eccellente – prosegue Zaia – ma si sappia che la forza dei 2 milioni 328 mila veneti che hanno votato il nostro referendum per l’autonomia e di quelli di tutte le altre Regioni che la vogliono, è un fiume in piena inesorabile».

«E’ scandaloso – prosegue Zaia – che ci siano persone a livello governativo incapaci persino di mantenere la parola data».

Poi una richiesta ufficiale: «A prescindere da tutto – dice Zaia – chiedo formalmente ai grillini di presentare subito agli italiani la loro proposta di autonomia. Visto che si sprecano quotidianamente nel commentare la nostra, diamo per scontato che di autonomia sanno tutto, e quindi presentino immediatamente, non tra mesi come altre cose che stiamo aspettando, la loro proposta, con un articolato e con la bozza d’intesa che intendono portare al Paese».

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Mestre, festa per il primo anno dal blitz che ha liberato via Monte San Michele dagli spacciatori: «Grazie, Polizia: adesso si vive»

Mer, 10/07/2019 - 21:29

Un anno dalla liberazione, un anno di libertà. Lo vivono così i residenti nella zona di via Monte San Michele, a Mestre, questo primo anniversario dal blitz che la Polizia fece, il 10 luglio 2018, per liberare l’area vicino alla stazione da spacciatori e delinquenti.

È un anno che viviamo normalmente, non ci pare vero», dicono alcune persone che, nel pomeriggio di questo 10 luglio 2019, hanno affisso striscioni e cartelli, soprattutto all’incrocio tra via Monte San Michele e via Trento. Su tutti i cartelli e teli il senso del sollievo; e la gratitudine alle forze dell’ordine.

«Pensi – racconta una signora – che poco più di un anno fa un’amica, che abita qui, nella zona più difficile, mi ha chiesto il piacere di andare a prendere, a casa sua, il figlio tredicenne, per accompagnarlo a un appuntamento. Non me la sono sentita di andarci da sola, visto chi stazionava sempre in quel pezzo di via, e mi sono fatta “scortare” da due persone. Alla fine la mia amica mi ha ringraziato molto: suo figlio non avrebbe mai potuto uscire di casa da solo».

Quelle condizioni al limite dell’inciviltà – con commercio di droga ad ogni ora, liti, pestaggi, presidio illegale del territorio – sono scomparse: «Da quando c’è stato il blitz, le bande criminali non hanno più messo piede qua», afferma un rappresentante del Cmp, il Comitato Marco Polo che molto si è battuto per ottenere la “pulizia” del rione: «Per mesi abbiamo filmato e fotografato quel che succedeva e abbiamo inviato tutto alla Polizia. Poi la loro azione ha risolto tutto».

Circa 500 agenti, un anno fa, hanno circondato il quartiere e hanno fermato i presenti, perquisito i negozi, bloccato persone…: quasi una quarantina gli arrestati. Solo il capo dell’organizzazione criminale era riuscito a sfuggire; è stato preso qualche mese fa.

«Siamo estremamente grati ai poliziotti», ripetono i cittadini: «Collaborazione e convinzione fanno la forza». E la riconquista di un pezzo di Mestre alla legalità.

Giorgio Malavasi

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C’è ancora chi fa quattro figli. Come questa famiglia di Marghera: «Ecco i perché della nostra scelta»

Mer, 10/07/2019 - 20:34

Visti, innamorati, fidanzati, sposati. Ma di partorire quattro figli non ne avevano mai parlato. Eppure, arredando casa, si sono diretti subito verso quel tavolone grande, da 8 posti. Francesco e sua moglie Elisa l’hanno comprato.
«Perché la nostra idea era che casa nostra fosse una casa aperta e accogliente. Che poi fosse accogliente per le persone che venivano da fuori o da dentro, questo forse non lo avevamo chiaro. Ma quello che sognavamo per la nostra famiglia era che fosse aperta».

Il tavolo si riempie, a volte trabocca. Così è stato per i due giovani margherini della parrocchia di San Pio X. Che ora sono lievitati a sei. «Il fatto che siano arrivati quattro bambini ci ha permesso di riempire quel tavolo. Adesso è anche ristretto, quando ci troviamo con i cognati, che ben che vada siamo almeno in dieci».

Nel frattempo gli ottantenni superano per la prima volta nuovi nati in Veneto. I Baso si oppongono all’onda della denatalità. E remano a mani nude, considerando che nel 2018 nel Veneto i bebè sono stati mille in meno rispetto all’anno prima. L’Ufficio statistico della nostra Regione dice che per la prima volta nella storia del Veneto il numero dei nati è sceso sotto quello degli ultra ottantenni. Gli ultimi sono 38.681. E tra loro ci sono 1.196 centenari. Se allarghiamo l’orizzonte a chi ha superato i 75, se nel 2017 erano il 12,5% della popolazione (615.558), tra vent’anni, dice l’Ufficio regionale, saranno il 18%. Un allungarsi dell’aspettativa di vita che, sostiene l’osservatorio, «mette a rischio l’equilibrio demografico». Così come «l’assottigliarsi del contingente demografico delle madri potenziali e lo spostamento delle gravidanze verso età più avanzate».

Mamme venete: trentadue anni e un solo figlio. In effetti in Veneto l’età media del primo parto è 32 anni, un anno in più rispetto al 2008. E spostando sempre più in là il concepimento, rendendolo spesso più difficile, la conseguenza diretta è il calo delle nascite. Nel 2018 in Veneto si è arrivati a 1,36 figli per donna, a fronte di una media europea di 1,59.

Ma i Baso remano contro. La signora Baso è a quota quattro, per ora. «No, per adesso non ce ne sono in programma altri – ride il marito -. Abbiamo raggiunto la capacità massima dal punto di vista del tempo. Il riuscire a giostrare tutti gli impegni nostri e dei bambini forse è il problema più grande. Andare a prenderli in tre scuola diverse, in orari diversi. Quelli un po’ più grandi hanno il catechismo, lo sport. E in più ci sono i nostri lavori. Se non ci fossero i nonni ad aiutarci sarebbe difficile, molto difficile».

La loro storia. Lui impiegato, lei insegnante. Lui 37, lei 36 anni. Si fidanzano a 18. Si sposano a 26. E subito il primo, il secondo, il terzo e il quarto figlio. Ora hanno 10, 8, 6 e 3 anni. Che fino a quarant’anni fa era cosa comune, ora è l’eccezione. Ad alcuni fa pure storcere il naso. «Quanti figli avete? Quattro!? Coraggio…». «È la reazione più frequente» conferma Francesco.
Anche quando ne avevano “solo” tre. Una volta una banca, saputo il numero dei figli, ha rifiutato un finanziamento. «In un’altra invece non mi hanno fatto problemi. Per alcune banche avere tanti figli è un grosso handicap, per altre, per fortuna, no».

Da quattro a sei, cambiando il ritmo. Loro di figli ne immaginavano due, «ma non ci siamo mai posti il limite di dire no, mai più». E sono arrivati gli altri due. «Ogni volta pensavamo “Adesso come faremo a gestire e riorganizzare tutto?”. Poi abbiamo visto che alla fine è un semplice abituarsi al ritmo nuovo. Il primo periodo è da mettersi le mani nei capelli, poi pian piano ci si abitua e non ci si fa più caso».

Sposarsi alla ricerca della stabilità, non viceversa. A chi si ama ma aspetta di avere il lavoro giusto, a tempo indeterminato, la casa, la stabilità per mettere radici, i Baso rispondono con un rischio che, «sorprendentemente», ha rimesso tutto a posto: si sono sposati e hanno figliato senza garanzie, senza paraurti. E la stabilità è arrivata come conseguenza inaspettata. «Ci siamo fidati parecchio – dicono -. Quando abbiamo deciso di sposarci io stavo facendo uno stage, mia moglie era a tempo determinato. Un mese dopo il matrimonio ci siamo ritrovati tutti e due con un contratto a tempo indeterminato in mano».

«Fidatevi della provvidenza. Con la paura non si costruisce niente». Ma alla fortuna non ci credono. «Secondo me c’è sempre un po’ di Provvidenza. Quando ci si propone di fare un progetto e questo progetto è secondo la volontà di Dio, la Provvidenza aiuta. Non l’abbiamo visto solo con la nostra famiglia, l’abbiamo visto anche con le famiglie di amici. Bisogna anche un po’ fidarsi. Cercare di capire la propria chiamata e fidarsi. È vero, un figlio costa, una casa costa. Però in qualche modo ce la si può fare lo stesso. Fidarsi ti permette di ottenere qualcosa che se avessi aspettato e avuto paura non avresti avuto mai. Capisco chi dice “Non me la sento”, “Non ho un lavoro sicuro”. Ma qualche volta bisogna dire “Ok, andiamo lo stesso”, “Signore, se hai questo in mente per me sono sicuro che non mi farai mancare niente”».

Economia domestica e metodo. Certo quando il progetto entra in quota ci vuole metodo. Anche nell’economia domestica. «Non è facile, a volte bisogna anche decidere quali sono le priorità del momento ed accantonarne altre. Ma abbiamo avuto stili di vita sobri – spiegano – fin da quando eravamo molto giovani. Quindi non possiamo dire che facciamo rinunce particolari rispetto allo stile di vita precedente. Prima, forse, riuscivamo a mettere via più soldi. Ma non posso certo dire che con quattro figli soffro privazioni».

Sos tempo libero. Una cosa che manca c’è, però. «È il tempo libero» ammette Francesco. «Ci piacerebbe avere un po’ più di tempo per noi, per me e mia moglie, da passare assieme. Ma cerchiamo sempre di ritagliarci qualche momento per confrontarci sulla giornata. Parlare assieme è la cosa che ci ha fatto andare avanti fino ad ora. Poter condividere le cose che proviamo ogni giorno è il collante familiare».

Fare figli, una vocazione. La sera dell’anniversario, «almeno quella», finalmente soli. I 364 giorni che restano con «il frutto dell’amore che c’è fra due sposi. Adesso che siamo arrivati a quattro ci siamo guardati e ci siamo detti: “Questo forse è il massimo che possiamo dare”. Uno alla fine capisce fin dove arriva la propria chiamata genitoriale». Quanto fare figli è cristiano? «Penso che siccome essere cristiano vuol dire essere a immagine di Dio e Dio è amore, non può esserci cosa diversa di generare la vita per poterla amare e potersi donare. In questo senso penso che i figli siano un naturale sbocco per un cristiano».

Giulia Busetto

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Iusve partner delle aziende del prosecco: al via la collaborazione per gli studenti del Master

Mer, 10/07/2019 - 08:42

«Le colline del prosecco» di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Una bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica che gli studenti IUSVE nel prossimo anno accademico studieranno da vicino.

Da quest’anno infatti il «Consorzio di tutela del prosecco superiore» (https://www.prosecco.it/it/consorzio/) sarà partner dell’Università salesiana e le aziende delle bollicine apriranno le porte ai suoi studenti.

Si comincia con Carpenè Malvolti, storica azienda del prosecco, fondata nel secolo scorso da Antonio Carpenè, fondatore della prima Scuola Enologica d’Italia, nonché pioniere nella produzione del Prosecco arrivando a Bisol, Perlage e Zonin 1821.

Una scelta quella del contatto col territorio che il Master «Food & wine 4.0» sostiene dalla prima edizione e che dopo il prestigioso riconoscimento internazionale assume ancora più valore.

«La digital trasformation ha cambiato il mondo del lavoro e il Master offre un’offerta formativa per preparare dei manager nell’ambito della comunicazione e del marketing con competenze tecniche e culturali per sostenere lo sviluppo internazionale, digitale e sostenibile delle nostre imprese di eccellenza agroalimentare» afferma Maria Pia Favaretto, direttrice didattica del Master – tra le novità ci sarà anche un laboratorio tutto dedicato allo storytelling per imparare a narrare la nostra identità territoriale e uno dedicato al Visual storytelling e all’instagram marketing per migliorare l’efficacia dei contenuti visivi».

Il Master è progettato con formula weekend: le lezioni prevedono due fine-settimana al mese, per un totale di 19 weekend in 12 mesi. L’obiettivo è quello di formare figure professionali in grado di gestire i processi aziendali con le competenze richieste dalle nuove grammatiche e dai nuovi canali della comunicazione: digital marketing, web advertising, social media, content marketing, digital PR, E-commerce, digital storytelling, food system sustainability e neurobranding.

L’offerta formativa è costruita su base esperienziale: Il piano di studi prevede una formazione culturale partecipata e interattiva con docenti prestigiosi, laboratori di digital communication, live experience, testimonianze di imprenditori di successo e studio di casi eccellenti e si conclude con dei periodi direttamente in azienda.

Al Master IUSVE aderiscono oltre 35 realtà imprenditoriali e di ricerca italiane per garantire l’interazione tra formazione e mondo del lavoro, tra le quali Allegrini, Barilla Center for Food and Nutrition, Biasetto, Bibanesi, Bisol, Carpenè Malvolti, Cibus – Fiere di Parma, Consorzio Grana Padano, Consorzio Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene, Consorzio tutela formaggio Asiago, Corrado Benedetti, EcorNaturaSì, Fiorital, Food Editore, Forno d’Asolo, Germinal Bio, Gruppo AIA, Gruppo Bauli, Gruppo Cremonini, Illy Group, Latterie del Montello, Loison, Loredan Gasparini, Luciana Mosconi, Molino e Pastificio Sgambaro, Molino Rossetto, Musei del Cibo della provincia di Parma, Mutti, OrtoRomi, Perlage, Roncadin, Signorvino, Venissa, Zenato, Zonin1821.

52 sono ad oggi i diplomati al Master che oggi ricoprono ruoli importanti all’interno di aziende e società di servizi o che hanno lanciato la loro start up.

Gli open day nel Campus IUSVE di Mestre si svolgeranno giovedì 11 luglio ore 18.30 e sabato 7 settembre alle ore 11.30.

Informazioni per il pubblico: IUSVE, Istituto Universitario Salesiano di Venezia, Via dei Salesiani 15, Mestre (VE), tel. 3406233086  email: [email protected], website: www.masterfoodandwine.com  e www.iusve.it

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Dolo, Residenza Riviera del Brenta: festa per Miranda Salvagno, che compie 101 anni

Mar, 09/07/2019 - 16:51

Festa, mercoledì 10 luglio, per Miranda Salvagno, che compie 101 anni. Miranda, nata e vissuta a Dolo, vive oggi nella Residenza Riviera del Brenta, sede Villa delle Rose, all’interno del plesso ospedaliero, seguita dai quattro figli.

La signora è sempre stata determinata, carattere forte e deciso, che mantiene ad oggi. Oltre che della famiglia si è sempre presa cura della casa, che era il suo regno, e del suo giardino, al quale si dedicava con amore, specialmente delle sue rose.

Per festeggiarla è stata celebrata, già martedì 9, la santa messa presieduta da don Giuseppe; mentre il taglio della torta ci sarà mercoledì 10 al pomeriggio, verso le 15.30, accompagnato da un momento musicale per fare festa. I figli pranzeranno con lei presso la Residenza per anziani, così da stare tutti insieme alla mamma.

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Sant’Erasmo e Vignole, grandinata disastrosa: coltivazioni distrutte e danni alle serre

Mar, 09/07/2019 - 16:14

E’ arrivato questa mattina il conto salato del maltempo che ieri sera intorno alle 21 si è abbattuto su Venezia e Isole. La grandine che è l’evento atmosferico più temuto dagli agricoltori ha raso al suolo verdure, ammaccato frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni mandando in fumo un intero anno di lavoro.

“Da oltre trent’anni non vedevo chicchi di grandine paragonabile ad una palla da tennis cadere con una violenza impressionante” afferma Carlo Zangrando agricoltore delle Vignole, che ha perso tutte le sue produzioni a pieno campo.

Le forti raffiche di vento, pioggia e grandine hanno colpito la parte più a Nord della Laguna, compresa Sant’Erasmo dove si sono registrati danni alle colture orticole, frutticole ma anche ai vigneti e alle serre dove la violenza della grandine è riuscita a bucare i teli delle serre e in alcuni casi anche ad abbattere interamente le strutture.

“Siamo preoccupati per la situazione nelle campagne – afferma il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla – anche per questa sera e per i prossimi giorni sono annunciati temporali e rovesci di forte intensità: si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi esorbitanti tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

Dall’inizio dell’anno sono già 202 le grandinate violente a livello nazionale che hanno flagellato l’Italia con un aumento del 68% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo una analisi della Coldiretti su dati ESWD. La nuova ondata di maltempo, tra l’altro ha provocato allagamenti nelle campagne e danneggiato pesantemente mais e cereali in campo aggravando il conto dei danni nelle campagne in un 2019 segnato da forti anomalie con i primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato ed un mese di giugno tra i più caldi di sempre.

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Temporale disastroso a Venezia: a San Girolamo crolla il muro del giardino della chiesa

Mar, 09/07/2019 - 14:37

È crollato il muro di cinta del giardino di San Girolamo, a Venezia. Il crollo è avvenuto ieri sera, verso le 22, mentre nella zona, come in tutta la città, imperversava un temporale violento.

Le raffiche di vento hanno fatto cedere il muro, evidentemente già fragile e indebolito. A giudicare dalla posizione dei detriti, il muro si è piegato per un’ampia porzione, tutt’insieme, “adagiandosi” sulla pavimentazione. Per fortuna in quel momento non transitava nessuno.

Al diacono Franco Sormani, coordinatore pastorale per San Girolamo, il compito di chiamare d’urgenza pompieri e polizia. Ora ci si adopera perché al più presto vengano asportate tutte le macerie e la normale circolazione in fondamenta possa riprendere.

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Rifiuti abbandonati a Venezia, in tre anni si dimezza la quantità. Ma aumentano le multe

Mar, 09/07/2019 - 10:40

Reti, materassi, frigoriferi, divani, assi di legno…: i rifiuti ingombranti, insomma. Secondo i dati del Gruppo Veritas la percentuale degli ingombranti abbandonati nel Centro storico ed isole è passata da 3.812 metri cubi del 2015 a a 1.813 l’anno scorso.

Dimezzati, insomma. Un segnale positivo dal punto di vista civico. Ma il fenomeno è ancora presente nonostante il Gruppo Veritas svolga un servizio a domicilio di raccolta dei rifiuti ingombranti di origine domestica, per di più gratuito se il materiale da asportare è inferiore o uguale al metro cubo.

“Basta contattare il numero verde 800 811 333 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30 (festivi esclusi) specificando il quantitativo e la tipologia del materiale da smaltire – spiega l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin. La maggior parte dei cittadini ha capito l’utilità del servizio e lo utilizza quando ne ha la necessità, ma resta qualche maleducato, a cui è importante far conoscere le opportunità offerte dal servizio che peraltro contribuisce al decoro urbano e non costa nulla ai cittadini”.

Altre possibilità per la prenotazione sono: il contatto mail [email protected]; il fax 041 7292045; l’ sms 3424112660.
 
“Negli ultimi anni – aggiunge Federico Adolfo, direttore dei Servizi ambientali centro storico del Gruppo Veritas – è aumentato il numero degli appuntamenti per il ritiro degli ingombranti e sono diminuiti gli abbandoni, a dimostrazione che l’utenza ha compreso come si deve comportare. Siamo partiti quattro anni fa con circa 4 mila mc di rifiuti abbandonati e siamo arrivati a fine 2018 a 1.813 mc con 2-3 imbarcazioni che girano in maniera itinerante lungo i canali per asportare quanto viene segnalato dall’utenza privata e dai netturbini. Nel 2018 abbiamo registrato 1540 interventi”.

L’abbandono di rifiuti è sanzionato con multe da 167 euro. Nel 2018 le sanzioni elevate nel territorio comunale sono state complessivamente pari a 1793. Ma il trend per il primo semestre del 2019 è in crescita. Nel primo semestre del 2019 sono stati elevati 1210 verbali contro i 914 del 2018; 13.156 le ispezioni rispetto alle 11.572 dell’anno precedente; il valore delle sanzioni è pari a 212.504 euro contro 160.703 del 2018.

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Pet therapy per la prima volta con i pappagalli: piace agli anziani ospiti della casa di riposo di Monastier

Lun, 08/07/2019 - 15:29

Si chiama “Voliamo sorridere” ed è un progetto unico in Italia che porta tra le persone anziane tre simpatici pappagalli: Alex, Papaya e Jack (un Grande Alessandrino, un Amazzone e un Cacatua) in grado di interagire con le persone anziane. La pet therapy con i pappagalli stimola l’allegria e migliora l’umore e viene particolarmente usata nelle persone di una certa età.

Una serie di giornate di sperimentazione, di questo particolare percorso di attività assistita, si è tenuta al Centro Servizi per anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier (Treviso) grazie alla collaborazione di Maria Katia Danieli che ha portato i suoi tre insoliti collaboratori.

Il pappagallo interagisce con l’anziano senza invadere il suo spazio, giocando con lui in modo molto discreto. Inoltre, l’animale, riproducendo parole e frasi del linguaggio umano, stimola la persona a rispondere e ad interagire; ma può avvenire anche il contrario in quanto l’anziano viene stimolato proprio per far parlare i pappagalli.

La cosa sorprendente di questi animali è la capacità di capire che cosa fare al momento opportuno. Il pappagallo, infatti, è capace di giocare con le persone che stanno con lui in modo molto discreto o anche semplicemente di stare fermo su una spalla per fare loro compagnia.

Silenziosi o chiacchieroni, divertenti e sempre a caccia di coccole e baci Alex, Papaya e Jack si sono trovati subito a loro agio tra gli ospiti di “Villa delle Magnolie”.

Dopo un primo momento di sorpresa gli ospiti hanno iniziato ad apprezzare l’iniziativa e così anziani e pappagallini si sono messi alla prova in svariate attività. Come quella di condividere un pezzo di mela ed osservare che anche il pappagallo se lo tiene in mano come un bambino.

«Durante le pet therapy con i pappagalli – dice Maria Katia Danieli – si è riscontrato un miglioramento nelle capacità attentive e un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo e della manualità fine. Inoltre le persone si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni».

«I nostri ospiti – commenta Emanuela Calvani, presidente di “Villa delle Magnolie” – hanno accolto con entusiasmo i tre pappagallini che sono diventati degli amici in grado di farli divertire passando di braccio in braccio facendo emozionare e sorridere anche chi all’inizio era un po’ titubante».

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Ospedale civile di Venezia, si potenzia l’acceleratore per la radioterapia. Per tre mesi sedute a Mestre

Lun, 08/07/2019 - 14:53

Grazie ad un investimento di più di un milione di euro, l’Ospedale di Venezia avrà un “nuovo” acceleratore lineare, strumento fondamentale per le terapie radioterapiche. “Rinnoviamo e potenziamo l”acceleratore’ in dotazione alla Radioterapia del Civile – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima – e compiamo così un altro gesto di grande attenzione per l’Ospedale di Venezia: affrontiamo, con il sostegno della Regione Veneto, un investimento notevole, con cui garantiamo che l’attività di Radioterapia, peraltro confermata dalle nuove ‘schede ospedaliere’, si continui a svolgere a Venezia secondo gli standard più elevati anche in futuro, nei prossimi anni”.

L’acceleratore lineare in uso al Civile per le radioterapie viene potenziato ai più alti livelli: “Ci ritroveremo ad utilizzare – spiega il Primario, il dottor Imad Abu Rumeileh – una strumentazione aggiornata, e saremo in grado di erogare trattamenti con le tecniche più avanzate, come la radioterapia a intensità modulata e guidata dalle immagini”.

Una volta integrato e potenziato, l’acceleratore dell’Ospedale Civile sarà ricollocato nel suo bunker al piano terra del Padiglione Gaggia, anch’esso ristrutturato e adeguato alla nuova strumentazione e agli standard di sicurezza necessari: “La riorganizzazione dei locali – sottolinea il dottor Abu Rumeileh – viene realizzata senza trascurare l’equilibrio tra gli aspetti architettonici, funzionali, tecnologici: il trattamento radioterapico è infatti estremamente delicato, rivolto a soggetti fragili che stanno affrontando cure impegnative sia sul versante fisico che psicologico, ed è importante che avvenga in un luogo in cui sia possibile la maggiore partecipazione umana e affettiva, e si punti al benessere psicofisico dei pazienti e degli operatori”.

L’Ulss 3 Serenissima ha già pianificato la fase delicata del periodo in cui l’acceleratore lineare non sarà utilizzabile: “Dalla fine del mese di luglio e gradualmente – spiega il Primario – le sedute di radioterapia saranno effettuate tutte a Mestre, dove è già in funzione un acceleratore di ultima generazione, grazie all’impegno di tutti gli operatori e mediante il prolungamento dell’orario di lavoro: prevediamo che l’attività si svolgerà all’Angelo per i tre mesi necessari alla revisione dell’acceleratore del Civile e alla ristrutturazione degli ambienti, e nei tre successivi in cui la strumentazione, ‘rigenerata’ e potenziata, verrà ricollocata e collaudata negli appositi locali del Padiglione Gaggia”.

Sono una ventina ogni giorno gli utenti che usufruiscono delle sedute di radioterapia all’Ospedale Civile di Venezia, dove l’Unità Operativa è dotata anche di sei letti di degenza, confermati dalla nuova programmazione ospedaliera. Nella fase di passaggio, che si concluderà comunque al massimo all’inizio del nuovo anno, l’Ospedale dell’Angelo sarà a disposizione anche per i necessari ricoveri, così che i pazienti possano compiere la degenza nella stessa struttura in cui effettueranno la radioterapia. Per i pazienti ambulatoriali che lo richiedano verranno organizzati il trasporto fino all’Angelo e rientro dopo la radioterapia.

Dopo questo periodo, oltre ad una strumentazione in sostanza nuova e oltre ai relativi locati ristrutturati, la Radioterapia del Civile si troverà dotata anche di un ulteriore “regalo”: in fianco all’acceleratore riconfigurato, infatti, l’Ulss 3 Serenissima collocherà anche una nuova “TAC di simulazione”: “Si tratta di uno strumento – spiega il Primario – che viene utilizzato per preparare le sedute di radioterapia: quello attuale, a due strati, verrà dismesso, e si utilizzerà invece una TAC a 24 strati attualmente in dotazione alla Radiologia dell’Ospedale, al piano superiore; a sua volta, per la Radiologia sarà acquisita una TAC nuova e di ultima generazione, a 64 strati, in arrivo nei primi mesi del nuovo anno”.

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Pet therapy per la prima volta con i pappagalli: piace agli anziani ospiti della casa di riposo di Monastier

Lun, 08/07/2019 - 14:11

Si chiama “Voliamo sorridere” ed è un progetto unico in Italia che porta tra le persone anziane tre simpatici pappagalli: Alex, Papaya e Jack (un Grande Alessandrino, un Amazzone e un Cacatua) in grado di interagire con le persone anziane. La pet therapy con i pappagalli stimola l’allegria e migliora l’umore e viene particolarmente usata nelle persone di una certa età.

Una serie di giornate di sperimentazione, di questo particolare percorso di attività assistita, si è tenuta al Centro Servizi per anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier (Treviso) grazie alla collaborazione di Maria Katia Danieli che ha portato i suoi tre insoliti collaboratori.

Il pappagallo interagisce con l’anziano senza invadere il suo spazio, giocando con lui in modo molto discreto. Inoltre, l’animale, riproducendo parole e frasi del linguaggio umano, stimola la persona a rispondere e ad interagire; ma può avvenire anche il contrario in quanto l’anziano viene stimolato proprio per far parlare i pappagalli.

La cosa sorprendente di questi animali è la capacità di capire che cosa fare al momento opportuno. Il pappagallo, infatti, è capace di giocare con le persone che stanno con lui in modo molto discreto o anche semplicemente di stare fermo su una spalla per fare loro compagnia.

Silenziosi o chiacchieroni, divertenti e sempre a caccia di coccole e baci Alex, Papaya e Jack si sono trovati subito a loro agio tra gli ospiti di “Villa delle Magnolie”.

Dopo un primo momento di sorpresa gli ospiti hanno iniziato ad apprezzare l’iniziativa e così anziani e pappagallini si sono messi alla prova in svariate attività. Come quella di condividere un pezzo di mela ed osservare che anche il pappagallo se lo tiene in mano come un bambino.

«Durante le pet therapy con i pappagalli – dice Maria Katia Danieli – si è riscontrato un miglioramento nelle capacità attentive e un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo e della manualità fine. Inoltre le persone si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni».

«I nostri ospiti – commenta Emanuela Calvani, presidente di “Villa delle Magnolie” – hanno accolto con entusiasmo i tre pappagallini che sono diventati degli amici in grado di farli divertire passando di braccio in braccio facendo emozionare e sorridere anche chi all’inizio era un po’ titubante».

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Stavolta l’Unesco dice sì: le colline del prosecco sono Patrimonio dell’Umanità

Dom, 07/07/2019 - 16:37

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio dell’Umanità. La 43° sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ha iscritto le Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali da tutelare come patrimonio dell’umanità. I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l’ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1092 (ora 1093) luoghi ‘unici’ in 167 Paesi. L’Italia rafforza ulteriormente il proprio primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell’umanità.

“Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, presente a Baku insieme ai tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti (docente di pianificazione del paesaggio rurale all’università di Firenze e coordinatore scientifico del catalogo nazionale dei paesaggi rurali), Amerigo Restucci (ex rettore dello Iuav di Venezia) e Leopoldo Saccon (architetto di Conegliano) e al presidente dell’Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi. “Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali – prosegue il presidente – consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall’attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria”.

I consulenti scientifici del dossier della candidatura hanno messo in evidenza come i prodotti tipici abbiano una qualità non solo legata ai processi produttivi, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio. Nel caso del Prosecco, già dal Medioevo la struttura mezzadrile ha creato appezzamenti di piccole dimensioni che si sono mantenuti fino ai nostri giorni, creando un mosaico di piccole vigne che si inframezzano al bosco. Questa struttura, in abbinamento alle sistemazioni del terreno, in particolare ai ciglioni erbosi che si arrampicano sulle ripidissime pendici collinari, documentati almeno dal 1600, contribuisce all’unicità dell’area e alla bellezza dei luoghi. Alle forme del paesaggio si associano poi le architetture degli impianti viticoli e le tecniche di allevamento, le quali, come nel caso della Bellussera, inventata a Tezze di Piave a fine Ottocento, conferiscono ulteriori elementi di diversificazione ed unicità rispetto ai paesaggi viticoli già candidati nella World Heritage List. La candidatura del Prosecco appare, al momento, l’unica, fra i siti viticoli iscritti nel Worl Heritage, a puntare sul paesaggio.
Altro elemento fondamentale per il successo della candidatura è stata la capacità della Regione Veneto di mettere in piedi una struttura organizzativa ed un gruppo di lavoro molto efficienti, che in un tempo limitatissimo hanno realizzato un dossier davvero convincente.

E il futuro? Valorizzare l’iscrizione, assicurando la conservazione dei valori del sito e promuovendo un turismo di qualità che faccia conoscere il paesaggio al grande pubblico è solo il primo passo. Il paesaggio rurale è un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale e della competitività di tutto il nostro sistema agricolo, che trova nel turismo un naturale complemento per lo sviluppo del territorio rurale. E’ però necessario che il successo ottenuto porti ad una crescita della consapevolezza riguardo al potenziale che il paesaggio rappresenta per tutto il paese. Valorizzare il registro nazionale dei paesaggi storici, trampolino di lancio per l’iscrizione nei programmi Unesco e Fao, proteggere il territorio rurale dall’abbandono, adeguando anche gli strumenti di tutela e promuovere le unicità dell’Italia nella prossima politica agricola comunitaria 2020-27, sono gli obiettivi più ambiziosi.

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Stavolta è un sì: le colline del Prosecco sono patrimonio Unesco dell’umanità

Dom, 07/07/2019 - 15:00

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio dell’Umanità. La 43° sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ha iscritto le Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali da tutelare come patrimonio dell’umanità. I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l’ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1092 (ora 1093) luoghi ‘unici’ in 167 Paesi. L’Italia rafforza ulteriormente il proprio primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell’umanità.

“Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, presente a Baku insieme ai tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti (docente di pianificazione del paesaggio rurale all’università di Firenze e coordinatore scientifico del catalogo nazionale dei paesaggi rurali), Amerigo Restucci (ex rettore dello Iuav di Venezia) e Leopoldo Saccon (architetto di Conegliano) e al presidente dell’Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi. “Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali – prosegue il presidente – consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall’attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria”.

I consulenti scientifici del dossier della candidatura hanno messo in evidenza come i prodotti tipici abbiano una qualità non solo legata ai processi produttivi, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio. Nel caso del Prosecco, già dal Medioevo la struttura mezzadrile ha creato appezzamenti di piccole dimensioni che si sono mantenuti fino ai nostri giorni, creando un mosaico di piccole vigne che si inframezzano al bosco. Questa struttura, in abbinamento alle sistemazioni del terreno, in particolare ai ciglioni erbosi che si arrampicano sulle ripidissime pendici collinari, documentati almeno dal 1600, contribuisce all’unicità dell’area e alla bellezza dei luoghi. Alle forme del paesaggio si associano poi le architetture degli impianti viticoli e le tecniche di allevamento, le quali, come nel caso della Bellussera, inventata a Tezze di Piave a fine Ottocento, conferiscono ulteriori elementi di diversificazione ed unicità rispetto ai paesaggi viticoli già candidati nella World Heritage List. La candidatura del Prosecco appare, al momento, l’unica, fra i siti viticoli iscritti nel Worl Heritage, a puntare sul paesaggio.
Altro elemento fondamentale per il successo della candidatura è stata la capacità della Regione Veneto di mettere in piedi una struttura organizzativa ed un gruppo di lavoro molto efficienti, che in un tempo limitatissimo hanno realizzato un dossier davvero convincente.

E il futuro? Valorizzare l’iscrizione, assicurando la conservazione dei valori del sito e promuovendo un turismo di qualità che faccia conoscere il paesaggio al grande pubblico è solo il primo passo. Il paesaggio rurale è un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale e della competitività di tutto il nostro sistema agricolo, che trova nel turismo un naturale complemento per lo sviluppo del territorio rurale. E’ però necessario che il successo ottenuto porti ad una crescita della consapevolezza riguardo al potenziale che il paesaggio rappresenta per tutto il paese. Valorizzare il registro nazionale dei paesaggi storici, trampolino di lancio per l’iscrizione nei programmi Unesco e Fao, proteggere il territorio rurale dall’abbandono, adeguando anche gli strumenti di tutela e promuovere le unicità dell’Italia nella prossima politica agricola comunitaria 2020-27, sono gli obiettivi più ambiziosi.

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