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Aggiornato: 2 ore 36 min fa

Asporto rifiuti in Comune di Venezia: bolletta ridotta del 3% (in media) dal secondo trimestre

Ven, 08/02/2019 - 15:19

Con la prossima bolletta, per il secondo trimestre 2019, saranno applicate, con effetto retroattivo, le riduzioni tariffarie della Tari, approvate dal Comune di Venezia.

Infatti, per ragioni tecniche – ha reso noto Veritas – non è stato possibile adeguare i sistemi informativi nel breve lasso di tempo intercorso tra l’approvazione delle riduzioni e la spedizione della prima bolletta per il 2019.

«Nella prossima bolletta – annuncia l’assessore comunale al Bilancio, Michele Zuin – tutti, cittadini ed imprese, vedranno applicate le nuove tariffe che recepiranno una riduzione con effetti per tutto l’anno 2019. Con il Sindaco Brugnaro abbiamo scelto di ridurre l’importo della Tari, con un investimento di 4 milioni di euro di risorse del Comune derivanti dall’imposta di soggiorno, che andranno appunto a favore dei cittadini e delle imprese”.

Ecco il dettaglio delle riduzioni:

Cittadini

La riduzione media generalizzata della Tari sarà del 2,7%, ma il beneficio sarà anche maggiore per tutte le famiglie, specialmente quelle con 3 o più figli arrivando fino a quasi il 4,5% o anche per quelle con un solo componente: il taglio sarà del 4,8%.

Negozi di vicinato

Vantaggi anche per i circa 800 negozi di vicinato delle classi 25 BIS (pane e pasta, macellerie, salumi e formaggi generi alimentari), 27 (frutta e verdura, pescherie, fiori e piante) e 29 (banchi di generi alimentari al mercato), per i quali la Tari sarà ridotta del 30%. Ad esempio, un negozio di ortofrutta di 90 mq avrà un risparmio di oltre 2mila euro, mentre un panificio della stessa metratura dovrà pagare circa 600 euro in meno rispetto a quelli dovuti nel 2018.

Altri esercizi commerciali (fino a 100 mq)

Per gli oltre 4300 “altri esercizi commerciali” fino a 100 metri quadrati – esclusi quelli all’interno dei grandi centri commerciali – ci sarà una diminuzione della Tari del 20%.

“Sono misure – ha sottolineato Zuin – che non solo vogliono venire incontro ai cittadini dal punto di vista fiscale, ma vogliono anche favorire la residenzialità, contribuendo ad attenuare gli effetti della crisi economica e rilanciando le attività commerciali, fondamentali per il tessuto urbano. Ricadute positive si avranno anche in termini di miglioramento della qualità della vita perché, come dice spesso il sindaco, dove ci sono più vetrine accese ci sono più sicurezza e controllo del territorio”.

Ristoranti e bar dell’estuario

Novità positive sono state introdotte anche per i proprietari di bar e ristoranti nelle isole della laguna, le cui tariffe saranno parificate a quelle degli stessi esercizi in terraferma, vista la minore stagionalità rispetto al centro storico. Grazie a queste modifiche i ristoranti dell’estuario godranno di una riduzione del 14%, i bar del 9%.

Take away

Sono invece previsti aumenti per i “take away”, inseriti come nuova categoria nel Regolamento Tari, ai quali, visto il tipo di attività, verrà applicato l’indice massimo di produzione di rifiuti, con conseguente aumento della tassa di asporto rifiuti di circa il 15%.

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Nitida e ringiovanita: ecco la Vecchia di Giorgione dopo il restauro

Ven, 08/02/2019 - 09:32

<Era stata segnata da rughe profonde, ora invece “La Vecchia” mostra una vecchiaia fatta di trasparenze e di luce, più naturalistica e nordica>. Descrive così Paola Marini, ex direttrice delle Gallerie dell’Accademia, il risultato del restauro dell’opera Cinquecentesca del Giorgione.

Presentato in museo, nel pomeriggio di giovedì 7, l’intervento ha ridato all’opera le sembianze che un tempo erano state cercate dal pittore. Il restauro è stato condotto da Giulio Bono con la collaborazione di Silvia Bonifacio, direttori dei lavori Giulio Manieri Elia e Maria Chiara Maida e responsabile delle indagini scientifiche Ornella Salvadori.

Poco si sa dei restauri condotti anticamente sull’opera. Certo è che il capolavoro precedentemente appariva ampiamente ridipinto, in particolare sulla fronte, sul naso, sulla guancia, sull’attacco del collo e sulla balaustra. Solo due gli interventi di cui resta traccia: quello di Mauro Pellicioli nel 1948 e di Ottorino Nonfarmale nel 1984. Pellicioli intervenne per asportare le ripassature e ridare al dipinto un aspetto più coerente con l’autografia giorgionesca ma lasciò in luce una crettatura molto accentuata, specialmente nelle aree con forti abrasioni, create dalle precedenti puliture svolte con solventi aggressivi. Grossolane restarono anche le linee che accentuavano la senescenza dell’effigiata. Nonfarmale invece operò solo per consolidare la pellicola pittorica applicando sul retro una tela di rifodero, svolgendo poi una pulitura del dipinto, senza asportare i ritocchi precedenti.

La presentazione del restauro, giovedì 7 febbraio alle Gallerie dell’Accademia a Venezia

«Attraverso questo intervento l’opera diventa ancora più significativa e interessante» afferma la Marini, spiegando che il restauro è stato finanziato dalla FIAC (Foundation for Italian Art & Culture) con cui poi ha sottoscritto un accordo per accrescere internazionalmente la fama delle Gallerie. Due sono infatti le importanti mostre che accoglieranno l’opera negli Stati Uniti: presso il Cincinnati Art Museum di Ohio e il Wadsworth Atheneum di Hartford nel Connecticut.

Più radioso appare ora il volto de La vecchia, liberato dalle pesanti linee scure che ne accentuavano la senescenza, specialmente attorno all’occhio sinistro, e sistemata la parte del naso che era stata distorta.

Il restauro, concentratosi sull’aspetto estetico dell’opera, ha rimosso le incrostazioni di sporco e le vernici che si erano alterate, eliminando anche i ritocchi dei restauri precedenti che si erano ossidati. È stato necessario svolgere anche integrazioni pittoriche e stuccature per diminuire la crettatura.

Gran parte del lavoro ha interessato poi le parti abrase del dipinto che sono state abbassate di tono, in particolare: il fondo nero, il parapetto, gli incarnati, il bianco dello scialle e il copricapo. Molto evidente restava il taglio diagonale che attraversava la fronte oggi quasi eliminato. Ora l’immagine de La Vecchia appare variata e ringiovanita, anche la veste prima di colore scuro ha riacquistato il colore roseo di un tempo. Il capolavoro trova infatti ispirazione nella ritrattistica di Leonardo, Dürer e nella pittura nordica.

Non si perde però il valore dell’opera che come allegoria parla del tempo che scorre inesorabile, come suggerisce il cartiglio enigmatico che recita “col tempo”, che la donna, emergendo dallo sfondo scuro, tiene nella mano destra guardando l’osservatore da dietro il parapetto.

Francesca Catalano

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Padre Agostino Faedo, un pastore schietto dal cuore di alpino

Gio, 07/02/2019 - 21:18

Da Marghera padre Agostino mancava ormai da trent’anni, ma appena la notizia della sua morte si è diffusa un‘ondata di ricordi ha pervaso la mente e il cuore di tante persone che qui l’hanno conosciuto.

Il suo cognome Faedo era quasi sconosciuto qui a Marghera. Il suo nome era e resta legato soprattutto alla parrocchia di S. Antonio e alla Casa del Fanciullo, diventata parrocchia dei Santi Francesco e Chiara. Nato a Chiampo il 15 febbraio del 1930, si è spento venerdì 1° febbraio scorso nella Casa del S. Cuore di Saccolongo, dove era ricoverato da oltre un anno, a pochi giorni prima del suo 89° compleanno. Francescano dei Frati Minori, sacerdote il 24 giugno del 1956 a Motta di Livenza, non avrebbe mai immaginato che, sessant’anni dopo, esattamente il 25 novembre del 2016, alle 7 di mattina, avrebbe concelebrato in Vaticano, a Santa Marta, con un Papa di nome Francesco. E questo per padre Agostino è stato il regalo più bello non solo per il 60° anniversario di ordinazione, ma per tutta la sua vita.

Molta gente da Marghera al suo funerale (nella foto di apertura), martedì scorso 5 febbraio, presieduto nella chiesa del beato Claudio di Chiampo da fra’ Claudio Battagion, guardiano del santuario mariano di S. Vito al Tagliamento. Presenti le parrocchie di S. Antonio e dei Santi Francesco e Chiara, con i parroci fra’ Roberto Benvenuto e don Marco De Rossi. A dargli l’ultimo saluto anche Flora, suo marito Tarcisio, e il fratello Mario, che insieme alla loro madre novantaquattrenne, la signora Flavia, ci aiutano a ricordare l’amico padre Agostino.

Nel ’57, un anno dopo l’ordinazione, arriva qui a Marghera, nella parrocchia francescana di S. Antonio, dove, come racconta Tarcisio, iniziò il suo servizio pastorale come assistente dei giovani dell’Azione Cattolica. Dopo un intervallo di due anni in Calabria, ritornò a S. Antonio a guidare l’Azione Cattolica e a rivelare il suo carisma di animatore instancabile e innovatore.

Introdusse incontri in comune tra ragazzi e ragazze dell’Azione Cattolica; tanti sessantenni-settantenni di adesso ricordano ancora le gite sulla neve in montagna. Agli inizi degli anni ‘70 riceve l’incarico di seguire le famiglie frequentanti la “Casa del Fanciullo”, dove non erano più ospitati i bambini orfani della Seconda Guerra Mondiale, per cui padre Augusto Bianchin l’aveva costruita, ma che era diventata luogo di aggregazione giovanile per il crescente quartiere intorno a Via Beccaria. Era come “una succursale” della parrocchia di S. Antonio. Flavia era una delle tante catechiste per gli affollati gruppi di catechismo di allora: nella strapiena chiesetta si incominciano a celebrare battesimi, prime comunioni e cresime; nascono i gruppi “Anziani“, “Famiglie” e “Natalina”.

La pastorale di padre Agostino pone le basi della comunità cristiana, che diventerà nel 1988 la parrocchia dei Santi Francesco e Chiara, il cui primo parroco sarà don Ottavio Trevisanato. Come è umanamente comprensibile, molto sofferto fu il passaggio alla diocesi di questa comunità fondata da padre Agostino, che di conseguenza dovette partire per altre destinazioni: Gemona, Cormons, Forno di Zoldo, Arabba, «dove – ricorda Mario – ha lasciato il suo cuore di alpino».

E gli Alpini hanno partecipato numerosi al suo funerale. «Era schietto e non amava il nì – testimonia Flora – il suo parlare era o sì o no e non usava giri di parole, per cui alcune persone non lo seppero apprezzare nel modo giusto. Però aveva tutti amici e tutti gli aprivano la porta. Aveva una fede cieca nella Provvidenza. Gli fu regalato anche un furgone; procurava e portava a casa agli ammalati le bombole di ossigeno; pagava a chi non ce la faceva le bollette della luce». La signora Flavia ricorda come «non chiedeva e non teneva niente per sé, ma quello che riceveva lo girava a chi ne aveva bisogno». Diede a Marghera un campo di calcio per i ragazzi e le associazioni, come il Real Marghera.

Mario ricorda quella partita che organizzò tra “Cappuccini macchiati contro Padri di famiglia”, in cui lui con la sua altezza e il fisico di atleta giocò da portiere. Alla Casa del Fanciullo padre Agostino vestiva spesso in tuta, ma fuori sempre da frate, precisa Tarcisio, che ricorda anche l’attività di basket, che aveva fatto sorgere nel campetto del patronato di S. Antonio, da dove verranno fuori la squadra Leacril-Ducotone e il nazionale di basket Forti, ma anche il portiere di calcio Ivano Bordon, numero 1 dell’Inter e della Nazionale. Anche la sfilata dei carri di Carnevale a Marghera affonda le sue origini nelle iniziative di padre Agostino: si vestiva da vecchietta, col carrettino e i ragazzi dietro sfilava per le strade.

Ma sotto la maschera padre Agostino non perdeva la sua autenticità, la sua passione per l’umanità, in cui credeva tanto perché luogo dell’incarnazione del Figlio di Dio.

Gino Cintolo

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Padre Agostino Faedo, un pastore schietto dal cuore di alpino

Gio, 07/02/2019 - 17:20

Da Marghera padre Agostino mancava ormai da trent’anni, ma appena la notizia della sua morte si è diffusa un‘ondata di ricordi ha pervaso la mente e il cuore di tante persone che qui l’hanno conosciuto.

Il suo cognome Faedo era quasi sconosciuto qui a Marghera. Il suo nome era e resta legato soprattutto alla parrocchia di S. Antonio e alla Casa del Fanciullo, diventata parrocchia dei Santi Francesco e Chiara. Nato a Chiampo il 15 febbraio del 1930, si è spento venerdì 1° febbraio scorso nella Casa del S. Cuore di Saccolongo, dove era ricoverato da oltre un anno, a pochi giorni prima del suo 89° compleanno. Francescano dei Frati Minori, sacerdote il 24 giugno del 1956 a Motta di Livenza, non avrebbe mai immaginato che, sessant’anni dopo, esattamente il 25 novembre del 2016, alle 7 di mattina, avrebbe concelebrato in Vaticano, a Santa Marta, con un Papa di nome Francesco. E questo per padre Agostino è stato il regalo più bello non solo per il 60° anniversario di ordinazione, ma per tutta la sua vita.

Molta gente da Marghera al suo funerale (nella foto di apertura), martedì scorso 5 febbraio, presieduto nella chiesa del beato Claudio di Chiampo da fra’ Claudio Battagion, guardiano del santuario mariano di S. Vito al Tagliamento. Presenti le parrocchie di S. Antonio e dei Santi Francesco e Chiara, con i parroci fra’ Roberto Benvenuto e don Marco De Rossi. A dargli l’ultimo saluto anche Flora, suo marito Tarcisio, e il fratello Mario, che insieme alla loro madre novantaquattrenne, la signora Flavia, ci aiutano a ricordare l’amico padre Agostino.

Nel ’57, un anno dopo l’ordinazione, arriva qui a Marghera, nella parrocchia francescana di S. Antonio, dove, come racconta Tarcisio, iniziò il suo servizio pastorale come assistente dei giovani dell’Azione Cattolica. Dopo un intervallo di due anni in Calabria, ritornò a S. Antonio a guidare l’Azione Cattolica e a rivelare il suo carisma di animatore instancabile e innovatore.

Introdusse incontri in comune tra ragazzi e ragazze dell’Azione Cattolica; tanti sessantenni-settantenni di adesso ricordano ancora le gite sulla neve in montagna. Agli inizi degli anni ‘70 riceve l’incarico di seguire le famiglie frequentanti la “Casa del Fanciullo”, dove non erano più ospitati i bambini orfani della Seconda Guerra Mondiale, per cui padre Augusto Bianchin l’aveva costruita, ma che era diventata luogo di aggregazione giovanile per il crescente quartiere intorno a Via Beccaria. Era come “una succursale” della parrocchia di S. Antonio. Flavia era una delle tante catechiste per gli affollati gruppi di catechismo di allora: nella strapiena chiesetta si incominciano a celebrare battesimi, prime comunioni e cresime; nascono i gruppi “Anziani“, “Famiglie” e “Natalina”.

La pastorale di padre Agostino pone le basi della comunità cristiana, che diventerà nel 1988 la parrocchia dei Santi Francesco e Chiara, il cui primo parroco sarà don Ottavio Trevisanato. Come è umanamente comprensibile, molto sofferto fu il passaggio alla diocesi di questa comunità fondata da padre Agostino, che di conseguenza dovette partire per altre destinazioni: Gemona, Cormons, Forno di Zoldo, Arabba, «dove – ricorda Mario – ha lasciato il suo cuore di alpino».

E gli Alpini hanno partecipato numerosi al suo funerale. «Era schietto e non amava il nì – testimonia Flora – il suo parlare era o sì o no e non usava giri di parole, per cui alcune persone non lo seppero apprezzare nel modo giusto. Però aveva tutti amici e tutti gli aprivano la porta. Aveva una fede cieca nella Provvidenza. Gli fu regalato anche un furgone; procurava e portava a casa agli ammalati le bombole di ossigeno; pagava a chi non ce la faceva le bollette della luce». La signora Flavia ricorda come «non chiedeva e non teneva niente per sé, ma quello che riceveva lo girava a chi ne aveva bisogno». Diede a Marghera un campo di calcio per i ragazzi e le associazioni, come il Real Marghera.

Mario ricorda quella partita che organizzò tra “Cappuccini macchiati contro Padri di famiglia”, in cui lui con la sua altezza e il fisico di atleta giocò da portiere. Alla Casa del Fanciullo padre Agostino vestiva spesso in tuta, ma fuori sempre da frate, precisa Tarcisio, che ricorda anche l’attività di basket, che aveva fatto sorgere nel campetto del patronato di S. Antonio, da dove verranno fuori la squadra Leacril-Ducotone e il nazionale di basket Forti, ma anche il portiere di calcio Ivano Bordon, numero 1 dell’Inter e della Nazionale. Anche la sfilata dei carri di Carnevale a Marghera affonda le sue origini nelle iniziative di padre Agostino: si vestiva da vecchietta, col carrettino e i ragazzi dietro sfilava per le strade.

Ma sotto la maschera padre Agostino non perdeva la sua autenticità, la sua passione per l’umanità, in cui credeva tanto perché luogo dell’incarnazione del Figlio di Dio.

Gino Cintolo

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Vendemmia, in Veneto il 40% di vino in più. Confagricoltura Venezia: rischio sovrapproduzione e calo prezzi

Mar, 05/02/2019 - 16:03

Il 2018, un anno super per quantità di uva vendemmiata e, a quanto dicono gli esperti, anche per qualità. Ma anche l’anno in cui cominciano ad affacciarsi, dopo tanti anni di crescita e di successi, alcune preoccupazioni. Compare infatti, tra i produttori, la parola “sovrapproduzione” che, a proposito di uva da prosecco, era finora sconosciuta.

Bastano i numeri, d’altronde, per capire: in Veneto (dati Avepa) la vendemmia 2018 si è chiusa con 13,4 milioni di ettolitri di vino prodotti, il 40% in più rispetto alla vendemmia di un anno prima, un’annata un po’ scarsa in cui la produzione si era fermata a 9,6 milioni di ettolitri.

Solo il vino a denominazione di origine protetta, quest’anno, ha totalizzato 8,7 milioni di ettolitri, con gran prevalenza di bianco. E, in questo numero, c’è l’ennesimo successo del prosecco e del Valdobbiadene.

La superficie coltivata a vite ha, a sua volta, toccato un nuovo record, con 87mila ettari. E un record l’ha raggiunto anche la superficie coltivata a glera, la varietà da cui deriva il prosecco: si è arrivati a quasi 26mila ettari, con un incremento vicino al 10%. Solo la vite da chardonnay tiene il passo (con + 4,4%), mentre merlot e cabernet cedono il passo (con diminuzione di superficie coltivata fra il 5 e il 7% in un anno).

«L’aumento delle superfici vitate entrate in produzione a seguito della corsa all’acquisto dei diritti per i nuovi impianti di vigneti e la sovrapproduzione dell’annata 2018 stanno provocando ora delle riduzioni dei prezzi medi di mercato che destano preoccupazioni in tutta la filiera», commenta Roberto Ciani Bassetti, presidente della sezione Viticoltura di Confagricoltura Venezia. «A questo si aggiunge anche la decisione del Consorzio del prosecco e della Regione Veneto di bloccare temporaneamente il bando 2018/2019, facendo in modo che tutti i vigneti di glera, non rivendicabile a Prosecco, relativi ad oltre 4000 ettari soltanto tra Treviso e Venezia, rimangano in questa situazione. La conseguenza appare di fatto difficilmente sostenibile dal punto di vista economico, visto che la glera ha una quotazione che è pari soltanto a circa il 35% di quella del Prosecco doc». (G.M.)

(Un più ampio articolo in Gente Veneta in distribuzione da giovedì 7 febbraio)

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Contributo d’accesso: chi paga, chi no, che multe sono previste

Lun, 04/02/2019 - 16:51

Contributo d’accesso a Venezia: qui di seguito alcune domande più frequenti, con relative risposte.

CHI DEVE PAGARE IL CONTRIBUTO DI ACCESSO? Nello specifico si è stabilito che il Contributo di accesso, applicato in alternativa all’imposta di soggiorno, dovrà essere corrisposto da ogni persona fisica che acceda alla Città antica del Comune di Venezia o alle altre isole minori della Laguna ed avrà validità fino alla mezzanotte del giorno dell’accesso.

LA MISURA DEL CONTRIBUTO DI ACCESSO
 Dal 01 gennaio 2020, la misura del Contributo di accesso è fissata in 6 euro per tutti i giorni dell’anno, salvo tre tipologie di giornate, stabilite con apposita delibera di Giunta, per le quali è previsto un diverso costo.
Si tratta di giorni da:
    •    “bollino verde”, ossia quelli in cui è previsto un limitato afflusso di persone, per i quali si pagheranno 3 euro;
    •    “bollino rosso”, ossia quelli in cui è prevista una criticità di afflusso di persone, per i quali si pagheranno 8 euro;
    •    “bollino nero”, ossia quelli in cui è prevista un’eccezionale criticità di afflusso, dove si pagheranno 10 euro.

NORMA TRANSITORIA 2019
 Solamente fino al 31 dicembre 2019 si è stabilito di fissare la misura del contributo di accesso con un’unica quota di 3 euro, inoltre, se il titolo di viaggio ha durata superiore alle 24 ore il contributo varrà per l’intero periodo di validità del titolo stesso.

CHI E’ ESCLUSO DAL PAGAMENTO?
 Sono esclusi a norma di Legge e non dovranno pagare il Contributo di accesso:
    •    i residenti nel Comune di Venezia;
    •    i lavoratori (dipendenti o autonomi), anche pendolari che gravitano in Città continuativamente o anche temporaneamente
    •    gli studenti, anche pendolari, di qualsiasi grado e ordine di scuole e università che hanno sede in Città antica o nelle Isole minori
    •    i soggetti e i componenti dei nuclei familiari di chi risulta aver pagato l’IMU nel Comune di Venezia.
Chi è escluso dal pagamento deve dimostrare la propria condizione mediante apposita autocertificazione, permanente o temporanea, secondo modalità che verranno stabilite dalla Giunta.

CHI E’ ESENTE DAL PAGAMENTO?
 Sono esentati dal pagamento del Contributo di accesso:
    •    coloro che soggiornano in strutture ricettive situate all’interno del territorio comunale;
    •    i residenti nella Città metropolitana di Venezia;
    •    i residenti nella Regione Veneto;
    •    i possessori della carta Citypass “Venezia Unica” abilitata alla navigazione;
    •    i bambini di età inferiore a 6 anni
    •    chi è affetto da disabilità grave e suo accompagnatore;
    •    chi pratica terapie riabilitative presso strutture sanitarie site in Città antica e nelle Isole minori;
    •    chi assiste o accompagna degenti presso strutture sanitarie;
    •    chi partecipa a competizioni sportive riconosciute dal Coni, sue Federazioni o da Enti di Promozione Sportiva;
    •    amministratori e autorità pubbliche che si rechino in Città antica o nelle Isole minori per motivi istituzionali;
    •    volontari impegnati in eventi o manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune, dalla Città Metropolitana o dalla Regione;
    •    volontari impegnati in attività di emergenza
    •    il personale delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, incluso quello dei Vigili del Fuoco, per esigenze di servizio;
    •    i componenti del nucleo familiare di coloro i quali abbiano stipulato un contratto d’affitto in locazione abitativa, ad uso non turistico, di immobile sito nella Città antica o nelle isole minori;
    •    il coniuge, il convivente, i parenti o affini fino al 3° grado di residenti nelle aree in cui vale il Contributo di accesso;
    •    il coniuge, il convivente, i parenti o affini fino al 3° grado che si rechino nelle case circondariali o di reclusione della Città Antica per visitare i detenuti;
    •    il coniuge, il convivente, i parenti o affini fino al 3° grado del defunto che partecipino al funerale nella Città antica o nelle Isole minori;
    •    chi viene convocato presso gli uffici della Città Antica per ragioni di giustizia.
Anche in questo caso chi è esente dal pagamento deve dimostrare la propria condizione mediante apposita autocertificazione, permanente o temporanea secondo modalità che verranno stabilite dalla Giunta.

RIDUZIONI PER GLI OSPITI DELLE STRUTTURE RICETTIVE DEL VENETO 
Dal 1 gennaio 2020, chi soggiornerà presso le strutture ricettive della Città Metropolitana di Venezia e della Regione Veneto, con esclusione di quelle adibite a locazione turistica, pagherà il contributo di accesso in misura percentuale, anche differenziata, in base ad apposite convenzioni,  redatte dalla Giunta comunale, che verranno stipulate tra il Comune di Venezia, le singole strutture ricettive, ed i Comuni interessati.

ATTRAVERSO IL “VETTORE” SI PAGHERA’ IL CONTRIBUTO DI ACCESSO 
La norma dice che il presupposto del contributo è l’accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica e alle altre isole minori. Nello specifico quindi vettore è qualunque soggetto, sia pubblico che privato, che svolge servizio di trasporto di persone a fini commerciali quali:
compagnie di navigazione, comprese quelle da crociera;
    •    vettori ferroviari;
    •    vettori che svolgono trasporto pubblico di linea terrestre ed acqueo;
    •    vettori che svolgono trasporto pubblico non di linea come pullman, noleggio con conducente, taxi, anche acquei, e i “Lancioni” granturismo;
    •    vettori aerei che svolgono servizi di aviazione generale di trasporto passeggeri e che atterrino al Nicelli del Lido.

APPOSITE CONVENZIONI CON I VETTORI
 Vista la specificità di accesso alla Città antica e alle altre isole minori da parte di persone che si imbarchino o utilizzino mezzi di trasporto pubblico non di linea presso i pontili siti nei comuni di Cavallino Treporti, Chioggia e all’Aeroporto Marco Polo di Tessera, oppure se il vettore non abbia l’obbligo di emettere un titolo di viaggio, il Comune di Venezia, o chi per lui, potrà provvedere alla riscossione diretta del contributo di accesso dopo aver stipulato una convenzione con il vettore interessato.

QUALI SONO I DOVERI DEL VETTORE
    •    Il vettore dovrà riscuotere, unitamente al prezzo del biglietto o al corrispettivo, il contributo di accesso. Una volta riscosso dovranno versare l’ammontare complessivo al Comune secondo procedure operative stabilite con una successiva delibera di Giunta. I vettori, quindi, saranno obbligati a:
    •    informare chi vorrà venire in Città antica o nelle Isole minori del Contributo;
    •    riscuoterlo rilasciando una ricevuta oppure inserendo una dicitura specifica sul biglietto;
    •    inviare una comunicazione al Comune, entro 15 giorni dalla fine di ciascun mese, contenente i dati rilevanti per l’Amministrazione
    •    riversare il contributo riscosso entro 15 giorni dalla fine di ciascun mese;
    •    inviare al Comune le comunicazioni/documentazioni eventualmente ricevute relative ai casi in cui sia stata richiesta una esclusione/esenzione/riduzione del pagamento.

SANZIONI PREVISTE
    •    Sono stati stabiliti anche diversi livelli di sanzione a seconda della gravità del caso:
    •    sanzione amministrativa dal 100% al 200% per l’omessa, incompleta o infedele presentazione da parte del vettore obbligato alla riscossione;
    •    sanzione amministrativa del 30% per l’omesso, ritardato o parziale versamento del contributo da parte del vettore
    •    sanzione amministrativa da 100 euro a 450 euro per chi non paga il contributo d’accesso, rilascia dichiarazioni mendaci al fine di ottenere esclusioni, esenzioni o riduzioni o per ogni altra violazione del Regolamento.

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Venezia, via libera al contributo d’accesso: dai 3 euro di quest’anno al sistema a bollini del 2020, fino a dieci euro

Lun, 04/02/2019 - 16:48

La Giunta comunale di Venezia, riunitasi oggi a Ca’ Farsetti, ha dato il via libera alla delibera in merito al “Regolamento per l’istituzione e la disciplina del Contributo di accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica del Comune di Venezia e alle altre Isole minori della Laguna”. La delibera ora verrà inviata alle commissioni competenti e, in seguito, al Consiglio comunale per la sua discussione e votazione.

Alla luce dell’articolo 1 comma 1129 della legge 30 dicembre 2018, cosiddetta Legge di Bilancio, la Giunta, a seguito di un meticoloso e puntuale lavoro di confronto ed il supporto giuridico dello studio Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners, ha redatto un Regolamento che disciplina l’introduzione e la gestione del Contributo di accesso in conformità alla normativa applicabile.

“Si tratta di un punto di svolta rilevante nella gestione dei flussi turistici di Venezia – ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro – ma soprattutto è un punto di partenza di un percorso triennale che porterà, nel 2022 alla prenotazione degli accessi in città in modalità completamente smart, attraverso una carta servizi, gestita da uno specifico software, che ci aiuterà a rendere Venezia a misura di residente e visitatore, secondo un giusto equilibrio. Il 2019 è un anno di transizione per questo abbiamo previsto una serie di semplificazioni sia ai visitatori sia agli operatori economici e ai vettori, con l’applicazione di una quota flat di 3 euro.

Dal 1 gennaio 2020 scatterà invece un sistema a “bollini”, con valori crescenti fino a 10 euro, che servirà a regolare l’arrivo in città a seconda della pressione turistica prevista, per garantire la vivibilità ai residenti. Sempre da tale data, il contributo di accesso per chi soggiornerà presso le strutture ricettive della Città Metropolitana di Venezia e della Regione Veneto, con esclusione di quelle adibite a locazione turistica, potrà essere pagato in misura ridotta, anche differenziata, in base ad apposite convenzioni, redatte dalla Giunta comunale, che verranno stipulate tra il Comune di Venezia, le singole strutture ricettive, e i Comuni interessati, con l’obiettivo di sensibilizzare tutti nella campagna #EnjoyRespectVenezia per un turismo consapevole e rispettoso.

Siamo in perfetta sintonia con la Regione e con il Presidente Luca Zaia e con lui, a breve, sottoscriveremo un apposito protocollo per rafforzare l’esenzione dal contributo di tutti i Veneti, con le relative semplificazioni operative. Ci saranno, inoltre, altre categorie di esenzioni, che rispondono a norme di buon senso per garantire l’accesso a Venezia a chi lavora, studia, ha i propri affetti, ha esigenze sanitarie o deve recarsi per necessità nel capoluogo della Regione, che ospita tantissime funzioni amministrative. Stiamo ancora terminando le verifiche di legittimità per poter estendere l’esenzione anche a tutte le persone nate a Venezia e a chi la raggiunge in autobus avendo già pagato la ZTL bus.

Siamo pronti a correggere il provvedimento, con una serie di delibere di Giunta, alla quale è demandata la definizione delle modalità operative del Regolamento. A tal fine, abbiamo previsto anche la costituzione di uno specifico “Osservatorio”, per poter avere un confronto continuo e diretto con tutte le categorie economiche e sociali per monitorare assieme gli effetti a breve e medio termine, in un’ottica di coinvolgimento di tutti gli stakeholder.

Il contributo, come previsto dalla Legge, servirà a ridurre quegli extra costi ordinari che Venezia ha in base alla propria specificità, come ad esempio le operazioni di pulizia e asporto rifiuti, quantificati in oltre 41 milioni di euro all’anno e garantire le manutenzioni tipiche, come quelle dei masegni, delle rive, dei ponti, del proprio patrimonio. Una spesa elevata che non può più ricadere solo nelle tasche dei residenti: l’obiettivo è di rendere la città più vivibile per chi già ci abita e sempre più attrattiva per chi sceglierà di venirci a vivere. Tutte le risorse derivanti dal contributo saranno gestite in modo assolutamente trasparente e rendicontate fino all’ultimo centesimo.

Voglio ringraziare i consiglieri comunali, gli assessori e il gruppo di lavoro, in particolare il capo di Gabinetto Morris Ceron, che hanno contribuito alla stesura di questo atto per il quale abbiamo voluto avvalerci della consulenza dello Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, uno dei più importanti e qualificati in Europa. Dato l’impatto e gli effetti di tale Regolamento, abbiamo già previsto a marzo un’importante iniziativa presso la Stampa estera a Roma, per illustrarlo a tutti i media internazionali. Il messaggio che vogliamo dare è che Venezia è accessibile, aperta, ma i visitatori devono comprendere che serve una programmazione per gestire al meglio l’equilibrio tra residenzialità e turismo”.

“La Giunta, inoltre – ha spiegato l’assessore al Bilancio Michele Zuin dopo aver illustrato dettagliatamente la delibera sul “contributo di accesso” – in un’ottica di una più completa gestione e organizzazione dei flussi veicolari in entrata dal Ponte della Libertà, ha approvato una proposta di delibera che conferma la Zona a Traffico Limitato (ZTL) per gli accessi alla Città antica che avvengono con mezzi motorizzati, assoggettandola al pagamento di una somma: una decisione che abbiamo preso con il chiaro intento di preservare il patrimonio storico e ambientale della laguna, dando quindi attuazione alle indicazioni già previste nel Piano Urbano della Mobilità e nel Piano Urbano del Traffico, oltre che incentivare la mobilità sostenibile. Anche per questo provvedimento le fasi operative passeranno per una successiva delibera di Giunta dopo un confronto con le categorie e gli operatori interessati”.

“Siamo molto felici di poter assistere il Comune di Venezia nella regolamentazione di questa nuova misura, introdotta con l’ultima legge di bilancio, che offre la possibilità al Comune di adottare un contributo di accesso alla Città antica e alle isole minori della laguna, anche al fine di regolare al meglio l’affluenza alla città – ha dichiarato l’avv. Francesco Gianni dello Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners. Si tratta di una disciplina particolarmente innovativa, un unicum nel suo genere, derivante dalle peculiarità di questa città, una regolamentazione che quindi si differenzia per natura e finalità sia dall’imposta di soggiorno sia dai contributi di sbarco già previsti per alcune isole. Anche per questa ragione il Comune sta ponendo in essere un procedimento di consultazione pubblica che coinvolga in modo trasparente tutti gli stakeholders interessati. Inoltre la sua applicazione a regime avverrà gradualmente, per “step”, al termine di un periodo transitorio in cui è previsto un contributo in misura ridotta, anche al fine di consentire a tutti gli interessati di potersi conformare alla nuova normativa”.

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Fabio, Camilla, Rebecca: tre ori ai campionati italiani junionres per gli atleti del Gruppo Atletico Aristide Coin Venezia

Lun, 04/02/2019 - 12:33

Weekend da ricordare per la società mestrina Gruppo Atletico Aristide Coin Venezia 1949, che ad Ancona, ai campionati italiani juniores indoor, porta sul gradino più alto del podio Fabio Pagan (lungo e triplo), Camilla Vigato (triplo) e Rebecca Pavan (alto). Massimo Zanetti quinto nell’asta. Alessia Miniutti prima tra le ragazze nel cross regionale. Grande bronzo di società nella classifica combinata.

Due ori sono finiti al collo di Fabio Pagan, che sabato ha vinto il lungo con 7.54 e ieri si è ripetuto nel triplo con 15.44. Risultato: due maglie tricolori, due nuovi primati personali (di 28 e 39 centimetri il miglioramento realizzato nelle due gare) e due lasciapassare – più che mai anticipati – per i Campionati Europei under 20 che si terranno durante estate a Boras, in Svezia.

L’exploit di Fabio Pagan, inatteso nelle dimensioni (leggi: misure), si è accompagnato alla vittoria di Rebecca Pavan nel salto in alto, con la veronese d’adozione mestrina salita a 1.76, un centimetro oltre il record personale indoor, e al successo di Camilla Vigato nel salto triplo con un bel 12.72.

Tre atleti, quattro ori. E un minimo comun denominatore che si chiama Enrico Lazzarin, tecnico che segue la preparazione di Fabio Pagan, di Camilla Vigato e, insieme a Fulvio Maleville, di Rebecca Pavan. Enrico allena da una vita, ha una grande esperienza, ma l’emozionante weekend marchigiano, con i suoi quattro titoli tricolori, non ha precedenti neanche per lui.

“Pagan mi ha stupito – commenta Lazzarin -. I due titoli potevano essere preventivati, ma le misure vanno oltre le attese. Fabio è entrato in una nuova dimensione: ha realizzato abbondantemente gli standard previsti dalla Federazione per la partecipazione agli Europei under 20, e siamo appena a febbraio. Non solo: con una misura attorno ai 15.50 nel triplo puoi andare alla rassegna continentale e fare la tua bella figura. Fabio lo sapeva e ha centrato il risultato”.

La rassegna tricolore, per il Gruppo Atletico Coin, non si ferma al computo, pur eccezionale, delle medaglie. Ad Ancona ha brillato anche Massimo Zanetti, quinto nell’asta con 4.65, ad appena 5 centimetri dal record personale del 2018. Ottime seste piazze anche per Nicola Spezzamonte nei 1500 promesse (4’00”77) e Beatrice Andreose nei 3000 metri di marcia promesse (15’08”59, primato personale). Lo junior Leonardo Verrati, infine, è giunto 16° nel lungo con 6.46.

Dai campionati italiani juniores e promesse indoor ai campionati regionali giovanili di corsa campestre. Domenica, a Falzè di Piave (Treviso), nel 4° Cross del Pedrè, valido come terza e ultima prova del campionato regionale giovanile di società, exploit di Alessia Miniutti, vincitrice, un po’ a sorpresa, della gara ragazze. Alessia è volata nel fango, vincendo con chiaro distacco. Tra i ragazzi, terzo Raffaele Faronato e ottavo Alvise Tomassini. Tra le cadette, settima Caterina Zorzi. Tra i cadetti, ottavo Tommaso Mattiuzzo.

L’ottima prova d’insieme dei giovani mezzofondisti del Gruppo Atletico Coin ha fruttato alla società mestrina il terzo posto nella classifica combinata, data dalla somma dei risultati di tutte le categorie, davanti a più di 50 club provenienti da tutta la regione. Il Gruppo Atletico Coin è inoltre giunto terzo nella classifica finale della categoria cadetti. Ora, per i giovani mestrini, l’obiettivo diventano i campionati regionali individuali che si terranno il 3 marzo a Bassano del Grappa.

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Iusve di Mestre, sei studenti a Sanremo per raccontare il Festival alla radio

Lun, 04/02/2019 - 12:12

Intervisteranno i cantanti e le personalità, racconteranno l’arte musicale in tutti i suoi aspetti e anche i gossip più cliccati sul web.

Sono partiti oggi per Sanremo sei studenti dello Iusve, l’Istituto Universitario Salesiano che ha sedi in Mestre e Verona per partecipare al 69° Festival della Canzone Italiana di Sanremo come inviati di Cube Radio, la neonata emittente istituzionale.

Giovanni Gabban (Adria), Elias Manzon (Pordenone), Melania Melto (Mira), Federico Palisca (Padova), Marco Santone (Spinea) e Giulia Scattolon (Trebaseleghe) faranno parte del team, guidato dal professor Marco Sanavio, direttore della webradio universitaria, che avrà il compito di produrre servizi multimediali per i quotidiani veneti del Gruppo Gedi (Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso e Il Corriere delle Alpi), CafèTv24, Radio e Tele Venezia oltre che interagire direttamente con i social media ufficiali del Festival.

Grazie alla partnership tecnica con la concessionaria Toyota Ferri Auto che ha sedi in Limena, Due Carrare e Mestre gli studenti sono riusciti ad allestire un vero e proprio studio radiofonico mobile all’interno di un van monovolume Toyota Proace Verso che, proprio per le caratteristiche di versatilità nell’allestimento interno e insonorizzazione dai rumori esterni, sarà la loro centrale operativa a Sanremo e consentirà sia di ospitare gli artisti per le interviste sia di realizzare dirette radiofoniche e televisive.

I sei giovani reporter digitali, frequentanti il corso di laurea in Comunicazione grafica e multimediale e Web marketing and digital communication, hanno maturato specifiche competenze anche grazie all’attività didattica dello Iusve che propone loro stage con agenzie di comunicazione oltre che approfondimenti teorici e pratici in occasione di grandi eventi.

«Si tratta di un team ben assortito – spiega il Direttore del Dipartimento di Comunicazione dello Iusve, professor Mariano Diotto – in grado sia di escogitare soluzioni tecniche originali per la produzione multimediale che di effettuare precise operazioni di social media analisys sull’andamento della principale manifestazione canora nazionale».

Il team, facilmente identificabile dall’abbigliamento rosso che richiama il colore distintivo dell’Università e di Cube Radio, sarà presente nella “città dei fiori” dal 5 al 10 febbraio, l’hashtag di riferimento dei giovani reporter sarà #SanremoIUSVE.

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Cambio del medico: non c’è più bisogno di recarsi negli uffici dell’Ulss 3. Ora basta inviare una mail

Lun, 04/02/2019 - 04:32

Novità nell’Ulss 3 Serenissima: da poche settimane è possibile utilizzare il servizio di cambio-medico per via digitale, cioè senza doversi recare allo sportello dell’Anagrafe sanitaria.

Con questo sistema, attivo da dicembre scorso, l’utente può avviare le procedure per il cambio medico da casa, via computer, inviando un’email all’indirizzo [email protected] Chi utilizza questa email riceve di ritorno la documentazione necessaria per procedere al cambio in dialogo con gli Uffici competenti e sempre per via digitale.

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Un sì radicalmente evangelico: i Giubilei di religiose e religiosi festeggiati nella chiesa dei Cappuccini a Mestre

Dom, 03/02/2019 - 20:58

Un sì radicalmente evangelico. È il richiamo del Patriarca al pellegrinaggio mariano di sabato 2 febbraio, a Mestre, dalla chiesa di Altobello a quella dei Cappuccini. Parla ai religiosi, nel giorno dei loro giubilei. “Date alla vostra vita, in modo totale e radicale, la forma e i lineamenti di Gesù”: così nell’omelia.

“Dio ama chi dona con gioia… Seguite Gesù: il suo amore, la sua capacità di donarsi”. E a chi è avanti negli anni: “Forse il meglio il Signore ve lo ha riservato per il futuro”.

(con la collaborazione di Giovanni Carnio e foto di fra Gianluca Volpato)

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Giovane Montagna di Mestre, escursione notturna sul Grappa

Dom, 03/02/2019 - 18:57

Escursione notturna al massiccio del Grappa per un folto gruppo di soci della Giovane Montagna di Mestre. Sabato 26, all’imbrunire, parcheggiate le auto a Campo Solagna, «siamo saliti su per la montagna – racconta il presidente della sezione mestrina, Alberto Miggiani – lasciando la pianura con le sue luci e rumori.

Neve poca, a tratti. Con il calare della notte, siamo stati abbracciati dalle stelle e prima di giungere alla nostra meta, il rifugio Alpe Madre, abbiamo letto le parole scritte dal poeta cinese Li Bai nell’VIII secolo: “Bivacco notturno al monastero sui monti, allungo la mano, afferro le costellazioni, non oso parlare ad alta voce, ho paura di svegliare chi sta sopra il cielo”. Il rifugio è arrivato anche troppo presto, avremmo volentieri camminato silenziosi ancora per un po’…».

La foto qui pubblicata è stata scattata in prossimità del Col Moschin, sulla via del ritorno. Il capo gita era Paolo Martin. ben coadiuvato da Stefano Buratto, entrambi della Commissione Gite dell’associazione di ispirazione cattolica.

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Cavallino-Treporti, installate sei nuove telecamere

Dom, 03/02/2019 - 15:52

Sei nuove telecamere di videosorveglianza. Sono quelle installate negli ultimi giorni dall’Amministrazione comunale.
Ad essere coperte con i nuovi dispositivi ora ci sono anche l’area dalla rotonda da via Equilio alla piazza a Cavallino, il campo sportivo di Cavallino (dove nell’ultimo anno erano stati segnalati furti ai danni della locale società sportiva), il piazzale di Punta Sabbioni, l’area dello stabilimento e del parcheggio della spiaggia di Ca’ Savio e quella del ponte del Pordelio.

«È nostra intenzione – spiega il sindaco, Roberta Nesto – continuare ad investire e implementare il sistema che consenta agli agenti della Polizia Locale e ai Carabinieri di monitorare il nostro territorio. In questi tre anni abbiamo destinato oltre 200 mila euro in questo progetto e abbiamo investito nella fibra ottica. Dal 2015 a oggi il Comune ha raddoppiato il numero di telecamere passando da 15 ormai mal funzionanti a 30 operative 24 ore su 24.

«Investire nella sicurezza dei cittadini e del territorio – aggiunge la prima cittadina – è di fondamentale importanza per un’amministrazione pubblica e un dovere nei confronti della comunità. I punti di installazione delle telecamere aumenteranno nel corso del tempo. L’obiettivo primario è la sicurezza dei cittadini, il controllo e l’ordine pubblico, potenziato anche grazie alla convenzione sottoscritta quest’estate con i Carabinieri».

Giuseppe Babbo

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Jean Guillou, il genio della tastiera d’organo, oltre ogni prassi esecutiva. Il suo rapporto con Venezia

Dom, 03/02/2019 - 11:47

Non c’è musicista che non abbia un motivo, dichiarato o meno, per ringraziare il maestro Guillou, organista francese deceduto lo scorso sabato all’età di 88 anni.

Come tutti i grandi sembrava poter sfidare le leggi del tempo, avendoci abituati ad una eterna giovinezza artistica, intrisa di impulsi creativi inesauribili, espressi nelle sue opere e trasfusi ad allievi ed estimatori.

Titolare del grand’organo di Saint Eustache a Parigi per oltre un cinquantennio, aveva formato generazioni di organisti di ogni nazionalità e plasmato col suo pensiero un nuovo modo, personalissimo, di ideare strumenti, di comporre ed eseguire musica per organo.
Guillou progettista ha concepito strumenti innovativi, alcuni già realizzati in Italia, come quelli del conservatorio di Napoli e della chiesa dei Portoghesi a Roma, altri in attesa, quali un nuovo organo per la Basilica della Salute a Venezia.

Guillou era legato a Venezia e in particolar modo alla Salute: fu chiamato nel 1976 ad inaugurare il primo restauro dell’organo Dacci, per volontà dell’allora Rettore monsignor Bertoli, al termine dei lavori finanziati dal comitato francese per la salvaguardia di Venezia; e vi ritornerà nel novembre 2000 per celebrare il primo anniversario della morte di don Giuliano con un memorabile concerto a lui dedicato alla presenza del Seminario, dei suoi responsabili e di un pubblico ampio di ammiratori e curiosi: per l’occasione furono riempite di sedie tutti gli spazi disponibili della Basilica.

Guillou eseguì in prima assoluta per l’Italia i suoi Pieces Furtives op. 58 ed una indimenticabile, inedita Fantasia Cromatica e Fuga di Johann Sebastian Bach; l’improvvisazione conclusiva fu introdotta dalla proposta dei temi gregoriani cari a don Giuliano da parte del coro del Seminario: l’Inno Placare Christe Servulis, l’Alleluia, veni Sancte Spiritus e l’Ave Maris Stella di Ravetta.

Chi vi assistette può testimoniare la sua maniera geniale di utilizzare uno strumento antico quale risorsa sonora capace di proiettarsi in un futuro possibile, ampiamente descritto nel suo libro “L’orgue, souvenir et avenir” (disponibile anche nella versione italiana a cura di un traduttore veneziano “L’organo, memoria e futuro”).

Al Dacci della Salute, espressione artistica cristallizzata dell’organaria veneta, confinato nell’immoto presente virtuale dei beni artistici da tutelare e consegnare incorrotti alle generazioni future, il maestro francese seppe dare nuova vita percorrendo strade al di fuori d’ogni prassi esecutiva e dai rituali della musica d’epoca, facendone scaturire luci, colori, profondità, rivelando colore timbrico, ricchezza d’insieme, duttilità e potenza sonora insospettabili: la voce secolare della Basilica, la voce d’ogni tempo, “memoria e futuro” di uno strumento che da sempre accompagna la storia dell’uomo.

A Venezia ricordiamo i suoi concerti nelle basiliche di San Marco negli anni Settanta, dei Frari e alla Madonna dell’Orto in epoca recente, fino all’ultima apparizione, nel maggio 2018, nella chiesa dei Carmini.

Paola Talamini

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«Niente medico di base», Chirignago protesta. L’Ulss ribatte: 3mila posti liberi nel raggio di due chilometri

Dom, 03/02/2019 - 04:26

La parrocchia e la comunità civile di Chirignago protestano: va in pensione il medico di famiglia e non lo si sostituisce. Una raccolta di firme, davanti alla porta della chiesa parrocchiale, ha prodotto seicento adesioni.

Ma l’Ulss 3 replica: fuorviante porre così il problema. Perché la soluzione è già a disposizione dei cittadini: ci sono tremila posti liberi presso i medici di famiglia che operano nel raggio di due chilometri dall’ambulatorio del medico ormai prossimo al pensionamento.

Per giunta, il cambio di medico è diventato molto più semplice di un tempo: basta inviare una mail, senza più doversi recare all’anagrafe sanitaria.
La vicenda ha preso il via dalla segnalazione fatta da don Roberto Trevisiol, parroco di Chirignago, in uno scritto che compare nel foglio “Proposta”. «Il dottor Brugin, che per tantissimi anni si è preso cura della nostra salute, va in pensione. Non era giusto che smettesse il suo servizio senza un grazie affettuoso e riconoscente da parte di noi che lo abbiamo avuto come medico».

Ed è qui che si apre il problema: «Nessuno sostituirà nello stesso ambulatorio il nostro dottore. E si dice che tutti i medici dei dintorni sono già strapieni di pazienti. Lo si sentiva dire da tempo – prosegue don Roberto – che presto avremmo avuto grossi problemi per quanto riguarda la disponibilità di medici. All’università il numero è chiuso, non escono laureati in medicina a sufficienza ma sembra che chi guida la sanità non se ne curi».

Una protesta, però, che secondo l’Ulss 3 non ha alcuna ragione per sussistere. Nello stesso ambito territoriale in cui opera il dottor Brugin – spiega l’azienda sanitaria – operano altri 12 medici (uno ha aperto di recente il proprio ambulatorio), molti dei quali hanno un’ampia disponibilità per accogliere altri assistiti: in totale l’offerta è di più di 4500 posti liberi.

Inoltre, tre dei medici attivi operano con un loro ambulatorio entro il raggio di 2 chilometri dall’ambulatorio del dottor Brugin, offrendo un totale di circa 3000 posti. Il solo ambulatorio del medico più vicino, in via Trieste, a poco più di un chilometro, ha più di 1100 posti disponibili e potrebbe in pratica assorbire da solo gli assistiti del dottor Brugin.

Agli utenti del dottor Brugin è già stata inviata la comunicazione scritta con le indicazioni per il cambio-medico, e l’Ulss 3 Serenissima monitora la situazione per la fase di cambio-medico, dicendosi pronta a potenziare eventualmente gli sportelli.

In realtà, replica don Trevisiol, nessuno mette in discussione la possibilità di trovare un nuovo medico di famiglia. Il problema vero sta nelle distanze, specialmente per gli anziani.

È la zona centrale di Chirignago, quella dove operava il dott. Brugin, che resta scoperta. E per le persone più anziane o fragili può diventare un problema il doversi spostare verso via Trieste o verso la Gazzera. Per non pochi significa non poter andare più dal medico in autonomia, ma dover chiedere un aiuto e un passaggio in auto a familiari e conoscenti. (G.M.)

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Porto di Venezia: record, nel 2018, per quantità di merci e numero di passeggeri

Sab, 02/02/2019 - 21:06

La movimentazione complessiva delle merci a fine 2018 cresce dello 5.4% rispetto all’anno precedente; si passa dalle 25.134.624 tonnellate del 2017 alle 26.495.278 tonnellate movimentate nell’anno appena concluso.

Sul totale delle merci movimentate, risulta prevalente la quota di merci ascrivibili al settore manifatturiero, pari al 52%, che ricomprendono container, rinfuse solide come ad esempio prodotti siderurgici, rinfuse liquide o merci in colli (tutti prodotti che servono la produzione delle industrie del Veneto e del Nordest); segue il settore energetico – per lo più relativo agli additivi per la miscelazione del bio-diesel o ad altre materie prime per la produzione energetica – al 38% e l’agroalimentare al 10%, da intendersi come merce volta all’alimentazione umana o animale.

La prevalenza della componente manifatturiera si rinviene negli ottimi risultati registrati dai settori portuali ad esso connessi. A partire dal traffico container (+3.4% nel 2018 rispetto al 2017), interamente a servizio dell’import/export del mercato domestico. Il 100% dei 632.250 TEU movimentanti nel Porto di Venezia infatti provengono o sono destinati esclusivamente alle imprese del tessuto produttivo locale, regionale o del Nord Est. Non un solo container viene movimentato in transhipment, modalità che sfrutta il porto solo come mero “scambiatore” per rifornire altri mercati.

Anche il traffico project cargo, nel quale Venezia conferma la leadership nazionale, ha registrato la movimentazione di 800 pezzi unici ad altissimo valore aggiunto, esportati dalle industrie della Pianura padana, attraverso lo scalo lagunare.

A riprova della funzione prevalentemente manifatturiera del Porto di Venezia, si registra anche la crescita a doppia cifra (+20.8% per un totale di 1.841.491 tonnellate) delle merci trasportate via traghetto, a conferma dell’ottima risposta del mercato rispetto al nuovo terminal di Fusina dedicato esclusivamente al traffico ro/ro e ro/pax. Un settore che, una volta operativa la seconda darsena in corso di implementazione, vedrà duplicata l’offerta portuale a servizio delle Autostrade del Mare.

Il 2018 registra poi ottimi risultati anche per quanto concerne lo sviluppo intermodale del Porto di Venezia. Record storico anche per il traffico ferroviario. Nel 2018 sono stati 100.754 i carri movimentati (+11,3% rispetto al 2017) per 2.596.742,96 tonnellate (+11,2%) pari a 5.543 treni/anno gestiti alla stazione di Marghera Scalo. Il record storico del traffico ferroviario conferma la buona risposta del mercato all’implementazione condotta sia sotto il profilo infrastrutturale, sia sotto il profilo operativo della modalità ferroviaria; modalità che raggiunge destinazioni a medio e lungo raggio come, ad esempio, Cremona, Verona e Rho in Italia e destinazioni estere (per lo più tedesche o austriache) attraverso il Brennero e il Tarvisio.

Allo stesso modo, la crescita registrata per quanto concerne la modalità fluviale, pari a +71.3% di tonnellate trasportate, testimonia l’interesse del mercato per il Porto di Venezia, unico scalo nazionale che, attraverso la via navigabile Fissero-Tartaro-Canal Bianco, può connettere lo scalo commerciale con il Porto di Valdaro (Mantova) 365 giorni all’anno mentre, utilizzando il Po, può raggiungere Piacenza 265 giorni all’anno.

I principali, ulteriori segni positivi registrati nel 2018 riguardano le rinfuse solide che segnano un +7.8%; tra queste cresce più di tutti il settore dei cereali che segna un +27.6% su base annua con oltre 200.000 tonnellate in più. Bene anche i materiali da costruzione (metalli, cemento, calce, malta) che segnano un +34.8% rispetto al 2017.

Infine, i passeggeri nel 2018 sono stati 1.787.848 di cui 1.579.246 crocieristi (+9.2% rispetto al 2017) e 208.602 passeggeri “locali” – ovvero da traghetti e da navigazione entro le 20 miglia nautiche – con una crescita del 2.2% nel 2018.

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La lettera corale dei sacerdoti veneziani per il Patriarca e i confratelli calunniati con i volantini

Sab, 02/02/2019 - 20:57

È un abbraccio collettivo, unanime e fraterno, quello che – attraverso le parole di una lettera scritta dai sacerdoti della Chiesa di Venezia – avvolge il Patriarca Francesco e i sacerdoti calunniati da alcuni volantini totalmente insensati, diffusi nei giorni scorsi a Venezia.

La lettera, diffusa subito per significare l’esigenza di esprimere immediatamente solidarietà e vicinanza, è stata unanimemente accolta e sottoscritta dal clero veneziano ed è accompagnata, anche nella pagina Facebook di Gente Veneta, da commenti affettuosi e concordi dei lettori. Questo il testo:

«Reverendo e carissimo Patriarca Francesco, carissimi confratelli sacerdoti, ci giunge con dolore la notizia di un vile atto di diffamazione che, con la violenza di un volantino non firmato e pieno di accuse infamanti, colpisce insieme a voi noi tutti.
Siamo sacerdoti come voi, impegnati ogni giorno a servire il nostro popolo costruendo pazientemente rapporti di fiducia con la gente, mossi dal solo desiderio di portare loro la luce del Vangelo. Stupisce e addolora che alcuni anonimi, nascondendosi dietro la bugia di voler fare il bene della nostra Chiesa, infanghino la reputazione e la dignità di persone che conosciamo come fratelli ed amici e per i quali abbiamo la totale fiducia e stima.
Speriamo che la mano vigliacca che ha prodotto un simile volantino capisca che, così facendo, non solo ferisce delle persone innocenti ma causa anche del male a quelle che pretende di difendere.
Rinnovando così la nostra cordiale vicinanza nella preghiera a lei, Patriarca, e ai nostri confratelli, affidiamo tutta la nostra Chiesa alla Madonna Nicopeia e a San Marco Evangelista».

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Il Patriarca Francesco: «Prego continuamente per coloro che hanno ispirato, scritto e affisso i volantini diffamatori»

Ven, 01/02/2019 - 16:46

«Con l’affetto di un padre che vi ama, abbraccio tutti, uno ad uno. Tutti, nessuno escluso»: si conclude così la lettera che il Patriarca Francesco ha scritto in relazione ai fatti di questi giorni. Eccone il testo:

«Carissimi confratelli nel sacerdozio, diaconi, consacrati, consacrate e fedeli laici della Chiesa che è in Venezia, in questo momento di grande sofferenza e prova, desidero ringraziarvi di cuore per la vicinanza che avete dimostrato in questi giorni in cui alcuni nostri confratelli sono stati offesi nel loro onore, di preti e di uomini, in modo vile e profondamente disonesto.

Sono vicino con affetto anche ai familiari, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle, agli amici e alle comunità di quanti sono stati così feriti e che ora soffrono, anche avvertendo tutta l’impotenza di non poter manifestare pienamente il loro dolore.

Carissimi, io prego continuamente per coloro che hanno ispirato, scritto e affisso i volantini diffamatori, celandosi dietro un imbarazzante anonimato.

Tali offese hanno fatto soffrire e ferito profondamente la nostra Chiesa che è in Venezia e tutti coloro che veramente la amano, servendola ogni giorno, come voi sacerdoti fate insieme ai diaconi, a tanti laici e laiche, consacrati e consacrate che, con generosità, si spendono per il Vangelo.

Tale ferita, ancora sanguinante, dobbiamo viverla come discepoli di Gesù, con i suoi sentimenti e soprattutto con fede e con il desiderio di perdonare.

Chi veramente ama la Chiesa non compie gesti come quelli di cui siamo stati spettatori attoniti in questi giorni.

Tutto ciò che di non vero e di gravemente offensivo è stato detto per diffamare il Patriarca e alcuni sacerdoti, grazie alla Misericordia di Dio a cui sempre ci richiama Papa Francesco, diventi ora un momento di crescita per la nostra bella e amata Chiesa di Venezia che, con le nostre povertà e ferite, ogni giorno e insieme, ci sforziamo di servire e amare.

La Madonna della Salute – così cara a noi veneziani – vegli come Madre comune sugli offesi e sugli offensori e tutti, insieme, ci conduca a Gesù.

Con l’affetto di un padre che vi ama, abbraccio tutti, uno ad uno. Tutti, nessuno escluso».

Il vostro Patriarca Francesco

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Venezia, è morto don Carlo Enzo

Ven, 01/02/2019 - 15:35

Mercoledì 30 gennaio è morto nell’ospedale Fatebenefratelli di Venezia, dove era ricoverato da qualche tempo per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, il sacerdote diocesano don Carlo Enzo (nella foto). Aveva poco più di 91 anni, era nato a Burano (Venezia) nel 1927 ed era stato ordinato sacerdote nel 1950 dal Patriarca Agostini.

Nei primi anni di ministero è stato impegnato a S. Stefano di Caorle, Ca’ Cottoni, a S. Giuseppe di Castello (Venezia) ed anche nell’insegnamento della religione nelle scuole medie. Alla fine degli anni ’50 ha completato a Roma gli studi di Teologia, conseguendo la licenza. Dal 1959 al 1963 è stato vicerettore del Seminario Maggiore – dove ha insegnato per parecchi anni Sacra Scrittura – e “ascritto” alla Basilica della Salute. Ha collaborato poi, in tempi diversi, con le parrocchie veneziane di S. Zaccaria (tra il 1963 e il 1975) e S. Giacomo dall’Orio (dal 1990 fino a pochi anni fa).

Don Carlo – che ha conseguito anche la laurea in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 1978 – si è dedicato moltissimo allo studio e all’insegnamento; ha insegnato religione e filosofia in alcuni licei veneziani e lettere in alcune scuole medie nonché – per parecchi anni – è stato assistente e docente a Ca’ Foscari (in particolare nel campo dell’esegesi biblica) nell’ambito di seminari e corsi di Filosofia delle religioni e di Antropologia filosofica.

I funerali di don Carlo Enzo si terranno, rispettando le sue volontà, nella cappella del cimitero di Mazzorbo martedì 5 febbraio p.v. alle ore 11.00 e saranno presieduti dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia.

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Nota del Patriarcato su volantini anonimi affissi a Venezia, sulla porta della chiesa di San Zulian e nei dintorni

Mer, 30/01/2019 - 14:47

Nelle ultime ore sono comparsi a Venezia – affissi sulla porta della chiesa di San Zulian e nei dintorni – volantini anonimi il cui contenuto è altamente lesivo della reputazione dei soggetti coinvolti, con affermazioni gravemente diffamatorie e destituite di ogni fondamento nei confronti del Patriarca di Venezia e altresì gravemente offensive della reputazione di sacerdoti esplicitamente indicati con nome e cognome.

Il fatto è stato prontamente segnalato alla Procura della Repubblica di Venezia.

Il Patriarcato di Venezia intende procedere con denuncia-querela per diffamazione contro ignoti al fine di contrastare nel modo più fermo tale atto denigratorio.

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