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È morta Maria Cristina Dossi. Cordoglio nella Chiesa di Venezia: aveva seguito con passione e competenza il restauro di tante opere d’arte

Lun, 14/09/2020 - 09:27

Ci ha lasciati la scorsa settimana Maria Cristina Dossi, storico dell’arte, funzionario della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

Vicentina di nascita, a Venezia era giunta nel 2001, lavorando prima al Museo Archeologico di Piazza San Marco, poi a Palazzo Grimani, per approdare infine alla tutela sul territorio. Formatasi all’Università degli Studi di Udine e specializzatasi a Firenze, i suoi interessi iniziali si erano rivolti soprattutto allo studio di opere e autori vicentini: basti pensare alle numerose pubblicazioni sui Maganza, una famiglia di artisti attivi nella città berica tra Cinque e Seicento.

Ricostruire il contesto di una Vicenza tormentata da nuove e mutate istanze religiose attraverso la lettura delle pale d’altare fu però solo uno degli obiettivi di quel suo primo lavoro, già indirizzato invece verso le problematiche legate al restauro e alle diverse sensibilità, alle molteplici metodologie che, nel tempo, si sono avvicendate attorno al complesso tema della conservazione: fin dal primissimo Cinquecento. È il caso degli studi sulla cappella Graziani-Garzadori in Santa Corona a Vicenza, dove Maria Cristina Dossi pose l’accento non sul celeberrimo Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini, ma sulla Piccola Ercolanese e sul restauro cinquecentesco di quella statua eseguito da Antonio Lombardo. Risalgono alla fine degli anni Novanta le sue collaborazioni con il Museo di Palazzo Chiericati a Vicenza, la partecipazione a mostre e cataloghi.

Lasciato l’insegnamento nella Scuola media superiore, a Venezia aveva finalmente potuto dar corso fattivamente nel ruolo di funzionario del Ministero ad un interesse, quello per la conservazione e per la tutela delle opere d’arte, vissuto anche come dovere, come impegno civile ed etico. Valori certamente acquisiti in famiglia, da una madre che a 14 anni non aveva esitato, assieme ai fratelli, a diventare staffetta partigiana con il nome di Doremì.

A Venezia negli ultimi anni aveva seguito il restauro di innumerevoli opere collocate in complessi monumentali di straordinaria bellezza: dalla Basilica di Santi Giovanni e Paolo alla chiesa di San Francesco della Vigna, dalla chiesa di San Zaccaria a quella di San Benetto, dai Gesuati al Seminario patriarcale, avendo modo di farsi conoscere ed apprezzare da molti parroci veneziani per la sua competenza, per il suo approccio sempre gentile e collaborativo.

Seguiva da ultimo nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, assieme ad altri colleghi, il restauro dell’altare dell’Assunta di Tiziano: ed è in questo luogo, da lei così amato, che verrà celebrato il rito funebre mercoledì 16 settembre alle ore 11, da don Gianmatteo Caputo, direttore dell’Ufficio beni culturali ed edilizia di culto della Diocesi di Venezia. (GV)

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È morto don Gianni Dainese, per tanti anni parroco di San Giovanni Evangelista a Mestre

Sab, 12/09/2020 - 08:53

È morto, nelle prime ore di stamattina, don Gianni Dainese. Era ricoverato in ospedale e tra due giorni, il 14 settembre, avrebbe compiuto 86 anni.

Originario di Mira, era stato ordinato sacerdote dal Patriarca Roncalli, appena prima che il card. Roncalli si recasse al conclave da cui sarebbe uscito Papa.

Cappellano a Santo Stefano di Caorle e poi a Venezia, nelle parrocchie di San Francesco di Paola e dei Ss. Apostoli, era stato anche vicario parrocchiale, per cinque anni, a San Donato di Murano. È stato anche direttore spirituale del Convitto Foscarini.

Nel 1968 la nomina a parroco di San Giovanni Evangelista, la parrocchia cui avrebbe legato la gran parte del suo impegno pastorale, facendo nascere e crescere la comunità.

Don Gianni Dainese in una foto nei suoi primi anni da parroco a San Giovanni Evangelista a Mestre

«Quando sono arrivato – ricordava il sacerdote in un’intervista a GV qualche tempo fa – non c’era niente. Non sapevo bene cosa fare, avevo uno spirito avventuroso. Dovevo arrangiarmi. Tante volte mi sono sentito scoraggiato, ma nel frattempo ho cominciato a conoscere le persone, a parlare con loro, ad andare per le case, ad amarle. E loro hanno avuto pazienza e mi hanno seguito».

Un affetto incondizionato quello che ha legato don Dainese alla gente di via Rielta. In tanti lo definiscono il fulcro, per una lunga stagione, della vita comunitaria: un pastore vero, che ha accompagnato, guidato, sostenuto.
«Qui a San Giovanni Evangelista – rilevava ancora lo stesso don Gianni – sono cresciuto come prete: ho cercato di dare il meglio di me stesso, parlando con il cuore. Qui ho capito che quel che conta nella chiesa è l’evangelizzazione e mi sono sentito molto amato».

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Venezia, il fuoco e le lezioni per la sicurezza della città: sabato 12, al Centro Urbani, ne parlano gli ingegneri

Ven, 11/09/2020 - 18:00

«Quante lezioni durissime, prima di imparare!». Gian Antonio Stella conclude così la sua introduzione al nuovo libro di Gianpietro Zucchetta “Venezia e il Fuoco”, storia di come Venezia, da 1600 anni in qua, cioè dalla sua leggendaria fondazione, abbia sempre dovuto fare i conti con la paura e i disastri causati dagli incendi.

Una città fragile perché sull’acqua, fragile perché l’enorme quantità di legno che ne costituisce l’ossatura è da sempre facilmente preda del fuoco. Il volume, edito da lineadacqua edizioni, comprende la storia delle macchine idrauliche antincendio, la legislazione veneziana per gli incendi e gli aspetti assicurativi.

Ed è anche per questo che il Collegio Ingegneri di Venezia ha contribuito in modo convinto e concreto alla sua pubblicazione e lo presenta all’assemblea che si terrà la mattina di sabato 12 settembre al Centro Cardinal Urbani di Zelarino.

Si tratta dell’Assemblea già programmata per marzo scorso, che ora può finalmente aver luogo in presenza, nel rispetto delle norme di sicurezza Covid-19. L’ingegneria veneziana che fa cultura si ritrova non più online in streaming, ma dal vivo per proporre due momenti di rilievo e rinnovare i propri organi.

L’appuntamento è un momento importante nella vita associativa del Collegio in quanto prevede il rinnovo delle cariche sociali e quindi la rendicontazione del mandato in scadenza. Per il Presidente ing. Maurizio Pozzato si tratta della chiusura di due mandati consecutivi.

Il secondo momento riguarda la tradizione ingegneristica veneziana e consiste nella cerimonia di premiazione con l’Osella d’oro, di conio del Collegio Ingegneri, dei colleghi che hanno raggiunto i 50 anni dalla laurea.
L’Osella d’oro sarà consegnata a Tonino Beccegato, Giuseppe Andrea, Giampietro Gavagnin, Pierdomenico Gnes, Franco Pianon, Lorenzo Salmaso, Diego Sartorello Piercarlo Signorelli e alla famiglia di Roberto Bontempelli, scomparso di recente, proprio nel periodo di sospensione forzata delle attività.

Il Presidente uscente, l’ing. Pozzato ripercorre gli anni trascorsi alla guida del Collegio riportando con soddisfazione alcuni numeri: «All’inizio del primo mandato gli iscritti al Collegio erano circa 1250, con il passare degli anni ed in un momento in cui l’associazionismo volontario è stato in sofferenza, il numero si è mantenuto intorno a 1300 unità, per assistere in questi ultimi due anni ad una crescita che ha portato oggi a superare le 1400 unità».

Gli eventi hanno raggiunto nel 2018 una media di quasi uno alla settimana, suddivisi in visite tecniche, convegni o seminari, eventi culturali in genere: «Questi – spiega Pozzato – hanno riguardato sia i temi di carattere tecnico nei più svariati campi di interesse dell’ingegneria moderna, ma soprattutto i grandi temi di interesse del nostro territorio, quali ad esempio subsidenza ed eustatismo, morfologia lagunare, Mose, cambiamenti climatici».

In funzione dei temi affrontati e delle specifiche competenze il Collegio Ingegneri Venezia ha coinvolto tutte le istituzioni e gli enti interessati, il Comune di Venezia, il Provveditorato alle Opere Pubbliche del Triveneto, le Università di Venezia Ca’ Foscari e Iuav, l’Università di Padova, l’Ispra, L’Istituto Veneto di Lettere Scienze ed Arti, l’Ateneo Veneto, il Cnr, il Corila, l’Associazione Idrotecnica Italiana. Sempre ottima la collaborazione con l’Ordine Ingegneri Venezia le cui sinergie consentono di dare ancora più valore alle proposte culturali e scientifiche.

Tra le iniziative di punta del Collegio Ingegneri Venezia c’è la rivalutazione di figure storiche degli ingegneri, in particolare Ferdinando Forlati, artefice della crescita di restauro e ristrutturazione nel corso del ‘900, al quale il Collegio ha dedicato una pubblicazione. Anche Eugenio Miozzi, che con la sua opera ha dato un decisivo impulso alla trasformazione di Venezia in città “moderna”, al quale è stato dedicato un importante convegno partecipato da diverse centinaia di ingegneri.

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Mestre, domenica 13 concerto d’organo in Santa Rita, con Alessandro Bianchi

Ven, 11/09/2020 - 15:31

Nella chiesa di Santa Rita, a Mestre, prende il via un ciclo di concerti d’organo che ha per protagonisti musicisti di grande rilievo. A partire dal primo concerto, quello che si terrà domenica 13, alle ore 17.

Organista sarà Alessandro Bianchi, uno dei più affermati concertisti italiani sulla scena internazionale. Bianchi ha al suo attivo oltre 2500 concerti tenuti in 50 Paesi nei cinque continenti. Ha inoltre eseguito, in prima assoluta, diverse opere per organo a lui dedicate da compositori italiani e stranieri e ha pubblicato articoli di carattere organologico.

Nella chiesa di Santa Rita eseguirà brani di Charles Tournemire (1870-1939), Joseph G. Rheinberger (1837-1901), Alexandre Guilmant (1837-1911), Louis Vierne (1870-1937), Melchiorre Mauro Cottone (1885-1938) e Franz Liszt (1811-1886).

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Il Patriarca agli avvocati veneziani: «Fondamentali, nel vostro lavoro, competenza, onestà, correttezza: sono garanzia di libertà e serenità per il cittadino»

Ven, 11/09/2020 - 14:37

«Incontrare un professionista competente, onesto, corretto per il cittadino vuol dire fare un passo decisivo per affrontare al meglio e con la giusta serenità il problema con la giustizia con il quale si deve misurare». È una sottolineatura centrale fatta dal Patriarca Francesco stamattina, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’Ordine degli avvocati di Venezia, alla cittadella della Giustizia a Piazzale Roma.

Il Patriarca, invitato nella circostanza, ricorda due aspetti basilari del ruolo e del lavoro dell’avvocato. Innanzitutto, «la tutela dei diritti di ciascuno – rileva mons. Moraglia – è collegato alla concreta ed effettiva difesa di tali diritti, e questa difesa viene svolta dagli avvocati, investiti del ruolo di garanti della libertà e dei diritti di chi si affida ad essi. D’altro canto, i regimi totalitari cercano di asservire l’avvocatura o limitarne la libertà e l’indipendenza, perché così limitano la libertà dei cittadini, che vengono ridotti a sudditi. Questo dice – osserva ancora il Patriarca, rivolgendosi alla platea di avvocati presenti – quanto siete importanti negli equilibri costituzionali dello Stato».

Poi c’è «un aspetto più pratico ma credo importante, perché l’avvocato ha anche, anzi, ha soprattutto una coscienza. L’avvocato spesso è il primo soggetto con cui viene in contatto una persona quando questa ha un problema con la giustizia, sia civile, penale, amministrativa o tributaria». Perciò competenza, onestà e correttezza del professionista sono fondamentali per l’approccio ordinato e sereno del cittadino al mondo della giustizia.

«In questa ottica – riprende mons. Moraglia – sono importanti i principi fissati dal vostro codice deontologico, tra i quali indico in particolare i doveri di probità, lealtà, correttezza, diligenza e competenza. Questi principi hanno anche un’evidente rilevanza dal punto di vista morale, perché vanno a incidere sulla coscienza dell’avocato. Il rispetto di questi principi da parte di un legale, unitamente ad uno Stato che garantisca i diritti del cittadino e del suo avvocato, tutelandone e valorizzandone il ruolo, sono garanzia per il corretto funzionamento della giustizia e, in fin dei conti, sono garanzia della libertà di tutti noi». (G.M.)

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Covid in Veneto, 173 nuovi casi nelle ultime ventiquattr’ore. Nella stessa giornata più di cento si sono negativizzati

Ven, 11/09/2020 - 10:24

Sono 173 nelle ultime ventiquattr’ore i nuovi casi di positività al Covid-19 in Veneto. Un dato significativo, che dice l’aumento crescente del numero di persone che si infetta.

Un dato moderato, però, da un altro: nelle stesse ventiquattr’ore il numero complessivo di veneti attualmente contagiati è aumentato di sole 38 unità. Questo perché, nel frattempo, più di cento persone si sono negativizzate.

C’è, insomma, un turn-over piuttosto cospicuo nel “bilancio” del Coronavirus nella nostra regione. Lo segnala il bollettino, aggiornato a venerdì 11 alle ore 8, dell’Azienda Zero della Regione Veneto.

Di rilievo anche il fatto che aumenta il numero di persone costrette al ricovero ospedaliero: da 83 a 91 nell’arco dell’ultima giornata. Si tratta di ricoveri in reparti non critici, da pneumologia a malattie infettive; il trend è però evidente: un paio di mesi fa si era scesi a una quindicina di ospiti dei reparti ospedalieri.

Si è ridotto di una unità, invece, il numero di degenti nei reparti di terapia intensiva: ora sono 11. Tre, purtroppo, i morti da ieri mattina, che portano il totale a 2138.

Sostanzialmente stabile, a 7908, l’entità delle persone in isolamento domiciliare; di esse 2029 sono positive, ma con pochi sintomi o anche senza, mentre le altre sono loro contratti stretti (famigliari, colleghi di lavoro…). (G.M.)

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Sabato 12 raccolta solidale di materiale didattico nei negozi di Coop Alleanza 3.0

Gio, 10/09/2020 - 22:13

Coop Alleanza 3.0 sostiene le famiglie in difficoltà con bambini e ragazzi in età scolare, nel periodo del ritorno sui banchi di scuola con l’iniziativa Dona La Spesa – Materiale Didattico.
I volontari delle associazioni, affiancati dai soci volontari Coop, tornano sabato 12 settembre in 193 punti vendita di Coop Alleanza 3.0 – dal Friuli-Venezia Giulia alla Sicilia – per invitare soci e clienti a donare materiale scolastico, che verrà poi distribuito sul territorio. Nell’edizione 2019 sono stati raccolti e donati in totale oltre 290mila articoli.

A raccogliere le donazioni, saranno i volontari delle associazioni, insieme ai soci volontari Coop e ai rappresentanti dei comitati dei genitori, tutti muniti della pettorina con l’immagine della campagna “Dona la spesa”. L’iniziativa si terrà mantenendo però distanze di sicurezza e dispositivi obbligatori per legge.

Tutti potranno “dare un mano” in modo semplice e concreto acquistando quaderni, pennarelli, pastelli, matite e penne, forbici, gomme, correttori, evidenziatori, astucci, temperamatite, risme di carta e altri materiali didattici.
L’elenco dei negozi aderenti a Dona La Spesa – Materiale Didattico, è consultabile sul sito di Coop Alleanza 3.0 (all.coop/donalaspesa.it).

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Riaprono le scuole: ecco, da lunedì 14, i nuovi orari e servizi di Actv su autobus e vaporetti

Gio, 10/09/2020 - 18:00

AVM/Actv informa che, a partire da lunedì 14 settembre, contestualmente con la ripresa delle scuole, i servizi di trasporto pubblico AVM/Actv vengono così modificati:

NAVIGAZIONE

· Linea 1 – vengono attivate corse feriali aggiuntive programmate a supporto del servizio in occasione della riapertura delle scuole da Lido SME alle ore 07:27 (limitata a Sant’Angelo con fermata a San Samuele anziché a Ca’ Rezzonico) e 07:33, 7:43, 8:13 e 8:23 (limitate a San Zaccaria)
· Linea 5.1 – vengono attivate le corse feriali aggiuntive programmate a supporto del servizio in occasione della riapertura delle scuole da Lido SME per F.te Nove delle ore 07:15, 07:35, 08:15 e 08:35
· Linea 6 (servizio solo feriale) – le corse in partenza da P.le Roma dalle ore 06:21 alle ore 08:41 ed in partenza dal Lido SME dalle ore 06:42 alle ore 08:22 omettono le fermate Santa Marta, San Basilio e Spirito Santo
· Linee 8 e 18 – il servizio viene sospeso
· Linea 10 (servizio solo feriale) – viene riattivata la linea con fermata aggiuntiva a Giardini
· Linea 14 – vengono sospese le corse di linea 14 da San Zaccaria delle ore 17:35 e 18:40 e da P.ta Sabbioni delle ore 10:50, 11:20, 11:55 e 12:25 (sostituite dalle corse di linea 15)
· Linea 15 – viene riattivata la linea

AUTOMOBILISTICO E TRANVIARIO URBANO

FERIALE
· Linea 2 – il servizio viene intensificato con corse di rinforzo da Don Sturzo e Puccini dalle ore 07:00 alle ore 09:00
· Linea 5 – il servizio viene intensificato passando da 2 corse/ora a 3 corse/ora
· Linea 4L – il servizio viene intensificato con corse di rinforzo da Mestrina dalle ore 07:00 alle ore 09:30
· Linea 16 – intensificazione del servizio dalle ore 05:00 alle ore 06:00 e dalle ore 20:00 alle ore 00:20
· Linea 19 – intensificazione del servizio serale con l’inserimento della corsa da Venezia alle ore 00:02
· Linea 44 – riattivazione del servizio
· Linea 80 – intensificazione del servizio dalle ore 06:00 alle ore 09:00 e dalle ore 16:30 alle ore 17:30
· Linea 81F – riattivazione del servizio al sabato

FESTIVO
· Linea T1 – intensificazione del servizio da 2 corse/ora a 4 corse/ora
· Linea T2 – intensificazione del servizio da 2 corse/ora a 3 corse/ora
· Linea 2 – intensificazione del servizio da Venezia dalle ore 23:30 alle ore 00:40
· Linea 4 – intensificazione del servizio dalle ore 23:45 alle ore 01:30
· Linea 4L – intensificazione del servizio dalle ore 12:30 alle ore 16:30 e dalle ore 22:00 alle ore 00:00
· Linea 5 – intensificazione del servizio dalle ore 05:30 alle ore 00:40
· Linea 6 – il servizio viene effettuato con 3 corse/ora e intensificato dalle ore 21:00 alle ore 00:00
· Linea 6L – riattivazione del servizio con 3 corse/ora
· Linea 9 – intensificazione del servizio dalle ore 05:30 alle ore 00:40
· Linea 10 – intensificazione del servizio dalle ore 06:00 alle ore 00:00
· Linea 15 – intensificazione del servizio dalle ore 06:30 alle ore 19:30 e prolungamento a Stazione Ferroviaria di Mestre
· Linea 16 – riattivazione del servizio dalle ore 22:30 alle ore 00:20
· Linea 18 – riattivazione del servizio con 1 corsa/ora da/per Ca’ Sabbioni dalle ore 06:45 alle ore 21:00
· Linea 19 – intensificazione del servizio serale con l’inserimento della corsa da Venezia alle ore 23:55
· Linea 81F – riattivazione del servizio

AUTOMOBILISTICO URBANO LIDO E PELLESTRINA

· Linea A – ripristinato il servizio invernale con attestazione della linea A con capolinea Faro Rocchetta (sospeso il collegamento con Alberoni Spiaggia) e P.le Ravà (sospeso il prolungamento verso via Klinger).
· Linee CO-CA e V – sospese

AUTOMOBILISTICO EXTRAURBANO

FERIALE
· Linea 12E – intensificazione del servizio dalle ore 06:30 alle ore 15:35
· Linea 14E – riattivazione del servizio
· Linea 17E – intensificazione del servizio dalle ore 5:20 alle ore 19:00
· Linea 3E – intensificazione del servizio dalle ore 6:05 alle ore 18:10
· Linea 4DE – riattivazione del servizio
· Linea 6E – intensificazione del servizio dalle ore 5:30 alle ore 8:00
· Linea 7DE – riattivazione del servizio
· Linea 8E – intensificazione del servizio con l’inserimento di nuove corse dalle ore 5:30 alle ore 8:00
· Linea 9E – riattivazione del servizio
· Linea HE – intensificazione del servizio dalle ore 7:10 alle ore 17:00
· Linea 53E – il servizio viene riorganizzato con 1 corsa ogni 40 minuti da Padova per Dolo e 2 corsa/ora da Dolo per Venezia con transito per Malcontenta e Mestre, durante il giorno sono inoltre programmate delle corse di rinforzo a supporto del servizio nelle ore di maggiore affluenza
· Linea 54E – riattivazione del servizio
· Linea 54RE – riattivazione del servizio
· Linea 55E – intensificazione del servizio dalle ore 05:30 alle ore 19:30
· Linea 55SE – riattivazione del servizio
· Linea 56E – riattivazione del servizio
· Linea 57E – intensificazione del servizio dalle ore 07:00 alle ore 17:30
· Linea 58E – intensificazione del servizio dalle ore 04:00 alle ore 23:30
· Linea 58RE – intensificazione del servizio dalle ore 05:30 alle ore 17:30
· Linea 59E – riattivazione del servizio
· Linea 66E – intensificazione del servizio dalle ore 6:30 alle ore 15:30
· Linea 67E – intensificazione del servizio dalle ore 6:30 alle ore 21:00
· Linea 6R7E – intensificazione del servizio dalle ore 4:45 alle ore 21:00
· Linea 81E – intensificazione del servizio dalle ore 6:30 alle ore 19:00
· OMNIBUS – riattivazione del servizio

FESTIVO
· Linea 5E – intensificazione del servizio da Maerne dalle ore 9:00 alle ore 21:30
· Linea 6E – intensificazione del servizio da Martellago dalle ore 9:30 alle ore 20:30
· Linea 7E – intensificazione del servizio dalle ore 7:30 alle ore 20:30
· Linea 8E – intensificazione del servizio dalla Stazione Ferroviaria di Mogliano dalle ore 9:30 alle ore 21:00
· Linea 53E – il servizio viene riorganizzato con 1 corsa/ora da Padova per Dolo da Padova per Dolo e 2 corsa/ora da Dolo per Venezia con transito per Malcontenta e Mestre, rinforzi da Dolo per Venezia dalle ore 16:30 alle ore 20:00

SERVIZI A SUPPORTO DELLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE

· URBANO – Linee 9-10S-13-16-19-20-21-24-31-32-45-7-7L-8/ – corse aggiuntive programmate a supporto del servizio in occasione della riapertura delle scuole

· EXTRAURBANO – Linee 10E-11E-12E-14E-16E-17E-2E-3E-4E-5E-7DE-7E-8AE-8E-9E-53E-54E-55E-55SE-56E-57E-58E-59E-66E-67E-72E-73E-81E-83E – corse aggiuntive programmate a supporto del servizio in occasione della riapertura delle scuole

Si ricorda che con l’entrata in vigore del nuovo DPCM e in coerenza con l’Ordinanza della Regione Veneto in fase di emanazione, la capacità dei mezzi viene ridotta al 80% del dato di omologazione definito dal costruttore, fatte salve le eccezioni sul distanziamento sociale riguardanti le persone che vivono nella stessa unità abitativa, i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili, i minori accompagnati. Si ricordano inoltre le principali raccomandazioni e norme di comportamento per i passeggeri del trasporto pubblico:
· indossa la mascherina a bordo, anche mentre sali o scendi dai mezzi, nonché in fermata o in approdo
· igienizza frequentemente le mani ed evita di toccarti il viso
· non salire a bordo e non sostare in approdo o in fermata se presenti sintomi di infezioni respiratorie acute (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria)

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VideoCatechismo alla Mostra del Cinema. Il Patriarca: la digitalizzazione è sintesi felice e importante

Gio, 10/09/2020 - 16:43

E’ arrivato a compimento  il progetto del video catechismo della Chiesa Cattolica. E non ci poteva essere occasione migliore per la sua presentazione della 77 edizione della Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia in corso al Lido. Evangelizzare attraverso il cinema: questo il senso del progetto realizzato da Gjon Kolndrekaj con la più alta tecnologia del 4K e registrato in 25 Paesi nel mondo, coinvolgendo 60mila  persone. Un’opera multimediale e multilingue, prodotta da CrossInMedia, in 46 episodi, della durata media di 30 minuti ciascuno, per un totale di circa 30 ore.

Oggi, giovedì 10 settembre 2020, la presentazione nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo, alla presenza anche del Patriarca monsignor Francesco Moraglia. “La digitalizzazione dei contenuti – ha sottolineato monsignor Moraglia  – rappresenta una sintesi felice e importante. In un discorso del 28 febbraio alla Pontifica Accademia della Vita, Papa Francesco parlava di galassia digitale e intelligenza artificiale. Su questa linea di messa a fuoco il progetto del Video Catechismo lega credenti e non credenti, accomunati dal tema di cui l’umanità non può far finta di nulla: il creato. Il Papa parla di ecologia integrale: l’uomo è parte di un tutto. Noi siamo miliardi, apparteniamo a cinque continenti, facciamo parte di popoli ed etnie differenti, ma ci troviamo tutti di fronte a grandi domande alle quali dobbiamo dare delle risposte vere”.

All’incontro, dopo il saluto del presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, don Davide Milani, sono intervenuti anche padre Antonio Spadaro (direttore de La civiltà cattolica), Giulio Rapetti, per tutti semplicemente Mogol in qualità di presidente della Siae.

  1. “Il cinema fa miracoli – ha aggiunto il regista – perché sprigiona l’immaginazione, racconta favole, fa diventare le storie delle testimonianze. Tradurre in immagini oltre mille pagine è stato faticoso e incredibile, ma abbiamo voluto che fosse distribuita su tutti canali possibili: un libro con un mezzo digitale allegato, un iPad, una serie di dvd e ora la piattaforma”. Ulteriori approfondimenti sulla presentazione nel numero di Gente Veneta in uscita venerdì 18 settembre.

Lorenzo Mayer

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Gestione dei focolai e informazioni anti-Covid: l’Ulss 3 crea un team di sette specialisti per le scuole

Gio, 10/09/2020 - 11:46

Sette specialisti dell’Ulss 3 Serenissima scendono in campo in qualità di Team multidisciplinare Covid 19 scuole. “Coordinano le esigenze anti epidemiche di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti nel territorio di competenza dell’Azienda sanitaria veneziana – spiega il direttore generale dell’Ulss3 Serenissima Giuseppe Dal Ben -. Non solo, quindi, l’eventuale gestione di casi e focolai nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia, ma hanno anche il compito di facilitare i percorsi comunicativi tra il mondo della scuola e l’Azienda sanitaria”.

Il Team Covid scuole ha come principale interfaccia il referente Covid d’istituto (ogni scuola ne ha nominato o ne nominerà uno a breve), ma è aperto alle richieste di personale e genitori e funge da interlocuzione tecnica con la realtà scolastica.
In questo momento il Team Covid scuole sta condividendo le linee guida del proprio operato attraverso tre webinar (corsi in diretta online) per i primi 250 Covid manager delle scuole. Ai referenti per il Coronavirus degli istituti viene così spiegato il ruolo del nuovo Team multidisciplinare dell’Azienda sanitaria.

La direzione generale ha delegato il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 3 Luca Gino Sbrogiò quale responsabile del progetto Team Covid scuole. Lavorerà affiancato dal direttore sanitario Michele Tessarin.

Il gruppo strategico è composto da questi sette professionisti dell’Azienda sanitaria, nominati dal responsabile del progetto:

– tre medici del Servizio di igiene e sanità pubblica (Sisp) che si occupano di eventuali casi e focolai, uno per il distretto di Venezia Mestre, uno per quello di Chioggia, uno per quello di Mirano Dolo;
– un dirigente amministrativo del Dipartimento di prevenzione che gestisce i rapporti con gli Uffici scolastici del territorio;
– un tecnico del Servizio igiene alimenti e nutrizione (Sian) che dà un contributo sulla gestione delle mense;
– un medico del lavoro del Servizio prevenzione, igiene e sicurezza ambienti lavoro (Spisal) che si occupa di sicurezza del lavoratore nel caso di eventuali malattie e problematiche dovute al virus per quanto riguarda prof, dipendenti e personale Ata;
– un assistente sanitario di epidemiologia che gestisce la comunicazione mail ([email protected]), il numero Whatsapp dedicato (334 10 43 770) e la pagina Facebook ufficiale (Ulss 3 Team scuola Covid-19). I tre canali sono a disposizione di tutto il mondo della scuola per ogni tipo di problematica e dubbio riguardo al virus

Coordinatrice del neonato gruppo multidisciplinare è la dottoressa Bernardetta De Caprio, del Sisp. Il Team Covid scuole è sempre affiancato anche dagli altri due direttori di Spisal e Sian e da un dirigente medico di epidemiologia, anche per attivare immediatamente, nel caso di necessità, il servizio territoriale di competenza.

Dal punto di vista clinico, per la valutazione di eventuali sintomi dello studente, è comunque il pediatra di libera scelta a costituire il primo riferimento: “Nel caso un bambino o ragazzo presenti sintomi sospetti – spiega con un esempio pratico Sbrogiò -, la parte assistenziale immediata è in capo al medico di famiglia. Se il caso Covid viene accertato, e questo succede nel giro di poche ore con la conferma di positività del tampone naso faringeo, a quel punto entrano in gioco i nostri medici di igiene pubblica con il tracciamento dei contatti in famiglia e nell’ambito scolastico, la quarantena o l’isolamento. E si danno in questo momento anche istruzioni su come deve comportarsi la scuola per la sanificazione. Il team è multidisciplinare perché entrano in gioco altri servizi se i dubbi o i problemi riguardano ulteriori ambiti come la gestione delle mense, il distanziamento, la sicurezza del personale. I canali Whatsapp, Facebook e mail, con all’altro capo operatori preparati a ogni richiesta, hanno il compito di fornire alla scuola le prime risposte”.

Altre informazioni per gli utenti sull’iniziativa sono disponibili nel sito ufficiale dell’Ulss 3 Serenissima.

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Cittadella della Giustizia, aperto il nuovo cantiere

Gio, 10/09/2020 - 09:17

Sono partiti nella parte posteriore di Piazzale Roma i lavori di riqualificazione e restauro dell’ex Manifattura Tabacchi nell’alveo del completamento della Cittadella della Giustizia. La durata complessiva dei lavori è di 584 giorni e si dovrebbe terminare per marzo 2022, salvo imprevisti. Il progetto e la direzione lavori sono del Comune di Venezia per un importo lavoro di 18.273.000 euro. Il finanziamento è dato dal contributo dello Stato tramite il bando periferie, dal Ministero della Giustizia e dal Comune di Venezia tramite la legge speciale.

«Il progetto si sviluppa tramite stralci funzionali e, una volta finiti tutti i blocchi, la riqualificazione porterà alla realizzazione di quella che è conosciuta come Cittadella della Giustizia – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto –. Si tratta di un progetto importante per la città perché i vari uffici giudiziari erano sparsi e frammentati in molteplici palazzi storici, che erano distribuiti nel tessuto urbano. Invece l’opportunità di poterli concentrare in un’unica sede più adeguata rappresenta un’operazione interessante per l’intera città, anche per la sua collocazione sì a Venezia ma facilmente raggiungibile dalla terraferma».

Distribuzione orizzontale delle funzioni. Il primo lotto di intervento, completato nel 2013, riguardava gli edifici 1, 2, 3, 4,16, 5, 6, 8, mentre questo nuovo progetto riguarda il secondo lotto funzionale che comprende gli edifici 10, 11, 14 e 15 e prevede il restauro e il risanamento statico degli stessi. La configurazione architettonica esterna viene mantenuta, mentre viene ridefinita funzionalmente la distribuzione degli spazi interni individuati in base alle esigenze dei vari edifici giudiziari. In particolare avrà luogo una distribuzione orizzontale sulla scorta delle diverse funzioni che ha il Tribunale, pertanto ogni settore si svilupperà in ciascun piano trasversalmente tra i vari edifici citati. «Questa soluzione, che è stata individuata con gli uffici giudiziari, ci permette di sfruttare i preesistenti collegamenti in quota – spiega Zaccariotto – tra gli edifici interessati. E ciò va così a favorire la fruibilità e la gestione degli uffici da parte dell’utenza e permette di non avere barriere architettoniche favorendo la mobilità interna. Al piano terra verranno organizzate le cancellerie, mentre gli uffici amministrativi e altre cancellerie andranno al primo piano, come anche le diverse aule di udienza, e i magistrati al secondo piano. L’archivio generale andrà al piano terra nell’edificio 15». Si tratta di un intervento che era atteso da moltissimi anni sia da parte di chi lavora, sia degli utenti perché sinora i cittadini erano costretti a muoversi in uffici sparsi per tutta la città e questo porterà a una evidente risparmio di tempo, oltre al fatto – conclude l’assessore – che la ristrutturazione di questi immobili, risalenti al XVIII secolo, degradatisi nel corso del tempo, riqualifica tutta l’area.
Marco Monaco

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È morto Amos Luzzatto. Il Patriarca: «È stato un riferimento per costruire una convivenza sociale fatta di giustizia, verità e pace»

Mer, 09/09/2020 - 19:03

È morto Amos Luzzatto. È mancato a Venezia, a 93 anni. Nato a Roma, aveva trascorso l’adolescenza a Gerusalemme e Tel Aviv, fino al 1946. Ha operato per quasi mezzo secolo come chirurgo in svariati ospedali italiani. Scrittore, saggista, professore universitario, primario chirurgo e libero docente, da giugno 1998 è stato presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, riconfermato al congresso del giugno 2002 per altri quattro anni. Era sposato e aveva tre figli.

«Conservo di lui la viva impressione di una figura davvero rilevante e autorevole sotto l’aspetto civile, culturale e religioso così da essere universalmente ascoltata, stimata ed apprezzata». Lo scrive il Patriarca Francesco in un messaggio di condoglianze al presidente della Comunità ebraica veneziana, Paolo Gnignati.

Continua il Patriarca: «Se le vicende terribili del secolo scorso ne avevano segnato l’esistenza, il Professor Luzzatto ha saputo con forza e saggezza “segnare” Lui stesso la storia e la vita non solo della Comunità ebraica veneziana e di quella italiana – che ha guidato dal 1998 al 2006 – ma anche della città di Venezia e dell’intero Paese. Il ricordo della sua luminosa figura rimarrà costante invito e riferimento autorevole per costruire e percorrere una convivenza sociale fatta di giustizia, verità e pace».

“Con la scomparsa di Amos Luzzatto – aggiunge il Governatore del Veneto, Luca Zaia, in un altro messagio – perdiamo uno dei più grandi testimoni del nostro tempo che ha vissuto uno dei momenti più atroci della nostra storia ma che, fortunatamente, è riuscito a contribuire in prima persona alla ricostruzione di una società basata sulla cultura del rispetto”.

Tempo fa, intervistato da GV, Amos Luzzatto sottolineava la necessità, per la cultura del nostro tempo, di porsi dei limiti e di sentirsene consapevole: «Occorre tornare – diceva – alla sapienza di non sapere, di avere dei limiti: Non bisogna mai pensare che tutto stia nelle nostre mani. Questa è un’identità fortissima. Un debole non può sostenere un pensiero simile. Certo, piuttosto sembriamo avere paura della nostra stessa identità. Per esempio, abbiamo paura di riconoscere la nostra radice ebraico-cristiana, che proprio in questa ammissione del limite trova il suo fulcro e il punto di incontro delle due culture».

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Mostra del Cinema, a Pupi Avati il Premio Bresson: «Da regista ho cercato di far vedere ciò che non si vede»

Mer, 09/09/2020 - 15:09

«Fellini è stata la ragione per cui io faccio il cinema: era il 1962, sono entrato al cinema e proiettavano 8 e mezzo. Ho capito che il regista, come dice Bresson, cerca di farti vedere quello che non si vede e sono rimasto sedotto».
Lo dice Pupi Avati, che mercoledì 9 ha ricevuto, alla Mostra del Cinema al Lido di venezia, il Premio “Robert Bresson”, conferito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, la voce della Chiesa italiana nel mondo del cinema e della cultura.
«Da oltre cinquant’anni Pupi Avati scandaglia le dimensioni più autentiche dell’essere umano e ne ricerca il senso spirituale, per scorgere la grazia nell’ombra delle cose». Così, don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo ha motivato il riconoscimento al regista bolognese. Il riconoscimento, che ha il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede,è giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione.
Ha aggiunto poi don Milani: «Nel corso del suo lungo e appassionato percorso artistico, Pupi Avati ha affrontato generi e registri espressivi diversi e distanti tra loro, dall’horror gotico alla commedia familiare, dall’autobiografia che evoca il passato nella provincia emiliana al dramma storico di epoche perdute. Ma c’è qualcosa che accomuna tutti i frutti della sua opera: in ognuno risplende il desiderio di raccontare luci e ombre del mondo, attraverso il diaframma di uno sguardo lucido e capace di penetrare i sentimenti nascosti e le pulsioni più inconfessabili degli esseri umani».

Lorenzo Mayer

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Covid, arriva la rivoluzione diagnostica: a Padova si testa (da subito) l’esame della saliva

Mer, 09/09/2020 - 13:58

Arriva quello che tutti aspettavano: il test della saliva per scovare il Covid-19. Inizia oggi il programma sperimentale ideato e gestito dall’università di Padova, per cui studenti, docenti e personale tecnico e amministrativo si sottoporranno periodicamente ad un semplicissimo prelievo di saliva.

E sarà proprio la saliva ad essere analizzata in laboratorio per individuare l’eventuale presenza del Coronavirus. L’annuncio è stato dato oggi dal Rettore dell’università di Padova, Rosario Rizzuto, intervenuto al briefing di aggiornamento sulla pandemia presieduto dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, nella sede della Protezione civile al quartiere Cita di Marghera.

Il punto di partenza, spiega il Rettore, sta nella notizia comunicata da Mario Plebani, Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova: «La diagnosi molecolare da saliva ha un’affidabilità oggi pari a quella dei tamponi».

Evidente che, su questa base, può partire una rivoluzione diagnostica, con molti vantaggi: il test è semplice e praticabile da chiunque. Non è fastidioso e non è necessario l’intervento di un operatore sanitario.

«Così – conferma Rizzuto – come in ospedale si tracciano gli operatori facendo un tampone, noi faremo altrettanto con chi va in aula, ogni venti giorni, obbligatoriamente».

Se poi le promesse saranno mantenute e il test della saliva si rivelasse davvero efficiente, verrà proposto – sottolinea il Rettore Rizzuto – a tutte le istituzioni, affinché il suo uso venga esteso. (G.M.)

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Mestre, rimosse 70 biciclette nella zona della stazione: parcheggiate in divieto di sosta

Mar, 08/09/2020 - 17:29

Ha preso il via questa mattina, nell’ambito delle attività di prevenzione del degrado urbano di Mestre, la rimozione da parte della Polizia Locale di 49 ‘relitti’ di biciclette e di 21 biciclette in buono stato, che si trovavano in divieto di sosta nelle vicinanze della stazione ferroviaria, tra le vie Ulloa, Trento, Piazzale Favretti e viale Stazione.

E’ stato dato quindi seguito all’ordinanza n. 110 del 17 febbraio 2020, anche su impulso della Polfer e di numerose segnalazioni di cittadini che lamentavano la difficoltà di poter usufruire degli spazi pubblici e di venir limitati nella mobilità, anche da parte delle persone con disabilità.

Le bici e i rottami – spiega in una nota il Comando – si trovavano in corrispondenza dei paletti parapedonali, della segnaletica stradale, ai pali della luce, sugli spazi erbosi o legate agli alberi.

L’attività, che ha visto impegnato personale del Servizio Polizia di prossimità di Mestre e personale di Veritas, è durata dalle ore 7.30 alle 13.30.

La Polizia locale informa che chi volesse recuperare la propria bicicletta rimossa dovrà dimostrarne la proprietà, portando con sé la chiave del lucchetto, e provvedere al pagamento della sanzione.

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Venezia, è morto Mario Messinis. È stato Sovrintendente della Fenice e direttore di Biennale Musica

Mar, 08/09/2020 - 13:55

È morto Mario Messinis. Il musicologo, giornalista, direttore artistico della Biennale Musica, dell’Orchestra della Rai di Torino e dell’Orchestra Rai di Milano, di Bologna Festival e sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia aveva 88 anni. Nato a Venezia, proprio nella sua città è venuto a mancare.

Inesausto amante della musica e dell’arte, oltre alla scrittura, suo spazio privilegiato che coltivava con enorme scrupolo e passione, è stato promotore di grandi iniziative a Venezia e non solo. Lo ricorda così il teatro La Fenice. «Anche negli ultimi anni – si legge in un comunicato del teatro veneziano – non ha mai smesso di progettare il futuro, come dimostra, per esempio, il suo impegno nel dirigere il premio Una vita nella musica, che aveva voluto riformare dando spazi ai giovani talenti. Da questa mattina bandiera a mezz’asta e listata a lutto nella facciata del Teatro La Fenice».

Il sovrintendente e direttore artistico della Fenice, Fortunato Ortombina, lo ricorda così: «Uomo di profonda cultura, ha ricoperto cariche tra le più prestigiose nelle istituzioni veneziane, quali tra le tante quelle alla Fenice e alla Biennale. Ma il suo essere militante non si è manifestato soltanto nel suo mestiere di critico illuminato: ha sempre cercato di animare il dibattito culturale per la nostra città, un dibattito ogni volta teso a indurre ognuno di noi a servire l’identità di Venezia».

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Catalogo digitale e 500 pagine di musica per le polifonie del ‘600 e ‘700 della Cappella Ducale di San Marco

Lun, 07/09/2020 - 14:56

Un tesoro prezioso, i libri corali con musica polifonica della Cappella Ducale di San Marco, dichiarati patrimonio mondiale UNESCO (UNESCO World Heritage) nel 2014, sono stati al centro del progetto internazionale di ricerca “The Sound of St Mark’s” conclusosi quest’anno con la pubblicazione di un catalogo digitale, realizzato sulla piattaforma multimediale «Venetian Music Online» (vmo.unive.it) dell’Università Ca’ Foscari, dedicata alla storia musicale di Venezia e dei suoi territori.

I libri corali con musica polifonica della Cappella Ducale di San Marco, oggi conservati presso l’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, sono costituiti da 14 manoscritti «in folio grande» e alcuni frammenti e vanno dalla seconda metà del ‘600 ai primi decenni del ‘700. Queste fonti rappresentano il nucleo più consistente di quanto sopravvive del fondo musicale antico della cappella marciana.

Trasmettono un repertorio polifonico ‘a cappella’ (senza accompagnamento strumentale) che i cantori intonavano sul pulpitum magnum (la cantoria esagonale posta in navata sul lato destro dell’iconostasi, protagonista del celebre disegno di Canaletto dei «musici che canta nella Chiesa Ducal di S. Marco in Venezia»). Per secoli, questo repertorio ha rappresentato il principale ‘soundscape’ della Cappella Ducale. Si tratta infatti di manoscritti che trasmettono un repertorio molto più antico della loro datazione effettiva realizzati per perpetuare una consuetudine sonora che risale a secoli addietro.

Il progetto, oltre al sostegno dell’ateneo che lo ha finanziato, ha visto la collaborazione della Basilica Cattedrale di San Marco, dell’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, e del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, che ha finanziato le ricerche archivistiche e la realizzazione delle riproduzioni digitali dei manoscritti, dopo il restauro avvenuto nel 2015 grazie ai finanziamenti della Save Venice Foundation di New York, della Fondazione Svizzera Pro Venezia e dei Comitati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia, con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Librari della Regione Veneto.

Il portale digitale multimediale è stato sviluppato da Rafael Brundo Uriarte, con la supervisione di Augusto Celentano e Renzo Orsini (DAIS) e, per quanto riguarda i metadati storici e bibliografici, di David Douglas Bryant (coordinator) e Luigi Collarile del Dipartimento di Filosofia e beni Culturali. È stato così realizzato un catalogo digitale in modalità open-access con una trascrizione critica di tutte le composizioni e di alcuni frammenti, che ora sono a disposizione degli studiosi.

Si tratta della prima edizione critica completa dell’importante fondo musicale veneziano: tra le 64 composizioni trascritte, 59 non sono ancora mai pubblicati in epoca moderna. La trascrizione critica e messa in partitura delle musiche dei codici marciani, notate ‘a libro corale’ (cioè in singole parti, non quindi leggibili come partitura nel loro assetto originale), è stata realizzata da Luigi Collarile.

È stato altresì realizzato da Luigi Collarile e David Bryant il catalogo digitale dei codici, contenente i metadati bibliografici relativi a ciascun manoscritto (segnatura, titolo breve, fascicolazione/cartulazione, materiali, datazione, copisti, inventari storici, riferimenti bibliografici, note) e quelli riguardanti le singole composizioni (titolo originale, incipit, compositore, collocazione nella fonte, organico musicale, chiavi, derivazione e destinazioni liturgiche del testo, trascrizione del testo, concordanze, riferimenti bibliografici, note), con link alle immagini dei manoscritti, ai pdf delle messe in partitura e alla edizione critica dell’inventario del fondo marciano redatto da Marchio Angeli nel 1720, realizzata da Luigi Collarile: seconda pubblicazione digitale ospitata sulla piattaforma «Venetian Music Online».

Sono stati poi predisposti indici dei compositori, titoli, copisti, feste liturgiche, ecc., nonché un catalogo delle filigrane delle carte dei libri corali marciani. Nel complesso, sono state realizzate oltre 500 pagine di musica in edizione moderna e oltre 300 pagine di metadati.

La piattaforma digitale «Venetian Music Online» dell’Università Ca’ Foscari è stata concepita per ospitare non solo i risultati della ricerca sui libri corali della Cappella Ducale di San Marco, ma anche altre pubblicazioni scientifiche dedicate alla storia musicale di Venezia e dei suoi territori storici, con il coordinamento di un comitato scientifico internazionale. Sono in cantiere altre pubblicazioni digitali, quali approfondimenti sulle pratiche musicali nelle chiese parrocchiali e monastiche delle città venete dalla fine del Duecento alla caduta della Repubblica, con documentazione e studi su Padova, Treviso, Conegliano, i territori dell’entroterra veneziano (riviera del Brenta); uno spoglio delle notizie relative all’attività musicale e teatrale veneziana fornite dai notatori del nobile veneziano Pietro Gradenigo (1748-1774); studi sul quotidiano del consumo della musica d’opera a Venezia nell’Ottocento, non solo nei teatri d’opera ma anche attraverso gli spettacoli di prosa, in piazza (ad opera delle bande musicali), nei caffè, in birreria, o presso gli stabilimenti balneari; un catalogo delle edizioni musicali veneziane disperse, pubblicate prima del 1800.

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Settant’anni passati, due ortopedici tornano ad operare a Dolo. Esempio di impegno, ma mancano giovani medici da inserire

Lun, 07/09/2020 - 14:48

Tornano nel reparto dolese in cui hanno lavorato da giovani per dare il loro contributo in un periodo storico che sta facendo i conti non solo con l’emergenza epidemica, ma anche con la difficoltà nel reperire nuovi ortopedici.
“Il dottor Riccardo Armato sta lavorando insieme a noi da qualche settimana – dice Paolo Esopi, primario del reparto di Ortopedia di Dolo –. Aveva iniziato la sua carriera da specialista ortopedico proprio in questo ospedale. Da pensionato ha deciso di ritornarci fornendo, sia agli utenti che a noi colleghi, una risposta di grande qualità ed efficienza”.

Accanto a lui, per quanto riguarda soprattutto la parte ambulatoriale, di recente in reparto è tornato a lavorare un altro ortopedico pensionato: Angelo Majoni, già responsabile del servizio di chirurgia ortopedica pediatrica.
“Sono professionisti che hanno raggiunto la settantina e non hanno nulla da invidiare ai giovani medici: per esperienza e professionalità si stanno rivelando un’importante risorsa per questo reparto” li ringrazia il primario.
“Lo sforzo collettivo messo in campo dagli specialisti della nostra Azienda sanitaria in questo periodo complesso non è mai da sottovalutare. Il ritorno del dottor Armato e quello del dottor Majoni sono due esempi di questa presa di coscienza del nostro personale sanitario, anche in età da pensione, mai venuta meno nel corso di questi mesi” sostiene il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben.

Specialista del ginocchio
Armato è anche uno specialista esperto in artroscopia, tecnica mininvasiva attuata al ginocchio, come la ricostruzione del menisco e dei legamenti crociati. “Grazie a lui, qui a Dolo abbiamo ripreso a ritmo più veloce questo tipo d’intervento, che è abbastanza frequente ed è causato da traumi di vario tipo, domestici e sportivi, ma anche da traumi da strada” dice Esopi. L’artroscopia, specialità di Armato, viene eseguita in anestesia locale. È una tecnica attraverso la quale sono possibili la diagnosi e la cura di patologie e infortuni all’articolazione del ginocchio. L’artroscopia del ginocchio prevede l’utilizzo di uno strumento particolare, che si chiama artroscopio: si tratta di due sonde microscopiche, una dotata di una telecamera e l’altra dello strumento, che permettono di operare all’interno del ginocchio. Tra i vantaggi di questa tecnica mininvasiva c’è la garanzia di un recupero funzionale da parte del paziente, più sicuro e rapido.

Le prestazioni dell’ortopedia dolese
A fianco dell’attività artroscopica, l’Ortopedia di Dolo lavora anche sulla chirurgia conservativa dell’anca per cui ha adottato, dove è possibile, una tecnica perfezionata dal professor Manel Ribas dell’università Dexeus di Barcellona, esperto mondiale di chirurgia dell’anca. L’intervento di cui si parla convenzionalmente viene definito in letteratura “lesione della cuffia abduttoria dell’anca” e riguarda, in sostanza, la saldatura dei muscoli dei glutei.
Dal 2017 ad oggi, in questo reparto sono stati eseguiti circa una trentina di questi interventi, su pazienti selezionati, che hanno permesso nel 98% dei casi il risultato atteso. La maggior parte delle persone sottoposte a questa tecnica hanno potuto riprendere completamente la propria funzionalità, abbandonando del tutto le stampelle che, in casi di lesione della cuffia abduttoria dell’anca, diventano necessarie per deambulare. “La lesione del piccolo e medio gluteo, cioè la lesione della cuffia abduttoria dell’anca, è una patologia che colpisce circa il 25% della popolazione – dice Esopi – ed è praticamente analoga alla già nota e trattata lesione della cuffia della spalla. Tanto che se una persona viene operata per una delle due patologia, c’è un altissimo rischio che debba anche essere poi operata per l’altra. Si tratta della degenerazione dei tendini e dei tessuti che tengono su l’anca permettendo alla persona di muoversi e camminare correttamente. Ma se questi tessuti, o per un trauma o perché si vanno degenerando, cominciano a cedere, ecco che partono i segnali di allarme, quali il dolore e poi la difficoltà nel camminare”.
I numeri degli interventi. Il reparto dolese esegue quasi oltre 2 mila interventi l’anno, tra traumatologia e ortopedia in elezione (interventi programmati e non d’urgenza). “Le fratture di femore – sottolinea il primario – riguardano soprattutto una fascia di popolazione anziana a cui viene data massima attenzione. Nel 2019 ne sono state trattate 348, di cui l’80,2% eseguite entro le 48 ore dall’evento traumatico”.

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Superbonus 110%, i big delle banche sono già operativi: ecco come

Lun, 07/09/2020 - 06:30

Prezzo d’acquisto a 102 euro per ogni 110 di credito d’imposta. E prestito ponte a un tasso attorno al 2,75%.

Sono su questi valori le offerte dei due big del credito in Italia, Intesa Sanpaolo e Unicredit. In questi giorni hanno presentato e reso operativi i propri “pacchetti” relativi al superbonus del 110% per l’efficientamento energetico e la sicurezza antisismica delle case.

Era il tassello che mancava per far partire tutta la “macchina” della misura presa dal Governo, con il decreto Rilancio, così da far ripartire una fetta importante dell’economia. Ma, soprattutto, era la misura attesa per dare una svolta alle abitazioni del nostro Paese, ancora troppo “ingorde” di energia per scaldarsi e raffrescarsi.

Una delle novità maggiori del superbonus è, infatti, la possibilità di cedere il credito d’imposta alle banche o ad altri soggetti. Le banche principali si sono attrezzate e le altre sono in dirittura d’arrivo. FriulAdria, per esempio, promette: «Saremo allineati alle migliori offerte del mercato sia per quanto riguarda la cessione del credito sia sul fronte dei prestiti ponte».

Intesa Sanpaolo e Unicredit, intanto, tracciano la strada, evitando di farsi concorrenza. Per i crediti d’imposta, con compensazione in 5 quote annuali, l’acquisto avverrà a 102 euro per ogni 110 di credito di imposta se il cedente è una persona fisica o un condominio (92.7% del valore nominale del credito); avverrà invece a 100 euro se il cedente è un’impresa.

Siccome, poi, la cessione del credito è possibile anche per gli interventi con percentuale inferiore di detrazione fiscale (il 50% per la ristrutturazione e il 65% per l’efficientamento energetico che non riesca a produrre un miglioramento di due classi energetiche), le banche acquisteranno quei crediti con compensazione in 10 quote annuali a 80 euro ogni 100. (G.M.)

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Gazzera, al nido e alla materna tanti lavori e novità anti-Covid

Dom, 06/09/2020 - 21:18

Un edificio sottoposto a lavori di adeguamento in tempi ultrarapidi. E in pieno agosto. Ma i professionisti e le imprese cercati non si sono tirati indietro: giù un muro, interventi agli impianti elettrico e idraulico, piastrelle nuove, spostamento del locale della “nanna”, consolidamento del solaio, ridipintura delle stanze…

Il nido integrato S. Domenico Savio e la scuola d’infanzia S. Giovanni Bosco sono due realtà parrocchiali della Gazzera ormai pronte a iniziare l’anno 2020-2021 all’insegna delle attenzioni (vincoli normativi e prudenze) anti-Covid. La recente esperienza dei centri estivi, anche se con funzioni e regole un po’ diverse, è stata un buon collaudo.

Il grazie a una rete di persone generose. Il parroco, don Ottavio Trevisanato, è il rappresentante legale della struttura: «Sono contentissimo che riparta questo servizio per i bambini, come segno di ripresa generale. Spero che segni l’avvio di un rapporto nuovo con le nostre famiglie. La fiducia è cresciuta grazie all’esperienza delle attività estive. Per noi è primario il rapporto con la Fism, con cui abbiamo condiviso, in piena sintonia, i passi fatti».

Grande la riconoscenza del parroco di S. Maria Ausiliatrice per chi, con grande e pronto senso del dovere, ha accettato l’incarico metter mano all’edilizia esistente per adattarla alle nuove regole, così da mantenere i numeri degli anni scorsi. E anche per chi sta curando gli aspetti operativi, burocratici e di relazione con le educatrici/maestre e con le famiglie.

Quali le indicazioni dai centri estivi? Enrica Visman, oltre che insegnante e “referente covid”, è coordinatrice di nido e scuola: «I numeri quest’estate non erano e non potevano essere alti. I bambini rispondono bene alle norme che dai, se le fai passare per un gioco. Le abbiamo applicate con grande rigore e a volte questo ha dato l’impressione di una fiscalità eccessiva e inutile. Ma era corretto agire così. Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza dei centri estivi, familiarizzando con numerosi aspetti delle Linee Guida. Benché per la scuola ci siano sostanziali differenze: il rapporto di un educatore ogni cinque bambini, ad esempio, è superato».

Lo stato delle iscrizioni. «Ad oggi, il nido è al completo: 25 posti, e qualcuno in lista d’attesa; la scuola d’infanzia (due sezioni) vede al momento 54 iscritti su 58». Sono due realtà integrate che garantiscono continuità pedagogica, didattica e di stile nel rispetto delle regole. Il nido parte il 3 settembre con i “vecchi” iscritti; poi ci sarà l’inserimento dei nuovi. Il genitore, o chi per lui, trascorrerà tre giorni pieni con il bambino all’interno della struttura; poi il bambino inizierà a stare da solo. «Così adulto e bambino entrano nelle dinamiche dell’asilo». La scuola d’infanzia, per i piccoli, comincerà invece il 7 settembre. Trascorreranno due ore insieme ai genitori, con un momento comune in giardino. L’8 settembre toccherà anche ai medi e ai grandi. La mensa (cucina interna) entrerà in servizio dal giorno dopo.
Da ottobre, per chi, alla scuola d’infanzia, si avvarrà del post-scuola, l’uscita sarà alle 16.30, anziché alle 16.

Il personale è in crescita. «Osservare le regole permette di ridurre ragionevolmente i rischi e avere una tracciabilità dei movimenti e dei contatti personali», conviene Visman.
L’organico? «Come personale siamo a posto. Col comitato genitori e il comitato di gestione economica c’è l’accordo per aggiungere un part-time all’infanzia, più, forse, un’altra figura per il nido che si occupi delle entrate e delle uscite. Forse amplieremo un po’ il numero del personale», concede. «Nei prossimi giorni capiremo meglio quale impegno richiederanno le pulizie».

Un’estate intensa, senza tregua anche durante le ferie, tra riunioni con la Fism, collegamenti online e, soprattutto, un affiatato lavoro in tandem con la segretaria, Elisa Tosi, come, ad esempio, per reperire una sostituzione di maternità per il nido. E il continuo riferimento a don Trevisanato. «Vogliamo tenere unita la squadra e riconoscere il giusto valore alle persone: informarle, ascoltarle, coinvolgerle. La nostra pedagogista ci aiuta in modo determinante a seguire linee comuni».
Al di là dei dettagli organizzativi, quali sono l’umore e le aspettative? «La preoccupazione ci sarà… almeno finché non sarà rotto il ghiaccio. Una grossa sfida è guadagnare la fiducia e stabilire una forte alleanza con le famiglie per collaborare assieme. Per i bambini sei mesi di stop sono stati tanti… Le dinamiche sono in divenire. Perciò, penso che la parola d’ordine sia “flessibilità”». Che fa il paio con “sperimentazione”. Il lavoro di psicomotricità non partirà prima di gennaio: «Desideriamo vedere come andranno questi primi mesi, anche sotto il profilo epidemiologico. Niente da fare per il progetto dell’orto-giardino alla Casa di Anna, la fattoria solidale di Zelarino: richiederebbe relazioni e contatto fisico».
Prepararsi al nuovo anno ha significato anche confrontarsi e consigliarsi tra realtà simili. «Lo abbiamo fatto costantemente con la Fism, a livello nazionale – conclude la coordinatrice –. E ci teniamo in contatto con le vicine scuole parrocchiali di S. Maria del Suffragio (Asseggiano) e S. Barbara».

Giovanni Carnio

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