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Mira: parrocchie e Comune siglano un patto per l’inclusione e il contrasto alla povertà

33 min 14 sec fa

E’ stato sottoscritto stamane, nella sala Giunta del municipio, il nuovo protocollo d’intesa tra il Comune e le sette parrocchie del territorio, per rafforzare le azioni di inclusione sociale e il contrasto alla povertà, anche tramite la creazione di un Osservatorio sociale.

A firmare il documento, che ha durata biennale, sono stati il sindaco Marco Dori e i parroci don Gino Cicutto (Mira), don Dino Pistolato (Gambarare), don Cristiano Bobbo (Oriago), don Carlo Gusso (Borbiago), don Alessandro Rosin (Malcontenta), don Lucio Cabbia (Marano), presente l’assessora alle Politiche educative Chiara Poppi, prima promotrice dell’iniziativa.

Comune e parrocchie, in particolare, istituiscono un Tavolo di coordinamento che si riunirà almeno tre volte l’anno con l’obiettivo di condividere informazioni e attività o progetti in essere o di prossima partenza.

“L’obiettivo comune – spiega l’assessora Poppi – è di operare in modo coordinato per contrastare fenomeni di emarginazione, esclusione e povertà, nonché la necessità di consolidare reti locali d’intervento in grado di rendere più efficaci l’azione dei diversi soggetti e più equo e razionale l’uso delle risorse, a sostegno dell’integrazione sociale e dell’autonomia personale e familiare”.

La pandemia da Covid 19 ha avuto un forte impatto sul territorio mirese che, peraltro, già aveva dovuto confrontarsi con la crisi economica degli ultimi anni: le conseguenze si sono fatte sentire sul piano occupazionale, della contrazione reddituale e dei problemi abitativi che, giocoforza, più hanno colpito i soggetti i nuclei fragili.

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Cherif, salvato due volte: dal fratello e dal calcio. Ora cerca squadra

4 ore 37 min fa

A volte le parole non bastano per tradurre ciò che abbiamo vissuto nella nostra esistenza. La stessa che a Cherif Karamoko, classe 2000, non ha risparmiato tragedie e dolori da cui rialzarsi sarebbe stato complicato per chiunque. Eppure il giovane, originario della Guinea francese, nelle prove che il destino gli ha posto dinanzi ha sempre intravisto un segno di speranza. «Il momento in cui pensi che tutto sia finito – dice – in realtà è quello in cui qualcosa di buono arriva. La vita mi ha insegnato che oltre la sofferenza c’è la felicità, sempre. Ma non puoi vederla se non tieni duro». Parole ripetute anche in occasione della cerimonia, tenutasi presso la chiesa degli Scalzi per la consegna del Premio internazionale della Bontà, in quanto nel suo quotidiano Cherif s’impegna a ricordare il sacrificio del fratello, Imourana Cherif Mory, facendosi portavoce dell’amore senza riserve.

«Salvati tu che hai un sogno» (titolo del libro scritto con Giulio Di Feo, ed. Mondadori) gli disse lui una volta naufragati nel Mediterraneo, poco prima di scomparire fra le onde, mettendogli addosso uno dei pochissimi giubbotti di salvataggio a bordo del gommone che avrebbe dovuto portarli in Europa, per inseguire un futuro migliore. Lontano da quelle guerre d’etnia che nel loro paese non davano tregua. Era un giorno di fine 2016 quando il mezzo – che avrebbe potuto trasportare una sessantina di persone, invece ne aveva più di 140 – ha iniziato ad imbarcare acqua, fino ad affondare. «La gente litigava per accaparrarsi un salvagente, – racconta Cherif – ma erano solo 5 o 6. C’è chi addirittura ha rovesciato la benzina in mare per aggrapparsi alle taniche vuote. Le forze mi stavano abbandonando quando mio fratello, dandomi un giubbotto di salvataggio, mi diceva di essere forte».

Il sogno di diventare calciatore. Sì, perché al grande sogno di diventare calciatore – serbato nel cuore sin da bambino – il giovane guineano non doveva rinunciare. «Sono svenuto. Mi sono risvegliato nell’ospedale della nave italiana che ci ha tratti in salvo. Sono riusciti a recuperare 26 persone, ma mio fratello non era tra quelle». I ricordi drammatici sono tanti. Alla guerra fra etnie, Cherif rispondeva con il suo amore incondizionato per il pallone, tutto ciò che gli bastava per sentirsi appagato: dopo la scuola giocava ovunque, senza scarpe e anche in mezzo ai sassi. «Il calcio mi ha salvato dai problemi», sottolinea, tornando con la mente al 2013, quando la guerra si è acuita. «Mio padre, un imam, è stato assassinato». Poi la perdita della madre, portata via dall’ebola, e il lungo viaggio – la sorella con cui viveva non comprendeva infatti la sua passione per il calcio – verso la Libia, per raggiungere il fratello fuggito poiché aveva sparato nella notte dell’aggressione in casa. Mesi di calvario, in mano ai trafficanti di uomini (il fratello ha dovuto pagare un’ingente somma per liberarlo) e in condizioni estreme, anche attraversando a piedi il deserto, che a Cherif ha bruciato i piedi. Poi l’arrivo a Tripoli, decisi a raggiungere l’Europa. E a seguito del naufragio l’approdo in Calabria (vi è rimasto sette mesi), dove le criticità nel centro d’accoglienza sono state denunciate con una camminata pacifica fino in Prefettura.

L’esordio in Serie B. Trasferito a Battaglia Terme, Cherif studia e impara la lingua. I medici gli dicono che la sua salute è compromessa ma lui non si arrende: ogni giorno corre per 34 km, finché le condizioni migliorano. Poi il provino per il Padova grazie ad Arianna, accortasi del suo talento, e l’esperienza in Serie B. «L’esordio è stato nella primavera del 2019, nell’ultima partita di campionato contro il Livorno, grazie al mister Centurioni, quando il tesseramento è stato ufficializzato. Fino a quel momento mi allenavo con la prima squadra». La scadenza del permesso di soggiorno non ha consentito il rinnovo del contratto, ma ora le carte sono in regola e la speranza è di poter tornare presto a giocare ancora. Intanto vive a Padova, in un centro d’accoglienza. «L’Italia è nel mio cuore: mi ha salvato dall’acqua e ha realizzato il mio sogno. Dopo tanta sofferenza ho visto la bontà».
Marta Gasparon

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Premio Archimede: a Venezia, fino al 3 ottobre, si sfidano gli inventori di nuovi giochi da tavolo

Mer, 22/09/2021 - 22:06

Venezia torna ad essere la patria del mondo del gioco da tavolo con il ritorno del Premio Archimede, il trofeo riservato ai giochi inediti che nel corso delle edizioni è diventato il principale riconoscimento mondiale del settore. Nemmeno il Covid ha bloccato il successo di Archimede, che ritarda di un anno l’edizione, ma si presenta con numeri impressionanti per partecipanti, qualità e provenienza dei prototipi. Da lunedì 20 per due settimane Venezia è dunque la sede di sfide ludiche che vedono coinvolti i nomi principali delle più note case editrici del mondo del gioco mondiale.

La scelta del gioco vincitore per questa edizione sarà annunciata domenica 3 ottobre 2021 con un video trasmesso attraverso première sul canale YouTube degli organizzatori dell’evento, studiogiochi.

Il Premio Archimede, creato e presieduto da Dario De Toffoli e organizzato dalla veneziana studiogiochi ha per tema l’ideazione di giochi da tavolo inediti ed esiste dal 1992 con cadenza dal 1996 biennale. Dedicato a Alex Randolph, il maestro assoluto del mondo degli autori del gioco che aveva scelto proprio Venezia come patria adottiva e che, prima della scomparsa, ne è stato presidente per sette edizioni, ha finora consentito a più di 50 autori di coronare il sogno di vedere pubblicato il proprio gioco.

Grazie al supporto degli editori sarà corrisposto ai vincitori un anticipo complessivo di 3.500 euro sulle future royalties maturate dalla pubblicazione dei loro giochi.

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Domenica 17 ottobre anche il Patriarcato di Venezia avvierà il cammino sinodale

Mer, 22/09/2021 - 18:46

Domenica 17 ottobre la Chiesa che è in Venezia si unirà alla celebrazione universale dell’inizio del cammino sinodale. Un appuntamento che ogni vescovo nella sua cattedrale celebrerà insieme ai presbiteri, ai diaconi ai religiosi e ai fedeli della sua diocesi.

Alle ore 16 di domenica 17 nella chiesa cattedrale di San Marco Evangelista, il Patriarca Francesco presiederà la Santa Messa insieme ai rappresentanti del clero e di tutte le comunità del Patriarcato.

Per poter dare la più ampia rappresentanza possibile ai fedeli veneziani e del Patriarcato, date le norme di distanziamento e prevenzione imposte dalla presente pandemia, l’accesso sarà consentito solo a coloro che avranno ricevuto l’invito.

Dalle ore 15.30 sarà consentito l’accesso dai varchi che saranno appositamente comunicati.

Per tutti coloro che non potranno recarsi a San Marco sarà offerta una diretta streaming sulla pagina Facebook di Gente Veneta.

I chierici e i fedeli saranno convocati a partire da oggi, mercoledì 22 settembre, attraverso l’ufficio per il Coordinamento della Pastorale.

Ogni collaborazione pastorale dovrà individuare due laici. Le parrocchie che non fanno parte di una collaborazione saranno invitate a indicarne due. La data di scadenza per la presentazione dei nominativi è martedì 5 ottobre.

Rappresenteranno il presbiterio: i vicari foranei con i provicari, i vicari episcopali, i canonici, i membri del consiglio presbiterale e i direttori degli uffici della Curia Patriarcale.

Gli ordini religiosi, i diaconi, gli organi di partecipazione e consultazione così come le aggregazioni laicali e le confraternite dovranno presentare i loro delegati in base alle indicazioni che riceveranno dal Coordinamento della Pastorale.

Dai prossimi giorni sarà attivata una mail per richiedere informazioni [email protected] così come una nuova pagina del sito diocesano.

Precisazioni circa i tempi e l’impegno richiesto per la fase diocesana del cammino sinodale saranno condivisi a seguito della pubblicazione delle linee guida che si attendono dalla Conferenza Episcopale Italiana.

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Giornata del Migrante e del Rifugiato: a Roma il 26 anche la Caritas veneziana

Mer, 22/09/2021 - 09:39

In occasione della 107a Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati, Caritas Italiana organizza a Roma la “marcia dell’accoglienza del Progetto Apri” (acronimo di accogliere, proteggere e promuovere, integrare), per domenica 26 settembre. Il progetto riguarda l’accoglienza e l’inserimento di migranti e richiedenti asilo nelle parrocchie, mediante il coinvolgimento di famiglie tutor e di operatori che coordinano l’inserimento.

L’obiettivo è promuovere una seconda accoglienza – in quanto si tratta di persone che sono già in Italia – integrata nel tessuto pastorale delle comunità cristiane che vada oltre i vecchi schemi assistenzialistici. Al progetto Apri ha aderito da oltre un anno anche la Caritas di Venezia e proprio per questo domenica 26 a Roma sarà presente una delegazione di circa 20 persone, tra migranti, tutor e operatori. Il pullman partirà da Venezia intorno alla mezzanotte, con l’obiettivo di essere alle 9,30 a Castel Sant’Angelo e prendere parte alla marcia che si concluderà in Piazza San Pietro con la partecipazione all’Angelus di Papa Francesco.

«La marcia – spiegano gli organizzatori – intende anzitutto sensibilizzare sempre più le comunità (parrocchie, istituti religiosi, famiglie, etc…) all’accoglienza e rappresenta una bella opportunità di confronto e di scambio per quanti sono coinvolti nel progetto, a partire dalle persone accolte, le famiglie tutor, gli operatori Caritas, le parrocchie e tutti coloro che, a vario titolo, collaborano per la buona integrazione sui territori». A livello nazionale finora sono 623 le persone accolte, di cui 186 minori, 53 le diocesi coinvolte, 100 le parrocchie, oltre 60 gli operatori e 350 le famiglie tutor volontarie. Nella diocesi di Venezia sono state avviate circa 10 accoglienze di beneficiari, accompagnati da famiglie delle parrocchie del Patriarcato. In pratica alcune famiglie o alcune singole persone si occupano di accompagnare e fare da tutor alle persone migranti, traghettandole verso altre forme di intervento, secondo i progetti della Caritas. La durata del percorso varia tra i sei e i dodici mesi. L’intento principale del progetto è di «dare centralità alla comunità, intesa come base vitale e sistema di relazioni in grado di sostenere il processo di inclusione sociale e lavorativa delle persone». (S.S.L.)

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Scuole nell’Ulss veneziana: 56 i casi di Covid, ma in gran parte fra gli under 12, non vaccinabili

Mar, 21/09/2021 - 17:18

A una settimana dall’inizio delle lezioni, nelle scuole del territorio dell’Ulss 3 veneziana i casi di positività al Covid sono saliti a 56. Si tratta di 55 alunni e un docente. Sono coinvolte 55 classi distribuite in 47 istituti.

Dei 55 studenti positivi, 18 frequentano le scuole materne, 15 le elementari, 14 le medie e 8 le superiori. Nelle 55 classi in cui si è verificato il caso, sono stati isolati i contatti. Gli alunni messi in quarantena sono stati 908, di cui 286 nelle scuole materne, 235 nelle scuole elementari, 264 nelle scuole medie e 123 nelle scuole superiori. Gli insegnanti messi fin qui in quarantena sono 67: 30 di questi insegnano nella scuola materna, 23 alle elementari, 8 alle medie e 6 alle superiori.

“Questo conferma l’importanza della vaccinazione poiché la maggior parte dei positivi hanno meno di 12 anni – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 3 Edgardo Contato -, quindi si tratta di bambini e ragazzini che, da normativa, non sono ancora vaccinabili. Altro segno importante che ci ricordano questi dati, è che la buona prassi anti virus adottata a scuola grazie alle nostre indicazioni porta quasi all’azzeramento dei focolai: questo vuol dire che i setting ben organizzati come i contesti scolastici riducono il contagio. Con molta probabilità nella maggior parte dei casi dei positivi riscontrati, non trovando poi positività tra i compagni e tra gli insegnanti dell’alunno contagiato, l’alunno ha contratto il virus all’esterno della scuola e lo stesso virus non è riuscito ad espandersi all’interno dell’istituto”.

Oltre alla quasi totalità del personale scolastico immunizzato (oltre il 95% di vaccinati con seconda dose), rincorrono verso la stessa percentuale anche i singoli diciannovenni, che raggiungono già l’89% di copertura vaccinale. Bene anche la fascia degli over 19, che ha superato l’80%. Mentre la fascia degli over 12, i ragazzini delle medie, ha raggiunto al momento il 50% di copertura.

“Riprendere questo appuntamento da remoto con tutte le scuole vuol dire dare un segnale di presa in carico e di monitoraggio efficace per tutto il settore educativo del nostro territorio – ha aperto il nuovo anno scolatico di webinar per le scuole dell’Ulss 3 il direttore dei servizi socio sanitari Massimo Zuin -. Questo avviene affinché la didattica a distanza, per il bene di tutti gli studenti, diventi solo un ricordo dell’anno passato”.

Se ne è parlato oggi durante un webinar promosso dall’Ulss veneziana, cui hanno partecipato quattrocento persone, tra cui insegnanti, presidi, provveditore, referenti Covid e tecnici della prevenzione.

Durante il seminario interattivo è stato dato riscontro al mondo della scuola anche degli esiti di tutti i tamponi salivari somministrati la scorsa settimana al liceo Majorana di Mirano e all’istituto comprensivo Furlan di Spinea, nell’ambito del progetto sperimentale nazionale sulle scuole sentinella: tutti i 141 ragazzi sono risultati negativi al primo giro di screening contro il Covid.

I tecnici della prevenzione hanno ricordato a docenti, presidi e provveditorato anche le nuove regole per quanto riguarda la quarantena degli studenti e del personale, come i giorni della quarantena, che da 10 per i non vaccinati scendono a 7 per le persone coperte da vaccino. Molti i professori e i maestri intervenuti per porre delle domande come quelle su green pass a scuola, regole per l’attività musicale, igienizzazione dei libri scolastici o distribuzione della merenda.

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Il carpentiere Elvis e altri 270: i primi a ricevere la terza dose di vaccino nell’Ulss 3

Lun, 20/09/2021 - 18:11

Elvis Rubinato, 31 anni di Marcon, è stato il primo, stamattina all’hub Pala Expo di Mestre,  a ricevere la terza dose di vaccino. Carpentiere, è stato il primo, in tutta l’azienda sanitaria Ulss 3, alle ore 8.35 a ricevere il nuovo richiamo.

Con Elvis sono stati vaccinate per la terza volta altre 271 persone.

Tra loro ci sono 110 dializzati che frequentano gli ospedali e altri 170 super fragili.

Sono i primi utenti dell’azienda sanitaria che hanno accolto la proposta per la terza dose di vaccinazione. Ne hanno diritto in base alle indicazioni del Ministero della salute e le linee operative formulate dalla Regione Veneto.

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Al via il censimento, ma sarà on line. Nel Comune di Venezia coinvolte 4mila famiglie

Lun, 20/09/2021 - 13:40

Dal 1° ottobre prende il via la nuova edizione del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni che è diventato annuale e che coinvolge un campione rappresentativo di famiglie.

Nel 2021 le famiglie che partecipano al Censimento sono 2 milioni 472.400 in 4531 Comuni sull’interno territorio nazionale.

Il Censimento permette di conoscere le principali caratteristiche strutturali e socio-economiche della popolazione che dimora abitualmente in Italia, a livello nazionale, regionale e locale.

Come funziona e chi viene coinvolto nel Comune di Venezia

Ogni anno le famiglie coinvolte nel Censimento partecipano a una delle due rilevazioni campionarie: la rilevazione Areale e la rilevazione da Lista.

In questa edizione, nel Comune di Venezia, saranno interessate oltre 4 mila famiglie, distribuite in tutto il territorio, centro storico, estuario e terraferma.

Rilevazione Areale: dal 1° ottobre una ventina di rilevatori comunali, muniti di cartellino identificativo, passeranno in alcune aree della città per affiggere delle locandine su androni, cortili dei palazzi, abitazioni e lasciare, nelle cassette postali, una busta contenente una lettera ufficiale, firmata dal Presidente dell’ISTAT. La Lettera comunica alla famiglia che è chiamata a partecipare al Censimento, spiega le finalità conoscitive dell’operazione censuaria e avvisa dell’obbligatorietà di risposta. Inoltre fornisce tutti i contatti per ricevere assistenza, chiarimenti e fissare telefonicamente un appuntamento con il rilevatore che successivamente si recherà presso l’abitazione della famiglia per compilare il questionario.

Rilevazione da Lista: la famiglia riceverà direttamente a casa una lettera dall’Istat con le credenziali per poter compilare in autonomia il questionario on line o, a richiesta, con il supporto del Comune presso i Centri Comunali di Rilevazione, istituiti all’interno delle sedi degli Sportelli polifunzionali di Mestre, Venezia e dell’anagrafe del Lido di Venezia. Dall’8 novembre, i rilevatori, contatteranno le famiglie che non hanno ancora compilato il questionario, per prendere un appuntamento e compilare a domicilio il questionario.

Trattandosi di un censimento su base campionaria, non tutti gli edifici e non tutte le famiglie saranno coinvolti.

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Una panchina viola e un giardino protetto: simboli e servizi nuovi, contro l’Alzheimer, all’Antica Scuola dei Battuti e nelle residenze Ipav

Lun, 20/09/2021 - 13:13

Una panchina viola nel nuovo giardino protetto per malati di Alzheimer (e non solo), al centro servizi per anziani Antica Scuola dei Battuti in via Spalti a Mestre.

È l’iniziativa simbolica che verrà inaugurata martedì 21 settembre, nella giornata mondiale della lotta contro l’Alzheimer.

Altre panchine viola (colore simbolo della lotta contro l’Alzheimer) saranno inaugurate contemporaneamente anche nei centri servizi di IPAV residenza Contarini alla Gazzera a Mestre (quella nella foto introduttiva), e residenza Zitelle alla Giudecca a Venezia.

«Le misure anticovid impongono, tra le altre indicazioni, anche un distanziamento di circa due metri tra le persone; per questo motivo siamo stati costretti a ridurre la presenza degli utenti nei nostri centri diurni specificatamente dedicati ai malati di Alzheimer», spiega Luigi Polesel, presidente di IPAV. «Dall’inizio dell’estate abbiamo riaperto i nostri centri nel rispetto della norma: sono circa una quindicina gli utenti al centro diurno Turazza di Antica Scuola; cinque al centro diurno Contarini alla Gazzera; una decina rispettivamente al centro diurno Zitelle e al centro diurno san Giobbe in centro storico. Purtroppo le misure per contenere la pandemia limitano i servizi di assistenza, riabilitazione e socializzazione che offriamo proprio a questi pazienti che sono tra coloro che ne hanno maggior bisogno».

Conclude il presidente Polesel: «Inauguriamo al centro Antica Scuola dei Battuti anche un giardino protetto che permette ai nostri ospiti di camminare tra gli alberi. Il percorso protetto è a forma di 8, simbolo dell’infinito, ed è ben visibile anche dalle finestre dei nostri reparti. Si va avanti e speriamo di vivere davvero un tempo di rinascita».

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Pastorale universitaria, ritrovo di giovani: una serata al Corpus Domini di Mestre

Ven, 17/09/2021 - 16:30

Creare occasioni di amicizia bella. Mercoledì scorso un gruppo di universitari (e giovani lavoratori) si è trovato nei locali parrocchiali del Corpus Domini, a Mestre, per la Messa, la pizza e una serata insieme. Con qualche volto nuovo.

Alcuni studiano fuori Venezia, altri sono fuori sede nella nostra città, o vivono e studiano qui. Due ragazze di loro stanno iniziando un anno di servizio civile nella pastorale universitaria. La missione è quella di offrire un cammino culturale e spirituale agli studenti interessati: proposte che vanno dallo studio (un luogo, per esempio, come la scuola dei Laneri a Venezia) alla messa e alla preghiera, a uscite e visite culturali, e al tempo libero in genere.

Qualcuno veniva direttamente da due giorni di “vacanza universitaria” di inizio anno a Rocca Pietore, presso la casa (Baita Sorarù) della parrocchia di S. Giuseppe, giusto in tempo per la messa: con loro don Francesco Marchesi (direttore uscente dell’ufficio diocesano di pastorale giovanile) e don Gilberto Sabbadin (direttore dell’ufficio di pastorale universitaria). Non solo esami da dare: l’università così si vive con più gusto e più profitto. (G.C.)

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Riparato il canale Cuai da Quarto d’Altino a Favaro: perdeva 6 milioni di metri cubi d’acqua l’anno

Ven, 17/09/2021 - 15:06

Grazie al progetto portato a termine dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive il Cuai, canale che si sviluppa lungo circa 10.5 km da Quarto d’Altino a Favaro, saranno risparmiati oltre 6 milioni 200 mila metri cubi d’acqua, ovvero quanto consumano in un anno oltre 100 mila utenti.

Il lavoro, finanziato nell’ambito del Programma di sviluppo rurale nazionale 2014/2020 per un importo complessivo di 13,5 milioni di euro, aveva lo scopo principale di migliorare l’efficienza irrigua del canale che nel tempo aveva fatto registrare consistenti perdite. Da sottolineare che l’opera è la prima in Italia, tra quelle finanziate ai consorzi di bonifica tramite PSRN 2014-2020, ad essere completata (un piccolo record di cui Acque Risorgive è orgogliosa).

Durante la presentazione dei lavori, tenutasi oggi giovedì 16 settembre presso il Bosco di Franca in via Forte Cosenz a Mestre, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha illustrato gli interventi eseguiti e gli obiettivi di risparmio della risorsa idrica che si conta di raggiungere. Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di Anbi Veneto e Acque Risorgive, Francesco Cazzaro, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Venezia, Francesca Zaccariotto, il presidente di Veritas Vladimiro Agostini e il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi e sindaci dei Comuni interessati dall’infrastruttura idraulica.

Il canale CUAI (Consorzio utenti acquedotto industriali) è un’opera abbastanza unica nel panorama delle infrastrutture irrigue. Costruita negli anni ’60 del secolo scorso essa ha molteplici funzioni: quella irrigua per rendere disponibile l’acqua in agricoltura, quella potabile a servizio del centro storico di Venezia e infine quella industriale destinata alla fornitura delle attività industriali di Porto Marghera, pur mantenendo come principale funzione quella irrigua.

Nel corso degli anni l’opera si è deteriorata facendo segnare, secondo le misurazioni puntuali attuate dal gestore della multiutillity Veritas, perdite d’acqua consistenti, quantificabili in circa 6.210.000 metri cubi l’anno, pari al 34,43% della quantità d’acqua trasportata (18.037.224 metri cubi anno).

L’efficienza irrigua del canale CUAI è stata ripristinata grazie ai lavori eseguiti dal Consorzio Acque Risorgive, ovvero il rifacimento della canaletta all’interno dell’esistente con un nuovo getto in cemento armato sia sul fondo che sulle sponde. Per l’esecuzione dei lavori è stato previsto l’utilizzo della fascia di rispetto idraulico di 4 metri per il passaggio di camion, escavatori, betoniere… con un consolidamento del suolo per poter operare in sicurezza.

Un intervento che ha interessato il territorio di 4 Comuni: da Quarto d’Altino, dove il canale ha inizio con la derivazione dell’acqua dal Sile fino a Venezia, attraversando anche Mogliano Veneto e Marcon.
Grazie ai lavori completati, oltre alla riduzione delle perdite, è possibile anche migliorare il controllo del corretto uso da parte degli utenti finali, così da garantire il risparmio idrico che è l’obiettivo per cui si è ottenuto il finanziamento.

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Bollo auto in Veneto, la proroga scade il 30 settembre

Ven, 17/09/2021 - 14:38

La Giunta regionale veneta aveva approvato una proroga al 30 settembre del pagamento del bollo auto, dovuto per qualsiasi scadenza compresa tra il primo gennaio e il 31 agosto 2021.

Ora la proroga è vicina a scadenza. A tutti i pagamenti che saranno effettuati dopo il 30 settembre sarà applicata automaticamente la sanzione prevista e gli interessi moratori calcolati con riferimento alla scadenza originaria del bollo non versato nel termine consentito dalla legge regionale.

Sul portale www.infobollo.regione.veneto.it è sempre attivo il servizio che permette a tutti i contribuenti di registrarsi, fornendo i propri dati, per ricevere non solo gli avvisi di scadenza del proprio bollo auto comodamente tramite mail, ma anche per contatti rapidi ed efficaci con l’Amministrazione regionale.

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Venezia, la barca a forma di violino sabato 18 sfilerà in Canal Grande

Ven, 17/09/2021 - 13:12

Sabato 18 settembre, a Venezia, il “Violino di Noè”, scultura galleggiante ideata dal maestro Livio De Marchi e da lui stesso realizzata con le maestranze del Consorzio Venezia Sviluppo, sfilerà lungo il Canal Grande con partenza alle ore 9 da Ca’ Farsetti e arrivo alle 10 in Punta della Dogana.

Un’iniziativa che vuole essere un omaggio ai talenti e alle arti di Venezia, che l’emergenza sanitaria ha messo in così forte difficoltà: un segnale di vitalità e di rinascita.

Sul manufatto, dotato di motore elettrico, saliranno per questo giro beneaugurante gli artigiani e le maestranze che hanno contribuito a realizzarlo, un quartetto d’archi che eseguirà musiche di Vivaldi, Bach e Schubert, i rappresentanti delle Istituzioni e della CNA (artigiani) di Venezia che hanno supportato con convinzione l’originale e visionario progetto.

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Agriturismo nel Veneziano, estate molto buona: si è tornati ai livelli pre Covid

Ven, 17/09/2021 - 11:21

Per gli agriturismi veneziani l’estate, che si sta chiudendo, segna una forte ripresa, tale da tornare ai livelli delle stagioni pre-pandemia. Presenze quasi fino al 40% di turisti italiani e poi il grande ritorno degli stranieri, soprattutto da Nord ed Est Europa e da Germania ed Austria.

“Negli agriturismi del veneziano c’è stata una presenza importante di clienti italiani che ha sfiorato anche il 40% – sottolinea Luigi Toffoli, presidente di Agriturist Venezia, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura.- Numerose presenze anche di turisti del Nord Europa ed un flusso significativo da Ungheria, Polonia e repubblica Ceca. La stagione è iniziata in ritardo, anche a causa del meteo avverso fino a fine maggio, ma si è recuperato benissimo da luglio in poi fino a settembre. Da segnalare anche in questo periodo la presenza di turisti stranieri, soprattutto tedeschi ed austriaci! L’esperienza del Green Pass è stata accettata positivamente da parte degli ospiti, italiani e stranieri. Inoltre per l’accesso ai servizi di ristorazione, disponendo di ampi spazi all’aperto, il documento non era necessario e quindi non ci sono stati particolari criticità”.

C’è ora attesa per l’andamento turistico nel prossimo autunno. Serve ancora molta cautela, data l’esperienza dell’ultimo anno e mezzo: le chiusure imposte dalla pandemia infatti avevano portato al settore perdite fino quasi al 70%. “C’è ancora incertezza sui tempi necessari per un ritorno pieno alla normalità – riprende Toffoli – anche se, nel periodo da giugno a settembre, quest’estate abbiamo raggiunto i livelli di attività del periodo precedente la pandemia, addirittura con qualche incremento. Ora confidiamo di avere buone presenze anche nella stagione autunnale. Gli agriturismi nel veneziano sono circa un centinaio e presentano situazioni ideali anche per il rispetto del distanziamento. Le nostre imprese sono immerse nel verde ed offrono quindi le migliori soluzioni per soggiorni all’insegna del contatto con la natura e con l’arte del nostro territorio senza alcun rischio di assembramento; inoltre nelle nostre strutture c’è il massimo rispetto di tutte le disposizioni normative anticovid”.

Per quanto riguarda il territorio veneziano resta aperta anche la questione della tassa di ingresso a Venezia che dovrebbe entrare in vigore nel 2022: “Al momento sembra che debbano pagarla i turisti non residenti in strutture all’interno del comune di Venezia – conclude Toffoli – ma in questo modo si crea una disparità di trattamento tra ospiti alloggiati in aree diverse della stessa città metropolitana”.

E Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia, conclude: “Adesso occorre coltivare molto anche la presenza di turisti italiani che soggiornano per periodi più brevi. E’ mutato radicalmente il concetto di turismo, che va anche ripensato e riorganizzato secondo le nuove esigenze del distanziamento sociale e delle misure anticovid. Speriamo quindi che un nuovo target di clientela ci aiuti a promuovere il nostro territorio che risponde al meglio alle esigenze emergenti riguardo la sicurezza e si rivolge ad un turismo, italiano e straniero, che apprezza la sostenibilità ambientale e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale”.

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Una reliquia di padre Pio a Mestre, mercoledì 22, nella chiesa dei Cappuccini

Ven, 17/09/2021 - 10:45

Mercoledì 22 settembre, a partire dalle ore 16.00, i Frati Cappuccini di Mestre e il locale Gruppo di Preghiera di Padre Pio invitano tutti i fedeli alla celebrazione del “Transito” di San Pio da Pietrelcina che si terrà nella chiesa di S. Carlo (Cappuccini) a Mestre.

Il programma prevede all’inizio un tempo di meditazione, adorazione eucaristica, recita del rosario e, appunto, il “transito” di San Pio; alle ore 18.00 ci sarà la S. Messa presieduta da padre Roberto Tadiello, ministro provinciale dei Frati Cappuccini, e al termine della celebrazione eucaristica è prevista anche la benedizione con la reliquia di Padre Pio. L’intero incontro è aperto a tutti.

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La politica, secondo Papa Francesco, in “Fratelli tutti”: un incontro domenica 26 a Carpenedo (e on line)

Ven, 17/09/2021 - 10:32

Domenica 26 settembre alle 16.30 riprende la riflessione sull’Enciclica Fratelli Tutti, proposta dal “Centro Studi Teologici Germano Pattaro” e dal gruppo sposi “Aquila e Priscilla” della parrocchia Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo.
Al centro dell’approfondimento condotto da don Fabio Longoni, prete, parroco, esperto di temi sociali e presidente dell’Associazioni “Dialoghi per la Città”, il capitolo 4 “Un cuore aperto al mondo intero”, e il capitolo 5 con il quale Papa Francesco affronta il tema della politica, “la migliore politica, posta al servizio del bene comune, necessaria per rendere possibile lo sviluppo di una comunità mondiale, capace di realizzare la fraternità a partire da popoli e nazioni che vivano l’amicizia sociale”.
L’incontro si svolgerà in modalità duale.
Per chi lo desidera è possibile partecipare in presenza, alle 16.30, presso la sala del Patronato della Parrocchia di Carpenedo, in via Manzoni 2. La partecipazione avviene secondo quanto previsto dalla normativa Covid per gli eventi culturali: possesso del green pass, mascherina…
Su zoom, e l’accesso potrà essere richiesto inviando una mail entro giovedì 23 settembre a [email protected] .
E’ possibile partecipare al webinar anche in streaming dal canale Youtube https://bit.ly/3udX7yC
e dalla pagina Facebook https://www.facebook.com/GruppoSposiMestre

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Domenica festa alla Certosa e “Vogadona” ricordando Elena

Ven, 17/09/2021 - 09:44

Torna e raddoppia, dopo un anno di stop, l’attesissimo appuntamento solidale organizzato dalla Fondazione Elena Trevisanato Onlus, che quest’anno servirà per finanziare progetti dedicati alle donne e ai minori. Si terrà domenica 19 l’ormai tradizionale Festa all’Isola della Certosa che quest’anno vede un altro grande evento: la Vogadona, una manifestazione non competitiva organizzata dalla Fondazione assieme al Comitato Organizzatore Vogalonga. Si tratta di un’ulteriore iniziativa di beneficenza dedicata allo sport che più di ogni altro rappresenta Venezia, la voga alla veneta. Sarà una vera e propria “gara di solidarietà” quella che si svolgerà domenica 19, che avrà una speciale attenzione per le donne. La partecipazione, ad offerta libera, sarà infatti aperta agli equipaggi femminili delle remiere veneziane e alle singole vogatrici, grazie alla collaborazione con Canottieri Giudecca che metterà a disposizione alcune imbarcazioni. «L’idea di creare un evento di beneficenza dedicato alla voga ci è subito piaciuta perché l’acqua e il remo rappresentano l’anima di Venezia, dove la Fondazione ha radici profonde» dice Liliana Trevisanato, presidente della Fondazione che porta il nome della figlia Elena scomparsa prematuramente.

Per coinvolgere più vogatrici possibili, è stato scelto di organizzare una manifestazione e non una competizione: «Vogadona non è solo una manifestazione a remi, è anche un evento al femminile: donne che vogano e donne che donano. I progetti che verranno sostenuti con questo evento saranno destinati alle donne e quest’anno, in particolare, non potevamo non rispondere alla richiesta di aiuto delle donne afghane in fuga dal loro paese» continua la presidente, spiegando che il ricavato della prima edizione della Vogadona, raccolto tramite le iscrizioni e le donazioni delle remiere, sarà destinato all’accoglienza abitativa e al sostegno allo studio di studentesse afghane in arrivo nel territorio veneziano. «Abbiamo già fatto diverse riunioni operative con il Tavolo delle Comunità accoglienti e con la Prefettura di Venezia per capire chi sta arrivando, che esigenze ha e quali possono essere le soluzioni migliori per offrire aiuto» dice, spiegando che la terribile situazione attuale dell’Afghanistan, che non può lasciare indifferenti, sta portando a Venezia una moltitudine di persone, principalmente donne in fuga che hanno lasciato tutto.

Laboratori e aquiloni per i bambini. Il corteo, accompagnato dalla musica del gruppo Porte Perte, partirà alle 10 nei pressi di San Giorgio in Alga e, proseguendo verso Sacca Fisola, San Clemente, San Servolo, Rio dei Giardini, Canale di San Piero e il Canale tra le Vignole, arriverà fino alla Certosa. Ad attendere le partecipanti sull’Isola ci sarà la tradizionale festa annuale organizzata dalla Fondazione che, con attività per tutte le età, avrà inizio dalle ore 11. Per i bambini in particolare ci saranno aquiloni da costruire e far volare, laboratori creativi, giochi e nel pomeriggio favole ad alta voce per i più piccoli. Per i grandi, invece, oltre a escursioni naturalistiche nell’isola, è in programma una visita archeologica al chiostro recentemente restaurato e agli interessanti documenti storici che contiene. Come sempre, non mancheranno ottimo cibo, gelato e intrattenimento musicale.

I fondi andranno al reparto maternità di Darwonaji. Il ricavato della festa servirà per finanziare un progetto nella Somali Region etiope, dove la Fondazione è attiva da oltre dieci anni. Nello specifico la cifra raccolta verrà utilizzata per la sistemazione del piccolo reparto maternità nel villaggio di Darwonaji. Oltre all’adeguamento della struttura, sono poi in programma la costruzione di una torre per l’acqua da 10.000 litri e l’approvvigionamento di attrezzature mediche e medicine. Inoltre è prevista l’istituzione di una clinica mobile dedicata in particolare alle donne in gravidanza e ai loro bambini. Questa uscirà ogni settimana per le visite ai villaggi più lontani, con programmi di formazione sulla nutrizione, lo screening dei bambini malnutriti e per identificare i casi più critici da portare al presidio medico. Un progetto possibile grazie alla collaborazione dei Medici con l’Africa Cuamm e con il supporto di Dgmda, Ong locale con la quale la Fondazione Elena Trevisanato collabora da oltre un decennio. Per partecipare alla festa è richiesta agli adulti un’offerta minima di 20 euro, mentre per i bambini dai 6 ai 14 anni di minimo 10 euro. I posti sono limitati e l’accesso è consentito solo con Green Pass. Per info e prenotazioni [email protected]
Francesca Catalano

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Mestre, il Patriarca inaugura Casa Taliercio, nuova dimora diocesana per le donne in difficoltà

Mer, 15/09/2021 - 15:43

Il Patriarca Francesco ha inaugurato nella mattina di oggi, mercoledì 15 settembre, una casa famiglia diocesana per donne in situazioni di fragilità. È “Casa Taliercio”, in via Aleardi 154 a Mestre, seconda comunità dell’Istituto Casa “Famiglia S. Pio X”, dopo quella “storica” della Giudecca. Prima del taglio del nastro è avvenuta la presentazione all’aperto presso il vicino patronato della parrocchia del Sacro Cuore.

Il Patriarca Francesco, manifestando la sua convinta adesione sin dall’inizio al nuovo progetto, lo ha indicato come «un luogo di vicinanza e relazione. Il prolungamento di tale esperienza, in terra ferma mestrina, è una nuova pagina scritta della Chiesa che è in Venezia e prende forma in questo anno drammaticamente segnato dalla pandemia di Covid 19. Nel mese di giugno avevamo già inaugurato la casa della carità alle “Muneghette” a Venezia, intitolata a san Giuseppe, nell’anno a Lui consacrato. Casa “San Giuseppe” – che giungerà a pieno regime nei prossimi giorni – ha raccolto l’eredità della “Mensa Betania” e offre uno spazio più ampio e ristrutturato nel quale ospitare i poveri della città storica».

I tanti presenti, in particolare volontari e operatori di Casa Famiglia Pio X, all’inaugurazione di Casa Taliercio

«Casa “San Giuseppe” – continuava il Patriarca – ha richiesto uno sforzo economico non indifferente per la Diocesi, reso possibile anche grazie ai fondi 8xmille, frutto delle firme di molti di noi, ma, soprattutto, risponde ad uno sforzo di condivisione, di partecipazione e, quindi, di comunione ecclesiale; questo punto è essenziale, irrinunciabile. Il Vicariato, le comunità parrocchiali, i gruppi, i movimenti sono stati coinvolti e invitati a partecipare e renderanno viva la casa che devono sentire come un progetto di Chiesa e non di una persona o di un gruppo; questa è l’anima di Casa “San Giuseppe”».

La struttura per le famiglie dedicata a Giuseppe Taliercio è stata acquistata e restaurata dal Patriarcato con fondi 8xmille della Diocesi ed i lavori sono stati realizzati sia con le suddette risorse 8xmille sia con altre donazioni ricevute dalla Casa Famiglia “San Pio X”, così come grazie ad un contributo della Regione Veneto.
Come ha spiegato oggi mons. Moraglia: «Per questa realizzazione, ringraziamo, anche, i frati Minori Conventuali che hanno venduto l’immobile a un costo minore rispetto a quello del mercato, anche grazie a questo loro gesto, è stato possibile continuare e dilatare questa presenza caritativa e farne, soprattutto, uno spazio in cui si praticano le opere di misericordia non solo materiali (il corpo) ma anche spirituali (l’anima), insomma a 360°: la scuola dell’infanzia paritaria, gli spazi per la parrocchia del Sacro Cuore con l’abitazione del parroco, e, oggi, appunto, Casa Famiglia».

Lo spirito che anima questa nuova realtà mestrina è il medesimo che ha sempre sostenuto Casa Famiglia “San Pio X” dalla sua fondazione, nel 1910, ed è stato precisato dal presidente, Roberto Scarpa: «Mettere i bambini al centro del nostro progetto». È stato lo stesso Scarpa ad aprire e condurre l’incontro di presentazione nel campo sportivo della parrocchia del Sacro Cuore.

Un gesto simbolico: il presidente di Casa Famiglia Pio X, Roberto Scarpa, apre le porte di Casa Taliercio

All’inaugurazione, oltre al Vicario episcopale don Fabrizio Favaro e al parroco don Fabio Mattiuzzi, sono intervenute anche alcune autorità: per l’Amministrazione Comunale l’assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini e la Presidente del Consiglio Linda Damiano. Era inoltre presente l’Assessore Regionale alla Sanità e ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin, che ha riconosciuto come «la struttura va sicuramente incontro alle esigenze che monitoriamo con i servizi sociali, promuovendo il reinserimento abitativo, lavorativo e comunitario di persone fragili». Ha sottolineato la sinergia con i centri anti-violenza e il contributo indispensabile dei volontari, e in particolare delle dieci coppie di sposi che da vent’anni si prendono cura della fragilità di donne e bambini.

All’evento hanno partecipato anche i parenti del dirigente della Montedison a cui la struttura è dedicata, in particolare il figlio Cesare Taliercio, che ha tratteggiato anche alcuni elementi biografici del padre. L’architetto Giovanni Zanetti, che ha curato i lavori, ne ha presentato un resoconto ed ha poi invitato i cittadini a donare tempo e competenze alle persone in difficoltà. Al termine della presentazione il Patriarca ha benedetto l’edificio e la comunità, prima di procedere con il taglio del nastro.

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Dai vescovi del Triveneto invito alla vaccinazione per tutti gli operatori pastorali

Mar, 14/09/2021 - 16:41

I Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto hanno tenuto oggi – presso la struttura della Diocesi di Padova “Park Hotel Des Dolomites” a Borca di Cadore (Belluno) – la loro periodica riunione, sotto la presidenza del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia.

Dal Cadore i Vescovi hanno voluto indirizzare uno speciale messaggio di incoraggiamento e vicinanza ad alunni e famiglie, a dirigenti scolastici, docenti e personale dell’intero mondo della scuola di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige che riprende in questi giorni la sua attività “in presenza”. “Per la scuola e per l’intera società – scrivono nel messaggio integralmente riportato in calce – quello odierno è un momento importante e delicato: apre a fiducia e speranza, ma richiede responsabilità e molte attenzioni – nel rispetto della salute di tutti – per trascorrere in sicurezza e tranquillità l’anno scolastico che prende il via. Il nuovo anno sia l’occasione in cui si torna a sperimentare la bellezza di incontrarsi e riconoscersi nel tempo prezioso della scuola, dell’educazione e della formazione alla vita. La scuola ci sta a cuore, da sempre, perché ci riunisce e ci accomuna tutti, in più fasi della vita. Carissimi alunni ed insegnanti, dirigenti e operatori scolastici, care famiglie, raccogliamo con impegno la grande opportunità che ci viene offerta. Sentitevi accompagnati e sorretti dalla nostra stima, vicinanza e preghiera come anche dalle nostre comunità. E vi incoraggiamo, in particolare, ad operare bene insieme e a ravvivare quel patto educativo che – riunendo forze, energie, risorse e sentimenti di tanti – ci può rendere tutti migliori. Possiate vivere un bell’inizio. Buon anno scolastico a tutti!”.

Sul tema della ripresa delle attività pastorali, vaccini e certificazione verde, allo stato attuale i Vescovi hanno riflettuto sulla situazione esistente, segnata da incertezze e speranze, ed hanno unanimemente concordato nell’esortare tutti ad un forte senso di responsabilità, per evitare il più possibile ogni forma di contagio.

Fanno proprie le parole del Papa a comprendere l’appello a vaccinarsi come “atto d’amore” e di tutela della salute pubblica, rilanciano e condividono quanto espresso dalla Presidenza della Cei nella lettera dell’8 settembre u.s. (“Curare le relazioni al tempo della ripresa”) invitando alla vaccinazione in modo pressante i ministri ordinati e gli operatori pastorali coinvolti nelle attività caratterizzate da maggior rischio di contagio: ministri straordinari della comunione, persone coinvolte in attività caritative, catechisti, educatori, volontari nelle attività ricreative, coristi e cantori. Coloro che sono impegnati nell’azione pastorale delle comunità sono, infatti, chiamati a rispondere per primi ad un senso di responsabilità per se stessi e per le comunità di cui sono a servizio.

Nel corso della riunione è stato svolto un aggiornamento sull’attività della Scuola triveneta per la formazione dei diaconi permanenti che ha preso il via all’inizio del 2020 per affiancare e supportare le Diocesi di quest’area nella preparazione unitaria degli aspiranti e candidati al diaconato permanente attraverso un’accurata formazione teologica, liturgica e spirituale; la Scuola, organizzata in un percorso di studi articolato in un quinquennio, raccoglie ad oggi 34 iscritti.

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Tessera sanitaria con il chip: una scatola vuota destinata a sparire?

Lun, 13/09/2021 - 19:17

È arrivata nelle case di molti veneziani durante l’estate, inviata dalla Regione, la nuova tessera sanitaria, a sostituzione di quella scaduta. Ma a cosa serve davvero? E che dati contiene? La tessera sanitaria è, di fatto, un passepartout per accedere alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale: serve per prenotare esami e visite specialistiche nelle strutture pubbliche o convenzionate e può essere usata in farmacia per ottenere lo “scontrino parlante”, quello che consente di detrarre la spesa per i medicinali nella dichiarazione dei redditi. Sostituisce, inoltre, il codice fiscale e – paradosso vero, visti i danni provocati alla salute dal fumo – la si usa per comprare le sigarette nei distributori automatici dei tabaccai.

La storia clinica di ciascuno è nel Fse. Ma se un qualsiasi cittadino in ferie in un’altra regione, diversa da quella di residenza, si ammalasse o arrivasse incosciente in ospedale, un medico cosa potrebbe sapere di quella persona dalla tessera sanitaria? In realtà praticamente nulla perché a dire cose veramente utili sulla storia clinica di quel paziente è solo il fascicolo sanitario elettronico (Fse), che in Veneto si chiama Sanità Km Zero. E qui le cose si complicano. «La tessera sanitaria – spiega Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo e componente del Comitato Centrale della Federazione nazionale degli Ordini (Fnomceo) – contiene solo il codice fiscale e i dati anagrafici. Nel chip non c’è alcun dato sanitario dell’assistito, dati che risiedono invece nei sistemi centrali, che sono a carattere regionale».

Tessera sanitaria addio? La tessera sanitaria, inoltre, avrebbe un destino già scritto: «Sarà superata – aggiunge il medico – da sistemi nuovi, in sostanza dallo Spid, che diventerà sempre più il centro dell’identità digitale di ognuno» e che già serve per accedere al proprio fascicolo e, negli ultimi tempi, anche a scaricare il proprio green pass. Non più tessere in tasca, insomma, ma app e device personali. È il Fse, dunque, a contenere i dati e la storia clinica di ogni cittadino: le patologie di cui soffre, i farmaci che prende… Ma qui il meccanismo si inceppa. «Il fascicolo sanitario – sottolinea l’esponente Fnomceo – viene istituito a livello regionale: le diverse regioni, però, hanno piattaforme e software informatici diversi, che non dialogano tra loro. E questo è il limite più grosso. Stiamo, inoltre, lavorando affinché non sia più solo una raccolta di documenti in formato stampabile, ma un insieme di dati strutturati che possano essere utilizzati e gestiti dai sistemi più diversi. Questo è un terreno di necessaria evoluzione».

Troppi dati ammassati, inutili nell’urgenza. Succede, infatti, che anche le regioni che hanno un buon fascicolo sanitario, talvolta non lo organizzino bene «e se io vi accedo – dice il medico – rischio di trovare una massa di dati infinita, un’enciclopedia poco strutturata che nei casi di emergenza-urgenza diventa difficile da consultare». Punto primo, insomma: stabilire criteri omogenei per rendere fruibili i fascicoli tra le diverse regioni e fare in modo che le stesse regioni dialoghino tra loro, sotto il profilo informatico sanitario. Le buone notizie, però, ci sono. «La missione 6 del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza del Governo – spiega il dottor Marinoni – stanzia più di 15 miliardi e mezzo di euro per la sanità, di cui più della metà dedicati proprio all’innovazione e alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale. Se ben gestite, sono risorse che possono consentire passi avanti importanti su questo fronte».

La vera svolta digitale. Da tempo, poi, ben prima della pandemia, si sta lavorando per superare le distanze tra i diversi territori. «Al Ministero della Salute – spiega il dottor Marinoni – c’è una cabina di regia, di cui faccio parte per la Fnomceo, per il nuovo Nuovo Sistema Informativo Sanitario (Nsis), che ha lo scopo proprio di uniformare i sistemi regionali». La svolta digitale, insomma, potrebbe presto subire un’accelerazione. Si dice fiducioso il dottor Guido Marinoni. «Su questo tema – conclude – i progressi si vedono tutti i giorni. L’uso della tecnologia e dei device sta diventando ormai quotidiano e i finanziamenti ci sono. Sono moderatamente ottimista: mi aspetto grandi passi avanti in tempi brevi».
Chiara Semenzato

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