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Mestre, il card. Coutts e la Chiesa perseguitata, venerdì 5 alla Via Crucis dei giovani

Gente Veneta - Gio, 04/04/2019 - 08:47

Interverrà il cardinale Joseph Coutts, arcivescovo metropolita di Karachi in Pakistan, alla Via Crucis diocesana dei giovani che, incentrata sul tema “Beati voi” e alla presenza del Patriarca Francesco, si terrà a Mestre la sera di venerdì 5 aprile.

Continua quindi l’accento posto, negli appuntamenti diocesani, alla realtà e alla testimonianza dei cristiani perseguitati nel mondo, grazie alla collaborazione con la fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre”, ed anche al ricordo dei missionari martiri.

Il card. Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in Pakistan

L’appuntamento è fissato alle ore 19 davanti alla chiesa di San Girolamo: all’arrivo i giovani saranno invitati ad entrare nell’edificio sacro più antico di Mestre e sostare brevemente in preghiera davanti al grande Crocifisso per poi riunirsi tutti all’esterno della Chiesa ed iniziare quindi la Via Crucis che si svilupperà in cinque tappe nelle vie centrali di Mestre fino a giungere in Piazza Ferretto e concludere il percorso nel Duomo di S. Lorenzo.

Le meditazioni lette durante la Via Crucis saranno alcune di quelle contenute nel libretto “La sapienza della Croce”, uscito in queste settimane e che raccoglie le rifessioni inedite che il Patriarca Francesco ha svolto per ciascuna delle 14 stazioni della Via Crucis. In Duomo è, infine, prevista la riflessione-testimonianza del card. Joseph Coutts.

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M9 a Mestre, inizia già la “fase due”. Nuovi manager e un obiettivo: diventare vetrina per le aziende

Gente Veneta - Mar, 02/04/2019 - 21:54

L’esempio del nuovo corso potrebbe essere quell’azienda con 7mila dipendenti che in questi giorni sta trattando con gli amministratori di M9. Vorrebbe portare almeno una parte dei suoi suoi 7mila lavoratori al museo in centro a Mestre, per viverci l’incontro aziendale del prossimo Natale.

Convention, eventi, vetrina per le aziende: è il volto della “fase due” del museo del Novecento, inaugurato il 1° dicembre scorso. Quattro mesi di attività hanno posto più chiaramente in rilievo un’esigenza: bisogna che il museo cammini con le sue gambe. Cioè che stia in equilibrio con i conti.

«Il prossimo – sottolinea Giampiero Brunello, presidente della Fondazione di Venezia – sarà un anno cruciale».

Cruciale vuol dire che i numeri dei visitatori paganti devono crescere sensibilmente. Sono stati 20mila tra dicembre e gennaio; poi una flessione in febbraio, mentre il dato di marzo al momento non si sa.

Pochi, comunque: «Confermo – prosegue Brunello – che 200mila visitatori all’anno è il numero che ci permette di andare a pareggio». Siamo ancora distanti.

A portare progressivamente in questa direzione, per raggiungere l’obiettivo entro il 2021, cioè il terzo anno dall’apertura, saranno i due nuovi manager chiamati in questi giorni a guidare la locomotiva M9: Stefano Sernia, 58 anni, romano, amministratore delegato di M9 District (che ha preso il posto di Polymnia); e Edmondo Pasquetti, di Pordenone, consigliere di M9 District con incarichi di promozione e sviluppo.

Il primo dovrà bilanciare bene entrate e uscite. Non per niente gli è stato detto che deve garantire sostenibilità. «Metterci altri soldi, qui, no!», sgombra il campo da ogni dubbio Brunello che, anzi, ricorda come la Fondazione di Venezia non possa continuare a destinare ogni danaro al prestigioso museo e debba invece sostenere la crescita sociale e culturale di altre esperienze del territorio: «La Fondazione deve poter investire in altro».

Il secondo, Edmondo Pasquetti, deve portare sviluppo: idee, quindi, che conducano nuovi visitatori e aprano nuove relazioni.

I contatti con le società che gestiscono le crociere e portano le grandi navi a Venezia sono, per il presidente Brunello, uno dei filoni da coltivare. Non sarà facile, certo, perché si farà fatica a portare a Mestre i visitatori che sbarcano (perlopiù pagando qualcosa di più sulla tariffa della crociera) per poter vedere Venezia in pochissime ore. E fare concorrenza a San Marco e Rialto resta un’impresa titanica.

Poi ci sono i tour operator e le scuole: «Anche per queste, che programmano le visite culturali in autunno, l’aspettativa è per il 2020», rileva Giampiero Brunello.

La novità più rilevante è quella delle aziende. Per esse M9 diventa un grande centro per meeting: incontri per i collaboratori o per i clienti, terminati i quali la visita alle sale del museo diventa un valore aggiunto. In questo senso, il grande spazio di 1400 metri quadrati al terzo piano acquista una funzione nuova: «Potremo anche frazionarlo: farci una piccola mostra e, contemporaneamente, un vano ideale per convention».

Giorgio Malavasi

(Un più ampio servizio nel nuovo numero di Gente Veneta, in distribuzione da giovedì 4 aprile)

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Lavoro in teatro e contratto per 72 giovani attori: l’accordo tra Regione e Stabile del Veneto

Gente Veneta - Mar, 02/04/2019 - 15:39

Con la Compagnia Giovani la vocazione per il teatro diventa professione. Grazie al Modello Veneto TeSeO (acronimo di Teatro Scuola e Occupazione), il programma formativo rivolto ai giovani talenti che vogliono intraprendere il mestiere dell’attore, nasce la Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto.

Frutto di un Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Accademia Teatrale Veneta, il progetto TeSeO, oltre ad avvicinare al teatro i ragazzi delle scuole superiori e ad offrire una proposta formativa professionalizzante di alto livello attraverso la Scuola Teatrale d’Eccellenza, mira infatti a garantire un’effettiva ricaduta occupazionale.

72 contratti di scrittura in tre anni. Formata da ex allievi dell’Accademia Palcoscenico di Padova e dell’Accademia Teatrale Veneta di Venezia (confluite ora nella Scuola Teatrale d’Eccellenza), la Compagnia Giovani coinvolgerà nell’arco del triennio 2019/2021 un totale di 72 attori, garantendo loro dei concreti contratti di lavoro con lo Stabile del Veneto.

Come? Ogni anno verranno avviati una media di 3/4 percorsi laboratoriali, corrispondenti ad altrettanti spettacoli, in cui gli allievi (per un massimo di 24 all’anno) saranno guidati e affiancati da professionisti qualificati come registi, drammaturghi, scenografi, costumisti e attori di grande esperienza che metteranno al servizio le rispettive competenze.

Il primo anno di lavoro: La casa nova, Uno nessuno centomila e i canovacci goldoniani. In questo primo anno la Compagnia Giovani ha coinvolto 24 attori impegnati in due differenti percorsi di formazione ed esperienze professionali: il primo gruppo, guidato da Giuseppe Emiliani, sarà protagonista l’11 aprile al Teatro Goldoni del debutto de La casa nova di Carlo Goldoni, una produzione dello Stabile del Veneto che tra gennaio e marzo 2020 li porterà in tournée su palcoscenici di tutta Italia.

Lo stesso gruppo, inoltre, ha lavorato alla messa in scena dello spettacolo Uno nessuno centomila di Luigi Pirandello, che per tutto il mese di novembre 2019 verrà rappresentato al Teatro Verdi di Padova per il pubblico delle scuole. Il secondo gruppo, invece, diretto da Marco Zoppello, si occuperà di allestire due canovacci di Commedia dell’Arte, che da luglio a ottobre animeranno le nuove stagioni estive di Venezia e Padova.

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Gli studenti dell’Artistico colorano la Pediatria dell’Ospedale Civile

Gente Veneta - Mar, 02/04/2019 - 15:33

Giovani artisti hanno trasformato la Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo nel mondo fantastico di Peter Pan. Gli spazi del Reparto che ospita i degenti più piccoli, sono stati visitati oggi e presentati, dopo essere stati riempiti di colore e di immagini da una quindicina di studenti del Liceo Artistico Guggenheim di Venezia, coordinati dal professor Maurizio Favaretto. L’intervento è avvenuto nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro concordato tra Ulss 3 Serenissima, Pediatria e Liceo Guggenheim.

L’idea è stata promossa dall’Associazione Papà Renzo onlus, che sostiene le iniziative della Pediatria dell’Ospedale Civile. Ha contribuito al lavoro anche l’Associazione Genitori Amici di Domenico Savio: un gruppo di mamme e signore che frequentano il patronato dei Salesiani di Castello ha confezionato circa 800 scatole di biscotti e con le offerte ricavate è stato possibile acquistare i colori acrilici utilizzati poi dagli studenti del Guggenheim.

“Siamo partiti dall’idea – spiegano i giovani artisti – di trovarci all’interno di una nave, con grandi oblò che permettono di guardare il mare intorno e il mondo circostante. Nelle immagini all’interno degli oblò si può scorgere una storia raccontata in sequenza e, pensando ad un tema vicino alla sensibilità di bambini e adolescenti, abbiamo scelto la storia di Peter Pan”. Lungo il percorso, per rendere più palpabile l’idea di trovarsi su una nave abbiamo i ragazzi del Liceo Guggenheim hanno aggiunto dei salvagenti e delle corde appese al muro; e all’interno dei salvagenti frasi sensibili inducono a delle positive riflessioni. Dopo la grande cascata che induce a fermarsi e a rilassarsi, nella sala giochi si arriva all’“Isola che non c’è”, descritta con suggestiva vegetazione e animali in libertà. Uscendo e ritornando verso l’ingresso, un’ultima parete rappresenta l’affacciarsi sulla sponda di una nave e vedere per un ultima volta l’isola che non c’è e il vascello di Capitan Uncino.

I ragazzi hanno illustrato al Direttore Generale Giuseppe Dal Ben le modalità tecniche utilizzate per decorare il Reparto: “Dopo aver eseguito in classe i disegni a misura reale, li abbiamo ‘bucati’ lungo le linee e riportati in parete con la tecnica dello spolvero. Ci siamo divisi in più squadre per affrontare contemporaneamente più immagini. Abbiamo usato colori acrilici che ben hanno aderito a un fondo di cartongesso sano e asciutto. La tecnica prevedeva sia interventi a tinta piatta che sfumature e finti rilievi pittorici. Alla fine del lavoro abbiamo steso una mano di vernice liquida”.

Ai ragazzi e a chi ha coordinato l’iniziativa è giunto un caloroso ringraziamento da parte del Direttore Generale Giuseppe Dal Ben: “L’Ospedale vive e cresce – ha sottolineato – supportato da tante persone, associazioni e iniziative che contribuiscono a migliorarlo. Il lavoro dei ragazzi del Guggenheim è un regalo grande, l’ennesimo fatto dai cittadini al loro Ospedale, e rappresenta lo spirito di stima e collaborazione che non fa rumore, ma che permea e dà linfa al lavoro quotidiano nei Reparti”.

Tutto l’intervento è stato ispirato e seguito dal Primario, il dottor Maurizio Pitter e dalla Coordinatrice infermieristica: “I ragazzi sono stati attentissimi – sottolineano – a non disturbare troppo la quotidiana attività ospedaliera, a rispettare la tranquillità dei ricoverati e non intralciare il lavoro del personale. Encomiabile, oltre al risultato finale che è davvero bellissimo, anche il modo in cui hanno saputo partecipare tutti, dividendosi, oltre ai compiti ‘artistici’, anche quelli relativi alla successiva pulizia e al riordino”.

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Lido: la fattoria didattica Sale in Zucca riapre alle famiglie

Gente Veneta - Mar, 02/04/2019 - 09:18

La costruzione di un piccolo teatro in paglia, immerso nella natura, che ospiterà alcune performance teatrali e dove i bambini potranno giocare all’aria aperta in un luogo sicuro.

Attività didattiche per i bambini con laboratori in funzione ogni sabato mattina, dalle 9 alle 12, in concomitanza con l’apertura del punto vendita. E una nuova proposta (che partirà da maggio): gli aperitivi per le famiglie al venerdì, verso le 18, con spettacoli e iniziative per i bimbi. Con tutte queste novità, anche a misura di bambino, da lunedì primo aprile riapre i battenti “Sale in Zucca” la piccola azienda agricola in via Alberoni 38 al Lido, nel cuore di Malamocco. In calendario anche diverse iniziative in collaborazione con la Municipalità del Lido e Pellestrina e le scuole.

L’azienda agricola ha il suo cuore pulsante in una giovane coppia, Francesca Casarano e Alberto Tommasini (quest’ultimo in isola conosciuto comunemente come “Lupo). Entrambi hanno dimostrato creatività e coraggio imprenditoriale. Avevano già sperimentato questo modello di “fattoria didattica” alle Vignole, poi si è presentata l’occasione di sbarcare al Lido e non ci hanno pensato due volte: hanno preso in gestione l’azienda della famiglia di Egle Toniolo che ha creduto nel loro progetto e hanno così trasformato i due ettari e mezzo di terreno in un piccolo paradiso, con alberi da frutta, animali, ortaggi, una carciofaia e anche tre arnie con le api, tutto aperto a bambini e a famiglie che vogliono fare un’esperienza diretta con le bellezze della natura.

Domenica 14 aprile è in programma una giornata di “Open Day” in cui tutti i lidensi (e non solo) potranno sperimentare e avere una panoramica delle attività. E dai primi di aprile sarà on line il nuovo sito internet (www.sale-in-zucca.com) in cui si potrà consultare tutto il programma dettagliato degli appuntamenti. Per quanto riguarda i laboratori i bambini potranno provare l’erboristeria, la cucina, la falegnameria, l’essicazione della carta, i colori, i profumi.

«I bambini – racconta Francesca – vengono coinvolti in attività a loro misura, in base all’età che hanno. Vogliamo lanciare alle famiglie un messaggio di divertimento e sostenibilità. E il momento clou sarà quello dei Centri estivi che proponiamo per tutta l’estate: dall’8 giugno in poi. Attività dalle 8.30 alle 17 circa che comprendono anche la spiaggia e la visita dei musei in centro storico, ma soprattutto tanta vita all’aria aperta». Anche l’aspetto della produzione commerciale sta dando buone soddisfazioni: la produzione finisce infatti sulle tavole di numerosi hotel di lusso dell’isola, a cominciare dal “Relais Alberti”, che a colazione porta in tavola questi prodotti. (L.M.)

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A Venezia il Meeting francescano dei giovani: ai Frari

Gente Veneta - Lun, 01/04/2019 - 20:26

Saranno 120 i giovani tra i 18 e i 28 anni provenienti da tutto il Nord Italia che il 6 e 7 aprile parteciperanno al “Meeting giovani”, organizzato da Fragiovani, il Centro Francescano Giovani con sede nella Basilica del Santo di Padova, che si svolgerà presso la comunità francescana di Venezia. Il titolo del meeting “#tu sei bellezza” è tratto dalla preghiera di San Francesco “Lodi di Dio altissimo”, unico caso dove per due volte Francesco chiama Dio in questo modo. Bellezza, quella del Signore, che si esprime ed è sempre riflessa in ognuno di noi o nel luogo che ci circonda. L’evento è organizzato ogni anno in una città diversa. L’anno scorso si era svolto a Genova, altra città marinara, con il titolo “s-Degnati di uno sguardo”, un invito a non lasciar correre, nel momento in cui ci si accorge che intorno a sé mancano giustizia e verità, grazie anche alla testimonianza di Andrea Franzoso, ferroviere del Nord Italia licenziato dall’azienda per aver denunciato ciò che non andava sul lavoro. Quest’anno il meeting si terrà, appunto, a Venezia e in particolare ai Frari, tra la Basilica e il Patronato. Qui giungeranno ragazzi da varie città, in particolare da Torino, Genova, Parma, Latisana, Trieste e tante altre realtà del Friuli e del Veneto. Tanti sono i ragazzi affezionati che ogni anno partecipano al raduno e altrettanti quelli che vivranno per la prima volta questa esperienza, accompagnati da una decina di frati e quattro suore.

Una storia venticinquennale. Il Meeting francescano dei giovani ha una tradizione oramai venticinquennale. In origine consisteva in una sola giornata ma poi, visto il successo, si è ampliato a due. È occasione per ritrovarsi in un’esperienza coinvolgente tra momenti di preghiera e laboratori in cui si fanno nuove amicizie in un contesto di gioia e fraternità. Negli ultimi anni con il meeting i ragazzi sono stati a Roma da Papa Francesco e in preghiera davanti alla Sindone, alla scoperta anche di diverse città in cui si sono svolti momenti di raccoglimento, preghiera ed evangelizzazione. «Il meeting è un momento per condividere, mettersi in gioco e vivere la comunità francescana» afferma fra Giambo che, insieme a fra Fabio e fra Nico, organizza l’evento che anticipa il convegno nazionale “Giovani verso Assisi” che accoglie ragazzi da tutta Italia. Ma il Centro Francescano realizza anche eventi rivolti agli adolescenti dai 14 ai 17 anni, come quello tenutosi il 9 e 10 marzo a Padova presso la Parrocchia di S. Antonio all’Arcella.

Uno staff veneziano di venti ragazzi. Ai Frari sono molto felici di accogliere i fratelli francescani. Una ventina sono i ragazzi tra i 18 e 20 anni che accompagneranno in piccoli gruppi i giovani in giro per la città. Quattro inoltre saranno le chiese che visiteranno grazie a delle guide: Gesuiti, San Pantalon, Frari e San Polo, dove si svolgerà una catechesi con l’arte alla scoperta di artisti quali Tiziano e Tintoretto. «Per noi ospitare questo raduno è segno di accoglienza verso i nostri confratelli che lavorano in realtà simili alle nostre. Un momento per riscoprire la nostra identità francescana qui a Venezia – afferma padre Riccardo Giacon della comunità dei Frari -. Per la realtà parrocchiale invece è importante comprendere che non siamo solo parte della realtà della diocesi ma la nostra missione travalica i confini. Con questi appuntamenti si vuole far cogliere, in particolare ai giovani, l’appartenenza all’entità francescana e trasmettere il messaggio di S. Francesco».

Evangelizzazione di strada. Molti ai Frari sono i volontari che si sono resi disponibili per organizzare la parte logistica di pasti e colazioni, tra cui una ventina di adolescenti che si sono offerti per preparare i locali del patronato dei Frari e quello dei Tolentini, dove saranno ospitati i giovani durante la notte. Alle ore 21 di sabato inoltre i ragazzi si divideranno in quattro atelier di formazione dove si prepareranno per l’evangelizzazione di strada che si svolgerà dalle 22 alle 24 nella vicina chiesa di San Pantalon, nei pressi di campo S. Margherita, luogo non scelto a caso visto che ogni sera è comunemente frequentato da studenti per l’aperitivo e il ritrovo serale. Durante l’evangelizzazione ogni gruppo avrà una mansione specifica: chi andrà in strada e in campo ad invitare la gente a pregare, chi farà l’accoglienza davanti la chiesa, chi animerà la preghiera e chi accompagnerà i fedeli davanti l’altare. «Lo scopo è pregare e vivere un momento di raccoglimento insieme, in cui ci si affida a Dio – conclude fra Giambo – raccontandogli i propri problemi e fatiche».
Francesca Catalano

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Venezia, mezza tonnellata di rifiuti: il “bottino” dei gondolieri sub, che hanno ripulito il rio di San Girolamo

Gente Veneta - Dom, 31/03/2019 - 21:53

Centinaia di bottiglie di vetro, decine di copertoni usati come parabordi, ma anche materiale edile, transenne, pale, tavoli e sedie, un trolley e perfino due monopattini. Quasi mezza tonnellata di rifiuti è stata recuperata questa mattina dai gondolieri sub che per la terza volta, in poco più di un mese e mezzo, si sono immersi nelle acque della laguna per ripulirne i fondali. Un progetto nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, Direzione progetti strategici e ambientali, e l’Associazione gondolieri veneziana per contribuire alla tutela ambientale di Venezia e della sua Laguna e che sta dando grandi risultati: basti pensare che nelle due edizioni precedenti, il 10 febbraio e il 10 marzo scorsi, sono stati recuperati rispettivamente 600 e 900 kg di rifiuti.

Questa mattina a partire dalle 8, sei gondolieri, tutti istruttori sub, divisi in due squadre, hanno ripetuto l’iniziativa e perlustrato Rio di San Girolamo (Cannaregio-zona Ghetto), nel tratto compreso tra il Sotoportego de la Gata a campo del Ghetto. All’appuntamento, a cui hanno preso parte il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, Giovanni Giusto, insieme ai consiglieri Maurizio Crovato e Francesca Rogliani, hanno prestato supporto gli uomini della Polizia locale e della Guardia costiera ausiliaria. Fondamentale anche il contributo dei ragazzi dell’associazione sportiva dilettantistica Venice On Board, che hanno messo a disposizione, per il recupero dei rifiuti, le proprie imbarcazioni tipiche a remi.

“Il progetto, spiegano i promotori – che proprio nei giorni scorsi sono stati ricevuti dal sindaco Luigi Brugnaro che li ha voluti ringraziare– nasce dal nostro amore per la città e per il diving. Nei giorni di bassa marea, mentre portiamo le nostre gondole, è facile scorgere materiale sul fondo dei canali. Da qui l’idea di immergerci e recuperarlo, consegnarlo a Veritas perché lo possa smaltire nelle discariche”.

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I Black Lions Venezia, campioni d’Italia in carica di hockey su carrozzina, incontrano a Firenze il premier Giuseppe Conte e i ministri Tria e Costa

Gente Veneta - Dom, 31/03/2019 - 21:16

I Black Lions Venezia, della Polisportiva Terraglio, incontrano il premier Giuseppe Conte e i ministri Giovanni Tria e Sergio Costa al Festival dell’Economia civile di Firenze.

I ragazzi due volte campioni d’Italia di hockey su carrozzina e detentori della Supercoppa italiana, sono stati invitati oggi nel capoluogo toscano per intervenire al convegno che si è svolto nella prestigiosa cornice Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria.

La loro testimonianza è stata inserita nella sessione di lavoro dedicato al tema “Persone capaci di colpi di scena” moderata dal direttore di “Vita” Stefano Arduini.

I Black Lions Venezia con il ministro dell’Economia Giovanni Tria

La rappresentanza salita sul palco, davanti a una platea di centinaia di persone, era composta dal presidente Davide Giorgi, dal team manager Andrea Piccillo, dall’allenatore giocatore Sauro Corò e dagli atleti Ion Jignea, capitano e Manuel Giuge, protagonista anche di altre imprese sportive (Corò e Jignea sono campioni del mondo). Le testimonianze sul palco sono state accompagnate dalla proiezione in sala di alcuni video.

Subito dopo la sua relazione, il presidente del Consiglio Conte ha incontrato personalmente il presidente della Polisportiva Giorgi e i ragazzi dei Black Lions che al premier hanno parlato del Progetto 3S (Sport, Sanità e Sociale) e dell’importanza dello sport come strumento di riabilitazione, mantenimento della salute e inclusione sociale.

Al termine del colloquio, il premier ha invitato ufficialmente la squadra a fargli visita a Palazzo Chigi.

Nel corso della mattinata, dirigenti e giocatori hanno avuto modo di intrattenersi anche con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e con quello dell’Economia Giovanni Tria.

“Grazie al premier Conte e ai ministri Tria e Costa per la disponibilità e l’attenzione – ha detto Davide Giorgi – Siamo orgogliosi di aver portato all’attenzione di un consesso nazionale così importante la nostra esperienza, i principi e gli obiettivi che la guidano e il fatto che sia un’eccellenza per Venezia come confermano i risultati sportivi raggiunti. È importante per noi promuovere questo tipo di cultura, anche presso le autorità che hanno responsabilità amministrative, affinché quello che stiamo facendo alla Polisportiva Terraglio possa diventare un progetto pilota per tutta l’Italia”.

“Un disabile – ha aggiunto Giorgi – non può e non deve restare chiuso in casa, lo sport è un volano fondamentale per l’incontro, la socializzazione, la riabilitazione con enormi vantaggi in termini di benessere fisico e psicologico per la persona, ma anche di riduzione dei costi sociali per l’assistenza diretta. Ringraziamo il Festival dell’economia civile di Firenze per l’opportunità, continueremo a cogliere tutte le occasioni che ci saranno prospettate in futuro per continuare a dire che la disabilità va considerata con un altro angolo visuale: non come un peso, ma come un’opportunità di ripartenza”.

L’incontro con il ministro dell’Ambiente Costa
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Gentile (Serd di Mirano): il gioco d’azzardo sta facendo più morti dell’eroina

Gente Veneta - Dom, 31/03/2019 - 06:30

«La dipendenza che sta facendo più morti, in questo momento, è il gioco d’azzardo. C’è gente che si suicida. E il suicidio per gioco d’azzardo è il punto finale di un percorso in cui hai distrutto tutto quello che hai. Ogni tanto qualcuno sparisce e scopri dopo che era pieno di debiti e se ne vergognava fino a non sopportare più la situazione in cui si trovava».

Più dei morti per l’eroina gialla, la malattia del gioco uccide. Lo sostiene Nicola Gentile, medico del Serd, Servizio dipendenze, di Mirano, che opera nell’ambito dell’Ulss 3 Serenissima.

Che la morte, quasi sempre per suicidio, venga dal gioco d’azzardo non è un dato noto. In primo luogo perché i familiari tendono a coprire la tragedia, una vicenda per cui perlopiù ci si vergogna.

Eppure l’epilogo tragico non è un fatto eccezionale. E proprio per questo sottolinea la gravità di una patologia che, negli ultimi anni, è andata peggiorando.

Questo, ovviamente, perché è cambiato il modo di giocare. «Quando ho iniziato a fare questo mestiere, nel 1987 – spiega Nicola Gentile – ho conosciuto un eroinomane che, per procurarsi la droga, saliva in treno e andava a Milano. Ma quando a Milano non la trovava, riprendeva il treno e se ne andava ad Amsterdam. Insomma, per fare il tossicodipendente bisognava impegnarsi. Per il gioco d’azzardo vale la stessa cosa. Il primo giocatore che ho visto è uno che che era venuto per dipendenza da alcol; poi, però, si scopre che giocava. Partiva da Napoli per andare al casinò. E faceva come quei non pochi che riempivano gli autobus per andare a Nova Gorica a giocare».

Il salto di qualità è arrivato dopo: «È arrivato quando hanno iniziato a diffondersi le slot machines e non c’è più stato bisogno di spostarsi e impegnarsi. Il gioco arriva sotto casa di ciascuno di noi. E quando arriva sotto casa siamo tutti vulnerabili, nessuno di noi è al sicuro». E il rischio è ormai l’epilogo estremo.

Giorgio Malavasi

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Bangladesh-Venezia, nasce una nuova associazione per migliorare l’integrazione

Gente Veneta - Sab, 30/03/2019 - 21:48

Inaugurata oggi pomeriggio, all’auditorium della Città metropolitana di Venezia in via Forte Marghera, l’associazione Bangladesh-Venezia. Presenti l’ assessore comunale Renato Boraso e i presidenti della Municipalità di Favaro Veneto, Marco Bellato, e di Mestre Carpenedo, Vincenzo Conte, oltre a una nutrita rappresentanza della comunità bengalese nel territorio veneziano.

L’incontro è statol’occasione per un confronto con le istituzioni del territorio sui temi dell’integrazione e della reciproca collaborazione.

Durante l’appuntamento è stata inoltre celebrata la Festa dell’indipendenza del Bangladesh, che cade il 26 marzo, e sono state premiate le persone più meritevoli della comunità bengalese per il loro operato a favore della buona e fattiva convivenza in città.

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Tra Catene e Chirignago sarà costruita la nuova posta ciclabile sospesa di fianco al cavalcavia. Stanziati 2,5 milioni

Gente Veneta - Sab, 30/03/2019 - 21:01

Verrà realizzata la pista ciclopedonale affiancata al cavalcavia tra Chirignago, Catene di Marghera e via Miranese. La Giunta comunale di Venezia stanzia 2,5 milioni per completarne il percorso.

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, ha approvato il progetto di fattibilità tecnica economica per la realizzazione del nuovo cavalcaferrovia ciclopedonale tra Chirignago e Catene e il progetto definitivo per la realizzazione di un percorso ciclopedonale di collegamento tra il nuovo cavalcavia di Chirignago e via Miranese. Due progetti, per il valore complessivo di 2,5 milioni di euro, che vanno a completare così uno dei principali tratti di percorsi ciclopedonali della città.

Nello specifico, la prima delibera, per un importo di 2.160.000 euro, prevede la realizzazione di una nuova pista ciclopedonale affiancata al cavalcaferrovia di via Trieste. “Via Trieste, spiega Zaccariotto – è un’importante arteria stradale che mette in comunicazione il quartiere di Marghera-Catene con quello di Chirignago, due zone urbane attualmente collegate dall’esistente cavalcaferrovia. Ad oggi questa via è dotata di una pista ciclabile bidirezionale nel tratto che va dalla rotatoria Parmesan fino alla recente rotatoria all’intersezione con via dei Pioppi, realizzata ai piedi del cavalcaferrovia lato Catene. Proprio in questo punto, per mancanza di spazio nella sezione stradale, il percorso ciclopedonale s’interrompe. Con l’intervento si prevede quindi di realizzare un nuovo cavalcaferrovia in affiancamento dell’esistente per consentire il superamento ciclopedonale di via Parco Ferroviario e dei binari ferroviari e riconnettersi alla rete ciclopedonale esistente e quella di progetto, fino alla via Miranese, con i seguenti obiettivi: il primo – continua Zaccariotto – permetterà, attraverso il completamento del percorso ciclabile esistente lungo via Trieste, il collegamento in sicurezza tra il quartiere di Marghera e il quartiere di Chirignago; il secondo riguarda la possibilità di garantire la mobilità protetta principalmente agli utenti più deboli come pedoni e ciclisti, e, la terza, incentivare la mobilità ciclabile nell’ambito del territorio comunale di terraferma per contrastare l’emergenza ambientale e migliorare la qualità della vita urbana”.

“Con la seconda delibera – aggiunge l’assessore – potremo realizzare, con una spesa di 340 mila euro, il tratto mancante del percorso ciclopedonale di collegamento proprio tra il futuro nuovo cavalcaferrovia ciclopedonale di Chirignago e via Miranese, lungo via Trieste. Il percorso dalla base del cavalcaferrovia a via Miranese prevede, nel lato est, la realizzazione di una pista ciclo-pedonale e, nel lato ovest, la sistemazione dei marciapiedi per ricavare nuovi parcheggi e delle nuove isole ecologiche più efficienti delle attuali. Nel frangente si procederà anche con la riorganizzazione della fermata dello scuolabus, attualmente sovrapposta al  capolinea della linea 66 del trasporto pubblico locale che nel contempo verrà ricollocato nell’attuale area parcheggio di via Risorgimento con  specifico intervento. Per quanto riguarda via del Parroco, strada a vocazione prevalentemente residenziale, si ipotizza una serie di interventi di moderazione del traffico attraverso l’utilizzo della segnaletica orizzontale e verticale, l’introduzione di attraversamenti pedonali rialzati e la realizzazione di nuove aiuole che permetteranno una viabilità più lenta e una conseguente maggiore sicurezza per i cittadini che abitano la zona. Questo progetto fa complessivamente parte del completamento del percorso ciclabile già esistente lungo via Trieste nella località di Catene permettendo quindi di collegare il quartiere di Marghera con il quartiere di Chirignago”.

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Carpenedo, collettiva di primavera nella galleria “La Cella”

Gente Veneta - Sab, 30/03/2019 - 17:22

È visitabile fino al 1° aprile. È la collettiva di primavera ospitata nella galleria d’arte “La Cella” di Carpenedo.

Nella foto di Elio Trevisan gli artisti che espongono: Michele Bonicelli, Umberto Bottarel, Maria Luigia Chiosi, Clara Corazzari, Luisa Cunei, Valentina Dal Fabbro, Saverio Fodero, Damiano Lisi, Donatella Maguolo, Marina Mazzega, Luisa Romagnosi, Maurizio Serena, Loredana Stellino, Benito Tassan, Pierpaolo Toffoletto, Daniela Visentini, Vincenzo Zanon. Gli orari di apertura della Cella: 10-30-12.30 nei giorni festivi; 17.39-19 nei feriali.

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Gli 80 anni del Trap: «Nella vita e nel calcio mi ha sostenuto la fede»

Gente Veneta - Sab, 30/03/2019 - 13:37

«Ho combattuto la buona battaglia ho conservato la Fede». Cita san Paolo, Giovanni Trapattoni, per un bilancio dei suoi 80 anni appena compiuti e della sua carriera. Una frase che, da sola, fa già capire una caratteristica che ha sempre contraddistinto la vita del “Trap”: la Fede.
L’allenatore più vincente del nostro calcio domenica 17 ha spento 80 anni candeline, festeggiando con la famiglia: la moglie Paola Miceli, sempre al suo fianco, i figli Alessandra e Alberto, i nipoti, tra i quali Riccardo, la sua “voce” sui social e che lo affianca nelle pubbliche relazioni. Tutto il mondo del calcio si è inchinato al maestro: auguri sono piovuti da tutto il mondo e da decine di suoi “allievi”, da Michel Platini a Lothar Matthaus, da Roberto Mancini a Ernesto Pellegrini, per non parlare dei profili ufficiali di tutte le squadre in cui ha allenato. Lui ha risposto via social, inviando un grande abbraccio “cumulativo” per non correre il rischio di dimenticare qualcuno.
«La fede – racconta a Gente Veneta – l’ho sempre respirata in famiglia. E, voltandomi indietro, devo dire che anche da giovane, quando in alcuni momenti si tende ad essere più distratti, debbo dire che il Signore mi ha sempre tenuto per mano, è venuto a cercarmi e quando serviva a riprendermi. Vado a messa tutte le domeniche e ringrazio Dio ogni giorno per la salute e le tante fortune che ho avuto».

Come trascorre la sua vita ora senza panchina?
Il calcio lo guardo in tv. Mi godo la famiglia, faccio il nonno a tempo pieno, come tanti altri nonni. E’ una bella stagione della vita, non ho rimpianti, e penso di poter dare ancora il mio contributo.

In che modo?
Nei limiti del possibile, perché le richieste sono tantissime, cerco di intervenire alle iniziative benefiche o di solidarietà. La parrocchia e l’oratorio sono un luogo dove mi sento a casa.

Da sei anni, dopo l’esperienza con la Nazionale Irlandese, ha detto stop alla vita in panchina. Perché?
Con l’Irlanda si era concluso un ciclo. Mi erano arrivate anche alcune altre proposte da Nazionali, ma in Paesi troppo lontani. Mia moglie Paola non era d’accordo e scherzosamente mi ha avvertito: se parti cambio le chiavi di casa. E allora ho detto stop. Giusto così: nella vita bisogna riconoscere i segni del tempo. E essere grati per ciò che si ha avuto. Mi considero una persona molto fortunata.

Ha smesso anche i panni del commentatore televisivo?
Sì, sono un uomo di campo, non un opinionista. Spesso poteva capitare di venire fraintesi, o di fare domande che, involontariamente, mettessero in difficoltà i colleghi giovani. Non mi andava di recitare questa parte per restare nel giro.

Cinquantasei anni trascorsi in panchina, dieci scudetti vinti, il primo allenatore ad emigrare e vincere all’estero. Quale la soddisfazione maggiore?
Ogni vittoria ha un suo significato particolare, ma più che una singola vittoria mi emoziona tutto lo sviluppo della mia carriera.

E quale la delusione più cocente?
L’eliminazione immeritata dell’Italia ai Mondiali del 2002.

Da giovane ha attraversato momenti critici?
Eravamo poveri, mio padre morì prematuramente e improvvisamente per un infarto. Anche io avevo paura di fare la stessa fine. Riuscii a superare questo blocco psicologico ascoltando la musica classica.

C’è qualcosa che vorrebbe realizzare ora?
Mi piacerebbe trascorrere un po’ di tempo nelle scuole calcio a insegnare calcio ai bambini. Direi che, al di là delle vittorie o sconfitte, che molto spesso dipendono anche da una buona dose di fortuna, l’importante è riuscire a trasmettere dei valori.

Come vede la tecnologia nel calcio?
E’ un aspetto positivo, lo specchio del mondo che avanza. Ci fosse stata anche nel 2009 la mia Irlanda si sarebbe qualificata al posto della Francia.

Tanti ancora di questi compleanni. Auguri Trap, un mito del calcio. E non solo.

Lorenzo Mayer

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Mestre: inaugurata, dopo il rinnovo, la piazza del quartiere Pertini. Brugnaro: «A breve altri interventi; e via gli abusivi dalle case pubbliche»

Gente Veneta - Ven, 29/03/2019 - 20:52

Inaugurata oggi pomeriggio la nuova piazza del Quartiere Pertini a Mestre. Alla cerimonia, assieme a centinaia di residenti, erano presenti, oltre al sindaco Luigi Brugnaro, anche l’assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, la vicesindaco Luciana Colle, l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin, l’assessore alla Viabilità Renato Boraso, il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon, il portavoce del Comitato Rione Pertini Giorgio Rocelli, il presidente della Municipalità Mestre-Carpenedo Vincenzo Conte e la vicepresidente Edda Costacurta.

“In campagna elettorale eravamo venuti qui dicendo che questa zona non doveva essere abbandonata, e vi abbiamo ascoltato – ha dichiarato il sindaco Brugnaro – L’abbiamo potuto fare solo efficientando il Comune, rendendolo più leggero e dinamico. Avevamo 3.200 dipendenti, ora sono 2.700. Abbiamo ridotto in 4 anni di 60 milioni di euro il debito, perché senza i soldi queste operazioni non si fanno. Mi fa piacere dirlo oggi al Quartiere Pertini – ha continuato il primo cittadino – perché si parla spesso delle periferie come se fossero luoghi di serie B. Non è così. Io vengo dalle periferie, siamo gente di periferia. E siamo persone. Per questo stiamo posizionando aree giochi ovunque in città, oltre che qui. Il futuro è dei bambini. Qui – ha spiegato – abbiamo anche cominciato i lavori per il campo da basket, costruiremo pure un campo da calcio a 5 e sistemeremo l’area giochi e l’area cani. Inoltre, di concerto con l’Ater, metteremo mano anche sul capitolo ‘case’. Gli affidatari firmeranno una sorta di ‘patto d’onestà’ – ha continuato Brugnaro – chi è arrogante o magari violento andremo a prenderlo. Anche per questo abbiamo assunto 200 nuovi vigili urbani e continueremo a insistere anche con il Controllo di vicinato”.

Sul palco è intervenuta anche l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto: “Questo è un momento di grande soddisfazione per noi – ha sottolineato – siamo riusciti a portare a termine i lavori in sinergia con il comitato locale, i tecnici, l’impresa. L’abbiamo fatto in nemmeno 3 mesi di tempo. Si tratta di un progetto da 150mila euro che ha permesso di creare uno spazio prima non utilizzato dai residenti. Ma non ci fermiamo qui – ha continuato – quest’area diventerà parte integrante di un piano più ampio che a breve vedrà ripartire le ruspe per il nuovo spazio verde e sportivo. Vogliamo che questo quartiere viva con servizi, opportunità e partecipazione. Entro settembre, quindi, avrete il nuovo campo da basket e da calcetto”.

Da oggi il quartiere mestrino può contare dunque su un luogo di aggregazione nuovo di zecca, benedetto dal parroco don Natalino Bonazza durante la cerimonia. Per celebrare l’evento si sono esibiti anche un gruppo di balli storici e il coro dell’Asd Voga Veneta Mestre, che ha interpretato canzoni tradizionali veneziane. Ma la superficie della piazza ha ospitato anche dimostrazioni di arti marziali, uno spazio dedicato ai libri e un’area rivolta ai bambini.

I lavori, durati 3 mesi, hanno rimesso in sesto la pavimentazione e le aree a verde circostanti: il vecchio piano di calpestìo in piastrelle è stato demolito e sostituito con una pavimentazione in calcestruzzo più ampia, creando anche un angolo destinato al gioco degli scacchi con grandi pedine. Al posto della vecchia fontana, invece, si trovano ora due aiuole fiorite. L’arredo urbano è stato infine arricchito da una fontanella in acciaio e da panchine.

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Provvigioni in nero per 2 milioni sugli acquisti dei turisti a Venezia. La Finanza sequestra un milione di euro a un’agenzia cinese

Gente Veneta - Ven, 29/03/2019 - 16:08

La Guardia di Finanza di Venezia ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per oltre 1 milione di euro nei confronti del titolare di un’agenzia di viaggio di nazionalità cinese responsabile di un’ingente evasione fiscale.

Il provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Venezia – che ha riguardato conti correnti, denaro contante, 3 immobili, 2 terreni e quote societarie – è scattato al termine di un’articolata indagine diretta dalla locale Procura della Repubblica, grazie alla quale è stato possibile far luce sulle modalità di gestione delle sempre più numerose comitive di turisti orientali che visitano la città e fruiscono dei servizi offerti dall’indotto commerciale.

Dalle indagini, in particolare, è emersa l’esistenza di uno stretto collegamento tra l’agenzia e una rete di operatori commerciali presso i quali i gruppi di turisti venivano sistematicamente condotti dagli accompagnatori di nazionalità cinese dipendenti dall’agenzia nel corso del giro turistico in città.

Per la visita di ogni comitiva era stabilita una provvigione in favore dell’agenzia, commisurata al valore degli acquisti operata dei turisti, variabile tra il 2,5 e il 30% degli introiti, il cui ammontare veniva annotato dagli accompagnatori dell’agenzia.

A seguito delle indagini, i finanzieri del I Gruppo di Venezia/2° Nucleo Operativo Metropolitano di Mestre hanno ricostruito un giro d’affari complessivo di acquisti presso gli esercizi convenzionati in 2 anni di 31 milioni di euro, a fronte dei quali il titolare dell’agenzia coinvolta ha incassato “in nero” più di 2 milioni di euro di provvigioni.

La mancata dichiarazione di tali ricavi ha fatto scattare la denuncia all’Autorità Giudiziaria e il sequestro cautelare eseguito dai finanzieri, cui seguiranno le contestazioni di natura fiscale.

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Dalla trasgressione infelice alla fede che dà gioia: la conversione dei The Sun

Gente Veneta - Ven, 29/03/2019 - 14:14

Più di cento ragazzi della Collaborazione Pastorale di Gazzera – Santa Barbara – Asseggiano, riuniti pochi giorni fa nella sala parrocchiale della Gazzera per il primo di cinque incontri formativi per gli animatori, in vista delle prossime esperienze estive.

Ospiti della serata la band “The Sun”, una rock band italiana, più precisamente vicentina, composta da Francesco (autore e cantante), Riccardo (batterista), Matteo (bassista) e Gianluca (chitarrista).

Tra la curiosità dei ragazzi comincia a presentarsi Francesco. Inizia a raccontare del 1997, quando il gruppo debutta con il nome “Sun eats hours” tradotto “il sole mangia le ore”. Subito grande successo, con quattro album distribuiti in tutto il mondo e un accordo discografico con Sony Music oltre a numerosi concerti con band internazionali come i The Cure, The Offspring, Muse e Deep Purple.

Tra esagerazione e trasgressione. Nel 2007, alla fine di un tour in giro per il mondo, inizia un periodo di crisi per tutti i componenti della band, chi comincia ad esagerare con l’alcol, chi trova lo sfogo nella droga, chi vuole fare più concerti possibile per avere più ragazze possibile. Spesso nel mondo della musica, raccontano, si finisce così, tra esagerazione e trasgressione che a lungo andare ti svuota e ti distrugge, anche fisicamente.

Tutto ciò stava pian piano mettendo in crisi la loro amicizia e anche la musica dei quattro giovani. Dopo una serata con gli amici annullata all’ultimo, racconta Francesco, la madre gli mostrò un volantino di un incontro per quella sera in parrocchia. Un po’ titubante Francesco accettò e si ritrovò in un gruppo costituito da persone accoglienti, che trasmettevano gioia di vivere, quella gioia vera che a lui mancava e che stava cercando. Da quel giorno iniziò la svolta per tutta la band. Innanzitutto cambiò nome in “The Sun” e Francesco, incontrato Cristo in quella comunità ed ancor più nell’adorazione eucaristica, cominciò a sentire il bisogno di scrivere in italiano per poter comunicare meglio ciò che provava.

Da Betlemme alla Gmg. Trascinati dal cantante, anche gli altri membri, che si sono alternati a raccontare le loro esperienze personali di quel periodo, iniziarono il cammino all’interno della parrocchia e le loro canzoni cominciarono ad acquisire un significato più vero con un taglio diverso, più profondo e diretto.

«La loro testimonianza e la loro musica – commentano i giovani presenti alla serata – ci permette di riflettere su ciò che conta veramente e ciò che rende veramente felici, che non sono le false felicità regalate dalle serate tra alcol e droga e la voglia continua di successo, ma il riscoprire il valore dello stare insieme, della fede, delle cose autentiche».

Nel 2010, poi, i The Sun pubblicano la canzone “Non ho paura”, dove raccontano la svolta degli ultimi anni, e l’anno successivo vengono invitati a suonare a Betlemme per un concerto per la pace. Organizzano negli anni successivi pellegrinaggi in Terra Santa, accompagnando numerosi giovani italiani ed esibendosi in numerosi concerti che vedono ragazzi di diverse religioni cantare insieme. Raccontano dei loro molti tour che li portano in Italia ed all’estero, sino a calcare i palchi delle due ultime GMG.
Durante la loro testimonianza, seguita con molta attenzione e curiosità da tutti i ragazzi (cosa non sempre scontata), si sono ascoltate alcune loro canzoni come “Non ho paura”, “Onda perfetta”, “Outsider” ed infine “20”, l’ultima canzone scritta per i 20 anni della band. La serata si è conclusa con selfie, autografi, musica, chiacchiere e qualche sfida a calcio balilla. La speranza è quella di poterli rivedere presto qui a Venezia, magari proprio per un concerto!

Gaia Valent

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Campalto e Catene di Marghera, sabato 30 e domenica 31 invito all’Operazione pulizia

Gente Veneta - Ven, 29/03/2019 - 12:57

Un weekend all’insegna della tutela dell’ambiente sabato 30 e domenica 31 marzo. Domani, dalle ore 9 alle 13, è organizzata una pulizia straordinaria delle barene con partenza da Passo Campalto, lungo gli argini della laguna in direzione del Tiro al Piattello. Volontari delle associazioni, studenti e liberi cittadini si uniranno per la raccolta di rifiuti accumulatisi durante le mareggiate autunnali.

Sempre domani l’associazione Catene 2000 organizza in collaborazione con Veritas e se.m.pre srl una giornata ecologica a Marghera, quartiere Catene-Villabona dedicata alla raccolta dei piccoli rifiuti abbandonati. L’evento proposto si chiama “operazione Catene pulita” #oggiraccolgoio.

“L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – è pensata soprattutto per i bambini, ma estesa a tutta la cittadinanza e ai volontari che, unendo le forze, vogliono dare un contributo e rendere più decoroso il territorio in cui viviamo. Supportata dal Comune di Venezia ed inserita nelle ‘Città in festa’ la proposta mira a sensibilizzare rispetto ai temi della difesa dell’ambiente, con l’auspicio che, per passi, possa aumentare il senso civico delle persone: proprio per questo abbiamo previsto un laboratorio sul riciclo tenuto da due formatori di Veritas ed indirizzato prevalentemente ai i bambini della scuola primaria”.

Il programma della giornata prevede il ritrovo alle ore 9.30 al parco Catene, con abbigliamento adeguato e possibilmente muniti di guanti, per poi dirigersi nelle aree da pulire; dalle ore 10.30 alle 12 si terrà il laboratorio sul riciclo per bambini e saranno distribuiti gadget in omaggio.

Domenica 31 marzo invece l’attenzione sarà rivolta all’isola di Campalto. Ritrovo alle ore 9 a Passo Campalto e a Punta San Giuliano, dove saranno presenti i referenti delle associazioni aderenti con kayak e barche a disposizione dei partecipanti (prenotazioni si ricevono fino al giorno precedente). Pranzo autonomo, con griglia e fuoco disponibili. “L’isola di Campalto – fanno sapere i promotori dell’iniziativa – è di frequente utilizzata come spazio di svago e sosta. Purtroppo però continua l’abbandono di rifiuti, ingombranti e resti di cantieri e ristrutturazioni veneziane. Questa giornata ha lo scopo di sistemare il sistemabile, fare pulizia dai rifiuti ma anche dai rovi per rendere alcune aree più accessibili”. Evento organizzato in collaborazione tra WWF Venezia e Territorio, Ass. La Salsola, Ass. Canoistica Arcobaleno, Ass. Canottieri Mestre con il patrocinio del Comune di Venezia “Città in festa” e con il supporto di Veritas.

Ulteriori informazioni e prenotazioni passaggio barca alla pagina Facebook “Puliamo la laguna e le barene di Campalto”

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Passante di Mestre, 20mila euro di manutenzione per tutte le aree verdi

Gente Veneta - Ven, 29/03/2019 - 12:10

Aree verdi accanto al Passante rimesse a nuovo. Nei giorni scorsi la Concessionaria autostradale ha infatti provveduto a sistemare e riqualificare tutte le aree verdi di competenza lungo il Passante di Mestre: Vetrego e via Porara (Mirano), via XXV Aprile, via Castellana e via Motte (Martellago), via Roette (Casale sul Sile).

In ogni parco è stata effettuata la manutenzione delle strutture in legno e la messa in sicurezza dei giochi per bambini, con la sostituzione degli elementi ammalorati come, per esempio, le altalene, l’asse portante e i giochi a molla al Parco di Mirano o di altri due giochi a molla in quella di via Castellana. Inoltre sono state manutentate tutte le parti in legno, come panche, lettini, percorsi vita, con la levigatura e la verniciatura con impegnante ad acqua di tutti gli elementi.

Per l’intervento, disposto da CAV per garantire una miglior fruizione, e in perfetta sicurezza, delle aree di mitigazione, sono stati investiti circa 20 mila euro.

Nei mesi scorsi, adeguato al periodo indicato per questo tipo di interventi, CAV ha provveduto anche ad alcune opere di rimboschimento delle aree verdi fruibili, come per esempio a Mirano, dove sono state piantumate le essenze arboree messe a dimora in corrispondenza delle colline che separano il parco giochi dall’autostrada.

«Questi interventi – spiega la presidente di CAV, Luisa Serato – si inseriscono tra gli obiettivi della società nei confronti del territorio: non ci limitiamo infatti alla mera gestione autostradale, consapevoli della necessità di investire sul territorio e rendere fruibili, in perfetta efficienza e sempre più a misura di cittadino, le aree verdi di mitigazione che abbiamo creato lungo il Passante di Mestre».

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Frari, Assunta in restauro. La rivedremo nel 2021

Gente Veneta - Ven, 29/03/2019 - 10:48

Arrivederci Assunta all’estate del 2021. Dopo l’anno di festeggiamenti ai Frari per i 500 anni dalla realizzazione dell’opera di Tiziano, mancano ormai pochi giorni all’inizio dei restauri finanziati da Save Venice che interesseranno non solo la pala ma anche l’apparato lapideo dell’altare maggiore che la ospita. Nella chiesa prenderà avvio un cantiere unico e la pala per due anni non sarà visibile al pubblico per via dell’imponente ponteggio che verrà allestito nel presbiterio. Un ponteggio che però verrà ricoperto con una riproduzione in dimensioni reali sia della parte lapidea che del dipinto.

Si inizia con altare e ancona. Una prima fase del restauro interesserà l’altare e l’ancona, ovvero la sua cornice. I lavori, eseguiti dalla ditta Arlango, per un totale di 209 mila euro comprensivi di impalcature e spese tecniche, consisteranno nella pulitura dei marmi da polveri e incrostazioni e vedranno la riparazione delle fessurazioni. Tutti i supporti lapidei che si sono leggermente spostati o che non combaciano perfettamente verranno consolidati, inoltre le parti in cui si sono verificati dei distacchi verranno integrate adeguatamente rispettando i criteri del restauro. La parte lapidea è molto dettagliata e ricca, diversi sono infatti i tipi di marmi ad intarsio presenti nella decorazione tra cui il marmo Rosso di Verona, il Rosso antico e il Verde Alpi. I lavori di restauro interesseranno anche il ripristino della doratura dell’altare che verrà recuperata. Tornerà così l’effetto luminoso andato perso negli anni che andrà ad integrarsi con la luce dell’Assunta.

Tra un anno i restauri alla pala. Si prevede che i restauri della parte marmorea possano durare circa un anno, mentre l’intervento diretto sulla pala, che inizierà poco dopo, quasi due anni. Come prima cosa, analogamente a quanto fatto negli anni ’70, la pala verrà messa in quarantena sottovuoto per eliminare il parziale attacco di tarli che dall’organo, posto dietro il dipinto, si sono spinti nel retro del supporto ligneo. Già ad ottobre infatti si era provveduto all’asportazione dell’organo, che è stato messo in sicurezza e liberato dall’attacco dei tarli. Questo ha anche permesso di recuperare spazio e spostare la pala indietro di un metro e mezzo senza doverla rimuovere e staccare, come inizialmente era stato previsto, permettendo comunque un lavoro agevole all’équipe che eseguirà l’intervento. Inoltre la parte lignea posteriore della struttura di supporto della pala, anche se in ottime condizioni, vedrà un’analisi dettagliata e un consolidamento ad opera della ditta Saccuman di Perugia. Dopo le analisi diagnostiche di studio e la pulitura, svolti nel 2012 dal restauratore Giulio Bono, a cui è nuovamente affidato il lavoro, è già possibile stabilire su cosa verterà l’intervento, anche se è ancora da confermare l’entità della cifra che verrà impiegata. Oltre ad un’ulteriore pulitura, verranno rimosse le vernici ormai ingiallite risalenti all’ultimo restauro del 1974, inoltre il restauratore e la sua équipe provvederanno a consolidare i sollevamenti già individuati precedentemente, integrare i distacchi e svolgere la stuccatura e l’integrazione pittorica.

Ulteriore intervento consisterà nel rimuovere le ridipinture per tornare il più possibile vicini all’opera come era stata pensata inizialmente. Nelle precedenti ridipinture infatti chi interveniva sulla tela era solito pulire solo i colori chiari ma non quelli scuri. Questo probabilmente per far risaltare il contrasto e accentuare l’effetto chiaroscurale. Le parti più scure dopo l’intervento risalteranno quindi in modo diverso da come fedeli, pellegrini e amanti dell’arte erano abituati a vedere. L’opera, iniziata nel 1516 dal pittore cadorino per esprimere la devozione francescana per la Vergine, dopo l’intervento risulterà dunque ancora più armonica e splendente.
Francesca Catalano

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Mestre, la Polizia locale sgombera altri bivacchi sotto i cavalcavia. Raccolti 20 metri cubi di materiali

Gente Veneta - Gio, 28/03/2019 - 19:54

Nuova operazione del Servizio Sicurezza urbana della Polizia locale di Venezia questa mattina in terraferma nell’ambito del Programma Oculus. Sono infatti stati effettuati una serie di sgomberi radicali nelle aree sotto i cavalcavia Rizzardi, Troso e Vempa.

In azione due pattuglie del Nucleo Pronto intervento della Polizia locale e una squadra operativa di Veritas con un autocarro e un motocarro. Complessivamente sono stati rimossi 20 metri cubi di materiale da bivacco e pernotto, oltre ai rifiuti solidi urbani prodotti in grande quantità con compromissione dell’igiene pubblica.

Tra fine marzo e inizio aprile saranno realizzati altri due interventi del programma Oculus e, una volta smantellati gli insediamenti, sarà attivata la fase Oculus Plus, con micro sgomberi ripetuti fino a tre volte alla settimana.

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