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Contro l’“occhio pigro” visita gratuita a tutti i nati nel 2013 nel territorio dell’Ulss 3

Gente Veneta - Lun, 21/05/2018 - 14:02

Una convocazione a 1639 famiglie, secondo la modalità delle campagna di controlli preventivi, perché accolgano la proposta di una visita contro l’”ambliopia”: è questa la proposta congiunta dei Lions Club del Comune di Venezia, dell’Ulss 3 Serenissima e di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus.

L’iniziativa è stata presentata oggi al Padiglione Rama di Mestre: “Diamo concretezza anche a Venezia – spiega il Governatore del Distretto Lions 108Ta3, Pietro Paolo Monte – al progetto mondiale dei nostri Club Services ‘Sight for Kids’. Con l’aiuto dell’Azienda sanitaria e di Banca degli Occhi, avviamo quindi una vasta campagna di prevenzione per la diagnosi precoce dell’ambliopia. Offriamo a tutti i nati nel 2013 residenti sul territorio comunale di Venezia la possibilità di essere visitati gratuitamente: l’obiettivo è l’individuazione di eventuali difetti visivi, e in particolare la prevenzione di questa patologia del visus. L’ambliopia colpisce 1 bambino su 30, interessa i bambini nei primissimi anni di età e, se scoperta in tempo utile, può essere curata per salvare la vista del bambino, evitando quei danni irreversibili che la patologia provoca quando viene ignorata o trascurata”.

Conosciuta anche come “occhio pigro” – il termine “ambliopia” deriva dalla fusione dei due termini greci “ops”, che significa “visione”, e “amblyos”, che significa “ottusa, pigra” – l’ambliopia è patologia diffusa e difficile da individuare con la normale osservazione: in età pediatrica infatti non dà sintomi, in quanto l’occhio sano sopperisce alle carenze di quello interessato.

“Come in ogni progetto di prevenzione – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – si punta a scoprire la patologia in tempo utile, per trattarla al più presto. Ai controlli che già svolgono con attenzione ed intensità i Pediatri di Famiglia, si aggiunge meritevolmente questo progetto di ulteriore verifica ad ampio raggio: iniziative come questa hanno una forte valenza di sensibilizzazione, e ci ricordano il tema complessivo dell’importanza della prevenzione e dell’attenzione agli atteggiamenti e agli stili di vita più corretti”.



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E’ stata l’Azienda sanitaria, attraverso il suo Dipartimento di Prevenzione, a diffondere in questi giorni la proposta con l’invio della convocazione alle 1639 famiglie dei bambini della classe 2013. Ed ora, dal 28 maggio al 15 giugno 2018, e fino ad esaurimento posti, i genitori che intenderanno aderire potranno rispondere e prenotare l’esame gratuito, telefonando allo 041.9656400, dalle ore 9:00 alle ore 15:00 dei giorni feriali.

Tutte le visite prenotate saranno eseguite presso la sede di Fondazione Banca degli Occhi al Padiglione Rama, di fronte all’Ospedale dell’Angelo, in via Paccagnella 11: “Si tratta di un esame che non è invasivo – ha spiegato il Direttore della struttura, Diego Ponzin – e verrà eseguito da medici oculisti e ortottisti, in presenza dei genitori. Se durante il controllo verrà riscontrata un’anomalia, la famiglia potrà avviare, affiancata dal proprio Pediatra, un percorso per stabilire e condividere le modalità di approfondimento diagnostico”.

“Il contributo alla prevenzione dei problemi della vista – ha dichiarato la Presidente del Lions Club Mestre Castelvecchio, Patrizia Papa, a nome anche dei Presidenti degli altri Lions Club cittadini – sta particolarmente a cuore ai Lions, e ci stanno a cuore i bambini e le famiglie del nostre territorio veneziano. Questo impegno è da anni è un cavallo di battaglia del Lions Clubs International, che nel 2017 ha festeggiato il Centenario, e la diagnosi precoce dell’ambliopia è il fiore all’occhiello del Service mondiale ‘Sight First’, che ha raccolto ed investito oltre 415 milioni di dollari nella prevenzione della vista e si propone di coinvolgere in Italia oltre 150 mila bambini” (info ulteriori nel sito www.sightforkids.it).

L’iniziativa, per la sua valenza ampia sulle famiglie del territorio, ha il patrocinio e il sostegno del Comune di Venezia.

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Arciconfraternita della Misericordia: Giuseppe Mazzariol confermato presidente. Gli eletti nel nuovo Consiglio

Gente Veneta - Lun, 21/05/2018 - 09:19

In occasione del Convocato Generale Ordinario del 12 maggio scorso, l’arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia ha eletto gli organi sociali per il prossimo quadriennio.

Seppur intenzionato anche a passare il testimone dopo 26 anni ininterrotti in carica, è stato riconfermato l’ormai storico presidente Giuseppe Mazzariol. Insieme a lui sono stati eletti nel Consiglio: Contemori Giampaolo (vicepresidente), Gallo Andrea (procuratore di chiesa), Grimaldi Daniela (segretario), Gelvasori Francesco (tesoriere) e altri quattro consiglieri: Beccegato Leonardo, Francesconi Maurizio, Salvagno Dario e Terranova Michelangelo. Il Collegio dei Revisori dei conti risulta composto da: Baradel Alberto (presidente), Rosteghin Stefano e Marisa Vianello (revisori effettivi) e Palma Eleonora e Perinello Giuliana (revisori supplenti). Il Collegio dei Proviri risulta composto da: Ghezzo Federico (presidente), Perutto Giovanni e Scalabrin Luigina (probiviri).

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Viviamo Venezia, torna la festa di Dorsoduro. Al suono delle cornamuse

Gente Veneta - Dom, 20/05/2018 - 07:53

Si ispira alla Biennale Architettura la festa “Venezia, uno spazio da vivere assieme”, organizzata dall’Associazione Viviamo Venezia, di cui è presidente Corrado Claut, prevista da venerdì 25 a domenica 27 in campo dell’Angelo Raffaele in collaborazione con scuole, associazioni e con le parrocchie di San Nicolò dei Mendicoli, Angelo Raffaele, Carmini, San Trovaso e Gesuati. Quest’anno c’è inoltre da registrare la collaborazione con l’università di Glasgow che rappresenterà la Scozia alla Biennale d’Architettura in un evento a Ca’ Zenobio. «Il progetto presentato alla Biennale non riguarda solo le strutture abitate ma parlerà anche dei problemi di abitabilità dei territori e di aggregazione sociale, proprio per questo i responsabili hanno voluto mettersi in contatto con le realtà del territorio, tra cui patronati e sagre che in Scozia sono sempre meno presenti» spiega Corrado Claut, annunciando che gli scozzesi, oltre ad essere presenti con un loro stand, venerdì suoneranno la cornamusa e sabato parteciperanno ai giochi organizzati per i bambini dagli scout.

La festa avrà inizio venerdì 25 alle 19 con il concerto-ballo a cura di “Venezia balla” che proporrà, con fisarmoniche e strumenti particolari, balli tradizional-popolari. Nella giornata di sabato alle 16 apriranno gli stand del mercatino del volontariato e della solidarietà con le associazioni Aido, Usa e non getta, Scout e Casa Famiglia. Alla stessa ora inizierà l’esposizione di disegni degli alunni delle elementari, dal titolo “Archi, mascheroni, colonne e capitelli in giro per Venezia” basati sul tema dell’architettura, richiamandosi così alla Biennale. La premiazione dei disegni realizzati dalle scuole elementari San Giuseppe, Zambelli, Cavanis, Renier Michiel, Gozzi, Manzoni, Canal e Diaz si terrà alle 19.30.

Alle 17.30 inizieranno i giochi per bambini a cura degli scout Venezia 6, mentre alle 18 si parlerà delle prospettive di Venezia in un incontro tenuto da professori di architettura dello Iuav, con la presentazione di progetti su possibili evoluzioni per la città. Un incontro pubblico in cui ogni anno l’associazione cerca di approfondire temi di interesse sociale che possano dare spunti nuovi per pensare Venezia in un modo più vivibile. Sabato inoltre la scuola materna di quartiere Santa Teresa, in collaborazione con l’associazione Aido, presenterà il progetto “cittadinanza attiva”, volto a sensibilizzare i bambini sui temi dell’accoglienza e della solidarietà. Alle 20.30 la band “Fuoribordo”, gruppo veneziano eclettico, intratterrà il pubblico con musica afro-beat.

Domenica invece, alle 11, si terrà la S. messa celebrata in Campazzo S. Sebastiano, seguita alle 12.30 dall’apertura dello stand gastronomico. Alle 16 si continua con l’apertura degli stand mercatino del volontariato e solidarietà e l’esposizione dei disegni dei bambini. Alle 17 ci sarà uno spettacolo di marionette per bambini a cura della compagnia Sempre Pronti. Alle 19 inoltre si terrà un momento musicale a cura dell’associazione musicale “Ermanno Wolf-Ferrari” che coinvolgerà bambini e ragazzi. Ancora musica alla sera con il gruppo “Whiskey Facile”, che suonerà musica disco anni 70. Infine alle 22.30 la festa si concluderà con l’estrazione della lotteria. «Un’iniziativa resa possibile grazie ad una quarantina di volontari tra soci, amici e persone che ci hanno contattato tramite Facebook proponendosi per dare una mano» racconta il presidente dell’associazione. Tra questi anche la San Giacomo Benefica che collabora da anni a sostegno dell’iniziativa assicurando volontari, ma anche l’Azione Cattolica che aiuterà nella logistica insieme al gruppo anziani “La gondola” di Santa Marta che preparerà alcune leccornie tra cui le polpette al tonno. I piatti forti per cenare in allegria saranno prelibatezze quali baccalà alla vicentina e frittura, accompagnati da cicchetti e buon vino.

«Grande è anche l’apporto dato dai commercianti della zona che ci aiutano sostenendo lo stand gastronomico o dandoci i 20 premi per la lotteria» aggiunge Corrado Claut, spiegando che i fondi raccolti durante la festa saranno devoluti per la maggior parte a Casa Famiglia, ma anche ad alcune associazioni religiose veneziane bisognose di supporto.
Francesca Catalano

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Hockey in carrozzina: i Black Lions Venezia sono Campioni d’Italia

Gente Veneta - Sab, 19/05/2018 - 20:54

Una gioia indescrivibile cala sul palazzetto Bella Italia di Lignano Sabbiadoro attorno alle 19 di sabato 19 maggio: i Black Lions Venezia si confermano Campioni d’Italia battendo 3 a 1 i Coco Loco Padova al termine di un match di hockey in carrozzina molto incerto fino all’ultimo quarto, con le difese protagoniste e pochissimo spazio per i due attacchi.

Primo quarto di studio, poi nel secondo lampo arancioneroverde con Claudio Salvo che va a marcare rompendo il ghiaccio. Nel secondo e terzo gara piena di spigoli e punteggio che rimane invariato, poi via alla quarta frazione, quella decisiva: i Black Lions si muovono fluidi, lavorando bene sulle smarcature fino a costruire l’azione che porta Ion Jignea a marcare la pesantissima doppietta che scava il gap decisivo sul 3 a 0.

Padova non molla e a 45 secondi dalla fine torna a farsi sotto trovando il rigore che vale il 3 a 1 finale, ma per contendere lo Scudetto è ormai troppo tardi e per i ragazzi di Sauro Corò parte la meritatissima festa.

«Un orgoglio immenso, uno Scudetto più duro di quello dell’anno scorso, meritato sul campo per tutta la stagione e costruito grazie ad un progetto solido e ad un gruppo fantastico, dentro e fuori dal campo»: sono le parole a caldo del presidente della Polisportiva Terraglio Davide Giorgi.

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Acli veneziane, sede rinnovata per difedere meglio dignità del lavoro e centralità della persona

Gente Veneta - Sab, 19/05/2018 - 18:54

«Il mio augurio è che le Acli sappiano sempre mantenere visibilità e incisività, tenendo insieme queste fedeltà come una bussola orientata verso la centralità della persona e la dignità del lavoro».

È l’auspicio che il Patriarca Francesco lascia alle Acli provinciali di Venezia, che sabato 19 maggio hanno inaugurato la sede di via Ulloa, a Marghera, che riapre dopo una significativa riqualificazione.

L’intervento ha interessato sia gli interni che gli esterni degli spazi che dal 2005 ospitano, oltre alla sede dell’associazione, gli uffici e gli sportelli del Patronato e del CAF – Centro di Assistenza Fiscale. Un importante investimento per rendere più funzionali e accoglienti, anche dal punto di vista estetico, ambienti che ogni anno contano oltre 10 mila accessi da parte di utenti e associati.

La nuova vita della sede aclista è rappresentata dall’apertura delle saracinesche esterne dell’immobile. “Per troppi anni – sottolinea il presidente delle Acli provinciali Paolo Grigolato – sono rimaste abbassate, quasi una sorta di protezione rispetto ad un mondo esterno che spesso muove sentimenti di paura. Oggi il cambiamento parte proprio dall’averle tirate, su per mostrare che le Acli ci sono e sono pronte alle nuove sfide poste da una società in continua evoluzione”.

All’inaugurazione hanno partecipato anche il presidente delle Acli nazionali Roberto Rossini e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Venezia Simone Venturini.

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Artigiani del Miranese, un concorso per le scuole medie: ecco i premiati

Gente Veneta - Sab, 19/05/2018 - 18:00

Erika La Tosa e Marta Gardinal, entrambe della classe 3 C dell’istituto Comprensivo C. Goldoni di Martellago, sono le prime classificate dell’edizione 2018 (edizione numero sei) del concorso promosso dall’Associazione Artigiani Piccole Imprese e Professioni del Miranese “Conoscere l’Artigianato. Un lavoro alternativo”.

Tommaso Favaro, il secondo classificato

 

Le premiazioni si sono svolte sabato 19 mattina al Teatro di Villa Belvedere a Mirano.

Secondo classificato, l’alunno Tommaso Favaro della classe 3 C dell’Istituto Comprensivo Elisabetta “Betty” Pierazzo di Noale; terzo classificato, il gruppo formato dagli alunni della classe 3 D dell’Istituto Comprensivo D. Alighieri di Salzano: Flavio Cornello, Pietro Turcato e Tito Meneghini.

Flavio Cornello, Pietro Turcato e Tito Meneghini. arrivati terzi
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King tide, Miami come Venezia: cambia il clima e sale la marea

Gente Veneta - Sab, 19/05/2018 - 14:41

A Miami Beach un polipo è stato visto nuotare in un parcheggio per le macchine, passato dai tombini con l’alta marea. Nella West Avenue, sulla baia di Miami, già si parcheggia a destra o a sinistra a seconda dell’allagamento provocato dalle maree. I pescatori si sono accorti da tempo dei cambiamenti e avvertono che nelle strade c’è acqua salata. A Sunny Isles, i garage per le costosissime Mercedes e BMW si allagano frequentemente. A Coral Gables, alcune vie restano asciutte solo perché l’acqua viene pompata fuori forzatamente. Ora è così. I floridiani vedono l’oceano assediarli lentamente, ma costantemente. Tra venti-trenta anni, il livello dell’oceano sarà salito e molte zone costiere di Miami diventeranno inabitabili. Gli studi ambientali parlano chiaro. Miami come Venezia? La situazione è simile. Miami sta lottando ora contro un problema che per Venezia è d’antica data. Sta innalzando le strade, inserendo barriere a difesa della città e costruendo pompe idrauliche per rimuovere l’acqua. Le quattro contee di Monroe, Miami-Dade, Broward e Palm Beach si sono unite e hanno creato il Four County Climate Change Compact (le 4C), l’unica associazione collaborativa creata per far fronte al problema dell’acqua alta nel sud-est della Florida. «Dobbiamo sollevare la testa dalla sabbia», dice il sindaco di Broward, Kirsten Jakobs.

Si continua a costruire come se nulla fosse. Eppure, allo stesso tempo, i costruttori che guadagnano sulle zone edificabili di Miami non si pongono il problema. Continuano ad innalzare palazzi a due passi dalla costa, ignorando il futuro. L’ultimo esempio è stata l’inaugurazione del Faena Forum, un nuovo complesso di palazzi dedicato alle arti visive, in una zona che fra qualche anno sarà costantemente allagata. E ci hanno pure riso sopra, inventando lo slogan, “Side by Tide” (accanto alla marea) per pubblicizzarsi. Tra le voci preoccupate quella del professor Leonard Berry, ex-direttore del Florida Center for Environmental Studies e coordinatore del Climate Change Initiative della Florida Atlantic University: «Le soluzioni sono due: adattarsi o trasferirsi. Ed entrambe sono estremamente costose», ci spiega. «Miami non ha il problema dello sprofondamento come Venezia, ma ha un altro problema: l’infiltrazione di acqua salata nella roccia calcarea su cui poggia. Questo porterà a dover prendere acqua potabile in zone sempre più lontane. Alcune città come Hollywood hanno già dovuto spostare le loro riserve d’acqua dolce». Berry scrive lettere ai senatori e invita tutti a farlo, per vincere sia l’ignoranza che l’indifferenza: «Negli Stati Uniti forse due terzi delle persone conosce il problema. Di queste però, la maggioranza non se ne preoccupa e pensa che si troveranno le soluzioni in futuro. Invece bisogna farlo adesso».

Il riscaldamento globale? Una favola. Le avvisaglie le vediamo anche noi. Samuele, cameriere, afferma: «Viviamo tra sole, mare e spiagge e ci dimentichiamo facilmente dei problemi. Anche i miei amici che abitano a Miami sono tranquilli perché credono che una soluzione si trovi sempre». Angela, studentessa, aggiunge: «Molte persone non credono nel riscaldamento globale. Però, i miei amici di Key Largo ci credono e questo è uno dei motivi per cui hanno deciso di trasferirsi: vedono la marea alzarsi sul loro molo e sono preoccupati per l’erosione del suolo sotto la casa. Preferiscono vendere ora prima che gli immobili non valgano più nulla». Alexandrina, che è arrivata dalla Romania ed ha costruito il suo business con le barche da diporto, ha paura di un nuovo trasferimento: «Dove abito si vede sempre più spesso l’effetto della “king tide”, l’alta marea eccezionale. Molti di noi ci chiediamo, che dovremmo fare? Vendere le nostre case ed andarcene via?». Nicoletta, italoamericana, ha l’incubo dell’acqua che sale perché ricorda una notte di terrore in Louisiana nel 2009, quando rimase intrappolata in un allagamento improvviso della strada: «Guidavamo abbastanza tranquilli perché c’era il sole, ma ad un tratto ci trovammo in un mare d’acqua come se fossimo caduti in piscina. La macchina non poteva essere controllata e si fermò nel bel mezzo della strada. Entrava acqua da tutte le parti, eravamo terrorizzati. Per fortuna ci vennero a salvare in tempo i pompieri».
Ilaria Serra corrispondente per GV dalla Florida con il contributo degli studenti di Italiano avanzato alla Florida Atlantic University: Alexandrina Dec, Angela Dalton, Daniela Rozman, Marjorie Hernandez, Nicoletta Sorice, Samuele Pasqualotto

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Università della Terza Età di Mestre, al via le iscrizioni per il nuovo anno accademico

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 18:58

Dal 21 maggio all’8 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 11.30 sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2018/2019 dell’Università della Terza Età di Mestre.

Le iscrizioni si ricevono presso la sede dell’Università in Via Cardinal Massaia 40/42.

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Mestre: a villa Toniolo, da mercoledì 23, le icone di Adriana Cercato

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 17:55

Verrà inaugurata mercoledì 23, alle ore 18 a villa Toniolo, in Riviera XX Settembre 22, la mostra di icone realizzate da Adriana Cercato. Sostenuta da Banca Fideuram, l’esposizione rimarrà visitabile fino al 6 settembre. Le icone esposte sono una rivisitazione in chiave moderna di antiche icone bizantine.

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Venezia: alla Salute, domenica 20, il Concerto del Bicentenario. Musiche composte per il Seminario, in prima esecuzione moderna

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 16:41

Il Concerto del Bicentenario, domenica 20 alle ore 16 nella basilica della Salute a Venezia, propone una serie di brani musicali legati alla storia del Seminario Patriarcale, dal periodo precedente l’insediamento alla Salute fino agli inizi del secolo scorso, negli anni caratterizzati da quella riflessione sulla musica sacra da cui prese avvio il movimento ceciliano e la riforma avviata da Pio X ispirata alla tradizione del canto gregoriano e alla musica polifonica di Lorenzo Perosi.

Saranno eseguite musiche di Bonaventura Furlanetto, Anselmo Marsand e Delfino Thermignon. Si tratta di musiche composte espressamente per il Seminario Patriarcale e conservate nell’archivio storico musicale dello stesso. Sono tutte prime esecuzioni in epoca moderna o opere inedite. L’ingresso è libero.

Il patriarca Giuseppe Sarto volle il Perosi alla guida della Cappella Marciana e lo volle a Roma quale direttore perpetuo della Sistina. Al Perosi succedette a Venezia il torinese Delfino Thermignon il quale manterrà la direzione della Cappella per oltre un ventennio proseguendo l’opera riformatrice del suo predecessore.

Nell’Archivio del Seminario si conservano alcune importanti testimonianze del mutato stile di composizione musicale: i Canti per la Settimana Santa dello stesso cardinale Giuseppe Sarto, recentemente pubblicati da Carrara e Marcianum Press, e numerose pagine inedite del Thermignon espressamente composte per gli allievi cantori del Seminario, proposte oggi all’ascolto per la prima volta in tempi moderni, una Messa a due voci pari, di fanciulli o di adulti e una Cantata per l’Annunciazione di Maria Vergine, con testo latino articolato in parti solistiche affidate a quattro personaggi alternate a sezioni corali sul tema della festa mariana che la tradizione vuole essere simbolo della nascita di Venezia, come ricorda l’iscrizione “Unde Origo Inde Salus” posta al centro del pavimento nella Rotonda grande nella Basilica della Salute. Entrambe le composizioni attestano una pratica esecutiva esigente e capacità musicali legate senza dubbio ad una solerte e costante formazione.

In questo ambito si adoperò in particolar modo il maestro Thermignon per mantenere in attività la sezione dei putti della Cappella Marciana, preparati in numero di otto, quattro soprani e quattro contralti, attinti dalle scuole degli Orfanelli alle Zattere, il Patronato Leone XIII a Castello e i Catecumeni alla Salute.

Un regolamento per la Cappella entrato in vigore nel 1901 prevede per i putti non meno di tre prove settimanali della durata di un’ora ciascuna. Un precedente Regolamento del 1873 prescrive di organizzare una volta l’anno un’Accademia vocale e strumentale da tenersi nel teatrino dell’Istituto, o in altro locale adatto, per l’esecuzione di qualche Oratorio o altra opera di sacro soggetto. Nel medesimo regolamento troviamo inoltre disposizioni in merito alla partecipazione obbligatoria dei Professori d’Orchestra e dei Cantori di San Marco alle sacre funzioni che il Capitolo celebra sia a S. Pietro di Castello sia alla Salute, o al SS. Redentore. Per le funzioni che debbono eseguire alla Salute, resta ferma, attesa la ristrettezza dei palchi per la parte che riguarda l’orchestra, una precedente disposizione per il servizio a turno.

Non è chiaro se la “ristrettezza dei palchi” sia da riferirsi alla capienza della cantoria dell’organo; nella cronaca del solenne ottavario celebrato nel giugno 1768 per la canonizzazione di S. Girolamo Emiliani si descrivono gli addobbi degli altari bassi della Rotonda grande e delle balconate provvisorie erette tra gli archi che sostengono la cupola, per l’alloggiamento di due orchestre ed altrettanti gruppi di cantori; per l’occasione fu chiamato a comporre le musiche Bonaventura Furlanetto, cui fu successivamente affidato il collaudo dell’organo Dacci nel 1782.

La festa di San Girolamo Emiliani continuò ad essere inserita tra gli obblighi dell’organista “fisso” a servizio nel 1872, celebrata in forma solenne, compresa tra le Principali Ascensione, Pentecoste, Corpus Domini, S. Luigi Gonzaga, S. Pietro e S. Lorenzo Giustiniani per le quali era prevista la partecipazione di cantori e “capo musico”. La Messa di S. Girolamo riproposta in parte nel Concerto del Bicentenario fu commissionata a padre Anselmo Marsand, monaco di San Michele di Murano da Giannantonio Moschini nel 1821. Marsand compose altri brani “pel Seminario”, per la Settimana Santa, Inni e Vespri per le solennità.

Paola Talamini

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Tra comunicazione, arte e storia: il Patriarca in visita alla sede Rai del Veneto

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 15:46

Il Patriarca Francesco Moraglia ha visitato questa mattina (venerdì 18 maggio) la sede regionale della Rai del Veneto a Palazzo Labia, giusto a fianco della chiesa dei Ss. Geremia e Lucia, a Venezia.

 

Nell’occasione ha incontrato il direttore della sede Giovanni De Luca e il caporedattore della TGR Veneto Giovanni Stefani, ma ha anche avuto modo di salutare e colloquiare informalmente con i vari dipendenti e lavoratori della struttura all’opera in quel momento: dai tecnici ai giornalisti della redazione, dal personale amministrativo e della sicurezza alle operatrici della mensa interna.

 

Il Patriarca ha compiuto, quindi, un ampio giro all’interno della storica e prestigiosa sede veneta della Rai ammirando, tra l’altro, le splendide sale con gli affreschi del Tiepolo e i pregevolissimi arazzi che convivono, naturalmente, a fianco delle sale di regia e degli studi da cui vanno in onda i servizi e le edizioni quotidiane dei notiziari radio e dei telegiornali nonché degli uffici di produzione e amministrativi fino anche al prezioso archivio chiamato a custodire le abbondanti file di teche che, di fatto, riassumono e raccontano un pezzo abbondante di vita e di storia del Veneto.

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Facoltà teologica del Triveneto: ai vertici don Riccardo Battocchio e padre Giuseppe Quaranta

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 14:53

Don Riccardo Battocchio è il nuovo direttore del biennio di specializzazione (ciclo di Licenza) della Facoltà teologica del Triveneto. La nomina, firmata dal Gran Cancelliere della Facoltà, il patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia, ha la durata di cinque anni. Don Battocchio, già vicedirettore dal 2013, succede a padre Luciano Bertazzo, giunto alla scadenza del suo mandato.

Il preside della Facoltà, mons. Roberto Tommasi, ha nominato vicedirettore dello stesso biennio padre Giuseppe Quaranta, frate minore conventuale.

Direttore e vicedirettore entreranno in servizio a partire dal 1° settembre 2018, giorno di inizio dell’anno accademico 2018/2019.

Il prof. Riccardo Battocchio, prete diocesano di Padova, è docente stabile straordinario di Teologia dogmatica alla Facoltà teologica del Triveneto; vicedirettore del ciclo di licenza dal 2013. Ha conseguito il dottorato in Teologia alla Pontifica Università Gregoriana e il diploma di Biblioteconomia alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Docente di teologia sistematica nella Sezione di Padova della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale (1992-2005) e nella Facoltà Teologica del Triveneto – sede di Padova (dal 2005). Direttore della Sezione Antica della Biblioteca del Seminario vescovile di Padova (dal 2004) e della Biblioteca della Facoltà teologica del Triveneto-Istituto Filosofico Aloisianum (2005-2013). È membro dell’ATI (Associazione Teologica Italiana) di cui è stato segretario nazionale dal 2007 al 2015.



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Il prof. Giuseppe Quaranta, frate minore conventuale, è docente stabile straordinario di Teologia morale alla Facoltà teologica del Triveneto. Ha conseguito il dottorato in Teologia morale all’Accademia Alfonsiana di Roma. Docente di Teologia morale fondamentale e sociale presso il corso istituzionale “Sant’Antonio dottore” (1999-2009) e presso la Scuola di Formazione teologica dei frati minori conventuali di Padova (dal 1999), di cui è attualmente rettore; docente di teologia morale fondamentale al corso istituzionale della Facoltà teologica del Triveneto (dal 2011).

È membro del comitato scientifico della Fondazione Lanza.

Il biennio di specializzazione della Facoltà teologica del Triveneto è il secondo gradino della formazione accademica in teologia (dopo la laurea e prima del dottorato). È suddiviso in due indirizzi: Teologia pastorale e Teologia spirituale.

All’anno accademico 2017/2018 sono iscritti 107 studenti (60 all’indirizzo di Teologia pastorale e 47 all’indirizzo di Teologia spirituale).

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Venezia, martedì 22 torna “La Fondamenta Bianca”: cena, musica e sostegno ad Avapo Venezia

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 14:18

Torna, martedì 22 maggio – dalle 19.30 alle 22.30 – in Fondamenta della Misericordia, degli Ormesini e de le Capuzine, “La Fondamenta Bianca”.

Ventiquattro locali partecipanti, sei in più rispetto all’anno scorso, con un’estensione della manifestazione da Vino Vero, inizio della Fondamenta della Misericordia, fino All’Osteria Bea Vita e Alle Gondolette in Fondamenta de le Capuzine; tutti assieme per celebrare, vestiti di bianco, una serata di solidarietà e beneficenza in quanto gran parte del ricavato andrà a sostegno di Avapo Venezia, Associazione Volontari Assistenza Pazienti Oncologici.

Parteciperanno, distribuiti lungo le fondamenta: il gruppo musicale “Tutto d’un fiato” Brass Quintet; il chitarrista Pierfrancesco Cascio; la cantautrice cubana Sorah Rionda e gli allievi della classe di canto della prof.ssa Federica Bragaglia, accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Daniela Cenedese del Conservatorio di musica “Benedetto Marcello” di Venezia con il quale Avapo Venezia ha stretto una preziosa collaborazione organizzando “Incontri con la musica” nel reparto di oncologia e radioterapia.

Le barche dell’Arzanà accompagneranno il Coro Antiche Voci lungo il canale allietando i commensali lungo le rive della fondamenta.

Hanno aderito all’iniziativa: Alle Due Gondolette, A la Vecia Papussa, Al Mariner, Bar Ae Bricoe, Bar ai Morosi, Bacareto da A Neni, Birreria da Aldo, Birreria Zanon, Bacaro del Gelato, Dodo Caffé, il Remo d’Oro, Mezzo Pieno, Osteria Bea Vita, Paradiso Perduto, Pizzeria da Zorma, Profondo Rosso, Rioba, Ristorante Diana, Ristorante Tintoretto, Sulla Luna Libreria & Bistrot, Timon Bragozzo, Timon all’Antica Mola, Trattoria Misericordia, Vino Vero.

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Jean Guillou, uno dei massimi organisti al mondo, suona nella chiesa dei Carmini, a Venezia, sabato 19 alle 20.45

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 13:10

È considerato uno dei massimi organisti al mondo. Da un po’ d’anni mancava da Venezia, dove torna ora per un concerto.

Jean Guillou suonerà all’organo Mascioni della chiesa dei Carmini, sabato 19 maggio alle ore 20.45.

Jean Guillou mentre prova, in questi giorni, all’organo Mascioni della chiesa dei Carmini a Venezia

 

Il concerto si contestualizza nella sera del vespro di Pentecoste ed all’interno del mese mariano di maggio. Saranno proposte musiche di Bach/Vivaldi, R. Schumann, F. Liszt e J. Guillou.

Jean Guillou, oggi 88enne, a 12 anni è già titolare dell’organo di Saint-Serge, nella sua città natale. Compie gli studi al Conservatorio Superiore di Parigi dove è allievo di Marcel Dupré, Maurice Duruflé e Olivier Messiaen. Nel 1955 è nominato professore d’organo e di composizione all’Istituto di Musica Sacra di Lisbona. Nel 1958 si stabilisce a Berlino dove resta per 5 anni per ritornare poi nel 1963 a Parigi ove, succedendo ad André Marchal, viene nominato titolare del grande organo della chiesa di Saint-Eustache, incarico ricoperto sino al 2014 allorché è nominato organista titolare emerito.

La sua indiscussa abilità nel concepire l’interpretazione, usando molteplici composizioni di registri organistici dagli impasti più diversi, fa dei brani eseguiti da Giullou dei momenti in cui l’ascoltatore coglie la meravigliosa dinamica coloristica ed effettistica dell’organo.

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Il corpo come soglia sull’eterno: una rappresentazione della Pastorale universitaria ai Frari

Gente Veneta - Ven, 18/05/2018 - 11:20

Il corpo visto come soglia. È questo il tema proposto nell’evento di fine anno dalla Pastorale Universitaria, di cui è direttore don Gilberto Sabbadin, dal titolo “La soglia del corpo”, svoltosi nella serata di mercoledì 9 nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Un evento ideato dagli studenti universitari per rendere omaggio alla pala dell’Assunta di Tiziano che quest’anno compie 500 anni. Quasi 400 erano le persone presenti all’evento pensato per approfondire l’arte e la cultura, in particolare veneziana, attraverso performance, recitazione, balli e canti dal grande impatto scenico, volti a suscitare sensazioni di bellezza che portano a guardare in alto verso un fine più grande, diventando concreti esempi di evangelizzazione. Subito due voci fuori dalla chiesa invitano i presenti, le anime, ad entrare nel luogo sacro. Sono Tiziano e Canova, impersonati dagli attori Marco Paladini, volto noto della web serie veneziana Rugagiuffa, e Thierry Di Vietri.

Un momento della rappresentazione ai Frari (la foto di apertura è di Martina Buora)

 

I due dirimpettai si posizionano davanti alle loro tombe per esaltare la loro arte che, secondo loro, li ha portati ad essere immortali. Tra i due inizia un divertente battibecco su chi sia il più grande e il più bravo, ma subito vengono interrotti dal padrone di casa, San Francesco, interpretato da Emanuele Lepore, che li ammonisce: «Oh figlioli miei, quante parole per niente! Bisticciate come nemmeno i bambini: non vi rendete conto che avete avuto dinanzi la stessa luce tutti e due?».

San Francesco li invita allora a rinascere dall’alto, richiamandoli ad una gloria più grande. Così inizia, nella parte antecedente al coro, una performance realizzata da tre ballerine che rappresentano la fatica e il processo che porta alla nascita. Poi le persone vengono invitate a raggiungere l’abside dove inizia un ballo-lotta tra due ballerine che testimoniano la lotta della vita. Lo scontro è accompagnato dal sottofondo musicale di viola, clarinetto e organo fino al momento in cui una delle due interpreti muore. Dopo alcuni secondi di buio e silenzio l’Assunta si illumina e una ragazza vestita di rosso, impersonata da Anna Lazzari, espressione di tutta l’umanità, cerca conforto in Maria inginocchiandosi davanti l’opera.

Inizia così un intimo dialogo fra la ragazza in lacrime, stanca delle fatiche della vita, e Maria, a cui ha dato voce Carlotta Dorigo, che la incoraggia: «Maria, dimmi come fai ad essere così libera, pienamente te stessa, ad amare così, senza pretese, senza aspettarti nulla in cambio. Io sento come una catena che mi lega i piedi, le mani, il cuore. Vorrei liberarmene – recita la ragazza – ma non ci riesco. Percepisco come una soglia tra me e gli altri e vorrei tanto varcarla, ma quando scatto per oltrepassarla mi ritrovo immersa in un’acqua profonda che mi blocca». E Maria risponde: «Bambina, ma tu vorresti essere già come Dio. Che ci sia una soglia è normale, ci deve essere: sei tu quella soglia. Ma il tuo destino non è quello di restare per sempre al di qua dell’infinito che sei» dice Maria, invitando la ragazza a pensare a Gesù, che lei però non sente. Una voce però irrompe nel silenzio: «Donna, perché piangi, chi cerchi?».



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La ragazza, allora, con stupore alza lo sguardo verso la Croce: «Maestro!» dice infine, riconoscendo finalmente il Salvatore. Il momento si conclude con il canto gospel Amazing Graze eseguito dal coro di studenti diretto dal maestro Alessio Bussi con la speciale partecipazione della voce solista di Betty Sfriso. Un momento che si eleva in preghiera per ringraziare quell’unica grazia che permette di rinascere, di amare di nuovo la propria vita. Infine Betty Sfriso incanta nuovamente il pubblico intonando il canto dell’Ave Maria di Noa, questa volta però accompagnata alla chitarra dal maestro Gioele Vio, altra special guest della serata.

Un evento reso possibile grazie a 45 organizzatori tra cui 35 universitari provenienti da varie realtà e facoltà. «Il dialogo tra Canova e Tiziano ci dice che l’uomo non può salvare se stesso», afferma infine don Gilberto: «Il vedersi vivere è un dramma, come ci ricorda Pirandello, ma il vedersi nascere con gli occhi di Dio è una via di salvezza. Invochiamo Dio chiedendogli di darci la forza per amare proprio come Maria: in Lei la soglia del corpo è superata» afferma, spiegando che Maria si fa dono e attraverso la sua Assunzione è esempio di vera immortalità.

«Il corpo senza anima precipita inesorabilmente nella morte, l’anima senza il corpo non può vivere la pregnanza dell’amore. Se l’anima diventa tutta di Dio è la carne che lo rende possibile», conclude don Gilberto ricordando Tertulliano: «Il corpo allora è una soglia, il linguaggio dell’amore che ci permette di incontrare l’altro e che il Padre ha usato con noi donandoci il Figlio».

Francesca Catalano

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Al via il Festival dei Matti, luoghi e storie di follia

Gente Veneta - Gio, 17/05/2018 - 14:39

Il racconto dei luoghi della messa a margine fisica, ideologica e simbolica che la ragione riserva alla follia: inizia oggi, giovedì 17, e prosegue fino al 20 maggio la nona edizione del Festival dei Matti a cura di Anna Poma, quest’anno intitolata “A margine. Abitare luoghi comuni”.

A quarant’anni esatti dall’emanazione della “Legge Basaglia”, con il contributo di sociologi, psichiatri, ma anche giornalisti, scrittori, poeti, musicisti, registi, esponenti del mondo della cultura e testimoni di storie di follia, si parlerà del fatto che, da sempre, l’utilizzo del termine follia sia l’effetto di una messa a margine.

Si comincia alle ore 18.00 nella Cfz alle Zattere, dove verranno raccontate, attraverso il film e il libro di Massimiliano Carboni e Claudia Demichelis e la testimonianza di Vincenzo Boatte, le vicende del manicomio romano di Santa Maria della Pietà e l’occupazione del Padiglione 25.

Venerdì 19 maggio, alle ore 10.30, nel chiostro della scuola Foscarini, durante l’incontro “Abitare le contraddizioni”, gli studenti dialogheranno con Giovanna Del Giudice e Riccardo Ierna sulla lezione di Franco Basaglia, grazie anche alle pagine del romanzo di Carlo Miccio. Alle ore 16.00 invece nell’incontro “Disabitare luoghi comuni”, grazie al libro di Antonio Esposito e Stefano Dell’Aquila, sarà raccontata la vicenda di Antonia Bernardini, morta in un letto di contenzione per le ustioni riportate in un incendio da lei stessa provocato per protesta, per esser stata legata per 43 giorni nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Pozzuoli. Un fatto che nel 1974 provocò un vero e proprio dibattito politico sulle più importanti testate giornalistiche dell’epoca. L’appuntamento sarà occasione per riflettere sul ruolo e le responsabilità della stampa grazie agli interventi della psichiatra Giovanna del Giudice e dei giornalisti Giuseppe Giulietti e Gianluca Amadori. Alle 18.00 il festival prosegue nel chiostro dei Crociferi con racconti poetici. La giornata di venerdì si chiuderà alle ore 21.00 con l’incontro letterario intitolato “Abitare la lingua” con gli scrittori Giordano Meacci e Tiziano Scarpa.

Sabato 19 invece gli eventi in programma si svolgeranno nel Teatrino di Palazzo Grassi. A partire dalle ore 10.30 la sociologa Maria Grazia Giannichedda e lo psichiatra Peppe Dell’Acqua, nell’incontro “Abitare l’impossibile”, ragioneranno sull’attualità dei testi di Franco Basaglia. Alle ore 12 appuntamento invece con “Luoghi a perdere, luoghi da riabitare” dove si parlerà di margini e terre in cui l’abitare si dirada e l’umanità si perde e si cancella, grazie alla scrittrice Carmen Pellegrino e all’architetto Giuseppina Scavuzzo. Alle 16.30 durante l’incontro “Deportazioni”, attraverso anche la proiezione del film “Dove cadono le ombre”, verrà raccontata la storia di Mariella Mehr, poetessa vittima del programma eugenetico Kinder der Landstrasse, che ha poi contribuito a smantellare. Seguirà un breve intervento musicale. L’ultimo appuntamento, alle 21.00, vedrà Massimo Cirri, conduttore del programma radiofonico Caterpillar, dialogare con l’artista Flavio Favelli e l’antropologo Franco La Cecla sul tema dell’abitare i luoghi comuni.

La giornata conclusiva di domenica 20 si svolgerà presso Teatrino e parco Groggia. Alle ore 10.00 si inizia con il laboratorio di teatro e danza “Tanto scappo lo stesso” ispirato al “Romanzo di una matta” di Alice Banfi, che alle 18.30 culminerà in una performance. Nel pomeriggio alle ore 16.00 si terrà l’incontro conclusivo “Abitare possibile, abitare impossibile: oltre i luoghi non luoghi della psichiatria”, un confronto tra familiari, operatori, politici e cooperativisti per raccontare la salute mentale oggi. A chiudere il Festival sarà infine lo spettacolo teatrale “Letizia Forever” con Salvatore Nocera, un monologo sul confine impreciso e mobile che separa e unisce senza tregua ragione e follia, normalità e devianza, il centro e le periferie. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero ad eccezione dello spettacolo teatrale “Letizia Forever” di domenica 20, entrata 10 euro. Per partecipare allo spettacolo e al laboratorio di domenica occorre prenotarsi al 3298407362. Per info e programma completo www.festivaldeimatti.org.

Francesca Catalano

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Chirignago, la scuola materna “Sacro Cuore” investe nella bellezza. Sabato 19 alle 9 inaugurazione

Gente Veneta - Gio, 17/05/2018 - 13:26

La primavera, in questi giorni, splende vivida nella Comunità San Giorgio di Chirignago: si stanno per portare a termine gli ultimi ritocchi ai lavori di riqualificazione dell’area verde di pertinenza della scuola paritaria dell’Infanzia“Sacro Cuore”.

Dopo neanche un anno si sono conclusi gli interventi iniziati a luglio 2017. Il progetto, che porta la firma degli architetti Andrea Gallo e Armando Baseggio, ha interessato principalmente la zona ricreativa, per una superficie di circa 200 metri quadri, con la posa della pavimentazione antitrauma e la collocazione di nuovi giochi. Anche all’ingresso principale si è dato uno spazio più funzionale per l’accoglienza del flusso delle famiglie. Inoltre, con la posa, nella piazzetta d’ingresso, di un medaglione commemorativo, si è voluta celebrare la più che centenaria vita di questa istituzione che nel 1910 vide luce, ed opera tuttora, grazie al carisma delle Figlie di San Giuseppe del Carburlotto.

Gli interventi di rinnovo sono a conferma di una gestione che ha sempre puntato alla massima qualità nell’offerta di accoglienza per i bambini e le loro famiglie.

«Le risorse economiche – sottolinea la presidente della scuola, Daniela Costantini – si sono costantemente investite in parallelo tra la progressione formativa delle insegnanti e gli adeguamenti strutturali, affrontando con successo anche le sfide economiche più dure. E se alcuni importanti lavori sono rimasti dietro le quinte (locali cucina, bagni bambini, palestrina e il laboratorio artistico per adulti) e apprezzati più che altro dagli addetti ai lavori, ora lo sguardo non può non essere catturato dalla riqualificazione del parco e dalla realizzazione di una serie di murales artistici nella parete di recinzione lato nord».

Il progetto artistico dei murales si è articolato in un quadro di collaborazione con le classi terza e quarta del Liceo Artistico “Marco Polo” di Venezia, grazie al referente per l’alternanza scuola lavoro prof. Jacopo Gioli e alle tre classi del “Sacro Cuore”. «Tra aprile e maggio – continua Daniela Costantini – le nostre aule si sono trasformate in atelier e il nostro parco in una fucina a cielo aperto. Con il progetto “Imparare giocando” della classe terza, grazie alla prof. Stefania Fantini, i nostri bambini hanno realizzato, sapientemente guidati dai ragazzi e professori, elaborati in più supporti e materiali: dalla creta ai pannelli di carton-mousse; dai colori a pennello agli acrilici a spatola».

Per i “Murales artistici”, poi, si sono adoperati i 25 ragazzi di quarta, guidati dal prof. Domenico Alfarone, sviluppando il tema assegnato “Il mondo visto dagli occhi di un bambino”, a gruppi di due. Gli elaborati, selezionati da una commissione del Sacro Cuore, sono stati realizzati documentando i passaggi e raccogliendo tutto il materiale di progettazione, che presto sarà esposto in una mostra dedicata.

In occasione dunque della tradizionale “Festa della Famiglia”, sabato 19 maggio alle ore 9, si inaugureranno queste nuove opere alla presenza del parroco don Roberto Trevisiol, in una sinergia di intenti tra l’impegno della comunità parrocchiale di San Giorgio e le pubbliche istituzioni, a partire dalla Municipalità e dal Liceo Artistico Marco Polo.

«Questi soddisfacenti traguardi – conclude Daniela Costantini – aiutano a sottolineare la centralità della nostra scuola nel panorama formativo del territorio come una delle più competitive e aggiornate, con il suo team di insegnanti e collaboratori capaci di interpretare le nuove esigenze e guidare i bambini nella fase più importante della loro crescita. L’auspicio, ora, è che non vengano a mancare i fondamentali apporti economici pubblici a rafforzare il già rilevante impegno delle famiglie».

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Dopo i “furbetti” di Murano serve uno scatto d’orgoglio

Gente Veneta - Gio, 17/05/2018 - 11:19

È il momento, a Venezia, per un esame di coscienza e per uno scatto di orgoglio. Lo diciamo pensando all’indagine resa pubblica lunedì scorso dalla Guardia di Finanza e dai magistrati, che hanno fatto emergere un sistema ingegnoso e truffaldino. Otto vetrerie muranesi sono sotto indagine per evasione fiscale: grazie all’accordo con un cambiavalute, in quattro anni avrebbero nascosto al fisco vendite di vetri per una trentina di milioni di euro. Cioè avrebbero evaso imposte per circa sei milioni di euro.

Fatta salva la presunzione di innocenza, per cui ogni giudizio definitivo va rimandato, una considerazione, però, non si può non fare. Gli indagati non sono né sbandati né rubagalline, né migranti barbari né emarginati sociali. Sono, invece, i titolari di rilevanti vetrerie. Persone, cioè, che costituiscono parte importante della spina dorsale dell’economia e della società cittadine.

Perché farlo, dunque? La magistratura ne appurerà i motivi. Ma la sensazione più sgradevole e allarmante è che, ancora una volta, la ragione di tanta illegalità sia il desiderio di arricchirsi sempre di più. E allora non si bada più alle regole e non si guarda più in faccia alle persone. Con il risultato che il conto in banca cresce ma, spesso, si tramuta in cenere. E non è che il ricco, che si è arricchito così, sia più felice.

«L’illegalità, porta alla corruzione della persona e della società. L’illegalità è come una piovra che non si vede: sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando e facendo tanto male»: lo ha detto Papa Francesco. E queste parole sono illuminanti e monito.

A Venezia ci sono tantissime persone oneste e laboriose; ci sono però anche quelle che trascurano o relegano in un angolo la legalità in vista del massimo profitto. Così facendo rendono debole la città. E, negli anni, in tanti ambiti, gli effetti di comportamenti di questo tipo (che non sono solo di oggi) si vedono. La stessa ininterrotta perdita di residenti ha, almeno in parte, questa radice.

La città onesta, cioè la gran parte, ci pensi e insorga. E costruisca sempre più cultura della legalità per rinsaldare il lavoro e il benessere individuale e sociale. Cioè per fare manutenzione buona alla città, senza dover chiedere aiuto a Guardia di Finanza e magistratura.

Giorgio Malavasi

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Cinquant’anni fa moriva Romano Guardini, il pensatore cattolico che ispirò tre Papi

Gente Veneta - Gio, 17/05/2018 - 09:15

Tra il centenario della fine della Grande Guerra e le rievocazioni sessantottesche, il 2018 sembra essere l’anno degli anniversari. Ma c’è anche molto altro: esattamente 50 anni fa moriva Romano Guardini (1885-1968), prete cattolico di origini veronesi poi naturalizzatosi cittadino tedesco, che finì i suoi giorni a Monaco dove è sepolto. Lo scorso dicembre nel duomo del capoluogo bavarese il cardinale Marx ha aperto ufficialmente il processo di beatificazione del pensatore italo-tedesco. È difficile esagerare l’importanza di quest’uomo, che si presentava come timido e minuto ma i cui corsi universitari – frequentatissimi – e le cui opere hanno formato generazioni di cattolici.

Tra questi vanno annoverati – oltre a Paolo VI – anche i due ultimi papi. Papa Benedetto lo conobbe personalmente e seguì alcune delle sue lezioni: il legame con Guardini è esplicito in diverse opere di Ratzinger. Basti pensare che la sua imponente opera intitolata Gesù di Nazareth (in tre volumi) si apre con un tributo di stima e di riconoscenza ad un testo di Guardini, divenuto un classico della formazione spirituale del Novecento:Il Signore, tradotto in italiano con molto ritardo e con qualche difficoltà, ma ben presto rieditato un numero straordinario di volte. Un capolavoro – quest’opera di Guardini – che ha lasciato un segno anche nei preti e laici della nostra diocesi.



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Se può sembrare abbastanza normale la relazione di Ratzinger con Guardini – sono entrambi tedeschi –, stupisce il legame tra Guardini e papa Francesco. Eppure, anche in questo caso l’influsso del pensatore italo-tedesco è indubbio. Lo ha rivelato lo stesso Bergoglio raccontando come verso gli anni ’80 avesse iniziato il dottorato – non portato a compimento – proprio sulla figura di Guardini. Per questo studio si era trasferito in Germania per circa un anno. I frutti della frequentazione di papa Francesco con gli scritti di Guardini si vedono nelle citazioni che appaiono talvolta in alcuni dei suoi discorsi, ma soprattutto si svelano in quelli che sono i due documenti programmatici del suo pontificato: l’Evangelii Gaudium e la Laudato si’.

Per quanto riguarda l’esortazione post-sinodale sulla Gioia del Vangelo, papa Francesco deve a Guardini l’approccio di comprensione della realtà, tesa continuamente – secondo il pensatore italo-tedesco – tra due poli in opposizione dialettica. Si tratta della cosiddetta teoria guardiniana dell’opposizione polare, che papa Francesco applica in forma creativa quando enuncia i “quattro postulati”: il tempo è superiore allo spazio; l’unità prevale sul conflitto; la realtà è più importante dell’idea; il tutto è superiore alla parte. Nella Laudato si’ Bergoglio mutua da Guardini la sua lettura della società contemporanea, caratterizzata dal “paradigma tecnocratico” – cioè dall’eccesso di potere conferito alla tecnica – che impedisce all’uomo di comprendere i veri fini dell’esistenza umana. Attraverso Guardini, papa Francesco critica il modello di sviluppo – basato sulla fiducia incondizionata nella scienza e sul potere della tecnica – che si è via via consolidato in Europa dalla fine dell’Ottocento sino ad oggi.



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Tra gli scritti guardiniani, che hanno segnato il Novecento cattolico, non può essere taciuto Lo spirito della liturgia: agli inizi del secolo, diede un contributo importante al rinnovamento liturgico che culminò poi nel Concilio Vaticano II. Straordinariamente importante è anche L’essenza del cristianesimo, un librino tanto piccolo quanto luminoso, che riafferma il centro incandescente del cristianesimo, costituito non da generici valori di carattere filantropico, ma dalla persona di Gesù Cristo, dall’incontro personale e comunitario con Lui. Sembra di sentire papa Bergoglio quando dice che la Chiesa non è una ONG e che la gioia del Vangelo scaturisce dall’incontro vivo con Cristo dentro al popolo di Dio!

In questi giorni, segnati da polemiche furibonde in concomitanza con un altro anniversario – quello della legge sull’aborto (1978) –, è bene citare anche un altro scritto guardiniano: Il diritto alla vita prima della nascita o – per essere più aderenti all’originale tedesco – Il diritto della vita umana in divenire, del 1949. Anche in questo caso, un piccolo gioiello che – in modo pacato e al contempo lucido – espone le ragioni della visione cattolica sulla vita nascente, la quale riposa fondamentalmente sul fatto che già dal momento del concepimento l’embrione va considerato come “persona”. Un piccolo libro che conserva tutta la sua freschezza, da rileggere, anche come stile, per affrontare in modo serio una questione grave sulla quale torneremo presto e che ancora oggi è spesso affrontata in forme esacerbate e sterili.

Alessio Magoga

(direttore del settimanale diocesano di Vittorio Veneto L’Azione)

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Opere da 100 milioni per “mascherare” il Mose: in mostra i progetti

Gente Veneta - Mer, 16/05/2018 - 18:25

Siccome il Mose sarà un’opera pressoché invisibile, subacquea, che verrà vista 10-20 volte all’anno, un’attenzione forte bisogna averla per le opere di compensazione. Tant’è che a queste si dedicano 100 milioni di euro.

Lo sottolinea Roberto Linetti, Provveditore alle Opere pubbliche del Triveneto e rappresentante del ministero delle Infrastrutture in laguna. Ne parla mercoledì 16 pomeriggio, nella sede del Consorzio Venezia nuova all’Arsenale, presentando la mostra sulle «opere di mascheramento delle macchine che faranno funzionare il Mose. Il progetto poteva essere concluso con delle “scatolette”, ma l’impatto visivo col paesaggio sarebbe importante. Doveroso perciò chiedere agli abitanti cosa si aspettano da queste opere e che cosa preferirebbero. Il tutto poi confluirà in una decisione presa dai responsabili».



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L’obiettivo dell’esposizione, insomma, è mostrare le soluzioni progettuali individuate dallo Iuav e dare possibilità alle amministrazioni e ai cittadini di contribuire con idee e suggerimenti, da raccogliere di ci fare un utilizzo ragionato. La decisione – aggiunge Linetti – sarà pubblica e documentata.

«Non solo il Mose è un’opera importante – aggiunge Giuseppe Fiengo, l’avvocato dello Stato a capo del Consorzio Venezia Nuova – ma anche le opere di compensazione e correlate sono importanti perché lo Stato vi investe e vi investirà».

«Se occorre – conclude Linetti – recupereremo anche altri soldi e una parte sarà destinata alle opere di inserimento in laguna. Importante è che i finanziamenti per fare queste opere ci sono e ci saranno». (con la collaborazione di Marta Gasparon)

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