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Lavarsi spesso le mani, la prima cosa da fare contro l’influenza. Poi altri nove consigli dall’Ulss 3…

Gente Veneta - Lun, 26/11/2018 - 10:16

Il virus dell’influenza si trasmette tra le persone per via aerea, cioè attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, o per via indiretta, cioè attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.

Una buona igiene delle mani, dunque, può giocare un ruolo determinante nel limitare la diffusione dell’influenza.

Ci sono, allora, tanti piccoli accorgimenti, tanti piccoli comportamenti virtuosi, raccomandati anche dalle autorità sanitarie al più alto livello, come il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che consentono di limitare il contagio. Come spiegato durante la recente Giornata della Salute di Chioggia, organizzata dall’Ulss 3 Serenissima, la prevenzione passa anche attraverso queste azioni:

1. Lavarsi spesso la mani, più volte al giorno e, se in assenza di acqua, con uso dei gel alcolici in commercio.
2. Coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce, trattare i fazzoletti, servendosi di quelli usa e getta.
3. Isolarsi volontariamente in casa se si hanno malattie respiratorie febbrili, specie nella loro fase iniziale.
4. Usare mascherine se si hanno sintomi influenzali e ci si trova in ambienti sanitari, ambulatori, studi medici o dentistici e ospedali.
5. Evitare i luoghi molto affollati.
6. Stare almeno a un metro di distanza da chi può avere sintomi influenzali.
7. Evitare di portarsi le mani al naso o agli occhi se si è stati in contatto con tanta gente.
8. Nutrirsi bene, con una dieta varia, favorendo la frutta e la verdura, e bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno.
9. Non bere dalla stessa bottiglia.
10. Per i bambini: non mettersi in bocca le matite che poi si passano al compagno.

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Contrastare il riscaldamento della Terra: dialogo, martedì 27, all’Officina del Gusto di Mestre

Gente Veneta - Lun, 26/11/2018 - 06:19

Contrastare il riscaldamento climatico – I costi del cambiamento climatico e delle politiche per il suo contrasto”: è il titolo della tavola rotonda che si terrà martedì 27 novembre, alle ore 17.30, all’Officina del Gusto di via Paolo Sarpi 18/22.

Dialogheranno sul tema Francesco Bosello, del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano, e Paolo Perlasca, WWF Venezia e Territorio, responsabile dell’oasi WWF Dune degli Alberoni. Modererà Giorgio Malavasi di Gente Veneta.

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A Villa Elena il ritiro spirituale dei diaconi veneziani

Gente Veneta - Dom, 25/11/2018 - 23:16

Si ritrovano mensilmente, al sabato, i diaconi del Patriarcato di Venezia per vivere un periodico tempo di ritiro spirituale guidato da don Paolo Ferrazzo che, con le sue meditazioni, sta affrontando i salmi presenti e recitati nelle quattro settimane del Salterio.

Il luogo di questi loro incontri è abitualmente Villa Elena all’inizio di via Castellana a Mestre, già in passato Centro pastorale diocesano (per tanti anni) e ora di proprietà dell’Opera Santa Maria della Carità; la struttura ospita attualmente al piano terra un centro diurno per 30 disabili, al primo piano due comunità alloggio per minori e al secondo piano un centro diurno per minori.

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Il Patriarca ai gruppi sposi della comunità pastorale del Lido: «Siate gelosi del vostro rapporto sponsale»

Gente Veneta - Dom, 25/11/2018 - 21:01

Sabato sera scorso, nell’ambito della Visita pastorale, il Patriarca Francesco ha incontrato anche i gruppi sposi, i giovani sposi e le famiglie dei battezzati della comunità pastorale lidense presso il patronato parrocchiale di S. Ignazio. «Il matrimonio è quel Sacramento – le sue prime parole – in cui la grazia di Dio entra nella storia di due persone che vogliono vivere insieme il dono sponsale e della genitorialità. E nella loro vita questa grazia di Dio entra discretamente, in modo molto rispettoso. L’amore uomo-donna è elevato da Dio ad un evento di grazia e di salvezza». In una società conflittuale come la nostra, dove il fenomeno del femminicidio è ormai tristemente all’ordine del giorno, l’amore uomo e donna appare come un qualcosa di vitale.

E il rapporto di coppia, appunto, risulta come qualcosa che dobbiamo stare attenti a salvaguardare sempre, soprattutto dopo essere diventati genitori. «Dovete essere gelosi del vostro rapporto sponsale, cercando di riservarvi dei momenti che nulla tolgono al vostro ruolo di genitore», afferma mons. Moraglia, soffermandosi su un altro concetto, quello del “per sempre”. È qualcosa che può far paura, è vero, ma altrettanto vero è che proprio la premessa del “per sempre” permette di vivere in pienezza. E perché no, anche facendo qualche litigata.

Il Patriarca ha sottolineato poi un altro concetto. «Siamo in una società conflittuale. Ciò vuol dire che manca l’alleanza uomo-donna, che la nostra società non è ancora riuscita a costruire un rapporto sereno fra loro». Ed è dunque necessario riconoscere che l’uomo e la donna sono due esseri reciproci. Nessuno dei due, in mancanza dell’uno e dell’altra, può infatti raggiungere la vera pienezza, in quanto per diventare madre e padre è necessario che uomo e donna si incontrino. «Dobbiamo recuperare questi elementi fondamentali, questo ABC dell’antropologia», chiarisce, spiegando come i momenti di fragilità e di debolezza, se vissuti con la volontà di superarli e con l’umiltà di chi sa riconoscere i propri sbagli, possono trasformarsi in momenti di forza concreti.

Marta Gasparon

(foto di Gianfranco Segantin)

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Il Patriarca ai gruppi sposi della comunità pastorale del Lido: «Siate gelosi del vostro rapporto sponsale»

Gente Veneta - Dom, 25/11/2018 - 14:41

Sabato sera scorso, nell’ambito della Visita pastorale, il Patriarca Francesco ha incontrato anche i gruppi sposi, i giovani sposi e le famiglie dei battezzati della comunità pastorale lidense presso il patronato parrocchiale di S. Ignazio. «Il matrimonio è quel Sacramento – le sue prime parole – in cui la grazia di Dio entra nella storia di due persone che vogliono vivere insieme il dono sponsale e della genitorialità. E nella loro vita questa grazia di Dio entra discretamente, in modo molto rispettoso. L’amore uomo-donna è elevato da Dio ad un evento di grazia e di salvezza». In una società conflittuale come la nostra, dove il fenomeno del femminicidio è ormai tristemente all’ordine del giorno, l’amore uomo e donna appare come un qualcosa di vitale.

E il rapporto di coppia, appunto, risulta come qualcosa che dobbiamo stare attenti a salvaguardare sempre, soprattutto dopo essere diventati genitori. «Dovete essere gelosi del vostro rapporto sponsale, cercando di riservarvi dei momenti che nulla tolgono al vostro ruolo di genitore», afferma mons. Moraglia, soffermandosi su un altro concetto, quello del “per sempre”. È qualcosa che può far paura, è vero, ma altrettanto vero è che proprio la premessa del “per sempre” permette di vivere in pienezza. E perché no, anche facendo qualche litigata.

Il Patriarca ha sottolineato poi un altro concetto. «Siamo in una società conflittuale. Ciò vuol dire che manca l’alleanza uomo-donna, che la nostra società non è ancora riuscita a costruire un rapporto sereno fra loro». Ed è dunque necessario riconoscere che l’uomo e la donna sono due esseri reciproci. Nessuno dei due, in mancanza dell’uno e dell’altra, può infatti raggiungere la vera pienezza, in quanto per diventare madre e padre è necessario che uomo e donna si incontrino. «Dobbiamo recuperare questi elementi fondamentali, questo ABC dell’antropologia», chiarisce, spiegando come i momenti di fragilità e di debolezza, se vissuti con la volontà di superarli e con l’umiltà di chi sa riconoscere i propri sbagli, possono trasformarsi in momenti di forza concreti.

Marta Gasparon

(foto di Gianfranco Segantin)

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Veneto, protezione civile: stato di attenzione per rischio frane nel Bellunese e nel Trevigiano

Gente Veneta - Dom, 25/11/2018 - 14:30

Per le condizioni di fragilità idrogeologica ancora presenti in alcune parti del territorio, la Protezione Civile della Regione Veneto ha dichiarato lo Stato di Attenzione per Criticità Geologica nei bacini idrografici Alto Piave (Belluno) e Piave Pedemontano (Belluno e Treviso), valevole fino alle ore 14 di domani, lunedì 26 novembre.

Rimangono sotto particolare osservazione le frane del Tessina a Chies d’Alpago e della Busa del Cristo a Perarolo di Cadore. Limitatamente per quest’ultima rimane ancora in vigore l’allerta rossa.

Emesso anche un bollettino specifico per la montagna bellunese (bacino Alto Piave). Sui monti non si prevedono precipitazioni significative con la quota neve che, tra oggi e domani, varierà tra 1.400 e 1.800 metri.

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Biennale Architettura chiude domenica 25 con un record: oltre 275mila visitatori

Gente Veneta - Sab, 24/11/2018 - 22:45

Superano i 275mila i visitatori della 16. Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Biennale di Venezia, che domenica 25 novembre chiude i battenti.

E anche questa edizione chiude con una crescita significativa del numero di persone che hanno visitato gli spazi e le opere esposte.

Durata poco più di 6 mesi, la Mostra si conclude appunto con oltre 275mila visitatori, a cui si aggiungono 14.434 presenze durante la pre-apertura. I dati, confrontati con i 260mila visitatori del 2016, registrano un incremento del 6%.

Grande la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni rappresentano il 50% dei visitatori totali. I visitatori che hanno visto la Mostra in gruppo sono stati il 27% del pubblico complessivo.

In crescita anche la pagina Facebook della Biennale, che segna 341.720 fa, quasi 15mila in più rispetto all’inizio della Biennale Architettura 2018

Instagram registra 297.907 follower totali della pagina, 80mila in più rispetto ai giorni dell’inaugurazione.

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L’adolescenza per il Patriarca: l’età che svela quanto seminato nei figli da mamma e papà

Gente Veneta - Sab, 24/11/2018 - 21:31

Fare il genitore non è semplice, è una sfida giornaliera. Tuttavia è la cosa più bella. Possono passare le soddisfazioni o i dispiaceri quotidiani, le realizzazioni o i problemi lavorativi, ma ciò che rimane sono il legame fra marito e moglie e i propri figli. Ha parlato così, il Patriarca Francesco, alle famiglie dei ragazzi delle classi medie della comunità pastorale del Lido di Venezia. Un incontro, quello di ieri sera, che ha dato il via al secondo fine settimana di Visita pastorale nel territorio lidense. «Essere papà e mamma, essere sposo e sposa e soprattutto essere genitore – continua – richiede una cosa semplice da dire, ma una conquista quotidiana: l’amore».

Il modello in miniatura della chiesa di S. Antonio, illuminato dalle candele dei ragazzi delle medie

 

E proprio ai genitori mons. Moraglia ha spiegato la necessità di aiutare i nostri figli a saper “spiegare le ali”, ad intraprendere cioè la propria strada. «Dobbiamo aiutarli a saper volare via. Sono nostri ma non ci appartengono. Gli abbiamo dato la vita, ma sappiamo che siamo stati semplicemente coloro che hanno trasmesso loro qualcosa». È più semplice essere papà e mamma nella fase in cui il bambino è piccolo. La vera sfida è riuscire ad esserlo in modo diverso, rispetto al tempo dell’infanzia, quando poi crescono. «E nella difficile età dell’adolescenza si raccolgono i frutti: si vede cioè quello che si è o non si è seminato», commenta il Patriarca, sottolineando come l’educazione consista nel porre la “pietra giusta” nel momento più opportuno. E se ad un ragazzo – aggiunge – sono mancati il papà e la mamma come testimonianza cristiana, vuol dire che è mancato il fondamentale.

Il Patriarca si è rivolto anche ai ragazzi delle medie, fra i quali il gruppo dei cresimandi. «La Confermazione non è un momento frettoloso o un dovere da compiere. Questo prepararci, questo essere Chiesa, ci dice qualcosa di importante». E di fronte alla domanda “come riuscire a valorizzare i nostri doni?”, mons. Moraglia ha spiegato come il primo passo sia capire quali siano davvero. «Quando si ha di fronte un ragazzino – conclude – si ha già di fronte l’uomo che sarà. Noi dobbiamo aiutare questi ragazzi a capire quali siano i loro doni ed anche i loro difetti».

Marta Gasparon

(foto di Lorenzo Mayer e Riccardo Vianello)

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“Virgo Fidelis”, il Patriarca spiega ai bambini il valore delle forze dell’ordine: «La divisa è impegno per il bene comune»

Gente Veneta - Ven, 23/11/2018 - 13:02

«Spero che sempre più, incontrando per strada donne e uomini in divisa, possiate ricordare qualcuna delle cose che ho cercato di dirvi. Cioè che le donne e gli uomini che vestono una divisa hanno fatto una promessa di impegno: lavorare per il bene di tutti».

Lo sottolinea il Patriarca Francesco nell’omelia della Messa celebrata nella mattinata di venerdì 23 nella chiesa di San Zaccaria, a Venezia. L’occasione è la festa della Virgo Fidelis, protettrice dell’Arma dei Carabinieri.

«Noi adulti – ha rimarcato mons. Moraglia rivolgendosi ad un folto gruppo di alunni delle scuole elementari, presenti alla liturgia – dobbiamo farvi capire, con lentezza e pazienza – quanto è importante far parte di una società e di una comunità».

Far parte e riconoscersi in una società è prerogativa del cristiano: basta rammentare l’invito del Vangelo: “Date a Cesare quel che è di Cesare…”. E la società con cui anche i bambini imparano a confrontarsi è, di volta in volta, il quartiere, la città, la regione, lo stato…

«Allora le divise – continua il Patriarca – hanno un significato importante perché ci dicono che quell’uomo e quella donna che vestono quella certa divisa hanno una funzione per tutta la comunità: vanno aldilà dei loro gusti personali, non si fermano alle loro simpatie o antipatie, non dividono ma cercano di trovare una via comune perché nella nostra a società tutti possano essere felici».

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Padova, il Patriarca ai teologi alla Facoltà triveneta: «Siate pellegrini, sui cammini della ricerca e della didattica, a servizio delle Chiese del Nordest»

Gente Veneta - Ven, 23/11/2018 - 11:04

«Ai docenti e agli studenti auguro un anno accademico in cui possano percorrere come pellegrini dei cammini di ricerca e di didattica, in cui avvertano la bellezza della loro vocazione in una Facoltà di Teologia a servizio – secondo il suo proprium – delle Chiese del Nordest».

Nell’augurio con cui ha concluso il suo intervento, il Patriarca Moraglia, quale Gran Cancelliere, ha sintetizzato il compito proprio di una Facoltà teologica quale quella del Triveneto, che giovedì 22 novembre ha vissuto il Dies Academicus, a Padova.

«La Facoltà – ha sottolineato mons. Moraglia – svolge la sua funzione pastorale proprio se si pone come istituto accademico, ossia di ricerca e didattica. Fare teologia, infatti, non è far catechesi o tenere un corso di esercizi spirituali. Ed è esattamente questo che la Costituzione apostolica richiede a una Facoltà di Teologia: esser fedele a se stessa».

Il Patriarca, infatti, ha tracciato la propria riflessione proprio a partire dalla recente promulgazione della Costituzione apostolica “Veritatis gaudium” di Papa Francesco, che segue di trentanove anni la “Sapientia Christiana” di san Giovanni Paolo II; il fine dei documenti è riformare e aggiornare gli studi delle Università cattoliche ed ecclesiastiche.

In questo senso anche un altro dei passaggi di fondo: «La Costituzione chiede anche che sia perseguita l’unità del sapere teologico che, per un verso, è strutturale; si parla, infatti di “unità dell’intero insegnamento teologico” finalizzata alla “conoscenza intima del mistero di Cristo perché sia annunciato al popolo di Dio e a tutte le genti”. L’unità del sapere teologico appartiene, poi, alla ratio intrinseca del ciclo istituzionale frequentato da studenti – e fra essi futuri ministri ordinati – che non è detto si iscriveranno al ciclo della licenza e del dottorato. Richiamo e raccomando le parole del Papa: “trattare sistematicamente (…) la dottrina cattolica attinta con la massima diligenza dalla divina Rivelazione”. Tale invito all’unità del sapere teologico, accolto e fatto proprio, garantisce sia l’intelligenza critica della fede sia la dimensione sapienziale-profetica. La prima è propria degli specialisti e penso ai docenti degli istituti accademici della Facoltà, in grado di percorrere cammini rigorosi tanto nella ricerca quanto nella didattica con le competenze proprie degli specialisti; la seconda è la dimensione sapienziale-profetica e, oltre che agli specialisti, appartiene a tutto il popolo di Dio, ai credenti docili all’azione dello Spirito Santo e soprattutto ai semplici e ai retti di cuore».

Un’altra sottolineatura è relativa alle «tensioni fisiologiche tra teologia e magistero, che chiedono d’esser vissute nel rispetto della specificità della funzione propria del magistero e della teologia, riconoscendo la reciproca correlazione e importanza all’interno della compagnia ecclesiale, poiché teologia e magistero, nella diversità dei ruoli, si illuminano a vicenda e, in tal modo, la teologia (insegnamento scientifico) gode di ampio spazio per la sua investigazione in dialogo cordiale col Magistero (insegnamento autentico) che, in certi momenti, è istanza che aiuta a superare incomprensioni o comprensioni riduttive del messaggio cristiano. Il Papa parla esplicitamente di “insegnamento della dottrina cattolica” e di “patrimonio acquisito della Chiesa” come imprescindibili riferimenti per la teologia».

In questo modo la teologia, «messa in guardia da comprensioni insufficienti o restrittive, potrà dedicarsi con le sue specifiche competenze ad una migliore intelligentia fidei e, soprattutto, alle questioni che non hanno trovato ancora una risposta sul piano della dottrina esplicita della Chiesa contribuendo, in fedeltà al suo statuto (scientificità ed ecclesialità), a favorire un’intelligenza più completa della Parola di Dio. Il magistero – ha concluso il Patriarca – avrà dalla teologia quell’aiuto specifico che gioverà al suo esercizio autentico. Teologia e magistero, quindi, si richiamino, avvertendo sempre più il bisogno reciproco».

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Venezia, in classifica, dovrebbe prendere NC

Gente Veneta - Ven, 23/11/2018 - 10:53

Venezia scende al 62° posto dal 41° che occupava lo scorso anno nella classifica della qualità delle vita nelle città italiane? Ma non è vero! Venezia, semmai, è inclassificabile.

Ci riferiamo all’indagine pubblicata in questi giorni e realizzata da Italia Oggi insieme all’università La Sapienza di Roma. La ricerca fotografa virtù, problemi e cambiamenti in atto nelle province del Paese. Sono nove le griglie dell’analisi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.

Bene, prendiamo un ambito: la criminalità. Nella classifica delle denunce di reato per città, la provincia di Venezia è quella messa peggio in Veneto: 4.489 denunce ogni 100mila abitanti per un totale di 38.351 denunce. Significa che siamo al 19° posto in Italia (in una classifica che va dal peggiore al migliore, e Venezia è ai livelli di realtà spesso poste in relazione a mafia, camorra & C.).

Seguono (per il Veneto) Padova (35esimo posto), Verona (40esimo), Rovigo (77esimo), Vicenza (82esimo), Treviso (97esimo) e Belluno (101esimo posto).

Guardando nel merito delle denunce, abbiamo uno dei più alti tassi di atti predatori nel Paese. Veneziani gran delinquenti? Macché. Il problema è che si fa questo conteggio in base ai residenti. Ma l’indagine – come altre simili – non considera che a Venezia ci sono 60mila turisti al giorno e che sono loro a venire borseggiati.

A Venezia è come avere una città di 60mila abitanti in più ogni giorno. Ben più dei residenti. E allora anche i fenomeni delinquenziali vanno letti diversamente da quel che si fa con Varese, Teramo o Siracusa.

Questo vale nel male, ma anche nel bene. Le 34 linee di autobus che Actv garantisce, pur se in perdita, hanno i costi coperti dai 112 milioni di euro in biglietti che i turisti spendono in un anno per fare un giro in Canal Grande con il vaporetto.

La prossima volta che si farà una classifica sulla qualità della vita nelle città, alla voce Venezia ci aspettiamo N.C. Oppure un’indagine ad hoc per una città fuori dall’ordinario.

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Campalto, chiude il supermercato Coop. Posto di lavoro garantito per i 12 dipendenti

Gente Veneta - Mer, 21/11/2018 - 21:51

La data ancora non è decisa: il supermercato Coop di Campalto chiuderà in un giorno imprecisato fra il 31 dicembre e il 31 marzo. Quel che però è deciso è che non si torna indietro rispetto a questa decisione: Coop Alleanza 3.0 ritiene di aver sperimentato tutto lo sperimentabile per rendere redditizio il punto vendita, ma senza risultato.

Perciò, nonostante 213 firme (alla data di mercoledì 21 sera) e l’appoggio di un partito (il Pd) e qualche altra realtà locale, la partita sembra chiusa.

«Si tratta – sottolinea Coop Alleanza 3.0 in un comunicato – di una scelta difficile, ma necessaria, presentata agli stessi lavoratori, ai sindacati e ai rappresentanti dei soci Coop: la chiusura di un punto vendita avviene infatti dopo che analisi e valutazioni, volte a cambiarne il modello di offerta e gestione e a renderne sostenibile il conto economico, non hanno dato esito positivo».

La chiusura del supermercato Coop di Campalto non avrà però ricadute occupazionali: «Per i 12 lavoratori del negozio – garantisce l’azienda – verranno individuate infatti le migliori soluzioni di ricollocazione in accordo con il sindacato».

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Sand Nativity a Jesolo, scultori all’opera sulle storie della Bibbia. Si inaugura domenica 2 dicembre

Gente Veneta - Mer, 21/11/2018 - 15:10

Scultori all’opera già da diversi giorni in piazza Marconi all’interno della grande tensostruttura per realizzare le sculture del presepe di sabbia di Jesolo. Sand Nativity torna infatti anche quest’anno sul litorale con l’edizione numero 17 dedicata alle “Storie della Bibbia”, che sarà inaugurata domenica 2 dicembre alle ore 9.30 alla presenza del Patriarca Francesco e resterà poi aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2019.

Undici gli artisti, provenienti da diversi paesi del mondo, al lavoro dallo scorso 15 novembre per plasmare i 1000 metri cubi di sabbia dolomitica della spiaggia jesolana, trasportata all’interno dei circa 500 metri quadri di spazio espositivo allestito da Jesolo Patrimonio nella piazza del Lido di Jesolo e compattata in grandi casseforme di legno. Dalle grandi piramidi prenderanno forma sei opere monumentali che raccontano episodi del testo sacro come la storia di Adamo ed Eva, Mosè e i dieci comandamenti, la saggezza del Re Salomone, il coraggio di Davide contro Golia, Sansone e Delila e il profeta Daniele nella fossa dei leoni; un percorso che, scultura dopo scultura conduce fino all’ultimo grande bassorilievo che raffigura la tradizionale natività di Gesù, lo stesso che quest’anno troverà posto in piazza San Pietro, nella città del Vaticano.

A coordinare il lavoro degli scultori il direttore artistico Richard Varano, ormai di casa a Jesolo, dove è presente dal 2002, primo anno della manifestazione “Sand Nativity”.

Sand Nativity riconferma poi la sua vocazione alla solidarietà che dal 2004 accompagna l’esposizione di piazza Marconi e che, nei suoi sedici anni ha permesso di raccogliere circa 700 mila euro di offerte con cui sono stati realizzati progetti benefici in 20 paesi del mondo. Un legame che si rinsalda e che quest’anno vedrà un’attenzione particolare rivolta ai territori veneti colpiti dall’ondata di maltempo eccezionale dello scorso fine ottobre. Una parte del ricavato di quest’anno, sarà infatti destinato a sostegno delle comunità del bellunese, per sostenere la ricostruzione dei territori.

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Il Patriarca alla Salute: la paternità di Dio è garanzia di libertà e fraternità, ed è ciò che serve ad una città

Gente Veneta - Mer, 21/11/2018 - 10:41

«Aver smarrito il Padre è la grande carenza di tutte le società che hanno pensato di poter costruire tutto, anche l’uomo, a prescindere da Colui che ci rende tutti persone, al di là delle particolarità e differenze».

È il richiamo forte che il Patriarca ha fatto risuonare stamattina, nell’omelia della Messa con cui ha reso solenne la festa della Madonna della Salute.

La processione dei sacerdoti all’ingresso nella basilica della Salute

 

Nella basilica eretta dai veneziani a seguito della peste del 1630, per via del voto con cui ci si impegnava ad edificare un tempio in ricordo della salvezza ottenuta per intercessione della Madre del Signore, mons. Moraglia ha ricordato che «il Dio trinità, il Dio che Gesù Cristo ci ha rivelato, ha origine nel Padre. È proprio riscoprendo tale paternità comune che ci riconosciamo fratelli, a prescindere dalle diversità; siamo tutti figli dell’unico Padre che è nel cielo, siamo tutti fratelli».

Ma se questa consapevolezza non si dà, si corre subito il pericolo di perdersi nelle divisioni: «è utopia pensare a una fraternità fatta di libertà e uguaglianza ma priva della paternità comune. L’assenza di tale paternità è il dramma dell’umanità di oggi».

Il riconoscimento della paternità di Dio non toglie nulla all’uomo; anzi, ne esalta la libertà: «La storia – ha proseguito il Patriarca Francesco – è l’esito di tale dialogo personale fra Dio e gli uomini per cui bene e male sono il compiersi di tale incontro, in cui l’azione di Dio – che è sempre buona, vera e giusta – precede ma anche rispetta l’uomo che, di volta in volta, dice il suo sì e il suo no».

Il Vangelo dell’annunciazione è, in questo senso, manifestazione e prova esplicita della paternità del Dio cristiano, che lascia alla persona il pieno controllo della propria libertà: «Nel racconto dell’annunciazione s’instaura un dialogo personale fra Dio e la creatura. Un dialogo che, inequivocabilmente, mostra come Dio rispetti sempre la libertà di chi ha scelto come interlocutore; la fanciulla di Nazareth è pienamente libera di rispondere alla proposta divina. Così, la persona assume consapevolmente le proprie responsabilità; non è esecutrice materiale ma è chiamata a dire sì o no a Dio in libertà e autonomia».

Il Vangelo dell’annunciazione evidenzia, così, come Dio riconosca in Maria la persona: «L’angelo, infatti, si rivolge a lei e la saluta. Ella rimane turbata e s’interroga sul senso del saluto, chiede come si realizzerà la parola dell’angelo, si reca dalla cugina per constatare quanto Le è stato detto. Tutto, nello stile di Dio, dice rispetto e attenzione nei confronti della creatura: Dio ci interpella e invita. Gesù farà lo stesso col giovane ricco: “Se vuoi…” (cfr. Mt 19,21)».

Tale paternità, continua mons. Moraglia, ci fa scoprire che siamo fratelli: «Ora si tratta di riconoscersi come persone chiamate ad un’alleanza che rispetti la fraternità e la divina paternità da cui proveniamo. La Madonna della Salute ci aiuti ad essere comunità vere e giuste, in un tempo di forte conflittualità, individualismo e indifferenza, in cui lobby, nuovi movimenti, vecchi partiti sembrano andare per conto proprio».

Un auspicio che si attaglia alla storia e alla vocazione di Venezia: «La nostra città è, da sempre, luogo d’incontro fra uomini e culture, spazio fecondo di una convivenza che valorizza le giuste e legittime differenze nel rispetto dei diritti fondamentali della persona iniziando dal rispetto alla vita umana sempre – dal concepimento al suo spegnersi naturale – e, quindi, di ogni uomo, qualunque esso sia. La Madonna della Salute aiuti la città di Venezia, affinché sia, oggi, nei suoi abitanti testimonianza viva di convivenza, buona e saggia».

(foto di Alessandro Polet)

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Il Patriarca al pellegrinaggio dei giovani: «L’indifferenza è origine di tutti i mali. Ma voi siete la speranza»

Gente Veneta - Mer, 21/11/2018 - 07:05

«Questa sera, in cui Venezia si tinge del rosso del sangue di tanti perseguitati, voi giovani contribuite a squarciare il velo pesante che l’indifferenza depone nelle coscienze. Ricordate: l’indifferenza è virus mortale!».

È il concetto che il Patriarca Francesco sottolinea più volte durante la meditazione che offre ai 1300 fra ragazze e ragazzi che, nella serata di martedì 20 novembre, hanno partecipato al pellegrinaggio diocesano.

Ritrovatisi in piazza San Marco, sono arrivati dinanzi alla basilica della Salute. E qui il Patriarca si è rivolto loro: «Quest’anno, il vostro pellegrinaggio – in sintonia col recente Sinodo – assume un significato tutto particolare: chiamarvi a responsabilità; oggi facciamo memoria, nella preghiera, di quanti soffrono persecuzione e danno la vita per non tradire la loro fede in Gesù. I cristiani perseguitati nel mondo oggi sono milioni».

Un momento del pellegrinaggio verso la Salute

 

Mons. Moraglia ha letto le parole che Papa Francesco ha indirizzato a tutti i partecipanti al pellegrinaggio: «Papa Francesco è presente con un suo affettuoso saluto rivolto a quanti partecipano “…al pellegrinaggio diocesano promosso dal Patriarcato e dalla Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma di tanti cristiani perseguitati a motivo della loro fede…”. E il Papa auspica che la provvida iniziativa susciti una doverosa attenzione da parte di tutti al grave problema delle discriminazioni che i cristiani subiscono in tante parti del mondo».

Perché sì – rimarca mons. Moraglia – «l’indifferenza è origine di tutti i mali! L’indifferenza è strada all’intolleranza e alla persecuzione! L’indifferenza sta all’origine di ogni fallimento… Anche di un progetto educativo e in tal caso, Dio non voglia, potrebbe essere il fallimento di un’intera generazione».

Il tema dell’indifferenza e del pericolo che rappresenta è stato centrale nella riflessione del Patriarca: «L’indifferente non si spende, non fa argine, non oppone resistenza, non sa nemmeno se c’è qualcosa per cui valga dare se stessi, tanto meno dare la vita, lasciando soli i perseguitati. L’indifferenza, alla fine, cari ragazzi, è la vigliaccheria che fa male a chi la porta dentro di sé! E’ l’indifferenza che permette di esistere ai bulli, agli speculatori, ai mafiosi. L’indifferenza, poi, è sempre la strada più comoda».

La basilica della Salute illuminata da fari rossi, a simboleggiare il sangue di milioni di cristiani anche oggi perseguitati, nel mondo, per la loro fede in Gesù

A dire, però, che il mondo e anche le nostre città sono ricche di persone che sanno andare oltre l’indifferenza, l’osservazione centrale: «Cari ragazzi, con la vostra partecipazione numerosa e convinta ci dite che questa sera, l’indifferenza qui è sconfitta. Continuate ad essere motivo di speranza».

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Il Patriarca al pellegrinaggio dei giovani: «L’indifferenza è origine di tutti i mali. Ma voi siete la speranza»

Gente Veneta - Mar, 20/11/2018 - 22:09

«Questa sera, in cui Venezia si tinge del rosso del sangue di tanti perseguitati, voi giovani contribuite a squarciare il velo pesante che l’indifferenza depone nelle coscienze. Ricordate: l’indifferenza è virus mortale!».

È il concetto che il Patriarca Francesco sottolinea più volte durante la meditazione che offre ai 1300 fra ragazze e ragazzi che, nella serata di martedì 20 novembre, hanno partecipato al pellegrinaggio diocesano.

Ritrovatisi in piazza San Marco, sono arrivati dinanzi alla basilica della Salute. E qui il Patriarca si è rivolto loro: «Quest’anno, il vostro pellegrinaggio – in sintonia col recente Sinodo – assume un significato tutto particolare: chiamarvi a responsabilità; oggi facciamo memoria, nella preghiera, di quanti soffrono persecuzione e danno la vita per non tradire la loro fede in Gesù. I cristiani perseguitati nel mondo oggi sono milioni».

Un momento del pellegrinaggio verso la Salute

 

Mons. Moraglia ha letto le parole che Papa Francesco ha indirizzato a tutti i partecipanti al pellegrinaggio: «Papa Francesco è presente con un suo affettuoso saluto rivolto a quanti partecipano “…al pellegrinaggio diocesano promosso dal Patriarcato e dalla Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma di tanti cristiani perseguitati a motivo della loro fede…”. E il Papa auspica che la provvida iniziativa susciti una doverosa attenzione da parte di tutti al grave problema delle discriminazioni che i cristiani subiscono in tante parti del mondo».

Perché sì – rimarca mons. Moraglia – «l’indifferenza è origine di tutti i mali! L’indifferenza è strada all’intolleranza e alla persecuzione! L’indifferenza sta all’origine di ogni fallimento… Anche di un progetto educativo e in tal caso, Dio non voglia, potrebbe essere il fallimento di un’intera generazione».

Il tema dell’indifferenza e del pericolo che rappresenta è stato centrale nella riflessione del Patriarca: «L’indifferente non si spende, non fa argine, non oppone resistenza, non sa nemmeno se c’è qualcosa per cui valga dare se stessi, tanto meno dare la vita, lasciando soli i perseguitati. L’indifferenza, alla fine, cari ragazzi, è la vigliaccheria che fa male a chi la porta dentro di sé! E’ l’indifferenza che permette di esistere ai bulli, agli speculatori, ai mafiosi. L’indifferenza, poi, è sempre la strada più comoda».

La basilica della Salute illuminata da fari rossi, a simboleggiare il sangue di milioni di cristiani anche oggi perseguitati, nel mondo, per la loro fede in Gesù

A dire, però, che il mondo e anche le nostre città sono ricche di persone che sanno andare oltre l’indifferenza, l’osservazione centrale: «Cari ragazzi, con la vostra partecipazione numerosa e convinta ci dite che questa sera, l’indifferenza qui è sconfitta. Continuate ad essere motivo di speranza».

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Dipinti, mobili, arredi…: la collezione della Carive alla Querini. Per la Salute ingresso gratis per i veneziani

Gente Veneta - Mar, 20/11/2018 - 13:47

A partire da domani, 21 novembre, la Fondazione Querini Stampalia si arricchisce di una nuova preziosa sezione.

Grazie all’accordo sottoscritto con Intesa Sanpaolo, la Fondazione Querini Stampalia espone i tesori della Cassa di Risparmio di Venezia, ‘affidati’ per vent’anni con possibilità di rinnovo alla casa museo veneziana. Il progetto di allestimento è dell’architetto Michele De Lucchi. Curatrice dell’esposizione è la prof.ssa Giovanna Nepi Scirè.

Ad accogliere l’importante collezione sono gli ampi ambienti del terzo piano della Querini Stampalia. Nella successione di sale il pubblico può ammirare opere d’arte di ambito veneziano dal XVI al XX secolo, che spaziano dalla pittura alla scultura, dagli arredi agli orologi, dai disegni alle incisioni.

Foto di Alessandra Chemollo

Notevoli in particolare due dipinti di Canaletto, il grande bozzetto del Paradiso di Domenico Tintoretto e quello del Giudizio Universale di Giambattista Tiepolo, oltre a opere di grandi maestri della scuola veneta fino a Caffi e Ciardi. Tra le sculture opere di Arturo Martini e Alberto Viani.

Arredi significativi sono i bureau-trumeau, gli scrittoi, le consolle del XVII e del XVIII secolo, le specchiere, tra cui un esemplare di manifattura muranese del XVII secolo che colpisce per la complessa fattura e per le dimensioni, un vessillo di San Marco della fine del Settecento e una bandiera della Repubblica del 1848, esposta al primo piano, nella stanza in cui trova posto la “Biblioteca Veneziana”.

Opere e arredi sono proposti come in una casa museo, sul modello e in continuità con l’allestimento della collezione della Querini Stampalia.

Una sala al primo piano, in comunicazione con gli ambienti storici della Biblioteca, conserva materiali librari rari e di pregio e la collezione numismatica. E’ la “Biblioteca Veneziana”. Ne fanno parte materiali bibliografici che trattano di storia, economia, arte della città di Venezia, raccolti con l’intento di documentare la grande tradizione libraria lagunare e comprende rarissime edizioni a stampa veneziane dal XV al XVIII secolo.

Un corpus di 454 manoscritti, bolle e leggi, oltre tremila libri, con l’editio del 1470 del De Civitate Dei per i tipi di Vindelino da Spira, un esemplare del Polifilo, datato 1499 e uscito dal torchio di Aldo il Vecchio, e oltre quattromila tra xilografie e incisioni. Tra queste: opere di Coronelli, Ughi, Carlevarijs, Canaletto, Lovisa, Marieschi e un esemplare della grande pianta di Venezia di Jacopo de’ Barbari che, accanto a quello della Fondazione Querini Stampalia, dà conto della monumentale impresa del de’ Barbari attraverso la comparazione delle due varianti.

Queste opere possono essere consultate su richiesta dagli utenti della ricca Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia, frequentata quotidianamente da centinaia di studenti e studiosi. Sempre su richiesta è possibile accedere anche alla collezione numismatica, costituita da un’importante raccolta di monete prodotte dalla Zecca veneziana. Documenta la storia della Repubblica dalla seconda metà del XIII secolo fino al 1866, anno in cui la Zecca cessò definitivamente la propria attività. Comprende 149 oselle, 233 monete, 3 medaglie, 17 pezzi di cartamoneta.

Al primo piano, in Biblioteca, è allestita per l’occasione una mostra temporanea: ‘La biblioteca storica di Intesa Sanpaolo alla Querini Stampalia’ che vede esposti alcuni libri di particolare pregio delle raccolte di Intesa Sanpaolo insieme ad alcuni esemplari della ricca raccolta libraria dei Querini Stampalia.

Mercoledì 21 novembre, in occasione dell’apertura al pubblico, sono proposte visite guidate gratuite alla Collezione Intesa Sanpaolo e alla mostra temporanea di libri antichi. Quattro gli appuntamenti nell’arco della giornata, organizzati in collaborazione con BarchettaBlu: ore 10, ore 12, ore 14 e ore 16. Necessaria la prenotazione a: [email protected]. Sempre mercoledì“ 21 novembre, Festa della Salute, l’ingresso è gratuito per tutti i residenti nel Comune di Venezia.

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Le associazioni veneziane: i testimonial della campagna per la vaccinazione anti-influenza

Gente Veneta - Mar, 20/11/2018 - 11:15

“La nostra Ulss 3 Serenissima cercava un ‘testimonial’ per la campagna antinfluenzale – ha detto il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – e siamo certi di aver trovato il miglior testimonial possibile: siete voi, volontari e membri delle associazioni dei malati, le persone che meglio di chiunque altri possono suggerire a chi è anziano, e a chi è ‘a rischio’ di vaccinarsi e di prevenire così l’influenza”. In questo modo, ringraziandole per l’impegno dimostrato anche in questa occasione, l’Ulss 3 Serenissima ha trovato nelle Associazioni un partner efficace per la campagna vaccinale contro l’influenza.

Insieme al Direttore Dal Ben, all’incontro sul tema svoltosi all’Ospedale dell’Angelo, hanno partecipato gli specialisti del Servizio Vaccinale dell’Azienda sanitaria. Ai molti rappresentanti delle Associazioni di malati e di familiari presenti – dalla San Vincenzo all’Avapo, dall’Ail ai Parkinsoniani, dagli Amici del Cuore all’Associazione Diabetici all’Avis e molte altre – l’Azienda sanitaria ha riproposto quella collaborazione che, rilanciata da qualche anno, si è dimostrata efficace in molti ambiti, ed ha chiesto di concentrarla, nelle prossime settimane, a sostegno della campagna antinfluenzale e della vaccinazione.

Piena la disponibilità delle Associazioni, che già in sede di incontro hanno proposto domande e chiesto un supplemento di informazioni per poter diffondere, in particolare tra gli anziani e le persone malate, il messaggio cruciale: vaccinarsi è importante, e può salvare la vita.

 

Ecco le Associazioni coinvolte nell’Ulss 3 Serenissima a sostegno della campagna:

Abio

Admo

Ail

Aipd

Aism

Aita

Amici del Cuore

Associazione Alzheimer Italia

Associazione Diabetici

Associazione Italiana Favismo

Avapo Mestre

Avapo Venezia

Avis

Avulss

Centro Diritti del Malato

Cittadinanza e Salute

Fenice Onlus

Giro di Boa

Lilt

Parkinsoniani Italia

San Vincenzo

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Novità all’Angelo di Mestre, dove ogni anno nascono duecento prematuri: genitori senior a supporto di chi è in difficoltà

Gente Veneta - Lun, 19/11/2018 - 11:45

In Italia, i bambini che nascono ‘prima del tempo’ sono 50mila circa tutti gli anni, quasi il 10% del totale, una percentuale sostanzialmente stabile. «Ogni anno – spiega la dottoressa Paola Cavicchioli, del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale di Mestre – sono in media quasi 200 bambini ricoverati nella Patologia Neonatale dell’Angelo”.

“La nascita ‘prematura’, quando cioè un bambino viene alla luce prima che sia completato il periodo della gestazione, costituisce un evento significativo: è un problema per i genitori, che vivono disagio, ansia e difficoltà; in alcuni casi lo è anche per il neonato che, se nato prima della 37.ma settimana e con basso peso alla nascita, può presentare morbilità e compromissione nelle funzioni vitali. E purtroppo i più piccoli tra i bambini prematuri – all’Angelo ogni anno sono 30-35 i bambini che alla nascita pesano meno di 1500 grammi – possono trovarsi di fronte a gravi problemi di termoregolazione, di alimentazione, di respirazione e di sviluppo. Anche per questo è fondamentale il lavoro di chi, nella Giornata della Prematurità e poi nel quotidiano, si stringe intorno a loro e ai loro genitori”.

Per questo, come ogni anno, il 17 novembre, Giorno dedicato ai bambini nati prematuri, la statua dell’angelo nella hall dell’Ospedale di Mestre si tinge di viola, e le porte della Patologia neonatale, il reparto che accoglie i bambini pretermine, si aprono in un momento di vicinanza e di affetto: “Il ‘Prematurity Day’ è sempre un’occasione speciale – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – per i medici, il personale, i genitori, i familiari: la Patologia neonatale, che è sempre aperta, tutti i giorni e 24 ore su 24, ai genitori dei bambini nati prematuri, in questo giorno per tradizione, spalanca le porte ad un ventata positiva. Questo è il giorno in cui i parenti, e in particolare anche i nonni e i fratellini, possono andare a salutare i bambini in terapia intensiva, un’occasione da non perdere per vedere il piccolo che è nato ma ancora non può uscire dall’Ospedale. Sorrisi che fanno bene, piccoli doni, gesti di vicinanza, arricchiti dal lavoro encomiabile di tanti volontari che ogni giorno affiancano la vita della nostra Patologia neonatale”.

Nell’Ospedale dell’Angelo le iniziative per la Giornata della Prematurità, che hanno visto partecipare un centinaio di persone, in un Aula Blu strapiena, sono state organizzate anche quest’anno dal Dipartimento Materno Infantile, in stretta collaborazione con le Associazioni Genitori.

Le associazioni “Una Carezza per Crescere Onlus”, “VivereOnlus”, “Cuore di Maglia” e “Ciao Lapo” hanno allestito un piccolo stand con materiale informativo sulla prematurità e sulle attività delle associazioni stesse. “EssereDanza”, a seguito di una raccolta a fondi fatta a giugno, ha proposto la donazione di una pompa per alimentazione enterale per i bambini più piccoli che non riescono ancora ad alimentarsi da soli, e Angelica Maritan ha presentato l’avvio di un nuovo progetto per formare un gruppo di Genitori “senior” che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della prematurità e che ora si rendono disponibili ad incontrare e a supportare i “nuovi” genitori. Luca Crosato, papà di 2 gemelli pretermine, ha infine presentato il video realizzato con il contributo di altri genitori.

Ma il Prematuruty Day 2018 ha avuto un cuore veramente magico: in collaborazione con la “Scuola in Pediatria” sono stati organizzati uno spettacolo e laboratori sul tema della magia, dedicati ai genitori e ai noni dei neonati ricoverati, ma soprattutto ai fratellini e ai bambini nati pretermine e ora cresciuti. Tutti insieme, poi, i bambini, vestiti da maghi, sono saliti, con i genitori e con il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben, proprio nel Reparto a consegnare un simbolico dono – una stellina o una bacchetta magica – ai bimbi in terapia intensiva neonatale.

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Il Patriarca nel corso dell’omelia: il cristiano, colui che crede che la Parola di Dio interviene nella sua vita, la cambia

Gente Veneta - Dom, 18/11/2018 - 18:56

«La vostra è una comunità nella quale io vedo i piccolissimi, i giovani, le persone di mezza età e gli anziani. Questa è l’immagine di una Chiesa in cammino, di una Chiesa che si apre a tutti». È iniziata con queste parole l’omelia del Patriarca di questa mattina, in una chiesa – quella di S. Antonio, al Lido – gremita di fedeli della comunità pastorale. E proprio a loro mons. Moraglia ha fatto un’esortazione: imparare a vivere la domenica come la giornata del Signore, riscoprendo la gioia di essere comunità. Perché trovarsi intorno al Suo altare, guardare e lasciarci plasmare da Lui significa uscire dalle porte delle nostre chiese chiedendoci: che cosa farebbe se adesso fosse in me?

«Abbiamo ascoltato la Parola di Dio. E il cristiano è colui che crede che quella Parola non sia una delle tante, ma un intervento di Dio nella sua vita», aggiunge il Patriarca, spiegando come, proprio in occasione della Visita pastorale, debba essere riscoperto il senso giorno del Signore, il valore della Parola domenicale proclamata e celebrata durante l’Eucaristia. Parola di Dio ed Eucaristia – ciò che di più importante abbiamo – che devono essere entrambe condivise con le persone a cui noi vogliamo bene. E non è possibile delegare al parroco o alle catechiste la gioia di dire per primi, ai bambini, chi è Gesù. Ciascuno di noi è chiamato a mettersi in gioco, a fare un passo avanti. E le collaborazioni pastorali, in tal senso, rappresentano un’ottima occasione.

Nel Vangelo di oggi – sottolinea infine il Patriarca – Gesù utilizza una parabola significativa. «Quando sarà la fine dei tempi? A questa domanda Lui non risponde. Più una persona è insicura, più vuole sapere, più è fragile e più ha bisogno di trovare certezze da toccare con mano. Ma Gesù ci dà un’altra indicazione: di fronte al problema della vostra salvezza non serve tanto sapere il giorno e l’ora, ma essere saggi. Imparate dall’albero del fico che, quando arriva l’estate, inizia a germogliare».

(foto di Gianfranco Segantin)

Marta Gasparon

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