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Un intreccio di relazioni fra Americhe ed Europa: inizia la Biennale Musica 2018

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 19:01

Contaminazioni, improvvisazione, elettronica, tango, dj set e composizioni non solo da ascoltare ma anche da vedere. Il 62mo festival internazionale di musica della Biennale di Venezia (28 settembre-7 ottobre) ha l’obiettivo dichiarato di orientare lo sguardo “su una più attuale interpretazione del concetto di contemporaneità”.

Un concetto – nel pensiero del direttore Ivan Fedele, che dal 2012 guida il settore – che vuole valorizzare i più diversi stili della musica di scrittura ma anche altri generi e istanze delle creatività che coniugano sperimentazione e ricerca. “Crossing the Atlantic” sarà un Festival con opere di grandi maestri del nostro tempo e di giovani talenti emergenti che definirà il complesso intreccio di fertili relazioni artistiche tra le Americhe e il Vecchio Continente.

Paradigmatica l’inaugurazione della rassegna (programma completo su www.labiennale.org) il 28 settembre al teatro Goldoni con la prima esecuzione italiana integrale di un capolavoro del multiforme e indefinibile genio musicale di Frank Zappa, compositore e chitarrista statunitense con origini italiane che si mosse con agilità enciclopedica tra generi che spaziavano dal rock al jazz sperimentale, dal blues all’avanguardia accademica. Al Goldoni, in collaborazione con lo Stabile del Veneto, i 26 elementi del Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretti da Tonino Battista, proporranno “The Yellow Shark “realizzato per la prima volta nel 1992 alla Alte Oper di Francoforte e presentato poi a Berlino e Vienna. Il lavoro fu anche l’ultimo album pubblicato in vita dall’artista che morì di cancro nel 1993.

Emblematica è anche la scelta del Leone d’oro, assegnato quest’anno a uno dei più grandi pianisti nel campo dell’improvvisazione e del jazz: lo statunitense Keith Jarrett.

Ma nel variegato programma ci sarà anche il tango con “Maria de Buenos Aires” di Astor Piazzolla, storia che sgorga dalla penna del poeta Horacio Ferrer. Un ponte attraverso l’Atlantico è anche quello tracciato dal percorso del Leone d’argento, il franco-argentino Sebastian Rivas presente a Venezia con l’opera multimediale “Aliados” sull’incontro tra Pinochet e Margaret Thatcher.

E ancora teatro musicale per la Biennale College l’importante progetto che negli anni ha permesso la realizzazione di 11 lavori di talenti emergenti e che in questa edizione produrrà altre quattro nuove opere.

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Homo Faber: c’è tempo fino a domenica 30 per vedere, nell’isola di San Giorgio, il meglio dell’artigianato

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 17:44

Restano solo pochi giorni per poter visitare “Homo Faber”, la prima grande esposizione realizzata in città dedicata all’artigianato proveniente da tutta Europa. Un evento di rilevanza internazionale che vuole valorizzare il mondo dell’artigianato e approfondire i legami che sviluppa con quello del design.

La mostra, allestita nell’Isola di San Giorgio presso gli spazi della Fondazione Giorgio Cini, è promossa dalla Michelangelo Foundation for creativity and craftsmanship, organizzazione fondata da Johann Rupert e Franco Cologni per preservare e valorizzare i mestieri d’arte.

Molte le dimostrazioni dal vivo che si trovano lungo il percorso, dove è possibile soffermarsi ad osservare il lavoro dell’artigiano, vedere cosa accade all’interno dei laboratori, scoprire l’alto artigianato e conoscere alcuni tra i prodotti più iconici.

L’esposizione che si estende in 16 padiglioni negli spazi della Fondazione Cini, fornisce anche l’occasione per visitare zone solitamente chiuse al pubblico come l’ex piscina Gandini che è stata adibita a palcoscenico dell’alta moda. Particolare è l’abito di Karl Lagerfeld per Chanel che con un mix davvero unico mette insieme un materiale povero come il legno con quello sfarzoso dei diamanti.

Grande suggestione e interesse suscita il padiglione dedicato alle eccellenze europee, dove sono presenti artigiani che lavorano sotto gli occhi dei visitatori il legno e la madreperla o realizzano ricami con filo d’oro e creazioni in carta.

Tra questi, originale è il lavoro di Stefano Conticelli, artigiano impegnato nella lavorazione della pelle che possiede un laboratorio vicino ad Orvieto con 12 lavoranti. Tra le sue realizzazioni più particolari, oltre a una vespa rivestita in cuoio lavorato a mano per ricordare le gualdrappe medievali dei cavalli, annovera tende in camoscio e piastrelle in cuoio. Quest’ultime sono molto morbide e pieghevoli, ma una volta appoggiate a terra rendono confortevole e caldo l’ambiente. Sembrano molto delicate a vedersi ma l’artigiano assicura che ci si può camminare anche con le scarpe, mentre per la pulizia basta affidarsi a prodotti naturali specifici per la pelle. Un mercato di nicchia, certo, ma molto apprezzato da chi non bada a spese e ama circondarsi di materiali vivi e non convenzionali. Tra gli oggetti d’arredo non mancano vasi in ceramica e vetro, o candelabri con all’interno fiori dente di leone le cui estremità sono bagnate da gocce d’oro.

Negli altri padiglioni si trovano ancora opere di falegnameria, tra cui diffusori acustici naturali costruiti a mano con tecniche di liuteria, i pregiati lavori della Bottega Ghianda o gli oggetti in legno del maestro ebanista Giordano Viganò.

Per le sale inoltre si possono ammirare ventagli realizzati con piume di pavone e approfondire il mondo del ricamo o la realizzazione di stoffe e profumi. Una parte è dedicata a venti maison del lusso dove è possibile capire quanto le loro creazioni siano legate al mondo artigiano. Tra le grandi case presenti non mancano Mont Blanc, Chanel, Cartier e Jaeger-LeCoultre.

Un padiglione in particolare mette in evidenza il lavoro di tredici coppie di designer internazionali e artigiani delle eccellenze veneziane e venete, tra cui Serena Confalonieri e Francesca Merciari della Scuola Abate Zanetti, Philippe Tabet e Sergio Boldrin della Bottega dei Mascareri, Nathalie Du Pasquier e Emanuele Bevilacqua della Tessitura Bevilacqua e India Mahdavi e Lucia Costantini che realizza il famoso merletto di Burano.

Affascinante è invece la sezione “Restaurando”, in cui è possibile osservare all’opera i maestri del restauro in una sala che è stata adibita a laboratorio. Tra le opere in restauro un abito haute couture disegnato da Gianfranco Ferré, un’opera di design di Gaetano Pesce e due dipinti monocromi di Paolo Veronese delle Gallerie dell’Accademia raffiguranti i profeti Ezechiele ed Isaia.

Il lavoro artigianale inoltre viene spiegato anche grazie all’uso della realtà virtuale, che porta i visitatori all’interno di alcuni atelier. La mostra resterà aperta fino a domenica 30 con ingresso gratuito previa registrazione sul sito www.homofaberevent.com.

Francesca Catalano

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Duecento persone a Mestre per il convegno delle Cellule di evangelizzazione

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 16:57

“Servitori della vostra gioia” è la Parola che ha fatto da sfondo al convegno delle cellule parrocchiali di evangelizzazione dell’Italia nord est sabato 22 settembre a Mestre, presso la parrocchia di Santa Maria Goretti.

Le duecento persone presenti, a Santa Maria Goretti di Mestre, al convegno delle cellule di evangelizzazione

 

Presenti sette parrocchie con circa 200 persone e alcuni osservatori da altre cinque parrocchie, provenienti dalle diocesi di Pordenone, Venezia, Belluno, Padova e Verona. La giornata è stata scandita al mattino da un insegnamento proposto da don Paolo Fenech, vice presidente dell’organismo internazionale per il servizio alle cellule di evangelizzazione. La sua testimonianza e riflessione hanno ritemprato molti cuori, spingendoli all’annuncio del Signore in parrocchie aperte e missionarie.

Nel pomeriggio la celebrazione solenne con la preghiera di effusione dello Spirito Santo e il mandato di evangelizzare.

(Nel prossimo numero di GV un più ampio articolo)

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Duecento persone a Mestre per il convegno delle Cellule di evangelizzazione

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 14:10

“Servitori della vostra gioia” è la Parola che ha fatto da sfondo al convegno delle cellule parrocchiali di evangelizzazione dell’Italia nord est sabato 22 settembre a Mestre, presso la parrocchia di Santa Maria Goretti.

Le duecento persone presenti, a Santa Maria Goretti di Mestre, al convegno delle cellule di evangelizzazione

 

Presenti sette parrocchie con circa 200 persone e alcuni osservatori da altre cinque parrocchie, provenienti dalle diocesi di Pordenone, Venezia, Belluno, Padova e Verona. La giornata è stata scandita al mattino da un insegnamento proposto da don Paolo Fenech, vice presidente dell’organismo internazionale per il servizio alle cellule di evangelizzazione. La sua testimonianza e riflessione hanno ritemprato molti cuori, spingendoli all’annuncio del Signore in parrocchie aperte e missionarie.

Nel pomeriggio la celebrazione solenne con la preghiera di effusione dello Spirito Santo e il mandato di evangelizzare.

(Nel prossimo numero di GV un più ampio articolo)

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Mestre, torna la festa di San Girolamo. Tante iniziative da venerdì 28

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 13:20

Torna San Girolamo in festa in centro a Mestre. Un’iniziativa di festa dedicata a San Girolamo, che esisteva già in città ma si è affievolita a fine anni ’70, anche se era rimasta in vita la sola adorazione a San Girolamo per poi perdersi definitivamente anch’essa nei primi anni ’80.

«L’idea di riportare in auge questa festa legata al Crocifisso miracoloso è nata lo scorso anno da un gruppo di commercianti e residenti dell’area di via San Girolamo e dintorni cioè quella che era la vecchia città murata – spiega Giampaolo Rallo, commerciante e “motore” organizzativo dell’evento – e l’intenzione è di riproporre lo stesso percorso esistente una volta, ovvero esporre il crocifisso miracoloso e organizzare una festa cittadina ad esso collegata. Poi ovviamente i commercianti della zona di San Girolamo e anche alcuni club service mestrini hanno preso a cuore la festa anche per tentare di rivitalizzare le zone del centro di Mestre».

L’iniziativa è nata dal basso poiché residenti e commercianti si sono dati da fare in prima persona rimboccandosi le maniche per mesi per mettere in piedi questa tre giorni piena di eventi sia storici, sia religiosi ma anche con molteplici intrattenimenti con pranzo conviviale di comunità, giochi per i bambini, balli, concerti e stand enogastronomici.

E il parroco di San Lorenzo, mons. Gianni Bernardi, sottolinea pure come «abbiamo ripreso l’attenzione a vivere in festa questa celebrazione, che è legata molto alla contrada di San Girolamo e dintorni, come via Caneve, via Palazzo e via San Pio X. Purtroppo nel corso degli anni la celebrazione era andata persa ed è rinata per dare rilievo anche alla festa di San Girolamo il 30 settembre, che passa sempre in secondo piano rispetto a quella di San Michele il 29 settembre, oltre che per il desiderio di certe zone di Mestre di ritrovare anche una propria identità più intima di quartiere».
A quanto pare, è già previsto che iniziative del genere si svilupperanno anche attorno alla festa della Madonna della Salute a novembre.

Non si dimentichi però che il fulcro della festività religiosa è il Crocifisso miracoloso, che ha una storia che parte da lontano. «E’ detto miracoloso perché è sempre stato evocato dai mestrini nelle situazioni difficili della propria storia – conclude don Bernardi – e secondo la tradizione ha antiche origini, forse anche orientali. In tempi meno lontani ricordo che era stato portato in Processione nell’anno 1900, poi nel 1943 durante la guerra mondiale. E nell’anno 2000 per il Giubileo è stato portato in processione fino al Duomo di San Lorenzo dove era rimasto per tutto il tempo di Quaresima». A dimostrazione del legame profondo tra questo Crocifisso e la storia della città di Mestre.

Ecco il programma della festa.

Venerdì 28 settembre: ore 10-12 – Santa messa e ostensione del Crocifisso miracoloso; ore 11.30 – piano terra del Municipio di Mestre: inaugurazione della mostra “San Girolamo 1261-2018, oltre otto secoli di storia nella Città Murata di Mestre”; ore 17-18.45: sala del Municipio: “La Chiesa di San Girolamo e le scuole di devozione: aspetti storico-culturali” a cura di Sergio Barizza e Giorgio Zoccoletto; ore 19.30-20: concerto presso la chiesa di San Girolamo tenuto dai musici del liceo artistico Marco Polo di Venezia.

Sabato 29 settembre: ore 10-11.30: alla caccia di “Mestre Antica 2.0” per i giovani di ogni età da 0 a 80 anni (caccia ai tesori nei luoghi storici con gli strumenti della modernità come App e QR Code; in orario ancora da definire nell’area alberi di via San Girolamo le iniziative San Girolamo dei bambini, Enrico magico Enrico e I giochi di una volta (Campanon); ore 10.30: presentazione all’interno della Torre civica dei plastici della Città murata di Mestre con approntamento di un accampamento medievale ed attività connesse; dalle ore 11 alle 12 e di nuovo dalle ore 17 alle 19 – piazzetta d’angolo tra la Torre civica, via San Pio X e via San Girolamo: esibizione di gruppo storico medievale con abiti ed armi d’epoca con rappresentazione di duelli nonché allestimento di presidio militare tipico del tardo medioevo; ore 10.30-19.30 – Piazzetta Maestri del Lavoro, via Caneve, via San Girolamo, via San Pio X: stand di vini e prodotti della terraferma veneziana (tenuta Civrana di Cona, tenuta Ca’ Corniani di Caorle, cantina sociale di Dolo, cantina sociale del Terraglio); ore 17 in Piazzetta Maestri del Lavoro, via San Girolamo e via Caneve – pigiatura e torchiatura dell’uva con offerta di assaggi di mosto nel “borgo delle Caneve della Città Murata” con canti e balli della vendemmia a cura del Gruppo Folcloristico Trevigiano. Presenti anche manufatti e materiali etnografici di Bortolozzo e Antonio Carraro.
In orario ancora da definire, inoltre: nella piazzetta d’angolo tra via San Pio X e via San Girolamo: esibizione di gruppo storico medievale e allestimento di presidio militare tipico del tardo medioevo con abiti e armi; e nell’area alberi in via San Girolamo: musiche e danze con dimostrazione di Zumba Fitness con Dj set e premiazione dei vincitori della caccia al tesoro.

Domenica 30 settembre: ore 11 – Santa Messa in onore di San Girolamo; ore 12.30 – pranzo della Comunità nel chiostro di San Girolamo (da prenotarsi in anticipo da Paolo Rallo al numero 335/54.83.107 – contributo di 25 euro che sarà devoluto per continuare i restauri della Chiesa di San Girolamo ); ore 16 – ballo sulla via; ore 18.30: concerto del coro “Vocal Skyline” nella chiesa di San Girolamo.
Inoltre il ristorante La Lisca di viale Garibaldi, il ristorante All’ombra del Gabbiano di via Caneve (angolo con via San Girolamo) e la rosticceria Furato di via San Girolamo/Piazzetta Maestri del Lavoro, proporranno ognuno un piatto particolare della tradizione veneta durante i giorni di festa.
Quanto al Pranzo della Comunità di domenica 30 settembre, tra le ore 12.30 e le 15.30, si precisa: il pranzo è organizzato da commercianti ed esercenti di via San Girolamo e delle strade adiacenti assieme ad alcuni residenti, in collaborazione col ristorante La Lisca di viale Garibaldi a Mestre e con gli studenti diversamente abili dell’Istituto Professionale Alberghiero e per la Ristorazione “A. Beltrame” di Vittorio Veneto. Il menù si preannuncia molto gustoso; ci saranno tra l’altro polenta e osei scampai, frittatina di verdure, bocconcini di pollo in saor, formaggio e soppressa, pasta e fagioli, lonza aromatica al forno, guanciale con verdure dell’orto brasate. Costo di 25 euro; il ricavo sarà poi interamente devoluto per i lavori di restauro della Chiesa di San Girolamo.

Marco Monaco

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Unitalsi: in ottocento, ad Albarella, per la Festa dell’amicizia”

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 11:05

Domenica 16 settembre tutta l’Unitalsi Triveneta e le sottosezioni che la compongono si sono ritrovate ad Albarella per la “Festa dell’amicizia”.
Tantissimi i partecipanti: più di ottocento persone con una quarantina di carrozzine e un paio di barelle. «La giornata – spiegano in Unitalsi – ha voluto essere un gesto di attenzione e di affetto nei nostri stessi confronti e soprattutto nei confronti di coloro che hanno condiviso, condividono o condivideranno un pezzo di strada assieme a noi, per poco o tanto tempo, ognuno come potrà e vorrà. Proprio perché l’Unitalsi è o dovrebbe essere la casa e il luogo delle relazioni e della fecondità che esse generano».

La presidente regionale dell’Unitalsi, Renata Stevan

Quella dell’Unitalsi è anche la storia di un’amicizia per una donna particolare e straordinaria, Maria, «che da 165 anni ci seduce e ci richiama in una grotta ai piedi dei Pirenei; ed è la storia d’amicizia e d’amore che, attraverso Maria, ci porta a Cristo. Perché l’Unitalsi è associazione ecclesiale: i pellegrinaggi, che organizziamo perché le persone possano essere felici, e il servizio, sono la nostra azione evangelizzatrice, occasione preziosa di risposta per far arrivare le persone all’incontro con Dio, testimonianza di una comunità inclusiva con i malati e con tutte le fragilità».
È stata celebrata una Messa, presieduta dal Vicario generale di Chioggia, monsignor Francesco Zenna che, commentando il Vangelo, ha sottolineato come le scelte del discepolo non si fanno intimorire di fronte alla croce e alla sofferenza. E’ seguita la benedizione di un’ambulanza che servirà alla Sezione per aiutare chi ne ha bisogno nei vari trasferimenti.

Poi il pranzo, i colori, la festa, il cabaret, il mare, la giornata piena di sole, la disponibilità di tanti volontari e degli organizzatori di Albarella… «Ma soprattutto l’amicizia che ci piacerebbe fosse il vero collante che tiene insieme le varie anime della nostra associazione. Certo, con un numero così grande di partecipanti, ci sono stati degli inevitabili problemi organizzativi e qualche disguido, ma in tanti hanno fatto vere e proprie acrobazie per concorrere alla riuscita della giornata. La risposta più bella sono stati i sorrisi di chi ha saputo gustare la bellezza di questo evento e lo straordinario dono di cui, se vogliamo, siamo capaci». (R.M.)

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Intervista al Patriarca: «Riscopriamo l’essenziale del messaggio cristiano»

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 09:03

Oltre il rischio di distrarsi per mettere a fuoco le strategie organizzative, con l’attenzione desta a cogliere e riscoprire l’essenziale dell’annuncio cristiano.
È il messaggio di fondo che il Patriarca invita a considerare e a metabolizzare. Mons. Moraglia ne parlerà diffusamente nella sua relazione, domenica 30 settembre all’Istituto salesiano San Marco di Mestre (alal Gazzera). Lì, a partire dalle ore 9, si terrà la giornata di formazione aperta a tutti.

Questo è inoltre il cuore della sua nuova lettera pastorale, di cui anticipa qui alcuni aspetti.

Patriarca, perché ha scelto di mettere a fuoco un tema – il kerygma, il primo annuncio cristiano – che dovrebbe essere quasi giocoforza fondamentale ed essenziale? Avverte il pericolo che Cristo morto e risorto sia divenuto marginale nella vita dei credenti e anche nelle attività messe in piedi dalle comunità ecclesiali?
Nella prassi pastorale, in effetti, potrebbe succedere (e talvolta succede) che le scelte e le vie seguite si riducano a delle strategie organizzative, perdendo di vista il fondamento sacramentale della Chiesa che è la passione-morte-risurrezione di Gesù e di quanto ciò implica, nella vita di tutti i giorni, come la cambi e la trasformi. In quanto discepoli del Risorto mai possiamo prescindere dalla croce e mai dobbiamo dimenticare che non siamo salvati da un gesto di potenza di Dio ma da un atto semplice di obbedienza e di amore del Figlio che si consegna a Dio Padre, perché la salvezza – come diceva il santo vescovo e martire Vigilio – viene da Colui che vince soccombendo.

Che cosa significa tutto questo per noi oggi?
Comporta per noi, intanto, una priorità: la necessità assoluta di riscoprire – attraverso l’annuncio rinnovato del kerygma – il valore dei sacramenti del battesimo (che ci introduce nella comunione della vita del Dio trinità) e dell’Eucaristia che è, appunto, il “corpo donato” e il sangue versato”, vero spazio ecclesiale che ci dona la grazia per vivere il battesimo nella gratuità di Dio. Come si intuisce nel passo paolino della seconda Lettera ai Corinzi da cui è ricavato il titolo della Lettera “L’amore di Cristo ci possiede”, essere realmente uditori del kerygma significa lasciarsi afferrare dall’amore di Cristo, credere che Egli è morto e risorto e vivere la realtà della Pasqua.

Ritornare al kerygma richiede di ripensare profondamente la vita pastorale della Chiesa veneziana? Su quali binari?
Con stile sinodale, ma a partire dall’unità della Chiesa diocesana, siamo chiamati a proseguire il cammino comune. Papa Francesco al n. 30 di Evangelii gaudium scrive: “Ogni Chiesa particolare, porzione della Chiesa Cattolica sotto la guida del suo Vescovo, è anch’essa chiamata alla conversione missionaria. Essa è il soggetto dell’evangelizzazione, in quanto manifestazione concreta dell’unica Chiesa in un luogo…”. Già il testo della Lettera nasce da dialoghi e momenti di confronto vissuti anche a livello personale e informale durante la Visita pastorale o in altre circostanze. Bisogna essere consapevoli del rischio di attuare prassi che vadano “oltre” Cristo; questo significa esporsi al serio rischio di non essere fedeli al Vangelo e di non mettersi realmente al servizio di ogni uomo. Talvolta prevale l’inclinazione o la consuetudine di ricondurre tutto o quasi a se stessi e alle proprie idee perdendo di vista il Signore, centro della comunità cristiana. E quando la comunità non si nutre più col nucleo fondante dell’annuncio cristiano – Cristo morto e risorto – si smarrisce la verità della Chiesa e tutto si riduce pastoralmente a distribuire incarichi, compiti e ruoli. Capita così che nella comunità ecclesiale ci si muova con relazioni funzionali e orizzontali, semplicemente umane, che portano ad un “fare” affannato e dal corto respiro.

Qualche indicazione o sentiero da percorrere?
Sarà opportuno, innanzitutto, riprendere in mano – per rifletterci sopra e insieme – le tentazioni degli operatori pastorali e i rischi dell’ideologia e del pragmatismo che bene evidenzia Papa Francesco nell’Evangelii gaudium.

Nella nuova Lettera pastorale scrive, pensando ai più giovani e alle famiglie: «Il patronato, il Grest, le gite, i giochi devono sempre lasciare nei ragazzi qualcosa di umano e cristiano. È necessario domandarsi se siamo capaci di elaborare, anche in tali contesti, una proposta antropologica cristiana sufficiente…». Come si potrebbero ripensare e rilanciare in tal senso realtà come il patronato, il Grest, i momenti ricreativi parrocchiali ecc.?
Credo, come tento di dire nella Lettera, che si possa partire da una domanda semplice, chiedendoci come comunità cristiana (e qui penso a tutti: genitori, sacerdoti, persone consacrate, catechisti, educatori ecc.) se abbiamo saputo trasmettere agli adolescenti, in modo convincente, che Gesù non è un intoppo da cui liberarsi o una delle tante proposte fatte nel breve spazio dell’adolescenza. Ancora dobbiamo chiederci se siamo riusciti a presentare loro la persona di Gesù in modo significativo oppure se, nonostante l’impegno, non siamo stati capaci di testimoniare in modo convincente (personale e concreto nella vita di tutti i giorni) che perdere Gesù è anche perdere la propria umanità. I nostri patronati e i Grest, perciò, devono in qualche modo rappresentare reali occasioni che aprono una possibile breccia per un nuovo o un rinnovato, vero, incontro con Gesù. Oppure chiediamoci se, per qualche inconfessato timore o complesso di inferiorità innanzi ad un certo clima mondano, ci fermiamo prima di pronunciare il suo nome…

Lo stesso discorso vale più in generale per la dimensione sociale e culturale della fede, quindi…
Possiamo offrire – e sottolineo con l’impegno solidale di tutti: genitori, sacerdoti, educatori – con dimensioni e riflessi anche sociali e pubblici una proposta culturale e spirituale orientata ai valori del Vangelo e, qui, le sfide dell’oggi certamente non mancano per una comunità che s’impegni ad essere segno evangelico nel quartiere, nella città, nel territorio. Nella Lettera, inoltre, chiedo a tutti i sacerdoti – ma in particolare ai più giovani, più facilmente a contatto con i ragazzi e le ragazze (siamo alla vigilia del Sinodo) – l’impegno e l’esercizio dell’accompagnamento spirituale degli adolescenti in vista di un discernimento cordiale ed amico ma anche autorevole ed esigente, sulla falsariga del Vangelo, circa la loro vita e le loro scelte, con particolare attenzione all’ambito affettivo.

Nella parte finale si parla della necessità di una Chiesa “agile” con l’invito «a ripensare anche il nostro rapporto con i beni ecclesiastici. È certo che la Chiesa, per l’azione pastorale, ha bisogno di strutture; deve però interrogarsi sul loro possesso e uso, considerando la mutata situazione odierna e aprendosi alla logica del Vangelo». A che cosa sta pensando in particolare?
Non è poi una novità assoluta. Mi pare che la provvidenziale circostanza della Visita pastorale attualmente in corso sia preziosa, fra l’altro, per operare anche una valutazione attenta sul corretto e responsabile uso dei beni e delle strutture. E ne potrà scaturire anche una spinta all’essenzialità e, quindi, ad una presenza più agile e funzionale. Qualcosa del genere era stato evidenziato anche nella Lettera precedente, “Incontro al Risorto”, quando si rifletteva sulla necessità di operare in vista di un’opportuna perequazione dei beni tra le comunità. Un prudente discernimento comunitario ci potrà indicare meglio e più esattamente cosa vada ripensato o rafforzato nella pastorale ordinaria e nelle scelte di priorità in tutte le zone del Patriarcato.

Che cosa si aspetta, soprattutto, dalla Giornata formativa diocesana del 30 settembre?
Che il Signore sia in mezzo a noi e che tutti – genitori, per primi e, poi, catechisti, educatori, presbiteri, diaconi, persone consacrate -, con rinnovata fiducia in Lui e con rinsaldata stima reciproca, possiamo credere di più nella forza mite e dirompente del Vangelo e nella Sua Parola detta oggi a Venezia, prima di tutto per le nostre persone fragili e bisognose di Dio e poi come seme donato agli altri con larghezza di verità e d’amore. Chiedo alla Santa Vergine, nostra Madre comune, di aiutarci a fare quello che Gesù ci dirà e tutto pongo sotto la sua protezione. (GV)

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Venezia, congresso sul tumore al pancreas: «Ci aspettiamo progressi importanti, ma per ora l’attenzione è sulle cure palliative»

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 08:39

“La sfida degli specialisti contro l’adenocarcinoma del pancreas – spiega il Primario Chirurgo Roberto Merenda – è una delle più complesse da affrontare. La diffusione di questo tumore, che colpisce più di 10.000 persone ogni anno in Italia, è in costante aumento: è un male tipico dell’età avanzata, e dunque si diffonde con sempre maggior incidenza in una società, come quella dei Paesi Occidentali, in cui cresce continuamente la fascia di popolazione anziana”.

“Lo affrontiamo – spiega il Direttore della Chirurgia del Civile – con tecniche diagnostiche sempre più sofisticate, che ci permettono di evidenziare eventuali lesioni allo stadio ancora iniziale. Per contro, però, questa malattia subdola contrasta il nostro sforzo per giungere ad una diagnosi precoce opponendo la sua sintomatologia vaga e non caratteristica”.

Gli specialisti di Chirurgia si riuniscono a Venezia, venerdì 28 settembre, per trattare i vari aspetti della patologia nel congresso organizzato proprio dalla Chirurgia del Civile e intitolato: “Adenocarcinoma pancreatico: la diagnostica e la terapia multidisciplinare”.

I chirurghi riuniti al Civile cercheranno, per evidenziarli, i segnali positivi e i progressi nel loro lavoro di specialisti: “Ci aspettiamo progressi importanti dalle terapie oncologiche – sottolinea il Primario Merenda – che sembrano essere pronte per un balzo in avanti nella loro efficacia; ma intanto la terapia chirurgica, un tempo gravata da un tasso di mortalità proibitivo, è ora sicuramente più efficace anche se pur sempre gravata della sua dose di pericolosità e di invasività. In questo scenario, fanno la differenza le mutate strategie terapeutiche e gli spunti di chirurgia mini-invasiva grazie all’affermarsi, per alcuni casi selezionati, della laparoscopia e della robotica”.

Gli specialisti riuniti a Venezia affronteranno anche il tema dell’accompagnamento del paziente: “Per la pericolosità dell’adenocarcinoma del pancreas, che difficilmente viene diagnosticato per tempo – sottolinea il Primario Merenda –, spesso l’obiettivo non è quello della potenziale guarigione, ma piuttosto quello della qualità di vita a fronte di un tumore inoperabile o solo potenzialmente operabile. Da qui la necessità quindi di parlare di terapie palliative, chirurgiche e non, che purtroppo sono comunque frequentemente necessarie”.

“Venezia è ancora una volta – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben – il luogo dell’incontro di specialisti di branche mediche diverse. I quali, anche affrontando singole patologie, si sforzano di individuare e condividere percorsi utili al paziente: integrazione e multidisciplinarietà sono parole d’ordine in particolare nella lotta al tumore, e le strutture e gli specialisti dell’Azienda sanitaria veneziana sono al riguardo sempre pronti a costruire ponti tra le specialità e le competenze”.

Il convegno degli specialisti chirurghi sul tema si terrà venerdì 28 settembre, dalle ore 9, nella Sala degli Angeli dell’Ospedale Civile di Venezia. L’evento è organizzato dal Primario della Chirurgia del Civile, Roberto Merenda, con la collaborazione del dottor Claudio Bassi, Primario all’Istituto del Pancreas dal Policlinico Borgo Roma di Verona, nel quadro delle proposte della Società Triveneta di Chirurgia.

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Venezia, ecco il piano per il nuovo Tronchetto. C’è l’ok della giunta Brugnaro

Gente Veneta - Mer, 26/09/2018 - 18:22

“La realizzazione della caserma dei Carabinieri – spiega il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – l’adeguamento degli spazi del Centro Logistico di interscambio merci per consentire l’insediamento della Polizia Locale, della Smart Control Room, del Consorzio ortofrutticolo e del Mercato ittico, la sistemazione dell’area adiacente la stazione di arrivo e partenza del People Mover con un nuovo parcheggio per autobus, di un’area dedicata al mercato turistico giornaliero, di una per i servizi igienici ad uso pubblico e, infine, una parte da destinare ad attività ricettive. Sono questi alcuni dei punti principali inseriti in due delibere alle quali abbiamo dato il via libera oggi in Giunta, che riguardano un programma di azioni finalizzate allo sviluppo e alla riqualificazione funzionale dell’Isola Nuova del Tronchetto. Ora porteremo in Consiglio comunale questa propostaper la rifunzionalizzazione del Tronchetto”.

Nello specifico si tratta di una serie di progetti. Questi:

Nuova caserma dei Carabinieri

L’edificio sorgerà nella parte a Nord dell’Isola in un lotto di circa 1.000 mq e, proprio nell’ottica di armonizzarsi con il contesto circostante, avrà una forma ad “elle” aperta funzionalmente in una sorte di corte interna. Una struttura di complessivi 398 mq e con altezza massima di 6,3 metri con una copertura piana che ospiterà pannelli solari e fotovoltaici. All’interno dell’edificio troveranno spazio zone operative e alloggi di servizio. Nell’ala est saranno invece collocate le celle detentive e un locale di massima sicurezza oltre che a depositi e magazzini. Le pareti esterne dell’edificio si caratterizzano per avere aperture solamente verso la corte, mentre la parte opposta, cieca, sarà rivestita in lamiera color grigio effetto zinco-titanio.

Centro Logistico interscambio merci

Sorto con l’obiettivo di razionalizzare il settore del trasporto merci nel centro storico, fin da subito il Centro conobbe difficoltà tanto che le attività preposte a questa struttura non decollarono mai. Alla luce di questo si è deciso di collocare presso il Centro Logistico, che occupa un’area di circa 22mila mq, tre funzioni essenziali per la gestione economico-amministrativa della Città: il Consorzio Ortofrutticolo Tronchetto, il Mercato Ittico e la sede del Comando della Polizia Locale con la Smart Control Room, necessaria anche al controllo del traffico acqueo.

La rilocazione del COT (per complessivi 2.100 mq) va letta guardando alla funzionalità globale dell’Isola Nuova del Tronchetto. Il trasferimento dei servizi igienici ad uso pubblico, unitamente all’individuazione dell’area dedicata al commercio ambulante e alla realizzazione del parcheggio per autobus, prevedono appunto la demolizione di quella serie di fabbricati integrati che attualmente riuniscono il complesso dei magazzini occupati dal C.O.T.

Il trasferimento del Mercato Ittico (per complessivi 9.450 mq più 1.700 mq di soppalco) risponde alle necessità di dotare tale struttura -che rileva un interesse economico assolutamente strategico per un compendio territoriale che allarga la propria egemonia oltre la provincia – di spazi adeguati e tali, in prospettiva, da garantirne non la sola affermazione, ma la propria crescita assoluta su scala nazionale; ipotesi, questa, non certo programmabile sulla base degli spazi di cui ora il Mercato dispone.

Il trasferimento del Comando della Polizia Municipale (per complessivi 6.660 mq) va nella direzione di dotare il Corpo di una sede effettivamente appropriata che risponderà all’esigenza di spazi operativi adeguati (e decisamente migliorativi rispetto l’assetto attuale) garantendo contestualmente un opportuno collegamento al tessuto urbano e l’aggiornamento delle necessarie dotazioni tecnologiche. Proprio alla luce di quest’ultima, sensibile, necessità è stato preordinato l’allestimento di una Smart Control Room (finanziata con 6 milioni di euro) dotata di attrezzature a profilo sofisticato che consentiranno, tra l’altro, anche il monitoraggio, il controllo e la gestione della navigazione lagunare.

Nel dettaglio quindi, il piano interrato del Centro Logistico verrà suddiviso in 3 mila metri quadrati al Mercato Ittico e 2,5 mila alla Polizia Locale. A livello terreno verranno distribuiti i tre diversi esercizi assegnando al Mercato 4.670 mq, al COT circa 2.100 mq e 270 mq alla Polizia Locale che permettono il collegamento tra il piano interrato e il primo piano dove, in una superficie di 3.890 mq si estenderanno gli uffici e la Smart Control Room. Per quanto riguarda invece il Mercato Ittico, questo potrà essere interessato da una parte soppalcata di nuova realizzazione per una superficie di 1.700 mq dove poter assolvere funzioni complementari alla vendita. La parte di scoperto verrà ripartita in base alle specifiche attività e vedrà la realizzazione di un terrapieno rialzato per il trasbordo delle merci del Mercato Ittico con furgone di medio stoccaggio. Verrà poi prevista la demolizione degli attuali pontili a pettine lato laguna per dar luogo ad una linea di carico disposta parallelamente alla lunghezza dell’edificio. Questa sarà accessibile mediante rampe di idonea pendenza ed attrezzata con meccanismi di sollevamento delle merci. Sia il pontile che i varchi di carico saranno coperti con pensiline. Infine verranno individuate specifiche superfici a servizi da destinarsi ad area ristoro e a sala di attesa.

Servizi igienici pubblici, area mercato turistico giornaliero e parcheggio autobus

L’area si sviluppa su una superficie di 6.500 mq e coincide con l’attuale area del Consorzio Ortofrutticolo Tronchetto (COT). Nel progetto di riqualificazione si procederà in due fasi attuative. Il primo stralcio prevede la realizzazione di un fabbricato ad uso servizi igienici che sostituirà quelli già esistenti vicino al mercato ambulante che verranno rimossi. Congiuntamente si procederà alla realizzazione di una nuova area da dedicare al mercato turistico giornaliero attività già realizzate. La seconda fase attuativa prevede la demolizione dei volumi attualmente assegnati al COT per lasciare posto ad un ampio parcheggio per autobus in posizione limitrofa alla struttura del People Mover, in fianco al nuovo bike-park.

Edificio ad uso servizi igienici Pubblici. Il fabbricato si estenderà su una superficie coperta di 240 mq con un’altezza massima di 4 metri e verrà realizzato nel limite ovest del lotto e prevede la realizzazione di un edificio in linea a pianta rettangolare, ad un piano fuori terra con tetto a capanna e due ali laterali. Accoglierà complessivamente 30 bagni oltre a funzioni complementari e comuni. In particolare si realizzeranno anche spazi per la guardiania e un locale nursery.

Area mercato turistico giornaliero. Le piazzole di sosta riservare al mercato turistico giornaliero vengono individuate in area immediatamente prossima al nuovo edificio sul lato est. Si realizzeranno 25 stalli dei quali 21 rivolti ad attività generiche e 4 dedicati a indirizzi commerciali che prevedano somministrazione di alimenti e bevande. Il tutto si svolgerà in una superficie a forma rettangolare di complessivi 1.200 mq. Ogni piazzola è di 5 metri per 4 metri e le quattro attività di somministrazione sono collocate ai vertici del rettangolo. Al fine di offrire un miglior servizio ai fruitori dell’area si è, altresì, ritenuto utile determinare l’orario massimo di apertura del mercato turistico dalle 6.00 del mattino a mezzanotte prevedendo un orario obbligatorio di apertura dalle 10 alle 18.

Parcheggio per autobus. Questa area di quasi 5mila mq si trova a est della zona mercato e disporrà di 27 stalli per mezzi turistici pesanti. Una location strategica dato che è vicina alla stazione del People Mover. Tutta l’area carrabile sarà asfaltata con asfalto drenante, mentre le restanti zone saranno finite con cemento pettinato color bruno/ocra. Sarà, infine, garantita l’illuminazione notturna con l’impiego di lampioni torre-faro.

Contemporaneamente la Giunta ha dato il via libera a una seconda delibera che, come la prima, dovrà essere ora discussa dalle Commissioni consiliari competenti e infine dal Consiglio comunale. Questa riguarda il recepimento dell’Accordo pubblico/privato tra il Comune di Venezia e VTRE S.r.l. e l’adozione di variante al Piano degli Interventi n.32. La società si è impegnata a completare i lavori al Centro Logistico Interscambio Merci per l’insediamento del Mercato ittico con un finanziamento di ulteriori 4,3 milioni che saranno coperti, al fine di non gravare sul bilancio comunale, con una compensazione attraverso la valorizzazione dei terreni promessi con un incremento di 13mila mc della volumetria complessiva realizzabile e l’aumento delle destinazioni d’uso ricettivo già previste dalla strumentazione urbanistica vigente.

La società VTRE si impegna inoltre ad ampliare la superficie a parcheggio di ulteriori 2.750 mq ovvero altri 110 posti auto e sistemare l’area verde denominata “Area Verde”. A saldo di tutta la procedura, la Società verserà al Comune di Venezia 268.470,47 euro che diventano un ulteriore beneficio pubblico. Per quanto riguarda le tempistiche, VTRE entro 36 mesi dall’approvazione dell’Accordo si impegna a concludere i lavori del Centro Logistico Interscambio Merci.

L’approvazione di queste due delibere consente di procedere al pagamento degli oneri in carico al Comune di Venezia, pari a 7.863.466,95 di euro, maturati negli anni passati per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria realizzate dalla Società VTRE srl in attuazione del Piano Particolareggiato del 2003 ed, infine, di dare piena attuazione alla Convenzione, approvata dal Commissario Straordinario ancora nel 2015, che prevedeva la realizzazione da parte del privato di interventi di interesse pubblico a corrispettivo del valore stimato per la cessione di tre lotti di proprietà comunale.

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Vocal Skyline, concerto domenica 30 nella chiesa di San Girolamo a Mestre

Gente Veneta - Mer, 26/09/2018 - 12:04

Appuntamento mestrino per i Vocal Skyline. Con il loro repertorio che spazia dal pop al rock al musical allo spiritual e con i loro movimenti coreografici ad accompagnare le voci, i Vocal Skyline saranno protagonisti di “San Girolamo in Festa”, con un concerto a ingresso gratuito che si terrà domenica 30 settembre alle ore 18.30 nella chiesa di San Girolamo a Mestre.

40 voci, tutte protagoniste sulla scena, che si muovono sul palco accompagnando le parole delle canzoni con gesti e movimenti dal grande impatto scenico, destreggiandosi su armonie vocali che vestono brani celebri: ben oltre il coro polifonico tradizionale ma molto oltre anche la comune formazione gospel, i Vocal Skyline, un fenomeno musicale tutto veneziano, sono diretti dall’artista muranese Marco Toso Borella che cura tutti gli arrangiamenti corali e le coreografie, e che è alla guida anche della Big Vocal Orchestra, l’orchestra vocale più numerosa d’Italia con oltre 250 elementi.

Ad accompagnare il coro e le voci soliste, Giacomo Franzoso al pianoforte. La direzione musicale è di Marco Toso Borella, che con Cristina Pustetto cura anche la direzione artistica del progetto. Il successivo concerto in calendario è per giovedi 4 ottobre al Teatro comunale di Mirano, concerto benefico in memoria di Angela Tonegato.

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Nel Comune di Venezia più di 8mila alloggi su Airbnb (+55% rispetto a due anni fa). Gli albergatori: «Concorrenza sleale ed evasione fiscale»

Gente Veneta - Mer, 26/09/2018 - 07:39

Ad agosto 2018, nel comune di Venezia, risultavano disponibili su Airbnb 8.025 alloggi, in crescita del 55% rispetto ad agosto 2016, in cui erano pubblicizzati 5.166 annunci. Se in Veneto compaiono in tutto 22.918 annunci, più di un alloggio su tre è a Venezia.

Lo rivela un’analisi del Centro studi di Federalberghi nazionale sugli annunci italiani presenti sul portale Airbnb nel mese di agosto 2018.

Degli annunci presenti su Airbnb.it, secondo l’indagine si evince anche che:

– 6.115 (76,20%) sono riferiti ad interi appartamenti;

– 5.558 (69,26%) sono disponibili per più di sei mesi;

– 5.699 (71,02%) sono gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.

Il che significa – è il’amalisi di Federalberghi e Ava. L’associazione veneziana degli albergatori – «che ci sono quattro grandi bugie da smascherare»:

– non è vero che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi; situazione che a Venezia riguarda il 71,02% delle offerte del portale;

– non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare: nel 76,04% degli alloggi offerti nel comune di Venezia, gli annunci pubblicati su Airbnb si riferiscono all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno;

– non è vero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all’anno (il 69,26% a Venezia)

– non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali.

«Evidente quindi – prosegue il commento degli albergatori veneziani, attraverso il loro direttore, Claudio Scarpa – che il consumatore viene ingannato due volte: viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato. Si pone inoltre con tutta evidenza un problema di evasione fiscale e di concorrenza sleale, che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza».

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Un vaporetto in rosa, per tutto ottobre, in giro per la laguna. A bordo informazioni e visite per prevenire il cancro al seno

Gente Veneta - Mar, 25/09/2018 - 22:05

Un vaporetto in rosa, per sottolineare sempre di più l’importanza della prevenzione in ambito sanitario e offrire davvero a tutti l’opportunità di sottoporsi a screening che possono salvare la vita.

L’originale iniziativa, promossa dal Comune di Venezia in collaborazione con Ulss 3 Serenissima, Alilaguna, Lilt Venezia e Avapo, sezioni di Venezia e Mestre, è stata presentata martedì 25 mattina a Ca’ Farsetti nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenute la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, la vicesindaco di Venezia, Luciana Colle, l’assessore al Turismo, Paola Mar e numerose consigliere comunali, oltre al responsabile Breast Unit dell’ospedale all’Angelo di Mestre, Guido Papaccio, il direttore e il responsabile del Servizio di Igiene e sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 3 Serenissima, rispettivamente Luca Sbrogiò e Vittorio Selle, Rachele Sacco, referente del progetto “Vaporetto in rosa” per Alilaguna e Marzia Carniato per Lilt, sezione provinciale di Venezia.

«La prima delle iniziative di ‘Ottobre rosa’ – ha esordito Damiano – interesserà tutto il territorio comunale, centro storico, isole e terraferma. Un progetto innovativo e originale, nato da un’idea di Rachele Sacco e reso possibile dal lavoro di squadra di più realtà che hanno collaborato insieme per realizzarlo, per diffondere in modo ancora più capillare la cultura della prevenzione».

Per tutto il mese di ottobre un battello Alilaguna, ricoperto con una pellicola rosa, colore simbolo della prevenzione del tumore al seno, girerà in laguna promuovendo il messaggio “Prevenzione è vita”.

Cinque le tappe in programma per il Vaporetto rosa, tutte di lunedì: l’1 ottobre a San Zaccaria a Venezia (10-12.30 e 14.30-18.30), l’8 al Parco San Giuliano (10-12.30 e 14.30-18.30), il 15 alla Darsena di Marghera (10-12.30 e 14.30-18.30), il 22 a Burano (10-12.30) e Murano (14.30-18.30), il 29 al Lido (SME 10-12.30) e Pellestrina (14.30-18.30).

Al mattino medici specializzati daranno informazioni sulla prevenzione e sulle attività di screening offerte dalla sanità pubblica del territorio veneziano, mentre nel primo pomeriggio, dalle 14.30 alle 16, sarà attivo uno spazio dedicato alle più giovani per insegnare loro l’importanza di monitorare i cambiamenti del proprio corpo e per spiegare la tecnica dell’autopalpazione. Dalle 16.30 alle 18.30 infine il dottor Papaccio, insieme al suo staff, effettuerà delle visite senologiche con il supporto di volontarie delle associazioni coinvolte nel progetto. Ad ogni tappa potranno essere visitate al massimo 25 donne. La prenotazione, obbligatoria, va fatta telefonando al 335.789.28.76 (dottoressa Marzia Carniato), dalle ore 10 alle 17, dal lunedì al venerdì.

Il ringraziamento dell’assessore Mar è andato alla disponibilità dei vari soggetti a lavorare insieme, pubblico, privato e mondo dell’associazionismo: “Sono certa – ha evidenziato – che questo vaporetto susciterà interesse non solo tra i cittadini veneziani ma anche tra i turisti”. Un appello alla responsabilità di ogni cittadino nel prendersi cura della propria salute è arrivato poi dalla vicesindaco Colle.

“Per dare risposte efficaci ai bisogni di salute dei cittadini – ha sottolineato Sbrogiò – è necessario continuare a lavorare in sinergia. Ben vengano dunque iniziative come questa che permettono di informare e sottoporre a screening anche le donne che abitano nelle aree che attualmente rispondono meno agli appelli di prevenzione”. Sull’importanza di fare informazione anche su questioni più specifiche, come quella della familiarità, si è soffermato il dottor Papaccio. “In caso di donne più a rischio è opportuno anticipare l’età di inizio degli screening periodici. Se dalla visita senologica emergono dubbi diagnostici saranno avviati percorsi di approfondimento radiologico”. “In ambito oncologico – ha poi concluso Selle – bisogna mantenere sempre alta la guardia. Confidiamo che anche grazie a questa iniziativa si inneschino percorsi virtuosi di prevenzione sempre più diffusi”.

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Quarto d’Altino, la storia della chiesa in un libro di Ivano Sartor

Gente Veneta - Mar, 25/09/2018 - 11:12

La lunga e travagliata storia che ha portato all’edificazione della chiesa di S. Michele di Quarto d’Altino, è stata messa finalmente nero su bianco sul libro scritto da Ivano Sartor e presentato giovedì scorso dallo storico, già direttore dei Musei Civici di Treviso, Eugenio Manzato, nella sala della parrocchia di Quarto d’Altino.

Con questo libro si è voluto celebrare la fine dei recenti lavori di restauro, che per più di un anno hanno interessato il vecchio edificio.

Iniziato nel 1853, solo grazie alla munificenza dell’allora pontefice Pio X, lo si è potuto ultimare nel 1905. Il libro raccoglie dati e documenti ed è corredato da numerose illustrazioni. Alla sua stampa hanno contribuito alcuni sponsor, che hanno lavorato nell’opera di restauro e il Comune di Quarto d’Altino. Tutto il ricavato della vendita andrà a favore delle spese di restauro.

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“Seguimi”, dal 28 al 30 a Mestre. Il regista, Marco Zappella: «Non spettacolo, ma una storia vera. Di Vangelo»

Gente Veneta - Mar, 25/09/2018 - 09:38

«Il nostro non è uno spettacolo. Perché sul palco non c’è alcuna finzione scenica. Noi rappresentiamo la verità, rappresentiamo il Vangelo. Un Vangelo che è vivo e che avviene esattamente in quel momento, su quel palco, che si compie. Il commento più bello degli spettatori è quando ci dicono “Era tutto vero”. Ed è proprio così. Noi sul palco non impersoniamo dei personaggi, noi siamo quei personaggi. Noi veniamo guariti, veniamo perdonati, veniamo amati. Noi siamo testimoni, non attori. Questa è la forza della verità. La forza della rivoluzione e resurrezione».

«Qui si lotta davvero tanto». Marco Zappella è il regista del musical “Credo” che verrà portato in scena dalla Comunità Cenacolo al Parco Bissuola dal 28 al 30 settembre. Ma tentenna a farsi definire “regista”: «Il regista è lo Spirito Santo – afferma – io sono solo un suo collaboratore. La mia professione in realtà è il muratore, l’arte per me è stata una felice scoperta. Non avevo idea di essere in grado di fare tutto questo. Sono il primo che si stupisce di ciò che il Signore ha fatto e continua a fare con me».

Marco Zappella, 50 anni, è stato anch’egli tossicodipendente, come tutti i ragazzi protagonisti del musical. «Sono entrato in comunità con il problema della droga. Una droga che mi stava togliendo tutto. Non avevo più gioia, speranza, felicità. Ero già morto a 23 anni. Sono arrivato alla comunità Cenacolo e ho fatto di tutto per rimanerci. Perché qui si lotta davvero tanto. Ed è un sacrificio che ti dà un risultato, che ti fa cambiare completamente: riconoscere un Dio che è papà e che ama i suoi figli. Sono rinato, anzi risorto. E ora sono sposato, ho 4 figli, continuo a vivere in comunità con la mia famiglia e occuparmi dei ragazzi che vivono la difficoltà delle dipendenze».

«Usiamo la lingua dell’abbraccio». La passione per il teatro è arrivata dopo. Grazie a “mamma Elvira” (Suor Elvira, la fondatrice delle comunità Cenacolo, ndr): «Anche se forse ce l’avevo nel sangue – spiega – mia madre infatti era una grande amante del teatro. L’ho ritrovato in comunità anche se inizialmente io mi occupavo solo degli allestimenti, delle scenografie. Ma la passione è stata sempre più coinvolgente e ora mi occupo di coordinare più di un centinaio di persone tra quelli che sono sul palco e quelli che sono dietro le quinte».

«La cosa più difficile?  Riuscire a comunicare a 20 nazionalità diverse: usiamo la lingua dell’abbraccio, della pazienza, del cuore, italiano, inglese, tedesco. Ogni millimetro del palco è conquistato con fatica da ogni persona ma con libertà, ripetiamo all’infinito non per la perfezione in sé, ma perché i ragazzi coinvolti traggano un insegnamento da questa esperienza: si deve lavorare sodo, avere pazienza, aspettare i tempi di tutti, fare fatica. Ma poi la gioia più grande è vedere dei legni che germogliano, vedere persone uscire dal loro guscio, abbandonare la paura di condividere, aprirsi agli altri».

«Alla Bissuola quello che vissuto io per anni». Il musical si terrà in luogo simbolico per la città di Mestre che da anni lotta contro la droga: «Sono stato diverse volte al parco Bissuola e mi sono reso conto della realtà: ho visto lì quello che vissuto io per anni. Ho rivisto la mia storia, fatta di ragazzi che sono sempre li, a fare nulla, a drogarsi e a spacciare. E quindi mi fa molto piacere che tutto avvenga proprio lì dove c’è ancora un cuore di tenebra, speriamo di portare un seme di speranza, noi siamo lì per dire a quei ragazzi che il male non ha l’ultima parola. E non ci interessa se ci insultano, se ci fischiano. Non siamo lì per l’applauso né per il biglietto. Siamo lì per il Signore».
«Nella mia zona, Bergamo, sono tornato tante volte. Tanti dei ragazzi con cui mi drogavo non ci sono più. Conosco qualcuno che è uscito dal giro, che è stato in comunità, ma molti sono “perduti”. Le vie della droga purtroppo non hanno molti sbocchi: o muori, o vai in carcere o perdi la testa. Oggi questo è il rischio maggiore: le droghe sono sempre più sintetiche. E i tempi si accorciano. Una volta un eroinomane andava avanti per anni, oggi invece ti bruciano velocemente e il recupero è più difficile anche se mai impossibile».

La presentazione del musical, in Municipio a Mestre

 

La provocazione dal palco. «Per salvare questi ragazzi noi ci rivolgiamo a tutta la città, alle famiglie. Perché mancano sempre più radici stabili, sempre più famiglie sono separate, tanti ragazzi sono viziati. Noi ci rivolgiamo alle famiglie perché riprendano in mano il loro ruolo. Si dice spesso che i giovani di oggi sono peggio di quelli di una volta. Ma io non lo credo. I giovani hanno sempre una marcia in più rispetto alla generazione precedente in ogni epoca. Siamo noi adulti che dobbiamo interrogarci sul perché non ci seguono, non ci parlano, non ci ascoltano. Che valori e modelli abbiamo dato loro? La nostra provocazione sul palco è rivolta a tutti». (GV)

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Un bassorilievo ligneo in dono a don Mario Liviero: ieri ha salutato la parrocchia di San Marco di Mestre

Gente Veneta - Mar, 25/09/2018 - 08:29

Domenica 23 settembre la parrocchia di San Marco Evangelista a Mestre ha salutato il suo parroco uscente, don Mario Liviero, con una festosa mattinata di ringraziamento e di convivialità.

Il centro e il fondamento della festa è stata l’Eucarestia per la quale tutta la comunità della parrocchia si è stretta nella piccola navata della chiesa alle ore 10. Durante l’omelia don Mario ha voluto ripercorrere gli anni del ministero svolti in parrocchia, esprimendo la sua gratitudine e il suo stupore per la calorosa presenza dei fedeli; ha poi augurato a tutta la comunità, con l’espressione propria dello scoutismo, “buona strada”.

Durante la Messa hanno cantato unitamente i due cori della parrocchia, mentre i giovani dell’Azione cattolica e dell’Agesci si sono stretti attorno al parroco partecipando alla celebrazione dai sedili del presbiterio.

Per simboleggiare la gratitudine per questi anni di ministero è stata donato a don Mario un bassorilievo ligneo raffigurante la beata Vergine Maria come protettrice delle famiglie. Hanno partecipato alla celebrazione le due vocazioni della parrocchia, don Federico Bertotto e Marco Zane.

Dopo l’Eucarestia i cori hanno offerto un omaggio musicale eseguendo alcuni brani del loro repertorio. La mattinata si è conclusa con un rinfresco preparato da tutte le famiglie della comunità sul sagrato della chiesa. La comunità di San Marco Evangelista augura ancora a don Mario di poter vivere fruttosamente e serenamente i prossimi anni di servizio sacerdotale. (M.Z. – foto di Salvatore Rafaniello)

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Un bassorilievo ligneo in dono a don Mario Liviero: ieri ha salutato la parrocchia di San Marco di Mestre

Gente Veneta - Lun, 24/09/2018 - 19:26

Domenica 23 settembre la parrocchia di San Marco Evangelista a Mestre ha salutato il suo parroco uscente, don Mario Liviero, con una festosa mattinata di ringraziamento e di convivialità.

Il centro e il fondamento della festa è stata l’Eucarestia per la quale tutta la comunità della parrocchia si è stretta nella piccola navata della chiesa alle ore 10. Durante l’omelia don Mario ha voluto ripercorrere gli anni del ministero svolti in parrocchia, esprimendo la sua gratitudine e il suo stupore per la calorosa presenza dei fedeli; ha poi augurato a tutta la comunità, con l’espressione propria dello scoutismo, “buona strada”.

Durante la Messa hanno cantato unitamente i due cori della parrocchia, mentre i giovani dell’Azione cattolica e dell’Agesci si sono stretti attorno al parroco partecipando alla celebrazione dai sedili del presbiterio.

Per simboleggiare la gratitudine per questi anni di ministero è stata donato a don Mario un bassorilievo ligneo raffigurante la beata Vergine Maria come protettrice delle famiglie. Hanno partecipato alla celebrazione le due vocazioni della parrocchia, don Federico Bertotto e Marco Zane.

Dopo l’Eucarestia i cori hanno offerto un omaggio musicale eseguendo alcuni brani del loro repertorio. La mattinata si è conclusa con un rinfresco preparato da tutte le famiglie della comunità sul sagrato della chiesa. La comunità di San Marco Evangelista augura ancora a don Mario di poter vivere fruttosamente e serenamente i prossimi anni di servizio sacerdotale. (M.Z. – foto di Salvatore Rafaniello)

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Tangenziale di Mestre, lavori ai giunti. Chiusure e deviazioni per due notti

Gente Veneta - Lun, 24/09/2018 - 17:50

Proseguono i lavori di CAV sui giunti stradali agli svincoli della A57-Tangenziale di Mestre. Per permettere i nuovi interventi, la società ha disposto la chiusura degli svincoli di immissione in carreggiata ovest (direzione Milano) dalle rotatorie Miranese e Castellana nelle notti del 25 e 26 settembre 2018. In particolare:

– dalle ore 21 di martedì 25 settembre alle 6 di mercoledì 26 settembre verrà effettuata la chiusura del ramo di svincolo di immissione in carreggiata ovest della A57-Tangenziale di Mestre dalla rotatoria Castellana. Il traffico sarà deviato con segnaletica apposita verso la rotatoria Terraglio;

– dalle ore 21 di mercoledì 26 settembre alle 6 di giovedì 27 settembre verrà effettuata la chiusura del ramo di svincolo di immissione in carreggiata ovest della A57-Tangenziale di Mestre dalla rotatoria Miranese. Il traffico sarà deviato con segnaletica apposita verso la rotatoria Castellana.

In caso di rallentamenti e incolonnamenti dovuti alle chiusure previste, l’utenza sarà costantemente informata in tempo reale della situazione del traffico attraverso i pannelli a messaggio variabile posti sui portali in avvicinamento alla zona.

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Collaborazione Santa Barbara, Asseggiano e Gazzera: in cento per “Grigliammeraviglia” e per pregare

Gente Veneta - Lun, 24/09/2018 - 17:07

Domenica scorsa i giovani della collaborazione pastorale “Albino Luciani”, composta dalle parrocchie di Santa Barbara, Asseggiano e Gazzera, si sono dati appuntamento per una giornata all’insegna del divertimento e della fraternità.

Per iniziare insieme le attività pastorali, che si articoleranno attraverso le attività dell’Azione Cattolica e dei gruppi giovanili post-cresima, il gruppo composto da ottantacinque giovani e quindici educatori si è recato presso l’area attrezzata del Tempietto Spada a Refrontolo (località vicina a Pieve di Soligo) per una grande grigliata tra i mobidi pendii delle colline venete; anzi, per essere precisi una “Grigliammeraviglia”, come titolava il volantino promozionale.

Dopo un pasto pantagruelico i ragazzi si sono sfidati in un grande gioco a squadre. Momento culminante e principale della giornata è stata la celebrazione della Santa Messa, presieduta da don Valentino Cagnin (già cuoco di eccezione alle griglie) e concelebrata da don Marco Scaggiante e don Marco Da Ponte sdb.

La celebrazione è stata preceduta da un incontro finalizzato a presentare le attività dell’anno. Presenti anche i seminaristi Lorenzo Manzoni e Marco Zane, che hanno salutato i ragazzi al termine del loro servizio pastorale nelle parrocchie della collaborazione. (M.Z.)

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I pavimenti alla veneziana dei Vianello diventano digital con il Qrcode

Gente Veneta - Lun, 24/09/2018 - 16:20

“Se tutti quelli che vorranno lavorar in ditta Nostra Arte de Terrazzer siano tenuti intrar in essa Scola…”, recita nell’incipit la Mariegola dell’Arte dei Terrazzeri, scritta nel 1586 per codificare la categoria del “Terrazzer”, mestiere che consiste nella posa e nel restauro del pavimento alla veneziana. Vedendo l’antico documento colpisce per contrasto, passando per le calli di Santa Croce, la vetrina dei terrazzeri Vianello di M. & S. Vianello snc: qui infatti spicca un Qr code costruito in mosaico, con materiali usati comunemente per il loro lavoro. Il Qrcode, funzionante, fa da porta tra un mestiere antico e la modernità, indice della prospettiva contemporanea di una ditta che vuole traghettare i saperi e le realizzazioni dei pavimenti alla veneziana nel terzo millennio e formare nuove maestranze che sappiano tramandare quelle caratteristiche che hanno reso famosa la posa in opera degli elastici e colorati pavimenti alla veneziana. Proprio per questo i due titolari, Stefano e Marco Vianello, si sono rivolti ai giovani dell’alternanza scuola-lavoro per reclutare nuovi apprendisti, desiderosi di continuare tale produzione. Quello del terrazzer è un mestiere tanto pesante quanto affascinante, richiede sforzo fisico nello stare accovacciati a terra, ma anche senso artistico e precisione. L’apprendistato dura tre anni e dà la possibilità, se ci si dimostra portati e volenterosi, di essere poi inseriti nell’organico della ditta. Opportunità che in un momento così difficile per il lavoro giovanile è davvero rara. Gv ha incontrato i due titolari in occasione dell’esposizione, presso la Scuola Grande di San Teodoro, degli artigiani “Tra Arte e Artigianato”.

Da dove è scaturita l’idea del Qrcode in mosaico?
L’idea è venuta dal desiderio di essere e restare un’azienda giovane, al passo con i tempi, cercando di curare la comunicazione anche attraverso i social. I nostri prodotti sono versatili e stiamo cercando di proporre alternative moderne, con semine chiare, che possano piacere anche alle giovani coppie.

Qual è il vostro bacino di intervento? Solo Venezia o è più ampio?
Per quanto riguarda le commesse importanti, abbiamo iniziato con un lavoro per la Etro in Calle Vallaresso, da lì in poi abbiamo iniziato a lavorare anche con altre società importanti, come Benoit de Gorski e Luxottica posando terrazzi pregiati in varie città italiane ed estere: Milano, Roma, Vienna, Ginevra – Losanna. Quest’estate siamo anche andati in Canada a Toronto e Vancouver per due negozi Luxottica.

Insomma la vostra è un’attività che non conosce crisi e l’alto livello qualitativo vi permette di essere apprezzati e di far apprezzare i pavimenti alla veneziana anche all’estero. Ma a Venezia siete stati chiamati anche a realizzare dei restauri?
Restauriamo con cadenza abbastanza abituale i pavimenti dell’Hotel Danieli e del Conservatorio Benedetto Marcello. Abbiamo avuto però anche altre importanti occasioni in diversi palazzi che hanno richiesto nostri interventi di manutenzione ordinaria o restauro come l’Hotel Luna Baglioni, Palazzo Pisani Moretta, l’Hotel Bauer e l’Hotel Palladio. A questi si aggiungono i restauri delle sale della Ca D’oro nel 2012 e di alcune porzioni di pavimento a Ca’ Rezzonico nel 2013. Sempre nel 2013, insieme ad un gruppo di artigiani e tecnici coordinati dalla Sovrintendenza (Veneziadoc), abbiamo donato il restauro dei pavimenti dell’altare maggiore della chiesa di San Pantalon. Nel 2014 siamo invece stati chiamati dalla Sovrintendenza a Palazzo Ducale, per il restauro delle Logge, della Terrazza Foscara, della Terrazza del Doge e della Chiesetta del Doge. Infine nel 2017, in occasione dei festeggiamenti per i nostri 20 anni di attività, abbiamo donato il restauro dei pavimento della Sala del Piovego, sempre a Palazzo Ducale.

E’ cambiato qualcosa nella disponibilità dei materiali, rispetto al passato? Ci sono problematiche riguardo all’elasticità del pavimento, prima prerogativa dei terrazzi alla veneziana?
Non abbiamo difficoltà perché investiamo sulla qualità dei materiali. Questo significa che i cementi e i marmi che usiamo devono essere di prima qualità, usiamo inoltre alcuni accorgimenti che fanno sì che i pavimenti non si fessurino e non si crepino. I nostri fornitori sono italiani: Italcementi per il cemento, che con i suoi fornitori locali ci garantisce un materiale sempre fresco, mentre i marmi vengono da una ditta di Verona. Ci possono essere inserti particolari come madreperla o vetro di murano se il cliente lo richiede. Anche in questo caso scegliamo materiali di alta qualità: per il vetro ci rivolgiamo a una fornace di Murano che ci prepara dei vetri adatti a sopportare i trattamenti con acidi e levigatrice che servono per la stesura del pavimento.
Maria Giovanna Romanelli

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Scuola diocesana di teologia, iscrizioni fino al 30. Don Perini: «Difficile la testimonianza cristiana senza vera competenza»

Gente Veneta - Lun, 24/09/2018 - 15:05

Ancora pochi giorni: c’è tempo fino al 30 settembre per le iscrizioni al nuovo anno scolastico (il terzo con tale denominazione) della Scuola diocesana di Teologia San Marco Evangelista, la realtà sorta di recente – assumendo esperienze precedenti – con l’intento di approfondire la fede cristiana, di formare e qualificare sempre più gli operatori pastorali di parrocchie, collaborazioni, associazioni o organismi diocesani nonché di offrire una speciale occasione di riflessione e confronto per chi vuole approfondire la fede cristiana.

«Oggi più che mai – afferma il direttore don Valter Perini – non ci si può accontentare di una testimonianza qualsiasi, in una società sempre più secolarizzata e complessa anche sul piano religioso con la presenza massiccia in mezzo a noi di altre confessioni cristiane e di altre religioni. Per dialogare bisogna conoscere bene gli altri ma anche la propria fede; difficile, quindi, immaginare una testimonianza autentica senza che ci sia anche una specifica competenza culturale. Le nostre comunità, ad iniziare dai sacerdoti, devono avere più consapevolezza dell’importanza della cultura che va sentita come una necessità, un’esigenza profonda. È un ambito su cui dobbiamo crescere tutti di più».

Per questo, aggiunge, ogni parrocchia o collaborazione pastorale dovrebbe valutare come un investimento prezioso «il fatto che una o più persone si dedichino con serietà, per un certo periodo, allo studio e alla formazione per ritornare poi più attrezzate e preparate».

Cura personale e preparazione per un servizio da svolgere (ad esempio, l’essere catechista o animatore nel campo della liturgia o altro) costituiscono, infatti, la doppia e parallela finalità della Scuola che, continua don Valter, «risulta sempre frequentata da persone molto motivate. I numeri sono buoni, niente affatto male se consideriamo le proporzioni della Diocesi e la scelta di avere sedi diffuse sul territorio».

È in particolare la zona del Litorale quella che, sinora, si sta dimostrando più sensibile e reattiva nei confronti delle proposte formative della Scuola: nell’anno 2017/18 hanno frequentato, infatti, la sede di Eraclea ben 80 persone tra cui 30 studenti ordinari, ovvero coloro che hanno seguito l’intero programma e sostenuto tutte le verifiche previste nell’ambito del triennio in corso. A Zelarino, per l’area della terraferma, i frequentanti erano una sessantina (tra cui 25 studenti ordinari) mentre in Seminario patriarcale, per la zona di Venezia centro storico e isole, si è registrata la presenza di una trentina di studenti (per la metà ordinari).

La Scuola – attraverso corsi configurati su un ciclo triennale – propone, in modo organico e sistematico, i temi basilari di teologia fondamentale, cristologia, antropologia, ecclesiologia; l’insegnamento si svolge con taglio interdisciplinare, in prospettiva biblica, sistematica, morale e pastorale.

Qualificato ed anche variegato (sacerdoti, religiosi, fedeli laici con una significativa presenza di giovani e donne) il corpo docenti che si alterna nelle varie sedi. «Abbiamo voluto dare fiducia a parecchi docenti giovani, bravi e preparati. Abbiamo scommesso su di loro», spiega il direttore.

Naturalmente sarà possibile iscriversi sia all’intero percorso formativo che a singoli e specifici corsi. Per altre informazioni si può contattare la segreteria generale – tel. 041.270.24.62; email: [email protected] -, aperta il martedì dalle ore 9.00 alle 12.00 e il giovedì dalle ore 14.00 alle 17.00. L’anno formativo della Scuola inizierà ufficialmente con due incontri, aperti a tutti e previsti giovedì 11 ottobre per le sedi di Venezia e Zelarino (in luogo e orario da definire) e poi martedì 23 ottobre nella sede di Eraclea.

Alessandro Polet

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