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Premio Medicina di genere: vince Marianna Berton, oculista della Fondazione Banca degli Occhi di Mestre

Gente Veneta - Mer, 03/10/2018 - 14:48

Una giovane oculista di Fondazione Banca degli Occhi e uno studio che potrà fare luce su di un aspetto clinico legato alle migliaia di pazienti potenzialmente candidati al trapianto di cornea: l’influenza del sesso del donatore in rapporto a quello del ricevente e i possibili effetti benefici o collaterali sul trapianto.

Un tema importante e delicato da risultare vincitore del premio AMMI sulla Medicina e Farmacologia di Genere promosso dall’Associazione Mogli Medici Italiani, conferito in questi giorni al XXV Seminario AMMI di Pescara a Marianna Berton (al centro, seduta, nella foto di apertura), giovane medico oculista di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus. Un riconoscimento per l’impegno dell’intero staff di ricerca della Fondazione.

Il progetto di ricerca, coordinato da Antonella Franch, di Ulss 3 Serenissima, e che vede la partecipazione dei medici Emilio Pedrotti (Verona), Pietro Viola (Vicenza) e Cristina Monterosso (Zelarino-Venezia), è risultato vincitore ex aequo con un altro progetto dell’Università Alma Mater di Bologna all’interno di una rosa di 25 studi di medicina di genere nei campi più diversi e potrà contare su un finanziamento di 5.000 euro per essere portato a termine. Il concorso era rivolto a giovani medici ricercatori, under 36 anni, e dalla comprovata attività sperimentale (obbligatorie oltre 10 pubblicazioni all’attivo), non dipendenti dalla Pubblica Amministrazione e in possesso del titolo professionale conseguito presso una Università Italiana nell’ambito delle materie mediche e farmacologiche.

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Mestre, le colonnine di ricarica per batterie delle carrozzine: in 15 mesi usate 20 volte. Le associazioni: «Non conosciute»

Gente Veneta - Mar, 02/10/2018 - 18:35

Sono state usate solo una ventina di volte, in quindici mesi, dalle nove persone che si sono finora iscritte al servizio. Sono le dieci colonnine di ricarica delle batterie elettriche di carrozzine e scooter utilizzati da disabili e anziani.

Il servizio gratuito di Avm Charge Battery è infatti attivo dal 13 giugno 2017, quando è stato inaugurato, frutto di un’iniziativa promossa dal Comune di Venezia.

L’intento è di consentire una maggiore libertà di movimento a coloro che prima non potevano allontanarsi troppo da casa per paura di scaricare le batterie dei loro mezzi.
Il servizio è disponibile in 10 diversi punti di ricarica localizzati presso le ciclostazioni bike sharing del Comune di Venezia, dotate dell’apposita presa elettrica (e potrebbe essere esteso ad altre stazioni qualora gli utenti ne facessero richiesta): Stazione ferroviaria di Mestre, piazzale Donatori di sangue, uscita Marghera stazione F.S., Corso Del Popolo, piazza del Municipio Marghera, angolo Via Pio X, Carbonifera viale Ancona, Campus Scientifico Universitario in via Torino, piazzale Candiani, piazzale Cialdini.
Il sistema è costato circa 30 mila euro tra ideazione e installazione, mentre i costi di manutenzione sono ricompresi in quelli del bike sharing.

«Un’iniziativa molto bella e utile – sottolinea Adriano Favaretto, presidente di Aism (Associazione italiana Sclerosi multipla) – ma non ne sapevamo nulla. I nostri associati non ne avevano notizia; eppure capita che alcuni di loro non si muovano più di tanto da casa proprio perché temono di rimanere senza carica nella batteria».

Il fatto che si tratti di un servizio innovativo e utile è sottolineato anche dalla Uildm (lotta alla distrofia muscolare) tramite Camilla Calandrini: «Anche se poco utilizzata e poco conosciuta, la rete per la ricarica delle batterie è importante. Certo, sarebbe meglio che tanti la conoscessero. Però non è solo questione di una maggiore informazione, pur necessaria. A volte basta poco – uno scalino, un tratto poco illuminato… – per far sì che il disabile rinunci o sia impossibilitato ad usare un servizio».

Valentina Pinton
Giorgio Malavasi

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Domani apre il Sinodo. Un auspicio? Che faccia sentire i giovani a casa propria

Gente Veneta - Mar, 02/10/2018 - 12:58

Se c’è un auspicio che si può fare alla vigilia del Sinodo sui giovani, è questo: che ne esca un “clima” propizio affinché i giovani si sentano ancora più a casa propria nella Chiesa.
E cosa vuol dire sentirsi a casa propria? In primo luogo significa sentirsi ascoltati e rispettati. C’è un sentire profondo, ci sono dei desideri sinceri – che tutti i giovani coltivano nel proprio intimo – che hanno il diritto di essere accolti da un ascolto attento e rispettoso.
È il primo passo per dire ad un giovane “tu mi interessi, mi stai a cuore, tu vali”.
Ascolto e rispetto sono anche il primo passo per realizzare in concreto un tratto essenziale del cristianesimo. Lo ha sottolineato pochi giorni fa Papa Francesco, rispondendo alle domande di un gruppo di giovani di Grenoble: «Il segreto per trasmettere il messaggio della Chiesa è questo: prossimità, vicinanza. Ma che significa? Significa prima di tutto fare quello che ha fatto Dio con il suo popolo. Nel Libro del Deuteronomio – continua il Papa – Dio dice così al popolo: “Quale popolo ha i suoi dei così vicini a sé, come tu hai vicino il Signore?”. Dio si è fatto prossimo al suo popolo. Non solo: voleva farsi tanto prossimo che si è fatto uno di noi, uomo. Questa prossimità cristiana è il primo passo: anzi, è “l’ambiente”, il clima in cui si deve trasmettere il messaggio cristiano. Il messaggio cristiano è un messaggio di prossimità».
Ecco: la prossimità di nutre di ascolto e di rispetto. Francesco lo chiama l’apostolato “dell’orecchio”. Però non basta: serve anche la proposta. E per far sentire i giovani a casa propria bisogna che non solo si sentano liberi e non giudicati, ma occorre che possano vedere come si vive in quella casa.
La casa dei cristiani è una dimora in cui, più che parlare, si fa. Nel senso che non tanto si insegnano dei principi o delle dottrine ma si incarna uno stile di vita. Si testimonia, insomma. E si mostra con i fatti che si cerca di fare il bene degli altri.
Lasciamo che lo dica, meglio di chiunque altro, ancora il Papa, sempre parlando ai giovani di Grenoble: «Una volta, un giovane universitario mi ha fatto questa domanda: “Io nell’università ho tanti amici che sono agnostici, cosa devo dirgli perché diventino cristiani?”. Io ho detto: l’ultima cosa che tu devi fare è dire delle cose. L’ultima. Prima devi fare, e lui vedrà come tu gestisci la vita. Sarà lui a domandarti: “Perché fai questo?”. E allora lì puoi parlare. La testimonianza prima della parola. Questa è la cornice del messaggio cristiano».
Se l’ascolto sarà attento e la testimonianza attraente, sarà ben difficile che un giovane non decida di stabilirsi nella casa in cui si vive secondo quello stile. Quella diventerà casa sua.

Giorgio Malavasi

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Don Fabio Miotto ha salutato Jesolo: «Vi porto con me»

Gente Veneta - Mar, 02/10/2018 - 10:11

Fa un grande sforzo don Fabio Miotto per mascherare il tumulto che ha nel cuore, conteso dalle comunità che dovrà lasciare e quelle nelle quali è atteso.
Ha lasciato la comunità di San Giovanni Battista di Jesolo dopo quattro anni di vicario parrocchiale.

Il Patriarca gli ha infatti affidato la cura delle parrocchie di S. Maria Elisabetta di Cavallino e del S. Cuore di Ca’ Vio. Domenica 30 settembre la comunità di Jesolo lo ha salutato. «Caro don Fabio, questa comunità in questi anni è diventata anche la tua famiglia – ha scritto don Gianni Fassina nel notiziario parrocchiale – e come tale l’hai amata lasciando nelle persone bei ricordi di generosità, di servizio e di affetto». E subito dopo ha aggiunto: «Ma noi sacerdoti non siamo di proprietà delle parrocchie. Lavorando a contatto con le singole persone facciamo crescere rapporti ed amicizie, ma il nostro servizio è per la Chiesa in comunione con la Chiesa universale».

Da parte sua don Fabio, sempre sul notiziario, scrive: «Vi porterò tutti nel cuore per quello che mi avete donato in questo periodo. Io ho cercato di dare il meglio di me e voi avete risposto donandomi ancor di più. Sento di lasciare Jesolo ancora più ricco di quanto lo fossi quando sono venuto in mezzo a voi». Dopo aver espresso il suo grazie a don Gianni, alle suore e a quanti hanno più direttamente collaborato con lui aggiunge: «La parrocchia di San Giovanni Battista è grande, viva, vitale, vivace. Mi ha molto colpito fin da subito il contributo dei laici alla vita della comunità dimostrando maturità e senso di responsabilità. Porto con me anche le liturgie ben curate che ho vissuto e gustato. Un grazie davvero speciale lo riservo ai catechisti, ai chierichetti, ai giovani e soprattutto agli animatori: ho toccato con mano l’entusiasmo e la generosità. La comunità ha un grande patrimonio in questi giovani. Vi raccomando: siatene orgogliosi e abbiatene cura perché è il nostro futuro».

Poi due raccomandazioni, pensando anche all’arrivo del suo “successore”, don Francesco Andrighetti, neosacerdote chiamato all’incarico di Vicario Parrocchiale nella Collaborazione Pastorale di Jesolo Paese, Passarella e Cortellazzo: «Siate aperti alle novità, accogliete con entusiasmo don Francesco e le sue proposte senza arroccarsi nel “si è sempre fatto così”. Che l’Accoglienza diventi sempre più incarnata e reale e non solo una bella parola: fate spazio a chi timidamente si affaccia alla vostra comunità senza paura di perdere posti o posizioni. Sono le raccomandazioni delle due A, Accoglienza e Aperti alle novità».

Don Fabio inizierà il suo ministero nelle nuove parrocchie domenica 7 ottobre celebrando la S. Messa nella chiesa di S. M. Elisabetta di Cavallino alle ore 9.45 e nella chiesa del S. Cuore di Ca’ Vio alle 11.15.

Giampaolo Rossi

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Il card. Ravasi: «Il grande dramma del nostro tempo? La crescente incapacità, per chi ha visione e valori, di incidere»

Gente Veneta - Mar, 02/10/2018 - 08:06

«Oggi è vero ciò che scriveva nell’800 il filosofo Søren Kierkegaard, quando asseriva che la nave ormai è nelle mani del cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta della nave bensì il menù. Dobbiamo – anche come Chiesa – prendere in mano un po’ di più il megafono per poter far sentire non solo il… menu».

A dirlo è il card. Gianfranco Ravasi, a Venezia venerdì 21 settembre per l’evento “Geometrie dello Spirito”, il dialogo tra architettura, spiritualità e musica, tenuto alle Tese dell’Arsenale e organizzato nell’ambito della prima partecipazione della Santa Sede alla 16a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

Oggi, in effetti, nel tempo dei social, c’è uno scollamento crescente tra le persone colte e quelle che colte non sono. Sembra che colti e competenti sappiano affrontare le questioni ma non capiscano i problemi della gente. Al contrario, incolti e incompetenti capiscono i problemi della gente ma non sanno risolverli.

Il card. Ravasi sorride di fronte a questo scenario e ne riconosce la corrispondenza alla situazione reale: «Oggi esiste uno scollamento tra coloro che hanno una visione d’insieme, che però non sono più capaci di incidere concretamente. E’ la posizione della persona intellettuale e religiosa, di umanità anche profonda, che è portatore di valori ma si trova isolato all’interno di un orizzonte, quello umano, profondamente proteso verso una concretezza che diventa sempre più pesante e alla fine diventa anche volgarità, banalità e superficialità».

È il tema dell’“uno vale uno” ma anche, in generale, della piattezza della cultura di massa: «Io penso – conclude il card. Gianfranco Ravasi – che questo sia uno dei grandi drammi di questo tempo, poiché viviamo una scissione radicale tra i valori autentici e una declinazione al ribasso del concreto e immediato, anche banale».
Da ciò l’invito a… dare il cambio al cuoco di bordo. (M.M.-G.M.)

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Mestre, sì di Giunta alla nuova pista ciclabile tra Riviera Marco Polo e via Poerio

Gente Veneta - Lun, 01/10/2018 - 22:07

Via libera di Giunta al completamento della rete ciclabile tra Riviera Marco Polo e via Poerio a Mestre.

«Il progetto – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto – procederà con due stralci funzionali corrispondenti ad altrettanti tratti di pista ciclabile consecutivi e il riordino delle pavimentazioni esistenti: il primo, che prenderà avvio non appena sarà conclusa la fase di progettazione, consiste nella realizzazione di una passerella a sbalzo sulla sponda del canale Osellino in continuità con l’esistente percorso ciclopedonale di riviera Marco Polo. Il secondo stralcio interesserà invece la sede pedonale di un tratto di via Pio X e sarà realizzato in un secondo momento».

Il progetto prevede la realizzazione di una passerella di collegamento lungo l’argine tra il ponte di via Colombo e via Giardino: si tratta di un percorso, lungo circa 38m e largo 2,5m, realizzato a sbalzo attraverso l’utilizzo di mensole in carpenteria metallica.

Per la realizzazione della passerella si procederà con un rafforzamento degli argini tramite micropali per non interferire con l’edificato esistente: verrà mantenuta la palizzata in legno a marginamento mentre verrà rimodellata la riva in terra e piantumata con edera rampicante. In corrispondenza del punto di attacco del percorso a via Giardino verrà inserita una scala in acciaio al fine di accedere alla quota della banchina.

Inoltre l’intervento prevede la creazione di un’area verde a mitigazione dell’attuale spazio a parcheggio situato all’imbocco di via Giardino, il rialzamento di un tratto della stessa strada così da rendere ancora più sicuro l’attraversamento ciclopedonale e l’inserimento di una panchina in cemento al fine di dividere le aree di sosta da quella di stasi. Contemporaneamente sarà potenziata tutta l’illuminazione pubblica e saranno ripavimentati gli spazi aperti con lastre autobloccanti di cemento.

«L’intervento – aggiunge l’assessore alla Città Sostenibile Massimiliano De Martin – va nella direzione di completare parte della rete dei percorsi ciclabili che convergono verso il centro città. Inoltre riveste particolare importanza poiché garantisce un’alternativa sicura, comoda e rapida per bypassare il ponte di Via Colombo che rappresenta, per gli spostamenti in bicicletta, uno dei punti più pericolosi di tutta la viabilità mestrina».

Per la realizzazione del primo stralcio sono stati investiti 400mila euro finanziati nell’ambito del Pon Metro 2014-2020. La delibera sarò ora trasmessa alle Commissioni competenti, prima del voto finale in Consiglio comunale.

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Rinnovato a FriulAdria, fino al 2023, il servizio di tesoreria dell’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura

Gente Veneta - Lun, 01/10/2018 - 21:27

Circa 6 miliardi di euro in un decennio. È il monte di contributi pubblici gestiti da Crédit Agricole FriulAdria per conto di Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura. Nel solo 2017 i contributi erogati da Avepa attraverso CA FriulAdria ammontano a oltre 600 milioni a fronte di 237.515 mandati di pagamento.

Sono numeri importanti quelli che caratterizzano la collaborazione tra Avepa e Crédit Agricole FriulAdria nell’ambito del rapporto per il servizio di tesoreria e cassa avviato nel 2009, poi rinnovato nel 2014, e di cui ora la banca si è nuovamente aggiudicata il bando di gara per il periodo 2018-2023.

La nuova convenzione per la gestione della tesoreria è stata siglata a Padova nella sede di Avepa dal direttore Fabrizio Stella e dal direttore generale di Crédit Agricole FriulAdria Carlo Piana alla presenza dell’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan.

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Prevenzione del tumore al seno: il 29% delle donne veneziane non fa lo screening

Gente Veneta - Lun, 01/10/2018 - 16:31

Di tumore al seno ci si può ammalare, ma, soprattutto, grazie alla prevenzione, si può guarire e, seguendo idonei percorsi sia fisici che psicologici, si può tornare entro breve tempo alla vita attiva.

Questo il messaggio che anche quest’anno vuole lanciare la campagna informativa di “Ottobre rosa”, con un calendario, nel territorio comunale di Venezia, ricchissimo di iniziative, presentato questa mattina, a Ca’ Farsetti, con una conferenza stampa a cui hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, la vicesindaco di Venezia e assessore alla Cittadinanza delle donne, Luciana Colle, l’assessore al Turismo, Paola Mar, numerose consigliere comunali e di Municipalità, oltre ai rappresentanti di Ulss 3 “Serenissima”, delle associazioni Lilt Sezione provinciale di Venezia, Avapo Venezia, Avapo Mestre, Aied, Nordic walking Italy, Trifoglio Rosa di Mestre, Pink Lioness in Venice, Polisportiva Terraglio, Alilaguna, e Gruppo femminile imprenditoria di Confindustria Venezia.

«Ad aprire gli appuntamenti – ha ricordato la presidente Damiano – sarà una delle novità di quest’anno: il ‘vaporetto rosa’ (nella foto di apertura), che per tutti i lunedì di ottobre attraccherà di volta in volta in Centro storico, nelle isole, e anche in Terraferma, a San Giuliano, per effettuare, nell’ambulatorio mobile, appositamente allestito al suo interno visite senologiche su prenotazione (tel. 333-7892876) oltre che dare informazioni sulla prevenzione e sulle attività di screening offerte dalle strutture dell’Ulss 3: dopo il primo appuntamento di lunedì 1 ottobre a san Zaccaria, i successivi saranno l’8 al Parco San Giuliano (10-12.30 e 14.30-18.30), il 15 alla Darsena di Marghera (10-12.30 e 14.30-18.30), il 22 a Burano (10-12.30) e Murano (14.30-18.30), il 29 al Lido (SME 10-12.30) e Pellestrina (14.30-18.30)».

Purtroppo la percentuale di donne che si affida alla prevenzione e alla sanità veneziana è ancora relativamente bassa (il 71% nell’intera Ulss 3 “Serenissima” e il 65%, nel territorio della vecchia Ulss 12 veneziana): l’obiettivo è di arrivare al più presto almeno alla soglia dell’80%.

«Bisogna spiegare alle donne – ha osservato la vicesindaco Colle – che la sanità pubblica lavora bene, presto e con alta professionalità, e che è un dovere per tutte noi sottoporci agli esami di prevenzione, sia da un punto di vista personale, ma anche come componenti della società, perché una malattia comporta comunque costi alti anche per tutta la collettività».

Il Comune di Venezia lancerà questo messaggio anche attraverso la campagna “#NastroRosa Airc” , illuminando per tutto il mese di ottobre le sue sedi principali: Ca’ Farsetti, Ca’ Loredan, il Municipio di Mestre, la Torre civica. In calendario poi iniziative di vario genere: dagli incontri divulgativi alle manifestazioni sportive, dagli spettacoli teatrali alla presentazione di libri e alle mostre di pitture, tutti ovviamente dedicati all’argomento.

«Un’altra novità di quest’anno – ha sottolineato l’assessore Mar – che abbiamo organizzato a tempo di record, saranno le “Vetrine in rosa” dei negozi di Mestre, Marghera, Zelarino in cui si troverà il materiale informativo degli eventi».

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Catene di Marghera, “il Punto” rinnovato dopo 30 anni di vita

Gente Veneta - Lun, 01/10/2018 - 14:53

Dopo 30 anni di vita “Il Punto”, il foglietto di informazione della parrocchia Madonna della Salute di Catene è stato rinnovato nella veste grafica, per renderlo più fresco e snello. «Vogliamo che diventi davvero com’era in passato “il punto” della situazione della vita della comunità – spiega il parroco don Lio Gasparotto – da condividere con tutti perché ognuno, grande o piccolo, possa sentirsi parte di una famiglia.

Sarà maggiormente collegato con i nuovi strumenti digitali come il sito internet, e i social network Instagram e Facebook.

La novità però non riguarda solo l’aspetto, ma riguarda anche la sostanza: l’allargamento alla collaborazione pastorale tra Catene e Villabona poi ci ha “imposto” questo cambio di passo, perché possiamo aiutarci a costruire una comunione che parte comunque e sempre dalla condivisione nell’unica fede in Cristo e nella vita sacramentale della Chiesa». In contemporanea con il rilancio grafico e di contenuti (ci saranno anche le anticipazioni di ogni numero di Gente Veneta) sarà allargata la lista delle persone che lo ricevono in posta elettronica espandendola ai parrocchiani che ne faranno richiesta, ai genitori della scuola materna, ai giovani e ai gruppi parrocchiali.

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Torcello, nuovo museo archeologico? No, dicono gli studiosi: «Meglio trasformare lo scavo in una sala “live”, con racconto in diretta»

Gente Veneta - Lun, 01/10/2018 - 14:08

Nuovo museo? No, meglio raccontarlo. Da molti anni, infatti, si parla di un possibile Parco Archeologico per la Laguna Nord.

Il fine è valorizzare la grande ricchezza archeologica delle isole e delle barene intorno a Torcello, Burano e l’Arcipelago di Ammiana/Costanziaco. Si tratta, però, di un territorio assai particolare, dove il rapporto tra terra e acqua è unico e dove la fragilità delle strutture ambientali e archeologiche va tenuta in debita considerazione.

Lasciare gli scavi “aperti” e monumentalizzare un’area archeologica – sostengono gli archeologi di Ca’ Foscari. Che anche quest’anno stanno guidando una campagna di scavi nell’isola – sembra essere una soluzione non percorribile: le delicate strutture in legno e terra, i livelli di marea, e il contesto monumentale sconsigliano un tipo di Parco Archeologico di tipo classico.

Non solo: i reperti e le strutture edilizie altomedievali sono molto frammentate e poco “affascinanti” da un punto di vista della maestosità: la loro lettura in un parco archeologico di tipo tradizionale sarebbe sicuramente non facile da parte di un pubblico generalista.

Con il progetto Torcello 2018, si immagina un Parco ad Impatto Zero, dove l’archeologia si mette in mostra mentre si scava, e – una volta completate le operazioni di ricerca archeologica – si ricoprono tutte le strutture per conservarle in maniera effettiva e a costi sostenibili. «Il nostro progetto – proseguono gli archeologi dell’università veneziana – vorrebbe trasformare lo scavo in una sala “live” di un museo, dove gli archeologi raccontano il loro lavoro in diretta, confrontandosi con il pubblico e i turisti anche sulle problematiche interpretative».

Narrazione diventa così la parola chiave: questo mondo del passato che riemerge sembra possa essere veicolato grazie ad uno sforzo degli archeologi e delle istituzioni per costruire percorsi di comunicazione nel territorio, dove il passato viene condiviso mentre si indaga (scavi archeologici), nei musei vicini (con mostre ed eventi) e attraverso gli strumenti digitali (social media e ricostruzione 3d).

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Don Giuseppe Simoni, il congedo da Porto Santa Margherita: «Grazie, la bellezza sta nelle piccole cose»

Gente Veneta - Lun, 01/10/2018 - 08:21

«La bellezza sta nelle piccole cose…: ringrazio tutti perché qui in mezzo a voi ho trovato dei papà, delle mamme, dei fratelli e degli amici. È difficile staccarsi da voi, però il Signore mi chiama altrove e chi obbedisce al Signore vive sereno».

L’assemblea nella chiesa della parrocchia di San Giovanni XXIII di Porto Santa Margherita, al congedo di don Giuseppe Simoni

 

Lo ha detto ieri, domenica 30 settembre, don Giuseppe Simoni, durante la Messa di congedo dalla parrocchia di San Giovanni XXIII di Porto Santa Margherita.

Don Simoni è stato infatti chiamato dal Patriarca a divenire parroco delle parrocchie di San Pietro e Sant’Andrea di Favaro, dove farà ingresso sabato 6 ottobre.

«Grazie a voi – ha detto ancora don Giuseppe, rivolgendosi alla comunità di Porto Santa Margherita di Caorle – vado via ancora più prete, perché ognuno di voi ha contribuito all’arricchimento della mia missione di sacerdote».

(con la collaborazione e le foto di Giacomo Capiotto)

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Lido di Venezia, ripulita e riaperta la Batteria Ca’ Bianca

Gente Veneta - Dom, 30/09/2018 - 21:02

Riaperta oggi la Batteria militare Ca’ Bianca del Lido di Venezia, Un grande spazio demaniale abbandonato che, risistemato, va riaperto al pubblico.

La riapertura di domenica 30 è avvenuta dopo una pulizia radicale e dopo aver eliminato la vegetazione che ricopriva lo la costruzione. Tutto ciò grazie all’interessamento dell’associazione Fortinfest.

La batteria faceva parte del sistema difensivo costiero realizzato a difesa della città di Venezia. Ampliato e potenziato nel 1880, l’edificio – noto anche come Batteria Casabianca – fu nuovamente irrobustito fra il 1909 e il 1913.

Nel pomeriggio, dopo la riapertura, Arlecchino ha piacevolmente intrattenuto una trentina di bambini veneziani e lidensi.

(con la collaborazione di Mario D’Elia)

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Attese 3mila persone, tra stasera e domani, per il musical “Seguimi” al parco della Bissuola a Mestre

Gente Veneta - Ven, 28/09/2018 - 13:59

Oltre 1400 prenotazioni sono arrivate sul sito www.comunitacenacolo.it per la prima serata del Musical “Seguimi”, portato in scena da ragazzi e ragazze della Comunità Cenacolo che con più di 80 sedi nel mondo dà ospitalità a centinaia giovani con l’obiettivo di uscire dalla spirale delle dipendenze.

Da alcuni giorni è in allestimento il grande palco di quasi 400 metri quadri e da ieri sono state disposte anche le circa 2000 sedie disponibili ad accogliere il pubblico al Parco Bissuola in corrispondenza del Piazzale Divisione Acqui, proprio lo stesso luogo in cui da tempo la cittadinanza rivendica il proprio spazio contro l’illegalità e lo spaccio.

Il musical messo in scena dagli 80 attori, che ripercorre le vicende narrate dal Vangelo, sarà la testimonianza offerta dai protagonisti che anche attraverso la propria esperienza di fede e di spiritualità hanno lottato e lottano contro la tossicodipendenza e altre forme di disagio.

Durante la seconda serata, per la quale si prevede un’affluenza pari alla prima, sarà presente anche il Patriarca Francesco Moraglia, che si recherà ad assistere al musical e ad incontrare i ragazzi della Comunità Cenacolo al Parco Bissuola, dopo l’appuntamento solenne della Messa alle ore 18.30 nel Duomo di S. Lorenzo per la festa di San Michele, Patrono della città.

Le tre serate di musical che si terranno oggi, sabato e domenica, rappresentano una delle tappe europee dello spettacolo “Seguimi”, creato e portato in scena dai ragazzi della Comunità Cenacolo e organizzato nel veneziano dall’associazione mestrina “Credo” con la collaborazione del Comune di Venezia che lo ha inserito nel programma ufficiale di “Città in festa 2018” e con il Patrocinio del Patriarcato di Venezia.

Il programma delle tre serate vedrà alle ore 20 un momento di accoglienza e di testimonianza e alle ore 20.30 l’inizio del musical, con la presenza in tutte e tre le serate di un punto ristoro con due food track a disposizione per il pubblico. Alle ore 10 di sabato mattina si svolgerà la replica del Musical “Seguimi” riservata alle scuole, con circa 700 studenti coinvolti dagli insegnanti di religione della diocesi di Venezia con la collaborazione del Servizio Itinerari educativi del Comune di Venezia.

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Volontariato, “72 ore con le maniche in su”: la nuova edizione riconosciuta per l’alternanza scuola-lavoro

Gente Veneta - Ven, 28/09/2018 - 13:37

C’è pure un progetto grafico nuovo, studiato insieme agli universitari dello Iusve di Mestre, ad accompagnare tutta la comunicazione (strumenti social compresi) delle prossime “72h con le maniche in su” che prenderanno il via alle ore 15 del 1° novembre e termineranno alle ore 15 del 4 novembre 2018.

L’iniziativa è, come nelle precedenti sette edizioni, rivolta a giovanissimi e giovani (dai 16 ai 30 anni, in gruppetto o singolarmente) che vogliono cimentarsi in un’esperienza di servizio e di volontariato a sorpresa.

La destinazione, infatti, la sapranno solo al momento del via. Proveranno così a rendere concreta la propria disponibilità al servizio in una delle molte realtà (istituzionali, associative, ecclesiali e di assistenza) del territorio metropolitano di Venezia che hanno aderito anche quest’anno – tra le novità c’è Veritas che, dopo anni di collaborazione, entra direttamente nell’evento – con ben 73 progetti in ballo in ambito ambientale, dell’immigrazione, delle mense e dei servizi per senza fissa dimora, delle dipendenze e della disabilità, degli anziani e dei minori.

L’edizione 2017 aveva registrato oltre 900 partecipanti tra iscritti e referenti dei singoli gruppi di servizio; solo 143 erano maggiorenni e quasi 2 su 3 erano alla prima esperienza delle “72h”.

Il bacino a cui attinge l’iniziativa è, insomma, sempre più quello dei giovani studenti delle superiori e si è, infatti, via via consolidata la collaborazione con le scuole; una specifica convenzione garantirà, tra l’altro, ad ogni studente il riconoscimento di 50 ore nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro.

Altra novità di quest’anno sarà il coinvolgimento o meglio l’affiancamento in talune attività di alcuni giovani richiedenti asilo con i quali i ragazzi delle “72h” potranno confrontarsi e dialogare anche al di là del momento dell’attività da svolgere.

Le iscrizioni alla prossima edizione delle “72h con le maniche in su”, organizzata come sempre dal gruppo informale (e molto giovane a sua volta) “Prove di un mondo nuovo”, restano aperte sino a domenica 7 ottobre ed avvengono via mail: [email protected] Per informazioni: tel. 331.313.87.43.

Alessandro Polet

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Il Patriarca alla Messa per la Polizia di Stato: «La libertà è il frutto di una legge che opera per il bene comune»

Gente Veneta - Ven, 28/09/2018 - 10:42

«Nella nostra società si possono prendere due scorciatoie sbagliate: la legge per la legge, il legalismo; oppure la libertà del fare quello che si vuole. La Polizia di Stato ci dice che la libertà è il frutto di una legge che opera per il bene comune».

Lo ha detto il Patriarca nell’omelia pronunciata stamattina, nella chiesa di Santa Maria di Lourdes a Mestre, in occasione della festa di San Michele, santo patrono della Polizia.

Dopo aver salutato agenti e dirigenti, mons. Moraglia ha rivolto loro la sua riflessione, partendo dal motto della Polizia stessa: «Sub lege libertas, il vostro motto è breve ma onnicomprensivo. E dice che la legge ci permette di abitare, di convivere sapendo che c’è un limite da rispettare per il bene di chi sta vicino a me e della collettività».

Un patrimonio di civiltà, questo, che va trasmesso: «Dobbiamo educare i nostri giovani – ha proseguito il Patriarca Francesco – ad un’obbedienza libera e ad apprezzare il valore della legge anche quando chiede qualcosa di non comodo o gradito…».

In questo senso anche il ringraziamento complessivo rivolto da mons. Moraglia: «Diciamo oggi grazie ad un’istituzione, agli uomini e alle donne che la rappresentano… La Polizia di Stato, prima di tutto, è vicina ai cittadini, accompagna, fa sicurezza, interviene, previene e contrasta. E questo richiede equilibrio, professionalità e molta umanità, al di là delle capacità tecniche».

(con la collaborazione e le foto di Alessandro Polet)

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Mestre, apre oggi la mostra di opere in legno di Tony Marra

Gente Veneta - Ven, 28/09/2018 - 10:10

Viene inaugurata venerdì 28, alle ore 18.30, presso la sede di Fideuram in Villa Toniolo – Riviera XX Settembre 22, a Mestre, la mostra personale di Tony Marra.

Marra espone una trentina di opere ligne. Si possono ammirare composizioni che richiamano maschere tribali, giochi di luci ed ombre tra il sole e la luna, città seminascoste che si rivelano grazie ad un gioco di forme e colori, così come gli omaggi a Mirò, Van Gogh e Kandisky.

La mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 e dalle 14.45 alle 17.30.

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Mestre, la variante urbanistica c’è; può partire la costruzione dell’ipermercato solidale da 3 milioni di euro

Gente Veneta - Ven, 28/09/2018 - 09:52

La Fondazione Carpinetum esprime soddisfazione e ringrazia pubblicamente il sindaco Luigi Brugnaro e l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin, con tutti i loro collaboratori degli uffici comunali preposti, per la decisione adottata in

La Giunta comunale di Venezia dice sì alla variante urbanistica che rappresenta un passaggio decisivo nel percorso di realizzazione del nuovo Ipermercato solidale per Mestre, in località Arzeroni.

Un progetto a cui la Fondazione Carpinetum sta lavorando da tempo con l’obiettivo di dotare Mestre di una struttura all’avanguardia dove inserire tutte le iniziative solidali offerte ai poveri e ai bisognosi: la distribuzione di mobili, vestiti, frutta e verdura, cibo, alimenti in scadenza e oggetti per la casa, riorganizzati in un contesto moderno e funzionale per rispondere sempre di più e meglio alle richieste di aiuto delle persone.

«Ogni anno – dichiarano il presidente della Fondazione Carpinetum, don Gianni Antoniazzi, e il presidente dell’associazione Il Prossimo che gestirà la struttura, Edoardo Rivola – si calcolano circa 100 mila accessi ai magazzini solidali del Centro Don Vecchi. Don Armando Trevisiol ci insegna che non esiste una fede che si incarna nella realtà quotidiana se non si accompagna a una carità concreta, fatta di opere capaci di andare incontro al bisogno. L’Ipermercato solidale si inserirà nello stesso contesto dove già esistono i Centri don Vecchi 5 e 6 e dov’è appena partita la costruzione del 7, così da poter sviluppare sinergie ed economie di scala. Grazie al sindaco Brugnaro, all’assessore De Martin e a tutti coloro che hanno lavorato, per il passo compiuto».

Oltre all’investimento già sostenuto per acquistare il terreno, la Fondazione Carpinetum finanzierà la realizzazione del primo stralcio dell’opera, per cui ora si attende il permesso a costruire, con 3 milioni di euro.

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È morto don Romolo Sbrocchi, collaboratore nella parrocchia di Catene di Marghera

Gente Veneta - Ven, 28/09/2018 - 07:03

È morto don Romolo Sbrocchi, collaboratore pastorale della parrocchia della Madonna della Salute di Catene di Marghera.

Don Sbrocchi, 93 anni, era originario della provincia di Foggia. Ordianto sacerdote nel 1950, da parecchi anni offriva la sua opera alal parrocchia di Catene.

Il funerale sarà celebrato presso la stessa parrocchia lunedì 1° ottobre alle ore 10.

«Ai familiari e alla comunità parrocchiale di Catene – scrive in un messaggio il Vicario Generale, mons. Angelo Pagan – le più vive condoglianze e il conforto della nostra preghiera».

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Jacques Offenbach: il Palazzetto Bru Zane di Venezia gli dedica la Rassegna d’autunno

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 23:06

Alla vigilia delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Jacques Offenbach, il centro di musica romantica di Palazzetto Bru Zane, dedica il proprio festival autunnale al compositore maestro dell’operetta e alla “Parigi della musica leggera”.

Dieci concerti, quattordici cantanti, sedici musicisti, una conferenza: questi i numeri dell’omaggio veneziano al compositore tedesco di nascita ma che si formò e visse in Francia e che seppe con genialità assimilare l’umorismo dei generi comici già diffusi nella Parigi della fine del Settecento.

Tra stucchi e affreschi del Bru Zane (che ha aumentato quest’anno da 75 a 99 i posti a sedere) e nella vicina e assai più capiente Scuola di San Giovanni Evangelista sarà ricreato lo spirito frizzante che animava i teatri ma anche i caffè concerto parigini del secondo impero. Le dieci serate (cartellone completo su BRU-ZANE.COM) saranno dedicate alle arie d’operetta ma anche alla musica strumentale e alle trascrizioni- così frequenti nell’Ottocento- di pagine per orchestra da riprodurre con piccoli organici da camera. In programma Offenbach, ma non solo, dato che introno al prolifico autore di oltre centro lavori di diversa ampiezza e varia fortuna, gravitavano numerosi compositori e librettisti.

L’atmosfera di Montmartre fin-de-siècle e la sua vita sonora saranno rievocate il 9 ottrobre ( ore 18, ingresso libero) da Michela Niccolai, storica della musica, nel corso di una conferenza che analizzerà questa forma di intrattenimento ma anche disegnerà una cartografia d’epoca dei locali del famoso quartiere della capitale francese.

La conferenza, così come alcuni dei concerti in programma, sarà trasmessa anche sulla webradio “classicalradio.bru-zane.com”, una rete creata dal Palazzetto che trasmette 24 ore su 24 e che, come è stato spiegato al direttore scientifico, Alexandre Dratwicki, nel corso di una conferenza stampa di presentazione delle attività 2018-2019, ha un bacino di utenza in costante crescita distribuito tra Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone, Germania. “Classicalradio” – ma anche per le conferenze il sito BRU-ZANE.COM – consente a un pubblico sempre più vasto di accedere alla programmazione non solo veneziana del Palazzetto che anche per il 2018-2019 ha un denso e interessante calendario a Parigi e in Francia, ma pure tournée europee oltre a un Festival a Montréal, in Canada.

Palazzetto Bru-Zane, che, dal maggio scorso, ha un nuovo direttore generale (Hervé Combaz, ingegnere di formazione che è stato direttore generale nell’amministrazione del Ministero dell’Educazione in Francia) oltre a proseguire nel sostegno del lavoro di riscoperta, studio ed esecuzione di partiture dell’Ottocento, svolge una intensa attività editoriale e di produzione internazionale di spettacoli.

A Venezia continueranno anche quest’anno le iniziative di formazione rivolte alla scuole della regione e alle famiglie che dal 2013 riscuotono un gande successo. Dopo la rassegna ‘Offenbach’, la città lagunare, nella primavera 2019, in occasione del centenario del trattato di Versailles, accoglierà un ciclo di concerti dedicati ai musiciste nella Grande Guerra.

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È morto don Romolo Sbrocchi, collaboratore nella parrocchia di Catene di Marghera

Gente Veneta - Gio, 27/09/2018 - 20:52

È morto don Romolo Sbrocchi, collaboratore pastorale della parrocchia della Madonna della Salute di Catene di Marghera.

Don Sbrocchi, 93 anni, era originario della provincia di Foggia. Ordianto sacerdote nel 1950, da parecchi anni offriva la sua opera alal parrocchia di Catene.

Il funerale sarà celebrato presso la stessa parrocchia lunedì 1° ottobre alle ore 10.

«Ai familiari e alla comunità parrocchiale di Catene – scrive in un messaggio il Vicario Generale, mons. Angelo Pagan – le più vive condoglianze e il conforto della nostra preghiera».

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