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Santi Giovanni e Paolo, si restaura la vetrata Vivarini

Gente Veneta - Dom, 19/05/2019 - 14:37

Al via il restauro della “Vetrata Vivarini” nella Chiesa domenicana dei Santi Giovanni e Paolo. La vetrata è un importante elemento non solo di valore artistico ma anche funzionale, dal momento che modula la luce nella parte del transetto. Urgeva da tempo l’intervento, vista la presenza di un diffuso ed avanzato stato di degrado, con alcuni distacchi. I lavori partiranno a breve e prevedono lo smontaggio delle parti che costituiscono la vetrata al fine di compiere pulitura, restauro e consolidamento. Le impalcature sono infatti già state montate per permettere un agevole spostamento. Inoltre è stato predisposto un cantiere a fianco della chiesa dove verranno eseguiti i lavori di restauro, in modo che le vetrate non subiscano troppi spostamenti che potrebbero risultare dannosi per la conservazione.

Il restauro in un prefabbricato in loco. «Una casetta prefabbricata fungerà infatti da “ufficio” per il restauro» ha spiegato il parroco, padre Giuseppe Giacon. Le invetriate verranno infatti rimosse e portate a terra per essere sistemate. Alcune parti erano già state smontate anni addietro per verificare l’entità dei lavori e capire come meglio poter svolgere il restauro. Parte del lavoro consisterà nel ripristinare, pulire e restaurare le parti in vetro, ma coinvolgerà anche l’intelaiatura e le piombature che si muovono e necessitano di essere fissate per garantire la corretta conservazione dei vetri.

Unica nel suo genere. La vetrata del Vivarini, un unicum tra quelle veneziane, è un grande finestrone in stile gotico presente nella parete di fondo della crociera. Molto colorata, la vetrata è divisa in diversi pannelli dove sono rappresentati santi e simboli cristiani. È forse l’opera più insigne uscita dalle fornaci di Murano, compiuta quasi certamente dal grande maestro vetraio Giannantonio Licinio da Lodi nel 1510 su cartoni attribuiti a Bartolomeo Vivarini, da cui prende nome, per l’immagine di S. Paolo e la parte più alta. Cima da Conegliano contribuì invece per le figure della Madonna, S. Giovanni Battista e S. Pietro, mentre Girolamo Mocetto disegnò la parte inferiore. I lavori di restauro, che saranno eseguiti dalla ditta Sirecon di Diego Perissinotto e finanziati dalla Sovrintendenza, partiranno a breve, non appena sarà completato l’allestimento del cantiere. Si stima che prima di vedere nuovamente la vetrata splendere alla luce del sole il lavoro complessivo possa durare da un anno e mezzo a due anni.

Francesca Catalano

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Quasi 74mila, in provincia di Venezia, le persone iscritte nel Registro di chi donerà organi

Gente Veneta - Dom, 19/05/2019 - 11:48

Sono 73.364 le persone del Veneziano iscritte nel Registro donatori di organi. Un dato positivo, comunicato stamattina, al Centro Cardinal Urbani di Zelarino dove si è svolta la Giornata del dono, organizzata da Aido Venezia, Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule. L’aggiornamento sul numero delle persone che hanno formalizzato al propria disponibilità alal donazione di organi è stato fatto del presidente della sezione provinciale Aido, Francesco Lorenzon.

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Venezia è intervenuta l’assessore al Turismo, Paola Mar: «Molti anni fa, era settembre – ha raccontato – mia cugina cadde in montagna e dopo poco morì. Da quel giorno mi sono iscritta all’Aido come alcuni miei cugini. Ora lo sono anche tutti i nostri nipoti, mentre mia cugina al tempo donò le cornee. Credo che ognuno di noi nella propria vita abbia bisogno di donare e ricevere. Ricevere è più facile mentre donare è ben più difficile, ma credo che sia il miglior gesto che ognuno di noi possa fare. Leggo con soddisfazione i dati che ha reso noti il presidente, perché credo che ognuno di noi debba impegnarsi ogni giorno nel dono e nella testimonianza. Nel momento del dolore non c’è cosa più bella che capire che la nostra sofferenza può aiutare a salvare la vita di un’altra persona».

In apertura dei lavori un minuto di silenzio chiuso da un applauso per i donatori che non ci sono più, seguito da un ricordo della pallavolista della Nazionale Sara Anzanello, mancata l’anno scorso e attivissima testimonial Aido.

Toccanti gli interventi che si sono susseguiti nell’auditorium del centro, abbellito dai disegni e dai cartelloni eseguiti dagli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado di Fiesso D’Artico. Durante la mattinata sono intervenuti anche i rappresentanti dell’Ulss 3 Serenissima e dell’Ulss 4. Ai

familiari dei donatori è stato consegnato un simbolo di riconoscenza a nome di quanti sono stati beneficiati. Nel corso della giornata è stato possibile informarsi e iscriversi ad Aido oltre che ad altre associazioni di volontariato attive sul territorio.

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Un fascio di infrarossi sulla pelle e la puntura per i prelievi ai bambini si fa più facile: una donazione all’ospedale dell’Angelo di Mestre

Gente Veneta - Sab, 18/05/2019 - 18:26

Si chiama AccuVein, e serve a rendere più facili e meno dolorosi, all’Ospedale dell’Angelo, i prelievi che si effettuano sui bambini, molto frequenti soprattutto in caso di degenza prolungata. “Con un fascio di infrarossi proiettato sulla pelle – spiega il Primario della Pediatria, Giovanni Pozzan – l’apparecchiatura illumina e rende ben visibili le vene sottocutanee. Agevola così la venipuntura, poiché permette di individuare con facilità i punti in cui accedere, evitando valvole e biforcazioni. Si riduce di moltissimo la necessità di ricorrere ad una seconda puntura; e così si evita dolore ulteriore ai piccoli pazienti”.

Donato dall’associazione “Una Carezza per Crescere”, il dispositivo sarà utilissimo ai sanitari della Pediatria e della Terapia intensiva neonatale (TIN): “Lo strumento, poco più grande di un telecomando da televisore – sottolinea il Primario – è portatile, comodo ed immediato nell’utilizzo. Sarà prezioso per chi di noi opera con i bambini neonati, in cui ovviamente l’individuazione dell’accesso migliore non è semplice. Ma potrà essere utilizzato con grande utilità anche con altri tipologie di pazienti: ad esempio con le persone obese, con i pazienti con anemia e ipotensione, con le persone dalla pelle scura”.

L’apparecchiatura, del valore di circa 8000 euro, è un dono prezioso della onlus che da alcuni anni affianca e sostiene la Pediatria e la Terapia intensiva neonatale dell’Angelo, “Una Carezza per Crescere”: “Il benessere del bambino – ha sottolineato il Presidente, l’avvocato Stefano Scalettaris – è alla base della nostra azione, e con questa donazione siamo riusciti, dopo aver cercato a lungo lo strumento che davvero rispondesse alle esigenze dei sanitari, a coronare una piccola intensa ricerca. Ma l’impegno della nostra associazione prosegue anche su altri fronti. Con il prezioso ausilio della nostra nuova associata Angelica Maritan e grazie alla sensibilità dell’Ulss 3 Serenissima che ha reso disponibili gli spazi dell’Aula Blu dell’Ospedale dell’Angelo, è stato infatti realizzato, nei mesi scorsi, il corso di formazione di un gruppo di genitori ‘senior’: dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza della prematurità, ora sono in grado di essere di aiutare i ‘nuovi’ genitori di bambini nati prematuri. Con il progetto ‘Psicologa in TIN’, realizzato grazie alle erogazioni del 5 per mille di moltissime persone che ci hanno sostenuto, abbiamo messo a disposizione della Terapia intensiva neonatale, con regolarità, una psicologa, la dottoressa Francesca Babetto, a sostegno dei genitori dei piccoli pazienti e del personale ivi operante”.

Il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, che insieme al Reparto ha ricevuto la donazione, ha ringraziato di cuore “Una carezza per crescere”: “Dopo sette anni di intensa attività – ha sottolineato – riuscite ad essere vicini alla nostre area neonatale con continuità e con idee e progettualità: sono certo che ci affiancherete anche in futuro, continuando a far sentire il Reparto e la Scuola in Ospedale pienamente inseriti, attraverso il vostro supporto, in una rete più ampia che coinvolge i genitori, le famiglie, la comunità”.

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Don Claudio Tagliapietra, da Burano all’Opus Dei

Gente Veneta - Sab, 18/05/2019 - 07:33

Sabato 4 maggio, nella basilica di Sant’Eugenio a Roma, il cardinale Antonio Cañizares ha celebrato l’ordinazione sacerdotale di 34 fedeli della Prelatura dell’Opus Dei. Tra gli ordinandi, provenienti da vari paesi del mondo, anche un italiano, Claudio Tagliapietra, 35enne di Burano. E proprio a Burano, domenica 19 (alle ore 10,30) don Claudio celebrerà la sua prima messa nella parrocchia d’origine. Laureato in giurisprudenza presso l’università “Bocconi” di Milano nel 2008, ha seguito la specializzazione in varie università europee e negli Stati Uniti. Nel 2013 ha conseguito il dottorato in economia e diritto a Rotterdam e Bologna. Tuttavia, fin dalla fine del suo primo anno di università, si è sempre dedicato all’accompagnamento accademico, professionale, umano e spirituale di centinaia di studenti nelle residenze e nei centri culturali in cui ha vissuto, sia in Italia che all’estero, portando avanti nel frattempo gli studi ecclesiastici. Poi il trasferimento a Roma per entrare nel seminario internazionale della Prelatura e continuare gli studi in teologia alla Pontificia Università della Santa Croce.

Don Claudio, come hai scoperto la tua vocazione?
E’ una storia lunga, perché il percorso che mi ha portato al sacerdozio è durato 15 anni. Ho scoperto la mia vocazione verso la fine del mio primo anno di università, quando un mio compagno di studi mi ha portato in un centro di formazione dell’Opus Dei a Milano. Appena entrato in questo centro, ho avvertito interiormente come la sensazione di essere tornato a casa. Per molti anni avevo trascurato la pratica della fede, ma Dio si è servito della passione per gli studi, delle amicizie, e degli eventi per farsi strada nella mia testa e nel mio cuore. Da lì ho iniziato un percorso di formazione cristiana e di direzione spirituale con un sacerdote che mi ha aiutato a fare discernimento e a dire sì alla vocazione. Ho capito di aver ricevuto la vocazione all’Opus Dei sia perché il Signore me l’ha voluta far incontrare per modi provvidenziali attraverso un amico, sia perché sono rimasto colpito dal messaggio che propone e dagli scritti del fondatore, san Josemaría Escrivá, che mi hanno aiutato a ritornare alla fede e a scoprire il senso cristiano della mia esistenza.

Prima di giungere al sacerdozio, hai compiuto un lungo percorso…
Guardandomi indietro, penso che Dio mi volesse sacerdote fin dall’inizio, e che mi abbia accompagnato servendosi di tutte le scelte che facevo, permettendo anche l’esperienza dell’allontanamento e della gioia del ritorno. Sono convinto che Dio in tante storie come la mia continua a “ricalcolare” il percorso, come fa il navigatore del telefonino, finché senza renderti conto ti ritrovi a casa dopo aver fatto una strada che potevi percorrere solo tu. Nel mio caso Dio ha cercato un ragazzino di Burano, gli ha fatto conoscere l’Opus Dei a Milano, finché… eccoci qui.

(…)

Domenica 19 maggio, celebrerai la tua prima Messa nella tua parrocchia nativa, che cosa provi?
Sono molto emozionato e non vedo l’ora. Sono e resto un prete buranello, anche se “in trasferta”. La chiesa di San Martino Vescovo è il luogo dove ho ricevuto i primi sacramenti, è un luogo che è stato sempre molto presente nella mia vita anche quando ero un po’ più lontano. Penso che per tutti la chiesa in cui si è cresciuti sia il luogo in cui sono avvenute le cose più importanti della propria vita. Anche per me è stato così. Quella chiesa mi ricorda che Gesù è sempre stato al mio fianco, anche quando non me ne rendevo conto o non lo volevo. Mi ricorda gli amici che ho conosciuto e con cui giocavamo da bambini, mi ricorda il battesimo di mio fratello, mi ricorda la gioia di molti matrimoni cui ho assistito, tra cui quello di mio fratello e di sua moglie, mi ricorda il funerale di tante persone care, e lo scorrere del tempo liturgico. In questa chiesa ho sempre trovato un prete disponibile e accogliente. A don Enzo sono particolarmente grato perché con la sua presenza silenziosa mi ha accompagnato a distanza come un padre, mi ha accolto e incoraggiato nel cammino di preparazione al sacerdozio, e ha accompagnato la mia famiglia. La prima messa sarà un momento molto emozionante perché si raduneranno intorno all’altare molte persone – amici, parenti, e anche amici sacerdoti – venute anche da lontano a ringraziare il Signore con me per il dono del sacerdozio, e pregare perché io possa essere un buon prete dovunque il Signore mi chiami a esercitare il ministero.

(…)

Valentino Tagliapietra

L’intervista integrale è pubblicata sul nuovo numero di Gente Veneta

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Le 250 voci della Big Vocal Orchestra al Toniolo di Mestre, sabato 18 e domenica 19, per aiutare i bambini del Burkina Faso

Gente Veneta - Ven, 17/05/2019 - 18:02

L’orchestra vocale più numerosa d’Italia per la prima volta sul palco del Teatro Toniolo di Mestre, protagonista di due appuntamenti musicali che andranno a sostenere i bambini del Burkina Faso e i progetti dell’associazione Mk Onlus in quel territorio.

Due concerti, sabato 18 maggio alle ore 21 e domenica 19 maggio alle ore 17, organizzati dall’associazione “I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini – MK Onlus”, il cui ricavato dalla vendita dei biglietti sarà impiegato per sostenere un progetto di miglioramento della qualità e della quantità della produzione agricola di ortaggi in alcuni comuni della regione centro-occidentale del Burkina Faso.

I biglietti sono acquistabili al prezzo di 20 euro presso la biglietteria del teatro (aperta dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 – Tel. 041.97.16.66) o on-line sul circuito Vivaticket (www.vivaticket.it).

Al 100% made in Venezia, la Big Vocal Orchestra, con le sue più di 250 voci, è diretta dall’artista muranese Marco Toso Borella, pittore su vetro di professione ma anche scrittore, ricercatore storico e carismatico direttore e arrangiatore. Una sua Via Crucis in vetro è esposta nella Basilica dei Ss. Maria e Donato a Murano ed è stata scelta anche dal Patriarca Moraglia per illustrare una sua recente pubblicazione, “Via Crucis. La sapienza della croce”.

Il gruppo si distingue per brani dal forte impatto emotivo, come gli spirituals, ora attraverso notissime melodie tratte da celebri musical, capolavori del rock e del pop, dai Queen agli Abba a Simon & Garfunkel. Accompagnato nell’introspezione dei brani da una voce narrante, lo spettatore è coinvolto anche da spettacolari effetti video e luci e da sorprendenti coreografie che trasformano il concerto in uno spettacolo del tutto unico.

A curare la direzione artistica del progetto insieme a Marco Toso Borella è Cristina Pustetto, che cura la regia e l’organizzazione degli spettacoli e di tutta l’attività dell’associazione culturale Penelope che gestisce le formazioni corali dei Vocal Skyline e della Big Vocal Orchestra. Il coordinamento musicale è del pianista Giacomo Franzoso. Ad accompagnare il coro le voci soliste di Francesca Bellemo e Betty Sfriso.

“I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini – MK Onlus” è sorta nel 2007 per gestire in modo efficace interventi in Burkina Faso, uno dei paesi più poveri al mondo. Questi interventi sono finalizzati a diminuire la mortalità infantile salvaguardando la salute dei bambini non soltanto attraverso interventi medico-sanitari, ma anche e soprattutto assicurando ai più piccoli buone condizioni igienico-sanitarie grazie alla fornitura di acqua potabile e di un’alimentazione ricca e varia.

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Sabato 18, marea a 110 centimetri. Sarà una della quattro acque alte maggiori degli ultimi 150 anni, per il mese di maggio

Gente Veneta - Ven, 17/05/2019 - 16:39

Sarà una della quattro acque alte maggiori degli ultimi 150 anni, per il mese di maggio. È prevista per domani, sabato 18 maggio, alle ore 23. Dovrebbe raggiungere i 110 centimetri.

È la previsione del Centro Maree del Comune di Venezia. Nelle prossime ore, infatti, un’altra perturbazione interesserà la nostra regione apportando – come afferma il Centro meteo dell’Arpa Veneto – “un clima ventoso per rinforzo dei venti dai quadranti orientali”, mentre nel medio e basso Adriatico il vento sarà orientato a scirocco.

L’evento mareale sarà caratterizzato da una componente astronomica piuttosto importante (81cm) cui si sommeranno gli effetti della perturbazione. L’anomala stagione ha presentato fino ad ora i valori di temperatura minimi più bassi degli ultimi 20 anni. La temperatura media degli ultimi 30 giorni a Venezia è più bassa di 5 gradi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il valore di marea di 110 cm si presenta molto raramente nel mese di maggio: l’archivio storico del Centro Maree riporta soltanto quattro casi dal 1872 ad oggi e questo non fa che confermare l’atipicità della primavera di quest’anno.

Il Centro Maree ricorda che un’alta marea di 110 cm comporta un allagamento pari al 12% della superficie viaria. La città, quindi, resterà in buona parte asciutta. L’area che più risentirà del fenomeno sarà piazza San Marco dove l’acqua potrà salire fino circa a 20cm sopra al manto stradale. La zona di Rialto e poche altre saranno invece coperte da circa 10 cm di acqua.

Si ricorda che non saranno disponibili i percorsi su passerella poiché il servizio di posa è attivo esclusivamente dal 15 settembre al 1° maggio.

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Regione Veneto: a bando da oggi 2 milioni di euro per progetti di volontariato

Gente Veneta - Ven, 17/05/2019 - 10:36

Il Bollettino ufficiale della Regione Veneto n. 50, in uscita oggi venerdì 17 maggio, pubblica il bando regionale da 2 milioni di euro per progetti del volontariato e dell’associazionismo di promozione sociale che creino solidarietà e vicinanza e aiutino a contrastare povertà, solitudini, devianze e marginalità.

Le risorse, finanziate dal fondo nazionale per il terzo settore, sono destinate per 697 mila euro a progetti di dimensione locale (con contributi da 15 a 30 mila euro), e per 1.400.000 euro a progetti più consistenti, di dimensione provinciale e regionale, con contributi sino ad un massimo di 80 mila euro.

“Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale hanno nel loro Dna costitutivo la capacità di cogliere bisogni e necessità del territorio e delle persone e di saper ‘inventare’ nuove risposte e nuovi servizi – spiega l’assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, Manuela Lanzarin – I volontari e le associazioni sono il primo ‘capitale’ umano delle nostre comunità. Con questo bando vogliamo premiare la loro esperienza e le loro potenzialità in connessione con gli obiettivi regionali di contrasto alla povertà e al disagio. Ci attendiamo progetti che creino comunità solidali, reti di impegno civico, iniziative concrete che aiutino a sviluppare legami sociali e a creare esperienze e condizioni di ‘welfare’ generativo, nelle quali le persone da problema diventano risorsa”.

Verrà premiata la coerenza dei progetti con gli obiettivi cardine della programmazione sociale del Veneto: il contrasto alla povertà materiale ed educativa; la prevenzione di comportamenti a rischio devianze e dipendenze, compresa quella da gioco d’azzardo; il recupero delle eccedenze alimentari; il contrasto a situazioni di fragilità delle persone anziane; lo sviluppo di progetti complementari alle attività svolte dalle fattorie sociali.

Associazioni e organizzazioni del non profit troveranno nei Centri di servizio l’assistenza per presentare e inviare i progetti alla Regione. Per concorrere ai contributi regionali le iniziative dovranno essere avviate entro ottobre 2019 e concludersi entro il 30 settembre 2020. Il contributo regionale verrà erogato per l’80 per cento all’avvio del progetto, il rimanente ad avvenuta rendicontazione, e comunque non oltre il 30 novembre 2020.

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Tangenziale di Mestre, lavori e svincoli chiusi nel fine settimana

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 21:23

Alcuni lavori di manutenzione interesseranno la Tangenziale di Mestre a partire da questo fine settimana, proseguendo a cavallo dei mesi di maggio e giugno: CAV (Concessioni autostradali venete) ha infatti in programma interventi sulla viabilità finalizzati a garantire la sicurezza e il comfort di chi viaggia in diversi punti del tratto urbano della A57.

Il primo cantiere interesserà venerdì 17 maggio notte lo svincolo di immissione in carreggiata est (direzione Trieste) dalla rotatoria Miranese, che resterà chiuso dalle ore 22 di venerdì 17 alle ore 6 di sabato 18 maggio, con il traffico deviato con apposita segnaletica verso la rotatoria Marghera.

A partire dalla sera di lunedì 20 maggio poi, meteo permettendo, alcuni cantieri per lavori di manutenzione e messa in sicurezza della viabilità interesseranno la carreggiata ovest (direzione Milano) della Tangenziale e proseguiranno orientativamente fino alla metà giugno, in tempo per l’inizio dell’esodo estivo. In questo caso i lavori consistono nel risanamento della pavimentazione, impermeabilizzazione dei manufatti e, in un secondo momento, saranno seguiti anche dalla sostituzione di giunti stradali.

Per permettere la realizzazione dei lavori a traffico aperto, CAV ha disposto la chiusura di due corsie nelle sole ore notturne, dalle ore 20.30 alle 6 del mattino, limitatamente ai giorni feriali di effettiva esecuzione delle opere e mantenendo comunque sempre libera e percorribile una corsia di marcia. I lavori inizieranno in corrispondenza del viadotto Miranese e interesseranno in seguito i tratti in corrispondenza dei viadotti Terraglio e Marghera.

All’occorrenza potranno essere chiusi alcuni svincoli di entrata e uscita, che verranno comunicati di volta in volta attraverso i canali informativi di CAV.

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Venezia, nuova palestra scoalstica agli Ex gasometri alla Vigna. Ma il proprietario chiede in cambio di poter fare un hotel

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 21:08

E’ stata dedicata alla situazione dell’area “Ex Gasometri” a San Francesco della Vigna, soprattutto in relazione alla richiesta avanzata ormai da anni da parte dei vicini istituti scolastici (Benedetti-Tommaseo, Algarotti-Sarpi e Mocenigo) di veder finalmente realizzata una palestra per i circa 2.000 ragazzi che frequentano queste scuole, l’ultima parte dell’odierno Consiglio comunale a Venezia.

Presenti in aula anche studenti, genitori e docenti di questi istituti che hanno ribadito davanti al Consiglio, con una serie di interventi, la loro assoluta contrarietà alla soluzione che era stata ventilata nel 2015 dal Comune (allora retto dal commissario prefettizio Zappalorto) e dai proprietari in quel momento dell’area, che prevedeva la costruzione di una piccola palestra all’interno degli spazi del Sarpi, a carico dei privati.

Un’ipotesi ora comunque superata, visto che la Città Metropolitana ha stanziato 2 milioni di euro per la realizzazione di una palestra a norma, in grado di ospitare non solo eventi sportivi ma anche altre attività scolastiche, come assemblee, incontri, ecc., che trova il gradimento delle scuole interessate.

Una soluzione che è condivisa anche dal Consiglio comunale, che ha presentato però, sull’argomento due diverse mozioni; una di maggioranza (che ha raccolto 18 si, 1 no e 5 astensioni) e una di minoranza, approvata con 12 sì e 8 astensioni.

Se sulla palestra rimane comunque il problema di stabilire dove potrà essere costruita (se cioè all’interno dell’area “Ex Gasometri”, o in una del Comune un po’ più lontana, ma soggetta al momento ad alcuni vincoli), il vero nodo riguarderà la destinazione futura dell’area “Ex gasometri”, ormai da anni in mano ai privati. Il suo nuovo possibile proprietario si è già detto disposto non solo a concedere una parte del terreno per la realizzazione dell’impianto, ma pure a sovvenzionarlo, chiedendo però come contropartita il cambio della destinazione d’uso dell’area: da residenziale a ricettivo-alberghiera.

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Maltempo e pioggia, mais “annegato” o non seminabile: l’allarme di Confagricoltura

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 18:15

La pioggia di maggio – che secondo le previsioni meteo dovrebbe continuare fino a fine mese – invade le campagne e una delle conseguenze è il ritardo di un mese della semina del mais.

Un danno che va a stravolgere i ritmi di una coltura che negli ultimi anni sta già affrontando una crisi senza precedenti con una produzione di fatto dimezzata.

Il presidente di Confagricoltura Venezia, Giulio Rocca, ed il vice presidente Marco Aurelio Pasti lanciano l’allarme per l’anomalo andamento meteorologico. «I ritmi dell’agricoltura sono ormai praticamente stravolti», sottolinea Rocca: «Per gli agricoltori il ritmo delle stagioni dovrebbe scandire armonicamente semina e raccolto, ma non è più così. Quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con un inverno secco e un lungo periodo di siccità; ora ci troviamo in una primavera che ci impedisce la semina a causa delle continue piogge».

Secondo l’Enea, entro il 2100, è previsto un innalzamento del livello del mare di oltre un metro sul litorale veneziano. «Non sappiamo se le attuali bizzarrie meteorologiche siano una conseguenza del riscaldamento globale, ma il problema dei cambiamenti climatici è davvero gravissimo», afferma Marco Aurelio Pasti, che è anche uno dei più importanti maiscoltori del Veneto. «Soprattutto per il nostro territorio, che è già sotto il livello del mare, lo scioglimento progressivo dei ghiacci potrebbe avere conseguenze devastanti in futuro a causa del conseguente innalzamento dei livello dei mari».

«Le colture che vanno seminate a primavera sono soia e mais», precisa Sergio Magoga, vice direttore Confagricoltura Venezia. «I pochi agricoltori che avevano seminato il mais tra marzo ed aprile, ora si trovano a dover fare i conti con l’acqua che ristagna nei campi creando fenomeni di asfissia delle pianticelle. La maggior parte dei produttori invece ha dovuto bloccare la semina, visto che le piogge abbondanti si succedono senza interruzione. Risulta evidente che il periodo di coltivazione sarà notevolmente ridotto e quindi la produzione di mais, coltura già in crisi, calerà ancor di più».

«Il ritardo nella semina del mais – rilancia Marco Aurelio Pasti – comporterà la fioritura a fine luglio, proprio nel periodo in cui la piralide è più attiva e, non potendo fare trattamenti fitosanitari durante la fioritura, subiremo maggiori danni. Si ripropone quindi il problema della semina di mais geneticamente modificato per essere resistente alla piralide, che in Italia è vietata, con danni pesanti a carico dei produttori italiani. Negli ultimi dieci anni la produzione di mais italiano è stata dimezzata e copre soltanto il 50 per cento del fabbisogno nazionale, anche a causa del paradosso che riguarda il mais importato dall’estero, dove i produttori invece possono coltivare il cereale geneticamente modificato. Il risultato è che il 50 per cento del mais che utilizziamo in Italia come mangime per allevamenti e altri usi alimentari viene dall’estero e può essere geneticamente modificato, mentre la produzione italiana va calando sempre più».

Si prevedono comunque anche altri danni come conseguenza delle piogge battenti. «La pioggia continua fa crescere moltissimo erbacce di ogni tipo» conclude Rocca. «Un’altra conseguenza con cui dovremo fare i conti è l’impossibilità di usare mezzi meccanici per estirpare l’erba cresciuta più del previsto. Sarà necessario intervenire con interventi a base di fitofarmaci, a dimostrazione che i danni provocati dai cambiamenti climatici hanno effetti su larghissima scala».

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Sabato e domenica la fiera del volontariato in campo Santa Margherita

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 14:59

Sabato 18 e domenica 19 maggio torna in campo Santa Margherita “Venezia in campo”, la 29a edizione della Fiera dell’associazionismo e del volontariato. Il programma prevede l’apertura del mercatino delle associazioni e del punto informativo sulle attività di volontariato a partire dalle ore 10 di sabato. Poi, alle 17 è prevista animazione per bambini, con chiusura degli stand alle 19. Mentre domenica, dopo l’apertura degli stand sempre a partire dalle 10, l’appuntamento per tutti è alle 12 per spritz e cicchetti da consumare in compagnia.

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La redazione di Gente Veneta fa ritorno a Venezia

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 14:46

Gente Veneta torna a Venezia. Nelle prossime settimane la redazione del settimanale diocesano si trasferirà nella nuova e prestigiosa sede: il palazzo del Seminario patriarcale in Punta della Salute. Per Gente Veneta, dal 1998 e attualmente in via Querini a Mestre, è un ritorno al centro storico: la sede precedente (dal 1992 al 1998) è stata in campo San Lio; e prima ancora e per decenni – ancora quando si chiamava La Voce di San Marco – era nel palazzo della Curia, a pochi passi dalla Basilica.

«Ancora più valorizzati». «È un investimento che facciamo affinché il settimanale diocesano e il sistema dei media web della nostra Chiesa possano essere ulteriormente valorizzati», spiega Fabio Sacco, il presidente del Cid, il Centro di Informazione e Documentazione del Patriarcato di Venezia, che edita Gente Veneta. «Crediamo – continua Sacco – nell’importanza di Venezia e, anzi, anticipiamo con questa scelta il recupero di centralità della città d’acqua. Siamo poi convinti che insediarci là dove operano il Seminario patriarcale e la Facoltà di Diritto canonico sia un modo per accentuare il radicamento del settimanale, accrescerne l’efficacia operativa e la capacità di servizio per la comunicazione».

Un luogo di cultura, significativo per la Chiesa di Venezia. Concetti, questi, sottolineati anche dal Vicario per gli Affari economici e Rettore del Seminario, don Fabrizio Favaro: «Quando il presidente della casa editrice di Gente Veneta mi ha chiesto la disponibilità di alcuni spazi in centro storico, possibilmente in luoghi importanti per la Diocesi, abbiamo passato in rassegna alcune possibilità. Un sogno era quello che la redazione potesse tornare a lavorare negli spazi del palazzo patriarcale, proprio dove ebbe inizio l’avventura del giornale diocesano. Purtroppo lì non era possibile per ragioni logistiche. Allora la scelta è andata su alcuni spazi presso il palazzo del Seminario, dove già sono ospitate la Facoltà di Diritto canonico, la biblioteca diocesana e l’archivio storico della Diocesi e dove naturalmente è presente il nostro Seminario. Insomma un luogo di cultura e un luogo significativo per la comunità cristiana veneziana. Gente Veneta è uno strumento importante della nostra Diocesi e anche questa scelta credo sia indirizzata a realizzare il desiderio di valorizzarlo come strumento di comunicazione e comunione».

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Mestre, nuovo toponimo: presto ci sarà “largo don Giorgio Balestra”

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 09:38

Il Comune di Venezia ha approvato la proposta: presto ci sarà “largo Giorgio Balestra”, un nuovo toponimo dedicato a don Giorgio Balestra. Gli sarà intitolato, a Mestre, nel territorio parrocchiale di San Giuseppe, il tratto di via pedonale che va dal termine di via Lorenzetti fino all’ingresso della scuola dell’infanzia “8 Marzo”, e l’area comprendente il prato sul lato destro.

Nato a Venezia nel 1933, nella parrocchia di San Martino di Castello, Giorgio Balestra, dopo aver lavorato alcuni anni come tipografo, il 30 giugno 1963 fu ordinato presbitero dal vescovo ausiliare mons. Giuseppe Olivotti. Fu cappellano per quattro anni a Chirignago, poi per un anno a Santo Stefano di Caorle e, dal luglio 1968, a San Giuseppe di Mestre. Di tale parrocchia fu nominato parroco nel mese di aprile 1973.

Trent’anni fa, la sera del 29 maggio 1988, festa della santissima Trinità, don Giorgio Balestra spirava all’età di 55 anni dopo una lunga malattia.

L’intitolazione a don Balestra dello spazio urbano «è un segno bello di memoria condivisa – sottolinea l’attuale parroco di San Giuseppe, don Natalino Bonazza – che viene annunciato proprio in occasione del trentunesimo anniversario della morte di questo parroco amato da tutti».

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Leggere ovunque, una festa per 180 bambini alla scuola “Leopardi” di Mestre

Gente Veneta - Gio, 16/05/2019 - 09:09

Grande festa venerdì 10 maggio alla scuola primaria Giacomo Leopardi dell’Istituto Comprensivo di Viale San Marco – da anni capofila di progetti volti alla valorizzazione della cultura del libro e del leggere – per le presentazione finale e le premiazioni del ‘Reading Challenge’ ‘Cresco lib(e)ro’ organizzato tra aprile e maggio per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.

Sulla falsariga dell’esperienza didattica anglosassone – che da tempo promuove proficue modalità di interazione a ‘tutto tondo’ tra docenti, alunni e rispettive famiglie – oltre 180 bimbi dalle classi prime alle quinte si sono cimentati fuori anche dalle mura scolastiche in una vera e propria ‘sfida di lettura’ che, sulla base di una traccia precedentemente consegnata e con la collaborazione di genitori e amici, prevedeva che i libri venissero letti in situazioni più disparate e divertenti: con un cappello in testa, in un posto inusuale, davanti a qualcuno, a un animale domestico, a un peluche o leggendo dopo aver spento la tv… A testimonianza di ciò è stato chiesto loro di portare a scuola alcune fotografie, che sono diventate tantissime. La risposta è stata infatti straordinaria e le foto pervenute sono state inserite in alcuni libretti e in un grande murales, svelato durante l’incontro-premiazione, che ha visto anche la consegna di un premio ad ogni classe partecipante.

Al termine, ogni bambino è poi corso a riconoscersi tra le foto affisse. L’auspicio del corpo docente organizzatore è quello di ripetere anche l’anno prossimo questa bella iniziativa, nata con lo scopo di promuovere sempre più l’amore e la cultura per la lettura anche tra i nati nell’era ‘digitale’.

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Mestre, il Comune stanzia 5,5 milioni per strade e marciapiedi

Gente Veneta - Mer, 15/05/2019 - 11:52

La Giunta comunale, riunitasi ieri a Mestre in Via Palazzo, ha approvato, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, tre delibere che riguardano la manutenzione di strade e marciapiedi della Terraferma, il ripristino della segnaletica verticale e orizzontale e la messa in sicurezza della viabilità in generale.

“Si tratta di un pacchetto di delibere, per un valore complessivo di 5.550.000 euro, con le quali abbiamo approvato i progetti definitivi di una serie di lavori sulla rete delle nostre strade della terraferma”, spiega l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Venezia.

La prima, per un valore di 2,8 milioni di euro, prevede lavori per ripristinare la funzionalità dei beni e dei manufatti inerenti la viabilità e per garantirne la successiva messa in sicurezza. Nello specifico si tratta di interventi puntuali come la riparazione dei cedimenti stradali, la colmatura di buche, la manutenzione dei chiusini e la manutenzione in generale delle strade. A questi si aggiungono i lavori di manutenzione delle fontane e quelli di spargimento sale e di spazzaneve per la prossima stagione invernale. Inoltre ci saranno una serie di interventi di manutenzione programmata di asfaltatura di strade e marciapiedi.

Tra questi si interverrà a Mestre in via Pionara nel tratto dal sottopasso alla stazione ferroviaria, in via Pertini nella bretella dalla rotatoria a via Carrer, in via Colombo nel tratto tra piazza XXVII Ottobre a piazzale Cialdini, in via Borgonovo da via Rielta a via San Donà, in vari tratti di via Rielta, tutta via Rosmini, viale San Marco nel tratto tra via Cattaneo a incrocio Sansovino, e i marciapiedi di via Gozzi e alcuni tratti di quelli di via Forte Marghera tra via Moretti e via Hermada.

A Marghera invece si procederà con l’asfaltatura del tratto centrale di via della Meccanica, del tratto da piazzale Parmesan a via Eraclea di via Trieste e in via Pasini nei tratti da via del Lavoratore a via Bottenigo. Mentre per quanto riguarda i marciapiedi si interverrà in via Bragadin e in via della Sortita nel tratto da via Mattei a piazzale Giustiniani. Marciapiedi che saranno sistemati anche in via Paccagnella per sistemare gli avvallamenti dovuti a radici affioranti da via Scaramuzza all’ingresso dell’Ospedale all’Angelo.

Sempre a Chirignago Zelarino si procederà invece con l’asfaltatura di alcuni tratti di via Miranese tra via Carducci e via Ivancich, di via Ca’ Lin da via Gatta a via Plotino e di via Asseggiano relativamente all’area dell’ex passaggio a livello VE-TN. Infine si procederà a Favaro Veneto con la asfaltatura di alcuni tratti di via Litomarino, di via Pialoi, dal civico 14 al civico 16 e dell’intera via Pinerolo.

“La seconda delibera – continua l’assessore – riguarda invece il ripristino della segnaletica verticale e orizzontale e di messa in sicurezza della viabilità della terraferma per un valore complessivo di 800mila euro. Si tratta principalmente del riordino della segnaletica esistente e del ripristino della viabilità limitatamente ai tratti necessari al tracciamento della segnaletica orizzontale. Infine, con la terza delibera, siamo andati a stanziare 1.950.000 euro per ulteriori interventi di manutenzione di strade e marciapiedi. In questo caso si interverrà con interventi straordinari di messa in sicurezza stradale sulla rete viaria di competenza del Comune di Venezia per tutto il territorio della terraferma andando a rifare le pavimentazioni dissestate mediante la riqualificazione del manto stradale e/o dei marciapiedi nelle loro diverse componenti per riportare le ordinarie condizioni di funzionalità. Un importante investimento – conclude l’assessore – che, come espressamente voluto dal sindaco, va nella direzione di continuare con quel progetto di manutenzioni diffuse su tutta la città che si sta mettendo in atto per dare un chiaro segnale di attenzione a tutti quei cittadini che quotidianamente usano le nostre strade e i nostri marciapiedi per muoversi in città”.

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Carcere, meno propaganda e più rieducazione: le richieste alla politica di vescovi del Triveneto e cappellani penitenziari

Gente Veneta - Mar, 14/05/2019 - 17:36

I Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto si sono riuniti oggi a Padova, presso la sede della Facoltà Teologica del Triveneto, ed hanno incontrato, in mattinata, una delegazione – guidata dal coordinatore don Antonio Biancotto – dei cappellani impegnati nelle carceri del Nordest.

Nel loro racconto sono così emersi i tratti principali, le attenzioni ed anche le preoccupazioni e le fatiche che caratterizzano e accompagnano il servizio quotidiano svolto da cappellani, religiosi, religiose e volontari impegnati nella quindicina di istituti carcerari presenti in quest’area con tutte le persone coinvolte nel “mondo della detenzione” per “soccorrerle nel corpo e nello spirito” attraverso una serie di azioni ed iniziative: i momenti di ascolto e dialogo personale, la celebrazione dei sacramenti (eucaristia e riconciliazione in particolare), gli incontri di preghiera e catechesi, i gruppi biblici, le diverse occasioni di formazione umana e cristiana ma anche l’aiuto economico, l’approvvigionamento di indumenti o materiale per l’igiene personale delle persone detenute, il contatto con le famiglie, l’attenzione pastorale a favore degli operatori penitenziari ecc. “Nelle periferie più degradate, quale spesso è il carcere – hanno spiegato -, si percepisce maggiormente la potenza di guarigione e di salvezza del Vangelo. Il bisogno di Dio, anche se talora inespresso, si avverte in modo forte. Come cappellani siamo poi consapevoli di essere stati inviati a sostenere e a consolare non solo i detenuti ma anche le loro famiglie, il personale penitenziario e di riflesso i loro congiunti”.

L’incontro ha permesso, quindi, di fotografare la recente evoluzione della situazione carceraria nel Nordest: le carceri stanno progressivamente tornando al sovraffollamento di parecchi anni fa, con realtà già quasi sature di presenze; aumentano le presenze di cittadini stranieri (ultimamente, soprattutto, di asiatici) che in taluni istituti raggiungono anche il 60/70%; si aggrava la situazione e l’assistenza dei detenuti con problematiche psichiatriche; crescono inoltre, contemporaneamente, le presenze in carcere sia di giovani (perlopiù stranieri) che di anziani (oltre i 60 anni); l’affermarsi ormai di un evidente pluralismo religioso (in media oggi le presenze in carcere sono per il 60% di cristiani, metà cattolici e metà ortodossi, e di oltre un 30% di musulmani, con ulteriori e più piccole quote di altre realtà religiose).

“L’esperienza maturata – hanno proseguito – permette ai cappellani delle carceri di poter poi donare alle comunità cristiane maggiori elementi di conoscenza sulla realtà per aprirle di più all’accoglienza ed abbattere i pregiudizi, per sensibilizzarle alle problematiche di chi ha sbagliato, senza ghettizzare. Purtroppo abbiamo notato un aumento del clima di chiusura anche in alcune comunità cristiane. Avvertiamo l’urgenza di stimolare le istituzioni a riscoprire lo spirito autentico della Costituzione, puntando meno sulla propaganda e dedicando più attenzione alla rieducazione; ancor’oggi, infatti, la pena risulta spesso solo punitiva e non rieducativa. E sentiamo l’esigenza di curare e potenziare maggiormente tutte le forme di reinserimento dei detenuti nella società. I dati evidenziano, tra l’altro, la forte diminuzione dei casi di reiterazione del reato laddove si utilizzano le pene alternative”.

Durante il dialogo i Vescovi hanno riaffermato l’importanza e il valore prezioso di tali esperienze che rappresentano un concreto e visibile segno di presenza e vicinanza della Chiesa in questo delicato contesto, soprattutto nell’odierno clima politico, culturale e sociale; riconosciuta anche l’opportunità di puntare molto su un’opera di formazione e sensibilizzazione delle comunità, a partire dai sacerdoti e dai seminaristi. I cappellani hanno poi chiesto e proposto ai pastori delle Chiese diocesane di intensificare i contatti con tali realtà, ad esempio con visite più prolungate agli istituti di pena (una sorta di “giornata in carcere”) che permettano loro anche visite a singole sezioni, contatti personali con detenuti, personale penitenziario e volontari.

Nel corso della giornata patavina, inoltre, i Vescovi del Triveneto hanno incontrato i responsabili della Facoltà Teologica del Triveneto e del Seminario diocesano di Padova visitando, tra l’altro, anche la Biblioteca. C’è stato, infine, uno specifico aggiornamento sull’attività delle Caritas diocesane o altre realtà legate alle comunità ecclesiali in relazione alla gestione dell’accoglienza di migranti e richiedenti asilo

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Giudecca, inaugurato dal Patriarca il centro “Oltre le nuvole” di Casa Famiglia PIo X

Gente Veneta - Lun, 13/05/2019 - 22:12

Si è svolta questo pomeriggio alla Giudecca alla presenza del patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, l’inaugurazione del Centro integrato per l’infanzia e la famiglia “Oltre le nuvole” dell’Istituto Casa famiglia San Pio X.

Alla cerimonia, a cui ha preso parte, in rappresentanza della città, l’assessore alla Coesione sociale, sono intervenuti tra gli altri il presidente di Casa Famiglia Roberto Scarpa, la responsabile Renata Allacevich, e i numerosi volontari che nel corso degli anni hanno offerto il proprio supporto alle famiglie in difficoltà.
Grazie al sostegno di Enti e Fondazioni, alle donazioni dell’8×1000 alla Chiesa cattolica e ai contributi dell’associazione Amici Casa Famiglia onlus, l’Istituto ha potuto eseguire importanti interventi di restauro e ammodernamento sia al giardino che negli spazi interni.

L’area verde è stata completamente ristrutturata con la ridistribuzione del sistema fognario, la messa in sicurezza del terreno sconnesso e la realizzazione di due aree gioco con pavimentazione antitrauma. Il piano terra della Casa Famiglia – spazio precedentemente adibito ad asilo nido – è stato invece restaurato: nuovi pavimenti, servizi igienici e arredi. Complessivamente sono serviti un anno e mezzo di lavori e circa 100mila euro. Sono state realizzate due aree distinte: una per l’infanzia, in cui verranno proposti laboratori e attività per bambini fino ai sei anni; l’altra per la famiglia. In questo secondo ambiente, pensato per le mamme, neo mamme e papà potranno essere organizzati appuntamenti con il supporto di una psicologa, o incontri protetti.

“Si è realizzato un sogno – ha dichiarato Allacevich. Questa nuova area all’interno del rifugio protetto per mamme e bimbi in difficoltà, nato nel 1910, è pensata non solo per le ospiti e i loro figli, ma anche per le famiglie del territorio. L’obiettivo è che il centro sia utile a chi ne ha bisogno. Per quanto riguarda l’infanzia, l’intento è di tenerlo aperto tutti i giorni della settimana, oltre gli orari scolastici”. “Questo progetto – commenta Roberto Scarpa – nasce dal coraggio dei Familiari che hanno deciso di dare risposte concrete alle persone più deboli della società”.

“Credo che questa bella giornata di festa – ha commentato l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini – sia il coronamento ma anche l’inizio di un percorso importante: il vostro infatti non è solo un servizio ai bambini e alle famiglie, ma anche un arricchimento che dà lievito ad altre iniziative che stanno nascendo. Credo che Casa Famiglia sia uno dei più bei frutti della Chiesa veneziana”.

All’inaugurazione e alla benedizione della struttura, durante la quale il patriarca Moraglia ha posto l’accento sull’importanza del sostegno alla fragilità della donna, è seguita la celebrazione di una messa proprio nel rinnovato giardino del Centro.

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Polisportiva Terraglio: i campioni d’Italia di hockey su carrozzina ricevuti dal premier Conte, che indossa la loro maglietta

Gente Veneta - Lun, 13/05/2019 - 22:00

Oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricevuto nella Sala degli Arazzi di Palazzo Chigi, a Roma, i Black Lions Venezia della Polisportiva Terraglio, Campioni d’Italia in carica di powerchair hockey (hockey su carrozzina), mantenendo la promessa dell’invito che aveva avuto modo di formulare in occasione di un precedente incontro a fine marzo nell’ambito del Festival dell’Economia Civile di Firenze.

La delegazione veneziana, guidata dal presidente Davide Giorgi, dal project manager del Progetto 3S “Sport, Sociale e Sanità” Federico Munarin, dal team manager Andrea Piccillo e dal dirigente Massimo Lazzarini, era composta dall’allenatore giocatore Sauro Corò, dal capitano Ion Jignea e dagli atleti Emanuele Cibin, Alessandro Franzò, Matteo Pagano, Manuel Giuge, Simone Ranzato e Ilaria Di Ruzza, oltre ad altri accompagnatori e sostenitori.

All’incontro hanno partecipato anche i senatori Orietta Vanin, di Mestre, e Giovanni Endrizzi, di Padova, recentemente recatisi in visita alla struttura mestrina.

Il presidente Conte si è intrattenuto per oltre un’ora in dialogo con i dirigenti e gli atleti che gli hanno potuto esporre compiutamente il percorso e gli obiettivi dell’impegno ultratrentennale della Polisportiva Terraglio sul territorio veneziano e le esperienze personali e sportive maturate difendendo i colori dei Black Lions.

“La nostra struttura ospita 4.500 iscritti di cui un migliaio sono disabili. L’attività riabilitativa mediante lo sport è un volano formidabile per l’integrazione e permette anche di ridurre i costi per la sanità pubblica”, ha spiegato Davide Giorgi che ha consegnato al presidente del Consiglio un documento di sintesi delle attività sanitarie, riabilitative e sociali svolte nella struttura di via Penello alla Favorita.

“La Polisportiva Terraglio – ha sottolineato Federico Munarin – è sede anche degli Special Olympics regionale. Lavoriamo affinché l’attività fisica adattata possa essere riconosciuta in ambito nazionale come livello essenziale di assistenza (Lea) da poter svolgere in centro accreditati, nei vari percorsi necessari alle esigenze dei singoli utenti. Il Progetto Sport, Salute e Sociale è altamente innovativo e può avere un futuro importante in tutto il Paese”.

Il premier Conte, che si è dimostrato non solo molto disponibile e attento, ma preparatissimo sui risultati della squadra che il prossimo 25 maggio affronterà la Final Four a Lignano Sabbiadoro per difendere lo Scudetto per il terzo anno consecutivo, nel suo intervento ha citato il motto degli Special Olympics “che io possa vincere, ma se non ci riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze” e ha dichiarato: “Grazie di questo incontro. Le vostre storie sono tutte così particolari e sono tutte un insegnamento di vita, lo stimolo ad andare sempre oltre, a essere più forti di ogni difficoltà, dello sconforto e della rassegnazione che giustamente ne possono derivare. Ci insegnate che è importante saper sfruttare tutte le possibilità, con tutto l’impegno che ci si può mettere”.

Al termine si è tenuto il tradizionale scambio di omaggi: i giocatori Di Ruzza e Ranzato hanno donato al Presidente del Consiglio una foto autografata da tutti gli atleti e la maglietta ufficiale col numero 1 e la scritta “Conte”, mentre il Presidente ha ricambiato con la bandiera tricolore.

Prima delle foto di rito, è andato in scena un fuori programma: il Premier Conte, svestita la giacca e indossata la divisa da gioco appena regalatagli, ha radunato in cerchio i ragazzi dei Black Lions condividendo con loro l’“urlo di battaglia” che anticipa il fischio d’inizio di ogni partita nei palazzetti dello sport di tutta Italia attraversati dalla squadra.

Infine, nel congedarsi, il presidente del Consiglio ha promesso che chiederà al ministro della Salute Giulia Grillo di analizzare compiutamente il “Progetto 3S”, anche tramite un incontro con la dirigenza della Polisportiva Terraglio, e ha espresso il desiderio di poter essere presente a una delle prossime partite dei Black Lions, compatibilmente con gli impegni istituzionali in agenda.

Nella giornata di domani, martedì 14 maggio, la delegazione veneziana sarà in visita alla Camera dei Deputati, a Montecitorio, e al Senato della Repubblica, a Palazzo Madama.

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È morto il diacono Gianfranco Fiorin. Era presidente dell’Opera Santa Maria della Carità

Gente Veneta - Lun, 13/05/2019 - 16:26

È morto il diacono Gianfranco Fiorin. È mancato improvvisamente, per un malore, nel primo pomeriggio di oggi, mentre era in treno, diretto verso Caserta per partecipare, come presidente dell’Opera Santa Maria della Carità, al convegno nazionale di pastorale della salute della CEI. Gianfranco Fiorin avrebbe compiuto 79 anni fra pochi giorni, il 21 maggio.

Veneziano, dal 2009 diacono permanente e già prodirettore della Caritas diocesana, con una lunga esperienza lavorativa come dirigente in ambito bancario, era stato nominato nel 2013, dal Patriarca Moraglia, presidente dell’Opera Santa Maria della Carità.

In questi anni ha seguito con passione e lungimiranza lo sviluppo dell’Opera, fino all’ultimo e recente successo, di cui era particolarmente fiero: l’avvio dell’ospedale di comunità al Centro Nazaret di Zelarino.

Scrive, in un messaggio, il Vicario generale del Patriarcato, mons. Angelo Pagan: «Alla moglie Barbara, che ho già avuto modo di sentire, a tutta la famiglia di Gianfranco, e ai collaboratori di Opera Santa Maria della Carità, che in questi anni hanno avuto la possibilità apprezzarne lo stile e la dedizione, vadano i sentimenti del nostro comune cordoglio e il sostegno potente della preghiera fiduciosa al Signore Risorto».

Il Patriarca Francesco Moraglia, non appena appresa la triste notizia, lo ha ricordato come «un professionista serio, capace e competente, dotato di senso ecclesiale e spirito di comunione. Figura di sposo e padre esemplare, è stato un diacono sempre disponibile ad andare lì dove era richiesta la sua opera, quale essa fosse. Aveva un bel rapporto con il Vescovo, con i preti e gli altri diaconi della Diocesi. Nell’Opera Santa Maria della Carità si è impegnato moltissimo, con stile e dedizione, alla ricerca sempre del meglio». Il Patriarca, insieme a tutta la Chiesa di Venezia, si stringe con affetto attorno alla moglie Barbara, 1donna forte, che ho sentito poco fa al telefono», ai figli Caterina, Elisabetta, Giovanni e Maddalena, agli adorati nipoti e a tutti i dipendenti e collaboratori dell’Opera.

La data dei funerali non è stata ancora fissata.

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Da Favaro a Dese in bicicletta, oggi si può: inaugurata la nuova pista ciclabile di via Altinia

Gente Veneta - Lun, 13/05/2019 - 14:39

Seppure non troppo fortunata dal punto di vista climatico, quella di oggi sarà una data da ricordare per i cittadini di Favaro e di Dese: è stata infatti ufficialmente inaugurata questa mattina la nuova pista ciclabile di via Altinia, che collega in sicurezza, anche per i ciclisti e per i pedoni, i due importanti nuclei abitati.

Una cerimonia molto partecipata, nonostante la pioggia, a cui hanno preso parte, oltre al sindaco di Venezia, agli assessori comunali alla Mobilità, ai Lavori pubblici, al Turismo, all’Ambiente e alla Sicurezza urbana, all’assessore regionale ai Lavori pubblici, al presidente della Municipalità di Favaro, e a vari consiglieri comunali e di Municipalità, anche i bambini delle scuole del circondario, nonché tanti cittadini, a dimostrazione di quanto l’opera fosse attesa.

«Sarà utile non solo ai residenti – ha detto il sindaco Luigi Brugnaro – ma a tutti i cittadini che potranno finalmente arrivare, anche in bicicletta, fino al Bosco di Mestre».

La realizzazione della pista è stata resa possibile da un cofinanziamento: 825.000 euro sono arrivati dall’Unione Europea – Fondo Europeo di Sviluppo regionale (Fesr), nell’ambito del Programma operativo Città Metropolitane 2014-2020, dedicato alla sviluppo urbano sostenibile; 600.000 dalla Città Metropolitana; 330.000 dalla Regione Veneto, per un totale di 1.755.000 euro.

La pista è stata costruita sul lato ovest di via Altinia, con inizio di fronte al parcheggio scambiatore posto a nord dell’abitato di Favaro: è lunga 2,5 km, larga 3 metri (per consentire così il passaggio promiscuo di pedoni e ciclisti) e con pavimentazione in asfalto. Per renderla più confortevole e fruibile sono stati piantati 106 nuovi alberi, installati 70 nuovi lampioni e posizionate 6 piccole aree di sosta, dotate di panchine.

Grazie alla collaborazione della parrocchia di Dese, che ha ceduto alcuni terreni, e che oggi era rappresentata dal parroco, don Enrico Torta, che ha benedetto l’opera, sono stati aggiunti al progetto originario altri 300 metri di pista, per poter così arrivare al centro di Dese.

Grazie ad un finanziamento della Città metropolitana il percorso sarà ulteriormente allungato a nord, per collegarlo, attraverso una passerella sopra il fiume Dese, a Marcon da un lato, e a Quarto d’Altino-Jesolo dall’altro. Gli uffici del Comune stanno inoltre studiando la possibilità di allungare il percorso anche a sud, per raggiungere il centro di Favaro.

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