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Visite guidate al Ghetto e al Lido, mostra, concerto: oggi è la Giornata della Cultura ebraica

Gente Veneta - Dom, 15/09/2019 - 14:21

Avviata questa mattina, nella sala Montefiori del Ghetto Vecchio di Venezia, la Giornata europea della Cultura Ebraica, la manifestazione, giunta alla ventesima edizione, nata quale proposta di condivisione e di amicizia tra culture, e dedicata quest’anno al tema “Sogni. Una scala verso il cielo”.

L’appuntamento, introdotto dal presidente della Comunità ebraica di Venezia Paolo Gnignati, ha proposto un approfondimento sull’argomento “Un sogno non interpretato è una lettera non aperta”, con un dialogo, introdotto da Enrico Levis, tra Rav Roberto Della Rocca e lo psicanalista Luigi Boccanegra.

“Voglio ringraziare la Comunità ebraica di Venezia – è stato il saluto dell’assessore comunale al turismo, Paola Mar – per aver organizzato questa giornata in maniera così ricca e interessante, per l’apporto culturale e il rapporto di confronto che da sempre offre e che è parte importantissima della città di Venezia. Il tema al centro dell’attenzione promette di declinare e raccontare molte facce dell’Ebraismo, a partire dai libri sacri con il sogno di Giacobbe al concetto di sogno come speranza per il futuro”.

Nel corso della giornata, con la collaborazione del Museo Ebraico e CoopCulture, verranno proposte numerose iniziative: dalla visita all’antico cimitero del Lido a cura di Aldo Izzo, all’apertura gratuita fino alle 18.30 del Museo ebraico e delle sinagoghe Levantina, Tedesca e Canton. Alle 15.30 sarà proposta una visita guidata alla mostra palms di Edmund de Waal, alle 17 sarà proposta la visita al Giardino Segreto della Scola Spagnola “Qualcuno ha sognato un giardino” mentre alle 19 concerto Jewish Experience nel Campo del Ghetto Novo di Gabriele Coen e Francesco Poeti.

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Il ministro D’Incà: «Il Governo è per le ristrutturazioni in edilizia e per frenare il consumo di suolo». Verso una conferma dei bonus fiscali

Gente Veneta - Dom, 15/09/2019 - 07:50

Avanti nel sostenere le ristrutturazioni in edilizia, anche per ridurre il più possibile il consumo di suolo. E conferma, perciò, delle agevolazioni fiscali per chi decide di recuperare una vecchia casa, di renderla più efficiente dal punto di vista energetico, più sicura in caso di terremoto…

È la strategia del Governo Conte bis: lo sottolinea il neoministro Federico D’Incà, l’unico veneto scelto da Giuseppe Conte. D’Incà era in Fiera a Longarone, sabato 14, per partecipare alla giornata d’avvio della prima “Fiera & Festival delle Foreste”.

A margine dell’inaugurazione, il ministro ragiona di un tema – l’edilizia – che ha potentemente a che fare con l’obiettivo della realizzazione di un Paese sostenibile.

Nei giorni scorsi si è letto di ipotesi di riduzione degli sconti fiscali come l’ecobonus o il bonus ristrutturazioni, per ricavare risorse che facciano quadrare la Legge di Bilancio…

Non ho visto nulla del genere e credo non ci sia nessuna ipotesi di questo tipo. Crediamo piuttosto che, per recuperare risorse, si possa avere più margine a livello europeo. Inoltre pensiamo che il prossimo anno lo spread possa essere mantenuto attorno a 130-140 punti base: già solo così ci sarebbe un recupero di 3,5-4 miliardi di euro per interessi non pagati.

Non c’è un problema di risorse, dunque?

Sono convinto che le risorse le potremo trovare. E con quelle cercheremo di centrare gli obiettivi che ci siamo prefissati, a partire dal taglio del cuneo fiscale. Poi, certo, ci vuole anche altro, come la crescita della produttività del sistema Italia. Ho fiducia nel ministro dell’economia, in questo senso.

E qual è la strategia del Governo rispetto al settore edile?

È incentivare sempre più le ristrutturazioni senza consumare più suolo, dato che troppo, per esempio qui in Veneto, se n’è consumato. Ne ha parlato, in questo senso, anche il presidente del Consiglio nel suo discorso in Senato. È vero che ancora oggi si tende a costruire il nuovo perché costa di meno della ristrutturazione, ma questo non va bene per la tutela del territorio. Noi dobbiamo essere capaci di avere la massima attenzione e dare sostegno a chi vuole recuperare o riqualificare la propria casa. Perciò per i benefici fiscali già introdotti non ci dovrebbero essere problemi: non ho dubbi che andranno avanti.

Giorgio Malavasi

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San Lorenzo Giustiniani a Mestre, fino a domenica 15 c’è la “Sagra del pastisso”

Gente Veneta - Ven, 13/09/2019 - 16:15

«E’ bello vedere il cortile e le sale del patronato piene di gente, bambini, giovani, adulti, famiglie e anziani, che si riconoscono e salutano, sentendosi a casa loro. E’ bello vedere tanti giovani che si impegnano nella distribuzione e nei vari servizi, ma soprattutto che sentono questi ambienti e questa parrocchia come casa loro».

Lo sottolinea il parroco, don Sandro Manfrè, a proposito delle tante persone che anche quest’anno – siamo all’undicesima edizione – rendono possibile la “Sagra del pastisso” nella parrocchia di San Lorenzo Giustiniani. Da giovedì 12 (con una serata dedicata alla musica irlandese) a domenica 15 la sagra ritma i pomeriggi e le serate della comunità. Ed è un attraente invito per chi viene da fuori.

Da segnalare un plastico di fermodellismo in mostra, realizzato dall’associazione C.F.V. Club Ferromodellistico Veneziano. Domenica, alle 10, la Messa della comunità, cui seguirà la festa del (post) Grest e il ritrovo per le coppie di sposi che ricordano i lustri di nozze. Dopo il pranzo insieme, nel pomeriggio, torneo di badminton aperto a tutti. I fondi che verranno raccolti in sagra saranno utilizzati per la gestione della parrocchia e per aiutare le famiglie in difficoltà del quartiere.

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Infermiere per quarant’anni dona all’ospedale dell’Angelo dieci carrozzine per il Pronto Soccorso

Gente Veneta - Ven, 13/09/2019 - 15:06

Dieci carrozzine “su misura” per il Pronto Soccorso: è il dono che Francesco Sorato, per quarant’anni infermiere, ha fatto all’Ospedale dell’Angelo. Le dieci carrozzine sono state consegnate, con un breve momento di ringraziamento, al Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale del Pronto Soccorso.

“Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, per quarant’anni infermiere, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto ad una normale sedia”. Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio.

Il grazie dell’Azienda sanitaria è stato formulato dal Direttore Generale Giuseppe Dal Ben: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più – ha sottolineato – il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato non solo compie oggi questo gesto specifico, ma rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.

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Telefono Amico a Venezia e Mestre: mille chiamate nel 2018. Si cercano nuovi volontari

Gente Veneta - Ven, 13/09/2019 - 12:59

L’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, che da oltre 50 anni si prende cura delle persone che hanno bisogno di essere ascoltate, cerca nuovi volontari a Venezia e Mestre. «Il nostro servizio è attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24, ma vogliamo renderlo ancora più capillare ed efficace».

«Nel 2018, grazie al prezioso supporto di 21 volontari, abbiamo gestito oltre mille richieste di aiuto, offrendo supporto, ascolto e attenzione a tante persone in difficoltà, ma per rendere il nostro servizio ancora più efficace e capillare abbiamo bisogno di ampliare il nostro team di “ascoltatori solidali”». A renderlo noto è il presidente di Telefono Amico Venezia-Mestre Gianni Cortesi, che traccia il bilancio dell’ultimo anno di attività del centro di ascolto e lancia un appello per la ricerca di nuovi volontari.

«La maggior parte delle persone che quest’anno si sono messe in contatto con noi – aggiunge – ha chiesto supporto e ascolto ai nostri volontari per problemi connessi all’area del sé (64%), parlando di solitudine o di altri disagi esistenziali, ma abbiamo ricevuto numerose chiamate anche per problemi legati alle relazioni con gli amici, il partner, la famiglia o i colleghi di lavoro. Le richieste di aiuto sono arrivate principalmente da uomini (67%) con età compresa tra i 46 e 55 anni (56%)».

Attivo dal 1969, Telefono Amico Venezia-Mestre è uno dei 20 centri territoriali di Telefono Amico Italia, organizzazione di volontariato che si prende cura, al telefono e via mail, delle persone che hanno bisogno di aiuto, garantendo il totale anonimato. «A livello nazionale nell’ultimo anno abbiamo raccolto e gestito circa 50 mila richieste di sostegno, offrendo quasi 9mila ore di assistenza telefonica e ascolto», spiega la presidente nazionale di Telefono Amico Italia Monica Petra. «In Veneto, oltre che a Venezia e Mestre, siamo attivi anche a Bassano, Treviso, Padova e Vicenza, per un totale di cinque centri territoriali che ogni anno gestiscono complessivamente oltre 9mila richieste di aiuto», conclude.

Il servizio di ascolto di Telefono Amico – raggiungibile attraverso il numero unico 199.284.284 o attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito – è attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24.

«L’attività dei nostri volontari – sottolinea la presidente di Telefono Amico Italia – è molto delicata, per questo è previsto un corso teorico-pratico obbligatorio di circa 6 mesi finalizzato a fornire a coloro che vogliono intraprendere questo percorso gli strumenti principali per instaurare e gestire una relazione di aiuto, sia nella dimensione dell’emergenza che in quella dell’abitualità». I volontari, in particolare, rispondono alle telefonate e alle e-mail delle persone che hanno bisogno di aiuto, offrendo supporto attraverso l’ascolto empatico, il dialogo e la valorizzazione delle risorse interiori con l’obiettivo di restituire benessere emozionale alle persone in difficoltà, senza mai esprimere giudizi e garantendo il totale anonimato.

«Essere di supporto a chi vive momenti difficili non è affatto semplice – racconta Antonio, storico volontario di Telefono Amico Italia – In alcuni casi si fa fatica a trovare parole di conforto, ma spesso chi vive un dolore molto intenso trae sollievo anche dal solo fatto di sentirsi capito e ascoltato. Sono molto felice di offrire a chi sta male un piccolo aiuto: facendo del bene, ci si sente davvero bene».

Per accedere ai corsi di formazione di Telefono Amico Venezia-Mestre e diventare volontari basta inviare una e-mail all’indirizzo [email protected] oppure all’indirizzo [email protected] I corsi inizieranno nel mese di ottobre e verranno presentati ufficialmente lunedì 30 settembre alle 20,30 in centro a Mestre (l’indirizzo verrà comunicato successivamente). Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

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B&b e affittacamere a Venezia e Mestre: su 45 controlli 37 irregolarità. C’è anche chi alloggia i turisti in ufficio

Gente Veneta - Ven, 13/09/2019 - 12:08

Su 45 controlli a bed & breakfast e affittacamere, a Venezia e a Mestre, la Guardia di Finanza ha accertato 37 irregolarità per esercizio abusivo delle attività, impiego di personale in nero o irregolare, mancata certificazione dei corrispettivi incassati.

È il bilancio di un apposito team della Guardia di Finanza di Venezia, che da mesi collabora a stretto contatto con gli uomini del Corpo della Polizia Municipale del capoluogo, e che sta passando al setaccio il settore delle ricettività extralberghiera a Venezia, per scovare gli abusivi e contrastare l’evasione e il sommerso.

I finanzieri del 1° e del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Venezia, in collaborazione con analoga squadra specializzata della Polizia Municipale, hanno eseguito nei primi mesi di quest’anno, appunto, 45 controlli.

Ammontano a più di 120.000 euro le sanzioni amministrative comminate ai responsabili delle irregolarità.

Per 22 gestori è anche scattata la denuncia per non aver ottemperato agli obblighi di comunicazione delle presenze imposti dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Oltre ai rilievi amministrativi, la Guardia di Finanza sviluppa sistematicamente i profili fiscali connessi alle situazioni di abusivismo individuate.

In questo ambito, tra il 2017 e l’anno in corso, le verifiche eseguite dai finanzieri di Venezia ad attività ricettive non in regola con la normativa fiscale hanno fatto emergere ricavi non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro, I.V.A. evasa per altri 290.000 euro e imposta di soggiorno dovuta per più di 10.000 euro.

Tra i gestori verbalizzati non solo cittadini italiani ma anche numerosi cittadini di origine straniera, in specie coreana, cinese e bengalese.

Le attività ispettive hanno preso spunto in molti casi dall’analisi dei dati presenti nei portali internet specializzati.

Molto importanti si sono rivelate anche le segnalazioni dei cittadini raccolte dall’apposito portale “GeoIDS” allestito dal Comune di Venezia.

Svariate le casistiche di irregolarità individuate.

Una struttura in sestiere Dorsoduro, gestita da un coreano e dichiarata quale B&B, era in realtà un ostello totalmente abusivo, nel quale, a fronte dei 9 posti letto dichiarati, ne erano stati allestiti addirittura 28.

In un altro caso, nel sestiere Cannaregio, un cittadino italiano è stato scoperto a gestire 4 distinti appartamenti adibiti a locazione turistica, per i quali non era stata inoltrata alcuna denuncia alle autorità; uno di questi risultava addirittura accatastato come ufficio.

Nella stessa zona, i finanzieri hanno intercettato una comitiva 6 turisti asiatici che, armata di trolley e valigie, stava lasciando la struttura alloggiativa in cui aveva pernottato.

I successivi approfondimenti hanno permesso di constatare che al gruppo non era stato rilasciato alcun documento fiscale a fronte del pagamento di 560 euro per il pernottamento.

Inoltre, la struttura era carente dei requisiti igienici minimi e le pareti interne erano state abbattute abusivamente, per trasformare le 5 camere presenti in 3 camere molto più grandi, aumentando così il numero di posti letto per ogni singolo locale e abbassando i costi di gestione della struttura.

A Dorsoduro, i finanzieri hanno individuato in un B&B 3 lavoratori di nazionalità coreana impiegati in nero in mansioni di receptionist e assistenza per il servizio di colazione; immediata la contestazione al gestore che, aderendo alla procedura di diffida intimatagli dai militari, ha optato per il pagamento immediato di una sanzione amministrativa di 6.000 euro.

A Mestre è stato effettuato un controllo ad un B&B gestito da un cittadino cinese che continuava ad operare nonostante avesse già ricevuto apposita diffida ad esercitare l’attività in quanto sprovvisto delle necessarie autorizzazioni.

Nella zona di Marghera è stato poi intercettato un cittadino cinese che ha affittato ad un connazionale un locale di sua proprietà per circa 800 euro mensili, senza ottemperare ai relativi obblighi di dichiarazione, così sottraendo a tassazione affitti incassati per circa 35.000 euro.

Il team delle fiamme gialle del 1° e del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, avvalendosi della preziosissima collaborazione della Polizia locale, continuerà a operare con incisività nel settore dell’abusivismo ricettivo a Venezia, che costituisce una grave minaccia per gli equilibri di lecita concorrenza tra imprese e un moltiplicatore di fenomeni di evasione fiscale e lavoro nero.

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Malamocco, sabato 14 il varo di un gommone innovativo per i disabili

Gente Veneta - Ven, 13/09/2019 - 09:08

“Un gommone per la… libertà”: questo è il titolo dell’evento che si svolgerà sabato 14 settembre, alle ore 11, presso la Base nautica della Lega navale italiana di Venezia a Malamocco, nell’ambito del progetto di assistenza agli amici con disabilità motorie.

Il progetto vede associati la LNI di Venezia e l’ospedale “San Camillo IRCCS srl” degli Alberoni. Sarà varato uno speciale gommone costruito su misura considerando le necessità dei disabili. Questo mezzo (di cui in apertura compare la foto di un prototipo), costruito dalla ditta Special-Line di Piombino, ha la caratteristica di essere “cucito” su misura rispetto alle necessità di chi ha limitazioni di movimento.

La speciale imbarcazione offre la possibilità a tutti di vivere la dimensione marina, sia che si tratti di una semplice gita in barca nella laguna o in mare, sia che si tratti di un bagno in mare aperto. Un particolare sollevatore dall’apparente struttura di un roll bar, installato sul gommone, permette alle persone in carrozzina di accedervi comodamente e in totale sicurezza da un pontile; ma anche di passare dalla barca all’acqua e viceversa.

Su segnalazione e progetto dell’infaticabile Giovanni Galifi e con il generoso contributo di numerosi benefattori (Giesse Risarcimento, Lamec, Ferramenta Livenza, Safe 12, Aism, Parco sole di notte, Bottega spa, Ca’ del poggio, Primavera ristorante, Spor Team, Safe, Alpago, VF Montaggi, De Bona, Otlav, Lattebusche, Klaxon Green Lido, Panificio Pavan e Da Re Bibanesi) e degli amici che hanno partecipato a varie cene di beneficenza, è stato possibile realizzare anche questo sogno.

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Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, sabato la festa

Gente Veneta - Ven, 13/09/2019 - 07:59

La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si prepara a vivere il suo momento più intenso, la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce sabato 14 settembre. Una ricorrenza che la Scuola celebra ogni anno a partire dal 1369, quando giunsero in dono due frammenti della Croce portati dal confratello Philippe de Mezières, Cancelliere del re di Cipro, cittadino onorario della Serenissima. Sono dunque 650 anni che la Scuola Grande custodisce la preziosa reliquia: la festa del 14 settembre sarà il momento iniziale di una serie di celebrazioni per il 650° anniversario che entreranno nel vivo a dicembre (il dono dei frammenti della Croce risale infatti al 21 di quel mese) per proseguire fino alla Pasqua del 2020. «Sono in programma una mostra e alcuni convegni che approfondiranno il tema della devozione popolare», anticipa il Guardian Grande Franco Bosello. Il programma dettagliato sarà presto presentato alla città, nel frattempo la Scuola Grande si appresta a celebrare la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce con un’intera giornata di appuntamenti.

Il programma della giornata. Sabato 14 dalle 10,30 alle 12,30 è in programma la visita guidata alla sede museale, con un focus specifico sul valore e il significato della reliquia della Santa Croce custodita nella Sala dell’Oratorio della Scuola; dalle 17 alle 17,45 è prevista l’ostensione e la venerazione della Reliquia nella sacrestia della Basilica dei Frari, con una riflessione francescana del parroco padre Lino Pellanda. Alle 18 avrà inizio la solenne processione della reliquia, dalla Basilica dei Frari alla Scuola Grande. E’ questa una novità, fa notare il Guardian Grande Franco Bosello. «Solitamente la processione si concludeva nella chiesa di San Giovanni Evangelista e non nella Scuola. Quest’anno abbiamo voluto sottolineare ancora di più il legame tra la reliquia e la Scuola che la custodisce». Proprio per questo la Messa solenne, che sarà celebrata alle 18,30 dal Vicario Generale mons. Angelo Pagan, si terrà nel Salone Capitolare della Scuola. L’accompagnamento musicale sarà a cura dell’Associazione Corale Cantori Veneziani. La giornata terminerà alle 19,30 con un momento di condivisione e il breve intervento di commiato del Guardian Grande. (S.S.L.)

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Vivere bene la fragilità da anziani: da venerdì 13 a domenica 15 Il Nazaret Fest a Zelarino, con conferenze, mostre e consulenze

Gente Veneta - Gio, 12/09/2019 - 14:00

Vivere bene la quarta età: quasi un’esigenza data dai tempi, oltre che un giustificato desiderio di tutti.

Lo mostrano i dati. Quelli dell’Istat, per esempio, che in base al censimento della popolazione residente al 31 dicembre 2017, dicono una cosa: in quella data, in Veneto, c’erano 66.147 persone con demenza, assistite a causa della loro patologia. Di queste, 2.689 avevano un’età inferiore ai 65 anni.

È anche perciò che il Centro Servizi Nazaret dell’Opera Santa Maria della Carità, a Zelarino, apre le sue porte, offrendo qualche spunto e suggerimento per vivere al meglio la stagione più tarda della vita.

In occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer, infatti, il Centro Servizi Nazaret apre le porte alla cittadinanza ed organizza il Nazaret Fest – Vivere la 4a età.

Da venerdì 13 a domenica 15 settembre il Centro Servizi accoglie i cittadini e propone un ricco programma di attività ad ingresso libero per far conoscere il mondo della quarta età con le sue fragilità, ma anche con le sue risorse, per comprenderla e viverla più serenamente.

Il programma inizia venerdì 13, alle ore 16, con la conferenza su “La popolazione anziana, scenari presenti e futuri”. Interverranno Roberto Brugiolo, primario di geriatria dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, su “La fragilità dell’anziano”; e Federica Cozzi, psicologa del Centro Medico Polispecialistico Rindola di Vicenza, su “Il cervello che invecchia: riconoscere i segnali della demenza”. Dalle ore 15.30 alle 17, la psicologa e l’assistente sociale del Centro Nazaret sono a disposizione dei partecipanti per consulenze o informazioni.
Sabato 14, dalle ore 10.30 alle 11.30, attività di Arteterapia, riservata agli Ospiti del Centro Nazaret e condotta dall’arteterapeuta Gert Bögels. Dalle 10 alle 11, centro di ascolto con la psicologa e l’assistente sociale del Centro. Alle 15.15 proiezione di una commedia sul tema dell’Alzheimer. Dalle ore 15.30 alle 18 mostra dei lavori eseguiti dagli ospiti del Centro Nazaret durante i laboratori e dei lavori eseguiti dagli ospiti del Centro diurno per disabili S. Maria Madre Nostra, situato a Villa Elena. Domenica 15, alle ore 10.30, Messa nella chiesa del Centro Servizi.

Il Nazaret è un luogo che ricerca e persegue una buona qualità della vita dell’anziano, nonostante le limitazioni psicofisiche che la quarta stagione della vita porta con sé. Non si provvede solamente alle cure sanitarie necessarie, ma ci si prende cura del benessere complessivo della persona, proponendo stimoli per la riabilitazione ed il mantenimento delle abilità residue, sostenendo ed incentivando la relazione con gli altri ed affiancando e supportando la persona anche nel decadimento cognitivo.

Il Centro Servizi Nazaret ha una capacità ricettiva di 170 posti letto, di questi 132 sono per anziani non autosufficienti. Il personale addetto alla cura e assistenza degli ospiti è composto da 4 medici, 2 caposala, 13 infermieri professionali, 3 coordinatori degli operatori e 75 operatori socio-sanitari, ed inoltre fisioterapisti, educatori, psicologhe, assistenti sociali e logopedista.

Il Centro Servizi dispone di un reparto protetto al piano terra che può accogliere fino a 23 persone con Alzheimer o demenza.
Le tre giornate del Nazaret Fest prevedono conferenze tenute da esperti sui temi dell’invecchiamento e della demenza, un punto di ascolto dove le assistenti sociali e le psicologhe del Centro sono a disposizione per fornire informazioni sui servizi socio-sanitari per anziani presenti sul territorio dell’Azienda Ulss 3 Serenissima, una mostra fotografica, un cineforum sul tema della 4a età e la presentazione di pubblicazioni specialistiche e divulgative sull’invecchiamento in collaborazione con la libreria San Michele di Mestre.

L’evento si concluderà domenica 15 settembre con la celebrazione della Messa la mattina e con uno spettacolo musicale con canzoni di ieri e di oggi nel pomeriggio.

Elisa Pozzobon

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Tumori del colon-retto, il primario dell’Angelo, Maurizio Rizzo: «Anche 90% di guarigioni se la diagnosi è precoce»

Gente Veneta - Gio, 12/09/2019 - 13:44

Più di cinquantamila persone vengono colpite ogni anno in Italia da una forma diffusissima di tumore, quella “del colon-retto”. E dalla Chirurgia generale dell’Angelo giunge un messaggio chiaro: “Il nostro Ospedale è uno dei centri più importanti del Veneto, con circa 160 interventi effettuati ogni anno, di cui 130 su tumori maligni – dice il Primario, il dottor Maurizio Rizzo –. La nostra ampia casistica conferma che è sempre più importante scoprire il tumore presto, ed affrontarlo presto. Se pensiamo che con i tumori operati negli stadi iniziali l’efficacia dell’intervento può arrivare anche al 90%, allora è chiaro che la possibilità di sopravvivenza è direttamente proporzionale alla rapidità ed alla precocità della diagnosi”.

Con la dizione ‘del colon-retto’ si indicano i tumori che colpiscono due specifiche parti dell’intestino crasso: il ‘colon’, con la sua classica forma a U rovesciata, ed il ‘retto’, che, invece, dell’intestino è l’ultimo tratto. “Sia nel ‘colon’ che nel ‘retto’ – spiega il dottor Rizzo – si può verificare una proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa. E da qui deriva la maggior parte dei tumori, che sono una mutazione in senso maligno di una iniziale neoformazione benigna. L’evoluzione verso il cancro avviene solo in una ridotta percentuale di adenomi; ma va da sé che questi vanno individuati e studiati quanto prima, anche per poter intervenire con metodiche endoscopiche e mini-invasive, evitando quindi quando possibile l’intervento chirurgico”.

Nonostante l’investimento in prevenzione fatto dal Servizio Sanitario, in Italia ogni anno 30.000 uomini e 23.000 donne vengono colpite da questa specifica neoplasia; e quella che si effettua su un paziente con tumore del colon-retto è senza dubbio un’operazione chirurgica importante: a venire asportata sarà una porzione consistente dell’intestino, insieme alla parte di mesentere annessa, così che siano asportati i vasi linfatici, i linfonodi, le vene e le arterie circostanti, al fine di evitare la diffusione della neoplasia.

E’ quindi fondamentale affrontare l’intervento in un Ospedale che presenti specifiche caratteristiche di eccellenza: “Oltre all’alto numero di interventi effettuati, e quindi ad una ‘casistica’ di primo livello – sottolinea il Primario Rizzo – l’Ospedale dell’Angelo garantisce la più completa collaborazione tra i chirurghi ed il Gruppo Oncologico Multidisciplinare. Il che significa che in ogni passaggio, dal primo contatto fino agli esami periodici dopo l’intervento, il paziente viene valutato e accompagnato dall’équipe multispecialistica che fornisce al paziente ed al chirurgo la road-map lungo cui muoversi in vista dell’esito migliore”. Paziente e specialisti compiono insieme un percorso minuzioso di esami preparatori, che permette ad entrambe le parti di non trovarsi ad affrontare situazioni non valutate o inattese. L’accuratezza e la rapidità di questo percorso costituiscono le garanzie fondamentali per la corretta esecuzione della fase operatoria.

“Quanto all’intervento chirurgico vero e proprio, all’Ospedale dell’Angelo – spiega il Primario – operiamo sempre con accesso laparoscopico, utilizzando, poi, in casi selezionati, la grande risorsa del Robot operatorio ‘Da Vinci’, che il nostro Ospedale ha acquisito già all’inizio del 2015”. Mediamente, l’intervento su un tumore del colon-retto può durare 2-3 ore, la degenza post-operatoria si aggira intorno ai 7 giorni e può essere ridotta in casi particolari. Il paziente prosegue, poi, la convalescenza a domicilio per circa un mese. In questa fase resta in carico al Gruppo Oncologico Multidisciplinare che valuterà, in particolare, l’analisi istologica del materiale asportato per programmare o meno un trattamento chemioterapico adiuvante. Dall’intervento in poi si avvia, inoltre, un percorso codificato di esami di controllo periodici che proseguono per almeno cinque anni.

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Per venti giorni in Diocesi di Venezia le reliquie di Santa Bernadette: fino a sabato 14 nelle chiese di Caorle

Gente Veneta - Gio, 12/09/2019 - 09:34

Rimarranno fino a sabato 14 settembre nelle chiese della collaborazione pastorale di Caorle le reliquie di Santa Bernadette.

La presenza straordinaria delle spoglie della santa, giunte domenica 8 nel Duomo di Caorle, è il frutto di un’iniziativa presa da Unitalsi interaziendale insieme ad alcune parrocchie e collaborazioni pastorali della diocesi di Venezia.
Poi, dal pomeriggio di sabato 14 e fino a mercoledì 18 la peregrinatio avverrà nelle chiese della collaborazione di Eraclea.

Da giovedì 19 a sabato 21 settembre toccherà alle chiese di Treporti, Ca’ Savio, Ca’ Vio e Cavallino. Poi, dal 22 al 23, a San Giovanni Battista a Jesolo Paese; dal 24 al 25 a Mira; dal 26 al 27 a Gambarare; e dal 28 al 29 settembre a Murano.

Bernadette Soubirous, nata a Lourdes nel 1844, era una ragazza di appena 14 anni quando ebbe la prima visione di ciò che descrisse come “una piccola signora giovane” in piedi in una nicchia della roccia, vicino alla grotta di Massabielle, poco fuori da Lourdes. A quella seguirono altre diciassette apparizioni. Bernadette si ritirò poi, nel 1866, a 22 anni, presso il convento delle Suore della Carità di Nevers. Trascorse lì gli ultimi anni della sua breve esistenza, lavorando come assistente nell’infermeria e poi come sacrestana, creando inoltre ricami per abiti d’altare e vesti.

Morì all’età di 35 anni, il 16 aprile 1879. Bernadette fu beatificata nel 1925 e la Canonizzazione avvenne nel 1933 durante il pontificato di Pio XI, non tanto per essere stata oggetto dell’apparizione mariana, quanto per la semplicità e santità della sua vita. È la santa protettrice degli ammalati e la patrona di Lourdes. Viene ricordata il 16 aprile.

L’occasione della peregrinatio delle sue reliquie sarà perciò un’occasione per riandare a quelle ragioni di santità. Un nuovo pellegrinaggio ai luoghi di Bernadette, a Lourdes, grazie all’Unitalsi interaziendale di Venezia, avverrà tra il 25 aprile e il 1° maggio 2020.

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Sui luoghi di Santa Teresa e con la Croce di Lampedusa in spalla: la terza giornata di seminaristi e sacerdoti veneziani in Spagna

Gente Veneta - Mer, 11/09/2019 - 21:15

Alba de Tormes, il luogo dove Santa Teresa d’Avila è morta, il 4 ottobre 1582. È partita da lì, in mattinata, la visita dei 36 seminaristi e sacerdoti veneziani, guidati dal Patriarca Francesco, dal Vicario generale don Angelo Pagan e dal Rettore del Seminario, don Fabrizio Favaro.

È stato il terzo giorno del viaggio in Spagna, sulle orme di Teresa e di San Giovanni della Croce. E la chiesa intitolata al cofondatore dei Carmelitani Scalzi è stata una delle mete, così come quella dell’Annunciazione, in cui i veneziani hanno celebrato la Messa.

Al gruppo del Patriarcato, da oggi, anche il compito di “raccogliere il testimone”: ad Alba de Tormes è stata consegnata loro la Croce di Lampedusa, ovvero la croce fatta con il legno dei barconi usati dai migranti per attraversare il Mediterraneo e sbarcare nell’isola italiana. La croce, partita da Lampedusa, sta girando il mondo e in questi giorni è proprio in Spagna. Seminaristi e sacerdoti veneziani l’hanno presa in consegna e la porteranno con sé, domani, a Segovia, dove rimarrà per alcuni giorni.

Nel pomeriggio, infine, ritorno a Salamanca, città del nord-ovest della penisola iberica, nota anche per l’università, fondata intorno al 1100. La visita all’area universitaria e al convento domenicano di Santo Stefano hanno completato il programma del pomeriggio. (con la collaborazione di don Giovanni Carnio)

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Due concerti a Venezia, venerdì 13 e sabato 14 settembre, per l’organista del Papa

Gente Veneta - Mer, 11/09/2019 - 14:19

L’organista Juan Paradell Solé, dalla Cappella Sistina alle basiliche veneziane per due concerti nell’ambito del Festival Callido: gli appuntamenti sono per venerdì 13 settembre alle ore 21 ai Frari e sabato 14 settembre alle ore 17 a San Giorgio Maggiore.

Juan Paradell Solé, spagnolo, suona regolarmente nelle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice nella Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e nelle manifestazioni concertistiche della Cappella Musicale “Sistina”.

Organista emerito della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma, è anche docente di Organo e Canto Gregoriano presso il Conservatorio di Musica “L. Refice” di Frosinone. Ai Frari il concerto sarà a due organi, con musiche di Bonelli, Bruna, Gabrieli, Blanco e vedrà la partecipazione di Nicolò Sari, direttore artistico del Festival Callido. A San Giorgio Maggiore, nell’ambito dei Concerti del Vespro, con musiche di Bonanni, Ferrini, Morandi.

Il Festival Callido è promosso, ad ingresso libero, dall’Associazione Alessandro Marcello in collaborazione con la comunità monastica benedettina di San Giorgio Maggiore, la Fondazione Archivio Vittorio Cini e Asolo Musica.

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Farmaci “naturali”, il medico: «Tutti i princìpi hanno anche effetti collaterali, che bisogna conoscere»

Gente Veneta - Mar, 10/09/2019 - 15:55

In questo tempo dominato dalla chimica e dai prodotti di sintesi industriale è forte il richiamo ai prodotti “naturali”, cioè a sostanze di derivazione naturale, per lo più vegetale, che in quanto tali si pensa siano innocui.

Ma le cose non stanno esattamente così: anche rispetto a principi di origine naturale dobbiamo stare molto attenti e soprattutto informarne il nostro medico per la possibile interazione con i farmaci che assumiamo quotidianamente o occasionalmente.

Esistono infatti molti prodotti di origine vegetale che possono essere usati a livello del sistema nervoso centrale: alcuni sono registrati come farmaci, come l’iperico o la valeriana; altri sono ingredienti di integratori alimentari, come ad esempio il ginko biloba.

La valeriana aumenta nel nostro cervello la disponibilità del GABA (acido gamma-amino-butirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio: ecco perché viene usata per metterci tranquilli.

L’iperico aumenta la via di trasmissione delle catecolamine (la più nota è l’adrenalina, ma anche la dopamina…) ed è per questo che viene usato nel trattamento dei disturbi depressivi minori. Ma, oltre che dell’efficacia, dobbiamo sempre preoccuparci anche della sicurezza dei principi attivi naturali.
L’iperico, ad esempio, attiva gli enzimi – gli “operai” di quella meravigliosa macchina chimica che è il nostro corpo: prendono una sostanza e la trasformano in un’altra – per cui, per esempio, aumenta il metabolismo di alcuni farmaci, cioè la loro velocità e quindi la loro potenza d’azione. Se lo assumiamo insieme al Coumadin (warfarin), ne vedremo aumentata l’azione anticoagulante. Se invece lo associamo ad alcuni antidepressivi (paroxetina, fluoxetina, citalopram…) rischiamo di innescare la cosiddetta sindrome serotoninergica, che non è precisamente una “passeggiata di salute”: ansia, agitazione psicomotoria, irrequietezza, stati confusionali fino al delirio, ma anche tachicardia, ipertensione arteriosa, febbre, intensa sudorazione, mal di testa, vomito e diarrea e, specie negli anziani, può perfino condurre a morte.

Altro prodotto la cui sicurezza d’uso non è affatto trascurabile è il ginko biloba, estratto dalle foglie a forma di ventaglio dell’omonimo albero preistorico. Il ginko biloba è un prodotto straordinario perché aumenta la sopravvivenza dei neuroni e per questo viene usato nelle disfunzioni cognitive, cioè nelle forme iniziali di demenza. Magnifico!

Ma non dimentichiamo anche che, per il suo meccanismo d’induzione enzimatica, riduce la capacità di aggregazione delle piastrine. Uno dei suoi effetti collaterali consisterà allora nel ridurre la capacità di coagulazione del nostro sangue. Quindi non dovrà mai essere assunto insieme ad altri antiaggreganti piastrinici, la cardioaspirina ad esempio, e tanto meno insieme agli anticoagulanti orali come il Coumadin: rischieremmo emorragie.
Occhio, dunque, a quello che assumiamo: i prodotti di origine vegetale non sono sempre innocui!

Luca Barbacane

Medico di famiglia a Martellago (Venezia)

In collaborazione con l’Ordine provinciale dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia

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Avviso: numero di GV temporaneamente inattivo

Gente Veneta - Mar, 10/09/2019 - 11:12

A causa del trasloco della redazione presso la nuova sede di Venezia, in questi giorni il numero di Gente Veneta (041 959999) risulta inattivo. Ci scusiamo per il disagio, il numero sarà ripristinato a breve.
Nel frattempo per ogni esigenza è possibile contattare il numero di servizio: 328 5968510.

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Mestre, iniziati i lavori di ristrutturazione e ampliamento della Casa dell’Ospitalità

Gente Veneta - Mar, 10/09/2019 - 11:06

Sono iniziati questa settimana i lavori di ristrutturazione e ampliamento della Casa dell’Ospitalità di via Santa Maria dei Battuti a Mestre. L’intervento, del costo di 890 mila euro, di cui 416mila di fondi PORFESR, porterà alla completa riqualificazione dello stabile.

All’esterno verrà realizzato il cappotto termico per migliorare l’efficienza energetica, ripristinate le grondaie pluviali, impermeabilizzato il tetto, rifatte le fognature e i marciapiedi; all’interno, invece, lo stabile che risale agli anni ‘50, verrà completamente riammodernato per rendere la struttura più funzionale e accogliente.

Innanzitutto le attuali camerate saranno trasformate in camerette, verranno potenziati e integrati i servizi igienici, sarà creata una sala polifunzionale, verranno riqualificati gli impianti energetici e anche la cucina sarà completamente rifatta.

Questa mattina l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, si è recato al cantiere per un incontro con il direttore dei lavori Flaviano Favero, il direttore e la presidente della Fondazione Casa dell’Ospitalità, Francesco Pilli e Paola Bonetti. Durante l’intervento di ristrutturazione, che durerà 220 giorni – hanno assicurato- la struttura non verrà mai chiusa: “le persone si dovranno stringere un po’, ma continueranno a rimanere ospiti della Casa”.

“Come abbiamo promesso con il nuovo CdA – ha dichiarato l’assessore Venturini – abbiamo voluto dare una svolta alle attività della Casa dell’Ospitalità, che è sempre di più un punto di riferimento non solo per la prima accoglienza ma anche per l’inclusione vera, per la riattivazione delle persone, per consentire loro di rialzarsi dalla situazione in cui sono precipitate per i motivi più vari. Il nostro obiettivo è di puntare sull’inclusione sociale, sull’autonomia delle persone, sullo sviluppo delle capacità residue e per per farlo servono anche spazi adeguati che superino il concetto dei dormitori e vadano sempre più verso una situazione di accoglienza più dignitosa, che seppur temporanea sia capace di aiutare la persona a 360°. Oltre a questo intervento di ristrutturazione, che la Casa aspettava da decenni e che questa Amministrazione è riuscita a portare a termine – ha aggiunto l’assessore – stiamo lavorando su molti altri fronti come lo sportello di orientamento al lavoro, le attività di strada, la prima accoglienza”.

La presidente Bonetti ha ricordato inoltre l’impegno della Casa dell’Ospitalità con l’emporio solidale che supporta le famiglie residenti del Comune di Venezia con pacchi cibo e beni di prima necessità e che a fine lavori “troverà uno spazio ancora più bello”

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Diocesi di Venezia, nasce il Piccolo Istituto di Musica sacra per la liturgia

Gente Veneta - Mar, 10/09/2019 - 09:53

È una scuola che punta a dare qualità al presente e creatività al futuro. Perché suonare e cantare durante la liturgia comporta non solo passione, ma anche competenza. E se questo oggi può produrre maggiore intensità delle celebrazioni, in futuro questo mix virtuoso potrebbe anche far sorgere repertori nuovi.
Nasce con queste mete il Piccolo Istituto di Musica sacra per la liturgia della diocesi di Venezia. Da sabato 9 novembre le prime lezioni, da subito le iscrizioni, da farsi contattando il tel. 041.270.24.39 oppure la mail [email protected]

«È un nuovo servizio – spiega il direttore della neonata scuola, don Luca Biancafior – che viene offerto a tutte le persone che, nelle nostre comunità, svolgono un servizio nell’ambito liturgico-musicale. L’obiettivo, come sottolinea il Patriarca, è formare persone che aiutino l’assemblea a cantare, ad essere attiva e non solo ascoltatrice passiva. Perché è apprezzabile chi per inclinazione, disponibilità e con un minimo di preparazione si mette a suonare o cantare in chiesa. Ma occorre anche formarsi, così da poter offrire un servizio ottimale alla liturgia e all’assemblea».

Il programma di studi è biennale, con un terzo anno dedicato a chi voglia specializzarsi. Alcuni insegnamenti saranno obbligatori per tutti.
Per esempio per avere conoscenza essenziale del magistero della Chiesa in questo ambito: da Pio X a Benedetto XVI e a Francesco le indicazioni del pontefici e i documenti della Chiesa si sono evoluti, ma portano in sé anche la continuità del significato profondo della musica nella liturgia. Sarà lo stesso direttore del Piccolo Istituto, don Biancafior, a tenere le lezioni su questo tema.

Conoscere bene la liturgia è altrettanto essenziale: ne dispenserà i contenuti di fondo Dario Salvagno, responsabile del cerimoniale in basilica di San Marco.
Ugualmente obbligatorio sarà l’insegnamento di coro e direzione di coro: ci saranno sia una parte teorica, per irrobustire le conoscenze, sia una pratica, in cui il docente coinvolgerà gli alunni nella direzione. Docente sarà Gianmartino Durighello, insegnante al Conservatorio di Venezia, compositore e punto di collegamento con Coperlim, il Corso di perfezionamento liturgico musicale istituito dalla Cei.

Lo stesso Durighello terrà anche il corso di composizione per la liturgia: l’insegnamento, cioè, da cui potranno uscire brani e perfino un repertorio rinnovato. Ma questo è, appunto, il futuro.

Gli altri insegnamenti che, come composizione, non sono obbligatori ma possono essere scelti liberamente dagli studenti sono canto gregoriano e organo e chitarra. Per organo, in particolare, sono previsti tre livelli: uno amatoriale e di primo approccio, uno base che prevede conoscenze pregresse di solfeggio e lettura dello spartito; e un livello avanzato, che prepara ai corsi accademici del Conservatorio.

Le lezioni di organo saranno tenute da Pierpaolo Turetta, organista titolare della basilica di San Marco; quelle di canto gregoriano da Paola Talamini, organista titolare della basilica della Salute; quelle di chitarra da Daniele Magli.

Il Piccolo Istituto di Musica sacra avrà sede alla Scuola dei Laneri, in parrocchia dei Tolentini a Venezia. Le lezioni si terranno il sabato mattina, a partire, appunto, dal 9 novembre (dalle 8.30 alle 13). È previsto un contributo di 10 euro per l’iscrizione.

Giorgio Malavasi

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In 300 a Marango per la Festa della Bibbia

Gente Veneta - Lun, 09/09/2019 - 10:06

Oltre 330 persone hanno partecipato domenica 1 settembre alla “Festa della Bibbia” organizzata dalla comunità monastica del Marango di Caorle. Si tratta della quarta edizione di questo evento diventato ormai un appuntamento irrinunciabile non solo per la comunità di Marango, ma anche per tanti fedeli delle località più vicine alla piccola frazione. Il tema dell’edizione di quest’anno erano “Le Parabole di Gesù”. «Un titolo non originale – ha spiegato don Giorgio Scatto, priore della comunità monastica – ma è stato originale il modo di narrarle, attraverso tutti i linguaggi dell’arte e dello spettacolo, con la presenza di numerosi e qualificati artisti, che hanno offerto la loro disponibilità in modo del tutto gratuito».

Riccardo Coppo

(Il racconto della festa sarà pubblicato sul prossimo numero di Gente Veneta)

 

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Mira: è morta Giorgia, giovane mamma e sposa. La parrocchia: «La sua testimonianza è invito ad apprezzare a fondo vita e famiglia»

Gente Veneta - Dom, 08/09/2019 - 13:51

Mira piange un’altra giovane sposa e madre della sua comunità: Giorgia Maccatrozzo, 47 anni. È morta questa notte, dopo una lunga malattia che ha affrontato con un coraggio e una determinazione che hanno impressionato le persone a lei vicine.

Persona solare e positiva, molto conosciuta in città, sposata con Giovanni e madre di Tommaso e Angelica, 14 e 7 anni. «Un dolore grande – si sottolinea nella comunità cristiana di Mira – che invita però tutta la comunità a cogliere il valore della vita e della famiglia, così come Giorgia ci ha testimoniato. E che ci spinge a cercare rifugio in Dio come tante volte lei ha fatto in questi anni, quando all’altare della Madonna pregava per la sua guarigione».

Una fede semplice la sua, proprio come quella di tante mamme, ben 5, che in questi ultimi anni, nella comunità di San Nicolò di Mira, sono morte per malattia. «Giorgia ci lascia una testimonianza grande», è la riflessione che si fa in parrocchia: «È stato un dono da valorizzare nella nostra vita e ci rimane anche la sua fiducia nel Signore che, ricevuto da Giorgia pochi giorni fa nella comunione eucaristica, sicuramente l’ha accolta in paradiso».

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Questo signore ha 85 anni e, ai campionati Master di Jesolo, ha stabilito il record europeo sui 1500 metri

Gente Veneta - Dom, 08/09/2019 - 11:59

Questo signore ha 85 anni, si chiama Bruno Baggia e sabato 7, ai campionati europei Master che si stanno disputando fra Jesolo, Caorle ed Eraclea, ha stabilito nientemeno che il record continentale della sua categoria – gli over 85 anni – nella gara dei 1550 metri di corsa.

Bruno Baggia durante la gara del record europeo a Jesolo

Sulla pista di Jesolo ha percorso la distanza in 7’06”03. Superato così dopo quindici anni il limite dello svedese Holger Josefsson, 7’09”38 nel 2004.

Finora Bruno Baggia, mezzofondista trentino di Malè, classe 1934, si era messo al collo ben 34 medaglie internazionali, ma questo è il primo titolo europeo all’aperto nella sua lunga attività.

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