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Dal 28 aprile la Collezione Peggy Guggenheim riapre al pubblico con uno speciale tributo agli artisti veneziani e veneti in collezione

Gente Veneta - Lun, 26/04/2021 - 15:48

Da mercoledì 28 aprile riaprono i cancelli di Palazzo Venier dei Leoni, dal mercoledì al lunedì, dalle 10 alle 18. L’accesso sarà su prenotazione online obbligatoria, effettuabile sul sito guggenheim-venice.it, e sarà contingentato per fasce orarie nel rispetto della normativa per il contenimento del Covid-19. Il sabato e nei giorni festivi, sarà necessario prenotare online o telefonicamente ai numeri 041.2405419/440 con almeno un giorno di anticipo rispetto alla data della propria visita, come da attuali disposizioni governative. I soci e i visitatori che hanno diritto all’ingresso gratuito potranno prenotare il proprio ingresso scrivendo a [email protected] o telefonando allo 041.2405419/440, specificando giorno e fascia oraria. Il Museum Shop esterno, che si trova lungo la fondamenta che porta all’ingresso del museo, seguirà giorni e orari di apertura della Collezione, mentre il Museum Cafè sarà aperto dalle 10 alle 17, con servizio di caffetteria.

«Siamo entusiasti di poter tornare ad accogliere i visitatori nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni, ed offrire loro un po’ di respiro e bellezza. Questa apertura è senz’altro un invito ai nostri concittadini, e naturalmente ai nostri affezionati soci e sostenitori, che hanno dimostrato nel corso di questo ultimo anno così difficile la loro vicinanza e supporto», spiega la direttrice Karole P. B. Vail.

Un riallestimento speciale della sua impareggiabile collezione aspetta i visitatori. Edmondo Bacci, Tancredi Parmeggiani, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova: la Collezione rende omaggio ai 1600 anni della Serenissima attraverso le forme energiche e i colori esplosivi di quelli che furono i protagonisti della scena artistica veneziana e nazionale del secondo dopoguerra. Al loro fianco anche le opere di Marina Apollonio e Alberto Biasi, esponenti dell’Arte cinetica e Op art. Nel giardino delle sculture, cuore verde del museo, un rinnovato riallestimento darà il benvenuto ai visitatori con l’Anfora-fruttodi Jean Arp, in dialogo con le austere “donne” di Alberto Giacometti. Testimoni di questo colloquio ideale Tauromachia di Germaine Richier e Sfera n. 3 di Arnaldo Pomodoro, mentre accanto all’iconico gazebo dove Peggy Guggenheim amava fare colazione ora si trovano Giovane donna a forma di fiore di Max Ernst eColloquio Mitico di Pietro Consagra.

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Cavallino-Treporti, i 100 anni sereni di Giuseppina Pizziol

Gente Veneta - Lun, 26/04/2021 - 14:08

Momento da ricordare presso la casa di riposo Ca’ Vio di Cavallino Treporti, dove la signora Giuseppina Pizziol ha celebrato con gioia e commozione l’invidiabile traguardo dei 100 anni di vita. Presente alla piccola celebrazione, organizzata in ottemperanza alle disposizioni anti-Covid, anche un rappresentante del Comune di Cavallino Treporti, che non ha voluto far mancare il proprio saluto alla neo-centenaria.

Descrizione generata automaticamenteClasse 1921 e originaria di Treporti, donna semplice e dal carattere forte, molto religiosa e attaccata alla famiglia, la Signora Giuseppina è madre di tre figli, Mara, Cesarina e Arnaldo, è stata sposata per più di 50 anni con il suo Toni e oggi ha cinque nipoti e sei pronipoti. Grande amante della bicicletta, ha coltivato questa sua passione fino all’età di 90 anni. Ha trascorso l’intera vita a Treporti, dove ha lavorato per diverse famiglie come Signora delle pulizie ricevendo la stima di molti.

“Siamo davvero contenti del traguardo storico raggiunto dalla Signora Giuseppina, che per il grande bagaglio di vita che porta con sé è per noi e per gli altri Ospiti una figura di riferimento”, aggiunge Silvia Da Re, direttore gestionale di Ca’ Vio.

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Gli errori, il carcere, la fede ritrovata, il lavoro. Storia di una redenzione fino all’ultimo istante

Gente Veneta - Lun, 26/04/2021 - 08:08

Muore un ex detenuto del carcere di Venezia, che nel periodo di detenzione aveva ritrovato la speranza grazie alla fede e si era poi sistemato dal punto di vista lavorativo facendo l’apicoltore. Sull’ultima edizione del foglio parrocchiale delle comunità di San Cassiano e San Silvestro il parroco, don Antonio Biancotto, ha voluto raccontare, conservando l’anonimato, la storia di un ex carcercato che ha vissuto una storia di conversione e cambiamento riscoprendo la fede. La settimana scorsa era stato raggiunto da una telefonata di un amico che lo avvisava dell’imminente morte di R., ex detenuto che aveva commesso sempre piccoli reati, ma che si era ritrovato a cadere in una spirale discendente. La pastorale carceraria, con il suo gruppo di volontari, aveva aiutato R. – accompagnandolo nel ritrovare la fede dimenticata – a tornare economicamente autonomo, sostenendo la sua passione per l’apicultura. Da allora il Charity-shop dietro alla chiesa di Santa Maria Mater Domini ha sempre venduto il suo miele, a chili. Appena ricevuta la notizia, don Antonio è corso a Chioggia per amministrare l’Unzione degli infermi. «Lo conoscevo bene – scrive – avevamo confidenza per questo gli ho detto subito: “Vuoi confessarti e ricevere Gesù nella Comunione?”. Mi ha risposto di sì. Così ha affidato per l’ultima volta la sua vita e i suoi errori». Subito dopo, racconta don Biancotto, R. ha ricevuto anche il sacramento dell’Unzione. Al momento del viatico è connessa anche, secondo una antica norma della Chiesa, l’indulgenza plenaria. Tre giorni dopo è giunta la notizia della sua scomparsa.

Riscoprire la fede, anche fuori dal carcere. A Gente Veneta don Antonio racconta la sua gratitudine e, al tempo stesso, le sue preoccupazioni per tutti i fedeli: «Si è trattato di un momento bellissimo, un dono di grazia. Spesso mi capita di vivere esperienze di questo tipo con i carcerati. Sono persone che hanno perso tutto e che ricevono da Gesù una vera rinascita. Però già nel foglio parrocchiale scrivevo che mi turba pensare che tanti altri, che non hanno sofferto problemi con la giustizia, fatichino così tanto ad incontrare il Signore». Come aiutare dunque i fedeli a scoprire la grazia dei sacramenti nel momento della prova? «Come dicevo ai miei parrocchiani – conclude – mi piacerebbe poter dire ai cristiani che vivono i loro ultimi momenti che il conforto religioso è veramente un conforto! Lo dico anche ai familiari: chiamatemi, chiamate i sacerdoti per questo dono».
Marco Zane

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Il Patriarca per San Marco: «Il Vangelo è fonte perenne di vita nuova, oltre le ideologie e le convinzioni personali

Gente Veneta - Dom, 25/04/2021 - 14:16

Il Vangelo è una fonte perenne di vita nuova che supera le ideologie e le convinzioni personali come anche ogni tipo di rassegnazione. Sa andare oltre il pessimismo e il fatalismo degli uomini come oltre ogni facile ottimismo che, in modo erroneo, si affida ad una illusoria bontà naturale, confondendo la libertà con l’esternazione delle proprie fragilità o egoismi. E tutto ciò coinvolge ognuno di noi, a partire dal battesimo che ci immerge nel mistero pasquale, nella vita del Crocifisso risorto e ci rende capaci di continua e reale rigenerazione.

Citando l’enciclica Ecclesiam suam di Papa Paolo VI, il Patriarca Francesco ha sottolineato stamattina, nella festa dell’evangelista Marco, la centralità assoluta del testo evangelico, un genere letterario di cui il patrono di Venezia è l’iniziatore, essendo il primo ad essere stato scritto, poco prima del 70 dopo Cristo.

Quello di Marco, ha ricordato il Patriarca nell’omelia della Messa celebrata in Basilica, «è un testo di indiscutibile immediatezza, vivacità e drammaticità, composto di poche parole (è il Vangelo più breve), con dialoghi serrati e diretti, mentre emergono in maniera nitida e, appunto, “drammatica” i fatti accaduti. Se, insomma, vogliamo sapere come sono andati gli eventi di Gesù di Nazaret, è soprattutto al Vangelo di Marco che dobbiamo principalmente ricorrere, insieme a quello di Giovanni (scritto, peraltro, alla fine del I secolo); questi, seppur in modo differente e in un certo senso, sono i Vangeli dei “testimoni oculari”, delle persone più vicine a Gesù. Giovanni, perché (con Andrea) è cronologicamente il primo ad incontrare Gesù; Marco, perché raccoglie la predicazione, i ricordi e gli insegnamenti di Pietro, scelto da Gesù come la “roccia” su cui è fondata la Chiesa».

In una Cattedrale in cui si è potuto celebrare in presenza, sia pure con un numero ridotto di fedeli, mons. Moraglia ha rimarcato: «L’evangelista, e nostro patrono, dice a noi – uomini e donne del XXI secolo, in particolare di questo territorio veneziano e veneto – che Gesù non è un personaggio del passato né una figura mitica, ma è il Vivente, l’unico Signore; Marco ci ricorda che le promesse di Dio non vengono meno ma sono mantenute e si realizzano proprio nel Risorto (cfr. At 13,32-33); ci richiama, infine, al fatto che il Vangelo non è prima di tutto un libro che si legge, ma è lo stesso Gesù Cristo vivo che va testimoniato sempre e in ogni ambito. Senza timori e reticenze.

Tutto ciò comporta per la Chiesa conseguenze che la rendono “altra”, anche in modo radicale, rispetto all’ambiente umano in cui vive nelle differenti epoche e nelle quali, però, è capace d’immettere – per la forza che le deriva dal Vangelo – un’energia, una novità, una prospettiva di rinascita e salvezza che il mondo non possiede».

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La mascherina? «La useremo anche in futuro, per evitare allergie e raffreddori». Parola di pneumologo

Gente Veneta - Sab, 24/04/2021 - 07:03

Prendevamo in giro i giapponesi, con le loro ridicole mascherine indossate mentre facevano turismo per le città d’Italia. Adesso è molto probabile che, invece, ne seguiremo l’esempio, negli anni a venire. «Lo confermo, da specialista: le accortezze che abbiamo usato, a partire dalla mascherina, hanno ridotto di molto le malattie dell’apparato respiratorio. Perciò sarà opportuno, con buon senso, usarle anche in futuro». Lo sottolinea Manuele Nizzetto, Primario di Pneumologia del Distretto Mirano Dolo della Ulss 3.

Spariti i raffreddori. L’osservazione è empirica, l’abbiamo notato tutti: i malanni di stagione, ma anche i problemi più gravi a carico dell’apparato respiratorio si sono ridotti durante questi quindici drammatici mesi, da quando la pandemia si è scatenata. «Sì, lo abbiamo osservato anche noi medici sul campo», spiega il dott. Nizzetto: «Sono sparite le virosi tradizionali, l’influenza e i raffreddori: anch’io, che ne prendevo due o tre per stagione, nell’ultimo anno non ho avuto nulla. E si sono notevolmente ridotti gli episodi di broncopneumopatia ostruttiva e le riacutizzazioni asmatiche. Riduzione sensibile anche per le allergie: il 90% dei miei pazienti dice che ha avuto un’annata buona, pur in assenza di controlli del medico di base, così come dello specialista, dato che per mesi siamo stati impegnati su un fronte diverso da quello delle allergie». La causa di questo ritrarsi di malanni piccoli o anche seri dell’apparato respiratorio? «È molto probabile – risponde il primario – che si debba al fatto che le persone hanno usato massicciamente la mascherina, che si sono lavate di più e meglio le mani e che hanno mantenuto il distanziamento interpersonale». Insomma, la scuola del Coronavirus – se vogliamo riconoscere che per certi versi è stata una scuola – ha prodotto un risultato: «Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire che da questo dramma abbiamo imparato delle cose». Se non fosse stato per la pandemia, cioè, non avremmo mai messo in pratica il ricorso massiccio alle precauzioni. E il test, cui ci siamo sottoposti solo perché obbligati, ha avuto un esito chiaro.

Mascherina anche in futuro. Adesso questa lezione si proietta sul nostro futuro: «Almeno nei periodi e nelle situazioni a più alto rischio – prosegue lo pneumologo – cioè d’inverno e quando siamo al chiuso o in ambienti con tante persone, rimarranno importanti la mascherina, il lavaggio frequente delle mani e la sanificazione dell’ambiente. E quando avremo il raffreddore staremo a casa e non andremo al lavoro o su mezzi pubblici, infettando gli altri». Consapevolezze nuove, insomma, che non devono stravolgere i capisaldi buoni della nostra società: «Nessuno di noi vuole vivere isolato. Noi siamo esseri sociali, dobbiamo poter andar a messa, al cinema, a prendere un caffè… Non possiamo farci mancare tutto ciò, ma dobbiamo essere consci che la guardia va tenuta alta, con buon senso. Se tutti rispetteremo queste regole, il futuro sarà migliore».
Giorgio Malavasi

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Agriturismi sulla sponda lagunare: dalla foce del Dese fino a Torcello e Burano, un percorso di navigazione sostenibilie

Gente Veneta - Ven, 23/04/2021 - 15:18

Fruire della laguna in un percorso “esperienziale” che permetta di navigare tra i canali nel rispetto dell’ambiente naturale, procedere con la giusta lentezza per non disturbare le oasi di uccelli, anche rari, e per non danneggiare il delicato equilibrio dell’ecosistema. È questa la proposta del Conte Claudio Marcello, proprietario dell’agriturismo immerso nella valle Paliaga, in zona Tessera, affacciato ad un angolo di laguna e barena che ospitano una vera e propria oasi di avifauna di grande pregio. Una proposta sostenuta anche da Confagricoltura ed Agriturist Venezia.

LA PROPOSTA: PERCORSO DI NAVIGAZIONE SOSTENIBILE DALLA FOCE DEL FIUME DESE FINO ALLE ISOLE DI TORCELLO E BURANO
«La mia proposta è di adibire a percorsi di navigazione sostenibile alcuni tratti di laguna che presentano oasi naturalistiche di pregio insieme ad importanti elementi storici ed artistici, oltre che a caratteristiche componenti sociali – spiega il Conte Marcello. – Il primo percorso che propongo di dedicare alla navigazione esperienziale, è quello che parte dalla foce del fiume Dese e arriva fino alle isole di Torcello e Burano, un tratto che include elementi di grande valore naturalistico, artistico e sociale. Aggiungo anche che in questo modo si potrebbe stabilire un collegamento di navigazione “sostenibile” tra il museo di Altino, quello di Torcello e quello dei merletti di Burano».

IN TEMPO DI COVID AGRITURISMI PER UN TURISMO DAVVERO SOSTENIBILE
In sintonia con la proposta del Conte Marcello anche Luigi Toffoli, presidente di Agriturist Venezia. «Gli agriturismi hanno pagato un prezzo altissimo a causa delle misure anticovid che ne hanno limitato fortemente le attività, ma voglio ricordare che le nostre imprese hanno un grande valore aggiunto perché sono immerse nel paesaggio naturale e contribuiscono al rispetto di oasi naturali ed elementi artistici – conclude il presidente Toffoli. – Per questo la proposta di avviare un percorso di navigazione sostenibile è assolutamente in linea con lo spirito che anima le nostre imprese. Infine sottolineo che questo nostro modello anticipa già da tempo il tanto auspicato turismo sostenibile che pare di fatto il più adatto, sotto tutti i punti di vista, a svilupparsi in questa fase di pandemia e post pandemia».

L’ OASI NATURALE DI VALLE PALIAGA
L’Agriturismo Paliaga, di proprietà di Claudio Macello (discendente dell’antica famiglia Marcello), è dimostrazione di quanto si possa offrire lavorando con passione e dedizione maturate in anni e anni di vita tra campagna e laguna, nonché con profonda conoscenza dell’ambiente naturale tipico della gronda. Nell’area sono stati creati due laghetti in cui, con il mutare delle stagioni, si alternano le più caratteristiche specie di uccelli del nostro territorio.

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Fuori il tabellone dei vaccini: categorie a rischio chiuse per inizio giugno

Gente Veneta - Ven, 23/04/2021 - 14:48

Presentato il calendario vaccinale. «È prudenziale e teorico», sottolineano oggi, in conferenza stampa, il Governatore Zaia e l’Ing. Fattori. «Non dipende dalla nostra capacità vaccinale ma dalle forniture». Il tabellone è basato sul piano vaccinale con le forniture programmate di marzo dato alla Regione dal Governo. Sono previste 239 mila dosi a settimana nel secondo trimestre e 200 mila nel terzo.

Le previsioni sono:

  • over 80 chiusi (i restanti potranno comunque continuare a vaccinarsi con le altre coorti)
  • 70-79 chiusi entro il 9 maggio
  • 60-69 dal 3 maggio al 6 giugno
  • 50-59 dal 31 maggio all’11 luglio
  • 40-49 dall’8 agosto al 5 settembre
  • 30-39 dal 2 agosto al 5 settembre
  • 20-29 dal 30 agosto al 3 ottobre
  • 16-19 dal 27 settembre

Le prenotazioni non sono ancora aperte, verrà comunicato di volta in volta quale coorte potrà prenotarsi.

Il bollettino di oggi riporta 1035 positivi nelle ultime 24 ore, con un’incidenza del 2,7% sui 38 mila tamponi effettuati. Continuano a diminuire a doppia cifra le persone in ospedale: oggi sono 1615 (-39) suddivise in 1338 in area non critica (-37) e 227 in terapia intensiva (-2). «Abbiamo dati da zona gialla – rassicura il Presidente – ma non dobbiamo abbassare la guardia».

Continua la polemica sull’approvazione del nuovo decreto, sono infatti ancora molte le incongruenze da sistemare. Il coprifuoco, commenta Zaia, è una misura politica, non sanitaria, e per la nostra regione rappresenta un deterrente turistico enorme.

Mentre per quanto riguarda la scuola, la Ministra Gelmini aveva approvato il 60% di capienza dei mezzi, che poi però è stato trasformato in 70% dal Governo, una percentuale non sostenibile, almeno in Veneto, per mancanza di mezzi sul mercato. «Va corretto il tiro, spero in un “tagliando” nei prossimi 10 giorni, quando potremo rivedere i dati epidemiologici», commenta Zaia, che spera in una revisione riguardante la scuola e il coprifuoco. Le Regioni non hanno margine d’intervento e sebbene non ci sia alcuna contrapposizione col Governo porteranno avanti saldamente l’istanza.

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Torna la Fenice: lunedì 26 concerto per soli Millennials (18-30 anni). Biglietto a 2 euro

Gente Veneta - Ven, 23/04/2021 - 12:14

La Fenice, finalmente, torna ad accogliere il pubblico in sala. Lunedì 26 aprile, primo giorno in cui sarà possibile riaprire le porte dei teatri in conformità con i più recenti provvedimenti governativi e regionali, il palcoscenico veneziano alzerà il sipario su Verdi e la Fenice.

Spettatori che, alla Fenice, saranno tutti Millennials: i biglietti per assistere al concerto, al costo di 2 euro, saranno infatti in vendita online esclusivamente per i giovani tra i 18 e i 30 anni; e poiché la capienza del teatro sarà necessariamente ridotta, resterà comunque confermata la diretta web sul sito www.teatrolafenice.it e sul canale YouTube del Teatro La Fenice.

Il programma del concerto lirico Verdi e la Fenice, in scena lunedì 26 aprile alle ore 19, ne racconterà alcuni stralci. Protagonisti dell’evento saranno infatti il baritono Luca Salsi e il basso Michele Pertusi, che si misureranno con pagine verdiane tratte dalle cinque opere che il compositore emiliano scrisse proprio per il Teatro lagunare: Ernani, Attila, Rigoletto, La traviata e Simon Boccanegra.

La direzione musicale sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice sarà affidata a Stefano Ranzani, mentre i ruoli comprimari saranno interpretati dal mezzosoprano Chiara Brunello, dal tenore Cristiano Olivieri, dal baritono Armando Gabba e dal basso Matteo Ferrara; maestro del Coro Claudio Marino Moretti.

I giovani tra i 18 e i 30 anni che potranno acquistare due posti se congiunti nei palchi , mentre i posti singoli potranno essere acquistati nei settori di galleria e loggione. Il titolo di accesso potrà essere acquistato lunedì 26 aprile a partire dalle ore 11, tramite il sito www.teatrolafenice.it

Saranno messi in vendita biglietti nei palchi, in galleria e loggione (la platea sarà occupata dall’orchestra, pertanto non ci saranno posti a sedere per il pubblico). Sono confermate alcune misure di sicurezza già applicate: entrate differenziate, misurazione della temperatura corporea all’entrata, gel igienizzante a disposizione in vari punti del Teatro.

Tutti i concerti trasmessi dalla Fenice in diretta streaming sono gratuiti e resteranno disponibili sul canale YouTube del Teatro per i prossimi mesi. Main partner Intesa Sanpaolo. Per informazioni www.teatrolafenice.it

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Mamma Camilla, Covid grave, e la piccola Penelope: storia drammatica, ma a lieto fine, all’Angelo di Mestre

Gente Veneta - Ven, 23/04/2021 - 10:54

Il fiato in perdita, il Covid al traguardo dei polmoni, il cesareo d’urgenza, il primo vagito, uno sguardo al fagottino in mano al ginecologo. Poi Camilla in rianimazione e Penelope in patologia neonatale.
Mamma Camilla è Covid grave. Penelope è prematura. Negativa, ma prematura. Penelope nasce un mese in anticipo per tentare di salvare mamma Camilla dalla polmonite interstiziale severa.
Da quel giovedì 25 marzo le dividono quindici giorni, dieci tamponi, cinque ausili respiratori, sei specialità mediche, decine di sanitari, quattro piani e quattro reparti dell’ospedale dell’Angelo.
Prigioniero in casa, papà Piero è positivo. Non sa se rivedrà Camilla. Non sa se conoscerà Penelope. Dorme in divano, “perché il letto di casa, senza Camilla e Penelope, non lo voglio toccare”.

I dieci anni di storia. Camilla Gnata e Piero Zane sono due trentenni dell’isola veneziana di Murano. Si conoscono da vent’anni e si amano da dieci. A settembre scoprono di aspettare un figlio.

I primi sette giorni del virus. Il 14 marzo Camilla si sveglia con tosse secca, alterazione e respiro affannoso. Tampone. È positiva. Contagia Piero. È preoccupata per la sua gravidanza. Il terzo giorno la febbre sale e Camilla non riesce ad alzarsi dal letto. Passano le giornate e le prescrizioni del medico di famiglia, ma la situazione peggiora. Una notte, Piero accompagna Camilla al bagno “ma in un tragitto di cinque metri Camilla si affanna come corresse i cento metri: chiamo il 118”.

Camilla e Penelope, cinque secondi per amarsi. Il 25 marzo Camilla è già in un letto del maxi reparto Covid dell’ospedale mestrino dell’Angelo con una diagnosi di polmonite grave da Coronavirus quando, tossendo, “sento per la prima volta dolori forti al ventre”. Pneumologi, internisti, ginecologi e pediatri dell’Angelo si consultano. La polmonite si è aggravata. Mamma Camilla, per salvarsi, deve entrare in terapia intensiva. Ma prima bisogna far nascere Penelope. “Ricordo i medici che mi spiegano del cesareo, poi il buio, poi gli occhi della mia Penelope in braccio a un medico, mentre me la mostra dall’angolino più remoto della sala parto, per cinque interminabili secondi, a distanza di sicurezza”. Penelope è negativa al Covid.

Le nove ore in bianco di papà Piero. Dalla sala parto, Camilla in barella prende la via della rianimazione, Penelope in termoculla quella della patologia neonatale. “Poi – dice Camilla – non ricordo altro”.
Il resto lo ricorda papà Piero, a casa, in divano, positivo, inerme, appeso alle chiamate “che mi fanno gli specialisti ogni giorno da entrambi i reparti. Il letto in quei giorni non lo tocco più e non ci dormo più, perché mi ricorda Camilla. Riposo in divano”.
È in divano anche quando alle 21.30 il medico rianimatore gli dice che la polmonite interstiziale di Camilla si è aggravata, tanto da non sapere se avrebbe superato la notte. “La faccio in bianco. Nove ore. Mi preparo già a dover crescere una figlia da solo, sperando che almeno lei ce la faccia. Il medico mi dice che mi richiamerà alle 6.30 per dirmi se Camilla ha superato la notte”.

Le nove ore in bianco di mamma Camilla. Alle 6.30 Camilla supera la notte più lunga della sua vita. Da lì riprende fiato e risale dalla terapia intensiva alla subintensiva e di nuovo al maxi reparto Covid. “In quei momenti ho un solo obiettivo: salvare me per salvare Penelope”. In una sola settimana arriva alle dimissioni. Torna a casa a Murano, ancora positiva, ancora in isolamento. Non può vedere la figlia Penelope.

Senza Penelope. I dieci appigli quotidiani di mamma Camilla. “Le mie giornate a casa, a quel punto, hanno senso solo al mattino, quando dalla patologia neonatale dell’Angelo mi inviano le foto e i video di Penelope. E poi la sera, quando gli infermieri tornano a fotografare la bambina, raccontandomi ogni piccolo progresso”.
Otto sveglie sul cellulare di mamma Camilla scandiscono il resto della giornata: per otto volte al giorno si arma di tiralatte per simulare le poppate e continuare a stimolare la produzione di latte materno. “L’ho fatto anche negli ultimi giorni del ricovero. In quei giorni non so se servirà. Ma so che è un investimento per mia figlia. È l’unica cosa che posso fare per lei”.

I primi sette giorni di Penelope in terapia intensiava neonatale. Quando Camilla torna a casa sola nell’isola di Murano, Penelope ha una settimana. Penelope è ancora affidata alle cure della patologia neonatale. Non è in grado di vivere autonomamente. Ha un ausilio per respirare e un sondino nasogastrico per nutrirsi.
“La bimba fa dei miglioramenti, ma la vicinanza della madre può essere determinante nel percorso di cura” spiega il primario dei reparti di pediatria e di patologia neonatale Paola Cavicchioli. “In accordo con mamma Camilla, decidiamo allora di farla tornare all’ospedale dell’Angelo, ricoverandola in una stanza di pediatria assieme alla figlia Penelope, in isolamento, affinché possano finalmente stare insieme”.

Le mille lacrime nella stanza delle api. Venerdì 9 aprile nella stanza delle api di pediatria Camilla stringe Penelope per la prima volta e piange per un giorno intero. “Penelope si attacca al mio seno e non smetto di piangere quando vedo che per la prima volta si alimenta da sola – dice Camilla -, non smetto di piangere quando vedo che il mio sforzo per continuare a stimolare la produzione del latte materno è ripagato”.

Le sei specialità dell’Angelo che guariscono mamma e figlia. Mamma Camilla si negativizza. Penelope migliora a vista d’occhio. “I progressi della bimba si notano subito – ricorda Cavicchioli -. È emozionante riunire mamma e figlia dopo la separazione dovuta al virus: una gioia condivisa con i medici, gli infermieri e i sanitari tutti che li hanno seguiti in questa esperienza: terapia intensiva, ginecologia, medicina, pneumologia, pediatria e patologia neonatale. Durante questo periodo di pandemia è compito di tutti gli operatori proteggere i pazienti dall’infezione, ma allo stesso modo è necessario proteggere anche la relazione, soprattutto nel caso di una nascita pretermine. I genitori sono, con noi, parte fondamentale del sistema curante”.

I mille grazie con il vetro di Murano. Prima delle dimissioni, ai sanitari che incrocia nel cammino di cura la famiglia Zane dona piccoli manufatti artigianali in vetro di Murano, la sua isola: “È ancora poco per dire grazie all’azienda sanitaria, all’ospedale dell’Angelo e a questi professionisti di aver salvato la nostra famiglia”.

Sette giorni dopo le dimissioni. Camilla è completamente guarita. Penelope è sana e normopeso. Niente respiratore e nessun sondino nasogastrico. Penelope, Camilla e Piero adesso sono nella loro casa a Murano. “Non c’è lieto fine che possa fare più felice un ospedale e un’azienda sanitaria – dice il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato -. Lavoriamo tutto il giorno e tutti i giorni per impedire al Covid di diffondersi, vaccinando e prevenendo il contagio. Ma quando il contagio avviene, e colpisce duro, lavoriamo tutto il giorno e tutti i giorni perché il virus non divida nessuno, tantomeno una mamma dalla sua bambina”.

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Le Gallerie dell’Accademia di Venezia riaprono al pubblico mercoledì 28 aprile 2021

Gente Veneta - Ven, 23/04/2021 - 10:51

Mercoledì 28 aprile – se venisse confermato il passaggio della Regione del Veneto in zona “gialla”– riapriranno finalmente al pubblico le Gallerie dell’Accademia di Venezia (dalle 8.15 alle 19.15). Ad accogliere i visitatori, alle ore 10, sarà il Direttore Giulio Manieri Elia, che li condurrà lungo le sale del museo per un prezioso momento di incontro e approfondimento sulla collezione. La visita durerà all’incirca 45 minuti e sarà riservata a un ristretto numero di persone (max. 10), con prenotazione in biglietteria la mattina stessa.

Un’importante novità per i visitatori è la riapertura, lungo il percorso espositivo, del corridoio palladiano, al momento non ancora riallestito con le opere d’arte. Questa “restituzione” permetterà il reintegro della circolarità di visita (anche in funzione anti-Covid), evitando l’interferenza dei flussi dei visitatori nelle sale. Di grande rilievo sarà, inoltre, il ripristino del percorso di visita per le persone diversamente abili.

La significativa riconsegna, dopo una chiusura di circa due anni, di spazi di eccezionale pregio architettonico realizzati su progetto di Andrea Palladio, oggetto di complessi lavori di restauro curati dal Segretariato Regionale del MiC per il Veneto, sarà presentata il 28 aprile alle ore 12 con una conferenza stampa riservata ai giornalisti accreditati alla presenza del Direttore delle Gallerie, Giulio Manieri Elia, e di quanti hanno curato l’intervento: il Segretario regionale del MiC per il Veneto Renata Casarin, l’arch. Luigi Girardini già Responsabile Unico del Procedimento, l’arch. Francesco Trovò Responsabile Unico di Procedimento, l’arch. Ilaria Cavaggioni Direttore dei lavori, la Commissione di Collaudo in corso d’opera composta dall’ing. Gennaro Miccio, dall’ing. Alberto Lionello, dall’arch. Giulia Passante.

Nel rispetto delle norme di sicurezza e del contingentamento previsto, è necessario dare conferma della propria partecipazione all’ufficio stampa.

La fruizione del corridoio palladiano sarà dunque un’anteprima; gli interventi di riallestimento, che verranno avviati a breve nelle sale di quest’area del museo, porteranno poi via via all’apertura di nuove sezioni: come la sala dedicata alla ricostruzione del soffitto di Palazzo Corner Spinelli, dipinto da Giorgio Vasari, e ricomposto dopo 30 anni di ricerche, l’apertura di una sala dedicata alle tele dei Bassano, l’allestimento di un nuovo ambiente destinato all’esposizione, a scadenza regolare, dei capolavori grafici del Gabinetto dei Disegni, una delle collezioni più ricche in Italia, con ben 20 disegni di Leonardo Da Vinci.

Il museo, come sempre, ha lavorato non soltanto per ripartire in totale sicurezza, ma anche per garantire un orario prolungato di apertura, tanto più necessario in questa fase. Sarà quindi possibile visitare la più grande collezione di arte veneta del mondo il lunedì, dalle 8.15 alle 14, e dal martedì alla domenica, dalle 8.15 alle 19.15 (la biglietteria chiude un’ora prima), mentre il sabato e la domenica l’accesso sarà consentito solo su prenotazione (www.gallerieaccademia.it/biglietti), come da attuali disposizioni governative.

 

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Il politologo Almagisti: «Sui social ciascuno cerca conferme al proprio pensiero»

Gente Veneta - Ven, 23/04/2021 - 07:00

In Italia il sistema politico non si è ancora stabilizzato dal ’92. È l’analisi del prof. Marco Almagisti, docente di Scienza Politica dell’Università di Padova. E in questo contesto instabile e mutevole si sviluppa sempre più la personalizzazione della società, del consumo e quindi anche della vita politica, producendo gruppi sempre più chiusi.
Professore, come i media e soprattutto i social stanno influenzando la politica?
Il caso di un deputato britannico della fine degli anni Settanta che non riesce più a fare una campagna elettorale efficace nelle piazze del suo collegio perché i suoi elettori potenziali sono troppo occupati a seguire la campagna elettorale dei suoi avversari in televisione forse descrive una situazione limite, ma riassume un cambiamento che ha segnato gli ultimi decenni, nei quali la televisione è divenuta l’arena principale del confronto politico. Un effetto di rilievo è la “personalizzazione” politica, con il protagonismo di nuovi leader mediatici che si affidano ai professionisti della politica invece che utilizzare i canali tradizionali offerti dal partito. Ma la “personalizzazione” riguarda tutta la società, il consumo, l’arte. Ognuno di noi utilizza un “personal” computer. Al contempo, la mediatizzazione e l’uso dei social produce anche nuove forme di logica di gruppo, fino alla creazione di “camere dell’eco”: di gruppi “chiusi” in cui ogni soggetto può incontrare solo conferme alle proprie preferenze.

I populismi possono scalzare la politica di professione?
Preferisco parlare di “neopopulismi”, perché si tratta di manifestazioni fra loro molto differenti di critica rivolta verso le classi dirigenti. Questi movimenti si scagliano spesso contro la politica di professione, ma poi, per dare forza e continuità alla propria azione, sono costretti ad istituzionalizzarsi e ad assumere una struttura di partito, partecipando spesso alla politica istituzionale. In particolare, abbiamo visto partiti definiti “neopopulisti” assumere ruoli di governo: la Lega e il Movimento Cinque Stelle in Italia, Podemos in Spagna, Syriza in Grecia. È difficile non riscontrare forme di professionalizzazione della politica in queste vicende.

A livello locale è premiata la politica “del saper fare”. Spesso con risultati elettorali molto significativi. A livello nazionale spesso non si trovano equilibri e maggioranze che diano governabilità: un effetto della crisi della politica o transizione a una nuova politica?
Anche a livello locale i partiti mostrano alcune difficoltà. Questo contribuisce a spiegare il notevole aumento di consensi alle liste civiche, di cui il Veneto costituisce un valido esempio. Spesso le liste civiche riescono a garantire innovazione. Tuttavia, il modello delle liste civiche è molto difficile da replicare fuori dal contesto locale. A livello nazionale permane un sistema partitico destrutturato. Non siamo ancora riusciti a stabilizzare il sistema politico dopo il grande crollo del 1992 che ha spazzato via i partiti storici. (M.Z.)

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Zaia: «Abbiamo qualche perplessità sul nuovo decreto, speriamo in una revisione». Veneto verso la zona gialla

Gente Veneta - Gio, 22/04/2021 - 16:52

Il Governo non ha ascoltato le istanze delle Regioni. Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia si dice perplesso dalle scelte prese ai piani alti e spera che oggi si proceda con una revisione. «Tutti possono cambiare idea», dice Zaia appellandosi al buonsenso del Presidente del Consiglio Draghi. Sono due i punti cruciali sui quali si discute tanto: il coprifuoco e la scuola. «Abbiamo proposto di slittare il coprifuoco alle 23 ma è stato confermato alle 22. – spiega il governatore – La presenza in classe doveva essere del 60% mentre hanno optato per un 70% che non è sostenibile dai nostri mezzi di trasporto». Il coprifuoco rappresenta un grosso deterrente per il turista e la nostra regione non può permetterselo. Il Veneto è pronto alla stagione estiva ma serve un’urgente revisione delle misure e maggiori indicazioni per dare garanzie ai visitatori. Dal 26 aprile riaprono cinema, teatri e ristoranti a pranzo e a cena, in tutta sicurezza, ma solamente all’aperto. Per lo spazio al chiuso e le palestre si dovrà aspettare l’1 giugno.

Intanto buone nuove sul fronte dei numeri e… dei colori. È probabile – lo prevede lo stesso Zaia – che da lunedì 26 il Veneto torni in zona gialla. L’indice rt, infatti, scende a 0,71 e l’incidenza del virus è di 126,8 su 100mila cittadini.  Da zona gialla anche le percentuali ospedaliere: 20% in area non critica e 22% in terapia intensiva. Sono 1654 le persone in ospedale (-31 nelle ultime ventiquattr’ore) di cui 1425 in area non critica (-24) e 229 in terapia intensiva (-7). «Abbiamo prestato due Ecmo – macchine per il supporto vitale usate in terapia intensiva – alle Marche perché fortunatamente possiamo farlo, è una buona cosa», aggiunge il Presidente.

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“Siamo incinte”: le finzioni linguistiche e il diritto di dire la verità

Gente Veneta - Gio, 22/04/2021 - 10:50

«Siamo incinte». La frase è detta da una donna ad un’altra donna – non importa ora il loro nome o se siano famose calciatrici di livello internazionale – con la quale forma una coppia lesbica. Quindi “in realtà” solo una di loro è incinta, quella che ha detto «siamo incinte», affermandolo al plurale per coinvolgere l’altra, la compagna, attraverso una “finzione linguistica”, in un’esperienza, quella della gravidanza, che la vedeva “di fatto” esclusa. Ciascuna di loro poi chiama l’altra “mia moglie” e non importa a loro raccontare come viene concepito un bambino tra due donne, ma solo dire che da tempo avevano «deciso di iniziare a provare ad avere un bambino» e per questo si sono rivolte ad una clinica privata in Svezia, loro paese d’origine. Non sfugge però che il vocabolario di queste frasi rimanda (volutamente e di nuovo in una “finzione linguistica”) alla modalità ordinaria con cui un uomo e una donna decidono di avere un figlio e poi “provano” a generarlo attraverso atti sessuali.
Ma c’è di più: da settimane molto probabilmente le due donne non si incontrano perché una vive e lavora in Italia e l’altra in Svezia; per cui è quest’ultima che telefona all’altra per dirle che il test di gravidanza è positivo: “siamo incinte”. La distanza temporale e spaziale mette alla prova la nostra capacità di situare il concepimento, che si percepisce “di solito” in una vicinanza spazio-temporale.

Storie di cavoli e di cicogne
Da quanto detto sin qui emerge una certa narrazione sulla gravidanza e sulla nascita, che media il suo contenuto. Ma un conto è raccontare ai bambini che i neonati nascono sotto i cavoli o li portano le cicogne, come atteggiamento di rispetto sulle conoscenze appropriate alla loro età, un altro conto è raccontare a degli adulti certe “nuove storie” di maternità con un linguaggio che si vuole rendere “socialmente” rispettabile (se non un giorno addirittura obbligatorio per tutti). Così come siamo già abbastanza grandi per continuare a credere ai cavoli e alle cicogne, allo stesso modo non possiamo accettare senza qualche obiezione l’uso del plurale “siamo incinte” e del doppio “mia moglie”. Non contestiamo che il bambino concepito (dalla clinica, attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita, con donatore di sperma) abbia diritto, fin dal concepimento, al rispetto della propria dignità pienamente umana e ad essere percepito come una benedizione di Dio. Ma affermiamo che proprio la “modalità” con cui è stato concepito e il ricorso a questo “nuovo linguaggio” (fittizio) per descriverlo – ad opera di sua madre e della compagna di sua madre (a meno che una non sia la madre biologica riguardo all’ovulo e l’altra la gestante) – possono danneggiare la dignità di persona umana del bambino; perché ogni bambino avrebbe diritto sia ad essere concepito nella pienezza del significato della donazione reciproca di amore nell’atto coniugale sessuale tra un uomo e una donna, sia a conoscere la verità sul generare pienamente umano, quando ne avrà l’età, e non una finzione costruita a parole che di fatto lo inganna sulla sua vera filiazione.

Difendere la realtà: “le foglie sono verdi in estate”
Le coppie LGBT possono chiedere che siano rispettate le loro scelte affettive e che non siano discriminate in “certi” diritti (anche se non possono pretendere quelli che non competono loro). Ma avrebbero anche il dovere corrispettivo di una narrazione autentica sulle implicazioni delle loro scelte, senza ricorrere a “finzioni linguistiche”. Il rischio maggiore, poi, è se dovesse arrivare a breve un giorno in cui queste finzioni verranno imposte come “la verità” (di Stato? della “dittatura del relativismo”? della “colonizzazione ideologica”?) e se coloro che difenderanno la realtà lo faranno a rischio della loro buona reputazione e della libertà di espressione, come lasciano presagire alcune proposte di legge presentate in diversi Parlamenti nel mondo.
A questo proposito viene in mente ciò che scriveva G. K. Chesterton nel 1905 in Eretici, quando presagiva il tempo in cui si sarebbe dovuto difendere con il fuoco e la spada il fatto che «due più due fa quattro» e che «le foglie sono verdi in estate». In quei giorni però io preferirò (e spero insieme a me molti altri) rivendicare il diritto di dire la verità e di difendere la realtà: non con il fuoco e la spada in pugno ma facendo leva sulla “non violenza” e accettando, se fosse il caso, un nuovo genere di “martirio” che sarà inflitto attraverso il fuoco dell’ideologia e la spada della finzione, quando si “ucciderà” con la gogna mediatica o con una pena economica o con anni di reclusione, se non andando oltre.
Ma anche allora non si tratterà di voler essere degli eroi eccezionali nel difendere ideali straordinari, ma solo difensori della “realtà” con il suo significato proprio, come semplici realisti ordinari, quotidiani, che sanno che “una” donna è incinta (e non due) e che sanno che alla moglie dovrebbe corrispondere “un” marito. Lo sanno e lo dicono.

Ermanno Barucco
Gremio di Bioetica

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Settant’anni fa Vittorio Cini creava la Fondazione dedicata al figlio Giorgio

Gente Veneta - Mer, 21/04/2021 - 21:49

Il 20 aprile 1951, 70 anni fa, Vittorio Cini istituì, anche a nome della propria famiglia, la Fondazione Giorgio Cini in ricordo del figlio scomparso in un incidente di volo presso Cannes il 31 agosto 1949, appena trentenne.

Vittorio Cini

Un anniversario rilevante che, anche a causa della pandemia, non è possibile celebrare in presenza, ma che vale la pena di sottolineare, ricordandone alcuni dei tratti principali.

Scopo della Fondazione, la creatura più amata di Vittorio Cini, sulla quale investì moltissimo affettivamente e patrimonialmente per i restanti 25 anni della sua vita, era di restaurare l’Isola di San Giorgio Maggiore, reinserirla nella vita di Venezia, insediarvi istituzioni educative e sociali (che hanno formato decine di migliaia di giovani) e culturali e artistiche (che hanno assunto rilievo mondiale).
La Fondazione ha ottenuto il riconoscimento della Personalità Giuridica con D.P.R. n. 577 del 12 luglio 1951 e la concessione demaniale dell’Isola, regolarmente rinnovata.

Giorgio Cini

Nell’arco di tre anni fu completata una colossale opera di restauro (probabilmente la più importante condotta da un privato nel XX secolo) della parte monumentale, l’accrescimento della superficie dell’Isola con l’inserimento del Teatro Verde e la costruzione di nuovi fabbricati al posto delle fatiscenti strutture lasciate da 150 anni di progressivo degrado, dopo una millenaria gloriosa storia dell’Isola.

Si può dire dire che gli scopi iniziali siano stati raggiunti e nel corso dei decenni le attività della parte culturale, con il connesso patrimonio di collezioni e dotazioni, continuamente incrementate, ampliando gli ambiti disciplinari, soprattutto dopo le trasformazioni e il trasferimento dall’Isola del Centro Marinaro e del Centro Arti e Mestieri.

«Come Archivio Vittorio Cini – commenta Giovanni Alliata di Montereale, responsabile dell’Archivio e nipote di Vittorio Cini – riteniamo quindi doveroso celebrare questo anniversario ripercorrendo per ora rapidamente e molto in sintesi i primi 30 anni di vita della Fondazione con inserzioni su Gente Veneta e sui giornali quotidiani pubblicati a Venezia, lungo una linea del tempo degli eventi e personaggi e un riepilogo delle altre realtà (collezioni e archivi, pubblicazioni, corsi e seminari, mostre d’arte ecc.), senza dimenticare due tasselli fondamentali, fisicamente fuori dall’Isola di San Giorgio, ma assolutamente integrati nella vicenda esistenziale di Vittorio Cini: il Castello di Monselice e la casa di famiglia veneziana di Palazzo Cini a San Vio».

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Via Libera dalla Giunta alla delibera di Consiglio per la nuova tettoia alla scuola dell’infanzia Madonna del Suffragio ad Asseggiano

Gente Veneta - Mer, 21/04/2021 - 16:21

La Giunta comunale ha dato il via libera, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin, alla delibera di Consiglio comunale con la quale si autorizza la Parrocchia di Santa Maria del Suffragio di Asseggiano a realizzare, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, una nuova tettoia di 165 metri quadrati all’ingresso della Scuola dell’Infanzia Madonna del Suffragio, oltre all’ampliamento di 35 metri quadrati di un porticato d’ingresso laterale.

«Con la realizzazione della nuova tettoia – commenta l’Assessore De Martin – la scuola disporrà non solo di uno spazio coperto per i genitori e i bambini in cui attendere l’entrata e uscita dalle lezioni al riparo dal sole e dalla pioggia, ma anche di un’area in cui svolgere attività scolastiche e ricreative all’aperto. Questo nuovo spazio potrà occasionalmente ospitare anche celebrazioni domenicali d’estate, momenti di preghiera pomeridiani e serali (fioretto, incontri con i genitori, catechismo), e attività legate alle feste locali come i tradizionali eventi di Carrozze e cavalli, San Martino, Babbo Natale in piazza, Befana, Carnevale, Asseggiano in festa). Inoltre, soprattutto in questo difficile momento di pandemia, la disponibilità di spazi all’aperto dove svolgere varie attività appare particolarmente utile. Come Amministrazione comunale abbiamo quindi deciso di sostenere questa iniziativa e per questo speriamo che il Consiglio comunale approvi la deroga agli strumenti urbanistici necessaria se si considera che la capacità edificatoria dell’area è già stata interamente utilizzata e, pertanto, i nuovi volumi della tettoia e del portico devono essere autorizzati dallo stesso Consiglio sulla base delle norme in vigore per le opere d’interesse pubblico. Un gesto di attenzione al territorio e alla volontà di quanti frequentano quegli spazi di poter continuare a partecipare alla vita della comunità facendolo in totale sicurezza».

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Mestre, inaugurato un nuovo laboratorio logistico all’ISS Luzzatti

Gente Veneta - Mer, 21/04/2021 - 15:53

È stato inaugurato questa mattina il laboratorio logistico presso l’IIS “Luzzatti” di Mestre (Venezia): consentirà agli studenti di ITS Marco Polo Academy e dello stesso istituto ad indirizzo logistico di simulare la gestione di una flotta di automezzi e di un magazzino merci per prepararsi all’inserimento nel mondo del lavoro.

A presentare l’iniziativa Damaso Zanardo, Presidente ITS Marco Polo con Elena Donazzan, Assessore regionale all’Istruzione e al Lavoro, Saverio Centenaro, Consigliere delegato alla Pianificazione urbanistica e Coordinamento delegati Città Metropolitana di Venezia, Cinzia Zincone, Commissario Straordinario dell’Autorità di sistema portuale di Venezia e Chioggia, Gianni Satini, Presidente della Federazione Autotrasportatori del Veneto, FAI Veneto e Roberto Gorlato, Presidente di Epritec srl ha ufficialmente inaugurato il laboratorio di logistica realizzato dalla Fondazione Marco Polo presso l’IIS Luzzatti.

«Attraverso il laboratorio gli studenti potranno simulare la gestione di una flotta di automezzi (Transport management system – TMS) e di un magazzino merci (Warehouse management system – WMS) – ha spiegato Zanardo. – È un progetto su cui abbiamo creduto ed investito molto perché permette ai ragazzi di essere ancor più pronti e preparati al mondo del lavoro e alle aziende di trovare forza lavoro preparata e già pronta ad operare in maniera completa nel sistema della logistica».

«Un laboratorio avveniristico, perfettamente allineato con gli strumenti utilizzati dalle aziende per rendere i nostri studenti immediatamente spendibili sul mercato del lavoro», ha sottolineato l’Assessore regionale al Lavoro.

Il laboratorio di logistica nasce proprio dalla premialità che ITS Marco Polo Academy ha ricevuto da parte del Ministero dell’Istruzione per aver raggiunto risultati occupazionali rilevanti per i diplomati dei percorsi di formazione fino a qui realizzati. Il 93% dei diplomati degli ITS Veneti ha trovato lavoro ad un anno dal diploma.

Il laboratorio di logistica ideato da ITS Marco Polo è stato reso possibile grazie al contributo di Espritec, azienda di software per la logistica e trasporti, e grazie alla disponibilità della Città Metropolitana di Venezia, che ha concesso lo spazio credendo nell’importanza di questo progetto per la formazione dei ragazzi.

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Zaia: «Va aggiustato il tiro, le misure devono essere logiche e congruenti»

Gente Veneta - Mer, 21/04/2021 - 15:25

Restano ancora molti gli interrogativi in vista della riapertura. In corso in questi giorni le riunioni con Regioni e Governo in attesa che il Consiglio dei Ministri approvi il decreto. «Va fatta chiarezza sul perché qualche attività possa riprendere e altre no», commenta il Presidente Zaia nel corso del quotidiano incontro con i media. Le Regioni continuano una costante mediazione con il Governo ma per ora ancora nessuna linea guida stabilita mentre continuano discussioni e divagazioni su coprifuoco e scuole.

In Veneto sono intanto stati superati i 9 milioni di tamponi. Cala l’incidenza dei positivi sui tamponi effettuati: ieri sono stati registrati 1094 positivi su 54mila tamponi effettuati, con incidenza del 2%. Il trend continua a calare anche negli ospedali: 1685 sono le persone in ospedale (-43), suddivise in 1449 in area non critica (-32) e 236 in terapia intensiva (-11).

Rispetto a maggio dello scorso anno – sottolinea il Governatore – abbiamo acquisito esperienza col virus e abbiamo un’arma, non indifferente, in più: il vaccino. Guardando in faccia la realtà stiamo attraversando la fase di convivenza con il virus, una fase che deve essere sicura e stabile.

Dalla prossima settimana, aggiunge Zaia, la disponibilità del magazzino sarà di 200mila dosi a settimana, questo permetterà di riprendere il ritmo in tutta la regione. In arrivo oggi altre 38mila dosi di Astrazeneca, mentre arriva l’approvazione del J&J per gli over 60.

Punto dolente la ripresa del turismo. Necessarie urgentemente delle disposizioni dal Governo per quanto riguarda quarantene, tamponi e comportamenti sanitari da comunicare ai visitatori dei Paesi esteri che vogliono soggiornare in Veneto durante l’estate. Coprifuoco alle 22, possibile quarantena e stato d’emergenza prolungato fino al 31 luglio, sono dei deterrenti non indifferenti per i turisti. «Dobbiamo capire per tempo come comportarci, servono garanzie perché la nostra regione vive di turismo», spiega il presidente della giunta regionale.

Per quanto riguarda il tema trasporti sarà l’Ufficio Scolastico Regionale ad interfacciarsi con le aziende dei trasporti. Il Veneto potrebbe optare per un 60% di capienza degli autobus, sempre nel rispetto delle future misure sanitarie del Comitato Tecnico Scientifico. (G.T.)

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Vaccini in Veneto, Zaia: «Dal 29 aprile viaggeremo a 40mila dosi al giorno»

Gente Veneta - Mar, 20/04/2021 - 15:31

Il Presidente della Regione Luca Zaia conferma l’arrivo dei rifornimenti vaccinali. «Dal 29 aprile il Veneto viaggerà a 40mila dosi al giorno», questo il dato ipotizzato dal commissario Figliuolo in base alle forniture in arrivo. Presto in arrivo anche il calendario diviso per fasce d’età. Viene definita chiusa la partita degli over 80, di cui mancano solo alcuni allettati, e continua a gran ritmo la somministrazione del vaccino agli over 70 con previsione di chiuderli in un paio di settimane.

Il trend delle infezioni, intanto, continua a calare: sono 930 i nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore in Veneto, con una percentuale del 5% su quasi 18mila tamponi effettuati. In calo anche il numero dei ricoverati in ospedale, che sono 1728 (-31), di cui 1481 (-14) in area non critica e 247 (-17) in terapia intensiva.

Il dibattito sulle riaperture verrà portato nella riunione con le Regioni di oggi e nell’incontro di questa sera col Governo. «Il punto più nevralgico ora è quello dei trasporti», commenta Zaia riferendosi all’impossibilità di trovare 1000 mezzi disponibili sul mercato. «In Veneto abbiamo 2400 autobus che fanno 27mila corse al giorno; a questi abbiamo aggiunto 500 mezzi privati e assunto 130 steward», spiega il governatore facendo i conti con lo scenario di una didattica ripresa al 100% in presenza. Il Presidente azzarda poi varie ipotesi che potrebbero aiutare l’organizzazione rapida della ripresa scolastica in modo sicuro e permanente. La meno difficoltosa impone di aumentare a un livello più sostenibile – circa al 60-70% – dal punto di vista trasportistico, la capacità dei mezzi. La seconda ipotesi, più difficoltosa ma forse più attuabile nel rispetto delle norme vigenti, prevede di rendere facoltativa la didattica in presenza, una scelta quindi riposta agli studenti e ai loro genitori. Quest’ultima la linea che sosterrà il Presidente del Veneto nelle riunioni di oggi. (G.T.)

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Veneto, 5 milioni di euro per il nuovo bando dedicato alla rottamazione di vecchie auto

Gente Veneta - Mar, 20/04/2021 - 14:25

Nuove importanti opportunità per i cittadini grazie al bando approvato oggi dalla Giunta regionale del Veneto su proposta dell’assessore all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin. Con il documento, infatti, si promuovono ancora incentivi per chi vorrà rottamare la propria vecchia auto e sostituirla con un veicolo a basso impatto ambientale.

«Anche quest’anno vogliamo continuare e rafforzare quel percorso virtuoso di risanamento dell’aria – spiega l’assessore all’Ambiente – che passa anche attraverso una riduzione dello smog provocato dai tanti mezzi, spesso obsoleti, in circolazione. Abbiamo esteso la possibilità di rottamazione anche per i vecchi veicoli alimentati a benzina o bifuel fino a euro 4 e a gasolio fino a euro 5. Nel valutare i punteggi per i nuovi acquisti continueremo a privilegiare il criterio delle emissioni e sarà inoltre previsto un incremento di punteggio per le istanze presentate da residenti nei Comuni nei quali sono state approvate ordinanze conformi alle disposizioni dell’Accordo di Programma del Bacino Padano, così da premiare in quota parte anche il lavoro delle amministrazioni locali».

«Gli incentivi, che abbiamo voluto portare fino alla significativa cifra di 8.000 euro per veicolo – prosegue Bottacin – saranno differenti in funzione delle effettive emissioni di anidride carbonica e di ossidi di azoto del nuovo mezzo, stabiliti in base a specifici protocolli e si potranno ottenere rottamando autovetture adibite al trasporto persone. Per agevolare massimamente chi può averne più bisogno, nel predisporre la graduatoria, oltre al fattore emissioni, abbiamo confermato punteggi differenti a seconda della situazione economica dei beneficiari, prevedendo una priorità per le fasce di reddito più basse».

Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate successivamente alla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto BURV (prevista nei prossimi giorni) e fino alle ore 12.00 del 15 giugno 2021. Per eventuali e ulteriori informazioni di dettaglio in merito ai contenuti del bando ci si potrà rivolgere alla Direzione Ambiente (041 2792143 – [email protected]).

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La Giunta approva la delibera per l’assegnazione dei buoni viaggio

Gente Veneta - Mar, 20/04/2021 - 13:57

La Giunta comunale, riunitasi oggi in web conference, ha approvato – su proposta dell’assessore alla Mobilità Renato Boraso – la delibera con la quale si sancisce l’emissione di buoni viaggio da utilizzarsi entro il prossimo 31 dicembre per i servizi di trasporto pubblico non di linea taxi o di noleggio con conducente della Città di Venezia. Un progetto dal valore complessivo di 530.809,93 euro così come stabilito dal decreto 6 novembre 2020 del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.

«Una risposta concreta a concittadini che ne abbiano i requisiti e che rientra nell’importante piano di trasporto pubblico locale della Città di Venezia – spiega l’assessore Renato Boraso. Una procedura che consentirà, attraverso un avviso pubblico, di consegnare un buono alle seguenti categorie di residenti del Comune di Venezia identificati tramite avviso pubblico che sarà gestito con modalità rapide e telematicamente innovative a cura della Direzione Coesione Sociale».

Destinatari:

Il “buono viaggio” sarà destinato a:

a) titolari di “tagliando blu” per disabili ai sensi del DPR n. 151 del 30 luglio 2012

b) possessori di certificazione di disabilità accertata ai sensi della normativa di riferimento (L. 104/92) e relativi accompagnatori

c) genitore di un minorenne con disabilità (anche autistica) in età scolare certificata da struttura pubblica

d) medici e infermieri ed operatori socio-sanitari operanti in strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate site sul territorio del comune unicamente per il tragitto casa/lavoro o viceversa

e) donne residenti per spostamenti compresi tra le ore 21 e le 6 del mattino

f) donne in stato di gravidanza

g) over 65 in stato di bisogno o che devono sottoporsi alla vaccinazione anti COVID 19

h) over 70

i) titolari di disabilità accertata, anche accompagnati, compresi quelli in presidi socio sanitari di età superiore a due anni, che si trovino ad avere:

  • un impedimento motorio anche parziale e temporaneo alla salita e discesa dai mezzi pubblici
  • essere ciechi assoluti.

Ripartizione dei fondi disponibili

La delibera stabilisce anche la ripartizione dei fondi disponibili fino ad esaurimento delle risorse:

a) ad ogni beneficiario sarà assegnato un valore complessivo di buoni non superiore a 100€

b) la ripartizione dei buoni avverrà in base al numero di candidature presentate in ordine cronologico

c) medici ed infermieri non potranno utilizzare più di due buoni al giorno per tipo di veicolo (autovettura – natante) e per i soli spostamenti di andata e ritorno dalle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate presenti sul territorio comunale;

d) i buoni viaggio potranno essere utilizzati per qualsiasi tipo di corsa, richiesta negli gli appositi stalli presenti sul territorio o previa prenotazione;

Condizioni per l’emissione dei buoni viaggio

La proposta stabilisce che l’emissione dei buoni viaggio rispetti le seguenti condizioni:

a) i buoni viaggio potranno essere utilizzati per coprire una spesa massima pari al 50% per valore della corsa;

b) il singolo beneficiario dovrà provvedere autonomamente al pagamento del valore delle singole corse eccedente la quota del 50% coperta dal contributo in parola;

c) il contributo massimo per corsa è di 20 € (pari al 50% di 40 €);

d) non potranno essere assegnati a ciascun beneficiario buoni per un valore complessivo superiore a 100€;

e) i buoni non saranno rimborsabili;

f) oltre ai buoni viaggio non sono utilizzabili altri sconti già previsti dalle vigenti tariffe di trasporto stabilite dall’Amministrazione comunale;

g) i buoni non sono cedibili a soggetti terzi;

h) i titolari di licenza taxi o di autorizzazione di noleggio con conducente noleggio con conducente, rilasciate dal Comune di Venezia ai sensi della Legge n° 21/1992 e s.m.i., dovranno emettere apposito documento attestante l’avvenuto pagamento (ricevuta tramite POS o altro documento idoneo) dell’intero ammontare della corsa in modo da consentire al Comune il rimborso agli stessi dei buoni viaggio.

Operativamente, nei prossimi giorni sul sito del Comune di Venezia verrà attivata una pagina dedicata per la richiesta dei “buoni viaggio”. Ad ogni cittadino avente diritto sarà inviata una email contenente i QRcode personali, che saranno comunque sempre scaricabili anche all’interno dell’area riservata di ognuno. Le persone che hanno meno dimestichezza con la registrazione telematica potranno prendere appuntamento attraverso il servizio Dime 041.041. Contestualmente si procederà alla registrazione dei tassisti ed NCC che avranno aderito all’iniziativa tramite Portale dell’Autotrasportatore, già utilizzato nei rapporti con il Comune.

Il tassista, o NCC, al termine della corsa inquadrerà con il proprio telefonino il QRCode del passeggero, inserirà l’importo del viaggio e confermerà l’entità del bonus. Fatta questa operazione il sistema invierà una e-mail di conferma e una e-mail di notifica e provvederà ad aggiornare il borsello utente. Periodicamente, i tassisti e NCC saranno saldati sulla base delle transazioni registrate. Attraverso la piattaforma tutti i soggetti coinvolti (utenti, tassisti e anche il Comune), ciascuno con il proprio account, avranno la possibilità di visualizzare la rendicontazione delle operazioni in tempo reale, secondo il principio di trasparenza di utilizzo delle risorse pubbliche.

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