Aggregatore di feed

Costruzioni in Veneto: dopo undici anni di crisi il 2018 potrebbe chiudersi con +2%

Gente Veneta - Gio, 05/07/2018 - 16:35

L’uscita dal tunnel della crisi non è ancora arrivata nel comparto della costruzioni; lo testimoniano i dati veneti, presentati alla recente assemblea di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Venezia: rispetto all’inizio della crisi, nel 2007, il settore delle costruzioni nel Veneto ha perso circa il 38% degli investimenti; il sistema economico regionale nel 2017 ha aumentato il suo Prodotto Interno Lordo dell’1,7%, ma gli investimenti in costruzioni segnano solo +0,3%; finalmente, però, nel 2018 potrebbe esserci una crescita in edilizia del 2%.

Un contributo importante potrebbe venire, insieme al manifatturiero, dalla sinergia con il turismo.

Ma sullo sfondo restano i nodi veri dell’edilizia come sottolinea il Presidente di Ance Venezia, Ugo Cavallin: «Se in edilizia c’è un minimo di ripresa, questa non è frutto di una precisa volontà politica di puntare sul settore delle costruzioni, ma è piuttosto l’effetto trascinamento della ripresa in altri settori».

Ad essere invece in una fase di stallo è la committenza pubblica: «È da due anni –  sottolinea il Presidente di Ance  Venezia – che andiamo dicendo che il nuovo ‘Codice dei contratti’ è un insieme di regole, che sta ingessando le pubbliche amministrazioni, che non riescono a bandire le gare, ma soprattutto ad affidare i lavori. Il Codice ha fallito e noi sosteniamo una sua riscrittura integrale».

L’altra battaglia dei costruttori è quella per la riduzione del costo del lavoro, che oggi «pone le nostre imprese in una situazione di insostenibile inferiorità –  spiega ancora  Ugo Cavallin – Costi e rigidità portano necessariamente ad una ‘fuga dal contratto dell’edilizia’» con l’applicazione anomala di altri soluzioni, fino al diffondersi di imprese formalmente straniere, che operano in Italia, ma pagano oneri inferiori a quelli del contratto nazionale.

Categorie: Notizie

Un discepolo non è di più del suo maestro: la meditazione del Patriarca ai seminaristi

Gente Veneta - Gio, 05/07/2018 - 15:57

Un discepolo non è di più del suo maestro. È un monito e un invito insieme – quello del Patriarca Francesco – a tenere ben presente l’importanza di non cercare un cristianesimo oltre Gesù Cristo.

Mons. Moraglia offre questi e altri contenuti alla meditazione dei seminaristi del Seminario di Venezia; lo fa martedì 3 luglio mattina, nella chiesa del Corpus Domini a Mestre, dove si è tenuto il primo ritrovo estivo dei seminaristi veneziani. Nella meditazione, accompagnata dalla celebrazione della Messa, il Patriarca si è soffermato sul capitolo 10 del Vangelo di Matteo.

(con la collaborazione di don Morris Pasian)

Categorie: Notizie

Mestre, si riasfalta via Trezzo: lavori di notte, tra lunedì 9 e martedì 10

Gente Veneta - Gio, 05/07/2018 - 15:31

L’Assessorato comunale ai Lavori pubblici comunica che il 9 e 10 luglio sarà eseguito un intervento di messa in sicurezza della viabilità, con riasfaltatura della pavimentazione stradale di via Trezzo, nel tratto compreso tra via Santa Maria dei Battuti e la stazione ferroviaria di Carpenedo. I lavori, causa interferenza con l’area di RFI, saranno svolti in orario notturno, dalle ore 21 del 9 luglio alle ore 6 del 10 luglio, tempo permettendo.

Il tratto di strada interessato dai lavori sarà chiuso in ambo le direzioni, prevedendo come viabilità alternativa la deviazione per viale Garibaldi. In caso di avverse condizioni atmosferiche la programmazione dei lavori potrebbe subire dei ritardi.

Categorie: Notizie

Jesolo, dal Comune 210 bonus da 100 euro per altrettanti studenti delle scuole medie

Gente Veneta - Gio, 05/07/2018 - 14:57

Il Comune di Jesolo ha attivato il Bonus Comunale Scuola, a disposizione delle famiglie con reddito ISEE non superiore a 20 mila euro e con figli iscritti alle scuole secondarie di primo grado. Si tratta di uno strumento a sostegno del diritto allo studio e all’assistenza scolastica che prevede un contributo nell’acquisto del materiale scolastico.

“La scuola è, dopo quello famigliare, l’ambito privilegiato per la formazione e la crescita dei giovani – commenta il vicesindaco della città di Jesolo e assessore all’Istruzione, Roberto Rugolotto – dove bambini e ragazzi hanno modo di conoscere e costruire la loro dimensione futura di adulti. La conoscenza e l’accesso alle fonti che consentono di acquisire nozioni è un diritto fondamentale di tutti i ragazzi. L’amministrazione non intende lasciare indietro nessuno ed ecco perché abbiamo introdotto il “Bonus Comunale Scuola”, perché crediamo che tutti debbano avere la possibilità di accedere ai servizi e alla conoscenza”.

Il Comune di Jesolo ha quindi stanziato 21 mila euro, che hanno consentito di istituire 210 bonus da 100 euro ciascuno. Ogni nucleo famigliare che rispetti i requisiti individuati per l’accesso allo strumento, che nel periodo tra il 1° luglio e il 12 ottobre 2018 dovesse aver effettuato acquisti di materiale scolastico per l’anno 2018-2019 per un importo fino a 100 euro, potrà presentare domanda di contributo.

La richiesta va redatta su apposito modulo che può essere reperito presso gli uffici Istruzione e Relazioni con il Pubblico del comune di Jesolo o scaricato dal sito internet www.comune.jesolo.ve.it e presentata all’ufficio protocollo entro e non oltre le ore 13.00 del 12 ottobre 2018.

I requisiti per l’accesso al Bonus e le modalità per la compilazione possono essere consultati nell’avviso presente nel sito internet del comune o rivolgendosi telefonicamente all’ufficio Istruzione al numero 0421-359186.

Categorie: Notizie

Ricordato, al Petrolchimico di Marghera, Giuseppe Taliercio: venne ucciso dalle Brigate rosse, 37 anni fa

Gente Veneta - Gio, 05/07/2018 - 14:29

“Che gli uomini tornino ad essere uomini”: questa la frase incisa sul monumento che ricorda Giuseppe Taliercio, posto nel luogo dove il corpo senza vita dell’allora direttore del Petrolchimico di Marghera fu fatto ritrovare dalle Brigate Rosse, dopo 46 giorni di prigionia, il 5 luglio 1981.

A distanza di 37 anni, si è svolta oggi, al capannone del Petrolchimico, una cerimonia per ricordarlo, alla presenza, tra gli altri, degli assessori comunali Renato Boraso, in rappresentanza della città, e Giorgio D’Este, del presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, del prefetto vicario di Venezia, Sebastiano Cento, del consigliere regionale Alberto Semenzato, delle rappresentanze delle locali autorità militari, di consiglieri comunali e di Municipalità, nonché di uno dei figli di Taliercio, Cesare.

Presenti alla cerimonia anche il gruppo della San Vincenzo del Petrolchimico (di cui Taliercio fu presidente, e che porta oggi il suo nome), una rappresentanza dell’Unitalsi, ed il “Coro delle Cime”, la cui azione è stata sempre sostenuta dall’allora direttore del Petrolchimico, che per la sua opera in ambito sociale è stato inserito nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II, tra i “Testimoni nella fede”.

La cerimonia si è poi spostata davanti al monumento che ricorda Taliercio per la posa di una corona di fiori.

Categorie: Notizie

Mons. Dino Pistolato è il nuovo parroco di Gambarare

Gente Veneta - Mer, 04/07/2018 - 20:32

Il Patriarca ha nominato mons. Dino Pistolato nuovo parroco di Gambarare.

Per don Pistolato, che l’8 agosto compirà 61 anni, è un esordio assoluto in questo ruolo.

Don Dino è stato ordinato nel 1981 dal Patriarca Marco. Per molti anni si è impegnato a fondo negli ambiti della carità, come vicedirettore e poi come direttore della Caritas diocesana. Per lui anche tanti incarichi a livello triveneto e, negli ultimi anni, in Diocesi, come Vicario episcopale per i Servizi generali e gli Affari economici.

«Per me è una sfida – afferma – proprio perché fare il parroco è una novità nella mia vita di sacerdote». In una parrocchia che conosce bene, anche per i ruoli e i servizi ricoperti negli anni, don Dino farà ingresso, orientativamente, verso fine settembre. Mons. Pistolato ha ricevuto dal Patriarca anche la nomina a Delegato della cura pastorale degli Istituti di Vita claustrale: si occuperà cioè dell’assistenza a monaci e monache di clausura. Lascerà, invece, gli altri incarichi diocesani ricoperti finora.

Categorie: Notizie

San Pietro di Castello: ecco i biglietti vincenti della lotteria

Gente Veneta - Mer, 04/07/2018 - 12:52

LOTTERIA DI SAN PIETRO DI CASTELLO

N

BIGLIETTO

1

VIAGGIO E ALLOGGIO ALBERGO 4 STELLE 4 NOTTI 5 GIORNI PER DUE PERSONE SANPIETROBURGO

0485

2

SMART TV THOMSON 55” ULTRA HD 1200 PPI

8223

3

CELLULARE HUAVEI P10 LITE

8120

4

TRAPANO AVVITATORE A BATTERIA offerto da colorificio e ferramenta LA BEPPA Salizada S. Francesco della Vigna – Castello 3199

2390

5

CALICE IN VETRO SOFFIATO di Murano offerto da Vetreria artistica Cortella e Ballarin di Murano

3757

6

HOVERBOARD XSKATE 6,5”

4041

7

BRACCIALETTO IN ARGENTO PANDORA

1141

8

CARRELLO SPESA Foppa Pedretti

4853

9

Collana di perle in vetro offerta da Urano Vianello

1432

10

BUONO ACQUSITO DI €100,00 offerto da Coop. Alleanza 3.0

2139

11

Macchina caffe automatica con capsule DOLCE GUSTO

6214

12

Collana e braccialetto in vetro offerti da Vetreria artistica Cortella e Ballarin di Murano

3168

13

SERVIZIO POSATE LAGOSTINA IN ACCIAO INOX 24 Pz

1572

14

Pranzo per due persone offerto da ristorante “il Nuovo Galeon” Via Garibaldi – Castello 1309 Venezia

6561

15

Pranzo per due persone offerto da “I NEVODI” Via Garibaldi

1048

16

Completo asciugamani offerto da Claudio Silvestro- arredamento intimo mercerie – Via Garibaldi 1815

4253

17

Rasoio da barba

3570

18

Trolly Pierre Carden Offerto da Associazione Cavalieri di S.Marco

1116

19

Trolly Pierre Carden Offerto da Associazione Cavalieri di S.Marco

6699

20

Buono acquisto di euro 50,00 offerto da Coop. Alleanza 3.0

6703

21

Buono acquisto euro 50.00 offerto da Capogiro abbigliamento

3002

22

Abbonamento annuale al settimanale di informazione e opinione “Gente Veneta” . Offerto da GV

4023

23

Abbonamento annuale al settimanale di informazione e opinione “Gente Veneta” . Offerto da GV

5069

24

Asciuga capelli Offerto da Parrucchiere il Bello delle donne di – Secco Marina 766/a

2618

25

Tostapane

0900

26

Cornice in Silver Plated offerta da Manuela Bomboniere Via Garibaldi 1514

2283

27

Giocattolo offerto da Cartolleria Jolly –Via Garibaldi 1622

2095

28

Confezione 6 bottiglie prosecco offerta da Trattoria Nuova Speranza Campo Ruga

3018

29

Confezione 3 bottiglie di vino offerte dal Bar El Refolo di Via Garibaldi

1279

30

Confezione di Caffè offerta da Julius Meinl

5854

31

Confezione di Caffè offerta da Julius Meinl

0225

32

Soppressa offerta dalla Macelleria Maso di Calle delle Ancore

7470

 

I premi non ritirati al momento dell’estrazione saranno a disposizione

presso la canonica di S. Pietro di Castello – Castello 72 – fino al 15 settembre 2018

TELEFONARE PAOLO 3381711545 O ANDREA 3479644384

Categorie: Notizie

Mons. Danilo Barlese è il nuovo parroco della Collaborazione pastorale di Caorle

Gente Veneta - Mar, 03/07/2018 - 21:26

È mons. Danilo Barlese il nuovo parroco della Collaborazione pastorale di Caorle, composta dalle parrocchie di Croce Gloriosa, San Giovanni Battista, Santa Margherita e Santo Stefano.

Don Danilo Barlese è nato l’8 agosto 1963: compirà perciò tra qualche settimana 55 anni. Ordinato sacerdote nel 1988, giusto trent’anni fa, dal Patriarca Marco Cè, è stato parroco a Carpenedo. Ha finora ricoperto l’incarico di Vicario episcopale per la pastorale e quello di Pro Vicario generale.

Il Patriarca ha nominato mons. Barlese parroco della Collaborazione pastorale di Caorle per nove anni.

Categorie: Notizie

Bonomo (ConfartVeneto): «Decreto dignità, atto ostile alle imprese»

Gente Veneta - Mar, 03/07/2018 - 13:41

«A 4 mesi dal voto del 4 marzo, e ad un mese esatto dal giuramento del nuovo Governo la “grande attesa” per il primo atto economico si riduce ad un provvedimento molto ideologico e poca sostanza. Registriamo un pregiudizio verso le imprese”. E’ il giudizio a caldo del Presidente di Confartigianato Imprese Veneto Agostino Bonomo alla lettura del cosiddetto “Decreto Dignità” approvato la scorsa notte dal Consiglio dei Ministri.

«Ci aspettavamo – prosegue Bonomo – politiche di sviluppo e di incentivo per il lavoro ed invece ci troviamo nuove complicazioni ed il rischio di maggiori costi per chi intende avviare dei nuovi rapporti di lavoro. Anche in tema di stretta alla delocalizzazione, temo, si metta in atto un provvedimento dopo che i “buoi hanno lasciato il recinto».

«Troviamo poi inutile – prosegue Bonomo – l’aumento dei costi di licenziamento dato che, almeno nel mondo della piccola impresa veneta, chi assume lo fa per investire in quella persona e non certo per licenziarla. Sull’irrigidimento dei contratti a termine invece, quello che preoccupa noi imprenditori è che il Governo non sembra rendersi conto di cosa significa fare impresa nella filiera della manifattura. La risposta in tempi rapidi è uno dei principali fattori di competitività delle imprese e limitarla non produrrà posti di lavoro aggiuntivi. Per fortuna esiste il sistema di flessibilità e welfare che abbiamo creato con la bilateralità, altrimenti avremo migliaia di imprese fuori mercato. Le disposizioni sul lavoro, insomma, si riducono ad una modesta rivisitazione della disciplina del lavoro a termine, connotata da un pregiudizio anacronistico verso le imprese, più che dalla volontà di avviare una genuina modernizzazione del lavoro e delle sue regole».

Stando ai dati di Veneto Lavoro, nella nostra Regione, nel 1trim del 2018 – sono i dati proposti da ConfartVeneto – le assunzioni a tempo determinato sono significativamente cresciute rispetto all’anno precedente (+26%) dimostrando una propensione positiva delle imprese verso questa tipologia contrattuale che si conferma la forma contrattuale largamente prevalente (85%). L’indice di trasformazione (contratto a tempo determinato – contratto a tempo indeterminato) inoltre, si conferma decisamente positivo, a conferma del fatto che il contratto a tempo determinato rappresenta spesso il trampolino di lancio verso un’occupazione stabile.

«Aumentare i costi per il rinnovo del contratto a termine – prosegue Bonomo – non pare essere determinato da ragioni di tipo sistematico (es. irrobustimento del welfare) ma da intenti di tipo sanzionatorio punitivo nei confronti delle imprese che assumono a termine. Meglio sarebbe stato ridurre ulteriormente i costi del lavoro a tempo indeterminato. Ma nemmeno questo si è fatto. Anzi, al di là di ogni coerenza, si è previsto un innalzamento dei costi di risoluzione per contratti a tempo indeterminato».

«Temo – conclude Bonomo – che il provvedimento risponda ad esigenze di narrazione ideologica e sia poco aderente al quotidiano vissuto delle imprese e dei lavoratori italiani».

Categorie: Notizie

Il Patriarca a Villa San Francesco, a Facen di Pedavena: «Nostro compito è fare sintesi fra memoria e futuro, per fare il bene»

Gente Veneta - Lun, 02/07/2018 - 18:30

«Restituire prima che divenga sera»: non è solo una frase scritta su un muro e neppure solo il motto che la comunità di Villa San Francesco, a Facen di Pedavena, si è data per caratterizzare questo 2018.

«È saggezza di cui fare tesoro, per fare sintesi fra il passato e il futuro, costruendo il presente». Lo sottolinea il Patriarca Francesco, che nel pomeriggio di lunedì 2 luglio visita la comunità creata dal Cif (Centro italiano femminile) di Venezia e che proprio quest’anno compie 70 anni.

Fondata infatti nel 1948, per accogliere bambini fisicamente fragili e bisognosi di ristoro, la struttura si è via via arricchita di funzioni e servizi. Si sono aperte le comunità che accolgono bambini e ragazzi in difficoltà per problemi familiari, personali e bisognosi di riferimenti affettivi validi. Ed è stato realizzato il Museo dei Sogni, della Memoria, della Coscienza e dei Presepi.

L’obiettivo di fondo di Villa San Francesco è l’accoglienza nel segno di un’educazione ispirata al Vangelo. «Perciò “restituire prima che divenga sera” – rimarca mons. Moraglia durante la sua visita – è il nostro spazio e la nostra responsabilità. La memoria chiede di essere proiettata sul futuro e in questo movimento ci sono la speranza e la nostra opportunità di fare il bene».

(con la collaborazione e le foto di don Morris Pasian)

Categorie: Notizie

Il Patriarca agli imprenditori di Venezia e Rovigo: «La società ha bisogno di chi, come voi, garantisce lavoro, benessere e sa rimanere umile»

Gente Veneta - Dom, 01/07/2018 - 08:35

«La nostra società ha bisogno di imprenditori che rendano conto di sé nella società e che garantiscano il benessere». Lo ha sottolineato il Patriarca nell’omelia della Messa celebrata nel tardo pomeriggio di venerdì 29 in San Marco. Presenti, in particolare, gli imprenditori di Confindustria Venezia, Area Metropolitana di Venezia e Rovigo.

Mons. Moraglia ha invitato a riflettere a partire dal fatto che Gesù stesso «ha costruito la sua impresa non individualmente, ma costruendo una comunità».

La relazione è perciò la modalità basilare ed è fondamentale anche per l’imprenditore e per il valore etico della sua azione: «Svolge un compito fondamentale: offrire lavoro e produrre insieme ad altri il reddito. E il reddito e la ricchezza consentono la tranquillità di tanti cittadini. Perciò il ruolo dell’imprenditore è rilevante in quanto è il soggetto cui spettano scelte fondamentali che ricadono sugli altri. Dal suo rischio calcolato, dalla sua intelligenza e prudenza dipendono il benessere e la qualità della vita dei lavoratori».

Nel dire il valore sociale dell’imprenditore il Patriarca richiama anche i principi della Costituzione italiana: «Il produrre lavoro e garantirlo diventa una operazione politica fondamentale, la struttura portante della nostra società. La nostra convivenza sociale cosa sarebbe senza lavoro? Quando manca il lavoro, manca la possibilità di programmare la propria vita. E allora sappiate che esercitate una funzione quasi sacerdotale, di aiuto sostanziale alla comunità!».

Ma la grandezza di questa funzione si completa solo quando non se ne scorda il limite. Il pericolo è il lasciarsi prendere dalla percezione di onnipotenza: «E allora una virtù, per chi è a capo di una impresa, è l’umiltà. È importante comprendere che, ad un certo punto per essere fedeli al sacrificio di una vita, bisogna anche passare la mano. Ed è faticoso, certo. Ma l’umiltà si declina anche con una programmazione serrata, impegnativa: diventa qualcosa che ci aiuta a rimanere uomini perché qualunque compito la vita ci dia da assolvere alla fine, anche se si sono raggiunti i vertici, ci deve ricordare che siamo uomini. Cioè che siamo un po’ come l’erba del prato: al mattino fiorisce, alla sera è già seccata. E allora si padroneggia il proprio compito se se ne rispettano i limiti. Uno strumento, infatti, è padroneggiato se conosciamo quello che quello strumento non può fare».

Umiltà, dunque, che non sminuisce l’importanza del ruolo dell’imprenditore, anzi: «È importante anche saper trattare gli altri come dei pari grado, pur nel rispetto dei ruoli. Guardare le persone stando al loro livello è importante. Anche la Chiesa, d’altronde, è stata una impresa in cui Dio ha rischiato fidandosi degli uomini e sapendo che non tutti gli uomini sono uguali. Ne scelse dodici e uno di questi era Giuda. A tutti Gesù offre la possibilità di seguirlo nella responsabilità personale. Perciò anche chi fa impresa – conclude il Patriarca – a fine giornata riservi qualche istante per guardarsi dentro e leggere qualche versetto del Vangelo».

(Con la collaborazione di Marta Gasparon)

Categorie: Notizie

Mira, chiusi e sfitti il 30% dei negozi. Appello di Comune e associazioni ai proprietari: «Inventiamo insieme nuove destinazioni»

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 16:56

Il 30% dei negozi, tra Mira e Oriago, sono vuoti, sfitti e inutilizzati. Si tratta di 90 esercizi su 300 totali. È il segno della crisi prodotta dall’avvento della grande distribuzione e e dall’evoluzione delle abitudini di spesa della popolazione.

Il dato esce dal primo censimento delle attività e degli spazi commerciali compiuto nel distretto di Mira, che comprende Oriago, appunto, oltre a Mira Porte e Mira Taglio.

Per contrastare questa desertificazione e cercare di invertire la rotta parte un invito ai proprietari di negozi sfitti nell’area del Distretto del Commercio “Mira in Progress” perché contattino il Comune. L’obiettivo è avviare una fase di confronto propositivo per attirare nuove attività e quindi rivitalizzare da un punto di vista economico-commerciale i centri miresi. Questa è la proposta emersa nel corso dell’ultimo Tavolo di Coordinamento del Distretto del Commercio, che ha il Comune di Mira come capofila e comprende le associazioni di categoria Camera di Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, CIA, Confagricoltura, Coldiretti, Pro Loco, San Servolo srl, Consorzio di Promozione Turistica Città d’Arte del Veneto, La Piccionaia SCS, Bareato, Mizar, Renna, Co.De.Mi e il Ciset.

I proprietari di immobili sfitti ad uso commerciale e direzionale sono quindi invitati a contattare il Comune di Mira ai seguenti recapiti: email: [email protected], pec [email protected] o via posta tradizionale all’indirizzo Comune di Mira – Servizio SUAP, Piazza IX Martiri 3, Mira.

 

Categorie: Notizie

Procuratoria di San Marco, confermati i sette Procuratori

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 16:36

Confermati tutti e sette i Procuratori di San Marco. È giunto nei giorni scorsi il decreto del ministero degli Interni con il quale sono stati nominati per un triennio i sette componenti del Consiglio di Amministrazione della Fabbriceria, che a Venezia prende lo storico nome di Procuratoria di San Marco.

I sette Procuratori di San Marco, di cui due sono stati scelti dal Patriarca e cinque dal Ministro dell’Interno sentito il parere del Patriarca, sono: Carlo Alberto Tesserin, Pierpaolo Campostrini, Amerigo Restucci, Giovanni Boldrin, Paolo Chiaruttini, mons. Antonio Senno, mons. Angelo Pagan.

Per tutti si tratta di una conferma. E confermati sono anche i ruoli e i compiti del passato triennio: Primo Procuratore è Carlo Alberto Tesserin, don Antonio Senno è il Segretario; l’ambito amministrativo-finanziario rimane a Giovanni Boldrin e quello degli interventi tecnici e delle opere a Pierpaolo Campostrini.

Come è noto, la Procuratoria di San Marco è l’ente che ha competenze di tutela, amministrazione e manutenzione della Basilica, del Campanile e dei beni di relativa pertinenza.

Categorie: Notizie

L’antica Altino: reperti e tecnologie digitali per la mostra aperta dal 6 luglio a Ca’ Savio

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 15:23

Dal 6 luglio al 2 settembre il Centro Culturale Manin (ex Scuola Manin) di Ca’ Savio a Cavallino-Treporti ospiterà un’ampia sezione per la quarta edizione della mostra “Altino-Prima Di Venezia – L’Antico Litorale”.

Chi visiterà la mostra potrà scoprire il gioiello prezioso nascosto nel sottosuolo di Altino e che le indagini recenti hanno evidenziato: i resti della città capoluogo lagunare che ha anticipato di 1500 anni la nascita di Venezia e ne è stata progenitrice.

La mostra fonde reperti originali del museo di Altino, testimonianze degli autori antichi, foto, grafica, video e animazioni, mentre i plastici realizzati con la stampa 3D ed il taglio laser vogliono restituire l’immagine della città e dei suoi monumenti nel momento del massimo splendore. La sezione fotografica, invece, esplora l’ambiente naturale fra Sile e laguna e ricerca le tracce della città antica nella Venezia di oggi.

Città e porto importante dei Veneti Antichi fin dall’XI secolo avanti Cristo, l’antica città di Altinum fu un municipio romano, un centro di scambi commerciali e culturali che, nell’epoca del massimo splendore, contava più di ventimila abitanti e vantava un centro monumentale imponente.

Come Venezia, ma molti secoli prima, Altino era una città anfibia proiettata sul mare, una città-emporio attraversata da un reticolo d’acque scavalcate da ponti ed era uno scalo dell’Adriatico collegato all’entroterra da vie di comunicazione fluviali e terrestri importanti.

Dopo l’epoca della grandezza, con le invasioni e l’impaludamento, in età tardo antica avvenne l’abbandono della città. Molte pietre e laterizi altinati furono riutilizzati per costruire Venezia ma, nonostante lo spoglio, gli scavi e gli studi scientifici più recenti ne hanno restituito un’impronta ancora perfettamente leggibile.

Grazie al telerilevamento recente realizzato dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, è stato possibile definire meglio l’intreccio di strade, canali navigabili ed edifici, il foro, il teatro, la basilica, l’odeon, i quartieri residenziali con le domus, un anfiteatro dalle dimensioni dell’arena di Verona, il porto, l’impianto urbano di una città-isola collegata alla laguna ed al mare con porte-approdo monumentali.

Ideata dall’Associazione di Promozione Sociale La Carta di Altino in partnership con il Polo Museale del Veneto-Museo Archeologico Nazionale di Altino, la mostra è un lavoro in tecnologia avanzata che nasce come sviluppo di un progetto sulla cittadinanza attiva giovanile, dà volutamente largo spazio alle tecnologie multimediali ed all’immagine e, per le ricostruzioni, ha utilizzato tecnologie laser e stampa 3D per realizzare i grandi plastici ricostruttivi che sono il cuore della mostra.

Altino-Prima di Venezia è il lavoro di squadra di un gruppo di giovani archeologi, architetti, web designer, creativi ed operatori video che, guidato da esperti qualificati, vuole dare al pubblico la possibilità di immaginare l’antica città, di conoscerne le vicende ed avvicinare ai preziosi reperti esposti nel nuovo museo inaugurato di recente ad Altino e nel contempo, a livello comunale quindi a Cavallino-Treporti, diventare testimone centrale per la mostra Frammenti di laguna – Commerci e vita quotidiana tra l’età romana e moderna in esposizione nel borgo di Lio Piccolo (sabato, domenica e festivi con orario 10.00-12.30/14.30-17.00, ingresso gratuito; gruppi su prenotazione. In collaborazione con l’associazione Borgo di Lio Piccolo).

Altino-Prima di Venezia – L’Antico Litorale sarà visitabile da venerdì 6 luglio a domenica 2 settembre con ingresso gratuito con orario 18.30-22.00. Per scuole e gruppi è possibile la visita su prenotazione scrivendo ad [email protected]

Categorie: Notizie

Infermieri veneziani, la nuova presidente è Marina Bottacin

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 13:54

È Marina Bottacin la nuova presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Venezia.

Con le elezioni tenutesi nei giorni scorsi presso l’ospedale all’Angelo di Mestre, gli infermieri veneziani hanno infatti proceduto al rinnovo del proprio organismo direttivo.

Alto il numero dei votanti (468, numero mai raggiunto nelle precedenti elezioni), «che premia – commenta il nuovo Consiglio direttivo in un comunicato – l’impegno di tutti i candidati che hanno saputo far comprendere ai colleghi l’importanza della partecipazione al voto per rafforzare un organismo che è stato e sarà sempre determinante per la valorizzazione della professione infermieristica.

I 15 membri eletti sono entrati tutti a far parte del Consiglio direttivo provinciale, portando a un rinnovamento completo dello stesso e anche del collegio dei revisori dei conti.

Antonio Rigato è vicepresidente, Federico Michieletto segretario e Francesco Gallo tesoriere. I consiglieri eletti sono: Davide Ardizzon, Daniele Casamento, Mattia De Giovanni, Marco Mantice, Niccolò Melluso, Sonia Milan, Luca Montella, Manuela Pizzuto, Margherita Rampado, Maria Cristina Rosa, Enrico Zanninello. Il Collegio dei revisori dei conti è invece composto da: Alessandra de Marchi, Luigi Di Micco, Revisore supplente è Sonia Zecchin. La nuova squadra guiderà l’Ordine nel quadriennio 2018-2022.

Categorie: Notizie

“I volti della pietas veneziana”: da sabato 30 apre la mostra a palazzo Contarini del Bovolo

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 13:16

Presentata, venerdì 29 giugno a palazzo Contarini del Bovolo, la mostra “I volti della pietas veneziana”, promossa da Ire Venezia.

La mostra, che sarà visitabile dal 30 giugno al 31 dicembre (dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18), espone un considerevole numero di ritratti dei “padri del welfare”, fondatori, governatori, presidenti e benefattori dei tre celebri “luoghi pii” di Venezia: il complesso dei Derelitti, detto Ospedaletto, ai Santi Giovanni e Paolo, il complesso delle Penitenti a San Giobbe e quello delle Zitelle alla Giudecca.

Ai dipinti si aggiungono antiche pergamene e planimetrie del XVI e XVII secolo, legati alla storia di queste antiche istituzioni veneziane. Completano il percorso espositivo due opere d’arte contemporanea dell’artista friulano Ludovico Bomben, che si è ispirato al filo conduttore della mostra.

Presenti l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, il presidente e il vicepresidente di Ire Venezia – Istituzioni di Ricovero e di Educazione, Luigi Polesel e Ennio Favaretto con i consiglieri Laura Friselle e Stefano Ferrarese, il consigliere comunale Paolo Pellegrini e la soprintendente Archeologia, Belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Emanuela Carpani.

Polesel ha ricordato l’impegno di Ire, una delle Ipab più antiche d’Italia, non solo nell’aiuto alle fasce più deboli, anziani, minori, disabili, ma nella riqualificazione e valorizzazione del patrimonio monumentale e artistico di proprietà dell’ente. “Un percorso iniziato due anni fa – ha ricordato Polesel – con la riapertura al pubblico, dopo dieci anni, di questo straordinario monumento, che ha incontrato il consenso generale dei veneziani e l’interesse dei visitatori”.

“Alle Ipab i cui Consigli di Amministrazione sono di nomina comunale – ha ricordato Venturini – abbiamo chiesto un particolare sforzo, per poter vincere la sfida di stare al passo con i tempi. Abbiamo chiesto loro di lavorare in squadra, di fare insieme un percorso che consenta di mantenere i servizi sociali a livelli quantitativi e qualitativi elevati. Lavorare in sinergia ci permette di arrivare più distanti. Sono state necessarie delle fusioni, come quella tra l’Istituzione Veneziana Servizi alla persona e la Colonia Alpina San Marco e quella futura tra Ire e Istituto Coletti, che hanno permesso di razionalizzare i costi e avviare il rilancio economico di questi enti, utilizzando i risparmi conseguiti nel rafforzamento dei servizi e nella residenza. Per l’Amministrazione comunale avere delle Ipab forti è fondamentale per rispondere alle esigenze dei cittadini più deboli. È motivo di orgoglio e di soddisfazione – ha concluso l’assessore – vedere la Scala del Bovolo affollata di ospiti e di giovani che la gestiscono: un luogo significativo e particolarmente amato dai veneziani finalmente restituito alla città”.

Categorie: Notizie

Veneto, a Polesella (Rovigo) il primo caso di febbre del Nilo. Come proteggersi dalle punture di zanzara infetta

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 12:20

Primo caso di febbre del Nilo in Veneto. È stato registrato a Polesella, in provincia di Rovigo, martedì 26 giugno quando, in laboratorio, si è avuto conferma che i sintomi presentati da una persona si devono alla patologia che consegue alla punta di una zanzara infetta.

Lo segnala la Regione: il 12 giugno scorso il sistema regionale di sorveglianza integrata di malattie trasmesse da vettori, con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha rilevato la prima positività per virus West Nile (WNV) in un pool di zanzare catturate in una trappola posizionata nel comune di Villa Bartolomea (Verona).

Nei giorni successivi sono state rilevate positività anche in altre trappole delle province di Treviso e Venezia.

Alle positività per WNV nelle zanzare è seguito nella giornata del 26 giugno la conferma di laboratorio del primo caso di malattia neuro-invasiva da virus West Nile del 2018 in una persona residente a Polesella in provincia di Rovigo.

Dal 1° giugno è attivo il sistema di sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori, tra cui la febbre West Nile: a seguito dei riscontri la Regione, le Aziende ULSS ed i Comuni hanno attuato attività specifiche di contrasto previste dal Piano regionale.

E’ questo il quadro tracciato dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto rispetto al ripresentarsi, anche quest’anno, dell’infezione da virus West Nile, trasmesso dalla zanzara comune del genere Culex presente nel nostro territorio.

“Conosciamo bene questa realtà – sottolinea l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – e anche quest’anno, dal primo giugno abbiamo attivato un capillare sistema di sorveglianza, abbinato ad azioni di contrasto il più incisive possibile. Il contagio umano nella forma neuro-invasiva – aggiunge l’Assessore – non è fortunatamente frequente ma, quando si presenta, il sistema sanitario, già allertato, è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci, quando un paziente si presenta con determinati sintomi di interessamento neurologico”.

La Regione del Veneto dal 2010, in accordo con le autorità nazionali, ha implementato un sistema regionale di sorveglianza integrata clinico, entomologico e veterinario per uno stretto monitoraggio degli agenti patogeni trasmessi da vettori. Nel corso degli anni la Regione Veneto ha inoltre predisposto un piano di lotta alle zanzare che prevede l’effettuazione, da parte dei Comuni di interventi di disinfestazione prevalentemente dei focolai larvali e in casi specifici, adulticidi. Le Aziende Ulss hanno il compito di valutare l’efficacia dei trattamenti.

Il virus West Nile, comparso in Veneto nel 2008, è trasmesso all’uomo dalle zanzare del genere Culex infette che pungono prevalentemente nelle ore crepuscolari e notturne.

L’infezione da virus West Nile nella maggior parte dei casi decorre nell’uomo in modo asintomatico. Nel 20% dei casi possono verificarsi sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee (febbre West Nile, WNF).

In una piccola percentuale di casi, in particolare nelle persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come encefalite (Malattia neuroinvasinva – WNND). Si sottolinea che l’infezione non si trasmette per contagio diretto da uomo a uomo, ma solamente attraverso la puntura di zanzara infetta, o attraverso le donazioni di sangue ed emocomponenti, organi e tessuti di persone con infezione.

Nel nostro territorio, inoltre, da alcuni anni è presente anche la zanzara Aedes albopictus (zanzara tigre), che può trasmettere le infezioni da virus Dengue, Chikungunya e Zika. Questo tipo di zanzara punge preferibilmente nelle ore diurne, con un massimo di attività nelle ore successive all’alba e nelle ore che precedono il tramonto.

I cittadini, raccomanda la Direzione Prevenzione della Regione – possono svolgere un ruolo importante per evitare la proliferazione delle zanzare attraverso l’adozione di semplici comportamenti come:

  • non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni dove possa raccogliersi l’acqua piovana come barattoli, bidoni, bacinelle, annaffiatoi copertoni, etc.
  • svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua e, ove possibile, capovolgerli;
  • coprire ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua inamovibili (bidoni, cisterne);

Per evitare la puntura di zanzara negli ambienti in cui non sia disponibile la climatizzazione è fortemente consigliata l’applicazione a porte e finestre di zanzariere a maglie strette, oltre all’utilizzo di dispositivi elettro emanatori insetticidi liquidi o a piastrine.

All’aperto, per la protezione individuale dalle punture di zanzare è consigliabile indossare indumenti di colore chiaro, il più possibile coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi). Un sufficiente livello di protezione è inoltre assicurato dall’utilizzo di repellenti da applicare direttamente sulla pelle, ripetendo il trattamento con frequenza.

Nell’uso di questi prodotti bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulla confezione e deve essere adottata la massima cautela nei bambini o su pelli sensibili. I prodotti repellenti non devono essere applicati sulle mucose (labbra, bocca), sugli occhi, sulla cute abrasa, mentre possono essere invece utilizzati sui vestiti per aumentarne l’effetto protettivo.

Per una scelta informata sui repellenti è disponibile una guida “Scelta e corretto utilizzo dei repellenti cutanei per zanzare” consultabile al seguente link al sito regionale: https://www.regione.veneto.it/web/sanita/zanzara-tigre.

Infine nella Regione Veneto, a seguito del riscontro della recente positività del virus West Nile nelle zanzare in sequenza ravvicinata in diverse province e della notifica di un caso umano di encefalite sono state attivate le misure di controllo sulle donazioni di sangue ed emocomponenti, di organi e tessuti per evitare la diffusione dell’infezione. Ulteriori informazioni su https://www.regione.veneto.it/web/sanita/west-nile

Categorie: Notizie

Mestre, la polizia locale chiude il centro di culto islamico di via Mestrina: uso abusivo dei locali

Gente Veneta - Ven, 29/06/2018 - 09:29

La Polizia Locale di Venezia, a conclusione di numerosi sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi, ha accertato come abusivo l’utilizzo dell’unità immobiliare di via Mestrina 89/A, adibita a centro di culto della comunità del Bangladesh da parte del Centro Culturale “Casa dell’orientamento”.

Diversamente da quella che era la destinazione commerciale per cui era stato stipulato il contratto di locazione con lo stesso presidente dell’associazione, infatti, i locali erano stati adibiti a centro di culto, in pieno contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente.

Oggi, al termine di una serie di diffide che si sono susseguite dal febbraio scorso, la Polizia Locale, ufficio Edilizia Terraferma, ha proceduto all’esecuzione coattiva di chiusura secondo le modalità previste dalla legge, ponendo così il divieto di accesso ai locali, nonché alla denuncia all’autorità giudiziaria del titolare del contratto d’affitto per il reato di inosservanza del provvedimento.

“Il provvedimento è rigoroso ma non intende in alcun modo limitare la libertà di culto nel comune di Venezia – commenta l’assessore all’edilizia privata Massimiliano De Martin – Tutto deve avvenire nel rispetto delle norme e dei cittadini. Nel caso di via Mestrina l’Associazione Culturale è venuta meno all’osservanza delle leggi comunali utilizzando i locali presi in affitto per uno scopo diverso da quello a cui era destinato, intervenendo con opere abusive e creando disagio ai cittadini residenti anche a causa dal sovraffollamento dei locali. Il Comune di Venezia, dopo previe diffide e ripetuti accertamenti, ha quindi semplicemente applicato la legge”.

La vicenda trae origine da numerose segnalazioni di associazioni e cittadini residenti nella zona di via Mestrina, a cui è seguita la verifica congiunta tra la Polizia Locale e l’Ufficio Comunale di Controllo del Territorio di Mestre del 1 febbraio 2018. In quel caso, venne accertata la presenza di alcune opere abusive in corso di esecuzione, realizzate in assenza di titolo edilizio che consistevano in opere interne all’unità immobiliare finalizzate al cambio di destinazione d’uso da commerciale a culturale: un particolare locale contatori posto all’ingresso, ulteriori tre locali sulla parte sopraelevata dell’unità commerciale e la posa di pannelli dell’altezza di mt. 2,30 a parziale tamponamento delle vetrate.

Il giorno seguente l’Ufficio Comunale di Controllo del Territorio ha emesso ordinanza di sospensione dei lavori, notificata il 3 febbraio trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica.

Nella stessa occasione è stato, poi, accertato come l’Associazione avesse presentato una SCIA per l’esecuzione di cambio d’uso con opere  da attività commerciale  ad attrezzature collettive, che lo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Venezia aveva dichiarato inaccoglibile, in quanto il cambio d’uso era finalizzato ad attività culturale–religiosa e necessitava della stipula di convenzione con il Comune di Venezia ai sensi della Legge Regionale n. 12 del 2016 (art. 31 ter).

Tale norma prevede, per i servizi religiosi, la preventiva realizzazione e pianificazione di attrezzature di interesse comune (strade di collegamento, spazi da destinare a parcheggio, adeguati servizi igienici, adeguate distanze, ecc.). I locali, inoltre, risultavano carenti dei requisiti di accessibilità per il superamento delle barriere architettoniche.

Il 16 marzo scorso 2018 l’amministrazione comunale, tramite l’ufficio Controllo del Territorio di Mestre, ha emesso un’ordinanza di ripristino dell’immobile entro 90 giorni dalla notifica della stessa, avvenuta il 22 marzo, con espresso avviso che, in caso di inottemperanza nel termine indicato, si sarebbe dato corso alla procedura coattiva prevista dalla legge. Con la rimessa in pristino si intende il ritorno effettivo alla destinazione commerciale del locale, con la conseguente cessazione delle attività attualmente in essere, che, in base ai rilievi effettuati erano da ricondursi a luogo di culto a tutti gli effetti. I locali di via Mestrina sono tra l’altro sprovvisti del certificato di agibilità, in quanto gli stessi originariamente autorizzati avevano ottenuto l’abitabilità con destinazione d’uso commerciale.

Categorie: Notizie

Messa alla Salute, martedì 26, per ricordare San Josémaria Escrivà

Gente Veneta - Gio, 28/06/2018 - 18:17

Martedì 26 giugno, in occasione della ricorrenza della morte di San Josémaria Escrivà, è stata celebrata, nella Basilica della Salute in Venezia, una Messa in onore del Fondatore dell’Opus Dei.

La celebrazione è stata presieduta da mons. Giacomo Marchesan ed ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, molti dei quali provenienti anche da fuori Venezia. Al termine della celebrazione si è tenuto un sobrio momento conviviale nel cortile interno del Seminario. Analoghe celebrazioni si sono tenute in più di cento città italiane.

Categorie: Notizie

Mestre, la polizia locale chiude il centro di culto islamico di via Mestrina: uso abusivo dei locali

Gente Veneta - Gio, 28/06/2018 - 17:27

La Polizia Locale di Venezia, a conclusione di numerosi sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi, ha accertato come abusivo l’utilizzo dell’unità immobiliare di via Mestrina 89/A, adibita a centro di culto della comunità del Bangladesh da parte del Centro Culturale “Casa dell’orientamento”.

Diversamente da quella che era la destinazione commerciale per cui era stato stipulato il contratto di locazione con lo stesso presidente dell’associazione, infatti, i locali erano stati adibiti a centro di culto, in pieno contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente.

Oggi, al termine di una serie di diffide che si sono susseguite dal febbraio scorso, la Polizia Locale, ufficio Edilizia Terraferma, ha proceduto all’esecuzione coattiva di chiusura secondo le modalità previste dalla legge, ponendo così il divieto di accesso ai locali, nonché alla denuncia all’autorità giudiziaria del titolare del contratto d’affitto per il reato di inosservanza del provvedimento.

“Il provvedimento è rigoroso ma non intende in alcun modo limitare la libertà di culto nel comune di Venezia – commenta l’assessore all’edilizia privata Massimiliano De Martin – Tutto deve avvenire nel rispetto delle norme e dei cittadini. Nel caso di via Mestrina l’Associazione Culturale è venuta meno all’osservanza delle leggi comunali utilizzando i locali presi in affitto per uno scopo diverso da quello a cui era destinato, intervenendo con opere abusive e creando disagio ai cittadini residenti anche a causa dal sovraffollamento dei locali. Il Comune di Venezia, dopo previe diffide e ripetuti accertamenti, ha quindi semplicemente applicato la legge”.

La vicenda trae origine da numerose segnalazioni di associazioni e cittadini residenti nella zona di via Mestrina, a cui è seguita la verifica congiunta tra la Polizia Locale e l’Ufficio Comunale di Controllo del Territorio di Mestre del 1 febbraio 2018. In quel caso, venne accertata la presenza di alcune opere abusive in corso di esecuzione, realizzate in assenza di titolo edilizio che consistevano in opere interne all’unità immobiliare finalizzate al cambio di destinazione d’uso da commerciale a culturale: un particolare locale contatori posto all’ingresso, ulteriori tre locali sulla parte sopraelevata dell’unità commerciale e la posa di pannelli dell’altezza di mt. 2,30 a parziale tamponamento delle vetrate.

Il giorno seguente l’Ufficio Comunale di Controllo del Territorio ha emesso ordinanza di sospensione dei lavori, notificata il 3 febbraio trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica.

Nella stessa occasione è stato, poi, accertato come l’Associazione avesse presentato una SCIA per l’esecuzione di cambio d’uso con opere  da attività commerciale  ad attrezzature collettive, che lo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Venezia aveva dichiarato inaccoglibile, in quanto il cambio d’uso era finalizzato ad attività culturale–religiosa e necessitava della stipula di convenzione con il Comune di Venezia ai sensi della Legge Regionale n. 12 del 2016 (art. 31 ter).

Tale norma prevede, per i servizi religiosi, la preventiva realizzazione e pianificazione di attrezzature di interesse comune (strade di collegamento, spazi da destinare a parcheggio, adeguati servizi igienici, adeguate distanze, ecc.). I locali, inoltre, risultavano carenti dei requisiti di accessibilità per il superamento delle barriere architettoniche.

Il 16 marzo scorso 2018 l’amministrazione comunale, tramite l’ufficio Controllo del Territorio di Mestre, ha emesso un’ordinanza di ripristino dell’immobile entro 90 giorni dalla notifica della stessa, avvenuta il 22 marzo, con espresso avviso che, in caso di inottemperanza nel termine indicato, si sarebbe dato corso alla procedura coattiva prevista dalla legge. Con la rimessa in pristino si intende il ritorno effettivo alla destinazione commerciale del locale, con la conseguente cessazione delle attività attualmente in essere, che, in base ai rilievi effettuati erano da ricondursi a luogo di culto a tutti gli effetti. I locali di via Mestrina sono tra l’altro sprovvisti del certificato di agibilità, in quanto gli stessi originariamente autorizzati avevano ottenuto l’abitabilità con destinazione d’uso commerciale.

Categorie: Notizie

Pagine