Aggregatore di feed

La stola e il grembiule: don Filippo, fra Marco e fra Riccardo ordinati presbiteri

Gente Veneta - Sab, 03/07/2021 - 17:28

Questa mattina, alle ore 10, presso la Basilica della Madonna della Salute, il Patriarca Francesco Moraglia, ha ordinato presbiteri don Filippo Malachin, alunno del Seminario Patriarcale, e due religiosi, fra Riccardo Pagot e fra Marco Reginato, della Provincia Veneta dei Frati Cappuccini.

La scelta della Salute rispetto alla basilica cattedrale di San Marco è stata motivata da ragioni organizzative, avendo la possibilità di sviluppare meglio la disposizione dei posti per i fedeli ed i concelebranti, nel rispetto delle disposizioni di prevenzione sanitaria. Inoltre, la basilica della Madonna della Salute, particolarmente cara ai veneziani, è anche chiesa del Seminario Patriarcale.

Nella Santa Messa è stato proclamato un brano del Vangelo di Giovanni (Gv 20,24-29), secondo quanto previsto per la celebrazione del giorno, festa di San Tommaso Apostolo. Il Patriarca Francesco, nel corso della sua omelia, si è inizialmente soffermato proprio su questo brano evangelico, relativo alla incredulità di San Tommaso circa l’apparizione del Risorto: «In Gesù – il Risorto – c’è la pienezza della vita cristiana, i sacramenti (che plasmano l’identità dei discepoli e della Chiesa), l’immersione dei discepoli nella storia che va vissuta senza vergognarsi del Vangelo che, come ammonisce l’apostolo Paolo, nella lettera ai Romani, è potenza di Dio e salvezza di chi crede (cfr. Rm1,16). Gesù – il Risorto – è tutto quello che siete chiamati ad annunciare. Gli antichi esegeti dicevano che la storia della salvezza, nella sua interezza, si riassume in un nome: Gesù Cristo. Il prete, quindi, è l’uomo che crede in Gesù ed è mandato ad annunciarlo. La fede, che ha ricevuto, ora deve trasmetterla».

Durante il canto delle Litanie dei Santi i candidati si prostrano

Mons. Moraglia ha poi ricordato che è la Chiesa a compiere nella storia la possibilità di incontrare il Risorto: «Carissimi, noi abbiamo creduto in Gesù perché abbiamo incontrato la Chiesa che l’annuncia e celebra l’Eucaristia; abbiamo imparato a riconoscere, nella fede, Gesù realmente presente nel pane eucaristico e, insieme, a chinarci sui poveri. È il tema della stola e del grembiule (Eucaristia e servizio ai poveri) che va richiamato ad ogni ordinazione sacerdotale. Carissimi, oggi venite ordinati presbiteri perché, un giorno, avete incontrato una comunità che già credeva in Gesù. La presenza o l’assenza di vocazioni al ministero ordinato – e ad altre vocazioni – ci interroga sulla fede delle nostre comunità e sulla genuinità del loro annuncio».

Il Patriarca ha poi offerto una meditazione sul rapporto tra il dono del ministero sacerdotale e l’evangelizzazione: «Oggi diventate più “intimi” del Signore e per questo sappiate stringervi di più a Lui per essere – per il popolo di Dio a cui sarete inviati – “concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù”, così come ha parlato la prima lettura (Ef 2,19-20). C’è un legame strettissimo fra sacerdozio universale (dei battezzati) e sacerdozio ordinato (dei presbiteri e del vescovo).

Il prete è a servizio della Chiesa e della gente per annunciare – con sapienza e, se è il caso, con l’offerta della vita – il Signore Gesù, il Vivente. Siete preti per la missione, mandati a coloro che ancora attendono il buon annuncio di Gesù, suscitando quella fede che permette a Dio d’agire. Sì, è la nostra fede che “scioglie” l’onnipotenza di Dio. Nella preghiera d’inizio, abbiamo chiesto che don Filippo, fra Riccardo e fra Marco siano “perseveranti nel servire la [divina] volontà, perché nel ministero e nella vita possano renderti gloria in Cristo”. Fare la volontà di Dio – iniziando dalla propria esistenza – significa “sciogliere” e rendere manifesta l’onnipotenza di Dio. Dio è onnipotente, ma per agire vuole il “sì” dell’uomo. La fede è dono di grazia e atto libero e responsabile che domanda il coinvolgimento della persona e della comunità perché, come detto, è atto ecclesiale».

Don Filippo Malachin, 36 anni, diacono e alunno del Seminario Patriarcale, in questi mesi sta compiendo a Roma un percorso di studi per ottenere il titolo di Licenza in Teologia Liturgica presso la Pontificia Università

L’unzione della mani di don Filippo Malachin

della Santa Croce. È originario della parrocchia di San Giovanni Bosco a Padova ed è legato al Cammino Neocatecumenale. Dopo aver studiato architettura presso l’Università Iuav di Venezia, ha esercitato la professione per breve tempo a Padova e per un anno in Svizzera. Ha poi svolto tutto il cammino di discernimento e formazione presso la comunità del Seminario di Venezia. Lo scorso autunno è stato ordinato diacono dal Patriarca Francesco presso la basilica di San Marco. Dopo l’estate proseguirà gli studi a Roma.

Fra Riccardo Pagot, nato a Thiene (provincia di Vicenza) nel 1984, dopo alcuni anni di lavoro nell’azienda di famiglia, produttrice di dispositivi sanitari per persone disabili, all’età di 26 anni ha iniziato il percorso vocazionale con i frati cappuccini. Nel corso dell’ultimo anno ha prestato servizio pastorale presso le parrocchie della Giudecca a Venezia.

Originario di Paderno del Grappa, in provincia di Treviso, classe 1971, fra Marco Reginato è una vocazione adulta. Negli anni giovanili è cresciuto all’interno dello scoutismo. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha ottenuto l’abilitazione per la professione forense di avvocato. Su consiglio di un sacerdote trevigiano ha iniziato anche il percorso di studi canonistici, conseguendo la Licenza in Diritto Canonico presso la facoltà “San Pio X” che ha sede alla Salute, in Seminario. Ha poi iniziato il cammino nell’ordine dei cappuccini. Nell’ultimo anno ha prestato servizio presso il convento di San Carlo a Mestre (in via Cappuccina).

L’ordinazione presbiterale di oggi costituisce un ulteriore segno di comunione ecclesiale tra il Patriarcato e le Province Veneta e Lombarda dei Padri Cappuccini, che condividono insieme anche la formazione accademica presso lo Studio Teologico Interprovinciale “San Lorenzo da Brindisi”, che ha sede presso il convento del Redentore alla Giudecca, Venezia. All’ordinazione hanno concelebrato i due Ministri provinciali, fra Roberto Tadiello (Provincia Veneta) e fra Angelo Borghino (Provincia Lombarda), insieme a molti altri frati e ai presbiteri della Diocesi di Venezia.

Marco Zane

 

The post La stola e il grembiule: don Filippo, fra Marco e fra Riccardo ordinati presbiteri first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Covid: non ci sono più ricoverati all’Ospedale Civile di Venezia. Nell’Ulss 3 i degenti sono scesi, in un mese, da 46 a 6

Gente Veneta - Ven, 02/07/2021 - 14:37

Dal 29 giugno non c’è più un solo ricoverato – positivo al Covid – all’Ospedale Civile di Venezia. Lo rileva il bollettino quotidiano di Azienda Zero della Regione Veneto.

È il segno ulteriore e tangibile del raffreddamento dell’emergenza Coronavirus. Nell’Ulss 3 veneziana sono attualmente 6 le persone costrette al ricovero ospedaliero per il virus: 3 a Dolo (una è in terapia intensiva), 2 all’Angelo e una in Villa Salus. Ma, appunto, il nosocomio della città d’acqua si è svuotato di pazienti attualmente positivi.

Solo un mese fa, il 2 giugno scorso, i degenti negli ospedali dell’Ulss 3 veneziana erano 46.

Rimangono invece piuttosto numerosi i pazienti che, entrati in ospedale per Covid, sono guariti dal virus ma restano in reparto a causa di altre patologie o del loro quadro generale fragile: in tutto il Veneto – dice Azienda Zero – sono 212.

Comunque, pur di fonte a una situazione in miglioramento, non sono da sottovalutare i pericoli: cioè che accada come l’anno scorso, sempre in estate, quando comportamenti poco prudenti hanno consentito al virus di continuare a circolare, per poi accendere la nuova ondata autunnale.

Ne è parziale campanello d’allarme il fatto che il numero di persone attualmente contagiate, in Veneto, ha quasi smesso di scendere: una settimana fa erano 4.828, oggi sono 4.570: in calo, sì, ma quasi stabili.

The post Covid: non ci sono più ricoverati all’Ospedale Civile di Venezia. Nell’Ulss 3 i degenti sono scesi, in un mese, da 46 a 6 first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Favaro (Fiaip Venezia): «Mercato della casa in ripresa nel Veneziano. La gente cerca alloggi più grandi e con giardino»

Gente Veneta - Ven, 02/07/2021 - 13:55

«La domanda è in aumento e la gente cerca case con spazi più ampi, meglio ancora se dotate di un giardino o di terrazze. L’eventualità che, di fronte all’emergenza sanitaria, si rendano necessari altri periodi di chiusura, spinge a chiedere soluzioni che permettano di abitare e lavorare in smart working in ambienti più spaziosi con tutte le comodità del caso».

È la fotografia del momento del settore immobiliare nel Veneziano. La delinea Fabio Favaro, nuovo presidente di FIAIP Venezia, la Federazione italiana degli Agenti Immobiliari Professionali, che ha anche rinnovato il Consiglio direttivo.

I valori di mercato sono sostanzialmente rimasti immutati rispetto a due anni fa, prima che il covid si presentasse, ma ora gli affari sul mattone stanno riprendendo vigore, anche se ovviamente dipende da zona a zona. «Sul piano residenziale – spiega Favaro – Venezia centro storico soffre moltissimo mentre a Mestre bisogna distinguere: la zona nord, da piazza Ferretto a Carpenedo, sta registrando un trend molto positivo; mentre quella sud, verso via Piave e la stazione ferroviaria, l’esatto contrario. In provincia, invece, l’entroterra sta dando buoni risultati, con alcune realtà in forte crescita».

Quanto al mercato turistico, il quadro è favorevole, in particolar modo nelle località balneari del litorale: «C’è potere di acquisto e possiamo affermare che si sta recuperando il terreno perduto con il lockdown, con molte operazioni in corso», sottolinea il presidente.

Favaro, 62 anni, è titolare di Immedia Realty di Mirano e professionista del settore da 40 anni. A formare la nuova squadra di governo, ci sono Osvaldo Grandin (di Jesolo) con la carica di vice presidente; Mirko Gosetto (Noale) in qualità di segretario; quindi gli otto consiglieri, rappresentativi di tutte le zone del territorio provinciale; in ordine alfabetico: Nicola Albrizio (Jesolo), Marco Bettiol (Jesolo), Federico Colusso (San Michele al Tagliamento), Barbara Gambillara (Camponogara), Cristina Minniti (Eraclea), Simone Minto (Mirano), Valerio Tegon (Jesolo), Giampaolo Zane (Mestre).

The post Favaro (Fiaip Venezia): «Mercato della casa in ripresa nel Veneziano. La gente cerca alloggi più grandi e con giardino» first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Lavori contro il rischio sismico, per 2,5 milioni, alla scuola Giulio Cesare di Mestre. Altri cantieri alla “Tintoretto” e alla “Radice”

Gente Veneta - Ven, 02/07/2021 - 11:16

Lavori da 2,5 milioni di euro, per il rafforzamento contro il rischio sismico, per la scuola media Giulio Cesare di via Cappuccina a Mestre.

Lo ha deciso la Giunta comunale di Venezia, approvando, su proposta dell’assessore all’Edilizia e agibilità scolastica Francesca Zaccariotto, il progetto definitivo.

L’intervento è finanziato con mutui della Banca europea degli investimenti, in forza di un bando regionale vinto dal Comune, che coprirà anche due analoghi interventi alle scuole elementari Tintoretto (2,3 milioni di euro) e Radice (2 milioni di euro).

Nello specifico della Giulio Cesare si interverrà sulle strutture dell’edificio tramite applicazione di fibre di carbonio su travature e pilastri. Inoltre si applicherà un intonaco rinforzato sulle pareti e si realizzeranno alcuni nuovi setti in muratura portante e tre nuovi giunti strutturali.

Sono altresì previsti interventi di messa in sicurezza con la sostituzione delle porte interne e dei corpi illuminanti, una riqualificazione dell’immobile mediante impermeabilizzazione del tetto nella parte piana e ridipintura integrale interna ed esterna dell’edificio. Infine si procederà con la sistemazione e messa in sicurezza dei percorsi di accesso e di parte delle aree esterne.

Si tratta di interventi che saranno affidati entro il 24 settembre ed eseguiti cercando di non intralciare la normale attività scolastica per non creare disagi agli studenti.

The post Lavori contro il rischio sismico, per 2,5 milioni, alla scuola Giulio Cesare di Mestre. Altri cantieri alla “Tintoretto” e alla “Radice” first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Campalto: una Messa di ringraziamento insieme per gli anniversari “tondi” di ordinazione sacerdotale

Gente Veneta - Ven, 02/07/2021 - 09:11

Celebrazione insieme e ricordo degli anniversari di ordinazione. Ce ne sono, infatti, parecchi di “tondi” per i sacerdoti del vicariato di Favaro-Altino: i 60 anni da prete di don Gianni Fazzini, i 55 di don Gianni Manziega, i 40 di don Giuseppe Simoni, i 30 di don Massimo Cadamuro, i 25 di don Gianpiero Lauro e i 5 di don Massimiliano Causin.

Una Messa di ringraziamento è stata celebrata nel pomeriggio di giovedì 1° luglio, nella chiesa parrocchiale di Campalto.

(con la collaborazione di Leonardo Muccioli)

The post Campalto: una Messa di ringraziamento insieme per gli anniversari “tondi” di ordinazione sacerdotale first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Mestre, i cent’anni sereni della trisnonna Malvina

Gente Veneta - Ven, 02/07/2021 - 06:28

Ha vissuto una guerra mondiale, ha contribuito al babyboom degli anni Cinquanta e alla ripresa del dopoguerra, ha superato le difficoltà della vita, anche le più crudeli che non l’hanno purtroppo risparmiata; alla sua età record, è uscita indenne anche dalla pandemia e oggi può fregiarsi addirittura di un titolo che farebbe impallidire qualsiasi alta onorificenza: quello di trisavola. Così, in pace e serenità, venerdì 2 luglio nonna Malvina può festeggiare felice i suoi primi 100 anni.

Un po’ il Coronavirus ha comunque guastato la festa di Malvina Carnio in Zanini, ospite da alcuni anni presso il Centro Nazaret dell’Opera S. Maria della Carità: le è stata concessa infatti poco più che una mezz’ora per festeggiare il compleanno con un gruppo ristrettissimo di familiari, tutti rigorosamente sottoposti a vaccino o tampone, ma tanto basta per coronare tanta vita.

Malvina, nata il 2 luglio 1921, è originaria di Piombino Dese, ma si è trasferita giovanissima a Mestre, precisamente a Carpenedo, in zona Pergola, in via San Donà: «Insieme al papà aveva un negozio di alimentari aperto da prima della guerra; io sono nato proprio lì a due passi, nella stessa zona in cui abito ancora e la stessa in cui la mamma ha vissuto per tanti anni con me», conferma il figlio Loris Zanini. «Malvina – continua – ha lavorato nella sua attività per una vita; purtroppo ha anche perso una figlia di ventisette anni, mia sorella Gianna, e subito dopo, nel giro di due anni, anche il marito. Ha avuto sempre un gran carattere, questo suo traguardo lo dimostra».

Fiera dei suoi cento anni, nonna Malvina ha commentato in modo pacato ma convinto il suo secolo di vita: «Non posso invecchiare di più! Così ci ha detto – racconta sorridendo il figlio – è arrivata a questo traguardo ed è tranquilla, soddisfatta anche dell’assistenza che riceve e di quella che, presso il Centro Nazaret, è diventata la sua casa da più di sette anni, dove ha trovato la sua dimora e la sua identità».

Nonna Malvina può vantare inoltre un importante traguardo di certo non comune, ovvero il titolo di trisavola. Oltre ai due figli, Malvina è infatti nonna dei tre nipoti Giovanna, Filippo ed Elena, bisnonna di cinque pronipoti (Luisa, Stefano, Nicola, Elisa e Martina), e infine trisavola di due pronipotini: Edoardo di cinque anni e Ludovica di due anni e mezzo, figli della pronipote Luisa. Giunta fin qui, ha potuto vedere lo scorrere del tempo e il moltiplicarsi della vita dopo di lei in ben quattro generazioni. In cento anni, un risultato di cui andare più che fieri.

Maria Paola Scaramuzza

The post Mestre, i cent’anni sereni della trisnonna Malvina first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Don Filippo Malachin sabato 3 sarà ordinato sacerdote. «Nella Sua volontà ho trovato la vera serenità»

Gente Veneta - Gio, 01/07/2021 - 20:26

La sua vocazione non la descrive come una “folgorazione”, ma come un qualcosa che gli è cresciuto dentro un po’ per volta, grazie alla strada che il Signore gli ha indicato, aspettando una sua risposta.
Un sì che si è fatto un po’ attendere, è vero, fra paure e indecisioni legate ad una scelta di vita che avrebbe cambiato in modo radicale l’intera sua esistenza.

Primo di otto figli. Un sì arrivato poi in tutta la sua pienezza, portandolo a mettere da parte definitivamente le domande profonde che fino a quel momento si erano accavallate, portandolo ad interrogarsi sul futuro che avrebbe voluto davvero per se stesso, guidato dalla Sua mano.


Don Filippo Malachin, primo di otto figli, ha 36 anni; nato a Padova – la sua parrocchia di riferimento è quella di San Giovanni Bosco – ha studiato architettura allo Iuav della città lagunare e insieme alla famiglia ha sempre frequentato il Cammino neocatecumenale.
La sua ordinazione sacerdotale avverrà sabato 3 luglio, alle 10, nella basilica della Salute, e lo stato d’animo che in queste ore sta prevalendo è certamente quello di una grande emozione.
Soltanto gli esami con cui è stato alle prese fino a qualche giorno fa – su invito del Patriarca Francesco il giovane sta infatti studiando a Roma, alla Pontificia Università della Santa Croce, una licenza in Teologia liturgica, percorso che si concluderà il prossimo anno – hanno contribuito a fargli spostare l’attenzione su altro.
«Da una parte sono in attesa, un po’ in tensione. Dall’altra sono contento, perché penso sia un grande dono che il Signore mi fa e perché vedo l’affetto di tante persone che mi stanno dimostrando la loro vicinanza», riflette don Filippo, rivolgendo un pensiero agli amici e familiari che quel giorno vivranno la cerimonia accanto a lui.

«Nella Sua volontà trovi la serenità». «Sarà un bel momento, da mantenere come fondamento per il futuro. Penso anche a quello già vissuto del diaconato: ero lì, davanti al Patriarca… A 16 anni non avrei mai pensato di potermi trovare in una situazione simile, contento e felice. Quando si dice che nella Sua volontà trovi la serenità, è vero, non è una cosa finta».
E aver intrapreso la strada del sacerdozio in età consapevole, intorno ai 29 anni, per don Filippo significa averla scelta con maturità. «Per com’è la società di oggi è importante essere ben pronti. Altrimenti il rischio è di essere un po’ buttati nella “bolgia”».
Rispetto a quand’è entrato nel Seminario patriarcale, il giovane si sente diverso, pur nella consapevolezza di doversi continuamente confrontare con i propri limiti umani.

«Da ragazzo ero scettico sul sacerdozio…». O meglio, il percorso vissuto – fatto di regole da rispettare, obbedienza e preghiera costante – sente che l’ha aiutato a maturare come uomo, persona, prendendo più seriamente la vita anche nell’ambito delle decisioni.
«Durante l’adolescenza sentivo un certo rifiuto nell’intraprendere questa strada. Ero scettico, al che ho cercato la vita in altro, pur continuando a frequentare parrocchia e Comunità del Cammino. In me c’era il desiderio di formare una famiglia, ma in modo autoreferenziale. E oltretutto avevo un’idea del matrimonio un po’ idealistica».
Prima la laurea in Architettura, poi un lavoro nel settore in Svizzera, che gli piaceva molto.
Eppure don Filippo – anche alla luce di alcuni fallimenti affettivi – non si sentiva pienamente soddisfatto.
Mentre dalle piccole, semplici cose che faceva frequentando la Comunità riceveva di più rispetto a tutto il resto. Gli interrogativi profondi sono arrivati verso i 26 anni. «Non capivo dove stessi andando: il mio periodo lavorativo era finito e nel Cammino cercavo di comprendere dove fosse Dio in tutto questo. Sono andato anche un po’ in crisi dal punto di vista della fede. La risposta? L’ho ritrovata nel fatto che non vedevo Dio poiché non avevo mai messo realmente la mia vita in Lui. Così, cogliendola come una sfida, ho dato la disponibilità a verificare la mia vocazione».

Il momento del “sì”. Nel frattempo Filippo torna a lavorare in Svizzera, conscio di come dinanzi ai suoi piccoli progetti quelli di Dio siano ben più grandi. I timori tuttavia non mancano e all’incontro vocazionale in programma, organizzato dal Cammino, non è certo di voler partecipare, finché un sacerdote svizzero lo illumina. «Se dovessi guardare a tutto quello che vorrei fare io, non farei mai nulla», dice a Filippo, che sente di aver dato poca possibilità a Dio di agire nella sua vita.
Va all’incontro, consapevole che potrebbe essere destinato a qualsiasi missione nel mondo, ma viene “sorteggiato” per andare a Venezia. La spinta giusta, verrebbe da dire, a cui il giovane risponde con un sì. «In quel momento il Signore mi ha donato una pace mai provata prima che, nonostante le difficoltà della vita, mi accompagna ancora oggi. Non ho alcun rimpianto, anzi. Il Signore mi dà serenità e le mie indecisioni sono sparite».

Marta Gasparon

The post Don Filippo Malachin sabato 3 sarà ordinato sacerdote. «Nella Sua volontà ho trovato la vera serenità» first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Jacopo e Carmen: due studenti del Berna di Mestre finalisti alle Olimpiadi dell’astronomia, sabato 3 luglio

Gente Veneta - Gio, 01/07/2021 - 14:25

Jacopo Cavalieri e Carmen Hagiian sono in finale. Per i due ragazzi di 3B della scuola media Berna di Mestre il traguardo si avvicina. Il prossimo 3 luglio per loro sarà la giornata decisiva: parteciperanno alla finalissima nazionale delle Olimpiadi di Astronomia a Pordenone. Grande soddisfazione la loro, anche perché quest’anno sono stati 1831 i ragazzi provenienti da ogni scuola di Italia, iscritti nella categoria -Junior 1.

Jacopo Cavalieri e Carmen Hagiian, i finalisti+

In realtà ben nove studenti del Berna sono riusciti a superare il punteggio minimo per l’ammissione alla gara Interregionale, ma per regolamento solo i migliori quattro per Istituto hanno potuto partecipare.
I quattro ammessi alla gara Interregionale ( Brayton Beda, Giulia Paties Carmen Hagiian e Jacopo Cavaleri) si sono preparati seguendo un corso online gestito dall’Inaf e hanno seguito alcune lezioni tenute dalla loro professoressa di matematica Anna Vedovato.

“Se devo essere sincero non pensavo di poter riuscire a qualificarmi alle finali delle olimpiadi di astronomia di quest’anno – racconta Jacopo – certo, lo speravo, come tutti. Ricordo bene il giorno della pubblicazione dei risultati: era il 20 maggio. Nel momento in cui ci giunse la notizia di esserci qualificati, stavamo facendo un ripasso di algebra, e in un secondo il silenzio e l’attenzione della classe si trasformarono in sonori applausi. Ancora oggi, se ripenso alla fama che abbiamo avuto in quei minuti, mi torna il sorriso“.

“Da bambina ho sempre avuto una passione per l’astronomia – spiega Carmen – ma crescendo l’ho persa. Durante il mio percorso delle medie però la professoressa Vedovato è riuscita a farmi ritrovare  questa passione e così un giorno ho deciso di partecipare alle Olimpiadi non pensando di raggiungere questi risultati. Non credevo che il mio impegno sarebbe stato premiato”. (F.Z.)

The post Jacopo e Carmen: due studenti del Berna di Mestre finalisti alle Olimpiadi dell’astronomia, sabato 3 luglio first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Il meteorologo: «Non sarà un’estate torrida»

Gente Veneta - Gio, 01/07/2021 - 13:51

Tutto è cominciato con una primavera con temperature nella media, con un marzo e una prima parte di aprile in cui non è piovuto. Non c’è dunque da stupirsi che dalla sua seconda metà, maggio compreso, di acqua dal cielo ne sia scesa parecchia, quasi a colmare il deficit idrico accumulato. Ed anche a livello di temperature – non elevate – si può dire che la primavera abbia fatto il suo dovere.

«Tanto che a fine maggio siamo arrivati sulle Dolomiti con dei cumuli di neve notevoli che non si vedevano da tempo», illustra il meteorologo e presidente di “Meteo in Veneto”, Marco Rabito, chiarendo come il cambio di passo si sia verificato a giugno. È vero, dalla sua seconda settimana il caldo in Veneto ha cominciato a picchiare, tuttavia senza raggiungere quelle temperature da record – 38 gradi in molte località di pianura – registrate il giorno 27 del 2019. «Quest’anno ci siamo assestati fra i 33 e 35 gradi: valori leggermente sopra la media che però non possono essere ritenuti eccezionali. Cos’è stato rilevante finora? La lunga durata dell’ondata di caldo cui abbiamo assistito. Poche le piogge, tanto che stiamo soffrendo la siccità (l’agricoltura continua ad essere irrigata abbondantemente). Se nella prima parte del mese è intervenuto un contributo oceanico, con caldo accettabile, dalla scorsa settimana è arrivato il caldo africano». Dunque con un clima prevalentemente afoso (e in laguna ancora di più) che di norma porta – contrariamente al caldo secco – ad un disagio fisico più elevato. «Che ci lancia dei segnali, portando ad idratarci di continuo. Mentre col caldo secco è più difficile difendersi poiché il nostro corpo lo segnala meno».

Cosa succederà nei prossimi giorni? «Il nostro territorio – illustra Rabito – sarà interessato da un flusso oceanico caratterizzato da una massa d’aria meno calda e a tratti instabile. Possiamo attenderci alcune giornate con instabilità, perlopiù a sviluppo pomeridiano e da un calo generalizzato delle temperature, con valori massimi diurni che torneranno sulle medie tipiche del periodo. Si tratterà di instabilità di tipo temporalesco, pertanto non omogenea sul territorio». Insomma, si potrebbero osservare su alcune zone intensi nubifragi – considerando l’energia accumulata sotto forma di calore e umidità, saranno possibili forti precipitazioni localizzate in aree ridotte, raffiche di vento e grandine – mentre in altre assenza totale di fenomeni. Ecco la buona notizia: possiamo considerare terminata l’ondata di calore che ha coinvolto giugno. «Ma dalla seconda metà della prossima settimana è probabile un nuovo aumento delle temperature, che torneranno su valori superiori alle medie, in un contesto di rinnovata stabilità». Per prepararsi al meglio ai mesi estivi, Rabito dispensa alcuni consigli: aver cura della nostra pelle usando, soprattutto sotto i 20 anni, la protezione solare quando ci si espone al sole.

I cui effetti, non immediati, non vanno sottovalutati. È importante poi tenere sempre un occhio rivolto al cielo per mettere al riparo quanto possibile quando le nubi iniziano ad accumularsi; e, prima d’intraprendere un’escursione, specialmente se impegnativa come nel caso di una ferrata in montagna, è bene controllare sempre le previsioni meteo. «Preferendo la mattina e le prime ore del pomeriggio, poiché i temporali tendono a svilupparsi dalla metà di quest’ultimo. Cosa aspettarsi nei prossimi mesi? Bisogna chiamare in causa climatologia e statistica: i trend ci dicono che le temperature mediamente stanno aumentando, dunque l’attesa è per un’estate più calda della norma, con episodi temporaleschi minori ma più intensi». Non manca infine un commento alla qualità dell’aria degli ultimi tempi. «La necessità di ridurre le polveri sottili c’è, ma rispetto al 2007 gli sforamenti in Veneto sono un terzo. Certo, la Pianura Padana consente per sua conformazione un determinato limite di miglioramento, ma di segnali positivi ce ne sono».
Marta Gasparon

The post Il meteorologo: «Non sarà un’estate torrida» first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Mestre, Itis “Zuccante”: un dipinto murale per ricordare Nicholas. Lunedì 5 luglio l’inaugurazione

Gente Veneta - Mer, 30/06/2021 - 14:27

«La sera del 1° dicembre 2020 Nicholas è rimasto coinvolto in un tragico incidente in motorino. Aveva da poco compiuto 17 anni. L’11 dicembre in tanti ci siamo raccolti, insieme alla famiglia, per l’estremo saluto, nella chiesa della Parrocchia di Maria Immacolata e San Vigilio in Zelarino». Lo ricorda Marco Macciantelli, preside dell’Istituto tecnico “Carlo Zuccante” di Mestre.

Da allora l’ITIS “Carlo Zuccante” ha accompagnato i compagni di classe di Nicholas, la IV AA, insieme ai rappresentanti degli studenti in Consiglio di Istituto, nell’immaginare un modo degno per ricordare Nicholas.

E’ emersa l’idea di dedicargli un dipinto murale e la proposta è stata approvata dagli organi collegiali, dal Consiglio di Istituto il 18 dicembre 2020 e dal Collegio dei docenti il 7 gennaio 2021.

«Com’è noto – riprende il preside – il Ministero dell’Istruzione ha promosso un Piano Estate 2021. Tra le iniziative intraprese dall’ITIS “Carlo Zuccante” anche il murale in ricordo di Nicholas. Al progetto hanno collaborato gli studenti della IV AA, la professoressa Claudia Serantoni, la professoressa Nunzia Marra, responsabile dell’Ufficio Tecnico, la vicepreside Tiziana Carotenuto, la Professoressa Antonella Argentile, che ha seguito il lavoro anche per le sue competenze tecniche, in quanto docente di Disegno e Storia dell’arte».

Lo scoprimento del murale in ricordo di Nicholas, nel pieno rispetto delle precauzioni anti-Covid, avverrà all’aperto, nell’area prospiciente l’ingresso della sede centrale dell’ITIS “Carlo Zuccante”, in via Astorre Baglioni n. 22 a Mestre, alla presenza della famiglia, lunedì 5 luglio, alle ore 13.

The post Mestre, Itis “Zuccante”: un dipinto murale per ricordare Nicholas. Lunedì 5 luglio l’inaugurazione first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Cavallino-Treporti: il Comune premia 31 diplomati, ricordando Iris Barbaro

Gente Veneta - Mer, 30/06/2021 - 13:17

Cavallino-Treporti, il Comune premia 31 diplomati.

XIII edizione per il progetto “Cultura del Territorio e Territorio della Cultura”, l’iniziativa dedicata alla memoria dell’insegnante Iris Barbaro, che premia gli studenti più meritevoli che hanno concluso il termine del primo ciclo d’istruzione.

L’amministrazione comunale di Cavallino-Treporti, assieme ai docenti della scuola, i rappresentanti della banca “Intesa San Paolo”, del Laboratorio Giovani e dell’associazione “Ci siamo anche noi”, nel pomeriggio di ieri, ha riconosciuto l’impegno scolastico a 31 studenti di terza media della Vittore Carpaccio.

I neodiplomati, licenziati con votazione di 9, 10 e 10 con lode, sono stati premiati con una borsa di studio che il Comune ha messo a disposizione per un importo complessivo di 4.350,00 euro.

Un anno scolastico, quello del 2020/2021 che, pur nelle difficoltà della pandemia, ha registrato il massimo dei voti per 31 alunni su 86 diplomati, ovvero un terzo degli studenti delle quattro sezioni dell’istituto di Ca’ Savio.

«Siamo orgogliosi di consegnare questo riconoscimento ai ragazzi che si sono particolarmente contraddistinti quest’anno attraverso il contributo della borsa di studio. Un riconoscimento che sia da stimolo per continuare a studiare con profitto e appagamento personale e raggiungere così il proprio successo. Investire nello studio, sulla formazione e sulla cultura permette di favorire la crescita della collettività – dice l’assessore alla scuola Lisa Targhetta che con la sindaco Roberta Nesto e l’assessore alla cultura Alberto Ballarin erano presenti alla cerimonia -. Questa iniziativa vuole essere un incoraggiamento ad investire nella formazione personale, a mettere un tassello nel percorso futuro. Ma investire sui giovani non è solo competenza della scuola ma è anche il punto di partenza della buona politica: stiamo portando avanti un percorso con diverse iniziative anche in collaborazione con il Laboratorio Giovani e le associazioni con attività invernali e attività estive, e stiamo mettendo, attraverso opere ed interventi, le basi per un futuro ricco di opportunità».

The post Cavallino-Treporti: il Comune premia 31 diplomati, ricordando Iris Barbaro first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Dese, camposcuola covid free: al centro la sfida della gioia

Gente Veneta - Mar, 29/06/2021 - 15:47

La gioia, specie in questo tempo di pandemia, è un tema essenziale oltre che una sfida. Lo affrontano ragazze e ragazzi delle superiori della parrocchia di Dese, che hanno appena dato il via ad un mini campo scuola di quattro giorni a Lavarone.

Un campo scuola, oltretutto, certamente covid free. Tutti i partecipanti, infatti, prima di partire si sono sottoposti a tampone e – tutti negativi – hanno creato la “bolla”, l’ambiente di persone libere dal Coronavirus, che perciò possono stare assieme senza portare la mascherina.

The post Dese, camposcuola covid free: al centro la sfida della gioia first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Prende la bici del bike sharing a Mestre e la abbandona in calle a Venezia: ricercato

Gente Veneta - Mar, 29/06/2021 - 13:54

Prende a noleggio a Mestre una bicicletta del bike sharing, arriva a Venezia e la abbandona nella zona di San Simeon Piccolo.

La Polizia locale sta cercando l’autore della bravata e prosegue così le attività di controllo per la tutela del decoro urbano.

Dopo le attività di controllo portate avanti per il rispetto delle ordinanze anti-assembramento degli scorsi week-end, prosegue da parte della Polizia locale il lavoro per la tutela del decoro urbano e del monitoraggio dei flussi turistici, grazie anche al supporto dai dati raccolti attraverso gli strumenti d’analisi della Smart control room del Tronchetto.

Gli agenti, impegnati insieme ai Guardians, in queste ore hanno sanzionato altri comportamenti non in linea con la tutela del decoro cittadino. In particolare, un uomo è stato multato per 450 euro e ha ricevuto un daspo di 48 ore perché, nella nottata tra lunedì 28 e martedì 29 giugno, si è gettato in acqua nel canale vicino a San Simeon Piccolo. Sempre nella giornata di ieri, gli agenti hanno fermato in zona Accademia due turisti che passavano con il loro kayak in Canal Grande, violando l’ordinanza dirigenziale sul traffico acqueo.

Nella mattinata di oggi altre sanzioni per due persone che guidavano le loro bici in centro storico, a Venezia, tra la gente.

The post Prende la bici del bike sharing a Mestre e la abbandona in calle a Venezia: ricercato first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Veritas: barca elettrica itinerante per i piccoli rifiuti pericolosi

Gente Veneta - Mar, 29/06/2021 - 13:09

Contenitori di olio da cucina, barattoli di vernice vuoti, pile esauste, piccoli elettrodomestici, lampadine e led: sono questi i rifiuti urbani pericolosi che, a partire da lunedì 5 luglio, potranno essere conferiti nella nuova barca elettrica messa a disposizione da Veritas per questo nuovo servizio itinerante.

«Un miniecocentro», lo definisce l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin, spiegando come un servizio analogo sia già attivo e consolidato a Mestre: «La vera novità – ha aggiunto – è che utilizzeremo una barca elettrica». Il servizio sarà attivo dal lunedì al sabato, con questo calendario: lunedì Murano: ore 14-16 Campo Santo Stefano – Rio dei Vetrai; 16.30-18.30 Convento – Fondamenta San Sebastiano. Martedì Cannaregio: 14-16 Campo Santi Apostoli; 16.30-18.30 Fondamenta Venier/Savorgnan. Mercoledì Castello: 14-16 Campo Santi Giovanni e Paolo; 16.30-18.30 Fondamenta della Tana. Giovedì Dorsoduro: 14-16 Campo San Pantalon; 16.30-18.30 Fondamenta dell’Arzere. Venerdì San Marco: 14-16 Calle de l’Aquila nera; 16.30-18.30 San Samuele. Sabato Cannaregio: 14-16 Fondamenta Cannaregio; 16.30-18.30 Fondamenta Ormesini.

Un’altra novità che prenderà il via sempre il 5 luglio e che riguarda la raccolta differenziata, sarà il posizionamento di cestini per la raccolta di vetro, plastica e lattina in centro storico: «Nel mese di maggio abbiamo posizionato in forma sperimentale al Lido 30 cestini dedicati alla raccolta di vetro, plastica e lattine. Vogliamo ora proporli anche in centro storico, nella città antica. I cestini saranno posizionati lungo un percorso che va dalla Stazione a Campo San Bortolomio. La loro forma è stata avallata dalla sovrintendenza, nel rispetto delle norme sull’arredo urbano».

The post Veritas: barca elettrica itinerante per i piccoli rifiuti pericolosi first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Stop ai treni tra Venezia e Mestre da sabato alle 10 di domenica 4: si instlla il nuovo super computer di controllo

Gente Veneta - Lun, 28/06/2021 - 18:07

Sarà operativo da domenica 4 luglio, a Venezia, un nuovo sistema computerizzato per gestire la circolazione dei treni, nel nodo ferroviario del capoluogo, direttamente da un unico Posto Centrale situato a Mestre

Per permettere l’attivazione dell’apparato, dalle ore 00.00 di sabato 3 luglio alle ore 10.00 di domenica 4 luglio, la circolazione dei treni tra le stazioni di Venezia Santa Lucia e Venezia Mestre sarà interrotta.

Per i circa 700 i treni interessati dai provvedimenti verrà attivato un servizio navetta sostitutivo bus/vaporetto tra San Giuliano e Venezia Santa Lucia e viceversa. Opportune comunicazioni al riguardo saranno diffuse a cura anche delle Imprese di trasporto e da RFI nelle stazioni di Venezia e in quelle di partenza dei treni diretti nel capoluogo lagunare.

L’intervento prevedrà l’impiego di circa 250 persone (fra personale RFI, Italferr e altre imprese) impegnate a completare i lavori e procedere all’attivazione di un sistema che ha comportato l’installazione di oltre 1.100 km di nuovi cavi complessivi, posati all’interno di 40 nuovi km di cavidotti, e 90 nuovi segnali luminosi per un totale di 190 gruppi ottici led e 170 circuiti di binario rinnovati.

L’investimento economico di questa prima fase, che prevede anche la successiva messa in opera di una nuova Sotto Stazione Elettrica, ammonta complessivamente a 80 milioni di euro.

 

Dopo 40 anni il vecchio impianto elettromeccanico lascerà quindi il posto a questo sistema computerizzato, il primo di questo tipo nella Regione Veneto, finalizzato ad elevare l’efficienza in sicurezza della circolazione, senza più la necessità di avere il presidio di un capostazione a Venezia Santa Lucia, che sarà presente invece nel centro di comando e controllo di Mestre, da dove si regola la circolazione ferroviaria in tutto il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

The post Stop ai treni tra Venezia e Mestre da sabato alle 10 di domenica 4: si instlla il nuovo super computer di controllo first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

SS. Trinità a Mestre, festa per i 40 anni di ordinazione di don Fabio Longoni

Gente Veneta - Lun, 28/06/2021 - 14:01

Domenica 27 giugno, nella parrocchia della SS. Trinità a Mestre, il parroco don Fabio Longoni ha festeggiato il 40° anniversario di vita sacerdotale durante la celebrazione della S. Messa delle 10.45.
Presenti rappresentanze delle varie parrocchie dove don Fabio ha svolto il suo ministero: Zelarino, San Paolo di Mestre, Carpenedo.

Don Fabio, nel ripensare ai suoi 40 anni di sacerdozio, ha sottolineato come sia fondamenta fare come Gesù, cioè guardare sempre al bene delle persone che ti vengono affidate come pastore e guida. Il bene di coloro che ti sono affidati viene prima di ogni cosa e per questo bene più grande vale la pena dare la propria vita. (L.R.)

The post SS. Trinità a Mestre, festa per i 40 anni di ordinazione di don Fabio Longoni first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Passaggio di testimone a GV: il ringraziamento a don Sandro Vigani e le nuove nomine. Don Marco Zane direttore responsabile, don Roberto Donadoni direttore editoriale

Gente Veneta - Ven, 25/06/2021 - 15:25

Nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 25 giugno, è stato annunciato alla redazione e allo staff il passaggio di testimone tra don Sandro Vigani e i nuovi direttori del settimanale diocesano. A comunicare gli avvicendamenti è stato il dott. Fabio Sacco, Presidente della società editrice CID srl, e don Fabrizio Favaro, vicario episcopale per gli Affari Economici, incontrando i dipendenti presso la sede degli uffici redazionali a Venezia, nel Palazzo del Seminario alla Salute.

Già nel corso dell’assemblea del socio unico tenutasi lo scorso 22 maggio, dopo l’approvazione del bilancio 2020, era stato possibile individuare delle persone a cui affidare la direzione, incontrando un desiderio più volte espresso da don Sandro.

Il Patriarca Francesco ha incontrato don Sandro nel mattino di oggi, 25 giugno, ringraziandolo per il lungo servizio alla Diocesi nel settore della comunicazione ed informandolo della decisione di persona, attendendo il suo rientro dopo un periodo di riposo.

In una lettera, consegnatagli nel corso del dialogo, il Patriarca ha voluto meglio esprimere il suo apprezzamento: “Caro don Sandro, desidero ringraziarti di vero cuore per il tuo servizio ventennale a Gente Veneta, un tempo non certo breve, in cui ti sei speso con passione in un ambito impegnativo della pastorale della comunicazione e della cultura. Al mio personale ringraziamento e a quello della diocesi si unisce quello dei lettori, dei collaboratori e dei diffusori diocesani. Scrivere ma, soprattutto dirigere un giornale non è compito facile e richiede, oltre la dovuta preparazione culturale, dedizione e impegno”.

A don Sandro succederà come direttore responsabile don Marco Zane, che da quasi tre anni collabora stabilmente con la redazione di Gente Veneta. In sinergia con lui opererà don Roberto Donadoni come direttore editoriale, attualmente anche direttore editoriale della Casa Editrice “Studium”.

 

The post Passaggio di testimone a GV: il ringraziamento a don Sandro Vigani e le nuove nomine. Don Marco Zane direttore responsabile, don Roberto Donadoni direttore editoriale first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Sant’Antonio, concluso davanti a 6mila persone il pellegrinaggio della reliquia. Il Patriarca: Antonio esempio e forza per la vita di oggi

Gente Veneta - Dom, 20/06/2021 - 21:38

L’uomo nuovo nel Vangelo, come S. Antonio indica con la sua santità, «è l’uomo della carità, ma è anche l’uomo che mette insieme fede e cultura, teologia e intelligenza, azione concreta e, quindi, proposta di rinnovamento per la vita sociale, politica, giuridica, economica».

Il Patriarca Francesco elenca i tanti ambiti in cui il cristiano ha la possibilità di declinare concretamente la bontà e la bellezza del Vangelo. Proprio come ha fatto, otto secoli fa, Antonio, di una cui reliquia domenica 20 giugno è terminato il pellegrinaggio. Un pellegrinaggio avviato domenica scorsa, quando la reliquia è uscita dalla sede – la basilica della Salute a Venezia – in cui è custodita da tre secoli e mezzo, per essere portata nella basilica padovana che proprio al santo portoghese è dedicata.

Oggi, domenica 20, il reliquiario con il suo prezioso contenuto è tornato a Venezia, dopo essere stato accompagnato lungo il viaggio da un corteo di barche sul Brenta e da un altro corteo acqueo sul Canal Grande.

Si è calcolato che circa 6mila persone abbiamo seguito dal vero e di persona le varie fasi della “peregrinatio”.

Antonio – ricorda il Patriarca – riflette l’immagine dell’uomo nuovo reso tale dall’incontro con Cristo: «Egli fu, per il suo tempo, autentico Vangelo “vivente” e fu proclamato “Dottore evangelico” perché il Vangelo fu il suo continuo e, possiamo dire, unico riferimento, non solo nella predicazione ma anche nella sua vita quotidiana».

E avere la Buona Novella come continuo punto di riferimento significa «venire trasformati e plasmati da Cristo anche nell’intelligenza e nella cultura. L’uomo nuovo, in questo senso, vive di carità a 360°, in ogni contesto dell’umana esistenza».

L’esempio di Antonio è luminoso, proprio perciò, su più versanti. Per esempio, ricorda mons. Moraglia, fu fiero avversario dell’usura.

Fu proprio il Santo, infatti, «ad indicare un nuovo modo di considerare la giustizia ripensando i meccanismi del credito e il rapporto fra creditori, debitori e istituzioni. Nel 1231, a Padova, riuscì a far modificare la legge sui debiti e – come raccontano le cronache – il Podestà stabilì che per il debitore insolvente senza dolo, una volta ceduti i propri beni, non ci fosse più prigione o esilio. Antonio – l’uomo nuovo, la creatura nuova in Cristo – ha cioè saputo rendere anche umanamente più giuste le questioni legislative e giuridiche, entrando nel contesto culturale e sociale facendolo evolvere in meglio».

In questa direzione si manifesta tutto il significato della peregrinatio di Antonio per i territori e le vie d’acqua tra Venezia e Padova: «Attraverso l’incontro con le differenti vicende umane – afferma ancora il Patriarca Francesco – ha testimoniato il desiderio che la novità e santità di Antonio diventino nostre oggi, e si diffondano in questi territori rilasciando semi e frutti di grazia, di bene, di vita nuova e di un futuro carico di speranza. Il nostro pellegrinare, sulla scia di Antonio, ci ha indicato che il Vangelo è forza per le persone, il popolo, la società e può aiutare a risolvere situazioni complesse e delicate che ci attanagliano anche oggi». (G.M.)

The post Sant’Antonio, concluso davanti a 6mila persone il pellegrinaggio della reliquia. Il Patriarca: Antonio esempio e forza per la vita di oggi first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Le chiese di Venezia, maestre dei ragazzi per un anno intero: un’esperienza di catechismo a San Giuseppe di Mestre

Gente Veneta - Dom, 20/06/2021 - 07:47

Un anno di catechismo certamente differente dagli altri. Non per il lockdown, né per le limitazioni imposte dal Covid: giornate insieme, visite nelle principali chiese di Venezia, persino una recita finale con testi scritti dai ragazzi, il catechismo di prima media della parrocchia di San Giuseppe di Mestre è stato quest’anno davvero speciale per ragazzi pronti a fare, delle proprie vite, una splendida “cattedrale”.

Non un incontro perso, non uno zoom, visto che ogni ora di catechismo si è tenuta in presenza: «Abbiamo avuto una grande sala parrocchiale a disposizione per stare ben distanziati, le mascherine, il gel, e soprattutto un sacerdote come don Natalino Bonazza che mi ha chiesto di portare avanti questo compito in modo innovativo e dei genitori che ci hanno affidato i loro figli con disponibilità e con fiducia. Così non abbiamo saltato un incontro. Nemmeno a costo di ritrovarci, durante il lockdown, all’esterno in un parco».

Parola di Gabriella Chiellino, imprenditrice, esponente di numerose associazioni nell’ambito della sostenibilità e dell’imprenditoria femminile e, da settembre 2020, anche catechista.
Anche i colleghi manager in azienda, da settembre in poi ogni venerdì sera, hanno dovuto attendere e rimandare chiamate e riunioni, per via di quell’appuntamento inderogabile che l’imprenditrice ha portato avanti per tutto l’anno con “risorse preziose” tra gli undici e i dodici anni.

«Quest’anno i tempi degli spostamenti e dei viaggi per me si sono ridotti, la classe di mia figlia non trovava una catechista e allora, insieme a mio marito Paolo Verardo, abbiamo deciso di accettare la sfida. Se qualcosa va fatto, però, allora va fatto bene. La mia filosofia in questo caso non fa eccezione. Ed è stata un’esperienza bellissima, la più bella esperienza gratuita che mi sia capitata negli ultimi anni».

E’ stato così che, racconta Gabriella Chiellino, una quindicina di ragazzi di prima media ha potuto affrontare il programma dell’anno, prima a partire dall’itinerario di iniziazione cristiana “Sto costruendo una cattedrale” messo a punto dalla Diocesi di Treviso, poi imparandolo “sul campo” a partire dalle architetture e dall’arte delle chiese veneziane. La Basilica di San Marco e i suoi mosaici raccontati dai suoi custodi, l’antica basilica dei SS. Maria e Donato di Murano con don Luca Biancafior dove farsi raccontare in quaresima la Via Crucis in vetro di Marco Toso Borella, la Basilica di San Giovanni e Paolo dove a guidare i ragazzi è intervenuto il priore padre Michele Scarso.

«Li ringrazio tutti di cuore. E pensare che alcuni ragazzini di Mestre non erano mai entrati a San Marco. Dovremmo fare molto di più per usufruire della bellezza che abbiamo qui vicino. I ragazzi hanno imparato le parabole della vita di Gesù dall’arte, e poi hanno giocato a calcio con noi nei campielli, riappropriandosi di Venezia», continua la catechista. «Al termine dell’anno abbiamo messo in scena quanto abbiamo imparato. I ragazzi hanno scritto i testi, io glieli ho corretti e poi li abbiamo portati sul palco. Con pazienza e rispettando tutte le norme, siamo riusciti a fare anche questo».

Altro che disaffezione dei giovani verso le comunità. In un anno in cui la scuola stessa ha dovuto in molti casi ridurre le occasioni di scambio, di laboratorio e di approfondimento, la parrocchia di San Giuseppe non ci ha rinunciato. “Ad un certo punto i ragazzi hanno chiesto se potevamo raddoppiare l’ora di catechismo, ma due erano troppe…. Siamo scesi a patti e abbiamo allungato gli incontri ad un’ora e trenta minuti” racconta Chiellino.

Dall’anno prossimo, la sfida riprende. Questa volta con uno sguardo ai genitori: “Nulla può prescindere dal loro coinvolgimento. L’idea del percorso mira proprio a fare in modo che i ragazzi facciano della loro vita una cattedrale, qualcosa di bello, magnifico e grande, sull’esempio della vita di Gesù”.

Maria Paola Scaramuzza

The post Le chiese di Venezia, maestre dei ragazzi per un anno intero: un’esperienza di catechismo a San Giuseppe di Mestre first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Il Gps identifica chi non è stato vaccinato. L’Ulss 3: mappe digitali perché nessuno resti senza possibilità di vaccinarsi

Gente Veneta - Sab, 19/06/2021 - 15:37

Anche una mappatura digitale del territorio guida l’Ulss 3 alla ricerca delle sacche di “ritrosia” verso la vaccinazione. “Poiché non vogliamo lasciare davvero nessuno senza una possibilità di vaccinarsi – spiega il Direttore Generale Edgardo Contato – stiamo utilizzando in queste settimane anche il sistema di geolocalizzazione messo a punto dai nostri tecnici. La nostra mappatura digitale, realizzata alcuni mesi fa con l’obiettivo di tracciare le persone positive sul territorio, oggi ci permette di localizzare ogni singolo soggetto che non è ancora stato vaccinato”.

“Nel rispetto della privacy di ogni singolo utente – spiega il Direttore Contato – questo sistema permette alla nostra organizzazione di individuare le aree in cui sono presenti più persone a cui è possibile e necessario proporre nuovamente il vaccino. È un’informazione interessante, che ci permette ad esempio di concentrare in quell’area iniziative particolari, quali ad esempio la presenza del camper vaccinale, o del vaporetto vaccinale. Siamo in grado ovviamente di mappare così il nostro territorio anche per fasce d’età: possiamo quindi programmare al meglio, nei luoghi in cui c’è più necessità e ci sono più margini per ulteriori risultati, anche quelle iniziative in cui si fa uso di un particolare vaccino, o rivolte ad utenti di una specifica fascia di età”.

La mappa che identifica e geolocalizza ogni singolo utente non vaccinato permette anche all’Ulss 3 Serenissima di aiutare i singoli Medici di famiglia: “Siamo in grado di vedere area per area, utente per utente – spiega il Direttore Contato – e di fornire ai Medici di Medicina Generale, come abbiamo fatto fin qui, le indicazioni utili alla loro ricerca dei loro assistiti che non sono stati raggiunti dalla vaccinazione. Resta salva la libera volontà della persona che non intenda vaccinarsi, ma tutti devono ricevere la proposta, l’informazione, l’opportunità per farlo”.

La strumentazione sviluppata dall’Ulss 3 Serenissima consente all’Azienda sanitaria un’analisi georeferenziata dei dati relativi ai soggetti coinvolti nel contrasto al virus. “La nostra Azienda sanitaria – spiega il responsabile della Gestione Dati dell’Ulss 3, il dottor Domenico Bagnara – è in grado di monitorare i soggetti risultati positivi, i loro contatti stretti cui è prescritta la misura contumaciale della quarantena, e ora le persone che non sono state vaccinate. Le informazioni sono rappresentate su mappe geografiche, con la possibilità di approfondire l’analisi fino ad un livello di dettaglio equivalente a quello dello stradario”.
Lo strumento di mappatura e visualizzazione è impiegato anche per la realizzazione di tutte le analisi necessarie al contrasto al contagio: ad esempio la rappresentazione dei vari indicatori nei valori assoluti, nelle loro serie storiche, in percentuale sui residenti, con la possibilità dunque di esplorare il grado di distribuzione territoriale del fenomeno con analisi comparative consistenti.

The post Il Gps identifica chi non è stato vaccinato. L’Ulss 3: mappe digitali perché nessuno resti senza possibilità di vaccinarsi first appeared on Gente Veneta.

Categorie: Notizie

Pagine