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Scout, la Comunità capi di Mira: il discernimento passa per fede e politica

Gente Veneta - Dom, 10/06/2018 - 23:55

In ogni cammino c’è una strada da percorrere, ma quando nelle Comunità Capi le idee e le esigenze sono diverse, è bene anche provare ad assecondarle.
Così nasce la nostra breve route di Comunità Capi, con tre percorsi diversi, tre esperienze diverse, che ci hanno portato a fare discernimento a partire dal cardine delle nostre tre scelte: fede, scout e politica.
Abbiamo incontrato nel nostro cammino testimonianze semplici ed efficaci, come quelle di Luisa, suor Paola e don Gianluca che ci hanno stimolato, messo al lavoro e anche messo in difficoltà. In positiva difficoltà.
Dopo questi incontri, avendo lo zaino pieno di emozioni, abbiamo messo in comune quello che avevamo ritrovandoci insieme in una veglia.
Non è stato facile, perché le esperienze sono state diverse e le emozioni di un viaggio non si riassumono in pochi minuti. Poi il ritorno a casa, nella nostra sede, dove ogni settimana si progetta per dare ai nostri ragazzi un po’ di quello che abbiamo vissuto. Mettersi in cammino non è mai scontato ma dona speranza». (La Comunità Capi Mira 1)

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Scout, la Comunità capi di Quarto d’Altino: al centro il discernimento

Gente Veneta - Dom, 10/06/2018 - 22:50

«Il nostro cammino sul Discernimento è iniziato nel mese di Aprile anticipato da una prima lettura del documento Agesci “Discernimento un cammino di libertà”, ma ci era sembrato un argomento complesso e intricato.
Abbiamo trovato un valido aiuto in un nostro parrocchiano, esperto di studi ignaziani, che ci ha proposto una attività serale facendoci vedere che in parecchi punti presenti nel metodo scout, come i regolamenti di Branca, la Legge e la Promessa Scout, il discernimento trova già applicazioni pratiche.
L’uscita scout di Comunità Capi che abbiamo fatto poi ci ha permesso, inoltre, di confrontarci prima di tutto sul piano delle relazioni costruttive tra adulti e sul modo personale con cui noi Capi scout possiamo imparare a discernere anche nella vita quotidiana, riflettendo anche sul nostro passato, su cosa ci ha spinto a diventare educatori scout e se le motivazioni di allora continuano a fare parte del nostro modo di fare servizio o sono cambiate. Sentiamo che il percorso che abbiamo iniziato è tutto da costruire. È una sfida che richiede impegno. Abbiamo bisogno di imparare a discernere il sentiero che il Signore ha pensato per ognuno di noi». (La Comunità Capi Agesci Quarto d’Altino 1)

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Scout, la Comunità capi di Marghera: «Un tempo per camminare con San Paolo»

Gente Veneta - Dom, 10/06/2018 - 22:28

«Il cammino ha avuto inizio fin da ottobre, con la catechesi ragionata su San Paolo e con il confronto sul documento nazionale. Con l’aiuto di fra Roberto, assistente di gruppo, si è fatto il primo passo riscoprendo assieme i vari momenti della chiamata di ciascuno di noi: dalla vita in parrocchia fin da piccoli, alle esperienze personali che ci hanno segnati come cristiani e come educatori Agesci, utilizzando una serie di immagini, delle fotografie, che si sono succedute una all’altra mettendo in luce così la centralità di alcuni momenti di crescita nella fede di ciascuno di noi. Un secondo momento è stato organizzato con don Massimo Cadamuro, assistente del gruppo Agesci di Campalto. Due momenti di riflessione per acquisire stimoli e voglia di ricerca nelle pagine del Vangelo e accompagnati dalla parola di Paolo. Abbiamo riscoperto figure come quelle dei monaci di Tibhirine attraverso le immagini del film “Uomini di Dio”, abbiamo scelto di dedicare l’inizio delle nostre riunioni di comunità capi alle parole di papa Francesco, e ci siamo dedicati nel mese di marzo un weekend tutto per noi, lasciando da parte le attività con i ragazzi, proprio per approfondire e dedicare del tempo a questa crescita personale e comunitaria». (Comunità capi di Marghera)

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Venezia, restaurato il capitello: torna tra le calli il Cristo mutilato

Gente Veneta - Dom, 10/06/2018 - 21:47

Sembra una devozione ormai scomparsa, ma l’ultimo capitello veneziano e stato aggiunto questo sabato 26 maggio, in calle Correr, un ramo di calle Emo, dietro alla chiesa di San Leonardo, a Cannaregio.

Don Stefano Costantini, parroco di Sant’Alvise e San Marcuola, ha benedetto l’immagine alla presenza di un piccolo gruppo di abitanti della zona, tra cui il fotografo Luigi Ferrigno, di Valentino Cunego, restauratore di Bassano, e di Alberto Alberti, presidente dell’associazione “Masegni e Nissioeti,” promotore dell’iniziativa: «Abbiamo seguito le regole e chiesto il permesso. Ringraziamo la dottoressa Basso e dottor Valenti degli uffici della sovrintendenza».

Un bellissimo Cristo. Cioè un povero Cristo, mutilato di braccia e gambe, forse del 1400, ma Pietro Fabbian e Fiorenzo Cuman lo datano al 1800. Nel loro libro intitolato “Capiteli di Venezia” del 1988, i due autori segnalano la piccola scultura. E sottolineano: “È molto malandato”. E per quanto riguarda l’edicola lignea: “Occorre sostituirla”.

Questo esattamente trent’anni fa. I tempi di Venezia. Basta guardarlo da vicino questo Cristo: ha un’espressione rassegnata, il volto timidamente girato, quasi a non voler guardare lo scempio di cui è stato fatto oggetto. Una preziosa occasione di meditazione, posta lì sulla via. Ispira pietà, anche in chi non crede. Fortemente simbolico, in una Venezia violentata.

E c’è chi ha visto in esso l’immagine della famosa preghiera, “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare oggi il suo lavoro. Cristo non ha piedi…”. Forse, dice Alberto Alberti, gliela appenderanno vicino.

I fautori Valentino Cunego, restauratore di professione che viene a Bassano a Venezia ogni settimana, ha rifatto il capitello in pino canadese con finitura a olio di lino cotto. «Per me il restauro significa rinascita», dice. «Penso sempre al recupero della passione e della fede di chi ha formato questi oggetti a suo tempo. Questo Cristo mi stava a cuore da tempo». Il presidente Alberto Alberti aggiunge: «Abbiamo pensato al valore di un oggetto artistico, ma anche alla sua valenza spirituale che per noi si aggancia al rispetto. I capitelli servivano in passato anche ad allontanare gesti di criminalità, soprattutto negli angoli bui e nei sottoportici».

L’associazione “Masegni e Nissioeti” si è imposta all’attenzione della città negli ultimi anni per le azioni dimostrative a difesa del decoro urbano, come pulizia di muri, ridipinture di pozzi, fontane e saracinesche o l’eliminazione dei lucchetti dai ponti.

I soci vengono guardati con ammirazione ma anche con un po’ di sufficienza: si sa, a ripulire un muro ci si mettono tre ore, a risporcarlo solo due minuti. E se stessero solo fornendo lavagne pulite per nuovi sgorbi?

In realtà, il gruppo crede nella teoria delle finestre rotte, formulata qualche decennio fa, che osservava che una finestra rotta non fa che invitarne delle altre, mentre anche un poco di rispetto invita nuovo rispetto. Le centinaia di capitelli che i Veneziani appendevano alle vie erano proprio il segnale esterno della loro pietas e di un senso civico assorbito anche dai muri. Chissà che non se ne vedano spuntare o ripulire di nuovi. Forse il prossimo a Santa Maria Formosa, con l’aiuto della società di mutuo soccorso dei Carpentieri e Calafati.

Ilaria Serra

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Scout della zona di Mestre: una sosta per fare chiarezza sui perché del proprio impegno

Gente Veneta - Dom, 10/06/2018 - 21:27

Al termine di ogni cammino è bello ritrovarsi a raccontare l’esperienza vissuta, raccogliendo le idee, le emozioni e provando a progettare il futuro.
Questo lo sfondo all’incontro svoltosi martedì 5 giugno a Favaro, nella parrocchia di San Leopoldo, dove i capi della Zona di Mestre si sono riuniti per vivere insieme un momento conclusivo delle Route di Comunità Capi, un evento che l’Agesci nazionale ha proposto a tutti i gruppi d’Italia, dando la libertà a ciascuno di progettare come meglio intendesse lo svolgimento, partendo dalle proprie esigenze e da un tema comune: il discernimento.

La serata è stata l’occasione per ciascuna Comunità Capi di condividere la propria esperienza, di dare il proprio contributo su questo grande tema, un lavoro iniziato ad ottobre e conclusi in questi ultime settimane con le cosiddette “route”.

«Un grande contributo di emozioni forti, di persone adulte che hanno saputo compromettersi e che hanno provato, insieme, ad analizzare le sfide educative di questi tempi»: con queste parole Roberto Pavan e Anna Bardella, Responsabili della Zona di Mestre hanno sottolineato il grande sforzo al servizio educativo dei capi.

A sentire qualcuno di loro non è stato facile il tema, che ha spaventato un po’ tutti perché richiede la capacità di fermarsi, mettendosi nella condizione di ascoltare anche pareri molto diversi: temi come la trasmissione della fede, della partecipazione alla vita della Chiesa, ma anche i temi dell’identità sessuale, della convivenza, del matrimonio cristiano, hanno permesso un confronto sincero, a volte anche tra persone di età molto diverse.

Forte e coinvolgente, infine, il monito di don Lorenzo De Lazzari, Assistente ecclesiastico per la zona di Mestre, che ha stimolato i capi a «non permettere che questo cammino rimanga senza senso, ma di guardare in faccia i ragazzi e non smettere mai, per quanto difficile sia, di donare a loro gioia e speranza».

Francesco Marchiori

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Pastorale familiare, corso a Crespano: «Consentire a tutti di donarsi, senza togliere ad alcuno il diritto di vivere il Vangelo»

Gente Veneta - Dom, 10/06/2018 - 09:07

Accompagnare, discernere e integrare significa prima di tutto saper ascoltare con sguardo profondo e senza pretesa di risultati immediati.

È uno dei contenuti di fondo sottolineati nel corso triveneto per operatori di pastorale familiare in corso nel fine settimana a Crespano del Grappa, presso Casa Chiavacci.

Al corso partecipano delegazioni dalle diocesi del Triveneto; per il Patriarcato di Venezia sono presenti don Pierpaolo Dal Corso, Roberta Tossato di Favaro e i coniugi Angelo e Marina Pistilli della Favorita.

La prospettiva pastorale del trinomio accompagnare, discernere e integrare è il tema affrontato dal relatori principale, don Ivan Bettuzzi, della diocesi di Udine.

«L’obiettivo – rileva don Pierpaolo Dal Corso, facendo sintesi dei contenuti emersi – è portare a risvegliare le coscienze assopite per aiutare a prender consapevolezza della propria situazione e portare alle scelte possibili, senza sostituirsi alle coscienze».

Il che si traduce nell’essere comunità accogliente e attraente, che evangelizza non per proselitismo ma per attrazione, nel rispetto della verità.

«Noi – conclude don Dal Corso – desideriamo consentire a tutti di donarsi nel modo in cui che per ciascuno è possibile, senza togliere ad alcuno il diritto di vivere il Vangelo».

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Mira, nuovi giochi per 58mila euro nei parchi e nelle scuole

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 21:00

Nuovi giochi per 58mila euro nei parchi e nelle scuole di Mira.

Il sindaco Marco Dori fa il punto sugli interventi realizzati negli ultimi mesi. Sono infatti stati investiti 50 mila euro per l’installazione e la sistemazione dei giochi e altri 8 mila euro sono stati impiegati per la manutenzione dell’esistente.

I lavori hanno riguardato molti luoghi, tra cui:

– in via Oberdan, vicino alle scuole, è stato ricavato un campo da calcio già molto frequentato

– sono state completate le attrezzature di via Montessori e via Ciardi a Porto Menai

– è stato allestito con giostrine per i più piccoli uno spazio verde a Dogaletto, inserendone una specificamente dedicata a piccoli diversamente abili

– sono stati sistemati in modo definitivo il parco Sant’ilario di Malcontenta, i due parchi di Oriago e quello di Mira in via Gramsci, anche in quest’ultimo caso con un gioco per diversamente abili

– sono stati tolti due castelletti ed una arrampicata oramai pericolosi per la loro tenuta a Piazza Vecchia, a Marano e a Dogaletto.

– è stata realizzata una manutenzione importante con sostituzione di tavoli rotti e manutenzione dei giochi anche alle Giare, parco Curano

– manutenzione è stata realizzata al parco Naturallegra ed è stata installata una prima altalena per bambini piccoli sotto i tre anni

– alla scuola materna di Oriago, dopo anni di richieste, è stato acquistato il castello dei pirati.

«Alle volte – commenta Dori – basta poco: con due semplici porte da calcio abbiamo dato un nuovo spazio di gioco ai ragazzi di Mira. L’importante è che tutti si sentano responsabili della custodia e utilizzino questi giochi con cura senza vandalismi».

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Venezia, il decennale del Centro Servizi Zitelle dell’Ire

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 20:10

Giovedì 7 giugno, alle ore 15,30 presso il Centro Servizi Zitelle dell’Ire, che si trova a Venezia alla Giudecca in Calle Ospizio 54/s., si è festeggiato il decennale dell’apertura del Centro Servizi stesso.

«Abbiamo il dovere di garantire dei servizi a una realtà così importante» afferma il presidente Luigi Polesel. «Ci sono tante cose da migliorare e noi non ci tiriamo indietro. Per questo motivo non vogliamo farvi delle promesse irrealizzabili, ma, al contrario, vogliamo fare alcuni miglioramenti concreti per garantirvi un servizio ancora più efficiente.»

Il Centro celebra il decennale con una vera e propria festa per gli anziani, che trascorrono le loro giornate all’interno della struttura, e per i loro famigliari con musica, canti e con un’ottima merenda.

Caterina Rossi

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Almeno un centinaio i veneziani, domani, al pellegrinaggio al Santo di Padova

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 18:41

Sono un centinaio i veneziani che nel pomeriggio di sabato 9 giugno – in stretta prossimità alla grande festa del Santo (prevista il giorno 13) – parteciperanno al pellegrinaggio diocesano con il Patriarca Francesco alla basilica di Sant’Antonio, a Padova.

Con un pullman, con auto private e perfino a piedi – un gruppo partirà da Marghera, guidato da don Nandino Capovilla, e ne faranno parte anche persone senza dimora – i pellegrini veneziani si porteranno a Padova.

Il programma dell’iniziativa – che si svolge durante la tradizionale “Tredicina” in onore di sant’Antonio – prevede il trasferimento dei partecipanti nel primo pomeriggio con un pullman a Padova; il ritrovo è al Tronchetto (per i veneziani) e al Centro pastorale di Zelarino.

Alle ore 16 è già fissato nella Sala del Capitolo, situata sul lato orientale del chiostro della Magnolia, un breve momento di catechesi mentre alle ore 18 è prevista la S. Messa presieduta dal Patriarca Francesco, nella basilica del Santo, animata dal coro diocesano.

Notizie e immagini del pellegrinaggio si potranno vedere nella pagina Facebook di Gente Veneta. La Messa presieduta dal Patriarca verrà trasmessa in diretta streaming web www.santantonio.org/live-streaming e sarà in onda su Radio Oreb.

Da segnalare che il 13 giugno, festa di Sant’Antonio, le Messe alla Basilica della Salute saranno celebrate alle ore 10 (con la processione e la presenza delle IX Congregazioni del Clero) e alle ore 16 all’altare di sant’Antonio con la benedizione con la preziosa reliquia del Santo.

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Carpenedo, un nuovo murale realizzato da 270 bambini e dai loro genitori

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 18:10

Venerdì 7 giugno è stato inaugurato il nuovo murale realizzato all’interno della scuola primaria “Tintoretto” di Carpenedo.

Il lavoro ha coinvolto non solo i 270 bambini che frequentano l’istituto ed i loro docenti, ma anche molti dei loro genitori.

Tema del murale di quest’anno: “i colori della pace”.

«Sono disegni molto belli – afferma l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini – corredati con frasi profonde e importanti, che chiedono a noi adulti, di lasciarvi un mondo migliore di quello che c’è attualmente.»

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Marcon, al Valecenter una giornata dedicata alla Croce Rossa

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 17:32

Il centro commerciale Valecenter di Marcon (VE), facendo eco alla giornata Internazionale della Croce Rossa avvenuta l’8 maggio scorso, dedicherà il pomeriggio di sabato 9 giugno alle iniziative dedicate alla Comunicazione e allo Sviluppo di Croce Rossa, promosse dal Comitato di Venezia.

Dalle ore 14,30 la comunità locale e i visitatori dello shopping center potranno svolgere attività incentrate sulla prevenzione e visitare i mezzi di soccorso.

Una postazione sarà riservata al programma “Manovre di disostruzione pediatrica e adulti” per insegnare cosa fare e cosa non fare in caso di ostruzione delle vie aeree.

Per i più piccoli saranno previsti momenti ludici di “face painting”.

Per info: www.valecenter.it

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Lido di Venezia, è morto Attilio Costantini: una vita per il basket e per scelte generose

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 17:26

Era una persona buona, dal cuore d’oro, con il basket nel sangue: per lui era una passione, un motivo di vita. Improvvisamente è mancato Attilio Costantini, 66 anni, del Lido di Venezia, conosciuto come “Attila”. Oltre all’amore per la pallacanestro, e per la sua famiglia, Attila aveva un’altra caratteristica: una generosità immensa.

Era sempre in prima linea quando si trattava di aiutare gli altri, di mettere in piedi per organizzare qualche iniziativa benefica, ancor meglio se legata allo sport. La morte di Costantini è stata improvvisa, un fulmine a ciel sereno che ha sconvolto il Lido: l’altra sera sera era stato, fino a poco prima di cena, con il solito gruppo di amici, composto, in buona parte, dalle “vecchie glorie” del basket lidense. Aveva salutato tutti con il consueto sorriso. Apparentemente stava benissimo. Poi il rientro a casa, la cena con la moglie, ma un infarto lo ha stroncato, in pochi minuti, poco dopo essersi coricato. La moglie ha tentato di soccorrerlo, è stato chiamato il “118”, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Attilio, all’inizio degli anni ’70, faceva parte della squadra di basket del Lido, presieduta da Gianni De Col, che era stata capace di conquistare la promozione in Serie D. Era la squadra che riusciva a battere anche la Reyer. E Attila era un punto fermo, in campo e fuori, di quella squadra. L’impegno nella pallacanestro lo ha sempre accompagnato: faceva parte, insieme alla moglie Emanuela (pure lei ex cestista), del comitato organizzatore del Torneo dei Sestieri, che ogni estate si tiene al Lido coinvolgendo, nella sfida a canestro, l’intera città. Anche a Venezia era molto noto per aver lavorato, in portineria, negli hotel più celebri della Ciga, tra i quali Danieli ed Europa & Regina. Aveva iniziato a lavorare da giovanissimo, ancora ragazzino, negli hotel Ciga alla reception, quando aveva circa vent’anni.

L’attenzione agli altri la viveva con gesti e scelte concreti, come quella di essere donatore di sangue, iscritto all’Avis comunale di Venezia. Attilio Costantini, che abitava in via Quattro Fontane al Lido, lascia, oltre alla moglie, il figlio Claudio, con la moglie Elisabetta, e la nipote Ilaria. Gli amici stanno organizzando, in sua memoria, una raccolta fiondi,che vorrà devoluta all’Aism del Lido.

Lorenzo Mayer

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Jesolo, Giochi del Mediterraneo under 23 al via: cerimonia d’apertura venerdì 8 alle ore 19

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 16:05

Ore di vigilia, a Jesolo, per i Campionati del Mediterraneo Under 23, in programma sabato 9 e domenica 10 giugno allo stadio Armando Picchi. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli: oggi alle 19 la cerimonia d’apertura, in piazza Aurora, e la sfilata delle 25 nazioni partecipanti daranno il via ufficiale alla manifestazione che in due giorni mette in palio 42 titoli: 21 maschili e altrettanti femminili. Le gare scatteranno sabato alle 15 (fino alle 19.30) e proseguiranno domenica 10 giugno sempre a partire dalle 15. La regia dell’evento è curata dal comitato organizzatore locale guidato da Vito Vittorio, da FIDAL e dalla Città di Jesolo, con la supervisione della MAU (Mediterranean Athletics Union).

Jesolo è già azzurra. Numerosa e agguerrita, la squadra azzurra che parteciperà alla terza edizione dei Campionati del Mediterraneo Under 23 è composta da 80 atleti (40 uomini e 40 donne), nati tra il 1996 e il 2000. Le convocazioni sono firmate dal Direttore Tecnico allo Sviluppo Stefano Baldini, il campione olimpico di maratona di Atene 2004, coadiuvato come sempre dall’assistente DT Tonino Andreozzi e da Gabriella Dorio, il “capitano” tutor dell’Italia dei giovani e oro olimpico dei 1500 di Los Angeles.

L’Italia Team – arrivato oggi in città – annuncia ben cinque medagliati dell’ultima grande rassegna di categoria, gli Europei under 23 di Bydgoszcz (Polonia) 2017: i vicecampioni continentali di categoria Ahmed Abdelwahed (3000 siepi), Christian Falocchi (alto) e Filippo Randazzo (lungo), e le medaglie di bronzo Sebastiano Bianchetti (peso) ed Erika Furlani (alto). Tra i chiamati a vestire l’azzurro a Jesolo anche tanti gioiellini dell’Italia che sarà, sul podio agli Europi U20 andati in scena la scorsa estate a Grosseto. Sui blocchi di partenza ci sarà il campione europeo under 20 dei 400 metri Vladimir Aceti, oro anche nella 4×400 insieme a Edoardo Scotti, anche lui al via a Jesolo. Insieme a loro, tre medaglie d’argento in quella manifestazione: la giovanissima giavellottista Carolina Visca e i velocisti Alex Zlatan e Nicholas Artuso. Spiccano inoltre i nomi della discobola Daisy Osakue, che quest’anno con 59,72 ha realizzato la migliore prestazione italiana della categoria promesse, e del triplista Simone Forte, atterrato lo scorso fine settimana a 16.73, in occasione della rassegna tricolore di Agropoli. 

Le Nazionali in gara. Sono 25 i Paesi iscritti all’edizione 2018 dei Campionati del Mediterraneo Under 23. Oltre all’Italia, hanno confermato la presenza le Nazionali di Albania, Algeria, Andorra, Bosnia Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Kosovo, Libano, Macedonia, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Portogallo, San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. Sono complessivamente 347 gli atleti attesi in pista nei due pomeriggi di gare, fra cui 185 uomini e 162 donne.

La presentazione. Oggi, nella terrazza dell’Hotel Sorriso, è stato alzato il sipario sulla manifestazione, alla presenza del Sindaco della Città di Jesolo Valerio Zoggia, del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi, del co-presidente MAU e membro del Consiglio IAAF Bernard Amsalem e dal General Director dei Campionati del Mediterraneo Under 23 Vito Vittorio. Con loro anche l’Assessore allo Sport del Comune di Jesolo Esterina Idra e il Segretario Generale MAU Jean Gracia. Al DT Stefano Baldini, accompagnato dagli atleti Filippo Randazzo (salto in lungo), Daisy Osakue (lancio del disco) e Rebecca Borga (la veneziana dei 400 metri), il compito di presentare i Campionati dal punto di vista tecnico.

La presentazione dei Giochi. Da sinistra: Gabriella Dorio, Capitano della nazionale giovanile; Esterina Idra, Assessore allo Sport della Città di Jesolo; Rebecca Borga, 400 metri; Daisy Osakue, Lancio del disco; Alfio Giomi, Presidente FIDAL; Bernard Amsalem, Co-presidente MAU e delegato IAAF; Valerio Zoggia, Sindaco della Città di Jesolo; Stefano Baldini, Direttore Tecnico giovanile e allo sviluppo; Vito Vittorio, Direttore Generale dei Campionati del Mediterraneo U23; Jean Gracia, Segretario Generale MAU.

 

Cerimonia d’apartura. L’appuntamento è alle 19 di venerdì 8 giugno in piazza Aurora, a Jesolo. Sarà in quel momento che i Campionati del Mediterraneo Under 23 avranno inizio ufficialmente, con la sfilata delle 25 nazioni partecipanti e l’issarsi del Tricolore sull’anfiteatro del Lido, a due passi dalle affollate spiagge di Jesolo. A dare il ritmo della Cerimonia d’Apertura sarà la Fanfara dei Bersaglieri in congedo Leopoldo Pellas di Jesolo, diretta dal Professor Luca Scarpi, e lo spettacolo delle Majorettes Magic Stars. In caso di maltempo, la cerimonia si sposterà all’interno del Palazzo del Turismo.

Tv e streaming. I Campionati del Mediterraneo Under 23 verranno trasmessi su Rai Sport con quattro ore di sintesi televisiva. La prima giornata andrà in onda martedì 12 giugno, dalle 14.45 alle 16.45; la seconda giornata sarà trasmessa mercoledì 13 giugno, dalle 14.45 alle 16.45. Telecronaca di Franco Bragagna con il commento di Guido Alessandrini. Oltre all’ampio spazio sulle reti Rai, la rassegna verrà trasmessa integralmente in diretta streaming su Atletica TV, la web tv ufficiale della FIDAL, all’indirizzo www.atletica.tv. «La manifestazione è stata affidata a Jesolo senza esitazioni», è il commento del presidente FIDAL Alfio Giomi: «Tutti sapevano che sarebbe stata la sede migliore per i Campionati del Mediterraneo U23».

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“La tua scelta è vita che rinasce”: in Veneto nuova campagna informativa sulla donazione degli organi

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 15:02

Donare non è un obbligo. Ma decidere consapevolmente se farlo, oppure no, cambia la tua vita e quella di altri cittadini.

Venerdì 8 giugno, presso Palazzo Balbi a Venezia, sede della Giunta Regionale, sono state presentate nuove iniziative e importanti novità nel settore della donazione e trapianto di organi e tessuti.

«E’ da anni che il Veneto si impegna a dare informazioni ai cittadini e a formarli riguardo i trapianti e le donazioni», afferma Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità. «Oggi, con questa campagna, vogliamo che un maggior numero di cittadini sia informato e possa così prendere una decisione più consapevole».

Il Veneto, grazie agli anatomopatologi, ben formati e che seguono corsi di formazione costanti, che controllano gli organi e anche grazie a questa campagna, eccelle a livello nazionale.

Infatti, la campagna invita il cittadino a conoscere le cinque modalità utili per esprimere la propria volontà, così che possa prendere una decisione in vita, senza scaricare sui parenti una scelta così importante e difficile da far prendere al momento imprevedibile del decesso. (Per conoscere le cinque modalità consultare il sito: www.crtveneto.it)

Una delle principali novità che la campagna vuole promuovere è che al momento della richiesta della carta d’identità al comune, l’operatore allo sportello chiederà se si vuole manifestare la propria volontà circa la donazione degli organi. Ricordando che nessuno è obbligato a farlo.

«Esprimersi in vita riguardo la donazione degli organi è fondamentale – afferma Giuseppe Feltrin, responsabile del Centro Regionale Trapianti del Veneto – ed è per questo che anche i comuni (233 attivi oggi in Veneto) sono chiamati a dare informazioni al riguardo e a chiedere al cittadino il proprio volere».

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Luisella Pavan-Woolfe, direttore dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, in visita dal Patriarca: «Aiutiamo a far cogliere l’importanza dell’Europa»

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 14:22

«Sono stata di recente a Londra e, per la prima volta, all’arrivo, ho dovuto esibire il passaporto. Forse non ci rendiamo ben conto di ciò che che avevamo e di ciò che rischiamo di perdere rinunciando all’Europa». Luisella Pavan-Woolfe, direttore dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, propone quest’episodio – piccolo ma emblematico – al Patriarca, nel corso del colloquio avuto stamattina, in palazzo patriarcale a Venezia, con mons. Moraglia.

Un colloquio che è stato occasione per un confronto sulla situazione attuale del continente e della percezione che i cittadini hanno delle istituzioni europee.

Luisella Pavan-Woolfe che, in qualità di funzionario della Commissione Europea ha sviluppato nuove politiche e legislazioni nelle aree della protezione dell’ambiente, dei trasporti, dell’uguaglianza tra gli uomini e le donne e del contrasto alle discriminazioni, negli anni del suo impegno in Europa ha inoltre gestito i fondi strutturali dell’Unione finalizzati al sostegno della formazione, istruzione e occupazione. Ora, dal 2015, è tornata in Italia aprendo e guidando, proprio a Venezia, l’unica sede diplomatica del Consiglio d’Europa nel nostro Paese.

Con il Patriarca, la Pavan-Woolfe ha convenuto su come sia cresciuto, negli anni, un diffuso malumore popolare nei confronti delle istituzioni europee; spesso un pregiudizio, cui sarebbe opportuno contrapporre le ragioni fondanti e attuali di un’Europa al servizio dei popoli. Anche per non rimanere schiacciati, nell’attuale contesto globale, dagli altri grandi protagonisti: Stati Uniti, Cina e Russia. (G.M.)

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Albertini (Caritas veneziana): «Ministro Salvini, venga a trovarci a Casa San Raffaele…»

Gente Veneta - Ven, 08/06/2018 - 10:51

«Buongiorno Signor Ministro, mi permetto di scriverle perché ritengo necessario far conoscere un metodo che funziona ormai da ben 20 anni e che ha dato accoglienza a migliaia di stranieri. Nasce da un’idea che vorrei che Ella esportasse: quella dell’accoglienza responsabile».

A iniziare così il proprio messaggio, inviato oggi al ministro degli Interni, Matteo Salvini, è Alberto Albertini, responsabile di Casa San Raffaele, la comunità di prima accoglienza per migranti, aperta dalla Caritas a Mira Porte.

«Questa è l’idea che qui abbiamo coltivato – prosegue Albertini – e che alla Caritas Veneziana piace molto. A Mira si è dato vita ad una realtà da 25 posti letto completamente auto-assistita, 24 ore su 24, da volontari che nutrono la passione per il dialogo a tutti i costi. Io mi sono trovato, mio malgrado invischiato in questa cosa e debbo dire mi sta sempre più piacendo!».

L’invito di Albertini a Maroni è perciò quello di venire a Mira, a vedere come si può organizzare con successo un’accoglienza dignitosa, che responsabilizzi gli ospiti. La parola, ora, al Ministro…

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Cinque senza dimora incontrano il Patriarca: «Si può stare bene a partire dalle piccole cose»

Gente Veneta - Gio, 07/06/2018 - 18:23

«In quei giorni, ad Assisi, ho vissuto tutto quello che non posso vivere nella quotidianità». Lo dice Giordano, uno dei cinque senza dimora che nella mattinata di giovedì 7 giugno hanno incontrato il Patriarca Francesco.

In una saletta del Seminario, alla Salute, l’incontro e la conversazione: un appuntamento dal vivo dopo che senza dimora e mons. Moraglia avevano dialogato in remoto, con messaggi video pubblicati nella pagina Facebook di Gente Veneta, in occasione del pellegrinaggio nella città di San Francesco, all’inizio di maggio.

Con Giordano, Giuseppe, Andrea “Treccia”, Daniel e Viorel c’erano anche don Nandino Capovilla e due amici. «La cosa più importante – aggiunge Andrea “Treccia” – è la condivisione nelle mansioni della vita di tutti i giorni. È stato bello fare pranzi e cene insieme». «Noi siamo gente che vive con poco», conferma Daniel.

«Tutto inizia dalle piccole cose», ha risposto il Patriarca, dopo aver ascoltato le testimonianze degli ospiti: «Si comincia a voler bene agli altri quando ci si chiede come si fa a renderli felici; a partire dalla persona che ci sta più vicino». Da mons. Moraglia, infine, una promessa: «Il pellegrinaggio che avete fatto ad Assisi non sarà l’ultimo, ve lo garantisco». (Con la collaborazione di Eugenio Pendolini)

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Mestre, la rotatoria alla Bissuola intitolata a Pietro e Maria Berna

Gente Veneta - Gio, 07/06/2018 - 14:58

Da oggi la rotatoria tra via Bissuola e via Casona si chiama ufficialmente “Rotonda Pietro e Maria Berna”. La cerimonia di inaugurazione è avvenuta questa mattina, alla presenza, tra gli altri, degli assessori comunali alla Toponomastica, Paola Mar, e alla Mobilità, Renato Boraso, del presidente della Municipalità Mestre Carpenedo, Vincenzo Conte, del preside dell’istituto Berna, Pierangelo Salin.

«La storia – ha osservato nel suo intervento l’assessore Mar – non è fatta solo dai grandi personaggi, ma anche dalle persone che si impegnano quotidianamente per il bene del loro prossimo e per dare ai giovani un futuro migliore, come hanno fatto nella loro vita i fratelli Berna. Ed è giusto ricordarli, nella città in cui così tanto si sono spesi, anche con gesti, piccoli ma molto significativi, come quello di oggi».

Pietro Berna era il titolare della farmacia situata davanti al duomo di san Lorenzo (poi conosciuta come “Farmacia Zannini”): molto attivo in ambito politico, fu eletto ripetutamente sindaco di Mestre. Nel 1906, in accordo con la sorella Maria, acquistò e poi donò alla città il terreno su cui venne costruito l’ospedale “Umberto I”, attivo già pochi mesi dopo. All’interno di esso, a sue spese, Maria Berna fece erigere anche una cappellina per il conforto spirituale dei malati. Berna espresse poi alla sorella, nel suo testamento, il desiderio, da essa subito realizzato, di destinare i beni di famiglia alla fondazione di un istituto che accogliesse fanciulli orfani, o figli di famiglie disagiate.

Oggi l’Istituto Berna, situato in via Bissuola, è diretto dai Padri della Congregazione “Piccola Opera della Divina Provvidenza” (Orionini), ed è una scuola ancora in piena attività, frequentata da centinaia di ragazzi del territorio. Ragazzi che questa mattina hanno partecipato in massa, con i loro insegnanti, alla cerimonia di intitolazione della rotatoria, fortemente caldeggiata dall’istituto, con l’intento di ricordare doverosamente i due fratelli Berna, la cui opera di benefattori della città è a molti sconosciuta.

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Liceo classico Marco Polo di Venezia, “1812/1867 – 205 anni di storia e 150 di nome”

Gente Veneta - Gio, 07/06/2018 - 13:15

I ragazzi dell’attuale IIC del liceo classico di Venezia hanno elaborato un volume, dal titolo “1812/1867 – 205 anni di storia e 150 di nome” approfondendo e esaminando l’identità storica della loro scuola.

La presentazione del libro, pubblicato da La Toletta edizioni, si tiene venerdì 8 giugno 2018 alle 12.25 presso palazzo Bollani, e permette ai ragazzi di mostrare l’importanza che il Liceo ha avuto sin dalla sua fondazione, ai tempi di Napoleone Bonaparte.

A gestire l’evento saranno i TolettaTeens, studenti del Marco Polo che svolgono un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro nell’ambito della comunicazione e dell’organizzazione di eventi e dibattiti.

I ragazzi infatti si sono trovati a dover sperimentare cosa significa ricerca storica, scrittura ed editoria, sotto la guida della loro tutor esterna Daniela Zamburlin e il supporto dei loro tutor interni Antonella Trevisiol e Pietro Bortoluzzi.

L’evento sarà anche un’occasione di commemorazione del professor Pietro Bortoluzzi, la cui recente ed improvvisa scomparsa ha sconvolto l’istituto scolastico nella sua totalità come anche la città che tanto amava, Venezia.

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Istituto salesiano San Marco, premio al concorso di Schneider Electric

Gente Veneta - Gio, 07/06/2018 - 12:30

Il 31 maggio l’Istituto Salesiano San Marco di Mestre è stato premiato, all’interno del concorso indetto dalla multinazionale Schneider Electric sull’efficienza energetica e la sostenibilità, per il proprio progetto intitolato “The School Energy Savers”.

“Green Technologies Award – verso Impresa 4.0 e Scuole Sostenibili” premia la creatività dei giovani talenti degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore e dei Centri di Istruzione e Formazione Professionale.

L’obiettivo della competizione è valorizzare i temi dell’energia e della sostenibilità coinvolgendo gli studenti nella proposta di progetti che rendano più efficienti, funzionali e intelligenti edifici scolastici – ma anche strutture di altro tipo – attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali e interconnesse.

Il concorso, promosso dall’azienda di Stezzano (BG) in accordo con il MIUR, metteva in palio premi per un valore complessivo di oltre 22.000 euro, in denaro e dotazioni tecnologiche didattiche, e ha visto la partecipazione di 38 scuole in Italia.

Sono stati sei i ragazzi dell’attuale 5IttC del San Marco che hanno partecipato al progetto con la supervisione del loro professore, l’ing. Ismaele Furlan e la collaborazione, per quanto riguarda la parte strumentale e di laboratorio, del prof. Simone Giuri.

Il progetto, che ha conseguito il quinto premio, ha implementato un sistema di monitoraggio dei consumi elettrici e termici, completamente progettato e realizzato dagli studenti della classe quinta meccatronica, per il settore Elettro Meccanico e Meccatronico.

Il valore tecnico della soluzione messa in atto dal gruppo di lavoro “The School Energy Savers” è indiscutibile, spaziando dalle competenze tecniche di progettazione, realizzazione, messa in servizio, post processing dei dati e realizzazione della proposta di efficientamento energetico; i ragazzi hanno appreso il valore e superato le difficoltà del lavoro in team ad alto contenuto teorico.

Il lavoro condotto ha consentito il confronto con tecnologie e concetti di alto livello tecnico e concettuale, l’apprendimento di nozioni, lo studio e l’ottimizzazione degli impianti di un edificio, il tutto gestito tramite Cloud.

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