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Mestre: padre Ruffino, da sessant’anni “pronto soccorso delle anime”

Gente Veneta - 3 ore 54 min fa

In quel penultimo stanzino della penitenzieria c’è sempre un gran via vai di fedeli. Attendono composti, silenziosi, in raccoglimento, che il piccolo semaforo sopra la targhetta della porta diventi verde.

Su quella targhetta è scritto “padre Ruffino”, che li assolve dai loro peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Una formula che ripete più volte al giorno, tutti i giorni, da sessant’anni. Dal suo confessionale del convento di via Cappuccina il francescano Ruffino Biasi, al secolo Giovanni, accoglie quotidianamente penitenti da tutto il Triveneto. Per la maggior parte mestrini, sì, ma il suo carisma di confessore, minimizzato dalla modestia che si addice a un francescano, ha proiettato benefici anche oltre regione.

«Mi piace rinfrancare le anime». Saranno le 92 primavere in grazia di Cristo, la delicatezza dell’eloquio, i sei decenni di peccati timidamente bisbigliati «che non mi hanno mai scandalizzato» o «la gioia più schietta e profonda» nel sollevare le persone, tanto da «piangere, cantare a squarciagola, abbracciare i muri da quanta è la felicità di servire il Signore».

Fattostà che questo cappuccino dalla lunga barba bianca e dagli occhi chiari è diventato piccolo grande ingranaggio della “fabbrica mestrina delle confessioni”.

Sei stanze dedicate al sacramento della conversione attive ad ogni ora del giorno. A volte turnate, altre insieme, in base al flusso dei penitenti. Un “pronto soccorso delle anime”, vien da dire. Una risorsa inesauribile per le “urgenze del cuore” che richiedono la “prescrizione specialistica” della riconciliazione.

«Mi piace rinfrancare le anime. Le persone hanno sempre più bisogno di parlare» racconta il cappuccino che di questo convento è stato anche il superiore. «Necessitano di conforto, incoraggiamento. In tanti posti non si dialoga più. I ragazzi per le strade sono chini sul telefono. Anche in famiglia, spesso, c’è silenzio. Quanta fatica si fa ad esprimere certe cose. Può diventare un dramma. E il Signore sa che abbiamo bisogno di farlo. Ci aspetta paziente».

Quei lunghi incontri per parlare. Ennesima conferma, per il sacerdote francescano, la signora che vuole un incontro urgente con lui per confessare «una colpa grande»: «Mi parla un’ora e non arriva mai al dunque. Io aspetto, paziente. Poi mi dice che ha finito. Prima rimango sorpreso, poi capisco. Quanto bisogno ha il mondo di comunicare!».
Come anche quel trentenne che da vent’anni non ha più messo piede in un confessionale: «È impaurito. Gli dico “Non temere: il Signore è felice perché è da vent’anni che ti aspetta, pensa alla festa che farà per te!” E quando ho dato l’assoluzione abbiamo pianto assieme felici».

«E quella volta che un uomo mi supplica di parlare con la sua sposa, convinto ci sia da tempo qualcosa che la turba?» Ruffino cerca di mettere a suo agio la moglie mentre lei, intimorita, gli dice: «Chissà padre, se le confesso questa cosa, cosa penserà poi di me». Lui indovina ciò che affligge la donna: «È questo?» E lei ammette, sorpresa, scoppiando in lacrime. «Una persona è grande quando vive nel bene – la rassicura lui, piangendo di gioia insieme a lei – ma è molto più grande quando, dopo aver commesso qualcosa, si accosta al sacramento e si pente. La mia stima per te ora è raddoppiata».

«Che cosa mi rende felice». Il frate minore è diventato padre spirituale di molte fedeli. Ancora ricorda la volta che, giovane e piacente, si sente dire in tono goliardico: «Chissà a quante donne farai girare la testa tu». A quel gruppo di uomini risponde timido ma risoluto: «La mia gioia è di farle felici, sì: nel consigliarle, nell’accogliere i loro dubbi, i loro dolori, nel renderle spose gioiose di se stesse e dei loro mariti. Questo mi rende davvero un uomo felice».

Giulia Busetto

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Mestre, all’Angelo “La Carità colpita”: mostra sui bombardamenti all’ospedale durante la Grande Guerra

Gente Veneta - 4 ore 3 min fa

“La Carità Colpita” è il titolo della mostra che, allestita nella grande hall di ingresso, è stata inaugura mercoledì 21 febbraio all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: fa memoria dei bombardamenti che durante la Grande Guerra martoriarono la città di Venezia e che, proprio cent’anni fa, portarono la loro devastazione anche in un Reparto dell’Ospedale di allora, l’Ospedale Civile di Venezia, provocando due vittime e ferendo numerosi altri degenti.



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“Quell’ordigno bellico che nel 1917 sventrò un reparto di degenza – sottolinea il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – colpì il simbolo della sanità cittadina di allora, e colpì la quindi la carità, l’assistenza e la cura, di cui oggi l’Ospedale dell’Angelo è un riferimento importante, per tutta l’area. Anche qui è importante fare memoria, capire il contesto in cui un fatto simile può essere successo, e ribadire il dolore per quanto accaduto, perché non si ripeta”.

La mostra propone la ricostruzione dello scenario della Grande Guerra, in particolare a Venezia, contesto entro cui si inserì lo specifico evento del bombardamento sull’Ospedale. Propone testi, reperti, testimonianze, illustrazioni e tutto quanto può far luce sul tragico fatto che toccò emotivamente l’opinione pubblica non solo veneziana: in una lunga guerra combattuta non solo con fucili e cannoni, ma anche con le armi della propaganda, il fatto rappresentò un segno tangibile della crudeltà del nemico, che non aveva voluto risparmiare nemmeno un luogo di pietosa cura e soccorso come l’Ospedale.  È proprio il filo della propaganda a tessere il racconto di questa mostra e ad intrecciarsi con quello della storia. La guerra combattuta nell’aria, lo stato dell’aviazione, l’artiglieria aerea e contraerea e, appunto, i bombardamenti sull’Ospedale sono le tappe di questa narrazione: “Ci proponiamo di contribuire alla conoscenza di un evento drammatico – spiegano ancora i curatori – che colpì contemporaneamente un luogo di cura e uno dei luoghi più rappresentativi dello spirito civico, del sentimento di solidarietà e della pietà cristiana nati dalla civiltà veneziana. La memoria dei due ammalati morti nel bombardamento in quel 14 agosto 1917, Francesco Giuseppe Afabris e Giovanni Sambo, le decine di feriti, ma anche la testimonianza degli undici dipendenti ospedalieri caduti nelle battaglie della Grande Guerra ci rendano pienamente consapevoli del patrimonio morale di carità umana che custodiamo da secoli”.

La presentazione della mostra all’ospedale All’Angelo

 

La mostra “La Carità Colpita” apre all’Ospedale dell’Angelo dopo essere stata proposta dall’Ulss 3 Serenissima, nei mesi scorsi, al Santi Giovanni e Paolo. A Mestre gli organizzatori l’hanno arricchita con la presenza di un aereo della Grande Guerra, un Fokker Eindecker, proponendo quindi nella sede mestrina un “pezzo” importante e suggestivo che, per questioni logistiche non era stato possibile esporre all’Ospedale Civile.

La mostra resta aperta fino al 25 marzo. E’ stata realizzata grazie alla collaborazione tra Ulss 3 Serenissima, Scuola Grande di San Marco, Università Ca’ Foscari, Deputazione di Storia Patria delle Venezie, Accademia delle scienze di Vienna, l’Istituto austriaco di Studi storici di Roma. Hanno collaborato da un punto di vista storiografico ed organizzativo per l’impostazione della Mostra.  Sostengono l’iniziativa: Veneta Sanitaria Finanza di Progetto, GPI e  ACTV.

L’aereo collocato all’Ospedale dell’Angelo, riproduzione fedele dello storico Fokker Eindecker in grado di volare, è concesso dalla Fondazione Jonathan Collection Aerei Storici, ed è stato trasportato e collocato all’Ospedale dell’Angelo grazie alla collaborazione di Zanardo Logistica.

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Mostra di gatti nel fine settimana a Venezia, al Terminal passeggeri

Gente Veneta - 4 ore 15 min fa

I gatti più belli fanno tappa a Venezia per il consueto appuntamento annuale che si terrà nel fine settimana del 24-25 febbraio al Terminal passeggeri numero 103, al Tronchetto. Bellissimi e in molti casi rari gatti provenienti da tutta Europa parteciperanno a due esposizioni concorsio – sabato e domenica – e la particolarità della razza, lo stile, la bellezza tutta felina verranno sottoposti al giudizio di una giuria internazionale che quest’anno sarà tutta al femminile.



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Saranno presenti almeno un centinaio di espositori e centinaia di gatti delle razze più diverse, dalle più comuni alle più rare. Fra le rarissime, quella a cui appartiene il gatto Elf, un incrocio tra la razza Sphynx e l’American Curl che per la prima volta sfilerà a Venezia. Si tratta di un gatto nudo (cioè senza pelo) come lo Sphynx, e con la punta dell’orecchio girata all’indietro come l’American Curl.

Le due giornate, sabato e domenica, saranno aperte al pubblico dalle 9.30 alle 19.

Nel pomeriggio verrà dato spazio a tutti i gatti in un ring che darà la possibilità a qualsiasi esemplare, anche i più visti e meno rari, i tanto amati gatti di famiglia, di sfilare accanto ai più famosi. Condizione necessaria per partecipare sabato: che si tratti di gatti iscritti all’esposizione adulti o neutri, cioè sterilizzati. Domenica si replica, ma il ring pomeridiano aperto a tutti questa volta sarà riservato ai cuccioli. E quest’anno sarà possibile pubblicare la foto del proprio gatto – a fianco dei “bellissimi” premiati dalle giurie internazionali – sui social della manifestazione.

Il biglietto d’ingresso costa 10 euro, ridotto a 8 euro per gli over 65, gratis per bambini fino a 10 anni. Info: www.igattipiùbellidelmondo.it

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Riuscito il trapianto di fanerogame: le alghe “buone” tornano ad aumentare in laguna

Gente Veneta - 7 ore 18 min fa

Il trapianto di fanerogame in laguna è riuscito. Grazie all’intervento coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, sono oggi ricoperti di piante acquatiche ben 400 ettari di fondali, aumenta la biodiversità e lo stato ecologico delle aree ripopolate sta migliorando.

Lo dicono i risultati finali del progetto europeo LIFE SeResto, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Life, condotto dall’ateneo in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche e l’associazione Laguna Venexiana Onlus.



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Gli interventi di trapianto delle piante acquatiche sono iniziati nel 2014 e sono stati svolti in massima parte da pescatori, cacciatori e appassionati di voga appositamente formati nell’ambito del progetto e assistiti dai partner scientifici.

«Il consolidamento e ripristino dell’habitat acquatico lagunare – spiega Adriano Sfriso, coordinatore scientifico del progetto e professore di Ecologia al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica – sta già contribuendo al raggiungimento del buono stato ecologico dei corpi idrici della laguna più settentrionale favorendo l’aumento della biodiversità e dei servizi ecosistemici forniti da un ambiente lagunare in buone condizioni ecologiche. Ad esempio, sono in corso miglioramenti della qualità delle acque e del ‘sequestro’ della CO2, incrementi della produttività ittica e della presenza aviaria e un ritorno all’uso ricreativo per attività di eco-turismo”.

Le fanerogame marine sono organismi vascolarizzati provvisti di foglie, fusto e radici che vivono sommerse, si riproducono mediante fiori e si diffondono prevalentemente per dispersione di semi. Formano l’habitat ottimale (nursery, rifugio, pascolo) per la macrofauna bentonica ed ittica e aree ristoro per l’avifauna. Favoriscono la sedimentazione, contrastano l’erosione, attenuano il moto ondoso ed intrappolano permanentemente elevate quantità di CO2.

Una prateria di alghe fanerogame

 

Nella Laguna veneta, le praterie di piante acquatiche, gli ingegneri ambientali delle aree lagunari, negli ultimi decenni sono state fortemente danneggiate da varie attività antropiche (sversamento di nutrienti ed inquinanti, sfruttamento delle risorse alieutiche, scavo di canali ed attività morfologiche di vario tipo, ecc…). Recentemente, per vari fattori, tra cui l’emanazione di Decreti Legislativi atti a controllare e limitare queste pressioni, le condizioni ambientali di estese aree della Laguna veneta sono migliorate e divenute di nuovo idonee alla ridiffusione di queste piante.

Per accelerare il processo di ricolonizzazione sono state trapiantate 330 zolle (diametro circa 30 cm) tra il 2014 e il 2015 e negli anni seguenti sono stati dispersi nelle aree limitrofe circa 60mila rizomi, ma la maggior diffusione è avvenuta tramite milioni di semi prodotti dalle piante trapiantate e dispersi lungo i margini delle barene e gli argini dei canali da venti e maree.

Dove le piante sono presenti dalla prima campagna del 2014, la qualità dello stato ecologico è passata da ‘scarso’ a ‘buono’. I miglioramenti più rapidi sono stati osservati per la vegetazione acquatica con la comparsa e rapida diffusione di alcune specie di elevato pregio ecologico. La fauna sia bentonica (organismi che vivono sul fondale) che nectonica (organismi che nuotano nella colonna d’acqua, pesci) sta migliorando più lentamente ma sono evidenti i segnali di un aumento della biodiversità.

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Arriva il gran freddo: temperature sottozero, nel Veneziano, da domani 25 a fine febbraio

Gente Veneta - 8 ore 52 min fa

Sono previste perfino minime a -10° per lunedì 26 e martedì 27 febbraio. In arrivo un’ondata di freddo, anche nel Veneziano, rispetto alla quale è opportuno prepararsi.

Perciò, in previsione dell’abbassamento delle temperature previsto nei prossimi giorni, con la conseguente possibilità di diffuse gelate nel nostro territorio, riprende l’attività preventiva e informativa dell’Amministrazione comunale e della Protezione civile di Venezia.



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Qualora sia infatti prevista la possibilità di precipitazioni nevose e gelate, grazie al concorso di più Enti e strutture, il Comune garantisce la pulizia dei principali percorsi sia viari sia pedonali, mediante spargimento di sale: sono stati infatti identificati strade e accessi che, per le loro caratteristiche e per la tipologia dei servizi che vi vengono svolti, sono stati classificati sensibili e per questo prioritari negli interventi atti a garantirne la percorribilità e/o l’accesso (per esempio strade ad elevato transito, cavalcavia e sottopassi, ospedali, edifici pubblici, ecc.).

La Protezione civile del Comune di Venezia si attiva in previsione di nevicate e gelate eccezionali, che possano compromettere la normale percorribilità di strade ed accessi, coordinando gli interventi in accordo con altre strutture competenti.

Il Comune di Venezia è competente per la viabilità pedonale e carrabile comunali: tramite ditte convenzionate garantisce lo spargimento di sale sui percorsi carrabili di competenza comunale e cura la distribuzione di sale alle sole scuole comunali che presentano scoperti interni. Inoltre Actv garantisce lo spargimento del sale sui pontili e la pulizia della viabilità tramviaria limitatamente alle corsie ad uso esclusivo del tram.



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Il Regolamento di Polizia urbana prescrive che i proprietari e gli inquilini delle case e dei condomini, gli esercenti di negozi, laboratori ed esercizi pubblici, sgomberino dalla neve e dal ghiaccio i marciapiedi antistanti gli immobili di rispettiva competenza; vieta inoltre di depositare o scaricare neve e ghiaccio e gettare o spargere acqua che possa gelare sul suolo pubblico.

Ciascun cittadino può insomma fare molto per ridurre i possibili disagi seguendo i consigli che può trovare nell’opuscolo “Ocio che nevega!” e consultando l’apposita sezione informativa nel sito internet del Comune di Venezia.

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Mestre, in centinaia all’assemblea per il parco Albanese: «Contro la droga riportiamoci la vita»

Gente Veneta - 10 ore 29 min fa

Deve partire dal basso il rilancio del parco Bissuola e le centinaia di persone che lunedì 19 febbraio hanno affollato l’assemblea pubblica organizzata al centro civico dal presidente della municipalità Vincenzo Conte sono la testimonianza concreta di una gran voglia di partecipazione.

Un tempo fiore all’occhiello della città, oggi il parco Albanese è a rischio abbandono per la scarsa manutenzione, il quasi totale azzeramento delle iniziative, il dilagare dello spaccio e della delinquenza. I cittadini, però, ora sono pronti a riprenderselo.

«Ci sono zone – spiega Laura Latini, presidente del comitato locale – in cui non abbiamo più il coraggio di passare, ma il parco è un bene troppo prezioso per perderlo». «È importante – le fa eco Paola Nordio istruttore del Nordic Walking Serenissima – che questo parco sia vissuto. I problemi c’erano anche prima, ma non erano così evidenti. Se manca la vita della gente nel parco, siamo finiti». Stop, allora, alla paura. «Per prima cosa – ha sottolineato Alessandro Zecchin, residente in una casa dell’Ater – dobbiamo ricominciare ad uscire senza essere diffidenti, a guardarci in faccia e a parlarci».



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Passeggiate e letture collettive, spazi di co-working a prezzi calmierati per i giovani, allungamento degli orari di apertura la sera per le società sportive tra le proposte avanzate durante l’assemblea. Tre le cose da fare subito: la riapertura dell’ufficio anagrafe almeno a giorni alterni, il ripristino del presidio dei vigili urbani e l’assegnazione degli spazi abbandonati o non utilizzati a chi già vive e opera nel parco.

«Sull’ufficio anagrafe – apre uno spiraglio la consigliera comunale Deborah Onisto – non c’è nulla di irreversibile, se serve il sindaco lo riaprirà». Già stanziati dal Comune 600mila euro per la ristrutturazione del centro civico e del teatro e 90mila per le attività sociali e culturali. Ai cittadini, però, le promesse non bastano più. «Vogliamo – urla qualcuno dalla platea – un cronoprogramma preciso e la possibilità di partecipare alle scelte».

Chiara Semenzato

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Rafforzare tre chilometri di dune tra Cavallino e Eraclea: al via progetto di Ca’ Foscari

Gente Veneta - 11 ore 43 min fa

Nel dicembre 2017, una mareggiata provocò danni alla costa veneta stimati in un milione e mezzo di euro. Una naturale difesa da questi eventi estremi sono i sistemi di dune, autentiche barriere di sabbia costruite dalla vegetazione. Difese minacciate, però, dal passaggio dei turisti: il 90% degli habitat dunali si trova in cattivo o inadeguato stato di conservazione. E la situazione è in peggioramento.

Scienziati e istituzioni si sono alleati per affrontare la minaccia intervenendo in alcune aree sensibili del litorale adriatico grazie a un progetto europeo del programma Life Redune (www.liferedune.it), coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, con partner la Regione del Veneto, l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario e aziende specializzate nella ricostruzione degli habitat.

Il progetto, che riguarderà aree costiere dei comuni di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea, Caorle e San Michele al Tagliamento, sarà presentato pubblicamente venerdì 23 febbraio alle 9.30 nell’auditorium ‘Danilo Mainardi’ del Campus Scientifico (Via Torino 155, Mestre).



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Obiettivi principali sono riconnettere tre chilometri di dune ‘ferite’ dal calpestio dei turisti, riqualificare più di 80 ettari di habitat dunali, piantare oltre 150mila piante, costruire un chilometro di passerelle e 10 di recinzioni. Sarà sperimentato l’uso di droni per il monitoraggio ambientale e sviluppato un metodo per controllare il proliferare di una specie vegetale alloctona e invasiva, Oenothera stucchii.

Ma molto ci si aspetta anche dalla collaborazione con gli attori in gioco. Sono previsti, infatti, 30 incontri di formazione con gli operatori turistici e altre categorie interessate per sensibilizzarli sul valore degli ecosistemi dunali. Sarà definito un accordo formale tra Regione, comuni e gli altri portatori di interessi per la gestione a lungo termine delle spiagge.

Inoltre, verranno organizzati circa 80 eventi di educazione ambientale dedicati a scuole, abitanti, turisti, organizzati da Ca’ Foscari e cooperative locali o associazioni no profit che si occupano di tutela ambientale.

Le dune sono una parte integrante degli ambienti costieri ed  hanno un ruolo essenziale quale elemento di mitigazione “naturale” del rischio di erosione o allagamento, tanto che l’IPCG (Intergovernmental Panel on Climate Change) le ha identificate tra gli elementi di resilienza della zona costiera sabbiosa, insieme alle barriere coralline, le aree salmastre e le foreste di mangrovie.

Le dune costituiscono infatti una sorta di “serbatoio” di sedimenti, in grado di fornire sabbia alla spiaggia antistante e, quando in buono stato, rappresentano un ostacolo in grado di contrastare le inondazioni marine e difendere le aree retrostanti dall’aerosol salino. Infine risulta strategico il loro ruolo di riserva di acqua dolce quale ostacolo all’intrusione del cuneo salino.

In base all’ultimo Report ISPRA sullo stato di conservazione degli habitat in Italia, l’83% degli habitat dunali è in stato di conservazione cattivo o inadeguato (percentuale molto più alta di quella calcolata per altre tipologie di habitat in Italia: circa 67%). Considerando poi solo quelli in cattivo stato di conservazione, la differenza è ancora più alta (66% vs. 26%).

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Chierichetti in Diocesi di Venezia: sabato 3 marzo gli incontri zonali. Ecco dove

Gente Veneta - 12 ore 14 min fa

I piccoli doverosi sacrifici quaresimali certamente non spossano dei bravi chierichetti, invitati – da ogni parte della Diocesi di Venezia – a raccogliere tutta la loro vitalità per l’incontro, curato per loro dal Seminario, che si terrà il pomeriggio di sabato 3 marzo (dalle ore 15.30 alle 17.30) nelle seguenti zone: Favaro V.to (S. Pietro Ap.), Mestre (S. Marco Ev.), Castellana (parrocchia Gazzera), Riviera (S. Pietro di Oriago), Litorale (SS. Liberale e Mauro), Lido di Venezia (S. M. Elisab.).

La proposta include preghiera, formazione, gioco… e merenda. Per informazioni e aggiornamenti (su orari e sedi): www.seminariovenezia.it/vocazioni; [email protected]; 349.199.09.46 (Giovanni).

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Industria 4.0 nel Veneziano, quanto vale? Incontro Acli con Matteo Ribon, giovedì 22 a Zelarino

Gente Veneta - Mar, 20/02/2018 - 10:24

Quanto sono 4.0 le aziende veneziane? Poco. E soprattutto sono poco informate sul reale significato dell’industria 4.0 e sugli sviluppi che questa realtà porterà al tessuto sociale ed economico del territorio e al concetto stesso del lavoro.

Questo è quanto emerge dai dati elaborati dal Laboratorio Manifattura Digitale dell’Università di Padova (ottobre 2017) che registrano appena il 18,1% di aziende del Nord Italia che adottano soluzioni 4.0. Aziende che utilizzano prevalentemente tecnologie legate alla robotica (47,2%), ai big data e cloud (41,6%), alla manifattura adattiva (40,8%), all’internet of things (24%), alle stampanti 3d (15,2%) e alla realtà aumentata (13,6%).

Si tratta di aziende medio-piccole che spendono in ricerca e sviluppo il 6,4% del fatturato e che nel 50% dei casi fanno prodotti su misura. Nel 60% dei casi hanno la produzione nel territorio regionale ed esportano per il 44,3% del fatturato.

E’ questo l’argomento focus del secondo incontro della rassegna “Lavoro è” promossa dalle Acli provinciali di Venezia e che avrà luogo giovedi 22 febbraio alle ore 20.30 presso la Sala Polivalente della Parrocchia di Zelarino. Protagonista del momento di riflessione sarà Matteo Ribon, Vicesegretario CNA Veneto (Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa). Introduce Paolo Grigolato, Presidente Acli Provinciali di Venezia.

«Siamo di fronte – anticipa Ribon – alla quarta rivoluzione industriale. Se da una parte l’innovazione tecnologica innalza la produttività e la competitività, favorendo la crescita dell’impresa e abilitando nuove professioni, dall’altra la possibilità di automatizzare molte mansioni genera crescenti timori sulla possibile sostituzione uomo-macchina.  Ad oggi il 40% delle imprese che hanno adottato soluzioni 4.0 ha aumentato il numero di occupati, specie quelli a quella più alta specializzazione tecnica, più donne e più giovani. Siamo pronti come società, come imprese, come lavoratori ad approcciarci ad un mercato del lavoro che ha esigenze nuove?».

«Come Acli – aggiunge Grigolato – abbiamo la necessità di continuare ad essere sempre in prima linea nel dibattito che riguarda il mondo del lavoro e i lavoratori, per affermare incessantemente la centralità della persona. Se il mondo del lavoro e delle imprese sta cambiando e cambierà sempre di più dobbiamo essere pronti ad affrontare le nuove sfide con consapevolezza. Questo è il senso delle nostre iniziative associative: offrire ai cittadini occasioni di formazione e dialogo intorno a temi di attualità e che riguardano i valori fondanti della nostra associazione».

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Scuola, no al razzismo: studenti di 15 diverse nazionalità si incontrano per una settimana all’Istituto Pacinotti di Mestre

Gente Veneta - Mar, 20/02/2018 - 08:32

Dal 19 al 23 febbraio una ventina di studenti provenienti dal Michaeli Gymnasium di Monaco di Baviera e dal Lewisham Southwark College di Londra si incontreranno con i loro coetanei Italiani dell’I.I.S. Pacinotti di Mestre per discutere sull’inclusione degli studenti stranieri ed elaborare strategie per favorire il loro inserimento e la loro valorizzazione.

Il progetto “Homeland”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dei progetti Erasmus “Partenariati fra sole scuole”, si svilupperà nell’arco di due anni, sensibilizzando studenti, personale della scuola, famiglie e comunità locale sulla ricchezza che la diversità culturale può portare a tutti coloro che sono pronti ad accoglierla. Nel gruppo di lavoro vi sono studenti provenienti dall’Italia, Regno Unito e Germania, ma appartenenti ad almeno 15 nazionalità diverse.

Dopo il primo giorno di accoglienza nell’istituto, gli ospiti lavoreranno in gruppi per produrre un video basato su interviste e un trailer per trasmettere l’importanza della conoscenza dell’altro e del rispetto, quali valori imprescindibili nella formazione di un cittadino europeo del terzo millennio. Non mancheranno attività culturali durante le visite a Venezia, alla riscoperta della vocazione di accoglienza ed apertura che per secoli è stata propria della Repubblica Serenissima.

Siamo di fronte ad una delle tante sfide che oggi la società impone quotidianamente ad ogni istituzione scolastica, dice la prof.ssa Grazia Trevisiol, responsabile del progetto. E’ un’occasione per costruire integrazione e cultura; i giovani hanno molte energie, ed hanno il diritto di essere sostenuti e accompagnati nella crescita con fiducia e positività, per aprire porte e costruire ponti, non viceversa.

I prossimi appuntamenti saranno nel prossimo ottobre a Londra e ad aprile 2019 a Monaco di Baviera.

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Jacopo Barbaro, ex calciatore, oggi malato di Sla: il Patriarca Francesco gli fa visita

Gente Veneta - Dom, 18/02/2018 - 20:59

A sorpresa il Patriarca, domenica mattina a Cavallino, ha fatto visita a Jacopo Barbaro, ex giocatore di calcio del Padova – ha giocato anche con Del Piero – da 18 anni malato di Sla.

Il Patriarca si è intrattenuto con Jacopo, che ha colloquiato con mons. Moraglia tramite un computer, su cui il 43enne ex calciatore punta lo sguardo: vede le lettere, una alla volta, e il suo pensiero prende forma e si comunica tramite un sintetizzatore vocale. Il Patriarca gli ha chiesto di pregare per lui e per la Diocesi.

Quella di Jacopo Barbaro, infatti, è una storia di sofferenza, ma anche di umanità e di grande fede. Originario di Burano, ha sempre unito grande passione talento per il calcio. E’ nella squadra giovanile quando condivide l’appartamento con Alessandro De Piero; poi, giunto al Conegliano, la malattia si manifesta, nel 1999, sotto la forma di una difficoltà progressiva nel camminare.

La malattia via via gli paralizza i muscoli, non può muoversi e non può parlare. Riesce a respirare autonomamente, anche se a volte si rende necessario l’uso dell’ossigeno.

La fede è il sostegno di Jacopo e della sua famiglia: «Dio è amore», scriveva con gli occhi Jacopo un paio di anni fa, intervistato da GV. E aggiungeva: «Per me la fede è il senso della vita. La fede ti salva».

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Visita pastorale, il Patriarca nell’omelia a S. Maria Elisabetta: guardare a Gesù per sconfiggere il male

Gente Veneta - Dom, 18/02/2018 - 14:46

La Visita pastorale è il segno tangibile di una comunità cristiana viva. Ad affermarlo è il Patriarca Francesco che, nel corso dell’omelia di questa mattina nella chiesa parrocchiale di S. Maria Elisabetta, a Cavallino, ha espresso il suo grazie per l’affettuosa accoglienza ricevuta nel corso delle prime tre giornate di Visita pastorale – da poco conclusesi – alla collaborazione di Cavallino-Treporti, comprendente le parrocchie di S. Francesco d’Assisi (a Ca’ Savio), della SS. Trinità (a Treporti), di S. Maria Elisabetta (a Cavallino) e del Sacro Cuore di Gesù (a Ca’ Vio).

«Il Vangelo di oggi ci dà l’antidoto al male. E Noi dobbiamo guardare a Gesù per sconfiggere il male. Questo è il messaggio della Quaresima: noi siamo i più forti poiché in noi entra il Signore», commenta il Patriarca, sottolineando come proprio il tempo di Quaresima che stiamo vivendo rappresenti per il cristiano quella bussola che indica la conversione. «La conversione di cui parlo – continua – non è solo spirituale, ma anche pratica. La parrocchia non è del parroco ma dell’intera comunità e il mio augurio è che la Visita pastorale la accenda, in quanto ciascuno deve fare la sua parte e farla al meglio».

I ringraziamenti non sono mancati anche da parte di don Daniele Memo – parroco del Sacro Cuore di Gesù e di S. Maria Elisabetta – che ha evidenziato l’importanza di rinnovare, nel corso di questa Quaresima, l’adesione al Battesimo. «La comunità – afferma – deve essere attiva e riprendere il cammino con slancio e gioia, soprattutto attorno all’Eucaristia».

«Ogni domenica, per tutti noi, è un momento di profonda letizia incontrarci intorno alla Parola, ma oggi la nostra gioia è maggiore poiché condividiamo questo dono in comunione con il nostro Pastore», è infine il messaggio che la catechista Gigliola ha espresso al Patriarca, a nome dell’intera comunità parrocchiale.

(con la collaborazione di Alessandra Lazzarini)

 

Marta Gasparon

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Jacopo Barbaro, ex calciatore, oggi malato di Sla: il Patriarca Francesco gli fa visita

Gente Veneta - Dom, 18/02/2018 - 14:20

A sorpresa il Patriarca, domenica mattina a Cavallino, ha fatto visita a Jacopo Barbaro, ex giocatore di calcio del Padova – ha giocato anche con Del Piero – da 18 anni malato di Sla.

Il Patriarca si è intrattenuto con Jacopo, che ha colloquiato con mons. Moraglia tramite un computer, su cui il 43enne ex calciatore punta lo sguardo: vede le lettere, una alla volta, e il suo pensiero prende forma e si comunica tramite un sintetizzatore vocale. Il Patriarca gli ha chiesto di pregare per lui e per la Diocesi.

Quella di Jacopo Barbaro, infatti, è una storia di sofferenza, ma anche di umanità e di grande fede. Originario di Burano, ha sempre unito grande passione talento per il calcio. E’ nella squadra giovanile quando condivide l’appartamento con Alessandro De Piero; poi, giunto al Conegliano, la malattia si manifesta, nel 1999, sotto la forma di una difficoltà progressiva nel camminare.

La malattia via via gli paralizza i muscoli, non può muoversi e non può parlare. Riesce a respirare autonomamente, anche se a volte si rende necessario l’uso dell’ossigeno.

La fede è il sostegno di Jacopo e della sua famiglia: «Dio è amore», scriveva con gli occhi Jacopo un paio di anni fa, intervistato da GV. E aggiungeva: «Per me la fede è il senso della vita. La fede ti salva».

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Incidente sul Passante, all’altezza di Martellago: quattro feriti lievi

Gente Veneta - Sab, 17/02/2018 - 22:15

Un incidente che ha coinvolto due auto è avvenuto alle 19.05 di sabato 17 sul Passante di Mestre, al chilometro 392, poco dopo il casello di Martellago-Scorzè, in direzione Trieste.

Quattro i feriti, tutti lievi, soccorsi dal Suem-118. Sul posto sono intervenute anche la Polstrada, il soccorso stradale e quattro mezzi di CAV Spa con gli ausiliari della società autostradale in supporto alle operazioni di messa in sicurezza e ripristino della viabilità.

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Visita pastorale, il Patriarca alla parrocchia di S. Maria Elisabetta: mamma e papà siano testimoni di fede per i figli

Gente Veneta - Sab, 17/02/2018 - 19:41

I bambini, i genitori e i catechisti riuniti nella parrocchia di S. Maria Elisabetta, a Cavallino, hanno dato oggi pomeriggio il loro caloroso benvenuto al Patriarca sulle note del canto “Emmanuel” e battendo il ritmo con le mani. Un dialogo, quello iniziato alle 15.30, che ha permesso a piccoli e grandi presenti in una chiesa gremita, l’approfondimento di argomenti diversi.

Alcuni bambini hanno dato vita ad un momento speciale: un’intervista a tu per tu con mons. Moraglia che non si è risparmiato nelle risposte. Delle domande, queste alcune fra quelle poste: quando sei stato nominato Patriarca come ti sei sentito? Come comportarci per avvicinarci a Gesù? Quanto tempo dedichi alla preghiera nel corso della giornata e come preghi?

«Identifico l’inizio del mio cammino verso Gesù – racconta il Patriarca – con la mia infanzia: la parrocchia, la Messa domenicale con i miei genitori, il catechismo. Ho poi scelto di diventare prete a 19 anni, nonostante i miei volessero che mi iscrivessi all’Università. Quando il Signore chiama vuol dire andare verso l’unica strada in cui senti di poter realizzare la tua vita». E mons. Moraglia ha inoltre confidato il suo stato d’animo non appena venne nominato Patriarca. Una sorpresa da lui definita inimmaginabile e per la quale, inizialmente, non era preparato. «Allora – commenta – mi sono detto: Signore, se sei Tu che lo vuoi, mi porterai per mano». La riflessione è proseguita intorno al tema della preghiera, vista dal Patriarca come una vera e propria necessità: la sua giornata non può iniziare senza. «La preghiera – afferma – dona forza, sostiene il mondo ed è per tutti».

E l’incontro si è concluso insieme a genitori e catechisti, ai quali Moraglia ha affidato un messaggio emblematico: il genitore cristiano è colui che non si limita ad indicare al bambino la strada ma lo accompagna nel percorrerla. «La fede – sostiene – è qualcosa di necessario come l’acqua per bere e i ragazzi hanno bisogno di vedere quanto essa sia importante per mamma e papà».

(con la collaborazione di Alessandra Lazzarini)

 

Marta Gasparon

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Visita pastorale, il Patriarca all’incontro con il Comune di Cavallino-Treporti: dare ai giovani l’essenziale per combattere la solitudine

Gente Veneta - Sab, 17/02/2018 - 16:23

La seconda giornata dedicata alla Visita pastorale alla collaborazione di Cavallino-Treporti si è aperta questa mattina con l’incontro nel Palazzo del Municipio a Ca’ Savio tra il Patriarca, le realtà istituzionali e le diverse associazioni e categorie del territorio. Un’occasione, questa, per un confronto su alcuni temi caldi, come quello dei giovani, del turismo e dell’abbandono della campagna e delle attività ad essa collegate.

«Il cristiano rispetta le leggi ma un modo per rispettarle è anche quello di criticarle quando non sono giuste. Ed esiste anche il diritto di un popolo di obiezione di coscienza», commenta mons. Moraglia, evidenziando come manchino – al mondo d’oggi – maestri e valori realmente condivisi ed affermati.

«La crisi dei nostri ragazzi – continua – è una crisi di cultura: se non riusciamo a dare loro l’essenziale, rimangono smarriti, soli. È il mondo virtuale che si crea intorno a loro a gettarli nella solitudine». Un aspetto pericoloso, quello dell’isolamento, che il Patriarca spiega come possa talvolta portare – e la cronaca di questi giorni lo conferma – anche ad un gesto estremo. «Quando c’è un problema – spiega – è stando insieme che lo si risolve». E mons. Moraglia riflette anche sul ruolo delle associazioni – definite il meglio del territorio – che occupano un posto importante fra la politica e l’amministrazione.

«Quella di oggi è una giornata di confronto eccezionale. E’ indispensabile – sostiene la presidente del consiglio comunale Giorgia Tagliapietra – un coinvolgimento laico e religioso per affrontare assieme varie tematiche, prima di tutto l’aiuto ai giovani».

«Questo è un territorio meraviglioso dove ci sono tantissime risorse. Certo, le criticità non mancano, ma vanno affrontate. Patriarca, lei ci è sempre vicino: possiamo fare rete con la Chiesa veneziana», commenta infine il sindaco di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, sottolineando come i giovani debbano comprendere la realtà del turismo, impegnandosi a farla loro. (con la collaborazione di Giuseppe Babbo)

 

Marta Gasparon

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Visita pastorale, il Patriarca alla Scuola di preghiera: lo stile di Gesù è proporre, non obbligare

Gente Veneta - Sab, 17/02/2018 - 08:06

Gesù non obbliga mai: propone. È lo stile di Cristo al centro della riflessione che il Patriarca propone nell’incontro serale tenutosi nella chiesa di Treporti, a conclusione della prima giornata in cui la Visita pastorale fa tappa nella Collaborazione pastorale di Cavallino-Treporti.

L’incontro è un appuntamento della Scuola di preghiera aperta a tutti ma dedicata in particolare ai giovani. Come di consueto ha partecipato tutta la comunità del Seminario di Venezia.

Mons. Moraglia ha additato ai giovani in particolare due figure: Giuseppe Moscati (1880-1927), il medico dei poveri, canonizzato nel 1987, e Carlo Acutis (1991-2006), che in vite diverse hanno saputo coniugare impegno civile – il lavoro e lo studio – e preghiera.

La serata è stata anche occasione per la testimonianza di don Steven Ruzza, uno dei tre diaconi prossimi, ormai, all’ordinazione sacerdotale. Don Steven, raccontando la sua vita e la sua vocazione, ha sottolineato l’importanza della famiglia e l’esempio luminoso del suo parroco. Ha aggiunto poi che, dopo aver cercato l’amore umano, un sentimento che però gli stava stretto, ha trovato nell’amore fedele e totale di Dio la risposta appagante al suo desiderio più profondo. (con la collaborazione e le foto di Giovanni Carnio)

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Il Patriarca: le parrocchie e l’Arma, le istituzioni che garantiscono maggiore presenza sul territorio

Gente Veneta - Ven, 16/02/2018 - 18:49

È iniziata con l‘appuntamento al Centro “Ci siamo anche noi” la seconda tappa della Visita pastorale di mons. Moraglia alla collaborazione di Cavallino-Treporti. A seguire, intorno alle 17 di questo pomeriggio, il Patriarca ha incontrato i Carabinieri della caserma di Ca’ Savio.

«Voi siete un punto di sintesi della società perché sia chi lavora per il bene comune sia chi lavora contro, vede in voi un’azione di tutela, di contrasto, ma anche educativa. Al figlio che chiede alla propria mamma come mai vede quell’uomo in divisa, lei risponderà: perché lo dobbiamo riconoscere, è un’autorità. E per questo io vorrei ringraziarvi», ha commentato il Patriarca, sottolineando come le istituzioni che garantiscono una maggiore presenza sul territorio siano proprio l’Arma e le parrocchie. Una riflessione, questa, suscitata da un ricordo di quand’era vescovo di La Spezia.

«Due giorni dopo l’inondazione – ha raccontato – mi sono recato nei punti più toccati. E la gente incontrata mi diceva che i primi che avevano visto erano stati il maresciallo e il parroco».

«Noi parroci siamo aiutati dal Corpo dei Carabinieri quando siamo nella difficoltà, anche quando si tratta dei nostri ragazzi. Riusciamo ad avere sempre una risposta franca ed un aiuto da questi uomini per i quali nutriamo stima. Per questo credo che il nostro esserci fermati qui, oggi, sia significativo», è stato infine il commento di don Alessandro Panzanato, parroco di Ca’ Savio e Treporti.

 

Marta Gasparon

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Mais, produzione italiana sotto il 50% del fabbisogno. Un convegno di Confagricoltura il 22 febbraio

Gente Veneta - Ven, 16/02/2018 - 15:01

Sempre meno mais made in Italy: la produzione nazionale soddisfa ormai meno del 50% del fabbisogno del Paese. Lo rileva Massimo Blandino, ricercatore al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’università di Torino. Perciò, sostiene il ricercatore, diventa urgente l’introduzione di colture Ogm, oltre a sementi, e diserbanti e concimi innovativi.

Se ne parlerà giovedì 22 febbraio, a partire dalle ore 9, durante un convegno promosso da Confagricoltura Venezia e Rovigo, che si terrà a Cavarzere, a palazzo Silimbani (via Grignella 103 A).

Nell’ultimo decennio la produzione italiana di mais si è quasi dimezzata, con il paradosso che una larga fetta del granoturco necessario all’Italia è importato dall’estero, dove le normative sono molto meno stringenti e in molti casi è autorizzato l’utilizzo di Ogm. In Italia invece la nostra normativa vieta di coltivare mais Ogm. «Queste normative sono paradossali – afferma Romano Silimbani, presidente della sezione di Confagricoltura a Cavarzere – poiché i mangimi a base di Ogm sono il cibo principale degli animali allevati in molti paesi stranieri: si tratta di una buona parte della carne che poi viene importata dall’estero anche in Italia».

Tra l’altro, proprio nei giorni scorsi è stato reso pubblico il risultato di un’indagine condotta da Scuola Superiore Sant’Anna e Università di Pisa. Secondo questo studio, realizzato comparando quasi 12mila altri studi condotti in Usa, Europa, Sud America, Asia, Africa e Australia, il mais Ogm non è rischioso per la salute umana.

L’obiettivo del convegno è comunque approfondire gli aspetti delle diversi tipi di sementi (precoci, tardive, per mais bianco da polenta o giallo da mangimi, resistenti alla siccità o adatte a terreni irrigati in modo sistematico etc.) e delle innovazioni nel campo dei diserbanti. Infine grande attenzione anche ai concimi che possono nutrire semi e piante in diverse fasi ottimizzando lo sviluppo della coltura.

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Scuole paritarie di Gazzera e Asseggiano, festa e gioco alla Giornata dello Sport

Gente Veneta - Ven, 16/02/2018 - 13:17

Tanto gioco e promo approccio a un sano esercizio dello sport per i bambini delle scuole dell’infanzia paritarie San Giovanni Bosco alla Gazzera e Santa Maria del Suffragio ad Asseggiano.

L’iniziativa, una delle tappe delle Giornate dello Sport, promosse dalla Regione Veneto e rivolte agli studenti delle scuole, statali e paritarie, di ogni ordine e grado e delle scuole di formazione professionale del Veneto, si svolge per tutta al giornata di venerdì 16 febbraio.

A salutare i bambini nella loro Giornata dello Sport erano presenti , tra gli altri, i parroci della Gazzera, don Ottavio Trevisanato, e di Asseggiano, don Marco Scaggiante, il presidente regionale della Fism, Federazione italiana scuole materne, Stefano Cecchin, e l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini.

Sono intervenuti, anche gli insegnanti e i rappresentanti delle società sportive e associative del territorio che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa.

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