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Mestre: sagra di Bissuola al clou, è la ventesima edizione

Gente Veneta - Sab, 25/05/2019 - 22:55

Ventesima edizione per la sagra di Bissuola, che si tiene fino a lunedì 27 maggio. Ricco, presso la parrocchia di Santa Maria della Pace in via Varrone 14, il programma di iniziative: la musica è prevista ogni sera, dal vivo, così come sarà sempre disponibile lo stand gastronomico.

Da segnalare la mostra di modellismo navale, la festa (sabato 25 dalle ore 10) della scuola materna e la processione mariana, seguita dalla Messa, domenica a partire dalle ore 17. Lunedì, ultima sera, alle 21 spettacolo di magia “Ricky Magic Show”, tombola e estrazione della lotteria.

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Santa Maria di Lourdes a Mestre: il ritorno dell’organo restaurato e il ricordo dell’organista Marcello Girotto

Gente Veneta - Sab, 25/05/2019 - 22:20

Il ritorno di un organo restaurato e il ricordo di un uomo che, con sapere e fede, ne ha tratto musica liturgica e sacra per più di mezzo secolo.

L’organo Malvestio, appena restaurato, pronto per esser rimontato nella chiesa di Santa Maria di Lourdes

Nei giorni prossimi, nella parrocchia di Santa Maria di Lourdes a Mestre, si condensano questi due eventi. Lunedì farà ritorno in parrocchia l’organo Malvestio che, nel corso di questi ultimi cinque mesi, ha goduto di un importante intervento di restauro. Si tratterà ora di rimontarlo, a destra guardando l’altare, nella nicchia che lo ha sempre ospitato e che in questo tempo è rimasta vuota.

Il ritorno dell’organo Malvestio sarà anche l’occasione per avviare la manutenzione per l’altro organo della chiesa di Santa Maria di Lourdes: il Tamburini, collocato simmetricamente sull’altro lato rispetto al crocifisso e all’altare.

Ma nei giorni prossimi, precisamente venerdì 31 maggio, ricorrerà il primo anniversario della scomparsa di Marcello Girotto, che per più di 50 anni è stato titolare degli organi della chiesa di via Piave. «Per questo restauro – sottolinea il parroco, don Mirco Pasini – contavo molto sul maestro Marcello…, ma il Signore l’ha voluto con sé. Lo ricorderemo, insieme con i figli, la moglie e la comunità, venerdì 31 maggio alle ore 18.30 nella Messa serale».

Marcello Girotto, l’organista di Santa Maria di Lourdes, mancato il 31 maggio 2018. Nel primo anniversario verrà ricordato nella chiesa in cui ha suonato per più di mezzo seolo
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Mestre: a Santa Rita, domenica 26, concerto per tromba e organo

Gente Veneta - Sab, 25/05/2019 - 21:34

Grande musica nella chiesa di Santa Rita: domenica 26, alle ore 17, appuntamento con la Rassegna organistica di primavera 2019.

Protagonista un duo di tromba e organo, formato da Francesco Grigolo all’organo e Claudio Ongaro alla tromba; un duo che metterà ancor più in risalto la straordinaria versatilità e potenza del Grande Organo Tamburini di Mestre. In programma brani di Hielscher, Pierné, Händel, Franck e Duruflé. Ingresso libero.

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Ha operato anche a Mestre, al Sacro Cuore, il nuovo Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali: è fra Carlos Alberto Trovarelli

Gente Veneta - Sab, 25/05/2019 - 20:51

Ha operato anche a Mestre, nella parrocchia del Sacro Cuore, il nuovo Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali. È fra Carlos Alberto Trovarelli, eletto oggi, sabato 25 maggio, alla guida dell’Ordine.

Il Capitolo generale ordinario dei Conventuali, infatti, riunitosi al Sacro Convento in Assisi, ha deciso in questo senso. Fra Carlos appartiene alla Provincia religiosa “Rioplatense” di Sant’Antonio di Padova in Argentina e Uruguay. È nato a Cinco Saltos (Rio Negro, Argentina) il 22 giugno 1962.

Ha emesso la professione perpetua il 4 ottobre 1990 ed è stato ordinato sacerdote il 25 marzo 1995. Fino ad ora ricopriva il servizio di assistente generale della Federazione Falc (Federación América Latina Conventuales).

A Mestre fra Carlos è stato negli anni in cui era parroco padre Giorgio Morosinotto.

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Papadopoli: la panchina è restaurata, ma è transennata da mesi

Gente Veneta - Sab, 25/05/2019 - 11:36

Una bellissima panchina dipinta di fresco: rosso vivo i listelli in legno, grigio scuro i piedini in stile Liberty. Restaurata e… transennata. Inaccessibile al pubblico da oltre due mesi. Il lavoro di ridipintura risale a metà marzo e da allora la panchina fa bella mostra di sé ai Giardini Papadopoli, a due passi da Piazzale Roma. Intorno altre panchine, uguali, ma in condizioni molto più precarie: vernice scrostata, qualche listello mancante. Un controsenso si direbbe. Una spiegazione c’è. E arriva direttamente dalla segreteria dell’assessorato all’Ambiente che ha la competenza sui parchi pubblici. Con una precisazione doverosa: la manutenzione dei Giardini Papadopoli, per quanto riguarda la cura del verde, è stata affidata al vicino Hotel, a seguito di un accordo con il Comune. L’Hotel Papadopoli sta ampliando le cubature, dopo l’acquisto nel 2016 della casetta del custode (i lavori sono in corso). Per questo ha ottenuto un parziale utilizzo dei Giardini e in cambio si occupa del verde: la cura difatti è molto puntuale, le aiuole e gli alberi vengono potati regolarmente, così come i fiori vengono piantumati spesso, seguendo la stagionalità. Ma torniamo alla panchina misteriosa. L’ambito dei Giardini è vincolato e ogni intervento di ordinaria manutenzione, spiegano dall’assessorato, «deve seguire le indicazioni della Soprintendenza delle Belle Arti di Venezia. La panchina in oggetto è un campione di manutenzione che attende l’assenso della Soprintendenza e l’intervento sarà esteso anche alle altre panchine presenti». Ricapitoliamo: due mesi fa si è intervenuti restaurando la panchina, ora la pratica è alla Soprintendenza e si aspetta l’ok per “liberarla” dalla transenna e partire con il restauro di tutte le altre. Il tempo passa e l’impressione è che la “pratica” in Soprintendenza sia finita sotto un bel plico di altri interventi molto più urgenti. Forse è normale che sia così. Ma intanto ai Giardini la panchina transennata è diventata un’installazione “open air”, che potrebbe fare concorrenza alla Biennale. (S.S.L.)

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Giobatta Bianchini, i funerali: “È stato un esperto della comunicazione buona “

Gente Veneta - Ven, 24/05/2019 - 13:02
Una persona che costruiva legami, un entusiasta, un esperto della comunicazione buona”. Così don Fausto Bonini ha ricordato, nell’omelia, Giobatta Bianchini. La chiesa dei Gesuati a Venezia, la sua chiesa di una vita, era piena di parenti e amici che hanno desiderato dargli un ultimo saluto nella preghiera. Giobatta, mancato lunedì scorso a 91 anni, è stato capoufficio stampa dea Provincia di Venezia e presidente dell’Ucsi (Unione Cattolica stampa italiana) del Veneziano. “Lascia un’eredità”, ha aggiunto il diacono Giuseppe Baldan: “Essere cristiani concreti attraverso la gentilezza”. “Aveva un sorriso contagioso” ha concluso nella sua testimonianza una nipote: “Per me è stato un esempio di dolcezza ed eleganza”.
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Aqua Altra si allarga e trasloca in Campo Santa Margherita

Gente Veneta - Ven, 24/05/2019 - 11:24

E’ una storia per una volta a lieto fine quella della cooperativa Aqua Altra, la bottega del commercio equo solidale gestita da un gruppo di veneziani ai Carmini. «Potevamo chiudere e invece… traslochiamo». Dove? Nel cuore della movida di campo Santa Margherita dove per una volta non aprirà un nuovo bar ma una bottega aperta al mondo, eppure venezianissima. O forse proprio per questo veneziana al cento per cento. Perché il commercio e gli scambi con il mondo sono nel dna veneziano fin dai tempi della Serenissima. E Aqua Altra, nella sua piccola bottega aperta nel 2006, propone la versione equa e solidale del commercio, che significa rispetto per i piccoli produttori dei paesi poveri del mondo. Non solo, significa anche progetti sociali realizzati in collaborazione con le principali istituzioni cittadine in favore di persone svantaggiate…

Un nuovo inizio. La storia a lieto fine è in realtà un nuovo inizio. Perché lo spazio ai Carmini iniziava a diventare tanto stretto quanto oneroso. La storia è quella che purtroppo conoscono tante realtà commerciali veneziane: gli affitti aumentano perché il “mattone” veneziano vale oro. E allora i soci della cooperativa, tutti volontari, stavano valutando l’ipotesi peggiore, quella di chiudere. «Fatti i conti, si rischiava di non rientrare più dalle spese per affitto e costi di gestione», spiegano. La bottega, date le piccole dimensioni, dà lavoro a una dipendente part time e a una persona svantaggiata (secondo i requisiti delle cooperative sociali di tipo B). Dentro, poi, gravitano tanti soci volontari e moltissimi giovani, veneziani e universitari fuori sede, in uno scambio generazionale quanto mai proficuo.

Lo “zampino” del parroco. L’ipotesi di chiudere tutto, purtroppo, era già sul tavolo. Ed ecco arrivare la svolta. Un fondo di bottega a Santa Margherita disponibile ad un affitto abbordabile. Possibile? «Sì – spiegano i soci – perché i proprietari sono persone che guardano prima al bene del prossimo e della città, poi al profitto». A mettere in contatto la cooperativa con questa famiglia è l’ex parroco don Silvano Brusamento, che guarda caso è tra i soci fondatori di Aqua Altra. Il fondo fino a un paio d’anni fa ospitava lo storico negozio di erboristeria. Poi purtroppo l’anziana titolare è mancata e lo spazio è rimasto vuoto fino ad oggi. Nel frattempo non sono mancate le offerte di chi già pensava di aprire l’ennesimo bar in campo Santa Margherita. «I proprietari ci hanno detto di averne ricevute una ventina, ma non si sono lasciati tentare», raccontano ancora i soci. A giugno, dunque, Aqua Altra traslocherà in questo nuovo spazio, più ampio e proprio nel cuore di Campo Santa Margherita. «In queste settimane stiamo lavorando al nuovo allestimento e tanti veneziani hanno messo la testa dentro preoccupati che aprisse l’ennesimo locale. Qualcuno, dopo aver sentito che avrebbe aperto tutt’altro, ci ha persino abbracciati».

Una raccolta fondi on line. Allestire il nuovo spazio (e traslocare) richiede un certo investimento. Una cifra non esagerata, ma comunque importante per una attività commerciale di piccole dimensioni. Una cifra che per ora non c’è. Da qui l’idea di lanciare una campagna di crowdfunding. Sul sito www.produzionidalbasso.it è presente il link per la raccolta di fondi (si intitola Aqua Altra sfida Venezia). Non si chiedono grandi cifre, ma si fa appello soprattutto alla generosità dei tanti veneziani che ogni giorno vedono la città soccombere sotto il peso del turismo e delle attività economiche tutte votate ai visitatori lampo. «La speranza – concludono i soci – è che tante persone partecipino per aiutarci. Con una piccola donazione possono lanciare un segnale, per dire che la sfida per far vivere Venezia si può ancora vincere. Noi almeno ci proviamo».
Serena Spinazzi Lucchesi

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Aziz, presentati i racconti dal carcere, illustrati dagli studenti dell’Accademia di Venezia

Gente Veneta - Gio, 23/05/2019 - 22:04

Otto anni, 252.288.000 secondi per cambiare vita. Abdelaaziz Aamri, detenuto marocchino arrivato o scontare nel carcere di Trento metà della sua pena per spaccio e sequestro di persona, sta provando a rinascere.

“Mai più qui – La forza di ricominciare” è la raccolta di venticinque racconti che Aziz ha scritto durante le notti di detenzione. Parlano della sua infanzia, l’incontro di chi per alcune caramelle in cambio lo ha spinto a spacciare la droga e l’arrivo in carcere, fino alla rinascita, il riavvicinamento con la sua famiglia e il perdono.

Tra i racconti anche quello di padre Fabrizio Forti, sacerdote mancato inaspettatamente, che per i detenuti era un fratello e un amico, a cui il libro è dedicato. I racconti, che Aziz ha finanziato personalmente con i soldi guadagnati facendo dei lavori in carcere, sono stati presentati questa mattina nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti. Il libro, che fa parte del Progetto Aziz, promosso dall’Associazione “Venezia: Pesce di pace” di cui è responsabile la giornalista Nadia De Lazzari, è selezionato per il Festival dello sviluppo sostenibile.

Fruttuosa la collaborazione con l’Accademia che per la giornata ha ospitato la mostra “Le parole e le immagini” con le incisioni, i disegni e gli oli su tela realizzati da studenti e docenti di Venezia e Tunisi per illustrare i racconti. «Un’esperienza per gli studenti non solo di crescita artistica ma anche civica. Un luogo lontano come il carcere è diventato vicino», ha sottolineato la presidente dell’Accademia Luana Zanella.

«Le opere realizzate vogliono tradurre in materia le memorie del carcere, trasformando il dolore in segno, colore e passione. L’Accademia infatti non è un contenitore a parte ma deve essere in contatto e a disposizione della realtà che la circonda» ha detto invece il direttore Giuseppe La Bruna.

Presente anche la console del Marocco, Almina Selmane: «Aziz deve essere d’esempio di rinascita per tutti gli altri detenuti. Dobbiamo aiutare le persone che hanno scelto la strada sbagliata» ha detto, sottolineando il valore del progetto e ringraziando Nadia De Lazzari. È stata lei infatti a credere in Aziz fin dall’inizio, da quando lo coinvolse nella traduzione delle frasi scritte in turco dai bambini aderenti al progetto “Disegni a sei mani”.

All’epoca Aziz non conosceva ancora l’italiano; poi, scoprendo il linguaggio dei bambini, ha deciso di voler imparare la lingua e prendere il diploma di terza media. Infine l’idea di scrivere il libro. «Quando gli ho detto che i suoi racconti sarebbero stati illustrati si è profondamente commosso», racconta De Lazzari: «Ieri ho ricevuto la telefonata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si è complimentato e ci ha spronato ad andare avanti».

A sostenere il progetto anche il Presidente della Comunità Religiosa Islamica Imam Yahya Pallavicini, il Rabbino Capo di Venezia Scialom Bahbout e l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi.

Francesca Catalano

 

Francesca Catalano

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Marco Maguolo, il liutaio di Favaro. Nelle sue chitarre c’è Venezia

Gente Veneta - Gio, 23/05/2019 - 20:35

Le sue chitarre sono una fiaba di Collodi. Lui le partorisce e loro vibrano quanto le corde vocali di Pinocchio. Il mastro Geppetto di Favaro Veneto si chiama Marco Maguolo.
È l’unico liutaio veneziano ad animare chitarre classiche. Una sua Ducale, il suo pezzo forte, è finita in esposizione al conservatorio di Bruxelles. Un’altra, commissionata dal concertista Marco Zanatta, è un introvabile ibrido tra chitarra classica e liuto barocco da tredici cori e ventuno corde.
Per assicurarsi una sua creazione c’è chi è in lista d’attesa da due anni. Zero pubblicità. È tutto un passaparola tra musicisti, strimpellatori e collezionisti che pizzicano soddisfatti le corde dei suoi gioiellini.

Un mese e mezzo di lavoro per una chitarra. E non sono solo italiani. In coda ci sono messicani, statunitensi, coreani, giapponesi, francesi, svizzeri. Lui si arma di scalpellini e fioriscono sinuosità dal legno grezzo.
Lo fa nella rossa casetta favarese di via San Donà, quella che si affaccia alla rotonda di via Martiri e al principio di Carpenedo. A volte ci lavora fino alle 3 di notte, fino a quando la palpebra non ne può più di nascondersi.
Ci vuole almeno un mese e mezzo perché una sua chitarra veda luce. E lavora con un minimo di quattro strumenti contemporaneamente. È lì, davanti alla magia del suo scalpello, che i clienti sgranano gli occhi.
Il liutaio passa con loro ore ed ore per comprendere che tipologia di strumento vogliono davvero, per costruirlo a loro immagine e somiglianza. Alcuni, quando vengono da lontano, li ospita per una notte nella stanzina dove si corica quando fa tardi e non riesce a tornare a casa.
«È difficile per me chiamarli clienti. Tra noi c’è un confronto umano – confida il liutaio 43enne – uno scambio di storie personali. Quando vendi uno strumento vendi anche il rapporto che si è creato. Per questo è sufficiente il passaparola».

Nelle chitarre di Marco c’è la bifora di palazzo Ducale. Un passaparola di capolavori: «Zanatta, ad esempio, è un chitarrista classico che ama il repertorio barocco del Seicento e voleva uno strumento con cui suonare musica da leggere direttamente dal tetragramma, senza cambiare modalità di attacco della mano. Invece l’idea di avere una mia chitarra classica, che chiama italianità e venezianità nel cuore d’Europa, a Bruxelles, è motivo d’orgoglio: l’idea di un pronipote che possa andare lì a vedere la chitarra fatta da un suo antenato – fantastica mastro Maguolo – è veramente bello, una sorta di immortalità foscoliana», sorride.
E di venezianità le sue Ducali ne hanno da vendere. «Quando guardi la mia chitarra vedi Venezia». Gli indizi ci sono tutti (a partire dal nome), basta fare attenzione ai dettagli.
Nella rosetta, il perimetro del foro che penetra la cassa, è richiamata la bifora di palazzo Ducale. Il profilo della paletta, l’estremità dello strumento, è la silhouette della città lagunare al tramonto.
Il bordino nero che ne rincorre le forme evoca la gondola che danza in laguna. Il tallone, la parte del manico che incontra le fasce, fa il verso al naso della bauta. Nei filetti verdi, bianchi e rossi, invece, il richiamo alla bandiera italiana.

È la città stessa di Venezia che educa i nostri occhi». «Ho a cuore il mio Paese. Tengo a sottolinearlo nello strumento, come il gesto di un artigiano che riconosce all’Italia e a Venezia il fatto che se ha gusto per l’estetica e la forma lo deve al vivere in un Paese e una città bellissimi, circondato dall’arte. Io dico che è la città stessa che educa i nostri occhi».
E con lui Venezia l’ha fatto per bene, visto che questo mestiere (così come la sua estetica) se l’è inventato. Figlio di operaio e lui stesso operaio, a 27 anni si licenzia dalla fabbrica margherina che gli dà da vivere per seguire il suo sogno, costruire chitarre.
«Facevo il tecnico interno. Mi hanno dato tre anni di tempo per vedere se le cose funzionavano. E per fortuna hanno funzionato. Ho sempre saputo che avrei fatto questo lavoro».
Una sorta di chiamata? «Sì, sono stato incosciente forse a mollare tutto, ma è stata una cosa naturale».

«La prima chitarra ce l’ho ancora». Una vocazione che nasce nel seminterrato di casa Maguolo. Lì c’è un bancone con gli attrezzi, che serve a riparare le cose che si rompono in casa. «Da piccolo mi dilettavo lì. Poi mi sono appassionato di musica, a 15 anni. E con il tempo ho capito che sarei potuto essere più artigiano che musicista».
A 23 anni si arma di legno e libro fai da te «e costruisco la mia prima chitarra. Ce l’ho ancora. È una chitarra classica. È l’unica che mi sono tenuto».
Poi Maguolo frequenta il laboratorio del maestro Mario Novelli, la Scuola di liuteria di Milano con il maestro Pietro Cavalazzi e quella di Pieve di Cento con il maestro Marcello Bellei. Ora le sue creazioni possono costare dai 3.300 euro ai 4.800 euro. «Una fascia medio bassa» la definisce l’artigiano, considerando che nell’ambito della chitarra classica uno strumento storico, ad esempio, può arrivare a costare 300 mila euro.

Il lavoro non manca: ordini per due anni. «I liutai in Italia costano poco, in media. Eventi come Roma expo guitars hanno come obiettivo proprio il far riscoprire lo strumento italiano all’estero».
Eppure il maestro Maguolo di lavoro ne ha tanto. Se da oggi rifiutasse nuovi ordini continuerebbe comunque a lavorare per i prossimi due anni. Verrebbe quasi da suggerirgli di alzare i prezzi. «Ho passato gli anni della crisi indenne e la richiesta è tanta, è vero, ma questo avviene solo per chi sa inserirsi in questo mercato nel modo giusto. Devi essere per un venti per cento in pieno possesso della tua materia e per l’ottanta per cento capace di relazionarti con le persone».
E i colleghi come fanno? «La situazione è cambiata negli ultimi anni. A livello nazionale la qualità si è alzata, la vedo anche nei miei colleghi. A lavorare tenendo alta la qualità in Veneto siamo una mezza dozzina. In Italia superiamo la quarantina. C’è molta collaborazione e stima tra di noi».

Giulia Busetto

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Tra un voto europeo e l’altro Venezia perde più di 7mila elettori (-4%)

Gente Veneta - Gio, 23/05/2019 - 12:57

In cinque anni, nel Comune di Venezia, si sono persi più di 7mila elettori. Domenica 26 maggio, al voto per il rinnovo del Parlamento europeo, hanno diritto a presentarsi 200.801 persone (94.643 uomini e 106.158 donne).

Cinque anni fa, il 25 maggio 2014, per la medesima consultazione elettorale, gli aventi diritto erano stati 208.060 (97.156 maschi e 110.904 femmine).

I dati sono del Servizio elettorale del Comune di Venezia. La ragione del calo, attorno al 4%, è legata al ridursi della popolazione residente, che ormai scende sensibilmente non solo nella città storica o nelle isole ma anche in terraferma.

Si sono invece ridotti sensibilmente gli ultracentenari residenti: erano 128 la scorsa tornata (13 maschi e 115 femmine), mentre stavolta saranno 83 (12 uomini e 71 donne).

Infine, il prossimo 26 maggio saranno 666 (346 maschi e 320 donne) i giovani che andranno per la prima volta al voto. Cinque anni fa erano molto di più (2.272), ma questo dipende dall’intervallo più lungo intercorso dalle elezioni precedenti. Nel giorno del voto, però, un lustro fa compivano i 18 anni 5 ragazzi; stavolta neanche uno.

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Danza, domenica 26 al Toniolo di Mestre, per la missione di Ol Moran

Gente Veneta - Gio, 23/05/2019 - 11:04

Quando l’amore per l’arte è missione. Al teatro “Toniolo” di Mestre, domenica 26 maggio, alle ore 20.30, la scuola “A. S. D. Ritmidanza” propone lo spettacolo “Danza per le missioni”, una serata in cui la passione e i talenti degli allievi della scuola sono rivolti a sostenere la parrocchia missionaria di San Marco Evangelista di Ol Moran, in Kenya.

A coordinare i ragazzi, dai sei anni in su, e curare la direzione artistica è la maestra Loredana Avagliano, direttrice della scuola di danza.

L’appuntamento spegne quest’anno le sedici candeline e si compone di due parti, come ogni anno: un saggio di danza classica, con tema “Il grande spettacolo – il Circo”. La seconda parte sarà un musical: “Happy ending”, e se anche i cattivi delle storie per bambini volessero il loro lieto fine? Il titolo del musical è un inedito scritto da Christian Ginepro (ospite della serata). Gli allievi, oltre a danzare, canteranno dal vivo.

Ma come è nata questa iniziativa? «Ogni scuola di danza fa il suo saggio finale, spesso con il fine di finanziarsi – spiega Loredana Avagliano – ma dialogando con don Fausto Bonini, che conoscevo per aver lavorato con lui a Gente Veneta, e che poi è stato parroco al Duomo di Mestre, abbiamo pensato di organizzare una serata per raccogliere fondi per le missioni».

Da allora il saggio finale ha sempre avuto questa finalità. Da quando però “Danza per le Missioni” si è legata ad Ol Moran?
«Da quando don Giacomo Basso, già cappellano in Duomo, venne destinato a quella comunità – continua Loredana Avagliano – abbiamo voluto sostenerlo: ogni anno, se non è presente, facciamo un collegamento video con lui durante lo spettacolo».

I ragazzi della scuola comprendono l’importanza di questo gesto? «Oggi non è facile essere educatori, tuttavia ritengo che siano importanti questi momenti: è un modo per dare un esempio e aiutare i giovani a riflettere» conclude Loredana Avagliano.

Marco Zane

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Venezia: venerdì 24, in basilica della Salute, il Fondo musicale del Seminario e le sonate del compositore Sardelli

Gente Veneta - Gio, 23/05/2019 - 09:23

Una doppia presentazione e un concerto. L’appuntamento di venerdì 24 maggio in Basilica della Salute (ore 16.30) è denso di interesse da più punti di vista. Saranno infatti presentati il Catalogo del Fondo musicale del Seminario patriarcale (Leo Olschki editore) e il cd “6 sonate a tre” di Federico Maria Sardelli. Seguirà poi l’esecuzione dal vivo delle sei sonate, con i musicisti che hanno registrato le musiche, diretti dallo stesso Sardelli.

Per chi non lo conoscesse, Federico Maria Sardelli è compositore, direttore, studioso tra i massimi conoscitori di Vivaldi e scrittore.

Un eclettico, che compone musiche barocche, perfettamente in linea con il gusto estetico del Settecento veneziano. «Sardelli non compone in un generico stile barocco, né tantomeno in un ‘neo-barocco’ contaminato da elementi contemporanei. Il suo intento è strettamente storicistico. Egli sceglie un punto geografico e un’altezza cronologica e poi si domanda: come si componeva a Venezia agli inizi del secondo decennio del Settecento? Solo da una circostanza estetica precisa può scaturire musica stilisticamente convincente, anzi perfettamente aderente a un idioma storico», scrive Anton Ulrich Binder introducendo il cd, definendo le composizioni di Sardelli come “barocco vivente”.

Gli esecutori delle sonate sono alcuni noti musicisti veneziani, a cominciare da Paola Talamini, organista titolare della Basilica della Salute, per proseguire con Stefano Bruni e Giovanni Battista Scarpa (violino), e Lorenzo Parravicini (violoncello). Proprio l’organista Paola Talamini sta procedendo alla trascrizione dei manoscritti musicali presenti nell’archivio del seminario, proponendo di volta in volta l’esecuzione, almeno per quanto riguarda le trascrizioni per tastiera.

«Il catalogo – spiega Talamini – è uno strumento di consultazione utile per i musicologi e i musicisti, perché rende più facilmente accessibili i documenti conservati nell’archivio». Il fondo musicale del Seminario non è ampio (sono 34 faldoni), ma è molto interessante.

Vi sono musiche composte e scritte appositamente per il Seminario, ma non solo: «Molte partiture sono frutto di lasciti e donazioni». Nel fondo si trova l’opera di Johann Simon Mayr, compositore bavarese, maestro di Donizetti, la cui opera Lodoiska fu rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice nel 1796. «Anche se probabilmente non è così, a Mayr viene attribuita la composizione della canzone veneziana “La biondina in gondoleta”. Una attribuzione che non trova riscontri, ma la tradizione vuole così», aggiunge Talamini.

Vi sono poi brani di Lucchesi, arie e duetti di musica profana probabilmente donate da cantanti e musiche sacre scritte per il seminario. Un patrimonio che va a completare il panorama veneziano dei fondi musicali coevi del ‘700 e che il catalogo rende più facilmente accessibile.

Serena Spinazzi Lucchesi

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Il regno delle orchidee in mostra al Muse di Trento: sabato 25 e domenica 26 trecento esemplari in mostra

Gente Veneta - Mer, 22/05/2019 - 21:16

Orchidee dai fiori spettacolarmente colorati e profumati, orchidee piccolissime, orchidee che profumano al calar del sole ed orchidee che mostrano la propria bellezza per un solo giorno…

Sono le caratteristiche di alcuni dei 300 esemplari di orchidea che sabato 25 e domenica 26 maggio, verranno esposti al Muse, Il Museo della scienza di Trento, nella serra tropicale.

Le orchidee saranno messe a disposizione da appassionati, associazioni e vivai. In entrambi i giorni, all’ingresso del Muse sarà inoltre possibile acquistare orchidee particolari e rare assieme ad orchidee più classiche adatte ai coltivatori non ancora esperti, grazie alla presenza di 5 espositori specializzati: due italiani, due tedeschi ed uno proveniente dall’Ecuador. Successivamente, fino al 31 maggio, una selezione di orchidee resterà visitabile nella serra del Museo.

La famiglia delle orchidee comprende circa 800 generi, 30.000 specie e oltre 100.000 ibridi e varietà coltivate. Occupa un posto speciale tra le piante superiori per le dimensioni dei fiori che variano da una capocchia di spillo fino ad un piatto da portata, per la complessa forma dei fiori dai colori vividissimi e sgargianti, per i piccolissimi semi simili a finissima polvere che sono privi di sostanze di riserva e richiedono un fungo simbionte per poter germinare, per i tanti luoghi in cui possono crescere, dall’Artico ai Tropici, nel terreno, sugli alberi (epifitiche) e sulle rocce (epilitiche), per le radici che si adattano ad assorbire acqua e nutrienti dal terreno ma anche dall’aria, essendo in grado di assorbire l’umidità e i nutrienti aereodispersi.

Misteriosi e affascinanti i fiori mettono in essere tanti diversi stratagemmi per attirare gli impollinatori. Creano piccole trappole a forma di scarpetta in cui l’insetto cade e per uscirvi è costretto a strofinarsi sulla massa pollinica che aderisce al suo dorso. Producono lunghissime protuberanze filiformi ricche di nettare al fondo che richiamano falene notturne dalla proboscide lunga fino a 40 cm, come la famosa orchidea di Darwin (Angraecum sesquipedale) per cui lo studioso inglese predisse l’esistenza della falena impollinatrice prima questa fosse scoperta. Assumono l’aspetto di altri insetti per attirare l’impollinatore con un richiamo sessuale. Alcune sono facilissime da coltivare altre difficilissime.

Le tecniche moderne di coltivazione hanno reso possibile la produzione industriale su larga scala di alcune specie tropicali che ben si adattano all’ambiente domestico riuscendo a resistere anche alla bassa umidità a temperatura ambiente come le Phalaenopsis e i Paphiopedilum che quasi tutti abbiamo visto e probabilmente acquistato qualche volta dal fioraio o al supermercato.

La mostra di Orchidee tropicali è organizzata in collaborazione con l’Associazione Trentino Orchidee (ATO) e la Federazione Italiana Orchidee (FIO).

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Venezia, è morto Giobatta Bianchini, emblema di umanità e testimonianza cristiana

Gente Veneta - Mar, 21/05/2019 - 12:32

È morto uno dei veneziani che più hanno segnato, per stile, umanità e testimonianza cristiana, la vita della città in questi decenni. Nelle prime ore di martedì 21 è mancato Giobatta Bianchini.

Aveva 91 anni e la fragilità dell’età lo segnava da tempo. Il 90° compleanno, però – come mostra la foto di apertura – lo aveva visto, nel novembre 2017, ancora ricco di quella brillantezza e straordinaria cordialità che sempre l’avevano contraddistinto.

Veneziano di una delle famiglie più note e antiche, Giobatta è stato capoufficio stampa della Provincia di Venezia e presidente dell’Ucsi, Unione stampa cattolica italiana.

Da una vita vicino e affezionato a Gente Veneta, come vicini e affezionati – e grati per la lunga amicizia di cui si è potuto godere – sono tutte le persone dello staff del settimanale diocesano, che porgono le condoglianze ai figli di Giobatta.

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Viviamo Venezia, torna la festa in campo San Sebastiano

Gente Veneta - Mar, 21/05/2019 - 08:41

Si veste di verde la nuova edizione della festa “Venezia, uno spazio da vivere assieme” organizzata dall’Associazione Viviamo Venezia. Arrivata alla 20esima edizione, anche questa festa insieme a tutte le altre che si svolgeranno d’estate in città, utilizzerà piatti e stoviglie total green. «Vogliamo diminuire l’utilizzo della plastica per ridurre anche in queste circostanze l’inquinamento ambientale e le difficoltà relative al riciclo», spiega a GV Corrado Claut, presidente dell’Associazione organizzatrice. Una scelta etica dunque che porta il buon esempio in città, nonostante il costo del materiale compostabile utilizzato sia il triplo di quello in plastica. I piatti saranno in cartone di pasta di cellulosa, mentre bicchieri e posate in plastica riciclabile. «Cercheremo di porre l’attenzione su quest’aspetto ed incentivare la raccolta differenziata» continua Claut. La festa si terrà il 24, 25 e 26 maggio in collaborazione con scuole, associazioni e con le parrocchie di San Nicolò dei Mendicoli, Angelo Raffaele, Carmini, San Trovaso e Gesuati.

Musica e mercatino del volontariato. Inizierà venerdì alle ore 19 con l’apertura dello stand gastronomico e alle 21 un tributo a Rino Gaetano con la musica del gruppo “Ex Voto band”. Da sabato invece, a partire dalle 16, ci saranno gli stand del mercatino del volontariato e della solidarietà con le associazioni Aido, E’ solo l’inizio, Casa Famiglia, Usa e non getta, e altri stand informativi tra cui quello di Legambiente. Sempre alle 16 si terrà l’esposizione della mostra “Mosaici, vetrate e pavimenti… a Venezia” con disegni realizzati dai bambini delle scuole elementari Gozzi, Diedo, Zambelli, Diaz, Manzoni, Istituto delle Suore Figlie di San Giuseppe del Caburlotto e Istituto Cavanis, comprese Duca D’Aosta e Renier Michiel, quest’ultime solo loro con 7-8 classi. Un appuntamento ogni anno sempre molto partecipato che alle 19 vedrà la premiazione dei lavori migliori con i rappresentanti delle scuole. Continua la festa poi alle 17 con giochi per bambini a cura degli Scout Venezia 6.

Dibattito sulla residenzialità. Alle 17.30 invece si terrà il dibattito pubblico sulla residenzialità, grazie ad un gruppo di architetti legati allo Iuav, che stanno raccogliendo dati su seconde case e B&B che vanno a discapito della residenzialità in città. Infine alla sera il gruppo “Play Black” alle 20.30 proporrà musiche southern rock-blues. La giornata di domenica 26 si aprirà con la S. Messa in Campazzo S. Sebastiano celebrata da don Paolo Bellio. Durante la giornata seguirà alle ore 17 il teatrino di marionette a cura della Compagnia Sempre Pronti dal titolo “Arlecchino, Brighella e il tesoro della barena”. La compagnia si riconferma così per la festa punto di riferimento importante nel coinvolgere il mondo dei più piccoli. Alle 19 continua la festa con il Coro di voci dei bambini della Scuola Renier Michiel, guidati da Diana D’Alessio, che è anche direttrice del Coro di voci bianche della Fenice. Alle 20.30 invece grande attesa per l’ensemble vocale dei Joy Singers che proporrà brani gospel, pop e jazz. Infine alle 22.30 chiude l’evento l’immancabile estrazione della lotteria. Quest’anno una ventina sono i premi esclusivi: due notti in spa per 2 persone, una smart Tv 32’’ e un robot aspirapolvere, ma anche un eBook Kindle, una cornice in argento, un oggetto artistico di una vetreria di Murano, cene per due e due ingressi alla Scuola Grande di S. Rocco. Obiettivo della lotteria è raccogliere fondi per Casa famiglia San Pio X e per le missioni in Kenya e nelle Filippine delle suore Caburlotto. La sagra all’Anzolo Raffael è resa possibile grazie all’aiuto di una quarantina di volontari, di cui più di una trentina sono gli scritti all’Associazione: «La festa è attesa ogni anno da molte persone. Scopo è coinvolgere i residenti e presentare la Venezia minore non frequentata da turisti ma – conclude Claut – che vuole continuare a vivere».
Francesca Catalano

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“Dialoghi per la città”: in 120 a proporre idee per il futuro buono di Mestre e Venezia

Gente Veneta - Mar, 21/05/2019 - 07:47

Il primo incontro pubblico di Dialoghi per la città – iniziativa “accesa” da alcuni parroci mestrini – ha messo in moto un processo che vede come protagonisti responsabili i cittadini.

L’incontro si è tenuto sabato 18, a Forte Marghera. Al centro, spiegano gli organizzatori, «il metodo della democrazia deliberativa, che è stato esercitato con successo grazie all’apporto collaborativo e creativo di 120 partecipanti, tanto nella fase della presentazione dei dati, quanto in quella creativa dei dieci tavoli di lavoro coordinati da altrettanti “facilitatori” e dell’assemblea finale, che ha posto all’assessore Massimiliano De Martin le istanze e le proposte concrete di partecipazione attiva emerse e condivise in varia misura».

Il processo sperimentato – continuano i promotori dei Dialoghi – «si è compiuto, pur nei limiti di tempo e quindi con il bisogno di approfondimenti, con successo in questo primo incontro, perché le persone tornando a casa possono affermare con positiva coscienza civica: “Ci siamo!”. Dacché il motore gira bene e il carburante della cittadinanza attiva funziona, l’iniziativa prosegue nei prossimi incontri».

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Papa Francesco ai vescovi italiani: probabile un prossimo Sinodo della Chiesa italiana. Sinodalità e collegialità sono «la cartella clinica della Chiesa»

Gente Veneta - Lun, 20/05/2019 - 17:09

È probabile, nel prossimo futuro, un Sinodo della Chiesa italiana. Ne ha parlato pochi minuti fa Papa Francesco, aprendo a Roma i lavori dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale italiana, l’assemblea dei vescovi italiani.

«Ho sentito dei rumori in tal senso, ultimamente», ha detto, sorridendo, il Pontefice: «Rumori che sono arrivati fino a Santa Marta…

Nel suo intervento il Papa si è soffermato, in particolare, sul tema della sinodalità: «Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio aspetta dalla Chiesa del terzo millennio. È una dimensione costitutiva della Chiesa».

«La sinodalità – ha sottolineato ancora – indica lo specifico modus vivendi e operandi nella Chiesa, che si manifesta e realizza in concreto nell’essere in comunione, nel radunarsi del popolo di Dio in assemblea, nel partecipare attivamente a tutta la missione della Chiesa».

Coinvolgimento e partecipazione di tutto il popolo di Dio richiamano direttamente anche il concetto di collegialità. «La collegialità è la forma specifica in cui la sinodalità ecclesiale si manifesta e si realizza, attraverso il ministero dei vescovi, al livello della comunione fra le Chiese particolari e al livello del rapporto fra tutte le Chiese e Chiesa universale. Ogni autentica manifestazione di sinodalità esige l’esercizio del ministero collegiale dei vescovi».

Un tema fondamentale – quello della sinodalità – al punto che Francesco ne ha parlato come della «cartella clinica dello stato di salute della Chiesa italiana e del vostro operato pastorale di vescovi».

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Utile a 15 milioni: risultato 2018 da record per CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia

Gente Veneta - Lun, 20/05/2019 - 10:21

Risultato record per l’utile, che arriva a quasi 15 milioni di euro. È il dato approvato venerdì 17 maggio dall’assemblea dei Soci di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia, nella riunione tenutasi a Quinto di Treviso. Il bilancio 2018 approvato è il migliore della storia, a dimostrazione – sottolinea la banca in un comunicato – che le due fusioni, effettuate in poco meno di tre anni, creano valore se si opera con abilità e prudenza di gestione.

“Il bilancio attesta un impegno veramente significativo. I Crediti Cooperativi sono chiamati ad operare prevalentemente con i propri Soci ed è per questo che il risultato di CMB deve essere sentito dai Soci veramente con una punta di orgoglio” ha detto Marco Pistritto Coordinatore del Presidio Territoriale di Padova per Iccrea Banca presente all’assemblea.

CMB è oggi, per dimensioni, la terza BCC del Veneto. Nel corso del 2018 ha segnato un aumento di 51 milioni di euro della raccolta, che si assesta ad un totale di oltre 2 miliardi di euro.

Previdenza integrativa e comparto assicurativo sono cresciuti nel 2018 rispettivamente del 23,5% e del 15,6%.

Gli impieghi vivi verso la clientela salgono a 1,3 miliardi di euro registrando nel corso dell’anno l’erogazione di credito all’economia reale pari a 201 milioni, 10 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente.

Aumentano i clienti, soprattutto i giovanissimi fino ai 25 anni. Nel corso del 2018 segnano un +18,41%. Aumentati, di oltre il 70%, anche i contributi per il sociale con lo stanziamento di 255 mila euro.

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Gambarare, venerdì 24 in Duomo concerto del coro Venezze Consort

Gente Veneta - Lun, 20/05/2019 - 08:48

Opere corali del romanticismo francese, tedesco e italiano: è il programma del concerto che il coro Venezze Consort di Rovigo terrà venerdì 24 maggio, alle ore 20.45, nel Duomo di Gambarare (ingresso libero).

Il gruppo corale Venezze Consort è un ensemble professionale impegnato in progetti e produzioni che vanno dalla musica antica a quella contemporanea e che collabora da tempo con teatri e con diverse istituzioni e personalità musicali.

Dal 1996 partecipa ad Opera Giovani del Teatro Sociale di Rovigo per la produzione di opere prime di autori contemporanei (Sani-Gregoretti, Mosca, Lucchetti, Furlani). Da segnalare pure la partecipazione alla pièce teatrale di Laura Granatella, al Teatro Studio di Milano, Maria di Magdala e l’esecuzione della Via Crucis di Franz Liszt con la coreografia di Simona Chiesa e il Corpo di Ballo della Scala nel Duomo Vecchio di Brescia.

Nell’aprile 2011 ha aperto il concorso internazionale di canto corale – Agc Verona con l’esecuzione della Messa di Gloria di Puccini presso il Teatro Filarmonico di Verona e, nel luglio 2012, ha eseguito il concerto inaugurale del concorso internazionale Seghizzi di Gorizia. Le scelte di repertorio sono indirizzate verso opere sinfonico-corali proposte in versione da camera e realizzate con organo o pianoforte nella trascrizione dall’orchestra del Maestro Francesco Finotti, con il quale il gruppo intrattiene rapporto di intensa e proficua collaborazione. Ha inciso un cd con opere inedite di Lorenzo Perosi per Libreria Editrice Vaticana.

Il Venezze Consort è diretto fin dalla sua costituzione dal Maestro Giorgio Mazzucato. All’organo e pianoforte Francesco Finotti.

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In tanti, al Green Garden, per un gesto d’affetto verso Nicola Zinelli, mestrino malato di Sla

Gente Veneta - Dom, 19/05/2019 - 14:41

In tanti, domenica 19 mattina, sui campi del Green Garden Village di Asseggiano, per tributare l’ennesima attestazione d’affetto a Nicola Zinelli, 56enne mestrino, malato di Sla da 13 anni.

I suoi amici hanno organizzato un torneo di calcio a 5 il cui incasso sarà devoluto alla famiglia per le cure cui, 24 ore su 24, Zinelli deve sottoporsi. A partecipare all’iniziativa “Diamo anche noi un calcio alla Sla” anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha ricevuto i ringraziamenti di Zinelli e ha avuto con lui uno scambio di doni.

In tanti hanno voluto, in presenza o meno, aiutare il 56enne costretto da anni in sedia a rotelle. Un copione che si ripete: 5 anni fa, infatti, allo stadio Baracca di Mestre, un migliaio di spettatori affollò le tribune dell’impianto per rendere tangibile la propria vicinanza a Zinelli.

La sua storia, fin dalla scoperta di essere affetto da sclerosi laterale amiotrofica, verrà raccontata anche in un film girato da Paolo Lirussi: “#Nico63”. La pellicola, che verrà presentata nelle prossime settimane (data e luogo precisi saranno annunciati dopo il 23 maggio sul sito www.nico63.com) ripercorre attraverso l’interpretazione di Andrea Pergolesi la vita del 56enne fino ai giorni nostri. Solidarietà e altruismo: anche oggi, grazie allo sport, si è dato “un calcio alla Sla”.

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